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mercoledì 1 febbraio 2023

James Gunn presenta il nuovo Universo DC. Annunciati 10 nuovi progetti.

Si alza il sipario sul nuovo Universo DC guidato da James Gunn e Peter Safran. Con un video ufficiale, James Gunn ha annunciato 10 nuovi progetti, tra Cinema e TV, cercando anche di dare delle risposte ai tanti rumor degli ultimi mesi, e lanciando qualche stoccata alla sua "precedente casa", la Marvel.

Il principale obbiettivo del regista è quello di un universo più "coerente" e collegato, con gli attori che saranno gli stessi sia per il Cinema che per la TV. Una saga che sarà divisa in capitoli, e il primo si intitolerà "Gods and Monsters".
"L’Universo DC esiste come multiverso ma questi titoli esisteranno in un unico universo", ha detto Peter Safran, "Il nostro DC Studios non ha precedenti. È una casa di produzione autonoma e uno studio. È la prima volta che tutto ciò che è legato alla DC – film, serie tv, live action, animazione, gaming – verrà centralizzato sotto un’unica visione creativa, mia e di James Gunn".

Si punterà a far uscire due film e due serie tv all'anno, senza sacrificare la lavorazione o la scrittura per cercare di rispettare a tutti i costi una data d'uscita prefissata. I film non entreranno in produzione se la sceneggiatura non sarà completata. E qui c'è stata la prima stoccata di James Gunn alla Marvel, oltre che alla precedente gestione del mondo DC.

"La gente è diventata attaccata alle date di uscita e alla conseguente realizzazione di un film", ha detto Gunn, "Nel mio cuore sono uno scrittore e non realizzeremo un film prima che la sceneggiatura sia finita. L’ho visto accadere più e più volte: è un casino. Rendere la figura dello scrittore più prominente e più importante nel processo è davvero fondamentale per noi. Producono film dove il terzo atto non è ancora stato scritto. Cominciano a scriverli durante la produzione. Ti ritrovi a guardare un mucchio di gente che si prende a pugni e non c'è la minima parvenza di flusso nell’azione."
E qui la stoccata alla Marvel: "Non puoi continuare a raccontare di continuo la solita storia del “Bravo ragazzo, cattivo ragazzo, roba gigante in cielo, il bravo ragazzo vince”. Devi narrare storie più complesse dal punto di vista morale. Storie che non fingono solo in superficie di appartenere a generi differenti, ma che lo sono effettivamente".

La situazione in casa DC, secondo Gunn, era un casino: "La storia dell’Universo DC è decisamente incasinata. C’era l’Arrowverse, il DCEU, che poi si è diviso tra Justice League di Joss Whedon e la versione di Zack Snyder. Perfino io ho fatto The Suicide Squad, che con la serie Peacemaker ha presentato il Bat-mito."

Un casino che verrà azzerato con il film The Flash, che Gunn ha definito "probabilmente uno dei più grandi film di supereroi mai fatti". Prima ci sarà Shazam! La Furia degli Dei, che porterà al film con Ezra Miller, che farà da reset e darà il via al nuovo Universo. E Aquaman 2? Uscirà dopo ma sarà legato al passato e non al nuovo Universo, mentre Blue Beetle (forse) farà parte del nuovo.

Capitolo attori/registi. Al momento non ci sono nomi legati al nuovo Universo, soprattutto per quanto riguarda i registi, mentre nei mesi scorsi si è discusso molto sui vecchi protagonisti. Come già annunciato, Henry Cavill non sarà più Superman, la scelta è stata fatta per motivi artistici e di età. In realtà, Gunn ha detto che non era proprio previsto che Cavill tornasse ad interpretare Superman, era una voce infondata, quindi non c'è stato nessun licenziamento. Per quanto riguarda Gal Gadot, Jason Momoa, Zachary Levi e Ezra Miller, non ci saranno, ma non è detto che non potranno tornare in futuro nei panni dei loro personaggi. Dwayne Johnson invece non è stato menzionato. Ci sarà inoltre un nuovo Batman, oltre a quello di Robert Pattinson che fa parte di un altro universo.

"Quello che posso promettervi è che tutto ciò che realizzeremo a partire dal nostro primo progetto farà parte di un unico canone, sarà tutto connesso. Utilizzeremo alcuni attori del passato, altri no. Ma tutto, da quel momento in poi, sarà collegato e coerente", ha dichiarato James Gunn.

I dieci progetti annunciati.

Le prime serie TV del nuovo Universo saranno Lanterns, Paradise Lost, Booster Gold, e Waller, quest'ultima che vedrà il personaggio di Amanda Waller protagonista, e dovrebbe essere confermata Viola Davis. Spazio anche alla serie tv animata Creature Commandos.

I film invece:

- SUPERMAN: LEGACY: un nuovo Clark Kent, più giovane e in "cerca un equilibrio tra le sue origini kryptoniane e la sua educazione umana. È l’incarnazione della verità, giustizia e dell’American Way. È gentile in un mondo che pensa che la gentilezza sia ormai superata", ha detto Gunn, che ha poi specificato che si tratterà di un film per famiglie. Fissata già la data d'uscita, l'11 luglio 2025. Ci sarà anche un altro film di Superman, con "Superman nero", che sarà nell'altro universo.

- THE AUTHORITY: tratto da un fumetto DC meno noto e la sceneggiatura è già in lavorazione. "Non tutti i film e le serie DC saranno incentrati su buoni contro cattivi. Ci sono persone molto discutibili, come l’Authority, che ritiene si possano risolvere i problemi del mondo prendendo la situazione in mano", ha spiegato Gunn.

- THE BRAVE AND THE BOLD: allargherà la famiglia di Batman, sarà infatti presentato Damian Wayne, figlio di Bruce, che sarà poi Robin. Gunn ha detto che il film sarà "una strana storia padre-figlio", e che Robin sarà "un piccolo figlio di put*ana, un assassino". In questo film sarà presentato il nuovo Batman.

- SUPERGIRL: WOMAN OF TOMORROW: farà il suo debutto Kara Zor-El, dal carattere molto diverso rispetto al cugino Superman, più dura, arida, con una specie di stress post-traumatico dovuto all'aver visto il suo pianeta distrutto e aver vissuto 14 anni su una scheggia di Krypton. Nel film incontrerà una giovane aliena di nome Ruthye, anch'essa proveniente da un pianeta distrutto e con tanta voglia di vendicarsi, con o senza l'aiuto dell'amica.

- SWAMP THING: un po' horror e un po' Guardiani della Galassia, il film "indagherà le origini oscure di Swamp Thing attraverso un punto di vista horror".

James Gunn ha poi ribadito, ancora una volta, che il suo Universo DC non sarà la copia di quello Marvel, anche se, come nell'MCU, ci sarà una storia centrale ad unire tutto, ma loro lo faranno in modo diverso. Ecco le sue parole.

"Un sacco di gente è convinta che si tratterà di una Marvel 2.0, ma penso che ci saranno molte differenze. Una delle ragioni per cui amo davvero la DC è che è davvero un altro universo, un mondo alternativo. Con la Marvel hai a che fare con New York, Chicago, San Francisco e poi ci sono altri posti del mondo che, però, sono luoghi di finzione. Nell’universo DC ci sono Metropolis e Gotham, Themyscira e Atlantis e Bialya, un vero e proprio universo di finzione ed è questo il mondo che stiamo creando. Ci stiamo per addentrare in un mondo dove i supereroi esistono e sono esistiti per diverso tempo in una forma o nell’altra. [...] È tutto molto più pianificato rispetto alla Marvel degli esordi perché abbiamo un gruppo di scrittori che sta lavorando per elaborare completamente quella storia. Ma intendiamo anche creare un universo in cui, come in Star Wars, ci sono ere, luoghi e cose differenti. O come in Game of Thrones in cui i personaggi sono più moralmente complessi".

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giovedì 8 dicembre 2022

Wonder Woman 3 bloccato. Superman in forse. E il sequel di Batman? James Gunn e Peter Safran preparano il nuovo Universo DC

Wonder Woman 3 bloccato, in forse anche un nuovo Superman. E il prossimo Batman con Robert Pattinson? La coppia Gunn - Safran pronta ad azzerare l'universo della DC e cancellare lo SnyderVerse? intanto, il fronte dei fan si spacca.

