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giovedì 25 giugno 2026

Nastri d'Argento - trionfo per La Grazia di Paolo Sorrentino

Sono stati consegnati ieri i Nastri d'Argento 2026, premio assegnato dal sindacato dei giornalisti cinematografici italiani.

Dopo la grande delusione dei David di Donatello, dove con 14 nomination è tornato a casa con ben zero premi, La Grazia ha dominato la serata dei Nastri d'Argento. L'ultimo film di Paolo Sorrentino ha ottenuto otto premi, tra cui miglior film, regia, sceneggiatura attore e attrice protagonisti, e attrice non protagonista.

È stata un'edizione speciale dei Nastri d'Argento, che hanno festeggiato 80 anni, e per l'occasione sono stati assegnati diversi premi speciali, in particolare quelli "8 per 80 - Le donne del cinema".

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film: La grazia - Paolo Sorrentino

Migliore regia: Paolo Sorrentino (La grazia)

Miglior esordio: Damiano Michieletto (Primavera)

Migliore commedia: La vita va così - Riccardo Milani

Miglior soggetto: Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli e Milo Tissone (La valle dei sorrisi)

Migliore sceneggiatura: Paolo Sorrentino (La grazia)

Migliore attrice protagonista: Anna Ferzetti (La grazia)

Migliore attore protagonista ex aequo: Valerio Mastandrea (Cinque secondi) e Toni Servillo (La grazia)

Migliore attrice non protagonista: Milvia Marigliano (La grazia)

Migliore attore non protagonista: Francesco Gheghi (40 secondi)

Migliore attrice di commedia: Claudia Pandolfi (2 cuori e 2 capanne)

Migliore attore di commedia: Giuseppe Battiston (Lavoreremo da grandi)

Nastro dell'Anno: Buen Camino di Gennaro Nunziante

Fotografia: Daria D'Antonio (La grazia)

Scenografia: Gaspare De Pascali e Carlotta Desmann (Duse)

Costumi: Maria Rita Barbera e Gaia Calderone (Primavera)

Montaggio: Vincenzo Alfieri (40 secondi)

Sonoro: Emanuele Cecere e Mirko Perri (La grazia)

Casting Director: Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni (40 secondi)

Colonna sonora: Fabio Massimo Capogrosso (Primavera)

Migliore canzone originale: "Le cose non dette", scritta da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, eseguita da Mahmood

Nastro Speciale: Monica Guerritore (Anna)

Nastro d'Argento SIAE per la sceneggiatura: Giulia Calenda

Premio BNL BNP Paribas: Gioia mia di Margherita Spampinato

Nastro d'Argento Fondazione Claudio Nobis: Mariano Rigillo (La salita)

Hamilton Behind the Camera
- Andrea De Sica (Gli occhi degli altri)
-Giancarlo Giannini (La voce de Il Vangelo di Giuda)
- Barbara Bouchet (Finale: Allegro)

Premio Guglielmo Biraghi: Beatrice Savignani (Le cose non dette)

Premio Graziella Bonacchi: Adalgisa Manfrida (Ultimo schiaffo)

Nastri d'Argento - Nuovo Imaie: Tommaso Cassissa e Adriano Moretti (Notte prima degli esami 3.0)

Premio speciale "8 per 80 - Le donne del cinema"
- Alba Rohrwacher
- Teresa Saponangelo
- Francesca Archibugi
- Laura Samani
- Tilde Corsi
- Nicoletta Ercole
- Francesca Amitrano
- Chiara Milani

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mercoledì 1 aprile 2026

David di Donatello 2026 - le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination ai David di Donatello 2026, giunti alla 71a edizione.

Ad ottenere il maggior numero di nomination, ben 16, è stato il film Le Città di Pianura di Francesco Sossai. Sono invece 14 le candidature per La Grazia di Paolo Sorrentino, e 13 quelle per Le Assaggiatrici di Silvio Soldini.

Nella categorie attoriali ci sono delle doppie nomination, come Valeria Golino, candidata come migliore attrice per Fuori e come migliore attrice non protagonista per Breve Storia d'Amore, stessa cosa per Barbara Ronchi, candidata sia per Elisa che per Diva Futura, e per Valeria Bruni Tedeschi, candidata per Duse e Cinque Secondi. Da segnalare come alcune categorie, come tre delle quattro degli attori, sono formate da sestine e non da cinquine, il perché non è chiaro.

La serata di premiazione si terrà il 6 maggio, con la consueta diretta su Rai Uno, in diretta radiofonica su Rai Radio2 e in streaming su RaiPlay. Novità per quanto riguarda la conduzione, non ci sarà Carlo Conti, ma a condurre la serata saranno Flavio Insinna e Bianca Balti. L'AD di Cinecittà ha dichiarato che la cerimonia di premiazione "inaugurerà il Teatro 23 di Cinecittà".

Ecco tutte le nomination.

MIGLIOR FILM
CINQUE SECONDI
FUORI
LA GRAZIA
LE ASSAGGIATRICI
LE CITTÀ DI PIANURA

MIGLIOR REGIA
Fuori, Mario MARTONE
La città proibita, Gabriele MAINETTI
La grazia, Paolo SORRENTINO
Le assaggiatrici, Silvio SOLDINI
Le città di pianura, Francesco SOSSAI

MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Breve storia d’amore, Ludovica RAMPOLDI
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO
La vita da grandi, Greta SCARANO
Paternal Leave, Alissa JUNG
Tienimi presente, Alberto PALMIERO

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Cinque secondi, Francesco BRUNI, Carlo VIRZÌ, Paolo VIRZÌ
Duse, Letizia RUSSO, Guido SILEI, Pietro MARCELLO
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO
La grazia, Paolo SORRENTINO
Le città di pianura, Francesco SOSSAI, Adriano CANDIAGO

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
40 secondi, Vincenzo ALFIERI, Giuseppe G. STASI
Elisa, Leonardo DI COSTANZO, Bruno OLIVIERO, Valia SANTELLA
Fuori, Mario MARTONE, Ippolita DI MAJO
Le assaggiatrici, Doriana LEONDEFF, Silvio SOLDINI, Lucio RICCA, Cristina COMENCINI, Giulia CALENDA, Ilaria MACCHIA
Primavera, Ludovica RAMPOLDI

MIGLIOR PRODUTTORE
Duse, Carlo DEGLI ESPOSTI, Nicola SERRA, Marco GRIFONI per PALOMAR
Gioia mia, Benedetta SCAGNELLI, Alessio PASQUA, Gianluca ARCOPINTO
Le assaggiatrici, Lionello CERRI e Cristiana MAINARDI per LUMIÈRE & CO.
Le città di pianura, Marta DONZELLI e Gregorio PAONESSA per VIVO FILM
Un film fatto per Bene, Andrea OCCHIPINTI per LUCKY RED, Marco ALESSI per DUGONG FILMS

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Duse, Valeria BRUNI TEDESCHI
Elisa, Barbara RONCHI
Fuori, Valeria GOLINO
Gioia mia, Aurora QUATTROCCHI
La grazia, Anna FERZETTI
Primavera, Tecla INSOLIA

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Cinque secondi, Valerio MASTANDREA
Il Nibbio, Claudio SANTAMARIA
La grazia, Toni SERVILLO
Le città di pianura, Pierpaolo CAPOVILLA
Le città di pianura, Sergio ROMANO

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Breve storia d’amore, Valeria GOLINO
Cinque secondi, Valeria BRUNI TEDESCHI
Diva Futura, Barbara RONCHI
Fuori, Matilda DE ANGELIS
La grazia, Milvia MARIGLIANO
Tre ciotole, Silvia D'AMICO

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
40 secondi, Francesco GHEGHI
Ammazzare stanca - Autobiografia di un assassino, Vinicio MARCHIONI
Duse, Fausto RUSSO ALESI
Le città di pianura, Roberto CITRAN
Le città di pianura, Andrea PENNACCHI
Nonostante, Lino MUSELLA

MIGLIOR CASTING
40 secondi, Marco Matteo DONAT-CATTIN, Federica BAGLIONI
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO, Giulia TARQUINI
La grazia, Anna Maria SAMBUCCO, Massimo APPOLLONI
Le assaggiatrici, Laura MUCCINO, Liza STUTZKY
Le città di pianura, Adriano CANDIAGO

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Duse, Marco GRAZIAPLENA
La città proibita, Paolo CARNERA
La grazia, Daria D'ANTONIO
Le assaggiatrici, Renato BERTA
Le città di pianura, Massimiliano KUVEILLER

MIGLIORE COMPOSITORE
La città proibita, Franco AMURRI
Le assaggiatrici, Mauro PAGANI
Le città di pianura, KRANO
Primavera, Fabio Massimo CAPOGROSSO
Queer, Trent REZNOR & Atticus ROSS

