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giovedì 13 aprile 2023

Festival di Cannes 2023 - presentato un programma ricco

Presentata questa mattina la selezione ufficiale del 76o Festival di Cannes, che si svolgerà dal 16 al 27 maggio, e si preannuncia come una edizione molto ricca.

Sappiamo già che ad aprire il festival sarà Jeanne du Barry di Maïwenn, con Johnny Depp protagonista, che Fuori Concorso saranno presentati Indiana Jones e il Quadrante del Destino, ultimo film con Harrison Ford nei panni di Indiana Jones, e l'attesissimo Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, ma il programma presenta anche tanto altro.

Ci sono tre italiani in Concorso e sono tre nomi molto importanti, habitué del festival, Nanni Moretti con Il Sol dell'Avvenire, Alice Rohrwacher con La Chimera, e Marco Bellocchio con Rapito. In Concorso sarà presentato anche Asteroid City di Wes Anderson, che ha un cast stellare e molto numeroso, May December di Todd Haynes, con Natalie Portman e Julianne Moore, The Old Oak di Ken Loach e Perfect Days di Wim Wenders.

Nella sezione Proiezioni Speciali sarà presentato il documentario Occupied City di Steve McQueen, sull'occupazione nazista ad Amsterdam.

Ecco l'elenco dei film di Cannes 76.

CONCORSO
About Dry Grasses, di Nuri Bilge Ceylan
Anatomy Of A Fall, di Justine Triet
Asteroid City, di Wes Anderson
Banel Et Adama, di Ramata-Toulaye Sy
Club Zero, di Jessica Hausner
Fallen Leaves, di Aki Kaurismaki
Firebrand, di Karim Aïnouz
Four Daughters, di Kaouther Ben Hania
Il Sol Dell’Avvenire, di Nanni Moretti
Jeunesse, di Wang Bing
La Chimera, di Alice Rohrwacher
La Passion De Dodin Bouffant, di Tran Anh Hung
Last Summer, di Catherine Breillat
May December, di Todd Haynes
Monster, di Hirokazu Kore-eda
The Old Oak, di Ken Loach
Perfect Days, di Wim Wenders
Rapito, di Marco Bellocchio
The Zone Of Interest, di Jonathan Glazer

FUORI CONCORSO
Cobweb, di Kim Jee-Woon
The Idol, di Sam Levinson (serie tv)
Indiana Jones And The Dial Of Destiny, di James Mangold
Jeanne du Barry, di Maiwenn (film d’apertura)
Killers Of The Flower Moon, di Martin Scorsese

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Acide, di Just Philippot
Kennedy, di Anurag Kashyap
Omar La Fraise, di Elias Belkeddar

CANNES PREMIERE
Bonnard, Pierre And Marthe, di Martin Provost
Cerrar Los Ojos (Fermer Les Yeux), di Victor Erice
Kubi, di Takeshi Kitano
Le Temps D’aimer, di Katell Quillévéré

PROIEZIONI SPECIALI
Le Bruit Du Temps, Anselm Kiefer, di Wim Wenders
Man In Black, di Wang Bing
Occupied City, di Steve Mcqueen
Pictures Of Ghosts, di Kleber Mendonça Filho

UN CERTAIN REGARD
The Breaking Ice, di Anthony Chen
The Buriti Flower, di João Salaviza, Renée Nader Messora
The Delinquents, di Rodrigo Moreno
Goodbye Julia, di Mohamed Kordofani
Hopeless, di Kim Chang-hoon
How To Have Sex, di Molly Manning Walker
If Only I Could Hibernate, di Zoljargal Purevdash
Le Regne Animal, di Thomas Cailley
Les Meutes, di Kamal Lazraq
The Mother Of All Lies, di Asmae El Moudir
The New Boy, di Warwick Thornton
Omen, di Baloji Tshiani
Rien À Perdre, di Delphine Deloget
Rosalie, di Stephanie di Giusto
The Settlers, di Felipe Gálvez
Simple Comme Sylvain, di Monia Chokri
Terrestrial Verses, di Ali Asgari, Alireza Khatami

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sabato 17 luglio 2021

Festival di Cannes 2021 - Titane vince la Palma d'Oro. Tutti i vincitori.

L'edizione del 2021 del Festival di Cannes è stata meno sfarzosa del solito, lo spostamento di data, i pochi blockbuster o comunque titoli da copertina, hanno forse dato meno risalto al festival, ma la cerimonia di chiusura ha regalato un momento da ricordare.

Il presidente di giuria Spike Lee è stato involontariamente protagonista di un colpo di scena, a inizio cerimonia, invece di annunciare il primo premio della serata, ha annunciato il vincitore della Palma d'Oro. Melanie Laurent, seduta accanto a lui, non ha fatto in tempo a fermarlo, ormai il "danno" era fatto, il titolo era stato annunciato, la Palma d'Oro è stata assegnata a Titane di Julia Ducournau. La regista è la seconda donna nella storia del festival a vincere la Palma d'Oro, prima di lei solo Jane Campion per Lezioni di Piano (1993).

Prima del colpo di scena di Spike Lee, Marco Bellocchio ha ricevuto la Palma d'Oro alla carriera dalle mani di Paolo Sorrentino.

Ecco tutti i premi della serata.

Palme d’Or: “Titane”

Grand Prix: Ghagareman di Asghar Farhadi e Hytti N. 6 di Juho Kuosmanen

Gran premio della giuria: “Ahed’s Knee” e “Memoria”

Migliore attrice: Renate Reinsve, “The Worst Person in the World”

Miglior attore: Caleb Landry Jones, “Nitram”

Miglior regista: Leos Carax, “Annette”

Miglior sceneggiatura: Ryusuke Hamaguchi, “Drive My Car”

Camera d’Or: “Murina” by Antoneta Alamat Kusijanović

Short Film Palme d’Or: Tian Xia Wu Ya by Tang Yi

Special Jury Mention for Short Film: “Ceu de Agosto” by Jasmin Tenucci

lunedì 6 luglio 2020

Addio al Maestro Ennio Morricone

Una notizia che non avremmo mai voluto sentire. Il Maestro Ennio Morricone è morto questa notte nella clinica in cui era stato ricoverato per una frattura al femore, conseguenza di una caduta di qualche giorno fa. Aveva 91 anni.

"Il maestro ha conservato fino all'ultimo piena lucidità e grande dignità", ha dichiarato l'avvocato e amico di famiglia, "Ha salutato l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stato accanto fino all'estremo respiro. Ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività".

Ennio Morricone era consapevole di essere arrivato alla fine e nei giorni scorsi ha scritto una lettera d'addio, o meglio ha scritto il proprio necrologio, che è stato letto dall'avvocato fuori il Campus Biomedico in cui era stato ricoverato. Una lettera in cui si riconosce il suo carattere e il suo stile.

