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martedì 1 dicembre 2020

Viggo Mortersen risponde a chi lo critica per aver interpretato un personaggio gay

Sentivate la mancanza di una polemica sterile? eccovi accontentati. Nelle ultime settimane ci sono state critiche e chiacchiere riguardo i personaggi omosessuali nei film che, a detta di qualcuno, dovrebbero essere interpretati da attori e attrici gay e non da quelli etero.

Una polemica piuttosto ridicola che però si è abbattuta sul film Falling, esordio alla regia di Viggo Mortersen. E proprio l'attore è finito al centro delle critiche perché nel film interpreta un uomo gay che affronta i problemi di demenza senile del vecchio padre. Secondo qualcuno, Mortersen non avrebbe dovuto interpretare quel ruolo ma avrebbe dovuto lasciarlo a un attore realmente gay.

Interpellato dal Times, l'attore ha risposto in modo perfetto a questa polemica: "Sentite, questa è l'epoca in cui viviamo e io credo sia una cosa salutare sollevare questi temi. La risposta breve è che non pensavo fosse un problemaPoi la gente mi chiede "E Terry Chen - che interpreta mio marito nel film - è omosessuale?". La risposta è che non lo so e, durante il processo di casting, non avrei mai l'impudenza di chiedere a una persona se lo è. E poi... che ne sapete della mia vita? Date per scontato che io sia completamente etero. Forse lo sono e forse no. Onestamente non sono affari vostri. Voglio che il mio film funzioni e voglio che il personaggio di John sia efficace. Quindi, se avessi pensato che non era una buona idea, non lo avrei interpretato".

Inutile sottolineare quanto abbia ragione, tra l'altro possiamo solo immaginare quante polemiche verrebbero fuori se durante i casting venisse chiesto l'orientamento sessuale.

In realtà, prima della polemica su Viggo Mortersen, la stessa domanda era già stata fatta a Kristen Stewart, protagonista della commedia natalizia Happiest Season, in cui per la prima volta l'attrice, dichiaratamente omosessuale, interpreta un personaggio gay. 
Kristen Stewart ha ammesso di non avere una risposta ma ha rigirato la polemica nell'altro senso.

"Non vorrei mai raccontare una storia che dovrebbe davvero essere raccontata da qualcuno che ha vissuto una determinata esperienza..." ha dichiarato l'attrice a Variety, "Detto questo, è una conversazione scivolosa perché, se volessi seguire questo principio alla lettera, per me significherebbe non poter più interpretare un personaggio etero. Penso che sia una zona grigia. Ci sono modi per gli uomini di raccontare storie di donne o modi per le donne di raccontare storie di uomini, dobbiamo solo capire ciò che raccontiamo. [...] Non c'è niente di sbagliato nel imparare l'uno dell'altro aiutandosi a vicenda a raccontare storie. Non credo di avere una risposta certa, posso solo dire 'pensate a ciò che state facendo! E non fate gli stronzi."

Vedremo se questa polemica finirà qui (si spera) o continuerà.

mercoledì 30 gennaio 2019

Green Book - la recensione

Un'insolita coppia sfreccia per il sud degli Stati Uniti, un lungo viaggio che non attraversa solo il paese ma anche l'intolleranza e il razzismo.

Inizio anni '60, New York, l'italoamericano Tony "Lip" Vallelonga, buttafuori in un locale notturno, tanto abile con le mani quanto con la parlantina, si ritrova momentaneamente senza lavoro e in ristrettezze economiche, decide così di accettare la proposta del pianista classico afroamericano Don Shirley, in procinto di partire per un tour nel sud del paese. Nonostante i pregiudizi e affrontando le tante vessazioni e umiliazioni che subisce Don Shirley, tra i due nascerà una inaspettata amicizia destinata a durare nel tempo.

