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giovedì 15 ottobre 2020

Joaquin Phoenix sarà Napoleone per Ridley Scott!

Dopo Il Gladiatore, Ridley Scott e Joaquin Phoenix torneranno a lavorare insieme nel film Kitbag, in cui l'attore interpreterà niente meno che Napoleone.

La figura di Napoleone è stato per tanto tempo il sogno segreto di Stanley Kubrick, che non è mai riuscito a portarlo sul grande schermo. Ce la farà invece Ridley Scott, che ha avuto il via libera dal 20th Century Studios (che fa parte della Disney) per portare avanti il biopic che racconterà una dei personaggi più importanti della Storia.

La sceneggiatura di Kitbag sarà scritta da David Scarpa (Tutti i Soldi del Mondo). Lontano l'inizio delle riprese, che potrebbero partire a fine 2021.

Al momento infatti Ridley Scott è ancora impegnato sul set di The Last Duel, film in costume con Ben Affleck, Matt Damon e Adam Driver, poi a marzo 2021 sarà in Italia per girare Gucci, che vedrà nel cast Lady Gaga, Robert De Niro, Adam Driver, Jared Leto e Al Pacino, e racconterà l'omicidio di Maurizio Gucci che ebbe come mandante l'ex moglie Patrizia Reggiani.

lunedì 10 febbraio 2020

Oscar 2020 - Tutti i vincitori

Inaspettata(?) vittoria di "Parasite", che rende questi Oscar storici! Il film di Bong Joon-ho è il primo film in lingua straniera a vincere la statuetta più ambita, quella di Miglior Film, e non solo! Si porta a casa anche il premio alla regia, sceneggiatura originale e ovviamente Miglior film internazionale.
Nessuna sorpresa invece per i premi agli attori, confermati Joaquin Phoenix per la sua splendida interpretazione in "Joker", miglior attrice Renée Zellweger per "Judy" al suo secondo oscar (il primo vinto come miglior attrice non protagonista per "Ritorno a Cold Mountain"), Brad Pitt per "C'era una volta a... Hollywood", e Laura Dern per "Storia di un Matrimonio".



Ecco tutti i vincitori:

Oscar Miglior Film
Parasite

Oscar Miglior Regia
Parasite - Bong Joon-ho

Oscar Migliore Attrice protagonista
Renée Zellweger - Judy

Oscar Migliore Attore protagonista
Joaquin Phoenix - Joker

Oscar Migliore Attore non protagonista
Brad Pitt - C'era una volta... a Hollywood

Oscar Migliore Attrice non protagonista
Laura Dern - Storia di un matrimonio

Oscar Migliore Sceneggiatura originale
Parasite

Oscar Migliore Sceneggiatura non originale
Jojo Rabbit

Oscar Migliore Film Internazionale
Parasite

Oscar Migliore Film d'animazione
Toy Story 4

Oscar Migliore Montaggio
Le Mans '66 - La grande sfida

Oscar Migliore Scenografia
C'era una volta... a Hollywood

Oscar Migliore Fotografia
1917

Oscar Migliori Costumi
Piccole donne

Oscar Miglior Trucco e acconciature
Bombshell

Oscar Migliori Effetti visivi
1917

Oscar Miglior Montaggio Sonoro
1917

Oscar Miglior sonoro
Le Mans '66 - La grande sfida

Oscar Miglior Colonna sonora originale
Joker

Oscar Miglior Canzone Originale
"(I'm Gonna) Love Me Again" - Rocketman

Oscar Miglior Documentario
American Factory

Oscar Miglior Cortometraggio documentario
Learning to Skateboard in a War Zone (If you're a Girl)

Oscar Miglior Cortometraggio
The Nighbor's Window

Oscar Miglior Cortometraggio d'animazione
Hair Love

domenica 9 febbraio 2020

Frame Awards 2020 - il trionfo di Joker!

Le votazioni per i Frame Awards 2020 sono state appena chiuse e il risultato quest'anno è stato netto.

Il grande trionfatore è stato Joker, scelto come migliore in ben sei categorie, tra cui miglior film e attore protagonista, Joaquin Phoenix.

Come migliore attrice, confermata Olivia Colman (La Favorita), vincitrice dell'Oscar 2019, a dimostrazione che la sua è stata una performance che è rimasta molto impressa nella mente degli spettatori.
Premiato il cast di C'era una volta...a Hollywood, mentre Martin Scorsese è stato scelto come migliore regista per The Irishman.

Ecco tutti i vincitori, votati dal pubblico di Frame. Lo staff vi ringrazia di aver partecipato.

Miglior film
Joker

Migliore regia
Martin Scorsese, The Irishman

Migliore attrice
Olivia Colman, La Favorita

Migliore attore
Joaquin Phoenix, Joker

Migliore attrice non protagonista
Laura Dern, Marriage Story - Storia di un Matrimonio

Migliore attore non protagonista
Al Pacino, The Irishman

Miglior cast
C'era una Volta... a Hollywood

Migliore sceneggiatura originale
C'era una Volta... a Hollywood

Migliore sceneggiatura non originale
Joker

Migliore film d'animazione
Klaus

Migliore colonna sonora
Joker

Migliori effetti speciali
Avengers: Endgame

Migliore serie tv
Chernobyl

Migliore Locandina


Migliore Trailer
Joker

Al prossimo anno!
lo staff di Frame


lunedì 3 febbraio 2020

BAFTA 2020 - 1917 è il trionfatore della serata!

Sono stati consegnati ieri sera i BAFTA 2020, premi assegnati dai membri della British Academy of Film and Television Arts. E il risultato non è stato diverso dagli altri premi visti fino ad oggi.

A trionfare come miglior film e migliore film inglese è stato 1917 di Sam Mendes, che in tutto si è portato a casa ben 7 statuette, compresa quella per la migliore regia. Ormai sembra evidente che si tratta di un giudizio unanime e, a meno di clamorose sorprese, il film di Mendes si avvicina sempre di più alla conquista dell'Oscar.

