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venerdì 22 settembre 2017

L'Inganno - la recensione

Torna Sofia Coppola, a quattro anni di distanza da Bling Ring, e sembra tornare alle origini della sua filmografia, a quel Il Giardino delle Vergini Suicide che sapeva dosare meravigliosamente inquietudine e leggiadria.

Nel bel mezzo della Guerra di Secessione Americana, con i cannoni che risuonano il lontananza, siamo introdotti in un mondo sospeso, quasi ultraterreno, in cui il bianco virginale degli abiti delle donne è abbagliante in contrasto con il sangue portato dal soldato nordista interpretato da Colin Farrell.
Siamo di fronte a una sorta di fiaba distorta, e infatti la scena iniziale è proprio quella di una bambina da sola nel bosco che si imbatte in quello che potremmo definire un "lupo", e impietosita lo porta con sé, ferito e sanguinante, nel collegio in cui risiede insieme ad alcune altre ragazze e due istitutrici.
Qui la presenza maschile funge da catalizzatore affinché l'equilibrio precario si rompa: le donne, dalle bambine fino alla più anziana, sono inesorabilmente attratte da lui, non riescono a tenervisi lontane, scatenando un malsano circolo di gelosie e inganni.
Ma la genialità del film sta nel ribaltamento della fiaba classica. Il lupo diventa vittima, prigioniero inerme di un gruppo di donne solo apparentemente pure, e allora anche la fotografia si fa più scura e la regia più cupa, fino allo sfociare nel thriller più teso.

Il cast, guidato da una sempre magistrale Nicole Kidman, fa un lavoro pazzesco, da Kirsten Dunst a Elle Fanning, e anche Farrell stupisce positivamente.

Il film ha vinto il premio per la regia allo scorso festival di Cannes e non ci stupiremmo di vederlo in corsa ai prossimi Oscar, perché Sofia Coppola questa volta riesce a centrare in pieno tutti i punti, confezionando il suo miglior film dai tempi di Marie Antoinette.

domenica 28 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - i vincitori

Svelati i vincitori della 70a edizione del Festival di Cannes. Se alla vigilia si diceva che non c'era un vero favorito, in realtà i premi hanno confermato le sensazioni dei giorni scorsi: hanno vinto i film che hanno colpito di più. E ci sembra anche giusto così.

La Palma d'oro è andata alla satira di The Square, di un felicissimo Ruben Östlund. Confermato il pronostico su Diane Kruger, vincitrice del premio come migliore attrice per il film In the Fade. Migliore attore Joaquin Phoenix per You Were Never Really Here, film ha ricevuto il maggiori numero di premi.
Il premio per la migliore regia è andato a Sofia Coppola per The Beguiled, è la seconda donna ad aver vinto questo premio nella storia.

Il Premio speciale del 70esimo Anniversario è stato consegnato a the Queen of Cannes, Nicole Kidman, straordinaria attrice che al festival era presente con quattro titoli e in tutti e quattro è stata eccezionale.

Ecco tutti i vincitori.

Palma d’Oro: The Square, di Ruben Östlund
Premio del 70esimo anniversario: Nicole Kidman
Grand Prix: (BPM) Beats Per Minute di Robin Campillo
Miglior regista: Sofia Coppola, The Beguiled
Miglior attore: Joaquin Phoenix, You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Migliore attrice: Diane Kruger, In the Fade, di Fatih Akin
Premio della Giuria: Loveless, di Andrey Zvyagintsev
Sceneggiatura: The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos e You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
Camera d’Or al miglior primo film: “Jeunne Femme/Montparnasse Bienvenue,” di Leonor Serraille
Short Film Palme d’Or: “Xiao Cheng Er Yue (A Gentle Night),” di Qiu Yang
Queer Palm (Feature): “BPM (Beats Per Minute),” Robin Campillo
Queer Palm (Short): “Islands,” Yann Gonzalez

mercoledì 24 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 8

E' il giorno di uno dei film più attesi del festival e del Concorso. E' il giorno di Sofia Coppola e il suo The Beguiled, con Elle Fanning, Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Colin Farrell.

Adattamento del romanzo "A Painted Devil", e remake de La notte brava del soldato Jonathan (1971), il nuovo film di Sofia Coppola ha convinto il festival ricevendo una bella accoglienza da parte della critica e ottime recensioni.

Ambientato nella Virginia della Guerra di Secessione, il film racconta di un soldato nordista ferito che viene accolto in un piccolo collegio femminile del sud. Il soldato viene curato e accudito, quasi coccolato, ed essendo l'unico uomo della casa attira molto l'attenzione delle fanciulle. L'uomo inizia a flirtare con tutte e finisce per ferirle, scatenando la gelosia incontrollata delle ragazze che faranno gruppo e si scaglieranno tutte contro di lui.

Quello di Sofia Coppola è un film diverso dagli ultimi lavori della regista, The Beguiled (che in Italia sarà intitolato L'Inganno) è un film grottesco, macabro, cinico, tecnicamente ottimo e con una fotografia suggestiva.
All'ingresso in sala stampa sono stati molto applauditi sia il cast che la regista, che ha subito spiegato il rapporto sia col romanzo che con il film del 1971. "La mia produttrice Anne Ross mi ha detto: devi vedere il film di Don Siegel e fare una tua versione del libro", ha raccontato Sofia Coppola, "Ho seguito il suo consiglio, ho visto 'La notte brava del soldato Jonathan' e mi è rimasto in mente per molto tempo. In quel film la storia veniva narrata da un punto di vista maschile, così ho pensato che avrei potuto cambiare prospettiva e raccontarla da un punto di vista femminile". E se i toni del film sono diversi dal solito, a tornare è un tema da sempre caro alla Coppola: le donne, le ragazze, il punto di vista femminile. "Non so se il mio sia un film che parla di emancipazione femminile, potete interpretarlo come preferite", ha detto la regista, "Più di ogni altra cosa, desideravo parlare di guerra fra i sessi, cosa che spero di aver raccontato in maniera divertente. E poi mi interessava rappresentare donne di diverse età e lavorare con attrici di diverse età. Mi interessava la visione di questa donne diverse tra loro e isolate, e capire cosa accadeva quando ci si mette di mezzo un uomo. E anche la guerra di ruoli che si viene a creare tra uomini e donne".
Tornando sul confronto tra i due film, la regista ha poi rivelato un evento organizzato da Quentin Tarantino: "Non volevo fare un vero proprio remake. Ma vedremo i due film a Hollywood, perché il mio caro amico Quentin ha organizzato una doppia visione, per mostrare due versioni della stessa storia".

