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mercoledì 14 ottobre 2020

Ufficiale: Anya Taylor-Joy sarà Furiosa nello spin-off di Mad Max

Ha avuto il via libera la produzione dello spin-off di Mad Max dedicato al personaggio di Furiosa, magistralmente interpretato da una indimenticabile Charlize Theron in Mad Max: Fury Road (2015).

Deadline conferma che George Miller si siederà di nuovo in cabina di regia e la protagonista sarà Anya Taylor-Joy (Split). Nel cast ci saranno anche Chris Hemsworth e Yahya Abdul-Mateen II (Aquaman, Il Processo ai Chicago 7).
La sceneggiatura sarà firmata dallo stesso Miller insieme a Nico Lathouris, cioè la coppia che ha scritto Mad Max: Fury Road, film che ha vinto ben sette premi Oscar nel 2016.

Non c'è ancora una data d'inizio per le riprese ma si svolgeranno in Australia.

Il film sarà una sorta di prequel/spin-off e racconterà le origini di Furiosa. Inizialmente Miller aveva pensato di richiamare Charlize Theron e ringiovanirla digitalmente, ma alla fine ha optato per un cambio di attrice, e Charlize Theron ci è rimasta male.
"È una cosa difficile da mandare giù", aveva dichiarato l'attrice mesi fa, "Rispetto totalmente George [Miller] ma, sì, mi spezza un po' il cuore questa cosa. Adoro veramente quel personaggio e sono così felice di aver avuto una parte di responsabilità nel crearlo. Ovviamente, mi piacerebbe poter continuare quella storia, ma se George pensa che questo sia il modo giusto per andare avanti, allora mi fiderò".

domenica 12 luglio 2020

The Old Guard - la recensione

Una squadra di guerrieri immortali, Booker (Matthias Schoenaerts), Nicky (Luca Marinelli), Joe (Marwan Kenzari), capitanata dalla più antica, Andromaca di Scizia (Charlize Theron), scopre il risveglio di una nuova immortale, la marine Nile (Kiki Layne). Nel frattempo una casa farmaceutica senza scrupoli tenta in ogni modo di catturarli per carpire il segreto della loro immortalità.

La trama di questo action targato Netflix, tratto dall'omonimo fumetto di Greg Rucka (anche sceneggiatore del film), è molto semplice e lineare, quasi banale, eppure ci si rende conto abbastanza presto durante la visione, che siamo di fronte a un film d'azione atipico. 
Intanto, si tratta di un action soprannaturale, i cui protagonisti sono immortali, ma questa immortalità non è un dono quanto piuttosto una maledizione: vivere per sempre vuol dire veder morire tutti coloro che amiamo. Viene ribadito più volte ed è un tema centrale del film, che riesce così ad aggiungere anche una certa riflessione più profonda alle ottime scene d'azione.

E poi, soprattutto, i personaggi di cui seguiamo la storia, a ben vedere, non sono i tipici eroi action a cui il cinema hollywoodiano ci ha abituato. Il caposquadra è una donna, e questa donna non è mai sessualizzata all'interno della pellicola, nonostante Charlize Theron sia, obiettivamente, splendida anche in questo film, e qui sicuramente si nota il tocco di una donna alla regia,  Gina Prince-Bythewood, che dimostra non solo che una donna può dirigere un film d'azione, ma che può farlo anche molto bene, con sequenza di combattimento ben coreografate e divertenti. C'è inoltre una donna afroamericana con un ruolo molto importante e una coppia omosessuale la cui storia d'amore non è mai sottovalutata ma nemmeno trattata come se i due personaggi si riducessero esclusivamente a quello, e che regala la scena più bella del film.
In un periodo come questo, in cui si parla tanto di rappresentazione, The Old Guard è un'ottimo esempio di come si può dare spazio a molte diversità in maniera fluida, senza dare l'impressione di spuntare i nomi di una lista, in un genere che tradizionalmente è sempre stato considerato maschile, per non dire machista. I personaggi, e di conseguenza il cast, sono sicuramente il punto forte di questo film e lasciano la voglia irrefrenabile di saperne di più, di conoscerli meglio, insomma di un sequel (molto probabile) che dia inizio a un franchise.