Niente di nuovo nemmeno nelle categorie degli attori. Il premio come migliore attore protagonista è andato a Joaquin Phoenix (Joker), mentre quello per la migliore attrice a Renée Zellweger (Judy). I migliori attori non protagonisti sono stati Laura Dern (Marriage Story) e Brad Pitt (C'era una volta... a Hollywood).
Due statuette per Parasite, premiato come migliore film non in lingua inglese e migliore sceneggiatura. Klaus è stato premiato come migliore film d'animazione.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
1917

MIGLIOR FILM INGLESE
1917

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE
Parasite

MIGLIOR REGISTA
Sam Mendes, 1917

MIGLIOR DOCUMENTARIO
For Sama

MIGLIOR FILM ANIMATO
Klaus

MIGLIORE ATTRICE
Renée Zelleweger, Judy

MIGLIORE ATTORE
Joaquin Phoenix, Joker

MIGLIORE ATTICE NON PROTAGONISTA
Laura Dern, Marriage Story - Storia di un Matrimonio

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Brad Pitt, Once Upon a Time… in Hollywood

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Parasite

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA
Jojo Rabbit

MIGLIOR FOTOGRAFIA
1917

MIGLIOR MONTAGGIO
Le Mans '66

MIGLIOR COLONNA SONORA
Joker

MIGLIORI SCENOGRAFIE
1917

MIGLIORI COSTUMI
Piccole Donne



MIGLIOR CASTING
Joker

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
Bombshell

MIGLIOR SUONO
1917

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
1917

MIGLIOR DEBUTTO DI UNO SCENEGGIATORE, REGISTA O PRODUTTORE INGLESE
Bait, Mark Jenkin (Writer/Director), Kate Byers, Linn Waite (Producers)

MIGLIOR CORTO ANIMATO INGLESE
Grandad was a Romantic.

MIGLIOR CORTO INGLESE
Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl)

EE RISING STAR AWARD (votato dal pubblico)
Michael Ward

PREMIO SPECIALE PER IL CONTRIBUTO AL CINEMA
Andy Serkis

BAFTA FELLOWSHIP
Kathleen Kennedy

lunedì 20 gennaio 2020

SAG Awards 2020 - Parasite fa la storia!

Si sono tenuti nella notte i SAG Awards 2020, il premio del sindacato degli attori, per una edizione che ha segnato un punto nella storia del premio (e dei premi in generale).

A vincere la statuetta come miglior cast d'insieme, praticamente l'equivalente del miglior film, è stato Parasite di Bong Joon-ho, e mai nella storia era successo che un film straniero si aggiudicasse questo premio.

Il SAG è un premio molto indicativo in chiave Oscar, soprattutto per quanto riguarda gli attori nelle singole categorie, per il cast d'insieme invece, non sempre il vincitore del SAG si è poi ripetuto agli Oscar, negli ultimi due anni ad esempio le due manifestazioni hanno avuto differenti vincitori. Il risultato di Parasite, un film coreano premiato dal sindacato degli attori americani, resta un risultato eccezionale.

Confermati i quattro favoriti nelle categorie singole, che con molta probabilità si andranno a ripetere anche nella notte degli Oscar. La statuetta come migliore attrice protagonista è stata assegnata a Renée Zellweger per il film Judy, e anche l'attrice ha segnato la storia del premio, è infatti la prima donna, in assoluto, ad aver ricevuto tre premi SAG in carriera (gli altri per Chicago nel 2002 e Ritorno a Cold Mountain nel 2003). Solo Daniel Day-Lewis ci era riuscito.
Joaquin Phoenix è stato incoronato come migliore attore per la sua performance in Joker. Laura Dern (Marriage Story) e Brad Pitt (C'era una Volta... a Hollywood) sono i due migliori attori non protagonisti.

Il SAG Awards alla carriera è stato assegnato al grande Robert De Niro, premio introdotto e consegnato da Leonardo DiCaprio.

Per quanto riguarda i premi televisivi, a trionfare sono state le serie The Crown (migliore cast per una serie drama) e The Marvelous Mrs. Maisel (migliore cast per una serie comedy).

Ecco tutti i vincitori.

CINEMA

Miglior Cast d'insieme
Parasite

Migliore Attore protagonista
Joaquin Phoenix, Joker

Migliore Attrice protagonista
Renée Zellweger, Judy

Migliore Attore non protagonista
Brad Pitt, C’era una volta a… Hollywood

Migliore Attrice non protagonista
Laura Dern, Storia di un Matrimonio

-
SERIE TV

Miglior Cast per una serie drammatica
The Crown

Miglior Cast per una serie comedy
The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior Attore in una serie drammatica
Peter Dinklage, Game of Thrones

Miglior Attrice in una serie drammatica
Jennifer Aniston, The Morning Show

Miglior Attore in una comedy
Tony Shalhoub, The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior Attrice in una comedy
Phoebe Waller-Bridge, Fleabag

Miglior Attore in una miniserie o film tv
Sam Rockwell, Fosse/Verdon

Miglior Attrice in una miniserie o film tv
Michelle Williams, Fosse/Verdon

mercoledì 20 novembre 2019

Todd Phillips pronto al sequel di Joker e ad altre origin story DC?

THR riporta che lo scorso 7 ottobre, il regista Todd Phillips, si  sarebbe recato negli uffici della Warner per discutere di alcuni progetti futuri.

Il regista, reduce dallo straordinario successo di Joker, film che ha appena superato il miliardo di dollari d'incasso mondiale, avrebbe messo sul tavolo la sua idea di portare al cinema le origin story di altri personaggi dell'Universo DC.

Stando ai rumor, la proposta non avrebbe convinto in pieno il presidente della Warner, Toby Emmerich, la major infatti è molto protettiva riguardo i canoni dell'Universo DC, ma le parti avrebbero comunque discusso del futuro e sembra che Phillips sia uscito dall'incontro con i diritti di almeno un altro film sulle origini di un personaggio DC, probabilmente un altro villain (c'è chi dice Lex Luthor ma sono solo ipotesi).

Dopo l'incontro con il presidente della Warner, Todd Phillips inoltre sarebbe entrato ufficialmente in trattative per dirigere un sequel di Joker, che vederebbe il ritorno anche di Scott Silver alla sceneggiatura, e (presumibilmente) quello di Joaquin Phoenix come protagonista.

Quello dell'Universo DC è un discorso piuttosto intricato in casa Warner, ci sono ancora molte questioni ancora in sospeso, ci sono diverse piste aperte, l'universo con Wonder Woman, Aquaman, Superman è molto lontano dal film di Todd Phillips, e poi c'è il nuovo Batman di Matt Reeves che, stando a quanto dichiarato da tutti, non sarà collegato al film Joker. Vedremo cosa succederà.

Aspettiamo ulteriori notizie.

lunedì 7 ottobre 2019

Box-office Italia - debutto al primo posto per Joker

L'Italia come il resto del mondo, il film Joker conquista subito il primo posto al botteghino italiano e spinge gli incassi di ottobre dei cinema.

Il vincitore del Leone d'Oro debutta con ben 6.2 milioni di euro, un risultato eccezionale se si considera che non si tratta del classico cinecomic ma di un film drammatico e VM14. Joker è il terzo miglior debutto dell'anno, dietro a Avengers: Endgame e Il Re Leone.

Scala al secondo posto C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, che raccoglie altri 911mila euro e sale a un incasso totale di 10.5 milioni di euro.
Esordio al terzo posto per Il Piccolo Yeti, il film d'animazione DreamWorks incassa 778mila euro.

Scende al quarto posto Ad Astra, sci-fi con Brad Pitt protagonista, il cui incasso totale sale a 1.4 milioni di euro. Chiude la cinquina la new entry Tuttapposto, il film italiano incassa 376mila euro.