Tratto dalla vera storia di Tony Vallelonga (che ha anche avuto un passato da attore ne I Soprano) e Don Shirley, rimasti amici fino alla morte dei due, avvenuta a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, anche il titolo del film si riferisce a qualcosa di reale. Green Book infatti si rifa al "Negro Motorist Green Book", un libricino che serviva ad evitare problemi agli afroamericani in viaggio, e nel quale erano elencati tutti gli alberghetti o i ristoranti in cui i neri potevano alloggiare o mangiare senza avere problemi. E' proprio quel libricino a dare il primo input per descrivere il diverso trattamento tra bianchi e neri, e descrivere in modo semplice ma efficace il dilagante razzismo degli anni '60, soprattutto nel sud degli Stati Uniti. Nel film la prospettiva è capovolta: Tony è l'autista e Don il capo, è Don quello che risponde a un ceto sociale elevato, che fa parte dell'alta borghesia, non Tony, però ad essere relegato in bettole di terza categoria è Don, mentre Tony può tranquillamente alloggiare nei migliori alberghi, questo solo a causa del colore della pelle.

La grande forza del film è, senza alcun dubbio, la coppia di attori protagonisti, Viggo Mortensen e il premio Oscar Mahershala Ali. I due attori sono perfetti nei loro ruoli, l'uno l'opposto dell'altro, e allo stesso tempo perfettamente in armonia e in equilibrio. Viggo Mortensen, ingrassato di una ventina di chili per il ruolo, è rozzo, un po' ignorante, perennemente affamato, con uno spiccato accento da italoamericano e una fantastica gestualità, al contrario, Mahershala Ali è composto, elegante, colto, con un linguaggio calmo e forbito. Le loro prove sono eccellenti, in stato di grazia, sia nei momenti più seri che in quelli tipici della commedia. Per apprezzare al meglio le loro performance, è consigliabile una visione in lingua originale. Viggo Mortensen, così come la famiglia di Tony "Lip", alterna continuamente l'inglese da Bronx con un italiano americanizzato, e anche Mahershala Ali si cimenta sia con la lingua italiana che russa. Tutto questo purtroppo si perde con il doppiaggio, ed è un vero peccato.

Di film sul razzismo ne abbiamo visti tanti, e tanti ancora ne vedremo, il più delle volte si tratta di film impegnati politicamente, di veri pugni nello stomaco, in questo contesto, Green Book fa storia a sé. La forza del film sta proprio nella sua leggerezza da commedia, che ci mostra in modo sottile, a volte anche divertente, ma non meno sgradevole, l'assurdità e il razzismo di quei tempi, non lo fa attraverso le marce o le proteste ma raccontando il quotidiano, piccoli gesti che mostravano tutta l'ignoranza e il pregiudizio delle persone. Con questi modi da commedia, il film riesce ad arrivare in modo più diretto allo spettatore. Green Book è divertente, fa arrabbiare e fa commuovere, ha tutti gli elementi di un gran bel film.

sabato 25 febbraio 2017

Frame Awards 2017 - ecco i vincitori!

Chiuse ieri in serata le votazioni per i Frame Awards 2017, nella categoria miglior film la lotta è stata abbastanza equilibrata ma alla fine a vincere è stato Captain Fantastic di Matt Ross!

Tre premi per Animali Notturni di Tom Ford, premiato nelle categorie migliore regia, migliore sceneggiatura non originale, e - in totale controtendenza con la stagione dei premi - Amy Adams è stata scelta come migliore attrice protagonista.

Tre premi anche per The Hateful Eight di Quentin Tarantino, miglior cast, sceneggiatura originale e colonna sonora, che va quindi a premiare il grandissimo Ennio Morricone.

Ex aequo nella categoria migliore attore protagonista, il ruolo di migliore dell'anno se lo dividono il premio Oscar Leonardo DiCaprio per The Revenant, e Viggo Mortensen per Captain Fantastic. Migliore attrice non protagonista Kate Winslet per Steve Jobs. Migliore attore non protagonista invece Tom Hardy per The Revenant.

