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domenica 24 maggio 2026

Cannes 2026 _ Palma d'Oro a Fjord, nella serata degli ex aequo

Si è concluso ieri sera il Festival di Cannes 2026 e il palmares dei premi che ha fatto un po' storcere il naso a una buona parte dalla stampa.

A trionfare è stato Fjord di Cristian Mungiu, seconda Palma d'Oro per il regista rumeno dopo quella del 2007 per 4 mesi 3 settimane e 2 giorni. Uno dei pochi premi che sembra aver messo d'accordo un po' tutti, senza particolari critiche.

Sugli altri premi invece, qualche polemica c'è stata, non per i titoli ma per una mancanza di decisione. Oltre a Fjord infatti, a trionfare sono stati gli ex aequo, quello che dovrebbe essere una eccezione, nella premiazione di ieri sera si è ripetuta per ben tre volte.
Per gli attori, premiate due coppie dei rispettivi film: Virginie Efira e Tao Okamoto per Soudain, e Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward. Un modo per premiare indirettamente i film passando dai loro interpreti? è un'ipotesi che circola. Ha sorpreso comunque il mancato premio come migliore attore a Javier Bardem per El ser querido, una interpretazione elogiata praticamente da chiunque.
Ex aequo anche per il premio per la regia, assegnato a due film dallo stile completamente opposto, il mix di generi, con momenti musicali e tematica queer La Bola Negra degli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi, e il minimalista in bianco e nero Fatherland di Paweł Pawlikowski, 

Più di qualcuno ha interpretato questi ex aequo come segno di una giuria molto divisa sui premi da assegnare. Ma nella conferenza stampa post premiazione, il presidente di giuria Park Chan Wook ha dato una versione diversa: "Ci incontravamo, guardavamo tre o quattro film e ne discutevamo. Anche quando non avevamo un incontro formale, ogni volta che ci incontravamo parlavamo sempre dei film. Il processo decisionale non è durato molto, le nostre opinioni sono state generalmente concordi. Per quanto riguarda i premi alla Regia, entrambi hanno fatto un lavoro straordinario e non siamo riusciti a decidere chi fosse migliore".
Il regista coreano è stato poi ironico sull'assegnazione della Palma d'Oro: "Ad essere onesto, non volevo assegnare la Palma d’Oro a nessuno dei film, perché è un premio che io stesso non ho mai ricevuto. Ma non avevo altra scelta". Da notare il gioco di parole, "non avevo altra scelta", in inglese No Other Choice, il titolo del film che ha presentato in concorso l'anno scorso, che in molti davano come possibile vincitore e invece venne snobbato totalmente dai premi finali.

Dopo quella a Peter Jackson all'apertura, e quella a sorpresa a John Travolta, durante la serata di chiusura, è stata assegnata la Palma d'Oro alla carriera a Barbra Streisand, assente per un infortunio al ginocchio.

Ecco tutti i vincitori:

Palma d'Oro per il miglior film: Fjord di Cristian Mungiu
Grand Prix: Minotaur di Andrey Zvyagintsev
Premio alla Regia: ex aequo Javier Calvo e Javier Ambrossi per La bola negra e Paweł Pawlikowski per Fatherland
Premio della Giuria: Das Geträumte Abenteuer di Valeska Grisebach
Premio alla Sceneggiatura: Emmanuel Marre per Un uomo del suo tempo
Premio per l'nterpretazione Femminile: ex aequo Virginie Efira e Tao Okamoto per Soudain
Premio per l'interpretazione Maschile: ex aequo Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward
Camera d'Or per la miglior Opera Prima: Ben'imana di Marie-Clementine Dusabejambo
Palma d'oro (cortometraggi): Para los costrincantes di Federico Luis
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UN CERTAIN REGARD
Miglior film: EVERYTIME di Sandra WOLLNER
Premio della Giuria: LES ÉLÉPHANTS DANS LA BRUME di Abinash BIKRAM SHAH
Premio Speciale della Giuria: LE CORSET di Louis CLICHY
Miglior attore: Bradley FIOMONA DEMBEASSET per CONGO BOY di Rafiki FARIALA
Miglior attrice: Marina DE TAVIRA, Daniela MARÍN NAVARRO, Mariangel VILLEGAS per SIEMPRE SOY TU ANIMAL MATERNO di Valentina MAUREL

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sabato 24 maggio 2025

Cannes 2025 - la Palma d'Oro a 'It Was Just an Accident' di Jafar Panahi

Si è conclusa poco fa la cerimonia di premiazione del Festival di Cannes 2025, che è arrivata alla fine di una giornata abbastanza tesa dopo che la città, e dintorni, è rimasta bloccata a causa di un blackout doloso. Il blocco è durato diverse ore e il Palazzo del Cinema di Cannes si è "mantenuto" solo grazie ai generatori di emergenza.

La cerimonia, preceduta dal consueto red carpet, si è comunque svolta e ha visto il film Yek tasādof-e sāde (It Was Just an Accident) del regista iraniano Jafar Panahi vincere la Palma d'Oro.

Sentimental Value di Joachim Trier, ritenuto da molti il favorito, ha ottenuto il Gran Prix della Giuria, mentre andrà sicuramente a casa soddisfatto Kleber Mendonça Filho, il suo O Agente Secreto ha vinto il premio per la migliore regia e quello per il migliore attore, andato a Wagner Moura.

Ecco tutti i vincitori decisi dalla giuria presieduta da Juliette Binoche.

