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lunedì 8 ottobre 2018

Venom - la recensione

Venom molto probabilmente era un cinecomic di cui non sentivamo il bisogno, e in effetti è così.
In un panorama cinefumettistico come quello odierno, costellato dal decennale successo dell'Universo Cinematografico Marvel e affiancato da un disastroso universo DC, spunta fuori Venom, un film effettivamente fuori tempo massimo per stile narrativo, ma che comunque riesce ad intrattenere lo spettatore senza troppe pretese.

I problemi contenuti all'interno del lungometraggio sono molteplici e già palesi anche nei vari materiali promozionali: protagonisti poco carismatici, una CGI (a volte) decisamente poco efficiente, una regia di Ruben Fleischer (Benvenuti a Zombieland) priva di personalità, scene action confusionarie e inutilmente allungate. Ma soprattutto il problema, per un film con queste premesse, basate su un personaggio smaccatamente violento, è proprio la mancanza di una violenza palese che in molti si sarebbero aspettati. Tutto è edulcorato da un rating PG-13 farcito con un umorismo abbastanza spicciolo che trasforma il "terrificante" simbionte protagonista in un personaggio adorabile, troppo adorabile.



Nonostante questo, se non si tiene conto di passaggi tagliati con l'accetta, una narrazione zoppicante e quanto precedentemente detto, Venom risulta comunque gradevole. Un intrattenimento da primi anni 2000 arrivato un po' in ritardo ma che comunque non risulta il disastro consistente che si prospettava inizialmente. Un futuro per il "Venom-verse"? Magari aggiustando il tiro potrebbe ancora funzionare.

venerdì 2 marzo 2018

Frame Awards 2018 - Blade Runner 2049 è il miglior film. Ecco tutti i vincitori.

Si sono chiuse le votazioni dei Frame Awards 2018, votati dal pubblico e che prendevano i considerazione i film usciti in Italia dal 1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2017.

In totale controtendenza rispetto a parte della critica, agli incassi, e alla stagione dei premi ancora in corso (che si chiuderò domenica 4 con gli Oscar), il film più votato è stato Blade Runner 2049, che ha trionfato in tre categorie.
Il film di Denis Villeneuve è stato eletto miglior film dell'anno, ha vinto anche nella categoria migliore sceneggiatura originale, mentre Ryan Gosling è stato votato come migliore attore protagonista.

Miglior regista Christopher Nolan per Dunkirk, per lo stesso film è stato votato anche Tom Hardy come migliore attore non protagonista.
Come agli Oscar 2017, Emma Stone (La La Land) e Viola Davis (Fences - Barrere) sono state scelete come migliore attrice protagonista e migliore attrice non protagonista.

Molto apprezzato anche Assassinio sull'Orient Express, che ha trionfato in due categorie, tra cui miglior cast. Miglior film d'animazione Coco della Disney/Pixar.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film - Blade Runner 2049

Migliore regia - Christopher Nolan, 'Dunkirk'

Migliore attrice protagonista - Emma Stone, 'La La Land'

Migliore attore protagonista - Ryan Gosling, 'Blade Runner 2049'

Migliore attrice non protagonista - Viola Davis, 'Fences - Barriere'

Migliore attore non protagonista - Tom Hardy, 'Dunkirk'

Miglior cast - Assassinio sull'Orient Express

Migliore sceneggiatura originale - Blade Runner 2049

Migliore sceneggiatura non originale - Assassinio sull'Orient Express

Migliori effetti speciali - War for the Planet of the Apes

Migliore colonna sonora - La La Land

Migliore film d'animazione - Coco

Migliore serie tv - Peaky Blinders (4a stagione)

Migliore locandina - It

Miglior trailer - Star Wars: Gli Ultimi Jedi

venerdì 1 settembre 2017

Dunkirk - la recensione

Sull'immensa spiaggia di Dunkerque (Dunkirk in inglese), piccola località sulle coste francesi, circa quattrocentomila soldati sono in attesa di essere riportati in Inghilterra, mentre il fuoco nemico continua a bersagliarli di bombe e i tedeschi sono dietro l'angolo.
Christopher Nolan entra di prepotenza nel filone del war movie andando a prendere uno di quegli eventi che sono impressi nella memoria di tutti: il salvataggio di Dunkirk, in cui furono i cittadini britannici in prima linea ad affiancare la marina e l'aviazione ormai sconfitte, e a permettere a più di trecentomila soldati (fra francesi e inglesi) di essere portati in salvo, diviene per Nolan simbolo delle atrocità della guerra e allo stesso tempo di rinascita.
Con una trama universalmente conosciuta e una sceneggiatura ridotta al minimo, è l'aspetto visivo a prendere il sopravvento, in una sorta di war movie muto, totalmente immersivo, un'esperienza emotiva e sensoriale unica con un cast stellare che rimane però quasi in secondo pieno di fronte all'immensità del mare, del cielo, dell'incredibile e terrificante incertezza delle bombe che cadono sulla spiaggia.
Siamo di fronte a un film incredibile, la summa del genio registico di un autore come Nolan che prende una storia qualsiasi e la riplasma a sua immagine, dimostrando a tutti (se mai ce ne fosse bisogno) che è un regista straordinario, allo stesso tempo autore e regista di blockbuster. Chissà se l'Academy si accorga di lui, questa volta. Non sarebbe sorprendente viste le premesse.
Un plauso inoltre va alla straordinaria colonna sonora di Hans Zimmer, angosciante e incalzante, un ticchettio di sottofondo che prende allo stomaco e accompagna magnificamente le immagini.
Non c'è molto altro da dire su un film che va vissuto immergendosi nel buio della sala cinematografica (e possibilmente in IMAX), per cui ogni parola appare superflua rispetto all'esperienza della visione.
Un'ora e mezza di totale immersione sensoriale, per quello che probabilmente è il capolavoro di Nolan.

sabato 25 febbraio 2017

Frame Awards 2017 - ecco i vincitori!

