domenica 19 settembre 2021

Dune - la recensione

Dopo una lunga ed estenuante attesa, arriva al cinema Dune, la nuova opera di Denis Villeneuve (Arrival, Blade Runner 2049). Basato sul primo dei tre romanzi dello scrittore statunitense Frank Herbert, la pellicola racconta le vicissitudini della famiglia Atreides.

In un futuro molto lontano, il duca Leto Atreides (Oscar Isaac), accetta la gestione del pianeta Arrakis, noto anche con il nome di Dune, da sempre conteso per la presenza, sul suo suolo, della sostanza più preziosa dell'Universo: la spezia, una droga in grado di fornire abilità mentali formidabili e di allungare la durata della vita. Leto parte alla volta del nuovo pianeta, con la moglie, Lady Jessica (Rebecca Ferguson) e il figlio, suo successore, Paul (Timothée Chalamet), che sembra possedere con questa nuova terra, per lui inesplorata, un legame molto profondo. La spezia si troverà ad essere inconsapevole protagonista della contesa per il suo monopolio e sarà causa di una vera e propria guerra, che porterà con sé morte, sangue e distruzione.

La pellicola non ammette fretta, si prende i suoi tempi, lascia decantare, respira. La sua lentezza è necessaria e giustificata, in quanto trasposizione di una letteratura complessa, ricca di particolari e dettagli che Denis Villeneuve non teme di spennellare sulla sua tela della durata di 155 minuti. La regia è portatrice di classe e spettacolarità, ma a tratti può risultare pesante, un peso di cui lo spettatore deve essere consapevole e accettare fino ai titoli di coda. 

A fare da contorno a questa tanto complessa quanto intrigante trama, un comparto tecnico da Oscar, in particolare una fotografia mozzafiato che si amalgama perfettamente alla colonna sonora arabeggiante firmata da un Hans Zimmer in stato di grazia. Costumi curatissimi, vezzosi, design di armi e navicelle spaziali, e scenografie mozzafiato, che a volte sembrano strizzare l'occhio a Star Wars.

Il cast è stellare e vanta la presenza di Josh Brolin (Gurney Halleck), Zendaya (Chani, nativa appartenente alla tribù Fremen, abitanti del pianeta Arrakis), Stellan Skasgård (camaleontico nei panni del barone Harkonnen, cugino di Leto), Dave Bautista (Glossu Rabban), Jason Momoa (sorprendente nel ruolo di Duncan Idaho), Javier Bardem e Charlotte Rampling, oltre ai già citati protagonisti. Timothée Chalamet, attore in costante crescita, accusa forse una leggera fatica nel complesso ruolo del protagonista, ma risulta comunque credibile. 

Nonostante il suo plumbeo spessore, Dune è un film assolutamente da vedere, una visione irrinunciabile e, una volta finito, ti lascia con la sensazione di volerne ancora.


Francesca Matteucci

sabato 11 settembre 2021

Venezia 78 - Leone d'Oro al francese L'événement. Tre premi all'Italia.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura del Festival di Venezia 2021, che ha visto trionfare la Francia.

Tutti i bookmakers puntavano su Paolo Sorrentino, ma la giuria, presieduta da Bong Joon-ho, ha assegnato il Leone d'Oro al film francese L'èvènement della regista Audrey Diwan. Un film piuttosto crudo che parla di un tema tornato tristemente attuale in questi giorni, l'aborto.
Paolo Sorrentino comunque può tornare a casa più che soddisfatto, il suo È Stata la Mano di Dio ha ricevuto il Leone d'Argento del Gran Premio della Giuria, mentre il suo protagonista, Filippo Scotti, è stato premiato come miglior giovane esordiente.
Leone d'Argento per la migliore regia è andato a Jane Campion per The Power of the Dog, il premio per la migliore sceneggiatura a Maggie Gyllenhaal per il suo film d'esordio come regista, The Lost Daughter.
Penelope Cruz, grande protagonista di questa edizione con due film diversi tra loro, Madres Paralelas e Competencia Oficial, entrambi molto apprezzati da critica e pubblico, si è portata a casa la Coppa Volpi come migliore attrice. La Coppa maschile è andata invece all'attore filippino John Arcilla per On the Job: The Missing 8.
Altro premio per l'Italia, il Premio Speciale della Giuria a Il Buco di Michelangelo Frammartino.

Ecco l'elenco dei premi.

