Visualizzazione post con etichetta Keira Knightley. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Keira Knightley. Mostra tutti i post

domenica 26 marzo 2023

Lo Strangolatore di Boston - la recensione

È uscito da pochi giorni direttamente su Disney+, Lo Strangolatore di Boston, crime movie con Keira Knightley e Carrie Coon protagoniste.

Boston, anni '60, la vita quotidiana della città viene sconvolta da una serie di omicidi, le vittime sono tutte donne, soprattutto anziane, e la modalità dell'uccisione è sempre la stessa: un uomo che si presenta alla porta, con una scusa convince la donna a farlo entrare, la uccide in modo brutale profanandone il corpo, e poi sparisce nel nulla. Una serie di omicidi che la polizia e la stampa trattano singolarmente, non avendo ancora la mentalità per indagare la figura del "serial killer". La prima a rendersi conto degli elementi in comune tra gli omicidi è Loretta McLaughlin (K.Knightley), giornalista di costume che aspira alla cronaca, ma essendo donna non viene presa sul serio. Affiancata dalla collega Jean Cole (C.Coon), Loretta riuscirà a collegare gli omicidi tra loro, a trovare dei sospettati, a mettere all'angolo una polizia poco collaborativa, e a portare in prima pagina quello che verrà per sempre chiamato "Lo Strangolatore di Boston".

Per quanto il titolo richiami a una figura maschile, Lo Strangolatore di Boston di Matt Ruskin è un film che mette al centro due giornaliste che cercano di farsi strada in un mondo prettamente maschile e maschilista. Quella di Loretta McLaughlin e Jean Cole è una storia dal forte stampo femminista, due donne sulle tracce di un serial killer di donne, in un periodo storico in cui la figura femminile era relegata solo alla famiglia, mentre in campo giornalistico il loro compito si limitava alla recensione di elettrodomestici e al gossip. Il film ha il pregio di essere femminista senza essere stucchevole sull'argomento, senza inserire forzati momenti "girl power", ma semplicemente mettendo al centro della storia le due giornaliste e il loro lavoro.
Molto brave le due protagoniste. Keira Knightley si porta dietro la fama di attrice che a volte eccede in espressività (per dirla breve, una che fa le faccette), qui invece fa il lavoro opposto, gioca di sottrazione, di contenimento, piccoli gesti, micro espressioni, reazioni contenute, riuscendo ad essere molto solida e convincente. Stesso discorso per Carrie Coon, che alla sua Jean aggiunge anche un'aria di navigata esperienza.

Il film rientra nel filone dei crime movie, la ricostruzione delle indagini sullo Strangolatore non è perfetta, qualcosa è stato cambiato, ma nell'insieme risulta abbastanza accurata, così come la ricostruzione storica, soprattutto nelle fumose ambientazioni d'epoca, ma il film pecca nel ritmo, non riuscendo mai ad avere un vero picco emotivo. Non vediamo gli omicidi, li sentiamo soltanto, e aver deciso di non puntare troppo sulla la morbosità dell'atto dell'uccisione e dei corpi profanati non è necessariamente un male, ma una storia contorta e complessa come quella dello Strangolatore, piena di risvolti che portano a domande inquietanti che tirano in ballo più protagonisti, domande che ancora oggi non hanno risposta, avrebbe meritato un maggiore approfondimento e soprattutto maggiore tensione.

Guardando il film, l'associazione più immediata, per tematica e ambientazione giornalistica, è quella con Zodiac, ma Lo Strangolatore di Boston purtroppo non si avvicina al livello della pellicola di David Fincher, è comunque un buon film per una serata crime sul divano di casa, e per conoscere la storia di due giornaliste che aprirono la strada alle donne nel giornalismo investigativo.

-

sabato 23 marzo 2019

La conseguenza - la recensione

Diretto da James Kent e tratto dal romanzo del 2013 The Aftermath, scritto da Rhidian Brook, anche co-sceneggiatore, La Conseguenza mette in scena molteplici chiavi di lettura, dal melodramma al racconto di guerra.

Al centro della storia c'è Rachel, la moglie di un ufficiale inglese che, appena dopo la fine della Guerra, raggiunge il marito ad Amburgo, cercando faticosamente di riallacciare un rapporto in crisi a causa della tragica morte del figlio undicenne sotto i bombardamenti. Come nel più classico dei melò, Rachel intreccia una storia con Stefan Lubert, l'uomo nella cui casa i due coniugi si ritrovano a vivere. Lubert è vedovo, con una figlia adolescente e chiuso in se stesso, ma la tragedia condivisa fra i due è anche un punto di incontro per superare le divergenze e, forse, ritrovare se stessi.