Box-office USA - Joker da record!

Era tra i film più attesi dell'anno, un grande incasso era atteso ma Joker è riuscito ad andare anche oltre le più rosee aspettative.

Un dominio. Il film con Joaquin Phoenix protagonista ha conquistato il box-office USA con un incasso di 93.5 milioni di dollari in un solo weekend. Stessa musica nel resto del mondo, dove il film ha raccolto ben 140.5 milioni, per un totale di 234 milioni di dollari. Un debutto davvero eccezionale.

Scala al secondo posto il film d'animazione Il Piccolo Yeti, che incassa altri 12 milioni e sale a un totale di 37.8 milioni di dollari. A livello mondiale, fino ad oggi il film ha incassato 76.3 milioni di dollari.
Terzo gradino del podio per Downton Abbey, il film tratto dall'omonima serie tv raccoglie altri 8 milioni e sale a 73.6 milioni di dollari negli USA, mentre l'incasso mondiale raggiunge i 135.4 milioni di dollari.

Quarto posto per Hustlers, che sale a 91.3 milioni di dollari, un risultato più che ottimo per un film che è costato solo 20 milioni. Resiste It: Capitolo 2, che chiude la cinquina e supera i 200 milioni di dollari d'incasso negli USA, diventando uno degli horror di maggior successo di sempre negli USA. A livello mondiale il film sale a 436 milioni di dollari.

domenica 6 ottobre 2019

Joker - la recensione

Uscito nelle nostre sale lo scorso 3 ottobre, Joker è probabilmente il film più atteso dell'autunno, per molti motivi: perché è fresco vincitore del Leone d'Oro all'ultimo Festival di Venezia; perché il noto nemico di Batman è uno dei personaggi maggiormente radicati nell'immaginario comune, tanto da aver quasi surclassato l'Uomo Pipistrello stesso; perché già dal trailer si riusciva a intuire un tono dark e drammatico che non è comune riscontrare in un cinecomic; e infine la curiosità di vedere un grande attore come Joaquin Phoenix in un ruolo che in passato è valso l'Oscar al compianto Heath Ledger e che è stato interpretato anche da un mostro sacro come Jack Nicholson.
Insomma, cinefili, appassionati di fumetti, pubblico generalista, tutti aspettavano questo Joker. Ora che è finalmente uscito, le aspettative sono state mantenute?


Il regista Todd Philips veniva da una serie di successo come Una Notte da Leoni, che sicuramente non un film drammatico, perciò poteva esserci una certa perplessità in merito a come avrebbe gestito un progetto come questo. Preoccupazioni che si sono rivelate infondate perché la regia è davvero ottima, senza grandi virtuosismi ma perfetta nel destreggiarsi in questa atmosfera cupa e soprattutto nel raccontare il personaggio di Arthur.

La forza del film sta proprio in questo: nessuna grossa scena d'azione, nessuna battaglia, ma una lenta e inesorabile discesa nella follia di un uomo problematico, emarginato e maltrattato dalla società che, nascosto dietro la maschera del clown, libera il suo vero Io, un mostro che, pur non potendo mai essere giustificato in alcun modo, può sicuramente essere compreso. Siamo spaventati da Arthur, ma siamo anche e soprattutto dispiaciuti per lui, e pur non facendo il tifo per la sua rivalsa, non possiamo che empatizzare fortemente con le sue sventure. Questo film ci mette davanti a una scelta morale ambigua, Bene e Male che non sono facilmente distinguibili e non sono così netti.

Se la regia riesce a essere molto buona e mai invadente, e la scrittura interessante e di impatto emotivo notevole, sicuramente a reggere buona parte del film e ad elevarlo da buonissimo a ottimo è la performance straordinaria di Joaquin Phoenix, per niente spaventato dal confronto con i suoi predecessori. Emaciato, con una risata inquietante, è allo stesso tempo esile e imponente sulla scena, Phoenix regala probabilmente la miglior interpretazione della sua carriera ed è ormai scontato che sia in odore di Oscar.

Intenso, potente, emotivamente devastante, con un grandissimo protagonista, Joker è un film che muove profondamente le coscienze dello spettatore e a cui si continua a pensare per giorni dopo la visione.
Capolavoro? Qualcuno non ha avuto paura a usare quella parola con la C, ma al di là di definizioni che è sempre difficile dare a mente ancora calda, di sicuro è un film che non passerà inosservato dopo la sua uscita, ma che rimarrà impresso per molto tempo nella mente e nel cuore degli spettatori.



martedì 10 settembre 2019

TIFF19 - il tributo di Joaquin Phoenix al fratello River

Dopo aver trionfato a Venezia, il film Joker è passato anche al Toronto Film Festival, dove il protagonista Joaquin Pheonix ha ricevuto il TIFF Tribute Actor Award.

Joaquin Phoenix non ama le interviste ed è risaputo come sia molto restio a parlare della sua vita privata e familiare, ma durante il discorso di ringraziamento ha voluto dedicare il premio al fratello, il mitico River Phoenix, scomparso per overdose a 23 anni.

"Quando avevo 15 o 16 anni, mio fratello River è tornato a casa dal lavoro e aveva portato la copia in VHS di un film intitolato “Toro Scatenato” che mi fece vedere quella sera stessa. Il giorno dopo mi svegliò e me lo fece rivedere. E mi disse “Devi ricominciare a recitare perché è questo ciò che devi fare”. La sua non era una domanda, ma un’affermazione. E gli sarò eternamente debitore perché la recitazione mi ha regalato una vita straordinaria."

Fu proprio la morte del fratello River ad allontanare Joaquin dal mondo del Cinema e dello spettacolo, disgustato dalla morbosità e dall'atteggiamento estremamente invasivo dei media, totalmente irrispettosi verso il fratello.

Qui potete vedere il video.



sabato 7 settembre 2019

Venezia 76 - Leone d'Oro a Joker! ecco tutti i vincitori.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura della 76 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che ha visto trionfare il film Joker di Todd Phillips.

Era il film più atteso del festival e alla fine si è portato a casa il Leone d'Oro per il miglior film, premiato dalla giuria presieduta dalla regista Lucrecia Martel.

Gloria anche per l'Italia con il Premio Speciale della Giuria a La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco, e la Coppa Volpi come migliore attore a Luca Marinelli (Martin Eden). L'attore ha pronunciato un discorso molto appassionato dedicando il premio alle ONG, ispirando e trascinando anche la vincitrice della Coppa Volpi come migliore attrice, Ariane Ascaride (Gloria Mundi), che ha ricordato le sue origini italiane e dedicato il premio ai migranti che hanno perso e continuano a perdere la vita nel Mediterraneo.