CONCORSO

Leone d'Oro miglior film: L'événement di Audrey Diwan

Leone d'Argento Gran Premio della Giuria: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Leone d'Argento miglior Regia: Jane Campion per The Power of the Dog

Coppa Volpi migliore attrice: Penelope Cruz per Madres paralelas

Coppa Volpi migliore attore: John Arcilla per On the Job: The Missing 8

Premio per la miglior sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

Premio Speciale della Giuria: Il buco di MIchelangelo Frammartino

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Filippo Scotti per È stata la mano di Dio

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark

SEZIONE ORIZZONTI

Premio Orizzonti per il miglior film: Pilgrims di Laurynas Bareisa

Premio Orizzonti miglior regia: Eric Gravel per A plein temps

Premio Speciale della giuria Orizzonti: El gran movimiento di Kiro Russo

Premio Orizzonti per la migliore attrice: Laure Calamy per A plein temps

Premio Orizzonti per il migliore attore: Piseth Chhun per White Building

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: Peter Kerekes e Ivan Ostrochovsky per 107 Mothers

Premio Armani Beauty del pubblico sezione Orizzonti extra: The Blind Man Who Did Not Want to See Titanic

VENEZIA VR

Migliore storia: End of Night di David Adler

Migliore esperienza VR: Le bal de Paris de Blanca Li, di Bianca Li

Gran premio della giuria per la migliore opera VR: Goliath: Playing with Reality di Barry Gene Murphy e May Abdalla

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

Roberto Benigni
Jamie Lee Curtis

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD

Sir Ridley Scott

domenica 5 settembre 2021

Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli - la recensione

La Marvel presenta il suo primo supereroe asiatico, Shang-Chi, e lo fa mettendo in piedi un film che funziona in tutte le sue parti.

Shang, che ha cambiato il proprio nome in Sean, vive a San Francisco dove fa il parcheggiatore insieme alla sua grande amica Katy, anche lei cinese. I due vivono la loro vita sgusciando via tra le pressioni della famiglia e degli amici, con un lavoro che gli piace e serate di sana baldoria. In una giornata che sembra uguale a tutte le altre, Shang viene trovato dai membri dell'esercito dei Dieci Anelli, che vogliono il ciondolo che porta al collo, un regalo che la madre di Shang ha fatto a lui e a sua sorella prima di morire, quando erano ancora piccoli. L'esercito dei Dieci Anelli è agli ordini del padre di Shang, il millenario Wenwu, possessore dei Dieci Anelli. Shang sarà costretto a cercare la sorella Xialing, che non vede da molti anni, e a incontrarsi di nuovo con suo padre, convinto di poter ritrovare la moglie morta nel magico e misterioso regno di Ta-Lo. Shang, insieme a Katy e a sua sorella, dovranno cercare di fermarlo per impedirgli di distruggere il mitico villaggio e mettere in pericolo l'intera umanità.

I rischi di un film che vede per la prima volta un protagonista cinese erano sotto gli occhi di tutti, Hollywood ha sempre avuto qualche problema nel rappresentare la cultura cinese senza cadere in cliché e senza attirarsi addosso accuse di razzismo (a volte anche esagerate), ma la Marvel ha saputo giostrarsi bene su un terreno minato e, nonostante qualche immancabile critica, il risultato è un film che si muove nella cultura e nelle leggende asiatiche, senza dimenticare il lato "supereroistico" e "fumettistico", senza dare la sensazione di passare attraverso una "lente americana".

È una storia di origini ma riesce a discostarsi quel tanto che basta da riuscire a non essere una classica origin story. Quando lo incontriamo, Shang è già Shang, per lui si tratta di un ritorno, un riscoprire chi è per trovare la propria strada. Il personaggio è forte, potente e divertente, ha il pregio di non prendersi troppo sul serio ma senza risultare superficiale. Perfetto il protagonista Simu Liu, riesce a dargli fisicità e il giusto carattere. Molto bene anche Awkwafina, in un personaggio che sembra fatto per lei. Interessante anche il personaggio della sorella di Shang, ben interpretata da Fala Chen, che è protagonista della seconda scena post-credit. In tutto questo però, a spiccare è la presenza di due leggende del cinema cinese: Michelle Yeoh, sempre impeccabile e di grande presenza scenica, e soprattutto Tony Leung, protagonista del film tanto quanto Simu Liu. È davvero un piacere vedere un attore importante, di talento e carisma come Tony Leung in un blockbuster così grande, un film che può arrivare a tutti, in tutto il mondo. Leung è perfetto, incute timore e rispetto interpretando in modo misurato e pacato il ruolo di un uomo spietato, che ha attraversato i secoli assetato di potere, e che è disposto a sacrificare i propri figli per seguire l'illusione di poter riavere la donna che ha amato. Da segnalare anche la presenza, assolutamente spassosa, di Ben Kinglsey nel ruolo di Trevor, il "finto Mandarino" di Iron Man 3.

Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli è un film dai tratti semplici ma senza essere scontato, è spettacolare, divertente, visivamente eccezionale, che strizza l'occhio ai wuxiapian, e con quelli che, forse, sono i migliori combattimenti corpo a corpo mai visti fino ad oggi nei film Marvel. Il film cita i Dieci Anelli ma alla fine li lascia quasi ai margini, rimandandoli ai prossimi capitoli (non solo al sequel di Shang-Chi, quindi occhio alla prima scena post-credit), al cuore del film infatti c'è una storia che parla di famiglia, di perdite, della capacità di trovare la propria strada e accettarla. La Marvel ha rischiato e ha vinto, Shang-Chi è un film più che riuscito.

martedì 27 luglio 2021

La Guerra di Domani - la recensione

È uscito direttamente su Amazon Prime Video, La Guerra di Domani, sci-fi con Chris Pratt protagonista.

