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lunedì 2 gennaio 2023

Avatar: la Via dell'Acqua - la recensione

Nel 2009 nelle sale usciva Avatar, il colossal di James Cameron che è diventato il più grande incasso cinematografici di tutti i tempi. 
A distanza di tredici anni, Cameron torna con Avatar: La via dell'acqua, un sequel vecchio stile che risulta atipico nel panorama odierno, fatto di universi cinematografici dalla trama ampia, intricata e strettamente connessa fra pellicole dello stesso franchise. Una boccata d'aria fresca che potrebbe lasciare forse qualcuno perplesso ma che sembra dare ancora una volta ragione al regista, che sta infatti riscuotendo un successo straordinario in tutto il mondo.



Si torna su Pandora dove Jake Sully e Neytiri hanno ormai messo su famiglia: tre figli naturali, una adottata e un quinto bambino umano ma cresciuto dai Na'vi. Ma dopo anni, gli umani fanno ritorno sul pianeta che avevano dovuto abbandonare, costringendo Jake e la sua famiglia a dover fuggire per trovare riparo presso una delle tribù dell'acqua, un popolo Na'vi molto diverso dalla tribù della foresta che abbiamo imparato a conoscere nel primo film e che gli stessi protagonisti dovranno scoprire pian piano.

L'espediente narrativo ci permette così di ampliare il raggio e di esplorare nuovi territori di Pandora, in un'operazione quasi documentaristica straordinaria: il pianeta Pandora sembra così reale che nel giro di pochi minuti dopo l'inizio del film ci si dimentica che tutto ciò che stiamo vedendo, o quasi, è frutto della tecnologia, gli scenari naturalistici sono magnifici e immersivi, gli effetti visivi da lasciare a bocca aperta, il 3D fluido e con una profondità delle dimensioni perfettamente bilanciata. Siamo su Pandora, letteralmente.
Guardando questo secondo Avatar si ha l'idea precisa di cosa si intende quando si parla di Cinema come arte visiva, lo spettacolo che Cameron ci mette d'avanti agli occhi è talmente sontuoso da far rimanere senza fiato, e alla fine delle più di tre ore di film, uscendo dalla sala, si ha l'impressione che il nostro mondo sia grigio e quasi meno reale di ciò che abbiamo visto sullo schermo. 

Non solo componente visiva, però, in questo sequel Cameron decide di ampliare anche la componente narrativa. Se la trama del primo film era molto semplice, quasi banale per certi versi, in questo secondo film si aggiunge un qualcosa in più. Nessuna complicazione nel plot o nell'intreccio, quanto invece una maggiore coralità nei personaggi: se in Avatar i protagonisti erano sostanzialmente Jake e Neytiri, ne La via dell'acqua anche i loro cinque figli assumono un ruolo centrale, con la palese intenzione da parte di Cameron di voler strutturare la saga come un affresco familiare a tutto tondo, con un probabile passaggio di testimone completo da una generazione all'altra nel corso dei 5 film previsti. 
A fronte di una prima parte che ripercorre un po' la struttura del primo film, dal secondo atto in poi, e soprattutto nel terzo, la narrazione si fa più articolata e ampia, con anche qualche trama aperta e non risolta per la successiva pellicola.
Anche le tematiche affrontate sono cambiate con i tempi, passando dal colonialismo che caratterizzava il primo, al cambiamento climatico che va a braccetto con riflessioni più intime sulla famiglia, sulle aspettative, sul trovare se stessi oltre ciò che famiglia e società vorrebbero per noi.


Un respiro più ampio, una narrazione corale e un ulteriore sguardo su Pandora fanno di Avatar: la via dell'acqua un sequel forse ancora più riuscito del suo predecessore. Sarà interessante capire se la maggiore attenzione posta nell'approfondimento dei personaggi potrà dare supporto al film una volta che la magia e l'incanto della sala e della tecnologia 3D verranno meno nella fruizione da casa e inevitabilmente si perderà gran parte di ciò che è questo film. Di sicuro siamo di fronte a un colossal come soltanto James Cameron è capace di farne.

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lunedì 28 febbraio 2022

SAG Awards 2022 - a CODA il premio per il miglior cast. Tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte i SAG Award 2022, gli Screen Actors Guild Award, il premio del sindacato degli attori, molto indicativo in ottica Oscar.

A trionfare come miglior cast d'insieme (cioè l'equivalente di miglior film) è stato CODA - I Segni del Cuore, film di Apple TV+, remake del film francese La famiglia Bélier, racconta la storia di una famiglia di sordomuti attraverso la giovane protagonista, unica udente della famiglia. Nel cast anche Marlee Matlin, unica attrice sorda ad aver vinto un Oscar. La vittoria di CODA rimescola un po' le carte in vista degli Oscar 2022 e il film si propone come uno dei favoriti per la vittoria come miglior film.
Secondo premio al film, il SAG come migliore attore non protagonista, con Troy Kotsur che ha battuto il favorito Kodi Smit-McPhee. Sarà così anche agli Oscar?

Il SAG come migliore attore protagonista è andato Will Smith (King Richard - Una Famiglia Vincente), sempre più favorito per quello che sarebbe il suo primo Oscar. Jessica Chastain (Gli Occhi di Tammy Faye) invece ha vinto il SAG Award come migliore attrice protagonista, battendo Nicole Kidman (Kristen Stewart non è stata candidata ai SAG ma è nella cinquina dell'Academy) e rendendo ancora più intricata la corsa all'Oscar come migliore attrice protagonista.
Nella categoria migliore attrice non protagonista trionfa ancora Ariana DeBose (West Side Story), che sembra viaggiare spedita verso l'Oscar.

