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lunedì 3 ottobre 2022

Blonde - la recensione

È arrivato su Netflix uno dei film più attesi e discussi delle ultime settimane, Blonde, di Andrew Dominik, biopic tra realtà e finzione che racconta la storia e la figura di una delle più celebri icone del '900, Marilyn Monroe. Un film che sta letteralmente spaccando critica e pubblico.

Blonde è difficile da interpretare, si propone di raccontare la vita di una persona realmente esistita ma, sostanzialmente, attraverso fatti che non sono mai successi. Definirlo biopic non è corretto, proprio come il romanzo da cui è tratto non può essere definito "biografia", nemmeno romanzata. Della storia di Marilyn ci sono solo alcuni spunti, quello che poi viene raccontato, che vediamo nel film, per la maggior parte è stato inventato.

Il film inizia nel 1933, con Norma Jeane bambina con una madre con seri problemi mentali, poi vediamo gli inizi della carriera di Marilyn, la violenza sessuale subita da un produttore, una relazione a tre, audizioni andate male ma ruoli conquistati grazie al suo aspetto fisico, gli aborti, i matrimoni falliti, la ricerca costante del padre mai conosciuto, la distanza tra Norma e Marilyn, le continue delusioni, e la morte, che nel film viene mostrata come suicidio.

L'intento originale è interessante, analizzare un'attrice, una diva, che col tempo è diventata quasi un simbolo, un essere irreale, in contrasto con la persona fragile e segnata dai traumi che era in privato, in un ambiente crudele com'era quello della Vecchia Hollywood, lo sviluppo però è debole e confusionario.
Quella nel film è la vita di Marilyn solo a grandi linee, non ha mai avuto una relazione a tre con due figli d'arte falliti, gli aborti non sono avvenuti come si vede e nei periodi in cui sono stati piazzati, mancano enormi parti essenziali della sua vita, personaggi - nel bene e nel male - importanti, la relazione accertata con i Kennedy è stata con Robert (del tutto assente) e non con John, le presunte lettere del padre sono una finzione, la scena della morte è completamente diversa da quanto avvenuto realmente, tante cose inventate che, messe insieme, creano un ritratto fittizio di Marilyn, in sostanza, quello che vediamo è falso, volutamente falso. La vita di Marilyn è stata tragica nel privato e luminosa sullo schermo, breve negli anni, conclusa prematuramente con una morte mai chiarita, ma il suo mito è parte immortale della Storia del Cinema, quindi perché non raccontare la vera storia invece di inventare situazioni parallele e, in alcuni casi, anche poco rispettose della memoria dell'attrice?

Il vero punto debole del film infatti è proprio la storia che pretende di voler raccontare. Al centro di tutto c'è un dualismo in cui viene quasi demonizzato il personaggio Marilyn Monroe e i suoi film, mentre la povera Norma Jeane cerca di sopravvivere, alla disperata ricerca di una figura paterna. Un dualismo raccontato in modo troppo radicale, senza sfumature, che finisce per schiacciare sia Marilyn che Norma, che ne escono come due figure piatte, per niente approfondite. Il regista Andrew Dominik, che ha firmato anche la sceneggiatura, non sembra molto interessato a dare spessore a Marilyn, di cui sembra non avere particolare stima, né come attrice, né come donna. La sua Marilyn/Norma è inconsapevole, incapace di imporsi, vittima di tutti ma soprattutto sempre disposta ad essere vittima, senza reagire mai. Il punto di vista del regista vorrebbe essere schietto e spietato, quello di chi non guarda in faccia a nessuno, ma non riesce mai a staccarsi dal suo punto di vista "maschile" e l'unica vittima del suo sguardo alla fine è proprio Marilyn. A risultare piatti, in realtà, sono anche i personaggi maschili, di cui si preferisce non fare nomi e cognomi anche se è evidente chi sono: Joe DiMaggio è lo stereotipo dell'italoamericano in canottiera con famiglia tra fornelli e sughi; Arthur Miller, altro stereotipo, intellettuale quindi, ovviamente, pacato, sensibile e un po' distratto; John F. Kennedy, un cafone arrapato; il produttore che la violenta, chiamato "Mr. Z", è Darryl F. Zanuck e la scena dello stupro sembra uscita dalle testimonianze contro Harvey Weinstein. Andrew Dominik quindi non era molto interessato ad approfondire i personaggi, la sua intenzione era quella di raccontare la brutale Hollywood, come certi uomini di potere trattano le donne o si sentano in difficoltà con loro, ma soprattutto voleva distruggere l'"idea del mito" e mostrare come il mito può distruggere una persona, e Marilyn Monroe gli è servita solo come mezzo per arrivare al suo scopo, il problema è che Marilyn è una persona realmente esistita e in alcuni casi avrebbe meritato un po' più di rispetto, o almeno di non finire associata a scene di sesso inutilmente esplicite e grottesche.
Nota a parte, il modo in cui il regista tratta gli aborti dell'attrice, l'intento era quello di mostrare un senso di colpa che perseguita la protagonista negli anni, il suo difficile rapporto con la maternità, tutto attraverso in immaginario dialogo interiore della protagonista, ma il risultato è abbastanza imbarazzante e troppo simile a uno spot anti-abortista, onestamente fastidioso, soprattutto di questi tempi.