Al momento si tratta solo di rumor, ma sembra che James Gunn e Peter Safran stiano per provocare un "terremoto" nella DCEU.
Il primo film a farne le spese sembra essere il terzo Wonder Woman, che non sarebbe stato ancora cancellato definitivamente ma pare che la sceneggiatura sia stata bocciata e rimandata indietro perché "non aderisce alla nuova linea della DC". Adesso la palla passa di nuovo nella mani di Patty Jenkins che potrebbe decidere di riscrivere la sceneggiatura o abbandonare. Eppure Gal Gadot, proprio qualche giorno fa, si era mostrata fiduciosa annunciando di essere pronta al nuovo capitolo. Ora è tutto fermo e la stessa attrice potrebbe dover dire addio al ruolo di Wonder Woman.
I motivi dietro questo stop non sono solo artistici ma anche economici, tagliando il terzo film, la Warner risparmierebbe parecchi soldi, la sola Gal Gadot infatti ha preso 20 milioni per i precedenti.

Nel limbo sembra esserci finito anche Henry Cavill, fresco di ritorno nei panni di Superman, un ritorno accolto con gioia dai fan, ma sembra che James Gunn non sia della stessa idea e avrebbe bloccato anche un possibile nuovo film. L'attore ha girato anche il suo cameo per The Flash, altro film che sicuramente arriverà nelle sale ma che potrebbe non avere mai un sequel.
Anche il nuovo Shazam e Aquaman and The Lost Kingdom sono sicuri dell'uscita in sala, già fissata da tempo, ma non è detto che poi continueranno.
Poi c'è il capitolo Dwayne Johnson. L'attore aveva grandi progetti per il suo Balck Adam, e rivendica il fatto che il film non sia stato un flop, ma bisognerà vedere se il duo al comando sarà d'accordo.

Anche il sequel di The Batman, di Matt Reeves, sembra sia oggetto di riflessione, anche se al momento il film non sembra in pericolo. Il problema della saga di Reeves è che si tratta di un filone separato dallo SnyderVerse e da tutti gli altri film della DC, e questo potrebbe non essere in linea con le idee di James Gunn e Peter Safran.

Ma qual è la "nuova linea DC"? Non è stata ancora presentata ufficialmente da Gunn e Safran, ma potrebbe puntare a far ripartire tutto, mettendo al centro personaggi nuovi, anche meno conosciuti, quello che è certo è che sarà un universo esteso e strettamente connesso tra film e serie tv. Il modello potrebbe essere quello di The Suicide Squad, diretto da Gunn, e la serie spin-off Peacemaker. Va detto però che The Suicide Squad è stato un flop, prenderlo a modello potrebbe risultare rischioso. Questo è infatti uno dei punti che preoccupano di fan, l'idea che tutto il nuovo DCEU possa essere simile a quel film... preoccupa molto.
Davanti a questi rumor, il fronte dei fan DC si è spaccato. in tanti sperano che Gal Gadot, Henry Cavill e Jason Momoa non vengano sostituiti perché considerati perfetti per la parte e tra le poche cose buone del DCEU fino ad oggi. Altri fan sono annoiati anche solo all'idea di nuovi reboot. Poi ci sono quelli a favore, ovviamente, che sperano in un nuovo Universo DC proprio in stile Suicide Squad di Gunn.

Vedremo cosa succederà.

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giovedì 24 marzo 2022

The Batman - online una interessante scena tagliata [ATTENZIONE, SPOILER]

The Batman ha debuttato al cinema da quasi un mese ed è stabile al primo posto dei box-office di tutto il mondo (QUI la nostra recensione).

ATTENZIONE!!! SPOILER!!!

SE NON AVETE VISTO IL FILM, VI CONSIGLIAMO DI NON LEGGERE.



Dopo mesi e mesi di rumor, alla fine del film di Matt Reeves compare brevemente l'attore Barry Keoghan, accreditato come un "misterioso prigioniero di Arkham", ma in realtà si tratta di Joker. Un'apparizione fugace, più vocale che visiva, non vediamo molto infatti del volto del nemico più celebre di Batman.
Oggi invece la Warner ha pubblicato online una scena tagliata della durata di cinque minuti, in cui vediamo un faccia a faccia tra il Giustiziere di Gotham e Joker nella cella parlatorio delle prigioni Arkham, uguale a quella in cui vediamo l'incontro con l'Enigmista. Durante quasi tutta la scena, Joker è inquadrato in modo sfocato o di spalle, sono visibili cicatrici sulla testa, capelli radi, ma alla fine della scena viene mostrato in modo più nitido e molto ravvicinato, a rivelare un volto totalmente sfigurato, quasi horror.

Ecco la scena.



venerdì 11 marzo 2022

The Batman - la recensione

In principio c'era Ben Affleck. Poi le cose in casa Warner sono drasticamente cambiate, con la Justice League che si rivela essere un clamoroso flop di pubblico e critica, il DC Extended Universe che naufraga e Ben Affleck che decide di abbandonare (più o meno) i panni dell'uomo pipistrello. 
Entra così in scena Matt Reeves, nome che al pubblico generalista magari non accende subito lampadine, ma che è stato il regista di due capitoli di una delle migliori saghe cinematografiche degli ultimi anni, quel reboot de Il Pianeta delle Scimmie che è riuscito a essere contemporaneamente blockbuster e fine Cinema d'autore.

Fuori Affleck, dentro Robert Pattinson, attore che nonostante sia ormai da anni affermatissimo nel giro dei grandi registi (ha lavorato con Cronenberg, Eggers, Nolan), per le masse si porta dietro la !colpa ignobile! di essere stato Edward Cullen nella saga di Twilight. Non ha il fisico, dicevano. È troppo giovane, dicevano, anche se in realtà Christian Bale era più giovane ai tempi di Batman Begins. Dopo tutto questo parlare, dopo rinvii, ritardi, pandemie e altri rinvii, The Batman arriva finalmente in sala con la durata mastodontica di 2 ore e 56 minuti, e zittisce tutti.

Basta già la scena iniziale, bellissima e spaventosa, per capire che non siamo per niente dalle parti del solito cinecomic, ma nemmeno in quelle nolaniane, che per quanto cercava di portare il cavaliere oscuro in un contesto realistico, rimaneva ancora estremamente irrealistico, in pieno stile Nolan.


In questo film, Batman è veramente un uomo vestito da pipistrello, che si aggira nelle strade sporche di una Gotham buia e piovosa, che picchia e viene picchiato, che indaga e fra la polizia sembra fuori posto, che parla pochissimo ma quando lo fa tutti lo stanno ad ascoltare, anche quei poliziotti che fino a un minuto prima lo guardavano straniti. Non il supereroe che Gotham vuole, non quello di cui ha bisogno, ma più un uomo ossessionato, malato, che non riesce ad elaborare il lutto in altro modo che non mettendosi addosso quel costume da pipistrello. Esorcizzare le proprie paure facendo paura agli altri. E questo Batman fa veramente paura, basta il batsegnale perché un brivido di terrore attraversi i vicoli di Gotham, basta il rumore pesante dei suoi passi e la battente, incredibile colonna sonora di Michael Giacchino, perché i criminali - e lo spettatore - siano assaliti dal terrore.

Matt Reeves si dimostra coraggioso nel fare un film puramente noir, con atmosfere alla Fincher, con Batman che indaga le scene del crimine, nei bassifondi, per trovare non solo l'assassino ma la verità. Un assassino, l'Enigmista di un sempre grandioso Paul Dano, che ricorda molto da vicino il killer Zodiac e che è vero e proprio specchio di Batman, speculare, uguale, ma opposto. Fotografia incentrata sulla dicotomia fra il rosso e il nero, e inquadrature mai banali, non fanno poi che confermare il talento del regista americano. E proprio come avveniva nei due film diretti da Reeves sulle scimmie, anche qui il protagonista parla pochissimo con la voce, ma moltissimo con lo sguardo. Robert Pattinson recita di sottrazione, pronunciando poche battute, ma dicendo tutto con gli occhi, ci sono scene intere in cui Batman guarda gli altri parlare senza pronunciare parola, eppure lo spettatore capisce tutto. In questo il costume sembra disegnato apposta, con una maschera più aperta rispetto a quanto siamo abituati, proprio per permettere a Pattinson di recitare e di esprimersi, anche perché in questo film vediamo pochissimo Bruce Wayne. È lui, la vera maschera, mentre solo come Batman, Bruce può essere davvero se stesso.

