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martedì 1 giugno 2021

Crudelia - la recensione

Crudelia è un film straniante. Se da una parte troviamo un buon prodotto per famiglie ben confezionato e ben eseguito, dall’altra qualcuno potrebbe lamentarsi del fatto che quella sullo schermo non è, sotto quasi tutti i punti di vista, la Crudelia de Mon che tutti noi conosciamo.

Emma Stone interpreta in maniera esemplare e senza sbavature la protagonista di questo nuovo adattamento live-action Disney dedicato alle origini dell’iconica villain di La Carica del 101, ben diretta e “coreografata” dalla semplice ma elegante regia di Craig Gillespie (Tonya).
L’opera scricchiola un po’ se poniamo l’attenzione sul ritmo narrativo: sequenze a volte leggermente sfilacciate e un po’ prolisse, ma niente che intacchi pesantemente l’esperienza cinematografica. Giusto poi menzionare il lato tecnico ed estetico che contraddistingue il progetto. Dai costumi alla fotografia, Crudelia brilla e incanta. Un film sotto quasi tutti gli aspetti gradevole e in fin dei conti appassionante. Ma Crudelia è Crudelia? In effetti no. Non vi è traccia della Crudelia malvagia, fumatrice incallita, ossessionata dalle pellicce e senza scrupoli che l’immaginario Disney aveva presentato nel film animato del 1961 e più di recente nel live-action con una magnifica Glenn Glose datato 1996.
La Crudelia di Emma Stone ha un’evidente vena di follia scaturita dalla voglia di vendetta che accantona tutte le caratteristiche della controparte animata sopracitate. Una follia forse più strategica, meno caotica, una follia al servizio della moda e dell’estro creativo, e senza dubbio edulcorata per il pubblico moderno che tuttavia può legittimamente storcere il naso per questa “nuova” Crudelia De Mon.
Cosa rimane di Crudelia in Crudelia?

lunedì 22 ottobre 2018

Il Verdetto - The Children Act - la recensione

Il peso morale ed etico delle scelte e come questo si ripercuote nella vita personale di una figura che siamo sempre stati abituati a veder rappresentata in modo distaccato: quella del giudice.

Fiona Maye (Emma Thompson) è un giudice dell'Alta Corte Britannica, specializzata in diritto di famiglia e abituata ad affrontare con la giusta distanza emotiva qualsiasi caso le venga sottoposto, che sia un figlio conteso o la delicata separazione di due gemelli siamesi. Fiona Maye è abituata a guardare ai problemi dalla giusta prospettiva, quella della ragione, della pura applicazione della legge e della scelta del "male minore". Mentre questo distacco calcolato si ripercuote anche nella vita privata mettendo in crisi il suo rapporto con un marito pronto a cercare calore altrove, sulla scrivania del giudice arriva un nuovo spinoso caso, un ragazzo Testimone di Geova malato di leucemia che rifiuta, appoggiato dai suoi genitori, la trasfusione di sangue che potrebbe salvarlo perché vietato dal suo credo. Venendo meno al rigido protocollo che ha sempre seguito, dopo aver ascoltato tutte le parti, Fiona decide di lasciare l'aula e andare in ospedale per incontrare il ragazzo di persona. Uno strappo alla regola che aprirà un inatteso strappo anche nella sua vita.

Tratto dal romanzo "La ballata di Adam Henry" di Ian McEwan, che ha anche adattato la sceneggiatura per il regista Richard Eyre, quello che colpisce del film è il rigore, la precisione, e allo stesso tempo la semplicità, con cui vengono raccontati il privato e il pubblico del giudice Maye. La telecamera segue, fisicamente proprio, quasi pedinandola, la protagonista, nel suo lavoro, in casa, nei suoi gesti ormai automatici, dal togliersi subito le scarpe appena rientrata in casa al solito modo di bussare sulla porta dell'aula prima di entrare, nei dialoghi, e con la stessa precisione racconta quei piccoli cambiamenti che, a causa degli eventi, la portano piuttosto velocemente fuori dal suo consueto.