Per la TV, grande successo per Ted Lasso, migliore cast comedy e migliore attore a Jason Sudeikis, e Succession, migliore cast drama. Grande risultato per Squid Game, la serie coreana ha vinto il SAG come migliore attore e attrice protagonisti, Jung Ho-yeon e Lee Jung-Jae, nella categoria drama, oltre a quello per il miglior cast di stunt.
Il SAG come migliore attrice drama in una miniserie è andato a Kate Winslet per Omicidio a Easttown, ennesimo premio per l'attrice, come migliore attore invece è stato premiato Michael Keaton (Dopesick). Primo SAG per Jean Smart (Hacks), migliore attrice di una serie comedy.

Durante la serata, Helen Mirren ha ricevuto il SAG Life Achievement Award, il premio alla carriera.

Ecco tutti i vincitori.

- CINEMA -

Miglior cast in un film
I segni del cuore – CODA

Miglior attrice protagonista in un film
Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye)

Miglior attore protagonista in un film
Will Smith (King Richard – Una famiglia vincente)

Miglior attrice non protagonista in un film
Ariana DeBose (West Side Story)

Miglior attore non protagonista in un film
Troy Kotsur (I segni del cuore – CODA)

Miglior cast di stunt in un film
No Time to Die

- TV -

Miglior cast in una serie drammatica
Succession

Miglior cast in una serie comedy
Ted Lasso

Miglior attore in una serie comedy
Jason Sudeikis (Ted Lasso)

Miglior attrice in una serie comedy
Jean Smart (Hacks)

Miglior attrice in una serie drammatica
Jung Ho-yeon (Squid Game)

Miglior attore in una serie drammatica
Lee Jung-Jae (Squid Game)

Miglior attrice in un film tv o miniserie
Kate Winslet (Omicidio a Easttown)

Miglior attore in un film tv o miniserie
Michael Keaton (Dopesick)

Miglior cast di stunt in una serie
Squid Game

mercoledì 12 gennaio 2022

SAG Awards 2022 - annunciate le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination agli Screen Actors Guild Award 2022, tra perplessità e sorprese.

La prima cosa a saltare all'occhio è senza dubbio l'assenza di Kristen Stewart (Spencer) nella cinquina delle migliori attrici protagoniste, con l'attrice che fino a ieri era considerata addirittura una delle possibili vincitrici dell'Oscar. I SAG Award sono molto influenti in chiave Academy, quindi ora, da possibile vincitrice, potrebbe anche non rientrare più nella cinquina delle candidate, e sarebbe un'esclusione abbastanza clamorosa.
Così come sorprende l'assenza della Stewart, al contrario sorprende la presenza di Jennifer Hudson (Respect). 

Altra sorpresa, in negativo (almeno per noi di Frame), è l'eccessiva presenza di House of Gucci, stroncato dalla critica soprattutto per le performance macchiettistiche del cast, continua ad ottenere nomination. Lady Gaga è stata nominata come migliore attrice, Jared Leto come migliore attore non protagonista, e addirittura il film come miglior cast d'insieme, cioè l'equivalente di miglior film, e questo è sicuramente la nomination che lascia più perplessi in assoluto.

La premiazione si terrà il 27 febbraio. Ecco l'elenco delle nomination per Cinema e TV.

CINEMA

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
Javier Bardem, "Being the Ricardos"
Benedict Cumberbatch, "The Power of the Dog"
Andrew Garfield, "Tick, Tick... Boom"
Will Smith, "King Richard"
Denzel Washington, "The Tragedy of Macbeth"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
Jessica Chastain, "The Eyes of Tammy Faye"
Olivia Colman, "The Lost Daughter"
Lady Gaga, "House of Gucci"
Jennifer Hudson, "Respect"
Nicole Kidman, "Being the Ricardos"

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
Ben Affleck, "The Tender Bar"
Bradley Cooper, "Licorice Pizza"
Troy Kotsur, "CODA"
Jared Leto, "House of Gucci"
Kodi Smit-McPhee, "The Power of the Dog"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
Caitríona Balfe, "Belfast"
Cate Blanchett, "Nightmare Alley"
Ariana DeBose, "West Side Story"
Kirsten Dunst, "The Power of the Dog"
Ruth Negga, "Passing"

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
"Belfast"
"CODA"
"Don't Look Up"
"House of Gucci"
"King Richard"

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture
"Black Widow"
"Dune"
"The Matrix Resurrections"
"No Time to Die"
"Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings"

TELEVISIONE

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries
Murray Bartlett, "The White Lotus"
Oscar Isaac, "Scenes From a Marriage"
Michael Keaton, "Dopesick"
Ewan McGregor, "Halston"
Evan Peters, "Mare of Easttown"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries
Jennifer Coolidge, "The White Lotus"
Cynthia Erivo, "Genius: Aretha"
Margaret Qualley, "Maid"
Jean Smart, "Mare of Easttown"
Kate Winslet, "Mare of Easttown"

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series
Brian Cox, "Succession"
Billy Crudup, "The Morning Show"
Kieran Culkin, "Succession"
Lee Jung-jae, "Squid Game"
Jeremy Strong, "Succession"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series
Jennifer Aniston, "The Morning Show"
Jung Ho-yeon, "Squid Game"
Elisabeth Moss, "The Handmaid's Tale"
Sarah Snook, "Succession"
Reese Witherspoon, "The Morning Show"

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series
Michael Douglas, "The Kominsky Method"
Brett Goldstein, "Ted Lasso"
Steve Martin, "Only Murders in the Building"
Martin Short, "Only Murders in the Building"
Jason Sudeikis, "Ted Lasso"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series
Elle Fanning, "The Great"
Sandra Oh, "The Chair"
Jean Smart, "Hacks"
Juno Temple, "Ted Lasso"
Hannah Waddingham, "Ted Lasso"

Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series
"The Handmaid's Tale"
"The Morning Show"
"Squid Game"
"Succession"
"Yellowstone"