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Arrivederci Tristezza (Arrivederci tristezza), BRUNORI SAS
La prostata enflamada (Buen Camino), Checco ZALONE
Follemente (Follemente), LEVANTE
Ti (Le città di pianura), KRANO
Vaster than Empires (Queer), Caetano VELOSO, Trent REZNOR, Atticus ROSS

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Duse, Gaspare DE PASCALI, Carlotta DESMANN
La città proibita, Andrea CASTORINA, Marco MARTUCCI
La grazia, Ludovica FERRARIO, Laura CASALINI
Le assaggiatrici, Paola BIZZARRI, Igor GABRIEL
Le città di pianura, Paula MEUTHEN, Emilia BONSEMBIANTE

MIGLIORI COSTUMI
Duse, Ursula PATZAK
La città proibita, Susanna MASTROIANNI
La grazia, Carlo POGGIOLI
Le assaggiatrici, Marina ROBERTI
Primavera, Maria Rita BARBERA, Gaia CALDERONE

MIGLIORE TRUCCO
Duse, Maurizio FAZZINI
La grazia, Paola GATTABRUSI
Le assaggiatrici, Esmé SCIARONI
Primavera, Vincenzo MASTRANTONIO, Adele DI TRANI, Emanuele DE LUCA
Queer, Fernanda PEREZ, Jason HAMER

MIGLIORE ACCONCIATURA
Fuori, Marco PERNA
Il maestro, Teresa DI SERIO
Le assaggiatrici, Samankta MURA
Primavera, Marta IACOPONI
Queer, Massimo GATTABRUSI

MIGLIORE MONTAGGIO
40 secondi, Vincenzo ALFIERI
Fuori, Jacopo QUADRI
Il maestro, Giogiò FRANCHINI
La città proibita, Francesco DI STEFANO
La grazia, Cristiano TRAVAGLIOLI
Le città di pianura, Paolo COTTIGNOLA

MIGLIORE SUONO
Fuori, M. LOMBARDO, S. MORAES, P. DE LUCA, G. RUTIGLIANO
La città proibita, A. BONANNI, G. PREVI, M. PERRI, M. MAZZUCCO
Le assaggiatrici, A. VANDENDRIESSCHE, D. BASSANI, S. GROSSO, G. RUTIGLIANO
Le città di pianura, M. ZAMBRANO, F. MAURO, S. P. POLONI, F. TUMMINELLO
Primavera, G. SCARLATA, D. FAVARGIOTTI, D. QUADROLI, N. PAONE

MIGLIORE EFFETTI VISIVI - VFX
Itaca - Il ritorno, Gaia BUSSOLATI, Enrico BERNOCCHI
La città proibita, Stefano LEONI, Andrea LO PRIORE
La grazia, Rodolfo MIGLIARI, Lena DI GENNARO
La valle dei sorrisi, Giuseppe SQUILLACI, Daniele MISCHIANTI
Queer, Marco FIORANI PARENZI, Virginia CEFALY

MIGLIORE FILM DOCUMENTARIO - PREMIO CECILIA MANGINI
BOBÒ, Pippo DELBONO
FERDINANDO SCIANNA - IL FOTOGRAFO DELL'OMBRA, Roberto ANDÒ
ROBERTO ROSSELLINI - PIÙ DI UNA VITA, I. DE LAURENTIIS, A. P. MASSARA, R. BRUNETTI
SOTTO LE NUVOLE, Gianfranco ROSI
TONI, MIO PADRE, Anna NEGRI

MIGLIORE FILM INTERNAZIONALE
IO SONO ANCORA QUI, Walter SALLES
LA VOCE DI HIND RAJAB, Kaouther BEN HANIA
THE BRUTALIST, Brady CORBET
UN SEMPLICE INCIDENTE, Jafar PANAHI
UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA, Paul Thomas ANDERSON

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO
ASTRONAUTA, Giorgio GIAMPÀ
CIAO, VARSAVIA, Diletta DI NICOLANTONIO
EVERYDAY IN GAZA, Omar RAMMAL
FESTA IN FAMIGLIA, Nadir TAJI
TEMPI SUPPLEMENTARI, Matteo MEMÈ

DAVID GIOVANI
40 SECONDI
LA GRAZIA
LE ASSAGGIATRICI
LE CITTÀ DI PIANURA
PER TE

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giovedì 11 aprile 2024

Cannes 2024 - presentata la ricca selezione ufficiale

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa durante la quale Thierry Fremaux ha annunciato la selezione ufficiale del 77o Festival di Cannes.

In Concorso confermati i rumor dei giorni scorso, c'è Yorgos Lanthimos con Kind of Kindness, David Cronenberg con The Shrouds, Paolo Sorrentino con Parthenope, unico film italiano in Concorso, e anche Francis Ford Coppola con Megalopolis. In Concorso verrà presentato anche Marcello Mio di Christophe Honoré, film dedicato a Marcello Mastroianni che vede nel cast Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve, e The Apprentice, con Sebastian Stan nei panni di un giovane Donald Trump.

Fuori Concorso, oltre ai già annunciati Furiosa: A Mad Max Story e l'epopea western Horizon: An American Saga di Kevin Costner, sarà presentato anche Rumors, con Cate Blanchett tra i protagonisti.

Un solo film italiano anche nella sezione Un Certain Regard, con I Dannati di Roberto Minervini.

Ricordiamo che l'attrice e regista Greta Gerwig sarà la presidente di Giuria del Concorso, mentre per la sezione Un Certain Regard sarà presieduta dal regista Xavier Dolan.

Ecco tutti i titoli annunciati.

CONCORSO
“Megalopolis” (dir. Francis Ford Coppola)
“The Apprentice” (dir. Ali Abbasi)
“Motel Destino” (dir. Karim Aïnouz)
“Bird” (dir. Andrea Arnold)
“Emilia Perez” (dir. Jacques Audiard)
“Anora” (dir. Sean Baker)
“The Shrouds” (dir. David Cronenberg)
“The Substance” (dir. Coralie Fargeat)
“Grand Tour” (dir. Miguel Gomes)
“Marcello Mio” (dir. Christophe Honoré)
“Caught by the Tides” (dir. Jia Zhangke)
“All We Imagine as Light” (dir. Payal Kapadia)
“Kinds of Kindness” (dir. Yorgos Lanthimos)
“Beating Hearts” (dir. Gilles Lellouche)
“Wild Diamond” (dir. Agathe Riedinger)
“Oh, Canada” (dir. Paul Schrader)
“Limonov” (dir. Kirill Serebrennikov)
“Parthenope” (dir. Paolo Sorrentino)
“The Girl with the Needle” (dir. Magnus von Horn)

UN CERTAIN REGARD
“The Shameless” (dir. Konstantin Bojanov)
“Norah” (dir. Tawfik Alzaidi)
“Le Royaume” (dir. Julien Colonna)
“Vingt Dieux” (dir. Louise Courvoisier)
“Le Proces du Chien” (dir. Laetitia Dosch)
“The Village Next to Paradise” (dir. Mo Harawe)
“Black Dog” (dir. Guan Hu)
“September Says” (dir. Ariane Labed)
“The Damned” (dir. Roberto Minervini)
“L’Histoire de Souleymane” (dir. Boris Lojkine)
“On Becoming a Guinea Fowl” (dir. Rungano Nyoni)
“My Sunshine” (dir. Hiroshi Okuyama)
“Viet and Nam” (dir. Minh Quý Trương)
“Santosh” (dir. Sandhya Suri)

PROIEZIONI SPECIALI
“La Belle de Gaza” (dir. Yolande Zauberman)
“Apprendre” (dir. Claire Simon) 
“The Invasion” (dir. Sergei Loznitsa)
“Ernest Cole, Lost and Found” (dir. Raoul Peck)
“Le Fil” (dir. Daniel Auteuil)

CANNES PREMIERE
“Miséricorde” (dir. Alain Guiraudie)
“C’est Pas Moi” (dir. Leos Carax)
“Everybody Loves Touda” (dir. Nabil Ayouch)
“The Marching Band” (dir. Emmanuel Courcol)
“Rendez-Vous Avec Pol Pot” (dir. Rithy Panh)
“Le Roman de Jim” (dirs. Arnaud Larrieu, Jean-Marie Larrieu)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
“Twilight of the Warrior” (dir. Cheang Pou-soi)
“I, the Executioner” (dir. Ryoo Seung-wan)
“The Surfer” (dir. Lorcan Finnegan)
“The Balconettes” (dir. Noemie Merlant)

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mercoledì 4 maggio 2022

David di Donatello 2022 - Trionfo per È Stata la Mano di Dio e Freaks Out

Si è tenuta ieri sera, negli studi di Cinecittà, la 67a edizione dei David di Donatello.