La paura è il tema preponderante di tutto il film: la paura di Bruce, il suo trauma irrisolto che lo porta a estraniarsi dal mondo e da chi lo circonda, le persone care che lo circondano, come Alfred (Andy Serkins sempre una garanzia, anche nelle poche scene che gli sono riservate) ma anche Gordon (ottimo anche Jeffrey Wright) con cui sembra avere instaurato un rapporto sincero di stima e quasi di amicizia. E ovviamente Catwoman. 

Il personaggio di Selina è determinante nella trama, ma soprattutto è importantissimo per l'evoluzione per personaggio di Bruce e il loro rapporto non è mai stato così intenso e magnetico al cinema, anche perché la chimica fra Pattinson e Zoe Kravitz è alle stelle.

A completare il quadro di un film praticamente perfetto non si possono non citare John Turturro nei panni di Carmine Falcone e, soprattutto, un grandissimo Colin Farrell in quelli del Pinguino, che avrà presto una serie tv a lui dedicata e che, dopo averlo visto nel film, appare cosa buona e giusta.

Un film dalle mille sfaccettature, di cui si potrebbe parlare per ore e ore e che, nonostante la lunghezza, non perde mai tempo, eppure non accelera mai in una azione forzata, anzi, lascia al minimo le scene d'azione per concentrarsi sulla parte più puramente noir. Una vera e propria detective story in cui in superficie c'è da smascherare un assassino, ma se si scava più in profondità viene fuori il lavoro preciso e meticoloso di introspezione sul personaggio dell'uomo pipistrello operato da Matt Reeves e dai suoi  collaboratori. Ancora una volta, il regista ha preso un blockbuster e per trasformarlo in purissimo Cinema d'autore.

mercoledì 10 marzo 2021

Pepé Le Pew tagliato da Space Jam 2. James Gunn risponde a chi parla di "cancel culture".

La puzzola della discordia.

È nato un caso intorno al taglio di una scena in Space Jam 2: A New Legacy che vedeva protagonista Pepé Le Pew (Pepé La Puzzola). Per chi non conoscesse il personaggio, Pepé Le Pew è una moffetta francese descritta come "romantica ma estremamente invadente", che si innamora di un gatto bianco e nero, che lui crede essere una puzzola, e cerca di corteggiarla in modo sfacciato, quasi persecutorio, perché convinto di essere assolutamente irresistibile nonostante la sua puzza. E proprio il suo comportamento ha scatenato la polemica.
Recentemente l’editorialista del NYT, Charles M. Blow, ha scritto un articolo su Pepé Le Pew marchiandolo come personaggio che ha "contribuito alla cultura dello stupro", per il modo in cui cerca di costantemente di costringere la gatta, rinominata in seguito Penelope Kitty, a cedere al suo corteggiamento. L'articolo più il taglio della scena nel film hanno creato la polemica. In realtà però, il taglio non ha niente a che vedere con il pezzo di Blow, è stato infatti deciso mesi prima, quando il regista Terence Nance è stato sostituito da Malcolm D. Lee, che ha deciso di tagliare la scena.

Ma com'era questa scena? Ambientata in un bar "alla Casablanca", e girata in bianco e nero, vedeva Pepé Le Pew nei panni del barista mentre cerca di rimorchiare una donna (Greice Santo) dandole baci - non voluti - sul braccio fino a che la donna gli rifila un ceffone facendolo girare sullo sgabello, a quel punto Lebron James e Bugs Bunny, in cerca di Lola Bunny, lo fermano e Pepé rivela che Penelope Kitty ha ottenuto un'ordinanza restrittiva nei suoi confronti e di aver imparato che "non può toccare altri cartoni senza il loro consenso". L'attrice Graice Santo, attraverso il suo portavoce, si è detta dispiaciuta per il taglio perché la scena mostrava finalmente una donna in grado di rispondere alle "molestie" di Pepé, quindi il messaggio, secondo l'attrice, era giusto.

Il web però non si è fermato a leggere i quando e i come, subito si sono formati degli schieramenti, tra favorevoli e contrari, tra chi ha detto "era ora, ho sempre pensato fosse un molestatore" a chi ha attaccato la decisione parlando di "cancel culture". Proprio a questi ultimi si è rivolto James Gunn, che ha voluto dire la sua sulla "questione Pepé Le Pew", difendendo la scelta del taglio, affermando che non ha senso parlare di "cancel culture" e di smetterla di affibbiare questo termine a qualsiasi cosa.

"Smettetela di chiamare qualsiasi cosa “cancel culture” perché siete troppo ottusi da avere un’opinione con delle sfumature. Le persone possono sentirsi offese da qualcosa, oppure pensare che qualcosa fa schifo, e non per forza si tratta di “cancel culture” – è libertà di parola", ha scritto il regista in una serie di tweet, "A tutti quelli che mi scrivono sottolineando le volte in cui le persone vengono ingiustamente attaccate – lo so, fa schifo. Ma non significa che ogni volta in cui qualcuno si sente offeso da qualcosa si tratti di “cancel culture”. Chiamare qualsiasi cosa in quel modo è una risposta impulsiva che distrugge totalmente il punto della questione. Non penso che ci siano molte persone qui, a destra o a sinistra, che pensano che Harvey Weinstein non sarebbe dovuto essere “cancellato” per ciò che ha fatto. Ma sono conversazioni ricche di sfumature. Penso che la maggior parte delle persone latine amino Speedy Gonzalez, motivo per cui non penso dovrebbe essere “cancellato”. Ma Pepé Le Pew, almeno per me, è offensivo per il modo in cui tratta la gattina. La maggior parte delle persone lo sanno. La maggior parte delle persone hanno pensieri e sensazioni diverse rispetto a situazioni diverse. Ma Twitter è un luogo dove gli estremi, su qualsiasi argomento concepibile, vengono evidenziati perché sono più sensazionalisti. E per tutti coloro (vi vedo) che dicono: “E quelli che cercano di cancellare te? Hanno il diritto di farlo?” OVVIO CHE CE L’HANNO. E combatterò perché continuino ad avere questo diritto. Potrei non essere d’accordo con le loro opinioni, ma credo profondamente nel loro diritto alla libertà di parola".

Ricordiamo che, tempo fa, James Gunn era stato al centro delle polemiche a causa di alcuni tweet, decisamente di cattivo gusto, scritti anni fa e che per questo motivo gli era stato tolto il terzo film dei Guardiani della Galassia, per poi essere richiamato dai "piani altissimi" della Disney.

Sull'argomento si è espressa anche Linda Jones, figlia di Chuck Jones, ideatore di Pepé Le Pew.

"Non sono d'accordo con l'idea che questa puzzola abbia contribuito alla cultura dello stupro", ha dichiarato la signora, che oggi ha 83 anni, a TMZ, "Non credo che nessuno, vedendo Pepé, sia stato ispirato ad andare, non dico addirittura a stuprare qualcuno, ma anche solo a molestare la gente. C’è una differenza fra la decisione di stabilire che questi cartoni animati non sono più appropriati oggi e affermare che abbiano dato un contributo effettivo alla cultura dello stupro".

La signora, che è stata vittima di esperienze del genere in passato, ha dichiarato di non avere nessun problema riguardo il taglio del personaggio, che la Warner ha tutto il diritto di decidere le sorti di Pepé, ma che tutto questo si potrebbe risolvere più facilmente "aggiornando" il personaggio riadattandolo ai tempi moderni.
Un po' com'è stato fatto per Lola Bunny, il personaggio in Space Jam 2: A New Legacy sarà diverso da quello del primo film, considerato troppo "sessualizzato" dal regista. La nuova Lola Bunny avrà un fisico meno prosperoso e vestiti meno succinti. "Siamo nel 2021. È importante riflettere l'autenticità di forti e capaci personaggi femminili", ha dichiarato il regista Malcolm D. Lee, "Abbiamo rielaborato molte cose, non solo il suo look, facendo in modo che i suoi short fossero di appropriata lunghezza e che fosse femminile senza essere "oggetto", ma anche dandole una voce reale. Per noi si è trattato di dare un fondamento alla sua capacità atletica, alle sue abilità di leader, e farne un personaggio completo come gli altri".
Ovviamente, inutile dirlo, anche questo ha creato tante polemiche, così come il personaggio di Speedy Gonzales, che secondo qualcuno sul web, porta avanti "stereotipi negativi sul popolo messicano".

Insomma, non se ne esce, qualsiasi cosa, qualsiasi cambiamento o non cambiamento, crea polemiche.