La prima parte del film è sicuramente la più riuscita. Il parallelismo fra le macerie di una Amburgo distrutta, dove la polvere e la fame la fanno da padrone, e l'animo spezzato dal lutto dei due personaggi interpretati da Keira Knightley ed Alexander Skarsgard, è delicato ma intenso, oltretutto i due interpreti sono bravissimi nel lavorare di sottrazione, senza ostentare mai il dolore, ma giocando con gli sguardi e i piccoli gesti. Anche Jason Clarke, nel ruolo di un marito incapace di affrontare il proprio lutto e persino di parlarne apertamente con sua moglie, è fautore di un'ottima prova, completando un terzetto di attori da applausi.
La riflessione sulla guerra e sul nemico, che non è mai davvero tale a meno che non siamo noi stessi a dargli questo nome, è interessante. Si gioca molto sui grigi, sul quanto sia complicato distinguere nettamente giusto e sbagliato in una situazione che non si conosce a fondo, e da questo punto di vista il film è uno dei più interessanti racconti di guerra visti ultimamente, anche perché riesce a essere privo di retorica inutile.
La seconda parte invece soffre di un cambio di registro piuttosto repentino, concentrandosi totalmente sul melodramma e sul tema del lutto, mai realmente affrontato da nessuno dei tre personaggi principali.

Non si può certo parlare di uno scivolone, la storia è comunque scritta con grande maestria e molto tatto, con personaggi caratterizzati benissimo e dalla psicologia affatto banale, ma le premesse erano ben altre rispetto al, seppur ottimo, melò.

Probabilmente non è un film che rimarrà nella storia, non mantiene del tutto le promesse iniziali, ma alla fine non si esce delusi dalla visione, soprattutto se si è appassionati di melodrammi bellici.

venerdì 26 maggio 2017

Pirati dei Caraibi: la Vendetta di Salazar - la recensione

Dopo il quarto capitolo, diretto da Rob Marshall e rivelatosi una cocente delusione, era complicato approcciarsi a questo nuovo film della fortunata saga piratesca senza ansie e paure di sorta.
Se il trailer sembrava aver tranquillizzato molti, è anche vero che spesso i trailer ingannano e che la paura che la saga fosse ormai morta era tanta.

Ci pensa però l'incipit di questo nuovo film a spazzare via ogni dubbio: l'Olandese Volante emerge dal mare accompagnata dal classico tema scritto da Hans Zimmer (e qui ripresa da Geoff Zanelli) e un Will Turner ormai sempre più simile a Davy Jones parla con suo figlio Henry di maledizioni da spezzare e di Jack Sparrow.
Ci si sente improvvisamente meglio, la sensazione è quella che si provava nei primi tre capitoli, ma è ancora presto per cantare vittoria, una voce nella testa ci dice di stare allerta.
Vengono introdotti due nuovi personaggi: Henry Turner, figlio di Will Turner, e Carina Smith, una ragazza studiosa di astronomia e per questo accusata di essere una strega. I nuovi sembrano freschi e in sintonia, colpiscono già da subito al contrario di quanto avvenuto con i dimenticabili prete e sirena del film precedente. Si intravede un altro spiraglio di speranza e il tempo inizia a passare più velocemente, ma si continua a essere cauti, ad avere paura.

E poi, improvvisamente, con un'introduzione assurda, sopra le righe e divertentissima, sulla scena compare Jack Sparrow.
Johnny Depp è evidentemente nato per interpretare questo ruolo (tanto da non riuscire più a uscirne in moltissimi altri ruoli della sua carriera, che sembra comunque in ripresa) e vi si trova a suo agio come se non dovesse nemmeno recitare. Lui si diverte e si vede, ma la cosa più importante è che fa divertire lo spettatore, in una scena che riprende in più punti il primo, indimenticabile, film della saga e in quel momento, mentre Jack ubriaco e inseguito da guardie armate, la voce nella testa tace e ci si rilassa del tutto.