Unico uomo in mezzo a un cast di sole donne è Colin Farrell. "Per me questo film è stato un lungo viaggio in mezzo a una marea di corsetti", ha detto l'attore, "Mi ha fatto un immenso piacere lavorare circondato da donne così straordinarie, creative, talentuose. Mi sentivo a mio agio sul set, avevo fiducia in Sofia, ma francamente non sapevo cosa sarebbe venuto fuori da un'esperienza che mi sembrava folle. Mi piace essere diretto dalle donne e mi piace che il punto di vista della storia sia femminile". Inevitabile il paragone con Clint Eastwood, protagonista del film del 1971. "Il film di Siegel l'avevo visto anni fa e ne ero rimasto turbato ma non ho cercato di rifare Clint Eastwood", ha dichiarato Farrell, "Non ho avuto l’opportunità di incontrarlo, è un uomo molto impegnato! Clint era straordinario e inimitabile, ma sono stato molto felice di poter mantenere la mia origine irlandese, il mio accento. Ho inventato una piccola backstory per il mio personaggio".

Ad interpretare la direttrice del collegio è Nicole Kidman, al suo quarto (e ultimo) titolo in questo festival, che riguardo il suo personaggio ha detto: "Si tratta di una storia di sopravvivenza. Il mio personaggio ha la responsabilità di un gruppo di ragazze e le vuole proteggere. Proviene da un posto carico d’amore...poi è arrivato lui [Colin Farrell] e ha rovinato tutto. Voglio dire, non potevamo certo procreare, ma stavamo bene!". Due dei titoli con cui la Kidman è al festival quest'anno sono diretti da donne, la serie Top of the Lake di Jane Campion e il film della Coppola. "Credo che ci sia un'impronta femminile forte in questo film e, mi dispiace dirlo, non penso che un uomo avrebbe dato lo stesso apporto. Oggi qui abbiamo Jane Campion e Sofia Coppola ma non dobbiamo dimenticare le statistiche", ha dichiarato l'attrice, "lo scorso anno circa il 4% dei film prodotti dalle major sono stati diretti da donne. Tutti dicono che le cose stanno cambiando e forse è vero, ma ancora troppo lentamente. Noi come interpreti dobbiamo sostenere le registe donne, questo è ormai un dato di fatto".

Per Nicole Kidman e Colin Farrell è stata la prima volta con Sofia Coppola, Elle Fanning e (soprattutto) Kirsten Dunst avevano già lavorato con la regista. "Stavolta però mia madre non era sul set", ha scherzato Elle Fanning ricordando il film Somewhere (2010), "stavo diventando diciottenne quando ho fatto il film ed era un momento particolare nella mia vita. E poi c'era Kirsten, è mia amica, mi sentivo al sicuro". Per Kirsten Dunst invece è stata la quarta collaborazione con la regista (senza contare il cameo in Bling Ring), non ci ha messo molto l'attrice ad accettare la sua proposta: "Non sapevo molto del progetto, ma per Sofia reciterei anche l'elenco del telefono!".

Sfiorato anche il tema Netflix e il rapporto tra Sofia Coppola e i film ad alto budget, a cui la regista non chiude la porta a prescindere. "Ho girato in 35mm e ne sono molto orgogliosa. Spero che la gente lo veda al cinema, noi giriamo pensando al frame grande, non al cellulare. E’ la sua dimensione ideale e penso che farsi rapire dallo schermo sia una cosa molto rara al giorno d’oggi, con lo stile di vita moderno che conduciamo", ha dichiarato la regista, "Mi piace girare film a basso budget dove ho il potere di fare le cose nel modo in cui voglio. Ma mai dire mai".

Il film sarà nelle sale italiane dal 14 settembre.

giovedì 13 aprile 2017

Cannes 70 - presentato il programma del Festival di Cannes 2017

Questa mattina Pierre Lescure, Presidente del festival, e Thierry Frémaux, Delegato Generale del festival, hanno presentato alla stampa il programma ufficiale del 70° Festival di Cannes.

Un programma molto denso che presenta film di vario genere e annuncia la presenza di un bel numero di star sul tappeto rosso.

Non ci sono film italiani in Concorso, ma l'Italia sarà presente nella sezione Un Certain Regard con il nuovo film di Sergio Castellitto, Fortunata, e nella stessa sezione con il film italo-francese Après la Guerre di Annarita Zambrano.

Evento con David Lynch che presenterà due episodi della nuova attesissima stagione di Twin Peaks. Tanta Nicole Kidman quest'anno al festival, l'attrice è presente in ben tre film, uno su tutti, il nuovo lavoro di Sofia Coppola, The Beguiled (in Italia L'Inganno), che sarà presentato in Concorso.
In Concorso c'è anche Netflix con Okja, nuovo film del regista coreano Bong Joon-ho.
Ci sarà anche Kristen Stewart in una inedita veste di regista per presentare il suo corto Come Swim.