A trionfare, come previsto, è stato il film di Paolo Sorrentino È Stata la Mano di Dio, che ha ricevuto cinque David, tra cui miglior film, regia, e attrice non protagonista a Teresa Saponangelo, ma a portarsi a casa il maggior numero di statuette è stato Gabriele Mainetti con il suo Freaks Out, che ha vinto ben sei David. Un bel segnale tutti questi premi a un film che nel panorama italiano è anomalo, sperando che prima o poi non sarà più così, e anche a un film che la produzione ha fortemente voluto far uscire in sala e non in streaming.

Silvio Orlando (Ariaferma) e la giovane Swamy Rotolo (A Chiara) sono stati premiati come migliori protagonisti, Eduardo Scarpetta (Qui Rido Io) invece ha vinto come migliore attore non protagonista.

Belfast di Kenneth Branagh è stato premiato come miglior film internazionale. Ennio di Giuseppe Tornatore è il miglior documentario. Giovanna Ralli ha ricevuto il David alla Carriera, mentre Sabrina Ferilli e Antonio Capuano hanno ricevuto un David Speciale.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film: È stata la mano di Dio
Miglior regia: Paolo Sorrentino per È stata la mano di Dio 
Miglior attrice protagonista: Swamy Rotolo per A Chiara
Miglior attore protagonista: Silvio Orlando per Ariaferma
Miglior attrice non protagonista: Teresa Saponangelo per È stata la mano di Dio
Miglior attore non protagonista: Eduardo Scarpetta per Qui Rido Io
Miglior esordio alla regia: Laura Samani con Piccolo Corpo
Miglior documentario: Ennio, di Giuseppe Tornatore
Migliore sceneggiatura originale: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero e Valia Santella per Ariaferma
Miglior sceneggiatura non originale: Monica Zapelli e Donatella Di Pietrantonio per Arminuta
Miglior produttore: Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Massimo Guerra (Lucky Red) e Gabriele Mainetti (Goon Film) per Freaks Out 
Miglior fotografia: Daria D'Antonio per È stata la mano di Dio e Michele D'Attanasio per Freaks Out
Miglior compositore: Nicola Piovani per I Fratelli De Filippo
Miglior canzone originale: La profondità degli Abissi di Manuel Agnelli
Miglior scenografia: Massimiliano Surriale e Ilaria Fallacara
Migliori costumi: Ursula Patzak per Qui Rido Io
Miglior trucco: Diego Prestopino, Emanuele e Davide De Luca per Freaks Out 
Miglior acconciatura: Marco Perna per Freaks Out
Migliore montaggio: Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci per Ennio
Miglior cortometraggio: Maestrale di Nico Bonomolo
Miglior film internazionale: Belfast, di Kenneth Branagh
David giovani: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
David dello spettatore: Me contro Te il Film – Il Mistero della Scuola Incantata
David alla carriera: Giovanna Ralli
David speciale: Sabrina Ferilli ; Antonio Capuano

giovedì 3 febbraio 2022

BAFTA 2022 - Il Potere del Cane e Dune dominano le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination ai BAFTA 2022, i premi della British Academy, e non mancano le perplessità.

A guidare le nomination sono Dune di Denis Villeneuve, che ha conquistato 11 candidature, seguito da Il Potere del Cane di Jane Campion, con 8.
Delusione per No Time to Die, l'ultimo 007 con Daniel Craig ha ottenuto "solo" cinque nomination.

Grandi sorprese nella categoria migliore attrice, dove a farsi notare, e a lasciare molto perplessi, è l'assenza di tre attrici tra le più premiate/nominate della stagione, cioè Nicole Kidman, Olivia Colman, e Kirsten Stewart.

Presente l'Italia, È Stata la Mano di Dio di Paolo Sorrentino è stato nominato nel sestetto dei migliori film non in lingua inglese.

Ecco le nomination.

Best Film
“Belfast”
“Don’t Look Up”
“Dune”
“Licorice Pizza”
“The Power of the Dog”

Outstanding British Film
“After Love”
“Ali & Ava”
“Belfast”
“Boiling Point”
“Cyrano”
“Everybody’s Talking About Jamie”
“House of Gucci”
“Last Night in Soho”
“No Time to Die”
“Passing”

Director
“After Love” – Aleem Khan
“Drive My Car” – Ryûsuke Hamaguchi
“Happening” – Audrey Diwan
“Licorice Pizza” – Paul Thomas Anderson
“The Power of the Dog” – Jane Campion
“Titane” – Julia Ducournau

Leading Actress
Lady Gaga – “House of Gucci”
Alana Haim – “Licorice Pizza”
Emilia Jones – “Coda”
Renate Reinsve – “The Worst Person in the World”
Joanna Scanlan – “After Love”
Tessa Thompson – “Passing”

Leading Actor
Adeel Akhtar – “Ali & Ava”
Mahershala Ali – “Swan Song”
Benedict Cumberbatch – “The Power of the Dog”
Leonardo DiCaprio – “Don’t Look Up”
Stephen Graham – “Boiling Point”
Will Smith – “King Richard”

Supporting Actress
Caitríona Balfe – “Belfast”
Jessie Buckley – “The Lost Daughter”
Ariana Debose – “West Side Story”
Ann Dowd – “Mass”
Aunjanue Ellis – “King Richard”
Ruth Negga – “Passing”

Supporting Actor
Mike Faist – “West Side Story”
Ciarán Hinds – “Belfast”
Troy Kotsur – “Coda”
Woody Norman – “C’mon C’mon”
Jesse Plemons – “The Power of the Dog”
Kodi Smit-McPhee – “The Power of the Dog”

Original Screenplay
“Being the Ricardos” – Aaron Sorkin
“Belfast” – Kenneth Branagh
“Don’t Look Up” – Adam Mckay
“King Richard” – Zach Baylin
“Licorice Pizza” – Paul Thomas Anderson

Adapted Screenplay
“Coda” – Siân Heder
“Drive My Car” – Ryûsuke Hamaguchi
“Dune” – Denis Villeneuve
“The Lost Daughter” – Maggie Gyllenhaal
“The Power of the Dog” – Jane Campion

Outstanding Debut by a British Writer, Director or Producer
“After Love” – Aleem Khan (Writer/Director)
“Boiling Point” – James Cummings (Writer), Hester Ruoff (Producer) [also written by Philip Barantini and Produced by Bart Ruspoli]
“The Harder They Fall” – Jeymes Samuel (Writer/director) [also written by Boaz Yakin]
“Keyboard Fantasies” – Posy Dixon (Writer/Director), Liv Proctor (Producer)
“Passing” – Rebecca Hall (Writer/Director)

Film Not in the English Language
“Drive My Car” – Ryûsuke Hamaguchi, Teruhisa Yamamoto
“The Hand of God” – Paolo Sorrentino, Lorenzo Mieli
“Parallel Mothers” – Pedro Almodóvar, Agustín Almodóvar
“Petite Maman” – Céline Sciamma, Bénédicte Couvreur
“The Worst Person in the World” – Joachim Trier, Thomas Robsahm

Documentary
“Becoming Cousteau” – Liz Garbus, Dan Cogan
“Cow” – Andrea Arnold, Kat Mansoor
“Flee” – Jonas Poher Rasmussen. Monica Hellström
“The Rescue” – Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin, John Battsek, P. J. Van Sandwijk
“Summer of Soul (or, When the Revolution Could Not Be Televised)” – Ahmir “Questlove” Thompson, David Dinerstein, Robert Fyvolent, Joseph Patel

Animated Film
“Encanto” – Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino, Clarke Spencer
“Flee” – Jonas Poher Rasmussen. Monica Hellström
“Luca” – Enrico Casarosa, Andrea Warren
“The Mitchells Vs the Machines” – Mike Rianda, Phil Lord, Christopher Miller

Original Score
“Being the Ricardos” – Daniel Pemberton
“Don’t Look Up” – Nicholas Britell
“Dune” – Hans Zimmer
“The French Dispatch” – Alexandre Desplat
“The Power of the Dog” – Jonny Greenwood

martedì 21 dicembre 2021

È Stata la Mano di Dio - la recensione

Napoli, 1984. Fabietto Schisa è un ragazzino che vive la sua adolescenza tranquillamente con i suoi genitori, Saverio e Maria, e il fratelli, Marchino e Daniela. Ma sulla città e sulla famiglia aleggia un nome, sussurrato, pieno di speranza, senza davvero crederci, un sogno che potrebbe diventare realtà: Maradona che approda al Napoli.


Inizia così l'ultimo film di Paolo Sorrentino, quello che racconta sostanzialmente la sua storia e che, a più di sette anni da La Grande Bellezza, potrebbe riportarlo agli Oscar, proprio su quel palco dove, nel suo discorso di ringraziamento, citò proprio Maradona. 
E si respira l'atmosfera di quegli anni nel film di Sorrentino, si respira l'attesa, si percepisce ciò che Maradona ha significato (e ancora significa) per Napoli e per i napoletani, molto più che un giocatore di calcio, un simbolo di rinascita per la città, un eroe popolare, quasi una divinità pagana che veglia sui suoi discepoli.
La famiglia di Fabietto, pur con i suoi personaggi bislacchi e così tipicamente sorrentiniani, è una famiglia normale, semplice, con i suoi alti e bassi, piena di amore, dove la tragedia arriva come un fulmine a ciel sereno, scuotendo la vita di Fabietto e dove l'intervento di Maradona, o di Dio, ma forse di entrambi, ha un significato sia simbolico che letterale.