Palma d’oro
Yek tasādof-e sāde (It Was Just an Accident), dir: Jafar Panahi
 
Grand Prix Speciale della Giuria
Affeksjonsverdi (Sentimental Value), dir: Joachim Trier
 
Prix de la mise en scène (Miglior regia)
Kleber Mendonça Filho, 'O agente secreto'
 
Prix du scénario (Miglior sceneggiatura)
Jean-Pierre and Luc Dardenne, 'Jeunes Mères'

Prix d’interprétation féminine (Miglior interpretazione femminile)
Nadia Melliti, 'La Petite Dernière'
 
Prix d’interprétation masculine (Miglior interpretazione maschile)
Wagner Moura, 'O agente secreto'

Premio della giuria
Sirât, dir: Óliver Laxe 
In die Sonne schauen (Sound of Falling), dir: Mascha Schilinski
 
Prix Spécial (Premio Speciale)
Kuángyě shídài (Resurrection), dir: Bi Gan

Camera d’Or alla miglior opera prima
Mamlakat al-qaṣab (The President’s Cake), dir: Hassan Hadi

Camera d’Or Menzione speciale
My Father’s Shadow, dir: Akinola Davies Jr

Palma d’oro al Miglior cortometraggio
I’m Glad You’re Dead Now, dir: Tawfeek Barhom

Menzione speciale (Cortometraggio)
Ali, dir: Adnan Al Rajeev

Palma d’oro onoraria
Robert De Niro
Denzel Washington

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sabato 25 maggio 2024

Festival di Cannes 2024 - Anora vince la Palma d'Oro

Si è conclusa poco fa la cerimonia di premiazione del Festival di Cannes 2024, aperta dalle note di Star Wars per omaggiare il grande George Lucas che ha ricevuto una meritata Palma d'Oro dalle mani del suo grande amico Francis Ford Coppola.

La giuria, guidata dalla presidente Greta Gerwig, ha assegnato la Palma d'Oro al film Anora di Sean Baker, una commedia che fin da subito ha davvero conquistato critica e pubblico, da giorni infatti era dato come favorito per la vittoria.
Premio per la migliore attore a Jesse Plemons per Kind of Kindness, mentre il premio per la migliore interpretazione femminile è stato... quadruplo. La giuria, per voce dell'attrice Lily Gladstone, ha spiegato che non è stato possibile premiare una sola attrice, quindi hanno optato per un "prix d'ensemble", andato alle protagoniste femminili del film Emilia Perez, cioè Selena Gomez, Zoe Saldana, Antonia Paz e Karla Sofia Gascon, prima attrice trans a vincere a Cannes. Non è la prima volta che succede, nel 2006, anche le attrici del film Volver ricevettero il premio come cast.
Emilia Perez, di Jacques Audiard, uno dei film più apprezzati del festival, ha vinto anche il premio della Giuria.

Nessun premio per l'Italia nel Concorso, mentre un premio italiano c'è stato nella sezione Un Certain Regard, dove Roberto Minervini ha vinto per la migliore regia con il suo I Dannati.

Ecco tutti i vincitori, del Concorso e delle altre sezioni.

CONCORSO
Palma d’oro: Anora, di Sean Baker
Grand Prix: All We Imagine As Light di Payal Kapadia
Migliore regia: Miguel Gomes, Grand Tour
Premio della Giuria: Emilia Pérez di Jacques Audiard
Migliore Interpretazione Maschile: Jesse Plemons, Kinds of Kindness
Migliore Interpretazione Femminile: Emilia Pérez cast d’insieme (Adriana Paz, Zoe Saldana, Karla Sofia Gascon, Selena Gomez)
Migliore sceneggiatura: The Substance, Coralie Fargeat
Premio Speciale per la sceneggiatura: Mohammad Rasoulof, The Seed of the Sacred Fig

PALMA D’ORO AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Man Who Could Not Remain Silent, dir: Nebojsa Slijepcevic
PALMA D’ORO AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO – MENZIONE SPECIALE
Bad For a Moment, dir: Daniel Soares

CAMERA D’OR
Armand, dir: Halfdan Ullmann Tøndel
CAMERA D’OR – MENZIONE SPECIALE
Mongrel, dir: Chiang Wei Liang

UN CERTAIN REGARD
Premio Un Certain Regard: Black Dog di Guan Hu
Premio della giuria: The Story of Souleymane di Boris Lojkine
Miglior regia: I dannati di Roberto Minervini / On Becoming a Guinea Fowl di Rungano Nyoni
Miglior interpretazione: The Shameless – Anasuya Sengupta / The Story of Souleymane – Abou Sangare
Menzione speciale: Norah, regia di Tawfik Alzaidi
Premio «Nuove voci»: Holy Cow – Louise Courvoisier

CINEFONDATION
Primo premio: Sunflowers Were the First Ones to Know… – Chidananda S Naik
Secondo premio: Out of the Window Through the Wall – Asya Segalovich
Secondo premio ex aequo: The Chaos She Left Behind – Nikos Kolioukos
Terzo premio: Bunnyhood – Mansi Maheshwari

QUINZAINE DES CINEASTES
La giurie della sezione parallela della Quinzaine des Cinéastes ha premiato i seguenti film:

Premio del pubblico (prima edizione): Universal Language di Matthew Rankin
Premio Europa Cinema Label: The Other Way Around (Volveréis) di Jonás Trueba
Premio SACD: This Life of Mine, regia di Sophie Fillière

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
La giuria della sezione parallela della Settimana internazionale della critica ha premiato i seguenti film:

Grand Prix della Settimana internazionale della critica: Simon de la montaña, regia di Federico Luis
Premio French Touch della giuria: Blue Sun Palace, regia di Constance Tsang
Premio Louis Roederer Foundation per la miglior scoperta: Ricardo Teodoro per Baby
Premio SACD: Julie zwijgt, regia di Leonardo Van Dijl
Aide Fondation Gan à la Diffusion: Julie zwijgt, regia di Leonardo Van Dijl
Premio Leica Cine per la miglior scoperta (cortometraggio): Montsouris, regia di Guil Sela
Premio Canal+ per il miglior cortometraggio: Noksan, regia di Cem Demirer

Altri premi
L’Œil d’or: Ernest Cole: Lost and Found, regia di Raoul Peck
Menzione speciale: Rafaʾat ʿaynī lil-samāʾ, regia di Nada Riyadh ed Ayman el-Amir
Queer Palm: Trei kilometri până la capătul lumii, regia di Emanuel Pârvu
Cortometraggio Queer Palm: Las novias del sur, regia di Elena López Riera

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domenica 28 maggio 2023

Festival di Cannes 2023 - Palma d'oro ad 'Anatomie d'une Chute'. Tutti i vincitori.

Si è concluso ieri sera il Festival di Cannes 2023, che ha visto trionfare il film francese Anatomie d'une Chute, della regista francese Justine Triet, che così diventa la terza donna in 76 edizioni ad aver vinto la Palma a Cannes.

