Visualizzazione post con etichetta Oscar 2022. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oscar 2022. Mostra tutti i post

martedì 29 marzo 2022

Oscar 2022 - Wil Smith chiede scusa a Chris Rock. Ma cos'è successo in regia in quel momento?

Continua a tenere banco il caso dello schiaffo di Will Smith a Chris Rock durante la cerimonia di premiazione degli Oscar 2022.

L'Academy e la Screen Actors Guild (SAG) hanno fatto sapere che a breve analizzeranno quanto accaduto e che ci saranno conseguenze.

"L'Academy condanna le azioni del signor Smith durante lo show. Abbiamo iniziato un'indagine formale sull'incidente ed esploreremo ulteriori azioni e conseguenze, secondo il nostro Staturo, le norme di condotte e le leggi della California", si legge nel comunicato ufficiale dell'Academy. Poi è arrivato quello del SAG: "Come sindacato che rappresenta i presentatori e altri attori agli Oscar, SAG-AFTRA deve assicurarsi che i suoi membri lavorino sempre in un ambiente sicuro. La violenza o la violenza fisica in un luogo di lavoro non sono mai appropriate e il sindacato condanna qualsiasi condotta di questo tipo. L'incidente che ha coinvolto Will Smith e Chris Rock agli Oscar è inaccettabile. Siamo in contatto con l'Academy e con l'ABC in merito a questo incidente e lavoreremo per garantire che questo comportamento venga affrontato in modo appropriato. SAG-AFTRA non rilascia commenti su nessun procedimento disciplinare in corso sui suoi membri".

Insomma, se Chris Rock non ha nessuna intenzione di denunciare il collega, l'Academy e i SAG non sembrano intenzionati a passarci sopra, ci saranno conseguenze.

Intanto Will Smith, che nel suo discorso di accettazione del premio aveva si era già scusato, visibilmente imbarazzato oltre che in lacrime, è tornato sull'argomento e con un post su Instagram ha chiesto scusa a tutti, anche a Chris Rock. Ecco il suo post.

"La violenza, in ogni sua forma, è velenosa e distruttiva. Il mio comportamento all’ultima Notte degli Oscar è stato inaccettabile e ingiustificabile. Gli scherzi su di me fanno parte del lavoro, ma una battuta sulla condizione medica di Jada è stato troppo per me da sopportare e ho reagito in maniera emotiva.
Vorrei scusarmi pubblicamente con te, Chris. Ho reagito in maniera eccessiva e ho sbagliato. Mi vergogno di questo e le mie azioni non sono indicative dell’uomo che voglio essere. Non c’è spazio per la violenza in un mondo di amore e gentilezza.
Desidero anche scusarmi con l’Academy, i produttori dello show, tutti i presenti e il pubblico in tutto il mondo. Voglio anche chiedere perdono alla famiglia Williams e alla mia famiglia di King Richard. Sono profondamente dispiaciuto che il mio comportamento sia finito per macchiare quello che, fino a quel momento, era stato un viaggio straordinario per tutti noi.

Sono ancora un work in progress. Sinceramente, Will".


Mentre si parla del gesto, molti si sono chiesti cosa è successo dietro le quinte in quel momento. Perché la regia non ha sospeso la diretta? Perché nessuno della security è intervenuto? La risposta è molto semplice, nessuno se lo aspettava.
Variety lo ha chiesto a Chris Mills, responsabile per la ABC che stava gestendo la diretta con il regista, uno che di imprevisti se ne intende, era in regia anche nell'edizione del famoso scambio delle buste tra La La Land e Moonlight. Le sue parole.

"È arrivato Chris Rock e l'abbiamo visto mentre lavorava su quello che era successo fino ad allora, come fanno tutti i comici. E poi ha fatto la battuta su Soldato Jane, e si è visto che non era piaciuta a Jada. E all'improvviso Will è salito sul palco. In passato ci sono già stati momenti in cui qualcuno si è alzato e ha fatto delle cose, per cui abbiamo pensato che fosse uno di quei casi". Mills ha specificato che la battuta sulla testa rasata di Jada Pinkett-Smith non era nel copione, è stata improvvisata così come improvvisa è stata la reazione di Will Smith. "Abbiamo iniziato a renderci conto che era una situazione reale quando Chris, che conosce i limiti delle dirette televisive, ha detto, "Will Smith mi ha appena schiaffeggiato" [l'espressione esatta è stata:"Slapped the shit out of me"]. In quel momento è diventato evidente che non era uno scherzo".
La conferma che era tutto vero è arrivata poi quando Will Smith ha urlato la ormai famosa frase "Keep my wife's name out of your fucking mouth", che negli USA è stata censurata in diretta. "Quando hai la mano sul pulsante - io non l'avevo ma c'erano le persone incaricate di controllare - credo sia ovvio si preferisca togliere qualcosa piuttosto che lasciarlo passare", ha commentato Mills.

Ma lo show deve andare avanti. "Avevamo sentito che Denzel Washington e Tyler Perry erano andati da Will per capire cosa era successo, calmarlo, dargli consigli", ha detto Mills, "Ma dovete ricordare che stavamo gestendo una diretta. Fosse stata una cosa pre-registrata, ci saremmo fermati, avremmo affrontato l'argomento e deciso cosa fare. Ma in questo caso c'era uno spettacolo da fare. Ovvio, si è trattato di un momento spiacevole, ma non a un livello tale da pensare a fermare tutto lo show, che è quindi proseguito". Decisivo soprattutto l'intervento di Denzel Washington, che durante la presentazione della cinquina si è alzato e si è "messo in mezzo" tra Smith e Rock per cercare di calmare gli animi (foto).

Qualcuno si è chiesto perché è stato permesso a Will Smith di tornare tranquillamente in platea, e il motivo che non c'è stato il tempo di prendere decisioni, l'attore era già stato richiamato per la premiazione dell'Oscar al migliore attore, che poi ha vinto. Un brutto episodio che ha oscurato tutto il resto, per questo Mills invita tutti ad andarsi a rivedere alcuni momenti: "Ci sono stati dei vincitori straordinari e dei grandi discorsi, quindi invito tutti a rivedere Questlove, Jessica Chastain, Billie Eilish, l'intero equipaggio di CODA. Ci sono stati vincitori fantastici e sentimenti incredibili la scorsa notte". E poi un elogio alla figura del presentatore, nello specifico Amy Schumer, che con una piccola battuta ha sciolto la tensione: "La cosa che abbiamo capito, anche durante le prove, è l'importanza di avere un presentatore. Quanto ci mancava!".

Sicuramente del caso "ceffone di Will Smith" si parlerà ancora per molto tempo. 

lunedì 28 marzo 2022

Oscar 2022 - Tutti i vincitori e il commento alla serata

Si è tenuta la notte scorsa la 94a edizione degli Academy Awards, che vedono trionfare come Miglior Film "Coda - I segni del cuore", mentre alla Regia si aggiudica il premio Jane Campion per "Il Potere del Cane".
Mani vuote per l'Italia, a cominciare da Sorrentino che vede sfumare il sogno di un secondo Oscar, aggiudicato dal film giapponese Drive My Car. Nulla di fatto anche per i Costumi per Massimo Cantini Parrini (Cyrano) e Enrico Casarosa per l'animazione (Luca).


