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mercoledì 15 gennaio 2020

Piccole Donne - la recensione

Piccole Donne, uno dei romanzi di formazione più noti e acclamati torna al cinema con una nuova trasposizione firmata da Greta Gerwig.

La regista crea un film solido, scorrevole e apprezzabile sotto svariati punti di vista, dalla messa in scena passando per il reparto tecnico, arrivando infine alle interpretazioni di gran parte delle protagoniste e i vari comprimari. Tra le interpreti spiccano sicuramente Saorse Ronan, Florence Pugh e Laura Dern, insieme a Timothée Chalamet e Meryl Streep. Scricchiolante risulta invece Emma Watson, che non offre un'interpretazione particolarmente memorabile.

La narrazione, come già accennato, scorre senza troppi intoppi, facendo dei ponderati balzi tra passato e presente enfatizzati da due diverse fotografie, rendendo la fruizione della storia comprensibile senza cadere nella banalità.

Lo spirito dell'opera letteraria pervade questa pregevole trasposizione che non manca di tradurre su schermo una grande storia con uno sguardo più consapevole e moderno.



sabato 18 marzo 2017

La Bella e la Bestia - la recensione

Nella valanga di trasposizioni in live action di Classici Disney a cui stiamo assistendo, era inevitabile che si arrivasse a tirar fuori quello che è forse il più amato, il primo film d'animazione a ricevere una candidatura anche come miglior film, una fiaba che ha saputo conquistare il cuore di grandi e piccoli grazie a personaggi indimenticabili e musiche travolgenti.
I precedenti live action sono stati parecchio altalenanti, ma non sono mancate piacevoli sorprese come la Cenerentola di Branagh e soprattutto Il Libro della Giungla, uno dei film migliori del 2016 per come aveva saputo unire il classico Disney con le atmosfere e i richiami dei romanzi originali.

Il tono in questo caso è totalmente diverso e si intuisce già dalla scelta di Bill Condon alla regia, ottimo mestierante ma sicuramente non un autore dall'impronta subito riconoscibile.
Si è puntato tutto sul cast, con un nome come quello di Emma Watson a fare da traino e intorno a lei quanto di meglio il cinema britannico può offrire, e la cosa ha funzionato. Se la Watson, pur con una certa macchinosità espressiva non sempre convincente, riesce a dare freschezza alla sua Belle e a richiamare pubblico in sala, Kevin Kline è un fantastico Maurice e Dan Stevens fa un ottimo lavoro e dona profondità e malinconia agli occhi della Bestia. Il cast di contorno è eccellente, da Ewan McGregor a Ian McKellen fino a Emma Thompson, anche se purtroppo il doppiaggio italiano fa perdere le loro interpretazioni vocali. A sorprendere davvero sono Luke Evans, nel ruolo di un meraviglioso Gaston, e Josh Gad, in quello di Le Tont. I due hanno una chimica straordinaria e una grandissima presenza scenica, in particolare Evans si prende letteralmente la scena a ogni sua apparizione.

Il film ricalca praticamente con fedeltà assoluta il classico d'animazione, riproducendone ambientazione, musiche e persino inquadrature, inserendo qua e là piccole differenze che riescono a farsi apprezzare per il tentativo di approfondimento dei personaggi secondari.

La prima mezz'ora non convince appieno a risulta fin troppo macchinosa nel voler riproporre esattamente quanto già si era visto nel 1991, anche perché la Watson non riesce a emozionare come aveva fatto la sua controparte animata. Ma dalla Canzone di Gaston in poi il ritmo aumenta fino a esplodere totalmente quando il punto clou della prima metà di film arriva: Stia con noi, iconico pezzo cantato dagli oggetti animati del castello, è un tripudio di musica, coreografia e soprattutto scenografia da togliere il fiato. È il castello, infatti, la vera star del film: cupo, decadente, ma pieno di vita, con oggetti animati in CGI perfetti e dalla personalità irresistibile. Ogni ambiente sembra uscire direttamente dalla versione animata, ma è ancora più bello e lo stesso vale per i costumi seicenteschi, che creano un'aura magica fin dal prologo. Le musiche di Alan Menken fanno il resto, stimolando la nostalgia nello spettatore più anziano, a cominciare dal tema principale richiamato più e più volte.

Operazione di marketing e film nostalgia, La Bella e la Bestia va visto con la mente sgombra e il cuore aperto, senza troppe pretese, senza ragionare troppo. Non sarà mai come l'originale Classico Disney, né vuole esserlo, ma è l'esempio perfetto di come un classico Disney possa prendere vita davanti ai nostri occhi.

martedì 22 aprile 2014

Noah - la recensione

Darren Aronofsky non ha paura delle grandi sfide e con il suo kolossal biblico 'Noah' porta al cinema una delle storie più conosciute della Bibbia (Genesi, Antico Testamento).

Discendente diretto di Adamo, Noè è figlio di Seth, fratello di Caino e Abele. Durante una notte, in sogno, vede l'arrivo del grande diluvio che spazzerà via il genere umano, ormai deviato, arrogante e malvagio, dalla faccia della Terra. Noè interpreta quel sogno, è il Creatore che gli sta dando un compito: salvare gli esseri innocenti della Terra dal castigo divino, cioè gli animali.
Dopo essersi consultato con il saggio nonno, Matusalemme, Noè decide di costruire un'enorme Arca, ad aiutarlo ci saranno i tre figli, Sam, Cam e Jafeth, la figlia adottiva Ila e la fedele moglie Naamah. Non solo, Noè avrà anche l'aiuto delle più antiche creature presenti sulla Terra, gli Angeli Caduti. Le difficoltà saranno moltissime per Noè, dovrà difendere l'Arca dagli attacchi degli uomini, guidati da Tubal-cain - discendente di Caino - che pretendono di salvarsi, sopravvivere al lungo diluvio e, in un eccesso di religiosità, cercare di assecondare il volere del Creatore fino in fondo, sacrificando anche la sua famiglia.