Premiato anche Roman Polanski, con il Leone d'Argento per la migliore regia per il film J'Accuse, ritirato dalla moglie del regista Emmanuelle Seigner, anche tra i protagonisti del film. Il primo giorno del festival, durante la conferenza della giuria, Lucrecia Martel che aveva dichiarato che per lei Polanski non avrebbe dovuto avere la possibilità di partecipare al festival e che, personalmente, non riusciva a separare l'uomo dall'artista, ma aveva anche garantito che avrebbe giudicato il film in modo assolutamente obbiettivo. Così è stato visto che il film, e nello specifico Polanski, è stato premiato.

Ecco la lista di tutti i premiati del Festival di Venezia 2019.

CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: Joker di Todd Phillips
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: J’Accuse di Roman Polanski
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Roy Andersson per About Endlessness
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Luca Marinelli per Martin Eden di Pietro Marcello
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian
Miglior Sceneggiatura: Yonfan per No.7 Cherry Lane
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Toby Wallace per Babyteeth di Shannon Murphy
Premio Speciale della Giuria: La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco

ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Atlantis di Valentyn Vasyanovych
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Théo Court per Blanco En Blanco
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per Revenir di Jessica Palud
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Verdict di Raymund Ribay Gutierrez
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Darling di Saim Sadiq
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Sami Bouajila per Bik Eneich – Un Fils di Mehdi M. Barsaoui
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Marta Nieto per Madre di Rodrigo Sorogoyen

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
You Will Die at 20 di Amjad Abu Alala (Giornate degli Autori)

VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: The Key di Céline Tricart
Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): A Linha di Ricardo Laganaro
Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Daughters of Chibok di Joel Kachi Benson

VENEZIA CLASSICI
Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato: Extase di Gustav Machatý
Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario Sul Cinema: Babenco – Alguém Tem Que Ouvir o Coração e Dizer: Parou di Bárbara Paz.

sabato 31 agosto 2019

Venezia 76 - è il giorno del Joker!

Inutile negarlo, era la pellicola più attesa del festival e oggi è finalmente arrivato il giorno della presentazione, in Concorso, del film Joker.

Diretto da Todd Phillips, Joker vede come protagonista Joaquin Phoenix, leader di un cast che vede anche Robert De Niro e Zazie Beetz.

Al centro della storia c'è Arthur Fleck (Phoenix). un aspirante comico che vorrebbe apparire in tv nel suo show preferito (condotto da Robert De Niro). Intanto Arthur, anche per mantenere la madre malata, si deve accontentare di piccoli lavoretti da clown, per esporre cartelli pubblicitari per strada o per rallegrare i bambini dell'ospedale. Emarginato dalla società, Arthur però soffre di molti problemi mentali che farmaci e assistenti sociali non sembrano riuscire ad alleviare. Quando Arthur supererà il limite di sopportazione, indosserà "la maschera" del Joker, ritrovandosi a capo di un movimento.

Accolto da un'esplosione di applausi, Joker è ispirato allo storico villain di Batman ma è difficile considerarlo un cinecomic, così come non è nemmeno un film sulle origini del personaggio, anche perché il Joker non ha delle vere e precise origini. Proprio questo passato misterioso ha dato spazio al regista per fare qualcosa di completamente diverso da quanto visto fino ad oggi. "Non avendo alcuna origin story a cui poter fare riferimento, neppure nei fumetti, ci siamo presi molte libertà", ha dichiarato il regista Todd Phillips, "Certo abbiamo usato del materiale dai fumetti, ci piaceva l’idea del comico fallito di The Killing Joke, ma ci siamo posti poche regole e pochi limiti., E' un racconto influenzato da film con cui sono cresciuto e da grandi personaggi degli anni '70, film di Scorsese come Taxi Driver, ma anche dal film muto L'uomo che ride del 1928. Fin dall'inizio sapevamo di voler fare una cosa molto diversa rispetto ai film del passato. La parte più difficile però è stata convincere la Warner e la DC, ma una volta convinti, abbiamo avuto pieno sostegno".

Ma chi è Arthur Fleck? "Un uomo in cerca identità, che molto ingenuamente vuole solo far ridere le persone", ha continuato Todd Phillips, "Non aveva nessuna intenzione di diventare un simbolo politico o di infiammare la società. Certo, poi finisce per prendere delle decisioni sbagliate. Qualcuno gli darà una lettura politica, ma Joker è soprattutto una storia sulla mancanza di empatia che abbiamo osservato mentre lo scrivevamo".

A dare un volto e un corpo ad Arthur Fleck è Joaquin Phoenix, definito "straordinario" nel film. Dimagrito di oltre 20 kg, l'attore offre una performance fisica e vocale davvero notevole. L'interpretazione dell'attore è stata molto ricercata ma non ha preso spunto da nessun suo predecessore. "Siamo andati per conto nostro, perciò non ho fatto riferimento ad altri film o attori", ha dichiarato Joaquin Phoenix, "Ho lavorato sul tema della perdita, quindi sono partito dal fisico. Ho perso peso. Cosa che ci aiuta anche sul versante psicologico. Poi sono passato alla personalità, ma non volevo che fosse ben definita psichiatricamente. Ci abbiamo messo molto tempo per trovare Arthur, il personaggio si è evoluto molto durante le riprese". Essenziale per il film, per il personaggio, ma anche per lo stesso attore, era trovare la giusta risata, una ricerca non facile. "All'inizio non pensavo di essere in grado di lavorare su quella risata così sofferta. C’è stato un momento in cui ho anche pensato di delegarla a qualcun altro", ha raccontato l'attore, "Ho chiesto a Todd di fare un provino della mia risata perché era cruciale per trovare Arthur. Mi sono preparato leggendo un libro sui tipi di personalità e come queste risultano in certe azioni, non ho fatto combaciare la sua con una in particolare ma ho avuto la libertà di scegliere. Mi sono ispirato a certe risate che abbiamo visto in alcuni video, risate di persone che soffrono, per questo poi risultano dolorose".

La performance di Joaquin Phoenix ha letteralmente conquistato la critica, c'è già chi lo mette al primo posto tra i favoriti per la Coppa Volpi e chi, andando ancora più avanti, lo vede con una nomination agli Oscar in tasca.

Il film sarà nelle sale italiane dal 3 ottobre.



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Presentato, sempre in Concorso, Ema, nuovo film del regista cileno Pablo Larraín. Protagonisti Mariana Di Girolamo e Gael García Bernal.

Ambientato nel Cile contemporaneo, il film è un melodramma sentimentale scandito dal ritmo della musica. Al centro della storia ci sono Ema (Mariana Di Girolamo) e Gastón (Gael García Bernal), una coppia di artisti di una compagnia di danza sperimentale, genitori adottivi con una vita segnata da un episodio violento in cui viene coinvolto il figlio. Un episodio che porta la coppia a sgretolarsi davanti alla decisione di "restituire" il bambino adottato, mentre Ema vive una sorta di riscoperta di sé, anche sessuale, che passa attraverso la musica, in particolare il raggaeton di strada.

