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sabato 26 novembre 2022

Come per Disincanto - la recensione

Era il 2007 quando la Disney sfornava uno dei suoi film più geniali, e forse anche sottovalutati, si tratta di Come d'Incanto, e oggi, ben quindici anni dopo, è arrivato il sequel.

Sono passati anni da quando Giselle (Adams) si è ritrovata catapultata nel mondo reale, adesso vive a New York, ha una figlia piccola con Robert (Dempsey) ed è la "matrigna" di Morgan, ormai adolescente. La vita formato cartoon di Andalasia è ormai un lontano ricordo e Giselle ha scoperto che nel mondo reale il "per sempre felici e contenti" non esiste, così decide di provare a cambiare. Tutta la famiglia si trasferisce a Monroeville, una piccola cittadina dall'aria fiabesca ma che in realtà non offre quella fiaba che Giselle sperava, la casa è un disastro e il rapporto con Morgan sempre più complicato. In preda allo sconforto, Giselle decide di fare un incantesimo per trasformare la sua vita in una fiaba, coinvolgendo tutto il mondo che la circonda. La magia avrà però un risvolto inaspettato, Andalasia si troverà in pericolo e la stessa Giselle si trasformerà in una matrigna cattiva. A meno che prima di mezzanotte...

La prima cosa che bisogna subito mettere in chiaro, soprattutto lo spettatore deve aspettarsi, è che Come per Disincanto non è Come d'Incanto. Ricreare l'atmosfera di quel film era impossibile, manca - ovviamente - l'"effetto sorpresa", non c'è più la novità, e questo è un qualcosa con cui il regista e gli sceneggiatori sono venuti a patti, perfettamente consapevoli di non poter replicare il precedente, perciò hanno puntato su altro. La storia si basa su dei punti ben definiti e lo fa con grande semplicità e chiarezza, con la giusta ironia, e senza mai complicarsi inutilmente la vita. Punta sul tema della famiglia, sul rapporto madre figlia, in questo caso figlia adottiva ma non per questo "meno figlia" di quella naturale, gioca in modo molto intelligente, divertente e divertito, sulla contraddizione tutta fiabesca del ruolo della matrigna, tantissime le citazioni di altri Classici Disney (e solo un disneyano esperto saprà riconoscerle tutte), e poi c'è la musica. La regia questa volta è stata affidata ad un esperto di musical come Adam Shankman, e infatti le scene di ballo sono molto coinvolgenti ma, se c'è una vera pecca nel film, si sente la mancanza di una canzone che lasci il segno, com'era la scena delle pulizie o quella nel parco in Come d'Incanto.

Se c'è un elemento su cui il film sa di potersi appoggiare completamente è Amy Adams. Meravigliosa, sono passati quindici anni ma la sua Giselle è sempre adorabile, anche quando "passa al lato oscuro". Che l'attrice si diverta in questo ruolo è evidente, canta, balla, recita, è seria e comica, è la protagonista e anche la villain nel film. La sua Giselle passa da buona a malvagia, e non lo fa da scena a scena ma nel giro della stessa frase, e può sembrare semplice ma se non sei brava, ma davvero brava, il rischio di fare un disastro è scontato. Lei no. Guardando Amy Adams si ha sempre la sensazione che sia un'attrice in grado di poter fare tutto, lo ha dimostrato in passato e continua a dimostrarlo. E lei è semplicemente splendida.
Bene anche Gabriella Baldacchino, che ha ereditato il ruolo di Morgan adolescente. Non ha molto spazio, ma quello che ha sa gestirlo con sapienza, Maya Rudolph, la "regina Malvina", e non è un caso che uno dei migliori momenti musicali sia il suo duetto con Amy Adams.

Come per Disincanto è arrivato forse troppo tardi, non ha la genialità del primo, ma è un film che quasi ci conforta con il suo essere classico, ci lascia un po' di positiva atmosfera fiabesca, ed è piacevole da guardare.

Il film è disponibile su Disney+.

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mercoledì 1 giugno 2022

Top Gun: Maverick - la recensione

Il primo Top Gun è stato un cult tale da lanciare veri e propri stili iconici: la giacca di pelle, i Ray-Ban, per non parlare del sorriso sfacciato di Tom Cruise, tutti elementi che hanno segnato un'epoca (gli anni '80). e sono andati oltre, causando anche un boom di arruolamenti nella marina militare, che usò il film come vero e proprio marketing.

Fare un sequel di un simile cult dopo 36 anni era pericoloso e rischiava di schiantarsi contro la montagna della nostalgia fine a se stessa. Ma quando Tom Cruise decide di metterci la faccia, di nuovo, e torna a bordo del suo caccia F-14, non lo fa a caso. Trentasei anni dopo, ha qualche ruga in più e uno strapotere che lo ha innalzato a ultima vera star hollywoodiana, capace di arrivare sul red carpet pilotando un elicottero, lanciarsi dai palazzi e pilotare un vero caccia all'interno del film, incassando milioni di dollari al botteghino, senza mai perdere il sorriso sfacciato che sfoggiava nel primo, mitico, Top Gun del 1986.

Il sequel è ben consapevole di tutta la responsabilità e i rischi che si porta dietro e, ben lontano dall'essere una pura e semplice operazione nostalgia, si dimostra un film più maturo, equilibrato e in definitiva migliore del suo predecessore. Il tempo che separa i due film viene sapientemente sfruttato per parlare di scelte di vita, rimpianti e paternità, riportando Maverick, vecchia gloria ma considerato ormai quasi un pezzo da museo dai suoi stessi superiori, a dover fare da istruttore alle nuove reclute dei top gun, fra cui il figlio del mai dimenticato Goose, con tutto il peso del senso di colpa che grava sul personaggio di Cruise e sul rapporto padre-figlio che ne consegue. Una profondità che la pellicola patinata anni 80 non possedeva, più impegnata nell'essere un enorme spot di virilità e sul versante prettamente romantico.

