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lunedì 2 marzo 2026

Actors Awards _ Sinners vince come miglior cast.

Si sono tenuti nella notte gli Actors Awards 2026, gli ex SAG Awards, il premio del sindacato degli attori e che è sempre stato abbastanza indicativo in ottica Oscars, anche se negli ultimi anni i due premi non sempre sono andati a braccetto.

A vincere il premio per il miglior cast è stato Sinners - I Peccatori, che a sorpresa si è portato a casa anche il premio per il migliore attore protagonista, andato a Michael B. Jordan, che così si rilancia per la corsa all'Oscar, in quella che sembra una sfida a due con Timothée Chalamet.
Il premio miglior cast invece equivale a miglior film e negli anni scorsi, i due premi hanno spesso avuto gli stessi vincitori, ma quest'anno l'Academy ha inserito la categoria miglior cast, quindi il premio agli Actors Award potrebbe non essere più così indicativo per la categoria miglior film.
Anche nelle categorie dei non protagonisti, i giochi in vista degli Academy Awards sono aperti, ieri sera infatti a vincere sono stati Sean Penn (Una Battaglia Dopo l'Altra) e Amy Madigan (Weapons).
Sta facendo invece un vero en plein Jessie Buckley, che con il suo ruolo in Hamnet ha vinto Golden Globe, BAFTA, Critics Choice Award, e ora anche l'Actor Award come migliore attrice. Un dominio per l'attrice irlandese.

Per la TV, a trionfare sono state The Pitt e The Studio. Grande commozione per il premio come migliore attrice in una serie commedia a Catherine O'Hara, scomparsa lo scorso 30 gennaio. A ricevere il premio per lei è stato Seth Rogen, produttore e autore di The Studio: "So che sarebbe stata onorata di ricevere questo premio dai suoi colleghi attori, che rispettava profondamente: era una grande fan di tutti voi. Era generosa, gentile e cortese, senza mai minimizzare il suo talento e la sua capacità di contribuire al lavoro che stavamo facendo. [...] Ha dimostrato che si può essere al tempo stesso un genio e una persona gentile, e che una cosa non deve mai andare a discapito dell'altra. [...] Se nella vostra vita ci sono persone che non conoscono il suo lavoro, mostrategli Catherine O'Hara che balla sulle note di Harry Belafonte in 'Beetlejuice', oppure che si fa male al ginocchio in 'Best in Show' e fa quel movimento incredibile mentre zoppica. E mentre ridono, dite loro che quella è Catherine O'Hara, e che siamo stati fortunati a vivere in un mondo in cui ha condiviso così generosamente il suo talento con noi".

Grande emozione anche per il premio alla carriera al grande Harrison Ford, che sul palco si è sciolto in lacrime. Molto bello il discorso di ringraziamento:
"Vi sono incredibilmente grato per questa attenzione, ma, tanto per essere chiari, mi sento anche un po’ umiliato. Mi trovo in una stanza piena di attori, molti dei quali sono qui perché candidati a un premio che riconosce il loro straordinario lavoro. Io invece mi trovo qui per ricevere un premio per il fatto di essere ancora vivo. Trovo un po’ strano ricevere un Premio alla Carriera a metà della mia carriera. Non trovate che sia un po’ presto? Sono un attore che ancora lavora. 
[…] Ero un po’ sperso. A scuola ero un disastro, mi sentivo solo. Poi ho stretto amicizia con il gruppo che metteva in scena gli spettacoli, che quindi raccontava storie. Persone che prima mi sembravano dei disadattati e dei nerd sono diventate il mio gruppo di amici.
[…] Il lavoro che faccio insieme agli altri attori è una delle grandi gioie della mia vita. La mia carriera è fondata sul loro lavoro così come sul lavoro degli sceneggiatori, dei registi e di ogni singolo componente dei cast e delle troupe con cui ho condiviso il set (…) Da attori, abbiamo l'opportunità di vivere diverse vite e di esplorare idee che rendono importante la nostra esperienza condivisa. Le storie che raccontiamo hanno il raro dono di creare momenti di condivisione emotiva. Ci uniscono. Quindi, anche se in questa stanza ognuno sta attraversando un diverso momento della propria esistenza e carriera, condividiamo una cosa fondamentale: il privilegio di lavorare nel mondo delle idee, dell'empatia, dell'immaginazione. Qualche volta facciamo intrattenimento, altre volte arte. A volte siamo fortunati perché facciamo entrambe le cose e, se siamo molto fortunati, possiamo guadagnarci da vivere facendo questo.
[…] Il successo in questo mondo ci dà una certa libertà, che si accompagna alla responsabilità di sostenerci l'un l'altro, di aiutarci quando possiamo, di tenere la porta aperta per il prossimo ragazzo che si sente perso e sta cercando un posto a cui appartenere. Io sono un uomo fortunato perché ho trovato il mio posto, perché faccio un lavoro che mi stimola e posso ancora farlo. Non è una cosa che do per scontata".