Jack Sparrow è indubbiamente l'anima del franchise, ma il contorno è altrettanto importante e a fare davvero la differenza rispetto al precedente film è il cattivo interpretato da Javier Bardem: Salazar è un personaggio carismatico e inquietante, visivamente particolare, un po' Davy Jones un po' Barbossa, e funziona alla perfezione all'interno della storia e della ricerca dell'oggetto magico che non manca mai in questa saga, nel caso specifico il Tridente di Poseidone.
E a proposito di Barbossa (un sempre magnifico Geoffrey Rush), non manca di certo il suo personaggio ed è davvero interessante la sua storyline e il suo approfondimento, un personaggio sempre al limite, cattivo ma mai del tutto, unico che riesce a essere alla pari di Depp e del suo Sparrow.
Un film che scava nel passato: nel passato di Barbossa, ma soprattutto in quello di Jack (ancora una volta assistiamo all'incredibile ringiovanimento di un attore grazia alla CGI), in cui Salazar ha avuto un ruolo passeggero ma fondamentale nel fare di lui ciò che è oggi, dai pendagli al cappello e soprattutto alla sua famosa bussola, è tutto iniziato con Salazar.
Il richiamo alle origini è fortissimo e si percepisce in ogni scena, ma quando la Perla Nera compare sullo schermo, accompagnata dal tema principale, non si può fare a meno di sentire un brivido.
Ma non è solo nostalgia, è qualcosa di diverso, un ritorno alle origini come temi, la chiusura di un cerchio (il finale in questo è esplicativo e commovente, se si è fan della prima ora sarà difficile non versare nemmeno una lacrima) e un nuovo inizio, evidentemente nella speranza di dare vita a una nuova trilogia, come suggerisce il cliffhanger contenuto nella scena post-credits.

Alla fine ci si sente sollevati e divertiti, forse commossi e scombussolati. Certo, non c'è quel senso di meraviglia che accompagnava la visione de La Maledizione della Prima Luna, che probabilmente sarà irripetibile, anche perché era totalmente nuovo e inaspettato, ma sicuramente la sensazione di riaver avuto indietro qualcosa di familiare a amato che ci era stato tolto.
Tranquilli, si può far finta che il quarto film della saga non sia mai esistito (d'altronde lo fanno anche Ronning e Sandberg, i due registi norvegesi di questo film) e godersi La Vendetta di Salazar, che è divertentissimo. Per fortuna.

Chiara

domenica 23 aprile 2017

Giornata Mondiale del Libro - Quando il libro diventa film

Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e quello tra letteratura e cinema è un connubio inevitabile, non si contano i film che vengono tratti da libri, in modo più o meno fedele e in modo più o meno riuscito. Spesso un film può offrire il giusto stimolo per andare a recuperare il libro da cui è tratto, e viceversa ovviamente.

Ecco cinque titoli di trasposizioni cinematografiche fatte nel modo giusto.

Il Signore degli Anelli

Opera letteraria fantasy mastodontica da cui è stata tratta una altrettanto mastodontica trilogia di film. Peter Jackson forse è riuscito nell'impossibile, portare sul grande schermo il complesso mondo fantastico creato da J.R.R. Tolkien, rimanendo piuttosto fedele al testo originale. Il risultato è stato quello di una trilogia cinematografica che ha convinto tutti, fan dei libri e non, critici e pubblico. I tre film de Il Signore degli Anelli sono la trilogia più premiata della storia del Cinema, con 30 nomination agli Oscar e ben 17 statuette vinte.

Ragione e Sentimento

Più o meno i libri di Jane Austen sono stati portati tutti sul grande schermo, tra le trasposizioni più riuscite, senza dubbio c'è il film Ragione e Sentimento del 1995, diretto da Ang Lee. Grande cast, una ricostruzione perfetta, elegante e molto fedele al romanzo originale. La sceneggiatura è stata scritta da Emma Thompson, protagonista del film, che si è guadagnata anche un meritato Oscar per la migliore sceneggiatura (1996).

Via col Vento

Un grande classico del Cinema, colossal drammatico datato 1939, vincitore di 10 Oscar, con delle meravigliose performance degli attori, su tutti quella di Vivien Leigh nel ruolo mitico di Rossella O'Hara. Tratto dal libro di Margaret Mitchell, che vinse il Premio Pulitzer nel 1937, il film non è fedelissimo rispetto all'opera originale ma è una splendida trasposizione.

Espiazione

Film del 2007, diretto da Joe Wright, è una trasposizione molto fedele del bel libro di Ian McEwan (2003). Un dramma romantico che commuove ed emoziona, grazie anche a un cast in stato di grazia: James McAvoy, Keira Knightley, Saoirse Ronan, Romola Garai e Vanessa Redgrave. Davvero impossibile non emozionarsi.