Senza paura, Darren Aronofsky - ateo proveniente da una famiglia ebraica - affonda le mani nella Bibbia, prendendosi consapevolmente molti rischi, e ne tira fuori un film che non parla di un arca piena di animali che si salvano da un diluvio ma parla di religione, fede, ambientalismo, mitologia e soprattutto umanità. Il Noè di Aronofsky non è un santo illuminato dal Signore (che nel film non viene mai chiamato Dio ma "Creatore" e a tratti risulta crudele nel suo punire e "non agire"), è un uomo devoto, che guarda in alto, che non si tira indietro dall'uccidere, un uomo sorretto da una famiglia che lo segue e lo aiuta ma che non stenta a metterlo in dubbio quando, in assenza di un segnale divino, la sua devozione e abnegazione totale per il compito che gli è stato assegnato lo avvicinano alla pazzia. Noè è molto umano nel suo agire, nel suo resistere, soffrire e sbagliare.

Nella Bibbia la storia di Noè si sviluppa in soli quattro capitoli, così regista e sceneggiatore hanno inserito elementi per ampliare la storia e renderla più cinematografica e "più blockbuster", per questo si sono concessi anche delle incursioni nel fantasy, come gli Angeli Caduti rappresentati come giganti di pietra, che i più "integralisti" potranno forse vedere come qualcosa di inaccettabile. In realtà questi espedienti hanno un senso nella sfera puramente cinematografica, sono compromessi calcolati che alla fine funzionano. Aronofsky riesce a far immedesimare lo spettatore in tutti i personaggi, non solo Noè ma anche la moglie e i figli, anche Cam, il più dubbioso e "debole" della famiglia. Perciò quei piccoli tradimenti della storia originale della Bibbia diventano intelligenti espedienti per creare una storia cinematograficamente funzionante e giusta, coinvolgente e appassionante. Questo non significa che il film sia privo di difetti, i rischi che Aronofsky si prende, nei risvolti fantasy, nell'esagerazione e nella scelta di un montaggio velocissimo, in particolare nelle digressioni sulla creazione - che includono anche la teoria scientifica e astrofisica -, possono sembrare stonate all'interno del film.

Grande merito della riuscita di 'Noah' va al cast. Il film si poggia sulla schiena di un solidissimo Russell Crowe, convincente, assolutamente credibile e coinvolgente. Interpretazione che però a sua volta trova sostegno nell'altrettanto solida Jennifer Connelly, molto brava ed essenziale per caratterizzare il personaggio di Noè. Molto buone anche le prove di Emma Watson e Logan Lerman, i due personaggi più approfonditi oltre i protagonisti principali. Del cast, in cui tutti fanno il loro dovere, fanno parte anche Douglas Booth, Ray Winstone e Anthony Hopkins.

'Noah' era considerato un film molto rischioso fin dal giorno dell'annuncio e ha mantenuto queste aspettative, non è un film accondiscendente verso il pubblico, non è un film che cerca di piacere a tutti i costi, probabilmente non è nemmeno il film che molti si aspettavano di vedere ma è un film che cinematograficamente funziona, che trova un buon equilibrio tra il tema religioso e lo spettacolo, senza però trasformare il tema biblico e religioso in spettacolo. 'Noah' è un blockbuster tanto quanto un film biblico, si prende libertà di inserire elementi nuovi, delle incursioni fantasy ma, se prima o dopo la visione andiamo a (ri)leggere i capitoli della Genesi che raccontano della storia di Noè, ci rendiamo conto che è molto più vicino al racconto originale della Bibbia di quanto si possa immaginare.

lunedì 23 settembre 2013

Bling Ring - la recensione

Presentato all'ultimo Festival di Cannes, arriva finalmente in sala anche da noi il nuovo film di Sofia Coppola, 'Bling Ring'.

In una Los Angeles fatta di superville e feste, un gruppo di adolescenti, ossessionati dalle star e dal glamour, trovano online l'indirizzo dei loro "idoli", entrano nelle loro abitazioni e rubano vestiti e gioielli. Una, due, tre volte, alla fine diventa un'abitudine, fino a che non vengono incastrati e arrestati per aver derubato un bottino complessivo di 3 milioni di dollari.