Lasciando un po' da parte i vezzi più estetisti del suo cinema, Sorrentino mette insieme immagini liriche e poetiche di una vita semplice, un film intimo che parla di famiglia sopra ogni altra cosa, quella famiglia che è stata strappata via troppo presto al protagonista, vero e proprio alter ego del regista stesso. C'è tanto di autobiografico, non solo nella storia, ma anche nei temi: troviamo quindi l'amore per i genitori e i fratelli, la venerazione per Maradona, la magia del Cinema, un certo nichilismo nei confronti della vita che però non sfocia mai nel cinismo vuoto ma riesce sempre a rimanere ammantato di poesia.


Ci sono anche i feticci di Sorrentino, da un certo tipo di ripresa e di dialogo a, soprattutto, l'attore Toni Servillo, sempre più camaleontico e, come al solito, perfetto nel dare vita a un padre con tante luci e qualche ombra, un uomo comune e straordinario insieme. Ottimo anche il giovane Filippo Scotti, per la prima volta nel ruolo da protagonista, un ruolo tutt'altro che facile anche per il semplice fatto di dover essere a tutti gli effetti la trasposizione dello stesso regista nella pellicola.

Sicuramente È stata la mano di Dio non ha lo stesso potere dirompente de La Grande Bellezza, ma non per questo è da meno al suo "predecessore" (simbolicamente, in ambito premi), forse non il capolavoro di Sorrentino ma di sicuro il suo film più intimo.

lunedì 13 dicembre 2021

Golden Globes 2022 - Il Potere del Cane e Belfast guidano le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination ai Golden Globes 2022, la cui cerimonia - lo ricordiamo - non sarà trasmessa in tv, la NBC infatti si è tirata indietro dopo la polemica per la poca diversità nella Hollywood Foreign Press Association. La cerimonia comunque si terrà il 9 gennaio.

Diciamolo subito, Paolo Sorrentino c'è. È Stata la Mano di Dio è nella cinquina del miglior film straniero. Nella stessa categoria, candidato anche Madres Paralelas di Pedro Almodovar.

Sette nomination per The Power of the Dog di Jane Campion, e per Belfast di Kenneth Branagh. Cinque candidature per il West Side Story di Steven Spielberg, mentre sono quattro le nomination per la commedia Don't Look Up, che vede candidati anche i due protagonisti, Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence, e Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson.
Primo film da regista e prima nomination per la migliore regia per Maggie Gyllenhaal e il suo The Lost Daughter.

Nelle cinquine delle categorie attori/attrici, ci sono tutti i nomi che ci si aspettava. Colpo di coda di Nicole Kidman e Javier Bardem, nominati per Being the Ricardos, uscito proprio pochi giorni fa. C'è Emma Stone per Cruella nella categoria Comedy/Musical, stessa categoria della giovane protagonista di West Side Story, Rachel Zegler. C'è anche Kristen Stewart (Spencer) nella cinquina delle migliori attrici Drama dove, onestamente, sorprende la presenza di Lady Gaga, perché il film è stato stroncato dalla critica di tutto il mondo e perché non si tratta di una performance molto "drama".

In generale, c'è molto musical in questa edizione, con West Side Story, Tick, Tick... Boom!, CyranoIn the Heights, Annette.

Per la TV, ci sono tutti i maggiori titoli della stagione, Succession, Ted Lasso, Omicidio a Easttown, Scene da un Matrimonio, e anche la serie coreana Squid Game. Si ritaglia il suo spazio anche Only Murders in the Buildings, che riporta tra i nominati Steve Martin e Martin Short.

Ecco tutte le nomination.

- CINEMA - 

Miglior film Drama
“Belfast” (Focus Features) 
“CODA” (Apple) 
“Dune” (Warner Bros.) 
“King Richard” (Warner Bros.) 
“The Power of the Dog” (Netflix) 

Miglior film Musical o Comedy
“Cyrano”
“Don’t Look Up” (Netflix) 
“Licorice Pizza” (MGM/United Artists Releasing) 
“Tick, Tick … Boom!” (Netflix) 
“West Side Story” (20th Century Studios) 

Miglior Regista
Kenneth Branagh (“Belfast”) 
Jane Campion (“The Power of the Dog”)
Maggie Gyllenhaal (“The Lost Daughter”)
Steven Spielberg (“West Side Story”) 
Denis Villeneuve (“Dune”) 

Migliore Attrice in un film, Musical o Comedy
Marion Cotillard (“Annette”)
Alana Haim (“Licorice Pizza”) 
Jennifer Lawrence (“Don’t Look Up”) 
Emma Stone (“Cruella”)
Rachel Zegler (“West Side Story”)

Migliore Attore in un film, Musical o Comedy
Leonardo DiCaprio (“Don’t Look Up”) 
Peter Dinklage (“Cyrano”) 
Andrew Garfield (“Tick, Tick … Boom!”) 
Cooper Hoffman (“Licorice Pizza”)
Anthony Ramos (“In the Heights”)

Migliore Attrice in un film, Drama
Jessica Chastain (“The Eyes of Tammy Faye”)
Olivia Colman (“The Lost Daughter”) 
Nicole Kidman (“Being the Ricardos”)
Lady Gaga (“House of Gucci”) 
Kristen Stewart (“Spencer”) 

Migliore Attore in un film Drama
Mahershala Ali (“Swan Song”)
Javier Bardem (“Being the Ricardos”)
Benedict Cumberbatch (“The Power of the Dog”)
Will Smith (“King Richard”) 
Denzel Washington (“The Tragedy of Macbeth”) 

Migliore Attore non protagonista in un film
Ben Affleck (“The Tender Bar”) 
Jamie Dornan (“Belfast”) 
Ciarán Hinds (“Belfast”) 
Troy Kotsur (“CODA”) 
Kodi Smit-McPhee (“The Power of the Dog”) 

Migliore Attrice non protagonista in un film
Caitríona Balfe (“Belfast”) 
Ariana DeBose (“West Side Story”) 
Kirsten Dunst (“The Power of the Dog”) 
Aunjanue Ellis (“King Richard”) 
Ruth Negga (“Passing”)

Migliore Colonna Sonora in un film
“The French Dispatch” (Searchlight Pictures) — Alexandre Desplat 
“Encanto” (Walt Disney Pictures) — Germaine Franco
“The Power of the Dog” (Netflix) — Jonny Greenwood 
“Parallel Mothers” (Sony Pictures Classic) — Alberto Iglesias 
“Dune” (Warner Bros.) — Hans Zimmer 

Migliore Sceneggiatura di un film
Paul Thomas Anderson — “Licorice Pizza” (MGM/United Artists Releasing) 
Kenneth Branagh — “Belfast” (Focus Features) 
Jane Campion — “The Power of the Dog” (Netflix) 
Adam McKay — “Don’t Look Up” (Netflix)
Aaron Sorkin — “Being the Ricardos”

Migliore Canzone in un film
“Be Alive” from “King Richard” (Warner Bros.) — Beyoncé Knowles-Carter, Dixson 
“Dos Orugitas” from “Encanto” (Walt Disney Pictures) — Lin-Manuel Miranda 
“Down to Joy” from “Belfast” (Focus Features) — Van Morrison 
“Here I Am (Singing My Way Home)” from “Respect” (MGM/United Artists Releasing) — Jamie Alexander Hartman, Jennifer Hudson, Carole King 
“No Time to Die” from “No Time to Die” (MGM/United Artists Releasing) — Billie Eilish, Finneas O’Connell

Miglior Film Straniero
“Compartment No. 6” 
“Drive My Car” 
“The Hand of God” 
“A Hero” 
“Parallel Mothers”

Miglior Film d'animazione
“Encanto” (Walt Disney Pictures) 
“Flee” (Neon) 
“Luca” (Pixar) 
“My Sunny Maad”
“Raya and the Last Dragon”

- TV -

Miglior Serie Drama
Lupin
The Morning Show
Pose
Squid Game
Succession

Miglior Attore in una serie Drama
Brian Cox, Succession
Lee Jung-jae, Squid Game
Billy Porter, Pose
Jeremy Strong, Succession
Omar Sy, Lupin

Miglior Attrice in una serie Drama
Uzo Aduba, In Treatment
Jennifer Aniston, The Morning Show
Christine Baranski, The Good Fight
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Mj Rodriguez, Pose