Chi invece ha rispettato davvero Marilyn è Ana de Armas, la nota più positiva di Blonde. L'attrice ci ha messo tutto l'impegno possibile per diventare Marilyn, si è calata anima e corpo, ed è ammirevole, quasi commovente, il modo in cui cerca di renderle omaggio. L'attrice riesce ad essere fragile, volubile, tenera, a dare corpo e sostanza a un personaggio piatto, a portare un po' di emozione vera, sincera, in un film dalle emozioni false. È davvero l'anima del film e avrebbe meritato una sceneggiatura, all'altezza della sua performance.

Da un punto di vista tecnico, Blonde è sicuramente ben fatto. Visivamente affascinante, il film cambia continuamente formato, passa dal bianco e nero ai colori da una scena all'altra, ha una fotografia un po' patinata ma molto bella, ed è evidente il grande lavoro di studio fatto sulle foto e i look più famosi di Marilyn. La regia di Dominik è ottima per quasi tutto il film... quasi, perché in più di un'occasione inserisce inquadrature piazzate solo per pura trasgressione personale/ego (la ripresa da dentro i genitali durante l'aborto), o imbarazzanti (il feto che parla, l'apparizione del padre tra le nuvole), che in un paio di situazioni vanno a rovinare delle scene visivamente molto coinvolgenti. Virtuosismi belli da vedere ma che non alleggeriscono le quasi 3 ore di durata e soprattutto non riescono a far dimenticare una storia debole.

Se ci si approccia a Blonde pensando di vedere un film su Marilyn Monroe, si resta delusi, anche un po' infastiditi e annoiati. E pensare che le nuove generazioni possano conoscere Marilyn con questo film, fa un po' rabbrividire. Blonde sicuramente merita una visione, ruba l'occhio, affascina con le immagini, e raccoglierà sicuramente nomination nella stagione dei premi (con Brad Pitt produttore è quasi scontato), ma sotto l'aspetto intrigante c'è una base debole impossibile da ignorare. Non è il film che Marilyn Monroe avrebbe meritato. Alla fine, Blonde usa Marilyn, non la racconta, la tratta come è stata trattata a suo tempo, senza molto rispetto per le sue capacità e per la sua complessità di donna e attrice.

venerdì 7 settembre 2012

Tutto Marilyn in Dvd e Blu Ray

Quest'anno cadono i 50 anni dalla scomparsa di una delle attrici più amate di sempre, Marilyn Monroe, scomparsa nella notte fra il 4 e il 5 agosto del 1962 a soli 36 anni. Per l'occasione la 20th Century Fox ha rilasciato un cofanetto esclusivo e in edizione limitata con tutta la filmografia della Monroe.

Il cofanetto "monsterbox" include ben 20 dvd, 19 film e un documentario. Una raccolta di film che ripercorre la brillante carriera di Marilyn Monroe: dai primi ruoli, in 'Giugla d'Asfalto' o nel capolavoro 'Eva Contro Eva', alle commedie più famose, come 'A Qualcuno Piace Caldo' o 'Quando la Moglie è in Vacanza', fino ai film drammatici, spesso sottovalutati, come 'Niagara', 'Fermata d'Autobus' o 'Gli Spostati'. Nel cofanetto anche 'L'affascinante Bugiardo', 'La Figlia dello Sceriffo' e 'La Giostra Umana', tutti e tre per la prima volta in formato dvd.