Siamo nel 2022, durante la finale dei mondiali di calcio del Qatar, sul campo si apre un varco temporale che trasporta dal futuro un gruppo di militari. È una richiesta di aiuto, nel 2051 l'umanità è sull'orlo dell'estinzione a causa di una guerra con dei terribili esseri alieni, le "idre bianche". L'aiuto deve arrivare dal passato, vengono formate delle squadre improvvisate di civili da inviare nel futuro per combattere, tra questi anche l'insegnante di scienze, con passato militare, Dan Forester (Chris Pratt), che si ritroverà in una situazione personale molto particolare.

La Guerra di Domani è un film sci-fi "vecchio stampo", tanta azione, un protagonista con una bella famiglia ma deluso dalla propria carriera e segnato dai problemi con il padre, e degli alieni molto cattivi (e molto brutti), elemento essenziale per un film di questo genere. Non c'è niente di particolarmente originale nel film o nella storia, tanti rimandi ad pellicole passate, non solo ai classici "padri" del genere, come Alien e Terminator, ma anche a film più recenti come Edge of Tomorrow, a cui probabilmente si è ispirato in modo particolare. Chris Pratt, che è anche produttore esecutivo, è assoluto protagonista del film, presente praticamente in tutte le scene, regge piuttosto bene il ruolo di eroe "stile anni '90" che non sa solo sparare ma è davvero preoccupato per le sorti del mondo e cerca di sensibilizzare i giovani ad ascoltare la scienza (tema più che mai attuale). E l'importanza della scienza è uno dei temi che il film mette al centro in modo evidente, la scienza è essenziale per sconfiggere i cattivissimi e bruttissimi alieni e andrebbe ascoltata per evitare i cambiamenti climatici, altro elemento importante per la storia.
Oltre a Chris Pratt, nel cast ci sono anche Yvonne Strahovski e J. K. Simmons.

Nonostante dialoghi piuttosto semplici, quasi elementari, e una storia che ne ricorda altre, La Guerra di Domani funziona, fa il suo dovere, intrattiene e diverte, offre qualche spunto di riflessione, magari ovvio ma interessante e posto in modo semplice, e ha dei mostri davvero ben riusciti. Uno spettacolo perfetto per una serata sul divano di casa.

lunedì 26 luglio 2021

Festival di Venezia 2021 - il programma completo

Annunciato il ricco programma della 78a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia e sono ben cinque gli italiani in Concorso.

America Latina dei fratelli D'Innocenzo, È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Qui Rido Io di Mario Martone, Il Buco di Michelangelo Frammartino, e Freaks Out di Gabriele Mainetti, sono i cinque titoli italiani che concorreranno per il Leone d'oro, ma il Concorso vede titoli eccellenti come il nuovo film di Jane Campion, il debutto da regista di Maggie Gyllenhaal, Pablo Larrain con il film su Lady Diana, e ovviamente Madres Paralelas di Pedro Almodovar che aprirà il festival.

Titoli importanti anche Fuori Concorso con The Last Duel di Ridley Scott, l'attesissimo Dune di Denis Villeneuve, Halloween Kills di David Gordon Green, e Last Night in Soho di Edgar Wright. Spazio anche per l'Italia, sempre Fuori Concorso, con Il Bambino Nascosto di Roberto Andò, Ariaferma di Leonardo di Costanzo, e La Scuola Cattolica di Stefano Mordini.

Il Festival di Venezia si svolgerà dal 1 all'11 settembre. Ecco il programma.

CONCORSO
Madres Paralelas - Pedro Almodovar (film d'arpertura)
Mona Lisa and the blood moon - Ana Lily Amirpour
Un autre monde - Stéphane Brizè
The power of the dog - Jane Campion
America Latina - Damiano e Fabio D'Innocenzo
L'événement - Audrey Diwan
Competencia oficial - Gastòn Duprat/Mariano Cohn
Il buco - Michelangelo Frammartino
Sundown - Michel Franco
Illusions perdues - Xavier Giannoli
The lost daughter - Maggie Gyllenhaal
Spencer - Pablo Larraìn
Freaks out - Gabriele Mainetti
Qui rido io - Mario Martone
On the job: the missing 8 - Erik Matti
Zeby nie bylo sladow (Leave no traces) - Jan P. Matuszynski
Captain Volkonogov escaped - Natasha Merkulova/Aleksey Chupov
The card counter - Paul Schrader
È stata la mano di Dio - Paolo Sorrentino
Vidblysk (Reflection) - Valentyn Vasyanovych
La caja - Lorenzo Vigas