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series
"The Great"
"Hacks"
"The Kominsky Method"
"Only Murders in the Building"
"Ted Lasso"

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series
"Cobra Kai"
"The Falcon and the Winter Soldier"
"Loki"
"Mare of Easttown"
"Squid Game"

lunedì 10 gennaio 2022

Golden Globes 2022 - Vincono Il Potere del Cane e West Side Story

Alla fine, i Golden Globes 2022 sono stati assegnati senza cerimonia. Le polemiche che nell'ultimo anno hanno travolto la HFPA, accusata di poca inclusione e sessismo, hanno fatto saltare il banco. La NBC si è rifiutata di fare la diretta, molte star avevano annunciato che avrebbero boicottato la serata, nel caso ci fosse stata, e nemmeno gli sforzi della HFPA, che ha promesso e attuato alcuni cambiamenti, allargando e diversificando i votanti, hanno fatto cambiare idea a chi ha detto no. Tra l'altro, proprio nei giorni scorsi, era montata un'altra protesta contro la HFPA perché i film d'animazione e quelli in lingua straniera non potevano essere votati nelle cinquine dei migliori film. Insomma, polemiche su polemiche, alcune serie, altre un po' pretestuose, e alla fine la cerimonia non c'è stata, le uniche due star ad apparire nei video che ricordavano il lavoro di beneficienza fatto dalla HFPA sono state Jamie Lee Curtis e Arnold Schwarzenegger, ma i premi sono stati assegnati lo stesso.


Ad aggiudicarsi i Golden Globe 2022 per il miglior film drama e comedy/musical sono stati Il Potere del Cane e West Side Story.

Jane Campion (Il Potere del Cane) è stata premiata come migliore regista, diventando così la terza donna nella storia dei Golden Globe ha vincere questo premio. Altro premio al film, quello a Kodi Smit-McPhee, che ha vinto come migliore attore non protagonista.
Nicole Kidman (Being the Ricardos) ha vinto il premio come migliore attrice drama, mentre la giovane Rachel Zegler (West Side Story) ha vinto come migliore attrice comedy/musical. Come migliore attore protagonista drama è stato premiato Will Smith (King Richard - Una Famiglia Vincente) ed Andrew Garfield (Tick, Tick... Boom!) ha ricevuto il premio come migliore attore comedy/musical. Il premio come migliore attrice non protagonista è andato a Ariana DeBose (West Side Story).

Miglior film d'animazione Encanto della Disney. Niente da fare per Paolo Sorrentino, il premio per il miglior film in lingua straniera è andato al giapponese Drive My Car.

Per la TV, a dominare è stato Succession, premiata come migliore serie drama, mentre come migliore serie musical/commedia è stata premiata Hacks. Migliore miniserie The Underground Railroad.
Kate Winslet (Omicidio a Easttown) e Michael Keaton (Dopesick) sono stati premiati come migliori attori in una miniserie.

Ecco tutti i vincitori.

CINEMA

Miglior film drammatico: Il potere del cane
Miglior film musical/commedia: West Side Story
Miglior film d’animazione: Encanto
Miglior film internazionale: Drive My Car
Miglior regista: Jane Campion (Il potere del cane)
Migliore attrice in un film drammatico: Nicole Kidman (Being the Ricardos)
Migliore attrice in un musical/commedia: Rachel Zegler (West Side Story)
Miglior attore in un film drammatico: Will Smith (King Richard)
Miglior attore in un musical/commedia: Andrew Garfield (Tick, Tick, …Boom!)
Migliore attrice non protagonista: Ariana DeBose (West Side Story)
Miglior attore non protagonista: Kodi Smit-McPhee (Il potere del cane)
Migliore sceneggiatura: Kenneth Branagh (Belfast)
Miglior colonna sonora: Hans Zimmer (Dune)
Miglior canzone: Billie Eilish (No Time To Die)

SERIE TV

Miglior serie drammatica: Succession
Miglior serie musical/commedia: Hacks
Miglior miniserie: The Underground Railroad
Migliore attrice – serie drammatica: Michaela Jaé Rodriguez (Pose)
Miglior attore – serie drammatica: Jeremy Strong (Succession)
Migliore attrice – musical/commedia: Jean Smart (Hacks)
Miglior attore – musical/commedia: Jason Sudeikis (Ted Lasso)
Miglior attore non protagonista: O Yeoung-su (Squid Game)
Migliore attrice non protagonista: Sarah Snook (Succession)
Migliore attrice in una miniserie: Kate Winslet (Omicidio a Easttown)
Miglior attore in una miniserie: Michael Keaton (Dopesick)


venerdì 23 ottobre 2020

[RomaFF15] Ammonite - la recensione

Uno dei titoli più attesi in questa edizione della Festa del Cinema di Roma era Ammonite, film biografico sulla paleontologa britannica Mary Anning, ma soprattutto storia d'amore fra due donne in un ambiente, l'Inghilterra di inizio ottocento, non certo aperto verso le donne.


Mary Anning, infatti, nonostante abbia dato un contributo fondamentale alla paleontologia, ebbe pochissimi riconoscimenti in vita e visse sempre in ristrettezze economiche, solo successivamente, e poi in epoca moderna, le istituzioni scientifiche le riconobbero il giusto merito.

Questo è un tema centrale nel film di Francis Lee (regista e sceneggiatore): le donne, la loro rivalsa, e la difficile posizione subordinata che avevano all'interno di una società che era costruita interamente per gli uomini.

La storia d'amore fra Mary, interpretata da una sempre intensa Kate Winslet, e l'eterea Charlotte di Saoirse Ronan, è quindi in maniera abbastanza evidente la metafora di come è attraverso se stesse che le donne riescono a superare gli ostacoli e a rivalutare la loro vita. E così se la granitica durezza di Mary viene scalfita, esattamente come accade con i suoi reperti, dalla perseveranza di Charlotte, la malinconia tumultuosa di Charlotte stessa è placata dalla calma convinzione di Mary, e la passione che avvolge le due donne diventa l'espressione della loro consapevolezza ritrovata.