Nella categoria miglior film d'animazione, un po' a sorpresa, Oceania batte tutti. Lo Chiamavano Jeeg Robot miglior film italiano.


Ecco l'elenco di tutti i premi.

Miglior Film: Captain Fantastic

Miglior Regia: Tom Ford, 'Animali Notturni'

Migliore Attore protagonista: Viggo Mortensen, 'Captain Fantastic'; Leonardo DiCaprio, 'The Revenant'

Migliore Attrice protagonista: Amy Adams, 'Animai Notturni'

Migliore Attore non protagonista: Tom Hardy, 'The Revenant'

Migliore Attrice non protagonista: Kate Winslet, 'Steve Jobs'

Miglior Cast: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura originale: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura non originale: Animali Notturni

Miglior Film Italiano: Lo Chiamavano Jeeg Robot

Miglior Film d'Animazione: Oceania

Migliori effetti Speciali: Doctor Strange

Miglior colonna sonora: The Hateful Eight

Miglior Trailer: Rogue One: A Star Wars Story

Migliore Locandina: Star Trek Beyond

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Lo staff di Frame vi ringrazia per aver votato. Appuntamento al prossimo anno!

martedì 18 ottobre 2016

[Roma FF11] Captain Fantastic - la recensione

Secondo film da regista dell'attore Matt Ross, Captain Fantastic è una storia strana, quasi surreale, eppure incredibilmente vera nelle tematiche che affronta, quali il lutto, la famiglia, ma soprattutto la paternità, con i suoi errori e le sue difficoltà.

Ben vive con i suoi sei figli isolato dal mondo, in una sorta di "repubblica platoniana" immersa nella natura, nel rispetto dell'altro, nell'esercizio fisico regolare e nel cibo sano. I suoi figli, anche i più piccoli, imparano subito non solo nozioni che vanno dalla politica alla fisica, ma anche a vedere il mondo in modo trasparente, senza barriere, persino quando si tratta di spiegare a una bambina di sei anni cosa è il sesso.
Ma una tragedia li costringe a tornare nel mondo normale, intraprendendo un viaggio on the road all'interno della società americana, in mezzo a persone troppo grasse, ragazzini intontiti dai videogiochi, ma anche parenti che hanno a cuore Ben e i suoi figli.

Matt Ross riesce abilmente a mescolare uno stile brillante "alla Wes Anderson", sia nelle riprese che nei coloratissimi costumi, con tematiche profonde, riflessioni sulla paternità, incarnata dal personaggio di Ben: è il miglior padre del mondo o il peggiore?
Lui crede fermamente nei suoi ideali marxisti, crede fermamente di star facendo il meglio per i suoi figli, arroccandosi su posizioni estremiste e scontrandosi con la società e la "normalità", ma, e qui sta la genialità del film, questa non è demonizzata, non è necessariamente cattiva, è solo un altro punto di vista, con lati negativi e positivi da tenere in conto.
Ben è quindi un uomo che si trova a dover fare i conti con le sue scelte, che non riguardano esclusivamente se stesso, ma coinvolgono i suoi figli, la loro salute, il loro futuro. Un compromesso è necessario? E' corretto sacrificare il loro ruolo nella società per preservarli dai "veleni" che essa porta con sé?

Il viaggio, un vero e proprio on the road a bordo di un vecchio minibus di nome Steve, diventa anche simbolico della presa di coscienza di Ben riguardo al proprio ruolo di padre e a ciò che è realmente il meglio per i suoi figli.
Viggo Mortensen è bravissimo nel rendere appieno il tormento interiore di Ben, con una performance che è anche estremamente fisica, intensa e sofferta. Davvero molto bravi anche i sei ragazzini, e in generale il cast di contorno fa un ottimo lavoro.