Il film sarà nei cinema USA e su HBOMax a luglio.

martedì 9 febbraio 2021

Justice League: due nuove immagini di Jared Leto nei panni di Joker nella "Snyder Cut"

La data d'uscita della nuova versione del film Justice League, o meglio quella originale diretta da Zack Snyder, ormai ridefinita Snyder Cut, si avvicina e Vanity Fair ha pubblicato in esclusiva due nuove immagini di Jared Leto nei panni di Joker.

L'aspetto è un po' diverso da quello visto in Suicide Squad, sicuramente più oscuro.



Sul sito di Vanity Fair trovate le immagini in alta definizione.

La seconda foto, in particolare, si collega una immagine di Batman pubblicata da Zack Snyder nei giorni scorsi. La "stanza" sembra essere la stessa.


Il film, della durata di 4 ore, arriverà su HBO Max il 18 marzo, mentre la Warner sta lavorando per cercare una distribuzione anche nei paesi in cui il servizio non è ancora disponibile (come l'Italia).

La nuove sinossi di Zack Snyder’s Justice League: "Determinato ad assicurarsi che il sacrificio di Superman (Henry Cavill) non fosse vano, Bruce Wayne (Ben Affleck) unisce le forze con Diana Prince (Gal Gadot) progettando di riunire una squadra di metaumani per proteggere il mondo da una minaccia in avvicinamento di proporzioni catastrofiche. La prova si rivela più difficile di quanto Bruce immaginasse, visto che ogni componente deve affrontare i demoni del proprio passato per liberarsi dalle catene e riuscire così a unirsi, formando una lega di eroi senza precedenti. Finalmente insieme, Batman (Affleck), Wonder Woman (Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Cyborg (Ray Fisher) e Flash (Ezra Miller) potrebbero essere un po’ troppo in ritardo per salvare il pianeta da Steppenwolf, DeSaad e Darkseid e dalle loro terribili intenzioni."

mercoledì 20 gennaio 2021

In arrivo il film su Willy Wonka. Chi sarà il protagonista?

Uno spin-off, un prequel, non è ancora chiaro come sarà, ma la Warner è pronta a portare al cinema un film interamente dedicato al fabbricante di dolci più famoso della storia, Willy Wonka.

In realtà, sono cinque anni che la major sta lavorando a questo progetto, e adesso sembra che le cose si stiano davvero mettendo in moto. Variety infatti segnala che è già stata fissata una data d'uscita, il 17 marzo 2023.

A produrre la pellicola sarà David Heyman, storico produttore della saga di Harry Potter e Animali Fantastici. Da quel poco che si sa sulla storia, il film non racconterà le origini di Willy Wonka ma potrebbe concentrarsi sulle sue prime avventure in giro per il mondo.

Ma chi sarà il protagonista? Collider riporta che la produzione avrebbe già in mente due possibili nomi per il ruolo, che in passato è stato magistralmente interpretato da due grandi attori, Gene Wilder e Johnny Depp, stavolta dovrebbe toccare a un attore più giovane. Negli scorsi anni si era parlato di Ryan Gosling, Donald Glover o Ezra Miller, ma non c'è mai stato un vero e proprio contatto tra le parti, adesso sembra che i nomi in cima alla lista della major siano quelli di Tom Holland e Timothée Chalamet. I due attori non sono in trattative, si tratta solo di un "interesse della produzione", e Tom Holland attualmente è molto impegnato sul set del terzo Spider-Man.
La scelta del protagonista comunque non dovrebbe tardare ad arrivare, la produzione infatti vorrebbe iniziare a girare tra quattro mesi.

Un nome che sembra certo è quello di Paul King (Paddington) per la regia e Simon Rich alla sceneggiatura, che ovviamente sarà ispirata a "La Fabbrica di Cioccolato" di Roald Dahl.

Aspettiamo aggiornamenti.

sabato 12 dicembre 2020

Christopher Nolan attacca di nuovo la Warner. Dure critiche anche da Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Non si placano le polemiche sulla Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 nei cinema e in contemporanea anche in streaming su HBOMax.

Ieri il durissimo attacco di Denis Villeneuve, regista di Dune, uno dei 17 film per cui la Warner ha deciso la "doppia uscita", oggi è di nuovo il turno di Christopher Nolan, che torna ad attaccare la major dopo l'intervista di qualche giorno fa.
Intervistato da Variety, il regista si schiera dalla parte delle maestranze, quelle persone normali, lavoratori, a volte occasionali, che verranno danneggiate dalla decisione della Warner.

"Le scelte economiche non sono adeguate a meno che non si scelga di guardare solo ed esclusivamente ai movimenti nelle quotazioni azionarie o al numero di occhi che si piazzano davanti a un nuovo servizio di streaming", ha dichiarato Nolan, "La distribuzione cinematografica è solo uno degli aspetti interessati dalla vicenda, si parla anche di finestra home video, di finestre secondarie e terziarie. Aspetti di vitale importanza nell’economia alla base di questo business e per la gente che ci lavora. E non parlo di me. Non parlo di Ben Affleck. Sto parlando degli attrezzisti, degli elettricisti che fanno affidamento sugli incassi residuali per l’integrazione pensionistica o dell’assicurazione sanitaria. Parlo della SAG e degli attori, di persone che, quando arrivo sul set e devo girare una scena con un cameriere e un avvocato, hanno due o tre battute. Devono guadagnare per vivere di questa professione specie se lavorano solo una manciata di giorni all’anno. Ed è proprio per questo che le unioni si sono assicurate delle partecipazioni per queste persone.
Bisogna parlare del danno che viene fatto saltando le negoziazioni con le unioni, con i talent e tutto il resto. Si sollevano un sacco di domande su come si andranno a mantenere, garantiscono il lavoro di un sacco di gente a Hollywood, persone che hanno una vita e una famiglia, che necessitano di assistenza sanitaria e tutto il resto. È questa la questione che ancora non è stata affrontata e di cui invece bisogna discutere. Bisogna ricordare che il modello della distribuzione cinematografica provvede al sostentamento di centinaia di migliaia di persone normali. Quelle stesse persone che riescono ad assicurare anche a me la possibilità di girare i miei film e farli vedere al pubblico."

Intanto, insieme alla DGA, si muove anche CAA, l'agenzia di talent più famosa al mondo, che ha scritto una lettera dai toni davvero agguerriti alla Warner, riportata poi da Deadline.

"L’annuncio fatto a sorpresa dalla Warner Bros giovedì è completamente inaccettabile per la CAA e i clienti che rappresenta.
Avete deciso di far uscire i film dei nostri clienti in una modalità che non ha precedenti – contemporaneamente nei cinema e sul vostro servizio streaming HBO Max – senza prendere in considerazione i desideri dei nostri clienti o i loro diritti contrattuali. Questo viola palesemente i diritti di alcuni nostri clienti, che hanno diritto decisionale sui piani di distribuzione e di streaming. Questa decisione inoltre è un sabotaggio delle uscite cinematografiche, e danneggia drammaticamente l’abilità dei nostri clienti di guadagnare percentuali sugli incassi, sulle quali si basavano le loro trattative, e che loro si aspettavano di ricevere avendone tutto il diritto.
Questo approccio è l’epitome di una manovra volta unicamente a beneficiare la vostra compagnia creando il caos nell’industria e ignorando e danneggiando gli interessi creativi e finanziari dei nostri clienti. Peraltro avete negoziato con HBO Max una licenza, ancora poco chiara, che rifiutiamo completamente essendo stata decisa in autonomia e in molti casi in violazione dei diritti di approvazione dei nostri clienti.
In sostanza, state cercando di approfittare dei nostri clienti per trarre benefici per la vostra compagnia. Non accetteremo questa cosa. In un'industria basata sulle relazioni, avete violato patti e fiducia. Così facendo, la Warner Bros ha affermato che il rapporto con gli artisti e chi li rappresenta non è fondamentale per lo studio. Abbiamo lavorato con la Warner per quasi quarant’anni. A un certo punto, la Warner si vantava dei rapporti dei suoi dirigenti con gli artisti. Oggi i talent sono tra le risorse più importanti di quest’industria. Insultarli significa ridefinire la vostra compagnia in maniera molto deludente."

Sulla stessa linea la lettera scritta da DGA, che conclude dicendo: "Intendiamo prendere provvedimenti immediati per proteggere i nostri iscritti e chiediamo un incontro immediato per discutere la questione".
E sembra che sia CAA che la DGA si stiano davvero muovendo per prendere provvedimenti. L'agenzia CAA, che rappresenta moltissimi registi e attori che hanno lavorato in quei 17 film della Warner, ha dichiarato che è pronta a procedere per vie legali e a boicottare le campagne di promozionali.

