Visualizzazione post con etichetta Maggie Gyllenhaal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maggie Gyllenhaal. Mostra tutti i post

domenica 13 settembre 2026

Venezia 83 - Leone d'Oro a 'Woman Unknown'. I vincitori e le parole della Giuria.

Si è chiusa ieri l'83a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, un'edizione in cui è mancato forse il picco glamour o hollywoodiano, ma che ha proposto una selezione di film che alla fine è stata abbastanza apprezzata.

A trionfare è stato il film danese Woman Unkown della regista Mayy al-Tukhi e ovviamente non è passato inosservato il fatto che a vincere è stato l'unico film in Concorso diretto da una donna. Prima del festival c'era stata la polemica sulle poche donne registi presenti nella selezione ufficiale e alla fine a spuntarla è stata l'unica presente. Durante la conferenza stampa della Giuria, dopo la cerimonia, è stato chiesto - non senza una punta di acida ironia - alla presidente Maggie Gyllenhaal se fosse stato un caso o una scelta voluta. Una domanda stupida a cui l'attrice e regista ha risposto senza problemi: "Vorrei soltanto celebrare un film davvero ben fatto. Ci sono tanti film fatti da donne che non mi sono piaciuti. Il fatto che 'Woman Unknown' abbia avuto due riconoscimenti è perché ci è davvero molto piaciuto. Tutte le decisioni sono complesse e richiedono tante discussioni. È possibile quando c’è unanimità, e così abbiamo voluto premiare Mathilde  perché la sua interpretazione ci ha davvero stupito".
A conferma che il film vincitore abbia particolarmente colpito la giuria infatti, c'è anche la Coppa Volpi per la migliore attrice, che è stato assegnato proprio alla protagonista di Woman Unkown. Da segnalare inoltre che il film di Mayy al-Tukhi è stato uno dei più apprezzati dalla stampa e dalla critica. Perciò, polemica davvero sterile.

Altro titolo importante era il documentario Naza, premiato con il Premio Speciale della Giuria. Un film che ha scosso molto, ha avuto una standing ovation di 24 minuti (record del festival), ma che ha anche fatto arrabbiare i filo-israeliani. Ma anche in questo caso, Maggie Gyllenhaal ha spiegato la scelta del premio: "Una delle cose che ho amato di questo film, oltre al suo coraggio, è l’intelligenza che ha dimostrato. Per me non conta soltanto l’argomento che tratta, ma anche il modo in cui è stato girato e montato: mi ha fatto pensare a 'La zona d’interesse', perché anche quello parla dei sistemi".

Il Cinema Italiano, con ben cinque titoli in Concorso, è rimasto a secco. "Il cinema italiano non è stato trascurato, è entrato costantemente nelle nostre discussioni, a volte anche in qualche battaglia", ha dichiarato il giurato e critico cinematografico Francesco Casetti, "Penso che i titoli mostrassero una tendenza emergente nel cinema italiano. E posso anche dire di aver annoiato i miei compagni di giuria per spiegare certi aspetti dei nostri film."

L'Italia ha però ottenuto due premi nella sezione Orizzonti con il film I Figli della Scimmia, migliore sceneggiatura e migliore attore a Riccardo Scamarcio.

Ecco tutti i vincitori:

Leone d'oro per il miglior film: Woman Unknown di Mayy al-Tukhi
Leone d'argento - Gran premio della giuria: Possible Love di Lee Chang-dong
Leone d'argento - Premio per la migliore regia: Il'ja Chržanovskij per DAU
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Malkovich per Wild Horse Nine
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Mathilde Arcel per Woman Unknown
Premio per la migliore sceneggiatura: Coraline Amedeo, Oliver Groce e Stéphane Brizé per A Good Little Soldier
Premio speciale della giuria: Yuval Abraham e Rachel Szor per NAZA
Premio Marcello Mastroianni: Malou Khebizi per 15/18

QUI l'elenco completo dei i vincitori in tutte le sezioni.