Chiuse ieri in serata le votazioni per i Frame Awards 2017, nella categoria miglior film la lotta è stata abbastanza equilibrata ma alla fine a vincere è stato Captain Fantastic di Matt Ross!

Tre premi per Animali Notturni di Tom Ford, premiato nelle categorie migliore regia, migliore sceneggiatura non originale, e - in totale controtendenza con la stagione dei premi - Amy Adams è stata scelta come migliore attrice protagonista.

Tre premi anche per The Hateful Eight di Quentin Tarantino, miglior cast, sceneggiatura originale e colonna sonora, che va quindi a premiare il grandissimo Ennio Morricone.

Ex aequo nella categoria migliore attore protagonista, il ruolo di migliore dell'anno se lo dividono il premio Oscar Leonardo DiCaprio per The Revenant, e Viggo Mortensen per Captain Fantastic. Migliore attrice non protagonista Kate Winslet per Steve Jobs. Migliore attore non protagonista invece Tom Hardy per The Revenant.

Nella categoria miglior film d'animazione, un po' a sorpresa, Oceania batte tutti. Lo Chiamavano Jeeg Robot miglior film italiano.


Ecco l'elenco di tutti i premi.

Miglior Film: Captain Fantastic

Miglior Regia: Tom Ford, 'Animali Notturni'

Migliore Attore protagonista: Viggo Mortensen, 'Captain Fantastic'; Leonardo DiCaprio, 'The Revenant'

Migliore Attrice protagonista: Amy Adams, 'Animai Notturni'

Migliore Attore non protagonista: Tom Hardy, 'The Revenant'

Migliore Attrice non protagonista: Kate Winslet, 'Steve Jobs'

Miglior Cast: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura originale: The Hateful Eight

Migliore sceneggiatura non originale: Animali Notturni

Miglior Film Italiano: Lo Chiamavano Jeeg Robot

Miglior Film d'Animazione: Oceania

Migliori effetti Speciali: Doctor Strange

Miglior colonna sonora: The Hateful Eight

Miglior Trailer: Rogue One: A Star Wars Story

Migliore Locandina: Star Trek Beyond

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Lo staff di Frame vi ringrazia per aver votato. Appuntamento al prossimo anno!

giovedì 26 maggio 2016

Dunkirk: nuove foto dal set del film di Christopher Nolan!

Le riprese di Dunkirk, film sulla Seconda Guerra Mondiale diretto da Christopher Nolan, sono iniziate da qualche giorno, e il regista fa le cose in grande.

Nuove foto dal set mostrano un imponente schieramento di quasi 5.000 comparse vestite da soldati, tutti schierati sulla spiaggia, oltre ad alcuni cannoni per la contraerea, mentre a largo si muovono navi da guerra e in cielo aerei da combattimento.

Il film racconterà la drammatica Battaglia di Dunkerque, nel nord della Francia, e la miracolosa evacuazione di circa 400mila soldati dalla spiaggia.

Nel cast Mark Rylance, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, James D’Arcy, e Tom Hardy, oltre i giovani e (semi) esordienti Fionn Whitehead, Jack Lowden, Aneurin Barnard, e Harry Styles (uno dei cantanti degli One Direction).

Uscita fissata al 21 luglio 2017.

Ecco le foto.















martedì 23 febbraio 2016

Mad Max: Fury Road - la recensione

Trent'anni dopo il primo film Interceptor (Mad Max), George Miller torna sui suoi passi e riporta in vita la saga da lui creata con un nuovo film, Mad Max: Fury Road, presentato al Festival di Cannes 2015.

In un futuro post-apocalittico, un uomo di nome Max (Hardy), solitario e perseguitato dai ricordi, viene catturato per diventare un "donatore di sangue" per i Figli della Guerra, i guerrieri che seguono fedelmente Immortan Joe, il signore della guerra che controlla acqua e benzina, e quindi la colonia che lo segue.
Approfittando di una spedizione per recuperare carburante, l'Imperatrice Furiosa (Theron), Figlia della Guerra e serva di Immortan Joe fin da ragazzina, fugge con l'autocisterna, portando con sé le concubine del padrone, compresa la sua favorita incinta. Inizia così un serrato inseguimento nel deserto, durante il quale il diffidente Max stringerà un'alleanza con Furiosa per cercare di portare in salvo le ragazze, mentre tutti i signori della guerra li inseguono.