Ecco tutti i vincitori della serata.

CINEMA

Miglior cast in un film: Sinners  - I peccatori 
Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley, Hamnet - Nel nome del figlio
Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan, Sinners - I peccatori
Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan, Weapons
Miglior attore non protagonista: Sean Penn, Una battaglia dopo l'altra
Miglior cast di stuntman in un film: Mission: Impossible - The Final Reckoning
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TELEVISIONE

Miglior cast in una serie drammatica: The Pitt
Miglior attrice in una serie drammatica: Keri Russell, The Diplomat
Miglior attore in una serie drammatica: Noah Wyle, The Pitt
Miglior cast in una serie commedia: The Studio
Miglior attrice in una serie commedia: Catherine O'Hara, The Studio
Miglior attore in una serie commedia: Seth Rogen, The Studio
Miglior attrice in un film televisivo o mini-serie: Michelle Williams, Dying for Sex
Miglior attore in un film televisivo o mini-serie: Owen Cooper, Adolescence
Miglior cast di stuntman in una serie televisiva: The Last of Us

Screen Actors Guild Award alla carriera: Harrison Ford

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martedì 26 maggio 2020

Indiana Jones 5: confermato James Mangold alla regia. E' già al lavoro sulla sceneggiatura.

La conferma ufficiale è finalmente arrivata, James Mangold (Logan, Le Mans '66) dirigerà il quinto film della saga di Indiana Jones.

A confermarlo, durante una chiacchierata con Collider, è stato lo storico produttore Frank Marshall, che ha anche parlato dell'inizio delle riprese in questo periodo in cui i set sono ancora fermi.
Le riprese, già slittate un paio di volte, non prenderanno il via finché non sarà possibile lavorare in sicurezza.

"Il primo motivo, ovviamente, è la sicurezza di tutti quanti: il cast, la troupe, tutti noi", ha detto Marshall, "Quindi stiamo vedendo le linee guida che vengono annunciate pian piano, dagli esperti sanitari agli studios a tutti i vari ambienti dell’industria, e cerchiamo di incorporare tutte queste informazioni in modo da muoverci in sicurezza. Ovviamente questa cosa rallenterà i lavori, quindi dovremo aggiustare il tiro. Non ci saranno scene molto affollate per un po’ di tempo… E penso non ci saranno più i catering, il che sarà positivo perché si rimarrà più in forma! Al momento siamo in una situazione mutevole, e molte persone stanno lavorando a delle soluzioni."

Il produttore ha poi spiegato la scelta di James Mangold, pronto a raccogliere l'eredità di Steven Spielberg, "padre" della saga fin dal primo capitolo e confermato come co-produttore film.

"Il suo amore per il franchise", ha spiegato Marshall, "È un regista straordinario, un esperto nel rigirare generi e stereotipi antichi con una necessaria dose di intrigo postmoderno, che genera film hollywoodiani classici ma allo stesso tempo coraggiosi. Penso poi che abbia un forte legame con Harrison. Tutti questi pezzi, uniti insieme al momento giusto, ci hanno fatto scegliere lui. Steven, comunque, rimarrà coinvolto come produttore, quindi abbiamo il meglio di entrambi gli scenari."

A stretto giro è arrivata anche una dichiarazione del regista, interpellato dal sito Comicbook, a cui ha dichiarato di aver iniziato a lavorare sulla sceneggiatura.

"Cerco sempre di trovare un nucleo emotivo su cui costruire"; ha dichiarato James Mangold, "Secondo me è più importante questo del servire una minestra riscaldata, in un'epoca in cui i franchise sono diventati una merce. Almeno per me, per l'esperienza che ho avuto sui vari marchi, servire la minestra riscaldata di solito produce solo il ricordo della prima volta che hai assaggiato il piatto. Alla fine il pubblico preferirebbe rivivere il primo capitolo. Quindi devi spingerti verso territori nuovi, ricordando allo stesso tempo le ragioni che hanno motivato tutti in origine. Com'è successo con Logan, quando hai a che fare con una serie che genera molte aspettative."

