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mercoledì 21 dicembre 2022

Pinocchio di Guillermo del Toro - la recensione

C'era davvero bisogno dell'ennesima riproposizione di Pinocchio al cinema?
Dopo aver visto il lavoro fatto per Netflix da Guillermo Del Toro la risposta non può che essere affermativa: sì, di Pinocchio al cinema ci sarà sempre bisogno, specie se, come ha fatto il cineasta messicano, diventa spunto e metafora per parlare di temi universali come la morte, l'elaborazione del lutto e il peso delle aspettative.


La prima cosa che balza all'occhio di questa trasposizione del romanzo di Collodi è che Del Toro decide deliberatamente di prendere dal libro praticamente solo in concept iniziale, ma già dall'inizio la direzione del film è tutt'altra rispetto a ciò cui siamo abituati, lasciando da parte sia Collodi, con la sua morale (a volte molto dark) sui bambini che devono dare ascolto ai genitori, sia la Disney (del classico e della poco riuscita versione live action) con il suo ottimismo romantico.
Il tema portante della storia è la morte, nelle sue varie sfaccettature, da quelle più dolorose fino a quelle più squisitamente "positive", a fine di una vita ben vissuta. Il lutto è un mantello che avvolge tutta la pellicola dall'inizio alla fine, e Pinocchio il burattino ne viene quasi soverchiato. Lutto che è collegato a doppio filo con l'altro grande tema del film, e cioè il peso delle aspettative che gli altri, e in particolare i genitori, ci pongono sulle spalle. I personaggi di Geppetto e del padre di Lucignolo sono infatti due facce di una stessa medaglia, così come lo sono Pinocchio e Lucignolo stessi. Se da una parte infatti abbiamo Geppetto che, oppresso dal dolore per la perdita di un figlio, riversa su Pinocchio l'immagine residua di quel figlio perduto, dall'altra c'è invece un padre che, forse inconsapevolmente, è oppresso dal suo ruolo e riversa sul figlio la sua frustrazione e le sue aspettative in modo crudele. Da questo punto di vista questo è un film di crescita e rivalsa personale tanto per i padri quanto per i figli.
Diventa quindi centrale la figura del Grillo, non più semplice personificazione della coscienza di Pinocchio, ma personaggio a tutto tondo che si evolve e ha un suo arco narrativo funzionale tanto a se stesso quanto a Pinocchio. Anche il Grillo dovrà imparare cosa significa vivere davvero e che forse vivere vuol dire anche morire.

La scelta di trasportare la storia durante la Seconda Guerra Mondiale risulta vincente non solo per la suggestione data dalla presenza del fascismo (e per l'esilarante macchietta che è Mussolini), ma anche perché la guerra e la morte diventano parte integrante delle atmosfere cupe e drammatiche che permeano tutto il film. Una cupezza e una drammaticità che smuovono le lacrime dello spettatore in modo tutt'altro che semplice o ruffiano.
Non si può non applaudire quindi la colonna sonora splendida di Alexandre Desplat che aiuta moltissimo a rendere la visione completamente immersiva.

Con una stop-motion semplicemente perfetta e una storia che rielabora in maniera intelligente e profonda il classico di Collodi, il Pinocchio di Guillermo del Toro è a mani basse uno dei film più belli dell'anno e sarò veramente difficile batterlo nella sua categoria durante la stagione dei premi. E per fortuna.

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mercoledì 15 giugno 2022

Pinocchio - tante nuove immagini dal film in stop-motion di Guillermo del Toro

Quest'anno, nel giro di pochi mesi, ci saranno ben due film su Pinocchio, per fortuna saranno due film molto diversi tra loro, il primo sarà la versione live action del Classico Disney del 1940, la seconda invece una versione in stop-motion diretta da Guillermo del Toro per Netflix.