FUORI CONCORSO - fiction
Il bambino nascosto - Roberto Andò
Les choses humaines - Yvan Attal
Ariaferma - Leonardo Di Costanzo
Halloween kills - David Gordon Green
La scuola cattolica - Stefano Mordini
Old Henry - Potsy Poncirolu
The last duel - Ridley Scott
Dune - Denis Villeneuve
Last night in Soho - Edgar Wright

Non fiction
Life of Crime 1984-2020 - Jon Alpert
Tranchées - Loup Bureau
Viaggio nel crepuscolo - Augusto Contento
Republic of Silence - Diana El Jeiroudi
Hallelujah: Leonard Cohen, A Journey, A Song - Daniel Geller, Dayna Goldfine
DeAndré#DeAndré. Storia di un impiegato - Roberta Lena
Django & Django - Luca Rea
Ezio Bosso. Le cose che restano - Giorgio Verdelli

Serie
Scenes from a Marriage (Episodi 1-5) - Hagai Levi

Corti
Plastic Semiotic - Radu Jude
Liang ye bu neng liu (The Night) - Tsai Ming-liang
Sad Film - Vasili

ORIZZONTI
Atlantide - Yuri Ancarani
Miracol - Bogdan George Apetri
Piligrimai - Laurynas Bareisa
Il paradiso del pavone - Laura Bispuri
Pu bu (The Falls) - Mong-hong Chung
El hoyo en la cerca - Joaquin Alejandro del Paso Puente
Amira - Mohamed Diab
À plein temps - Eric Gravel
Cenzorka (107 Mothers) - Peter Kerekes
Vera andrron detin (Vera sogna il mare) - Kaltrina Krasniqi
Les promesses - Thomas Kruithof
Bodeng sar (White Building) - Kavich Neang 
Wela (Anatomy of Time) - Jakrawal Nilthamrong
El otro Tom - Rodrigo Plá
El gran movimiento - Kiro Russo
Once upon a time in Calcutta - Aditya Vikram Sengupta
Nosorih (Rinoceronte) - Oleh Sentsov
True Things - Harry Wootliff
Inu-oh - Masaaki Yuasa

Orizzonti Cortometraggi Concorso
Don’t get too comfortable - Shaima Al Tamimi
Techno, Mama - Saulius Baradinskas
Descente (4 am) - Mehdi Fikri
Mulaqat (Tempesta di sabbia) - Seemab Gul
Heltzear - Mikel Gurrea
Los huesos - Cristóbal León, Joaquín Cociña
Tou sheng, ji dan, zuo ye ben (Hair tie, egg, homework books) - Runxiao Luo
Il turno - Chiara Marotta
Fall of the Ibis King - Josh O’Caoimh
Pid pokati mai (New abnormal) - Sorayos Prapapan
La fée des Roberts - Léahn Vivier-Chapas
Kanoyama (L’ultimo giorno) - Momi Yamashita

Orizzonti Cortometraggi Fuori Concorso
Ato - Bárbara Paz
Preghiera della sera (Diario di una passeggiata) - Giuseppe Piccioni

Orizzonti Extra
Costa Brava - Mounia Akl
Mama, ya doma (Mama, I’m home) - Vladimir Bitokov
Ma nuit - Antoinette Boulat
La ragazza ha volato - Wilma Labate
7 Prisioneiros - Alexandre Moratto
Land of Dreams - Shirin Neshat, Shoja Azari
Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia (Il cieco che non voleva vedere Titanic) - Teemu Nikki
La macchina delle immagini di Alfredo C. - Roland Sejko

martedì 20 luglio 2021

Black Widow - la recensione

Finalmente è arrivato nelle sale il primo film della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, quello che doveva aprirla in assoluto e che invece arriva dopo il successo delle tre serie tv e in un periodo in cui la pandemia sembra dare un po' di tregua alle sale cinematografiche. Arriva al cinema, ma anche su Disney+ (con Accesso VIP), cosa che ha fatto storcere un po' il naso agli esercenti e che forse potrebbe aver contribuito alla brusca frenata degli incassi del film, dopo un esordio che aveva fatto sognare cifre mai raggiunte dall'inizio del covid.

Il film dedicato a Natasha Romanov, la Vedova Nera interpretata da Scarlett Johansson, era richiesto a gran voce dai fan sin dal post Avengers, rimandato più e più volte e infine arrivato dopo Endgame, dove il personaggio saluta definitivamente (?) il pubblico. Il film è un prequel, ambientato nel periodo fra Civil War e Infinity War, in cui Natasha deve venire a patti con il suo passato e ritrovare la sua famiglia. 
Potrebbe sembrare un film fuori tempo massimo, di scarso interesse per lo spettatore mainstream, magari non particolarmente fan del personaggio, già proiettato in un futuro in cui la Marvel sembra promettere letteralmente nuovi universi da esplorare. Ma è davvero un film già vecchio?