Se sceneggiatura e regia sono impeccabili, sembra un po' un'occasione mancata la fotografia, che si adagia su toni del grigio molto standard quando si parla di questo genere di film, mentre avrebbe potuto osare molto di più rifacendosi ai gialli e ai viola del fumetto, dando alla pellicola uno stile riconoscibile e con più carattere. Peccato anche la scelta di una colonna sonora quasi interamente non originale, con alcuni pezzi pop forse non proprio azzeccati ai momenti e alle scene.
Pur con qualche difetto, The Old Guard è un solido film d'azione che riesce a intrattenere benissimo, con personaggi interessanti e un cast azzeccatissimo e decisamente in parte, il tutto condito con un finale che lascia l'acquolina in bocca per un - speriamo presto annunciato - secondo capitolo.

venerdì 10 luglio 2020

Charlize Theron favorevole a un crossover tra Atomic Blonde e John Wick

Atomica Bionda e John Wick, così simili, entrambi picchiano duro e ammazzano gente a grappoli, talmente simili che tutti vedendo i film abbiamo pensato a cosa succederebbe se i due mondi si incontrassero. Un pensiero che incuriosisce anche Charlize Theron.

Durante un'intervista con THR per l'uscita del film The Old Guard (da oggi su Netflix), l'attrice ha dichiarato di essere assolutamente favorevole a un ipotetico crossover tra i due film.

"Senti, non appena mi chiameranno, io ci sarò. Devono solo dirmi dove e quando presentarmi", ha dichiarato Charlize Theron, "Keanu è una delle persone che più preferisco al mondo, lo adoro, assolutamente. Lo rispetto, lo ammiro e sono davvero grata di aver lavorato a due film con lui. Entrambi ci troviamo in questo nuovo stadio della nostra carriera, e ovviamente Atomica Bionda è stato molto influenzato da John Wick. Quindi se riusciamo a far incontrare quei due personaggi in una linea temporale che abbia senso, io ci sto."

Speriamo solo che qualcuno raccolga questa idea e la trasformi in realtà.

Charlize Theron e Keanu Reeves hanno lavorato insieme ne L'Avvocato del Diavolo (1997) e Sweet November (2001).

sabato 18 aprile 2020

Bombshell - la recensione

Prima del caso Weinstein e dell'onda #MeToo, un altro scandalo aveva scosso gli Stati Uniti, quello che portò alla caduta di Roger Ailes, il fondatore di Fox News, il canale più conservatore della tv americana, accusato di molestie da due delle sue conduttrici più famose, Gretchen Carlson e Megyn Kelly.

Nel 2016, a seguito di una domanda scomoda, il candidato e futuro presidente Donald Trump prende di mira la presentatrice Megyn Kelly (Theron) rivolgendole pesanti insulti sessisti, ripresi poi dai sostenitori del miliardario. Kelly chiede sostegno al suo capo, Roger Ailes, che apparentemente sembra dalla sua parte ma allo stesso tempo non muove un dito per difenderla dal suo grande amico Trump e dal suo pubblico.
Nello stesso periodo, la presentatrice Gretchen Carlson (Kidman), viene licenziata senza una reale motivazione da Ailes in persona. Carlson decide così di rivolgersi a due avvocati per denunciare le molestie sessuali subite in passato da Ailes.
Intanto negli studi c'è una nuova arrivata, la giovane Kayla Pospisil (Robbie). La ragazza finisce nello studio di Ailes che non ci pensa due volte a farle capire come stanno le cose, le chiede di alzare la gonna e mostrarsi, e Kayla, anche se disgustata, accetta.
La denuncia di Gretchen Carlson viene resa pubblica ma in un primo momento nessuna donna si unisce a lei. Megyn Kelly all'inizio non si schiera, poi decide di farsi avanti e raccontare la propria esperienza per far cadere l'impero Ailes.

Una vicenda eclatante che, nel momento in cui venne alla luce, fece molto scalpore, ma che non ha avuto lo stesso impatto del caso Weinstein. La differenza è che dopo lo scandalo Ailes non c'è stato nessun #MeToo, nessuna ondata mondiale di proteste, e tutto è finito con un risarcimento e un accordo di riservatezza che ha riportato le donne nella stessa, o quasi, condizione in cui erano prima.