Non mancano però i momenti in cui i vecchi fan sentiranno un brivido lungo la schiena, a cominciare dalle note di apertura dell'inconfondibile "Danger zone" di Kenny Loggins, fino al tema musicale iconico qui ripreso dal grande Hans Zimmer.

Con una trama solida, attori in parte e sequenze d'azione mozzafiato, Top Gun: Maverick dimostra che per fare grande Cinema, in fondo, non c'è bisogno di arzigogoli di trama o bieco fan service, basta il cuore, quello che il suo protagonista infonde nel progetto in ogni sua parte e che traspare in ogni scena. Un film che, come lo stesso Tom Cruise, fa bene al Cinema.

lunedì 22 novembre 2021

Ghostbusters: Legacy – la recensione [no spoiler]

È uscito da pochi giorni nelle sale italiane il nuovo capitolo della saga sugli Acchiappafantasmi più conosciuti al mondo, Ghostbusters: Legacy. 

Il film riprende con cura e devozione l’albero genealogico della famiglia Spengler e ci mostra la vita tutt’altro che priva di difficoltà della figlia di Egon (il compianto Harold Ramis, uno dei "papà" della saga cult originale), Callie, interpretata da Carrie Coon, e dei suoi figli: Trevor (Finn Wolfhard), alle prese con le pulsioni della sua invadente adolescenza, e Phoebe (Mckenna Grace), la più giovane dei due, che tanto somiglia al nonno, sia per la sua mente brillante, che per i suoi occhialoni rotondi e il suo sguardo deciso, ma anche per il suo singolare senso dell’umorismo. Queste tre pedine, estremamente diverse tra loro, si vanno ad inserire su una scacchiera sulla quale si gioca il destino del mondo, tra sciami sismici inspiegabili e trappole per fantasmi nascoste, aggiungendo ai toni brillanti e volutamente poco seri della trama originale, dei toni più cupi e nostalgici che solo la scomparsa di un personaggio tanto amato possono dare. A tutto questo poi si deve aggiungere una colonna sonora coinvolgente e dei personaggi secondari ben definiti, come il buffo compagno di classe, Podcast (Logan Kim), e il professore di scienze più improbabile e sbadato che si possa desiderare, Mr. Grooberson (Paul Rudd). Tutto questo messo insieme è Ghostbusters: Legacy. “Chi chiameranno?”

Il film, della durata di 124 minuti, attinge direttamente all'immaginario della saga originale, vanta una trama ben architettata, che porta lo spettatore attraverso un dedalo che piano piano si districa, rendendo evidente ogni singolo collegamento possibile.
La performance corale del cast è senza sbavature, ed è sicuramente un punto di forza del film. Strabiliante, nonostante la sua giovane età, la deliziosa Mckenna Grace, che con semplicità ci presenta una versione in miniatura e tutta riccioli del caro Harold Ramis, e trasmette anche un senso di malinconia nel vederla interagire con Podcast, che ricorda molto un "piccolo Raymond Stantz" (Dan Aykryod nei film originali), quasi a voler sancire un netto passaggio generazionale che apre verso la possibilità di nuove avventure.

Jason Reitman, figlio di Ivan, regista dei primi due episodi, costruisce il ponte perfetto tra passato e presente, con un palpabile rispetto per i film del padre e tanto cuore, tenendo lo spettatore saldamente incollato alla poltrona con un film che stringe con forza la mano ai suoi predecessori, come solo un fan affezionato ed emozionato potrebbe fare.

Francesca Matteucci

mercoledì 10 marzo 2021

Pepé Le Pew tagliato da Space Jam 2. James Gunn risponde a chi parla di "cancel culture".

La puzzola della discordia.

È nato un caso intorno al taglio di una scena in Space Jam 2: A New Legacy che vedeva protagonista Pepé Le Pew (Pepé La Puzzola). Per chi non conoscesse il personaggio, Pepé Le Pew è una moffetta francese descritta come "romantica ma estremamente invadente", che si innamora di un gatto bianco e nero, che lui crede essere una puzzola, e cerca di corteggiarla in modo sfacciato, quasi persecutorio, perché convinto di essere assolutamente irresistibile nonostante la sua puzza. E proprio il suo comportamento ha scatenato la polemica.
Recentemente l’editorialista del NYT, Charles M. Blow, ha scritto un articolo su Pepé Le Pew marchiandolo come personaggio che ha "contribuito alla cultura dello stupro", per il modo in cui cerca di costantemente di costringere la gatta, rinominata in seguito Penelope Kitty, a cedere al suo corteggiamento. L'articolo più il taglio della scena nel film hanno creato la polemica. In realtà però, il taglio non ha niente a che vedere con il pezzo di Blow, è stato infatti deciso mesi prima, quando il regista Terence Nance è stato sostituito da Malcolm D. Lee, che ha deciso di tagliare la scena.

Ma com'era questa scena? Ambientata in un bar "alla Casablanca", e girata in bianco e nero, vedeva Pepé Le Pew nei panni del barista mentre cerca di rimorchiare una donna (Greice Santo) dandole baci - non voluti - sul braccio fino a che la donna gli rifila un ceffone facendolo girare sullo sgabello, a quel punto Lebron James e Bugs Bunny, in cerca di Lola Bunny, lo fermano e Pepé rivela che Penelope Kitty ha ottenuto un'ordinanza restrittiva nei suoi confronti e di aver imparato che "non può toccare altri cartoni senza il loro consenso". L'attrice Graice Santo, attraverso il suo portavoce, si è detta dispiaciuta per il taglio perché la scena mostrava finalmente una donna in grado di rispondere alle "molestie" di Pepé, quindi il messaggio, secondo l'attrice, era giusto.

