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sabato 2 settembre 2017

Venezia 74 - giorno 4

Il protagonista del quarto giorno è uno che in Italia e al Festival di Venezia è di casa, si tratta di George Clooney, che porta in Concorso il suo ultimo lavoro da regista, Suburbicon.

Commedia nera nata dalla mente dei fratelli Coen, e firmata anche da Grant Heslov e dallo stesso Clooney, la storia è ambientata nella cittadina di Suburbicon, un pacifico sobborgo degli anni '50, tra case color pastello e giardini curati. La gente che vive a Suburbicon è tranquilla e riservata, il più riservato di tutti è il protagonista Gardner Lodge (M.Damon), che vive con la sua famiglia in una di quelle perfette villette. Una perfezione che s'incrina quando nel quartiere arriva la prima famiglia afroamericana, ma il signor Lodge ha ben altro a cui pensare. La sua tranquilla vita viene messa sottosopra da una violazione di domicilio, quattro uomini entrano in casa e addormentano lui e tutta la sua famiglia. La legge si rivela troppo lenta, e mentre il quartiere erige muri per evitare che i cittadini bianchi siano disturbati dalla vista della famiglia afroamericana, il signor Lodge decide di farsi giustizia da solo, finendo in una spirale di violenza e vendetta che rivela la maschera ipocrita di quella falsa perfetta periferia americana.

Un film molto attuale quello di George Clooney e l'attore durante la conferenza stampa non tira indietro la gamba quando parla degli USA di Donald Trump. "Una nuvola nera incombe sull'America", ha dichiarato l'attore, "Abbiamo iniziato a lavorare a questo film quando Trump ha iniziato la sua corsa politica e nei suoi discorsi elettorali parlava di costruire barriere, di fare di nuovo grande l'America. Queste problematiche purtroppo non sono mai morte negli Usa". Suburbicon comunque è una commedia nera, Clooney ci tiene a precisarlo. "Non volevamo fare polemiche o una lezione civica", ha spiegato l'attore, "il nostro intento era far ridere ed essere cattivi, ma è evidente che se vai negli Stati Uniti trovi un Paese che non è mai stato così arrabbiato. Io continuo a essere ottimista ma quello che sta succedendo negli USA necessita di una profonda riflessione".
Non un film politico quindi, ma un film che, nonostante sia ambientato nel 1959, riflette molte questioni attuali, come quella razziale e dell'integrazione. Parallela alla storia del protagonista, nel film è stata inserita la vicenda di una famiglia afroamericana che per quanto assurda non è inventata ma reale, William e Daisy Myers sono realmente esistiti, erano una coppia di neri che nel 1957 si trasferirono a Levittown scatenando una rivolta razziale. "Stiamo scontando ancora il nostro peccato originale: la schiavitù", ha detto Clooney, "La petizione che a un certo punto viene letta nel film, in cui si dice 'siamo per l'integrazione solo nel momento in cui i negri si saranno educati', non l'abbiamo scritta noi, è un documento vero. Il nostro non è un film su Donald Trump ma sulla sottigliezza con cui striscia sul razzismo". "Suburbicon rappresenta questo", gli fa eco Matt Damon, "il mio personaggio si aggira in bicicletta per il quartiere, di notte e pieno di sangue, tanto sa che non daranno la colpa a lui, ma ai neri".

Parlando del film, Matt Damon e Julianne Moore (che interpreta sia la moglie di Damon che la cognata) hanno dichiarato di essersi divertiti molto. "Sono stata contenta di poter interpretare due ruoli", ha detto Julianne Moore, "E' molto interessante capire come la vita di una sorella si ripercuote su quella dell’altra. Il mio personaggi invita suo nipote bianco a giocare con il bambino nero. E l’unica che lo fa. Perché lei sa cosa vuol dire essere emarginata. Non ha niente, mentre sua sorella ha tutto, ha la famiglia fantastica che voleva avere". Per Matt Damon non è stata certo la prima volta sul set con l'amico George Clooney. "Girare il film è stato molto divertente", ha detto l'attore, "è il settimo o ottavo set che divido con George. Mi ha chiamato dicendomi che sarebbe stata una parte mai fatta da me finora, ho dovuto spingermi oltre. Con George ormai ho capito come lavorare: quando dà un’indicazione basta fare il contrario e tutto va a meraviglia".
Nel cast c'è anche Oscar Isaac, in un ruolo che i Coen avevano scritto proprio per Clooney. "Non mi piace dirigermi da solo, è faticoso, e poi Oscar è stato bravissimo e io non avrei saputo fare di meglio", ha detto l'attore.

A George Clooney è stato chiesto anche se avesse mai fatto un pensierino su una possibile candidatura come Presidente degli USA. Domanda ha cui l'attore ha risposto in modo semi-serio: "In questo momento, chiunque abbia voglia di farlo è benvenuto. Sembra un lavoro divertente". "Chiunque sarebbe meglio di quello attuale", ha chiuso il discorso Matt Damon.

Suburbicon sarà nelle sale italiane il 14 dicembre.
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Presentato Fuori Concorso quello che il direttore Alberto Barbera ha definito il "film più violento del festival". Si tratta del prison movie Brawl in Cell Block 99, diretto da S. Craig Zahler.

Bradley Thomas (V.Vaughn) è ex pugile, ex alcolizzato, alto quasi due metri e una grossa croce tatuata sulla nuca, che viene licenziato dall'officina in cui lavora, lo stesso giorno in cui scopre che la moglie lo tradisce. Dopo aver distrutto a mani nude l'auto della donna, stringe con lei un nuovo patto. Dopo diciotto mesi sembra andare tutto bene, Bradley sta per diventare padre quando viene arrestato per colpa di un gruppo di messicani partner d'affari. L'uomo è pronto a scontare la sua pena senza fare problemi ma un ricatto lo costringerà a tirare fuori il peggio di sé per riuscire a farsi rinchiudere nel carcere di massima sicurezza Block 99.

"Il personaggio di questo film, Bradley Thomas, ha un sacco di violenza dentro di sé. Deve cercare di trattenerla, ma quando la rilascia è persino superiore a quello che credeva lui stesso. Una sorta di esperienza catartica", ha dichiarato il regista.
Protagonista del film è Vince Vaughn, in un ruolo molto diverso da quello in cui siamo abituati a vederlo. "Non credo siano scomparse del tutto le commedie dalla mia vita", ha dichiarato l'attore, "ma ho avuto la fortuna di trovare altri percorsi e sono molto contento".

giovedì 18 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 2

Archiviata l'apertura, si apre il Concorso con l'atteso nuovo film di Todd Haynes.

Tratto da un romanzo di Brian Selznick, Wonderstruck racconta le vicende parallele di due bambini di epoche lontane accomunati da un handicap, la sordità, e dal desiderio di una vita diversa. Da una parte Ben, nel 1977, che cerca il padre che non ha mai conosciuto, dall'altra Rose, nel 1927, che sogna una misteriosa attrice di cui raccoglie ritagli e foto in un album. Quando Ben scopre in casa un particolare sconcertante e Rose legge un titolo di giornale molto interessante, i due ragazzini partono alla ricerca di quello che hanno perso.

Nel cast troviamo due bravissime attrici come Julianne Moore e Michelle Williams, mentre i due ragazzini sono interpretati da Oakes Fegley (Il Drago Invisibile) e Millicent Simmonds, attrice esordiente, giovanissima, e sorda dalla nascita.

Una storia con una costruzione narrativa molto complessa quella di Wonderstruck, portarla sul grande schermo per Brian Selznick, autore anche di Hugo Cabret portato al cinema da Scorsese, non è stato facile. "Nel libro le due storie sono raccontate con tecniche totalmente distinte, che solo alla fine si sposano: una attraverso immagini, l’altra parole", ha raccontato Selznick, "Nell'adattare la sceneggiatura, la mia prima, che ho scritto di notte senza dirlo a nessuno, ho usato questo stratagemma: da una parte un bianco e nero senza dialoghi, dall'altro il colore e il sonoro. Il film è dunque due film: uno praticamente muto e in bianco e nero, e l’altro a colori con i suoni".
"La sceneggiatura era incredibile", ha dichiarato il regista Todd Haynes, "C'era di base un'idea cinematografica molto intensa nel mescolare i due stili di racconto, giocando con il linguaggio, la musica, il sound engineering per girare attorno al tema della sordità. Due stili e due storyline. Non avevo mai fatto un film così basato sull'immaginazione dei ragazzi, un vero giallo con indizi sparsi qua e là che chiariscono il perché queste due storie sono raccontate nello stesso film".

Il tema del sonoro e della sordità è al centro della storia, visto che i due personaggi principali del film sono due ragazzini sordi. "In Wonderstruck volevo raccontare di chi costruisce cose con le mani, così come la lingua dei segni è protagonista. È un tributo al tattile, alle dita che rimangono appiccicose per il residuo di colla", ha detto il regista.

