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mercoledì 1 giugno 2022

Top Gun: Maverick - la recensione

Il primo Top Gun è stato un cult tale da lanciare veri e propri stili iconici: la giacca di pelle, i Ray-Ban, per non parlare del sorriso sfacciato di Tom Cruise, tutti elementi che hanno segnato un'epoca (gli anni '80). e sono andati oltre, causando anche un boom di arruolamenti nella marina militare, che usò il film come vero e proprio marketing.

Fare un sequel di un simile cult dopo 36 anni era pericoloso e rischiava di schiantarsi contro la montagna della nostalgia fine a se stessa. Ma quando Tom Cruise decide di metterci la faccia, di nuovo, e torna a bordo del suo caccia F-14, non lo fa a caso. Trentasei anni dopo, ha qualche ruga in più e uno strapotere che lo ha innalzato a ultima vera star hollywoodiana, capace di arrivare sul red carpet pilotando un elicottero, lanciarsi dai palazzi e pilotare un vero caccia all'interno del film, incassando milioni di dollari al botteghino, senza mai perdere il sorriso sfacciato che sfoggiava nel primo, mitico, Top Gun del 1986.

Il sequel è ben consapevole di tutta la responsabilità e i rischi che si porta dietro e, ben lontano dall'essere una pura e semplice operazione nostalgia, si dimostra un film più maturo, equilibrato e in definitiva migliore del suo predecessore. Il tempo che separa i due film viene sapientemente sfruttato per parlare di scelte di vita, rimpianti e paternità, riportando Maverick, vecchia gloria ma considerato ormai quasi un pezzo da museo dai suoi stessi superiori, a dover fare da istruttore alle nuove reclute dei top gun, fra cui il figlio del mai dimenticato Goose, con tutto il peso del senso di colpa che grava sul personaggio di Cruise e sul rapporto padre-figlio che ne consegue. Una profondità che la pellicola patinata anni 80 non possedeva, più impegnata nell'essere un enorme spot di virilità e sul versante prettamente romantico.

Non mancano però i momenti in cui i vecchi fan sentiranno un brivido lungo la schiena, a cominciare dalle note di apertura dell'inconfondibile "Danger zone" di Kenny Loggins, fino al tema musicale iconico qui ripreso dal grande Hans Zimmer.

Con una trama solida, attori in parte e sequenze d'azione mozzafiato, Top Gun: Maverick dimostra che per fare grande Cinema, in fondo, non c'è bisogno di arzigogoli di trama o bieco fan service, basta il cuore, quello che il suo protagonista infonde nel progetto in ogni sua parte e che traspare in ogni scena. Un film che, come lo stesso Tom Cruise, fa bene al Cinema.

mercoledì 25 maggio 2022

Cip e Ciop Agenti Speciali - la recensione

Chi è nato negli anni '80 non può non ricordare la serie animata della Disney Cip & Ciop Agenti Speciali, andata in onda tra la fine degli anni '80 e inizio anni '90, dove i due protagonisti, Cip e Ciop appunto, vivevano mille avventure in stile "Indiana Jones". Un cartone cult che ora torna in una nuova veste, film e animazione mista.

Los Angeles oggi è una città in cui esseri umani e personaggi animati, che siano di film, serie o videogiochi, vivono insieme, e dove Cip e Ciop non sono più una coppia da anni, cioè da quanto hanno "rotto" a causa della chiusura della serie. Cip ormai vive una vita ordinaria, fa l'assicuratore, è sempre l'impiegato del mese, ha una casa col giardino e un cane; Ciop invece si è sottoposto a un "intervento di CGI" e si è inserito nelle convention nostalgiche, con il suo stand, insieme ad altri vecchi personaggi che cercano di trovare, o ritrovare, visibilità. I due si incontreranno di nuovo e saranno costretti ad unire le forze per salvare la vita del loro amico Monterrey Jack, rapito dai "banditi della valle", una banda che sequestra i vecchi cartoni animati e gli cambia i connotati per fargli girare brutti reamke di serie B, e a capo di questa banda c'è un insospettabile personaggio ormai invecchiato (male!).