Animali Notturni

Quello di Tom Ford è stato uno dei titoli più importanti del 2016. Basato sul romanzo Tony & Susan di Austin Wright (1993), un libro per niente facile da adattare ma Tom Ford, autore anche della sceneggiatura, con un ottimo lavoro è riuscito a rimanere piuttosto fedele alla struttura del libro. Il film inoltre si avvale di un ottimo cast, con una straordinaria Amy Adams, Jake Gyllenhaal, e Aaron Taylor-Johnson, vincitore del Golden Globe 2017 come migliore attore non protagonista.

mercoledì 29 luglio 2015

Venezia 72: il programma completo

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival del Cinema di Venezia.
Ben 4 i film italiani in concorso: Marco Bellocchio con Sangue del mio Sangue, Luca Guadagnino con A Bigger Splash (nel cui cast spiccano Tilda Swinton e Ralph Fiennes, Giuseppe Gaudino con Per Amor Vostro e l'esordiente Piero Messina con L’Attesa.
Spicca anche il nuovo film di Tom Hooper The Danish Girl, con il premio oscar Eddie Redmayne, film che fa già parlare di sè per il tema trattato (Redmayne interpreterà infatti una delle prime persone a cambiare sesso), e Beasts of No Nation di Cary Fukunaga, film d'animazione con Idris Elba.
Molto interessante anche i fuori concorso, con l'anteprima mondiale di Everest, film d'apertura dal cast importante (Jake Gyllenhaal, Keira Knightley e Robin Whright su tutti), Spotlight con Mark Ruffalo, Black Mass di Scott Cooper con le star Johnny Depp e Benedict Cumberbatch e il corto di Martin Scorsese The Audition, con Leonardo di Caprio e Brad Pitt.

Ecco il programma completo della rassegna giunta alla sua 72esima edizione che, ricordiamo, si terrà dal 2 al 12 Settembre.

CONCORSO

EMIN ALPER – ABLUKA (FRENZY)
Turchia, Francia, Qatar, 114′
Mehmet Özgür, Berkay Ates

LAURIE ANDERSON – HEART OF A DOG
Usa, 75′
Laurie Anderson

MARCO BELLOCCHIO – SANGUE DEL MIO SANGUE
Italia, Francia, Svizzera, 106′
Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Lydiya Liberman, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher, Federica Fracassi, Filippo Timi

SUE BROOKS – LOOKING FOR GRACE
Australia, 97′
Richard Roxburgh, Radha Mitchell, Odessa Young, Terry Norris, Harry Richardson

DRAKE DOREMUS – EQUALS
Usa, 101′
Kristen Stewart, Nicholas Hoult, Guy Pearce, Jacki Weaver

ATOM EGOYAN – REMEMBER
Canada, Germania, 95′
Christopher Plummer, Martin Landau, Dean Norris, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven

CARY FUKUNAGA – BEASTS OF NO NATION
Usa, 133′
Idris Elba

GIUSEPPE M. GAUDINO – PER AMOR VOSTRO
Italia, Francia, 110′
Valeria Golino, Massimiliano Gallo, Adriano Giannini

XAVIER GIANNOLI – MARGUERITE
Francia, Repubblica Ceca, Belgio, 127′
Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide

AMOS GITAI – RABIN, THE LAST DAY
Israele, Francia, 153′
Ischac Hiskiya, Pini Mitelman, Michael Warshaviak, Einat Weizman, Rotem Keinan, Yogev Yefet, Yael Abecassis

LUCA GUADAGNINO – A BIGGER SPLASH
Italia, Francia, 120′
Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti

OLIVER HERMANUS – THE ENDLESS RIVER
Sud Africa, Francia, 108′
Nicolas Duvauchelle, Crystal-Donna Roberts, Clayton Evertson, Darren Kelfkens, Denise Newman

TOM HOOPER – THE DANISH GIRL
Regno Unito, Usa, 120′
Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Amber Heard, Sebastian Koch, Ben Whishaw, Matthias Schoenaerts

CHARLIE KAUFMAN, DUKE JOHNSON – ANOMALISA
Usa, 90′
(animazione)
Jennifer Jason Leigh, David Thewlis, Tom Noonan

ZHAO LIANG – BEHEMOTH
Cina, Francia, 95′
(documentario)