Vanity Fair ha dedicato al film di Del Toro un lungo articolo in cui sono presenti molte immagini inedite e affascinanti, oltre ad una intervista in cui il regista messicano sottolinea di aver concepito la sua versione molto tempo prima di quella Disney.
"Ho sempre professato il mio amore e la mia grande ammirazione per la Disney", ha detto Del Toro, "ma stavolta devo prenderne le distanze. La mia è una storia di un burattino con burattini… con recitazione ottenuta grazie a degli animatori attraverso un mezzo completamente diverso. Non potremmo essere più diversi da qualunque altra versione di Pinocchio nei nostri intenti spirituali e filosofici, ma anche nell’ambientazione".

Ecco le nuove immagini.










Ispirato alla celebre fiaba di Collodi, il film di Del Toro è un musical stop-motion ambientato durante l'ascesa del Fascismo e di Mussolini in Italia. Gregory Mann sarà la voce di Pinocchio, Ewan McGregor quella del Grillo, tra i doppiatori anche Cate BlanchettTilda Swinton, Christoph Waltz, Finn Wolfhard, John TurturroBurn GormanRon Perlman, e Tim Blake Nelson.

Il film arriverà su Netflix a dicembre. QUI il link per l'articolo di Vanity Fair.

mercoledì 12 febbraio 2020

Birds of Prey (e la Fantasmagorica Rinascita di Harley Quinn) - la recensione

Margot Robbie torna a vestire i panni della "villain" DC più amata degli ultimi anni: Harley Quinn. Avrà fatto breccia nel cuore degli appassionati come aveva già fatto nel disastroso Suicide Squad?

Birds of Prey (e la Fantasmagorica Rinascita di Harley Quinn) ci mostra un lato quasi del tutto inedito del personaggio, questa volta platealmente scollegato dal suo "puddin" Joker fin dall'inizio. Harley dovrà cavarsela da sola, ma lungo il suo cammino incontrerà per caso (o no) dei personaggi femminili che devono, come lei, emanciparsi.

La regista Cathy Yan confeziona un lungometraggio che emana un "odore" anni '90 per almeno tre quarti della sua durata. Scorrevole, senza dubbio. Simpatico, divertente. Ma cosa rimane alla fine della visione? Non molto purtroppo. Margot Robbie si riconferma una meravigliosa Harley Quinn, e le attrici comprimarie riescono tutte (più o meno) ad avere il loro giusto spazio, anche se, per forza di cose, rimangono inevitabilmente nella lunga ombra di Harley. Anche Ewan McGregor nei panni del villain Maschera Nera funziona, ma senza nessun guizzo particolare da farlo diventare iconico o in qualche modo riconoscibile al grande pubblico.

Anche il comparto tecnico risulta buono ma niente di "fantasmagorico". Nota di demerito alla colonna sonora, o meglio ai pezzi scelti per accompagnare le maggior parti delle scene d'azione. Non funziona come invece aveva funzionato alla grande in Suicide Squad (è stato fatto un lavoro molti simile al cinecomic di David Ayer, ma senza successo).

Birds of Prey, o per meglio dire Harley Quinn e le Birds of Prey, è gradevole, una sorta di "episodio pilota" di una serie dedicata al personaggio DC, e proprio come un episodio pilota si porta dietro i consueti piccoli difetti del caso. Ciò che effettivamente resta è la voglia di rivedere Margot Robbie nei panni di Harley Quinn. Ma per quanto durerà?

venerdì 24 gennaio 2020

La serie su Obi-Wan Kenobi momentaneamente sospesa

La notizia circolava da qualche giorno, ora la conferma è arrivata dal sito Collider, la produzione della serie dedicata al personaggio di Obi-Wan Kenobi è stata sospesa.

La squadra al lavoro sul progetto, prodotto da Disney+ e Lucasfilm, è stata sciolta in attesa di sviluppi. Secondo quanto riportato dal sito, la motivazione sarebbe da ricercare nella sceneggiatura della serie, sembra che Kathleen Kennedy, presidente della Lucasfilm, non sia rimasta pienamente soddisfatta dai primi script degli episodi e avrebbe deciso di mettere tutto in pausa per riflette e decidere le prossime mosse. L'obbiettivo sarebbe di riprendere i lavori durante l'estate, ma su questo punto non ci sono ancora conferme.