Il web però non si è fermato a leggere i quando e i come, subito si sono formati degli schieramenti, tra favorevoli e contrari, tra chi ha detto "era ora, ho sempre pensato fosse un molestatore" a chi ha attaccato la decisione parlando di "cancel culture". Proprio a questi ultimi si è rivolto James Gunn, che ha voluto dire la sua sulla "questione Pepé Le Pew", difendendo la scelta del taglio, affermando che non ha senso parlare di "cancel culture" e di smetterla di affibbiare questo termine a qualsiasi cosa.

"Smettetela di chiamare qualsiasi cosa “cancel culture” perché siete troppo ottusi da avere un’opinione con delle sfumature. Le persone possono sentirsi offese da qualcosa, oppure pensare che qualcosa fa schifo, e non per forza si tratta di “cancel culture” – è libertà di parola", ha scritto il regista in una serie di tweet, "A tutti quelli che mi scrivono sottolineando le volte in cui le persone vengono ingiustamente attaccate – lo so, fa schifo. Ma non significa che ogni volta in cui qualcuno si sente offeso da qualcosa si tratti di “cancel culture”. Chiamare qualsiasi cosa in quel modo è una risposta impulsiva che distrugge totalmente il punto della questione. Non penso che ci siano molte persone qui, a destra o a sinistra, che pensano che Harvey Weinstein non sarebbe dovuto essere “cancellato” per ciò che ha fatto. Ma sono conversazioni ricche di sfumature. Penso che la maggior parte delle persone latine amino Speedy Gonzalez, motivo per cui non penso dovrebbe essere “cancellato”. Ma Pepé Le Pew, almeno per me, è offensivo per il modo in cui tratta la gattina. La maggior parte delle persone lo sanno. La maggior parte delle persone hanno pensieri e sensazioni diverse rispetto a situazioni diverse. Ma Twitter è un luogo dove gli estremi, su qualsiasi argomento concepibile, vengono evidenziati perché sono più sensazionalisti. E per tutti coloro (vi vedo) che dicono: “E quelli che cercano di cancellare te? Hanno il diritto di farlo?” OVVIO CHE CE L’HANNO. E combatterò perché continuino ad avere questo diritto. Potrei non essere d’accordo con le loro opinioni, ma credo profondamente nel loro diritto alla libertà di parola".

Ricordiamo che, tempo fa, James Gunn era stato al centro delle polemiche a causa di alcuni tweet, decisamente di cattivo gusto, scritti anni fa e che per questo motivo gli era stato tolto il terzo film dei Guardiani della Galassia, per poi essere richiamato dai "piani altissimi" della Disney.

Sull'argomento si è espressa anche Linda Jones, figlia di Chuck Jones, ideatore di Pepé Le Pew.

"Non sono d'accordo con l'idea che questa puzzola abbia contribuito alla cultura dello stupro", ha dichiarato la signora, che oggi ha 83 anni, a TMZ, "Non credo che nessuno, vedendo Pepé, sia stato ispirato ad andare, non dico addirittura a stuprare qualcuno, ma anche solo a molestare la gente. C’è una differenza fra la decisione di stabilire che questi cartoni animati non sono più appropriati oggi e affermare che abbiano dato un contributo effettivo alla cultura dello stupro".

La signora, che è stata vittima di esperienze del genere in passato, ha dichiarato di non avere nessun problema riguardo il taglio del personaggio, che la Warner ha tutto il diritto di decidere le sorti di Pepé, ma che tutto questo si potrebbe risolvere più facilmente "aggiornando" il personaggio riadattandolo ai tempi moderni.
Un po' com'è stato fatto per Lola Bunny, il personaggio in Space Jam 2: A New Legacy sarà diverso da quello del primo film, considerato troppo "sessualizzato" dal regista. La nuova Lola Bunny avrà un fisico meno prosperoso e vestiti meno succinti. "Siamo nel 2021. È importante riflettere l'autenticità di forti e capaci personaggi femminili", ha dichiarato il regista Malcolm D. Lee, "Abbiamo rielaborato molte cose, non solo il suo look, facendo in modo che i suoi short fossero di appropriata lunghezza e che fosse femminile senza essere "oggetto", ma anche dandole una voce reale. Per noi si è trattato di dare un fondamento alla sua capacità atletica, alle sue abilità di leader, e farne un personaggio completo come gli altri".
Ovviamente, inutile dirlo, anche questo ha creato tante polemiche, così come il personaggio di Speedy Gonzales, che secondo qualcuno sul web, porta avanti "stereotipi negativi sul popolo messicano".

Insomma, non se ne esce, qualsiasi cosa, qualsiasi cambiamento o non cambiamento, crea polemiche.

Il film sarà nei cinema USA e su HBOMax a luglio.

venerdì 24 luglio 2020

La Paramount rinvia A Quiet Place 2 e Top Gun: Maverick

Non c'è pace per i calendari. Dopo la Warner e la Disney, anche la Paramount è costretta a modificare le uscite dei film a causa della pandemia di coronavirus e dei contagi in aumento in molte parti del mondo.

La major ha così deciso di rimandare ancora due dei film di punta della stagione, A Quiet Place II e Top Gun: Maverick, quest'ultimo è stato rinviato anche a causa dell'impossibilità di Tom Cruise di partecipare alla campagna promozionale, l'attore infatti è impegnato con le riprese dei prossimi due Mission: Impossible (ancora ferme, sempre a causa della pandemia).
Un portavoce della Paramount ha spiegato che la scelta del rinvio è dovuta alla voglia di preservare l'esperienza della sala.

"Crediamo veramente che non ci sia un’esperienza cinematografica paragonabile a quella che si può godere in sala. Il nostro impegno va proprio in questa direzione, a sostegno degli esercenti cinematografici, e vogliamo sottolineare che non appena sarà possibile il pubblico potrà godersi nuovamente la gioia di vedere i film Paramount sul grande schermo."

Ecco le nuove date.