"Io, Ennio Morricone, sono morto.
Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino ed anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti.
Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita.
C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare.
Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert, per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita.
Voglio ricordare con amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene.
Un saluto pieno, intenso e profondo ai miei figli, Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca.
Spero che comprendano quanto li ho amati.
Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A Lei il più doloroso addio. "

Come ha scritto nella lettera, i funerali si svolgeranno in forma privata. L'avvocato del Maestro ha dichiarato che Morricone era molto credente e nelle sue ultime ore di vita si è immaginato nell'aldilà, chiedendosi se avesse "fatto gruppo" con Beethoven o Mozart, ipotizzando che probabilmente avrebbe scelto Mozart, perché gli piaceva di più.
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Nato a Roma il 10 novembre del 1928, si è diplomato all'Accademia di Santa Cecilia in tromba, composizione (con Goffredo Petrassi), strumentazione, direzione di banda e musica corale. A metà degli anni '50 inizia a collaborare anche con cantanti pop, della musica popolare, firmando musiche e arrangiamenti si alcuni dei pezzi più famosi del tempo, "Guarda come dondolo", "Abbronzatissima", e poi alcune delle canzoni più belle della storia della Musica Italiana, come "Sapore di Sale", "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones", e soprattutto "Se Telefonando", cantata da Mina.
Ovviamente l'Ennio Morricone che tutti noi conosciamo meglio è l'autore di quelle straordinarie ed emozionanti colonne sonore che hanno accompagnato più di 50 anni di Storia del Cinema. Il sodalizio più prolifico è senza dubbio quello con Sergio Leone, con cui Morricone andava a scuola da piccolo. Il Maestro ha firmato la colonna sonora indimenticabile, per cui basta una nota per riconoscere e vivere subito l'atmosfera del western alla Sergio Leone, Per un Pugno di Dollari, Per Qualche Dollaro in Più e Il Buono, il Brutto, il Cattivo, e anche C'era una Volta il West, Giù la Testa, fino all'ultimo film del regista, C'era una Volta in America.

In Italia ha firmato colonne sonore per Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Carlo Verdone, Mauro Bolognini, Umberto Lenzi, Lina Wertmüller, Marco Bellocchio, Carlo Lizzani, Pier Paolo Pasolini, Gillo Pontecorvo, Sergio Corbucci, Sergio Sollima, Mario Bava, Elio Petri, Giuseppe Patroni Griffi, Luigi Comencini, Francesco Rosi, Franco Zeffirelli, Liliana Cavani, Tinto Brass, i fratelli Taviani, e in particolare con Giuseppe Tornatore, ricordiamo ad esempio le colonne sonore di Nuovo Cinema Paradiso, Stanno Tutti Bene, La Leggenda del Pianista sull'Oceano, Maléna, La Sconosciuta, e anche l'ultimo film del regista, La Corrispondenza.
Morricone ha collaborato con tanti registi anche a livello internazionale, come John Carpenter, Roland Joffé, Brian De Palma, John Boorman, Terrence Malick, William Friedkin, Roman Polański, Pedro Almodóvar, Wolfgang Petersen, Mike Nichols, Barry Levinson, Oliver Stone, Warren Beatty e anche Quentin Tarantino, grandissimo ammiratore del Maestro.
Di questi, sicuramente va ricordata in particolare la stupenda colonna sonora di Mission, quella per cui Ennio Morricone avrebbe tanto voluto vincere l'Oscar. Per la sua prima statuetta però dovrà aspettare il 2007, quando gli venne consegnato, dalle mani di Clint Eastwood, l'Oscar onorario, e poi nel 2016, alla sua sesta nomination, vincerà l'Oscar per la migliore colonna sonora per il film di Tarantino The Hateful Eight. Le altre candidature sono state per I giorni del cielo (1979), Mission (1987), Gli Intoccabili (1988), Bugsy (1992), Malèna (2001).
Morricone ha vinto anche: tre Golden Globe; ha vinto ben sei BAFTA su sei nomination; nove David di Donatello, più il David del cinquantenario; e dieci Nastri d'Argento su dieci nomination.

I messaggi di cordoglio stanno arrivando da tutto il mondo, tra i primi Carlo Verdone, che ha collaborato con Ennio Morricone nei suoi due primi film, Bianco, Rosso e Verdone e Un Sacco Bello.

"Oggi Ennio non c’è più.
E tutti noi siamo orfani di un sublime compositore conosciuto in tutto il mondo. La sua grandezza deriva da due elementi: il fatto di aver studiato musica contemporanea con Goffredo Petrassi e la sapienza dell’arrangiamento.
Un arrangiamento solenne, nostalgico, potente e spesso ironico.
Ennio Morricone sarà immortale per il suo talento inarrivabile che lo portava ad esaltare qualsiasi film. Gli vorrò sempre bene, ricordandolo per aver dato grazia e poesia ai miei primi due film".

Il regista Edgar Wright ha postato su Twitter alcune colonne sonore del Maestro: "Riusciva a trasformare un film medio in un film imperdibile, un bel film in arte, un bellissimo film in leggenda. È tutta la vita che lo ascolto. Che opere che ha lasciato in eredità. [...] La cosa incredibile di Il buono, il brutto e il cattivo è che “L’estasi dell’oro” è la penultima traccia. Ennio sgancia uno dei motivi più belli di tutti i tempi e poi crea a ruota un altro classico".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un'impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell'Italia nel mondo".

Il direttore d'orchestra Riccardo Muti: "Un Maestro verso cui nutrivo amicizia e ammirazione [...] musicista straordinario non solo per le musiche da film ma anche per le composizioni classiche. Ci mancherà come uomo e come artista".

Marco Bellocchio: "Lo conoscevo da 50 anni, insieme abbiamo lavorato a I pugni in tasca e a La Cina è vicina. Io poi ho fatto scelte diverse, collaborando con Piovani. Sono state esperienze di cordialità e di fiducia che riponevo in lui e che mi ha sempre restituito con entusiasmo e con un coinvolgimento da artista più che da professionista [...] come per i grandi compositori, la sua musica è immediatamente riconoscibile. Oltre ai miei film e alla mia esperienza diretta non posso non ricordare tutta l'epopea di Sergio Leone. La storia musicale di Morricone è sterminata e nessuno la potrà mai ripetere. È stato qualcuno che ha saputo essere se stesso pur entrando in materie diversissime fra loro. Basta pensare a film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri".

Monica Bellucci, colei che ha incarnato Maléna: "Ci sono persone che  hanno la capacità di rendere il mondo migliore perché sanno creare la Bellezza. Ennio Morricone con la sua Musica ci fa elevare verso qualcosa di alto, di cui abbiamo tanto bisogno  per poter credere ancora nella nobiltà dell'anima".

Vittorio Storaro: "Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale. Ed è importante essere creativi anche sul piano umano. Io non credo che ci sia una divisione fra la personalità e la creatività, vanno di pari passo. Certamente sarà una enorme mancanza, non solo genio musicale, ma anche umano".

Anna Foglietta: "La Musica di Ennio Morricone ha reso il GRANDE CINEMA indimenticabile... bastava una nota ed era subito EMOZIONE. Un dono dato ai grandi. Ed ora? Una perdita epocale".

Il regista messicano JA Bayona: "Quando si parla dell'importanza e del talento di Ennio Morricone, tutte le parole sono troppo piccole. Solo la musica ci riesce".

L'autore di videogiochi Hideo Kojima: "Sono sconvolto nell’apprendere della morte di Ennio Morricone. Comprai la colonna sonora di La leggenda del pianista sull’oceano. Utilizzai la sua canzone “Here’s to You” di Joan Baez per MGS V: Ground Zeroes, la canzone utilizzata nel film Sacco e Vanzetti".

