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mercoledì 1 giugno 2022

Top Gun: Maverick - la recensione

Il primo Top Gun è stato un cult tale da lanciare veri e propri stili iconici: la giacca di pelle, i Ray-Ban, per non parlare del sorriso sfacciato di Tom Cruise, tutti elementi che hanno segnato un'epoca (gli anni '80). e sono andati oltre, causando anche un boom di arruolamenti nella marina militare, che usò il film come vero e proprio marketing.

Fare un sequel di un simile cult dopo 36 anni era pericoloso e rischiava di schiantarsi contro la montagna della nostalgia fine a se stessa. Ma quando Tom Cruise decide di metterci la faccia, di nuovo, e torna a bordo del suo caccia F-14, non lo fa a caso. Trentasei anni dopo, ha qualche ruga in più e uno strapotere che lo ha innalzato a ultima vera star hollywoodiana, capace di arrivare sul red carpet pilotando un elicottero, lanciarsi dai palazzi e pilotare un vero caccia all'interno del film, incassando milioni di dollari al botteghino, senza mai perdere il sorriso sfacciato che sfoggiava nel primo, mitico, Top Gun del 1986.

Il sequel è ben consapevole di tutta la responsabilità e i rischi che si porta dietro e, ben lontano dall'essere una pura e semplice operazione nostalgia, si dimostra un film più maturo, equilibrato e in definitiva migliore del suo predecessore. Il tempo che separa i due film viene sapientemente sfruttato per parlare di scelte di vita, rimpianti e paternità, riportando Maverick, vecchia gloria ma considerato ormai quasi un pezzo da museo dai suoi stessi superiori, a dover fare da istruttore alle nuove reclute dei top gun, fra cui il figlio del mai dimenticato Goose, con tutto il peso del senso di colpa che grava sul personaggio di Cruise e sul rapporto padre-figlio che ne consegue. Una profondità che la pellicola patinata anni 80 non possedeva, più impegnata nell'essere un enorme spot di virilità e sul versante prettamente romantico.

Non mancano però i momenti in cui i vecchi fan sentiranno un brivido lungo la schiena, a cominciare dalle note di apertura dell'inconfondibile "Danger zone" di Kenny Loggins, fino al tema musicale iconico qui ripreso dal grande Hans Zimmer.

Con una trama solida, attori in parte e sequenze d'azione mozzafiato, Top Gun: Maverick dimostra che per fare grande Cinema, in fondo, non c'è bisogno di arzigogoli di trama o bieco fan service, basta il cuore, quello che il suo protagonista infonde nel progetto in ogni sua parte e che traspare in ogni scena. Un film che, come lo stesso Tom Cruise, fa bene al Cinema.

mercoledì 27 maggio 2020

Scott Derrickson alla regia del sequel di Labyrinth

Dopo il divorzio dalla Marvel, nuovo progetto per Scott Derrickson.

Deadline riporta che sarà il regista di Doctor Strange e Sinister a dirigere il sequel di Labyrinth. Il sito riporta anche che la sceneggiatrice Maggie Levin (Into the Dark) si occuperà dello script.

Inizialmente doveva essere Fede Alvarez a dirigere il film ma a fine aprile il regista aveva annunciato di aver abbandonato il progetto a causa di "divergenze creative", motivando così la sua scelta: "Labyrinth era qualcosa che avrei fatto, ma poi ho deciso di fare retromarcia. Quando le persone hanno già dei preconcetti sul come dovrebbe essere un qualcosa è davvero complicato avere successo e sorprendere il pubblico. Fondamentalmente si attendono di rivedere la stessa cosa. Ed è per questa ragione che, come regista, ho deciso di non voler dedicare tempo a un progetto per cui le persone avevano già delle idee precostituite sul come sarebbe dovuto essere".

La Sony ha così deciso di ingaggiare Scott Derrickson, ormai libero dall'impegno del secondo Doctor Strange, progetto abbandonato a causa (di nuovo) di "divergenze creative" con la Marvel. Il film è passato a Sam Raimi.