Miglior Serie Comedy o Musical
The Great
Hacks
Only Murders in the Building
Reservation Dogs
Ted Lasso

Miglior Attrice in una serie Comedy o Musical
Hannah Einbender, Hacks
Elle Fanning, The Great
Issa Rae, Insecure
Tracee Ellis Ross, black-ish
Jean Smart, Hacks

Miglior Attore in una serie Comedy o Musical
Anthony Anderson, black-ish
Nicholas Hoult, The Great
Steve Martin, Only Murders in the Building
Martin Short, Only Murders in the Building
Jason Sudeikis, Ted Lasso

Miglior Film TV o Miniserie
Dopesick
Impeachment: American Crime Story
Maid
Omicidio a Easttown
The Underground Railroad

Miglior Attore in un Film TV o Miniserie
Paul Bettany, WandaVision
Oscar Isaac, Scene da un matrimonio
Michael Keaton, Dopesick
Ewan McGregor, Halston
Tahar Raheem, The Serpent

Miglior Attrice in un Film TV o Miniserie
Jessica Chastain, Scenes da un Matrimonio
Cynthia Erivo, Genius: Aretha
Elizabeth Olsen, WandaVision
Margaret Qualley, Maid
Kate Winslet, Omicidio a Easttown

Miglior Attore Non Protagonista in un Film TV o Miniserie
Billy Crudup, The Morning Show
Kieran Culkin, Succession
Mark Duplass, The Morning Show
Brett Goldstein, Ted Lasso
Oh Yeong-su, Squid Game

Miglior Attrice Non Protagonista in un Film TV o Miniserie
Jennifer Coolidge, The White Lotus
Kaitlyn Dever, Dopesick
Andie MacDowell, Maid
Sarah Snook, Succession
Hannah Waddingham, Ted Lasso

domenica 12 dicembre 2021

EFA 2021 - Quo Vadis, Aida? miglior film. Nessun premio per Paolo Sorrentino.

Sono stati assegnati ieri sera, a Berlino, gli European Film Awards 2021, una cerimonia in remoto con i candidati collegati via streaming.

A trionfare come miglior film è stato Quo Vadis, Aida?, diretto da Jasmila Žbanić, che racconta il massacro di Srebrenica. Il film si è portato a casa anche il premio per la migliore regia e la migliore attrice, andato a Jasna Đuričić.

Il premio come migliore attore è andato a Anthony Hopkins per The Father, film con cui lo scorso aprile ha vinto il suo secondo Oscar. Il film ha vinto anche il premio per la migliore sceneggiatura.

Nessun premio per Paolo Sorrentino e il suo È Stata la Mano di Dio, che aveva ricevuto tre nomination.

Ecco tutti i vincitori.

EUROPEO 2021
QUO VADIS, AIDA?
DIRETTO DA: Jasmila Žbanić

COMMEDIA EUROPEA 2021
NINJABABY
Norvegia
DIRETTO DA Yngvild Sve Flikke
SCRITTO DA Johan Fasting

REGISTA EUROPEA 2021
Jasmila Žbanić per QUO VADIS, AIDA?

ATTRICE EUROPEA  2021
Jasna Đuričić in QUO VADIS, AIDA?

ATTORE EUROPEO 2021
Anthony Hopkins in THE FATHER

EUROPEAN DISCOVERY 2021 – Prix FIPRESCI
UNA DONNA PROMETTENTE (PROMISING YOUNG WOMAN)
USA, Regno Unito
SCRITTO E DIRETTO DA Emerald Fennell

DOCUMENTARIO EUROPEO 2021
FLEE (FLUGT)
Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia
DIRETTO DA Jonas Poher Rasmussen
SCRITTO DA Jonas Poher Rasmussen e Amin Nawabi

FILM D’ANIMAZIONE EUROPEO 2021
FLEE (FLUGT)
Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia
DIRETTO DA: Jonas Poher Rasmussen
SCRITTO DA: Jonas Poher Rasmussen e Amin Nawabi

CORTO EUROPEO 2021
MY UNCLE TUDOR (NANU TUDOR)
Belgio/Portogallo/Ungheria/Moldavia 2020, documentario, 20 min
SCRITTO E DIRETTO DA: Olga Lucovnicova

SCENEGGIATORE EUROPEO 2021
Florian Zeller & Christopher Hampton per THE FATHER

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA EUROPEO 2021
Crystel Fournier per GREAT FREEDOM

MONTATORE EUROPEO 2021
Mukharam Kabulova per UNCLENCHING THE FISTS

SCENOGRAFO EUROPEO 2021
Márton Ágh per NATURAL LIGHT

COSTUMISTA EUROPEO 2021
Michael O’Connor per AMMONITE

ACCONCIATORE E TRUCCATORE EUROPEO 2021
Flore Masson, Olivier Afonso & Antoine Mancini per TITANE

COLONNA SONORA ORIGINALE EUROPEA 2021
Nils Petter Molvær & Peter Brötzmann per GREAT FREEDOM

SOUNO EUROPEO 2021
Gisle Tveito & Gustaf Berger per THE INNOCENTS

EFFETTI VISIVI EUROPEI 2021
Peter Hjorth & Fredrik Nord per LAMB

PREMIO ALLA CARRIERA
Márta Mészáros

CONTRIBUTO EUROPEO AL CINEMA MONDIALE
Susanne Bier

STORYTELLING EUROPEO INNOVATIVO
Steve McQueen per SMALL AXE

EURIMAGES CO-PRODUCTION AWARD 2021
Maria Ekerhovd

EFA YOUNG AUDIENCE AWARD 2021 – già annunciato a Maggio
THE CROSSING (FLUKTEN OVER GRENSEN)
DIRETTO DA Johanne Helgeland
Norvegia

EUROPEAN UNIVERSITY FILM AWARD 2021 – già annunciato l’8 Dicembre
FLEE (FLUG)
Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia
DIRETTO DA Jonas Poher Rasmussen

sabato 11 settembre 2021

Venezia 78 - Leone d'Oro al francese L'événement. Tre premi all'Italia.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura del Festival di Venezia 2021, che ha visto trionfare la Francia.

Tutti i bookmakers puntavano su Paolo Sorrentino, ma la giuria, presieduta da Bong Joon-ho, ha assegnato il Leone d'Oro al film francese L'èvènement della regista Audrey Diwan. Un film piuttosto crudo che parla di un tema tornato tristemente attuale in questi giorni, l'aborto.
Paolo Sorrentino comunque può tornare a casa più che soddisfatto, il suo È Stata la Mano di Dio ha ricevuto il Leone d'Argento del Gran Premio della Giuria, mentre il suo protagonista, Filippo Scotti, è stato premiato come miglior giovane esordiente.
Leone d'Argento per la migliore regia è andato a Jane Campion per The Power of the Dog, il premio per la migliore sceneggiatura a Maggie Gyllenhaal per il suo film d'esordio come regista, The Lost Daughter.
Penelope Cruz, grande protagonista di questa edizione con due film diversi tra loro, Madres Paralelas e Competencia Oficial, entrambi molto apprezzati da critica e pubblico, si è portata a casa la Coppa Volpi come migliore attrice. La Coppa maschile è andata invece all'attore filippino John Arcilla per On the Job: The Missing 8.
Altro premio per l'Italia, il Premio Speciale della Giuria a Il Buco di Michelangelo Frammartino.

Ecco l'elenco dei premi.

CONCORSO

Leone d'Oro miglior film: L'événement di Audrey Diwan

Leone d'Argento Gran Premio della Giuria: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Leone d'Argento miglior Regia: Jane Campion per The Power of the Dog

Coppa Volpi migliore attrice: Penelope Cruz per Madres paralelas

Coppa Volpi migliore attore: John Arcilla per On the Job: The Missing 8

Premio per la miglior sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

Premio Speciale della Giuria: Il buco di MIchelangelo Frammartino

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Filippo Scotti per È stata la mano di Dio

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark

SEZIONE ORIZZONTI

Premio Orizzonti per il miglior film: Pilgrims di Laurynas Bareisa

Premio Orizzonti miglior regia: Eric Gravel per A plein temps

Premio Speciale della giuria Orizzonti: El gran movimiento di Kiro Russo

Premio Orizzonti per la migliore attrice: Laure Calamy per A plein temps

Premio Orizzonti per il migliore attore: Piseth Chhun per White Building

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: Peter Kerekes e Ivan Ostrochovsky per 107 Mothers

Premio Armani Beauty del pubblico sezione Orizzonti extra: The Blind Man Who Did Not Want to See Titanic

VENEZIA VR

Migliore storia: End of Night di David Adler

Migliore esperienza VR: Le bal de Paris de Blanca Li, di Bianca Li

Gran premio della giuria per la migliore opera VR: Goliath: Playing with Reality di Barry Gene Murphy e May Abdalla

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

Roberto Benigni
Jamie Lee Curtis

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD

Sir Ridley Scott

mercoledì 24 luglio 2019

Jennifer Lawrence nel prossimo film di Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è pronto a tornare al Cinema con il film Mob Girl, adattamento del libro "Mob Girl: A Woman's Life in the Underworld" di Teresa Carpenter, vincitrice del Premio Pulitzer, basato sulla vita di Arlyne Brickman, prima mafiosa e poi collaboratrice di polizia.