Non tutto nel film funziona, ma tra le note più positive c'è sicuramente il cast. Il film punta tutto sulle tre attrici protagoniste, Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie, che a differenza delle due colleghe interpreta un personaggio di finzione. Tutte e tre molto brave, con Charlize Theron che riesce a spiccare un po' di più rispetto alle altre. Nota di merito al trucco, giustamente premiato con l'Oscar 2020, ad impressionare è soprattutto la trasformazione di Charlize Theron in Megyn Kelly.
A funzionare meno è la regia di Jay Roach e il tono che ha cercato di dare al film. La pellicola si apre e si chiude "sfondando" la quarta parete, con Charlize Theron e Nicole Kidman che si rivolgono allo spettatore, un espediente che poi non viene mai ripreso durante il film e alla fine risulta superfluo e fuori contesto. Si potrebbe dire che Jay Roach abbia cercato di fare "l'Adam McKay", lo sceneggiatore è lo stesso de La Grande Scommessa, ma lo svolgimento è troppo incerto e finisce per togliere incisività alla storia.
Un peccato perché di aspetti buoni ce ne sono, ottimi dialoghi, dei personaggi di contorno interessanti, una caratterizzazione mai caricaturale, le donne protagoniste non sono eroine senza macchia ma vengono rappresentate con tutti i loro difetti; il film riesce a descrivere bene le difficoltà di una donna in un ambiente di lavoro maschilista, la facilità con cui una ragazza può finire al centro di un ricatto sessuale da parte di uomini di potere, in questo il film riesce a trasmettere le giuste sensazioni, a raccontarlo in un modo semplice, diretto e con una giusta dose di ironia.

Bombshell è un film che merita una visione, si fa apprezzare soprattutto per le sue protagoniste, ma resta un po' di amarezza per un'occasione mancata, con un tono diverso avrebbe potuto essere qualcosa di più di un semplice buon film.

venerdì 20 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 10

Concorso agli sgoccioli, sono stati presentati oggi due dei film più attesi del festival, The Last Face di Sean Penn, e soprattutto The Neon Demon di Nicolas Winding Refn. Entrambi hanno suscitato reazioni molto forti da parte della critica.

Una cosa è certa, Nicolas Winding Refn non è un regista che passa inosservato, il suo ultimo lavoro, The Neon Demon, è uno di quei film che non lasciano indifferenti, e infatti la proiezione stampa si è conclusa tra fischi e applausi.

Il film racconta il tentativo di ascesa della diciottenne Jesse (Elle Fanning) nel mondo della moda. Dopo essersi trasferita dalla provincia a Los Angeles, Jesse dovrà fare i conti con l'invidia, e poi con la violenza, delle sue colleghe modelle.

Un horror patinato con una colonna sonora travolgente, un film super glamour, dalle tinte molto forti, quasi splatter, estremo più di quanto Refn abbia fatto fino ad oggi, e di conseguenza non adatto a tutti i palati, viste le scene estreme, anche di cannibalismo e necrofilia.
Nicolas Winding Refn l'ha definito una fiaba dark, horror per teenager, in cui il regista ha dato sfogo alle sue ossessioni, senza censura: "C'è sicuramente qualcosa di perverso nel sessualizzare tutto, ho cercato di analizzare questo percorso. In Drive parlavo di mascolinità. Only God Forgives era l’abbandono della mascolinità e il ritorno nel ventre materno. Qui invece do sfogo alla mia personale ossessione: quella di essere una ragazza di sedici anni".
Il regista non avrebbe mai potuto fare il film senza Elle Fanning. "Tutto è partito da Elle", ha raccontato il regista, "Le ho parlato e mi sono reso conto che lei è ciò che sarei stato io se fossi stato femmina. Ho detto "oh mio dio. Sei me! Vogliamo fare un film insieme?"". Un ruolo molto impegnativo per la giovane attrice. "Di solito vengo associata a ruoli spensierati, questo è il mio film più dark", ha detto Elle Fanning, "Amo scegliere ruoli sempre diversi. Il personaggio mi somiglia, le capita quello che è capitato a me. Venire dalla provincia e trovarsi immediatamente proiettata tra le luci della città, le feste".

Del cast anche Keanu Reeves, del quale il regista ha detto: "Solo vederlo infilare il coltello nella gola di qualcuno è fantastico, è un fottuto re!". Poi Jena Malone, che si è prestata a girare scene molto estreme, come ha raccontato lo stesso Refn: "Jena è meravigliosa, con lei abbiamo girato la scena della necrofilia, in un vero obitorio di Los Angeles, in mezzo a cadaveri reali, per entrare nell'atmosfera. A un certo punto ci siamo dovuti allontanare perché stava arrivando un nuovo cadavere. Jena ha voluto che le parlassi durante quella sequenza. Si è creata una escalation necrofila fortissima, e ho capito subito, al secondo giorno di riprese, che avevamo trovato Ruby, il personaggio di Jena".
Il tema della necrofilia, come quello del cannibalismo, è stato contestato da una parte della stampa che ha considerato alcune scene del film davvero troppo estreme. Il regista però non si fa problemi al riguardo, anzi ha tranquillamente parlato dell'aspetto "erotico" della necrofilia, come stadio più estremo del mondo in cui viviamo. "Sesso e violenza, istinti primari. E’ terrificante pensare a un mondo dove la bellezza è l’unica cosa che conta, un’ossessione che cresce e che ha a che fare solo con il modo in cui sei nato", ha dichiarato Refn, "Ma è anche affascinante, emozionante. E’ quello che scrivete tutti i giorni o dichiarate alla tv. E la definizione di bellezza mano mano si va stringendo. Ho due figlie e trovo tutto questo molto spaventoso. La necrofilia rappresenta l’ultimo stadio di questo mondo". E sui fischi e la reazione della stampa, Refn ha dichiarato: "Io credo che un film debba dividere. E’ tutto basato sulle reazioni, sulla discussione. Se non stiamo qui a discutere dei film, che ci stiamo a fare?".