Russell Crowe, con un tweet in italiano: "Ennio, Ennio,Ennio... Ciao. Grazie. Grazie per tutti i grandi viaggi".

E tanti altri ancora, attrici, attori, registi, produttori, musicisti, cantanti, continuano a postare messaggi e ricordi.

sabato 9 maggio 2020

David di Donatello 2020 - Il Traditore miglior film. Ecco tutti i vincitori.

Quella dei David di Donatello 2020 è stata una cerimonia di premiazione decisamente anomala, i candidati collegati in video e il presentatore, ancora una volta Carlo Conti, solo in uno studio vuoto. Niente statuetta, per il momento i vincitori hanno ricevuto solo un premio virtuale, e si sono viste scene insolite, come attrici, attori e registi abbracciati in diretta dai figli.

A trionfare è stato Il Traditore di Marco Bellocchio, che ha ricevuto 6 premi, miglior film, regia, attore protagonista (Pierfrancesco Favino), attore non protagonista (Luigi Lo Cascio), sceneggiatura originale e montatore. Un premio che non stupisce, era il favorito della serata.

I premi alle attrici sono andati a Jasmine Trinca, migliore attrice protagonista per La Dea Fortuna, e a Valeria Golino, migliore attrice non protagonista per 5 è il Numero Perfetto.

Buon risultato anche per Pinocchio di Matteo Garrone, che ha portato a casa diversi premi tecnici. Il David dello Spettatore è andato a Il Primo Natale, di Ficarra e Picone. In una serata in cui è stato ricordato il centenario della nascita di due giganti del Cinema Italiano, Alberto Sordi e Federico Fellini, il David Speciale è stato consegnato a una quasi centenaria (li compirà a luglio), la grande Franca Valeri.

Migliore film straniero Parasite, l'ennesimo premio vinto da Bong Joon-ho.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
Il Traditore

MIGLIOR REGIA
Marco Bellocchio per Il Traditore

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Phaim Bhuiyan per Bangla

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Il traditore – Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Martin Eden – Maurizio Braucci, Pietro Marcello

MIGLIOR PRODUTTORE
Il Primo Re – GRØENLANDIA, Rai Cinema, Gapbusters, Roman Citizem

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jasmine Trinca per La Dea Fortuna

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino per Il Traditore

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Valeria Golino per 5 è il Numero Perfetto

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Luigi Lo Cascio per Il Traditore

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Il Primo Re – Daniele Ciprì

MIGLIORE MUSICISTA
Il Flauto Magico di Piazza Vittorio – L’Orchestra di Piazza Vittorio

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
La dea fortuna – Che Vita Meravigliosa di Diodato

MIGLIORE COSTUMISTA
Pinocchio – Massimo Cantini Parrini

MIGLIOR TRUCCATORE
Pinocchio – Dalia Colli e Mark Coulier (trucco prostetico)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Pinocchio – Dimitri Capuani

MIGLIOR ACCONCIATORE
Pinocchio – Francesco Pegoretti

MIGLIORE MONTATORE
Il traditore – Francesca Calvelli

MIGLIOR SUONO
Il primo re

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Pinocchio – Theo Demeris, Rodolfo Migliari

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Selfie di Agostino Ferrente

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Inverno di Giulio Mastromauro

MIGLIOR FILM STRANIERO
Parasite

DAVID GIOVANI
Mio fratello insegue i dinosauri di Stefano Cipani

venerdì 24 maggio 2019

Cannes 2019 - giorno 10

Mentre Fuori Concorso Sylverster Stallone presenta le prime immagini di Rambo: Last Stand, ultimo capitolo della saga che vede protagonista il personaggio di Rambo, in Concorso vengono presentati due film molto diversi: Il Traditore di Marco Bellocchio, e Mektoub, My Love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche.

Convince Il Traditore di Bellocchio, l'unico film italiano in Concorso quest'anno è stato accolto bene dal pubblico e dalla stampa, che in particolare ha elogiato la performance del protagonista Piefrancesco Favino.

Il film racconta vent'anni della vita di Tommaso Buscetta (Favino), primo grande pentito di mafia. Dagli anni '80 fino alla sua morte nel 2000, l'esilio in Brasile, la lotta con i Corleonesi, l'arresto e la decisione di diventare collaboratore di giustizia, mossa che portò al maxiprocesso contro la mafia, fino alla testimonianza contro Andreotti che gli si ritorse contro.

Un film diverso dai precedenti lavori del regista, e a confermarlo è lo stesso Marco Bellocchio. "Forse somiglia un po’ a Buongiorno, Notte, ma è un film diverso", ha spiegato il regista, "perché i personaggi si chiamano con i loro veri nomi, ma lo sguardo è più esposto all'esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del maxiprocesso di Palermo, trascurando quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi borghesi che sono state spesso la materia prima dei miei film [...] La mia preoccupazione era di fare un film non convenzionale, ma semplice, popolare. Era necessario rappresentare i tanti delitti della mafia ma con una propria forma che io ho ricercato nella dimensione teatrale. Il Maxiprocesso è in assoluto un luogo teatrale dove lo spettacolo si gioca tra i mafiosi che volevano che il grande processo fallisse e Buscetta capace di controbattere nel confronto. Quando Buscetta fa il confronto in aula con Calò è come assistere alla performance di due vecchi attori".
Grande lavoro sul personaggio di Buscetta di cui il regista all'inizio sapeva solo quello che aveva potuto leggere sui giornali. "Poi ho letto libri, incontrato persone che lo avevano conosciuto", ha raccontato Bellocchio, "Non è un eroe ma un uomo coraggioso, che non ha paura di morire ma che non vuole morire. Buscetta era un conservatore, avrebbe voluto che la mafia fosse rimasta quella di un tempo. Era un uomo ignorante, non aveva studiato ma aveva una grande personalità, un certo carisma. Incarnava la quintessenza dell'italianità, amava la vita, le donne, amava la moglie ma la tradiva".

Ottimo Pierfrancesco Favino, che ha fortemente voluto questo ruolo, lodato dalla stampa per la sua performance carismatica per cui è dovuto ingrassare quasi dieci chili. "La sua fisicità rimanda alla ruralità della mafia", ha spiegato l'attore, "Gli stomaci rotondi, un’aria tozza che tentano di sfinare con i completi. Una presenza fisica che mi serviva anche per il respiro, perché quando prendi peso cambia il tuo modo di respirare. E poi dovevo raccontarlo nel corso degli anni, quindi bisognava proprio ingrassare. Non è virtuosismo". E poi sul personaggio: "È stato un fine stratega della comunicazione. [...] Gli altri lo vedono come il traditore, l’infame, la spia: ma gli occhi degli altri sono importantissimi anche per la sua vanità. Il fascino che emanava dipendeva dalla sua leggenda. Falcone è l’unica persona che sia riuscita a manipolare Buscetta, ma l’incontro con il giudice lo cambia, perché anche Falcone, come lui, è qualcuno che crede fino in fondo al suo sogno. Tra i due non ci fu amicizia ma un certo rispetto siciliano".

Buono anche il riscontro per il mercato estero, il film è già stato acquisito da 20 paesi, la Sony Classic lo distribuirà negli USA con il titolo The Traitor.