Ed è Variety a riportare la notizia che Jennifer Lawrence sarà la protagonista del film. L'attrice inoltre figurerà anche come produttrice.

Mob Girl racconterà la vita di Arlyne Brickman, cresciuta nella malavita del Lower East Side di New York City. Affascinata dal glamour sfarzoso dei boss, Arlyne entrerà nel giro facendo piccole commissioni, poi entrerà in azione per conto proprio diventando uno dei punti di riferimento della malavita locale. A un certo punto della sua vita, il cambio radicale. Arlyne diventa collaboratrice di giustizia e testimone chiave contro la famiglia Colombo.

"Vedere questa storia da un punto di vista femminile è un approccio fresco ed entusiasmante, perché questa è davvero una classica storia di mafia. Non potremmo immaginare una squadra migliore, con Jennifer in questo ruolo da tour de force e Paolo alla guida, per portare in vita sullo schermo la forza e la prospettiva unica di Arlyne", ha dichiarato il CEO della casa di produzione Makeready.

mercoledì 10 aprile 2019

The New Pope - Jude Law in costume da bagno sul set

Hanno fatto molto velocemente il giro del web le nuove immagini di Jude Law sul set della seconda stagione della serie diretta da Paolo Sorrentino, The New Pope, sequel di The Young Pope.

Nelle foto possiamo vedere Lenny Belardo/Papa Pio XIII, cioè Jude Law, in spiaggia mentre esce dall'acqua sfoggiando un costumino bianco, in mezzo a delle pallavoliste e poi insieme all'attrice Ludivine Sagnier.
Immagini che fanno salire ancora di più l'attesa per la serie, e che hanno anche scatenato battute, come il giornalista di People, Dave Quinn, che ha scritto: "Vi do il buongiorno con queste foto di Jude Law mentre gira The Nude Pope".

Nel cast anche John Malkovich, Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, e Sharon Stone. Ecco le foto.







sabato 12 maggio 2018

Loro 2 - la recensione

Ci eravamo lasciati con Fabio Concato e "Domenica bestiale", un tentativo plateale di riconquistare l'amore di Veronica, quella moglie che Silvio sta perdendo velocemente. Paolo Sorrentino apre questa seconda parte di Loro invece con i piani per recuperare quello che invece è, palesemente, l'unico vero amore del suo Berlusconi: il potere.


Arrivati alla fine si possono tirare le somme di un progetto che, pur essendo diviso in due, è un unico film, sia per tematiche che per struttura, dove si inizia con il roboante martellare della musica e si finisce con il silenzio ancora più assordante della vera Italia, quella che con le ragazze del bunga bunga ha poco a che fare, quella che si ritrova una notte al freddo per fare qualcosa di buono.
Chi si aspettava un film su Berlusconi, che denunciasse o glorificasse una figura così fondamentale della storia recente italiana rimarrà sicuramente deluso o quantomeno spiazzato.
Silvio è una maschera, quasi letteralmente, che rispecchia un'epoca di decadentismo morale, una maschera che nasconde la solitudine dell'uomo Silvio ma soprattutto solitudine sociale.
C'è una scena, in Loro 2, dove la poetica del film raggiunge il suo massimo, ed è nel confronto a due fra i due coniugi Berlusconi, uno sfogo in cui Toni Servillo è magistrale e in cui Sorrentino dà sfoggio di maestria registica.


Loro 2 diventa qui più grande della parte che lo aveva preceduto, perché paradossalmente restringendosi sul solo Silvio (o in questo caso sui soli Silvio e Veronica) allarga la sua visuale, facendoci vedere la solitudine di un'Italia che si rispecchia in un uomo politico indecifrabile, sempre in bilico fra caricatura e farsa, ma che non si può fare a meno di invidiare e, forse, amare perché rappresenta un sogno comune.

Lontano da qualsiasi intento politico, Loro racconta con intensità e delicatezza un personaggio di potere colto nella sua intera umanità, senza giudizio.

martedì 24 aprile 2018

Loro 1 - la recensione

Inutile negarlo, l'Italia è fermamente divisa fra Sorrentiniani e non Sorrentiniani, fra chi ama (a volte fino all'idolatria) le pellicole del regista napoletano e chi invece le detesta, bollandole come puro e compiaciuto esercizio di stile.
Stranamente questo concetto ben si adatta anche al berlusconismo: chi ne ha fatto quasi un Dio, chi un diavolo.
Sorrentino gioca sul dualismo della figura del personaggio Silvio Berlusconi e, paradossalmente, si astiene da ogni giudizio, scavando più profondamente nell'uomo che si cela dietro alla maschera e, allo stesso tempo, ritraendo quello che la società italiana ha tratto dalla figura, a volte mitologica, di Berlusconi.


Per tutta la prima ora del film il grande protagonista non lo vediamo mai, non lo sentiamo nemmeno nominare, non viene mai fatto alcun nome, eppure LUI aleggia su tutto e tutti, come una sorta di ideale. Perchè quello che Paolo Sorrentino porta in scena nella prima parte di questa prima parte è il ritratto del berlusconismo più becero, gli istinti più bassi e l'arrivismo rappresentati dal personaggio di Sergio (un grandissimo Riccardo Scamarcio), pugliese che si trasferisce a Roma per allontanarsi dal padre "troppo onesto", che si circonda di aspiranti veline e subrette comprate a suon di cocaina e promesse di successo, che organizza incredibili feste nella sua villa in Sardegna, tutto per farsi notare da LUI, per entrare nel loro giro, di quelli che contano.
Al contrario di quanto succedeva ne La Grade Bellezza, non c'è malinconia decadente nella rappresentazione delle bassezze umane, ma non c'è neanche il lirismo politico dell'Andreotti de Il Divo, tutto è crudo e violento, spoglio di ogni poesia, pregno invece di grande cinismo (il personaggio di Kasia Smutniak commenta laconicamente "è dura la vita quando non sai fare un cazzo"), 
Nel momento in cui entra in scena Silvio, con il volto di un Toni Servillo fra la maschera e l'icona, però tutto sembra fermarsi, il ritmo rallenta e dalla frenesia delle feste a base di ragazze e droga si entra nell'intimità dell'uomo, quello che tenta di riconquistare la moglie Veronica che "legge libri difficili" e lo lascia senza telefonino, quello che ha un complesso di inferiorità nei confronti di Agnelli e che diventa spietato quando si tenta di spodestarlo. Berlusconi, in LORO 1, il berlusconismo lo guarda con il binocolo, da lontano.


Per capire dove Sorrentino vorrà andare a parare bisogna per forza attendere la seconda parte, ma sembra già chiaro che il regista napoletano non ha nessuna intenzione di raccontare un fatto di cronaca puro e semplice, né tantomeno dare un giudizio morale e politico su Berlusconi, che sia positivo o negativo, ma vuole raccontare un'idea e un mondo che in fin dei conti appartiene un po' a tutti, di destra e di sinistra. 
Tutto documentato, tutto arbitrario. 

mercoledì 17 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 1

Apre i battenti la 70a edizione del Festival di Cannes, come sempre con la presentazione della giuria e con il film d'apertura, che quest'anno è il francese Les Fantomes d’Ismael.

Diretto da Arnaud Desplechin, il film d'apertura del festival vede protagonisti un trio davvero d'eccezione: Charlotte Gainsbourg, Mathieu Amalric, e Marion Cotillard. Il film racconta un triangolo amoroso tra lui, lei, e il fantasma dell'ex.

Il protagonista, Ismael (Amalric), è un regista al lavoro sul suo prossimo film ispirato alla vita del fratello Ivan, impegnato nella scrittura  ha deciso di ritirarsi nella sua casa al mare con la compagna (Gainsbourg). All'improvviso Ismael vede la propria vita andare totalmente fuori controllo quando si presenta a casa la sua ex moglie Carlotta (Cotillard), scomparsa da più di venti anni e creduta morta.

Freddina l'accoglienza riservata al film dalla sala stampa, anche se le prime recensioni sono in generale abbastanza positive.
Un inizio forse poco glamour, molto francese e più autoriale, ma che sicuramente ha fatto felice il regista, molto più rilassato a portare il proprio film Fuori Concorso. "Quando ho saputo che il nostro film avrebbe aperto Cannes ho provato una grande emozione", ha detto Desplechin durante la conferenza stampa, "inaugurare il festival è un onore e non essere in Concorso mi mette in una posizione più protetta. Mi sento meno sotto pressione che se fossi stato in Concorso dove la stampa, soprattutto francese, qualche volta ci dà giù duro".