Precisione è anche la parola adatta per descrivere la prova del cast, anche se, ad essere sinceri, quella più adatta per Emma Thompson sarebbe "straordinaria". La prova dell'attrice è semplicemente meravigliosa, una prova di grandissima sensibilità ed equilibrio in cui ogni gesto o espressione non è mai di troppo, perfetta nel rappresentare la compostezza e la dignità del personaggio e al tempo stesso far affiorare leggermente quelle emozioni che improvvisamente la travolgono. Senza mai esagerare o esasperare. Una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi anni. Ottimo Stanley Tucci, attore intelligente che sa fare da spalla in modo mai invadente. Bene anche la prova di Fionn Whitehead (Dunkirk).

The Children Act è un film che non lascia indifferenti e pone domande di un certo peso sul piano morale ed etico: quanto la legge, che a volte può sembrare fredda e schematica, va ad incidere sulla vita privata delle persone? Quanto delle scelte enormi e apparentemente insostenibili pesano sulle spalle di chi, perché è il suo lavoro, quelle scelte deve prenderle? Il film non dà risposte ma ragiona su questi temi e sottolinea l'importanza di farsi delle domande.

domenica 21 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 5

Domenica interessante al festival, tra Concorso e la sezione Un Certain Regard, che oggi parla italiano.

Presentato in Concorso il secondo film targato Netflix, si tratta di The Meyerowitz Stories, nuovo film di Noah Baumbach con un cast stellare: Dustin Hoffman, Adam Sandler, Ben Stiller e Emma Thompson.

Al centro del film c'è il personaggio di Dustin Hoffman, professore d'arte e scultore in pensione. Intorno a lui si muovo i suoi tre figli - Ben Stiller, Adam Sandler e Elizabeth Marvel - avute con donne diverse, la nipotina che sogna di fare la regista, e l'attuale compagna (Emma Thompson), hippy e dedita all'alcol. Rapporti complicati, gelosie, difficoltà di relazioni, quando il patriarca della famiglia finirà in ospedale, tutti i figli dovranno affrontare una volta per tutte il rapporto con il padre.

Felicità dal parte della stampa che finalmente ha assistito a una conferenza molto divertente. Tra battute, ironia e la faccia impassibile di Dustin Hoffman a rendere il tutto ancora più surreale. come quando ha colto in contropiede una giornalista che ha definito il film "interessante", l'attore ha risposto: "Non è la parola giusta. Così si capisce che non le è piaciuto, dica la verità".

Parlando del film, il regista ha analizzato i temi, ricorrenti nelle sue pellicole, e i personaggi di questo film. "La dinamica tra genitori e figli è interessante e molti dei miei film affrontano, il divario tra quello che vorremmo essere e quello che siamo", ha spiegato Baumbach, "Se poi si parla di successo professionale, fama e affermazione artistica c'è parecchio da dire. Il film, attraverso i personaggi, si chiede che cosa significa il successo. Il personaggio di Sandler sente di aver fallito nella vita anche se è un ottimo padre, perché questo tipo di riuscita nella sua famiglia non conta. Quello di Ben Stiller invece, anche se è bravo nel suo lavoro, si sente un fallito perché non è un artista come il padre, che a sua volta però è convinto che la sua arte non ha avuto abbastanza fama. Sono tutte dinamiche familiari che conosco ma certo ci vogliono diciott'anni di analisi per comprenderle!".

Inevitabili gli elogi da parte degli attori verso Dustin Hoffman, in particolare Ben Stiller ha dichiarato: "Non ho mai preso alla leggera essere alla presenza di Dustin sul set. Lui è stato un modello e un’ispirazione, ed è anche una persona divertente e generosa, ma non puoi evitare di sentirti frustrato dal suo curriculum. Quando siamo a cena lui potrebbe tirare fuori in ogni momento aneddoti incredibili! Lavorare con lui è un enorme privilegio, è stato un modello e un riferimento per me fin da quando ero piccolo". Complimenti a cui Hoffman ha risposto in maniera tutt'altro che seria. "Mi sento male ogni volta che qualcuno dice che è cresciuto con i miei film", ha detto l'attore, "vi prego alzi la mano chi è più vecchio di me in questa sala. Io avrei voluto interpretare uno dei due figli, quando ho letto la sceneggiatura mi sono detto: non voglio fare un altro vecchio".