Il film d'apertura sarà Les Fantomes D’Ismael di Arnaud Desplechin, che vede come protagoniste Marion Cotillard e Charlotte Gainsbourg.

Presidente di giuria sarà Pedro Almodovar. Madrina del festival Monica Bellucci. Il festival si svolgerà dal 17 al 28 maggio.

Ecco il programma completo.

Concorso

Loveless di Andrei Zvyagintsev
Good Time di Benny and Josh Safdie
You Were Never Really Here di Lynne Ramsay
L'Amant Double di Francois Ozon
Jupiter's Moon di Kornel Mondruczo
A Gentle Creature di Sergei Loznitsa
The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos
Hikari (Radiance) di Naomi Kawase
The Day After di Hong Sangsoo
Le Redoutable di Michel Hazanavicius
Wonderstruck di Todd Haynes
Rodin di Jacques Doillon
Happy End di Michael Haneke
The Beguiled di Sofia Coppola
120 Battements par Minute di Robin Campillo
Okja di Bong Joon-Ho
Aus dem Nichts (In the Fade) di Fatih Akin
Les Fantomes D’Ismael di Arnaud Desplechin (film d'apertura)
The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach

Fuori Concorso

How to Talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell
Visages, Villages di Agnès Varda & JR
Blade of the Immortal di MiikeTakashi

Un Certain Regard

Barbara di Mathieu Amalric
La novia del desierto di Cecilia Aran & Valeria Pivato
Closeness di Kantemir Balagov
La belle et la meute di Kaouther Ben Hania
L’atelier di Laurent Cantet
Fortunata di Sergio Castellitto
Las Hijas de Abril di Michel Franco
Western di Valeska Grisebach
Directions di Stephan Komandarev
Oit di Gyorgy Kristof
Before we vanish di Kurosawa Kiyoshi
En attendant les hirondelle di Karim Moussaoui
Dregs di Mohammad Rasoulof
Jeune Femme di Léonor Serraille
Wind River di Taylor Sheridan
Dopo la guerra di Annarita Zambrano

mercoledì 14 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno "0"

E' iniziato oggi il 67° Festival di Cannes, ad aprire è stato il controverso film su Grace Kelly, 'Grace of Monaco' di Olivier Dahan.

Controverso a causa delle polemiche che l'hanno accompagnato negli ultimi tempi, soprattutto le critiche da parte della famiglia Grimaldi, la famiglia reale di Monaco, che ha accusato il regista di aver fatto un film che "non riflette la realtà e tradisce la storia", tutto fatto per fini commerciali.

Durante la conferenza stampa il regista, Olivier Dahan, ha risposto, anche in maniera decisa. "Quando ho letto che tutto ciò che c'è nel mio film è fatto solo per fini commerciali, mi sono sentito insultato", ha detto il regista, "Non ho mai preteso di realizzare un biopic. Non ci sono scoop nel mio film, dunque perché farne un dramma. Io sono un artista non uno storico e mi sono interessato alla figura di Grace perché in qualche modo ha inventato la principessa moderna". Riguardo le libertà narrative all'interno del film, Dahan ha aggiunto: "Si trattava di raccontare una storia universale che riguarda tutte le donne. Ci siamo presi delle libertà, certo. Questo significa fare cinema. Per renderlo coinvolgente avevo bisogno che i personaggi interagissero tra loro". Più tenue e diplomatica Nicole Kidman, protagonista del film nei panni difficili di Grace Kelly, che ha commentato anche l'assenza dei Grimaldi a Cannes. "Mi dispiace perché credo che il film non sia un attacco alla famiglia Grimaldi, a Ranieri e Grace", ha detto la Kidman durante la conferenza, "È fiction non un biopic, l’essenza della verità c’è ma abbiamo preso delle licenze cinematografiche di narrazione. Capisco parzialmente i Grimaldi, in fondo si tratta della loro mamma e del loro papà, capisco la reazione anche a protezione della privacy, però se vedranno il film capiranno loro stessi che è fatto con rispetto e amore nei loro confronti".

Archiviato l'argomento polemiche, gli attori hanno parlato del loro lavoro sui personaggi. "Sono stato molto sorpreso e intrigato", ha ammesso Tim Roth, che nel film interpreta il Principe Ranieri di Monaco, marito di Grace Kelly, "mi sono documentato ed è stata una sfida rappresentare al meglio il principe Ranieri. Il materiale video mi ha aiutato, soprattutto in alcuni aspetti della sua personalità. Abbiamo messo in evidenza la sua forza e la sua vulnerabilità". Anche Paz Vega, Maria Callas nel film, ha voluto cogliere al volo l'occasione: "Ho letto la sceneggiatura e inseguito questo personaggio: è una grande opportunità quella di poter interpretare Maria Callas". La prova più attesa era sicuramente quella di Nicole Kidman, chiamata a calarsi nei panni di una icona come Grace Kelly, stella di Hollywood, grande attrice e poi Principessa di Monaco. "Ho pensato che fosse una sfida incredibile, avevo la pelle d’oca solo al pensiero dell’opportunità che Oliver mi stava offrendo", ha raccontato la Kidman, "Avevo molti materiali video da vedere su Grace Kelly. Per ogni personaggio ci si prepara diversamente. In questo caso ho impiegato 5 mesi per prepararmi. Vivere la sua vita per 6 mesi è stata un’esperienza meravigliosa. Ho letto molto, lavorato di ricerca per trovare la giusta chiave da dare al personaggio. Credo che Grace, semplicemente, abbia scelto l’amore. Era una grande star di Hollywood ma voleva anche sposarsi e formare una famiglia. Molte donne che hanno anche questa necessità finiscono per sentirne il peso sulla propria carriera. Arrivi in un momento della vita di attrice e pensi: “Posso ancora recitare? So ancora farlo?”. Posso pensare a quello che ha provato perché l’ho pensato anche io: in questo c’è similarità nelle nostre vite, certo non ho sposato un principe".