Può sembrare una storia finta, inverosimile, e invece è tutto vero, Sofia Coppola, che torna a parlare dell'adolescenza e di un certo "vuoto esistenziale", temi già affrontati in tutti i suoi film, ha tratto la storia da fatti realmente accaduti qualche anno fa. "Bling Ring" è il nome che è stato dato a questo gruppetto di giovani ladri che consapevolmente ma senza pensare minimamente alle conseguenze hanno derubato nelle abitazioni di attori, cantanti e personaggi noti come Orlando Bloom, Paris Hilton - che per loro era ormai una specie di negozio - fino a quella che nel film viene descritta come la conquista massima, la casa di Lindsay Lohan.
Nessun effetto Bonnie&Clyde, Sofia Coppola dimostra tutta la sua intelligenza di autrice raccontando la vicenda in modo divertente e leggero, con l'occhio interessato di chi vorrebbe capire, ma senza prendere le parti di nessuno e allo stesso tempo senza puntare il dito. Lo spettatore segue le avventure criminali dei protagonisti e li osserva impotente, si assiste agli sbagli che commettono e alla leggerezza e alla superficialità con cui li commettono. Tutto questo la Coppola lo fa senza giudicarli e senza assolverli, semplicemente ritrae quello che sono (purtroppo) molti giovani di oggi. La critica è sottintesa nel ritratto un po' desolante del vuoto, della superficialità, della mancanza di morale dei protagonisti del film (e di una parte dei giovani d'oggi), che vogliono sembrare più grandi, vogliono scioccare, sono vuoti di contenuti, imbottiti di frasi fatte prese da canzoni, ossessionati dalla vita luccicante delle star di cui leggono sulle riviste, con una voglia incontrollabile di condividere tutto sui social network e che non si preoccupano minimamente se una cosa è giusta o sbagliata. Il film racconta una storia "estrema" ambientata fra le sfavillanti ville sulle colline di Los Angeles, e quindi potrebbe sembrare lontano da noi ma in realtà alcuni aspetti non sono poi così lontani, basta fare un giro sui social per rendersene conto.

Protagonisti del film un gruppo di giovani attori, fra cui spicca la più famosa ed esperta Emma Watson, poi Taissa Farmiga, Israel Broussard, e le due esordienti, Claire Julien e Katie Chang. Tutti adatti alla parte. Da segnalare anche la presenza nel cast di Leslie Mann e Gavin Rossdale, e le partecipazioni amichevoli di Paris Hilton (che ha anche prestato la sua villa per le riprese) e Kristen Dunst.
Sofia Coppola è una regista molto capace e qui dimostra di sapersi adattare senza mai sacrificare il suo personalissimo stile. Cambia il ritmo, se in 'Somewhere' i tempi erano molto lenti, in 'Bling Ring' si corre, il ritmo è incalzante, come nelle parti più festaiole di 'Marie Antoinette', il tutto aiutato da una perfetta colonna sonora (come al solito nei suoi film).
La trama è davvero molto semplice, ridotta al minimo, si seguono le vicende e i momenti di vita dei protagonisti, fra la scelta di accessori, scarpe, vestiti, glamour, feste, foto da mettere online, un po' di kitsch, tante griffes e dichiarazioni surreali. Argomenti superficiali? forse, i fashion victim comunque si divertiranno molto. Alla fine si rimane con una sensazione di vuoto, ma dopotutto lo scopo del film è ritrarre un vuoto, che sarà pure vestito in modo glamour, ma è pur sempre un vuoto.

sabato 14 settembre 2013

'Bling Ring' di Sofia Coppola, dal 26 settembre al cinema!

Il 26 settembre uscirà nei cinema italiani 'Bling Ring', nuovo attesissimo film del premio Oscar Sofia Coppola. La regista di 'Lost in Translation' e 'Marie Antoinette' torna a raccontare l'adolescenza e il "vuoto della celebrità", temi molto cari alla Coppola, già affrontati diverse volte e che si possono trovare in tutti i suoi film, dalle sfortunate sorelle Lisbon de 'Il Giardino delle Vergini Suicide' al vuoto esistenziale della famosa star del cinema protagonista dell'ultimo 'Somewhere'.

Tratto da fatti realmente accaduti, 'Bling Ring' racconta la storia di un gruppo di adolescenti di oggi che ossessionati dalla celebrità inizieranno a compiere una serie di crimini sulle colline di Hollywood introducendosi nelle ville di molte celebrità come Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson, a cui hanno sottratto beni di lusso per un totale di 3 milioni di dollari.

"Sembra proprio la trama di un film", ha raccontato Sofia Coppola affascinata da questi fatti, "Era incredibile: ragazzi giovani e carini che facevano quelle brutte cose nel mondo agiato e scintillante delle star. Le loro dichiarazioni mi hanno molto colpita. [...] Tutta questa storia sembrava dire molto sulla nostra epoca e su come crescono i ragazzi nel mondo di Facebook e Twitter"

Per la Coppola trasformare questa storia reale e contemporanea in una sceneggiatura è stato più difficile di quanto si possa pensare: “C'era una montagna di materiale e io dovevo tirarne fuori una storia di finzione. Fare ricerche, lavorare sui materiali, trovare un modo per rendere i personaggi simpatici e credibili per il pubblico, è stata una sfida difficile da affrontare. Quando ho cominciato, Nancy Jo [l'autrice dell'articolo sulla 'The Bling Ring' pubblicato su Vanity Fair] mi ha dato le trascrizioni delle sue interviste ai ragazzi. Non riuscivo a credere ad alcune delle cose che avevano detto, rivelavano molto delle loro personalità e della nostra cultura. In un certo senso ho lasciato che la mia immaginazione partisse da lì. Ascoltare le loro storie mi ha fatto venire delle idee, mentre altri spunti li ho tratti dalle mie esperienze di gioventù, magari non dirette, ma da quello che ricordo significasse avere quell'età. Per i personaggi sono partita dalla storia reale per poi inventare dei personaggi miei basati in parte su quelli veri e in parte su persone che conosco”.
Sofia Coppola usa uno sguardo adulto per raccontare la storia di questi cinque ragazzi "a caccia" di celebrità, non li giudica, si limita a seguirli e a documentare le loro azioni riuscendo così a rendere l'idea dell'amoralità e della superficialità che pervade un certo tipo di adolescenti di oggi, con molto semplicità, senza voler fare la morale o, al contrario, renderli affascinanti. "Ho paura che ci si possa sentire attratti da un comportamento adolescenziale spensierato e un po' criminale, per cui spero di non averlo reso troppo affascinante. Ho cercato di raccontare la storia in modo che chi la guarda possa farlo dal punto di vista dei ragazzi, scoprendo quanto sia divertente ed eccitante, e alla fine assumere un'altra prospettiva e capire che loro si sono spinti davvero troppo oltre", ha dichiarato la regista, "Spero di non averli giudicati troppo, ma certamente li ho osservati a distanza, usando anche un occhio critico".