Nelle sale italiane dall'8 giugno.

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Altro film in Concorso molto atteso, il nuovo film da regista di Sean Penn, The Last Face, con Charlize Theron, Javier Bardem e Adéle Exarchopoulos. Film atteso anche per ovvi motivi di cronaca rosa, con il ritorno a Cannes di Charlize Theron e Sean Penn, ex coppia, un po' di freddezza tra i due, con sempre due attori a fare da "barriera" per mantenere le distanze.

The Last Face è un drama sentimentale ambientato fra gli orrori e la povertà della Liberia, una storia d'amore tra Miguel, coraggioso medico in missione in Africa, e Wren, portavoce di un'organizzazione internazionale (tipo Medici Senza Frontiere), sullo sfondo della guerra civile.

Accolto molto male dalla stampa, il film di Penn è stato fischiato e poi stroncato dai giornali. L'attore e regista ha provato a ignorare le reazioni della stampa portando il discorso lontano dalla sfera puramente sentimentale del film. "È veramente una storia d'amore questa? O piuttosto un modo di riflettere su queste guerre che mentre noi cerchiamo soluzioni politiche, continuano a versare sangue?", ha chiesto Sean Penn durante la conferenza stampa.

Per Charlize Theron, che è sudafricana, è stato importante girare in Africa e avere un supporto medico reale che gli spiegasse gli spetti più tecnici del loro lavoro sul campo. "Non ci rendevamo neanche conto di essere filmati, c'erano tante telecamere", ha raccontato l'attrice, "Abbiamo avuto un chirurgo come coach, ci ha aiutato moltissimo, spiegandoci come rendere credibile la parte medica, però nel momento del bisogno, quando dovevamo fare un cesareo nella giungla, era sparito".
"Questi sono veri eroi, di cui non si parla mai", ha dichiarato Javier Bardem riguardo i medici senza frontiere.

Senza essere espliciti, i giornalisti hanno cercato di far venir fuori la storia, ormai chiusa, tra Penn e la Theron, ma i due sono stati granitici e professionali. Alla domanda sul perché avesse scelto proprio la Theron come protagonista, Penn ha risposto: "Insieme a Javier formavano una coppia perfetta, ma questo si capisce solo vedendo il film". Sui fischi ricevuti invece l'attore e regista ha aggiunto: "Ho fatto il mio film e non ho niente da aggiungere". Il film è in Concorso, e Penn ha ricordato la sua esperienza come presidente di Giuria: "Non so quanto sia importante la competizione, ma so che è un modo per mettersi in mostra e suscitare forti reazioni. Come americano essere a Cannes mi dà la possibilità di conoscere cose diverse, perché noi siamo molto chiusi nella nostra cultura".

martedì 23 febbraio 2016

Mad Max: Fury Road - la recensione

Trent'anni dopo il primo film Interceptor (Mad Max), George Miller torna sui suoi passi e riporta in vita la saga da lui creata con un nuovo film, Mad Max: Fury Road, presentato al Festival di Cannes 2015.

In un futuro post-apocalittico, un uomo di nome Max (Hardy), solitario e perseguitato dai ricordi, viene catturato per diventare un "donatore di sangue" per i Figli della Guerra, i guerrieri che seguono fedelmente Immortan Joe, il signore della guerra che controlla acqua e benzina, e quindi la colonia che lo segue.
Approfittando di una spedizione per recuperare carburante, l'Imperatrice Furiosa (Theron), Figlia della Guerra e serva di Immortan Joe fin da ragazzina, fugge con l'autocisterna, portando con sé le concubine del padrone, compresa la sua favorita incinta. Inizia così un serrato inseguimento nel deserto, durante il quale il diffidente Max stringerà un'alleanza con Furiosa per cercare di portare in salvo le ragazze, mentre tutti i signori della guerra li inseguono.