Haynes nel film torna a collaborare con Julianne Moore per la quarta volta. "È un'anima gemella creativa", ha detto il regista di quella che si può definire come "la sua musa". "Ogni volta porta significato in quello che fa, è un dono e un privilegio della mia vita continuare a lavorare con lei", ha continuato il regista. Complimenti subito ricambiati dall'attrice. "E’ sempre un'esperienza incredibile, grazie all'abilità di Todd praticamente nel film non ho dovuto fare niente, mi si è costruito attorno", ha detto Julianne Moore, "Ho imparato molte cose sul linguaggio e quindi anche sull'essere un attore. Per me è stato come conoscere una cultura, ho cercato di rimanere sulla soglia fra le due dimensioni, quella di udente e quella di non udente. È stato incredibile, ha cambiato completamente la mia maniera di guardare la cosa. Ho due ruoli nel film. Essere madre mi ha insegnato a riflettere sul modello che devo essere per i miei figli".
Anche Michelle Williams nel film è una madre, un ruolo che, essendo madre anche nella vita, le viene con grande naturalezza. "È difficile separarmi dall'essere madre, è al centro di ogni scelta che faccio nella vita, oltre che come attrice", ha detto l'attrice, "Ma non dico niente di speciale, credo valga per tutti quelli che diventano genitori". E da "cuore di mamma", l'attrice si è commossa spesso durante la conferenza stampa, e non è stata l'unica!

Il film è stato accolto in modo caloroso dalla stampa, tanto che qualcuno già parla di possibile candidato all'Oscar 2018.
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Presentato in Concorso anche il film Loveless (titolo originale Nelyubov) di Andrey Zvyagintsev, regista che nel 2014 a Cannes ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura con il film Leviathan.

mercoledì 17 maggio 2017

I 5 film a tema LGBT da recuperare


A SINGLE MAN

George Falconer, un professore inglese che insegna in California, rimane solo dopo che il suo compagno muore in un incidente stradale. Distrutto dal dolore decide che quella sarà la sua ultima giornata perché alla sera si toglierà la vita.
Con una regia elegante e impeccabile, lo stilista e per la prima volta regista Tom Ford, delinea un profondo, sofferente e bellissimo spaccato sull'elaborazione del lutto e sulla solitudino, con un Colin Firthin stato di grazie e una splendida Julianne Moore.





I RAGAZZI STANNO BENE

Jules e Nic sono una coppia lesbica, madri di due ragazzi concepiti tramite inseminazione artificiale. Quando la figlia maggiore, Joni, compie diciotto anni, il fratello minore Laser, di quindici, la convince a contattare la banca del seme al fine di scoprire chi sia il loro padre biologico. I ragazzi scoprono che si tratta di Paul, un quarantenne ristoratore donnaiolo che vive alla periferia di Los Angeles. Quando Nic e Jules scoprono l'accaduto sono costrette loro malgrado ad introdurre Paul nel loro menage familiare.
Commedia frizzante e divertente su una famiglia un po' insolita ma con problemi reali. Un grandissimo cast per un film che scorre via tutto d'un fiato.






PRIDE

La vera storia di un gruppo di ragazzi gay e lesbiche gallesi che organizzarono una massiccia raccolta di fondi per supportare i minatori in sciopero contro Margaret Tatcher.
Premiato a Cannes con la Queer Palm, il film riesce a essere allo stesso tempo leggero e profondo, divertente e commovente, senza mai scadere in inutile retorica o luoghi comuni, grazie soprattutto a un cast che può vantare il meglio della recitazione inglese.
Un piccolo gioiello impossibile da non amare.





COLPO DI FULMINE - IL MAGO DELLA TRUFFA

Terribile titolo italiano per I love you Philip Morris, è una commedia dolce amara con protagonisti Jim Carrey nei panni del truffatoreSteven Russel ed Ewan McGregor in quelli del suo compagno di cella Philip Morris. I due si innamorano in carcere e la loro storia sembra perfetta almeno finché Steven non viene trasferito.
Il film è per lo più una tipica commedia americana divertente, ma riesce in alcuni momenti a essere incredibilmente romantica e malinconica, facendo emergere una componente amara e drammatica che non ci si aspettava.
Purtroppo in italia una pubblicità ingannevole e una pessima traduzione ha fatto passare quasi totalmente sotto silenzio questa pellicola, ma vale la pena recuperarla se non altro per i due protagonisti.





MOONLIGHT

La storia di Chiron nella periferia di Miami, fra droga, razzismo e sessismo, sulla difficoltà di essere diverso anche in una comunità emarginata come quella nera americana.
Fresco di premio Oscar come miglior film, è una storia intima e cruda, un racconto di formazione in tre atti con momenti di altissima poesia e dolcezza inaspettata.
Punti forti del film sono la splendida fotografia e un cast talentuosissimo, su tutti Mahershala Ali (vincitore dell'Oscar come Miglior Attore non Protagonista) e Trevante Rhodes, interprete dello Chiron adulto.

lunedì 7 marzo 2016

Frame Awards 2016 - i vincitori. Trionfa Inside Out!

Si sono concluse ieri le votazione per i Frame Awards 2016. A trionfare, con un discreto margine sugli altri, è stato il bellissimo Inside Out!

Il capolavoro della Pixar, premiato anche con l'Oscar 2016, ha vinto in tre categorie, miglior film, film d'animazione, e sceneggiatura originale. Ennesima conferma di come Inside Out sia stato uno dei film più amati dello scorso anno.

Ottimo risultato anche per Crimson Peak di Guillermo del Toro, vincitore in tre categorie (scenografia, costumi, locandina) e mezzo, visto che Jessica Chastain è stata scelta come migliore attrice non protagonista per le sue performance in The Martian e in Crimson Peak. Nella altre tre categorie degli attori sono stati confermati i vincitori degli Oscar dello scorso anno: Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto) migliore attore protagonista; Julianne Moore (Still Alice / Freeheld) migliore attrice protagonista: J.K. Simmons (Whiplash) migliore attore non protagonista. Come miglior cast è stato scelto quello di Kingsman - Secret Service.

La categoria della migliore regia ha visto trionfare George Miller (Mad Max: Fury Road). Miglior film italiano Youth - La Giovinezza, di Paolo Sorrentino.


Ecco tutti i vincitori votati da voi.

Miglior film
Inside Out

Migliore regia
George Miller per Mad Max: Fury Road

Migliore attore protagonista
Eddie Redmayne per La Teoria del Tutto

Migliore attrice protagonista
Julianne Moore per Still Alice / Freeheld

Migliore attore non protagonista
J.K. Simmons per Whiplash

Migliore attrice non protagonista
Jessica Chastain per Crimson Peak / The Martian

Miglior cast
Kingsman - Secret Service

Miglior film d'animazione
Inside Out

Migliore sceneggiatura originale
Inside Out

Migliore sceneggiatura non originale
The Imitation Game

Migliore scenografia
Crimson Peak

Migliore fotografia
The Martian

Miglior trucco
Black Mass

Migliori costumi
Crimson Peak

Migliori effetti speciali
Jurassic World

Miglior 3D
The Walk

Migliore colonna sonora
Whiplash

Miglior film italiano
Youth - La Giovinezza

Migliore locandina
Crimson Peak

Miglior trailer
Star Wars: Il Risveglio della Forza

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Lo staff di Frame vi ringrazia per aver votato. Al prossimo anno!

martedì 20 ottobre 2015

Freeheld - la recensione

La vera storia di Laurel Hester, detective di polizia nel New Jersey che, affetta da cancro terminale, intraprese una vera e propria battaglia per far sì che i suoi benefici pensionistici potessero andare alla sua compagna Stacie.

Freeheld è un film che punta a commuovere il suo pubblico, lo fa piuttosto palesemente e alla fine ci riesce anche, grazie soprattutto alle due magnifiche interpreti, una sempre perfetta Julianne Moore e una fantastica Ellen Page. Entrambe donano un'interpretazione misurata, mai eccessiva nonostante il pesante trucco che sfigura la Moore per la maggior parte del film. Ottimo come sempre anche Steve Carrell, comic relief atto a sdrammatizzare una storia che è davvero pesante e drammatica, anche se le sue battute non sempre risultano riuscite e a volte sono un po' fuori luogo.

Senza particolari guizzi, Peter Sollett porta a casa un buon film che riesce perfettamente nel suo intento di toccare le corde più emotive, provocando più di qualche lacrima in sala, un po' meno quando si tratta di andare a fondo in una denuncia sociale e politica riguardo un argomento di grande attualità, relegato alle didascalie finali forse eccessivamente lunghe e piuttosto buoniste.

lunedì 23 febbraio 2015

Oscar 2015 - 'Birdman' miglior film. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti questa notte gli Oscar 2015. Presentati da Neil Patrick Harris che ha aperto lo show con una bellissima esibizione live che vedeva Anna Kendrick e Jack Black come guest star.

A trionfare alla fine è stato Birdman, di Alejandro González Iñárritu, dopo che la serata è iniziata con una serie di premi per Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Alla fine è parità fra i due film, quattro Oscar a testa, con Birdman che però si porta a casa quelli più pesanti, cioè miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia. Per il secondo anno consecutivo un regista messicano si porta a casa l'Oscar per la regia.
Il film di Wes Anderson si deve "accontentare" degli Oscar per la scenografia, trucco, colonna sonora e costumi, con la costumista italiana Milena Canonero che si porta a casa il suo quarto Oscar in carriera.