PIERO MESSINA – L’ATTESA
Italia, Francia, 100′
Juliette Binoche, Lou de Laâge, Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Antonio Folletto, Giovanni Anzaldo

JERZY SKOLIMOWSKI – 11 MINUT (11 MINUTES)
Polonia, Irlanda, 81′
Richard Dormer, Paulina Chapko, Wojciech Mecwaldowski, Dawid Ogrodnik, Andrzej Chyra

ALEKSANDR SOKUROV – FRANCOFONIA
Francia, Germania, Paesi Bassi, 87′
Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath

PABLO TRAPERO – EL CLAN
Argentina, Spagna, 108′
Guillermo Francella, Peter Lanzani

LORENZO VIGAS – DESDE ALLÁ
Venezuela, Messico, 93′
Alfredo Castro, Luis Silva

CHRISTIAN VINCENT – L’HERMINE
Francia, 98′
Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen

FUORI CONCORSO

EVGENY AFINEEVSKY – WINTER ON FIRE
Ucraina, 85′
(documentario)

DANIEL ALFREDSON – GO WITH ME
Usa, Canada, Svezia, 90′
Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Alexander Ludwig, Hal Holbrook, Steve Bacic, Lochlyn Munro

YANN ARTHUS-BERTRAND – HUMAN
Francia, 188′
(documentario)

NOAH BAUMBACH, JAKE PALTROW – DE PALMA
Usa, 109′
(documentario)

AMY BERG – JANIS
Usa, 115′
(documentario)

CLAUDIO CALIGARI – NON ESSERE CATTIVO
Italia, 100′
Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei

SCOTT COOPER – BLACK MASS
Usa, 122′
Johnny Depp, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Kevin Bacon

HU GUAN – LAO PAO ER (MR SIX)
Cina, 135′
Feng Xiaogang

BALTASAR KORMÁKUR – EVEREST [FILM D’APERTURA]
Regno Unito, USA, 122′
Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright,  Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson, Jake Gyllenhaal

SERGEI LOZNITSA – SOBYTIE (THE EVENT)
Paesi Bassi, Belgio, 74′
(documentario)

ORIZZONTI

HIWOT ADMASU GETANEH – NEW EYES [CORTOMETRAGGI]
Francia, Germania, 11′
Selam Fikadu, Berite Eshetu, Surafel Tsegaye, Feven Teshome

MERZAK ALLOUACHE – MADAME COURAGE
Algeria, Francia, Emirati Arabi Uniti, 90′
Adlane Djemil, Lamia Bezouaoui, Leïla Tilmatine, Abdellatif Benahmed, Mohamed Takerret

GIOVANNI ALOI – E.T.E.R.N.I.T. [CORTOMETRAGGI]
Francia, 14′
Ali Salhi, Serena Grandi

JOKO ANWAR – A COPY OF MY MIND
Indonesia, Corea del Sud, 116′
Tara Basro, Chicco Jerikho

MARIANA ARRIAGA – EN DEFENSA PROPIA [CORTOMETRAGGI]
Messico, 14′
Mauricio Isaac, Emilio Echevarría

KARIM BOUKERCHA – VIOLENCE EN RÉUNION [CORTOMETRAGGI]
Francia, 15′
Vincent Cassel

ALBERTO CAVIGLIA – PECORE IN ERBA
Italia, 85′
Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Bianca Nappi, Mimosa Campironi, Lorenza Indovina, Omero Antonutti

SAMUEL COLLARDEY – TEMPÊTE
Francia, 89′
Dominique Leborne, Mailys Leborne, Mattéo Leborne

BRADY CORBET – THE CHILDHOOD OF A LEADER
Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia, 113′
Liam Cunningham, Bérénice Bejo, Stacy Martin, Yolande Moreau, Tom Sweet, Robert Pattinson

RENATO DE MARIA – ITALIAN GANGSTER
Italia, 87′
Andrea Di Casa, Paolo Mazzatelli, Luca Micheletti, Aldo Ottobrino, Sergio Romano, Francesco Sferrazza Papa

KEVIN JEROME EVERSON – IT SEEMS TO HANG ON [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
Lynnette Freeman, Ricky Goldman

VAHID JALILVAND – CHAHARSHANBEH, 19 ORDIBEHESHT (WEDNESDAY, MAY 9)
Iran, 102′
Niki Karimi, Amir Aghaee, Shahrokh Forootanian, Vahid Jalilvand