Emozionante e divertente, Captain Fantastic è la vera sorpresa di questa edizione, con un Viggo Mortensen in una delle sue migliori interpretazioni. Un film che difficilmente si guarda rimanendo indifferenti, uno dei migliori dell'anno, a dimostrazione che dalla scena indipendente americana escono fuori veri e propri gioielli.

venerdì 30 settembre 2016

Festa del Cinema di Roma 2016 - il programma

E' stato presentato oggi il programma dell'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si terrà dal 13 al 23 ottobre con la direzione artistica di Antonio Monda.

Una Festa del cinema che cambia (ancora) e si allarga, non solo cinema ma anche musica, teatro, e architettura. Non ci sarà più la cerimonia d'apertura e di chiusura, niente madrina, niente premi, se non quello del pubblico.
Ad aprire il festival sarà il film Moonlight di Barry Jenkins, tanti gli incontri col pubblico, che vedranno protagonisti anche Tom Hanks, Meryl Streep, Oliver Stone, Bernardo Bertolucci e Viggo Mortensen.

Tra i film che saranno presentati, oltre a 4 titoli italiani, tra cui il nuovo film di Michele Placido, 7 minuti, anche Florence Foster Jenkins di Stephen Frears con Meryl Streep, The Bith Of a Nation di Nate Parker, Snowden di Oliver Stone, The Accountant con Ben Affleck, Genius con Colin Firth, Jude Law e Nicole Kidman protagonisti, Manchester by the Sea con Casey Affleck e Michelle Williams, Lion con Dev Patel, Rooney Mara e Nicole Kidman, e nella sezione parallela Alice nella Città il film Captain Fantastic con Viggo Mortensen, e i film d'animazione Cicogne in Missione e Kubo e la Spada Magica.

Da ricordare anche "l'antipasto" della Festa, il 3 ottobre, con Ewan McGregor e Jennifer Connelly che presenteranno a Roma il film American Pastoral, debutto alla regia di McGregor.

Ecco il programma ufficiale.

SELEZIONE UFFICIALE
7 minuti di Michele Placido
7.19AM di Jorge Michael Grau
The Accountant di Gavin O’Connor
The Bith Of a Nation di Nate Parker
La caja vacía/The empty box di Claudia Sainte-Luce
Denial di Mick Jackson
The eagle huntress di Otto Bell
La fille de brest/ 150 Milligrams di Emmanuelle Bercot
Al final del tunel/ At The end Of The tunnel di Rodrigo Grande
Florence Foster Jenkins di Stephen Frears
Fritz Lang di Gordian Maugg
Goldstone di Ivan Sen
The hollars di John Krasinski
Into The Inferno di Werner Herzog
Irréprochable/ Faultless di Sébastien Marnier
Javdanegi/ Immortality di Mehdi Fard Ghaderi
The last laugh di Ferne Pearlstein
Lion di Garth David
Manchester by The sea di Kenneth Lonergan
Maria per Roma di Karen Di Porto
Medinat Hagamadim/Land Of The little people di Yaniv Bergman
Moonlight di Barry Jenkins
La mujer del Animal/ The animal’s wife di Victor Gaviria
Nagai Iiwake/ The long Excuse di Miwa Nishikawa
Naples ‘44/ Napoli ’44 di Francesco Patierno
Noces/The Wedding di Stephan Streker
Powidoki / Afterimage di Andrzej Wajda
Richard Linklater: Dream si destiny di Louis Black
The Rolling Stone Ole Ole Ole!: a trip accross Latin America di Paul Dugdale
San Shao Ye De Jian / Sword Master 3D di Tung-Shing ‘Derek’ Yee
The Secret Scripture di Jim Sheridan
Snowden di Oliver Stone
Sole Cuore Amore di Daniele Vicari
Todo lo Demas/Everything Else di Natalia Almada
Tramps di Adam Leon
True Crimes di Alexandros Avranas
La Ultima Tarde di Joel Calero
Una di Benedict Andrews

TUTTI NE PARLANO
Busanhaeng di Yeon Sang-ho
Genius di Michael Grandage
Hell or High Water di David MacKenzie
La Tortue Rogue di Michael Dudok de Wit