Una dichiarazione molto generica e in linea con il credo della Lucasfilm/Disney, cioè mantenere tutto il più possibile top secret.

L'uscita del film è al momento fissata per il 29 luglio 2022.

mercoledì 26 febbraio 2020

BREAKING NEWS: Steven Spielberg non dirigerà il prossimo Indiana Jones!

Era una di quelle accoppiate che sembravano indissolubili, e invece si sono divisi: Steven Spielberg non dirigerà il prossimo capitolo di Indiana Jones.

Per la prima volta, in 40 anni di saga, Steven Spielberg non si siederà sulla sedia del regista. La notizia è stata riportata da Variety e arriva a sorpresa. La scelta sarebbe stata dello stesso regista, che avrebbe deciso di passare il testimone a qualcuno che possa portare una visione nuova, un nuovo approccio e una nuova prospettiva all'interno della saga.

Secondo il sito, James Mangold sarebbe già stato contattato e sarebbe in trattative per raccogliere l'eredità (pesantissima) di Spielberg, che comunque dovrebbe rimanere come produttore esecutivo. Non c'è ancora l'ufficialità su un suo ingaggio, anche perché il regista stava preparando il suo film su Bob Dylan, che avrebbe visto Timothée Chalamet protagonista.

Questo improvviso cambio in regia arriva pochi giorni dopo l'annuncio di Harrison Ford, che si era detto ansioso di cominciare le riprese alla fine dell'estate. La presenza di Harrison Ford sembra assolutamente confermata, anche perché, è già stato detto più volte, non ci sarà mai un Indiana Jones senza Harrison Ford, ma il cambio di regista potrebbe portare a una revisione della sceneggiatura. quindi a uno slittamento dell'inizio delle riprese, e forse anche della data d'uscita, fissata per il 9 luglio 2021.

James Mangold, reduce dal grande successo di Le Mans '66, si è già trovato in una situazione simile, quando gli venne affidato il terzo e ultimo capitolo della saga su Wolverine, il bellissimo Logan, con cui il regista si è guadagnato una nomination all'Oscar per la sceneggiatura.

I motivi dietro la decisione di Steven Spielberg potrebbero trovarsi anche nella lunga post produzione del suo nuovo film, il remake di West Side Story, su cui il regista è ancora al lavoro e che avrebbe dovuto portare a termine entro aprile, proprio poco prima di mettersi al lavoro sul nuovo Indiana Jones. Forse i tempi troppo ristretti hanno spinto Spielberg a fare un passo indietro.

Aspettiamo aggiornamenti.

martedì 4 febbraio 2020

Indiana Jones 5: Kathleen Kennedy aggiorna sul film

In occasione dei BAFTA, dove è stata premiata con il Bafta Fellowship Award, la produttrice e presidente della Lucasfilm Kathleen Kennedy ha parlato del prossimo film di Indiana Jones.

La produttrice ha dichiarato che la stesura della sceneggiatura è ancora in fase di sviluppo e, ancora più importante, ha confermato che non si tratterà affatto di un reboot ma di un sequel, con Harrison Ford ancora saldamente al suo posto, con cappello e frusta.

"Stiamo lavorando duramente per perfezionare la sceneggiatura, una volta fatto questo saremo pronti per partire", ha dichiarato Kathleen Kennedy alla BBC, aggiungendo poi, "Harrison Ford è coinvolto. E no, non sarà un reboot, sarà una continuazione. E lui non vede l’ora!".

Della possibile trama al momento non si sa nulla, sappiamo solo che (quasi certamente) non includerà Mutt Williams, il figlio di Indiana Jones interpretato da Shia LaBeouf nel quarto film. Nei prossimi mesi saranno annunciati i nuovi ingressi nel cast.
Le riprese dovrebbero iniziare ad aprile, quando Steven Spielberg avrà concluso il suo lavoro di post-produzione sul suo ultimo film, il remake di West Side Story.