Un premio che non ha convinto la maggioranza di critici e cinefili che hanno visto i film in una annata che, per molti, è stata una delle migliori da molti anni a questa parte. Fin dalla presentazione, il favorito per la Palma era considerato The Zone Of Interest di Jonathan Glazer, titolo che ha davvero messo tutti d'accordo. Ma, evidentemente, non la giuria presieduta da Ruben Östlund, che ha premiato il film di Glazer con il Grand Prix Speciale della Giuria ma ha dato la Palma d'oro ad Anatomie d'une Chute, un thriller ben accolto dalla critica e dal pubblico ma che non era visto come un titolo abbastanza convincente per la Palma.
Altro film che ha entusiasmato la critica ed era visto come favorito era Kuolleet lehdet di Aki Kaurismäki, che ha vinto il Premio della Giuria.

Tutti d'accordo invece sul premio al migliore attore a Koji Yakusho (Perfect Days), mentre ha sorpreso quello alla migliore attrice assegnato a Merve Dizdar (About Dry Grasses), non perché non lo meritasse, anzi la sua performance ha colpito molto, ma perché nel film ha una parte dal minutaggio ridotto anche se importante.

Nessun premio per i tre film italiani ma non sorprende. Tutti e tre i film sono stati accolti abbastanza bene ma la stampa italiana ha esagerato molto nel descrivere l'accoglienza e la reazione della stampa estera. Rapito di Marco Bellocchio è piaciuto, ha avuto buone critiche, ma senza entusiasmare. Il Sol dell'Avvenire di Nanni Moretti, essendo un film molto "autoriferito", è piaciuto a chi conosce bene il cinema del regista, è piaciuto alla stampa francese, meno alla resto della critica, ma era prevedibile. Dei tre, quello che è stato accolto meglio e ha avuto le migliori critiche all'estero è stato La Chimera di Alice Rohrwacher, ma è un film che viaggia su strade tutte sue.

Ecco tutti i vincitori.

Concorso
Palma d'oro: Anatomie d'une chute, regia di Justine Triet
Grand Prix Speciale della Giuria: The Zone of Interest, regia di Jonathan Glazer
Prix de la mise en scène: Trần Anh Hùng per La Passion de Dodin Bouffant
Prix du scénario: Yūji Sakamoto per Kaibutsu
Prix d'interprétation féminine: Merve Dizdar per Kuru otlar üstüne
Prix d'interprétation masculine: Kōji Yakusho per Perfect Days
Premio della giuria: Kuolleet lehdet, regia di Aki Kaurismäki
Palma d'oro onoraria: Michael Douglas e Harrison Ford

Un Certain Regard
Premio Un Certain Regard: How to Have Sex, regia di Molly Manning Walker
Premio della giuria: Les Meutes, regia di Kamal Lazraq
Miglior regia: Asmae El Moudir per Kadhib ʾabyaḍ
Miglior interpretazione: il cast di Crowrã
Premio della libertà d'espressione: Wadāʿan Jūlyā, regia di Mohamed Kordofani
Premio «Nuove voci»: Augure, regia di Baloji

Camera d'Or per la miglior Opera Prima
BÊN TRONG VO KEN VANG (L’ARBRE AUX PAPILLONS D’OR), di Thien An Pham

Camera d'Or per la miglior Opera Prima (Cortometraggi) :27 di Flóra Anna Buda
Menzione speciale a: FÁR di Gunnur Martinsdóttir Schlüter

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domenica 29 maggio 2022

Festival di Cannes 2022 - Vince Triangle of Sadness. Tra i premiati, anche un po' d'Italia.

Si è conclusa ieri il Festival di Cannes 2022, festival che ha festeggiato i suoi 75 anni con un Concorso non proprio esaltante.

A vincere è stato il film Triangle of Sadness di Ruben Östlund, estremamente felice sul palco. Il regista vince così la sua seconda Palma d'Oro a soli quattro anni dalla prima (The Square, 2017). Annunciato il premio, il presidente di giuria Vincent Lindon ha dichiarato: "La Giuria è rimasta completamente scioccata da questo film".

Soddisfazione anche per l'Italia, con l'italo-belga Le Otto Montagne che ha vinto il Premio della giuria ex aequo con l'italo-polacco Eo.

Il premio per la Miglior Interpretazione Femminile è andato a Zara Amir Ebrahimi per Holy Spider, per la Miglior Interpretazione Maschile invece è stato premiato Song Kang Ho per Broker.

Per la conferenza stampa finale, la giuria si è presentata in sala piuttosto tranquilla e sorridente, a partire da Vincent Lindon, che ha dichiarato: "È stato fantasticamente bello.  Abbiamo speso due settimane insieme, nessuno ha alzato la voce, c’era gran rispetto e ammirazione e voglia di ascoltare. Ho imparato a guardare un film in maniera più matura. Ognuno ha usato le proprie energie per parlare dei film che ha amato ed è bello avere persone gentili attorno a te che ci tengono ad esaltare i registi che amano. Non ci sono state lotte, tutto è andato liscio. È molto piacevole e molto raro avere un gruppo come questo, parimenti diviso in uomini e donne, con persone di nazionalità e culture diverse. Poter vivere della nostra passione è un dono ed è bello averlo ricambiato. Abbiamo ricevuto e dato qualcosa. Stasera abbiamo cambiato per sempre la vita di alcune persone. A volte dare è bello quanto ricevere".

Seduta accanto a Lindon, una emozionata Jasmine Trinca: "È stata un’incredibile esperienza di condivisione. È una grande emozione potere condividere la sala insieme agli altri giurati e a tutti gli spettatori. Percepire lo stesso stato d’animo nei confronti di un film. Siamo stati molto seri, abbiamo cercato di vedere i film con il massimo di attenzione, di cura, e avendo il massimo rispetto. Il modo in cui abbiamo guardato questi film è un modo influenzato dalle emozioni, e questo deve essere guardare i film come degli spettatori, non solo come parte di una giuria. Siamo emozionati, in un senso positivo, per vedere i vincitori sul palco. Ma siamo anche tristi perché questo insieme di emozioni per tutti questi giorni non è stata una cosa da poco. Ci salutiamo con il cuore pieno".

Ecco l'elenco dei vincitori.