Viene abbastanza naturale fare un paragone con Ritratto della Giovane in Fiamme (stesso periodo storico all'incirca, anche lì l'amore fra due donne che si ritrovano isolate dal mondo di uomini che le circonda), ma in realtà è un finto paragone: nel film diretto da  Céline Sciamma c'era un gioco di apparenze e di immagini molto più simboliche, le tematiche più originali e attuali; in Ammonite invece manca quel tocco magico, il simbolismo, in generale si spinge su un tono maggiormente realistico, con lunghissimi silenzi, riprese quasi ossessive di piccoli particolari e una scena di sesso lunga e in un certo senso cruda.

Sicuramente nel confronto fra i due, Ammonite ne risulta perdente, non riesce ad avere la stessa potenza evocativa né probabilmente avrà lo stesso destino iconico, ma non avrebbe troppo senso e non era quello l'intento di Francis Lee. Ammonite a un film solido, che vuole effettivamente dirci qualcosa non tanto su un discorso universale quanto più semplicemente su quei singoli personaggi. Dove poi, davvero, non si può che applaudire, è nella performance delle due protagoniste, in stato di grazia.

martedì 10 ottobre 2017

Hollywood contro Harvey Weinstein dopo le accuse di molestie sessuali

Un'ombra cupa aleggia su Hollywood.

La notizia delle decine di denunce per molestie sessuali contro Harvey Weinstein, uno dei produttori cinematografici più importanti e prolifici, hanno scosso violentemente l'opinione pubblica americana, la politica e, ovviamente, il mondo del cinema.
Un quadro davvero sconcertante quello che sta venendo fuori dai racconti e dalle dichiarazioni delle vittime, portate alla luce da un'inchiesta del New York Times. Sconcertante quanto la notizia delle otto donne che sarebbero state pagate per non denunciare, o come l'ammissione di colpa dello stesso Weinstein, che con una lettera si è scusato per il suo comportamento, ammettendo di fatto di aver davvero molestato tutte quelle donne. Una difesa in cui però il produttore ha anche scritto che è cresciuto negli anni '60/'70, "quando tutte le regole di comportamento sul posto di lavoro erano diverse. Quella era la cultura all'epoca". Della serie, quando la toppa è peggiore del buco.

Nelle ultime ore si sono susseguiti commenti e condanne da parte di attori, attrici e registi che hanno lavorato, anche più di una volta, con il produttore.
Tra le dichiarazioni più rilevanti e decise (e retwittate) ci sono quelle di Kate Winslet e Glenn Close [nelle foto]. Molto dura anche Jessica Chastain, tra le più attive online sull'argomento, che ha esortato gli uomini a prendere posizione e poi riguardo Harvey Weinstein ha scritto: "Ero stata avvisata fin dall'inizio. Queste storie giravano da tempo. Negare che sia accaduto significa creare le condizioni affinché accada di nuovo".


Anche George Clooney ha commentato l'accaduto e anche lui ha ammesso che le voci c'erano e da molto tempo: "Avevo sentito delle semplici voci, negli anni 90, su alcune attrici che erano state con Harvey per avere un ruolo. Ma quando apprendiamo che otto donne sono state pagate [per non sporgere denuncia]... in questo caso siamo su un piano del tutto diverso e non c’è alcun modo di venirne fuori bene. Non c’è niente da dire se non che è un comportamento indifendibile".

Commento di Glenn Close
Jennifer Lawrence ha definito "disturbanti" le notizie su Weinstein: "Ho lavorato con Harvey e non ho subito alcuna forma di molestia, né ho mai saputo nulla di queste accuse. Trovo che questo genere di abusi sia del tutto intollerabile. Il mio cuore è con tutte le donne che hanno dovuto subire un comportamento simile. Vorrei ringraziarle di persona per il coraggio che hanno avuto nel parlarne apertamente".
Kevin Smith ha scritto su Twitter di provare vergogna per aver collaborato con Weinstein: "Ha finanziato i primi 14 anni della mia carriera e ora so che, mentre io facevo profitti, c’era chi stava provando una grande sofferenza. Tutto questo mi fa provare una gran vergogna".

Il regista James Gunn, oltre a due durissimi tweet, ha scritto una lunga lettera pubblicata da diversi siti e riviste di cinema. Dame Judi Dench ha dichiarato di essere stata sempre completamente all'oscuro riguardo a questi comportamenti, e ha espresso solidarietà alle vittime. Commenti molto simili anche da parte di Emma Thompson, Seth Rogen, Mark Ruffalo, Jeff Bridges, Julianne Moore, Lena Dunham, e tanti altri.

Tra i commenti più attesi quello di Meryl Streep, che nel 2012 dal palco dei Golden Globe aveva chiamato Weinstein "Dio". L'attrice si è detta disgustata. "Le donne coraggiose che hanno fatto sentire la loro voce per denunciare gli abusi sono eroine", ha scritto la Streep in un comunicato, aggiungendo: "Non tutti sapevano. Io non sapevo degli accordi economici con attrici e colleghe; non sapevo degli incontri in stanze d'albergo, nel bagno o di altri atti inappropriati e coercitivi. Harvey è sempre stato rispettoso con me e con molti altri con cui ha lavorato. Non sapevo di queste azioni, non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il comportamento è imperdonabile".