Una sceneggiatura che ha colpito subito gli attori. "La scrittura di Noah è precisa, unica, il suo stile è personale", ha dichiarato Ben Stiller, alla sua quarta collaborazione col regista, "dalle riprese, al montaggio, al risultato finale. E mi sento orgogliosi di far parte di questo lavoro". "Già... tanto che abbiamo lavorato tutti gratis", è intervenuto Dustin Hoffman sempre in modo poco serio, "Noah è molto esperto, dovevamo recitare i suoi dialoghi parola per parola, ci piacesse o meno: era dai tempi de Il Laureato che mi capitava qualcosa del genere, ma è stato giusto, perché c’è una musicalità unica nella sua scrittura. Non so se vorrò ancora lavorare con lui, ma non si può di certo negare suo talento".
Anche Emma Thompson si è trovata molto bene sul set, incuriosita dai colleghi e dal ruolo. "In questo cast siamo tutti anche comici e questo fa la differenza, puoi dire qualcosa di molto serio anche con la commedia", ha detto l'attrice, affascinata dal suo personaggio, "Ha qualcosa di esotico e di affascinante, forse perché sono inglese. Non avevo idea di quel che ne sarebbe venuto fuori. Ho dovuto interpretare un’americana... cosa non facile. E un’alcolizzata, cosa molto più facile! e la cosa mi ha rilassato, perché un’americana alcolizzata sarebbe stata meno impegnativa".

E' stata ovviamente affrontata la polemica Netflix. ad aprire e chiudere velocemente la questione ci ha pensato Dustin Hoffman: "A casa ho una tv con uno schermo molto grande". Battuta a cui il Baumbach ha risposto: "Abbiamo risolto, andiamo tutti a vedere il film nel salotto di Dustin".
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Un Certain Regard nel segno dell'Italia oggi con la presentazione del nuovo film di Sergio Castellitto, Fortunata, con Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi e Edoardo Pesce.

Il film racconta la storia di Fortunata (J.Trinca), una donna dalla vita complicata e indaffarata. Madre di una bambina di otto anni, con un matrimonio fallito sulle spalle, abita a Tor Pignattara e fa la parrucchiera a domicilio in giro per la città, entrando nelle case di famiglie benestanti. Il suo sogno è aprire un negozio tutto suo e sa che per farlo deve lavorare ed essere dura, ferma. Pronta a tutto, Fortunata non aveva messo in conto l'arrivo di un uomo che la vedrà per quello che è.

Annunciando la presenza del film a Cannes, gli organizzatori del festival l'avevano paragonato (con le dovute precauzioni del caso) a Mamma Roma di Pasolini. In comune i due film hanno solamente la provincia romana e una protagonista donna forte e decisa. In generale il film, scritto da Margaret Mazzantini (scrittrice e moglie di Castellitto) è molto lontano dal capolavoro di Pasolini, niente realismo, Castellitto ha messo in piedi un opera colorata, rumorosa, un po' coatta, eccessiva, e anche un po' "pop".

"È un film popolare, così intendevo partorire Fortunata", ha dichiarato il regista, "Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare. Ma è anche il nome di una donna. E soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. La drammaturgia di questa storia è suggerita direttamente dai personaggi. È Fortunata stessa, la sua natura primordiale e sconnessa ad indicare la composizione della storia. I fatti, i colpi di scena, sono frutto naturale e inevitabile del comportamento di lei. Perché la vita materiale di questa donna ne nasconde un’altra, fatta di psiche, sogni rimossi, un disegno misterioso che si comporrà".
Molto brava Jasmine Trinca, con un look molto diverso dal solito. "In Fortunata sono una madre di cui avevo un esempio diretto, anch'io vengo da una quartiere popolare, l’attaccamento alle radici è saldo", ha raccontato l'attrice, "Fortunata è un po' una disgraziata, combatte contro la fatica di vivere. Sergio mi ha lasciato la libertà di cercare Fortunata dentro di me. Un personaggio senza pudori, senza protezioni, consapevole di essere sbagliata, portatrice di una grande sofferenza che magari neanche conosce a fondo. La bellezza è la sua voglia di riscattarsi come donna, al di là della sua ovvia ignoranza".