--

domenica 13 marzo 2022

DGA Awards 2022 - vincono Jane Campion e Maggie Gyllenhall

Assegnati ieri sera i DGA Awards 2022, cioè i Directors Guild Awards, il premio del sindacato dei registi, molto indicativo in ottica Oscar.

A trionfare è stata Jane Campion per il suo Il Potere del Cane, e ora la regista è la grande favorita per la vittoria dell'Oscar 2022 per la regia.
Da sottolineare il fatto che si tratta del secondo anno consecutivo in cui a vincere questo premio è una donna, lo scorso anno infatti a trionfare era stata Chloe Zhao (Nomadland), e della terza vittoria per una regista in assoluto (la prima è stata Kathryn Bigelow per The Hurt Locker nel 2010.

Altra grande serata per Maggie Gyllenhaal, che ha vinto il premio come migliore regista esordiente con il suo primo film La Figlia Oscura.

Ecco tutti i vincitori.

THEATRICAL FEATURE FILM
Jane Campion The Power of the Dog (Netflix)

FIRST-TIME FEATURE FILM DIRECTOR
Maggie Gyllenhaal The Lost Daughter (Netflix)

DRAMATIC SERIES
MARK MYLOD Succession, “All the Bells Say” (HBO)

MOVIES FOR TELEVISION AND LIMITED SERIES
BARRY JENKINS The Underground Railroad (Amazon)

COMEDY SERIES
LUCIA ANIELLO Hacks, “There Is No Line” (HBO Max)

DOCUMENTARY
STANLEY NELSON Attica (Showtime)

lunedì 7 marzo 2022

Spirit Awards 2022 - trionfo per 'La Figlia Oscura' di Maggie Gyllenhaal

Si sono tenuti ieri sera gli Independent Spirit Awards 2022, i premi del cinema indipendente.

Regina della serata Maggie Gyllenhaal con il suo La Figlia Oscura, il suo primo film da regista, tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante. L'attrice ha vinto il premio miglior film, migliore regia, e migliore sceneggiatura, firmata sempre da lei. Una serata da ricordare in attesa degli Oscar 2022 dove il film è candidato in tre categoria (attrice, attrice non protagonista, e sceneggiatura non originale).

Taylour Paige (Zola) e Simon Rex (Red Rocket) sono stati premiati come migliori protagonisti, Ruth Negga (Passing, esordio alla regia di Rebecca Hall) e Troy Kotsur (I Segni del Cuore) hanno vinto il premio come migliore attrice e attore non protagonista.

Ecco tutti i vincitori di Cinema e TV.

- CINEMA -

MIGLIOR FILM
La figlia oscura

MIGLIOR OPERA PRIMA
7 Days

MIGLIOR REGISTA
Maggie Gyllenhaal, La figlia oscura

MIGLIOR PROTAGONISTA FEMMINILE
Taylour Paige, Zola

MIGLIOR PROTAGONISTA MASCHILE
Simon Rex, Red Rocket

MIGLIOR NON PROTAGONISTA FEMMINILE
Ruth Negga, Passing

MIGLIOR NON PROTAGONISTA MASCHILE
Troy Kotsur, I segni del cuore

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Summer of Soul

MIGLIOR SCENEGGIATURA
La figlia oscura, Maggie Gyllenhaal

MIGLIOR SCENEGGIATURA D'ESORDIO
Michael Sarnoski; Story by Vanessa Block, Michael Sarnoski, Pig

MIGLIOR MONTAGGIO
Joi McMillon, Zola

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Edu Grau, Passing

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Drive My Car - Giappone

ROBERT ALTMAN AWARD
Mass

JOHN CASSAVETES AWARD
Shiva Baby

PRODUCERS AWARD
Brad Becker-Parton , Pin-Chun Liu, Lizzie Shapiro

SOMEONE TO WATCH AWARD
Alex Camilleri, Luzzu

TRUER THAN FICTION AWARD
Jessica Beshir, Faya Dayi

- TV -

BEST NEW NON-SCRIPTED OR DOCUMENTARY SERIES
Black and Missing

BEST NEW SCRIPTED SERIES
Reservation Dogs

BEST FEMALE PERFORMANCE IN A NEW SCRIPTED SERIES
Thuso Mbedu, La ferrovia sotterranea