George Miller mette in piedi un'operazione di difficile collocazione, Mad Max: Fury Road non è un sequel e non è un remake, forse può essere considerato un reboot ma comunque è una definizione che gli va stretta. Per definire questo nuovo capitolo della saga bisogna forse usare un termine più vintage, è una "rivisitazione" del vecchio Mad Max. In questo film Miller è riuscito ad amalgamare con grande intelligenza il vecchio e il nuovo, trovando il giusto equilibrio che serviva per riportare al cinema una saga decisamente anni '70/'80.
Il film colpisce sotto tutti gli aspetti: quello estetico, grazie a una fotografia dai colori accesi e saturati; quello dello stile, molto punk-rock e volutamente esagerato; quello del ritmo, il film è una adrenalinica e spettacolare corsa senza sosta. Miller però non dimentica di inserire un significato, un messaggio, rappresentato dalla fuga di Furiosa e delle ragazze dalla violenza per cercare un'ipotetica terra di salvezza, fino a quando non ci si rende conto che scappare non porta a nulla e l'unico modo di fuggire davvero è quello di tornare indietro e cambiare il luogo e il modo in cui si vive.

A raccogliere l'eredità di Mel Gibson ci pensa il solidissimo Tom Hardy, un attore che ormai è quasi una garanzia. Il suo Max è chiuso, ruvido, violento, ma allo stesso tempo l'attore riesce a trasmettere la timidezza, la generosità e il tormento che il suo personaggio si porta dentro. Considerata co-protagonista ma in realtà è protagonista tanto quanto Hardy, Charlize Theron è semplicemente straordinaria, bella ma "rovinata", sia nell'animo che nel fisico, dalla cattiveria che la circonda, la sua Imperatrice Furiosa rimane stampata negli occhi e nella mente dello spettatore. Molto bravo anche un folle Nicholas Hoult.

Esagerato (a volte anche troppo), "old school" (anche in questo caso, a volte troppo), forse imperfetto nella trama ma decisamente coinvolgente, Mad Max: Fury Road è uno dei migliori film del 2015.

giovedì 14 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - giorno 2

Subito il primo italiano in Concorso, e poi la presentazione del film del momento: Mad Max Fury Road!

Pronti, via, Matteo Garrone presente in Concorso il suo film fantasy Il Racconto dei Racconti. Film italiano con un cast internazionale che vede Selma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones e John C. Reilly, mentre a portare la bandiera tricolore ci pensa Alba Rohrwacher.

Un film che ha ricevuto un'accoglienza fredda dopo la proiezione stampa, non molti gli applausi, e ha diviso la critica, con i francesi rimasti piuttosto indifferenti, mentre i critici inglesi (qualcuno anche americano, oltre che italiani) hanno apprezzato la strana favola dark di Garrone.

Entusiasti i membri del cast, con Salma Hayek che ha raccontato l'esperienza di mangiare il cuore di un drago. "Disgustoso! Una cosa orribile", ha confessa l'attrice messicana, "era veramente identico a un vero cuore con tutti i dettagli al loro posto. Mia figlia Valentina era lì sul set e mi guardava dal monitor, a un certo punto mi ha consigliato di sputare, tanto da dietro quell'enorme organo non si sarebbe visto niente". L'attrice ha poi parlato delle difficoltà con i pesanti ed elaborati costumi di scena. "Pesavano almeno 50 kg! nella scena del labirinto, dove indossavo un abito rosso di broccato, ho corso per 45 minuti", ha raccontato la Hayek, "Poi Matteo ha detto di rifare la scena e alla fine ero così esausta che non riuscivo più a uscirne. Ho cercato di scavalcare il muro ma non potevo. Sono arrivati in tre a sollevarmi, mentre il costumista gridava di stare attenti al vestito, io mi sentivo svenire!".
John C. Reilly si è soffermato sui metodi di Garrone e sulla diversità tra i set italiani e quelli americani. "In un film così formale, così ricco di dettagli, era lui seguiva se stesso, fidandosi completamente, è una persona calda", ha dichiarato l'attore, "In Italia sul set non c'è separazione tra le persone come negli Usa dove tutto è irregimentato". Parlando dell'atmosfera sul set, gli fa eco Toby Jones, "c'è molto spazio per l'improvvisazione su quei set dove tutto sembra casuale e capita anche di giocare a pallone".
Sulla scelta di fare il film con un cast internazionale e di conseguenza in inglese, il regista Matteo Garrone ha dichiarato: "L'inglese mette in luce la componente scespiriana di Giambattista Basile e serve a far arrivare il film a un pubblico più vasto. Ma abbiamo girato in Italia con una troupe italiana e senza tradire lo spirito del seicentesco "Lo cunto de li cunti"".