Il film è uscito nelle sale il 20 maggio.

domenica 23 aprile 2017

Giornata Mondiale del Libro - Quando il libro diventa film

Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e quello tra letteratura e cinema è un connubio inevitabile, non si contano i film che vengono tratti da libri, in modo più o meno fedele e in modo più o meno riuscito. Spesso un film può offrire il giusto stimolo per andare a recuperare il libro da cui è tratto, e viceversa ovviamente.

Ecco cinque titoli di trasposizioni cinematografiche fatte nel modo giusto.

Il Signore degli Anelli

Opera letteraria fantasy mastodontica da cui è stata tratta una altrettanto mastodontica trilogia di film. Peter Jackson forse è riuscito nell'impossibile, portare sul grande schermo il complesso mondo fantastico creato da J.R.R. Tolkien, rimanendo piuttosto fedele al testo originale. Il risultato è stato quello di una trilogia cinematografica che ha convinto tutti, fan dei libri e non, critici e pubblico. I tre film de Il Signore degli Anelli sono la trilogia più premiata della storia del Cinema, con 30 nomination agli Oscar e ben 17 statuette vinte.

Ragione e Sentimento

Più o meno i libri di Jane Austen sono stati portati tutti sul grande schermo, tra le trasposizioni più riuscite, senza dubbio c'è il film Ragione e Sentimento del 1995, diretto da Ang Lee. Grande cast, una ricostruzione perfetta, elegante e molto fedele al romanzo originale. La sceneggiatura è stata scritta da Emma Thompson, protagonista del film, che si è guadagnata anche un meritato Oscar per la migliore sceneggiatura (1996).

Via col Vento

Un grande classico del Cinema, colossal drammatico datato 1939, vincitore di 10 Oscar, con delle meravigliose performance degli attori, su tutti quella di Vivien Leigh nel ruolo mitico di Rossella O'Hara. Tratto dal libro di Margaret Mitchell, che vinse il Premio Pulitzer nel 1937, il film non è fedelissimo rispetto all'opera originale ma è una splendida trasposizione.

Espiazione

Film del 2007, diretto da Joe Wright, è una trasposizione molto fedele del bel libro di Ian McEwan (2003). Un dramma romantico che commuove ed emoziona, grazie anche a un cast in stato di grazia: James McAvoy, Keira Knightley, Saoirse Ronan, Romola Garai e Vanessa Redgrave. Davvero impossibile non emozionarsi.

Animali Notturni

Quello di Tom Ford è stato uno dei titoli più importanti del 2016. Basato sul romanzo Tony & Susan di Austin Wright (1993), un libro per niente facile da adattare ma Tom Ford, autore anche della sceneggiatura, con un ottimo lavoro è riuscito a rimanere piuttosto fedele alla struttura del libro. Il film inoltre si avvale di un ottimo cast, con una straordinaria Amy Adams, Jake Gyllenhaal, e Aaron Taylor-Johnson, vincitore del Golden Globe 2017 come migliore attore non protagonista.

sabato 18 marzo 2017

La Bella e la Bestia - la recensione

Nella valanga di trasposizioni in live action di Classici Disney a cui stiamo assistendo, era inevitabile che si arrivasse a tirar fuori quello che è forse il più amato, il primo film d'animazione a ricevere una candidatura anche come miglior film, una fiaba che ha saputo conquistare il cuore di grandi e piccoli grazie a personaggi indimenticabili e musiche travolgenti.
I precedenti live action sono stati parecchio altalenanti, ma non sono mancate piacevoli sorprese come la Cenerentola di Branagh e soprattutto Il Libro della Giungla, uno dei film migliori del 2016 per come aveva saputo unire il classico Disney con le atmosfere e i richiami dei romanzi originali.