George Miller mette in piedi un'operazione di difficile collocazione, Mad Max: Fury Road non è un sequel e non è un remake, forse può essere considerato un reboot ma comunque è una definizione che gli va stretta. Per definire questo nuovo capitolo della saga bisogna forse usare un termine più vintage, è una "rivisitazione" del vecchio Mad Max. In questo film Miller è riuscito ad amalgamare con grande intelligenza il vecchio e il nuovo, trovando il giusto equilibrio che serviva per riportare al cinema una saga decisamente anni '70/'80.
Il film colpisce sotto tutti gli aspetti: quello estetico, grazie a una fotografia dai colori accesi e saturati; quello dello stile, molto punk-rock e volutamente esagerato; quello del ritmo, il film è una adrenalinica e spettacolare corsa senza sosta. Miller però non dimentica di inserire un significato, un messaggio, rappresentato dalla fuga di Furiosa e delle ragazze dalla violenza per cercare un'ipotetica terra di salvezza, fino a quando non ci si rende conto che scappare non porta a nulla e l'unico modo di fuggire davvero è quello di tornare indietro e cambiare il luogo e il modo in cui si vive.

A raccogliere l'eredità di Mel Gibson ci pensa il solidissimo Tom Hardy, un attore che ormai è quasi una garanzia. Il suo Max è chiuso, ruvido, violento, ma allo stesso tempo l'attore riesce a trasmettere la timidezza, la generosità e il tormento che il suo personaggio si porta dentro. Considerata co-protagonista ma in realtà è protagonista tanto quanto Hardy, Charlize Theron è semplicemente straordinaria, bella ma "rovinata", sia nell'animo che nel fisico, dalla cattiveria che la circonda, la sua Imperatrice Furiosa rimane stampata negli occhi e nella mente dello spettatore. Molto bravo anche un folle Nicholas Hoult.

Esagerato (a volte anche troppo), "old school" (anche in questo caso, a volte troppo), forse imperfetto nella trama ma decisamente coinvolgente, Mad Max: Fury Road è uno dei migliori film del 2015.

mercoledì 13 gennaio 2016

The Revenant - la recensione

Nord Dakota, 1823: Hugh Glass è la guida di una battuta di caccia per ottenere pelli ed è sopravvissuto, insieme al figlio adolescente meticcio, a un attacco degli Indiani Ree in cui sono morte più di 30 persone. Sulla via del ritorno, Glass è attaccato e gravemente ferito da un orso grizzly e, troppo malridotto per continuare, viene affidato a suo figlio e altri due compagni.


Il premio oscar Alejandro Gonzales Inarritu, dopo la satira di Birdman, si affida questa volta a una storia vera, epica, intrisa di sentimento e di spettacolarità. Foreste dagli altissimi tronchi, distese apparentemente infinite di neve, fiumi ghiacciati, indiani e animali selvaggi fanno da sfondo al più classico dei drammi, dove la vendetta e l'amore la fanno da padroni. La regia di Inarritu è magniloquente, fatta di campi lunghi, movimenti a volte fluidi, a volte improvvisi, restringimenti fino a primissimi piani, rimane attaccata addosso ai personaggi nei momenti più duri e spazia nei meravigliosi paesaggi nei momenti di calma. La fotografia aveva lavoro facile e riesce a valorizzare magnificamente i luoghi e a creare contrasti cromatici fra i toni freddi della neve e della foresta, con quelli caldi del sangue.
La scena dell'attacco dell'orso è sorprendente per realismo e crudezza, grazie anche a un Leonardo DiCaprio come sempre impeccabile e intenso, in un film in cui parla pochissimo e recita per lo più con lo sguardo.
Accanto a lui, spicca un magistrale Tom Hardy, controparte meschina di Glass, dallo spiccato accento texano e dai modi subdoli, personaggio che è vera e propria nemesi e allo stesso tempo importantissimo punto di arrivo nella lotta alla sopravvivenza intrapresa dal protagonista.

Non è sicuramente un film facile The Revenant, i silenzi sono molti e sembrano protrarsi all'infinito, la musica è quasi assente, la luce totalmente naturale rafforza la sensazione di gelo che accompagna lo spettatore e che si insinua fin nelle ossa, finché non si è portati a rabbrividire insieme al personaggio di DiCaprio. Il finale arriva quasi con sollievo, e non perché non si sia assistito a un gran film, ma proprio perché quella solidità, quel realismo è così crudo che alla conclusione del viaggio si prova sulla propria pelle la stessa sensazione di spossatezza e di ineluttabilità provata dal protagonista.

martedì 27 ottobre 2015

Legend - la recensione

Londra, anni '60: i gemelli Ronnie e Reggie Kray sono i  capi incontrastati della malavita dell'East End e dei veri e propri idoli popolari. Il primo è spietato, folle, dichiaratamente gay, mentre il secondo è razionale, calcolatore e innamorato di Frances, aspirante segretaria.
Ed è proprio il rapporto romantico tra Reggie e Frances (anche voce narrante della vicenda), unito al forte legame tra i due fratelli, tanto identici di aspetto quanto diversi di carattere, il centro focale della pellicola.