Labyrinth, fantasy di Jim Henson del 1986, è considerato un vero e proprio cult del genere. Protagonista del film una giovane Jennifer Connelly, accanto a lei, oltre a una schiera di pupazzi, un indimenticabile David Bowie nel ruolo del re dei Goblin.

martedì 22 aprile 2014

Noah - la recensione

Darren Aronofsky non ha paura delle grandi sfide e con il suo kolossal biblico 'Noah' porta al cinema una delle storie più conosciute della Bibbia (Genesi, Antico Testamento).

Discendente diretto di Adamo, Noè è figlio di Seth, fratello di Caino e Abele. Durante una notte, in sogno, vede l'arrivo del grande diluvio che spazzerà via il genere umano, ormai deviato, arrogante e malvagio, dalla faccia della Terra. Noè interpreta quel sogno, è il Creatore che gli sta dando un compito: salvare gli esseri innocenti della Terra dal castigo divino, cioè gli animali.
Dopo essersi consultato con il saggio nonno, Matusalemme, Noè decide di costruire un'enorme Arca, ad aiutarlo ci saranno i tre figli, Sam, Cam e Jafeth, la figlia adottiva Ila e la fedele moglie Naamah. Non solo, Noè avrà anche l'aiuto delle più antiche creature presenti sulla Terra, gli Angeli Caduti. Le difficoltà saranno moltissime per Noè, dovrà difendere l'Arca dagli attacchi degli uomini, guidati da Tubal-cain - discendente di Caino - che pretendono di salvarsi, sopravvivere al lungo diluvio e, in un eccesso di religiosità, cercare di assecondare il volere del Creatore fino in fondo, sacrificando anche la sua famiglia.

Senza paura, Darren Aronofsky - ateo proveniente da una famiglia ebraica - affonda le mani nella Bibbia, prendendosi consapevolmente molti rischi, e ne tira fuori un film che non parla di un arca piena di animali che si salvano da un diluvio ma parla di religione, fede, ambientalismo, mitologia e soprattutto umanità. Il Noè di Aronofsky non è un santo illuminato dal Signore (che nel film non viene mai chiamato Dio ma "Creatore" e a tratti risulta crudele nel suo punire e "non agire"), è un uomo devoto, che guarda in alto, che non si tira indietro dall'uccidere, un uomo sorretto da una famiglia che lo segue e lo aiuta ma che non stenta a metterlo in dubbio quando, in assenza di un segnale divino, la sua devozione e abnegazione totale per il compito che gli è stato assegnato lo avvicinano alla pazzia. Noè è molto umano nel suo agire, nel suo resistere, soffrire e sbagliare.

Nella Bibbia la storia di Noè si sviluppa in soli quattro capitoli, così regista e sceneggiatore hanno inserito elementi per ampliare la storia e renderla più cinematografica e "più blockbuster", per questo si sono concessi anche delle incursioni nel fantasy, come gli Angeli Caduti rappresentati come giganti di pietra, che i più "integralisti" potranno forse vedere come qualcosa di inaccettabile. In realtà questi espedienti hanno un senso nella sfera puramente cinematografica, sono compromessi calcolati che alla fine funzionano. Aronofsky riesce a far immedesimare lo spettatore in tutti i personaggi, non solo Noè ma anche la moglie e i figli, anche Cam, il più dubbioso e "debole" della famiglia. Perciò quei piccoli tradimenti della storia originale della Bibbia diventano intelligenti espedienti per creare una storia cinematograficamente funzionante e giusta, coinvolgente e appassionante. Questo non significa che il film sia privo di difetti, i rischi che Aronofsky si prende, nei risvolti fantasy, nell'esagerazione e nella scelta di un montaggio velocissimo, in particolare nelle digressioni sulla creazione - che includono anche la teoria scientifica e astrofisica -, possono sembrare stonate all'interno del film.