È innegabile che se fosse uscito dopo Civil War si sarebbe perfettamente inserito nell'ordine cronologico degli eventi e lo spettatore avrebbe avuto già tutti gli elementi a disposizione per interpretare in un certo modo i comportamenti di Natasha nella famosa scena su Vormir di Endgame, con un coinvolgimento emotivo ancora maggiore nel sacrificio che la donna compie per la salvezza dell'universo. Tuttavia non si respira sicuramente aria stantia durante la pellicola, anzi, sembra quanto mai necessaria non tanto per il personaggio stesso di Natasha Romanov, quanto per lo spettatore in sé.
Certo, l'obiettivo non troppo nascosto del film è anche quello di introdurre Yelena Belova, interpretata da una Florence Pugh davvero in parte, personaggio che potrebbe raccogliere l'eredità lasciata da Natasha e assumere una rilevanza non da poco nella Fase 4 nel MCU.
Non è solo l'ottima chimica fra le due sorelle a dare freschezza al film, ciò che lo rende tremendamente attuale (e probabilmente necessario nel panorama dei film di supereroi) sono i temi affrontati. La violenza, la manipolazione, l'oggettificazione del corpo femminile sono il vero pilastro su cui si fonda la storia, e il film lo mette già bene in chiaro nell'incredibile sequenza dei titoli di testa, di grande impatto emotivo e visivo, la più bella vista nel MCU fin ora e sinceramente una delle sequenze migliori viste in un blockbuster negli ultimi tempi. Senza addolcire la pillola, con scene anche dure e dialoghi spesso crudi, eppure senza mai risultare pesante, questo film riesce splendidamente lì dove film come Captan Marvel e Wonder Woman fallivano, cioè raccontare un'eroina che sia pienamente donna, senza sessualizzarla ma anche senza appiattirla nella sua femminilità, denunciando al contempo il mondo oppressore degli uomini. È palese il riferimento al #MeToo tanto nella figura del villain (Ray Winstone) quanto nella messa in scena di molte situazioni e dialoghi, senza dimenticare che Scarlett Johansonn è stata fortemente coinvolta nel movimento ed è anche produttrice della pellicola.
In Black Widow abbiamo un film che pur senza annoiare riesce a essere più serio dello standard dei film Marvel, con la parte comica relegata in particolare al personaggio interpretato da David Harbour e ad alcune interazioni fra lui e Rachel Weisz, ottimi entrambi.


Se i temi trattati e il modo in cui la sceneggiatura li mette in scena sono ottimi, le pecche maggiori del film sono più che altro di tipo tecnico. Nulla da dire su effetti visivi e speciali, come al solito di altissimo livello, né sulle sequenze d'azione, in cui si vedono alcuni fra i migliori combattimenti corpo a corpo visti nei film Marvel, e alcune sequenze di forte impatto visivo, tuttavia si nota l'inesperienza della regista Cate Shortland nel girarle, in particolare nelle sequenze più concitate in cui spesso diventa difficile seguire l'azione e i personaggi, rendendo il tutto un po' confuso. Un'altra pecca, che potrebbe risultare sgradita a qualcuno, è l'incredibile invincibilità di cui il personaggio di Natasha sembra essersi rivestita, considerando che non siamo di fronte a un essere umano potenziato o con dei poteri speciali, ma a una "semplice" donna, per quanto super addestrata. 

Piccole macchie su un film che nel complesso risulta essere più che riuscito, scongiurando il pericolo di risultare vecchio ancora prima di uscire nelle sale, anzi, riuscendo a compiere un passo in più che lo eleva dal mucchio e lo posiziona fra i migliori prodotti del MCU.

sabato 17 luglio 2021

Festival di Cannes 2021 - Titane vince la Palma d'Oro. Tutti i vincitori.

L'edizione del 2021 del Festival di Cannes è stata meno sfarzosa del solito, lo spostamento di data, i pochi blockbuster o comunque titoli da copertina, hanno forse dato meno risalto al festival, ma la cerimonia di chiusura ha regalato un momento da ricordare.

Il presidente di giuria Spike Lee è stato involontariamente protagonista di un colpo di scena, a inizio cerimonia, invece di annunciare il primo premio della serata, ha annunciato il vincitore della Palma d'Oro. Melanie Laurent, seduta accanto a lui, non ha fatto in tempo a fermarlo, ormai il "danno" era fatto, il titolo era stato annunciato, la Palma d'Oro è stata assegnata a Titane di Julia Ducournau. La regista è la seconda donna nella storia del festival a vincere la Palma d'Oro, prima di lei solo Jane Campion per Lezioni di Piano (1993).

Prima del colpo di scena di Spike Lee, Marco Bellocchio ha ricevuto la Palma d'Oro alla carriera dalle mani di Paolo Sorrentino.

Ecco tutti i premi della serata.