Cip e Ciop Agenti Speciali è un film molto intelligente, astuto, sotto alcuni aspetti anche geniale, e soprattutto mai ruffiano. L'operazione messa in piedi è molto simile a quella fatta da Robert Zemeckis nel 1988 con il capolavoro Chi Ha Incastrato Roger Rabbit, ma non c'è mai l'intento di copiare, più che altro, quello di ripercorrere i suoi passi, e non solo con il particolare uso dell'animazione. Il film è a tecnica mista, live action e animazione, che recentemente abbiamo visto anche in Space Jam Legacy e Detective Pikachu, ma qui i diversi tipi di animazione che si incrociano sono molti di più, c'è l'animazione 2D, la perfetta animazione in 3D di oggi, la prima animazione in 3D, piena di difetti, e c'è anche la stop-motion. Tecnicamente è davvero bello da guardare, le animazioni diverse comunicano tra loro in modo molto naturale e fluido, a partire dai due minuscoli protagonisti, Cip in 2D e Ciop in 3D.
Tutto il film è un susseguirsi di umorismo, autoironia e citazioni molto nerd, non solo dal mondo Disney, basti pensare a "Ugly Sonic", cioè la prima versione di Sonic del film che tanto aveva inorridito il pubblico, qui riproposta come vero personaggio scartato e in cerca di visibilità. Sono tanti gli easter egg e le "chicche" da notare, dai personaggi sullo sfondo ai falsi film che vengono citati (uno su tutti, Meryl Streep in versione Mr. Doubtfire!), particolari che molto probabilmente solo il pubblico più adulto potrà capire, così come un certo tipo di umorismo e di battute (non guarderete più Peter Pan nello stesso modo). Il film prende in giro anche l'attualità del Cinema, perso tra mille reboot, remake, sequel e saghe, e lo fa mettendo al centro proprio due personaggi del passato che ritornano nelle loro vecchie vesti.
L'unico punto debole del film è forse la trama, un po' semplicistica, molto basilare e ovvia, pensata evidentemente per il pubblico più piccolo. Si potrebbe dire che il film viaggia su due livelli, uno ad altezza bambino, con una classica rocambolesca storia di amicizia ritrovata, l'altro ad altezza adulto, tra umorismo e citazioni. Se avessero investito di più sul livello per gli adulti, probabilmente avremmo avuto un vero e proprio cult.

Cip e Ciop Agenti Speciali è un esperimento riuscito, divertente e tecnicamente perfetto.

domenica 19 settembre 2021

Dune - la recensione

Dopo una lunga ed estenuante attesa, arriva al cinema Dune, la nuova opera di Denis Villeneuve (Arrival, Blade Runner 2049). Basato sul primo dei tre romanzi dello scrittore statunitense Frank Herbert, la pellicola racconta le vicissitudini della famiglia Atreides.

In un futuro molto lontano, il duca Leto Atreides (Oscar Isaac), accetta la gestione del pianeta Arrakis, noto anche con il nome di Dune, da sempre conteso per la presenza, sul suo suolo, della sostanza più preziosa dell'Universo: la spezia, una droga in grado di fornire abilità mentali formidabili e di allungare la durata della vita. Leto parte alla volta del nuovo pianeta, con la moglie, Lady Jessica (Rebecca Ferguson) e il figlio, suo successore, Paul (Timothée Chalamet), che sembra possedere con questa nuova terra, per lui inesplorata, un legame molto profondo. La spezia si troverà ad essere inconsapevole protagonista della contesa per il suo monopolio e sarà causa di una vera e propria guerra, che porterà con sé morte, sangue e distruzione.

La pellicola non ammette fretta, si prende i suoi tempi, lascia decantare, respira. La sua lentezza è necessaria e giustificata, in quanto trasposizione di una letteratura complessa, ricca di particolari e dettagli che Denis Villeneuve non teme di spennellare sulla sua tela della durata di 155 minuti. La regia è portatrice di classe e spettacolarità, ma a tratti può risultare pesante, un peso di cui lo spettatore deve essere consapevole e accettare fino ai titoli di coda. 