A chiudere il documentario, in lingua originale, 'The Final Days', che ripercorre l'ultimo periodo di vita di Marilyn Monroe. Un focus sugli ultimi mesi, dalla lavorazione del suo ultimo film, l'incompiuto 'Something's Got to Give' di George Cukor, fino alla misteriosa morte i primi di agosto. Ricco di testimonianze, non sempre a favore, e di immagini dell'ultima volta di Marilyn su un set, tra problemi di salute, qualche capriccio, i ciak ripetuti e le difficoltà di una donna fragile che voleva solo fare l'attrice. Frammenti di un film mai concluso ma le immagini di Marilyn che nuota nuda nella piscina fanno comunque parte della storia del cinema.



Una collezione di film a 360° per ammirare tutti i lati e le sfaccettature della Marilyn Monroe attrice, una donna, una diva, una icona che ha segnato la storia del cinema mondiale.

Il Masterbox include:
A qualcuno piace caldo,
L'Affascinante Bugiardo (Versione Originale Sottotitolato),
Come sposare un milionario,
Eva contro Eva,
Facciamo l'amore,
Fermata d'autobus,
La figlia dello sceriffo,
Follie dell'anno,
La giostra umana,
La magnifica preda,
Il magnifico scherzo,
Matrimoni a sorpresa,
Le memorie di un Don Giovanni,
Mia moglie si sposa,
Niagara,
Quando la moglie è in vacanza,
Gli Spostati,
La tua bocca brucia,
Gli uomini preferiscono le bionde,
Marilyn Monroe: The Final Days (documentario).



Ma essendo un cofanetto in edizione limitata c'è il serio pericolo di non riuscire a comprarlo. Così, se si vuole recuperare la filmografia della Monroe, si può "ripiegare" su un'altra raccolta, il cofanetto 'Forever Marilyn', che ha il pregio di avere i film più famosi rimasterizzati in versione blu-ray.

All'interno sono contenuti 7 film:

A qualcuno piace caldo
Gli Uomini preferiscono le Bionde
Come sposare un milionario
Quando la moglie è in vacanza
Follie dell'Anno
Gli spostati
La magnifica preda



Nello specifico gli extra sono:

CD musicale contenente alcuni dei brani più celebri tratti dai film
Commenti audio
Making of
Il retaggio
Nostalgia del passato
Featurette
Memorie virtuali
Trailer


Per completare il recupero della filmografia di Marilyn, ai film presenti in questi due cofanetti andrebbe aggiunto 'Il Principe e la Ballerina', delizioso film di Laurence Olivier in cui Marilyn Monroe offre una delle sue migliori performance.



Frra

venerdì 1 giugno 2012

Happy Birthday, Marilyn!

Era il 1° giugno 1926 quando a Los Angeles nacque Norma Jean Baker che il mondo avrebbe poi conosciuto come Marilyn Monroe. Attrice, cantante, icona di stile, simbolo di femminilità, bellezza e sensualità, mito assoluto che dopo mezzo secolo rimane ancora intatto.
Di Marilyn oggi sappiamo tutto o quasi, rimarrà sempre il mistero su quella ingiusta morte, non accidentale ma provocata da qualcuno o qualcosa, da quelli che dovevano esserle amici e da Hollywood stessa, che l'ha portata via a soli 36 anni, nel pieno della sua bellezza.

Avrebbe avuto 86 anni oggi e chissà come sarebbe stata la sua carriera, purtroppo possiamo solo provare ad immaginarla. Spielberg o Scorsese le avrebbero regalato grandi ruoli, anche drammatici. Avremmo letto "con la straordinaria partecipazione di Marilyn Monroe". Forse avrebbe doppiato un film d'animazione. L'Academy le avrebbe dato un Oscar alla carriera e lei lo avrebbe ritirato con una frase delle sue, tanto sincere quanto ingenue. Si sarebbe divertita vedendo quante l'hanno imitata e omaggiata nel corso degli anni. Qualcuno le avrebbe cantato 'Happy Birthday' come fece lei? Quante volte le avrebbero fatto scendere la scala come ne 'Gli Uomini Preferiscono le Bionde'? Avrebbe duettato con Madonna in 'Material Girl' o sarebbe apparsa nel telefilm Smash? oppure si sarebbe ritirata a vita privata come altre grandi dive? chissà... Sarebbe stata la madrina di tutte le attrici e finalmente avrebbe visto riconosciuta la sua bravura. In fondo voleva questo, più di ogni altra cosa desiderava che si andasse oltre la Marilyn sexy, e si guardasse alla Marilyn attrice, un'ottima attrice comica, perfetta per stare di fronte ad una telecamera, naturale e sincera.