Il film sarà nelle sale italiane dal 14 maggio.

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Presentato invece Fuori Concorso, il film più atteso del momento, Mad Max: Fury Road, reboot della saga che vedeva protagonista Mel Gibson, diretto dallo stesso regista dei film originali, cioè George Miller.

Il film non ha solo convinto ma ha conquistato ed esaltato il pubblico. Applausi a scena aperta alla fine della proiezione stampa (ma anche durante il film) e ovazioni durante la conferenza affollatissima di giornalisti. Presenti a Cannes i tre protagonisti, Tom Hardy (che ha raccolto l'eredità di Mel Gibson), Charlize Theron e Nicholas Hoult.

Ci ha messo un bel po' George Miller prima di decidere di rituffarsi nel mondo di Mad Max, ma quando l'ha fatto aveva un'idea molto chiara di come sarebbe dovuto essere il film. "Quello che volevo fare del film era un lungo, ininterrotto inseguimento, o una lunga, ininterrotta graphic novel", ha dichiarato il regista, "L'ho sempre immaginato come un tuffo col più alto tasso di difficoltà, e così è stato. Sul set ho continuato a chiedermi se fossimo diventati matti a imbarcarci in un’impresa del genere, ma devo dire che alla fine è stato bello. Avevo sempre una paura terribile per la troupe, per un incidente che sarebbe potuto capitare in ogni momento, ma sul set non abbiamo avuto nemmeno un osso rotto... qualche livido sì, ma nemmeno un osso rotto. [...] All’inizio non volevo fare un altro film di Mad Max, ma devo ammettere che l'idea ha sempre ronzato nella mia testa. E quando si sono creare le condizioni per girarlo realmente, mi sono lanciato". Il film ha avuto una gestazione lunga e diversi problemi durante le riprese, dovuti alla location non proprio semplice - il deserto della Namibia - e alla volontà del regista di usare pochissima CGI, quindi le scene d'azione, anche le più estreme sono state fatte realmente. Il risultato sono state circa 450 ore di riprese, che in due anni la montatrice Margaret Sixel ha ridotto a due ore di film. In più Miller, per rendere le cose ancora più complicate, ha girato scene brevissime. "Avevamo almeno 3 o 4 macchine da presa digitale in ogni scena e davo lo stop ogni pochi secondi", ha raccontato Miller, "sicuramente deve essere stato molto difficile per i miei attori recitare in questo modo, con tempi così brevi per esprimersi. Lo riconosco qui per la prima volta, forse".
A confermare le parole del regista ci ha pensato il protagonista Tom Hardy. "Durante i sette mesi di riprese, mi sono sentito frustrato a volte, perché non esisteva un modo per George di spiegarci a parole quello che stava facendo in un film di questa dimensione e questa complessità", ha spiegato l'attore, nuovo Max Rockatansky, "Quando ho visto il film per la prima volta ho finalmente compreso la sua visione, e mi sono sentito di scusarmi con lui per la frustrazione che avevo sentito sul set. E mi scuso ancora". "Quando ho ottenuto la parte mi sono sentito come sempre felice e molto emozionato", ha continuato Hardy, "ma sapevo che per il pubblico Mad Max significava Mel Gibson, sicuramente è stato stressante ma sapevo anche di poter contare su George, l’uomo che lo aveva creato".
Novità di questo nuovo Mad Max rispetto ai precedenti è la grande presenza di personaggi femminili, tra cui spicca Charlize Theron. "Ho visto del gran potenziale in questa storia, fin dal primo momento. Avevo sentito dire che ci sarebbe stato spazio per un personaggio femminile nel film, e quindi mi sono interessata", ha raccontato l'attrice che nel film interpreta Furiosa, quasi rasata, sporca e senza un braccio, "Abbiamo discusso molto sulla possibilità di dare a Max una spalla femminile. George ha mantenuto tutte le sue promesse e mi ha permesso comunque di celebrare la femminilità, di restare donna, non cercare di essere un maschio solo perché ero in un film d’azione. Io e le altre siamo personaggi reali, con le nostre psicologie, le donne non hanno bisogno di stare sul piedistallo. [...] Ho visto tutti i film di Mad Max e ci sono temi concreti. Quando penso a Max penso al problema della sopravvivenza del pianeta e Miller è un regista che ti porta letteralmente dentro alla storia. Mentre giravamo eravamo lì e sentivamo di essere davvero braccati e in pericolo. Così tutti gli argomenti di cui sopra diventano ancora più spaventosi". "Non pensavo di fare un film di uomini, ma non c'era nemmeno un'agenda femminista", ha dichiarato il regista riguardo alla presenza di personaggi femminili nel film, "Mi serviva soprattutto un espediente per far incrociare le varie storie, mi serviva per introdurre Max in questa vicenda. Abbiamo  subito trovato il personaggio di Furiosa per ragioni narrative, e quindi tutto è nato da lì, dalla sua presenza si incontrano perché anche Max è un cane pazzo che lotta per la sua libertà".
Domanda finale sul Max originale, come ha reagito Mel Gibson? "E’ venuto all'anteprima, ha visto il film e lo ha amato, è stato molto affettuoso e mi ha riempito di domande sugli attori, dato che lui non solo è un bravo attore ma un regista competente", ha dichiarato Miller.