A fare da contorno a questa tanto complessa quanto intrigante trama, un comparto tecnico da Oscar, in particolare una fotografia mozzafiato che si amalgama perfettamente alla colonna sonora arabeggiante firmata da un Hans Zimmer in stato di grazia. Costumi curatissimi, vezzosi, design di armi e navicelle spaziali, e scenografie mozzafiato, che a volte sembrano strizzare l'occhio a Star Wars.

Il cast è stellare e vanta la presenza di Josh Brolin (Gurney Halleck), Zendaya (Chani, nativa appartenente alla tribù Fremen, abitanti del pianeta Arrakis), Stellan Skasgård (camaleontico nei panni del barone Harkonnen, cugino di Leto), Dave Bautista (Glossu Rabban), Jason Momoa (sorprendente nel ruolo di Duncan Idaho), Javier Bardem e Charlotte Rampling, oltre ai già citati protagonisti. Timothée Chalamet, attore in costante crescita, accusa forse una leggera fatica nel complesso ruolo del protagonista, ma risulta comunque credibile. 

Nonostante il suo plumbeo spessore, Dune è un film assolutamente da vedere, una visione irrinunciabile e, una volta finito, ti lascia con la sensazione di volerne ancora.


Francesca Matteucci

martedì 16 febbraio 2021

La nuova stagione di Boris e la serie de Le Fate Ignoranti su Disney+

Il 23 febbraio sulla piattaforma Disney+ debutterà Star, la nuova sezione che proporrà film e serie tv "per adulti", ci saranno Buffy, Grey's Anatomy, Lost, i Griffin, i franchise di Alien, Il Pianeta delle Scimmie, Die Hard, e poi Titanic, Tre Manifesti a Ebbing Missouri, e tanto altro ancora, comprese alcune novità tutte italiane.

Tra le produzioni originale italiane per Star ci saranno anche due prodotti molto diversi e molto attesi: la serie tratta dal film Le Fate Ignoranti, a cui lavorerà lo stesso Ferzan Ozpetek, e il grande ritorno di Boris con la sua quarta stagione.

Nei giorni scorsi, con un post online, Ferzan Ozpetek aveva annunciato che ad aprile sarebbe tornato sul set per la serie de Le Fate Ignoranti, e questa era l'unica notizia certa. Oggi invece, il regista turco ne ha parlato durante la presentazione della sezione Star anticipando alcuni aspetti nuovi che la serie porterà rispetto al film. Ecco le sue dichiarazioni:

"Sono passati più di vent'anni e quando Disney mi ha chiesto di fare la serie ho avuto un po’ di timore. Perché penso che una donna che oggi scopre che il marito la tradisce con un uomo non ha la stessa reazione di vent'anni fa. Oggi invece la cosa che vale la pena raccontare è il tradimento di un mondo. Tu stai con una persona e pensi che sia fatta in un modo, invece è tutt'altro. Nel serie si scopre che prende “il mondo” della moglie e lo vende al suo amante e ai suoi amici, in qualche modo fa il furbo con entrambi i mondi [...] Stiamo lavorando giorno e notte, la serie conterrà moltissima "italianità". Lavorerò molto sulla luce, sulla presenza dell’opera lirica e tanti altri elementi molto italiani. Questa serie per me rappresenterà un momento di grande rinnovamento.
[...] Io dirigerò 4 puntate e Gianluca Mazzella dirigerà le altre 4. Lui è il mio aiuto da 20 anni. Come ho ho debuttato con Marco Risi, lui ha debuttato con me. Ogni tanto mi scuso con Gianluca perché so che mi impiccerò molto, sono abituato a controllare tutto.
[...] Ci saranno molti attori famosi di cui non possiamo dire nulla. Ci saranno delle belle sorprese nel cast, nelle ambientazioni... Ci sto lavorando giorno e notte e sono molto focalizzato sulla voglia di sorprendere il pubblico che conosce Le fate Ignoranti. Ci sarà un episodio che verrà girato a Istanbul, tornerò in quella città dopo tre anni".

Il film del 2001 ebbe un grandissimo successo, vincendo anche quattro Nastri d'Argento.

Tra i progetti più attesi poi, c'è sicuramente la nuova stagione della serie cult Boris. Non si sa ancora nulla sulla trama ma è stata pubblicata una breve sinossi.