La stesura delle prime sceneggiature era stata affidata a Hossein Amini (Drive) ma, secondo quanto riporta invece THR, la Lucasfilm sarebbe già al lavoro per cercare un nuovo sceneggiatore. La serie inoltre potrebbe essere ridotta, dai sei episodi annunciati a quattro. I primi rumor sulla storia parlavano di una trama in qualche modo simile a quella di The Mandalorian, con Obi-Wan Kenobi impegnato nella difesa di un giovanissimo Luke, e forse anche una giovanissima Leia.

Il protagonista annunciato della serie, Ewan McGregor, ha però rassicurato i fan che la situazione è meno grave di quanto sia stata descritta. "Credo che inizieremo a girare il prossimo anno invece di questa estate", ha detto l'attore durante un incontro promozionale per il film Birds of Prey, "Credo che le sceneggiature siano fantastiche, vogliono soltanto cercare di renderle migliori. Penso che manterremo la stessa data di lancio. La situazione non è così drammatica come sembra".

La piattaforma streaming Disney+ arriverà in Italia il 24 marzo.

venerdì 15 novembre 2019

Birds of Prey - la nuova sinossi del film

Grazie a un concorso per creare un artwork sul film, è stata pubblicata una nuova sinossi ufficiale di Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), nuovo cinecomic Warner / DC dedicato al personaggio di Harley Quinn e alla sua banda.

Questa la trama:

"Vi hanno mai raccontato la storia della poliziotta, dell’usignolo, della pazza e della principessa della mafia? Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) è un racconto bizzarro di Harley in persona come solo lei sa fare. Quando il più nefasto dei narcisisti di Gotham, Roman Sionis, e il suo zelante braccio destro, Zsasz, decidono di dare la caccia a una giovane ragazza di nome Cass, mettono la città in subbuglio per trovarla. Le strade di Harley, Cacciatrice, Black Canary e Renee Montoya si incrociano e le quattro ragazze non hanno altra scelta se non fare squadra per smontare i piani di Roman."

Harley Quinn sarà (ovviamente) interpretata da Margot Robbie, il resto della banda è composto da Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), Cacciatrice (Mary Elizabeth Winstead), l’investigatrice Renee Montoya (Rosie Perez), Batgirl/Cassandra Cain (Ella Jay Basco). Villain del film sarà Ewan McGregor, nel ruolo di Maschera Nera.

Diretto da Cathy Yan, l'uscita del film è fissata al 6 febbraio 2020.

sabato 24 agosto 2019

D23 Expo: Ewan McGregor sarà di nuovo Obi-Wan Kenobi in una serie Disney+

La notizia era attesa da molto tempo, negli ultimi mesi i rumor si sono susseguiti in modo febbrile, finalmente è arrivata la conferma: Ewan McGregor tornerà nel ruolo di Obi-Wan Kenobi!

Non sarà in un film ma in una serie totalmente dedicata al personaggio che sarà mandata da Disney+, la nuova piattaforma streaming della Disney.
Il grande annuncio è stato dato ieri sera (stanotte per noi) durante il panel al D23 Expo, quando sul palco è salito proprio Ewan McGregor. L'attore si è avvicinato al presidente della Lucasfilm, Kathleen Kennedy, e le ha detto: "Kathy, potresti chiedermi davanti a tutte queste persone, a tutti questi testimoni, se tornerò a interpretare Obi-Wan Kenobi?". Domanda retorica che Kathleen Kennedy ha ripetuto all'attore, che a sua volta ha risposto: "".

Kennedy ha dichiarato che gli script dei vari episodi, secondo i rumor dovrebbero essere sette ma non ci sono conferme, sono già pronti e che le riprese inizieranno nel 2020. Nessun indizio sulla storia o sul periodo in cui sarà ambientata la serie.

Intanto aspettiamo di sapere quando la piattaforma Disney+ debutterà in Italia.

mercoledì 17 maggio 2017

I 5 film a tema LGBT da recuperare


A SINGLE MAN

George Falconer, un professore inglese che insegna in California, rimane solo dopo che il suo compagno muore in un incidente stradale. Distrutto dal dolore decide che quella sarà la sua ultima giornata perché alla sera si toglierà la vita.
Con una regia elegante e impeccabile, lo stilista e per la prima volta regista Tom Ford, delinea un profondo, sofferente e bellissimo spaccato sull'elaborazione del lutto e sulla solitudino, con un Colin Firthin stato di grazie e una splendida Julianne Moore.