Palma d'Oro per il miglior film
Triangle of Sadness di Ruben Ostlund 

Gran Premio (ex-aequo)
Close di Lukas Dhont & Stars at Noon di Claire Denis 

Premio per l'Interpretazione Femminile
ZAR AMIR EBRAHIMI in Holy Spider di Ali Abbasi

Premio per l'Interpretazione Maschile
SONG kang-ho per Broker di Kore-Eda Hirokazu

Premio alla Regia
Park Chan-Wook per Decision to Leave

Premio della Giuria (ex-aquo)
Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch &
EO di Jerzy Skolimowski

Premio alla Sceneggiatura
Tarik Saleh per Boy from Heaven

Premio per il 75esimo festival
Tori e Lokita dei fratelli Dardenne

Camera d'Or menzione speciale
PLAN 75 di Hayakawa Chie 

Camera d'Or per la miglior Opera Prima
WAR PONY, di Gina Gammell e Riley Keough

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UN CERTAIN REGARD

Premio Un Certain Regard: LES PIRES de Lise AKOKA & Romane GUERET
Premio della Giuria: JOYLAND de Saim SADIQ
Premio per la regia: Alexandru BELC pour METRONOM
Premio per la migliore interpretazione (ex-aequo): Vicky KRIEPS in CORSAGE e Adam BESSA in HARKA
Premio per la migliore sceneggiatura: MEDITERRANEAN FEVER de Maha HAJ
Coup de cœur du Jury (colpo di fulmine della Giuria): RODÉO de Lola QUIVORON

sabato 17 luglio 2021

Festival di Cannes 2021 - Titane vince la Palma d'Oro. Tutti i vincitori.

L'edizione del 2021 del Festival di Cannes è stata meno sfarzosa del solito, lo spostamento di data, i pochi blockbuster o comunque titoli da copertina, hanno forse dato meno risalto al festival, ma la cerimonia di chiusura ha regalato un momento da ricordare.

Il presidente di giuria Spike Lee è stato involontariamente protagonista di un colpo di scena, a inizio cerimonia, invece di annunciare il primo premio della serata, ha annunciato il vincitore della Palma d'Oro. Melanie Laurent, seduta accanto a lui, non ha fatto in tempo a fermarlo, ormai il "danno" era fatto, il titolo era stato annunciato, la Palma d'Oro è stata assegnata a Titane di Julia Ducournau. La regista è la seconda donna nella storia del festival a vincere la Palma d'Oro, prima di lei solo Jane Campion per Lezioni di Piano (1993).

Prima del colpo di scena di Spike Lee, Marco Bellocchio ha ricevuto la Palma d'Oro alla carriera dalle mani di Paolo Sorrentino.

Ecco tutti i premi della serata.

Palme d’Or: “Titane”

Grand Prix: Ghagareman di Asghar Farhadi e Hytti N. 6 di Juho Kuosmanen

Gran premio della giuria: “Ahed’s Knee” e “Memoria”

Migliore attrice: Renate Reinsve, “The Worst Person in the World”

Miglior attore: Caleb Landry Jones, “Nitram”

Miglior regista: Leos Carax, “Annette”

Miglior sceneggiatura: Ryusuke Hamaguchi, “Drive My Car”

Camera d’Or: “Murina” by Antoneta Alamat Kusijanović

Short Film Palme d’Or: Tian Xia Wu Ya by Tang Yi

Special Jury Mention for Short Film: “Ceu de Agosto” by Jasmin Tenucci

sabato 9 novembre 2019

Parasite - la recensione

Una commedia su una famiglia che attraverso una truffa riesce ad intrufolarsi in casa di ricchi e stupidi borghesi?
Un thriller a tinte horror in cui è impossibile immaginare il finale?
Un melodramma sul valore incrollabile della famiglia, unico appiglio nel mondo moderno?
O forse un dramma sulla lotta di classe in cui  la casa è metafora della società stessa?



Dopo la parentesi americana e non perfettamente riuscita rappresentata da Okja, Bong Joon-ho torna a dirigere un film coreano in tutto e per tutto, ritrovando anche un attore feticcio come Song Kang-ho, probabilmente il più grande fra gli attori coreani contemporanei, e si fa perdonare qualsiasi critica gli sia stata mossa nel film precedente.

Nella prima, fantastica, ora di film, si assiste alla scalata truffaldina di una famiglia povera, ma tutt'altro che sprovveduta. Sono quasi disgustosi, e il regista sembra volercelo comunicare in tutti i modi, in una casa squallida e sporca che li rispecchia perfettamente. Ma sono anche incrollabilmente uniti e scaltri, tanto da riuscire a infilarsi, uno ad uno, nella casa di una famiglia benestante, la cui moglie è "giovane e semplice" e si fida ciecamente di loro, prima come tutor per i figli, poi come autisti, o governante. La casa dei ricchi, specularmente a quella dei poveri, è pulita, luminosa, con oggetti di design e grandi spazi vuoti. Ma proprio quando sembra che il film sia indirizzato verso un certo discorso, ecco che il ritmo si spezza e un colpo di scena irrompe a cambiare totalmente toni e generi.

A questo punto la casa, specchio dei proprietari, diventa metafora vera e propria e protagonista indiscussa del film, teatro di uno scontro sanguinoso fra poveri al fine di ottenere anche solo una briciola di quel lusso che hanno solo assaggiato ma di cui già non riescono più a fare a meno.
Sta tutta qui la genialità di Parasite, nel modo in cui Bong Joon-ho amalgama critica sociale, commedia, thriller serrato e una vena di horror senza che nessun genere prevalga mai sull'altro e senza che l'attenzione cali mai nemmeno per un secondo, fino al finale inaspettato e struggente, quasi un melodramma.

Chi sono quindi i parassiti del titolo? Sono i truffatori? Sono i ricchi borghesi incapaci di vedere anche ciò che è sotto il loro naso? O forse qualcun altro che non ci aspettavamo di ritrovarci in casa? 
O, ancora, non è forse la società stessa a succhiare dai cittadini, proprio come un parassita?

Il regista coreano non ci dà una risposta certa, ma ci mostra, semplicemente, che è così, che vige la legge del più forte e che bisogna uccidere per non essere uccisi.