A interpretare i gemelli Kray c'è il talentuoso Tom Hardy, e si può dire che l'intero film non è altro che uno sfoggio della bravura dell'attore inglese, talmente calato nei due ruoli che ci si dimentica praticamente subito che siamo di fronte allo stesso interprete.
Nei panni di Ronnie, Hardy assume un atteggiamento strafottente, con una postura fisica particolare, le labbra sporgenti e la parlata caratteristica, riesce a imprimere nel personaggio una incredibile follia sanguinaria e allo stesso tempo un'ingenuità quasi tenera, in un certo senso esagerata e macchiettistica. Come Reggie, invece, assistiamo a un'interpretazione più misurata, intensa, a dimostrazione che ciò che stiamo vedendo non è frutto del caso, ma di un attento studio su personaggi e una padronanza della tecnica recitativa sopraffine.
E' veramente difficile rimanere indifferenti alla bravura di questo Tom Hardy, e non è esagerato dire che si tratta di una delle migliori performance degli ultimi anni. Ogni cosa, nella pellicola, sembra puntare quasi unicamente all'esaltazione del suo protagonista, tralasciando un po' il resto.

Nella prima parte del film il ritmo è davvero alto, ci si diverte moltissimo e si gioca molto bene con i vari cliché del genere gangster, generando tutta una serie di situazioni apprezzabili, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Ronnie e il rapporto tra i due fratelli.
Verso il finale però si perde un po' di ritmo e si rallenta, perdendosi forse troppo nelle traversie romantiche e nel personaggio poco riuscito di Frances, per cui si dovrebbe simpatizzare ma che risulta piuttosto scialba e spesso antipatica.
In un certo senso il film risulta anticlimatico, con una partenza scoppiettate e un finale con il freno a mano tirato. Comunque il film intrattiene egregiamente, soprattutto grazie all'interpretazione straordinaria di Tom Hardy, vero punto di forza che innalza questo Legend da "buono" a "ottimo".

giovedì 14 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - giorno 2

Subito il primo italiano in Concorso, e poi la presentazione del film del momento: Mad Max Fury Road!

Pronti, via, Matteo Garrone presente in Concorso il suo film fantasy Il Racconto dei Racconti. Film italiano con un cast internazionale che vede Selma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones e John C. Reilly, mentre a portare la bandiera tricolore ci pensa Alba Rohrwacher.

Un film che ha ricevuto un'accoglienza fredda dopo la proiezione stampa, non molti gli applausi, e ha diviso la critica, con i francesi rimasti piuttosto indifferenti, mentre i critici inglesi (qualcuno anche americano, oltre che italiani) hanno apprezzato la strana favola dark di Garrone.

Entusiasti i membri del cast, con Salma Hayek che ha raccontato l'esperienza di mangiare il cuore di un drago. "Disgustoso! Una cosa orribile", ha confessa l'attrice messicana, "era veramente identico a un vero cuore con tutti i dettagli al loro posto. Mia figlia Valentina era lì sul set e mi guardava dal monitor, a un certo punto mi ha consigliato di sputare, tanto da dietro quell'enorme organo non si sarebbe visto niente". L'attrice ha poi parlato delle difficoltà con i pesanti ed elaborati costumi di scena. "Pesavano almeno 50 kg! nella scena del labirinto, dove indossavo un abito rosso di broccato, ho corso per 45 minuti", ha raccontato la Hayek, "Poi Matteo ha detto di rifare la scena e alla fine ero così esausta che non riuscivo più a uscirne. Ho cercato di scavalcare il muro ma non potevo. Sono arrivati in tre a sollevarmi, mentre il costumista gridava di stare attenti al vestito, io mi sentivo svenire!".
John C. Reilly si è soffermato sui metodi di Garrone e sulla diversità tra i set italiani e quelli americani. "In un film così formale, così ricco di dettagli, era lui seguiva se stesso, fidandosi completamente, è una persona calda", ha dichiarato l'attore, "In Italia sul set non c'è separazione tra le persone come negli Usa dove tutto è irregimentato". Parlando dell'atmosfera sul set, gli fa eco Toby Jones, "c'è molto spazio per l'improvvisazione su quei set dove tutto sembra casuale e capita anche di giocare a pallone".
Sulla scelta di fare il film con un cast internazionale e di conseguenza in inglese, il regista Matteo Garrone ha dichiarato: "L'inglese mette in luce la componente scespiriana di Giambattista Basile e serve a far arrivare il film a un pubblico più vasto. Ma abbiamo girato in Italia con una troupe italiana e senza tradire lo spirito del seicentesco "Lo cunto de li cunti"".

Il film sarà nelle sale italiane dal 14 maggio.

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Presentato invece Fuori Concorso, il film più atteso del momento, Mad Max: Fury Road, reboot della saga che vedeva protagonista Mel Gibson, diretto dallo stesso regista dei film originali, cioè George Miller.

Il film non ha solo convinto ma ha conquistato ed esaltato il pubblico. Applausi a scena aperta alla fine della proiezione stampa (ma anche durante il film) e ovazioni durante la conferenza affollatissima di giornalisti. Presenti a Cannes i tre protagonisti, Tom Hardy (che ha raccolto l'eredità di Mel Gibson), Charlize Theron e Nicholas Hoult.