I RAGAZZI STANNO BENE

Jules e Nic sono una coppia lesbica, madri di due ragazzi concepiti tramite inseminazione artificiale. Quando la figlia maggiore, Joni, compie diciotto anni, il fratello minore Laser, di quindici, la convince a contattare la banca del seme al fine di scoprire chi sia il loro padre biologico. I ragazzi scoprono che si tratta di Paul, un quarantenne ristoratore donnaiolo che vive alla periferia di Los Angeles. Quando Nic e Jules scoprono l'accaduto sono costrette loro malgrado ad introdurre Paul nel loro menage familiare.
Commedia frizzante e divertente su una famiglia un po' insolita ma con problemi reali. Un grandissimo cast per un film che scorre via tutto d'un fiato.






PRIDE

La vera storia di un gruppo di ragazzi gay e lesbiche gallesi che organizzarono una massiccia raccolta di fondi per supportare i minatori in sciopero contro Margaret Tatcher.
Premiato a Cannes con la Queer Palm, il film riesce a essere allo stesso tempo leggero e profondo, divertente e commovente, senza mai scadere in inutile retorica o luoghi comuni, grazie soprattutto a un cast che può vantare il meglio della recitazione inglese.
Un piccolo gioiello impossibile da non amare.





COLPO DI FULMINE - IL MAGO DELLA TRUFFA

Terribile titolo italiano per I love you Philip Morris, è una commedia dolce amara con protagonisti Jim Carrey nei panni del truffatoreSteven Russel ed Ewan McGregor in quelli del suo compagno di cella Philip Morris. I due si innamorano in carcere e la loro storia sembra perfetta almeno finché Steven non viene trasferito.
Il film è per lo più una tipica commedia americana divertente, ma riesce in alcuni momenti a essere incredibilmente romantica e malinconica, facendo emergere una componente amara e drammatica che non ci si aspettava.
Purtroppo in italia una pubblicità ingannevole e una pessima traduzione ha fatto passare quasi totalmente sotto silenzio questa pellicola, ma vale la pena recuperarla se non altro per i due protagonisti.





MOONLIGHT

La storia di Chiron nella periferia di Miami, fra droga, razzismo e sessismo, sulla difficoltà di essere diverso anche in una comunità emarginata come quella nera americana.
Fresco di premio Oscar come miglior film, è una storia intima e cruda, un racconto di formazione in tre atti con momenti di altissima poesia e dolcezza inaspettata.
Punti forti del film sono la splendida fotografia e un cast talentuosissimo, su tutti Mahershala Ali (vincitore dell'Oscar come Miglior Attore non Protagonista) e Trevante Rhodes, interprete dello Chiron adulto.

sabato 18 marzo 2017

La Bella e la Bestia - la recensione

Nella valanga di trasposizioni in live action di Classici Disney a cui stiamo assistendo, era inevitabile che si arrivasse a tirar fuori quello che è forse il più amato, il primo film d'animazione a ricevere una candidatura anche come miglior film, una fiaba che ha saputo conquistare il cuore di grandi e piccoli grazie a personaggi indimenticabili e musiche travolgenti.
I precedenti live action sono stati parecchio altalenanti, ma non sono mancate piacevoli sorprese come la Cenerentola di Branagh e soprattutto Il Libro della Giungla, uno dei film migliori del 2016 per come aveva saputo unire il classico Disney con le atmosfere e i richiami dei romanzi originali.