Le polemiche intorno alla Warner vengono commentate anche da chi è "fuori", come i registi Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Judd Apatow ha dichiarato a Variety: "La decisione della Warner Bros. mi ha fatto apprezzare il fatto che lavoro per la Universal. È sconvolgente che una major abbia preso una simile decisione sul proprio listino senza parlarne con nessuno. È il tipo di mancanza di rispetto di cui si sente parlare ogni tanto quando si legge la storia dello show business. Ma farlo letteralmente con ogni singola persona con cui lavori è sconvolgente. [...] Questo approccio crea un incubo finanziario, la maggior parte delle persone riceve delle partecipazioni sugli incassi. Ciò che ottengono dopo anni di lavoro è basato sul successo dei propri film. Che succede se i film escono direttamente in streaming? Come calcoleranno quanti soldi pagare ai talent? Non è nemmeno chiaro se queste cose siano regolate dai contratti siglati, oppure se loro possono davvero fare quello che vogliono."

Sempre tramite Variety, le parole di Aaron Sorkin, convinto che comunque vada l'esperienza cinematografica sia il futuro: "Abbiamo tutti paura che questo possa cambiare tutto, che i cinema stiano ufficialmente per diventare arthouse, che i film che facciamo noi verranno visti solo sulle piattaforme streaming. Ma non penso che accadrà davvero. Penso che in quattromila anni niente ha realmente rimpiazzato l’esperienza di far parte di un pubblico. L’esperienza condivisa, lo stare in un cinema quando le luci si abbassano, tutti che ridono insieme, si spaventano insieme, rimangono ammutoliti insieme, e assistere ai momenti finali del film insieme, nello stesso momento."

Al momento la Warner, ma neanche WarnerMedia e AT&T, hanno replicato a questi attacchi. Sicuramente la situazione per la Warner comincia a farsi pesante, e tutte queste polemiche non sono una bella pubblicità per HBOMax.

venerdì 11 dicembre 2020

Il duro attacco di Denis Villeneuve alla Warner e AT&T: "Non c’è amore per il cinema né per il pubblico."

Un'altra voce illustre si scaglia contro la Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 sia al cinema che in streaming su HBOMax.

In questi giorni abbiamo riportato le critiche degli esercenti americani, di Christopher Nolan e la Legendary, il disappunto della DGA, di attori, attrici e registi che hanno lavorato con la Warner, adesso è il turno di Denis Villeneuve.

Il regista ha girato uno dei film più importanti e attesi del listino 2021 della Warner, si tratta di Dune, nuovo adattamento dell'omonimo romanzo con Timothée Chalamet protagonista e un cast stellare. Attraverso il sito di Variety, il regista canadese ha attaccato molto duramente la Warner e soprattutto AT&T, cioè la mente dietro la decisione di spostare tutto il listino in streaming andando a penalizzare i film e i cinema. Ecco le sue parole:

"Ho appreso dai notiziari che la Warner Bros. aveva deciso di distribuire Dune su HBO Max in contemporanea con l’uscita cinematografica, utilizzando molte immagini del nostro film per promuovere la loro piattaforma streaming. Con questa decisione AT&T ha sabotato uno dei più importanti e rispettabili studi cinematografici della storia del Cinema. Non c’è assolutamente amore per il cinema né per il pubblico in questa decisione. È semplicemente l’istinto di sopravvivenza di un mammut delle telecomunicazioni, che al momento porta sulle spalle un debito astronomico di 150 miliardi di dollari. Quindi, sebbene Dune sia fatto per il cinema e per il pubblico, AT&T pensa alla propria sopravvivenza a Wall Street. Con il lancio fallimentare di HBO Max, AT&T ha deciso di sacrificare l’intero listino della Warner Bros. nel disperato tentativo di attirare l’attenzione del pubblico.
L’improvvisa marcia indietro della Warner da storica casa per i cineasti a questa nuova era di completo disprezzo segna una linea chiara, a mio avviso: realizzare un film significa collaborare, fidarsi della fiducia reciproca in un team, e la Warner Bros ha dichiarato di non far parte più dello stesso team.

Le piattaforme streaming sono un’aggiunta positiva e potente all’ecosistema televisivo e cinematografico. Ma voglio che il pubblico capisca che da solo, lo streaming non può sostenere l’industria cinematografica come la conoscevamo prima del COVID. Lo streaming può produrre grandi contenuti, ma non film ambiziosi e colossali come Dune. La decisione della Warner implica che Dune non potrà mai dare risultati economici soddisfacenti, e la pirateria alla fine trionferà. La Warner Bros, con questa mossa, potrebbe aver ucciso il franchise di Dune. “Questo è per i fan”. John Stankey della AT&T ha detto che il cavallo dello streaming è fuggito dal fienile. In realtà, il cavallo ha lasciato il fienile per finire nel mattatoio.
Nessuno mette in dubbio che la sicurezza del pubblico venga prima di tutto, per questo, quando è diventato evidente che l’inverno avrebbe portato una seconda ondata, ho capito e supportato la decisione di rinviare di quasi un anno l’uscita del film. Il piano era che Dune uscisse al cinema a ottobre 2021, quando le vaccinazioni sarebbero state in fase avanzata e, si spera, il virus alle spalle. La scienza afferma che il prossimo autunno dovremmo essere tornati alla normalità.

Dune è finora il miglior film che abbia fatto. Io e il mio team abbiamo dedicato tre anni della nostra vita a realizzare quest’esperienza cinematografica unica. L’immagine e il suono del nostro film sono stati progettati per il cinema.

Parlo a titolo personale, sebbene sia solidale con gli altri 16 registi che devono affrontare il mio stesso destino. Sappiate che sono con voi e che insieme siamo più forti. Gli artisti sono coloro i quali creano i film e le serie.
Credo fermamente che il futuro del cinema sia sul grande schermo, non importa cosa pensa un dilettante qualsiasi di Wall Street. Sin dall’alba dei tempi, gli umani hanno sempre avuto bisogno di esperienze narrative comuni. Il cinema sul grande schermo è più di un mero business, è una forma d’arte che riunisce le persone, celebrando l’umanità e aumentando l’empatia che abbiamo l’uno per l’altro. È una delle ultime esperienze artistiche collettive e fisiche che possiamo sperimentare come umani.
Una volta che la pandemia sarà finita, i cinema torneranno a riempirsi. Io credo questo. Non perché l’industria cinematografica ne ha bisogno, ma perché noi esseri umani abbiamo bisogno del cinema come esperienza collettiva.

Quindi, visto che per primo ho la responsabilità creativa e fiduciaria di adempiere ai miei doveri come regista, chiedo ad AT&T di agire con la stessa responsabilità, rispetto e riguardo e proteggere questo medium culturale vitale. L’impatto economico sugli azionisti è solo un aspetto della responsabilità sociale delle aziende. Trovare modi per arricchire la cultura è un altro. L’esperienza cinematografica non ha eguali. In quei cinema bui i film catturano la nostra storia, ci educano, alimentano la nostra immaginazione e ci innalzano ispirando il nostro spirito collettivo. È la nostra eredità."

Parole assolutamente condivisibili, non c'è bisogno di aggiungere altro.

La AT&T aveva risposto alle dure critiche di Christopher Nolan ribadendo la loro posizione e l'intenzione di andare avanti per la loro strada, cioè lo streaming, vedremo se questa nuova presa di posizione da parte di un altro regista importante come Denis Villeneuve avrà delle conseguenze.

giovedì 10 dicembre 2020

Tutti contro la Warner e HBO Max. Attori e registi sul piede di guerra.

La Warner Bros è sempre più al centro di un vero e proprio ciclone. Da quando la major ha annunciato che tutti i film del 2021 usciranno sia al cinema che in contemporanea in streaming su HBO Max, sono cominciate a piovere polemiche che stanno diventando sempre più aspre.

Prima sono stati gli esercenti, poi è stato il turno del duro attacco di Christopher Nolan e della Legendary, adesso sembra che tutta Hollywood sia decisa a dare battaglia alla Warner.

Diciamo subito che il problema non è solo artistico, come dichiarato da Nolan ("Alcuni dei più grandi registi ed attori dell’industria sono andati a dormire pensando che stavano lavorando con il più grande studio al mondo e si sono svegliati scoprendo che invece stavano lavorando per il peggior servizio streaming"), ma soprattutto economico, e questo potrebbe creare molti più problemi.