Commento di Kate Winslet
Tra queste donne coraggiose ci sono le attrici Ashley Judd, che ha raccontato di come il produttore volesse che lei lo guardasse fare la doccia, e Rose McGowan, che su Twitter ha postato una sua foto di qualche anno fa scrivendo "Questa è la ragazza che è stata ferita da un mostro", ma nelle ultime ore si sono aggiunte altre testimonianze, di persone famose e non. Una di queste è Romola Garai. L'attrice britannica ha raccontato di aver incontrato il produttore quando aveva 18 anni, perché anche dopo i provini le attrici dovevano essere "personalmente approvate da lui". L'attrice ha dichiarato di essere stata ricevuta in una stanza d'albergo con Weinstein che gli ha aperto la porta in vestaglia. "Avevo solo 18 anni. Mi sono sentita violata", ha detto l'attrice che ha poi definito quel comportamento come un abuso di potere.
Un'altra testimonianza è arrivata da un'ex cameriera del ristorante del palazzo in cui risiedeva l'ufficio di Weinstein. La donna ha dichiarato che le ragazze, "molto giovani, sempre belle ed eleganti", venivano ricevute in incontri privati che prevedevano anche un tour degli uffici fuori l'orario di lavoro, incontri che duravano anche ore e da cui le ragazze uscivano sempre sconvolte "tanto da riuscire a malapena a finire il bicchiere che aveva iniziato a bere".

Lo scandalo intanto si allarga e rischia di coinvolgere altre celebrità. Nelle ultime ore una giornalista ha dichiarato che Matt Damon e Russell Crowe fecero pressioni sul giornale per cui lavorava per non far uscire un'inchiesta in cui si parlava di una donna che era stata pagata per tenere la bocca chiusa dopo un incontro sessuale "non voluto" con Weinstein. Il giornale però ha smentito le pressioni. I due attori non hanno ancora commentato.

Sicuramente nelle prossime settimane ci saranno altre rivelazioni e altre testimonianze. Intanto la Weinstein Company, che teme grosse ripercussioni sul piano lavorativo, ha licenziato Harvey Weinstein e poi si è chiusa nel silenzio.

AGGIORNAMENTO

Tra le donne molestate da Harvey Weinstein anche Asia Argento. L'attrice romana ha rilasciato un'intervista al New Yorker in cui ha raccontato la serata da incubo vissuta con il produttore.
Il brutto fatto è avvenuto nel 1999, quando l'attrice aveva 21 anni. Asia Argento ha dichiarato di essere stata invitata a un party della Miramax, ma una volta arrivata in albergo il party non c'era. Lì ha trovato solo Harvey Weinstein, che si è presentato in vestaglia e con una lozione per massaggi. L'attrice racconta di essersi rifiutata di fare un massaggio e che a quel punto Weinstein ha abusato di lei. "Gli ho detto di fermarsi ma mi ha spaventato", ha raccontato l'attrice, "Un uomo grande, grosso e grasso che ti costringe a fare cose che non vuoi. E' stato come un mostro di una brutta favola. Dopo quel giorno, quando lo guardavo negli occhi mi sentivo debole. Dopo la violenza, lui aveva vinto".

L'attrice ha raccontato anche di come mesi dopo Weinstein abbia continuato a chiamarla per offrirle regali costosi. Asia Argento ha riproposto questa stessa scena nel suo film Scarlet Diva, e ha raccontato che una donna, dopo aver visto il film, le ha chiesto se quell'uomo nel film rappresentasse proprio Harvey Weinstein. Lo stesso produttore, vendendo la scena, si è riconosciuto, e ha mandato un messaggio all'attrice in cui diceva "Ah ah ah, molto divertente!" e poi si è scusato per quanto accaduto.

Asia Argento ha dichiarato che ancora oggi si sente male a raccontare quanto accaduto quel giorno, e di avere un grosso rimpianto. "Il brutto di esserne stata vittima è che mi sento responsabile, perché se fossi stata una donna forte, gli avrei tirato un calcio nelle palle e sarei scappata", ha detto l'attrice al New Yorker, "Ma non l'ho fatto. Sono passati 20 anni da quella storia e se non l'ho fatta uscire prima è perché avevo paura. Lui ha fatto male a tante persone in passato".

Una storia davvero orribile.

sabato 25 febbraio 2017

Frame Awards 2017 - ecco i vincitori!

Chiuse ieri in serata le votazioni per i Frame Awards 2017, nella categoria miglior film la lotta è stata abbastanza equilibrata ma alla fine a vincere è stato Captain Fantastic di Matt Ross!

Tre premi per Animali Notturni di Tom Ford, premiato nelle categorie migliore regia, migliore sceneggiatura non originale, e - in totale controtendenza con la stagione dei premi - Amy Adams è stata scelta come migliore attrice protagonista.

Tre premi anche per The Hateful Eight di Quentin Tarantino, miglior cast, sceneggiatura originale e colonna sonora, che va quindi a premiare il grandissimo Ennio Morricone.

Ex aequo nella categoria migliore attore protagonista, il ruolo di migliore dell'anno se lo dividono il premio Oscar Leonardo DiCaprio per The Revenant, e Viggo Mortensen per Captain Fantastic. Migliore attrice non protagonista Kate Winslet per Steve Jobs. Migliore attore non protagonista invece Tom Hardy per The Revenant.

Nella categoria miglior film d'animazione, un po' a sorpresa, Oceania batte tutti. Lo Chiamavano Jeeg Robot miglior film italiano.


Ecco l'elenco di tutti i premi.