Il tono in questo caso è totalmente diverso e si intuisce già dalla scelta di Bill Condon alla regia, ottimo mestierante ma sicuramente non un autore dall'impronta subito riconoscibile.
Si è puntato tutto sul cast, con un nome come quello di Emma Watson a fare da traino e intorno a lei quanto di meglio il cinema britannico può offrire, e la cosa ha funzionato. Se la Watson, pur con una certa macchinosità espressiva non sempre convincente, riesce a dare freschezza alla sua Belle e a richiamare pubblico in sala, Kevin Kline è un fantastico Maurice e Dan Stevens fa un ottimo lavoro e dona profondità e malinconia agli occhi della Bestia. Il cast di contorno è eccellente, da Ewan McGregor a Ian McKellen fino a Emma Thompson, anche se purtroppo il doppiaggio italiano fa perdere le loro interpretazioni vocali. A sorprendere davvero sono Luke Evans, nel ruolo di un meraviglioso Gaston, e Josh Gad, in quello di Le Tont. I due hanno una chimica straordinaria e una grandissima presenza scenica, in particolare Evans si prende letteralmente la scena a ogni sua apparizione.

Il film ricalca praticamente con fedeltà assoluta il classico d'animazione, riproducendone ambientazione, musiche e persino inquadrature, inserendo qua e là piccole differenze che riescono a farsi apprezzare per il tentativo di approfondimento dei personaggi secondari.

La prima mezz'ora non convince appieno a risulta fin troppo macchinosa nel voler riproporre esattamente quanto già si era visto nel 1991, anche perché la Watson non riesce a emozionare come aveva fatto la sua controparte animata. Ma dalla Canzone di Gaston in poi il ritmo aumenta fino a esplodere totalmente quando il punto clou della prima metà di film arriva: Stia con noi, iconico pezzo cantato dagli oggetti animati del castello, è un tripudio di musica, coreografia e soprattutto scenografia da togliere il fiato. È il castello, infatti, la vera star del film: cupo, decadente, ma pieno di vita, con oggetti animati in CGI perfetti e dalla personalità irresistibile. Ogni ambiente sembra uscire direttamente dalla versione animata, ma è ancora più bello e lo stesso vale per i costumi seicenteschi, che creano un'aura magica fin dal prologo. Le musiche di Alan Menken fanno il resto, stimolando la nostalgia nello spettatore più anziano, a cominciare dal tema principale richiamato più e più volte.

Operazione di marketing e film nostalgia, La Bella e la Bestia va visto con la mente sgombra e il cuore aperto, senza troppe pretese, senza ragionare troppo. Non sarà mai come l'originale Classico Disney, né vuole esserlo, ma è l'esempio perfetto di come un classico Disney possa prendere vita davanti ai nostri occhi.

sabato 25 febbraio 2017

Trainspotting 2 - la recensione

Sono passati vent'anni da quanto Mark Renton è scappato col malloppo. Si è rifatto una vita, lontano da quel mondo che tanto lo aveva messo alla prova. Gli altri? Spud e Sick Boy tirano avanti come meglio possono e Begbie si comporta da Begbie, sebbene qualche capello bianco in più.
Venti anni dopo cosa stanno cercando? Chi vendetta, chi una degna conclusione e chi semplicemente la libertà.

Nell'epoca del remake, del sequel, del reboot, Danny Boyle non resta a guardare, decide di rispolverare la vecchia agenda, chiama a raccolta i quattro amici e decide di farli tornare a giocare.
Lo scetticismo, come in molti casi analoghi, è palpabile, ma questo film impiega pochissimi minuti per fare tirare il proverbiale sospiro di sollievo e partire in quarta, con una storia che, dovendo riprendere la propria narrazione dopo il finale del primo capitolo, non può che partire dai tradimenti e declinarli al meglio.
I ragazzi non sono più proprio ragazzi, sono invecchiati, vero, ma saranno anche cresciuti? La risposta, per nostra fortuna, è no, con Renton, Spud, Begbie e Sick Boy pronti a ricadere in un vortice di illegalità, immoralità e cattivo gusto, che non ha nulla da invidiare al primo capitolo.