- A Quiet Place 2 – 23 aprile 2021 (data precedente 6 settembre 2020)
- Top Gun: Maverick – 2 luglio 2021 (data precedente 23 dicembre 2020)
- Il nuovo film di Jackass – 3 settembre 2021 (data precedente luglio 2021)
- Under the Boardwalk – 22 luglio 2022
- Sonic 2 – 8 aprile 2022
- The Tiger’s Apprentice – 10 febbraio 2023 (data precedente 11 febbraio 2022)

Aspettiamo ulteriori aggiornamenti.

La Disney rimuove Mulan e The French Dispatch dal calendario. Rimandati anche Avatar e Star Wars.

Dopo la Warner che ha bloccato l'uscita USA di Tenet, ora tocca alla Disney.

Il preoccupante aumento dei contagi da coronavirus negli Stati Uniti, ma anche in Sud America, in Asia e in parte dell'Europa, ha costretto la major a modificare di nuovo il calendario delle uscite.
La notizia più clamorosa è la rimozione dell'uscita di Mulan, live action diretto da Niki Caro che sarebbe dovuto uscire lo scorso marzo. Il film è in attesa di un riposizionamento, come dichiarato dal portavoce della major.

"Negli ultimi mesi è apparso chiaro che non c'è niente di certo quando si parla di date d’uscita durante questa pandemia globale, questo significa che oggi siamo costretti a mettere in pausa i nostri piani per 'Mulan' mentre stabiliamo il modo più efficace per portare questo film agli spettatori di tutto il mondo."

Mulan non è l'unico titolo ad essere stato "sospeso", stessa sorte è toccata a uno dei film più attesi della stagione, The French Dispatch di Wes Anderson.

Ecco le nuove date, anche di film 20th Century e Searchlight.

- La vita straordinaria di David Copperfield, si sposta di due settimane, al 28 agosto 2020;
- Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh, slitta al 23 ottobre 2020;
- The Empty Man è stato spostato al 4 dicembre 2020;
- The French Dispatch di Wes Anderson, rimosso, l'uscita era fissata al 16 ottobre 2020;
- Antlers, slitta al 19 febbraio 2021;
- The Last Duel di Ridley Scott, rimandato al 15 ottobre 2021.
- film live action Disney fissato al 17 dicembre 2021 (prende il posto di Avatar 2).

Rinviati tutti rispettivamente di un anno i nuovi Star Wars e i sequel di Avatar, confermato l'alternarsi delle due saghe. Ecco le nuove date.

- AVATAR 2, dal 17/12/21 al 16/12/22;
- AVATAR 3, dal 22/12/23 al 20/12/24;
- AVATAR 4, dal 19/12/25 al 18/12/26;
- AVATAR 5, dal 17/12/27 al 22/12/28.

A tal proposito, James Cameron ha rilasciato un comunicato.

"Fan di Avatar,

Oel ngati kameie. “Io vi vedo”. Spero anche che siate tutti in salute e al sicuro.
Come molti di voi sapranno, a causa del COVID-19 siamo stati costretti a fare una lunga e inattesa pausa nelle riprese live action che stiamo svolgendo in questo momento in Nuova Zelanda. Quello che probabilmente molti di voi non sapranno è che questa pandemia ci sta ancora impedendo di riiniziare la produzione virtuale nei teatri di posa a Los Angeles. Si tratta di una lavorazione importante quanto quella live action per i nostri film.
Prima del COVID-19, tutto era assolutamente allineato perché il primo sequel arrivasse al cinema a dicembre 2021. Sfortunatamente, a causa dell’impatto che ha avuto la pandemia sul nostro calendario di lavorazione non ci è più possibile rispettare quella data.
Non c’è nessuno più deluso da questo ritardo di me. Ma sono rinfrancato dalle incredibili interpretazioni del nostro cast e dallo straordinario lavoro che stanno facendo alla Weta Digital per portare Pandora e i protagonisti del film in vita.
Sono grato del sostegno che continuiamo a ricevere da Disney Studios, e in particolare da Alan Horn e Alan Bergman. L’intera compagnia sostiene al 110% non solo i sequel, ma anche tutti gli altri contenuti legati al franchise su cui stiamo già lavorando.
Soprattutto, sono grato a voi, i nostri fan, per il sostegno nel corso di questi anni, e vi prometto che ciò che porteremo al cinema vi soddisferà.

Come dicono i Na’vi, Irayo, grazie

James Cameron"

Aspettiamo ulteriori aggiornamenti.

venerdì 17 luglio 2020

Constantine: il regista sogna ancora il sequel ma la Warner non è interessata

Negli ultimi giorni è girata la notizia di un possibile sequel di Constantine, film del 2005 con Keanu Reeves protagonista, su cui la Warner era impegnata in collaborazione con HBO Max. Purtroppo non è così.

A fare chiarezza è stato il regista del film, Francis Lawrence, che non solo ha spento gli entusiasmi su un sequel ma ha fatto capire che è proprio la Warner a non essere interessata.

Intervistato da Slash Film, il regista ha raccontato che, dopo l'uscita del film del 2005, effettivamente il team si era messo al lavoro per un sequel, di cui si è parlato anche in tempi più recenti.

"Tutti volevamo farlo. Aveva incassato abbastanza, quindi volevamo realizzare un film vietato ai minori in modo più responsabile. Con responsabile intendo che avremmo realizzato un film meno costoso rispetto al primo che non pensavamo sarebbe stato vietato ai minori", ha dichiarato Lawrence, "Abbiamo lavorato al sequel per un po' e siamo tornati a parlarne di recente. È sempre stata una questione in sospeso per noi perché tutti amiamo il primo film e sappiamo che è diventato di culto per una cerchia di persone, perciò sarebbe bello realizzarlo. Io e Keanu ne abbiamo parlato un bel po' in effetti."

Quindi anche Keanu Reeves sarebbe pronto a tornare nel ruolo di Constantine, ma i sogni si sono scontrati con i piani completamente diversi della Warner.