BEST MALE PERFORMANCE IN A NEW SCRIPTED SERIES
Lee Jung-jae, Squid Game

BEST ENSEMBLE CAST IN A NEW SCRIPTED SERIES
Reservation Dogs

venerdì 28 gennaio 2022

DGA Award 2022 - le nomination. È record per Spielberg.

Annunciate le nomination dei DGA Award 2022, il premio del sindacato dei registi, molto indicativo in ottica Oscar.

Nella cinquina dei candidati c'è Steven Spielberg, con il suo West Side Story, che grazie a questa nomination segna un record personale, è il regista più nominato nella storia dei DGA, ben 12 volte. Seconda nomination in carriera invece per Jane Campion per il suo Il Potere del Cane.

Numerosa la presenza di registe nella categorie registi esordienti, due di queste sono le attrici Maggie Gyllenhaal, con The Lost Daughter, e Rebecca Hall, con Passing.

Ecco le nomination.

OUTSTANDING DIRECTORIAL ACHIEVEMENT IN THEATRICAL FEATURE FILM

Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza
(Metro Goldwyn Mayer Pictures/United Artists Releasing)
Mr. Anderson’s Directorial Team:

Unit Production Manager: Sue McNamara
First Assistant Director: Adam Somner
Second Assistant Director: Trevor Tavares
Second Second Assistant Directors: Kasia Trojak, Bob Riley, David Marnell

Kenneth Branagh - Belfast
(Focus Features)

Jane Campion - The Power of the Dog
(Netflix)

Steven Spielberg - West Side Story
(20th Century Studios)

Mr. Spielberg’s Directorial Team:

Unit Production Managers: Carla Raij, Daniel Lupi
First Assistant Director: Adam Somner
Second Assistant Director: Jeremy Marks
Assistant Unit Production Manager: Robert T. Striem
Second Second Assistant Director: Josh Muzaffer
Additional Second Assistant Director: Billy Brennan
Location Managers: Robert T. Striem, Katherine Delaney

Denis Villeneuve - Dune
(Warner Bros. Pictures)

Mr. Villeneuve’s Directorial Team:

Unit Production Managers: Joe Caracciolo, Jr., James Grant
First Assistant Director: Chris Carreras
Second Assistant Director: Tom Rye

OUTSTANDING DIRECTORIAL ACHIEVEMENT OF A FIRST-TIME FEATURE FILM DIRECTOR

Maggie Gyllenhaal - The Lost Daughter
(Netflix)

Rebecca Hall - Passing
(Netflix)

Tatiana Huezo  - Prayers for the Stolen
(Netflix)

Lin-Manuel Miranda - Tick, Tick… Boom!
(Netflix)

Mr. Miranda’s Directorial Team: 

Unit Production Manager: Deb Dyer
First Assistant Director: Mariela Comitini
Second Assistant Directors: Josh A. Muzaffer, Luca Waldman
Second Second Assistant Directors: Melissa Morphet, Lincoln Major
Additional Second Assistant Director: Zach Citarella
Location Manager: Ryan Smith

Michael Sarnoski - Pig
(NEON)

Emma Seligman - Shiva Baby
(Utopia)

martedì 30 novembre 2021

Gotham Awards 2021 - The Lost Daughter miglior film

Siamo a fine anno, inizia la stagione dei premi, e ieri è stato il turno dei Gotham Awards, premi dedicati al cinema indipendente (con un massimo di 35 milioni di budget).