Nessuna sorpresa dai premi agli attori. Julianne Moore finalmente ha vinto un meritato l'Oscar, migliore attrice protagonista per Still Alice. Migliore attore, in cui c'era un minimo di dubbio, è andato a un emozionatissimo e tremante Eddie Redmayne per La Teoria del Tutto. Come migliore attore non protagonista è stato premiato J.K. Simmons per Whiplash, mentre come migliore attrice non protagonista l'Oscar è andato a Patricia Arquette per Boyhood, unico premio per il film di Richard Linklater. Da sottolineare il discorso di ringraziamento della Arquette che ha parlato della lotta per i diritti delle donne: "E' tempo che per le donne si inizi a parlare di stessi diritti e di uguale paga sul lavoro. Noi americani ci battiamo per i diritti civili nel mondo ma trascuriamo un problema di casa nostra. E' un grosso problema, è tempo per le donne di farsi sentire". Parole che hanno infiammato la platea, soprattutto le attrici presenti, su tutti una fomentata Meryl Streep che si è alzata in piedi ad applaudire.

Altri momenti hanno commosso platea e pubblico sono stati senza alcun dubbio quello "In Memoriam", un vero colpo al cuore vedere Robin Williams fra gli attori scomparsi. E' stato un piacere vedere che l'Academy ha ricordato anche Virna Lisi, purtroppo si sono dimenticati di Francesco Rosi.
A far versare fiumi di lacrime alla platea ci hanno pensato poi John Legend e Common, prima con l'esibizione live della canzone "Glory", dalla colonna sonora di Selma, poi durante il discorso di ringraziamento dopo la vittoria dell'Oscar per la miglior canzone, appunto. Un discorso che partendo dalla lotta per i diritti civili fatta da Martin Luther King si è riallacciato all'attualità, ai fatti di Ferguson dello scorso anno. "Nina Simone ha detto che il dovere di un artista è parlare del tempo in cui vive", ha detto John Legend dal palco, "E Selma è attuale perché la lotta per la giustizia è attuale. Viviamo nel Paese con più carcerati al mondo. Ci sono più uomini di colore in prigione oggi di quanti erano ridotti in schiavitù nel 1850".
Ancora lacrime poi per il discorso di ringraziamento di Graham Moore, che ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per The Imitation Game. Moore ha ricordato Alan Turing e ha parlato della diversità: "Ho provato a uccidermi a 16 anni perché mi sentivo strano e diverso. Ma ora sono su questo palco. E ai ragazzi là fuori dico: siate strani, siate diversi". Altro momento forte, che è passato un po' sottotraccia perché a parlare è stata una donna "non famosa", è stato il discorso breve di Dana Perry, co-vincitrice dell'Oscar per il miglior corto documentario, che ha dedicato il premio al figlio morto suicida.

Piccola sorpresa per il miglior film d'animazione, a vincere l'Oscar è stata la Disney - che ha fatto doppietta con il corto animato - con Big Hero 6, battendo il favorito Dragon Trainer 2.

Ecco l'elenco dei vincitori.

MIGLIOR FILM
Birdman

MIGLIOR REGIA
Alejandro González Iñárritu (Birdman)

MIGLIOR ATTORE
Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto)

MIGLIOR ATTRICE
Julianne Moore (Still Alice)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
J.K. Simmons (Whiplash)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette (Boyhood)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Birdman

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
The Imitation Game

MIGLIOR FILM STRANIERO
Ida (Polonia)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE
Big Hero 6

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Birdman

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Grand Budapest Hotel

MIGLIOR MONTAGGIO
Whiplash

MIGLIOR COLONNA SONORA
Grand Budapest Hotel

MIGLIOR CANZONE
"Glory" da Selma

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Interstellar

MIGLIOR SONORO
American Sniper

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Whiplash

MIGLIOR COSTUMI
Milena Canonero (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR TRUCCO
Grand Budapest Hotel

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Citizen Four

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
Crisis Hotline: Veterans Press 1

MIGLIOR CORTO
The Phone Call

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE
Feast

lunedì 9 febbraio 2015

BAFTAs 2015: i vincitori

Si sono tenuti questa sera i BAFTA, i premi assegnati dalla British Academy of Films and Television Arts.
A farla da padrone, soprattutto nelle categorie tecniche, è Grand Budapest Hotel, che si porta a casa anche il premio alla sceneggiatura, mentre nelle categorie principali Boyhood conquista sia Miglior Regia che Miglior Film, confermandosi ancora una volta grandissimo favorito nella corsa agli Oscar.
Poche sorprese per gli attori, in cui vincono Patricia Arquette e J.K.Simmons tra i non protagonisti e Julianne Moore e Eddie Redmayne (visibilmente emozionato) nella categoria dei protagonisti.
Sorprendentemente a secco invece Birdman, che riesce a conquistare solo il premio alla miglior fotografia.

Ecco la lista completa dei vincitori per ogni categoria:


MIGLIOR FILM INGLESE
La Teoria del Tutto – James Marsh, Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony Mccarten

COLONNA SONORA
Grand Budapest Hotel – Alexandre Desplat

DOCUMENTARIO
Citizenfour – Laura Poitras

TRUCCO E PARRUCCO
Grand Budapest Hotel – Frances Hannon

SCENOGRAFIE
Grand Budapest Hotel – Adam Stockhausen, Anna Pinnock

CORTOMETRAGGIO ANIMATO INGLESE
The Bigger Picture Chris Hees, Daisy Jacobs, Jennifer Majka

MONTAGGIO
Whiplash - Tom Cross

SUONO
Whiplash – Thomas Curley, Ben Wilkins, Craig Mann

FILM ANIMATO
The Lego Movie – Phil Lord, Christopher Miller

EFFETTI VISIVI
Interstellar - Paul Franklin, Scott Fisher, Andrew Lockley

ATTORE NON PROTAGONISTA
J.K. Simmons – Whiplash

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette – Boyhood

FOTOGRAFIA
Birdman – Emmanuel Lubezki

MIGLIOR DEBUTTO PER UNO SCENEGGIATORE, REGISTA O PRODUTTORE INGLESE
Stephen Beresford (sceneggiatore), David Livingstone (Producer) – Pride

SCENEGGIATURA ORIGINALE
Grand Budapest Hotel – Wes Anderson

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE
Ida – Pawel Pawlikowski, Eric Abraham, Piotr Dzieciol, Ewa Puszczynska

SCENEGGIATURA ADATTATA
La Teoria del Tutto – Anthony McCarten

COSTUMI
Grand Budapest Hotel – Milena Canonero

REGISTA
Boyhood – Richard Linklater

ATTORE PROTAGONISTA
Eddie Redmayne – La Teoria del Tutto

ATTRICE PROTAGONISTA
Julianne Moore – Still Alice

FILM
Boyhood

lunedì 2 febbraio 2015

Still Alice - la recensione

Tratto dal romanzo “Perdersi” scritto da Lisa Genova, Still Alice accompagna lo spettatore nelle dure avversità di una delle malattie più debilitanti che l'uomo conosca: il morbo di Alzheimer.

Alice Howland (interpretata da una splendida Julianne Moore) è una donna orgogliosa, intelligente, salda e un pilastro fondamentale della famiglia, a cui verrà diagnosticata una forma presenile di questa terribile malattia che, passo dopo passo, la porterà ad essere sempre meno libera ed indipendente.
I registi Richard Glatzer e Wash Westmoreland ci accompagnano con una struggente eleganza attraverso la regressione fisica e soprattutto mentale di una donna forte che inevitabilmente inizia a percepire un baratro davanti a sé. I rapporti della famiglia subiranno un duro colpo, colpo che Alice non potrà controllare.

La delicatezza e la schiettezza di un dramma tutt'altro che scontato sono gli elementi chiave che senza perder tempo ci faranno entrare a contatto con le diverse visioni di un nucleo famigliare alle prese con una realtà complicata e sfaccettata. A fronteggiare la fragilità psicologica di Alice ci saranno il marito (Alec Baldwin) e i tre figli: la realizzata Anna (Kate Bosworth), Tom (Hunter Parrish) e l'incerta Lydia (Kristen Stewart), l'unica che tenterà in qualche modo ad affievolire le pene della madre grazie all'amore e alla comprensione.

Troppo spesso ci ritroviamo a dare per scontato il nostro “essere” senza pensare che da un momento all'altro potremmo svanire nel nulla, senza ricordi, senza l'elemento che ci contraddistingue dagli altri esseri viventi e o pensanti. L'umanità, le emozioni: cosa significa vivere?