Ci ha messo un bel po' George Miller prima di decidere di rituffarsi nel mondo di Mad Max, ma quando l'ha fatto aveva un'idea molto chiara di come sarebbe dovuto essere il film. "Quello che volevo fare del film era un lungo, ininterrotto inseguimento, o una lunga, ininterrotta graphic novel", ha dichiarato il regista, "L'ho sempre immaginato come un tuffo col più alto tasso di difficoltà, e così è stato. Sul set ho continuato a chiedermi se fossimo diventati matti a imbarcarci in un’impresa del genere, ma devo dire che alla fine è stato bello. Avevo sempre una paura terribile per la troupe, per un incidente che sarebbe potuto capitare in ogni momento, ma sul set non abbiamo avuto nemmeno un osso rotto... qualche livido sì, ma nemmeno un osso rotto. [...] All’inizio non volevo fare un altro film di Mad Max, ma devo ammettere che l'idea ha sempre ronzato nella mia testa. E quando si sono creare le condizioni per girarlo realmente, mi sono lanciato". Il film ha avuto una gestazione lunga e diversi problemi durante le riprese, dovuti alla location non proprio semplice - il deserto della Namibia - e alla volontà del regista di usare pochissima CGI, quindi le scene d'azione, anche le più estreme sono state fatte realmente. Il risultato sono state circa 450 ore di riprese, che in due anni la montatrice Margaret Sixel ha ridotto a due ore di film. In più Miller, per rendere le cose ancora più complicate, ha girato scene brevissime. "Avevamo almeno 3 o 4 macchine da presa digitale in ogni scena e davo lo stop ogni pochi secondi", ha raccontato Miller, "sicuramente deve essere stato molto difficile per i miei attori recitare in questo modo, con tempi così brevi per esprimersi. Lo riconosco qui per la prima volta, forse".
A confermare le parole del regista ci ha pensato il protagonista Tom Hardy. "Durante i sette mesi di riprese, mi sono sentito frustrato a volte, perché non esisteva un modo per George di spiegarci a parole quello che stava facendo in un film di questa dimensione e questa complessità", ha spiegato l'attore, nuovo Max Rockatansky, "Quando ho visto il film per la prima volta ho finalmente compreso la sua visione, e mi sono sentito di scusarmi con lui per la frustrazione che avevo sentito sul set. E mi scuso ancora". "Quando ho ottenuto la parte mi sono sentito come sempre felice e molto emozionato", ha continuato Hardy, "ma sapevo che per il pubblico Mad Max significava Mel Gibson, sicuramente è stato stressante ma sapevo anche di poter contare su George, l’uomo che lo aveva creato".
Novità di questo nuovo Mad Max rispetto ai precedenti è la grande presenza di personaggi femminili, tra cui spicca Charlize Theron. "Ho visto del gran potenziale in questa storia, fin dal primo momento. Avevo sentito dire che ci sarebbe stato spazio per un personaggio femminile nel film, e quindi mi sono interessata", ha raccontato l'attrice che nel film interpreta Furiosa, quasi rasata, sporca e senza un braccio, "Abbiamo discusso molto sulla possibilità di dare a Max una spalla femminile. George ha mantenuto tutte le sue promesse e mi ha permesso comunque di celebrare la femminilità, di restare donna, non cercare di essere un maschio solo perché ero in un film d’azione. Io e le altre siamo personaggi reali, con le nostre psicologie, le donne non hanno bisogno di stare sul piedistallo. [...] Ho visto tutti i film di Mad Max e ci sono temi concreti. Quando penso a Max penso al problema della sopravvivenza del pianeta e Miller è un regista che ti porta letteralmente dentro alla storia. Mentre giravamo eravamo lì e sentivamo di essere davvero braccati e in pericolo. Così tutti gli argomenti di cui sopra diventano ancora più spaventosi". "Non pensavo di fare un film di uomini, ma non c'era nemmeno un'agenda femminista", ha dichiarato il regista riguardo alla presenza di personaggi femminili nel film, "Mi serviva soprattutto un espediente per far incrociare le varie storie, mi serviva per introdurre Max in questa vicenda. Abbiamo  subito trovato il personaggio di Furiosa per ragioni narrative, e quindi tutto è nato da lì, dalla sua presenza si incontrano perché anche Max è un cane pazzo che lotta per la sua libertà".
Domanda finale sul Max originale, come ha reagito Mel Gibson? "E’ venuto all'anteprima, ha visto il film e lo ha amato, è stato molto affettuoso e mi ha riempito di domande sugli attori, dato che lui non solo è un bravo attore ma un regista competente", ha dichiarato Miller.

Il film sarà nelle sale dal 14 maggio.

giovedì 26 giugno 2014

'Mad Max: Fury Road', le prime immagini da EW

Nel numero di luglio, Entertainment Weekley dedica ampio spazio al film 'Mad Max: Fury Road', con Tom Hardy e Charlize Theron protagonisti, che riprende la saga sci-fi degli anni '80.

Regista del film è George Miller, che alla rivista ha dichiarato "Un inseguimento che comincia a inizio film e si svolge per tutta la sua durata di 110 minuti. 'Fury Road' contiene pochissimi effetti visivi e ancora meno dialoghi. I personaggi spiccano in questo mix di intensa azione". Nel cast anche Nicholas Hoult, Rosie Huntington-Whiteley, Zoe Kravitz e Megan Gale.

L'uscita negli USA è fissata al 15 maggio 2015, intanto ecco la cover, immagini e la trama ufficiale del film.