"La serie cult comedy, tutta italiana, che dopo tre stagioni e un film, torna sugli schermi per raccontare ancora una volta, con un linguaggio fuori dagli schemi, il dietro le quinte del mondo del cinema e della televisione italiani. Ambientata originariamente nel backstage di una serie italiana low budget, intitolata “Gli occhi del cuore”, la quarta stagione racconterà il ritorno della storica troupe su un set. Intanto, però, il mondo e la televisione sono cambiati. A dettare legge sono i social, gli influencer e le varie piattaforme streaming. Come affronteranno questo Nuovo Mondo i nostri protagonisti?"

E insieme alla logline, la casa di produzione The Apartment ha postato un video che vede protagonista René Ferretti (Francesco Pannofino).

venerdì 23 ottobre 2020

Tim Burton in trattative per riporterà in tv La Famiglia Addams!

La notizia è di quelle che non si possono ignorare, l'incontro tra un autore e un mondo che sembrano fatti per unirsi.

Deadline riporta che Tim Burton è attualmente in trattative per sviluppare e dirigere tutti gli episodi di una serie reboot de La Famiglia Addams.
A finanziare sarà la MGM Tv, proprietaria dei diritti sui personaggi, ma al momento non c'è una piattaforma o un canale collegati al progetto, anche se rumor riportano un serio interesse da parte di Netflix.

Non ci sono dettagli sul numero di episodi, l'inizio della lavorazione o il cast, secondo il sito, la nuova serie potrebbe essere ambientata al giorno d'oggi e avere come punto di vista principale quello di Mercoledì. Al momento comunque sono solo rumor.

Se l'accordo andasse in porto, per Tim Burton sarebbe la prima volta alla regia di una serie, al contrario invece, cioè da Tv a Cinema, il regista ha già avuto una esperienza con il film Dark Shadows (2012), adattamento dell'omonimo soap opera degli anni '60.

Serie più che iconica, La Famiglia Addams è andata in onda sulla ABC per due stagioni, dal 1964 al 1966. La serie è stata poi riproposta al cinema nel film cult del 1991, e con un sequel nel 1993, è diventata un musical di Broadway, fino alla versione animata uscita lo scorso anno nei cinema, riscuotendo ancora una volta un ottimo successo.

mercoledì 27 maggio 2020

Scott Derrickson alla regia del sequel di Labyrinth

Dopo il divorzio dalla Marvel, nuovo progetto per Scott Derrickson.

Deadline riporta che sarà il regista di Doctor Strange e Sinister a dirigere il sequel di Labyrinth. Il sito riporta anche che la sceneggiatrice Maggie Levin (Into the Dark) si occuperà dello script.

Inizialmente doveva essere Fede Alvarez a dirigere il film ma a fine aprile il regista aveva annunciato di aver abbandonato il progetto a causa di "divergenze creative", motivando così la sua scelta: "Labyrinth era qualcosa che avrei fatto, ma poi ho deciso di fare retromarcia. Quando le persone hanno già dei preconcetti sul come dovrebbe essere un qualcosa è davvero complicato avere successo e sorprendere il pubblico. Fondamentalmente si attendono di rivedere la stessa cosa. Ed è per questa ragione che, come regista, ho deciso di non voler dedicare tempo a un progetto per cui le persone avevano già delle idee precostituite sul come sarebbe dovuto essere".

La Sony ha così deciso di ingaggiare Scott Derrickson, ormai libero dall'impegno del secondo Doctor Strange, progetto abbandonato a causa (di nuovo) di "divergenze creative" con la Marvel. Il film è passato a Sam Raimi.

Labyrinth, fantasy di Jim Henson del 1986, è considerato un vero e proprio cult del genere. Protagonista del film una giovane Jennifer Connelly, accanto a lei, oltre a una schiera di pupazzi, un indimenticabile David Bowie nel ruolo del re dei Goblin.

giovedì 14 maggio 2020

Luca Guadagnino per il remake di Scarface

Nuovo progetto in cantiere per Luca Guadagnino.

Variety riporta la Universal avrebbe contattato il regista italiano per affidargli la regia e l'adattamento di un reboot/remake di Scarface.

