domenica 6 maggio 2012

'Wall Street: Money Never Sleeps' - la recensione




Oliver Stone sfrutta la recente crisi finanziaria del 2008 per riportate sullo schermo l'icona Gordon Gekko. Quello uscito dal carcere è all'apparenza un Gekko diverso sembra essere passato dalla parte del "bene" denunciando gli speculatori di wall street che lui ben conosce anche perchè nel corso degli anni nulla è cambiato in quel mondo e se è cambiato non è di certo in meglio. Nel frattempo cerca di ricucire il rapporto con la figlia grazie al contatto con il fidanzato di lei,un broker finanziario in bilico tra l'idealismo e la fame di successo. Ma in quel mondo niente è come sembra è ad un certo punto in vecchio Gekko torna ad apparire...

Stone continua col suo stile appariscente e a tratti bolso che contraddistingue i lavori degli ultimi anni (non è mai stato uno che lavora di fino ma un tempo il suo tocco aveva tuttaltri effetti) dando da una parte una certa epicità (spettacolari le carrellate e i voli su New York) al film fino a tre quarti dove si perde in tanti pre-finali che azzoppano il ritmo e dall'altra alcuni tocchi kitch assolutamente gratuiti come le tendine alla fine di una scena o uno spilt screen tra i più brutti mai visti.

La sceneggiatura cerca di mescolare la storia della finanza con la storia privata cercando di semplificare il più possibile la prima anche con degli spiegoni un po' noiosi anche se a livello di tensione fino ai 20 minuti finali riesce a portare a casa il risultato abbastanza dignitosamente.Rimane una certà ambiguità di fondo sul giudizio sulla finanza dei giorni odierni se da una parte c'è la condanna mostrando un Josh Brolin senza scrupoli c'è anche una forte indulgenza sui personaggi principali,il film non morde come dovrebbe.

Per quanto riguarda gli attori parto col migliore del lotto,un Frank Langella rabbioso e sofferente,grandissimo. Michael Douglas gigioneggia ma è sempre carismatico,Brolin ormai specilizzato nei ruoli di cattivo ha la faccia giusta per reggere il ruolo. Discorso a parte per Eli Wallach nei panni di un pezzo grosso della finanza senza scupoli che Stone vuole omaggiare (il protagonista ha la suoneria di "Il buono,il brutto e il cattivo") ma che alla fine diventa quasi una parodia/caricatura. Quelli che non convincono in pieno sono le nuove leve, uno "shia lebluff" anonimo (non so come è riuscito a diventare uno tra i nomi giovani più richiesti) e una Carey Mulligan troppo di maniera e limitata a fare le faccette tristi. Ah dimenticavo Susan Sarandon in un ruolo dimenticabile dovrebbe servire per rappresentare la crisi dei mutui ma in definitiva non aggiunge nulla al film anzi.

Rimane lo Stone sufficente degli ultimi anni il film scorre non ci si annoia troppo ma a fine proiezione rimane poco.


Xander

1 commento:

  1. vero! Concordo su la Carey Mulligan, qui mi è piaciuta poco!

    E anche il film, non troppo riuscito anche secondo me!

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