'Mad Max: Fury Road' è il quarto film di George Miller basato sul franchise con protagonista Mad Max. Questo film d’azione post-apocalittico è ambientato nei più remoti angoli del nostro pianeta, in un paesaggio desertico, dove gli uomini sono divisi, quasi isolati tra di loro e per sopravvivere combattono furiose battaglie. All'interno di questo mondo di fuoco e sangue ci sono due ribelli in fuga, gli unici in grado di ristabilire l’ordine: c’è Max (Tom Hardy), un uomo d’azione e di poche parole, che cerca la pace interiore in seguito alla perdita della moglie e del figlio all'indomani del caos; e c’è poi Furiosa, (Charlize Theron) una donna d’azione convinta che l’unico modo per sopravvivere è quello di attraversare il deserto per tornare verso la sua terra nativa.













sabato 14 dicembre 2013

Nuove immagini di 'Fury', 'Transcendence' e 'Child 44'.

Nelle ultime ore sono state postate online nuove immagini da tre film attesi e interessanti: 'Fury' di David Ayer, 'Transcendence' di Wally Pfister, e 'Child 44' di Daniel Espinosa.

- 'FURY' di David Ayer, con Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman, Jon Bernthal, Michael Peña, Jason Isaacs e Scott Eastwood. Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, racconta la storia dei 5 soldati che con il loro carro armato, chiamato "Fury", andarono in avanscoperta eliminando gli ultimi raggruppamenti nazisti e spianando la strada agli alleati in arrivo.
Lo stesso regista ha postato online diverse foto dal backstage, comprese queste nuove in cui vediamo i membri del cast molto calati nella parte dei soldati.




- 'TRANSCENDENCE' di Wally Pfister, con Johnny Depp, Rebecca Hall, Morgan Freeman, Cillian Murphy, Kate Mara e Paul Bettany. Will (J.Depp), scienziato che lavora con la moglie e un collega ad un programma per l'intelligenza artificiale, viene assassinato da alcuni terroristi. La moglie Evelyn (R.Hall) riesce a caricare il cervello del marito sul computer per "mantenerlo in vita" e dagli la possibilità di continuare le sue ricerche. L'esperimento sembra andare bene, Evelyn riesce a connettersi a lui come ci si connette alla linea internet. Will riesce a creare un back up di se stesso in ogni computer del mondo. Quando i terroristi vengono a sapere che Will è ancora vivo cercano di distruggere il programma ma ormai Will non ne ha più bisogno per sopravvivere.
Un film sci-fi con una trama molto contorta e ambiziosa che segna il debutto alla regia di Wally Pfister, direttore della fotografia di Christopher Nolan. Entertainment Weekly ha postato due nuove foto del film in cui vediamo Johnny Depp, Morgan Freeman, Cillian Murphy e Rebecca Hall.
Il film uscirà il 18 aprile negli USA.




- 'CHILD 44' di Daniel Espinosa, con Tom Hardy, Noomi Rapace, Gary Oldman, Joel Kinnaman e Vincent Cassel. Basato sul primo libro della trilogia best-seller di Tom Rob Smith, la storia è ambientata nell'Unione Sovieta stalinista degli anni '50 in cui il governo ha costretto la gente a credere che la criminalità e il "male" siano stati debellati per sempre dalla società. In realtà la polizia continua ad essere violenta e brutale come sempre e senza neanche nascondersi. Un giorno il cadavere di un bambino viene ritrovato sui binari della ferrovia, l'ufficiale Leo Deminov (T.Hardy) trova strano che i genitori del bambino siano convinti che si sia trattato di un omicidio. I superiori di Deminov gli ordinano di non indagare sul fatto così inizia a sospettare che qualcuno molto in alto possa essere coinvolto nella morte del bambino. Deminov non indaga ma quando la moglie (N.Rapace) comincia a ricevere minacce affinché diventi spia dell'operato del marito, Deminov smette di obbedire agli ordini e finirà per diventare un nemico del governo.
Ecco le prime immagini del film che dovrebbe uscire il prossimo autunno.




lunedì 2 settembre 2013

Festival di Venezia - giorno 6

Il giorno di Terry Gilliam a Venezia, e poi 'Locke', un film che ha sorpreso Fuori Concorso.

'The Zero Theorem' è il film che Terry Gilliam ha portato in Concorso al Festival.

Qohen Leth (Christoph Walz, purtroppo assente) è un geniale, eccentrico e solitario matematico che soffre di una una profonda angoscia esistenziale. Controllato da una misteriosa persona nota come "Il Management", Qohen Leth lavora per cercare di risolvere lo "Zero Theorem", un problema che potrebbe rivelare se la vita ha in effetti un qualche tipo di senso o significato. All'improvviso il suo lavoro viene interrotto dall'arrivo di Bainsley, giovane bellissima donna, e di Bob, figlio adolescente del Management.