A trionfare è stato The Lost Daughter, film con cui Maggie Gyllenhaal ha esordito come regista e che nella serata di ieri si è aggiudicato quattro premi, miglior film, regista esordiente, sceneggiatura (firmata dalla stessa attrice) e migliore interpretazione protagonista. Un titolo che potrebbe ritagliarsi il suo spazio durante tutta la stagione dei premi e anche agli Oscar 2022, soprattutto per la sceneggiatura.

Tra le novità di quest'anno, c'è quella dell'abolizione dei premi come migliore attrice e migliore attore, è stato deciso si non fare più distinzione di genere optando per un generico "miglior interpretazione protagonista" e "miglior interpretazione non protagonista". Il premio per la migliore interpretazione protagonista è andata comunque a un'attrice e un attore, mentre per la categoria non protagonista è stato premiato solo un attore. A vincere come protagonisti sono stati Olivia Colman (The Lost Daughter) e l'attore Frankie Faison (The Killing of Kenneth Chamberlain).

Aggiunta anche la categoria, sempre senza genere, "migliore interpretazione in una nuova serie", anche qui sono stati premiati un attore, Ethan Hawke (The Good Lord Bird) e un'attrice, Thuso Mbedu (The Underground Railroad).

Ecco i vincitori.

MIGLIOR FILM
The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal (Netflix)

MIGLIORE INTERPRETAZIONE
Olivia Colman in The Lost Daughter
Frankie Faison in The Killing of Kenneth Chamberlain

MIGLIORE INTERPRETAZIONE COME NON PROTAGONISTA
Troy Kotsur in CODA

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

MIGLIOR SERIE SOPRA I 40 MINUTI A EPISODIO
Squid Game (Netflix)

MIGLIOR SERIE SOTTO I 40 MINUTI A EPISODIO
Reservation Dogs (FX)

MIGLIOR SERIE NON FICTION
Philly D.A. (Topic, Independent Lens, PBS)

MIGLIORE INTERPRETAZIONE IN UNA NUOVA SERIE
Thuso Mbedu in The Underground Railroad
Ethan Hawke in The Good Lord Bird

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Flee (Neon)

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi (Sideshow and Janus Films)

MIGLIOR SCENEGGIATURA
The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal

MIGLIORE INTERPRETAZIONE ESORDIENTE
Emilia Jones in CODA

sabato 11 settembre 2021

Venezia 78 - Leone d'Oro al francese L'événement. Tre premi all'Italia.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura del Festival di Venezia 2021, che ha visto trionfare la Francia.

Tutti i bookmakers puntavano su Paolo Sorrentino, ma la giuria, presieduta da Bong Joon-ho, ha assegnato il Leone d'Oro al film francese L'èvènement della regista Audrey Diwan. Un film piuttosto crudo che parla di un tema tornato tristemente attuale in questi giorni, l'aborto.
Paolo Sorrentino comunque può tornare a casa più che soddisfatto, il suo È Stata la Mano di Dio ha ricevuto il Leone d'Argento del Gran Premio della Giuria, mentre il suo protagonista, Filippo Scotti, è stato premiato come miglior giovane esordiente.
Leone d'Argento per la migliore regia è andato a Jane Campion per The Power of the Dog, il premio per la migliore sceneggiatura a Maggie Gyllenhaal per il suo film d'esordio come regista, The Lost Daughter.
Penelope Cruz, grande protagonista di questa edizione con due film diversi tra loro, Madres Paralelas e Competencia Oficial, entrambi molto apprezzati da critica e pubblico, si è portata a casa la Coppa Volpi come migliore attrice. La Coppa maschile è andata invece all'attore filippino John Arcilla per On the Job: The Missing 8.
Altro premio per l'Italia, il Premio Speciale della Giuria a Il Buco di Michelangelo Frammartino.

Ecco l'elenco dei premi.