Divertente, commovente, al cardiopalma, si attraversano davvero tutte le emozioni possibili guardando Parasite, grazie a una scrittura geniale e a una regia brillante e intelligente. 
Sicuramente uno dei film più belli di questa annata cinematografica.


venerdì 31 maggio 2019

Cannes 2019 - Bong Joon-ho vuole incontrare Gianni Morandi. La risposta del cantante.

Con il suo ultimo film, Parasite, regista coreano Bong Joon-ho ha appena coronato un suo sogno, vincere il Festival di Cannes, ora però ha espresso un altro grande desiderio: conoscere Gianni Morandi!

Può sembrare una notizia surreale ma c'è un punto d'incontro tra i due. Nella colonna sonora film che ha vinto la Palma d'Oro 2019 e che ha ricevuto applausi ed elogi da critica e pubblico, c'è la canzone "In Ginocchio da Te" di Gianni Morandi, che accompagna non una scena a caso ma quella finale. Una scelta molto particolare, che ha sorpreso non poco gli italiani presenti, ma perfettamente sensata all'interno della storia.

Dopo la vittoria, con la Palma ancora tra le braccia, Bong Joon-ho ha dichiarato pubblicamente a tutti i giornalisti italiani che ha incontrato di essere un grande fan del cantante e di volerlo incontrare. Ovviamente non possiamo non chiederci come e quanto Bong Joon-ho è diventato fan di Morandi. Comunque, la dichiarazione e la richiesta del regista è arrivata, tramite il distributore italiano del film (Academy Two), fino a Gianni Morandi, che si è detto molto sorpreso. "Mi vuole conoscere?", ha dichiarato il celebre cantante, "Sono sorpreso e contento. Magari vado io da lui, potrebbe essere l'occasione per un tour in Sud Corea, dove non sono mai stato". Morandi ha postato su Facebook un video omaggio al film vincitore, accompagnato ovviamente dalla canzone "In Ginocchio da Te".

A questo punto possiamo solo sperare che l'incontro avvenga presto, sarebbe un momento bellissimo.

sabato 25 maggio 2019

Cannes 2019 - Palma d'oro a Parasite di Bong Joon-ho

Si è conclusa poco fa la 72a edizione del Festival di Cannes. La Palma d'Oro 2019 è stata assegnata al film Parasite (Gisaengchung) del regista coreano Bong Joon-ho.

Un vincitore quasi annunciato, il film era da tutti considerato il favorito, ha ricevuto subito delle recensioni entusiastiche, conquistando critica e pubblico.
Altro vincitore annunciato, Antonio Banderas, che ha ricevuto il premio come migliore attore per la sua ottima performance nel film Dolor y Gloria di Almodovar. Migliore attrice la britannica Emily Beecham per il film Little Joe.

Resta a mani vuote Quentin Tarantino con il suo C'era una Volta a Hollywood (che però ha vinto la Palm Dog per il miglior cane in un film, premio ritirato dallo stesso regista). Nessun premio anche per l'unico film italiano in Concorso, Il Traditore di Bellocchio.

Ecco tutti i vincitori, del Concorso e della sezione Un Certain Regard.

Palma d’Oro: “Parasite,” Bong Joon-ho
Grand Prix: “Atlantique,” Mati Diop
Gran Premio della Giuria: “Les Misérables” (Ladj Ly) e “Bacurau” (Kleber Mendonça Filho, Juliano Dornelles)
Migliore attrice: Emily Beecham, “Little Joe”
Miglior attore: Antonio Banderas, “Dolor Y Gloria”
Miglior regista: Jean-Pierre & Luc Dardenne, “Young Ahmed”
Miglior sceneggiatura: “Portrait of a Lady on Fire,” Céline Sciamma
Menzione speciale della giuria: “It Must Be Heaven,” Elia Suleiman
Camera d’Or: “Our Mothers,” César Díaz
Palma d’Oro al cortometraggio: “The Distance Between Us And The Sky,” Vasilis Kekatos
Menzione speciale della giuria: “Monstruo Dios,” Agustina San

Queer Palm (lungometraggio): “Portrait of a Lady on Fire,” Céline Sciamma
Queer Palm (cortometraggio): “The Distance Between Us And The Sky,” Vasilis Kekatos

Un Certain Regard Award: The Invisible Life of Eurídice Gusmão by Karim Aïnouz
Un Certain Regard Jury Prize: Fire Will Come by Oliver Laxe
Un Certain Regard Award for Best Director: Kantemir Balagov for Beanpole
Un Certain Regard Jury Award for Best Performance: Chiara Mastroianni for On a Magical Night
Un Certain Regard Special Jury Prize: Albert Serra for Liberté ; Bruno Dumont for Joan of Arc
Coup de Cœur Award: A Brother’s Love by Monia Chokri ; The Climb by Michael Angelo Covino

domenica 19 maggio 2019

Cannes 2019 - giorno 5

Domenica di festival sotto il segno di Alain Delon, a cui sarà consegnata la Palma d'Oro alla carriera.

Incontrando la stampa (selezionata), l'attore ha raccontato la sua carriera, con i suoi momenti cruciali, come quando ha deciso di abbandonare la carriera militare nella Marina, durante la quale ha anche combattuto in Indocina, per dedicarsi al cinema. Una carriera iniziata quasi per caso ma in modo fulminante. "Sin dalla prima volta sono stato quasi subito a mio agio", ha dichiarato Delon, "ho percepito che quella era la mia vita, e le parole che più spesso mi hanno ripetuto gli autori sono state: non recitare, usa lo sguardo e vivi!".
Alain Delon ha poi parlato di quello che, forse, è stato il regista più importante della sua carriera, Luchino Visconti, e ricordandolo l'attore si è commosso. "Mi è stato presentato a Londra, mentre era in corso una rappresentazione del Don Giovanni: ero stato visto recitare e mi veniva ripetuto ‘tu sei Rocco, tu sei Rocco’, così mi hanno fatto conoscere Luchino", ha raccontato Delon, riferendosi ovviamente al grande film Rocco e i suoi Fretelli (1960), un film che "è stato un sacrificio, ma uno di quelli che hanno portato una delle migliori cose possibili".
L'attore ha poi ricordato quando si è affacciato a Hollywood per poi tornare, quasi subito, al cinema europeo. "Ho vissuto là due anni", ha raccontato Delon, "poi però mi mancavano Parigi, i suoi cinema, e così ho lasciato l’opportunità di quella carriera e sono rientrato, applaudito dai francesi per la scelta".