"Sfortunatamente non ricordo neanche di chi siano i diritti, ma con la storia degli universi condivisi, e visto che Constantine è della Vertigo, che fa parte della DC, ci sono già dei piani, con Constantine diversi e cose simili", ha detto ancora Lawrence, "Al momento non abbiamo la disponibilità del personaggio per un progetto cinematografico o televisivo, ed è una seccatura. Ci siamo informati tutti, ed è folle avere Keanu, che adorerebbe girare un altro Constantine, oltre a noi, e sentirci dire: "Ah, no, abbiamo altri piani". Ma vedremo cosa succederà".

Perciò il progetto di un sequel di Constantine, con Keanu Reeves di nuovo protagonista, rimarrà nel cassetto di Francis Lawrence, con la Warner che sembrerebbe pronta ad utilizzare il personaggio in qualche universo tra i tanti che ha lasciato aperti. Un vero peccato.

Il film del 2005 col tempo è diventato un piccolo cult. Costato 100 milioni di dollari, ne ha incassati 230, un buon risultato per un film vietato ai minori e tratto da un fumetto quando ancora non erano così di moda i cinecomic. Notevole il cast, oltre a Keanu Reeves, il film vedeva anche Rachel Weisz, Shia LaBeouf, Djimon Hounsou, Peter Stormare, e Tilda Swinton nel ruolo dell'Arcangelo Gabriele.

mercoledì 27 maggio 2020

Scott Derrickson alla regia del sequel di Labyrinth

Dopo il divorzio dalla Marvel, nuovo progetto per Scott Derrickson.

Deadline riporta che sarà il regista di Doctor Strange e Sinister a dirigere il sequel di Labyrinth. Il sito riporta anche che la sceneggiatrice Maggie Levin (Into the Dark) si occuperà dello script.

Inizialmente doveva essere Fede Alvarez a dirigere il film ma a fine aprile il regista aveva annunciato di aver abbandonato il progetto a causa di "divergenze creative", motivando così la sua scelta: "Labyrinth era qualcosa che avrei fatto, ma poi ho deciso di fare retromarcia. Quando le persone hanno già dei preconcetti sul come dovrebbe essere un qualcosa è davvero complicato avere successo e sorprendere il pubblico. Fondamentalmente si attendono di rivedere la stessa cosa. Ed è per questa ragione che, come regista, ho deciso di non voler dedicare tempo a un progetto per cui le persone avevano già delle idee precostituite sul come sarebbe dovuto essere".

La Sony ha così deciso di ingaggiare Scott Derrickson, ormai libero dall'impegno del secondo Doctor Strange, progetto abbandonato a causa (di nuovo) di "divergenze creative" con la Marvel. Il film è passato a Sam Raimi.

Labyrinth, fantasy di Jim Henson del 1986, è considerato un vero e proprio cult del genere. Protagonista del film una giovane Jennifer Connelly, accanto a lei, oltre a una schiera di pupazzi, un indimenticabile David Bowie nel ruolo del re dei Goblin.

mercoledì 15 aprile 2020

Ufficiale: Sam Raimi dirigerà Doctor Strange 2!

Il rumor circolava da settimane, fin dal giorno dell'abbandono della regia da parte di Scott Derrickson. Ora è arrivata l'ufficialità: Sam Raimi dirigerà Doctor Strange in the Multiverse of Madness.

Per Sam Raimi si tratta di un ritorno nel mondo Marvel, lui che con il suo Spider-Man (insieme a Bryan Singer con gli X-Men) ha dato il via all'era dei cinecomic, anni prima dell'avvio dell'Universo Cinematografico Marvel.

Intervistato da ComingSoon.net, il regista ha confermato che dirigerà il secondo film dedicato allo Stregone Supremo. "Da bambino adoravo Doctor Strange, ma per me era sempre dopo Spider-Man e Batman, e al quinto posto dei migliori personaggi dei fumetti", ha dichiarato Raimi, "Era così originale, ma ovviamente quando decisi di inserire quel momento in Spider-Man 2 non avrei mai immaginato che avrei diretto un film di Doctor Strange. È stata una coincidenza divertente il fatto che ci fosse quella frase nel film. Vorrei aver avuto la possibilità di prevedere che avrei diretto il film!".

Il regista si riferisce al momento in Spider-Man 2 in cui Ted Hoffman (Ted Raimi), assistente al Daily Bugle, propone dei nomi da villain per Otto Octavius, tra questi anche "Doctor Strange", con il direttore J. Jonah Jameson che gli risponde che il nome è già stato usato.

Il film, secondo i piani di Scott Derrickson, avrebbe dovuto avere uno stampo più horror, tanto che il regista l'aveva definito il "primo cinecomic terrificante dell'MCU". Poi il regista ha lasciato proprio per divergenze creative, quindi è molto probabile che non sarà proprio come aveva preannunciato.

La storia vedrà ancora una volta Benedict Cumberbatch protagonista, confermata nel cast anche Elizabeth Olsen nel ruolo di Scarlet Witch. Il film sarà direttamente collegato alla serie WandaVision, dedicata proprio al personaggio della Olsen, che arriverà su Disney+ nei prossimi mesi.

La presenza di Sam Raimi alla regia ha stimolato molto la fantasia dei fan, il film infatti esplorerà il Multiverso, e qualcuno ipotizza / spera, che da qualche universo parallelo possa tornare qualcuno, magari un "vecchio Spider-man"? dopotutto, un personaggio della trilogia di Raimi è già comparso in un nuovo film della Marvel (Sony, in questo caso), si tratta proprio di J. Jonah Jameson, presente alla fine di Spider-Man: Far From Home e interpretato nuovamente da J.K. Simmons. Chissà...

lunedì 6 aprile 2020

Luca Guadagnino conferma il sequel di 'Chiamami col Tuo Nome'

Intervistato da Repubblica, il regista Luca Guadagnino ha parlato dei suoi progetti futuri, confermando la sua intenzione di girare Cercami, adattamento del romanzo sequel di Chiamami col Tuo Nome, scritto sempre da André Aciman.