CONCORSO

Leone d'Oro miglior film: L'événement di Audrey Diwan

Leone d'Argento Gran Premio della Giuria: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Leone d'Argento miglior Regia: Jane Campion per The Power of the Dog

Coppa Volpi migliore attrice: Penelope Cruz per Madres paralelas

Coppa Volpi migliore attore: John Arcilla per On the Job: The Missing 8

Premio per la miglior sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

Premio Speciale della Giuria: Il buco di MIchelangelo Frammartino

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Filippo Scotti per È stata la mano di Dio

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark

SEZIONE ORIZZONTI

Premio Orizzonti per il miglior film: Pilgrims di Laurynas Bareisa

Premio Orizzonti miglior regia: Eric Gravel per A plein temps

Premio Speciale della giuria Orizzonti: El gran movimiento di Kiro Russo

Premio Orizzonti per la migliore attrice: Laure Calamy per A plein temps

Premio Orizzonti per il migliore attore: Piseth Chhun per White Building

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: Peter Kerekes e Ivan Ostrochovsky per 107 Mothers

Premio Armani Beauty del pubblico sezione Orizzonti extra: The Blind Man Who Did Not Want to See Titanic

VENEZIA VR

Migliore storia: End of Night di David Adler

Migliore esperienza VR: Le bal de Paris de Blanca Li, di Bianca Li

Gran premio della giuria per la migliore opera VR: Goliath: Playing with Reality di Barry Gene Murphy e May Abdalla

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

Roberto Benigni
Jamie Lee Curtis

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD

Sir Ridley Scott

venerdì 7 febbraio 2020

Maggie Gyllenhaal sarà la madre di Elvis Presley!

Novità sul cast del biopic su "Re" Elvis Presley che sarà diretto da Baz Luhrmann.

Variety riporta che Maggie Gyllenhaal interpreterà la madre di Elvis, Gladys Presley.

Il film vedrà come protagonista nei panni del mitico cantante l'attore Austin Butler, mentre Tom Hanks interpreterà colonnello Tom Parker, manager di Elvis e uomo d'affari senza scrupoli. Il film sarà incentrato proprio sul rapporto controverso tra Elvis e il suo manager, che lo scovò nella povertà in cui viveva e lo fece diventare una superstar internazionale e una vera e propria icona che ha segnato la storia.
Elvis aveva un rapporto molto stretto con la madre Gladys, più volte si è dichiarato "devoto" a sua madre. I due restarono sempre in contatto, e la morte della donna, avvenuta nell'agosto del 1958, quando Elvis era impegnato nel servizio militare, fu un durissimo colpo per lui. Secondo alcuni biografi, la donna cadde in depressione a causa della lontananza con il figlio.

La sceneggiatura del film, intitolato solo Elvis, è stata scritta a quattro mani da Craig Pearce e lo stesso Luhrmann. Le riprese dovrebbero prendere il via in primavera.

domenica 9 novembre 2014

Frank - la recensione

Surreale commedia musicale, 'Frank', di Lenny Abrahamson, è ispirato a un personaggio reale, Frank Sidebottom, cioè l'alter ego del comico e musicista britannico Chris Sievey. Ma chi è Frank?

Frank (Fassbender) è il bizzarro e carismatico frontman di una band dal nome quasi impronunciabile, i Soronprfbs, la sua particolarità è una grossa testa di cartapesta che non toglie mai, nemmeno quando fa la doccia.
Jon (Gleeson) invece è un ragazzo con aspirazioni musicali che vorrebbe tanto scrivere un bel pezzo, una canzone vera, ma non ci riesce. Un giorno assiste al tentato suicidio del tastierista dei Soronprfbs e, da un giorno all'altro, viene preso come sostituto e diventa un membro della band. Non sarà facile però entrare nelle grazie degli altri componenti del gruppo, soprattutto in quelle dell'ostile e violenta Clara (M.Gyllenhaal). Gli unici a prendere in simpatia Jon sono Don (Scott McNairy), con un passato tormentato da squilibri mentali, e Frank.
La band si ritira per mesi in un capanno sperduto nei boschi dell'Irlanda per incidere un album. Jon, all'insaputa di tutti comincia a postare i video di Frank su You Tube, solleticando la curiosità della gente e riuscendo ad ottenere un invito per un concerto vero. Ma questa opportunità di successo non viene accolta bene da tutti, mentre i veri problemi di Frank vengono fuori.