La sceneggiatura del remake è passata dalle mani di diversi sceneggiatori, Gareth Dunnet-Alcocer, Jonathan Herman, Paul Attanasio, con l'ultima versione firmata niente meno che da Ethan e Joel Coen.

Scarface non è nuovo a remake e tutte le sue versioni sono state di grande successo. Il film originale del 1932 era diretto da Howard Hawks, ed è considerato una pietra miliare del genere, nel 1983 Brian De Palma ha diretto quella che forse è la versione più conosciuta, con Al Pacino protagonista. Ogni film ha avuto un'ambientazione diversa, nell'originale la storia si svolgeva nella Chicago di Al Capone, in pieno proibizionismo, la versione del 1983 invece si è spostata a Miami, e invece del proibizionismo metteva al centro il traffico di droga. La versione che sarà affidata a Luca Guadagnino si sposterà ancora, stavolta sembra che la storia si svolgerà a Los Angeles.

Luca Guadagnino è reduce proprio da un remake, il suo ultimo film infatti è stato Suspiria (2018), rifacimento dell'omonimo capolavoro horror di Dario Argento. Il regista inoltre sta lavorando anche al sequel di Chiamami col Tuo Nome (2017).

sabato 1 febbraio 2020

Taron Egerton nel remake de La Piccola Bottega degli Orrori?

Un cult degli  anni '80 sta per tornare con un remake, si tratta de La Piccola Bottega degli Orrori.

Il sito Full Circle Cinema annuncia che l'attore britannico Taron Egerton, fresco vincitore del Golden Globe, sarebbe in trattative finali per entrare nel cast del film, molto probabilmente nel ruolo del protagonista, che nel film originale aveva il volto di Rick Moranis.

Non solo Egerton, la produzione infatti avrebbe contattato anche Scarlett Johansson, che ha appena ricevuto una doppia nomination agli Oscar 2020, per offrirle il ruolo di Audrey, la donna di cui il protagonista è innamorato. A Billy Porter (Pose) invece sarebbe stato offerto il doppiaggio di Audrey II, la pianta carnivora che cresce a dismisura e che trasporta il protagonista in una lunga spirale di omicidi.

Aspettiamo aggiornamenti.

Quella de La Piccola Bottega degli Orrori è una lunga catena di rifacimenti che parte dagli anni '30. Il film del 1986, diretto da Frank Oz e diventato un vero cult del Cinema degli anni '80, era ispirato all'omonimo musical off-Broadway di Alan Menken e Howard Ashman del 1982, il quale, a sua volta, era ispirato al film La Piccola Bottega degli Orrori del 1960, diretto da Roger Corman, che aveva preso spunto da un racconto scritto da John Collier nel 1932 intitolato "Green Thoughts".

lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - la recensione

All'annuncio di un sequel di Blade Runner, il sangue si è gelato nelle vene di tutti i cinefili del mondo. Si può fare il sequel di un capolavoro come Blade Runner? La risposta di tutti è stata: no, a meno di un miracolo, non si può fare.
Denis Villeneuve ha fatto il miracolo.

Los Angeles, 2049, sono passati trent'anni da quando Deckard ha dato la caccia a Roy e agli altri replicanti ribelli. Nel 2049 i replicanti della Tyrell sono stati tutti ritirati e considerati fuori legge. Ci sono nuovi replicanti, quelli della Wallace Industries, perfezionati, più resistenti e ubbidienti, e soprattutto più longevi. Il Blade Runner K è sulle tracce degli ultimi Nexus della Tyrell, il "ritiro" di uno di questi lo porta a scoprire qualcosa che potrebbe cambiare tutto quello che si conosce dei replicanti, e di conseguenza anche il mondo. K inizia un'indagine che lo porterà a farsi delle domande che andranno a scavare anche dentro i suoi ricordi.
Non si può (e non si deve) svelare più di tanto della trama di Blade Runner 2049. La storia che sta alla base non è complessa ma il film ha bisogno dei suoi tempi e delle sue immagini per rivelare, mano a mano, ogni risvolto della storia.