Il film sarà nelle sale dal 14 maggio.

giovedì 26 giugno 2014

'Mad Max: Fury Road', le prime immagini da EW

Nel numero di luglio, Entertainment Weekley dedica ampio spazio al film 'Mad Max: Fury Road', con Tom Hardy e Charlize Theron protagonisti, che riprende la saga sci-fi degli anni '80.

Regista del film è George Miller, che alla rivista ha dichiarato "Un inseguimento che comincia a inizio film e si svolge per tutta la sua durata di 110 minuti. 'Fury Road' contiene pochissimi effetti visivi e ancora meno dialoghi. I personaggi spiccano in questo mix di intensa azione". Nel cast anche Nicholas Hoult, Rosie Huntington-Whiteley, Zoe Kravitz e Megan Gale.

L'uscita negli USA è fissata al 15 maggio 2015, intanto ecco la cover, immagini e la trama ufficiale del film.

'Mad Max: Fury Road' è il quarto film di George Miller basato sul franchise con protagonista Mad Max. Questo film d’azione post-apocalittico è ambientato nei più remoti angoli del nostro pianeta, in un paesaggio desertico, dove gli uomini sono divisi, quasi isolati tra di loro e per sopravvivere combattono furiose battaglie. All'interno di questo mondo di fuoco e sangue ci sono due ribelli in fuga, gli unici in grado di ristabilire l’ordine: c’è Max (Tom Hardy), un uomo d’azione e di poche parole, che cerca la pace interiore in seguito alla perdita della moglie e del figlio all'indomani del caos; e c’è poi Furiosa, (Charlize Theron) una donna d’azione convinta che l’unico modo per sopravvivere è quello di attraversare il deserto per tornare verso la sua terra nativa.













giovedì 29 novembre 2012

Charlize Theron nel remake di Lady Vendetta

Hollywood ha scoperto Park Chan-wook, a marzo uscirà il suo primo film americano, 'Stoker', e mentre Spike Lee sta girando 'Old Boy', parte il remake di un altro suo film, 'Lady Vendetta'.

Protagonista assoluta del film sarà Charlize Theron, che comparirà anche come produttrice. La notizia di questo remake circolava già da qualche anno, le prime news risalgono addirittura al marzo 2008. L'attrice sudafricana è una costante, si era parlato di una sua partecipazione già 4 anni fa.

Il film fa parte della Trilogia della Vendetta di Park Chan-wook, che comprende anche 'Mr. Vendetta' e 'Old Boy'. La storia racconta di una donna accusata della morte di un bambino e costretta sotto ricatto a confessare la sua colpevolezza. Trascorre 13 anni in carcere e si trasforma in una specie di santa: buona, disponibile, generosa e pronta a prendersi cura delle detenute che ne hanno bisogno. Una volta uscita decide di vendicarsi verso l'uomo che l'ha mandata in carcere, il vero colpevole dell'omicidio di quel bambino e di tanti altri.

A scrivere la sceneggiatura è stato chiamato William Monahan ('The Departed') che ha dichiarato che il film sarà più americano dell'originale e che Park è un genio. La casa di produzione probabilmente sarà la Warner.