La data d'uscita è fissata al 10 luglio 2021.

lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - la recensione

All'annuncio di un sequel di Blade Runner, il sangue si è gelato nelle vene di tutti i cinefili del mondo. Si può fare il sequel di un capolavoro come Blade Runner? La risposta di tutti è stata: no, a meno di un miracolo, non si può fare.
Denis Villeneuve ha fatto il miracolo.

Los Angeles, 2049, sono passati trent'anni da quando Deckard ha dato la caccia a Roy e agli altri replicanti ribelli. Nel 2049 i replicanti della Tyrell sono stati tutti ritirati e considerati fuori legge. Ci sono nuovi replicanti, quelli della Wallace Industries, perfezionati, più resistenti e ubbidienti, e soprattutto più longevi. Il Blade Runner K è sulle tracce degli ultimi Nexus della Tyrell, il "ritiro" di uno di questi lo porta a scoprire qualcosa che potrebbe cambiare tutto quello che si conosce dei replicanti, e di conseguenza anche il mondo. K inizia un'indagine che lo porterà a farsi delle domande che andranno a scavare anche dentro i suoi ricordi.
Non si può (e non si deve) svelare più di tanto della trama di Blade Runner 2049. La storia che sta alla base non è complessa ma il film ha bisogno dei suoi tempi e delle sue immagini per rivelare, mano a mano, ogni risvolto della storia.

Blade Runner 2049 non è Blade Runner, fare un paragone sarebbe alquanto stupido. Il film di Denis Villeneuve è un sequel ma è anche una espansione del film di Ridley Scott. Il regista canadese ha avuto l'intelligenza di non ripetere e non ricalcare stessi luoghi e situazioni. Villeneuve allarga lo sguardo, anche nelle tematiche filosofiche, proponendo interrogativi importanti su cosa rende umani, su quanto i ricordi incidano su una persona (o un replicante), su cosa è reale o no e se questo sia davvero importante quando si tratta di rapporti tra persone (il cane, vero o no, di Deckard nel film è un esempio lampante).
Se il film di Scott incastrava perfettamente la storia noir di un uomo, una donna, e alcuni replicanti, all'interno di un affresco sci-fi caotico, affollato e freddo, in Blade Runner 2049, Villeneuve fa quasi il contrario, inserisce una storia ampia in un contesto ancora più ampio, fatto di vasti scenari vuoti, caldi (anche quando piove o nevica) e "puliti", con tematiche che non riguardano solo i singoli ma il mondo intero.

Il punto di forza di Blade Runner 2049 è senz'altro la resa visiva. E' un film visivamente potente, impressionante e spettacolare. La regia di Villeneuve è molto precisa, elegante, coraggiosa, quasi architettonica. Regia, scenografie e fotografia, accompagnate da una musica perfetta (Hans Zimmer, sempre sia lodato), regalano allo spettatore delle immagini stupefacenti, mai fine a se stesse, che fanno davvero spalancare gli occhi dallo stupore per la loro bellezza. Per un film come questo è essenziale la visione al cinema, sul grande schermo, per farsi avvolgere dalla grandezza delle scene.

A rimanere nella mente non sono solo le immagini ma anche i personaggi. Il rischio era quello di passare tutto il tempo a chiedersi "ma quando esce Harrison Ford?". Rischio scongiurato. Il personaggio di K è affascinante, malinconico, romantico, e Ryan Gosling è praticamente perfetto, con il suo modo minimalista di recitare riesce a trasmettere tutto il senso di incompletezza del suo personaggio. Ottimo Harrison Ford, non ha avuto nessun problema a rimettersi nei panni, qui più sofferti e rassegnati, di Deckard. Ma Blade Runner 2049 è un film fatto soprattutto di donne, due su tutti: Ana de Armas e Sylvia Hoeks.
Ana de Armas interpreta Joi, assistente personale di K, ma anche qualcosa in più per lui. Tra i due c'è un rapporto romantico e tragico che in alcuni aspetti ricorda il film Her di Spike Jonze, ma in versione più futuristica. Le trovate visive che Villeneuve regala a Joi sono davvero originali e emozionanti. Completamente diverso il personaggio di Sylvia Hoeks, che va a riempire  quello che è forse l'unico vero buco del film: il villain. Jared Leto infatti non incide nel ruolo del cattivo, sia perché il personaggio è poco approfondito, sia perché lui non riesce a dargli quella misteriosa ambigua malvagità che sarebbe servita, ma a rimediare è Sylvia Hoeks con la sua Luv. La vera villan del film, fortissima, spietata ma non senza emozioni, Luv è uno dei personaggi che restano più impressi alla fine del film.