Il film è ambientato non in futuro alternativo ma in un presente diverso. "Quando ho girato 'Brazil', nel 1984, volevo dipingere l'immagine del mondo in cui pensavo stessimo vivendo allora. The Zero Theorem è uno sguardo sul mondo in cui penso di vivere ora", ha spiegato Terry Gilliam in conferenza stampa, "La sceneggiatura di Pat Rushin mi ha intrigato per le molte idee esistenziali racchiuse nel suo divertente e toccante racconto filosofico. Per esempio: che cosa dà significato alla nostra vita, che cosa ci procura gioia? Si può essere soli nel nostro mondo sempre più connesso e ristretto?". Il film in effetti ha degli aspetti in comune con 'Brazil' e 'L'Esercito delle 12 Scimmie', soprattutto nelle ambientazioni surreali. "Abbiamo girato a Bucarest, perché costava meno rispetto a Londra e all’Italia", ha continuato Gilliam, "Quanto ai costumi ci siamo affidati a un mercato cinese dove si compra al chilo. Abbiamo acquistato lì le stoffe, ovviamente di scarsa qualità. Gli attori sudavano come dei maiali, poverini!". Il tratta il tema dello "schiavismo tecnologico" che secondo il regista porta ad una disumanizzazione delle relazioni. "Ormai anche quelle sono virtuali, perché ci si nasconde dietro identità finte; degli "alias" spesso frutto di quegli standard estetici che la società impone e che impediscono di essere se stessi", ma Gilliam non vuole demonizzare la tecnologia, per cui ha una grandissima passione, anche se non vuole essere chiamato "nerd" o "geek". "No, un geek no, anche se è vero che ogni giorno vengo praticamente catturato dal computer", ha detto il regista, "Il futuro ci ha fatto tutti suoi prigionieri. Anche se la tecnologia ci ha parato il culo più volte, ad esempio quando ho chiesto a Mélanie (Thierry) di registrare alcune battute che avrei inserito in voice over. Abbiamo fatto tutto tramite l’iPhone e nel giro di pochi minuti!". Anche gli attori David Thewlis e Melanie Thierry si sono espressi sull'argomento "tecnologia". "Ci hanno detto che la tecnologia migliorerà le nostre vite", ha detto Thewlis, "ma è sempre più difficile capire dove ci stia portando". E la Thierry, in dolce attesa, aggiunge: "Non sono a mio agio con il computer, non sono su Twitter né su Facebook, è un mondo lontano da me, e mi dà fastidio che ci si possa nascondere dietro lo schermo".
Il film ha convinto abbastanza ma non tutti, con i film di Gilliam è sempre così.

Presentato invece Fuori Concorso il film 'Locke', di Steven Knight, con Tom Hardy assoluto protagonista.

Ivan Locke (T.Hardy) è un uomo di successo, direttore dei lavori in un cantiere edilizio, mentre è in macchina riceve una telefonata che farà venire a galla errori del passato. Inizia così una corsa contro il tempo per salvare tutto quello che gli è più caro.

Un film che ha sorpreso, più di qualcuno ha dichiarato che il film avrebbe meritato un passaggio nel Concorso. Tom Hardy recita tutto il film, che si svolge in tempo reale, seduto in auto di notte. Una prova diversa, decisamente meno fisica di quelle estreme a cui Hardy ci ha abituato, dal Bane di Batman a 'Bronson'. Prova superata egregiamente dall'attore che sul ruolo ha dichiarato: "E' un bellissimo ruolo: c’è dramma ma poca azione. Mi ha dato la possibilità di approfondire il personaggio dal punto di vista psicologico e di infondergli integrità e umanità. Recitare in questo film è stato come affrontare un dramma radiofonico: la storia è seguita dal punto di vista del protagonista che però viene definito anche dal suo confronto con gli altri personaggi che si sentono solo come voci. Ho lavorato molto sulla caratterizzazione di Ivan Locke: mi sono fatto crescere la barba e ho addolcito la voce dolce. Mi piace questo personaggio così umile e sobrio. Affrontare ruoli di questo tipo è stimolante: per Locke mi sono preparato con degli amici recitando il copione per una settimana, come si fa in teatro". Il regista Steven Knight ha poi aggiunto: "Il film è tutto basato sulla performance straordinaria di Tom. Il punto centrale del film è descrivere l’importanza e la necessità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Tom ha saputo dare la giusta umanità a un uomo che cerca di essere migliore del proprio padre. Nel film anche cose che possono sembrare banali diventano centrali. Questa era la sfida maggiore: rendere interessanti cose che sembrano normali".

lunedì 26 agosto 2013

Prima clip e foto per 'Locke' con Tom Hardy

Diretto e sceneggiato da Steven Knight, 'Locke' verrà presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia.
È un thriller diretto in 'tempo reale', con protagonista Tom Hardy.

Questa la sinossi pubblicata dal sito della Biennale:
Ivan Locke si è dato molto da fare per crearsi una vita soddisfacente. Stanotte quella vita gli crollerà addosso. Alla vigilia della più grande sfida della sua carriera, Ivan riceve una telefonata che mette in moto una serie di eventi che faranno a pezzi la sua famiglia, il suo lavoro e la sua anima. La regia di Locke è un’esperienza cinematografica più unica che rara che mette letteralmente il pubblico al posto del passeggero a guardare la vita del guidatore che si dipana.