La storia di Alice fa riflettere ed emozionare senza quei pretenziosi elementi che di solito caratterizzano questo tipo di pellicole. Sicuramente non si può considerare un prodotto originale, o unico nel suo genere, ma in ogni caso riesce a lasciare un segno, per quanto duro possa essere.

lunedì 26 gennaio 2015

SAG Awards 2015: i vincitori per cinema e tv

Si sono tenuti nella notte i SAG Awards 2015, il premio del sindacato degli attori. Premio molto influente nella corsa agli Oscar.

A vincere come miglior cast è stato Birdman, che si conferma come frontrunner per gli Oscar 2015.

Altre conferme nelle categorie degli attori. Come migliore attore è stato premiato Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto), e a questo punto sarà "sfida a due" con Michael Keaton per l'Oscar.
Ancora premi per Julianne Moore (Still Alice) migliore attrice protagonista; migliore attore non protagonista J.K. Simmons per Whiplash; migliore attrice non protagonista Patricia Arquette per Boyhood.
Premio alla carriere per Debbie Reynolds, presentata dalla figlia, Carrie Fisher.

Premi anche per le serie tv. A vincere il SAG per il miglior cast di una serie drama è stato Downton Abbey, migliore serie comedy invece è andato al cast di Orange is the New Black. Premi poi per Kevin Spacey, Viola Davis, Frances McDormand, Mark Ruffalo.

Ecco l'elenco dei vincitori.

- Cinema -

Migliore interpretazione di un attore protagonista
EDDIE REDMAYNE / Stephen Hawking – “THE THEORY OF EVERYTHING”

Migliore interpretazione di un'attrice protagonista
JULIANNE MOORE / Alice Howland – “STILL ALICE”

Migliore interpretazione di un attore non protagonista
J.K. SIMMONS / Fletcher – “WHIPLASH” (Sony Pictures Classics)

Migliore interpretazione di un'attrice non protagonista
PATRICIA ARQUETTE / Olivia – “BOYHOOD” (IFC Films)

Migliore interpretazione di un cast
BIRDMAN

ZACH GALIFIANAKIS / Jake
MICHAEL KEATON / Riggan
EDWARD NORTON / Mike
ANDREA RISEBOROUGH / Laura
AMY RYAN / Sylvia
EMMA STONE / Sam
NAOMI WATTS / Lesley

Migliore interpretazione di un cast di stunt
“UNBROKEN” (Universal Pictures)

Screen Actors Guild 51st Annual Life Achievement Award
DEBBIE REYNOLDS
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- Serie TV-

Miglior cast in un drama televisivo
“Downton Abbey“

Miglior attore televisivo in una serie drama
Kevin Spacey, “House of Cards“

Miglior attrice televisiva in una serie drama
Viola Davis, “How to Get Away with Murder“

Miglior cast in una comedy televisiva
“Orange Is the New Black“

Miglior attore televisivo in una serie comedy
William H. Macy, “Shameless“

Miglior attrice comedy in una serie comedy
Uzo Aduba, “Orange Is the New Black“

Miglior attore in un film o una miniserie TV
Mark Ruffalo, “The Normal Heart“

Miglior attrice in un film o una miniserie TV
Frances McDormand, “Olive Kittredge“

Miglior cast di stunt in una serie TV
“Game of Thrones“

venerdì 16 gennaio 2015

Critics’ Choice Awards 2015: Boyhood miglior film dell'anno

Si sono tenuti ieri sera i Critics’ Choice Awards 2015, con i critici di varie testate giornalistiche che si sono espressi sui migliori film dell'anno.

A trionfare è stato Boyhood di Richard Linklater, che si porta a casa quattro premi, miglior film, regia, attore emergente (Ellar Coltrane) e attrice non protagonista (Patricia Arquette).
Negli ultimi 15 anni, per 12 volte il vincitore dei Critics’ Choice Awards ha poi vinto anche l'Oscar.

Conferme per quanto riguarda il migliore attore e la migliore attrice protagonista, premi per Michael Keaton (Birdman) e Julianne Moore (Still Alice). Premiato ancora J.K. Simmons (Whiplash) come migliore attore non protagonista.

Birdman si porta a casa il premio per la migliore sceneggiatura originale, mentre quello per la migliore sceneggiatura non originale è andato a Gone Girl - L'Amore Bugiardo. Premiata Milena Canonero per i costumi di The Grand Budapest Hotel.

Piccola vendetta per The LEGO Movie, inspiegabilmente escluso dalla cinquina degli Oscar, è stato premiato come miglior film d'animazione. Altre illustre, e incomprensibilmente, esclusa agli Oscar, Jessica Chastain è stata premiata con un MVP Award (Most Valuable Player), un premio appena creato che viene assegnato a quegli attori che, nell'arco di un anno, si sono distinti in modo particolare. La Chastain, apprezzata in Interstellar, A Most Violent Year, The Disappearance of Eleanor Rigby e Miss Julie, è stata la prima a riceverlo. Molto bello il suo discorso di ringraziamento, in cui l'attrice, nel giorno del compleanno di Martin Luther King, ha parlato delle diversità e del rispetto delle minoranze.

Ron Howard ha ricevuto il LOUIS XIII Critics’ Choice Genius Award, mentre a Kevin Costner è stato consegnato il premio alla carriera, il Lifetime Achievement Award.

Ecco l'elenco di tutti i vincitori.

BEST PICTURE
Boyhood

BEST ACTOR
Michael Keaton – Birdman

BEST ACTRESS
Julianne Moore – Still Alice

BEST SUPPORTING ACTOR
J.K. Simmons – Whiplash

BEST SUPPORTING ACTRESS
Patricia Arquette – Boyhood

BEST YOUNG ACTOR/ACTRESS
Ellar Coltrane – Boyhood

BEST ACTING ENSEMBLE
Birdman

BEST DIRECTOR
Richard Linklater – Boyhood

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Birdman – Alejandro Inarritu, Nicolas Gabon, Armando Bo, Alexander Dinelaris

BEST ADAPTED SCREENPLAY
Gone Girl – Gillian Flynn

BEST CINEMATOGRAPHY
Birdman – Emmanuel Lubezki

BEST ART DIRECTION
The Grand Budapest Hotel – Adam Stockhausen/Production Designer, Anna Pinnock/Set Decorator

BEST EDITING
Birdman – Douglas Crise, Stephen Mirrione

BEST COSTUME DESIGN
The Grand Budapest Hotel – Milena Canonero

BEST HAIR & MAKEUP
Guardians of the Galaxy

BEST VISUAL EFFECTS
Dawn of the Planet of the Apes

BEST ANIMATED FEATURE
The LEGO Movie

BEST ACTION MOVIE
Guardians of the Galaxy

BEST ACTOR IN AN ACTION MOVIE
Bradley Cooper – American Sniper

BEST ACTRESS IN AN ACTION MOVIE
Emily Blunt – Edge of Tomorrow

BEST COMEDY
The Grand Budapest Hotel

BEST ACTOR IN A COMEDY
Michael Keaton – Birdman

BEST ACTRESS IN A COMEDY
Jenny Slate – Obvious Child

BEST SCI-FI/HORROR MOVIE
Interstellar

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
Force Majeure

BEST DOCUMENTARY FEATURE
Life Itself

BEST SONG
“Glory” – Common/John Legend – Selma

BEST SCORE
Antonio Sanchez – Birdman

lunedì 12 gennaio 2015

Golden Globes 2015: trionfo 'Boyhood' e 'Grand Budapest Hotel'

Si sono tenuti questa notte i 72esimi Golden Globe Awards, presentato ancora una volta (e purtroppo ultima) da Tina Fey e Amy Poehler.

Come sempre divertente e irriverente il loro discorso d'apertura, la Nord Corea come bersaglio principale - con tanto di finta ufficiale nordcoreana che si è fotografata con Meryl Streep -, poi battute sui film e gli attori presenti e infine le annunciate (e da qualcuno temute) battute su Bill Cosby. Tina Fey e Amy Poehler ci mancheranno il prossimo anno.

A vincere come miglior film drammatico e migliore film commedia o musical sono stati, rispettivamente, Boyhood di Richard Linklater e Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Poche sorprese nei premi agli attori. Michael Keaton (Birdman) e Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto) si portano a casa il Globo come migliori attori protagonisti in un film commedia o musical, il primo, e drammatico, il secondo. Saranno loro a contendersi l'Oscar?

Praticamente scontato il premio a una felicissima Julianne Moore come migliore attrice drama per Still Alice, da tutti data come favorita; meno scontato il globo come migliore attrice commedia o musical a Amy Adams (Big Eyes), che ha battuto la sempre temibile Meryl Streep.
I Globi d'oro come migliori attori non protagonisti sono stati consegnati alla meravigliosa Patricia Arquette di Boyhood, e a J.K. Simmons per Whiplash (ancora inedito in Italia).

Premio per la migliore regia a Richard Linklater per l'incredibile lavoro fatto con Boyhood, un film con una lavorazione durata 12 anni. Migliore sceneggiatura a Birdman. Miglior film d'animazione Dragon Trainer 2.

