Si è tenuta ieri, con una diretta su Rai Uno, la 71a edizione dei premi David di Donatello.
Cambiano i conduttori, cambia la location, stavolta la cerimonia si è tenuta nel nuovo Teatro 23 degli studi di Cinecittà, purtroppo però non cambia la noia. Apertura vivace con Annalisa ma poi il ritmo è velocemente calato per lasciare il posto al solito andamento piatto, tante parole, pochi intermezzi per alleggerire, sicuramente ha pesato anche il clima generale e la protesta del Cinema Italiano verso le istituzioni. Fuori il red carpet, ci sono state manifestazioni, striscioni e sit-in.
A trionfare è stato il favorito della serata, Le Città di Pianura di Francesco Sossai, che ha portato a casa otto David, tra cui miglior film, attore, e regia. Tre premi (su 13 nomination) per Le Assaggiatrici di Soldini mentre è rimasto a secco Paolo Sorrentino con La Grazia, che aveva ricevuto ben 14 nomination, con il regista costantemente inquadrato ogni volta che non vinceva un premio.
Da sottolineare il successo delle "nuove leve", i quattro David tecnici a Primavera e i tre, sempre tecnici, a La Città Proibita, il kung fu movie romano di Gabriele Mainetti.
A vincere come migliore attrice protagonista è stata Aurora Quattrocchi (Gioia Mia), primo David alla notevole età di 83 anni. Sul palco è stata un'esplosione di gioia per lei. Migliore attore protagonista Sergio Romano (Città di Pianura) e migliore attore non protagonista Lino Musella (Nonostante), che nel discorso di ringraziamento ha citato Robert De Niro: "ha detto che l’arte è una minaccia per autocrati e fascisti: ringrazio tutti gli uomini e le donne della Flotillia e coloro che si espongono tutti i giorni negli orrori del mondo. Non smetterò mai di dire: Palestina Libera!". Immaginiamo i vertici RAI quanto abbiano tremato in quel momento.
Come migliore attrice non protagonista è stata premiata Matilda De Angelis (Fuori), che ha portato la protesta del settore sul palco con il suo discorso di ringraziamento. L'attrice ha ringraziato il regista Mario Martone, la sceneggiatrice Ippolita Di Majo, e anche "Goliarda Sapienza, artista indomita, testarda, in vita ostacolata: ci sono grandi artisti che acquisiscono valore solo quando sono morti, quando non possono dare fastidio. Mi spiace che si debba umiliare un’intera categoria per ricordarci che esista il nostro mestiere: non capisco perché ci siamo piegati a questo meccanismo. Goliarda ci ricorda la nostra responsabilità, ovvero portare il cinema a essere limpido. L’amore in questo momento mi sembra un atto politico e sociale: io voglio far parte di quell’eredità, per cui non levateci questa speranza e questo futuro".
Miglior film internazionale, Una Battaglia Dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson. David alla carriera a Vittorio Storaro, Gianni Amelio e Bruno Bozzetto, più Ornella Muti che ha ritirato quello assegnatole l'anno scorso.
Ecco l'elenco dei vincitori.
Miglior Film: Le città di pianura di Francesco Sossai
Miglior regia: Francesco Sossai – Le città di pianura
Miglior esordio alla regia: Margherita Spampinato – Gioia mia
Miglior produttore: Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures e Cecilia Trautvetter – Le città di pianura
Miglior sceneggiatura originale: Francesco Sossai e Adriano Candiago – Le città di pianura
Miglior sceneggiatura non originale: Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia – Le assaggiatrici
Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi – Gioia mia
Miglior attore protagonista: Sergio Romano – Le città di pianura
Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis – Fuori
Miglior attore non protagonista: Lino Musella – Nonostante
Miglior autore della fotografia: Paolo Carnera – La città proibita
Miglior casting: Adriano Candiago – Le città di pianura
Miglior montaggio: Paolo Cottignola – Le città di pianura
Miglior compositore: Fabio Massimo Capogrosso – Primavera
Miglior canzone originale: Ti (musica, testo e interpretazione di Krano) – Le città di pianura
Miglior scenografia: Andrea Castorina e Marco Martucci – La città proibita
Miglior suono: Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Daniele Quadroli e Nadia Paone – Primavera
Miglior trucco: Esmé Sciaroni – Le assaggiatrici
Migliori costumi: Maria Rita Barbera e Gaia Calderone – Primavera
Miglior acconciatura: Marta Iacoponi – Primavera
Migliori effetti visivi: Stefano Leoni e Andrea Lo Priore – La città proibita
Miglior documentario – Premio Cecilia Mangini: Roberto Rossellini – Più di una vita, di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti
Miglior cortometraggio: Everyday in Gaza di Omar Rammal
David Giovani: Le assaggiatrici di Silvio Soldini
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