Torna in Concorso anche Abdellatif Kechiche, con il suo Mektoub, My Love: Intermezzo, seguito del film Mektoub, My Love: Canto Uno (2017), che ha fatto gridare allo scandalo la platea di giornalisti.

Sia questo film che il precedente sono basati sul romanzo "La Blessure, la vraie", di François Bégaudeau, e raccontano la storia d'amore di Ophélie (Ophélie Bau) e Amin (Shaïn Boumédine), in mezzo a una complicata rete di relazioni e tradimenti. La trama di Intermezzo vede Amin, diviso tra la possibilità di svoltare con la carriera di attore grazie a un produttore che ha mostrato interesse nei suoi confronti, e due donne, quella che ama e la moglie del produttore che sembra molto interessata a lui.

Un film circa tre ore e mezza (ma in realtà dura 4 ore) che, a parte l'apertura in spiaggia e la chiusura mattutina, si svolge quasi tutto nello stesso luogo, una discoteca, e per più di due ore procede in tempo reale, con la telecamera fissa e insistente a seguire i protagonisti e tutto quello che si muove intorno a loro, balli sfrenati, l'alcol, i baci, il sesso, e soprattutto gli sguardi.
Durante la conferenza stampa il regista ha motivato la scelta di un unico luogo con una visione "mitologica, con riferimento al mito della caverna. L’idea è stata quella di rintracciare dei valori". "Con questo film volevo rappresentare il desiderio, celebrare la vita, l’amore, il corpo, la musica", ha continuato Kechiche, "Volevo un’esperienza di cinematografia libera, cercare altre forme narrative, "rompere" le regole narrative. È stato un esperimento, con un’estetica differente; il film racconta diverse storie e differenti personaggi, per cui ho avuto differenti modelli d’ispirazione".

Kechiche non è certo nuovo a scandali, sia il precedente che La Vita di Adele (che vinse la Palma d'Oro nel 2013) avevano suscitato reazioni molto forti da parte di pubblico e stampa, e stavolta non è stato da meno. Durante le proiezioni qualcuno ha abbandonato la sala prima della fine del film. Motivo? una lunga scena di sesso orale (12 minuti circa) con la telecamera fissa sulle parti intime della ragazza. Una momento che ha disturbato non poco la platea. Ma non è stata solo la lunghissima scena di sesso esplicito, anche l'insistenza con cui il regista riprende continuamente il corpo femminile ha infastidito molto una parte della stampa, in particolare quella femminile.
Una morbosità e un voyeurismo troppo eccessivo che secondo qualcuno sconfina nel pornografico, e quindi non adatto a un festival come quello di Cannes, e c'è stato anche chi ha accusato il regista di maschilismo (non è la prima volta). Questi aspetti sono venuti fuori durante la conferenza stampa ma Kechiche ha tagliato corto, mostrando anche un po' di fastidio: "Non a tutti può piacere questo genere di film e la cosa non è un dramma, perché non tutti guardano allo stesso modo, ma io amo i miei personaggi e il loro fuoco. Non tutti riescono a vedere la potenza dei personaggi. Per me Intermezzo era un modo per uscire dalla visione frammentata del mondo, per ritrovare i rapporti tra gli esseri umani".

Mektoub, My Love: Intermezzo è un film senza mezze misure, se una parte dei critici è uscita disgustata dalla sala prima della fine, dall'altra c'è chi ha apprezzato molto il film, che infatti ha ricevuto anche ottime recensioni.

giovedì 18 aprile 2019

Festival di Cannes 2019 - il programma ufficiale

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del programma ufficiale del Festival di Cannes 2019, giunto alla sua 72a edizione.

Nomi di un certo livello in Concorso, dove troviamo Pedro Almodovar, Xavier Dolan (che torna al festival dopo un periodo di "polemica"), Ken Loach, i fratelli Dardenne, e anche Terence Malick.
C'è anche l'Italia, con il nuovo film di Marco Bellocchio Il Traditore, con Pierfrancesco Favino protagonista nei panni del pentito di mafia Tommaso Buscetta.

Fuori Concorso spicca il biopic su Elton John, Rocketman, con il cantante che sarà a Cannes per la premiere. A spiccare ancora di più però è anche l'assenza di Quentin Tarantino con il suo Once Upon a Time in Hollywood. Il direttore Thierry Fremaux ha dichiarato di aver visto "una parte" del film, che è ancora in fase di montaggio, quindi non è ancora pronto per il festival, ma ha comunque lasciato  aperta la porta: "noi continuiamo a sperarci, anche se sarà difficile. Tarantino ha scelto di girare il film in 36mm. e occorre molto lavoro. Quello che abbiamo visto è molto bello, speriamo di avere buone notizie". E, guarda caso, il film di chiusura non è stato annunciato, segno che il direttore ci spera davvero.


Ad aprire il festival invece sarà, come annunciato qualche giorno fa, The Dead Don't Die, nuovo film di Jim Jarmusch. La Palma d'Oro alla carriera sarà consegnata a Alain Delon.

Il festival si svolgerà tra il 14 e il 25 maggio. Presidente di giuria sarà Alejandro Gonzalez Iñárritu.  Ecco l'elenco dei film annunciati.

Concorso:
The Dead Don't Die, di Jim Jarmusch (film d'apertura)
Dolor y Gloria, di Pedro Almodovar
Il traditore, di Marco Bellocchio
The Wild Goose Lake (Nan fang che zhan de ju hui), di Diao Yinan
Parasite, di Bong Joon Ho
Le Jeune Ahmed, di Jean-Pierre Dardenne & Luc Dardenne
Roubaix, une lumière, di Arnaud Desplechin
Atlantique, di Mati Diop
Matthias and Maxime, di Xavier Dolan
Little Joe, di Jessica Hausner
Sorry We Missed You, di Ken Loach
Les Misérables, di Ladj Ly
A Hidden Life, di Terrence Malick
Bacurau, di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles
The Whistlers (La Gomera), di Corneliu Porumboiu
Frankie, di Ira Sachs
Portrait de la jeune fille en feu, di Céline Sciamma
It Must Be Heaven, di Elia Suleiman
Sibyl, di Justine Triet

Fuori concorso:
Les plus belles années d'une vie (The Best Years of a Life), di Claude Lelouch
Rocketman, di Dexter Fletcher
Too Old To Die Young - North of Hollywood, West of Hell (episodi 4 e 5), di Nicolas Winding Refn
Diego Maradona, di Asif Kapadia
La Belle Époque, di Nicolas Bedos

Proiezioni di mezzanotte:
The Gangster, the Cop, the Devil, di Lee Won-Tae

Proiezioni speciali:
Share, di Pippa Bianco
For Sama, di Waad Al Kateab & Edward Watts
Family Romance, Llc., di Werner Herzog
Tommaso, di Abel Ferrara
Être vivant et le savoir, di Alain Cavalier
Que sea lei, di Juan Solanas

Un Certain Regard:
Invisible Life, di Karim Aïnouz
Evge, di Nariman Aliev
Dylda (Beanpole), di Kantemir Balagov
Les hirondelles de Kaboul (The Swallows of Kabul), di Zabou Breitman & Eléa Gobé Mévellec
La Femme de mon frère (A Brother’s Love), di Monia Chokri
The Climb, di Michael Covino
Jeanne, di Bruno Dumont
O que arde (Viendra le feu / A sun that never sets), di Olivier Laxe
Chambre 212, di Christophe Honoré
Port Authority, di Danielle Lessovitz
Papicha, di Mounia Meddour
Adam, di Maryam Touzani
Zhuo ren mi mi, di Midi Z
Liberté, di Albert Serra
Bull, di Annie Silverstein
Summer of Changsha, di Zu Feng

giovedì 12 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 2

Il secondo giorno del festival è tutto per un trio delle meraviglie: Jodie Foster, Julia Roberts e George Clooney.