Per quanto riguarda la scelta del cast Sofia Coppola ha avuto le idee chiare fin dall'inizio:“Fondamentalmente per me si trattava solo di un gruppo di cinque ragazzi, per cui era molto importante trovare adolescenti che fossero autentici e che avessero davvero quell'età. Mi dà sempre fastidio vedere un venticinquenne interpretare il ruolo di un teenager. Sono felice che la maggior parte dei membri del cast abbia più o meno la stessa età dei personaggi interpretati."

I cinque attori scelti sono: Emma Watson ('Harry Potter'), Taissa Farmiga ('American Horror Story'), Israel Broussard ('Flipped') e le esordienti Claire Julien e Katie Chang. “Lavorare con un cast di attori così giovani ci ha procurato molto divertimento e molta energia perché alcuni di loro non avevano mai lavorato nel cinema. Si sono dimostrati tutti pronti ad imparare, pieni di entusiasmo, e molto professionali. Emma Watson d'altro canto è una vera professionista, e nell'affrontare la sua parte si è impegnata al massimo”. E Emma Watson, da vera professionista qual è ormai, si è documentata e allenata molto per interpretare il ruolo di Nicki, un ruolo molto diverso dai suoi precedenti. "Ho fatto un sacco di ricerche. Per me era importante che i dialoghi si basassero effettivamente su cose dette da Alexis Neiers [uno dei ragazzi della vera banda "Bling Ring"]. Ma allo stesso tempo lei era stata molto imboccata per il reality show in TV, e tutti ormai sanno che i reality non sono autentici. Per cui è come se ci fossero sempre due livelli di separazione", ha dichiarato la Watson che ha trovato molto aiuto negli accessori, "I costumi sono stati davvero importanti per entrare nella parte, ed erano molto importanti per Nicki. I miei capi erano tutti trash e aderenti. Ho dovuto buttare dalla finestra le mie regole sull'eleganza e sulla moda! I costumi, i capelli e il trucco mi hanno davvero aiutata ad entrare nel personaggio. Tutte queste piccole cose mi hanno aiutata a sentirmi a mio agio nel ruolo".


Anche per la scelta delle location non c'è voluto molto. la banda del Bling Ring ha operato a Los Angeles, e li si sarebbe svolta anche la visione di Sofia Coppola: “Mentre scrivevo la sceneggiatura non mi rendevo conto di quante location ci fossero. Ce ne sono circa una ventina. E mi piacciono tutte perché mostrano aspetti diversi di Los Angeles che danno un senso di autenticità al film. Ci sono le grandi case di Calabasas, il liceo, e poi abbiamo anche girato nella vera casa di Paris Hilton".
E Paris Hilton non si è limitata solo a "prestare" la sua casa per le riprese, Sofia Coppola ha voluto coinvolgerla nel progetto facendola apparire in qualche scena. “Ero molto emozionata, abbiamo cominciato a scambiarci un sacco di email", ha raccontato la Hilton, "Mi ha parlato del suo progetto. Ovviamente io ne so parecchio della storia vera perché ero coinvolta, così ero molto eccitata all'idea che mi chiamasse e mi coinvolgesse nel film. Mi è capitato davvero di trovarmi in discoteca con questi ragazzi che avevano addosso i vestiti rubati dal mio armadio, e mi stavano di fronte mentre io ero completamente ignara. Il solo fatto di essere in un film di Sofia Coppola rappresenta un onore. E' una delle più grandi registe del nostro tempo, l'ammiro molto".

Tassello essenziale, quasi un segno di riconoscimento per i film di Sofia Coppola è la musica. Niente è lasciato al caso, e anche in questo caso la selezione delle canzoni da inserire nel film è stata molto meticolosa per riuscire a creare un perfetto sfondo per accompagnare le bravate dei cinque protagonisti. Il produttore e compositore Brian Reitzell e la Coppola hanno selezionato con molta cura gli artisti e le canzoni da inserire nella colonna sonora che vede nomi come Chris Brown, Kanye West, M.I.A., Avicii, Fergie, PHOENIX e Frank Ocean.

Il film ha aperto la sezione "Un Certain Regard" allo scorso Festival di Cannes riscuotendo un discreto successo di critica e pubblico. E in attesa che il film esca nelle sale italiane (il 26 settembre) distribuito da Lucky Red, potete vedere il trailer qui sotto:



La redazione di Frame

giovedì 27 giugno 2013

'Noah': prime immagini dei protagonisti del film di Darren Aronofsky

Arriverà nelle sale a marzo 2014 ma è già da quando è stato annunciato che si parla di questo film, per il cast, per il regista e per tutto questo in relazione alla storia.