Frra

martedì 26 giugno 2012

'Biancaneve e il Cacciatore' - la recensione


Ora capisco perché la data di uscita in italia è slittata fino al 13 luglio, è si, perché è uno dei film più freddi che abbia mai visto, e con il caldo asfissiante di quest'estate maledetta almeno potremmo trovare del refrigerio al cinema! Anche se non è sempre un male il "tono freddo" di un film, ed è un po il caso di Biancaneve e il Cacciatore film diretto da Rupert Sanders, regista televiso che viene soprattutto da spot tv e da poche puntate di serie tv, e si vede aggiungerei. Sicuramente il novizio ha un grande occhio estetico, e lo si nota già dai primi minuti del film, e anche andando avanti.. ecco si forse un po troppo a volte, ha infatti un grande amore per lo Slow Motion, grazie alla scena in cui Biancaneve si butta dalla scogliera ora posso dire di conoscer bene l'acqua in tutte le sue forme.
Vabbè, il film è pieno pieno pieno di grandi sequenze visivamente spettacolari e con questo potrei aver detto tutto, perché effettivamente la storia c'è ma non coinvolge lo spettatore in un turbinio di emozioni, ma lo fa rimaner ben distante da ciò che accade.
La meravigliosa Charlize Theron forse è l'unica che coinvolge un po di più, ed è strano perché il suo ruolo dovrebbe fare il contrario e invece è proprio ipnotica, non si poteva immaginare regina malvagia migliore. (Julia Roberts in Mirror Mirror era più macchietta che altro)


Ed ora sarà ripetitivo e palloso. Come fa Kristen Stewart ad essere la più bella del reame a confronto con la Theron?! BASTA CHIEDERSELO! La risposta è ovvia quindi andate avanti a veder il film senza pensarci ogni volta che viene dichiarato.


La Stewart, bene parliamo di lei, non mi è piaciuta, nonostante abbia aggiunto un'espressione in più nel suo curiculum: GLI OCCHI SBARRATI. E non è poco.


 Ma non disperate, il suo marchio di fabbrica alla Bugs Bunny c'è sempre! "hei..che succede amico?!"


Infatti per tutto il film avrà la sua solita espressione da "soffro ma mi pagano un capitale quindi vado avanti così"
ma, ciccina, nessuno ti obbliga..se non solo il danaro, quindi..relax. Peccato perché in Into the Wild mi eri piaciuta davvero tanto. poi vabbè la saga di Twilight cinematograficamente parlando non esiste quindi ti è andata bene.


Chris Hemsworth non è uscito dalla sua parte precedente di Dio del tuono, quindi lo rivediamo con un arma in mano la quale viene sguainata ogni 3x2 per far scena.
I nani, stavolta 8 impersonati da 8 discreti attori che pur non essendo nani son più realistici dei veri nani di Mirror Mirror, questo ancora non me lo son spiegato.


Principe azzurro, in questo caso Sam Clafin, per chi non sa chi sia sicuramente vi ricorderete il tizio che dal nulla in Pirati dei Caraibi 4 urla in faccia a Barbanera una delle frasi più fuoriluogo mai sentite "IL SUO NOME E' SERENA", ecco è lui..
Qui lo prende bene bene nel fondoschiena dalla tizia bianca come la neve, è si, si capisce anche già dal titolo, sennò si sarebbe chiamato Biancaneve e il Principe azzurro, comunque particina anche inutile che mi ha annoiato parecchio.


Bene avrete capito che davvero il film intero si regge solo sulle spalle (bellissime) di Charlize Theron e su i maghi della computer grafica, scenografi e costrumisti
I costumi, dio che meraviglia Colleen Atwood, celebre costumista di quasi tutti i film di Burton, qui da il meglio di se! LODI LODI LODI! vedere per credere.

In definitiva è un film freddo, drammatico e senza un attimo di simpatia condito da cattiveria e effetti speciali meravigliosi!
In Blu ray sarà spettacolare!


Mat

p.s. mi scuso per aver scritto peggio di un cane! ma almeno ho reso l'idea credo.



giovedì 14 giugno 2012

A caldo su Biancaneve e il Cacciatore [Mat]

Ho appena visto la seconda trasposizione della favola Biancaneve di quest'anno, e che dire, il trailer dice già tutto, ossia che il film punta tutto sull'estetica e la perfezione tecnica. Una discreta gioia per gli occhi ma poco per la mente. Storia eccessivamente prevedibile e dannatamente drammatica (nemmeno i nani riescono ad inserire una vena di humor)


E comunque Charlize Theron regna incontrastata su tutti. MAGNIFICA.  La vampira Stewart...no comment.

Consigliato per chi non vuole ridere al cinema, ma solo vedere grandi effetti visivi (anche se 2 in particolare non son un gran che) dentro una storia iper drammatica.

Mat