Marilyn Monroe è stata la prima vera star mondiale, era in anticipo sui tempi. Di grandi attori ce ne sono stati ma nessuno come lei ha lasciato nell'immaginario della gente un segno così indelebile. Pensi donna, pensi Marilyn. Pensi bellezza, pensi Marilyn, Pensi mito, pensi Marilyn. Irraggiungibile eppure vicina, tanto che la maggior parte delle volte la chiamiamo semplicemente per nome. Colpiva con la bellezza e ti catturava con quello sguardo malinconico. Affascinò il mondo intero, politici, attori, cantanti, intellettuali, artisti, ma lei, come diceva spesso, apparteneva alla gente e non ad Hollywood, dove "ti pagano mille dollari per un bacio e 50 centesimi per la tua anima".
Anche Pier Paolo Pasolini ne subì il fascino e scrisse: "Del mondo antico e del mondo futuro era rimasta solo la bellezza e tu, povera sorellina minore, quella che corre dietro ai fratelli piu' grandi, e ride e piange con loro, per imitarli, e si mette addosso le loro sciarpette, tocca non vista i loro libri, i loro coltellini, tu sorellina piu' piccola, quella bellezza l'avevi addosso umilmente, e la tua anima di figlia di piccola gente, non hai mai saputo di averla, perche' altrimenti non sarebbe stata bellezza. Sparì, come un pulviscolo d'oro."

Col passare degli anni il suo mito non è stato mai dimenticato, anzi è cresciuto sempre di più grazie a continui omaggi, foto, mostre, libri e oggi anche con dei film ('Marilyn' di Simon Curtis). E ogni anno il 1° giugno non ci pesa affatto ricordarla perché rivedere le sue immagini ci fa bene al cuore.
E vale la pena riscoprire la Marilyn Monroe attrice, iniziando magari da questi 5 titoli:

- NIAGARA (1953): il film che fa conoscere Marilyn al mondo e l'unico in cui ha un ruolo negativo.
- GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE (1953): la consacrazione, splendidi i duetti con Jane Russell.
- QUANDO LA MOGLIE E' IN VACANZA (1955): il primo film con B.Wilder, in cui Marilyn  è "la ragazza", e fa quasi se stessa.
- A QUALCUNO PIACE CALDO (1959): Lemmon-Curtis-Monroe, il trio perfetto; capolavoro della commedia, forse la sua migliore interpretazione, le valse anche un Golden Globe.
- GLI SPOSTATI (1960): il suo ultimo film completo, un film "maledetto". Scritto da Arthur Miller. Un film tutt'altro che leggero in cui spicca una grande intepretazione drammatica della Monroe.

Le ultimi immagini che ci ha lasciato sono del film incompleto 'Something's Got to Give', una commedia di George Cukor in cui Marilyn per la prima volta avrebbe avuto il ruolo di una madre, un ruolo solo sfiorato sia cinema che tante volte nella vita. E le ultime scene girate, lei più bella del solito, solo già nel mito.

martedì 29 maggio 2012

'Marilyn' - la recensione di Frra

Nel 1956 il giovane Colin Clark si fa assumere come terzo aiuto regista del grande Laurence Olivier. Il set è quello de 'Il Principe e la Ballerina' che vede come protagonisti lo stesso Olivier e Marilyn Monroe. La convivenza sul set è tutto tranne che semplice. Clark assiste a tutto e si ritrova coinvolto in prima persona quando accompagna Marilyn in una piccola fuga tra la campagna inglese.