Presentato Fuori Concorso l'atteso film Money Monster, che segna il ritorno di Jodie Foster dietro la macchina da presa. Protagonisti del film la coppia Clooney-Roberts, e Jack O'Connell (Unbroken).

Il film racconta di un sequestro di persona da parte di un ragazzo, Kyle (O'Connell) che, armato di pistola e giubbotto esplosivo, decide di introdursi nello studio televisivo della trasmissione "Money Monster" per prendere in ostaggio il conduttore Lee Gates (Clooney), che nel suo programma dà azzardati consigli finanziari. Kyle sta per diventare padre e seguendo uno dei consigli di Gates perde tutti i risparmi. Gates, costantemente sostenuto e consigliato dalla produttrice (Roberts) che dalla regia gli parla nell'auricolare, si presta al gioco per evitare la tragedia, e a telecamere accese cerca di rispondere con la verità a tutte le domande del ragazzo.

Jodie Foster torna a Cannes nelle vesti di regista 40 anni dopo Taxi Driver, inevitabile la domanda amarcord in conferenza stampa. "Nel 1976 avevo 12 anni e fu l'inizio di una nuova vita. Tornare 40 anni dopo come regista, in una rassegna che conta tra i suoi nomi Jim Jarmusch e Pedro Almodovar, è un grande onore", ha dichiarato l'attrice/regista, "Il palais non esisteva ancora, il red carpet è stato spostato, si faceva all'altezza del Carlton, e l'atmosfera oggi è decisamente più caotica con i flash dei fotografi che ti accecano".

Money Monster è thriller teso che racconta non solo la crisi finanziaria di oggi e l'economia, ma punta il dito anche contro la televisione: "Questo film è una riflessione sull'evoluzione che c’è stata negli ultimi anni in tv", ha spiegato George Clooney, che da figlio di un giornalista ha molto a cuore l'argomento, "Il vero problema della televisione americana è che mescola notizie e intrattenimento in una commistione esplosiva e molto pericolosa per l'influenza che ha sulla gente. Bisognerebbe che chi fa news spiegasse solo i fatti, e non a fare spettacolo. Abbiamo perso la capacità di riflettere con profondità sui fatti".
Clooney ha poi virato ancora di più sulla politica, parlando delle elezioni per la presidenza USA in arrivo: "Se ci troviamo nella situazione in cui Donald Trump è il candidato repubblicano alla Presidenza la responsabilità è dei programmi di news televisivi che non fanno più domande", ha detto l'attore, "Ma non vi preoccupate non avremo Trump alla Casa Bianca perché la paura non è quello che muove il nostro paese e le sue scelte".

Clooney è poi tornato sul cinema e ha speso grandi elogi per l'amica Jodie Foster versione regista: "Con il mio primo film da regista sono stata molto addosso agli attori, li controllavo", ha detto la Foster, "Con il tempo ho imparato la lezione. Oggi do le indicazioni ma li lascio anche liberi. Certo avere un attore che ha fatto anche regista è un grande aiuto, parliamo un linguaggio più simile". La regia è invece una cosa che Julia Roberts esclude di voler fare, e durante la conferenza stampa ha spiegato molto sinceramente il perché: "Conosco i limiti della mia intelligenza e della mia pazienza", ha detto l'attrice, "e soprattutto non posso tollerare più di quattro persone che mi facciano domande in simultanea".
Nel film spiccano figure femminili molto forti, al contrario degli uomini che sono piuttosto deboli: "Volevo che dal film venisse fuori la lotta di questi uomini, il loro senso di fallimento", ha spiegato la Foster, "uomini che hanno fondato la loro esistenza sul valore della celebrità e del denaro, e che si trovano a guardare in faccia le tre donne che hanno profondamente deluso".

Il film ha avuto una buona accoglienza e delle buone critiche.

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Primo film italiano del festival, Marco Bellocchio ha aperto la Quinzaine des Realisateurs con il film Fai Bei Sogni, con Valerio MastandreaBérénice Bejo. Tratto dal libro di Massimo Gramellini, il film racconta l'evoluzione di un lutto.

mercoledì 9 settembre 2015

Venezia 72 - giorno 7

Ancora Italia nella settima giornata del Festival di Venezia.

A tre anni da Bella Addormentata, Marco Bellocchio porta in Concorso al Lido il suo ultimo film, Sangue del Mio Sangue.

Sdoppiato in due epoche differenti, il film racconta prima la storia di Federico Mai, uomo d'armi del Seicento che si reca in un convento per convincere la suora che ha sedotto suo fratello, prete morto suicida, a confessare di averlo spinto al folle gesto stringendo un patto col diavolo, una confessione che permetterebbe a Federico di ottenere una sepoltura in terra consacrata per il fratello. Per costringere la suora a confessare, la donna viene sottoposta ai metodi dell'inquisizione, ma intanto anche Federico rimane affascinato da lei. Cambio d'epoca, cambio di registro, stesso luogo, dove un altro Federico Mai, che si spaccia per ispettore ministeriale, ma in realtà è un truffatore, cerca di organizzare la vendita del convento a un miliardario russo, andando però a disturbare la tranquillità del Conte, un vampiro che gestisce la piccola comunità con metodi massonici.

Tanti temi diversi, alcuni molto personali, altri spiazzanti, altri ancora politico-religiosi, nel nuovo film di Bellocchio, che si approccia al festival, in particolare al Concorso, con molta serenità. "Non mi preoccupo di come andrà qui a Venezia, sono molto entusiasta e molto rilassato", ha detto il regista, "Sono qui con serietà ma forse più leggerezza rispetto al passato. Non che negli anni scorsi, sia quando ho preso batoste che quando ho avuto risultati apprezzabili, la mia vita sia poi cambiata molto... Nanni Moretti dice ciò che conta è che tu sia stato invitato, certo, però se sei in concorso non ti dispiacerebbe anche vincere".
Il film è ambientato nella città di Bobbio, tanto cara al regista. "Bobbio è il mondo, non certo perché lì si trova la verità", ha dichiarato Bellocchio, "Io sono piacentino, ma ho con Bobbio un rapporto di paternità, lì ho trovato delle costanti che si possono ritrovare anche a Roma o New York. Senza presunzione, parlando di Bobbio si può parlare dell’Italia che ha perso la sua dimensione paesana. La globalizzazione ha fatto saltare completamente la dimensione tutta italiana di protezione ma anche di assistenzialismo corrotto che garantiva a tutti un certo benessere. Il personaggio del conte di Herlitzka è il simbolo di tutto questo, uno stratega di questo isolazionismo vampiristico, figlio di quell'Italia lì, frutto della controriforma, del dominio assoluto della Chiesa cattolica che oggi c’è molto meno. Dopotutto, sembra che questo Papa sia più a sinistra dei leader di sinistra!".