Il tono in questo caso è totalmente diverso e si intuisce già dalla scelta di Bill Condon alla regia, ottimo mestierante ma sicuramente non un autore dall'impronta subito riconoscibile.
Si è puntato tutto sul cast, con un nome come quello di Emma Watson a fare da traino e intorno a lei quanto di meglio il cinema britannico può offrire, e la cosa ha funzionato. Se la Watson, pur con una certa macchinosità espressiva non sempre convincente, riesce a dare freschezza alla sua Belle e a richiamare pubblico in sala, Kevin Kline è un fantastico Maurice e Dan Stevens fa un ottimo lavoro e dona profondità e malinconia agli occhi della Bestia. Il cast di contorno è eccellente, da Ewan McGregor a Ian McKellen fino a Emma Thompson, anche se purtroppo il doppiaggio italiano fa perdere le loro interpretazioni vocali. A sorprendere davvero sono Luke Evans, nel ruolo di un meraviglioso Gaston, e Josh Gad, in quello di Le Tont. I due hanno una chimica straordinaria e una grandissima presenza scenica, in particolare Evans si prende letteralmente la scena a ogni sua apparizione.

Il film ricalca praticamente con fedeltà assoluta il classico d'animazione, riproducendone ambientazione, musiche e persino inquadrature, inserendo qua e là piccole differenze che riescono a farsi apprezzare per il tentativo di approfondimento dei personaggi secondari.

La prima mezz'ora non convince appieno a risulta fin troppo macchinosa nel voler riproporre esattamente quanto già si era visto nel 1991, anche perché la Watson non riesce a emozionare come aveva fatto la sua controparte animata. Ma dalla Canzone di Gaston in poi il ritmo aumenta fino a esplodere totalmente quando il punto clou della prima metà di film arriva: Stia con noi, iconico pezzo cantato dagli oggetti animati del castello, è un tripudio di musica, coreografia e soprattutto scenografia da togliere il fiato. È il castello, infatti, la vera star del film: cupo, decadente, ma pieno di vita, con oggetti animati in CGI perfetti e dalla personalità irresistibile. Ogni ambiente sembra uscire direttamente dalla versione animata, ma è ancora più bello e lo stesso vale per i costumi seicenteschi, che creano un'aura magica fin dal prologo. Le musiche di Alan Menken fanno il resto, stimolando la nostalgia nello spettatore più anziano, a cominciare dal tema principale richiamato più e più volte.

Operazione di marketing e film nostalgia, La Bella e la Bestia va visto con la mente sgombra e il cuore aperto, senza troppe pretese, senza ragionare troppo. Non sarà mai come l'originale Classico Disney, né vuole esserlo, ma è l'esempio perfetto di come un classico Disney possa prendere vita davanti ai nostri occhi.

martedì 18 febbraio 2014

Saving Mr. Banks - la Recensione

Wind's in the east, mist coming in
Like something is brewing, about to begin
Can't put my finger on what lies in store
I fear what's to happen all happened before...

Un mare di nuvole, una melodia familiare e delle parole impresse nella mente e nel cuore di ognuno di noi. Così si apre il travagliato viaggio (durato ben 14 anni) di Pamela Lyndon Travers per la salvaguardia della sua più importante creatura letteraria: Mary Poppins.

Di film che narrano la realizzazioni di grandi classici della settima arte ce ne sono molti, da L'ombra del Vampiro, che racconta la realizzazione di Nosferatu del 1922, al più recente Hitchcock, che analizza la nascita di Psyco del 1960, questo fortunatamente conferma una grande curiosità da parte del pubblico riguardo la genesi di grandi cult del cinema mondiale, e quindi ecco arrivare anche Saving Mr. Banks, nuova opera basata sulla realizzazione di una grande icona cinematografica, "Mary Poppins", firmata da John Lee Hancock, regista/sceneggiatore di film come The Blind Side e co-sceneggiatore del prossimo colossal fantasy Disney Maleficent.

Nonostante il grande successo di critica e pubblico avuto con The Blind Side, possiamo dire che Saving Mr. Banks potrebbe essere l'opera più completa e matura di Hancock. Il regista infatti riesce a giostrare con grande occhio e grande intelligenza l'anima del progetto, regalando, anche grazie alla bravura degli interpreti, un grande film.