Tutto è iniziato con l'annuncio che Wonder Woman 1984, rinviato più volte a causa della pandemia, sarebbe uscito il 25 dicembre sia nel cinema aperti che su HBO Max. Dopo poche settimane, la Warner ha deciso di applicare questa doppia uscita a tutti i film del 2021, per un mese disponibili gratis agli abbonati alla piattaforma e poi trasformarli in VOD. La scelta ha lasciato di stucco tutti i registi e gli attori che hanno lavorato a quei film perché (cosa anticipata da Nolan nelle sue dichiarazioni) nessuno di loro era stato avvertito della decisione e hanno saputo tutto solo due ore prima dell'annuncio.
A rendere la situazione ancora più complicata è stata la rivelazione del New York Times, che ha raccontato come la Warner avrebbe pagato 10 milioni di dollari Gal Gadot, Patty Jenkins e il produttore Charles Roven, riconoscendogli la percentuale accordata nel caso il film avesse superato il miliardo di dollari al botteghino. Una mossa per "tenersi buoni" la regista e la protagonista del film e fare in modo che supportassero la campagna promozionale in vista dell'uscita (anche se sia Gal Gadot che Patty Jenkins non sono in linea con il pensiero della major e continuano ad invitare i fan ad andare al cinema e non a vedere il film in streaming). Insomma, alla Warner serviva il loro aiuto e ha voluto fare un'eccezione riconoscendogli quello che gli spettava, ma la major non sembra avere l'intenzione di fare lo stesso con tutti gli altri, anche perché gli verrebbe a costare tantissimo. Questa disparità di trattamento ha fatto arrabbiare molto la DGA (Directors Guild of America) e le varie agenzie che rappresentano attrici, attori e registi.

La situazione economica è piuttosto contorta ma dal punto di vista della Warner si tratta di un vero affare, molto furbo. A tutti i registi e ad alcuni attori, spetterebbe una percentuale sugli incassi al box office, dove ci sono delle regole e delle cifre stabilite, ma per quanto riguarda lo streaming e le visualizzazioni di un prodotto su una piattaforma, non ci sono regole. Inoltre, una uscita in streaming va a penalizzare moltissimo gli incassi dei cinema (già dimezzati per la pandemia) e, di conseguenza, la percentuale per i registi e il cast si abbassa notevolmente.
Per questo motivo, sembra che la DGA abbia scritto una lettera piuttosto dura alla Warner per manifestare tutti il proprio disappunto per una mossa che reputano molto scorretta, tanto da minacciare un boicottaggio.

"Non è chiaro se la Warner sia tenuta legalmente a rinegoziare gli accordi sui compensi back-end (e cioè quelli legati agli incassi) per tutti e 17 i film in uscita nel 2021, come già fatto con Wonder Woman 1984", scrive il NYT, sicuramente la Warner non vuole perdere di colpo tutto l'appoggio dei vari registi e talent con cui ha collaborato, quindi dovrà trovare una mediazione. Il NYT scrive: "Il piano ideato da WarnerMedia prevede che HBO Max paghi una licenza alla Warner Bros per lo sfruttamento dei film nei 31 giorni che passeranno sulla piattaforma streaming in contemporanea all’uscita in sala. La licenza sarà equivalente alla porzione di ricavi che lo studio otterrà dalla vendita dei biglietti cinematografici del film negli Stati Uniti in quel periodo (solitamente si parla del 50% degli incassi)". Quindi, se un film incassa 50 milioni, la Warner riceverebbe altri 25 mln da HBO Max. Anche qui, però, c'è un problema che fa storcere il naso: la Warner deve trattare con WarnerMedia per la percentuale da versare da parte di HBOMax, praticamente significa che la Warner tratta con sé stessa visto che WarnerMedia controlla la Warner. Per quanto uno si possa fidare, è un po' strano e difficile pensare che tra le due parti (che poi è una) non ci sia un occhio di riguardo verso gli azionisti più che verso i registi e i talent.

Vedremo cosa succederà ma difficile che la Warner possa tornare indietro sulle proprie decisioni, o meglio, sulle decisioni di WarnerMedia, quest'ultimo infatti ha voluto rispondere all'attacco di Christopher Nolan rivendicando la scelta della doppia uscita e usando proprio gli incassi di Tenet come esempio che li ha convinti ad agire così. Secondo il CEO di WarnerMedia infatti, gli incassi bassi ottenuti negli USA dell'ultimo film di Nolan, sono la dimostrazione che il pubblico americano non è ancora pronto a tornare in sala, e quindi hanno dovuto trovare un metodo alternativo: "Siamo grandi sostenitori della distribuzione cinematografica [...] Ma resta da vedere quante persone vorranno andare al cinema a prescindere dal fatto che siano riaperti o meno, cosa che noi sappiamo bene visto che siamo stati l’unico studio a lanciare un film davvero grande durante la pandemia. Abbiamo distribuito Tenet questa estate. Siamo felici dell’esperienza, ma abbiamo anche imparato molto circa l’inclinazione della gente ad andare al cinema lì dove sono aperti. Sottolineo come gli esercenti abbiano fatto un lavoro straordinario con le misure di sicurezza nelle strutture e ci sarebbe piaciuto davvero tanto constatare un maggior afflusso negli USA. Nel mercato internazionale, la storia è stata differente. C’erano più cinema aperti e c’è stato più pubblico. È stata quasi un’esperienza normale, ma per quanto concerne gli Stati Uniti abbiamo capito che le persone non sono ancora pronte a riallacciare i rapporti con il cinema, da cui la nascita di questa nuova strategia. Per questo, osserveremo l'andamento dei nuovi film sia sul fronte del box office che dei numeri che registreranno su HBO Max".

Insomma, la Warner va avanti per la sua strada, anzi è pronta a lanciare HBOMax anche fuori dagli USA e, nel frattempo, a stringere accordi con Sky per avere una doppia distribuzione anche in Europa, ma le polemiche sono destinate a continuare.

martedì 8 dicembre 2020

Christopher Nolan si scaglia contro la Warner e HBO Max

Nei giorni scorsi la Warner ha annunciato che tutti i film nel listino del 2021 usciranno nei cinema e contemporaneamente sulla piattaforma HBO Max, una decisione che ha scatenato le ire delle catene di distribuzione USA e ha fatto storcere il naso a molti registi che hanno lavorato per la major.

Tra questi c'è Christopher Nolan, uno dei "registi di punta" della Warner, con cui collabora da 18 anni e a cui ha regalato film di grande successo. Il regista di Interstellar e Il Cavaliere Oscuro, ha deciso di non rimanere in silenzio e, intervistato da THR e ET, ha attaccato pubblicamente la major e la piattaforma HBO Max.

"Alcuni dei più grandi registi del nostro settore e delle più importanti star del Cinema sono andati a letto la sera prima pensando di lavorare per il più grande studio cinematografico e si sono svegliati scoprendo che stavano lavorando per il peggior servizio di streaming", ha dichiarato Nolan a THR, "La Warner Bros. aveva una macchina incredibile per fare uscire il lavoro di un regista in tutto il mondo, sia al cinema che a casa, che stanno smantellando in questo stesso momento. Non capiscono neanche cosa stanno perdendo. La loro decisione non ha alcun senso economico e anche l'investitore di Wall Street più casuale saprebbe vedere la differenza tra guasto e malfunzionamento".

Nell'altra intervista a ET, Nolan ha rincarato la dose e sottolineando di nuovo come questa sia stata una decisione presa senza informare i registi.

"Sono incredulo, soprattutto per le modalità. C’è molta controversia a riguardo, perché non lo hanno detto a nessuno", ha dichiarato il regista, "Per il 2021 hanno alcuni dei migliori registi e alcune delle più grandi star al mondo che in alcuni casi hanno lavorato per anni a progetti a cui tengono tanto e che sono destinati all’esperienza sul grande schermo, sono destinati ad arrivare al pubblico più vasto possibile. E adesso li stanno usando come articoli a prezzi scontati per il servizio streaming, anzi un servizio streaming alle prime armi, senza alcuna consultazione. È una situazione davvero caotica. Un vero specchietto per le allodole. Non è così che tratti registi, attori e persone che hanno investito tanto in questi progetti. Meritavano di essere consultati e di essere informati su cosa stesse succedendo alle loro opere. [...] Penso che tutti gli studi sappiano che l’esperienza del cinema riprenderà e sarà una parte molto importante dell’ecosistema a lungo termine. Invece la pandemia viene usata come scusa per una sorta di lotta per un vantaggio a breve termine. Ed è davvero un peccato. Non è il modo di fare affari e non è la cosa migliore per la salute del nostro settore. Ma quando le sale cinematografiche riapriranno e la gente tornerà al cinema, quando il vaccino sarà stato lanciato e ci sarà una risposta sanitaria adeguata da parte del governo federale, sono molto ottimista sulle prospettive a lungo termine dell’industria. Le persone adorano andare al cinema e ci torneranno".