Guadagnino ha confermato il ritorno dei protagonisti e del cast del primo film: "E' stato un grande piacere lavorare con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Esther Garrel e gli altri attori. Saranno tutti nel nuovo film".

Chi non tornerà sarà il grande James Ivory, che ha firmato (e il suo tocco si è visto!) la sceneggiatura di Chiamami col Tuo Nome, grazie alla quale si è portato a casa l'Oscar per il migliore adattamento (2018). Guadagnino ha infatti dichiarato di aver già trovato un nuovo sceneggiatore, con cui avrebbe dovuto incontrarsi in questi giorni ma a causa dell'emergenza sanitaria è stato rimandato tutto a data da destinarsi. "Dovevo andare in America per incontrare uno sceneggiatore che apprezzo veramente molto, di cui non voglio rivelare il nome, per parlare della seconda parte", ha dichiarato il regista, "Sfortunatamente tutto è stato cancellato".
Non sarà facile prendere il posto di un mostro sacro come James Ivory.


La trama di Cercami.
"Sono passati parecchi anni da quell'estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Questo romanzo di André Aciman si apre con l'incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l'occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell'uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un'attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure... Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa."

martedì 4 febbraio 2020

Indiana Jones 5: Kathleen Kennedy aggiorna sul film

In occasione dei BAFTA, dove è stata premiata con il Bafta Fellowship Award, la produttrice e presidente della Lucasfilm Kathleen Kennedy ha parlato del prossimo film di Indiana Jones.

La produttrice ha dichiarato che la stesura della sceneggiatura è ancora in fase di sviluppo e, ancora più importante, ha confermato che non si tratterà affatto di un reboot ma di un sequel, con Harrison Ford ancora saldamente al suo posto, con cappello e frusta.

"Stiamo lavorando duramente per perfezionare la sceneggiatura, una volta fatto questo saremo pronti per partire", ha dichiarato Kathleen Kennedy alla BBC, aggiungendo poi, "Harrison Ford è coinvolto. E no, non sarà un reboot, sarà una continuazione. E lui non vede l’ora!".

Della possibile trama al momento non si sa nulla, sappiamo solo che (quasi certamente) non includerà Mutt Williams, il figlio di Indiana Jones interpretato da Shia LaBeouf nel quarto film. Nei prossimi mesi saranno annunciati i nuovi ingressi nel cast.
Le riprese dovrebbero iniziare ad aprile, quando Steven Spielberg avrà concluso il suo lavoro di post-produzione sul suo ultimo film, il remake di West Side Story.

La data d'uscita è fissata al 10 luglio 2021.

sabato 25 gennaio 2020

Un sequel di The Mask? Jim Carrey direbbe sì ma a una condizione

E' partito il tour promozionale per Sonic- il Film, che vede nel cast anche Jim Carrey nel ruolo del villain.

Sfruttando l'occasione, il sito Comicbook ha chiesto all'attore se sarebbe disposto a tornare in un ipotetico sequel di The Mask, famosissimo film del 1994 diventato poi un cult. Jim Carrey ha detto sì ma solo a una precisa condizione. Ecco la sua risposta.

"Di solito non penso in termini di sequel e cose del genere, nel senso... questo film, Sonic, va bene perché non abbiamo ancora fatto evolvere in maniera completa il personaggio di Robotnik. Per quel che riguarda The Mask, molto dipenderebbe dal regista. Anzi dipende tutto dal regista. Non lo farei tanto per farlo. Ma lo farei se venisse coinvolto un regista davvero folle e visionario".

Una condizione molto chiara e del tutto legittima. Vedremo se qualcuno risponderà al suo appello.

In realtà, un altro film di The Mask è già stato fatto, Son of the Mask (The Mask 2) del 2005, senza Jim Carrey, ma è stato un vero fallimento, un film che non ha avuto successo, né di critica, né di pubblico, ed è velocemente finito nel dimenticatoio.

mercoledì 11 dicembre 2019

Jack Black potrebbe lasciare il Cinema

Fra pochi giorni uscirà Jumanji: The Next Level e potrebbe essere uno degli ultimi film della carriera di Jack Black.

In una recente intervista l'attore ha dichiarato di pensare a un ritiro dalla recitazione ma che prima di fare questo passo vorrebbe segnare un nuovo capitolo del duo rock Tenacious D..
"Vorrei fare un altro album dei Tenacious D. Magari un altro film", ha detto Black, "Mi piace l’idea di ritirarmi presto. Non così presto, visto che ho già 50 anni. È da tanto tempo che dico che questo sarà l’ultimo film. Non posso davvero dire quale sarà la mia prossima mossa, perché è troppo presto e porterebbe sfortuna. Ho ancora un paio di cose in ballo. Sto pensando di ritirarmi molto presto. Di cavalcare verso il tramonto".

Il motivo dietro questa decisione? la famiglia.
"Quella è una delle ragioni principali. Non mi piace stare lontano da Tanya e dai ragazzi", ha confessato Black, "Passo troppo tempo lontano da casa. Magari farò uno show televisivo qui nella mia città, così potrò lavorare dalle 9 alle 17 e poi tornare a casa. Vedremo. Non sono uno che guarda molto in avanti, faccio le cose giorno per giorno. Ma se Tarantino dovesse bussare alla mia porta, è ovvio che farei quel film".

Jumanji: The Next Level sarà nei cinema italiani dal 25 dicembre.

Tarantino torna a parlare di un possibile 'Kill Bill 3'

Mentre è ancora vivo il successo di C'era una Volta... a Hollywood, Quentin Tarantino guarda avanti, a quello che sarà il suo decimo e, stando a quanto dichiarato più volte lo stesso regista, ultimo film.

Non si sa quale sarà la decima perla della sua carriera, ma intanto Tarantino continua a rilasciare dichiarazioni, stuzzicando la fantasia dei cinefili di tutto il mondo. In questi giorni, ad esempio, il regista è tornato a parlare di un possibile Kill Bill Vol. 3 e di una idea che gli gira in testa.