Il film sarà nelle sale dal 15 maggio (domani). Il film alla proiezione stampa è stato accolto con freddezza, la maggior parte dei commenti concorda sul fatto che le buone interpretazioni degli attori, Kidman e Roth in particolare, non riescono a salvare un film che fatica nelle quasi due ore di durata.

Oggi si è tenuta anche la conferenza stampa della giuria del Concorso, "presidentessa" la regista, due volte vincitrice della Palma d'Oro (è l'unica al mondo), Jane Campion. La giuria è composta da Sofia Coppola, Nicolas Winding Refn, Jia Zhang Ke, Leila Hatami, Carole Bouquet, Jeon Doyeon, Willem Dafoe e Gael Garcia Bernal.

Jane Campion ha dichiarato semplicemente di cercare il nuovo nei film in Concorso: "Chi ama il cinema spera sempre di essere sorpreso, eccitato da ogni nuova opera". La giuria si ritroverà tre volte per discutere i film: "Ognuno è libero e responsabile. Veniamo tutti da paesi differenti, e questo garantisce il massimo dell'apertura mentale possibile", ha detto la regista "presidentessa" di giuria. "Non badiamo all'età dei filmaker" ha dichiarato Sofia Coppola, idea sostenuta anche dalla Campion: "L'età è un aspetto molto marginale, quello che importa è la passione, l'emozione e, lo ripeto, la visione".
Per Leila Hatami, attrice iraniana: "Ciò che conta è l'arte, indipendentemente dalla politica. Anche se in Iran c'è la tendenza a fare film che parlano della società, a politicizzare. Ma secondo me si può parlare dell'uomo e della sua storia nel presente anche attraverso altre cose". Willem Dafoe si è detto sicuro che i film saranno belli: "Mi aspetto tutti bei film, ognuno con la propria identità ma che in qualche modo rispondano ad un criterio di selezione organico". Per Gael Garcia Bernal, passato più di una volta in Concorso, il lavoro del giurato è una cosa seria: "Essere giurato è una cosa serie. Un gioco terribilmente serio... La differenza rispetto alle altre volte è che non potremo rilasciare interviste durante il Festival, ma solo vedere film, e questa è una liberazione".
Ansioso di vedere tanti film è il regista Nicolas Winding Refn, che ha ammesso di essere molto curioso riguardo il primo film da regista del suo amico Ryan Gosling, 'Lost River', che sarà presentato nella sezione Un Certain Regard: "Non l'ho ancora visto, ma sono sicuro che sarà un film straordinario".

lunedì 23 settembre 2013

Bling Ring - la recensione

Presentato all'ultimo Festival di Cannes, arriva finalmente in sala anche da noi il nuovo film di Sofia Coppola, 'Bling Ring'.

In una Los Angeles fatta di superville e feste, un gruppo di adolescenti, ossessionati dalle star e dal glamour, trovano online l'indirizzo dei loro "idoli", entrano nelle loro abitazioni e rubano vestiti e gioielli. Una, due, tre volte, alla fine diventa un'abitudine, fino a che non vengono incastrati e arrestati per aver derubato un bottino complessivo di 3 milioni di dollari.

Può sembrare una storia finta, inverosimile, e invece è tutto vero, Sofia Coppola, che torna a parlare dell'adolescenza e di un certo "vuoto esistenziale", temi già affrontati in tutti i suoi film, ha tratto la storia da fatti realmente accaduti qualche anno fa. "Bling Ring" è il nome che è stato dato a questo gruppetto di giovani ladri che consapevolmente ma senza pensare minimamente alle conseguenze hanno derubato nelle abitazioni di attori, cantanti e personaggi noti come Orlando Bloom, Paris Hilton - che per loro era ormai una specie di negozio - fino a quella che nel film viene descritta come la conquista massima, la casa di Lindsay Lohan.
Nessun effetto Bonnie&Clyde, Sofia Coppola dimostra tutta la sua intelligenza di autrice raccontando la vicenda in modo divertente e leggero, con l'occhio interessato di chi vorrebbe capire, ma senza prendere le parti di nessuno e allo stesso tempo senza puntare il dito. Lo spettatore segue le avventure criminali dei protagonisti e li osserva impotente, si assiste agli sbagli che commettono e alla leggerezza e alla superficialità con cui li commettono. Tutto questo la Coppola lo fa senza giudicarli e senza assolverli, semplicemente ritrae quello che sono (purtroppo) molti giovani di oggi. La critica è sottintesa nel ritratto un po' desolante del vuoto, della superficialità, della mancanza di morale dei protagonisti del film (e di una parte dei giovani d'oggi), che vogliono sembrare più grandi, vogliono scioccare, sono vuoti di contenuti, imbottiti di frasi fatte prese da canzoni, ossessionati dalla vita luccicante delle star di cui leggono sulle riviste, con una voglia incontrollabile di condividere tutto sui social network e che non si preoccupano minimamente se una cosa è giusta o sbagliata. Il film racconta una storia "estrema" ambientata fra le sfavillanti ville sulle colline di Los Angeles, e quindi potrebbe sembrare lontano da noi ma in realtà alcuni aspetti non sono poi così lontani, basta fare un giro sui social per rendersene conto.