Il film - che vede nel cast Elena e Pier Giorgio Bellocchio, Alba Rohrwacher, Lidiya Liberman, Roberto Herlitzka e Filippo Timi - ha avuto una buona accoglienza alla proiezione stampa.

Sangue del Mio Sangue sarà nelle sale dal 9 settembre.

mercoledì 29 luglio 2015

Venezia 72: il programma completo

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival del Cinema di Venezia.
Ben 4 i film italiani in concorso: Marco Bellocchio con Sangue del mio Sangue, Luca Guadagnino con A Bigger Splash (nel cui cast spiccano Tilda Swinton e Ralph Fiennes, Giuseppe Gaudino con Per Amor Vostro e l'esordiente Piero Messina con L’Attesa.
Spicca anche il nuovo film di Tom Hooper The Danish Girl, con il premio oscar Eddie Redmayne, film che fa già parlare di sè per il tema trattato (Redmayne interpreterà infatti una delle prime persone a cambiare sesso), e Beasts of No Nation di Cary Fukunaga, film d'animazione con Idris Elba.
Molto interessante anche i fuori concorso, con l'anteprima mondiale di Everest, film d'apertura dal cast importante (Jake Gyllenhaal, Keira Knightley e Robin Whright su tutti), Spotlight con Mark Ruffalo, Black Mass di Scott Cooper con le star Johnny Depp e Benedict Cumberbatch e il corto di Martin Scorsese The Audition, con Leonardo di Caprio e Brad Pitt.

Ecco il programma completo della rassegna giunta alla sua 72esima edizione che, ricordiamo, si terrà dal 2 al 12 Settembre.

CONCORSO

EMIN ALPER – ABLUKA (FRENZY)
Turchia, Francia, Qatar, 114′
Mehmet Özgür, Berkay Ates

LAURIE ANDERSON – HEART OF A DOG
Usa, 75′
Laurie Anderson

MARCO BELLOCCHIO – SANGUE DEL MIO SANGUE
Italia, Francia, Svizzera, 106′
Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Lydiya Liberman, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher, Federica Fracassi, Filippo Timi

SUE BROOKS – LOOKING FOR GRACE
Australia, 97′
Richard Roxburgh, Radha Mitchell, Odessa Young, Terry Norris, Harry Richardson

DRAKE DOREMUS – EQUALS
Usa, 101′
Kristen Stewart, Nicholas Hoult, Guy Pearce, Jacki Weaver

ATOM EGOYAN – REMEMBER
Canada, Germania, 95′
Christopher Plummer, Martin Landau, Dean Norris, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven

CARY FUKUNAGA – BEASTS OF NO NATION
Usa, 133′
Idris Elba

GIUSEPPE M. GAUDINO – PER AMOR VOSTRO
Italia, Francia, 110′
Valeria Golino, Massimiliano Gallo, Adriano Giannini

XAVIER GIANNOLI – MARGUERITE
Francia, Repubblica Ceca, Belgio, 127′
Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide

AMOS GITAI – RABIN, THE LAST DAY
Israele, Francia, 153′
Ischac Hiskiya, Pini Mitelman, Michael Warshaviak, Einat Weizman, Rotem Keinan, Yogev Yefet, Yael Abecassis

LUCA GUADAGNINO – A BIGGER SPLASH
Italia, Francia, 120′
Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti

OLIVER HERMANUS – THE ENDLESS RIVER
Sud Africa, Francia, 108′
Nicolas Duvauchelle, Crystal-Donna Roberts, Clayton Evertson, Darren Kelfkens, Denise Newman

TOM HOOPER – THE DANISH GIRL
Regno Unito, Usa, 120′
Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Amber Heard, Sebastian Koch, Ben Whishaw, Matthias Schoenaerts

CHARLIE KAUFMAN, DUKE JOHNSON – ANOMALISA
Usa, 90′
(animazione)
Jennifer Jason Leigh, David Thewlis, Tom Noonan

ZHAO LIANG – BEHEMOTH
Cina, Francia, 95′
(documentario)

PIERO MESSINA – L’ATTESA
Italia, Francia, 100′
Juliette Binoche, Lou de Laâge, Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Antonio Folletto, Giovanni Anzaldo

JERZY SKOLIMOWSKI – 11 MINUT (11 MINUTES)
Polonia, Irlanda, 81′
Richard Dormer, Paulina Chapko, Wojciech Mecwaldowski, Dawid Ogrodnik, Andrzej Chyra

ALEKSANDR SOKUROV – FRANCOFONIA
Francia, Germania, Paesi Bassi, 87′
Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath

PABLO TRAPERO – EL CLAN
Argentina, Spagna, 108′
Guillermo Francella, Peter Lanzani

LORENZO VIGAS – DESDE ALLÁ
Venezuela, Messico, 93′
Alfredo Castro, Luis Silva

CHRISTIAN VINCENT – L’HERMINE
Francia, 98′
Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen

FUORI CONCORSO

EVGENY AFINEEVSKY – WINTER ON FIRE
Ucraina, 85′
(documentario)

DANIEL ALFREDSON – GO WITH ME
Usa, Canada, Svezia, 90′
Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Alexander Ludwig, Hal Holbrook, Steve Bacic, Lochlyn Munro

YANN ARTHUS-BERTRAND – HUMAN
Francia, 188′
(documentario)

NOAH BAUMBACH, JAKE PALTROW – DE PALMA
Usa, 109′
(documentario)

AMY BERG – JANIS
Usa, 115′
(documentario)

CLAUDIO CALIGARI – NON ESSERE CATTIVO
Italia, 100′
Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei

SCOTT COOPER – BLACK MASS
Usa, 122′
Johnny Depp, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Kevin Bacon

HU GUAN – LAO PAO ER (MR SIX)
Cina, 135′
Feng Xiaogang

BALTASAR KORMÁKUR – EVEREST [FILM D’APERTURA]
Regno Unito, USA, 122′
Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright,  Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson, Jake Gyllenhaal

SERGEI LOZNITSA – SOBYTIE (THE EVENT)
Paesi Bassi, Belgio, 74′
(documentario)

ORIZZONTI

HIWOT ADMASU GETANEH – NEW EYES [CORTOMETRAGGI]
Francia, Germania, 11′
Selam Fikadu, Berite Eshetu, Surafel Tsegaye, Feven Teshome

MERZAK ALLOUACHE – MADAME COURAGE
Algeria, Francia, Emirati Arabi Uniti, 90′
Adlane Djemil, Lamia Bezouaoui, Leïla Tilmatine, Abdellatif Benahmed, Mohamed Takerret

GIOVANNI ALOI – E.T.E.R.N.I.T. [CORTOMETRAGGI]
Francia, 14′
Ali Salhi, Serena Grandi

JOKO ANWAR – A COPY OF MY MIND
Indonesia, Corea del Sud, 116′
Tara Basro, Chicco Jerikho

MARIANA ARRIAGA – EN DEFENSA PROPIA [CORTOMETRAGGI]
Messico, 14′
Mauricio Isaac, Emilio Echevarría

KARIM BOUKERCHA – VIOLENCE EN RÉUNION [CORTOMETRAGGI]
Francia, 15′
Vincent Cassel