Intervistato da Andy Cohen, Tarantino ha raccontato di aver parlato con Uma Thurman nei giorni scorsi, durante una cena in un ristorante giapponese (proprio il luogo dove uno può immaginarsi che Tarantino e Uma Thurman si possano incontrare per parlare di Kill Bill).

"Giusto ieri ho cenato con Uma [Thurman]. Eravamo in un ristorante giapponese fichissimo", ha raccontato Tarantino, "E ho un'idea a proposito di cosa vorrei fare in Kill Bill Vol. 3. Ed è proprio quello il punto, arrivare a conquistare l’idea alla base del film. Cosa è successo alla Sposa dopo? E cosa voglio fare ora? Non mi interessa un’avventura ridicola, questo personaggio non se lo merita. La Sposa ha già combattuto a lungo e in modo molto duro. Ora ho un’idea che potrebbe essere interessante. Ma comunque, non lavorerei a questo film ancora per un po’. Ci vorrebbero almeno tre anni a partire da ora. Ma è senza dubbio nei miei piani".

Sono anni che Tarantino parla del terzo volume di Kill Bill, che potrebbe essere incentrato sulla vendetta della figlia, ormai adulta, di Vernita Green (Vivica A. Fox) nei confronti di Beatrix Kiddo (Uma Thurman).
Sarà davvero questo il decimo film di Tarantino? non possiamo far altro che aspettare e vedere.

mercoledì 20 novembre 2019

Todd Phillips pronto al sequel di Joker e ad altre origin story DC?

THR riporta che lo scorso 7 ottobre, il regista Todd Phillips, si  sarebbe recato negli uffici della Warner per discutere di alcuni progetti futuri.

Il regista, reduce dallo straordinario successo di Joker, film che ha appena superato il miliardo di dollari d'incasso mondiale, avrebbe messo sul tavolo la sua idea di portare al cinema le origin story di altri personaggi dell'Universo DC.

Stando ai rumor, la proposta non avrebbe convinto in pieno il presidente della Warner, Toby Emmerich, la major infatti è molto protettiva riguardo i canoni dell'Universo DC, ma le parti avrebbero comunque discusso del futuro e sembra che Phillips sia uscito dall'incontro con i diritti di almeno un altro film sulle origini di un personaggio DC, probabilmente un altro villain (c'è chi dice Lex Luthor ma sono solo ipotesi).

Dopo l'incontro con il presidente della Warner, Todd Phillips inoltre sarebbe entrato ufficialmente in trattative per dirigere un sequel di Joker, che vederebbe il ritorno anche di Scott Silver alla sceneggiatura, e (presumibilmente) quello di Joaquin Phoenix come protagonista.

Quello dell'Universo DC è un discorso piuttosto intricato in casa Warner, ci sono ancora molte questioni ancora in sospeso, ci sono diverse piste aperte, l'universo con Wonder Woman, Aquaman, Superman è molto lontano dal film di Todd Phillips, e poi c'è il nuovo Batman di Matt Reeves che, stando a quanto dichiarato da tutti, non sarà collegato al film Joker. Vedremo cosa succederà.

Aspettiamo ulteriori notizie.

giovedì 19 settembre 2019

Tre nomi per il ruolo di villain nel sequel di Doctor Strange?

Con Avengers: Endgame si è chiusa un'era, per questo c'è grande curiosità sulla Fase 4 dell'Universo Marvel.

Uno dei film più attesi è sicuramente Doctor Strange in the Multiverse of Madness, secondo standalone sullo Stregone Supremo, che sarà nuovamente interpretato da Benedict Cumberbatch e che vedrà anche la partecipazione di Elizabeth Olsen. Ma chi sarà il villain?

Il personaggio più quotato dai rumor sembra essere quello di Nightmare, entità demoniaca che vive nella dimensione dei sogni. A quanto pare, il casting per il ruolo sarebbe già iniziato e le ultime voci di corridoio hanno riportato una presunta shortlist dei possibili candidati. Il sogno proibito della Marvel si chiama Keanu Reeves, corteggiatissimo sia dalla Marvel che dalla DC, l'attore nei mesi scorsi ha incontrato Kevin Feige ma non si sa per quale motivo. Un altro nome possibile sarebbe quello di Matt Smith, conosciuto soprattutto per la sua partecipazione alla serie Doctor Who e che a dicembre vedremo nell'attesissimo Star Wars: L'Ascesa di Skywalker con un ruolo ancora avvolto nel mistero. Infine un altro ex dottore, cioè David Tennant, che è già transitato in casa Marvel come villain principale della prima stagione della serie Jessica Jones.

Ricordiamo che al momento questi sono solo rumor, mentre online spunta una teoria molto interessante. Un utente su Reddit ha ipotizzato che potrebbe essere addirittura Scarlet Witch una villain del film. Secondo la teoria, potremmo vedere una Wanda Maximoff ancora molto turbata dagli eventi di Endgame e soprattutto per la perdita di Visione, tanto da cercare un modo per riportarlo in vita. Scarlet Witch potrebbe quindi spingersi troppo oltre, tanto da alterare la realtà e aprire una "porta" a esseri multidimensionali, tra cui Nightmare, ma anche alla possibile introduzione dei Fantastici 4 o di qualche mutante.
Questa fantasiosa teoria (che al momento resta solo una teoria) probabilmente è figlia del fatto che il film sarà ambientato dopo gli eventi che saranno narrati nella serie WandaVision, che andrà in onda su Disney+ nella primavera 2021. Inoltre si collegherebbe anche a un recente rumor che parlava di un possibile ritorno di Quicksilver, fratello di Scarlet Witch, morto in Avengers: Age of Ultron.
Vedremo se questa teoria avrà qualche fondamento oppure rimarrà solo l'ipotesi di un utente.

