venerdì 25 marzo 2022

Licorice Pizza - la recensione

Torna Paul Thomas Anderson e ritorna in grande stile, portandoci nella scintillante San Ferdinando Valley degli anni 70.
Gary (Cooper Hoffman, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman) conosce Alana (Alana Haim) al liceo, mentre lei è insieme a suo padre per scattare delle foto. Gary si innamora immediatamente e la invita ad uscire, ma Alana, pur accettando, non sembra intenzionata a portare la relazione oltre l'amicizia, anche a causa della differenza di età che li separa (lei ha 25 anni, mentre lui 15).


A livello visivo è tutto meraviglioso, Anderson conosce bene la zona e dirige con un'amore e una passione papabili, con colori e grana della pellicola che richiamano anche ai film di quel periodo e che prendono lo spettatore e letteralmente lo gettano dentro quegli anni. Gli scenari suburbani, un po' underground, la fanno da padrone e i costumi sono perfetti nel restituire quello spirito.

I due protagonisti hanno una chimica che si percepisce fin da subito e sono loro a tirare avanti il film, nonostante ci siano un gran numero di personaggi bizzarri che gli ruotano intorno, interpretati anche da grandi attori come Sean Penn e Bradley Cooper, ma alla fine sono sempre i due ragazzi a rubare la scena con la loro ironia e la loro spensieratezza giovanile.
Non c'è una vera e propria trama e questo potrebbe essere un difetto, infatti a seconda del momento il film varia di ritmo e per molti potrebbe risultare anche molto noioso e privo di un vero e proprio punto.

Sicuramente non si può annoverare Licorice Pizza fra i migliori lavori di Paul Thomas Anderson, ma alla fine a questo film si arriva a voler bene comunque.


0 commenti:

Posta un commento