Struggente ed estremamente interessante, Saving Mr. Banks ci trasporta nella storia e nella vita della scrittrice australiana Pamela Travers, facendoci volare tra presente (inteso come il 1961, anno in cui la scrittrice andò ad Hollywood per incontrare Walt Disney per parlare del film basato sul suo più celebre romanzo) e passato, ricostruendo con molta intelligenza il quadro psicologico della scrittrice. Come appena detto, la ricostruzione del pensiero della Travers è intelligente, perché non è immediato, lo spettatore riuscirà a collegare tutti i pezzi della storia e ne rimarrà felicemente sorpreso, costruzione degna di nota visto che ultimamente molte opere risultano molto didascaliche e quindi molto spesso fastidiose, facendo sentire lo spettatore uno "stupido". Con grande gioia posso dire che Saving Mr. Banks non è così.

La totale riuscita del film è anche attribuibile alle grandi interpretazioni, in primis Emma Thompson, nei panni della "difficile" scrittrice australiana, riesce perfettamente a immergere lo spettatore nella sua testa, pur non facendo dimenticare mai la sua natura ostile e a volte discutibile. Tom Hanks, un bizzarro Walter Elias Disney molto paterno e incarnazione dello spettatore nel film, poi Paul Giamatti, Jason Schwartzman, B.J. Novak, che pur avendo parti ristrette riescono a tener un tono molto alto per tutta la pellicola. E infine Colin Farrell, nelle vesti inedite del padre della giovane Travers, una vera sorpresa.

Degni di nota anche tutti i reparti tecnici: scenografia, fotografia, costumi, montaggio e soprattutto colonna sonora, firmata da Thomas Newman (Wall-E, Skyfall, The Help, ecc..) che, oltre a creare la giusta atmosfera anni '60, riesce a stupire grazie alla rivisitazione in chiave melodica di qualche classica canzone dei classici animati Disney (oltre a Mary Poppins ovviamente).

I dialoghi sono importanti in ogni film, ma in Saving Mr. Banks sono la fondamentale chiave di volta che pone questo progetto al di sopra degli altri del suo genere.


giovedì 5 dicembre 2013

'Her', di Spike Jonze, è il miglior film dell'anno secondo la National Board of Review

La National Board of Review ha "eletto" il film 'Her' di Spike Jonze come il migliore del 2013.

La NBR ha stilato anche una lista dei migliori titoli dell'anno: film, film stranieri, documentari e film indipendenti.

Ecco i vincitori:

Best Film:  HER
Best Director: Spike Jonze, HER
Best Actor: Bruce Dern, NEBRASKA
Best Actress: Emma Thompson, SAVING MR. BANKS
Best Supporting Actor: Will Forte, NEBRASKA
Best Supporting Actress: Octavia Spencer, FRUITVALE STATION
Best Original Screenplay: Joel and Ethan Coen, INSIDE LLEWYN DAVIS
Best Adapted Screenplay: Terence Winter, THE WOLF OF WALL STREET
Best Animated Feature: THE WIND RISES
Breakthrough Performance: Michael B. Jordan, FRUITVALE STATION
Breakthrough Performance: Adele Exarchopoulos, BLUE IS THE WARMEST COLOR
Best Directorial Debut: Ryan Coogler, FRUITVALE STATION
Best Foreign Language Film:  THE PAST
Best Documentary: STORIES WE TELL
William K. Everson Film History Award: George Stevens, Jr.
Best Ensemble:  PRISONERS
Spotlight Award: Career Collaboration of Martin Scorsese and Leonardo DiCaprio
NBR Freedom of Expression Award: WADJDA
Creative Innovation in Filmmaking Award: GRAVITY

Ecco invece le liste (titoli in ordine alfabetico):

Top Films
12 YEARS A SLAVE
FRUITVALE STATION
GRAVITY
INSIDE LLEWYN DAVIS
LONE SURVIVOR
NEBRASKA
PRISONERS
SAVING MR. BANKS
THE SECRET LIFE OF WALTER MITTY
THE WOLF OF WALL STREET

Top 5 Foreign Language Films
BEYOND THE HILLS
GLORIA
THE GRANDMASTER
A HIJACKING
THE HUNT

Top 5 Documentaries
20 FEET FROM STARDOM
THE ACT OF KILLING
AFTER TILLER
CASTING BY
THE SQUARE

Top 10 Independent Films
AIN’T THEM BODIES SAINTS
DALLAS BUYERS CLUB
IN A WORLD…
MOTHER OF GEORGE
MUCH ADO ABOUT NOTHING
MUD
THE PLACE BEYOND THE PINES
SHORT TERM 12
SIGHTSEERS
THE SPECTACULAR NOW

venerdì 14 giugno 2013

Date e aggiornamenti sui film Disney dei prossimi anni

La Walt Disney Pictures ha comunicato aggiornamenti e modifiche sulle date d'uscita dei film in programma fino al 2017, titoli Marvel e Pixar compresi.