Premio alla carriera a George Clooney. Molto bello il suo discorso, ha attraversato diversi temi, anche politici e di stretta attualità, e ha ricordato anche Lauren Bacall e Robin Williams. E le recenti gravi vicende successe a Parigi in questi ultimi giorni hanno avuto delle ripercussioni anche ai Golden Globe. Molti attori, Helen Mirren, Clooney e la moglie Amal Alamuddin, Kathy Bates, Jared Leto e tanti altri hanno manifestato la loro vicinanza alla Francia esibendo spille o scritte "Je Suis Charlie", e durante lo show c'è stata una standing ovation per la libertà di parola.

Ecco i premi del cinema:

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Boyhood
The Imitation Game
Selma
La Teoria del Tutto
Foxcatcher

MIGLIOR FILM COMMEDIA / MUSICAL
Birdman
Grand Budapest Hotel
Into The Woods
St. Vincent
Pride

MIGLIOR REGISTA
Ava DuVernay – “Selma”
Alejandro Gonzalez Inarritu – “Birdman”
Wes Anderson – “The Grand Budapest Hotel”
David Fincher – “Gone Girl”
Richard Linklater – “Boyhood”

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA / MUSICAL
Amy Adams – “Big Eyes”
Emily Blunt – “Into The Woods”
Helen Mirren – “The Hundred-Foot Journey”
Julianne Moore – “Maps To The Stars”
Quvenzhané Wallis – “Annie”

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA / MUSICAL
Ralph Fiennes – “The Grand Budapest Hotel”
Michael Keaton – “Birdman”
Bill Murray – “St. Vincent”
Christoph Waltz – “Big Eyes”
Joaquin Phoenix – “Inherent Vice”

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Jennifer Aniston – “Cake”
Felicity Jones – “The Theory Of Everything”
Julianne Moore – “Still Alice”
Rosamund Pike – “Gone Girl”
Reese Witherspoon – “Wild”

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Steve Carell – “Foxcatcher”
Benedict Cumberbatch – “The Imitation Game”
Jake Gyllenhaal – “Nightcrawler”
David Oyelowo – “Selma”
Eddie Redmayne – “The Theory Of Everything”

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette – “Boyhood”
Keira Knightley – “The Imitation Game”
Meryl Streep – “Into The Woods”
Emma Stone – “Birdman”
Jessica Chastain – “A Most Violent Year”

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Robert Duvall – “The Judge”
Ethan Hawke – “Boyhood”
Edward Norton – “Birdman”
J.K Simmons – “Whiplash”
Mark Ruffalo – “Foxcatcher”

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Alexander Dinerlaris, Alejandro Gonzalez Inarritu, Nicolas Giacobone, Armando Bo – “Birdman”
Wes Anderson & Hugo Guinness – “The Grand Budapest Hotel”
Anthony McCarten – “The Theory Of Everything”
Gillian Flynn – “Gone Girl”
Richard Linklater – “Boyhood”

MIGLIOR FILM STRANIERO
Force Majeure
Ida
Leviathan
Tangerines
Gett: The Trial of Viviane Amsalem

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Big Hero 6
The Book Of Life
The Boxtrolls
How To Train Your Dragon 2
The Lego Movie

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“Glory” da “Selma”
“Big Eyes” da “Big Eyes”
“Mercy Is” da “Noah”
“Opportunity” da “Annie”
“Yellow Flicker Beat” da “The Hunger Games: Mockingjay—Part 1″

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE
Birdman
The Imitation Game
Interstellar
The Theory Of Everything
Gone Girl

-

Per la televisione, a trionfare su tutti sono stati The Affair (serie drama) e Transparent (serie commedia/musical). Il premio per la migliore miniserie tv è andato a Fargo, che ha lasciato a mani vuote True Detective.

Ecco i premi per la tv:

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Affair
Downton Abbey
Game of Thrones
The Good Wife
House of Cards

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Clive Owen, The Knick
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards
James Spader, The Blacklist
Dominic West, The Affair

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Claire Danes, Homeland
Viola Davis, How to Get Away With Murder
Julianna Margulies, The Good Wife
Ruth Wilson, The Affair
Robin Wright, House of Cards

MIGLIOR SERIE COMMEDIA / MUSICAL
Girls
Jane the Virgin
Orange Is the New Black
Silicon Valley
Transparent

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMMEDIA / MUSICAL
Lena Dunham, Girls
Edie Falco, Nurse Jackie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Taylor Schilling, Orange Is the New Black

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMMEDIA / MUSICAL
Louis C.K., Louie
Don Cheadle, House of Lies
Ricky Gervais, Derek
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Fargo
The Missing
The Normal Heart
Olive Kitteridge
True Detective

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE / FILM TV
Martin Freeman, Fargo
Woody Harrelson, True Detective
Matthew McConaughey, True Detective
Mark Ruffalo, The Normal Heart
Billy Bob Thornton, Fargo

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE / FILM TV
Maggie Gyllenhaal, The Honorable Woman
Jessica Lange, American Horror Story: Freak Show
Frances McDormand, Olive Kitteridge
Frances O’Connor, The Missing
Allison Tolman, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN SERIE, MINISERIE O FILM TV
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Kathy Bates, American Horror Story: Freak Show
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Allison Janey, Mom
Michelle Monaghan, True Detective

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN SERIE, MINISERIE O FILM TV
Matt Bomer, The Normal Heart
Alan Cumming, The Good Wife
Colin Hanks, Fargo
Bill Murray, Olive Kitteridge
Jon Voight, Ray Donovan

mercoledì 10 dicembre 2014

SAG Awards 2015 - le nomination!

Sono state appena annunciare le nomination degli Screen Actors Guild Awards 2015.

A guidare le nomination è Birdman di Alejandro González Iñárritu, che concorre in 4 categorie: Michael Keaton nominato come migliore attore protagonista, Edward Norton fra i non protagonista, Emma Stone come migliore attrice non protagonista e la nomination per il miglior cast.

A seguire con tre Boyhood, The Imitation Game e La Teoria del Tutto.
Non manca qualche sorpresa, fuori Marion Cotillard ('Due Giorni, Una Notte') e Amy Adams ('Big Eyes'), nomination per Jennifer Aniston per il film drammatico Cake. Fuori del tutto Inherent Vice, Selma e, soprattutto, A Most Violent Year.

La cerimonia di consegna si terrà il prossimo 25 gennaio. Ecco l'elenco completo delle nomination, per i film e per le serie tv.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
STEVE CARELL / John du Pont – “FOXCATCHER” (Sony Pictures Classics)
BENEDICT CUMBERBATCH / Alan Turing – “THE IMITATION GAME” (The Weinstein Company)
JAKE GYLLENHAAL / Louis Bloom – “NIGHTCRAWLER” (Open Road Films)
MICHAEL KEATON / Riggan – “BIRDMAN” (Fox Searchlight Pictures)
EDDIE REDMAYNE / Stephen Hawking – “THE THEORY OF EVERYTHING” (Focus Features)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
JENNIFER ANISTON / Claire Bennett – “CAKE” (Cinelou Films)
FELICITY JONES / Jane Hawking – “THE THEORY OF EVERYTHING” (Focus Features)
JULIANNE MOORE / Alice Howland-Jones – “STILL ALICE” (Sony Pictures Classics)
ROSAMUND PIKE / Amy Dunne – “GONE GIRL” (20th Century Fox)
REESE WITHERSPOON / Cheryl Strayed – “WILD” (Fox Searchlight Pictures)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
ROBERT DUVALL / Joseph Palmer – “THE JUDGE” (Warner Bros. Pictures)
ETHAN HAWKE / Mason, Sr. – “BOYHOOD” (IFC Films)
EDWARD NORTON / Mike – “BIRDMAN” (Fox Searchlight Pictures)
MARK RUFFALO / Dave Schultz – “FOXCATCHER” (Sony Pictures Classics)
J.K. SIMMONS / Fletcher – “WHIPLASH” (Sony Pictures Classics)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
PATRICIA ARQUETTE / Olivia – “BOYHOOD” (IFC Films)
KEIRA KNIGHTLEY / Joan Clarke – “THE IMITATION GAME” (The Weinstein Company)
EMMA STONE / Sam – “BIRDMAN” (Fox Searchlight Pictures)
MERYL STREEP / The Witch – “INTO THE WOODS” (Walt Disney Studios Motion Pictures)
NAOMI WATTS / Daka – “ST. VINCENT” (The Weinstein Company)

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
BIRDMAN (Fox Searchlight Pictures)
BOYHOOD (IFC Films)
THE GRAND BUDAPEST HOTEL (Fox Searchlight Pictures)
THE IMITATION GAME (The Weinstein Company)
THE THEORY OF EVERYTHING (Focus Features)
TELEVISION PROGRAMS