Non si parla infatti di una storia qualsiasi ma della Bibbia e di Noè nelle mani di Darren Aronofsky per il film 'Noah'.
Cast di altissimo livello, a vestire la tonaca e dare volto e corpo a Noè sarà Russell Crowe, con lui Jennifer Connelly (la moglie Naameh), Emma Watson (la figlia adottiva Ila), Logan Lerman (il figlio Ham, l'altro figlio sarà Douglas Booth), Anthony Hopkins (Matusalemme) e Ray Winstone (Tubal-Cain, nemico di Noè).

Aspettando immagini ufficiali, ecco delle scansioni in cui vediamo i protagonisti.








Frra



giovedì 16 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 2

Passato il ciclone Gatsby, oggi è il giorno dei primi film in Concorso e nella sezione Un Certain Regard.

E' proprio dalla sezione parallela che arriva il titolo più atteso della giornata, cioè 'The Bling Ring' di Sofia Coppola, che vede fra i giovani protagonisti anche Emma Watson.

Per questo film la regista ha preso spunto da un articolo apparso su Vanity Fair in cui si raccontava di questo gruppetto di adolescenti di Hollywood talmente affascinati dalle star che sono finiti a entrare e poi svaligiare le ville dei loro idoli, tra le vittime Orlando Bloom, Lindsay Lohan e Paris Hilton, che ha anche prestato la sua casa per le riprese.

La Coppola torna così ad indagare il vuoto degli adolescenti e il vuoto di Hollywood. "Appena ho letto l'articolo ho capito subito che c'era materiale per farne un film, e che qualcuno l'avrebbe fatto, se non mi fossi sbrigata", ha detto la regista in conferenza, "E' una storia estremamente contemporanea, che subisce l'influenza delle moderne tecnologie, dell'arrivo dei social network. Le cose sono molto cambiate da quando ero ragazza io, non c'è più una dimensione privata. I giovani oggi possono sapere anche cosa le star mangiano a colazione, grazie ai moderni strumenti di comunicazione hanno quasi l'impressione di poterle toccare. Questi ragazzi non avevano assolutamente idea di star facendo qualcosa di sbagliato. Non hanno mai pensato a quello che poteva succedere. Hanno perfino pubblicato delle foto su Facebook che provavano la loro colpevolezza. Alcune loro ingenuità abbiamo dovuto toglierle da film perché, paradossalmente, erano troppo assurde per poter risultare credibili". Ma la Coppola precisa che con questo film non vuole farli diventare delle star, "Questo è il motivo per cui ho cambiato i loro nomi, era un modo per evitare che diventassero ancora più celebri, ma anche per proteggerli".
E Emma Watson di questa nuova dimensione ne sa qualcosa. "Tutto evolve così velocemente, subiamo l'impatto delle immagini in maniera molto forte, i giovani si identificano con le star, nella loro testa si costruiscono un'immagine che spesso ha anche poco a che fare con la realtà", ha detto l'attrice, "E' un peccato, tutto ciò ci fa perdere un po' l'innocenza. Spesso le riviste propongono una visione che è molto simile a una caricatura da fumetto. Per il mio personaggio ho lavorato moltissimo. Volevo che fosse credibile. Ho immaginato come poteva essere cresciuta, ho lavorato sull'accento, basandomi sui video di sorveglianza e il materiale che avevo a disposizione".
Il film ha ricevuto applausi alla fine della proiezione e ha divertito, anche se sembra non abbia convinto a pieno lo zoccolo duro della critica.

Presentato, sempre in Un Certain Regard, anche il film 'Fruitvale Station' di Ryan Coogler, con il premio Oscar Octavia Spencer.

Presentato in Concorso invece il nuovo film di François Ozon, 'Jeune & Jolie'. Protagonista la modella francese Marine Vacht (che ha smosso gli ormoni del pubblico maschile).

Il film è suddiviso in quattro stagioni, partendo dall'estate, e ogni stagione è scandita da una canzone in particolare. In queste quattro parti si racconta di una 17enne, una ragazza distaccata e indifferente, si prostituisce per pure scelta. Il film si basa molto sulla sua protagonista, che resta sempre misteriosa ed enigmatica.

François Ozon parla dell'adolescenza e delle ricerche fatte per scrivere questo personaggio. "E' un'età che nei film francesi e non solo in questi, è quasi sempre idealizzata, stilizzata, mentre io ne ho un ricordo doloroso e difficile. La malinconia fa parte dell'adolescenza perché accompagna la perdita delle illusioni dell'infanzia", ha spiegato il regista in conferenza, "Ho parlato con la polizia che si occupa di minori e con uno psicoanalista, più che altro per capire come è cambiato, rispetto ai miei tempi, il rapporto tra sessualità e mezzi di comunicazione". La protagonista, Marine Vacht invece racconta il suo personaggio in modo molto semplice: "Isabelle non si spiega e non si scusa. Semplicemente vive". "Isabelle non è per nulla innocente, è destabilizzante per tutti, come un angelo sterminatore", dice Ozon sul suo personaggio, "Rimanda a ciascuno la sua ipocrisia. L'importante è che resti il mistero. Perché Isabelle si prostituisce? Non lo sapremo mai. Il denaro, che di solito è la molla fondamentale, per lei non è decisivo, in famiglia non le manca nulla. Avrebbe potuto diventare anoressica o drogarsi, perché in realtà sta solo sperimentando, è aperta al mondo, è senza morale. Su di lei non avevo un'idea precostituita e spero che per chi vede il film sia lo stesso, che a nessuno venga voglia di giudicarla".
Il film ha convinto abbastanza.