Protagonisti del film un gruppo di giovani attori, fra cui spicca la più famosa ed esperta Emma Watson, poi Taissa Farmiga, Israel Broussard, e le due esordienti, Claire Julien e Katie Chang. Tutti adatti alla parte. Da segnalare anche la presenza nel cast di Leslie Mann e Gavin Rossdale, e le partecipazioni amichevoli di Paris Hilton (che ha anche prestato la sua villa per le riprese) e Kristen Dunst.
Sofia Coppola è una regista molto capace e qui dimostra di sapersi adattare senza mai sacrificare il suo personalissimo stile. Cambia il ritmo, se in 'Somewhere' i tempi erano molto lenti, in 'Bling Ring' si corre, il ritmo è incalzante, come nelle parti più festaiole di 'Marie Antoinette', il tutto aiutato da una perfetta colonna sonora (come al solito nei suoi film).
La trama è davvero molto semplice, ridotta al minimo, si seguono le vicende e i momenti di vita dei protagonisti, fra la scelta di accessori, scarpe, vestiti, glamour, feste, foto da mettere online, un po' di kitsch, tante griffes e dichiarazioni surreali. Argomenti superficiali? forse, i fashion victim comunque si divertiranno molto. Alla fine si rimane con una sensazione di vuoto, ma dopotutto lo scopo del film è ritrarre un vuoto, che sarà pure vestito in modo glamour, ma è pur sempre un vuoto.

sabato 14 settembre 2013

'Bling Ring' di Sofia Coppola, dal 26 settembre al cinema!

Il 26 settembre uscirà nei cinema italiani 'Bling Ring', nuovo attesissimo film del premio Oscar Sofia Coppola. La regista di 'Lost in Translation' e 'Marie Antoinette' torna a raccontare l'adolescenza e il "vuoto della celebrità", temi molto cari alla Coppola, già affrontati diverse volte e che si possono trovare in tutti i suoi film, dalle sfortunate sorelle Lisbon de 'Il Giardino delle Vergini Suicide' al vuoto esistenziale della famosa star del cinema protagonista dell'ultimo 'Somewhere'.

Tratto da fatti realmente accaduti, 'Bling Ring' racconta la storia di un gruppo di adolescenti di oggi che ossessionati dalla celebrità inizieranno a compiere una serie di crimini sulle colline di Hollywood introducendosi nelle ville di molte celebrità come Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson, a cui hanno sottratto beni di lusso per un totale di 3 milioni di dollari.

"Sembra proprio la trama di un film", ha raccontato Sofia Coppola affascinata da questi fatti, "Era incredibile: ragazzi giovani e carini che facevano quelle brutte cose nel mondo agiato e scintillante delle star. Le loro dichiarazioni mi hanno molto colpita. [...] Tutta questa storia sembrava dire molto sulla nostra epoca e su come crescono i ragazzi nel mondo di Facebook e Twitter"

Per la Coppola trasformare questa storia reale e contemporanea in una sceneggiatura è stato più difficile di quanto si possa pensare: “C'era una montagna di materiale e io dovevo tirarne fuori una storia di finzione. Fare ricerche, lavorare sui materiali, trovare un modo per rendere i personaggi simpatici e credibili per il pubblico, è stata una sfida difficile da affrontare. Quando ho cominciato, Nancy Jo [l'autrice dell'articolo sulla 'The Bling Ring' pubblicato su Vanity Fair] mi ha dato le trascrizioni delle sue interviste ai ragazzi. Non riuscivo a credere ad alcune delle cose che avevano detto, rivelavano molto delle loro personalità e della nostra cultura. In un certo senso ho lasciato che la mia immaginazione partisse da lì. Ascoltare le loro storie mi ha fatto venire delle idee, mentre altri spunti li ho tratti dalle mie esperienze di gioventù, magari non dirette, ma da quello che ricordo significasse avere quell'età. Per i personaggi sono partita dalla storia reale per poi inventare dei personaggi miei basati in parte su quelli veri e in parte su persone che conosco”.
Sofia Coppola usa uno sguardo adulto per raccontare la storia di questi cinque ragazzi "a caccia" di celebrità, non li giudica, si limita a seguirli e a documentare le loro azioni riuscendo così a rendere l'idea dell'amoralità e della superficialità che pervade un certo tipo di adolescenti di oggi, con molto semplicità, senza voler fare la morale o, al contrario, renderli affascinanti. "Ho paura che ci si possa sentire attratti da un comportamento adolescenziale spensierato e un po' criminale, per cui spero di non averlo reso troppo affascinante. Ho cercato di raccontare la storia in modo che chi la guarda possa farlo dal punto di vista dei ragazzi, scoprendo quanto sia divertente ed eccitante, e alla fine assumere un'altra prospettiva e capire che loro si sono spinti davvero troppo oltre", ha dichiarato la regista, "Spero di non averli giudicati troppo, ma certamente li ho osservati a distanza, usando anche un occhio critico".

Per quanto riguarda la scelta del cast Sofia Coppola ha avuto le idee chiare fin dall'inizio:“Fondamentalmente per me si trattava solo di un gruppo di cinque ragazzi, per cui era molto importante trovare adolescenti che fossero autentici e che avessero davvero quell'età. Mi dà sempre fastidio vedere un venticinquenne interpretare il ruolo di un teenager. Sono felice che la maggior parte dei membri del cast abbia più o meno la stessa età dei personaggi interpretati."

I cinque attori scelti sono: Emma Watson ('Harry Potter'), Taissa Farmiga ('American Horror Story'), Israel Broussard ('Flipped') e le esordienti Claire Julien e Katie Chang. “Lavorare con un cast di attori così giovani ci ha procurato molto divertimento e molta energia perché alcuni di loro non avevano mai lavorato nel cinema. Si sono dimostrati tutti pronti ad imparare, pieni di entusiasmo, e molto professionali. Emma Watson d'altro canto è una vera professionista, e nell'affrontare la sua parte si è impegnata al massimo”. E Emma Watson, da vera professionista qual è ormai, si è documentata e allenata molto per interpretare il ruolo di Nicki, un ruolo molto diverso dai suoi precedenti. "Ho fatto un sacco di ricerche. Per me era importante che i dialoghi si basassero effettivamente su cose dette da Alexis Neiers [uno dei ragazzi della vera banda "Bling Ring"]. Ma allo stesso tempo lei era stata molto imboccata per il reality show in TV, e tutti ormai sanno che i reality non sono autentici. Per cui è come se ci fossero sempre due livelli di separazione", ha dichiarato la Watson che ha trovato molto aiuto negli accessori, "I costumi sono stati davvero importanti per entrare nella parte, ed erano molto importanti per Nicki. I miei capi erano tutti trash e aderenti. Ho dovuto buttare dalla finestra le mie regole sull'eleganza e sulla moda! I costumi, i capelli e il trucco mi hanno davvero aiutata ad entrare nel personaggio. Tutte queste piccole cose mi hanno aiutata a sentirmi a mio agio nel ruolo".