ALBERTO CAVIGLIA – PECORE IN ERBA
Italia, 85′
Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Bianca Nappi, Mimosa Campironi, Lorenza Indovina, Omero Antonutti

SAMUEL COLLARDEY – TEMPÊTE
Francia, 89′
Dominique Leborne, Mailys Leborne, Mattéo Leborne

BRADY CORBET – THE CHILDHOOD OF A LEADER
Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia, 113′
Liam Cunningham, Bérénice Bejo, Stacy Martin, Yolande Moreau, Tom Sweet, Robert Pattinson

RENATO DE MARIA – ITALIAN GANGSTER
Italia, 87′
Andrea Di Casa, Paolo Mazzatelli, Luca Micheletti, Aldo Ottobrino, Sergio Romano, Francesco Sferrazza Papa

KEVIN JEROME EVERSON – IT SEEMS TO HANG ON [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
Lynnette Freeman, Ricky Goldman

VAHID JALILVAND – CHAHARSHANBEH, 19 ORDIBEHESHT (WEDNESDAY, MAY 9)
Iran, 102′
Niki Karimi, Amir Aghaee, Shahrokh Forootanian, Vahid Jalilvand

SHEN JIE – HOU (MONKEY) [CORTOMETRAGGI]
Cina, 5′
(animazione)

YAELLE KAYAM – MOUNTAIN
Israele, 83′
Shani Klein, Avshalom Pollak, Haitham Ibrahem Omar

TOBIAS LINDHOLM – KRIGEN (A WAR)
Danimarca, 115′
Pilou Asbæk, Tuva Novotny

VETRI MAARAN – VISAARANAI (INTERROGATION)
India, 106′
Dinesh Ravi, Samuthira Kani, Murugadas Periyasamy

JAKE MAHAFFY – FREE IN DEED
Usa, Nuova Zelanda, 98′
David Harewood, Edwina Findley

GABRIEL MASCARO – BOI NEON
Brasile, Uruguay, Paesi Bassi, 101′
Juliano Cazarré, Maeve Jinkings, Aline Santana, Carlos Pessoa, Vinicíus de Oliveira

DITO MONTIEL – MAN DOWN
Usa, 92′
Shia LaBeouf, Kate Mara, Jai Courtney, Gary Oldman

HADAR MORAG – LAMA AZAVTANI (WHY HAST THOU FORSAKEN ME?)
Israele, Francia, 94′
Muhammad Daas, Yuval Gurevich

ALY MURITIBA, MARJA CALAFANGE – TARÂNTULA [CORTOMETRAGGI]
Brasile, 20′
Malu Zanetti Domingues, Luma Domingues Zanetti, Giuly Biancato, Ana Clara Fischer

SEBASTIÁN MURO – 55 PASTILLAS [CORTOMETRAGGI]
Argentina, 13′
Fidel Cuello Vitale Valentina Britos Camilo Cuello Vitale Guillermo Tkach

ELNURA OSMONALIEVA – SEIDE [CORTOMETRAGGI]
Kirghizistan, 15′
Kaliman Kalybek Kyzy, Kanat Abdrakhmanov, Razha Alieva

CRISTINA PICCHI – CHAMP DES POSSIBLES [CORTOMETRAGGI]
Canada, 13′
(documentario)

RODRIGO PLÁ – UN MONSTRUO DE MIL CABEZAS
Messico, 75′
Jana Raluy, Emilio Echevarría, Sebastián Aguirre, Hugo Albores

ANITA ROCHA DA SILVEIRA – MATE-ME POR FAVOR
Brasile, Argentina, 101′
Valentina Herszage, Mari Oliveira, Júlia Roliz, Dora Freind, Bernardo Marinho, Vitor Mayer

NICOLAS SAADA – TAJ MAHAL
Francia, Belgio, 89′
Stacy Martin, Louis-Do de Lencquesaing, Gina McKee, Alba Rohrwacher

IVAN SALATIC – DVORIŠTA (BACKYARDS) [CORTOMETRAGGI]
Montenegro, 20′
Marko Stibohar, Luka Petrone, Sara Kosovac

WICHANON SOMUMJARN – JER GUN MUER RAO JER GUN (THE YOUNG MAN WHO CAME FROM THE CHEE RIVER) [CORTOMETRAGGI]
Thailandia, 16′
Yingyong Wongtakee, Teerana Khareram

DUBRAVKA TURIC – BELLADONNA [CORTOMETRAGGI]
Croazia, 18′
Aleksandra Naumov, Nada Ðurevska, Lana Baric, Anita Matkovic

DAVID VICTORI – ZERO [CORTOMETRAGGI – FUORI CONCORSO]
Usa, Regno Unito, Spagna, Messico, 28′
Joe Eggold, Felix Avitia, David Atkinson

JULIAN WAYSER – OH GALLOW LAY [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
John Robinson, Jason Ritter, Kelsey Sanders, Andoni Anastasse

YORGOS ZOIS – INTERRUPTION
Grecia, Francia, Croazia, 109′
Alexandros Vardaxoglou, Maria Kallimani, Alexia Kaltsiki, Christos Stergioglou, Maria Filini

mercoledì 5 settembre 2012

Festival di Venezia - Giorno 8

Due film importanti segnano l'ottavo giorno della Mostra, il secondo film italiano in concorso e un film sulla sfrenata adolescenza che vede protagoniste due delle stelline più amate dai ragazzini.

Attesissimo fin da quando sono iniziate le riprese, 'Bella Addormentata' di Marco Bellocchio è finalmente arrivato al Lido, insieme al suo bel carico di polemiche, una decina di esponenti di Movimento per la Vita hanno manifestato contro il film (che non hanno visto).
Il cast è composto da Alba Rorhwacher, Piergiorgio Bellocchio, Maya Sansa, Toni Servillo, Brenno Placido, Michele Riondino, Roberto Herlitzka, Gianmarco Tognazzi e Isabelle Huppert.

La storia ruota attorno agli ultimi sei giorni di vita di Eluana Englaro. Il film però non parla della ragazza ma di alcuni personaggi indirettamente collegati a lei. Sei storie parallele. Una è quella di Eluana con tutte le polemiche che ha portato; c'è una ragazza in coma, figlia di una famosa attrice molto cattolica che la vuole tenere in vita a tutti i costi tra suore e mille preghiere mentre il fratello vorrebbe staccare la spina; una tossica che prova continuamente a suicidarsi ma il medico cerca di salvarla; poi ci sono altri due personaggi che seguono la vicenda di Eluana alla tv; e un politico della maggioranza che deve votare una legge che non condivide e che in passato ha staccato la spina alla moglie, motivo per cui la figlia, cattolica, non gli parla più.

In conferenza stampa il regista si è detto consapevole degli effetti che potrà avere questo film, tuttavia non vuole farne una bandiera: "Inevitabilmente Bella addormentata sposterà, almeno in parte, il dibattito sul tema dell’eutanasia. Ma non vorrei che fosse trascurato il film. Anche perché sarebbe assolutamente innaturale per me utilizzarlo come bandiera di una tesi. Certo ho le mie idee, la mia posizione è sempre stata discretamente laica. Ma non mi sono convertito se è questo che volete sapere". Il film comunque mantiene sempre una grande imparzialità, non si prende le parti di nessuno e nemmeno le si accusa per le loro idee, anche quando sono sbagliate o estreme, come la religiosissima madre (interpretata da I.Huppert) che vorrebbe salvare la figlia con le preghiere. "Il suo atteggiamento estremo, è qualcosa che considero al limite del patologico, eppure lo ammiro" ha detto Bellocchio. Inevitabile un accenno all'attualità con la vicenda del cardinal Martini: "Sono rimasto molto colpito. Non è in discussione la sua fede ma il suo chiedere una sedazione e l'esprimersi contro l'accanimento terapeutico. Nel mio film ricordo come Papa Wojtyla dicesse di lasciarlo tornare alla casa del padre".