C'è chi lo definisce il 'Drive del 2013', sarà così? Il trailer da questa impressione, grazie anche alla fotografia, che è stata curata da Haris Zambarloukos (Thor).
Alcune dichiarazioni di Knight riguardo il suo film:
È stata una gioia e una sfida realizzare Locke in modo completamente diverso. Girato in tempo reale, il film si inoltra in territori inesplorati della cinematografia per cui Hardy regge lo schermo da solo mentre la cinepresa non chiude mai occhio. L’autostrada di notte è in parte sfondo e in parte installazione artistica, mentre un cast d’eccezione interpreta le persone che Ivan ama e odia e che assistono al suo viaggio straordinario verso la disperazione e, infine, verso la redenzione. La vita di un uomo trasformata in mezzo serbatoio di benzina. Credo che il viaggio di Ivan Locke sia profondamente commovente ed estremamente compulsivo.
Ecco dunque la prima immagine:

E la clip:

Nel cast a fianco di Tom Hardy troviamo Olivia Colman, Ruth Wilson, Andrew Scott, Ben Daniels e Tom Holland, e sarà presentato a Venezia il 2 Settembre.

sabato 15 dicembre 2012

'Lawless' - il commento a caldo

L'australiano John Hillcoat fa l'americano con 'Lawless'.

Virginia, contea di Franklin, sono gli anni del proibizionismo, i tre fratelli Bondurant distillano e vendono illegalmente i migliori alcolici del paese. Forrest (T.Hardy) è il capo, silenzioso, riflessivo e temuto, Howard (J.Clarke), il braccio destro, quello sempre pronto a picchiare e con un debole per l'alcol, e Jack (S.LaBeouf), il più giovane e debole ma con tanta voglia di emergere.
Le cose cambiano quando da Chicago arriva Charlie Rakes, feroce e corrotto rappresentante della legge. Fra Rakes e i fratelli Bondurant comincia una guerra all'ultimo sangue.

Presentato all'ultimo Festival di Cannes, 'Lawless' è una storia vera tratta da un romanzo scritto dal nipote di Jack Bondurant. La sceneggiatura è firmata da John Hillcoat e Nick Cave che hanno cercato di rifarsi alla tradizione tutta americana dei gangster movie, con un po' di atmosfere western.
Il film punta sullo spettacolo, e in effetti le scene sono spettacolari, scenografia, ricostruzioni, costumi, fotografia e regia sono state curate nei particolari ma sembra si siano dimenticati della resa generale.
Il film parte bene presentando i personaggi con grande impatto ma la sceneggiatura poi prosegue su una strada sicura e già battuta, sembra quasi per paura di non sbagliare. A tirare su la storia quando ce n'è bisogno ci pensa l'ottimo cast. Tom Hardy è un attore fisico, massiccio, la sua presenza scenica basta e avanza anche quando il personaggio rischia di cadere nell'ovvio. Jason Clarke, che aveva già affrontato questo periodo storico con 'Public Enemies' è una faccia che in futuro si vedrà spesso. Jessica Chastain ormai è chiaro che può fare tutto, qualsiasi ruolo senza nessun problema. Shia LaBeouf tiene il passo. Bene Mia Wasikowska. Ottimo Guy Pearce nel ruolo del cattivissimo e spietato Charlie Rakes, un personaggio in alcune aspetti stereotipato, classico, ma che lui rende molto credibile e davvero odioso. Apparizione anche per un sempre bravo Gary Oldman.

Il film è onesto che merita una visione, offre spettacolo, ha la giusta dose di violenza e di sangue ma si accontenta di fare il suo compito senza sbavature, non si prende rischi, non c'è un messaggio, è un film a cui manca l'anima. Le premesse erano quelle di un grande film che invece si trasforma "solo" in intrattenimento. Peccato perché il cast e le belle immagini meritava una sceneggiatura più profonda.


Frra

domenica 20 maggio 2012

Festival di Cannes - Giorno 4

Primo film americano in gara nella quarta giornata del festival, 'Lawless' di John Hillcot, con un cast molto nutrito: Shia Lebeouf, Tom Hardy, Jason Clarke, Jessica Chastain, Mia Wasikowska, Gary Oldman e Guy Pearce. Tratto dal libro La Contea più fradicia del Mondo (titolo italiano) e adattato per lo schermo da Nick Cave.

"La storia (vera, lo scrittore ha romanzato la storia del nonno e dei prozii) di tre fratelli che, durante la Grande Depressione, si fecero protagonisti di un articolato traffico di liquore distillato illegalmente. "

Il film rientra nella classica tradizione dei gangster movie americani, con un pizzico (o forse qualcosa di più) del western. Non ha convinto del tutto la critica.

In concorso si è rivisto anche un regista che a Cannes ha già vinto, il romeno Cristian Mungiu con il suo nuovo film Beyond the Hills.

Ancora un po' di Italia con Dario Argento che si presenta sulla croissette - fuori concorso - per la prima volta nella sua carriera con il suo 'Dracula 3D', con Thomas Kretschmann nei panni del famosissimo Conte e Rutger Hauer in quelli di Van Helsing. Nel cast anche Asia ArgentoMarta Gastini. Dario Argento ha voluto subito mettere in chiaro le cose prendendo le distanze dalle recenti ("brillanti") riletture del personaggio del vampiro, ha dichiarato: "Il mio Dracula è un Dracula feroce non è quello giovanile di Twilight. Ho immaginato un Dracula più rispondente alla visione classica, volevo insomma recuperare quello davvero cattivo, quello che faceva paura davvero".


Frra