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries
ADRIEN BRODY / Harry Houdini  – “HOUDINI” (History)
BENEDICT CUMBERBATCH / Sherlock Holmes – “SHERLOCK: HIS LAST VOW” (PBS)
RICHARD JENKINS / Henry Kitteridge – “OLIVE KITTERIDGE” (HBO)
MARK RUFFALO / Ned Weeks – “THE NORMAL HEART” (HBO)
BILLY BOB THORNTON / Lorne Malvo – “FARGO” (FX)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries
ELLEN BURSTYN / Olivia Foxworth – “FLOWERS IN THE ATTIC” (Lifetime)
MAGGIE GYLLENHAAL / Nessa Stein – “THE HONORABLE WOMAN” (Sundance TV)
FRANCES McDORMAND / Olive Kitteridge – “OLIVE KITTERIDGE” (HBO)
JULIA ROBERTS / Dr. Emma Brookner – “THE NORMAL HEART” (HBO)
CICELY TYSON / Carrie Watts – “THE TRIP TO BOUNTIFUL” (Lifetime)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series
STEVE BUSCEMI / Enoch “Nucky” Thompson – “BOARDWALK EMPIRE” (HBO)
PETER DINKLAGE / Tyrion Lannister – “GAME OF THRONES” (HBO)
WOODY HARRELSON / Martin Hart – “TRUE DETECTIVE” (HBO)
MATTHEW McCONAUGHEY / Rust Cohle – “TRUE DETECTIVE” (HBO)
KEVIN SPACEY / Francis Underwood – “HOUSE OF CARDS” (Netflix)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series (6 nominees)
CLAIRE DANES / Carrie Mathison – “HOMELAND” (Showtime)
VIOLA DAVIS / Annalise Keating – “HOW TO GET AWAY WITH MURDER” (ABC)
JULIANNA MARGULIES / Alicia Florrick – “THE GOOD WIFE” (CBS)
TATIANA MASLANY / Sarah/Coxima/Alison/Rachel/ – “ORPHAN BLACK” (BBC America)
Helena/Tony/Jennifer and Various Others
MAGGIE SMITH / Violet, Dowager Countess of Grantham – “DOWNTON ABBEY” (PBS)
ROBIN WRIGHT / Claire Underwood – “HOUSE OF CARDS” (Netflix)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series
TY BURRELL / Phil Dunphy – “MODERN FAMILY ” (ABC)
LOUIS C.K. / Louie – “LOUIE” (FX)
WILLIAM H. MACY / Frank Gallagher – “SHAMELESS” (Showtime)
JIM PARSONS / Sheldon Cooper – “THE BIG BANG THEORY” (CBS)
ERIC STONESTREET / Cameron Tucker – “MODERN FAMILY” (ABC)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series
UZO ADUBA / Suzanne “Crazy Eyes” Warren – “ORANGE IS THE NEW BLACK” (Netflix)
JULIE BOWEN / Claire Dunphy – “MODERN FAMILY” (ABC)
EDIE FALCO / Jackie Peyton – “NURSE JACKIE” (Showtime)
JULIA LOUIS-DREYFUS / Vice President Selina Meyer – “VEEP” (HBO)
AMY POEHLER / Leslie Knope – “PARKS AND RECREATION” (NBC)

Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series
BOARDWALK EMPIRE (HBO)
DOWNTON ABBEY (PBS)
GAME OF THRONES (HBO)
HOMELAND (Showtime)
HOUSE OF CARDS (Netflix)

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series
THE BIG BANG THEORY (CBS)
BROOKLYN NINE-NINE (FOX)
MODERN FAMILY (ABC)
ORANGE IS THE NEW BLACK (Netflix)
VEEP (HBO)


SAG AWARDS HONORS FOR STUNT ENSEMBLES

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture
“FURY” (Columbia Pictures)
“GET ON UP” (Universal Pictures)
“THE HOBBIT: THE BATTLE OF THE FIVE ARMIES” (Warner Bros. Pictures)
“UNBROKEN” (Universal Pictures)
“X-MEN: DAYS OF FUTURE PAST” (20th Century Fox)

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series (6 nominees)
“24: LIVE ANOTHER DAY” (FOX)
“BOARDWALK EMPIRE” (HBO)
“GAME OF THRONES” (HBO)
“HOMELAND” (Showtime)
“SONS OF ANARCHY” (FX)
“THE WALKING DEAD” (AMC)


LIFE ACHIEVEMENT AWARD

Screen Actors Guild 51st Annual Life Achievement Award
DEBBIE REYNOLDS

mercoledì 3 dicembre 2014

'A Most Violent Year' trionfa ai National Board of Review

La stagione dei premi ha ormai preso il via, dopo il New York Film Critics Circle è il National Board of Review - associazione no profit di critici americani - ad indicare i migliori film dell'anno.

Secondo il NBR il miglior film dell'anno è 'A Most Violent Year' di J.C.Chandor, con Jessica Chastain e Oscar Isaac. Il film si è portato a casa anche i premi come migliore attore protagonista per Isaac, ex aequo con Michael Keaton ('Birdman'), e quello come migliore attrice non protagonista alla Chastain.

Clint Eastwood è stato premiato come migliore regista per il controverso 'American Sniper'. Migliore attrice protagonista Julianne Moore per 'Still Alice'. Edward Norton è il migliore attore non protagonista ('Birdman').
Miglior film d'animazione è andato a 'Dragon Trainer 2' ma a 'The LEGO Movie' è andato il premio per la migliore sceneggiatura originale.

I premi verranno consegnati il 6 gennaio a New York. Ecco l'elenco dei vincitori, e le top 2014 per film, documentari, film indipendenti e film stranieri:

- Best Film:  A Most Violent Year
- Best Director:  Clint Eastwood (American Sniper)
- Best Actor (TIE):  Oscar Isaac (A Most Violent Year); Michael Keaton (Birdman)
- Best Actress: Julianne Moore (Still Alice)
- Best Supporting Actor:  Edward Norton (Birdman)
- Best Supporting Actress:  Jessica Chastain (A Most Violent Year)
- Best Original Screenplay:  Phil Lord & Christopher Miller (The LEGO Movie)
- Best Adapted Screenplay:  Paul Thomas Anderson (Inherent Vice)
- Best Animated Feature:  How to Train Your Dragon 2
- Breakthrough Performance:  Jack O’Connell (Starred Up - Unbroken)
- Best Directorial Debut:  Gillian Robespierre (Obvious Child)
- Best Foreign Language Film:  Wild Tales
- Best Documentary:  Life Itself
- William K. Everson Film History Award:  Scott Eyman
- Best Ensemble:  Fury
- Spotlight Award:  Chris Rock for writing, directing, and starring in 'Top Five'
- NBR Freedom of Expression Award:  Rosewater
- NBR Freedom of Expression Award:  Selma

TOP 2014 FILMS
American Sniper
Birdman
Boyhood
Fury
Gone Girl
The Imitation Game
Inherent Vice
The Lego Movie
Nightcrawler
Unbroken

Top 5 Foreign Language Films
Force Majeure
Gett: The Trial of Vivian Amsalem
Leviathan
Two Days, One Night
We Are the Best!

Top 5 Documentaries
Art and Craft
Jodorowsky’s Dune
Keep On Keepin’ On
The Kill Team
Last Days in Vietnam

Top 10 Independent Films
Blue Ruin
Locke
A Most Wanted Man
Mr. Turner
Obvious Child
The Skeleton Twins
Snowpiercer
Stand Clear of the Closing Doors
Starred Up
Still Alice

sabato 22 novembre 2014

The Hunger Games: il Canto della Rivolta - Parte 1 - la recensione

Arriva in sala, diviso in due parti, l'attesissimo terzo capitolo della saga di The Hunger Games, probabilmente non la scelta migliore da un punto di vista puramente cinematografico, sicuramente vincente da quello economico.



Ci eravamo lasciati con Katniss che faceva crollare il campo di energia sopra l'arena dei Giochi e che veniva repentinamente salvata dai ribelli del misterioso Distretto 13, mentre Peeta rimaneva in mano a Capitol City. Ed è proprio da questa situazione che il film riprende, catapultandoci subito dentro l'azione, questa volta azione politica oltre che di guerra.

Il principale pregio di Il canto della rivolta - parte 1 è proprio l'attenzione posta sulla situazione politica e la denuncia che ne viene fatta, fattore che è sempre stato estremamente importante nei romanzi ma che nei primi due film era stato alquanto sacrificato in favore di azione e romance. Katniss si è liberata del giogo di Capitol City, che l'aveva usata come simbolo della supremazia sui deboli Distretti di Panem, ma non è affatto libera, bensì è ancora una volta strumento politico in mano ai ribelli, puro e semplice simbolo, quasi privata della sua dimensione umana.
Ciò che rendeva interessante i romanzi è proprio questa pesante satira sociale, la condanna dell' esagerato e disumanizzante estetismo fine a se stesso, impersonato dai grotteschi abitanti di Capitol City. Nei film precedenti questo era lasciato un po' da parte, ma il tiro viene qui corretto spostando quindi l'attenzione a una serie di tattiche politiche, lasciando da parte l'ideale ribelle, giocando la guerra ad un diverso livello.
Quale differenza allora occorre tra Panem e il Distretto 13? Significative, oltre che visivamente molto belle, le sequenze in cui una straordinaria Julianne Moore nei panni della Presidente Coin, arringa la folla parlando di democrazia, ma somigliando in modo inquietante a uno dei dittatori della nostra Storia.