EVENTI SPECIALI
Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott-Thomas presentano Il Paziente Inglese
Michael Bublé presenta Michael Bublé – Tour Stop 148
Elio e le Storie Tese presentano Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese
Gilbert & George presentano The World Of Gilbert & George, Hong Quan Yu Yong Chun

INCONTRI RAVVICINATI
Tom Hanks
Renzo Arbore
Bernardo Bertolucci
Lorenzo Jovanotti Cherubini
Paolo Conte
Don De Lillo
Gilbert & George
Daniel Libeskind
David Mamet
Vigo Mortensen
Oliver Stone
Maryl Streep
Andrzej Wajda

RETROSPETTIVE
Politica americana
Tom Hanks
Valerio Zurlini

OMAGGI
Michael Cimino
Luigi Comencini
Gregory Peck
L’armata brancaleone
Gillo Pontecorvo
Alberto Sordi
Gian Luigi Rondi
Fritz Lang
Citto Maselli
Dino Risi

Qui il programma di Alice nella Città. Per maggiori info, potete andare sul sito della Festa del Cinema di Roma.

domenica 31 agosto 2014

Venezia 71 - giorno 5

Secondo film italiano in Concorso al Festival di Venezia 2014, si tratta di 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo. poi è il turno di Viggo Mortensen con il film 'Loin Des Hommes', mentre Fuori Concorso arriva l'animazione della Laika con 'The Boxtrolls'.

Accolto abbastanza bene 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo, con Alba Rorhwacher e Adam Driver protagonisti.
Il film racconta di Jude (Driver), americano, e Mina (Rohrwacher), italiana, che s'incontrano e s'innamorano a New York, e presto si sposano. Mina rimane incinta e fin da subito si convince che il bambino che nascerà sarà diverso dagli altri, un bambino speciale. Quando nasce Mina decide di proteggerlo dal mondo esterno, dall'inquinamento e dalla contaminazione per preservarne la purezza. Non lo fa mai uscire, non lo espone mai ai raggi del sole, lo nutre di soli semi e verdure. Pur se molto innamorato, Jude comincia a dubitare delle scelte della moglie, di nascosto lo porta da un medico venendo così a sapere che il bambino non cresce e che, continuando così, potrebbe ritrovarsi in pericolo di vita. Deciso a proteggere e salvare il figlio, inizia una difficile battaglia "sottintesa" all'interno della coppia per cercare di trovare una soluzione.

Tratto dal libro di Marco Franzoso, "Il bambino indaco", il film è girato a New York e in gran parte in ambienti chiusi, per suggerire un senso di claustrofobia, esasperare il dramma per farlo assomigliare ad un incubo. "Quando ho letto il libro, mi aveva attratto e respinto insieme", ha raccontato Saverio Costanzo, "la drammaturgia era forte, ma anche il rischio della morbosità. L’ho ripreso un anno e mezzo dopo, e ho scritto la sceneggiatura senza giudicare, guardando i personaggi con tenerezza e dolcezza. Per me è stato un film catartico, anche per il mio ruolo di padre: ho trovato dolcezza e comprensione per gli errori". Sulla scelta di New York il regista ha spiegato: "ci ho vissuto, è una città violenta, dove è facile sperimentare un senso di isolamento. Non è stata una scelta forzata o calcolata, piuttosto una città italiana avrebbe reso il film meno credibile".
Il film tratta il tema dell'ossessione per il cibo, un argomento molto contemporaneo. "Uno psicologo recentemente invitava le mamme vegane ad essere compassionevoli verso le nonne che qualche volta danno un omogeneizzato di carne al bambino", ha detto ancora Costanzo, "Questo perché spesso chi fa scelte radicali diventa come sordo. La radicalità senza senso dell'umorismo, l’ideologia ferrea ha ucciso milioni di persone, bisogna anche avere cuore e amare se stessi. Ma questo film non è contro niente e nessuno. Tutti ci domandiamo che mangiare, è una delle nostre ossessioni, perché forse pensiamo che il mondo fuori sia tossico. Io sono una persona laica, amo molto anche il Big Mac e porto i miei figli una volta al mese da McDonald". Riguardo all'ossessione del personaggio di Mina, Alba Rohrwacher ha dichiarato: "Agisce nel bene, spinta da un amore assoluto per il bambino, ma poi sbaglia… Mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe andata a finire se qualcuno non l’avesse interrotta, perché tra metropolitana, mare e sole si intravede la luce nel finale". Ottimo il rapporto tra l'attrice italiana e l'attore americano Adam Driver. "Ho sperimentato la sensazione di una conoscenza profonda, una sintonia immediata", ha detto l'attrice. "Abbiamo lavorato sui primi impulsi in uno spazio claustrofobico", ha ribattuto Driver, "abbiamo dovuto trovare la nostra strada nel film".