Aperta oggi anche la Quinzaine des Rèalisateurs con l'atteso film di Ari Folman ('Valzer con Bashir') 'The Congress'. Protagonista Robin Wright nei panni di se stessa. Nel cast anche Harvey Keitel e Paul Giamatti. Il film, liberamente tratto dal romanzo The Futurological Congress di Stanislaw Lem, mescola live action e animazione.

La storia di un'attrice, Robin Wright, non più giovanissima e senza offerte di lavoro che accetta di farsi scannerizzare così che si possa usare la sua immagine all'infinito. Questo rende la vera attrice praticamente inutile e impotente davanti allo sfruttamento della sua immagine.

Il regista ha raccontato come la scelta sia caduta proprio su Robin Wright, quasi un colpo di fulmine. "Ho incontrato Robin a Los Angeles in occasione di una cerimonia. Ricordo di aver passato l'intera serata ad osservarla con attenzione", ha detto Folman, "Era seduta ad un tavolo di fronte al mio ed incarnava perfettamente tutta la bellezza e la fragilità che volevo avesse il mio personaggio. Così, il giorno dopo le ho presentato il progetto, mostrandole anche alcune illustrazioni che erano state realizzate da David Polonsky durante la notte. Robin è rimasta immediatamente conquistata e abbiamo iniziato insieme un lungo viaggio durato ben quattro anni". In generale il film ha convinto a metà ma è un vero e proprio viaggio visivo, passa dall'animazione anni '30 ad una più futuristica, con in mezzo anche scene in live action, e la sequenza di scannerizzazione ha lasciato molti a bocca aperta.



Frra

lunedì 15 aprile 2013

Mtv Movie Awards 2013 - i vincitori

Si sono svolti ieri sera (questa notte) gli Mtv Movie Awards 2013, presentati da Rebel Wilson.

A trionfare come miglior film dell'anno è stato 'The Avengers', tre premi fra cui Best Villain per Tom Hiddleston, ma la serata ha visto esultare anche 'Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook', che si è portato a casa i premi per i migliori attori protagonisti, a Jennifer Lawrence e Bradley Cooper.

Piccola gloria anche per l'ultimo capitolo di 'Twilight', con Taylor Lautner che ha vinto il premio come miglior performance a petto nudo, mentre Kristen Stewart è tornata a casa a mani vuote visto che il premio come Best Hero è andato a Martin Freeman e il suo Bilbo ne 'Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato'.
Premiati speciali per Jamie Foxx (Generation Awards), Will Farrell (Comedic Genius Awards) e Emma Watson (Trailblazer Awards, premio come attrice più promettente).

Ecco l'elenco dei vincitori.

MOVIE OF THE YEAR
Django Unchained
Silver Linings Playbook
TED
The Avengers
The Dark Knight Rises

BEST FEMALE PERFORMANCE
Anne Hathaway – Les Miserables
Mila Kunis – TED
Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook
Emma Watson – The Perks of Being a Wallflower
Rebel Wilson – Pitch Perfect

BEST MALE PERFORMANCE
Ben Affleck – Argo
Bradley Cooper – Silver Linings Playbook
Daniel Day-Lewis – Lincoln
Jamie Foxx – Django Unchained
Channing Tatum – Magic Mike

BEST VILLAIN
Javier Bardem – Skyfall
Leonardo DiCaprio – Django Unchained
Marion Cotillard – The Dark Knight Rises
Tom Hardy – The Dark Knight Rises
Tom Hiddleston – The Avengers

BREAKTHROUGH PERFORMANCE
Rebel Wilson – Pitch Perfect
Ezra Miller – The Perks of Being a Wallflower
Eddie Redmayne – Les Miserables
Suraj Sharma – Life of Pi
Quvenzhane Wallis – Beasts of the Southern Wild

BEST KISS
Kerry Washington e Jamie Foxx – Django Unchained
Kara Hayward e Jared Gilman – Moonrise Kingdom
Jennifer Lawrence e Bradley Cooper – Silver Linings Playbook
Mila Kunis e Mark Wahlberg – Ted
Emma Watson e Logan Lerman – The Perks of Being a Wallflower

BEST SHIRTLESS PERFORMANCE
Christian Bale – The Dark Knight Rises
Daniel Craig – Skyfall
Taylor Lautner – The Twilight Saga: Breaking Dawn – Part 2
Seth MacFarlane as Ted – Ted
Channing Tatum – Magic Mike

BEST FIGHT
Jamie Foxx vs. Candieland Henchmen – Django Unchained
Daniel Craig vs. Ola Rapace – Skyfall
Mark Wahlberg vs. Seth MacFarlane as Ted – Ted
Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson and Jeremy Renner vs. Tom Hiddleston – The Avengers
Christian Bale vs. Tom Hardy – The Dark Knight Rises

BEST "WTF" MOMENT
Jamie Foxx and Samuel L. Jackson – “Candieland Gets Smoked” in Django Unchained
Denzel Washington – “Final Descent” in Flight
Anna Camp – “Hack-Appella” in Pitch Perfect
Javier Bardem – “Oops… There Goes His Face” in Skyfall
Seth MacFarlane as Ted – “Ted Gets Saucy” in Ted

BEST ON-SCREEN DUO
Leonardo DiCaprio and Samuel L. Jackson – Django Unchained
Bradley Cooper and Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook
Mark Wahlberg and Seth MacFarlane as Ted – TED
Robert Downey Jr. and Mark Ruffalo – The Avengers
Will Ferrell and Zach Galifianakis – The Campaign