La scelta di Alain Delon come Palma d'Oro alla carriera ha provocato qualche protesta, soprattutto da parte di movimenti femministi a causa di comportamenti non sembra giusti dell'attore nei confronti delle donne. Durante l'incontro con la stampa però, Delon ha ribadito spesso l'importanza delle donne, delle attrici che ha incontrato, per la sua carriera, l'attore ha dichiarato proprio di essere "debitore alle donne per il mio successo". Ha ricordato in particolare Monica Vitti, con cui ha recitato ne L'Eclisse (1962), e ovviamente Romy Schneider, grande amore della sua vita (anche se, finito non benissimo tra i due), con cui ha recitato ne La Piscina (1969), film che l'attore ha confessato di non riuscire più a vedere: "troppo difficile pensando a Romy, anche se è un film magnifico, di cui s’è parlato per molti anni".
La Palma gli verrà consegnata questa sera.



Presentato Fuori Concorso il film francese Les Plus Belles Années d’une Vie, diretto da Claude Lelouche e che vede protagonista Jean-Luis Trintignant e Anouk Aimée. Nel cast anche Monica Bellucci.

Il film è una sorta di sequel della pellicola vincitrice della Palma d'Oro nel 1966, Un Uomo e una Donna, anche se il regista ci tiene a precisare che non è un seguito di quel film. "Non è un sequel, può essere visto anche da chi non conosce l’altro", ha dichiarato Lelouche, "Parla delle tracce che lasciamo nella vita degli altri, è un film solare, positivo. Conferma l’opinione di Hugo, gli anni più belli sono quelli non ancora vissuti. Il presente è più forte del passato". Il riferimento a Victor Hugo è nel titolo, una frase "rubata" direttamente allo scrittore.
Un film girato in soli tredici giorni e che è nato proprio durante il 50° anniversario di Un Uomo e una Donna. "Mentre celebravamo l'anniversario di Un uomo e una donna, osservavo Jean-Louis e Anouk insieme", ha ricordato il regista, "Ridevano, si divertivano insieme, la gioia di ritrovarsi era immensa. Mi sono reso conto che il loro era un incontro incompiuto, e che io volevo prolungarlo indefinitamente".

sabato 19 maggio 2018

Cannes 2018 - Palma d’Oro a Shoplifters. Due premi anche al Cinema Italiano.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di premiazione del Festival di Cannes, dove la meravigliosa presidente di giuria, Cate Blanchett, ha annunciato i vincitori della 71a edizione.

Italia decisamente protagonista ma la Palma d'Oro è andata al film Shoplifters del regista giapponese Hirokazu Kore'eda. Un nome che gli esperti di "toto-palma" non avevano preso in considerazione.

Sul palco a premiare sono saliti tre italiani, Roberto Benigni, travolgente come suo solito, Chiara Mastroianni, e Asia Argento, che ha portato sul palco la protesta delle donne raccontando, senza giri di parole, la violenza subita anni fa, proprio a Cannes, da Harvey Weinstein. Il suo discorso, proprio in apertura, è stato piuttosto duro (buttando anche un certo gelo in sala) e anche vagamente minaccioso quando ha detto che probabilmente in sala erano presenti uomini che hanno avuto comportamenti riprovevoli in passato, e poi ha concluso con un "ricordate, noi sappiamo chi siete. Non lo permetteremo più". Un discorso molto sentito dall'attrice italiana, apparsa piuttosto nervosa, che alla fine ha trattenuto a fatica la commozione, soffocata da un abbraccio di Ava DuVernay. C'è voluta tutta la classe e l'eleganza di Cate Blanchett, a cui Asia Argento ha poi ceduto la parola per i premi, per riprendere in mano il discorso premiazione che hanno visto l'Italia trionfare.

Due premi per il Cinema Italiano, Alice Rohrwacher ha ricevuto il Prix du scénario, premio alla sceneggiatura, per il suo Lazzaro Felice, premio a pari merito con 3 Faces di Jafar Panahi, il regista iraniano agli arresti domiciliari nel proprio paese.
Altro premio all'Italia quello al migliore attore, uno scioccato Marcello Fonte, protagonista di Dogman di Matteo Garrone.

Cate Blanchett ha poi annunciato un premio nuovo (cioè inventato per l'occasione), la Palma d'oro speciale, consegnata al regista Jean-Luc Godard per il suo The Book of Images. Il regista non era presente, il premio è stato ritirato dai produttori. Gran Premio della giuria a Spike Lee per BlacKkKlansman.

La cerimonia è finita in modo insolito, con tutti i vincitori e la giuria che si sono trasferiti sul red carpet per sentire cantare Sting. Un finale un po'... pop.

Qui tutti i premi della serata.

Palma d’Oro
Kore-Eda Hirokazu, Shoplifters

Gran Premio della Giuria
Spike Lee, BlacKKKlansman

Premio della Giuria
Nadine Labaki, Capharnaum

Palma d’Oro Speciale
Jean-Luc Godard, The Book of Images

Migliore Attrice
Samal Yeslyamova, My Little One

Miglior Attore
Marcello Fonte, Dogman

Miglior Regista
Pawel Pawlikowski, Cold War

Miglior Sceneggiatura
Alice Rohrwacher, Lazzaro Felice
Nader Saeivar, 3 Faces

Caméra d’Or
Girl, dir: Lukas Dhont

Palma al Miglior Cortometraggio
All These Creatures, dir: Charles Williams
Special Mention: On The Border, dir: Wei Shujun, The Book of Images

domenica 28 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - i vincitori

Svelati i vincitori della 70a edizione del Festival di Cannes. Se alla vigilia si diceva che non c'era un vero favorito, in realtà i premi hanno confermato le sensazioni dei giorni scorsi: hanno vinto i film che hanno colpito di più. E ci sembra anche giusto così.

La Palma d'oro è andata alla satira di The Square, di un felicissimo Ruben Östlund. Confermato il pronostico su Diane Kruger, vincitrice del premio come migliore attrice per il film In the Fade. Migliore attore Joaquin Phoenix per You Were Never Really Here, film ha ricevuto il maggiori numero di premi.
Il premio per la migliore regia è andato a Sofia Coppola per The Beguiled, è la seconda donna ad aver vinto questo premio nella storia.