La bravura del regista nel creare questo "sequel impossibile" è stata quella di non essere solo sequel ma di essere anche complementare, di non copiare ma guardare a Blade Runner, di non ripetere ma espandere, di trasportare alcuni elementi chiave di quel mondo creando però una nuova strada, lasciando anche aperta la porta a un possibile terzo film, ma per farlo servirà un regista della bravura e dell'intelligenza di Denis Villeneuve.

Blade Runner 2049 è un gran film, vivo e spettacolare. Non si poteva chiedere un sequel migliore di questo.

venerdì 1 aprile 2016

E' fatta, trovato il protagonista per lo spin-off su Han Solo!

Dopo mesi di casting, decine di attori provinati, sembra finalmente essere a una svolta definitiva la ricerca del giovane Han Solo che sarà protagonista dello spin-off dedicato al mitico personaggio di Star Wars.

Il casting è stato lungo e faticoso ed il problema principale era solo uno: trovare un attore con il carisma adatto da poter reggere il paragone con Harrison Ford.
Dopo lunghe ricerche e provini, la produzione è arrivata a una conclusione, cioè che un attore così non esiste. E qui arriva la svolta epocale: il giovane Han Solo dello spin-off sarà interpretato da... Harrison Ford!

Poco importa che Ford abbia 73 anni, la produzione infatti punterà tutto sugli effetti speciali, che già in passato hanno dimostrato di poter ringiovanire (o invecchiare) gli attori in modo portentoso, basti pensare a Brad Pitt nel film Il Curioso Caso di Benjamin Button o Michael Douglas nel recente Ant-Man, e per le scena d'azione verrà usata una controfigura.

L'attore al momento non ha voluto commentare, ma nei mesi scorsi scherzando aveva dichiarato: "Il giovane Han Solo? Posso farlo io". La produzione deve averlo preso in parola.

giovedì 17 dicembre 2015

Star Wars: Il Risveglio della Forza - la recensione

Non era facile, ma J.J. Abrams ce l'ha fatta.
Quante volte dovremmo leggere questa frase? Probabilmente mai abbastanza, perché J.J. Abrams ce l'ha davvero fatta. L'universo di Star Wars è risorto con eleganza e in maniera sfavillante con Star Wars: Il Risveglio della Forza, settimo capitolo della saga che si presenta come sequel della trilogia classica (1977- 1980-1983), ovvero il primo trittico di film che ci ha introdotti a combattimenti di spade laser, cavalieri Jedi e impressionanti battaglie stellari.

Elegante e rispettoso, Il Risveglio della Forza ci catapulta nuovamente nel vero spirito della saga, senza per forza calcare la mano sull'effetto nostalgia, effetto caro al cinema odierno che molto spesso viene abusato. In questo prodotto non accade. Ci sono (ovviamente) riferimenti alle pellicole che hanno fatto grande questo franchise (soprattutto visivi) che, come già detto, sono inseriti con grazie astuzia ed intelligenza in questo "nuovo" contesto galattico in cui le nuove e le vecchie generazioni la faranno da padrone.


L'ironia, l'artigianalità, la spettacolarità, i colpi di scena (spesso prevedibili ma essenziali) contraddistinguono l'inizio di questa nuova esperienza targata Disney. Fuori la seriosità della nuova trilogia (1999-2002-2005), dentro l'avventura nuda e cruda vecchio stile. Tale concetto viene espressamente confermato dalla scelta delle "nuove leve" che sono state chiamante a guidare la nuova generazione di eroi e antagonisti, ovvero Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac e Adam Driver. Per quanti riguarda la vecchia guardia, ovvero Harrison Ford e Carrie Fisher, forse si poteva fare un po' di più, soprattutto con quest'ultimo nome. Tuttavia i loro personaggi (Han Solo e la Principessa Leia) sono stati inseriti nel contesto con uno scopo ben preciso, senza per forza dover creare l'effetto nostalgia.

Il reparto tecnico parla da solo. E anche in questo caso il buon Abrams non ha deluso le aspettative. L'uso di animatronic e set reali non fa altro che dare ancora più lustro a questo blockbuster 2.0.