BEST SCARED-AS-SH*T PERFORMANCE
Jessica Chastain – Zero Dark Thirty
Alexandra Daddario – Texas Chainsaw 3D
Martin Freeman – The Hobbit: An Unexpected Journey
Jennifer Lawrence – House at the End of the Street
Suraj Sharma – Life of Pi
BEST HERO
Martin Freeman, The Hobbit: An Unexpected Journey

TRAILBLAZER AWARD
Emma Watson

COMEDIC GENIUS AWARD
Will Ferrell

GENERATION AWARD
Jamie Foxx



Frra







venerdì 15 febbraio 2013

'Noi Siamo Infinito' - commento a caldo

'Noi Siamo Infinito' è un bell'esempio di film facilmente sottovalutabile. Vedendo il trailer e leggendo la trama si può pensare che si tratti del solito film adolescenziale: il liceale sfigato, la scuola, il primo amore, ecc. Niente di più sbagliato.

'Noi Siamo Infinito' è un bel film, ha la forma del film adolescenziale (il liceo, gli amici, i problemi dell'età) ma sotto la superficie scorre una storia molto più profonda, complessa, emozionante, malinconica e dolorosa che ci viene suggerita dai personaggi in modo che lo spettatore da solo capisca la loro storia.

Niente scene di disperazione, niente rivelazioni scioccanti, niente urla, è tutto molto trattenuto, intimo, è sincero e questo rende tutto molto vero. Il lodevole risultato non sarebbe stato possibile senza il cast: sorprende Logan Lerman, una prova di grande sensibilità; non stupisce la bravura di Ezra Miller; molto brava e delicata Emma Watson. E l'insieme è accompagnato da una bella colonna sonora.

'Noi Siamo Infinito' è un ottimo film e una piacevolissima sorpresa. Da vedere.


Frra

mercoledì 13 febbraio 2013

'Noi Siamo Infinito' - la recensione


Noi Siamo Infinito è un film delicato ma che allo stesso tempo non si pone problemi a dare mazzate allo stomaco dello spettatore.



Una storia semplice e piena di tristi retroscena che appariranno pian piano lungo il percorso del protagonista, un bravissimo Logan Lerman, alle prese con la vita solitaria del liceo, un personaggio che in un primo momento non fatichiamo a fare nostro ma che crea un distacco notevole verso la fine, un percorso bizzarro ma giusto. In suo soccorso arrivano 2 fratellastri estroversi e coinvolgenti, una nuova Emma Watson e ancora un lodevole Ezra Miller, che lo inizieranno alla vita da vero adolescente, nel bene e nel male, e nel bene e nel male si renderanno conto che Charlie (Logan Lerman) non è un semplice ragazzo da “ammaestrare” bensì un ragazzo da amare in tutte le sue sfaccettature.

Sicuramente è questo il punto di forza del film, il coinvolgimento emotivo con i personaggi, ti senti così vicino a loro da avere l'illusione di essergli veramente amico. Il turbinio di emozioni che si provano durante le loro esperienze sono anche in qualche modo legate a noi stessi; se pur anche in minima parte, forse abbiamo vissuto tutti le complicazioni dell'adolescenza e Noi Siamo Infinito ce lo ricorda con schiaffi e carezze.


I lungometraggi di questo genere di solito prevedono anche una discreta colonna sonora di accompagnamento e Noi Siamo Infinito non è da meno, le canzoni che accompagnano questo piccolo grande film sono perfette per rappresentare le situazioni, il periodo storico e il percorso emotivo del racconto.

E' raro che un film riesca bene quando l'autore del libro da cui è tratto si cimenta nell'adattamento della sceneggiatura e nella regia del film stesso, ma Stephen Chbosky  ci è riuscito senza sbavature.

A volte i fatti dicono più delle parole, Noi siamo Infinito non dice, ma fa capire.

Mat

venerdì 8 giugno 2012

Anche Emma Watson sull'Arca di Noè?

Ancora un aggiornamento sul prossimo film di Darren Aronofsky 'Noah', sulla figura di Noè che vedrà protagonista Russell Crowe.

L'ultimo nome ad essere accostato al cast è quello di Emma Watson. Messo da parte il ruolo di Hermione (ma per noi lo sarà sempre!) la Watson non è rimasta certo senza proposte di lavoro, attualmente impegnata nelle riprese del nuovo film di Sofia Coppola 'The Bling Ring', sarà al cinema anche con 'The Perks of Being a Wallflower', apparirà nell'esordio alla regia di Seth Rogen con un piccolo cameo e si vocifera da tempo di una sua partecipazione come protagonista nel prossimo La Bella e La Bestia di Guillermo Del Toro.
Tutti la vogliono e ormai lanciatissima nella sua carriera d'attrice sembra che la giovane attrice inglese ora sia in trattative per il film di Aronofsky e che ormai siano alle fasi finali dell'accordo. Il suo ruolo potrebbe essere quello di una giovane innamorata di uno dei figli di Noè. In precedenza questa parte era stata accostata a Saoirse Ronan che dovrebbe ancora far parte del progetto ma non si sa con quale personaggio.

Nel cast del kolossal biblico di Aronofsky dovrebbero rientrare anche Liev Schreiber e Julianne Moore, il primo per il ruolo dell'antagonista, la seconda per quello della moglie di Noè, Naameth, che fino ad oggi si pensava fosse già stato affidato a Jennifer Connelly che a questo punto, come per la Ronan, non si sa cosa farà o se ci sarà. Il nome della Moore però è molto dubbio visto che l'attrice questa estate sarà impegnata sul set del remake di Carrie - Lo Sguardo di Satana.