La musica è una parte fondamentale del film, è il mezzo con cui Ema si apre alla riscoperta di se stessa, ma vede al centro, come tema portante, quello delle adozioni. "Adottare un bambino è un atto di generosità immensa", ha dichiarato il regista, "ma in Cile ci sono parecchi casi di adozioni fallite e quando ciò accade, come racconto nel film, è un dramma, la coppia ne soffre e cerca di capire che cosa è accaduto".
Il regista ha raccontato un particolare della lavorazione, gli attori infatti hanno conosciuto la storia giorni per giorno, ricevendo ogni volta le parti da recitare. "Se l’attore sa già tutto da tempo, la direzione che prende è ormai determinata. Volevo invece creare una performance attoriale", ha spiegato Larraín.

martedì 20 novembre 2018

Joker - Joaquin Phoenix in fuga nelle nuove foto dal set

Vanno avanti le riprese del nuovo film sul Joker che vedrà Joaquin Phoenix protagonista nel ruolo dell'iconico cattivo della DC Comics.

Nelle nuove immagini trapelate dal set (e in queste settimane ne sono uscite parecchie) si vede l'attore, con il trucco da clown, impegnato in una rocambolesca fuga dalla polizia. Coinvolti nella scena anche Bill Camp e Shea Whigham.
Diretto da Todd Phillips, il film racconta la storia di uno stand-up comedian di nome Arthur Fleck (Phoenix), che a seguito di una giornata particolarmente storta e sfortunata si trasforma nel temutissimo e folle clown. La pellicola non farà parte della "saga di Justice League", nella quale è già presente un altro Joker.
Nel cast anche Zazie Beetz, Frances Conroy, e Robert De Niro.



Ecco alcune delle foto scattate sul set, con tanto di controfigura che viene investita da un taxi. Per vederle tutte potete andare sul sito di Just Jared.







domenica 28 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - i vincitori

Svelati i vincitori della 70a edizione del Festival di Cannes. Se alla vigilia si diceva che non c'era un vero favorito, in realtà i premi hanno confermato le sensazioni dei giorni scorsi: hanno vinto i film che hanno colpito di più. E ci sembra anche giusto così.

La Palma d'oro è andata alla satira di The Square, di un felicissimo Ruben Östlund. Confermato il pronostico su Diane Kruger, vincitrice del premio come migliore attrice per il film In the Fade. Migliore attore Joaquin Phoenix per You Were Never Really Here, film ha ricevuto il maggiori numero di premi.
Il premio per la migliore regia è andato a Sofia Coppola per The Beguiled, è la seconda donna ad aver vinto questo premio nella storia.

Il Premio speciale del 70esimo Anniversario è stato consegnato a the Queen of Cannes, Nicole Kidman, straordinaria attrice che al festival era presente con quattro titoli e in tutti e quattro è stata eccezionale.

Ecco tutti i vincitori.

Palma d’Oro: The Square, di Ruben Östlund
Premio del 70esimo anniversario: Nicole Kidman
Grand Prix: (BPM) Beats Per Minute di Robin Campillo
Miglior regista: Sofia Coppola, The Beguiled
Miglior attore: Joaquin Phoenix, You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Migliore attrice: Diane Kruger, In the Fade, di Fatih Akin
Premio della Giuria: Loveless, di Andrey Zvyagintsev
Sceneggiatura: The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos e You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Camera d’Or al miglior primo film: “Jeunne Femme/Montparnasse Bienvenue,” di Leonor Serraille
Short Film Palme d’Or: “Xiao Cheng Er Yue (A Gentle Night),” di Qiu Yang
Queer Palm (Feature): “BPM (Beats Per Minute),” Robin Campillo
Queer Palm (Short): “Islands,” Yann Gonzalez

sabato 27 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 11... domani la cerimonia di chiusura

Nell'ultimo giorno di Concorso sbarca a Cannes Joaquin Phoenix, mentre Fuori Concorso arriva Roman Polanski.

Ultimo film in Concorso, si tratta di You Were Never Really Here della regista scozzese Lynne Ramsay, che vede come protagonista un intenso Joaquin Phoenix.

Il film racconta la storia di Joe (Phoenix), un uomo che ha avuto una vita difficile e che vive con l'anziana madre che ama teneramente. Joe però è anche un mercenario sanguinario, considerato una macchina da guerra da chi lo ingaggia e che è solito uccidere le sue vittime a colpi di martello. L'uomo viene ingaggiato per liberare una ragazzina da un giro di prostituzione minorile legato a degli intoccabili politici, inizierà così un violento viaggio notturno nella mente di un serial killer dalla vita "normale".

Arrivato a Cannes ancora incompleto, tanto che alla fine non erano presenti i titoli di coda, il film ha diviso la critica, tra chi l'ha trovato noioso, chi morboso per i litri di sangue versati, e chi invece l'ha paragonato a Taxi Driver, e che si sono ritrovati solo negli elogi alla performance di Joaquin Phoenix.

"Folle e narcotizzante, come il libro da cui proviene", così l'ha decritto la regista Lynne Ramsay che non ha avuto dubbi sulla scelta del protagonista, "Ho pensato subito a Joaquim Phoenix. Anzi, avevo la sua foto sul computer mentre scrivevo".
Riguardo il paragone con Taxi Driver, è proprio Joaquin Phoenix a tirarlo in ballo e ad allontanarlo da questo film. "'Taxi Driver' è un film magnifico, uno di quelli che hanno fatto di me un attore", ha detto l'attore, "ma in effetti non ci ho pensato mentre giravo, non ci sono riferimenti coscienti a quello o altri modelli, credo che questo sia un film molto originale, non un film hollywoodiano".
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Annunciato all'ultimo nella lista di film del festival, è stato presentato oggi Fuori Concorso il nuovo film di Roman Polanski, D'après une Histoire Vraie (Based on a True Story), con Emmanuelle Seigner e Eva Green protagoniste.

Ispirato al romanzo di Delphine de Vigan, e con una sceneggiatura scritta da Olivier Assayas, il film vede al centro della storia una scrittrice di successo (Seigner) in piena crisi creativa e reduce dal successo di un libro dedicato alla vita di sua madre. La donna è tormentata da lettere anonime che la accusano di aver dato in pasto al pubblico la sua vita privata e proprio in questo momento di grande crisi incontra una giovane donna (Eva Green), che si fa chiamare solo "Elle" (Lei), bella, intrigante, seducente e intelligente, fa la la ghostwriter e sembra capirla meglio di chiunque altro. Ma piano piano che la donna si fa largo sempre di più nella vita della scrittrice, i dubbi su di lei aumentano.