'Frank' è un film con una storia che ne racchiude un'altra. A quella di un curioso ed eccentrico cantante di una band dal nome impronunciabile si aggiunge una storia che racconta la difficoltà dei rapporti umani e la difficile convivenza del talento artistico con una insanità mentale. Il film inizia come commedia surreale e andando avanti si fa strada alternando momenti di commedia al dramma, finendo per buttare già la maschera (in tutti i sensi). Un andamento altalenante che non sempre funziona ma che in generale non compromette mai il film che rimane un prodotto non per tutti ma molto piacevole da vedere.
Ottimo il cast, brava e precisa come sempre Maggie Gyllenhaal, molto bravi anche Scoot McNairy e Domhnall Gleeson, vero co-protagonista del film, ottimo nel rendere l'idea del carattere ingenuo e eccessivamente entusiasta verso il proprio lavoro del suo Jon. Sotto il testone di cartapesta invece si "nasconde" Michael Fassbender, ottima la sua performance che per quasi tutto il film si limita alla voce e ai gesti. Nonostante non si vedano le sue espressioni facciali, il suo Frank è l'anima del film e lo spettatore non può fare a meno di affezionarsi alle sue stranezze e soffrire dei suoi problemi.

Fuori di testa e malinconico, 'Frank' è un film che, nonostante alcune incertezze, conquista e diverte in modo originale e senza strafare.

lunedì 3 settembre 2012

'Hysteria' - la recensione

Argomento piccante, la sessualità femminile è qualcosa di cui non si parla spesso e fa da sfondo alla commedia inglese di Tanya Wexler, una donna, guarda un po'.

La storia racconta la nascita del vibratore, di come si è arrivati alla sua scoperta e di come nella puritana Londra di fine '800 gli uomini non capissero assolutamente niente delle donne. Qualsiasi tratto leggermente eccessivo di un carattere veniva scambiato per una malattia e automaticamente veniva diagnosticata una forma più o meno forte di Isteria. Questo problema veniva "curato" con un massaggio molto intimo che i medici, compreso il protagonista, applicavano con fare scientifico senza rendersi conto della realtà delle cose, cioè che non curavano nessuna malattia ma provocavano semplicemente piacere a delle pazienti insoddisfatte sessualmente e non isteriche.

Il film è una piacevole commedia brillante. Affrontare un tema come questo senza cadere in battute o situazioni eccessive o volgari non era facile ma lo humor inglese si presta moltissimo e riesce a dare un tono leggero e divertente senza scendere a provocazioni. Purtroppo c'è anche un limite importante, la storia di fondo tende al romantico, e ci sta, ma si muove solo su terreni sicuri senza mai cercare di crescere di intensità, perciò dove la storia del vibratore vivacizza, la storia di fondo blocca ed è un peccato perché alcuni personaggi, come quello di M.Gyllenhaal, avrebbero meritato un po' di spessore in più.
Cast ottimo, da Hugh Dancy a Jonathan Pryce, e anche la domestica Molly, Sheridan Smith, tutti adatti alla parte. Nota di merito a un rifattissimo, plastificato ma molto divertente Rupert Everett, con quel suo aplomb molto inglese è assolutamente perfetto per questo genere di ruoli. Molto brava anche Maggie Gyllenhaal, adattissima alla parte e, per quanto non sia di una bellezza strabordante, riesce ad essere affascinante. Complimenti a chi ha fatto il casting perchè le facce delle pazienti sono perfette.

Insomma niente di straordinario, nessun capolavoro ma un film piacevole da guardare.

Frra


Il fim è uscito in DVD in questi giorni!

Il dvd conterrà pochi extra, solo Interviste e Trailer!