Una serata che avrebbe dovuto essere più breve, con otto categorie "sacrificate", premiate prima della cerimonia principale e poi mandare registrate, così non è stato, la serata è stata lungo come le precedenti.
Sono tornate le presentatrici e hanno fatto il loro in momenti più brevi rispetto al passato. La cerimonia è stata molto classica, sono stati ricordati diversi anniversari di film passati, Il Padrino, Pulp Fiction, Juno, con la prima volta di Elliot Page sul palgo, la saga di 007, e Cabaret. E ha fatto molta tenerezza vedere una Liza Minnelli sulla sedia a rotelle e in evidente difficoltà, per fortuna è stata brava e delicata Lady Gaga ad assisterla nella presentazione del premio finale. Ha vinto il politically correct, che da qualche anno ormai decide i premi più della reale qualità dei film. Dune ha fatto piazza pulita degli Oscar tecnici, gli altri film si sono spartiti i premi. CODA ne ha vinti tre, e mentre migliore attore non protagonista a Troy Kotsur è stato più che meritato, sugli altri due, soprattutto quello come miglior film, ci sarebbe da parlarne. Onestamente c'erano film più meritevoli. Jane Campion (Il Potere del Cane) è la terza donna a vincere un Oscar alla regia nella storia dell'Academy. Primo Oscar per Jessica Chastain, meritatissimo il premio a Ariana DeBose, prima attrice apertamente omosessuale (queer) a ricevere un Oscar.

Inutile girarci intorno, il momento che ha fatto più scalpore è senza dubbio la reazione improvvisa e inaspettata di Will Smith alla battutaccia di Chris Rock. Cos'è successo? Chris Rock, sul palco per presentare il premio per il miglior documentario, ha fatto una battuta su Jada Pinkett Smith e la sua testa rasata, le ha detto "Non vedo l'ora di vederti in G.I.Joe 2", per noi Soldato Jane, il film in cui Demi Moore era rasata. Una battuta che potrebbe sembrare innocua se non fosse che l'attrice lotta da anni contro una forma aggressiva di alopecia e la battuta, a cui tutti hanno sorriso, le ha dato un po' fastidio. Vedendo la moglie infastidita, Will Smith ha reagito, è andato sul palco e ha schiaffeggiato Chris Rock. Nel teatro è sceso il gelo, non subito però, all'inizio tutti hanno pensato a uno sketch provato ma quando Will Smith ha urlato per due volte "Tieni il nome di mia moglie fuori dalla tua fottuta bocca", è sceso il silenzio (la foto della presunta reazione di Nicole Kidman è falsa, quella foto è dell'inizio dello show). Chris Rock è rimasto calmo e ha continuato a presentare. Cos'è successo dopo? sembra che la manager di Will Smith lo abbia richiamato dietro le quinte per parlargli, anche l'amico Denzel Washington è intervenuto per parlargli. Poi Will Smith ha vinto l'Oscar, il suo primo Oscar, e in lacrime, e con un certo imbarazzo, ha chiesto scusa all'Academy, ai presenti, e ai suoi colleghi nominati. Un momento imbarazzante, fuori luogo, sia la battuta che la reazione, che purtroppo per i due attori, resterà nella storia degli Oscar.

Tutti i vincitori:

Miglior Film: Coda - I segni del cuore di Sian Heder

Migliore regia: Jane Campion per Il potere del cane

Migliore attrice protagonista: Jessica Chastain per Gli occhi di Tammy Faye

Migliore attore protagonista: Will Smith per King Richard - Una famiglia vincente

Migliore attrice non protagonista: Ariana DeBose per West side story

Migliore attore non protagonista: Troy Kotsur per Coda - i segni del cuore

Migliore sceneggiatura originale: Belfast di Kenneth Branagh

Migliore sceneggiatura adattata: Coda - I segni del cuore di Sian Heder

Migliore fotografia: Dune (Greig Fraser)

Miglior trucco e acconciatura: Gli occhi di Tammy Faye (Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh)

Miglior film internazionale: Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi

Miglior film d'animazione: Encanto di Byron Howard e Jared Bush

Miglior documentario: Summer of Soul…or When the Revolution Could Not Be Televised di Ahmir "Questlove" Thompson

Migliori effetti speciali: Dune (Paul Lambert, Tristan Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer)

Miglior suono: Dune (Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill e Ron Bartlett)

Miglior montaggio: Dune (Joe Walker)

Migliore colonna sonora: Dune (Hans Zimmer)

Migliore canzone originale: No time to die (Billie Eilish e Finneas O'Connell)

Migliori costumi: Crudelia (JJenny Beavan)

Migliore scenografia: Dune (Patrice Vermette; Set Decoration: Zsuzsanna Sipos)

Miglior corto documentario: The Queen of Basketball di Ben Proudfoot

Miglior corto animato: The windshield wiper di Alberto Mielgo e Leo Sanchez

Miglior corto live action: The long goodbye di Aneil Karia e Riz Ahmed



domenica 27 marzo 2022

Oscar 2022 - le nostre recensioni dei candidati a Miglior Film

Questa notte si terrà la cerimonia di premiazione degli Oscar 2022, che arriva dopo un'altra annata non facile per il Cinema di tutto il mondo.

Tre dei candidati, Il Potere del Cane, CODA e Don't Look Up, sono prodotti da piattaforme streaming. Drive My Car di Ryūsuke Hamaguchi è il primo film giapponese ad essere candidato all'Oscar come miglior film. Tra i dieci, ci sono due film diretti da donne, Jane Campion per Il Potere del Cane e Sian Heder per CODA, con loro, il conteggio assoluto dei film diretti da donne e candidati come miglior film sale a 18. West Side Story è il dodicesimo film di Steven Spielberg ad ottenere una nomination come miglior film.

Ecco le nostre recensioni dei dieci candidati nella categoria Miglior Film.

- BELFAST di Kenneth Branagh;

- IL POTERE DEL CANE di Jane Campion;

- LICORICE PIZZA di Paul Thomas Anderson


- CODA - I SEGNI DEL CUORE di Sian Heder

- WEST SIDE STORY di Steven Spielberg

- DON'T LOOK UP di Adam McKay

- DUNE di Denis Villeneuve

- DRIVE MY CAR di Ryūsuke Hamaguchi

- UNA FAMIGLIA VINCENTE - KING RICHARD di Reinaldo Marcus Green


la Redazione di Frame

Drive My Car - la recensione


Yusuke Kafuku (Hidetoshi Nishijima) è un attore e regista teatrale, sposato con Oto (Reika Kirishima), una sceneggiatrice. Oto crea le sue storie durante gli amplessi e in quei momenti le racconta a Yusuke, che il giorno successivo le ricorda e le mette su carta. Un giorno Yusuke sorprende Oto con un altro uomo, il giovane attore Koji (Masaki Okada) con cui la donna sta collaborando, ma Yusuke va via senza essere visto e fa finta di nulla, per paura di perdere sua moglie per sempre. Il loro rapporto è passionale, ma sembra nascondere il dolore per la perdita prematura della loro figlia anni addietro sotto una coltre di non detti. Poi Oto muore improvvisamente e Yusuke ha un crollo nervoso sul palco, mentre interpreta il protagonista del dramma Zio Vanjia, di Checov. Due anni dopo, Yusuke si trasferisce a Hiroshima per dirigere proprio Zio Vanja e lì ritrova Koji, che si presenta alle audizioni e viene scelto per interpretare il protagonista, lo stesso ruolo che aveva provocato il crollo in Yosuke anni prima. L'organizzazione del dramma, inoltre, vieta a Yosuke di guidare e gli assegna un'autista, la ventitreenne Misaki Watari (Toko Miura), schiva e silenziosa ma che ben presto diventa per Yosuke una confidente, nel tempo trascorso in auto dove Yosuke è solito ascoltare le registrazioni in cui Oto lo aiutava a preparare le sue parti teatrali.