Se queste sono le premesse, il futuro ci riserverà non poche sorprese.

Bentornati in una galassia lontana, lontana...

venerdì 6 marzo 2015

'Star Wars: Il Risveglio della Forza' - indiscrezioni sul nuovo trailer

Inutile dirlo, uno dei film più attesi dell'anno (per noi se ne riparla a inizio 2016) è senza alcun dubbio Star Wars: Il Risveglio della Forza, settimo film della saga di Star Wars.

Il primo teaser è servito a stuzzicare (moltissimo) i fan, nonostante le immagini mostrassero poco del film. Tutti aspettavano solo di vedere Luke, Leia e Han Solo, e invece niente.

Ora siamo in attesa del secondo trailer (o teaser), tutti speriamo che sia più corposo del precedente, e stando ad alcune indiscrezioni, riportate da Latino Review, sembrerebbe proprio di sì. Non si sa ancora quando uscirà ma danno un'idea di quello che potremmo vedere.


ATTENZIONE! POSSIBILI SPOILER!


- il trailer si dovrebbe aprire ancora su un deserto, sull'immagine di un AT-AT distrutto;

- una voce femminile, probabilmente Lupita Nyong'O, accompagna le immagini: "Vi racconterò la storia...";

- immagini di una foresta, di una specie di castello vicino a un enorme albero. La voce continua: "...di colui che state cercando...";

- ambiente tropicale, e la voce racconta: "...colui che mi ha insegnato...". Poi una figura incappucciata e avvolta in un mantello compare sulla scena, su una collina (Luke Skywalker?);

- "So perché l'arma proveniva da te", dice ancora la voce fuori campo. E in una caverna compaiono Finn (John Boyega), una spaventata Rey (Daisy Ridley) e un piccolo alieno blu. Finn tira fuori la spada laser (verde);

- le immagini diventano più movimentate, con un montaggio molto più veloce e d'azione, con la musica di John Williams;

- finalmente compare Han Solo e la foresta iniziale viene attaccata da un TIE Fighter. Compare Kylo Ren (il personaggio con la spada a forma di croce visto alla fine del primo teaser) con una maschera scura con i riflessi argentati, la sua particolare spada laser si accende;

- ci spostiamo in una base di comando, compare R2-D2, poi C3PO e infine la principessa Leia;

- nuova voce fuori campo, maschile e cavernosa, già sentita nel teaser e che probabilmente appartiene a Andy Serkis: "Non essere troppo sentimentale". Han Solo guarda Leia e poi si avvia verso il Millennium Falcon con Chewbacca;

- ritroviamo la foresta innevata vista nel teaser. Finn (Boyega), con la sua spada laser sguainata, protegge Rey da qualcuno, forse Kylo Ren, e sentiamo la voce di Han Solo: "Puoi farcela ragazzo, io credo in te";

- alla fine del trailer vediamo una figura incappucciata e scopriamo essere Luke Skywalker. Titolo: The Force Awakens.

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Sono solo indiscrezioni ma una ricostruzione così accurata ci fa pensare che qualcuno potrebbe davvero aver spifferato qualcosa. Si potrebbe ipotizzare un lancio del trailer attaccato a Avengers: Age of Ultron - per fare le cose in grande - ma al momento non si sa nulla.

Noi non aspettiamo altro. Vogliamo un nuovo trailer!

sabato 6 settembre 2014

I Mercenari 3 - la recensione

Il 3° capitolo della saga "old action" porta a termine quelli che sono i suoi scopi principali ma mostra i primi segni di deterioramento.

Nato come progetto di orgoglio "old school", la saga degli 'Expendables' ha fatto del continuo potenziamento il suo percorso di sviluppo, e così dal gruppo made in Stallone (formato oltre che da Sly, dai vari Statham, Lundgren, Crews ecc.) a cui venivano corredati i camei delle altre star Schwarzenegger&Willis del primo capitolo, si è passati al successivo con gli stessi Arnold&Bruce (più Norris) stavolta presenti in veri e propri ruoli di contorno contro un villain (anch'egli) iconico come Jean-Claude Van Damme.  E i risultati, nella loro evidente diversità di stile, sono stati più che apprezzabili, a tratti anche esaltanti.