Altro film in Concorso è 'Loin Des Hommes', di David Oelhoffen, che vede protagonista Viggo Mortensen e Reda Kateb.

Ispirato a un racconto breve di Albert Camus, il film è ambientato nel 1854, durante un freddo inverno algerino. Due uomini, Daru (Mortensen), un insegnante solitario, e Mohammed (Kateb), dissidente accusato di omicidio, si trovano costretti a fuggire sulle creste della catena montuosa Atlas. Durante la fuga tra i due nasce una profonda complicità che li spingerà a ribellarsi e combattere per la loro libertà.

"Non c'è niente di più sovversivo dell'amore e della compassione", così Viggo Mortensen descrive il suo personaggio, l'attore - come è solito fare - si è preparato a lungo per interpretare il ruolo di Daru. "Ho letto tutto quello che c'era da leggere di Camus", ha raccontato l'attore, "Sono poi stato in Algeria prima delle riprese e ho viaggiato a lungo per il paese, anche a piedi. Ho vissuto nei luoghi e ascoltato la gente. Dovevo sentire cosa sentiva il mio personaggio e che cosa provava nei confronti della morte". "La cosa più difficile è stato cambiare il mio accento francese", ha concluso l'attore, "E' stato più difficile che imparare l’arabo da zero". Il regista David Oelhoffen invece descrive il suo film come "un western, con due estranei diversi per storia personale e cultura costretti a stare insieme, il viaggio di un prigioniero che deve essere scortato, sullo sfondo di una guerra tra colonizzatori e colonizzati".
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Fuori Concorso invece è sbarcata l'originale animazione in stop-motion 3D della Laika con 'The Boxtrolls - Le Scatole Magiche'.

Il film è ambientato nella elegante cittadina di Cheesebridge, dove gli abitanti sono ossessionati dalla ricchezza e dal formaggio. Sotto la città, nelle fogne, vivono i Boxtrolls, degli strani esseri vestiti solo con delle scatole, che escono fuori di notte per rubare quello a cui gli abitanti tengono di più: ricchezza, figli e l'amato formaggio. O almeno così narrano le leggende. In realtà i Boxtrolls non sono affatto spaventosi, sono delle simpatiche creature, molto generose, hanno anche adottato un piccolo orfano, l'hanno cresciuto e gli hanno insegnato a rovistare nei cassonetti di notte. L'arrivo di un malvagio disinfestatore, deciso a distruggere i Boxtrolls per guadagnarsi una posizione nella cittadina, costringerà la riservata e gentile comunità dei Boxtrolls ad affidarsi al loro "figlio adottivo" e a una giovane e ricca avventurosa per ricongiungere il loro mondo a quello degli umani.