Tra i due film passano ben 21 anni e si vede, soprattutto per quanto riguarda il signore dietro la macchina da presa. La maturità artistica di Danny Boyle ha preso il posto del talentuoso giovane che ha portato su schermo l'opera di Welsh la prima volta, sfornando un film girato con grandissima consapevolezza dei propri mezzi, permettendogli di omaggiare e rivivere i momenti più importanti del film del 1996 senza però perdere di vista l'importanza di un film che deve potersi reggere sulle proprie gambe, con una storia interessante ed avvincente, un ritmo forsennato ed una colonna sonora decisamente coinvolgente.
Ma non è tutto rose e fiori, in T2 non c'è spazio per tante cose, una su tutte, la nostalgia. Quella che muove l'intera macchina dei remake viene presa a calci, costantemente, per due ore. L'eroina stessa è solo un pretesto per rivivere quelli che, nel loro periodo erano bei tempi, ma ora, col senno maturato con l'età, ci si rende conto essere stati nient'altro che tempo perso.

Alcuni treni è giusto che si fermino alla prima stazione, altri, come quello di Trainspotting è giusto che proseguano fino alla successiva, perché hanno molto ancora da raccontare.


Marcello Banfi

mercoledì 29 gennaio 2014

I Segreti di Osage County - la recensione

Il regista John Wells porta al cinema l'opera teatrale di Tracy Letts, 'I Segreti di Osage County'. Una riunione di famiglia estrema, drammatica e dai risvolti molto cupi.

Oklahoma, lo scrittore Beverly Weston (S.Shepard) descrive alla nuova domestica la situazione in casa: lui beve troppo e la moglie, Violet (M.Streep), lo accetta perché anche lei, malata da tempo, ha una dipendenza da medicinali. Improvvisamente Bev scompare e al capezzale della madre accorrono le tre figlie, Barbara (J.Roberts), Ivy (J.Nicholson) e Karen (J.Lewis), con i rispettivi compagni e figli, e la sorella di Violet col marito.
Tutti si ritrovano sotto lo stesso tetto ma la convivenza non è affatto semplice, soprattutto a causa di Violet, folle e inarrestabile nelle sue "sparate", così a poco a poco verranno fuori tutti i traumi, le cose non dette, i rancori, l'odio e l'astio che si nasconde sotto i tappeti della casa della famiglia Weston.

Amaro, malinconico, cinico, a tratti doloroso ma non privo di ironia bruciante, ambientato in un luogo sperduto in mezzo al nulla, dove i problemi sembrano ancora più pesanti e opprimenti. L'ambientazione gioca un ruolo essenziale ne 'I Segreti di Osage County', il caldo, le lande desolate dell'Oklahoma che circondano la casa degli Weston isolano la famiglia e i loro problemi creando una dimensione chiusa, come se i problemi fossero fermi lì e la presenza di tutti i membri della famiglia servisse solo a farli uscire fuori. Allo stesso tempo però la storia si svolge tutta all'interno delle quattro mura della villa, in cui il regista ci fa conoscere, uno alla volta, tutta la famiglia scossa da un evento che ha rotto l'equilibrio e ha scoperto i nervi. 'Osage County' probabilmente non è un film per tutti i palati, è teatrale (non in senso negativo) nella messa in scena, si urla, si litiga, è un continuo confronto, è un film fatto di scambi, anche piuttosto duri, fra i protagonisti che se ne dicono tante senza risparmiarsi. E' un film teso in cui ogni personaggio scarica addosso all'altro rabbia e rancore, su tutti Violet, ingestibile, costantemente in bilico tra vittima con un passato fatto di sofferenza e insensibile cattivo carnefice che non si fa problemi a riversare sulle figlie giudizi amari, "violenti" o addossargli colpe su colpe, un personaggio difficile da amare ma anche da odiare
Un film del genere sarebbe stato impossibile senza un cast all'altezza del compito, così Wells ha deciso di mettere su un grande cast: Meryl Streep, Julia Roberts, Ewan McGregor, Chris Cooper, Abigail Breslin, Juliette Lewis, Julianne Nicholson, Margo Martindale, Dermot Mulroney, Benedict Cumberbatch, Misty Upham e Sam Shepard. Tutti adatti al ruolo, giusto Benedict Cumberbatch, per quanto bravo, risulta un po' meno convincente degli altri a causa di un ruolo decisamente risicato per uno come lui. Nota di merito a Julianne Nicholson e Margo Martindale, fra i "non protagonisti" sono quelle che spiccano di più. Assolute protagonista del film sono invece Meryl Streep e Julia Roberts. La Streep si cala molto nel personaggio, anche fisicamente, e regala un'ottima interpretazione, ambigua e "malvagia" al punto giusto, giganteggia quando è al centro del dialogo, da grande mattatrice fa sua la scena ma a volte eccede andando un po' troppo sopra le righe. Julia Roberts invece offre un'interpretazione molto diversa, più contenuta, riesce a perforare con uno sguardo sia l'interlocutore della scena che lo spettatore, trasmette perfettamente la difficoltà ma soprattutto la tensione interiore del suo personaggio, una donna arrabbiata e dura suo malgrado. Un'interpretazione eccezionale, la Roberts in questo film supera di molto Meryl Streep. Non è chiaro il motivo per cui la Streep sia stata nominata agli Oscar come migliore attrice protagonista quando in realtà la vera protagonista è proprio la Roberts, dirottata fra le non protagoniste, sarebbe stato molto più giusto il contrario.