Il Premio speciale del 70esimo Anniversario è stato consegnato a the Queen of Cannes, Nicole Kidman, straordinaria attrice che al festival era presente con quattro titoli e in tutti e quattro è stata eccezionale.

Ecco tutti i vincitori.

Palma d’Oro: The Square, di Ruben Östlund
Premio del 70esimo anniversario: Nicole Kidman
Grand Prix: (BPM) Beats Per Minute di Robin Campillo
Miglior regista: Sofia Coppola, The Beguiled
Miglior attore: Joaquin Phoenix, You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Migliore attrice: Diane Kruger, In the Fade, di Fatih Akin
Premio della Giuria: Loveless, di Andrey Zvyagintsev
Sceneggiatura: The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos e You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Camera d’Or al miglior primo film: “Jeunne Femme/Montparnasse Bienvenue,” di Leonor Serraille
Short Film Palme d’Or: “Xiao Cheng Er Yue (A Gentle Night),” di Qiu Yang
Queer Palm (Feature): “BPM (Beats Per Minute),” Robin Campillo
Queer Palm (Short): “Islands,” Yann Gonzalez

giovedì 13 aprile 2017

Cannes 70 - presentato il programma del Festival di Cannes 2017

Questa mattina Pierre Lescure, Presidente del festival, e Thierry Frémaux, Delegato Generale del festival, hanno presentato alla stampa il programma ufficiale del 70° Festival di Cannes.

Un programma molto denso che presenta film di vario genere e annuncia la presenza di un bel numero di star sul tappeto rosso.

Non ci sono film italiani in Concorso, ma l'Italia sarà presente nella sezione Un Certain Regard con il nuovo film di Sergio Castellitto, Fortunata, e nella stessa sezione con il film italo-francese Après la Guerre di Annarita Zambrano.

Evento con David Lynch che presenterà due episodi della nuova attesissima stagione di Twin Peaks. Tanta Nicole Kidman quest'anno al festival, l'attrice è presente in ben tre film, uno su tutti, il nuovo lavoro di Sofia Coppola, The Beguiled (in Italia L'Inganno), che sarà presentato in Concorso.
In Concorso c'è anche Netflix con Okja, nuovo film del regista coreano Bong Joon-ho.
Ci sarà anche Kristen Stewart in una inedita veste di regista per presentare il suo corto Come Swim.

Il film d'apertura sarà Les Fantomes D’Ismael di Arnaud Desplechin, che vede come protagoniste Marion Cotillard e Charlotte Gainsbourg.

Presidente di giuria sarà Pedro Almodovar. Madrina del festival Monica Bellucci. Il festival si svolgerà dal 17 al 28 maggio.

Ecco il programma completo.

Concorso

Loveless di Andrei Zvyagintsev
Good Time di Benny and Josh Safdie
You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
L'Amant Double di Francois Ozon
Jupiter's Moon di Kornel Mondruczo
A Gentle Creature di Sergei Loznitsa
The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos
Hikari (Radiance) di Naomi Kawase
The Day After di Hong Sangsoo
Le Redoutable di Michel Hazanavicius
Wonderstruck di Todd Haynes
Rodin di Jacques Doillon
Happy End di Michael Haneke
The Beguiled di Sofia Coppola
120 Battements par Minute di Robin Campillo
Okja di Bong Joon-Ho
Aus dem Nichts (In the Fade) di Fatih Akin
Les Fantomes D’Ismael di Arnaud Desplechin (film d'apertura)
The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach

Fuori Concorso

How to Talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell
Visages, Villages di Agnès Varda & JR
Blade of the Immortal di MiikeTakashi

Un Certain Regard

Barbara di Mathieu Amalric
La novia del desierto di Cecilia Aran & Valeria Pivato
Closeness di Kantemir Balagov
La belle et la meute di Kaouther Ben Hania
L’atelier di Laurent Cantet
Fortunata di Sergio Castellitto
Las Hijas de Abril di Michel Franco
Western di Valeska Grisebach
Directions di Stephan Komandarev
Oit di Gyorgy Kristof
Before we vanish di Kurosawa Kiyoshi
En attendant les hirondelle di Karim Moussaoui
Dregs di Mohammad Rasoulof
Jeune Femme di Léonor Serraille
Wind River di Taylor Sheridan
Dopo la guerra di Annarita Zambrano

domenica 22 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 11

Ultimi film in Concorso al festival, che riabbraccia una grande attrice come Isabelle Huppert.

L'attrice francese a Cannes è di casa e quest'anno torna in Concorso con il nuovo film di Paul Verhoeven, Elle.

Il film è tratto dal romanzo di Philippe Djian, la Huppert interpreta una donna in carriera, dal carattere tosto e con una vita privata movimentata. Dopo essere stata violentata da uno sconosciuto introdottosi nella sua abitazione, la donna dà il via alle indagini per trovare il responsabile, una ricerca che rischia però di degenerare.

Un tema molto serio come quello della violenza sessuale e dello stalking che però nel film viene affrontato anche con i toni della commedia. Grandi applausi hanno accolto il film alla fine della proiezione stampa. "La qualità della materia prima era straordinaria", ha dichiarato la Huppert, che nel film offre un'ottima prova, "La pellicola non cerca di dare spiegazioni, lascia solo ipotesi. Ha sicuramente una natura ambigua, come è normale che sia per un regista eclettico come Paul. La sceneggiatura era fantastica e tutto quello che un attore poteva domandarsi era già contenuto lì dentro".
"Il produttore mi ha coinvolto, mi ha fatto leggere il libro. Non ci sono stati trucchi o compromessi", ha detto Verhoeven, "Io faccio film perché mi piace farli, non per fare soldi. Altrimenti questo lavoro diventerebbe noioso. Qui c’è thriller ma anche tragedia e commedia, ed è una cosa che non avevo mai fatto. Inizialmente avevamo pensato di trasportare la storia negli Usa, ma poi abbiamo capito che non funzionava e che l’ambientazione parigini gli avrebbe donato. Mi sono basato tanto anche sulla musica, in particolare Stravinskij. Amo la sintesi e il suo ritmo mi impedisce di inserire nella pellicola elementi che non servono, mi aiuta a essere ‘breve’".