L'dea del film è nata proprio grazie a Emmanuelle Seigner, moglie di Polanski. "Leggendo il libro ho pensato ai primi film di Roman, 'L’inquilino del terzo piano', 'Repulsione', gli ho regalato il libro e infatti gli è piaciuto", ha raccontato l'attrice.
Il film parla dell'ossessione del pubblico per "le storie vere" (non a caso il titolo è "Tratto da una storia vera"), per la realtà, un concetto molto ambiguo secondo il regista. "La ragione di questa ossessione risiede nel bombardamento elettronico che viviamo, circondati da troppe immagini cui noi ci appoggiamo in cerca di verità", ha dichiarato Polanski, "ma è tutta un'illusione dal momento che la realtà ormai si può manipolare. La formula 'tratto da una storia vera' non ha più alcun significato".
Sulla scelta del cast, Polanski non ha avuto dubbi sullo scegliere Eva Green per il ruolo di Elle. "Non appena ho deciso di fare il film ho pensato subito a Eva per il ruolo di Elle", ha raccontato il regista, "L’avevo vista in 'Sin City' e mi aveva colpito molto il suo personaggio, un condensato di fascino e ironia". Mentre per Emmanuelle Seigner (è la quinta collaborazione tra i due) è stato ancora più semplice... visto che ce l'ha in casa. "Mi chiedono spesso se è difficile girare un film con la propria moglie, ma non lo è", ha detto il regista, "La cosa difficile è tornare a casa e fare il marito. Quando rincaso dopo una giornata intensa sul set vorrei solo distrarmi, dimenticare la lavorazione mentre Emmanuelle vorrebbe parlare ancora del film, questa è l’unica difficoltà".

Entusiasmo da parte di Eva Green, che non ci ha pensato due secondi prima di accettare l'offerta di Polanski. "Come si fa a rifiutare una proposta che arriva da Roman? E’ uno dei migliori registi al mondo", ha detto l'attrice durante la conferenza stampa, "E poi avevo a disposizione un personaggio fantastico, una donna bizzarra e nello stesso tempo vera, cosa che mi piaceva. E’ difficile capirla fino in fondo, per tutto il film ti domandi se esista sul serio oppure no, e una simile ambiguità è stata per me una sfida e mi ha permesso di dare sostanza al personaggio".

Il film è stato bene, ha ricevuto buone critiche, ma senza particolare entusiasmo.

domenica 2 marzo 2014

Oscar 2014: Her/Lei - la recensione

"In un futuro non troppo lontano..."



Così potrebbe aprirsi il nuovo lavoro di Spike Jonze, Her (Lei), un film talmente avanguardista da risultare realista in tutte le sue sfaccettature. Per Jonze il futuro dell'uomo non sarà poi così bello. Le relazioni tra le persone pian piano scompariranno e l'uomo sarà sempre più in simbiosi con le macchine grazie alle tecnologie sempre più avanzate. E l'amore? Sarà sempre reale in quel contesto? Sì. A confermarcelo c'è Theodore, personaggio egregiamente interpretato da un sofferto e meraviglioso Joaquin Phoenix. Theodore si innamorerà di un sistema operativo, un nuovo modello che oltre a facilitare il lavoro del suo possessore, entrerà in simbiosi con lui crescendo sempre di più. E quando l'intelligenza artificiale ha la voce di Scarlett Johansson è difficile non innamorarsi. La Johansson infatti dà voce a Samantha, il sistema iOS super-tecnologico nato per facilitare la vita a Theodore (e a molte altre persone).

Il bello di Her non è solo nell'aspetto visivo molto curato, molto accattivante e in un certo modo retrò, il bello di Her è che risulta completamente reale, rendendo possibile una relazione nuda e cruda con una "macchina". Una sceneggiatura sorprendente ci traghetterà attraverso le molte fasi dell'innamoramento classico e ci farà scoprire (a noi come a Theodore) i problemi effettivi di questa bizzarra relazione mettendo in discussione il benessere di entrambe le parti, sia dell'uomo che della macchina. Tutto questo avviene anche grazie a personaggi di contorno come il collega del protagonista, Paul (Chris Pratt) e l'amica Amy (Amy Adams), ossia le "realtà reali" di Theodore, personaggi che, involontariamente o no, terranno in qualche modo il protagonista agganciato alla concretezza della vita pur non ostacolando mai la sua storia d'amore con Samantha.
Come tutte le relazioni, anche questa (e soprattutto questa) passerà attraverso delle fasi più o meno piacevoli: amicizia, attrazione mentale, gelosia, attrazione fisica e infine, purtroppo, consapevolezza dell'impossibile (per ora).

La bellezza tecnica e visiva è innegabile soprattutto quando si parla di un regista come Spike Jonze, l'uomo che ci ha regalato prove spesso geniali come Essere John Malkovich, Il Ladro di Orchidee, lo splendido cortometraggio I'm Here e anche il meno riuscito, ma pur sempre apprezzabile Nel Paese delle Creature Selvagge.
Jonze ha creato il futuro nel presente, probabilmente con l'occhio più creativo e innovativo che si potesse avere, costruendo una delle storie d'amore più belle mai viste sul grande schermo.

* film visto in lingua originale

[AGGIORNAMENTO]

Dopo aver visto il film anche doppiato in lingua italiana, mi pare giusto scrivere un veloce appunto.
Per dare la voce al sistema operativo OS1 (Samantha), il lingua originale è stata scelta Scarlett Johansson mentre per la versione italiana Micaela Ramazzotti (La Prima Cosa Bella). La scelta della Ramazzotti, purtroppo ha snaturato completamente il grande personaggio che la Johansson aveva costruito insieme al regista Spike Jonze.
E' ovvio che il doppiaggio toglie sempre qualcosa all'interpretazione di un attore e soprattutto in Her/Lei, questo stacco è ben marcato. Se in lingua originale anche lo spettatore si innamora della voce di Samantha, in italiano la si vuol solo sentire il meno possibile.


lunedì 11 novembre 2013

Festival di Roma 2013 - giorno 3

La terza giornata del festival è stata scossa dall'arrivo di uno dei più imprevedibili e turbolenti attori in circolazione, Joaquin Phoenix. L'attore, insieme a Rooney Mara e il regista Spike Jonze, ha presentato il film 'Her'. Assente in conferenza Scarlett Johansson che ha preferito passare direttamente alla premiere e al red carpet serale.

'Her', ambientato a Los Angeles in un futuro non molto lontano, racconta la storia di un uomo, Theodore, scrittore divorziato che scrive lettere per altre persone, che s'innamora della voce dell'avanzato sistema operativo che istalla in casa. Questa relazione, che sembra ricambiata dalla voce, sconvolgerà la sua vita.

Decisamente originale, il film di Spike Jonze ha ricevuto ottime recensioni. Molto apprezzata l'interpretazione di Joaquin Phoenix.