Blade Runner 2049 non è Blade Runner, fare un paragone sarebbe alquanto stupido. Il film di Denis Villeneuve è un sequel ma è anche una espansione del film di Ridley Scott. Il regista canadese ha avuto l'intelligenza di non ripetere e non ricalcare stessi luoghi e situazioni. Villeneuve allarga lo sguardo, anche nelle tematiche filosofiche, proponendo interrogativi importanti su cosa rende umani, su quanto i ricordi incidano su una persona (o un replicante), su cosa è reale o no e se questo sia davvero importante quando si tratta di rapporti tra persone (il cane, vero o no, di Deckard nel film è un esempio lampante).
Se il film di Scott incastrava perfettamente la storia noir di un uomo, una donna, e alcuni replicanti, all'interno di un affresco sci-fi caotico, affollato e freddo, in Blade Runner 2049, Villeneuve fa quasi il contrario, inserisce una storia ampia in un contesto ancora più ampio, fatto di vasti scenari vuoti, caldi (anche quando piove o nevica) e "puliti", con tematiche che non riguardano solo i singoli ma il mondo intero.

Il punto di forza di Blade Runner 2049 è senz'altro la resa visiva. E' un film visivamente potente, impressionante e spettacolare. La regia di Villeneuve è molto precisa, elegante, coraggiosa, quasi architettonica. Regia, scenografie e fotografia, accompagnate da una musica perfetta (Hans Zimmer, sempre sia lodato), regalano allo spettatore delle immagini stupefacenti, mai fine a se stesse, che fanno davvero spalancare gli occhi dallo stupore per la loro bellezza. Per un film come questo è essenziale la visione al cinema, sul grande schermo, per farsi avvolgere dalla grandezza delle scene.

A rimanere nella mente non sono solo le immagini ma anche i personaggi. Il rischio era quello di passare tutto il tempo a chiedersi "ma quando esce Harrison Ford?". Rischio scongiurato. Il personaggio di K è affascinante, malinconico, romantico, e Ryan Gosling è praticamente perfetto, con il suo modo minimalista di recitare riesce a trasmettere tutto il senso di incompletezza del suo personaggio. Ottimo Harrison Ford, non ha avuto nessun problema a rimettersi nei panni, qui più sofferti e rassegnati, di Deckard. Ma Blade Runner 2049 è un film fatto soprattutto di donne, due su tutti: Ana de Armas e Sylvia Hoeks.
Ana de Armas interpreta Joi, assistente personale di K, ma anche qualcosa in più per lui. Tra i due c'è un rapporto romantico e tragico che in alcuni aspetti ricorda il film Her di Spike Jonze, ma in versione più futuristica. Le trovate visive che Villeneuve regala a Joi sono davvero originali e emozionanti. Completamente diverso il personaggio di Sylvia Hoeks, che va a riempire  quello che è forse l'unico vero buco del film: il villain. Jared Leto infatti non incide nel ruolo del cattivo, sia perché il personaggio è poco approfondito, sia perché lui non riesce a dargli quella misteriosa ambigua malvagità che sarebbe servita, ma a rimediare è Sylvia Hoeks con la sua Luv. La vera villan del film, fortissima, spietata ma non senza emozioni, Luv è uno dei personaggi che restano più impressi alla fine del film.

La bravura del regista nel creare questo "sequel impossibile" è stata quella di non essere solo sequel ma di essere anche complementare, di non copiare ma guardare a Blade Runner, di non ripetere ma espandere, di trasportare alcuni elementi chiave di quel mondo creando però una nuova strada, lasciando anche aperta la porta a un possibile terzo film, ma per farlo servirà un regista della bravura e dell'intelligenza di Denis Villeneuve.

Blade Runner 2049 è un gran film, vivo e spettacolare. Non si poteva chiedere un sequel migliore di questo.

sabato 31 ottobre 2015

I 5 film (non horror) da vedere la notte di Halloween

Ad Halloween, si sa, il terrore e i mostri la fanno da padrone e niente è meglio di un bel film horror, vero?
Per noi di Frame non sempre l'horror è la soluzione più appropriata per la notte delle streghe.
Ecco 5 film che secondo noi sono ottime alternative per festeggiare degnamente la festa più spaventosa dell'anno!