Palme d’Or: “Titane”

Grand Prix: Ghagareman di Asghar Farhadi e Hytti N. 6 di Juho Kuosmanen

Gran premio della giuria: “Ahed’s Knee” e “Memoria”

Migliore attrice: Renate Reinsve, “The Worst Person in the World”

Miglior attore: Caleb Landry Jones, “Nitram”

Miglior regista: Leos Carax, “Annette”

Miglior sceneggiatura: Ryusuke Hamaguchi, “Drive My Car”

Camera d’Or: “Murina” by Antoneta Alamat Kusijanović

Short Film Palme d’Or: Tian Xia Wu Ya by Tang Yi

Special Jury Mention for Short Film: “Ceu de Agosto” by Jasmin Tenucci

mercoledì 14 luglio 2021

Emmy 2021 - 'The Mandalorian' e 'The Crown' guidano le nomination

Sono state annunciate ieri le nomination gli Emmy Awards 2021, il premio televisivo più importante a livello mondiale.

Grande successo per The Mandaloria e The Crown, le due serie hanno ricevuto ben 24 nomination. Subito sotto, con 23 candidature, WandaVision, e a seguire The Handmaid's Tale con 21 nomination.

Netflix, con 129 nomination totali, è stata battuta da HBO e HBOMax, che ne ha raccolte 130. Disney+ invece ne ha avute 71 totali.

Nelle nomination, un piccolo passo storico, l'attrice Mj Rodriguez è stata nominata nella categoria migliore attrice in una serie drama, per la serie Pose, ed è la prima attrice trans a ricevere una nomination personale in una categoria principale.
Una nomination invece ha stupito anche lo stesso candidato, si tratta di Don Cheadle, nominato nella categoria Miglior Attore Guest Star in una Serie Drammatica per la sua partecipazione, della durata di poco più di un minuto, in The Falcon and the Winter Soldier. L'attore è rimasto molto stupito e su Twitter ha scritto: "Grazie a chi mi fa le congratulazioni, mi scuso con gli hater. Non lo capisco nemmeno io, ma andiamo avanti".

La cerimonia di premiazione si terrà il 19 settembre a Los Angeles, presentatore della serata sarà Cedric the Entertainer.

Ecco le nomination.

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Boys (Amazon Prime)
Bridgerton (Netflix)
The Crown (Netflix)
The Handmaid’s Tale (Hulu)
Lovecraft Country (HBO)
The Mandalorian (Disney+)
Pose (FX)
This Is Us (NBC)

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sterling K. Brown, This Is Us
Jonathan Majors, Lovecraft Country
Josh O’Connor, The Crown
Regé-Jean Page, Bridgerton
Billy Porter, Pose
Matthew Rhys, Perry Mason

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Uzo Aduba, In Treatment
Olivia Colman, The Crown
Emma Corrin, The Crown
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Mj Rodriguez, Pose
Jurnee Smollett, Lovecraft Country

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Aunjanue Ellis, Lovecraft Country
Gillian Anderson, The Crown
Helena Bonham Carter, The Crown
Emerald Fennell, The Crown
Madeline Brewer, The Handmaid’s Tale
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale
Yvonne Strahovski, The Handmaid’s Tale
Samira Wiley, The Handmaid’s Tale

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Michael K. Williams, Lovecraft Country
John Lithgow, Perry Mason
Tobias Menzies, The Crown
O-T Fagbenle, The Handmaid’s Tale
Max Minghella, The Handmaid’s Tale
Bradley Whitford, The Handmaid’s Tale
Giancarlo Esposito, The Mandalorian
Chris Sullivan, This Is Us

MIGLIORE ATTRICE GUEST STAR IN UNA SERIE DRAMMATICA
Alexis Bledel, The Handmaid’s Tale
Claire Foy, The Crown
Mckenna Grace, The Handmaid’s Tale
Sophie Okonedo, Ratched
Phylicia Rashad, This Is Us

MIGLIORE ATTORE GUEST STAR IN UNA SERIE DRAMMATICA
Don Cheadle, The Falcon and the Winter Soldier
Charles Dance, The Crown
Timothy Olyphant, The Mandalorian
Courtney B. Vance, Lovecraft Country
Carl Weathers, The Mandalorian

MIGLIOR COMEDY
black-ish (ABC)
Cobra Kai (Netflix)
Emily in Paris (Netflix)
Hacks (HBO Max)
The Flight Attendant (HBO Max)
The Kominsky Method (Netflix)
PEN15 (Hulu)
Ted Lasso (Apple TV+)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMEDY
Aidy Bryant, Shrill
Kaley Cuoco, The Flight Attendant
Allison Janney, Mom
Tracee Ellis Ross, black-ish
Jean Smart, Hacks

MIGLIORE ATTORE IN UNA COMEDY
Anthony Anderson, black-ish
Michael Douglas, The Kominsky Method
William H. Macy, Shameless
Jason Sudeikis, Ted Lasso
Kenan Thompson, Kenan

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA COMEDY
Hannah Einbinder, Hacks
Aidy Bryant, SNL
Kate McKinnon, SNL
Cecily Strong, SNL
Juno Temple, Ted Lasso
Hannah Waddingham, Ted Lasso
Rosie Perez, The Flight Attendant