Parole dure e molto chiare quelle di Nolan e assolutamente condivisibili.

Va detto che la decisione della Warner non è piaciuta praticamente a nessuno, il sospetto (ma sembra essere piuttosto fondato come sospetto) è che la major abbia deciso di fare questo passo solo per accontentare la AT&T, la casa madre della WarnerMedia, decisa a puntare tutto il futuro su HBO Max, per aumentare gli abbonamenti e concorrere con Netflix e Disney+, tutto questo a discapito dei cinema e del Cinema nella sua forma originale.

Il primo film ad uscire in questa doppia modalità sarà Wonder Woman 1984, distribuito sia nelle sale che su HBO Max a Natale, in questo caso si tratta di una scelta che potrebbe anche essere giustificata, visto che siamo ancora in piena pandemia, ma i continui appelli di Patty Jenkins e Gal Gadot ai fan di andare a vedere il film in sala, nei cinema, piuttosto che accontentarsi di vederlo in streaming a casa, danno ragione a quanto detto da Nolan, i registi non sono d'accordo con la Warner sulla doppia distribuzione. Sembra che anche James Gunn (The Suicide Squad) e Denis Villeneuve (Dune) abbiano comunicato il loro disappunto alla major.

Vedremo cosa succederà, se la Warner andrà avanti a testa bassa o se modificherà la propria decisione, difficile la seconda opzione visto che la major ha annunciato l'intenzione di lanciare HBO Max anche in Europa il prossimo anno.

venerdì 4 dicembre 2020

AMC Theatres si scaglia contro la Warner

Ieri la Warner ha annunciato che tutti i film nel listino del 2021 usciranno sia al cinema che in streaming su HBOMax, in contemporanea. Una decisione che ha scatenato le ire di AMC Theatres, la più grande catena cinematografica USA, proprietaria in Italia di UCI Cinemas.

Una reazione più che comprensibile, la scelta della Warner potrebbe mettere ancora più in crisi il settore delle sale cinematografiche, già in ginocchio per la pandemia. Il comunicato di AMC è molto duro e mette in discussione le reali motivazioni della Warner. Secondo Adam Aron, CEO della catena, la decisione è stata presa solo per far contenta WarnerMedia e spingere gli abbonamenti della piattaforma HBOMax, senza avere il minimo interesse per le sale cinematografiche in crisi ma anche per l'aspetto artistico dei film, per la visione originale dei registi che hanno girato per il grande schermo e non per la TV.

"Quest’epoca flagellata dal coronavirus è piena di incertezze per tutti, ed è per questo che AMC ha deciso di fare un’eccezione sull’uscita di Wonder Woman 1984 al cinema e su HBO Max, il giorno di Natale, quando la pandemia sembra sarà al suo culmine", ha dichiarato Adam Aron, CEO di AMC, "Tuttavia, la Warner Bros. ora spera di fare la stessa cosa con tutti i suoi film del 2021, nonostante ci si aspetti che con i vaccini in arrivo l’industria cinematografica possa ripartire. Chiaramente, WarnerMedia intende sacrificare una grossa porzione di profitti della sua divisione cinematografica, e dei suoi partner di produzione e registi, per sovvenzionare la sua start up HBO Max. Per quanto riguarda AMC, faremo tutto ciò che è in nostro potere per assicurarci che la Warner non faccia questa cosa a nostre spese. Perseguiremo aggressivamente condizioni economiche che preservino i nostri affari. Abbiamo già iniziato un dialogo urgente con i dirigenti della Warner su questo tema. E mentre ne discutiamo, siamo incoraggiati dal fatto che a breve arriveranno vaccini che proteggeranno la società contro il coronavirus. Quindi ci aspettiamo che gli spettatori possano presto tornare a godersi i film nei nostri cinema senza timori, guardando i migliori film al mondo nella sicurezza delle nostre grandi poltrone, con il nostro suono spettacolare e i nostri grandi schermi".

Per l'uscita di Wonder Woman 1984, la Warner ha concesso a AMC una quota maggiore sugli incassi, circa il 60%, ma non è detto che questo si ripeterà per tutti i film del 2021. Le preoccupazioni di AMC sono più che giustificate, la Warner infatti metterà a disposizione degli abbonati un listino con titoli molto attesi (Dune, Matrix 4, Godzilla VS King Kong, The Suicide Squad, tanto per citarne alcuni), e tra il pagare un unico abbonamento annuale e comprare un biglietto per ogni film, è superfluo dire che la maggior parte delle persone tenderà per la scelta più economica, cioè vederlo a casa, andando così a penalizzare moltissimo le sale cinematografiche.

La scelta della Warner non sembra piacere nemmeno i registi dei film, come Patty Jenkins, regista di Wonder Woman 1984, che ancora una volta ha invitato i fan ad andare a vedere il film nei cinema, possibilmente su uno schermo IMAX, perché è così che il film è stato pensato e girato.

"Girare in IMAX è stata un’esperienza incredibile e non vedo l’ora che alcuni di voi possano vedere il nostro film in tutta la sua gloria nei cinema IMAX", ha scritto la regista in un tweet.

La decisione della Warner, che potrebbe portare anche altre major a muoversi in modo simile, sicuramente continuerà a far discutere.

giovedì 3 dicembre 2020

BREAKING NEWS: tutti i film della Warner del 2021 usciranno in contemporanea al cinema e su HBOMax

La pandemia ha stravolto il mondo del Cinema e la Warner ha deciso di fare un passo molto importante che potrebbe cambiare il futuro del settore, o almeno quello del prossimo anno.

Tutti i film della Warner previsti per il 2021 usciranno nei cinema e in contemporanea anche in streaming su HBOMax. Quello di Wonder Woman 1984 (che sarà disponibile anche in 4K) non sarà quindi un caso isolato, per il prossimo anno diventerà la "normalità" per la major.

I motivi dietro questa scelta sono da ricercare nella necessità di accontentare la AT&T, la casa madre della WarnerMedia, decisa a incassare nonostante la pandemia che costringe i cinema a chiudere, non sarà un esperimento solo per le feste natalizie ma durerà tutto il prossimo anno. Inoltre va considerata la volontà di spingere HBOMax e aumentare le iscrizioni per permettergli di competere con Netflix, Disney+ e simili.

"Siamo vivendo un contesto storico senza precedenti e sono richieste delle soluzioni creative, inclusa questa nuova iniziativa della Warner Bros. Pictures Group", ha dichiarato Ann Sarnoff, CEO di WarnerMedia, "Nessuno desidera rivedere i film sul grande schermo più di noi. Sappiamo che il contenuto è la linfa vitale della distribuzione cinematografica, ma dobbiamo necessariamente fare i conti con la realtà dei fatti, una realtà che vedrà i cinema americani in operatività ridotta per buona parte del 2021. Con questa strategia annuale, potremo supportare i nostri partner nella distribuzione cinematografica con una serie di film di altissimo livello, dando anche agli spettatori che non hanno un cinema nei paraggi o non sono ancora pronti a tornare in sala, la possibilità di gustarsi i nostri meravigliosi film del 2021. Una situazione win-win per tutti, per il pubblico e per la sala".

Tra i film previsti per questo 2021 ci sono titoli molto attesi, come Dune di Denis Villeneuve, Matrix 4, Godzilla vs. Kong, The Suicide Squad, e ancora The Little Things, Judas and the Black Messiah, Tom & Jerry, Mortal Kombat, Those Who Wish Me Dead, The Conjuring: The Devil Made Me Do It, In The Heights, Space Jam: A New Legacy, Reminiscence, Malignant, The Many Saints of Newark, King Richard, e Cry Macho.

Quella della Warner può essere considerata come una mossa "di rottura" che costringerà anche le altre major, soprattutto la Disney e la Universal, a muoversi. La Disney ha già sperimentato questa formula, ma solo per pochi casi (Mulan, Soul) mentre è intenzionata a far uscire altri titoli attesi, come Black Widow, nelle sale; la Universal invece ha stretto un accordo con la catena AMC per ridurre al minimo la finestra per far arrivare il prima possibile i film in streaming (noleggio). Interessante sarà vedere la reazione degli esercenti americani.