Con il terzo, si è proseguito sulla strada tracciata ed ecco quindi l'arrivo di un altro villain "di genere" (e grande fama) come Mel Gibson, l'uscita di scena di Bruce Willis (per antipatiche questione pecuniarie) per lasciare spazio ad un altro esponente storico come Harrison Ford (più Snipes e Banderas) e l'ingresso di un gruppo new generation (Kellan Lutz, Ronda Rousey ecc.) da forgiare. Stavolta, pur funzionando discretamente, il risultato non convince pienamente, sia per una questione "fisiologica" che per propri difetti.
Spettacolarmente, 'I Mercenari 3', si spinge anche oltre i capitoli precedenti, con scene action di grande impatto e divertimento, a convincere di meno è sicuramente lo script, troppo frammentario e lacunoso per riuscire a dare una efficace quadratura complessiva alla trama. Il semi-sconosciuto Patrick Hughes, pur mostrando sparsi difetti di inesperienza, si limita ad una regia semplice e funzionale. Azzeccata la scelta di Gibson come villain (feroce psicotico), nonostante l'atteso scontro finale contro Stallone risulti fin troppo sbrigativo. Efficace l'entrata di Ford, la cui forte presenza finisce col mettere in ombra la figura di Schwarzenegger, presente quasi più per dovere che utilità. Umoristica la figura di Antonio Banderas, forse fin troppo caricaturale ma comunque spassosa. Apprezzabile il ritorno di Wesley Snipes in un personaggio quasi autobiografico. Incolore le new entry/generation (presenti più per box office che altro), con la conseguenza di lasciare (immeritatamente) in ombra la "vecchia guardia" di Statham&co. Alla fine la forza trainante resta sempre Sylvester Stallone che, nonostante lasci intravvedere i primi segni di stanchezza nei panni del mercenario, resta figura "sacra" e imprescindibile per la saga.

E' l'episodio meno riuscito ma per chi ama genere (e attori) resta uno spettacolo divertente e apprezzabile

lunedì 7 luglio 2014

'Star Wars VII': Kevin Smith è stato sul set!

Kevin Smith è un grandissimo fan della saga di 'Star Wars' e ha avuto la fortuna di poter visitare il set del settimo attesissimo episodio.

Ovviamente Smith non è entrato nei dettagli e il suo primo commento è stato molto emotivo. L'attore e regista ha portato sul suo profilo Instagram una sua foto commosso, scrivendo: "Tutto quello che posso condividere con voi sono le lacrime di gioia di questo vecchio iscritto alla Bantha-Tracks. La Forza È con questo film".

Un commento positivo che va al di là della gioia di un semplice fan, durante un masterclass svoltosi al Neuchâtel International Fantastic Film Festival in Svizzera, Smith ha aggiunto qualcosa riguardo la sua visita sul set, in particolare sugli effetti speciali "tattili" e non digitali. Ecco le sue parole:
"J.J. Abrams mi ha mandato una mail all'improvviso, mentre stavano girando ad Abu Dhabi il mese scorso. Quindi quando siamo arrivati sul set stavano girando veramente! ...e stavano girando delle cose che non posso dirvi. Ma posso dirvi che ho adorato quelle scene. Era qualcosa di tattile, non erano dannati green screen o blue screen sui quali i personaggi digitali sarebbero stati aggiunti successivamente. Era lì e succedeva tutto in quel momento!
Ho visto uniformi, artiglieria che non vedevo sin da quando ero bambino. Li ho visti girare una scena su un set, era come se fosse reale! Ho camminato nel set, c'erano esplosioni.. sembrava un'immagine vista in un film di 'Star Wars', dannazione!
Abrams sta costruendo un mondo tattile, che potremo toccare. E lo sta replicando come farebbe il più grande collezionista di miniature di 'Star Wars'."
Le riprese di 'Star Wars VII' sono ancora in corso. Di ieri la notizia che ad agosto la produzione si fermerà per un paio di settimane, per fare il punto sulla situazione e per pianificare il lavoro futuro tenendo conto dell'infortunio che terrà Harrison Ford lontano dal set per qualche mese.
L'uscita del film è fissata al 18 dicembre 2015.

domenica 11 maggio 2014

Star Wars VII: l'inizio delle riprese e la conferma di alcuni rumor

Dopo l'annuncio del cast e il primo ciak ormai imminente, ecco arrivare finalmente alcune news ufficiali su 'Star Wars VII'.