'I Segreti di Osage County' è un gran bel film, coinvolgente, stilisticamente ottimo, teso, i dialoghi velenosi incollano allo schermo, una gara di bravura fra attori che vede nello scontro Streep-Roberts il suo punto più alto. Un dramma familiare solido e cupo supportato da grandi interpretazioni.



Ps: il film merita di essere visto in lingua originale per apprezzare gli accenti marcati che caratterizzano molto i personaggi.

martedì 10 dicembre 2013

Johnny Depp perde i pantaloni sul set di 'Mortdecai'

Sono in pieno svolgimento le riprese a Londra del film 'Mortdecai', adattamento dei romanzi di Kyril Bonfiglioli.
Protagonista sarà Johnny Depp, nel cast anche Paul Bettany, Gwyneth Paltrow, Ewan McGregor e Olivia Munn.

Nelle ultime foto dal set vediamo Depp in mutande in mezzo alla strada. Nella scena con lui anche Paul Bettany. Ecco le foto.















[foto: Daily Mail; ComingSoon.net]

venerdì 22 febbraio 2013

'The Impossible' - commento a caldo

The Impossible è un film davvero molto semplice: la vera storia di una famiglia qualunque che si ritrova coinvolta nel tragico Tsunami del 2004 in cui morirono 300mila persone.
A rendere il tutto invitante i nomi di Naomi Watts e Ewan McGregor.



Juan Antonio Bayona, regista del film, ha dei limiti enormi e questo film li porta tutti alla luce, li ingigantisce in proporzione alla mastodonticità dell'evento narrato: patinatura intensa che poco ha a che fare con la dimensione drammatica della tragedia, uno sguardo un po' compiaciuto soprattutto riguardo le riprese dall'alto, comunque non proprio una maestria registica .
Meno male che il trio Watts-McGregor-Holland funziona alla grande e dona intensità e umanità ai protagonisti, riuscendo a coinvolgere appieno nella storia di questa famiglia.
Il film, devo dirlo, è pieno zeppo di difetti anche nella sceneggiatura, ma ha una certa componente emotiva che prende, ti fa desiderare il lieto fine e che commuove anche.
In sostanza, dopo le critiche feroci di cui avevo letto, mi aspettavo qualcosa di inguardabile, invece sono rimasta piacevolmente sorpresa del fatto che, nonostante tutto, sia un bel film.

*Chiara*

giovedì 26 aprile 2012

Cannes 2012: La Giuria

Sono stati finalmente resi noti i nomi di coloro che andranno a comporre la giuria della 65°edizione del Cannes Film Festival. A fare squadra con il presidente Nanni Moretti nella scelta del vincitore ci saranno Ewan MCGregor, Diane Kruger, il regista due volte premio Oscar Alexander Payne, la regista inglese Andrea Arnold, l'attrice francese Emmanuelle Devos e Hiam Abbass.
Ricordiamo che i film in Concorso sono 22 e che il trionfatore verrà annunciato durante la cerimonia di chiusura il 27 Maggio.


MrCarrey