Anche per la scelta delle location non c'è voluto molto. la banda del Bling Ring ha operato a Los Angeles, e li si sarebbe svolta anche la visione di Sofia Coppola: “Mentre scrivevo la sceneggiatura non mi rendevo conto di quante location ci fossero. Ce ne sono circa una ventina. E mi piacciono tutte perché mostrano aspetti diversi di Los Angeles che danno un senso di autenticità al film. Ci sono le grandi case di Calabasas, il liceo, e poi abbiamo anche girato nella vera casa di Paris Hilton".
E Paris Hilton non si è limitata solo a "prestare" la sua casa per le riprese, Sofia Coppola ha voluto coinvolgerla nel progetto facendola apparire in qualche scena. “Ero molto emozionata, abbiamo cominciato a scambiarci un sacco di email", ha raccontato la Hilton, "Mi ha parlato del suo progetto. Ovviamente io ne so parecchio della storia vera perché ero coinvolta, così ero molto eccitata all'idea che mi chiamasse e mi coinvolgesse nel film. Mi è capitato davvero di trovarmi in discoteca con questi ragazzi che avevano addosso i vestiti rubati dal mio armadio, e mi stavano di fronte mentre io ero completamente ignara. Il solo fatto di essere in un film di Sofia Coppola rappresenta un onore. E' una delle più grandi registe del nostro tempo, l'ammiro molto".

Tassello essenziale, quasi un segno di riconoscimento per i film di Sofia Coppola è la musica. Niente è lasciato al caso, e anche in questo caso la selezione delle canzoni da inserire nel film è stata molto meticolosa per riuscire a creare un perfetto sfondo per accompagnare le bravate dei cinque protagonisti. Il produttore e compositore Brian Reitzell e la Coppola hanno selezionato con molta cura gli artisti e le canzoni da inserire nella colonna sonora che vede nomi come Chris Brown, Kanye West, M.I.A., Avicii, Fergie, PHOENIX e Frank Ocean.

Il film ha aperto la sezione "Un Certain Regard" allo scorso Festival di Cannes riscuotendo un discreto successo di critica e pubblico. E in attesa che il film esca nelle sale italiane (il 26 settembre) distribuito da Lucky Red, potete vedere il trailer qui sotto:



La redazione di Frame

giovedì 16 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 2

Passato il ciclone Gatsby, oggi è il giorno dei primi film in Concorso e nella sezione Un Certain Regard.

E' proprio dalla sezione parallela che arriva il titolo più atteso della giornata, cioè 'The Bling Ring' di Sofia Coppola, che vede fra i giovani protagonisti anche Emma Watson.

Per questo film la regista ha preso spunto da un articolo apparso su Vanity Fair in cui si raccontava di questo gruppetto di adolescenti di Hollywood talmente affascinati dalle star che sono finiti a entrare e poi svaligiare le ville dei loro idoli, tra le vittime Orlando Bloom, Lindsay Lohan e Paris Hilton, che ha anche prestato la sua casa per le riprese.

La Coppola torna così ad indagare il vuoto degli adolescenti e il vuoto di Hollywood. "Appena ho letto l'articolo ho capito subito che c'era materiale per farne un film, e che qualcuno l'avrebbe fatto, se non mi fossi sbrigata", ha detto la regista in conferenza, "E' una storia estremamente contemporanea, che subisce l'influenza delle moderne tecnologie, dell'arrivo dei social network. Le cose sono molto cambiate da quando ero ragazza io, non c'è più una dimensione privata. I giovani oggi possono sapere anche cosa le star mangiano a colazione, grazie ai moderni strumenti di comunicazione hanno quasi l'impressione di poterle toccare. Questi ragazzi non avevano assolutamente idea di star facendo qualcosa di sbagliato. Non hanno mai pensato a quello che poteva succedere. Hanno perfino pubblicato delle foto su Facebook che provavano la loro colpevolezza. Alcune loro ingenuità abbiamo dovuto toglierle da film perché, paradossalmente, erano troppo assurde per poter risultare credibili". Ma la Coppola precisa che con questo film non vuole farli diventare delle star, "Questo è il motivo per cui ho cambiato i loro nomi, era un modo per evitare che diventassero ancora più celebri, ma anche per proteggerli".
E Emma Watson di questa nuova dimensione ne sa qualcosa. "Tutto evolve così velocemente, subiamo l'impatto delle immagini in maniera molto forte, i giovani si identificano con le star, nella loro testa si costruiscono un'immagine che spesso ha anche poco a che fare con la realtà", ha detto l'attrice, "E' un peccato, tutto ciò ci fa perdere un po' l'innocenza. Spesso le riviste propongono una visione che è molto simile a una caricatura da fumetto. Per il mio personaggio ho lavorato moltissimo. Volevo che fosse credibile. Ho immaginato come poteva essere cresciuta, ho lavorato sull'accento, basandomi sui video di sorveglianza e il materiale che avevo a disposizione".
Il film ha ricevuto applausi alla fine della proiezione e ha divertito, anche se sembra non abbia convinto a pieno lo zoccolo duro della critica.