Il film segue due storie, lo scontro fra il rigido modo di Laurence Olivier con l'hollywoodiana e luminosa presenza di Marilyn Monroe e dei suoi assistenti di dubbia moralità e utilità, soprattutto Paula Strasberg, fautrice del Metodo, davvero poco amato da Olivier. A causa delle insicurezze di Marilyn e dei suoi continui ritardi, sul set si crea un'atmosfera tesa, soprattutto con Olivier. In tutto questo a peggiorare la situazione ci si mette anche una crisi con il neo marito Arthur Miller. A questo punto Colin Clark, e qui c'è la seconda parte della storia, fino a quel momento solo spettatore, viene "scelto" da Marilyn come unico amico. Marilyn durante la loro fuga si rilassa, scaccia la tensione e le paure, mentre Clark si innamora di lei (guarda un po', come tutto il mondo!).

Fare un film biografico su Marilyn Monroe è impossibile, una icona immortale come lei non si può racchiudere in un film, qualsiasi tentativo risulterebbe riduttivo. Si parla di un personaggio molto complesso, e di quella che probabilmente è stata, è e sarà sempre la più grande star mai apparsa sulla Terra, pochissimi raggiungono o si avvicinano al suo livello. Come si fa quindi a raccontarla? Non si può.
Chi ha fatto il film ha quindi pensato bene di non affrontare il tema direttamente ma di raccontare Marilyn attraverso vie parallele, in questo caso attraverso i diari di Colin Clark. Scelta più che giusta. 'Marilyn' non è un film drammatico, i toni e il ritmo sono quelli della commedia anche se non mancano momenti di malinconia. Dopotutto si parla di Marilyn, la malinconia era parte di lei.
Ottimo il cast. Protagonista Eddie Redmayne, a lui la parte del giovane Colin Clark. Ruoli minori sono stati affidati ad Emma Watson, una costumista, Dominc Cooper è Milton Greene, poi Julia Ormond nei panni della mitica Vivien Leigh, e Judy Dench in quelli della grande attrice inglese Sybil Thorndike, l'unica che cercava di capire Marilyn. Bella la prova di Kenneth Branagh come Laurence Olivier, perfetto. Ovviamente tutti gli occhi erano puntati su Michelle Williams che aveva il compito più difficile, interpretare Marilyn Monroe! Prova superata brillantemente, la sua non è una imitazione ed era facile caderci, si vede che l'ha studiata per bene, i movimenti, le espressioni, la voce (da vedere in lingua originale). Veramente brava, nonostante la diversità fisica in alcuni momenti ha aderito talmente tanto al personaggio che nel suo sguardo si riesce a vedere un po' di Marilyn. Meritata la nomination all'Oscar e meritato il Golden Globe vinto.

Da fan della Monroe, temevo moltissimo questo film e sono felice di poter dire che non mi ha deluso. Certo, non rivela niente di nuovo su Marilyn, si toccano tutti gli argomenti più famosi: la sua fragilità, i problemi sul set, l'instabilità nella vita privata, i tranquillanti, gli aborti, in alcuni punti sono state inserite sue frasi celebri. Alla fine ho trovato grande rispetto nel modo in cui Marilyn è stata rappresentata, e questa era la cosa più importante. Stessa cosa per la figura di Olivier, non si indaga troppo su di lui, sembrava essere sul viale del tramonto e il suo matrimonio con Vivien Leigh non era in un momento facile ma tutto viene solo accennato, anche per lui c'è molto rispetto. Il film non è superficiale ma mantiene una rispettosa distanza.

'Marilyn' è un film da vedere, possibilmente in lingua originale. Ssi parla di fatti veri, a quanto si sa tutto quello che si racconta è successo davvero. E poi magari è il caso di recuperare 'Il Principe e la Ballerina' in cui Marilyn regala un'ottima interpretazione rubando la scena ad un grande come Laurence Olivier.


Frra

venerdì 18 maggio 2012

'Marilyn' - commento a caldo

Non so se le situazione ricreate nel film sia accadute realmente, ma se fosse così direi che ne è venuto fuori un bel film!

Prima parte allegra e solare condita con discrete fantasie di montaggio e musica, seconda parte più incentrata a farti cadere nell'oblio psicologico di Marilyn Monroe, inteso sia come personaggio che come donna.

Insomma, film pulito, curato e molto godibile.

Ma la curiosità fondamentale che spinge tutto il chiacchiericcio intorno al film è, Michelle Williams è stata capace di impersonare e interpretare la donna più famosa di tutti i tempi?
A volte mi è sembrato di vedere Marilyn in persona ma non costantemente, quindi direi un po si un po no. Dopo tutto, Marilyn era Marilyn.

Mat