SHEN JIE – HOU (MONKEY) [CORTOMETRAGGI]
Cina, 5′
(animazione)

YAELLE KAYAM – MOUNTAIN
Israele, 83′
Shani Klein, Avshalom Pollak, Haitham Ibrahem Omar

TOBIAS LINDHOLM – KRIGEN (A WAR)
Danimarca, 115′
Pilou Asbæk, Tuva Novotny

VETRI MAARAN – VISAARANAI (INTERROGATION)
India, 106′
Dinesh Ravi, Samuthira Kani, Murugadas Periyasamy

JAKE MAHAFFY – FREE IN DEED
Usa, Nuova Zelanda, 98′
David Harewood, Edwina Findley

GABRIEL MASCARO – BOI NEON
Brasile, Uruguay, Paesi Bassi, 101′
Juliano Cazarré, Maeve Jinkings, Aline Santana, Carlos Pessoa, Vinicíus de Oliveira

DITO MONTIEL – MAN DOWN
Usa, 92′
Shia LaBeouf, Kate Mara, Jai Courtney, Gary Oldman

HADAR MORAG – LAMA AZAVTANI (WHY HAST THOU FORSAKEN ME?)
Israele, Francia, 94′
Muhammad Daas, Yuval Gurevich

ALY MURITIBA, MARJA CALAFANGE – TARÂNTULA [CORTOMETRAGGI]
Brasile, 20′
Malu Zanetti Domingues, Luma Domingues Zanetti, Giuly Biancato, Ana Clara Fischer

SEBASTIÁN MURO – 55 PASTILLAS [CORTOMETRAGGI]
Argentina, 13′
Fidel Cuello Vitale Valentina Britos Camilo Cuello Vitale Guillermo Tkach

ELNURA OSMONALIEVA – SEIDE [CORTOMETRAGGI]
Kirghizistan, 15′
Kaliman Kalybek Kyzy, Kanat Abdrakhmanov, Razha Alieva

CRISTINA PICCHI – CHAMP DES POSSIBLES [CORTOMETRAGGI]
Canada, 13′
(documentario)

RODRIGO PLÁ – UN MONSTRUO DE MIL CABEZAS
Messico, 75′
Jana Raluy, Emilio Echevarría, Sebastián Aguirre, Hugo Albores

ANITA ROCHA DA SILVEIRA – MATE-ME POR FAVOR
Brasile, Argentina, 101′
Valentina Herszage, Mari Oliveira, Júlia Roliz, Dora Freind, Bernardo Marinho, Vitor Mayer

NICOLAS SAADA – TAJ MAHAL
Francia, Belgio, 89′
Stacy Martin, Louis-Do de Lencquesaing, Gina McKee, Alba Rohrwacher

IVAN SALATIC – DVORIŠTA (BACKYARDS) [CORTOMETRAGGI]
Montenegro, 20′
Marko Stibohar, Luka Petrone, Sara Kosovac

WICHANON SOMUMJARN – JER GUN MUER RAO JER GUN (THE YOUNG MAN WHO CAME FROM THE CHEE RIVER) [CORTOMETRAGGI]
Thailandia, 16′
Yingyong Wongtakee, Teerana Khareram

DUBRAVKA TURIC – BELLADONNA [CORTOMETRAGGI]
Croazia, 18′
Aleksandra Naumov, Nada Ðurevska, Lana Baric, Anita Matkovic

DAVID VICTORI – ZERO [CORTOMETRAGGI – FUORI CONCORSO]
Usa, Regno Unito, Spagna, Messico, 28′
Joe Eggold, Felix Avitia, David Atkinson

JULIAN WAYSER – OH GALLOW LAY [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
John Robinson, Jason Ritter, Kelsey Sanders, Andoni Anastasse

YORGOS ZOIS – INTERRUPTION
Grecia, Francia, Croazia, 109′
Alexandros Vardaxoglou, Maria Kallimani, Alexia Kaltsiki, Christos Stergioglou, Maria Filini

lunedì 16 febbraio 2015

[Oscar 2015] The Imitation Game - la recensione


Nel bene o nel male, tutti noi più o meno conosciamo la storia del matematico inglese Alan Turing, colui che decifrò il codice ENIGMA e gettò le basi che diedero poi vita alla tecnologia. The Imitation Game, con una scolastica eleganza racconta questo, la storia di un uomo, incompreso ma geniale.