La Huppert ha già vinto due volte la Palma d'Oro, arriverà il tris?

domenica 24 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - i vincitori

Si conclude il 68° Festival di Cannes, e se l'Italia resta a secco, la Francia vola.

Le prime voci sull'assenza di italiani nel palmares dei vincitori sono cominciate a circolare già in mattinata. Nonostante l'ottima accoglienza e le buone critiche, niente premi per Moretti, Sorrentino e Garrone, che evidentemente non sono riusciti a convincere la giuria presieduta da i fratelli Coen.

Alla fine è Dheepan di Jacques Audiard a vincere la Palma d'Oro. Uno dei cinque film francesi presenti nel Concorso. E a parlare francese sono anche i riconoscimenti per gli attori.

Il premio per la migliore interpretazione maschile è andato a Vincent Lindon per La Loi Du Marché, probabilmente uno dei pochi premi a mettere d'accordo tutti. Ex-aequo invece per la migliore interpretazione femminile, il premio è andato a Rooney Mara (Carol) e a Emmanuelle Bercot (Mon Roi). Nei giorni scorsi più di qualcuno aveva ipotizzato un premio per due attrici come conseguenza più logica per premiare le due protagoniste di Carol, a sorpresa però il premio è andato solo a una delle due, Rooney Mara, e a restare a mani vuote è stata Cate Blanchett, con quella che è stata considerata la migliore interpretazione del festival.
Premiato come miglior regista Hou Hsiao-Hsien per il wuxia The Assassin.

Quindi, tanta Francia tra i vincitori, i fratelli Coen salutano il festival dichiarando che è stata una "giuria di artisti e non di critici", ma - senza offendere nessuno - si può tranquillamente dire che le scelte fatte non hanno soddisfatto del tutto.

Ecco l'elenco dei premi.

Palma d'Oro: Dheepan di Jacques Audiard

Gran Premio della Giuria: Son Of Saul (Saul Fia) di László Nemes

Premio alla Regia: Hou Hsiao-Hsien per The Assassin 

Premio della Giuria: The Lobster di Yorgos Lanthimos

Premio alla Sceneggiatura: Cronic di Michel Franco

Premio per l'Interpretazione Femminile: Ex aequo Rooney Mara per Carol e Emmanuelle Bercot per Mon Roi

Premio per l'Interpretazione Maschile: Vincent Lindon per La Loi Du Marché

Camera d'Or per la miglior Opera Prima: La Tierra y la sombra di Cesar Augusto Acevedeo (Colombia)

Palma d'Oro per il miglior cortometraggio: Waves '98 di Ely Dagher (Libano)

Palma d’oro alla carriera a Agnès Varda

lunedì 28 maggio 2012

Festival di Cannes - Giorno 12, i vincitori!

La 65a edizione del Festival di Cannes si conclude con la vittoria del film 'Amour' di Michael Haneke, e c'è gloria anche per l'Italia.

Ecco tutti i vincitori:

Miglior film: 'Amour' di Michael Haneke
Gran premio: 'Reality' di Matteo Garrone
Mgliore attrice: Cosmina Stratan e Cristina Flutur per 'Beyond the hills'
Miglior attore: Mads Mikkelsen per 'The Hunt'
Miglior regia: Carlos Reygadas per 'Post tenebras lux'
Miglior sceneggiatura: Cristian Mungiu per 'Beyond the Hills'
Premio della giuria: 'The Angel's Share' di Ken Loach
Camera d'Or: 'Beasts of the Southern Wild' di Benh Zeitlin
Miglior cortometraggio: 'Sessiz-Be Deng' di Rezan Yesilbas

Quinzaine de Realisateurs - Miglior film: 'No' di Pablo Larrain

Un certain Regard
Miglior film: 'Despues de Lucia' di Michel Franco
Premio speciale della Giuria: 'Le Grand Soir' di Benoit Delepine e Gustave Kerven
Interpretazione femminile: ex aequo Suzanne Clement ('Laurence Anyway') e Emilie Dequenne ('A Perdre la raison')
Menzione speciale: 'Children of Sarajevo' di Aida Begic

Il presidente di giuria Nanni Moretti in conferenza stampa ha dichiarato subito: "Senza entrare nei dettagli nessun premio è stato assegnato all'unanimità. Ma meglio dividersi che trovare un accordo senz'anima. Ho apprezzato la sincerità di Ewan McGregor, la passione di Hiam Abbas, il buonumore dello spettatore ideale Jean Paul Gaultier, la determinazione di Diane Kruger, la dolcezza di Emmanuelle Devos, la competenza e la cultura di Raoul Peck, l'enorme energia di Andrea Arnold, la memoria storico-cinematografica di Alexander Payne. Devo dirvi che Andrea aveva un folle progetto pedagogico di portare ogni giorno uno di noi a fare il bagno con lei a 14 gradi, ma l'abbiamo fatto naufragare".
Insomma in giuria si è discusso, anche con forza, ma niente dissapori fra i giurati tanto che sempre Moretti ci scherza su: "Da quest'anno ho otto nuovi amici, abbiamo costituito un'associazione e andremo anche ad altri festival, Locarno, Venezia e Pusan in Corea, sempre tutti insieme".
Sul film di Garrone: "Reality è piaciuto per la miscela di dramma e humour, è stato anche apprezzato perché rinnova la commedia italiana". Su Haneke invece, che in passato Moretti aveva detto di detestare, "Sono troppo anziano per alimentare sentimenti che mi corrodono. Tuttavia sia Loach che Haneke sono molto cambiati, hanno percorso nuove strade".

Chiude così il Festival, i francesi stanno rosicando un po', Moretti viene "accusato" di aver voluto premiare Garrone anche se il film non ha avuto grandi riscontri nella stampa mondiale, qualche premio non è stato capito (quello a Reygadas in particolare), alcuni sostengono che è stato uno scandalo non premiare i protagonisti di 'Amour' (ma avendo già vinto la Palma era impossibile), insomma...c'è chi rosica in Francia.
Appuntamento al 15 maggio 2013.


Frra