Miglior Film: Captain Fantastic

Miglior Regia: Tom Ford, 'Animali Notturni'

Migliore Attore protagonista: Viggo Mortensen, 'Captain Fantastic'; Leonardo DiCaprio, 'The Revenant'

Migliore Attrice protagonista: Amy Adams, 'Animai Notturni'

Migliore Attore non protagonista: Tom Hardy, 'The Revenant'

Migliore Attrice non protagonista: Kate Winslet, 'Steve Jobs'

Miglior Cast: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura originale: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura non originale: Animali Notturni

Miglior Film Italiano: Lo Chiamavano Jeeg Robot

Miglior Film d'Animazione: Oceania

Migliori effetti Speciali: Doctor Strange

Miglior colonna sonora: The Hateful Eight

Miglior Trailer: Rogue One: A Star Wars Story

Migliore Locandina: Star Trek Beyond

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Lo staff di Frame vi ringrazia per aver votato. Appuntamento al prossimo anno!

martedì 14 febbraio 2017

San Valentino: 5 film da rivedere per la festa degli innamorati

San Valentino, momento da passare con il proprio innamorato o semplicemente una giornata per celebrare l'amore in tutte le sue forme.
E quale modo migliore per passare una serata romantica se non guardare un bel film?
Ecco 5 titoli che vi faranno sospirare d'amore.

Paura d'amare (di Garry Marshall)

Con i grandissimi Al Pacino e Michelle Pfeiffer e tratto da una piece teatrale, è la più classica delle storie d'amore, ma riesce a essere estremamente realistica.
Romantico, appassionante e divertente, è perfetto per il giorno degli innamorati!

Moonrise Kingdom (di Wes Anderson)

Con il suo stile caratteristico, Wes Anderson racconta la storia tenera e delicata fra due ragazzini, il tutto immerso in un paesaggio fatto di personaggi secondari indimenticabili, colori pastello e una tempesta. Un film che riesce a essere allo stesso tempo assurdo e romantico.

Colazione da Tiffany (di Blake Edwards)

Uno dei capostipite di tutte le commedie romantiche, un classico intramontabile, con una meravigliosa Audrey Hepburn e una colonna sonora che è ancora oggi storia del Cinema e non solo. 
Il primo di una lunghissima serie di appassionati baci sotto la pioggia.

Eternal Sunshine of the Spotless Mind (di Michel Gondry)

La storia d'amore fra Clementine e Joel è non convenzionale e non lineare, un viaggio fra i ricordi e nella mente del protagonista per ripercorrere i momenti più belli, ma anche i più brutti, di una relazione. Poetico e onirico, un vero instant cult.


Weekend (di Andrew Haigh)

Glen e Russell si incontrano per caso e la notte che passano insieme diventa presto un intero weekend, in cui i due, molto diversi per esperienze e carattere, condividono ben più di un rapporto fisico. Un'intera storia d'amore concentrata in un unico weekend, un film che fa dell'intimità, sia fisica che mentale, il punto focale dell'intera relazione. Una delle storie più romantiche degli ultimi anni.

lunedì 15 febbraio 2016

BAFTA 2016 - The Revenant trionfa!

Si sono tenuti ieri sera i BAFTA Awards 2016, quelli che vengono considerati gli "Oscar Britannici", poche sorprese e molte conferme su quelli che sono i protagonisti della stagione dei premi.

A trionfare è stato ancora The Revenant, di Alejandro Gonzàlez Inarritu, che si è portato a casa ben 5 premi, tra cui miglior film, regia e attore protagonista, assegnato a Leonardo DiCaprio.

Confermata come migliore attrice Brie Larson per Room. Kate Winslet (Steve Jobs) si è portata a casa il BAFTA come migliore attrice non protagonista (la categoria più in bilico in ottica Oscar 2016). Il premio come migliore attore non protagonista è stato invece assegnato a Mark Rylance per Il Ponte delle Spie (nella categoria era assente il favorito degli Oscar, Stallone).

Quattro premi tecnici per Mad Max: Fury Road, due per Star Wars: Il Risveglio della Forza. Ennio Morricone ha vinto il premio per la migliore colonna sonora grazie al suo lavoro in The Hateful Eight.
Miglior film d'animazione è stato assegnato a Inside Out, ennesimo premio vinto dal film della Disney/Pixar. John Boyega è stato scelto dal pubblico e premiato come Rising Star del 2016.

Ecco tutti i premi.

Miglior film
The Revenant

Attore protagonista
Leonardo DiCaprio (The Revenant)

Attrice protagonista
Brie Larson (Room)

Regista
Alejandro G. Inarritu (The Revenant)

Attore non protagonista
Mark Rylance (Il ponte delle spie)

Attrice non protagonista
Kate Winslet (Steve Jobs)

Musica originale
Ennio Morricone (The Hateful Eight)

Fotografia
The Revenant, Emmanuel Lubezki

Montaggio
Mad Max: Fury Road

Scenografia
Mad Max: Fury Road

Costumi
Mad Max, Fury Road

Trucco e acconciature
Mad Max: Fury Road

Sonoro
The Revenant

Effetti speciali visivi
Star Wars: Il Risveglio della Forza

Film non in lingua inglese
Storie pazzesche

Documentario
Amy

Film Animato
Inside Out

Outstanding British Film
Brooklyn

EE Rising Star (votato dal pubblico)
John Boyega

giovedì 21 gennaio 2016

Steve Jobs - la recensione

Dopo il disastroso Jobs del 2013, Danny Boyle e Aaron Sorkin riportano al cinema lo straordinario personaggio di Steve Jobs, e stavolta fanno le cose per bene.

Chi si aspetta il classico film biografico rischia di rimanere spiazzato o deluso. Steve Jobs non è un biopic, non racconta la storia del fondatore della Apple, non racconta delle invenzioni nel garage, del periodo hippie, non mostra l'ascesa di Jobs né i momenti più mediaticamente famosi, come il celebre discorso agli studenti.