Una favola comica, decisamente meno dark e con toni più leggeri dei precedenti 'Coraline' e 'ParaNorman', il film punta a conquistare un pubblico più ampio e più giovane. "Siamo tutti Boxtrolls", ha dichiarato il regista Travis Knight in conferenza stampa, "il film è un misto tra detective story, commedia dell'assurdo, avventura steampunk con splendore visivo e una morale sorprendente. E' una sorta di racconto di Dickens intrecciato con Roald Dahl e Monty Python". Ad accompagnare il film, oltre ai registi, anche il giovane attore Isaac Hempstead-Wright, meglio conosciuto come Bran Stark de 'Il Trono di Spade', che si è divertito molto a doppiare Uovo, il ragazzo adottato dai Boxtrolls, l'attore ha definito la sua esperienza "strana, una specie di sconnessione". "Uovo mi ricorda Tarzan, è stato cresciuto dai Boxtrolls ed è convinto di essere uno di loro", ha dichiarato Hempstead-Wright in conferenza stampa, "Quando scopre di essere un umano tutto il suo mondo crolla. È come se lui si sentisse a metà tra le due realtà: non è uno del mondo di sotto ma neppure del mondo di sopra. Finisce però per prendere il meglio di entrambi: il coraggio degli uomini e la generosità dei Boxtrolls". "Non sono sicuro di poter dire di essere coraggioso ed eroico come Uovo, di essere riuscito ad uscire dalla mia scatola", conclude l'attore, "ma appprezzo il messaggio del film come invito ai ragazzi a trovare una via di uscita dalla propria scatola".

mercoledì 23 maggio 2012

Festival di Cannes - Giorno 8

All'ottavo giorno ormai è chiaro a tutti che se non ti presenti a Cannes con gli occhiali da sole o un I-phone non sei nessuno.

Oggi è il giorno del film 'On The Road' di Walter Selles, tratto dal celebre romanzo di Jack Kerouac divenuto poi una specie di manifesto per la "beat generation", e per questo fra i film più attesi del festival.
Ambientato nella seconda metà degli anni '40, la storia segue tre ragazzi, Sal, Dean e Marylou, nel loro viaggio attraverso Stati Uniti e Messico, tra sesso, droga e jazz.
Il cast è molto pieno: Kristen Stewart, Sam Riley, Garrett Hedlund, Kirsten Dunst, Viggo Mortensen, Amy Adams, Tom Sturridge, Steve Buscemi, Alice Braga e Terrence Howard
''Mi piacerebbe - dice Salles - che On the road fosse visto da un pubblico giovane, che si abbandonasse al percorso anche doloroso dei giovani protagonisti che alla fine si interrogano sul senso della loro esistenza e che li spingesse a leggere il libro di Kerouac con la stessa passione con cui l'ho letto io a 17 anni, un'opera di 'rottura' che mi ha segnato''. Grande attenzione della stampa per Kristen Stewart ovviamente, un po' infastidita dalle domande personali prontamente stoppate dal presentatore/moderatore della conferenza, ha risposto con un secco "A lei piace farlo" alla domanda sulle scene di nudo e di sesso presenti nel film.
Il film, prodotto da Francis Ford Coppola che in passato aveva cercato di portarlo sul grande schermo, ha avuto pareri e reazioni discordanti, non ha convinto tutti. In concorso.

E in concorso oggi c'era anche Kylie Minogue per il film di Leos Carax 'Holy Motors' in cui ha una piccola parte. Nel film anche Eva Mendes, piccola parte anche per lei.

Presentato fuori concorso (non ieri come avevo scritto) il nuovo film di Bernardo Bertolucci, 'Io e Te', tratto da un libro di Niccolò Ammaniti. ''Avrei tanto voluto essere in concorso - ha dichiarato il regista - ma poi ho pensato che qualche malizioso poteva pensare che la Palma d'oro alla carriera l'anno scorso non mi era bastata. Ho pensato di sembrare vorace'', ha poi aggiunto di essere già pronto per un nuovo film, "Sono pronto ormai. Ho finalmente elaborato il lutto della sedia a rotelle".
Protagonisti del film i giovani esordienti Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, entrambi però non hanno impressionato per capacità recitative. 


Frra