Prima di tutto è stata confermata la data d'inizio delle riprese, il cast si ritroverà sul set di Abu Dhabi il 13 maggio, cioè questo martedì.
Secondo The National, lo scenario desertico dovrebbe rappresentare Tatooine. Il sito riporta (da fonti non confermate) che nel deserto è stata ricostruita una città, con una casa aliena, un mercato antico, una torre, veicoli da terra e una grossa astronave. Una delle scene che dovrebbe essere girata su questo set riguarda l'atterraggio mal riuscito e molto spettacolare di una astronave, scena che includerà un cratere e delle esplosioni.

Anche Enterntainment Weekly ha fatto un approfondimento su alcuni rumor passati, citando delle fonti "con accesso diretto al progetto" ma che (ovviamente) restano anonime.

- Il ritorno del cast originale: è stato George Lucas a coinvolgere e convincere Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford a tornare nel settimo episodio, questa decisione è stata presa addirittura prima che la Disney incorporasse la Lucas Film. Tutti e tre gli attori sono fra i protagonisti principali, ma dei tre solo Harrison Ford, e quindi Han Solo, viene considerato allo stesso livello dei tre giovani protagonisti di questa nuova trilogia. Sembra quindi confermato il rumor sull'importanza di Han Solo all'interno della storia.

- La sceneggiatura: la prima stesura della sceneggiatura è stata scritta da Michael Arndt (premio Oscar per la sceneggiatura di 'Little Miss Sunshine'), tuttavia lo script è stato poi pesantemente corretto e rimaneggiato da Lawrence Kasdan (sceneggiatore de 'L'Impero Colpisce Ancora' e 'Il Ritorno dello Jedi') e dal regista J.J. Abrams, operazione che ha portato al rallentamento del casting, iniziato solo a gennaio.

'Star Wars VII' uscirà il 18 dicembre 2015.

martedì 29 aprile 2014

'Star Wars VII': ancora rumor sul cast, vecchio e nuovo

"Il casting è quasi completato, non siamo ancora pronti ad annunciarlo, ma lo faremo a breve", così parlava Alan Horn, chairman della Disney, qualche giorno fa riguardo al cast di 'Star Wars VII'. E mentre loro lasciano milioni di fan in sospeso, i rumor continuano a rincorrersi online.

Prima di tutto, il cast originale.
Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill sono stati avvistati tutti e tre a Londra, si presume che siano lì per incontrare il regista J.J. Abrams e, secondo alcuni rumor, addirittura per girare qualche scena.
I tre attori, cioè Han Solo, la Principessa Leila e Luke Skywalker (nel caso ci fosse bisogno di ricordarlo), non sono stati ancora confermati nel cast ma Carrie Fisher ha più volte dichiarato con una discreta certezza che saranno tutte tre nel film. Oggi Deadline riporta un ulteriore rumor sul cast originale, in particolare su Harrison Ford che, secondo il sito, potrebbe avere un ruolo "gigantesco" in questo settimo capitolo della saga.

Secondo punto importante: il nuovo cast.
Tantissimi i nomi fatti negli ultimi mesi e tantissimi gli attori che sono stati provinati, in modo generico e in modo più specifico (distinzione fatta da Saoirse Ronan quando ha raccontato alcuni particolari del suo provino che comprendeva l'uso di una spade laser). L'unico nome che sembra davvero molto vicino a una conferma fra quelli rumoreggiati, è quello di Adam Driver (visto nella serie tv 'Girls'). Molto insistenti anche le voci su John Boyega ('Attack the Block') e l'esordiente Maisie Richardson-Sellers, secondo i rumor frontrunner in una lista di giovani attrici per un ruolo non di primo piano, forse come figlia di Obi-Wan Kenobi.
Secondo quanto scritto oggi da Deadline, l'attore Oscar Isaac ('Inside Llewyn Davies') avrebbe ottenuto una parte molto importante. Ovviamente non c'è ancora nulla di confermato. Un altro che potrebbe essere coinvolto sembra essere Zac Efron. L'attore ha svolto il provino parecchio tempo fa e fin da subito si è parlato di un suo coinvolgimento nel film, stavolta però a rivelare che qualcosa effettivamente si sta muovendo è stato lo stesso Efron durante un'intervista con 5 News.

Siamo tutti in attesa di un annuncio ufficiale che, secondo qualcuno, potrebbe arrivare il 4 maggio in occasione dello Star Wars Day.