Accanto a lei non si può non citare il compianto Philip Seymour Hoffman, sempre bravissimo, e Woody Harrelson, ma soprattutto Elizabeth Banks, perfetta nel ruolo di Effie.
Più deludente il cast giovanile, soprattutto Jennifer Lawrence, molto brava nelle scene più misurate, troppo sopra le righe nei momenti più drammatici, comunque molto più in parte rispetto ad altri ruoli in cui la si è vista recentemente.

Il film in generale soffre un po' del suo essere tronco, probabilmente si sarebbe potuto fare un film unico, magari tagliando qualcosina, avrebbe avuto una maggiore organicità cinematografica, sicuramente questa divisione lo rende straordinariamente fedele al romanzo, cosa di cui i fan nudi e crudi saranno molto felici.

lunedì 19 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno 5

Due film molto attesi nella sesta giornata del festival, entrambi in Concorso.

E' stato accolto molto bene alla proiezione stampa, 'Foxcatcher', nuovo film di Bennett Miller (regista del bellissimo 'Moneyball'). E tanti applausi anche per il cast, Channing Tatum, Steve Carell e Mark Ruffalo. Del cast fa parte anche Vanessa Redgrave, assente al festival.

Tratto da una storia vera, il film è un dramma ambientato nel mondo della lotta libera. La storia dei fratelli Schultz, Mark e Dave, (Tatum e Ruffalo), entrambi campioni di lotta che vengono ingaggiati da un eccentrico e paranoico ricco magnate, John du Pont (un irriconoscibile e trasfigurato Carell), con l'obbiettivo di vincere l'oro alle Olimpiadi. Ma, ossessionato in modo malato, du Pont finì per uccidere uno dei due fratelli, Dave, con un colpo di pistola.

La storia è stata raccontata da Mark Schultz in un libro che ha fatto da base per la sceneggiatura. Il cast ha anche incontrato la famiglia Schultz, come ha raccontato il regista durante la conferenza stampa. "Abbiamo cercato di avere contatti con gli Schultz il più possibile", ha detto Miller, "ci è capitato di mangiare con loro e di parlare del triste destino di Dave. Mark è veramente una persona sensibile e speciale. Siamo stati in contatto anche con alcuni membri della famiglia du Pont prima del film, ma non dopo". La presenza di Mark Schultz è stata importante soprattutto per Channing Tatum, che lo interpreta nel film. "Mi ha allenato", ha detto l'attore, "la sua presenza sul set era una cosa polarizzante e in qualche modo mi terrorizzava. È strano guardare fuori campo e vedere la persona che stai interpretando. Ho studiato sicuramente gli aspetti fisici, il modo in cui si muove, le piccole eccentricità". "Per Mark era terribile e io lo sentivo", ha dichiarato Mark Ruffalo, la vittima Dave Schultz nel film, "Sostanzialmente, stava rivivendo il momento più brutto della sua vita. E’ diventato una sorta di consigliere anche per me e ho stretto molta amicizia anche con la vedova di Dave e con i bambini. Lei è una donna straordinaria".
Sorprendente l'interpretazione di Steve Carell, che tutti siamo abituati a vedere in ruoli brillanti e divertenti, qui invece, trasformato da un trucco che lo rende quasi inquietante, si cala nei panni difficili e "malati" del miliardario allenatore John du Pont. Passare dalla commedia al dramma non è stato difficile per lui. "Il processo non è diverso da quello di una commedia", ha spiegato Carell, "l’attore non si pone il problema di essere in un dramma o in una commedia. Approccia un personaggio e ne racconta la storia, semplicemente". E sul suo personaggio, "Non ho potuto incontrare il vero du Pont, che è morto in carcere nel 2010", ha raccontato l'attore, "Ho visto e letto il possibile per vedere che persona fosse. Ci sono dei video, alcuni dei quali erano stati commissionati da lui stesso. Ci sono diverse interpretazioni su chi fosse nel suo intimo. È  difficile dire cosa lo spinse a compiere un gesto così drammatico come quello che si vede nel film, quali demoni aveva dentro di sé; noi abbiamo deciso di mostrare quali fossero con un lavoro tutto interiore". Una storia che è quasi una tragedia greca secondo Mark Ruffalo, "Ci racconta cosa succede quando ogni cosa è in vendita, al talento quando può essere comprato, alle persone quando sono in un sistema che valuta quasi tutto con un prezzo. Mi sembra un tema interessante e topico nel mondo di oggi".
"L’approccio che ho nei miei film non è quello di raccontare una storia ma di osservarla, vedere cosa succede nella vicenda, nell'America nascosta, che qui sembra repressa, non comunicante", ha concluso il regista Bennett Miller, "Quando ho sentito la storia per la prima volta, i dettagli, era cosi bizzarro, non c’era niente che conoscessi. Una famiglia ricca, la lotta libera. Una vicenda assurda, talvolta comica e alla fine orribile. Mai vissuto niente di simile. Ma era familiare, perché c’erano temi più ampi con cui potevo connettermi, il mondo e il paese in cui viviamo. Non è un film politico che prende posizioni morale, ma cerca solo di capire alcune di queste dinamiche. E’ come se avessimo filtrato il mondo attraverso un microscopio".

Un film che ha convinto e colpito e che potrebbe dire la sua nella stagione dei premi, soprattutto per quanto riguarda le interpretazioni dei tre protagonisti.

L'altro film della giornata, anche questo in Concorso, è 'Maps to the Stars' di David Cronenberg, un habitué del Festival di Cannes. Protagonisti del film, Julianne Moore, Mia Wasikowska, Robert Pattinson, John Cusack, Sarah Gadon e Evan Bird. Nel film ci sono anche Olivia Williams e Carrie Fischer (che interpreta sé stessa), entrambi assenti al festival.

Cronenberg offre la sua visione del cinico, avido e crudele mondo di Hollywood, attraverso delle storie che s'intrecciano: un'attrice figlia d'arte ossessionata dalla figura della madre, un fisioterapista televisivo con un figlio baby star del cinema, una ragazza appena arrivata a Los Angeles che ha volto rovinato da un'ustione. Vite che s'intrecciano per motivi professionali e per dei segreti tenuti nascosti.

Raccontato così sembra un luogo "negativo" ma David Cronenberg dice di non avercela con Hollywood. "Non ce l’ho con i divi o lo show business", spiega il regista, "non provo repulsione per questo ambiente, le stesse cose si potrebbero dire di Wall Street, l’ambizione smodata è la stessa, il vuoto è lo stesso. [...] Certo, ha a che fare con l’ambizione e l’identità, ma non si applica solo alla gente famosa, è qualcosa di più universale, riguarda chiunque stia cercando di avere successo e di fare soldi nel suo campo e di restare sulla cresta dell'onda, quindi quasi chiunque nel mondo del business o della finanza o dello spettacolo". "Il film non vuole essere una presa in giro dello show business e non è un mio attacco personale a Hollywood, se ci vedete questo la colpa è dello sceneggiatore", scherza Cronenberg dando tutta la colpa a Bruce Wagner, autore dello script. Meno estremo il punto di vista di Mia Wasikowska, che a Hollywood ci è arrivata molto giovane e ancora ricorda gli inizi: "un mondo completamente alieno, come nessun altro, con una luce particolare ed una strana forza. In questo film c'è molto della città di L. A., anche se la storia è una versione esagerata dello stile di vita di Hollywood".
Nel film c'è anche Robert Pattinson, che torna a lavorare con Cronenberg (in 'Cosmopolis' stava sempre chiuso in una limousine, in 'Maps to the Stars' invece le guida). "Ho accettato di far parte di questo film prima ancora di leggere il copione", ha detto l'attore. Anche John Cusack ha accettato subito, colpito dalla sceneggiatura, "era così accurata che era come seguire un resto teatrale, non c’era davvero bisogno di aggiungere nulla", ha dichiarato.
Il film è una tragedia o una commedia? per Cronenberg è più una commedia più che un dramma. "Ho finalmente fatto una commedia. Ma non faccio altro", ha detto il regista, "del resto anche l’inferno di Dante era una Divina Commedia, questo è una commedia, un dramma familiare con echi di incesto e horror". Per Julianne Moore, che molti già vedono come possibile vincitrice del premio come migliore attrice, è entrambe, perché in fondo tragedia e commedia non sono distanti. "Tutto in realtà può essere paradossale e divertente. La tragedia è sempre divertente. La tragedia è ridicola, la vita è ridicola, in tutto puoi trovare da ridere", ha spiegato l'attrice, "Il mio personaggio ha una tendenza a esternare tutto ciò che le succede, piuttosto che a interiorizzarlo e da qui nasce il suo lato comico".

Il film ha diviso molto la critica, non tutti sono rimasti particolarmente soddisfatti ma, allo stesso modo, altri lo hanno elogiato.

venerdì 17 gennaio 2014

'Lo Sguardo di Satana - Carrie' - la recensione

Già portato al cinema da Brian De Palma nel 1976, il primo romanzo di Stephen King, 'Carrie - Lo Sguardo di Satana', torna in sala in una nuova trasposizione diretta dalla regista Kimberly Peirce.