La trama di Drive My Car prende il via proprio da questo lungo prologo, un setting per quella che alla fine non è altro che una lunga analisi sul lutto, sulla sua elaborazione o sulla mancanza di questa elaborazione, sull'incapacità di comunicare e sui sensi di colpa.
I temi che il regista Ryusuke Hamaguchi inserisce nel film sono molti e tutti girano intorno al doppio: Yosuke rivede se stesso in Misaki, entrambi non riescono a staccarsi dal senso di colpa per la morte di una persona cara ed entrambi vivono come intrappolati nel loro lutto, incapaci di comunicare con il mondo esterno, e allora l'automobile, con il suo essere luogo chiuso e in un certo senso intimo, assume quasi il ruolo di un confessionale in cui aprirsi; anche Koji è uno specchio di Yosuke, il suo opposto in molti frangenti, entrambi innamorato della stessa donna, entrambi incapaci di affrontarne la morte, ma se il protagonista vive in uno stato quasi di apatia, Koji è completamente in balia delle sue emozioni, sfogando il dolore nella violenza e nella dissolutezza, e anche in questo caso è la macchina il luogo in cui i nodi vengono al pettine e i due uomini si confrontano sinceramente.
C'è poi il tema del Teatro come oggetto catartico: la rappresentazione del dramma di Checov è il filo che unisce passato e presente e che funziona come uno specchio, di nuovo, per gli stati d'animo ed emotivi del protagonista, che soltanto attraverso la realizzazione di quella performance può liberarsi delle sue catene psichiche e affrontare realmente il futuro con una nuova consapevolezza.


Tratto da un racconto di Haruki Murakami, Drive My Car è un film denso e sfaccettato, dalle molteplici chiavi di lettura e che nelle sue tre ore di durata non si perde mai in momenti inutili, anzi, riesce con la delicatezza e l'introspezione tipiche del cinema orientale a scavare profondamente nelle dinamiche emotive del lutto.

venerdì 25 marzo 2022

Spencer - la recensione

Dopo aver raccontato le ore successiva all'assassinio Kennedy dal punto di vista di Jackie Kennedy, il regista Pablo Larrain punta il focus su un'altra donna iconica del novecento e cioè Diana Spencer.

Durante le vacanze di Natale del 1991 insieme alla famiglia reale, Diana si ritrova a fare i conti con l'infelicità della sua vita e a decidere di porre fine al matrimonio con Carlo.


Grazie alla sceneggiatura di Steven Knight e a una regia che si concentra interamente sulla figura della principessa del Galles, Larrain riesce a comunicare con grande efficacia allo spettatore il disagio di Diana, un disagio che diviene quasi claustrofobico mentre la donna, e noi con lei, rimaniamo intrappolati all'interno della proprietà reale, potendo guardare oltre la finestra i campi coltivati che sembrano irraggiungibili. Da questo punto di vista, l'intero film è simile a un incubo e quando alla fine Diana lascia la proprietà, il sospiro di sollievo non è soltanto il suo ma anche il nostro.
Dove il film invece pecca è nella resa della figura stessa di Diana. Per quanto sembra palese fin da subito l'intento di renderla una donna a tutto tondo e quindi di conferire umanità all'icona, a emergere prepotentemente è però una figura idealizzata, la Diana che è emersa negli anni dalle interviste da lei rilasciate e in buona parte dall'idea che ogni spettatore si porta dietro, ovviamente ben lontana da essere un personaggio sfaccettato e veramente profondo. Anche i suoi disturbi alimentari sono affrontati di striscio, con una certa aura patetica che stimola la compassione ma non aiuta il film a fare il salto di qualità che ci si aspetterebbe.

Da questo quadro, unica protagonista, l'interpretazione di Kristen Stewart è allo stesso tempo magistrale e forzata. Magistrale perché la camera è continuamente su di lei e lei riesce a reggerla magnificamente, trasformandosi (anche grazie a un ottimo trucco) in Diana, restituendo quegli sguardi tristi e sognanti per cui è diventata famosa, ma anche i momenti più intimi con i suoi figli. Forzata perché nonostante tutto sembra sempre di assistere a una recita e non ci si dimentica mai che alla fin fine quello che si sta guardando non è reale, al massimo è un ricordo soffuso di affetto della Diana che abbiamo amato e che non c'è più. 

Licorice Pizza - la recensione

Torna Paul Thomas Anderson e ritorna in grande stile, portandoci nella scintillante San Ferdinando Valley degli anni 70.
Gary (Cooper Hoffman, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman) conosce Alana (Alana Haim) al liceo, mentre lei è insieme a suo padre per scattare delle foto. Gary si innamora immediatamente e la invita ad uscire, ma Alana, pur accettando, non sembra intenzionata a portare la relazione oltre l'amicizia, anche a causa della differenza di età che li separa (lei ha 25 anni, mentre lui 15).


A livello visivo è tutto meraviglioso, Anderson conosce bene la zona e dirige con un'amore e una passione papabili, con colori e grana della pellicola che richiamano anche ai film di quel periodo e che prendono lo spettatore e letteralmente lo gettano dentro quegli anni. Gli scenari suburbani, un po' underground, la fanno da padrone e i costumi sono perfetti nel restituire quello spirito.

I due protagonisti hanno una chimica che si percepisce fin da subito e sono loro a tirare avanti il film, nonostante ci siano un gran numero di personaggi bizzarri che gli ruotano intorno, interpretati anche da grandi attori come Sean Penn e Bradley Cooper, ma alla fine sono sempre i due ragazzi a rubare la scena con la loro ironia e la loro spensieratezza giovanile.
Non c'è una vera e propria trama e questo potrebbe essere un difetto, infatti a seconda del momento il film varia di ritmo e per molti potrebbe risultare anche molto noioso e privo di un vero e proprio punto.

Sicuramente non si può annoverare Licorice Pizza fra i migliori lavori di Paul Thomas Anderson, ma alla fine a questo film si arriva a voler bene comunque.


Nightmare Alley - La Fiera delle Illusioni - la recensione

È finalmente disponibile su Disney+, La Fiera delle Illusioni - Nightmare Alley, l'ultimo film di Guillermo del Toro, candidato a quattro premi Oscar 2022, tra cui miglior film.

Stati Uniti, anni '40, Stanton "Stan" Carlisle è un uomo che non ha nulla, abbandona la sua casa dopo averle dato fuoco per seppellire un corpo e parte. Finisce per unirsi a una fiera, dove viene a contatto con un mondo nuovo, fatto di nani, uomini barbuti, l'"uomo-bestia", donne che si fanno attraversare il corpo dall'elettricità. Grazie all'aiuto della chiromante Zeena e di suo marito, l'ex mentalista Pete, Stan entra attivamente in quel mondo e impara alcuni trucchi del mestiere. Ma Stan vuole di più, a qualunque costo. Spinto da ambizione e avidità, parte con la giovane Molly per la città e lì, in poco tempo, diventa "Il Grande Stanton", mentalista e sensitivo da due spettacoli al giorno. Ma per Stan non è ancora abbastanza. Dopo l'incontro con una opportunista psicologa, e spinto da una crescente avidità, decide di mettere in piedi una vera e propria truffa ai danni di uomini ricchi e potenti, a cui fa credere di poter parlare con i loro cari defunti. Quello di Stan però è un gioco molto pericoloso.

Adattamento dell'omonimo romanzo di William Lindsay Gresham, già trasposto sullo schermo nel 1947, in un film con Tyrone Power, a cui però è stato cambiato il finale per renderlo meno negativo, Nightmare Alley - La Fiera delle Illusioni è il film con cui Guillermo del Toro cerca di non essere il "solito" del Toro. Non è un fantasy gotico, non è un horror, è un vero e proprio noir vecchio stile, tra atmosfere plumbee, personaggi ambigui, e sigarette. La prima parte, quella ambientata alla fiera, in un mondo di freaks, è sicuramente quella in cui si sente di più il tocco "deltoriano", nei colori, nei personaggi, poi a lungo andare quel tocco si perde un po' virando su qualcosa di più classico, mantenendo però sempre un vago senso di grottesco tipico del regista. La regia di Del Toro è ottima, bella, precisa e pulita. La ricostruzione dell'ambientazione, le scenografie, i costumi, sono meravigliosi, curati nei minimi dettagli. Ottimo anche il lavoro della fotografia.