Doctor Strange in the Multiverse of Madness sarà diretto ancora da Scott Derrickson. Uscita fissata per il 7 maggio 2021.

mercoledì 21 agosto 2019

Matrix 4: torneranno anche Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss!

Qualche settimana fa era stata divulgata la notizia di un quarto capitolo di Matrix in arrivo e che a scriverlo e a dirigerlo sarebbero state le sorelle Wachowski.

Una notizia che ha fatto subito nascere una domanda, una su tutte: ci saranno anche Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss? All'inizio sembrava che la risposta sarebbe stata no, ma è di oggi invece la notizia  ufficiale che i due attori, protagonisti del film originale, torneranno nei panni di Neo e Trinity!

"Non potremmo essere più entusiasti di tornare in Matrix con Lana", ha dichiarato Toby Emmerich della Warner, "Lana è una visionaria, unica e originale, e siamo entusiasti che stia scrivendo, dirigendo e producendo questo nuovo capitolo dell’universo di Matrix".

Lo stesso entusiasmo che ha colpito anche la diretta interessata, Lana Wachowski: "Molte delle idee che io e Lilly abbiamo esplorato vent’anni fa sulla nostra realtà sono diventate ancora più attuali oggigiorno. Sono molto felice che questi personaggi siano tornati nella mia vita, e sono grata di aver avuto un’altra opportunità per lavorare con i miei fantastici amici".
Il film è all'inizio della produzione ma lo script sarebbe già stato consegnato a Keanu Reeves.


lunedì 29 luglio 2019

Box office Italia: esordio in testa per MIB: International

Grazie alle nuove uscite e al maltempo, il box office italiano ha respirato un po' di ossigeno con un fine settimana decisamente positivo.

Cambio in vetta alla classifica con Men in Black: International che debutta al primo posto con un incasso di 1.1 milioni di euro e un'ottima media per sala. Non un esordio eccezionale per il sequel/spin-off di MIB, praticamente la metà del terzo film della saga originale, ma in linea con l'andamento degli altri paesi.

Di un niente ma scala al secondo posto Spider-Man: Far From Home, che incassa un altro milione di euro e sale sopra i dieci milioni totali raccolti fino ad oggi.
Al terzo posto il film Serenity, che sale a 920mila euro d'incasso totale.

Quarto posto per Toy Story 4, il cui incasso sale a un totale di 5.5 milioni di euro. Chiude la cinquina Edison – L’Uomo che Illuminò il Mondo, che fino ad oggi ha raccolto 774mila euro.

martedì 23 luglio 2019

Tarantino sta pensando a un terzo 'Kill Bill'

Ormai ci siamo quasi, fra qualche giorno negli USA uscirà il nono film di Quentin Tarantino, C'era una Volta a... Hollywood, questo significa che il prossimo film del regista sarà l'ultimo della sua carriera. E' stato lo stesso Tarantino a imporsi il limite di dieci film e quindi, ci siamo. Ma quale sarà il suo decimo film?

Nelle scorse settimane si è parlato dell'adattamento del fumetto Django/Zorro, co-scritto dallo stesso regista. Durante gli incontri con la stampa per il suo ultimo lavoro invece, Tarantino ha parlato spesso del film di Star Trek a cui sta lavorando, ma che non è mai stato confermato ufficialmente, indicandolo come quello che sarà il suo "decimo".
Adesso invece è lo stesso Tarantino a mischiare le carte. Il regista infatti ha rivelato di aver già parlato con Uma Thurman di un possibile Kill Bill 3.

"A dir la verità ne ho parlato con Uma Thurman recentemente, anzi letteralmente la settimana scorsa, e ci ho pensato in modo un po' più approfondito", ha dichiarato il regista in un podcast su MTV, "Se un mio film dovesse avere origine da un altro mio film, quel film sarebbe il terzo Kill Bill".

Subito il pensiero dei fan è andato alla frase che Beatrix Kiddo dice alla figlia di Vernita Green dopo averle ucciso la madre: "Quando sarai grande, se la cosa ti brucerà ancora e vorrai vendicarti, io ti aspetterò". Da sempre quel passaggio è visto come un'apertura a un terzo capitolo, anche se in realtà La Sposa compie il destino di Bill alla fine del Vol.2.

I fan ovviamente hanno subito iniziato a fantasticare e, nelle ultime ore, è circolato il rumor - o forse è solo un desiderio dei fan - che vorrebbe Maya Hawke, fresca del successo di Stranger Things, nel ruolo della figlia di Beatrix Kiddo, che poi non è altro che la sua vera madre, Uma Thurman.
Maya Hawke ha già lavorato con Tarantino, la giovane attrice infatti ha un piccolo ruolo in C'era una Volta a... Hollywood.

Vedremo cosa succederà. Intanto aspettiamo il prossimo film del regista, che in Italia arriverà a settembre.

sabato 8 giugno 2019

Anche Sigourney Weaver in Ghostbusters 3!

Ci sarà anche Sigourney Weaver nel terzo capitolo di Ghostbusters che sarà diretto da Jason Reitman.

A confermarlo è stata la stessa attrice che, durante un'intervista a Parade, ha dichiarato di essere felice di tornare nei panni di Dana Barrett.
La Weaver ha poi aggiunto una frase che fa sperare i fan della saga: "Sarà pazzesco lavorare di nuovo con i ragazzi!". Questo significa che nel film torneranno tutti i vecchi Acchiappafantasmi?

L'attrice non ha aggiunto altro, quindi al momento non ci sono conferme sulla possibile presenza di Dan Aykroyd, Ernie Hudson, e Bill Murray, e nemmeno sull'eventuale partecipazione di Annie Potts o Rick Moranis. Il regista Jason Reitman, figlio di Ivan Reitman, regista dei primi due episodi, ha annunciato che ci saranno novità a breve. Quindi, non ci resta che aspettare.

Nel cast del film ci saranno anche Finn Wolfhard, McKenna Grace, e Carrie Coon. L'uscita è stata fissata per il 10 luglio 2020.