Presentato, sempre in Un Certain Regard, anche il film 'Fruitvale Station' di Ryan Coogler, con il premio Oscar Octavia Spencer.

Presentato in Concorso invece il nuovo film di François Ozon, 'Jeune & Jolie'. Protagonista la modella francese Marine Vacht (che ha smosso gli ormoni del pubblico maschile).

Il film è suddiviso in quattro stagioni, partendo dall'estate, e ogni stagione è scandita da una canzone in particolare. In queste quattro parti si racconta di una 17enne, una ragazza distaccata e indifferente, si prostituisce per pure scelta. Il film si basa molto sulla sua protagonista, che resta sempre misteriosa ed enigmatica.

François Ozon parla dell'adolescenza e delle ricerche fatte per scrivere questo personaggio. "E' un'età che nei film francesi e non solo in questi, è quasi sempre idealizzata, stilizzata, mentre io ne ho un ricordo doloroso e difficile. La malinconia fa parte dell'adolescenza perché accompagna la perdita delle illusioni dell'infanzia", ha spiegato il regista in conferenza, "Ho parlato con la polizia che si occupa di minori e con uno psicoanalista, più che altro per capire come è cambiato, rispetto ai miei tempi, il rapporto tra sessualità e mezzi di comunicazione". La protagonista, Marine Vacht invece racconta il suo personaggio in modo molto semplice: "Isabelle non si spiega e non si scusa. Semplicemente vive". "Isabelle non è per nulla innocente, è destabilizzante per tutti, come un angelo sterminatore", dice Ozon sul suo personaggio, "Rimanda a ciascuno la sua ipocrisia. L'importante è che resti il mistero. Perché Isabelle si prostituisce? Non lo sapremo mai. Il denaro, che di solito è la molla fondamentale, per lei non è decisivo, in famiglia non le manca nulla. Avrebbe potuto diventare anoressica o drogarsi, perché in realtà sta solo sperimentando, è aperta al mondo, è senza morale. Su di lei non avevo un'idea precostituita e spero che per chi vede il film sia lo stesso, che a nessuno venga voglia di giudicarla".
Il film ha convinto abbastanza.

Aperta oggi anche la Quinzaine des Rèalisateurs con l'atteso film di Ari Folman ('Valzer con Bashir') 'The Congress'. Protagonista Robin Wright nei panni di se stessa. Nel cast anche Harvey Keitel e Paul Giamatti. Il film, liberamente tratto dal romanzo The Futurological Congress di Stanislaw Lem, mescola live action e animazione.

La storia di un'attrice, Robin Wright, non più giovanissima e senza offerte di lavoro che accetta di farsi scannerizzare così che si possa usare la sua immagine all'infinito. Questo rende la vera attrice praticamente inutile e impotente davanti allo sfruttamento della sua immagine.

Il regista ha raccontato come la scelta sia caduta proprio su Robin Wright, quasi un colpo di fulmine. "Ho incontrato Robin a Los Angeles in occasione di una cerimonia. Ricordo di aver passato l'intera serata ad osservarla con attenzione", ha detto Folman, "Era seduta ad un tavolo di fronte al mio ed incarnava perfettamente tutta la bellezza e la fragilità che volevo avesse il mio personaggio. Così, il giorno dopo le ho presentato il progetto, mostrandole anche alcune illustrazioni che erano state realizzate da David Polonsky durante la notte. Robin è rimasta immediatamente conquistata e abbiamo iniziato insieme un lungo viaggio durato ben quattro anni". In generale il film ha convinto a metà ma è un vero e proprio viaggio visivo, passa dall'animazione anni '30 ad una più futuristica, con in mezzo anche scene in live action, e la sequenza di scannerizzazione ha lasciato molti a bocca aperta.



Frra

giovedì 18 aprile 2013

Cannes 66 - ecco tutti i film del Festival!

Si è tenuta questa mattina a Parigi la conferenza stampa di presentazione del 66° Festival di Cannes, che si terrà fra il 15 al 26 maggio.

Il film d'apertura, si sapeva già, sarà 'Il Grande Gatsby' di Baz Luhrmann, che si porta dietro un carico notevole di attori, Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan, Tobey Meguire su tutti; mentre a chiudere sarà 'Zulu', con Orlando Bloom e Forest Whitaker.

Diversi nomi "pesanti" nel Concorso, i fratelli Coen, James Gray, Alexandre Payne, Nicolas Winding Refn, Polanski, Soderbergh, Miike. A sorpresa in concorso il film che vede come regista Valeria Bruni Tedeschi. A rappresentare l'Italia in concordo sarà Paolo Sorrentino con 'La Grande Bellezza'. Presidente della giuria del concorso, come sappiamo, è Steven Spielberg.
Confermata la presenza nella sezione Un Certain Regard di 'The Bling Ring', nuovo film di Sofia Coppola, con Emma Watson, e per l'Italia ci sarà Valeria Golino con 'Miele'. Da sottolineare anche la presenza di Claire Denis e James Franco. Presidente della giuria Thomas Vinterberg. A presiedere la giuria dei cortometraggi invece sarà Jane Campion.

Madrina del Festival, Audrey Tautou. Ecco l'elenco di tutti i film.