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA COMEDY
Carl Clemons-Hopkins, Hacks
Kenan Thompson, SNL
Bowen Yang, SNL
Brett Goldstein, Ted Lasso
Brendan Hunt, Ted Lasso
Nick Mohammed, Ted Lasso
Jeremy Swift, Ted Lasso
Paul Reiser, The Kominsky Method

MIGLIORE ATTRICE GUEST STAR IN UNA COMEDY
Jane Adams, Hacks
Yvette Nicole Brown, A Black Lady Sketch Show
Bernadette Peters, Zoey’s Extraordinary Playlist
Issa Rae, A Black Lady Sketch Show
Maya Rudolph, SNL
Kristen Wiig, SNL

MIGLIORE ATTORE GUEST STAR IN UNA COMEDY
Alec Baldwin, SNL
Dave Chappelle, SNL
Morgan Freeman, The Kominsky Method
Daniel Kaluuya, SNL
Daniel Levy, SNL

MIGLIOR MINISERIE
I May Destroy You (HBO)
Mare of Easttown (HBO)
The Queen’s Gambit (Netflix)
The Underground Railroad (Amazon Prime)
WandaVision (Disney+)

MIGLIOR FILM TV
Dolly Parton’s Christmas on the Square (Netflix)
Oslo (HBO)
Robin Roberts Presents: Mahalia (Lifetime)
Sylvie’s Love (Amazon Prime)
Uncle Frank (Amazon Prime)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Michaela Coel, I May Destroy You
Cynthia Erivo, Genius: Aretha
Elizabeth Olsen, WandaVision
Anya Taylor-Joy, The Queen’s Gambit
Kate Winslet, Mare of Easttown

MIGLIORE ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Paul Bettany, WandaVision
Hugh Grant, The Undoing
Ewan McGregor, Halston
Lin-Manuel Miranda, Hamilton
Leslie Odom, Jr., Hamilton

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Phillipa Soo, Hamilton
Renée Elise Goldsberry, Hamilton
Jean Smart, Mare of Easttown
Julianne Nicholson, Mare of Easttown
Moses Ingram, The Queen’s Gambit
Kathryn Hahn, WandaVision

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Daveed Diggs, Hamilton
Jonathan Groff, Hamilton
Anthony Ramos, Hamilton
Paapa Essiedu, I May Destroy You
Evan Peters, Mare of Easttown
Thomas Brodie-Sangster, The Queen’s Gambit

MIGLIOR CONDUTTORE IN UN REALITY SHOW
Nicole Byer, Nailed It!
Bobby Berk, Karamo Brown, Tan France, Antoni Porowski e Jonathan Van Ness, Queer Eye
RuPaul, RuPaul’s Drag Race
Mark Cuban, Barbara Corcoran, Lori Greiner, Robert Herjavec, Daymond John e Kevin O’Leary, Shark Tank
Padma Lakshmi, Tom Colicchio and Gail Simmons, Top Chef

MIGLIOR REALITY GENERE COMPETITION
The Amazing Race
Nailed It!
RuPaul’s Drag Race
Top Chef
The Voice

UNSTRUCTURED REALITY
Becoming (Disney+)
Below Deck (Bravo)
Indian Matchmaking (Netflix)
RuPaul’s Drag Race Untucked (VH1)
Selling Sunset (Netflix)

VARIETY SKETCH SERIES
A Black Lady Sketch Show (HBO)
Saturday Night Live (NBC)

VARIETY TALK SERIES
Conan
The Daily Show With Trevor Noah
Jimmy Kimmel Live
Last Week Tonight With John Oliver
The Late Show With Stephen Colbert

giovedì 24 giugno 2021

Luca - la recensione

È uscito direttamente su Disney+, senza ricorrere all'Accesso Vip, il nuovo film della Pixar, Luca, il primo ambientato completamente in Italia e il primo diretto da un italiano, Enrico Casarosa.

Italia, anni '60, al largo della Riviera, nelle profondità marine, c'è un intera cittadina di mostri marini, tra questi anche il giovane Luca Paguro, incuriosito dalla superficie ma troppo pauroso per provare anche solo ad affacciarsi. A dargli coraggio ci pensa Alberto Scorfano, anche lui giovane mostro marino, che vive quasi sempre in superficie, da solo, su un isolotto. Luca finalmente mette la testa fuori dall'acqua e il primo piede sulla terra ferma, e una volta asciutto, il suo corpo diventa di fattezze umane. La curiosità spingerà entrambi ad andare a Portorosso, il paese sulla costa, per scoprire come sono fatti davvero gli umani, le lo usanze, il loro stile di vita. Una volta sulla terra, e una volta scoperto che nel paese sono tutti cacciatori di mostri marini e che quindi dovranno stare molto attenti a non toccare l'acqua per non essere scoperti, conosceranno Giulia, una vivace ragazzina, e si proporranno di aiutarla a vincere il triathlon estivo di Portorosso, così da poter ottenere il premio in soldi e comprare l'oggetto che Luca e Alberto bramano di più: una Vespa!