Amore e mistero ne Les Fantomes d’Ismael, e gli eventi che all'improvviso ti sconvolgono la vita. "Tutto il film si può riassumente in una battuta detta da Charlotte quando dice "la vita mi è capitata". La vita è questo", ha dichiarato il regista, "succede, si presenta inaspettata ai suoi protagonisti. L’amore arriva all'improvviso e poi ricapita ancora e ancora".
Al centro del film anche lo scontro tra due donne, la compagna e la misteriosa ex, interpretate da due attrici molto diverse ma entrambe bravissime come Charlotte Gainsbourg e Marion Cotillard, che non si sono risparmiate nei complimenti l'una verso l'altra. "Ci siamo incontrate per la prima volta la sera prima delle riprese, in un ristorante", ha raccontato Charlotte Gainsbourg, "in qualche modo il rapporto tra le due donne del film ci ha contagiato, era tale il desiderio di lavorare insieme che poi sul set è stato tutto naturale". "Charlotte è una delle persone che mi hanno fatto venire voglia di fare questo mestiere", ha ribattuto Marion Cotillard, "credo che tutte le attrici della mia generazione siano state influenzate da lei". Poi sul suo personaggio la Cotillard ha dichiarato: "Carlotta incarna il mistero ma lei non si vede misteriosa. In realtà lei risponde direttamente ad ogni domanda che le si pone, spiega quello che le è successo anche interiormente in tutto questo tempo. Parlando di sé potrebbe in qualche modo distruggere il mistero, ma questo non avviene".
-

Conferenza stampa di presentazione anche per la giuria, che quest'anno vede un grande presidente come Pedro Almodovar. La giuria è formata da quattro donne e quattro uomini: Jessica Chastain, Gabriel Yared, Park Chan Wook, Maren Ade, Fang Bingbing, Agnès Jaoui, Paolo Sorrentino, e Will Smith.

Una giuria varia che durante la conferenza stampa ha mostrato già le sue diverse anime quando è stato affrontato il tema Netflix, che quest'anno ha due film in Concorso: The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach e Okja di Bong Joon-Ho. Il festival infatti ha deciso che dalla prossima edizione non saranno scelti film che non verranno poi distribuiti nelle sale francesi, questo significa che dal prossimo anno Netflix non avrà più la possibilità di presentare i film a Cannes.

Si è aperto un dibattuto nella giuria che ha visto un Pedro Almodovar vs Will Smith.
"Sarebbe un paradosso una Palma d'oro ad un film non destinato alla sala", ha dichiarato il pluripremiato regista spagnolo, "Le piattaforme digitali in sé sono principio giusto e positivo ma questo non dovrebbe sostituire la sala cinematografica e non dovrebbe alterare le abitudini degli spettatori. Per me la soluzione è semplice: le nuove piattaforme devono accettare le regole del gioco, è l’unica strada per sopravvivere. Credo fermamente che almeno la prima volta che qualcuno vede un film sia necessario che lo schermo sul quale lo vede non sia più piccolo della propria sedia. Sono convinto che noi spettatori dobbiamo essere più piccoli per entrare nell'immagine e nella storia".
Di tutt'altra veduta Will Smith: "Io ho tre figli di 24, 18 e 16 anni. Vanno al cinema due volte la settimana e scaricano i film da Netflix. Non so cosa accade nelle altre case ma nella mia l'arrivo di Netflix non ha avuto nessun effetto. Sono due tipi di fruizione diverse, quando vogliono sentirsi umili di fronte a certe immagini vanno al cinema, altre volte le vedono sul piccolo schermo. Netiflix, a casa mia non ha fatto altro che ingrandire l'offerta, ha permesso loro di vedere film che altrimenti non avrebbero mai visto, e metterli in contatto con questo mondo underground di storie a 8000 chilometri da loro".
Gli altri giurati non si sono particolarmente sbilanciati sulla questione che comunque resta aperta, come ha dichiarato l'attrice/regista francese Agnes Jaoui: "Il mondo va avanti e non si può fare nulla contro la tecnologia. Certo abbiamo dei diritti ma anche dei doveri, dobbiamo rivedere la cronologia con cui i film vanno in sala e poi in televisione. Va trovata una soluzione".

A parte questo piccolo momento "polemico" (ma meno di quanto possa sembrare), grande felicità da parte di tutti i giurati, con un Will Smith come sempre molto allegro e sorridente, felicissimo di essere un giurato a Cannes: "Sono cresciuto a West Philadelphia, porterò il mio occhio da afroamericano, guardando 2-3 film al giorno. Una parte del motivo per cui siamo qui consiste nel portare la nostra prospettiva personale. Si tratta anche del motivo per cui si mettono insieme tante persone così diverse, per creare delle collisioni artistiche".
Felice anche Jessica Chastain, che è stata spesso al festival da attrice o ospite, e quest'anno è per la prima volta giurata, pronta ad immergersi tra i film. "Amo il fashion, ma i film li adoro anche di più. E qui mi soffermerò molto di più sul secondo aspetto", ha detto l'attrice.
Mente aperta per il regista coreano Park Chan-Wook, che ha dichiarato di essere al festival "senza idee preconcette, non penso a chi è il regista o a quali film ha fatto prima. Mi piacerebbe molto provare l’esperienza di un’illuminazione che ti colpisce". Paolo Sorrentino invece è alla ricerca di qualcosa di nuovo, o almeno così spera: "di trovare il cinema del futuro, perché in quel caso si tratterebbe di una scoperta incredibile e incommensurabile".

sabato 3 settembre 2016

Venezia 73 - giorno 4

E' il giorno di uno degli eventi più attesi del Festival di Venezia 2016, la presentazione della serie tv firmata da Paolo Sorrentino, The Young Pope.

Prodotta da Sky, HBO, CANAL+, la serie vede come protagonista Jude Law, affiancato da Diane Keaton, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Camara, Ludivine Sagnier, e James Cromwell.

Visionario, ironico e grottesco, in pieno stile Sorrentino, la serie racconta l'ascesa di Lenny Belardo (Law), cioè Pio XIII, il Papa appena eletto. Americano, bello, giovane, abbandonato da piccolo da genitori hippy e cresciuto da suor Mary (Keaton), un anticonformista, moderno, fuma, beve Coca-Cola Cherry zero e va in giro in infradito, ma Lenny è anche ironico, vendicativo, spietato, e scaltro. Un Papa molto diverso dai suoi predecessori che dovrà confrontarsi con la politica interna al Vaticano, con i suoi temibili avversari, su tutti il segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando), e con i dubbi e le contraddizioni del proprio ruolo.

"Lo considero un lungo film di 10 ore", ha dichiarato Sorrentino, per nulla preoccupato dalle possibili reazioni negative del Vaticano, "E’ un problema loro. O meglio non è neanche un problema se avranno la pazienza di vederla fino in fondo. Il mio lavoro indaga con curiosità e onestà, senza sterili provocazioni, pregiudizio o intolleranza le contraddizioni, le difficoltà, le cose affascinanti del clero, delle suore, e di un prete che è un po' diverso dagli altri: il Papa".
Pio XIII è un Papa molto diverso da quelli che ci sono stati fino ad oggi, Papa Francesco compreso, è un Papa inverosimile? "è nell'ordine delle cose che dopo un Papa più liberale ne venga un altro di segno opposto. Il mio Pontefice in un futuro non molto lontano potrebbe essere verosimile", ha risposto Sorrentino.

A dare vita a questo Papa "controcorrente" è Jude Law, che sul suo personaggio ha dichiarato: "Mi spaventava interpretare il Papa. Paolo mi ha sempre ricordato che si parlava di un uomo: come io interpreto Lenny Belardo, Lenny interpreta il Papa. Vive il dilemma tra quello che rappresenta e quello che è nel privato. Lenny Belardo è una persona onesta anche se contraddittoria, tanto da dire l’esatto opposto di quanto affermato appena qualche minuto prima, e nel tempo acquisisce una strategia per tenere lontani tutti".
Nel cast anche Silvio Orlando che ha pubblicamente ringraziato i dialogue coach che lo hanno aiutato a recitare in inglese, "e che io ho sterminato" ha detto l'attore.

Lavorare su una sceneggiatura da suddividere in più puntate è stata una bella sfida per Sorrentino, che si è avvalso dell'aiuto di Stefano Rulli, Umberto Contarello e Tony Grisoni. "Non è stata certo una passeggiata, ma è stato eccitante", ha detto il regista premio Oscar, "Lavorando su una dilatazione temporale così ampia puoi approfondire i personaggi e concederti digressioni impossibili al cinema". Nella serie, di cui sono state presentate solo le prime due puntate, non manca l'ironia e la comicità. "Ci siamo documentati", ha rivelato Sorrentino, "e ci siamo resi conto come in Vaticano i cardinali, in modo inatteso, amano molto ridere, il tasso di comicità nel loro linguaggio, è molto alto".