Grande merito della riuscita di 'Noah' va al cast. Il film si poggia sulla schiena di un solidissimo Russell Crowe, convincente, assolutamente credibile e coinvolgente. Interpretazione che però a sua volta trova sostegno nell'altrettanto solida Jennifer Connelly, molto brava ed essenziale per caratterizzare il personaggio di Noè. Molto buone anche le prove di Emma Watson e Logan Lerman, i due personaggi più approfonditi oltre i protagonisti principali. Del cast, in cui tutti fanno il loro dovere, fanno parte anche Douglas Booth, Ray Winstone e Anthony Hopkins.

'Noah' era considerato un film molto rischioso fin dal giorno dell'annuncio e ha mantenuto queste aspettative, non è un film accondiscendente verso il pubblico, non è un film che cerca di piacere a tutti i costi, probabilmente non è nemmeno il film che molti si aspettavano di vedere ma è un film che cinematograficamente funziona, che trova un buon equilibrio tra il tema religioso e lo spettacolo, senza però trasformare il tema biblico e religioso in spettacolo. 'Noah' è un blockbuster tanto quanto un film biblico, si prende libertà di inserire elementi nuovi, delle incursioni fantasy ma, se prima o dopo la visione andiamo a (ri)leggere i capitoli della Genesi che raccontano della storia di Noè, ci rendiamo conto che è molto più vicino al racconto originale della Bibbia di quanto si possa immaginare.

giovedì 27 giugno 2013

'Noah': prime immagini dei protagonisti del film di Darren Aronofsky

Arriverà nelle sale a marzo 2014 ma è già da quando è stato annunciato che si parla di questo film, per il cast, per il regista e per tutto questo in relazione alla storia.

Non si parla infatti di una storia qualsiasi ma della Bibbia e di Noè nelle mani di Darren Aronofsky per il film 'Noah'.
Cast di altissimo livello, a vestire la tonaca e dare volto e corpo a Noè sarà Russell Crowe, con lui Jennifer Connelly (la moglie Naameh), Emma Watson (la figlia adottiva Ila), Logan Lerman (il figlio Ham, l'altro figlio sarà Douglas Booth), Anthony Hopkins (Matusalemme) e Ray Winstone (Tubal-Cain, nemico di Noè).

Aspettando immagini ufficiali, ecco delle scansioni in cui vediamo i protagonisti.








Frra



venerdì 8 giugno 2012

Anche Emma Watson sull'Arca di Noè?

Ancora un aggiornamento sul prossimo film di Darren Aronofsky 'Noah', sulla figura di Noè che vedrà protagonista Russell Crowe.

L'ultimo nome ad essere accostato al cast è quello di Emma Watson. Messo da parte il ruolo di Hermione (ma per noi lo sarà sempre!) la Watson non è rimasta certo senza proposte di lavoro, attualmente impegnata nelle riprese del nuovo film di Sofia Coppola 'The Bling Ring', sarà al cinema anche con 'The Perks of Being a Wallflower', apparirà nell'esordio alla regia di Seth Rogen con un piccolo cameo e si vocifera da tempo di una sua partecipazione come protagonista nel prossimo La Bella e La Bestia di Guillermo Del Toro.
Tutti la vogliono e ormai lanciatissima nella sua carriera d'attrice sembra che la giovane attrice inglese ora sia in trattative per il film di Aronofsky e che ormai siano alle fasi finali dell'accordo. Il suo ruolo potrebbe essere quello di una giovane innamorata di uno dei figli di Noè. In precedenza questa parte era stata accostata a Saoirse Ronan che dovrebbe ancora far parte del progetto ma non si sa con quale personaggio.