Tra presente e passato, la pellicola di Morten Tyldum cerca di farci entrare nella testa e nell'anima del genio di Turing, brillantemente interpretato da un sempre adeguato Benedict Cumberbatch.
La chiave nascosta nel passato del matematico rivelerà una natura dell'uomo più emotiva, mettendosi così in contrapposizione con quella “fredda” e indecifrabile del Turing che è diventato. Una natura omosessuale che non prevale su nulla ed anzi, aiuterà ad entrare in empatia con lui, fino alla fine.

La decifrazione del codice ENIGMA rimane comunque in primo piano grazie ad una costruzione della pellicola elegante e pulita: tutto viene scandito da una splendida colonna sonora composta da Alexandre Desplat che non dimentica mai l'elemento fondamentale del tutto, ovvero il tempo.

Non ci sono grandi difetti in The Imitation Game, ma se proprio dobbiamo trovare un elemento instabile lo possiamo individuare nella regia “televisiva”, aggettivo che oggi, più che in qualsiasi altro momento è sinonimo di qualità in ogni caso, quindi dipende tutto dall'occhio e dal gusto dello spettatore pagante. Forse l'unica nota negativa di tutta la pellicola la possiamo trovare nelle bislacche e stoppose ricostruzioni di sequenze legate alla brutalità della guerra, delle piccole virgole fuori posto che non aggiungo nulla alla narrazione e alla comprensione della pellicola.

The Imitation Game è un emozionante corsa contro il tempo che non si eleva in partenza a “capolavoro” ma cerca di raccontare nella maniera più adeguata una storia vera.

mercoledì 20 febbraio 2013

'Anna Karenina' - la recensione

Joe Wright è un regista che ci sa fare quando si parla di adattare un grande romanzo. Lo aveva dimostrato sia con Orgoglio e Pregiudizio sia con Espiazione, entrambi con protagonista Keira Knightley.
Ci riprova con uno dei più grandi romanzi della letteratura russa, Anna Karenina, forse più difficile da trasporre dei precedenti, ma in un certo senso anche quello più riuscito.


La prima cosa che colpisce del film è l'originalità visiva: una storia dalle location variegate e lontane interamente racchiusa in un unico teatro in cui le pareti sembrano divenire sempre più numerose e gli spazi sempre più angusti e claustrofobici man mano che la vita di Anna diviene insopportabile. Una scelta che colpisce e che dona al film un tocco insolito e allo spettatore una delle sequenza d'apertura più belle della storia del cinema.
I costumi curatissimi e sfarzosi, contrapposti agli ambienti chiusi, sono un vero tocco da maestro, ma ormai Wright ci ha abituato ad una messa in scena di questo tipo e non sorprende più.
Quello che sorprende è invece la crescita straordinaria di un'attrice come la Knightley, diventata sempre più matura di film in film e che dà qui una prova intensissima. La sua Anna è passionale e allo stesso tempo fredda come il ghiaccio e lei è bravissima a reggere i numerosi primi piani che il regista le riserva.
Inutile tornare sulla bravura di Jude Law, marito diviso dall'amore e dall'odio, attore troppo spesso sottovalutato e considerato esclusivamente un belloccio, capace invece di esprimere emozioni con un solo sguardo e per di più in grado di passare con disinvoltura attraverso ruoli molto diversi tra loro.
Purtroppo Aaron Johnson non regge il confronto e le scene in cui è solo con la Knightley sono impietose, tanto che ci si chiede più di una volta dove risieda il tanto decantato fascino di Aleksej, uomo che riesce a far innamorare di sé tutte le donne di Mosca.

Joe Wright dirige con tocco autoriale e lucida maestria un adattamento di un classico che probabilmente diverrà esso stesso un classico, film che sorprende per impatto visivo ed emoziona nella sua struggente ed intensa ineluttabilità.

*Chiara*

venerdì 4 gennaio 2013

'Cercasi Amore per la Fine del Mondo' - la recensione

Il 17 gennaio arriverà sui nostri schermi il film 'Cercasi Amore per la Fine del Mondo', con Steve Carrell e Keira Knightley protagonisti.

Un asteroide sta per colpire la Terra, l'umanità è ormai alla fine e quando anche l'ultimo tentativo per salvare il pianeta fallisce la moglie di Dodge lo abbandona. La reazione di Dodge è composta mentre il mondo sta scendendo sempre più nel baratro, vivendo nella follia e nella disperazione le ultime due settimane che gli restano. Dodge decide di partire alla ricerca della sua prima fidanzata, il suo grande amore. Ad accompagnarlo, Penny, semisconosciuta e stralunata vicina di casa, che vorrebbe tanto rivedere la sua famiglia prima della fine.