Il protagonista Bradley Cooper offre forse la miglior performance della sua carriera, riesce a dare corpo a un personaggio avido, spietato, profondamente immorale, così bravo e sicuro di sé ad ingannare gli altri quanto incapace di capire davvero chi ha davanti, che sia la pura e innocente Molly, meno accondiscendente di quanto pensa, o l'apparentemente complice psicologa, ancora più spietata di lui. La parabola di ascesa e caduta di Stan Carlisle lo riporterà all'inizio della sua avventura, ma in un ruolo diverso e forse più "simile" alla sua anima corrotta. Oltre a Cooper, il cast è formato da grandi nomi, Rooney Mara, una glaciale Cate Blanchett, Richard Jenkins, Willem Dafoe, Toni Collette, Ron Perlman, David Strathairn e Mary Steenburgen. Ottime le interpretazioni di tutti, una performance corale degna del livello dei nomi che compongono il cast, forse l'unico personaggio a soffrire un po' è proprio quello di Rooney Mara, che avrebbe meritato maggior peso nella storia.

Nightmare Alley è un indubbiamente un bel film, girato alla perfezione, visivamente affascinante, con una dedizione per i dettagli davvero eccezionale, si vede che è stato fatto e girato da persone che amano il Cinema. Dov'è che pecca allora? Nel calore. È un film molto freddo, così freddo da non riuscire a colpire davvero al cuore lo spettatore, si prova disprezzo per il protagonista ma mai trasporto emotivo, e questo da un film di Del Toro proprio non te lo aspetti. Resta comunque un bel film da vedere, con gli occhi.

giovedì 24 marzo 2022

King Richard - Una Famiglia Vincente - la recensione

King Richard, tradotto malamente nel nostro paese con Una famiglia vincente, è il biopic interpretato da Will Smith incentrato sul padre delle sorelle Venus e Serena Williams, due delle più grandi tenniste di tutti i tempi.

Al centro del film c'è proprio Richard, il padre, interamente votato al sogno di raggiungere il successo attraverso l'immenso talento tennistico delle figlie, in un mondo dominato dai bianchi benestanti in cui i neri non sono nè ben visti nè tantomeno presi sul serio. 

Quello che la pellicola vuole comunicarci è l'incrollabile forza di volontà di quest'uomo che riesce a farsi largo in un ambiente ostile grazie al duro lavoro e alla determinazione, in sostanza la quintessenza del sogno americano applicato a uno degli sport più "snob" di sempre. Ma quello che ne emerge è molto lontano dal risultato sperato, con il personaggio protagonista che risulta molto presto insopportabilmente perfetto e privo di sfumature che lo avrebbero reso molto più interessante. Will Smith ci mette tutto se stesso e sfoggia una grande performance, ma anche lui si perde nella prevedibilità del tutto, manicheo per quanto bravo, privo di emozione. Se pensiamo che il Tennis è al contrario uno sport tecnico e dove la tensione la fa da padrone, si rimane quantomeno perplessi.

Le sorelle Williams nel film ne emergono come poco più che comparse: non sappiamo praticamente nulla di loro, non conosciamo cosa le ha portate al tennis, non conosciamo i loro sforzi o le loro paure, insomma non sono che strumenti e ombre del padre, un vero peccato perché probabilmente la storia dal loro punto di vista sarebbe potuta essere molto più interessante e sfaccettata.

In tutta questa banalità narrativa, dove mancano anche particolari guizzi registici che possano destare vero interesse, le due ore e venti di durata appaiono ingiustificate e dilatate oltre misura. 

Un gran peccato, perché una storia come quella della famiglia Williams è davvero una di quelle storie che si incontrano di rado e che sembrano essere fatte apposta per il grande schermo, avrebbe meritato un grande film mentre invece deve accontentarsi di una pellicola mediocre e facilmente dimenticabile.

martedì 22 marzo 2022

CODA - I Segni del Cuore - la recensione

In principio era considerato un titolo outsider, CODA - I Segni del Cuore arriva alla serata degli Oscar 2022 con tre nomination pesanti, miglior film, attore non protagonista, e sceneggiatura non originale, e si propone come il favorito della serata.

La storia di una famiglia sorda in cui l'unica udente è la figlia adolescente Ruby. Il padre è proprietario di un peschereccio, insieme al figlio pesca e rivende il pesce, ma inevitabilmente è la figlia a dover fare da interprete, anche nei momenti più imbarazzanti. La ragazza si sveglia alle 3 di notte, va a pesca, poi a scuola, dove i compagni la prendono in giro proprio per la sua famiglia, e intanto coltiva la sua più grande passione, il canto. Quando Ruby deciderà di entrare nel coro e allenarsi per fare un'audizione per entrare al college, lei e la famiglia si troveranno davanti a delle scelte importanti.

CODA, che sta per Children of Deaf Adults (figlia/o di genitori sordi), è il remake del film francese La Famiglia Belier (2014), la storia è praticamente la stessa, la regista Sian Heder cambia l'ambientazione adattandola alla periferia americana, che fa molto film indie, e sposta il punto di vista concentrandolo molto di più sulla figlia udente. Ci riesce bene, soprattutto perché non si dimentica di caratterizzare nel modo giusto gli altri membri della famiglia, tutti hanno un loro spazio e una loro identità ben precisa e questo anche grazie alla bravura del cast.
Una prova d'insieme molto convincente, a partire dalla protagonista Emilia Jones, e poi Troy Kotsur, candidato all'Oscar 2022 come migliore attore non protagonista (e sicuramente vincerà, meritatamente), Daniel Durant, e Marlee Matlin, unica attrice sorda ad aver vinto un Oscar nella storia dell'Academy Awards. 

CODA è un film che parla di emancipazione, di crescita, in un contesto particolare come può essere quello di una famiglia sorda, che deve affrontare molte difficoltà nella comunità, ma il film ha il pregio di non cercare mai facili furbate, non cerca mai di impietosire lo spettatore, immerge chi guarda nel contesto di una famiglia sorda, con la lingua dei segni e in alcuni casi l'assenza dei suoni. Tutto è fatto molto bene, trasmette il giusto calore da "feel good movie" anche se, in più di una occasione, dà l'idea di essere tutto troppo lineare e programmato. Un bel film? sicuramente sì. Ma è un film da Oscar? onestamente, no.

domenica 13 marzo 2022

DGA Awards 2022 - vincono Jane Campion e Maggie Gyllenhall

Assegnati ieri sera i DGA Awards 2022, cioè i Directors Guild Awards, il premio del sindacato dei registi, molto indicativo in ottica Oscar.

A trionfare è stata Jane Campion per il suo Il Potere del Cane, e ora la regista è la grande favorita per la vittoria dell'Oscar 2022 per la regia.
Da sottolineare il fatto che si tratta del secondo anno consecutivo in cui a vincere questo premio è una donna, lo scorso anno infatti a trionfare era stata Chloe Zhao (Nomadland), e della terza vittoria per una regista in assoluto (la prima è stata Kathryn Bigelow per The Hurt Locker nel 2010.

Altra grande serata per Maggie Gyllenhaal, che ha vinto il premio come migliore regista esordiente con il suo primo film La Figlia Oscura.

Ecco tutti i vincitori.

THEATRICAL FEATURE FILM
Jane Campion The Power of the Dog (Netflix)

FIRST-TIME FEATURE FILM DIRECTOR
Maggie Gyllenhaal The Lost Daughter (Netflix)

DRAMATIC SERIES
MARK MYLOD Succession, “All the Bells Say” (HBO)

MOVIES FOR TELEVISION AND LIMITED SERIES
BARRY JENKINS The Underground Railroad (Amazon)

COMEDY SERIES
LUCIA ANIELLO Hacks, “There Is No Line” (HBO Max)

DOCUMENTARY
STANLEY NELSON Attica (Showtime)

lunedì 7 marzo 2022

Spirit Awards 2022 - trionfo per 'La Figlia Oscura' di Maggie Gyllenhaal

Si sono tenuti ieri sera gli Independent Spirit Awards 2022, i premi del cinema indipendente.