Film d'apertura - 'Il Grande Gatby' di Baz Luhrmann
Film di chiusura - 'Zulu' di Jérôme Salle

CONCORSO - presidente di giuria: Steven Spielberg

'Only God Forgives' di Nicolas Winding Refn
'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino
'Borgman' di Alex Can Warmerdam
'Behind the Candelabra' di Steven Soderbergh
'The Immigrant' di James Gray
'Jeune et Jolie' di François Ozon
'La Vie d'Adele' di Abdellatif Kechiche
'Wara No Tate' di Takashi Miike
'Soshite Chichi Ni Naru' di Kore-Eda Hirokazu
'Tian Zhu Ding' di Jia Zhangke
'Grisgris' di Mahamat-Saleh Haroun
'Nebraska' di Alexander Payne
'Heli' di Amat Escalante
'Le Passe' di Asghar Farhadi
'Michael Kohlhaas' di' Arnaud Despallieres
'Inside Llewyn Davis' di Ethan and Joel Coen
'Un Chateau en Italie' di Valeria Bruni-Tedeschi
'La Venus a la Fourrure' di Roman Polanski
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UN CERTAIN REGARD presidente della giuria: Thomas Vinterberg

'The Bling Ring' di Sofia Coppola
'Miele' di Valeria Golino
'L'Inconnu du La' di Alain Guiraudie
'Bends' di Flora Lau
'L'image Manquante' di Rithy Panh
'La Jaula de Oro' di Diego Quemada-Diez
'Anonymous' di Mohammad Rasoulof
'Sarah Préfére la Course' di Chloé Robichaud
'As I Lay Dying' di James Franco
'Grand Central' di Rebecca Zlotowski
'Fruitvale Statio' di Ryan Coogler
'Les Salauds' di Claire Denis
'Norte, Hangganan ng Kasaysayan' di Lav Diaz
'Omar' di Hany Abu-Assad
'Death March' di Adolfo Alix jr
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FUORI CONCORSO

'All is Lost' di  J.C Chandor
'Blood Ties' di Guillaume Canet
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PROIEZIONI SPECIALI

'Weekend of a Champion' di Roman Polanski
'Seduced and Abandoned' di James Toback
'Otdat Konci' di Taisia Igumentseva
'Muhammad Ali's Greatest Fight' di Stephen Frears
'Stop the Pounding Heart' di Robero Minervini
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PROIEZIONI DI MEZZANOTTE

'Monsoon Shootout' di Amit Kumar
'Blind Detective' di Johnnie To
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OMAGGIO A JERRY LEWIS

'Max Rose' dir Daniel Noah

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Frra



lunedì 1 ottobre 2012

Marie Antoinette - Club del Film

Ritorna il Club del Film! E alla grandissima, proponendoci questa settimana Marie Antoinette di Sofia Coppola, con Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Judy Davis e Rip Torn.

Trama:

Austria 1768. Per suggellare l'alleanza tra Francia e Austria, l'imperatrice Maria Teresa offre in sposa la figlia, la quattordicenne arciduchessa Antoine, al Delfino di Francia Luigi Augusto, futuro Luigi XVI. Dopo la "consegna della sposa" presso Schuttern sul Reno nel 1770, nella quale Antoine viene spogliata di tutto ciò che rappresentava la sua vita austriaca, viene presentata ufficialmente al fidanzato Luigi Augusto, il ministro degli Affari Esteri Choiseul e il resto della famiglia, divenendo così la Delfina di Francia Maria Antonietta.

Sotto lo scrutinio dell'intera corte, la Delfina si trasferisce nei suoi appartamenti a Versailles, dove inizia il suo difficile rapporto con l'aristocrazia, i costumi e l'etichetta francesi. Il suo matrimonio non consumato, e quindi l'apparente incapacità di Maria Antonietta di dare vita a un erede, peggiorano la sua posizione all'interno della corte.
Per sfuggire ai pettegolezzi e alle dicerie di corte, Maria Antonietta si rifugia nelle amicizie, come quella con la giovane principessa de Lamballe e la duchessa di Polignac, e negli svaghi raffinati. Durante una festa in maschera conosce il conte Hans Axel von Fersen, capitano delle guardie svedesi.

Nel 1774, re Luigi XV muore e Luigi Augusto e Maria Antonietta diventano i nuovi regnanti di Francia. Mentre Maria Antonietta continua il suo stile di vita eccessivo, il re si prepara a spedire aiuti alla Rivoluzione americana. Per risolvere la questione del talamo coniugale, in aiuto alla coppia reale arriva il fratello di Maria Antonietta, l'imperatore Giuseppe II, e, sotto la guida dei suoi consigli, il matrimonio viene finalmente consumato e Maria Antonietta dà alla luce la principessa Maria Teresa. [...]

Colonna Sonora
Disco 1:
"Hong Kong Garden" – Siouxsie & The Banshees
"Aphrodisiac" – Bow Wow Wow
"What Ever Happened" – The Strokes
"Pulling Our Weight" – The Radio Dept.
"Ceremony" – New Order
"Natural's Not in It" – Gang of Four
"I Want Candy (Kevin Shields Remix)" – Bow Wow Wow
"Kings of the Wild Frontier" – Adam & the Ants
"Concerto in G" – Antonio Vivaldi / Reitzell
"The Melody of a Fallen Tree" – Windsor for the Derby
"I Don’t Like It Like This" – The Radio Dept.
"Plainsong" – The Cure

Disco 2:
"Intro Versailles" – Reitzell / Beggs
"Jynweythek Ylow" – Aphex Twin
"Opus 17" – Dustin O'Halloran
"Il Secondo Giorno (Instrumental)" – Air
"Keen On Boys" – The Radio Dept.
"Opus 23" – Dustin O'Halloran
"Les barricades mystérieuses" – François Couperin / Reitzell
"Fools Rush In (Kevin Shields Remix)" – Bow Wow Wow
"Avril 14th" – Aphex Twin
"K. 213" – Domenico Scarlatti / Reitzell
"Tommib Help Buss" – Squarepusher
"Tristes Apprêts, Pâles Flambeaux" – Jean Philippe Rameau / William Christie
"Opus 36" – Dustin O'Halloran
"All Cats Are Grey" – The Cure

Lòisa