Il film di Boyle è diviso in tre atti: 1984, Jobs sta per presentare al mondo il primo Macintosh; 1988, licenziato dalla Apple, Jobs si prepara a lanciare il NeXT; 1998, Jobs è pronto a mostrare il primo iMac. Ambientato sempre nel backstage prima delle presentazioni, Jobs (Fassbender), affiancato dalla fidata collaboratrice Joanna Hoffman (Winslet), si trova ad affrontare e confrontarsi sempre con le stesse persone, la figlia e sua madre, l'amico e co-fondatore della Apple Steve Wozniak, il CEO della Apple John Sculley, l'ingenere informatico Andy Hertzfeld. Attraverso il confronto con questi personaggi si definisce la figura di Steve Jobs, una figura che cambia nel corso del tempo e ogni volta scopriamo dei lati della sua personalità, non sempre positivi, anzi, i primi a venir fuori sono i lati negativi, le ossessioni, la durezza, il cinismo, poi, col passare del tempo il personaggio evolve e vengono fuori le fragilità, i traumi mai superati.
Se da un lato il confronto con la figlia smuove e cerca di scoprire la parte più emotiva e sentimentale del personaggio, a colpire e a raccontare di più sono i confronti con l'amico Woz, durante i quali viene fuori la parte più fredda e imperfetta di Jobs.

Il film si poggia su una struttura geniale e dei dialoghi coinvolgenti e mai banali scritti (non a caso) dal premio Oscar Aaron Sorkin, che con questo film si è portato a casa un meritato Golden Globe ma che inspiegabilmente è stato escluso dalle nomination all'Oscar, quando molto probabilmente avrebbe meritato di vincerlo. A convincere meno è la regia di Danny Boyle. Il regista avrebbe potuto limitarsi a seguire la sceneggiatura e sottolinearla nel migliore dei modi e invece, forse preso da una leggera mania di protagonismo, spesso si mette alla ricerca di inquadrature particolari o ad effetto di cui onestamente non si sentiva il bisogno. Il film però ha un ottimo ritmo, essenziale vista la divisione in tre atti e l'ambientazione limitata nei dietro le quinte.

Oltre alla sceneggiatura di ferro, il film può vantare anche un cast di altissimo livello che offre un'interpretazione corale davvero eccezionale. Molto bravo Michael Fassbender, senza mai eccedere e senza mai cadere nell'imitazione riesce ad essere un ottimo Steve Jobs, anche se forse ha la pecca di non riuscire a spiccare e lasciare il segno come avrebbe dovuto. Chi invece spicca, e anche tanto, è Kate Winslet, assolutamente fantastica nei panni del braccio destro/amica/complice/assistente di Jobs, con uno sguardo o un sospiro riesce ad esprimere più di mille parole. Grazie a questo film ha conquistato il Golden Globe come migliore attrice non protagonista e ha buone probabilità di ripetersi ai prossimi Oscar. Ottimo anche il resto del cast, Jeff DanielsMichael Stuhlbarg, e un sorprendente e bravissimo Seth Rogen.

Ringraziamo Aaron Sorkin e Danny Boyle per aver raccontato nel migliore dei modi (e reso giustizia a) un personaggio affascinante e sfaccettato come Steve Jobs, un uomo consapevole della sua imperfezione che ha cercato con tutte le forze la perfezione nelle sue idee e invenzioni.

lunedì 11 gennaio 2016

Golden Globes 2016 - tutti i vincitori di cinema e tv

Si è svolta nella notte la cerimonia di premiazione dei Golden Globes 2016. A presentare è stato Ricky Gervais, tornato sul luogo del misfatto dopo qualche anno, e che nonostante si sia trattenuto rispetto alle passate edizioni da lui condotte, qualche battutina al veleno gli è comunque sfuggita.

Più di una sorpresa tra i premiati. A vincere come miglior film drama è stato The Revenant, di Alejandro González Iñárritu, che si è portato a casa anche il premio per la regia e quello come migliore attore a Leonardo DiCaprio, momento che ha dato gioia a tutti, compresa l'intera platea.
Mentre c'è ancora chi si chiede se fosse la categoria giusta o no, The Martian ha vinto il Golden Globe come miglior film comedy/musical, e come migliore attore comedy/musical, assegnato a Matt Damon. Più che meritato.

Le sorprese, o mezze sorprese, sono arrivate con il premio alla migliore attrice protagonista drama, a trionfare è stata l'outsider Brie Larson, per Room, che ora diventa a tutti gli effetti la favorita per l'Oscar. Nella categoria migliore attrice comedy/musical a portarsi a casa il premio è stata Jennifer Lawrence per Joy, decisione che non ha convinto del tutto, non per l'interpretazione dell'attrice ma perché il film ha ricevuto critiche molto negative e il premio è sembrato un po' forzato.
Kate Winslet ha vinto il premio come migliore attrice non protagonista per Steve Jobs, premio che sembrava abbastanza scontato, soprattutto dopo la decisione (controproducente) di inserire Rooney Mara tra le protagoniste invece che tra le non protagoniste. Molto emozionante il momento del premio a Sylvester Stallone come migliore attore non protagonista per Creed, in cui interpreta ancora una volta il personaggio amatissimo di Rocky. Ed è stata proprio la mitica colonna sonora del film del '76 ad accompagnare sul palco il grande Sly, visibilmente emozionato, mentre la sala si alzava tutta in piedi ad applaudirlo.

Nessuna sorpresa per il miglior film d'animazione, assegnato ad Inside Out della Pixar. Assolutamente giusto. Grande gioia per il premio per la migliore colonna sonora al grandissimo maestro Ennio Morricone per The Hateful Eight, a ritirare il premio è stato un felicissimo Quentin Tarantino.

Un bel momento si è vissuto con il meritatissimo premio alla carriera, il Cecil B. DeMille Award, a Denzel Washington, mai visto così emozionato. A consegnarlo è stato un altro gigante del cinema, Tom Hanks.

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Altre sorprese sono arrivate dai premi alla tv, e non sono tutte sorprese positive. Le migliori serie dell'anno sono state Mr. Robot (drama) e Mozart in the Jungle (comedy/musical). La prima si è portata a casa anche il premio come migliore attore non protagonista, a Christian Slater, la seconda invece quello come migliore attore comedy/musical assegnato a Gael Garcia Bernal.