Intanto la Paramount ha diramato un comunicato ufficiale sul film:
NOE’ è un adattamento fedele della Biblica storia dell’Arca di Noè. In un mondo devastato dai peccati, a Noè viene affidata una missione divina: costruire un’Arca per salvare le creature viventi da un diluvio imminente. La sceneggiatura è di Aronofsky e Ari Handel,  rivisitata da John Logan, sceneggiatore nominato all’Oscar. (IL GLADIATORE, HUGO).
Scott Franklin e Aronofsky di Protozoa Pictures, insieme a Mary Parent di Disruption Entertainment sono I produttori del film. I produttori esecutivi sono Ari Handel (IL CIGNO NERO), Arnon Milchan di New Regency e Chris Brigham (INCEPTION, ARGO).
Le riprese del film inizieranno a Luglio in Islanda e a New York.
L'uscita è prevista per il 28 marzo 2014.


Frra

martedì 29 maggio 2012

'Marilyn' - la recensione di Frra

Nel 1956 il giovane Colin Clark si fa assumere come terzo aiuto regista del grande Laurence Olivier. Il set è quello de 'Il Principe e la Ballerina' che vede come protagonisti lo stesso Olivier e Marilyn Monroe. La convivenza sul set è tutto tranne che semplice. Clark assiste a tutto e si ritrova coinvolto in prima persona quando accompagna Marilyn in una piccola fuga tra la campagna inglese.

Il film segue due storie, lo scontro fra il rigido modo di Laurence Olivier con l'hollywoodiana e luminosa presenza di Marilyn Monroe e dei suoi assistenti di dubbia moralità e utilità, soprattutto Paula Strasberg, fautrice del Metodo, davvero poco amato da Olivier. A causa delle insicurezze di Marilyn e dei suoi continui ritardi, sul set si crea un'atmosfera tesa, soprattutto con Olivier. In tutto questo a peggiorare la situazione ci si mette anche una crisi con il neo marito Arthur Miller. A questo punto Colin Clark, e qui c'è la seconda parte della storia, fino a quel momento solo spettatore, viene "scelto" da Marilyn come unico amico. Marilyn durante la loro fuga si rilassa, scaccia la tensione e le paure, mentre Clark si innamora di lei (guarda un po', come tutto il mondo!).

Fare un film biografico su Marilyn Monroe è impossibile, una icona immortale come lei non si può racchiudere in un film, qualsiasi tentativo risulterebbe riduttivo. Si parla di un personaggio molto complesso, e di quella che probabilmente è stata, è e sarà sempre la più grande star mai apparsa sulla Terra, pochissimi raggiungono o si avvicinano al suo livello. Come si fa quindi a raccontarla? Non si può.
Chi ha fatto il film ha quindi pensato bene di non affrontare il tema direttamente ma di raccontare Marilyn attraverso vie parallele, in questo caso attraverso i diari di Colin Clark. Scelta più che giusta. 'Marilyn' non è un film drammatico, i toni e il ritmo sono quelli della commedia anche se non mancano momenti di malinconia. Dopotutto si parla di Marilyn, la malinconia era parte di lei.
Ottimo il cast. Protagonista Eddie Redmayne, a lui la parte del giovane Colin Clark. Ruoli minori sono stati affidati ad Emma Watson, una costumista, Dominc Cooper è Milton Greene, poi Julia Ormond nei panni della mitica Vivien Leigh, e Judy Dench in quelli della grande attrice inglese Sybil Thorndike, l'unica che cercava di capire Marilyn. Bella la prova di Kenneth Branagh come Laurence Olivier, perfetto. Ovviamente tutti gli occhi erano puntati su Michelle Williams che aveva il compito più difficile, interpretare Marilyn Monroe! Prova superata brillantemente, la sua non è una imitazione ed era facile caderci, si vede che l'ha studiata per bene, i movimenti, le espressioni, la voce (da vedere in lingua originale). Veramente brava, nonostante la diversità fisica in alcuni momenti ha aderito talmente tanto al personaggio che nel suo sguardo si riesce a vedere un po' di Marilyn. Meritata la nomination all'Oscar e meritato il Golden Globe vinto.

Da fan della Monroe, temevo moltissimo questo film e sono felice di poter dire che non mi ha deluso. Certo, non rivela niente di nuovo su Marilyn, si toccano tutti gli argomenti più famosi: la sua fragilità, i problemi sul set, l'instabilità nella vita privata, i tranquillanti, gli aborti, in alcuni punti sono state inserite sue frasi celebri. Alla fine ho trovato grande rispetto nel modo in cui Marilyn è stata rappresentata, e questa era la cosa più importante. Stessa cosa per la figura di Olivier, non si indaga troppo su di lui, sembrava essere sul viale del tramonto e il suo matrimonio con Vivien Leigh non era in un momento facile ma tutto viene solo accennato, anche per lui c'è molto rispetto. Il film non è superficiale ma mantiene una rispettosa distanza.

'Marilyn' è un film da vedere, possibilmente in lingua originale. Ssi parla di fatti veri, a quanto si sa tutto quello che si racconta è successo davvero. E poi magari è il caso di recuperare 'Il Principe e la Ballerina' in cui Marilyn regala un'ottima interpretazione rubando la scena ad un grande come Laurence Olivier.


Frra