La conferenza stampa invece è stata agitata dal folle Joaquin Phoenix. Ormai non si sa più dove finisca il personaggio e cominci il vero Phoenix, fatto sta che durante la conferenza si è mosso tantissimo, ha parlato poco (che è già tanto rispetto a qualche precedente), ha risposto a volte in modo ironico alle domande serie dei giornalisti, largo uso della parola "fuck" e si è pure fumato una sigaretta, un comportamento in netto contrasto con la timidissima Rooney Mara che gli era seduta accanto. Nelle poche risposte che ha dato sul film Phoenix è stato molto diretto, sul film e su come si è preparato ad interpretare il suo personaggio, un uomo comune, e sul rapporto con la voce della Johansson, ha detto: "E’ stata mia sorella, che poi è anche la mia agente, che mi ha mandato questa sceneggiatura. Theodore è un uomo che è in una prima fase un grande comunicatore, ma poi per via del divorzio si sente, isolato e separato dal mondo. [...] Io non ho una tecnica particolare, si tratta di un'evoluzione costante, sto ancora cercando di capire il meccanismo, io non formulo una teoria e poi vado a lavorare. Soffro, sono confuso, cerco di trovare il personaggio, non ho una ricetta, non è così che affronto un impegno, poi molto dipende dal regista, cambia sempre. [...] Abbiamo lavorato in cabina di registrazione, dietro a un vetro, in realtà ho avuto contatto con Scarlett, in questo senso abbiamo lavorato insieme". 

"Volevo raccontare questa storia perché tratta di tante tematiche importanti, dei nostri rapporti, del modo in cui ci connettiamo e disconnettiamo in un mondo ormai invaso dalla tecnologia e della difficoltà di rapportarsi agli altri", ha spiegato il regista Spike Jonze, "La tecnologia migliora le nostre vite, rende tutto più facile, può fare del buon caffè per esempio, io so che qui a Roma ne avete di ottimo ma ci arriveremo anche noi, nel film abbiamo cercato di ricreare quell’atmosfera intima e confortevole che quest’ultima può creare, ma essa può causare anche solitudine e sofferenza". Poi è Rooney Mara a raccontare il primo approccio con la storia e con il regista: "Quando ho letto la sceneggiatura me ne sono innamorata subito ma Spike pensava che io fossi troppo giovane per interpretare il personaggio di Catherine [la ex moglie del protagonista ndr.]. Quando l’ho incontrato l’ho convinto che non ero poi così giovane e che questa forza interiore era un po' senza tempo e sono riuscita a convincerlo". E Spike Jonze conferma: "Mi ha convinto durante il provino con la sua tensione eterna". "Alla fine non ho voluto denigrare la realtà virtuale", conclude il regista, "E’ praticamente impossibile esprimere un giudizio ma resto convinto di una cosa: anche la scrittura  è tecnologia, sono solo nuove forme di tecnologia, qualsiasi mezzo tecnologico è autorizzato per esprimerci e per comunicare emozioni".

Alla premiere serale, bagno di folla per gli attori, soprattutto per Scarlett Johansson che si è fermata a fare qualche autografo e ha risposto brevemente ad alcune domande dei giornalisti presenti. L'attrice sul film e sul suo insolito ruolo in cui è solo voce e niente corpo ha detto: "Recitare solo con la voce è stato molto liberatorio. Non si ha la responsabilità del proprio corpo. Potevo andare a lavorare in pigiama, senza truccarmi e prepararmi".

venerdì 24 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 10

Il Festival si avvicina alla conclusione, e oggi è il giorno di uno dei titoli più attesi del Concorso.

Presentato 'The Immigrant', nuovo film di James Gray, per il regista è la quarta partecipazione in concorso al Festival di Cannes. Nel cast del film Marion Cotillard, Joaquin Phoenix (assente) e Jeremy Renner.

Ambientato all'inizio degli anni '20, è la storia di Ewa, immigrata polacca sbarcata in America insieme alla sorella. Le due vengono separate a Ellis Island. Disperata, sola e senza soldi, Ewa si fa aiutare da Bruno che la costringerà a prostituirsi. Subito però incontra il cugino di Bruno, Orlando, mago di professione, che la aiuterà a scapparsi e a salvarsi.

"Ho scelto di raccontare questa storia per dare il mio sguardo sull'immigrazione, fenomeno al quale sono assolutamente favorevole", ha detto in conferenza stampa il regista James Gray, "perché aggiunge ricchezza e profondità alla cultura di una nazione. All'inizio gli immigrati sono sempre mal visti: è successo con gli italiani, con gli ebrei. Si diceva che fossero stupidi, svogliati e naturalmente portati ad azioni criminali. Alla fine si sono integrati. I pregiudizi si ripetono. Ma la storia dimostra il contrario". Il film è stato girato in gran parte a Ellis Island, non senza difficoltà. "Era il principale punto di ingresso degli immigranti in quegli anni", racconta James Gray, "E abbiamo avuto non poche difficoltà, perché è un posto aperto ai turisti 365 giorni l'anno. Abbiamo girato soprattutto di notte, usando poi artifici per schiarire l'illuminazione. E comunque a livello scenografico la sfida è stata quella di riportare il tutto a quegli anni, basandoci solo su materiale fotografico". La ricostruzione storica è uno degli elementi che più hanno convinto del film, ma il vero punto di forza del film è il cast. Il regista, che ha già lavorato diverse volte con Joaquin Phoenix, ha raccontato come ha scelto gli attori: "Ammetto di non aver guardato i film di Marion prima di sceglierla ma non è necessario conoscere i film di un attore per sceglierlo. Le ho parlato, ho trovato che avesse delle espressioni speciali sul viso, ho capito che era sensibile e intelligente. Penso che abbia un viso da cinema muto come Lylian Gish o Louise Brooks, la voce rivela già molta emozione, in più ha molta forza Questo mi è bastato. I film li ho visti dopo. Al contrario, conoscevo il lavoro di Jeremy Renner, è stata Kathryn Bigelow a mostrarmi quanto fosse bravo".
Per Marion Cotillard la sfida è stata soprattutto linguistica. "Avevo 20 pagine in polacco, è stata la mia sfida più grande", ha detto l'attrice, "Il linguaggio è importante nella costruzione dei personaggi ognuno ha la propria voce e il suo modo di parlare. Il polacco ha poche parole simili all'inglese o al francese. Il problema è che dovevo parlare in polacco senza accento, e non avevo alcun riferimento per capire se stavo facendo bene o no. Per fortuna avevo un eccellente insegnante. Ho capito che lingua e cultura si compenetrano e si arricchiscono a vicenda. Per imparare bene una lingua devi calarti nella cultura del paese".

Il film è piaciuto abbastanza, ha ricevuto applausi a fine proiezione, in particolare ha convinto l'interpretazione di Marion Cotillard, definita vero e proprio motore del film.

Presentato anche 'Michael Kohlhaas' di Arnaud des Pallières, che vede protagonista l'attore danese Mads Mikkelsen, vincitore a Cannes lo scorso anno come miglior attore.