Regina della serata Maggie Gyllenhaal con il suo La Figlia Oscura, il suo primo film da regista, tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante. L'attrice ha vinto il premio miglior film, migliore regia, e migliore sceneggiatura, firmata sempre da lei. Una serata da ricordare in attesa degli Oscar 2022 dove il film è candidato in tre categoria (attrice, attrice non protagonista, e sceneggiatura non originale).

Taylour Paige (Zola) e Simon Rex (Red Rocket) sono stati premiati come migliori protagonisti, Ruth Negga (Passing, esordio alla regia di Rebecca Hall) e Troy Kotsur (I Segni del Cuore) hanno vinto il premio come migliore attrice e attore non protagonista.

Ecco tutti i vincitori di Cinema e TV.

- CINEMA -

MIGLIOR FILM
La figlia oscura

MIGLIOR OPERA PRIMA
7 Days

MIGLIOR REGISTA
Maggie Gyllenhaal, La figlia oscura

MIGLIOR PROTAGONISTA FEMMINILE
Taylour Paige, Zola

MIGLIOR PROTAGONISTA MASCHILE
Simon Rex, Red Rocket

MIGLIOR NON PROTAGONISTA FEMMINILE
Ruth Negga, Passing

MIGLIOR NON PROTAGONISTA MASCHILE
Troy Kotsur, I segni del cuore

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Summer of Soul

MIGLIOR SCENEGGIATURA
La figlia oscura, Maggie Gyllenhaal

MIGLIOR SCENEGGIATURA D'ESORDIO
Michael Sarnoski; Story by Vanessa Block, Michael Sarnoski, Pig

MIGLIOR MONTAGGIO
Joi McMillon, Zola

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Edu Grau, Passing

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Drive My Car - Giappone

ROBERT ALTMAN AWARD
Mass

JOHN CASSAVETES AWARD
Shiva Baby

PRODUCERS AWARD
Brad Becker-Parton , Pin-Chun Liu, Lizzie Shapiro

SOMEONE TO WATCH AWARD
Alex Camilleri, Luzzu

TRUER THAN FICTION AWARD
Jessica Beshir, Faya Dayi

- TV -

BEST NEW NON-SCRIPTED OR DOCUMENTARY SERIES
Black and Missing

BEST NEW SCRIPTED SERIES
Reservation Dogs

BEST FEMALE PERFORMANCE IN A NEW SCRIPTED SERIES
Thuso Mbedu, La ferrovia sotterranea

BEST MALE PERFORMANCE IN A NEW SCRIPTED SERIES
Lee Jung-jae, Squid Game

BEST ENSEMBLE CAST IN A NEW SCRIPTED SERIES
Reservation Dogs

lunedì 28 febbraio 2022

SAG Awards 2022 - a CODA il premio per il miglior cast. Tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte i SAG Award 2022, gli Screen Actors Guild Award, il premio del sindacato degli attori, molto indicativo in ottica Oscar.

A trionfare come miglior cast d'insieme (cioè l'equivalente di miglior film) è stato CODA - I Segni del Cuore, film di Apple TV+, remake del film francese La famiglia Bélier, racconta la storia di una famiglia di sordomuti attraverso la giovane protagonista, unica udente della famiglia. Nel cast anche Marlee Matlin, unica attrice sorda ad aver vinto un Oscar. La vittoria di CODA rimescola un po' le carte in vista degli Oscar 2022 e il film si propone come uno dei favoriti per la vittoria come miglior film.
Secondo premio al film, il SAG come migliore attore non protagonista, con Troy Kotsur che ha battuto il favorito Kodi Smit-McPhee. Sarà così anche agli Oscar?

Il SAG come migliore attore protagonista è andato Will Smith (King Richard - Una Famiglia Vincente), sempre più favorito per quello che sarebbe il suo primo Oscar. Jessica Chastain (Gli Occhi di Tammy Faye) invece ha vinto il SAG Award come migliore attrice protagonista, battendo Nicole Kidman (Kristen Stewart non è stata candidata ai SAG ma è nella cinquina dell'Academy) e rendendo ancora più intricata la corsa all'Oscar come migliore attrice protagonista.
Nella categoria migliore attrice non protagonista trionfa ancora Ariana DeBose (West Side Story), che sembra viaggiare spedita verso l'Oscar.

Per la TV, grande successo per Ted Lasso, migliore cast comedy e migliore attore a Jason Sudeikis, e Succession, migliore cast drama. Grande risultato per Squid Game, la serie coreana ha vinto il SAG come migliore attore e attrice protagonisti, Jung Ho-yeon e Lee Jung-Jae, nella categoria drama, oltre a quello per il miglior cast di stunt.
Il SAG come migliore attrice drama in una miniserie è andato a Kate Winslet per Omicidio a Easttown, ennesimo premio per l'attrice, come migliore attore invece è stato premiato Michael Keaton (Dopesick). Primo SAG per Jean Smart (Hacks), migliore attrice di una serie comedy.

Durante la serata, Helen Mirren ha ricevuto il SAG Life Achievement Award, il premio alla carriera.

Ecco tutti i vincitori.

- CINEMA -

Miglior cast in un film
I segni del cuore – CODA

Miglior attrice protagonista in un film
Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye)

Miglior attore protagonista in un film
Will Smith (King Richard – Una famiglia vincente)

Miglior attrice non protagonista in un film
Ariana DeBose (West Side Story)

Miglior attore non protagonista in un film
Troy Kotsur (I segni del cuore – CODA)

Miglior cast di stunt in un film
No Time to Die

- TV -

Miglior cast in una serie drammatica
Succession

Miglior cast in una serie comedy
Ted Lasso

Miglior attore in una serie comedy
Jason Sudeikis (Ted Lasso)

Miglior attrice in una serie comedy
Jean Smart (Hacks)

Miglior attrice in una serie drammatica
Jung Ho-yeon (Squid Game)

Miglior attore in una serie drammatica
Lee Jung-Jae (Squid Game)

Miglior attrice in un film tv o miniserie
Kate Winslet (Omicidio a Easttown)

Miglior attore in un film tv o miniserie
Michael Keaton (Dopesick)

Miglior cast di stunt in una serie
Squid Game

martedì 8 febbraio 2022

Oscar 2022 - le nomination!

Annunciate pochi minuti fa le nomination agli Oscar 2022, e non manca qualche sorpresa.

Presenti tutti i maggiori titoli della stagione. Dodici nomination per Il Potere del Cane, con tutti e quattro i protagonisti del film candidati. Dieci nomination per Dune, con Denis Villeneuve a sorpresa escluso dalla cinquina per la migliore regia. Sette nomination per West Side Story di Steven Spielberg. Drive My Car ha ricevuto la doppia nomination, miglior film e miglior film internazionale.

Belle le cinquine dei protagonisti, dove ci sono delle sorprese, in particolare tra le attrici. Confermate Nicole Kidman (Being the Ricardos) e Olivia Colman (The Lost Daughter), a cui si aggiungono Jessica Chastain (Gli Occhi di Tammy Faye), Penelope Cruz (Madres Paralelas) e, dopo l'esclusione ai SAG, torna tra le nominate Kristen Stewart (Spencer), alla sua prima nomination. Fuori quindi Lady Gaga per House of Gucci, film tanto spinto dalla stampa ma quasi completamente ignorato dall'Academy, anche Jared Leto infatti è rimasto fuori dalla cinquina dei migliori attori non protagonisti. Il film di Ridley Scott ha ottenuto solo una nomination per trucco e acconciature.