Luca è un piccolo gioiello, l'ennesimo nella filmografia della Pixar. Il film offre allo spettatore una "favola estiva" fatta di un perfetto ed equilibrato mix di leggerezza e temi importanti. Enrico Casarosa, già regista del corto La Luna, è italiano e nel raccontare l'immaginario paese di Portorosso e le avventure estive dei due giovani mostri marini, ha messo molto della propria esperienza personale, per questo l'Italia che vediamo riesce a fuggire ai classici stereotipi. C'è la pasta, gli anni '60, la Vespa, personaggi che gesticolano molto, cliché da italiani, ma mai ritratti in modo macchiettistico.
Al centro del film però c'è l'amicizia. Come diceva Stephen King nel libro "Il Corpo" (Stand By Me al cinema), nessuno ha amici come quelli avuti a 12 anni, e Luca riprende lo stesso tema. Quella tra Luca e Alberto è una di quelle amicizie che vengono consolidate dalle avventure estive, dalle esperienze, anche - forse soprattutto - disastrose, che ti spingono oltre i tuoi limiti, a scoprire cose nuove, che sia un gelato o una discesa in bici, quelle che ti danno coraggio e ti fanno sentire la sensazione di poter fare qualsiasi cosa, basta ripetersi "Silenzio, Bruno!" (in originale la frase è sempre in italiano) e lanciarsi, e tutto questo viene raccontato con una sincerità, una naturalezza e una semplicità che danno forza al film.
L'amicizia è lo "strato" più grande del film, ma ce ne sono anche altri, la scoperta di sé stessi e delle proprie passioni, l'accettazione del diverso, la famiglia, e infine uno sguardo al futuro, il coraggio di fare un passo in più per scoprire qualcosa di nuovo. Tutto questo viene raccontato senza mai virare verso la tragedia, con un finale positivo ma ugualmente commovente.

Tecnicamente, Luca è uno spettacolo, la ricostruzione del paesaggio e del paese è piena di dettagli e particolari che ti trasportano nell'Italia degli anni '60, dai poster dei film attaccati sui muri alla foto di Marcello Mastroianni. Un lavoro davvero ottimo.

Divertente e commovente, Luca è l'ennesima imperdibile perla della Pixar, peccato solo non averlo potuto vedere sul grande schermo al cinema.

martedì 22 giugno 2021

L'Europa potrebbe limitare film e serie inglesi dalle piattaforme streaming

 La notizia è stata riportata ieri dal Guardian e, se confermata, sarebbe davvero clamorosa.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, l'Unione Europea starebbe preparando una mossa per "limitare" la presenza di prodotti UK dalle piattaforme streaming (e non solo), in modo da dare più spazio ai prodotti europei.
Il Guardian ha riportato di aver avuto accesso a un documento in cui viene dichiarato che la massiccia presenza di film e serie inglesi, metterebbe a rischio la "diversità culturale" dell'Europa e per questo l'UE potrebbe rivedere la direttiva sui servizi media audiovisivi, secondo la quale le tv devono trasmettere per la maggior parte contenuti europei, mentre sulle piattaforme streaming almeno il 30% dei titoli deve essere europeo (la Francia ha fissato una percentuale molto più alta, 60%).
Insomma, si sta pensando a un cambiamento per avere "più Europa" in tv e in streaming e, dopo la Brexit, la Gran Bretagna non è più Europa e i suoi prodotti non rientrano più nella definizione "europeo", quindi dovrebbe essere esclusa, o limitata, nella diffusione.

Ma succederà davvero? A quanto pare, sì. La Commissione Europea sarebbe pronta ad avviare uno studio per capire quanto i prodotti, ormai extra-europei, della Gran Bretagna influiscano negativamente sulla "diversità culturale" dell'Europa, e poi si potrà agire di conseguenza.

Per il settore audiovisivo della Gran Bretagna, questo sarebbe un colpo durissimo. Dopo gli USA, l'Europa è il mercato più importante per le produzioni britanniche, si parla di quasi 600 milioni di euro provenienti dalla vendita dei diritti (dato del 2019/2020), inoltre questa limitazione potrebbe portare a grossi rallentamenti nello sviluppo di determinati progetti.

"Attualmente i prodotti audiovisivi provenienti dal Regno Unito continuano a essere definiti europei", ha commentato un portavoce del governo, "in quanto il Regno Unito fa parte della Convenzione Europea sulla Televisione Transfrontaliera (ECTT)".

Francia, Spagna, Grecia e Austria sono favorevoli alla modifica, tra i paesi a favore anche l'Italia. Nel caso si decida per un cambiamento così radicale, e l'intento sembra essere quello, le modifiche potrebbero essere applicate tra un paio di anni.

Una conseguenza della Brexit.