- il film fantascientifico di Brad Bird, 'Tomorrowland', scritto da Damon Lindelof con George Clooney e Hugh Laurie , uscirà il 12 dicembre 2014 negli USA;

- 'Into the Woods', musical diretto da Rob Marshall, uscirà il 25 dicembre 2014. Super cast con Meryl Streep e Johnny Depp, e con Christine Baranski, Chris Pine, Jake Gyllenhaal e Emily Blunt ancora in forse;

- 'Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day', con Steve Carell e Jennifer Garner, uscirà il 10 ottobre 2014;

- annunciati due nuovi film Marvel ancora senza titolo. Il primo fissato al 6 maggio 2016 e il secondo il 5 maggio 2017. Aperte mille ipotesi, da un film su Hulk e uno su Dottor Strange a nuovi capitoli di Thor, Captain America e Iron Man 4 (con o senza Robert Downey Jr.);

- cambio di titolo per il sequel dei Muppet, non si chiamerà 'The Muppet's... Again' ma 'Muppets Most Wanted'. L'uscita è fissata per il 1 marzo 2014;

- 'The Hundred-Foot Journey', di Lasse Hallestrom, tratto dal best seller di Richard Morais e prodotto da Oprah Winfrey e Steven Spielberg (con la DreamWorks), uscirà l’8 agosto 2014;

- annunciato il sequel di 'Planes', spin off di 'Cars', s'intitolerà 'Planes: Fire & Rescue', sarà in 3D, e uscirà in sala dal 18 luglio 2014;

- uscita strategica per la stagione dei premi per 'Saving Mr. Banks', con Tom Hanks nei panni di Walt Disney e Emma Thompson in quelli dell'autrice di Mary Poppins, il film uscirà il 13 dicembre in copie limitate, per poi allargarsi a tutti i cinema il 20 dicembre.

Dunque ancora nessuna novità ufficiale sulla nuova trilogia di 'Star Wars'.

Frra

sabato 23 febbraio 2013

'Beautiful Creatures - La Sedicesima Luna' - la recensione

Dopo la fortunata (sfortunata) 'Twilight Saga' il mondo è alla ricerca di una storia che la sostituisca o che prenda le redini del fantasy per ragazzi. L'avrà trovata con 'Beautiful Creatures'? Penso di no, anche perché fortunatamente è meglio della saga "vampiresca".

Parliamoci chiaro, il film non è sicuramente il più bello del suo genere però rientra in una fascia qualitativa media che non offre scintillati interpretazioni e novità stilistiche, e il bello forse è proprio questo, non vuole proporre nulla di ciò, non è un progetto presuntuoso ma sincero. 

Possiamo storcere il naso solo per due cose fondamentalmente: il montaggio senza criterio, e una sceneggiatura a tratti banale e ripetitiva (dopo il gran maestro 'Twilight'). Per il resto è tutto molto modesto e l'unica cosa che spicca in positivo (rispetto a gli altri del genere) sono i costumi e le scenografie particolari (anche se non sempre) e molto spesso intriganti.

Il cast è indubbiamente di alto livello, Jeremy Irons, Emma Thompson, Viola Davis, Emmy Rossum e i due giovani protagonisti semi semi-sconosciuti Alden Ehrenreich e Alice Englert che nonostante tutto se la cavano molto bene.
Il "contorno" come già detto è modesto ma di buon effetto (effetti visivi inclusi) e in definitiva posso dire che un pochino mi ha colpito, mi aspettavo un clone di 'Twilight' e fortunatamente le mie aspettative sono state distrutte.

Modesto, sincero e godibile ma niente di entusiasmante.


Mat