Tra i film internazionali c'è Paolo Sorrentino con È Stata la Mano di Dio. Nella cinquina dei migliori film d'animazione, dove sono presenti tre film Disney, c'è Luca, del regista italiano Enrico Casarosa. Un po' di Italia anche nella cinquina dei migliori costumi, con la nomination di Massimo Cantini Parrini per Cyrano.

La cerimonia si terrà il 27 marzo. Ecco tutte le nomination.

Miglior Film
Belfast
Coda
Don't Look Up
Drive My Car
Dune
Una famiglia vincente - King Richard
Licorice Pizza
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley
Il potere del cane
West Side Story

Miglior Regia
Kenneth Branagh per Belfast
Ryusuke Hamaguchi per Drive My Car
Paul Thomas Anderson per Licorice Pizza
Jane Campion per Il potere del cane
Steven Spielberg per West Side Story

Migliore Attrice protagonista
Jessica Chastain per Gli occhi di Tammy Faye
Olivia Colman per The Lost Daughter
Penelope Cruz per Madres Paralelas
Nicole Kidman per Being the Ricardos
Kirsten Stewart per Spencer

Migliore Attore protagonista
Javier Bardem per Being the Ricardos
Benedict Cumberbatch per Il potere del cane
Andrew Garfield per Tick, Tick... Boom
Will Smith per Una famiglia vincente - King Richard
Denzel Washington per The Tragedy of Macbeth

Migliore Attore non protagonista
Ciaran Hinds per Belfast
Troy Kotsur per Coda
Jesse Plemons per Il potere del cane
J.K. Simmons per Being the Ricardos
Kodi Smit-McPhee per Il potere del cane

Migliore Attrice non protagonista
Jesse Buckley in La figlia oscura
Ariana DeBose in West Side Story
Jusy Dench in Belfast
Kirsten Dusnet in Il potere del cane
Aunjanue Ellis in Una Famiglia vincente - King Richard

Migliore Sceneggiatura originale
Belfast
Don't Look Up
Una famiglia vincente - King Richard
Licorice Pizza
La persona peggiore del mondo

Migliore Sceneggiatura non originale
Coda
Drive My Car
Dune
La figlia oscura
Il potere del cane

Migliore Film Internazionale
Drive My Car
Flee
È stata la mano di Dio
Lunana: a Yak in the Classroom
La persona peggiore del mondo

Migliore Film d'animazione
Encanto
Flee
Luca
I Mitchell contro le macchine
Raya e l'ultimo drago

Migliore Montaggio
Don't Look Up
Dune
Una famiglia vincente - King Richard
Il potere del cane
Tick, Tick... Boom

Migliore Scenografia
Dune
Nightmare Alley
Il potere del cane
The Tragedy of Macbeth
West Side Story

Migliore Fotografia
Dune
Nightmare Alley
Il potere del cane
The Tragedy of Macbeth
West Side Story

Migliori Costumi
Cruella
Cyrano
Dune
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley
West Side Story

Miglior Trucco e acconciature
Coming 2 America
Cruella
Dune
Gli occhi di Tammy Faye
House of Gucci

Migliori Effetti visivi
Dune
Free Guy
No Time to Die
Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli
Spider-Man: No Way Home

Miglior sonoro
Belfast
Dune
No Time To Die
Il potere del cane
West Side Story

Miglior Colonna sonora originale
Don't Look Up
Dune
Encanto
Madres parallelas
Il potere del cane

Miglior Canzone Originale
"Be Alive" - King Richard
"Dos Oruguitas" - Encanto
"Down to Joy" - Belfats
"NO Time To Die" - No Time To Die

Miglior Documentario
Ascension
Attica
Flee
Summer of Soul
Writing with Fire

Miglior Cortometraggio documentario
Audible
Lead Me Home
The Queen of Basketball
Three Songs for Benazir
When We Were Bullies

Miglior Cortometraggio
Ala Kachuu - Take and Run
The Dress
The Long Goodbye
On My Mind
Please Hold

Miglior cortometraggio d'animazione
Affairs of the art
Bestia
Boxballet
Robin Robin
The Windshield Wiper

venerdì 28 gennaio 2022

DGA Award 2022 - le nomination. È record per Spielberg.

Annunciate le nomination dei DGA Award 2022, il premio del sindacato dei registi, molto indicativo in ottica Oscar.

Nella cinquina dei candidati c'è Steven Spielberg, con il suo West Side Story, che grazie a questa nomination segna un record personale, è il regista più nominato nella storia dei DGA, ben 12 volte. Seconda nomination in carriera invece per Jane Campion per il suo Il Potere del Cane.

Numerosa la presenza di registe nella categorie registi esordienti, due di queste sono le attrici Maggie Gyllenhaal, con The Lost Daughter, e Rebecca Hall, con Passing.

Ecco le nomination.

OUTSTANDING DIRECTORIAL ACHIEVEMENT IN THEATRICAL FEATURE FILM

Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza
(Metro Goldwyn Mayer Pictures/United Artists Releasing)
Mr. Anderson’s Directorial Team:

Unit Production Manager: Sue McNamara
First Assistant Director: Adam Somner
Second Assistant Director: Trevor Tavares
Second Second Assistant Directors: Kasia Trojak, Bob Riley, David Marnell

Kenneth Branagh - Belfast
(Focus Features)

Jane Campion - The Power of the Dog
(Netflix)

Steven Spielberg - West Side Story
(20th Century Studios)

Mr. Spielberg’s Directorial Team:

Unit Production Managers: Carla Raij, Daniel Lupi
First Assistant Director: Adam Somner
Second Assistant Director: Jeremy Marks
Assistant Unit Production Manager: Robert T. Striem
Second Second Assistant Director: Josh Muzaffer
Additional Second Assistant Director: Billy Brennan
Location Managers: Robert T. Striem, Katherine Delaney

Denis Villeneuve - Dune
(Warner Bros. Pictures)

Mr. Villeneuve’s Directorial Team:

Unit Production Managers: Joe Caracciolo, Jr., James Grant
First Assistant Director: Chris Carreras
Second Assistant Director: Tom Rye

OUTSTANDING DIRECTORIAL ACHIEVEMENT OF A FIRST-TIME FEATURE FILM DIRECTOR

Maggie Gyllenhaal - The Lost Daughter
(Netflix)

Rebecca Hall - Passing
(Netflix)

Tatiana Huezo  - Prayers for the Stolen
(Netflix)

Lin-Manuel Miranda - Tick, Tick… Boom!
(Netflix)

Mr. Miranda’s Directorial Team: 

Unit Production Manager: Deb Dyer
First Assistant Director: Mariela Comitini
Second Assistant Directors: Josh A. Muzaffer, Luca Waldman
Second Second Assistant Directors: Melissa Morphet, Lincoln Major
Additional Second Assistant Director: Zach Citarella
Location Manager: Ryan Smith

Michael Sarnoski - Pig
(NEON)

Emma Seligman - Shiva Baby
(Utopia)

giovedì 27 gennaio 2022

PGA Award 2022 - le nomination

Annunciate le nomination ai PGA Award 2022, i premi del sindacato dei produttori cinematografici e televisivi, uno dei più rilevanti in chiave Academy Awards, molto spesso infatti il film vincitore del PGA si ripete poi anche nella notte degli Oscar.

Nella rosa dei dieci candidati come miglior film ci sono tutti i titoli più forti della stagione, a cui si è aggiunto, in modo inatteso, il bel film di Aaron Sorkin Being the Ricardos.

Sono rimasti fuori invece, alcuni titoli molto chiacchierati e "spinti" dalla stampa, come House of Gucci, altri acclamati dalla critica, come The Tragedy of Macbeth, Nightmare Alley, e The Lost Daughter, e anche il più grande incasso della stagione, cioè Spider-Man: No Way Home.