Il film ha convinto, ha ricevuto discreti applausi dai critici che ne hanno sottolineato anche la bellezza visiva. Il Leone d'Oro sembra fuori portata ma c'è chi spera in un premio,


Altro evento della giornata, è il film 'Spring Breakers' di Harmony Korine, presentato in concorso.
Protagoniste Ashley Benson, Vanessa Hudgens, Heather Morris, Selena Gomez, più un quasi irriconoscibile James Franco.

Quattro teenagers, Brit, Candy, Bess e la timida Faith, durante la tradizionale (per gli americani) "vacanza di primavera". Sei giorni di sballo totale su una spiaggia, fra alcool e droghe. Le ragazze però sono a corto di soldi così decidono prima di tutto di rapinare una tavola calda per poi partire alla ricerca dello sballo. Dopo una settimana vengono arrestate e finiscono in cella (in costume). Vengono tirate fuori da Alien (J.Franco), rapper con una collezione di mitra e la passione per B.Spears. Da quel momento la vacanza sale ad un livello pericoloso, spaccio di droga e omicidi, ma che per loro è solo sballo.

Chi leggendo i nomi del cast ha storto un po' il naso dovrà ricredersi, il film ha convinto. Niente atmosfera adolescenziale, il film è cupo e incredibilmente realistico nel mostrare una generazione vuota di contenuto. Quello che viene raccontato è quello che si vede in giro, le ragazzine del film non sono esseri astratti ma esempi reali che si possono trovare in ogni scuola. Questo inquieta non poco ed è per questo che il film riesce nel suo intento.
Il regista Korine ha passato del tempo a "studiare" dei veri liceali: "E’ una generazione con un tipo di anima nuova, cresciuta con videoclip, videogiochi e le bambine in tv. Il passo dal vedere a fare è piccolo. Mi incuriosivano questi personaggi e li ho raccontati".
A colpire ci pensano anche i volti delle attrici, due in particolare, Vanessa Hudgens e Selena Gomez, nate sotto il segno della Disney, sono idoli delle teenagers di mezzo mondo. Questo film le ritrae in modo molto diverso da come i fan sono abituate a vederle. "Quando ho ricevuto il copione temevo che non sarei riuscita ad affrontare il ruolo naturalmente. Ma sul set è stato fantastico. Fare la cattiva ragazza è divertentissimo", ha detto la Hudgens in conferenza. Selena Gomez invece ha ammesso di aver temuto che questo film potesse intaccare la sua fama di "ragazza pulita" e che potesse scioccare troppo i giovanissimi fan (è giovanissima anche lei!): "Arrivando dal mondo Disney chiaramente vengo etichettata. Questo film mi ha dato una possibilità di crescere. Ma ho preferito evitare uno shock troppo grande ai miei fan". A chiudere ci ha pensato James Franco con una battuta: "I ragazzini di Disney Channel ameranno questa roba!".

Intanto, squadre di ragazzine, che non potranno vedere il film perché vietato ai minori, assediano il Lido per vedere i loro idoli, scortate dalle mamme e dai papà.


Frra

giovedì 26 luglio 2012

Presentato il programma del Festival di Venezia

Presentato a Roma il programma della 69a Mostra del Cinema di Venezia che si terrà dal 29 agosto all'8 settembre.

I film in Concorso:

- Olivier Assayas - Apres Mai;
- Ramin Bahrani - At Any price;
- Marco Bellocchio - Bella Addormentata;
- Peter Brosens / Jessica Woodworth - Le Cinquieme Saison;
- Rama Burshtein - Lemale Et Ha'Chlal (Fill the Void)
- Daniele Ciprì - E' stato il figlio
- Francesca Comencini - Un giorno speciale
- Brian de Palma - Passion
- Xavier Giannoli - Superstar
- Kim Ki-Duk - Fieta
- Takeshi Kitano - Outrage Beyond
- Harmony Korine - Spring Breakers
- Terrence Malick - To the Wonder
- Brillante Mendoza - Sinapupunan (Thy Womb)
- Valeria Sarmiento - Linhas de Wellington
- Ulrich Seidl - Paradies: Glaube (Paradise: Faith)
- Kirill Serebrennikov - Izmena (Betrayal)

A questa lista va aggiunto il solito "film a sorpresa" che potrebbe essere addirittura 'The Master' di Paul Thomas Anderson, Variety infatti ieri lo aveva inserito tra i film in concorso.

I film Fuori Concorso:

- Jean-Pierre Ameris - L'homme qui rit
- Susanne Bier - Den Skaldede Friser (Love is All You Need)
- Pascal Bonitzer - Cherchez Hortense
- Simon Brook - Sur un fil...
- Jonathan Demme - Enzo Avitabile Music Life (doc)
- Stephen Fung - Tai Chi 0
- Amos Gitai - Lullaby to My Father
- Kiyoshi Kurosawa - Shokuzai (Penance)
- Spike Lee - Bad 25 (doc)
- Mira Nair - The Reluctant Fundamentalist (film d'apertura)
- Manoel De Oliveira - O Gebo e a Sombra
- Robert Redford - The Company you Keep
- Kimble Rendall - Shark (Bait 3D)
- Henry-Alex Rubin - Disconnect
- Ariel Vromen - The Iceman

La sezione Orizzonti:

- Haifaa Al Mansour - Wadjda
- Kianoosh Ayari - Khaneh Pedari
- Alexey Balabanov - Ja Tozhe Hochu
- Ivano de Matteo - Gli equilibristi
- Leonardo Di Costanzo - L'intervallo
- Ibrahim El Batout - El Sheita Elli Fat
- Frederic Fonteyne - Tango Libre
- Idan Hubel - Menatek Ha-Maim
- Li Ruijun - Gaosu tamen, wo cheng baihe qu le
- Tobias Lindholm - Kapringen
- Jazmin Lopez - Leones
- Salvatore Mereu - Bellas mariposas
- Roberto Minervini - Low Tide
- Bernard Rose - Boxing Day
- Djamila Sahraoui - Yema
- Yesim Ustaoglu - Araf
- Koji Wakamatsu - Sennen no Yuraku
- Wang Bing - San Zi Mei

E le proiezioni speciali Fuori Concorso:

- Lyubov Arkus - Anton tut Ryadom
- Hinde Boujemaa - Ya Man Aach
- Liliana Cavani - Clarisse
- Silvia Giralucci / Luca Ricciardi - Sfiorando il muro
- Amos Gitai - Carmel
- Daniele Incalcaterra / Fausta Quattrini  - El impenetrable
- Michael Mann - Witness: Libya
- Carlo Mazzacurati - Medici con l'Africa
- Daniele Vicari - La nave dolce

Appuntamento al 29 agosto.


Frra