'Cercasi Amore per la Fine del Mondo' potrebbe rientrare nella categoria delle commedie indipendenti americane ma non lasciatevi ingannare dal trailer o dalla presenza di Steve Carrell, il film non fa ridere, strappa qualche amaro sorriso ma non è un film comico. Diretto da Lorene Scafaria, il film è delicato, sentimentale e romantico senza risultare mai zuccheroso, sceglie la via della semplicità. C'è un alone di tristezza che pervade tutto il film per la consapevolezza che l'amore e l'amicizia che vediamo nascere hanno inevitabilmente le ore contate. C'è poco tempo per i due protagonisti, poco tempo per fare tutto, eppure non è mai troppo tardi per innamorarsi. Allo stesso tempo il film riflette, soprattutto nella prima parte, sul comportamento dell'uomo medio, consapevole che gli rimangono due settimane di vita, e il modo in cui viene ritratto non è affatto rassicurante ma tristemente credibile.

Sorprende positivamente la coppia Carrell-Knightley. Steve Carrell, qui molto misurato, dimostra (ma dopo 'Little Miss Sunshine' non ce n'era bisogno) di essere un attore di grande sensibilità oltre ad essere uno capace di farti sorridere anche con una leggera smorfia. Molto brava Keira Knightley, deliziosa e ingenua, in un genere in cui non siamo abituati a vederla, se la cava egregiamente, anche la sua è un'interpretazione di grande sensibilità, e in lingua originale rende molto di più. I due insieme funzionano benissimo. Onore anche a Martin Sheen, attore talmente esperto da risultare incisivo anche con poco spazio. Bella la colonna sonora.

Alla fine del film si resta con un senso di malinconia e tristezza, forse avrebbero potuto regalare qualche momento di leggerezza in più, non che il film sia pesante ma quel meteorite che incombe sulla Terra e sui protagonisti lo avverte anche lo spettatore, qualche sorriso in più non avrebbe fatto male e in questo modo si sarebbe sfruttato a pieno il potenziale di Steve Carrell.

Negli Stati Uniti il film è uscito quando ancora c'era la "paura" per la profezia Maya, ora che il 21/12 è passato e siamo tutti vivi e vegeti forse ci sarà un po' di snobismo verso un film con questo tema e invece è meglio così, almeno si può vedere senza particolare e assurde ansie (per chi le ha avute). Non un capolavoro ma un film molto carino, delicato e sincero.


Frra

martedì 24 luglio 2012

I titoli del Festival di Toronto

Il prossimo 6 settembre si aprirà la 37a edizione del Festival di Toronto, diretto concorrente del Festival di Venezia per la corsa alle anteprime.

Ad aprire il Festival sarà il thriller fantascientifico 'Looper', con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt e Paul Dano. La notizia più interessante per noi è l'anteprima mondiale del nuovo film di Sergio Castellitto, 'Venuto al Mondo', con Penelope Cruz e Emile Hirsch protagonisti. Il film a quanto pare ha virato verso Toronto dopo il rifiuto di Venezia di metterlo come film d'apertura.

Altri titoli importanti sono le anteprime mondiali di: 'Argo' di Ben Affleck; 'The Place Beyond the Pines' con Ryan Gosling e Eva Mendes; 'Quartet' di Dustin Hoffman; 'Silver Linings Playbook' di David O. Russell, con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro; 'Hyde Park on Hudson' con Bill Murray; 'Byzantium' di Neil Jordan; 'Cloud Atlas' diretto da Tom Tykwer insieme ai fratelli Wachowski.

Nella sezione Special Presentations invece verranno presentati: 'Frances Ha' di Noah Baumbach; 'Much Ado About Nothing' di Joss Whedon; 'The Impossible' con Naomi Watts e Ewan McGregor; 'Anna Karenina' di Joe Wright, con Keira Knightley, Jude LawAaron Johnson e Kelly Macdonald.

Anteprime americane invece per il nuovo film di Malick, 'To the Wonder', e per 'The Company You Keep' di Robert Redford, questo fa pensare che l'anteprima mondiale potrebbe essere al Festival di Venezia che presenterà il programma il 26 luglio.


Frra