La storia, ambientata nella prima metà del XVI secolo, racconta la storia di Michael Kohlhaas, un mercante di cavalli vissuto a Cévennes che dopo essere stato privato di tutti i suoi beni, organizza una missione per vendicarsi e riprendersi i suoi averi.

"Quello che veramente mi ha impressionato di questa storia", ha detto il regista in conferenza stampa, "è il fatto che Kohlhaas sia un uomo che si guadagna per il suo coraggio e la sua determinazione la possibilità di prendere il potere ma poi ci rinuncia per dirittura morale. E' ai miei occhi una delle più belle storie politiche che si possano raccontare". Punto di forza del film, senza dubbio, la presenza carismatica di Mads Mikkelsen, che del suo personaggio ha detto: "Kohlhaas è un personaggio unico. Non è come voi e me. Lui chiede la cosa più semplice al mondo, la giustizia, l'eguaglianza dei diritti. Kohlhaas è un uomo i cui ideali sono più grandi di lui. Molto più grandi della sua stessa vita".

Il film, nonostante la buona prova di Mikkelsen, non ha entusiasmato più di tanto.



Frra

lunedì 6 maggio 2013

'The Immigrant': i tre protagonisti nelle prime foto ufficiali

E' sicuramente uno dei film più attesi del prossimo Festival di Cannes, soprattutto per i nomi dei protagonisti: Marion Cotillard, Joaquin Phoenix e Jeremy Renner. Stiamo parlando di 'The Immigrant' di James Gray ('Two Lovers', 'I Padroni della Notte').

Ecco la trama e quattro foto ufficiali del film.

"1920. In cerca di un nuovo inizio e del Sogno Americano, Ewa Cybulski (Marion Cotillard) e sua sorella Magda partono per nave dalla loro Polonia in direzione New York. Quando arrivano ad Ellis Island, i dottori scoprono che Magda è malata, e le due donne vengono separate. Ewa viene lasciata per le strade di Manhattan mentre la sorella viene messa in quarantena. Sola, senza un posto dove andare e disperata per riunirsi con Magda, la donna cade velocemente preda di Bruno (Joaquin Phoenix), un uomo affascinante ma perfido che la costringe ad entrare nel giro della prostituzione. Poi, un giorno, Ewa incontra il cugino di Bruno, il cortese Orlando (Jeremy Renner), che di professione fa il mago. L’uomo le fa perdere la testa e presto diventa l’unica occasione di Ewa per scappare dall’incubo in cui si ritrova."




Il film, prodotto dalla Weinstein Company, dovrebbe essere presentato a Cannes il 24 maggio.


Frra



sabato 1 settembre 2012

Festival di Venezia - Giorno 4

Il quarto giorno a Venezia è segnato da due eventi: il primo film italiano in concorso e il nuovo film di Paul Thomas Anderson.

'E' Stato il Figlio' di Daniele Ciprì è il primo film italiano in concorso che viene presentato alla Mostra. Accolto da discreti applausi dopo la proiezione stampa, il film di Ciprì ha convinto, grazie anche ad un'ottima interpretazione di Toni Servillo, protagonista della pellicola.
La storia parte da un evento drammatico, una bambina viene uccisa per sbaglio durante un agguato di 'Ndrangheta. Il lutto per la perdita passa in fretta alla famiglia, grazie al rimborso che lo Stato offre ai parenti delle vittime: 220 milioni. I soldi però non portano necessariamente la felicità, e fra debiti, strozzini e altre sventure porteranno invece molti problemi.

Il film è stato definito buffo, paradossale, cinico, tragico ma ironico graffiante, proprio come vuole la tradizione della commedia all'italiana, in cui i personaggi sono maschere grottesche. "Non voglio fare morali, ma quando c'è di mezzo il denaro si spaccano pure le famiglie", ha detto il regista, "Nel caso dei Ciraulo il bene diventa male. Come oggi che c'è gente che si massacrerebbe per premi ricchissimi". Ciprì ha anche ammesso che per costruire la famiglia Ciraulo si è ispirato alla famiglia più famosa della tv, I Simpson. Gli fa eco Servillo: "Il film rispecchia le leggi arcaiche della Sicilia, e non solo, e gli stessi smarrimenti di una societa' dove antico e moderno convivono. E racconta come il sangue chiami il denaro e questo, a sua volta, chiami il sangue".
Il film sarà nelle sale il 14 settembre.

Altro film della giornata, l'attesissimo 'The Master' di Paul Thomas Anderson, con Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix e Amy Adams (assente a Venezia) nel cast. Arrivato al Lido come il favorito per la vittoria, il film ha diviso la critica.
La storia è quella di un rapporto, del legame forte che si crea tra il carismatico capo spirituale di una setta (Hoffman) e un violento e sbandato ex marinaio (Phoenix) reduce dalla seconda guerra mondiale.
Il film ha avuto una produzione problematica a causa della sua ispirazione. Non dichiarata apertamente ma evidente, la storia prende spunto da Scientology, la setta tanto celebre fra alcune star di Hollywood, una in particolare. A tal proposito il regista ha detto: "Ho mostrato il film a Tom Cruise e siamo ancora amici. Il resto rimane fra noi. [...] Conosco molto bene la storia di Ron Hubbard, il metodo di auto-aiuto di Dianetics, l'inizio insomma della setta di Scientology e non dico non mi abbia influenzato per questo film, ma non più di questo".
Il film si gioca tutto sui due protagonisti e le interpretazioni di Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix sono eccellenti, una vera e propria gara di bravura. "Il film è una storia d’amore, segue due personaggi legati l’uno dall’amore per l’altro" ha aggiunto Anderson. E Hoffman aggiunge "Si identificano l’uno nell’altro, sono bestie selvagge che nascono dalla stessa materia e vogliono addomesticarsi a vicenda".
Mentre Anderson e Hoffman hanno dialogato tranquillamente con i giornalisti (accorsi in massa, c'era gente seduta a terra), Joaquin Phoenix durante la conferenza stampa si è rifiutato di rispondere alle domande, limitandosi ad annuire distrattamente, sorridere e scuotere la testa. Non aveva voglia di stare lì, ad un certo punto si è alzato e ha abbandonato la conferenza per andare a fumare una sigaretta ma probabilmente era solo un modo per uscire dalla sala visto che aveva fumato anche dentro. Da annotare una sola risposta ad una domanda: "Non so da dove è arrivata l’ispirazione per il mio personaggio e neppure mi interessa". E poi il silenzio. Phoenix non è nuovo a certi comportamenti che per alcuni sono forzati e studiati e che i giornalisti hanno preso come una mancanza di rispetto. Forse non è ancora uscito dal personaggio di 'I'm Still Here'.
Il film uscirà in Italia a gennaio 2013.



Frra