Nel cast del kolossal biblico di Aronofsky dovrebbero rientrare anche Liev Schreiber e Julianne Moore, il primo per il ruolo dell'antagonista, la seconda per quello della moglie di Noè, Naameth, che fino ad oggi si pensava fosse già stato affidato a Jennifer Connelly che a questo punto, come per la Ronan, non si sa cosa farà o se ci sarà. Il nome della Moore però è molto dubbio visto che l'attrice questa estate sarà impegnata sul set del remake di Carrie - Lo Sguardo di Satana.

Intanto la Paramount ha diramato un comunicato ufficiale sul film:
NOE’ è un adattamento fedele della Biblica storia dell’Arca di Noè. In un mondo devastato dai peccati, a Noè viene affidata una missione divina: costruire un’Arca per salvare le creature viventi da un diluvio imminente. La sceneggiatura è di Aronofsky e Ari Handel,  rivisitata da John Logan, sceneggiatore nominato all’Oscar. (IL GLADIATORE, HUGO).
Scott Franklin e Aronofsky di Protozoa Pictures, insieme a Mary Parent di Disruption Entertainment sono I produttori del film. I produttori esecutivi sono Ari Handel (IL CIGNO NERO), Arnon Milchan di New Regency e Chris Brigham (INCEPTION, ARGO).
Le riprese del film inizieranno a Luglio in Islanda e a New York.
L'uscita è prevista per il 28 marzo 2014.


Frra

martedì 5 giugno 2012

Novità sul Noè di Aronofsky, ed è in arrivo anche Mosé

"Ad Hollywood si fanno film sulla Bibbia perché è una sceneggiatura già fatta", lo ha detto una volta Marilyn Monroe commentando il periodo dei film biblici, da Ben Hur a I Dieci Comandamenti e via dicendo, della vecchia Hollywood. E la tendenza sembra stia tornando.
Già annunciato il film 'Noah' di Darren Aronofsky sulla figura di Noè, trovato il protagonista pronto ad infilarsi la tunica, Russell Crowe, è cominciato subito il casting. Le prime due attrici ad essere arruolate sono state Saoirse Ronan (Amabili Resti, Hanna) e Jennifer Connelly, che ha già lavorato sia con Aronofsky per Requiem For a Dream che con Crowe in A Beautiful Mind.
E sono stati scelti gli attori che interpreteranno i due figli di Noè, sono Douglas Booth, che vedremo nel prossimo Romeo & Juliet, e Logan Lerman (Percy Jackson). Booth interpreterà Shem, il figlio minore, e Lerman il maggiore Ham.
Jennifer Connelly potrebbe essere la moglie di Noè mentre Saoirse Ronan la "fidanzata" di uno dei figli, probabilmente Logan Lerman. Ancora vacante il ruolo del cattivo.
Il film ha un budget di 150 milioni di dollari. Aronofky ha confessato che ci lavora da quando aveva 13 anni (!!!). Data d'uscita prevista per il 28 marzo 2014.

E se da una parte c'è Noè, dall'altra risponde Mosé!

Tra i tantissimi impegni del regista Ridley Scott, il film 'The Counselor', l'opzione su un sequel di Prometheus e un ipotetico seguito di Blade Runner, dobbiamo inserire adesso anche 'Moses', un film su Mosè. A dirlo è stato proprio lui:
"Ho un altro progetto in ballo. Ci sto già lavorando. Si chiama 'Moses'. Seriamente, seriamente. Lo farò. Non avrei dovuto parlarne, probabilmente. Non dovrei dire nulla. Ma è in via di sviluppo.
Quello che mi interessa di Mosè non sono gli eventi storici che tutti conoscono. Sono cose come il rapporto che aveva con Ramses II, il faraone. Onestamente non facevo attenzione durante le lezioni di storia a scuola, e successivamente ho scoperto dei dettagli sulla sua vita che definirei straordinari."
Scott però non è l'unico a guardare la figura di Mosè con interesse, anche la Fox ha in progetto un film simile solo con lo stile di 300 (!!!) e a quanto pare anche Steven Spielberg starebbe pensando ad un progetto sul profeta.


Frra