Carrie (C.Moretz) è un'adolescente emarginata, timida, un po' goffa, inconsapevole e chiusa, tutto questo per colpa di una madre (J.Moore) bigotta ed estremamente ossessiva. Già considerata una "freak" perché diversa dalle altre, viene presa di mira in modo brutale quando, senza sapere cosa stesse succedendo al suo corpo, Carrie ha la sua prima mestruazione, per sua sfortuna in palestra durante la doccia. La sua reazione è di paura, è sconvolta, mentre tutte le altre la deridono. Carrie viene difesa solo dalla comprensiva insegnante di ginnastica ma la situazione è molto complicata. Quell'episodio darà il via ad un susseguirsi di eventi che porterà Carrie a scoprire i suoi potere telecinetici e a scatenarli in modo violento dopo l'ultimo grave atto di derisione.

Difficile affrontare il confronto con un film, quello di De Palma, considerato un vero e proprio cult, Kimberly Peirce per non sbagliare decide di non aggiungere niente di nuovo per non stravolgere la storia originale, intelligentemente però la attualizza rivolgendo lo sguardo alle nuova tecnologie e ai "nuovi adolescenti", in un periodo in cui di bullismo si sente parlare quasi tutti i giorni. Già nel durissimo 'Boys Don't Cry' (che fece vincere il primo Oscar a Hilary Swank) la Peirce aveva affrontato il tema del diverso che viene deriso, un punto in comune con la povera Carrie, che messa alla gogna, a scuola e su internet, sopporta fin che può fino all'affronto finale che la farà scatenare. Il messaggio originale del libro quindi rimane lo stesso e si adatta benissimo all'oggi. Nel film assistiamo alla cattiveria, all'indifferenza e alla mancanza di interesse degli altri verso la più debole, infatti alla fine si parteggia per Carrie e non dispiace poi molto veder soffrire quelli che ridevano di lei; ma nel film assistiamo anche ad un rapporto malato fra madre e figlia, legate da amore e odio dall'inizio alla fine, rapporto a cui viene dato molto più spazio rispetto al film di De Palma, e questo è un bene visto che i duetti fra le due attrici è uno degli aspetti migliori della pellicola.
A raccogliere l'eredità dell'indimenticabile Sissy Spacek è Chloe Moretz, che ormai non si può più chiamare "giovane promessa", è un'attrice fatta, è brava, è capace di tenere un film sulle spalle e, in questo caso, di tenere il confronto con l'interpretazione cult della Spacek, da cui la Moretz prende moltissimo, soprattutto nel finale. La Spacek continuerà ad essere indimenticabile, nell'immaginario collettivo continuerà ad essere Carrie, ma la Moretz fa il suo e lo fa molto bene, l'unico problema (se si può chiamare problema) è che non ha esattamente l'aspetto da "sfigata". Nel ruolo della madre una sciatta e dimessa Julianne Moore, decisamente inquietante. Nel cast poi troviamo un'ottima Judy Greer nei panni dell'unica insegnante che prova ad aiutare Carrie, Grabiella Wilde e Portia Doubleday, nei panni di due compagne di scuola molto diverse, pentita la prima, decisamente odiosa la seconda.

Non bisogna aspettarsi un horror splatter perché non lo è, come l'originale è un film più psicologico che horror. La nuova Carrie non è molto diversa dalla precedente, forse non c'era così tanto bisogno di un remake (o nuova trasposizione) ma se fatto così, con rispetto verso il libro e il film precedente, con un occhio rivolto al presente, ben venga. 'Lo Sguardo di Satana - Carrie' è un buon film, con un buon ritmo e buone interpretazioni.

lunedì 2 dicembre 2013

Don Jon - la recensione

Joseph Gordon-Levitt fa il suo esordio alla regia con il film 'Don Jon', in cui è anche sceneggiatore.

Jon Martello è infallibile nel rimorchiare ragazze, una a settimana, un vero leader del gruppo tanto da guadagnarsi il soprannome di Don. Pochi punti fermi nella sua vita ma molto importanti: la sua casa, la chiesa, la famiglia, le donne, la palestra e il porno. Don Jon non è solo un donnaiolo ma anche è un vero e proprio porno-addicted, non riesce a staccarsi dai video nemmeno quando a chiederlo è la sua ragazza. Jon proverà a cambiare, proverà ad avere una relazione normale ma con scarso successo fino a che una donna non gli farà capire qualcosa.

E' evidente come il  Joseph Gordon-Levitt neo-regista abbia messo anima e corpo in questo film, ed è giusto che sia così. La storia non è il massimo dell'originalità ma la regia frizzante, con espedienti interessanti (l'uso della sigla del pc ad esempio) e un buon ritmo, lo rende meno banale di quanto avrebbe potuto essere. E' divertente, mette al centro del film un protagonista con poche qualità apprezzabili che sembra appena uscito dal programma Jersey Shore di Mtv e non lo rende carino agli occhi del pubblico, è così che lo spettatore deve accettarlo e guardandolo sicuramente tornano in mente amici o conoscenti perché il personaggio di Don Jon è molto realistico, è un classico coatto dei giorni nostri, un ragazzo fondamentalmente egoista, superficiale, con la convinzione di essere il più figo del mondo e che l'unica cosa importante è se stesso. In questo Gordon-Levitt coglie nel segno, descrive i suoi coetanei in modo molto semplice e diretto, il suo Don Jon infatti è un soggetto facilmente individuabile in qualsiasi città del mondo. Stessa cosa per il personaggio di Scarlett Johansson, anche lei coatta, bella, apparentemente perfetta ma a suo modo spietata calcolatrice, un altro personaggio comune al giorno d'oggi. Il Joseph Gordon-Levitt sceneggiatore fa di tutto per evitare i cliché della commedia romantica e ci riesce per buona parte del film anche se dopo la metà comincia a rallentare, a diventare più prevedibile e a sfociare in un finale più rassicurante con tanto di morale, l'ossessione di Don Jon per la pornografia che muove tre quarti del film alla fine si rivela un espediente per raccontare la crescita e il cambiamento del protagonista.
Joseph Gordon-Levitt attore fa un buon lavoro, molto calato nel personaggio, anche fisicamente. Stessa cosa per Scarlett Johansson, davvero una perfetta coatta, costantemente impegnata a toccarsi i capelli o a masticare la gomma. Entrambi lavorano moltissimo sui gesti e la mimica facciale, sarebbe interessante sapere a chi si sono ispirati. Julianne Moore è un'attrice "sicurezza", sempre capace di dare il suo apporto positivo ad ogni film, il suo però è probabilmente il personaggio più debole del film, un po' stereotipato. Da segnalare la divertente partecipazione amichevole di Anne Hathaway e Channing Tatum nei panni dei protagonisti di uno sdolcinato film romantico.

Joseph Gordon-Levitt per il suo primo film "se la canta e se la suona", scrive, dirige e interpreta, cura tutto nei minimi dettagli, dai look dei personaggi ai loro comportamenti all'arredamento delle varie case. Si vede l'impegno e il risultato è divertente, leggero, volutamente poco serio (forse un po' troppo) ma la sensazione è che fosse convinto di fare un film assolutamente originale mai visto prima quando il realtà non lo è così tanto. Comunque merita gli applausi per questo esordio in fin dei conti positivo.

domenica 12 maggio 2013

Motion poster di 'Carrie' per la festa della mamma

Il film horror 'Carrie' fa gli auguri a tutte le mamme con un inquietante motion poster. Un mosaico di immagini dedicate alla madre di Carrie, personaggio interpretato da Julianne Moore.

Il film, tratto dall'omonimo libro di Stephen King e già portato al cinema da Brian De Palma nel 1976, è diretto da Kimberly Peirce ('Boys Don't Cry'), protagonista nei panni di Carrie sarà Chloe Grace Moretz.

L'uscita del film è fissata per ottobre-novembre.




"Non far arrabbiare la mamma. Falle gli auguri per la Festa della Mamma".





Frra

venerdì 5 aprile 2013

Frame by frame: Carrie

Il ballo di fine anno sarà il vostro inferno.
Tutti noi (o quasi) ricordiamo il discreto “Carrie – Lo Sguardo di Satana” di Brian De Palma del 1976, tratto da “Carrie” romanzo di Stephen King (primo racconto di King trasposto sul grande schermo), con protagonista un inquietante, quanto potente, Sissy Specek nei panni di Carrie, la giovane teenager incompresa che nasconde un oscuro segreto che sarà alla base di tutto il film.

E ora a quasi 40 anni dall'originale uscirà un remake con un grande potenziale, almeno a giudicar dai primi 2 trailer usciti. Con la bravissima Chloë Grace Moretz protagonista insieme alla grandissima Julianne Moore.
Ecco a voi il nostro frame by frame del trailer appena uscito!
Molte similitudini e somiglianze con il suo predecessore. Un bene o un male?! Speriamo sia un bene!

Carrie (uscita italiana il 28 Novembre)

























































































































 Mat