Non convince del tutto, ma alla fine neanche sorprende, il premio come migliore attrice in una serie tv drama consegnato a Taraji P. Henson per Empire. Resta invece abbastanza incomprensibile il premio come migliore attrice in una miniserie/film tv assegnato a Lady Gaga per American Horror Story: Hotel, non solo perché l'ultima stagione della serie e la sua interpretazione non hanno avuto un riscontro particolarmente positivo di critica e pubblico, ma soprattutto perché nella sua stessa categoria c'erano attrici molto più meritevoli, come la Kirsten Dunst di Fargo. Misteri dei Golden Globes.

Ecco l'elenco di tutti i vincitori.

CINEMA

Miglior film drammatico
Carol
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Room
Spotlight

Miglior film commedia o musicale
La grande scommessa
Sopravvissuto - The Martian
Joy
Spy
Trainwreck - Un disastro di ragazza

Miglior regista
Todd Haynes - Carol
Tom McCarthy - Spotlight
George Miller - Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu - The Revenant
Ridley Scott - The Martian

Miglior attore in un film drammatico
Bryan Cranston - Trumbo
Michael Fassbender - Steve Jobs
Eddie Redmayne - The Danish Girl
Will Smith - Concussion
Leonardo DiCaprio - The Revenant

Miglior attrice in un film drammatico
Cate Blanchett - Carol
Rooney Mara - Carol
Brie Larson - Room
Saoirse Ronan - Brooklyn
Alicia Vikander - The Danish Girl

Miglior attrice in un film commedia o musicale
Jennifer Lawrence - Joy
Melissa McCarthy - Spy
Amy Schumer - Trainwreck
Maggie Smith - The Lady in the Van
Lily Tomlin - Grandma

Miglior attore in un film commedia o musicale
Christian Bale - La grande scommessa
Steve Carell - La grande scommessa
Al Pacino - Danny Collins
Matt Damon - The Martian
Mark Ruffalo - Infinitely Polar Bear

Miglior attrice non protagonista
Jane Fonda - Youth
Kate Winslet - Steve Jobs
Jennifer Jason Leigh - The Hateful Eight
Helen Mirren - Trumbo
Alicia Vikander - Ex Machina

Miglior attore non protagonista
Paul Dano - Love & Mercy
Idris Elba - Beasts of No Nation
Mark Rylance - Il ponte delle spie
Michael Shannon - 99 Homes
Sylvester Stallone - Creed

Miglior film in lingua non inglese
Il figlio di Saul
Dio esiste e vive a Bruxelles
El Club
The Fencer
Mustang

Miglior film d'animazione
Anomalisa
Il viaggio di Arlo
Inside Out
Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts
Shaun - Vita da pecora: il film

Miglior sceneggiatura
Steve Jobs - Aaron Sorkin
Room - Emma Donoghue
Spotlight - Josh Singer, Tom McCarthy
La grande scommessa - Adam McKay, Charles Randolph
The Hateful Eight - Quentin Tarantino

Miglior colonna sonora originale
Alexandre Desplat - The Danish Girl
Carter Burwell - Carol
Daniel Pemberton - Steve Jobs
Ryuichi Sakamoto & Alva Noto - The Revenant
Ennio Morricone - The Hateful Eight

Miglior canzone originale
"Writing’s On the Wall" - Spectre
"Love Me Like You Do" - Cinquanta sfumature di grigio
"One Kind of Love" - Love & Mercy
"See You Again" - Furious 7
"Simple Song #3" - Youth

Cecil B. De Mille Award
Denzel Washington

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TV

MIGLIORE SERIE - DRAMA
Empire
Il Trono di Spade
Mr. Robot
Narcos
Outlander

MIGLIORE SERIE - COMEDY o MUSICAL
Casual
Mozart in the Jungle
Orange Is the New Black
Silicon Valley
Transparent
Veep

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE - DRAMA
Jon Hamm, Mad Men
Rami Malek, Mr. Robot
Wagner Moura, Narcos
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE - DRAMA
Caitriona Balfe, Outlander
Viola Davis, Le regole del delitto perfetto
Eva Green, Penny Dreadful
Taraji P. Henson, Empire
Robin Wright, House of Cards

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE - COMEDY o MUSICAL
Aziz Anzari, Master of None
Gael García Bernal, Mozart in the Jungle
Rob Lowe, The Grinder
Patrick Stewart, Blunt Talk
Jeffrey Tambor, Transparent

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE - COMEDY o MUSICAL
Rachel Bloom, Crazy Ex-Girlfriend
Jamie Lee Curtis, Scream Queens
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Lily Tomlin, Grace & Frankie

MIGLIORE MINISERIE o FILM TV
American Crime
American Horror Story: Hotel
Fargo
Flesh and Bone
Wolf Hall

MIGLIORE ATTORE IN UNA MINISERIE o FILM TV
Idris Elba, Luther
Oscar Isaac, Show Me a Hero
David Oyelowo, Nightingale
Mark Rylance, Wolf Hall
Patrick Wilson, Fargo

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE o FILM TV
Kirsten Dunst, Fargo
Lady Gaga, American Horror Story: Hotel
Sarah Hay, Flesh and Bone
Felicity Huffman, American Crime
Queen Latifah, Bessie

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA SERIE, MINISERIE o FILM TV
Alan Cumming, The Good Wife
Damien Lewis, Wolf Hall
Ben Mendelsohn, Bloodline
Tobias Menzies, Outlander
Christian Slater, Mr. Robot

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA SERIE, MINISERIE o FILM TV
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Regina King, American Crime
Judith Light, Transparent
Maura Tierney, The Affair