Frankenweenie


Tim Burton prende il suo vecchio cortometraggio sul bambino che riporta in vita il suo cane e ne fa un omaggio incredibile ai vecchi film horror di serie B da lui tanto amati.
In stop motion e in bianco e nero, questo film vi catapulterà in un mondo fatto di personaggi bizzarri e citazioni cinematografiche. Spaventoso e divertente.


Intervista col Vampiro


Un cast eccezionale (su cui spicca un incredibile Tom Cruise) e Neil Jordan alla regia per la riuscitissima trasposizione del romanzo gotico di Anne Rice. Vampiri, sangue, amore e morte si alternano in un'atmosfera cupa e romantica, grazie anche alla splendida fotografia.
Il vero film sui vampiri prima che i film sui vampiri diventassero di moda.



Il Labirinto del Fauno


Fantasy-horror targato Guillermo del Toro. Un'affascinante favola nera che trasporta lo spettatore in un mondo tanto fantastico quanto reale e strettamente collegato alla violenta realtà della Guerra Civile spagnola. Animato da intriganti fauni e inquietanti creature, il film di Del Toro conquista subito per lo stile e l'estetica, grazie anche a una meravigliosa fotografia e delle splendide scenografie, e commuove in un finale carico di significato.


La Cosa


L'opera di John Carpenter è uno di quei film maturati nel tempo. Etichettato come "flop" nel 1982, oggi è considerato un vero e proprio cult del genere horror fantascientifico. Al centro della storia un gruppo di persone costrette a convivere (capitanate da un eccezionale Kurt Russell) e una entità aliena in grado di entrare in un uomo, infettarlo, trasformarlo in mostro e assumerne le sembianze replicandolo perfettamente. Il risultato è il panico, la paranoia del non sapere chi è chi, acuite dal luogo estremo in cui si svolge l'azione, una fredda e isolata base in Antartide. Con effetti speciali "materiali" (animatronics, lattice, modellini) e un finale che lascia tutto in sospeso.


Il Corvo


Tratto dall'omonimo fumetto di James O'Barr, è una storia d'amore e vendetta, con un'estetica dark-rock e un personaggio principale, Eric Draven, che ha conquistato subito il pubblico. A consegnarlo al mito però è stata l'assurda e prematura scomparsa di Brandon Lee (assolutamente perfetto nei panni de "Il Corvo"), morto sul set a causa di una incredibile leggerezza da parte dello staff nell'uso di una pistola.


Frame

sabato 12 maggio 2012

Confermata Julianne Moore nel remake dell'horror Carrie

E' ufficiale, Julianne Moore è stata confermata nel cast del remake dell'horror cult 'Carrie - Lo Sguardo di Satana', tratto dall'omonimo libro di Stephen King.
La Moore interpreterà la madre, fanatica religiosa, di Carrie che come si sa avrà il volto di Chloe Grace Moretz.

Al cast si aggiunge anche la modella e attrice Gabriella Wilde, vista di recente ne I Tre Moschettieri, nel ruolo di Sue Snell, una delle compagne di classe di Carrie che prima la prende in giro come tutte le altre e poi, presa dai sensi di colpa, cerca di aiutarla.

Il film sarà diretto da Kimberly Peirce (Boys Don't Cry) ed è sceneggiato da Roberto Aguirre-Sacasa. In realtà il film non sarà un vero e proprio remake dell'originale film di De Palma ma un vero e proprio riadattamento del libro a cui cercheranno di essere più fedeli possibile.

La trama del libro, pubblicato nel 1974:
Il romanzo racconta la storia di Carrie White, una liceale che vive in una piccola città del Maine con una madre ossessionata dalla religione. Goffa, solitaria, vittima dei tiri mancini dei suoi coetanei, Carrie scopre gradualmente di avere poteri telecinetici, poteri che si erano già manifestati all'età di tre anni, dopo il primo choc della sua vita. Un giorno, l'innocente e beffeggiata Carrie userà il suo potere e sarà ovunque orrore, distruzione e morte.
Come confermato recentemente da una entusiasta Chloe Moretz, le riprese inizieranno il prossimo primo giugno


Frra