Nei cinque candidati per il miglior film d'animazione, ben tre sono firmati dalla Disney, uno di questi, Luca dell'italiano Enrico Casarosa, in collaborazione con la Pixar.

Rita Moreno riceverà lo Stanley Kramer Award, mentre George Lucas e Kathleen Kennedy saranno premiati con il Milestone Award.

La premiazione si terrà il 19 marzo, poco prima degli Oscar. Ecco tutte le nomination di Cinema e TV.

Darryl F. Zanuck Award for Outstanding Producer of Theatrical Motion Pictures
Being the Ricardos
Belfast
CODA
Don’t Look Up
Dune
King Richard
Licorice Pizza
The Power of the Dog
tick, tick…BOOM!
West Side Story

Award for Outstanding Producer of Animated Theatrical Motion Pictures
Encanto
Luca
The Mitchells vs. The Machines
Raya and the Last Dragon
Sing 2

Norman Felton Award for Outstanding Producer of Episodic Television – Drama
The Handmaid’s Tale (Season 4)
The Morning Show (Season 2)
Squid Game (Season 1)
Succession (Season 3)
Yellowstone (Season 4)

Danny Thomas Award for Outstanding Producer of Episodic Television – Comedy
Cobra Kai (Seasons 3 & 4)
Curb Your Enthusiasm (Season 11)
Hacks (Season 1)
Only Murders in the Building (Season 1)
Ted Lasso (Season 2)

David L. Wolper Award for Outstanding Producer of Limited or Anthology Series Television
Dopesick
Mare of Easttown
​​The Underground Railroad
WandaVision
The White Lotus

Award for Outstanding Producer of Televised or Streamed Motion Pictures
8-Bit Christmas
Come From Away
Oslo
Robin Roberts Presents: Mahalia
Single All The Way
Tom Petty, Somewhere You Feel Free: The Making of Wildflowers

Award for Outstanding Producer of Non-Fiction Television
60 Minutes (Season 54)
Allen v. Farrow (Season 1)
The Beatles: Get Back (Season 1)
Queer Eye (Season 6)
Stanley Tucci: Searching for Italy (Season 1)

Award for Outstanding Producer of Live Entertainment, Variety, Sketch, Standup & Talk Television
The Daily Show with Trevor Noah (Season 27)
Dave Chappelle: The Closer
Last Week Tonight with John Oliver (Season 8)
The Late Show with Stephen Colbert (Season 7)
Saturday Night Live (Season 47)

Award for Outstanding Producer of Game & Competition Television
America’s Got Talent (Season 16)
Nailed It! (Seasons 5 & 6)
RuPaul’s Drag Race (Season 13)
Top Chef (Season 18)
The Voice (Season 20)

Award for Outstanding Producer of Documentary Motion Pictures (previously announced)
Ascension
The First Wave
Flee
In The Same Breath
The Rescue
Simple As Water
Summer Of Soul (…Or, When the Revolution Could Not Be Televised)
Writing With Fire

venerdì 24 dicembre 2021

House of Gucci - la recensione

House of Gucci ha una reputazione che lo precede, sin dalla prima proiezione, pubblico e critica si è diviso tra sostenitori della nuova pellicola di Ridley Scott e scettici. Dov'è la verità?

Durante una festa privata, Maurizio (Adam Driver), rampollo di casa Gucci, figlio del superbo Rodolfo (Jeremy Irons), conosce la graziosa, e ben più umile, Patrizia (Lady Gaga), che pare da subito drizzare le orecchie e languire di gioia al solo udire il famoso cognome del giovane. Tra i due scatta una scintilla che Patrizia continuerà prepotentemente ad alimentare, scatenando così l'ira del lungimirante padre di lui, che lo ripudierà, in un'escalation di passione che porterà i due al matrimonio. In questo contesto viene svelata la Famiglia Gucci, rappresentata come una vera e propria casta che si alimenta e proficuamente cresce grazie alle boutique, allo sfarzo, alle ville ed agli eccessi dei suoi componenti. Sarà lo zio Aldo (un sublime e fantasticamente doppiato Al Pacino), spinto dal desiderio di potere e di denaro di Patrizia, a portare a sé Maurizio, e sarà questa scelta il primo ciottolo che scatenerà la valanga di eventi che porterà all'assassinio di quest'ultimo.

House of Gucci è tratto da un omonimo libro e sebbene si dica "ispirato" a fatti realmente accaduti, la messa in scena risulta decisamente macchiettistica, esasperata, quasi ridicola, e irrispettosa, anche verso l'Italia e gli italiani. A questo va aggiunto un montaggio forsennato, frettoloso, poco fluido e una durata (157 minuti!) estremamente lunga da risultare estenuante.
Il cast è formato da attori meritevoli, che si muovono però su binari scomodi ed anchilosati. Da segnalare, in negativo, un Jared Leto irritante, troppo sopra le righe, offre una pessima interpretazione; in positivo invece la performance di Salma Hayek.
Tra le note di merito, sicuramente una colonna sonora da urlo.

Dopo mesi e mesi di attesa, con le aspettative alle stelle, grazie soprattutto a dei trailer ben architettati, si entra in sala carichi, con una grande voglia, purtroppo però ci si trova davanti a un film approssimativo, impreciso nei fatti e anche scorretto verso la famiglia Gucci, e che forse porterà Lady Gaga a una immeritata candidatura all'Oscar. Alla fine, si torna a casa con tanto amaro in bocca.

La verità è che House of Gucci è il film delusione dell'anno.

Francesca Matteucci

domenica 12 dicembre 2021

I critici di Boston eleggono Il Potere del Cane come miglior film

Continua il percorso di premi che poterà fino agli Oscar 2022, oggi è il turno dei Boston Online Film Critics Association, premi assegnati dai critici cinematografici di Boston.

Ad essere eletto come miglior film è stato Il Potere del Cane di Jane Campion, che ha vinto ben sette premi, tra cui migliore regia, attore protagonista (Benedict Cumberbatch), attrice non protagonista (Kirsten Dunst), e attore non protagonista (Kodi Smit-McPhee).

Il premio come migliore attrice è andato a Kristen Stewart per Spencer. Miglior cast d'insieme Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson.

Ecco tutti i vincitori e la top 10 dei migliori film (in ordine da 1 a 10).

LA TOP 10 DEL 2021
The Power of the Dog
Licorice Pizza
The Green Knight
Drive My Car
Pig
Dune
Titane
The Worst Person in the World
Spencer
Flee

MIGLIOR FILM
Il potere del cane

MIGLIOR REGIA
Jane Campion, Il potere del cane

MIGLIORE ATTRICE
Kristen Stewart, Spencer

MIGLIOR ATTORE
Benedict Cumberbatch, Il potere del cane

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Kirsten Dunst, Il potere del cane

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Kodi Smit-McPhee, Il potere del cane

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Jane Campion, Il potere del cane

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Licorice pizza

MIGLIOR COLONNA SONORA
Hans Zimmer, Dune

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Ari Wegner, Il potere del cane

MIGLIOR MONTAGGIO
Joe Walker, Dune

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Flee

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
The Worst Person in the World

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
I Mitchell contro le macchine

venerdì 3 dicembre 2021

National Board of Review - Licorice Pizza è il miglior film

Nuovo appuntamento per la stagione dei premi , oggi è il turno dei National Board of Review, organizzazione no profit newyorkese che vede tra i suoi membri dei "cinefili", inteso in modo molto ampio, dai professionisti del settore e critici, a insegnanti e studenti di Cinema. Moderatamente indicativo per gli Oscar, negli ultimi dieci anni, solo due volte il vincitore del National Board of Review ha poi vinto agli Academy Awards.