Nonostante il film non abbia ricevuto applausi alla fine della proiezione stampa, i primi commenti della critica sono stati molto positivi.

La serie andrà in onda su Sky Atlantic dal 21 ottobre.

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Al Lido è tornato anche James Franco, ormai di casa al Festival di Venezia. L'attore e regista ha presentato il suo ultimo film, In Dubious Battle, tratto dal romanzo "La Battaglia" di John Steinbeck.

"In Dubious Battle non è uno dei più famosi romanzi di Steinbeck", ha spiegato James Franco, "ma la tematica collegata con la difesa di un frutteto mi ha subito appassionato, ha delle valenze più universali".
Un film che vede un cast davvero numeroso, con Nat Wolff, Vincent D’Onofrio, Bryan Cranston, Ed Harris, Sam Shepard, Selena Gomez, Josh Hutcherson, Ashley Greene, John Savage, Zach Braff, e lo stesso Franco. "Tutti hanno creduto nel progetto... al di là dei ritorni economici che potrebbero esserci!", ha dichiarato l'attore e regista, "Nei primi miei film da regista c'era solo un personaggio, con una storia incentrata su di lui. Qui invece ci sono tanti personaggi, anche le comparse hanno un ruolo fondamentale".

Ambientato durante la Grande Depressione, il film racconta di Jim Nolan, un attivista che cerca di organizzare un grande sciopero dei lavoratori tra i raccoglitori di frutta californiani, col fine di veder riconosciuti i loro diritti.

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Presentato in Concorso il western Brimstone, con Dakota Fanning, Guy Pearce, Emilia Jones, Kit Harington e Carice Van Houten.

Un film diviso in quattro capitoli (Apocalisse - Esodo - Genesi - Castigo) che raccontano la storia all'indietro, una discesa all'inferno che vede al centro della storia un'eroina che riesce a resistere e ribellarsi alla violenza, fisica e psicologica, di un predicatore che nasconde e giustifica le sue terribili azioni - violenze fisiche pedofilia e stupro - con le parole della Bibbia.
Dakota Fanning è Liz, una ragazza muta, già madre di una bimba che, dopo aver partorito un bimbo morto, comincia a subire le ire del marito, istigato dal predicatore. Da quel momento iniziano le violenze e i soprusi.

"Liz non è una vittima, è una sopravvissuta", ha dichiarato il regista Martin Koolhoven, "Una donna di impressionante forza e coraggio che vuole vivere senza paura. E' la storia di una donna decisa a sopravvivere agli orrori che incontra".

Diverse reazioni da parte della stampa, divisa tra chi l'ha apprezzato molto e chi l'ha proprio odiato.

domenica 13 dicembre 2015

EFA 2015 - il miglior film è 'Youth' di Paolo Sorrentino

Sventola il tricolore italiano sugli European Film Awards 2015, gli "Oscar europei" che si occupano di premiare i migliori film d'Europa.

A trionfare è stato Youth - La Giovinezza, di Paolo Sorrentino, che è si è portato a casa tre premi: miglior film, migliore regia, e migliore attore protagonista a Michael Caine (che ha vinto anche l'Honorary Award of the EFA President and Board).
Altro premio all'Italia è stato l’European Co-Production Award, assegnato a Andrea Occhipinti di Lucky Red.

Il premio come migliore attrice è andato a Charlotte Rampling, per il film 45 Years. L'attrice è stata premiata anche con l'EFA Lifetime Achievement Award, il premio alla carriera. Honorary Award anche per Christoph Waltz.

Ecco tutti i premi della serata.

EUROPEAN FILM 2015
Youth, dir: Paolo Sorrentino

EUROPEAN ACTRESS 2015
Charlotte Rampling, 45 Years

EUROPEAN ACTOR 2015
Michael Caine, Youth

EUROPEAN DIRECTOR 2015
Paolo Sorrentino, Youth

PEOPLE’S CHOICE AWARD 2015
Marshland, dir: Alberto Rodríguez

EUROPEAN COMEDY 2015
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting On Existence, dir: Roy Andersson

EUROPEAN DOCUMENTARY 2015
Amy, dir: Asif Kapadia

EUROPEAN DISCOVERY – PRIX FIPRESCI
Mustang, dir: Deniz Gamze Erguven

EUROPEAN ANIMATED FEATURE FILM 2015
Song Of The Sea, dir: Tomm Moore

EUROPEAN SHORT FILM 2015
Picnic, dir: Jure Pavlovic

EUROPEAN SCREENWRITER 2015
Yorgos Lanthimos & Efthimis Filippou for The Lobster

EFA LIFETIME ACHIEVEMENT AWARD 2015
Charlotte Rampling

EUROPEAN CO-PRODUCTION AWARD 2015
Andrea Occhipinti

EUROPEAN SOUND DESIGNER 2015
Vasco Pimentel & Miguel Martins for Arabian Nights – Vol I-III

EUROPEAN COMPOSER 2015
Cat’s Eyes for The Duke Of Burgundy

EUROPEAN COSTUME DESIGNER 2015
Sarah Blenkinsop for The Lobster

EUROPEAN PRODUCTION DESIGNER 2015
Sylvie Olivé for The Brand New Testament

EUROPEAN EDITOR 2015
Jacek Drosio for Body

EUROPEAN CINEMATOGRAPHER 2015
Martin Gschlacht for Goodnight Mommy

EUROPEAN ACHIEVEMENT IN WORLD CINEMA (Honorary Award)
Christoph Waltz

HONORARY AWARD OF THE EFA PRESIDENT AND BOARD
Michael Caine

giovedì 21 maggio 2015

Youth - La Giovinezza - la recensione

Fred (Michael Caine) e Mick (Harvey Keitel) sono due amici di vecchia data in vacanza in un lussuoso albergo sulle idilliache Alpi Svizzere, insieme a Leda (Rachel Weisz), figlia di Fred. L'uno compositore e direttore d'orchestra, per nulla intenzionato a tornare a lavoro (nonostante le insistenze di un emissario di Sua Maestà la Regina Elisabetta), l'altro regista impegnato nella realizzazione del film che considera il suo testamento artistico e spirituale; insieme riflettono sul significato profondo della vita, della morte, della vecchiaia. Di contorno, ma in un certo senso fondamentali, si muovono una serie di personaggi al limite tra la guida spirituale e lo stereotipo di genere, su tutti un giovane attore (Paul Dano) alla ricerca della vera essenza del prossimo personaggio che dovrà interpretare.

Paolo Sorrentino non si smentisce e costruisce anche la sua ultima opera con una cura registica quasi fotografica, fatta di inquadrature statiche e prolungate, dalla composizione articolata, a volte con un tocco inquietante, come nel caso dei magnifici titoli di testa.

Sorrentino parla per immagini più che con le parole, i dialoghi sono pochi, profondi, spesso fatti di silenzi e sguardi, immagini che restituiscono una bellezza simbolica al di là del fattore puramente visivo, scava nell'emotività e nel subconscio, attribuendo a forme e colori significati subito riconoscibili: vita, morte, bellezza, amore, giovinezza e vecchiaia.

Quando si smette di essere giovani per diventare vecchi? Quando si smette di vivere e si muore?
L'apatia è ciò che rende Fred vecchio, più che la sua età effettiva, ma alla fine è il suo aprirsi al futuro e all'amore in ogni sua forma che lo riportano a nuova vita.
La giovinezza è quando si guarda al futuro e lo si vede vicino, mentre la vecchiaia è quando si guarda al passato e lo si vede lontano, incredibilmente lontano. Il senso di Youth è tutto qui, nella splendida scena in cui Mick, uno straordinario Harvey Keitel, lo spiega ai suoi giovani collaboratori, con l'aiuto di una montagna e di un binocolo. Il senso del film sta nei due protagonisti e nella loro amicizia, prima e più pura forma d'amore, motore della rinascita di Fred e fonte di nuova giovinezza, perchè essere giovani vuol dire vivere e vivere vuol dire amare.

Non c'è nulla di originale nei temi trattati da Youth, ma la potenza visiva ed emotiva con cui Sorrentino li comunica allo spettatore innalza il film a opera d'arte.
Grande merito va dato anche al cast, fautore di una prova straordinaria, dall'intenso e misurato Michael Caine, allo già citato Harvey Keitel, fino a un bravissimo Paul Dano e all'irresistibile Jane Fonda.
E notevole è anche la musica, fondamentale in ogni aspetto della pellicola e protagonista della scena più bella del film e una delle scene più belle viste al cinema negli ultimi anni.

Sorrentino, dopo l'Oscar per La Grane Bellezza, non solo si riconferma, ma migliora se stesso, con un'opera che è allo stesso tempo intrattenimento, emozione e arte. Applausi.