Ad aggiudicarsi il premio come miglior film è stato Licorice Pizza, nuovo film di Paul Thomas Anderson, che ha vinto anche come migliore regista e per le migliori performance esordienti, Alana Haim e Cooper Hoffman (figlio del compianto Philip Seymour Hoffman).

Nella categoria degli attori protagonisti, Will Smith ha vinto il premio migliore attore per King Richard, e per lui si parla sempre più insistentemente di una nomination agli Oscar. Come migliore attrice invece è stata premiata Rachel Zegler per West Side Story, l'attrice potrebbe ritagliarsi il suo spazio nella stagione dei premi in una categoria, quella per la migliore attrice, che quest'anno è particolarmente affollata.

Ecco tutti i premi e la lista dei migliori film.

Best Film: LICORICE PIZZA
Best Director: Paul Thomas Anderson, LICORICE PIZZA
Best Actress: Rachel Zegler, WEST SIDE STORY
Best Actor: Will Smith, KING RICHARD
Best Supporting Actress: Aunjanue Ellis, KING RICHARD
Best Supporting Actor: Ciarán Hinds, BELFAST
Best Original Screenplay: Asghar Farhadi, A HERO
Best Adapted Screenplay: Joel Coen, THE TRAGEDY OF MACBETH
Breakthrough Performance: Alana Haim & Cooper Hoffman, LICORICE PIZZA
Best Directorial Debut: Michael Sarnoski, PIG
Best Animated Feature: ENCANTO
Best Foreign Language Film: A HERO
Best Documentary: SUMMER OF SOUL (…OR, WHEN THE REVOLUTION COULD NOT BE TELEVISED)
Best Ensemble: THE HARDER THEY FALL
Outstanding Achievement in Cinematography: Bruno Delbonnel, THE TRAGEDY OF MACBETH
NBR Freedom of Expression Award: FLEE

MIGLIORI FILM (ordine alfabetico)
Belfast
Don’t Look Up
Dune
King Richard
The Last Duel
Nightmare Alley
Red Rocket
The Tragedy of Macbeth
West Side Story

MIGLIORI 5 FILM STRANIERI (ordine alfabetico)
Benedetta
Lamb
Lingui, The Sacred Bonds
Titane
The Worst Person in the World

MIGLIORI 10 FILM INDIPENDENTI (ordine alfabetico)
The Card Counter
C’mon C’mon
CODA
The Green Knight
Holler
Jockey
Old Henry
Pig
Shiva Baby
The Souvenir Part II

MIGLIORI 5 DOCUMENTARI (ordine alfabetico)
Ascension
Attica
Flee
The Rescue
Roadrunner: A Film About Anthony Bourdain


martedì 30 novembre 2021

Tick, Tick... Boom! - la recensione

Sono i primi anni 90 e Jonathan Larson è impegnato con il workshop newyorkese del suo musical, una space opera rock che sta scrivendo da otto anni e che spera sia il biglietto d'ingresso nel mondo di Broadway. Tutti i suoi idoli avevano raggiunto il successo prima dei trent'anni e per Jonathan l'orologio corre... tick, tick, tick... manca una sola settimana al suo trentesimo compleanno.


L'esordio alla regia cinematografica di Lin-Manuel Miranda non poteva che essere questo, l'adattamento della piece teatrale autobiografica scritta e interpretata dal geniale autore di Rent, che qui ha le sembianze e la voce di un Andrew Garfield in odore di premi. 

Andando avanti e indietro tra il palcoscenico, dove Larson racconta al suo pubblico della folle settimana che lo avrebbe portato a compiere quei fatidici trent'anni, e i flashback in cui lo vediamo scrivere un musical che non vedrà mai la luce ma che sarà in un certo senso davvero la sua rampa di lancio, Lin-Manuel Miranda dirige una vera e propria lettera d'amore sia all'autore, che è stato di così vitale importanza nel musical moderno, sia all'intero mondo del Teatro e in particolare del musical, capace di descrivere la realtà trasportandoti fuori del mondo reale, attraverso la musica, ma sempre parlando di temi molto veri.

E infatti assistiamo alla vita fallita (forse) di Larson che si sente già troppo vecchio rispetto al successo, che sente di aver perso ormai quel passaggio e di non poter recuperare. L'idea che i trenta siano gli anni in cui arrivare all'apice, è molto americana e poco italiana, così come la conseguente sensazione di fallimento che accompagna la consapevolezza che a volte la vita può andare diversamente, ma che la perseveranza ci farà raggiungere i nostri obiettivi. Una sensazione che molti hanno provato, anche in una società tanto diversa da quella americana come la nostra, dove l'età e la giovinezza hanno tutta un'altra concezione.


Allora perché Tick, Tick...Boom! risulta ugualmente tanto emozionante? Un po' perché se si conosce la triste storia di Jonathan Larson è impossibile non essere toccati dalla crudele ironia della vita e della morte, ma soprattutto perché tanto i personaggi quanto lo sfondo su cui si muovono, riescono ad avvincere lo spettatore e trasportarlo dentro la storia.

E poi, naturalmente, ci sono le musiche, che sono splendide e che è impossibile non amare durante e dopo la visione, confermando ancora una volta che Lin-Manuel Miranda è uno dei grandi del musical contemporaneo.

Gotham Awards 2021 - The Lost Daughter miglior film

Siamo a fine anno, inizia la stagione dei premi, e ieri è stato il turno dei Gotham Awards, premi dedicati al cinema indipendente (con un massimo di 35 milioni di budget).

A trionfare è stato The Lost Daughter, film con cui Maggie Gyllenhaal ha esordito come regista e che nella serata di ieri si è aggiudicato quattro premi, miglior film, regista esordiente, sceneggiatura (firmata dalla stessa attrice) e migliore interpretazione protagonista. Un titolo che potrebbe ritagliarsi il suo spazio durante tutta la stagione dei premi e anche agli Oscar 2022, soprattutto per la sceneggiatura.

Tra le novità di quest'anno, c'è quella dell'abolizione dei premi come migliore attrice e migliore attore, è stato deciso si non fare più distinzione di genere optando per un generico "miglior interpretazione protagonista" e "miglior interpretazione non protagonista". Il premio per la migliore interpretazione protagonista è andata comunque a un'attrice e un attore, mentre per la categoria non protagonista è stato premiato solo un attore. A vincere come protagonisti sono stati Olivia Colman (The Lost Daughter) e l'attore Frankie Faison (The Killing of Kenneth Chamberlain).

Aggiunta anche la categoria, sempre senza genere, "migliore interpretazione in una nuova serie", anche qui sono stati premiati un attore, Ethan Hawke (The Good Lord Bird) e un'attrice, Thuso Mbedu (The Underground Railroad).

Ecco i vincitori.

MIGLIOR FILM
The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal (Netflix)

MIGLIORE INTERPRETAZIONE
Olivia Colman in The Lost Daughter
Frankie Faison in The Killing of Kenneth Chamberlain

MIGLIORE INTERPRETAZIONE COME NON PROTAGONISTA
Troy Kotsur in CODA

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

MIGLIOR SERIE SOPRA I 40 MINUTI A EPISODIO
Squid Game (Netflix)

MIGLIOR SERIE SOTTO I 40 MINUTI A EPISODIO
Reservation Dogs (FX)

MIGLIOR SERIE NON FICTION
Philly D.A. (Topic, Independent Lens, PBS)

MIGLIORE INTERPRETAZIONE IN UNA NUOVA SERIE
Thuso Mbedu in The Underground Railroad
Ethan Hawke in The Good Lord Bird

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Flee (Neon)

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi (Sideshow and Janus Films)

MIGLIOR SCENEGGIATURA
The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal

MIGLIORE INTERPRETAZIONE ESORDIENTE
Emilia Jones in CODA