Il discorso HBOMax non riguarda l'Italia ma non è escluso che questa scelta della Warner possa avere delle ripercussioni sulle uscite italiane nei cinema.

Animali Fantastici: Mads Mikkelsen parla di Grindelwald e della sostituzione di Johnny Depp

La saga di Animali Fantastici ha un nuovo Grindelwald, ormai è ufficiale, sarà Mads Mikkelsen a sostituire Johnny Depp nel ruolo del potente mago oscuro, con buona pace dei fan e delle loro petizioni.

Per la prima volta dall'annuncio del suo ingresso nel cast, Mads Mikkelsen ha parlato con EW del ruolo e dell'importanza di affrontare il personaggio in modo diverso, facendolo suo, ma senza dimenticare il lavoro fatto da Depp nel film precedente.

"La prima differenza è che sarà interpretato da me", ha risposto con una battuta l'attore danese, "No, in realtà, questa è la parte ostica e ci stiamo ancora lavorando. Deve esserci un ponte tra quello che ha fatto Johnny e quello che farò io, ma allo stesso tempo devo farlo mio. Servono però dei collegamenti e dei ponti per non staccarsi completamente da quello che ha già fatto Johnny in modo magistrale".

Mads Mikkelsen è perfettamente consapevole di aver ereditato il ruolo nel peggiore dei modi, con una schiera di fan ancora sul piede di guerra per un licenziamento che a molti è sembrato ingiusto.

"Da un punto di vista professionale, è bellissimo e decisamente interessante", ha dichiarato l'attore a EW, "Ma è scioccante ed estremamente triste che sia arrivato dopo quello che è successo. Faccio a entrambi i miei auguri. Queste sono circostanze tristi e spero che entrambi si rimettano in sella quanto prima".

Le riprese del film sono attualmente in corso. Il cambio di attore per il ruolo di Grindelwald ha costretto la Warner a far slittare l'uscita di diversi mesi, ora è fissata al 15 luglio 2022.

giovedì 19 novembre 2020

Negli USA 'Wonder Woman 1984' uscirà sia al cinema che su HBOMax

Alla fine, anche Wonder Woman ha dovuto cedere alla distribuzione in streaming... o almeno in parte.

Questa notte è stato annunciato che Wonder Woman 1984 uscirà il 25 dicembre in tutti i cinema USA che saranno aperti e, in contemporanea, anche su HBOMax.

La decisione è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra la AT&T, che ha spinto fortemente per la sola distribuzione streaming per incrementare gli utenti della piattaforma, e la Warner, con la regista Patty Jenkins decisa a far uscire il film nei cinema. Alla fine è stato trovato un accordo che è un po' una via di mezzo, il film uscirà sia nei cinema che in streaming ma online sarà disponibile solo per un mese, poi tornerà ad essere una esclusiva per le sale cinematografiche.

Sia Patty Jenkins che Gal Gadot hanno commentato la notizia sui propri profili social, e leggendo si capisce chiaramente il loro pensiero, entrambe infatti invitano i fan ad andare a vederlo in sala, sottolineando come i cinema abbiano fatto il possibile per rendere l'ambiente sicuro.

Il post di Patty Jenkins: "È giunto il momento. Ad un certo punto devi scegliere di condividere l’amore e la gioia che hai da offrire, al di sopra di ogni altra cosa. Amiamo il nostro film come amiamo i nostri fan, quindi speriamo davvero che il nostro film porti un po’ di gioia e di sollievo a tutti voi durante le festività natalizie. Guardatelo NEI CINEMA, dove è sicuro farlo (controllate il grande lavoro che le sale hanno fatto per renderlo sicuro!) ed è disponibile nella sicurezza della vostra casa su HBO MAX. Buone vacanze a tutti voi. Ci auguriamo che il nostro film vi piaccia tanto quanto ci siamo divertiti a girarlo".

Il post di "Wonder Woman" Gal Gadot: "È ora. Abbiamo tutti aspettato molto tempo prima che arrivasse questa notizia. Non posso dirvi quanto sono entusiasta che voi possiate vedere questo film. Non è stata una decisione facile e non abbiamo mai pensato che avremmo dovuto trattenere l’uscita per così tanto tempo, ma il Covid ha stravolto tutto. Riteniamo che il film non sia mai stato così rilevante come adesso e speriamo che porti un po' di gioia, speranza e amore nei vostri cuori. 'Wonder Woman 1984' è speciale per me e posso solo sperare che sia altrettanto speciale per voi. Ci abbiamo messo i nostri cuori e le nostre anime. Potete guardarlo NEI CINEMA (stanno facendo un ottimo lavoro per tenerli al sicuro) e potete guardarlo su HBOMax. Restate al sicuro e indossate la mascherina. Buone vacanze a tutti voi!"

Gli esercenti americani non sono rimasti scontenti da questa doppia uscita, "circostanze atipiche richiedono rapporti economici atipici tra compagnie e cinema" ha commentato un portavoce di Cinemark. Inoltre la Warner ha deciso di cambiare gli accordi con i cinema, la major infatti tratterrà tra il 40-45% dell’incasso dei biglietti e non il 60% come per il primo film.

La doppia uscita riguarderà solo gli USA, per il resto del mondo l'uscita del film (il 16 dicembre) è prevista esclusivamente nei cinema. L'uscita italiana invece è fissata per il 14 gennaio... speriamo che per quel giorno i cinema saranno di nuovo aperti.

martedì 10 novembre 2020

Animali Fantastici: la Warner dovrà comunque pagare il contratto di Johnny Depp

Il licenziamento di Johnny Depp dalla saga di Animali Fantastici continua a far discutere.

THR riporta che la decisione di licenziare l'attore sarebbe arrivata direttamente dal vertice, da Toby Emmerich, capo della Warner Bros, e l'avrebbe comunicata alla troupe e al cast il 4 novembre, due giorni dopo la causa per diffamazione persa da Depp contro il Sun.
Secondo Variety invece, dietro la decisione di Emmerich, ci sarebbe una "nuova politica" portata da nuovi dirigenti entrati nella Warner dopo la fusione tra la Time Warner e AT&T che predica tolleranza zero contro comportamenti "controversi".

Tutto questo però sta avendo delle conseguenze che la Warner avrebbe dovuto mettere in conto, risvolti anche di natura economica. Mentre i fan continuano a chiedere giustizia per Depp tramite una petizione che chiede il reintegro dell'attore nel cast e minacciano di boicottare il film quando uscirà, la Warner è costretta ad affrontare anche il problema del contratto.
THR riporta che Johnny Depp aveva firmato un contratto "pay or play", riservato di solito alle star di alto livello, che comporta il pagamento del compenso in qualsiasi caso, anche se l'attore non è in grado di portare a termine la lavorazione. Depp tra l'altro aveva già iniziato a lavorare al terzo capitolo e aveva girato una scena completa. La Warner quindi sarà costretta a pagare all'attore l'intero compenso, e non si parla di due spicci ma di uno stipendio, pare, a otto zeri.

Il licenziamento di Johnny Depp inoltre ha già causato il rinvio dell'uscita del film, che passa dal 12 novembre 2021 al 15 luglio 2022 e il motivo è proprio la ricerca di un sostituto per il ruolo di Grindelwald.
Una sostituzione per niente semplice, i fan sono schierati al fianco di Depp e trovare un attore con il suo carisma che non lo faccia rimpiangere, non è facile. In questi giorni si stanno facendo molte ipotesi, molti nomi ma nessuno sembra quello giusto, uno solo avrebbe potuto placare un po' gli animi dei fan, quello di Colin Farrell, che ha già interpretato Grindelwald sotto l'aspetto dell'auror Percival Graves, ma l'attore al momento non è disponibile perché impegnato sul set di The Batman. Forse il rinvio dell'uscita serve proprio ad aspettarlo? si vedrà.
A questo punto, una domanda però sorge spontanea, guardando a tutti i problemi che stanno venendo fuori, anche economici, e considerando che il processo contro l'attore non è ancora concluso, e che quindi potrebbe anche essere assolto alla fine, per la Warner non sarebbe stato meglio tenere Johnny Depp?

sabato 7 novembre 2020

Animali Fantastici: una petizione a favore di Johnny Depp e la minaccia di boicottare il film

Il licenziamento di Johnny Depp dalla saga di Animali Fantastici deciso dalla Warner sta facendo molto discutere.

L'attore è stato costretto a rinunciare al ruolo di Grindelwald, villain principale e personaggio centrale della saga, su diretta richiesta della Warner, il motivo è da ricercare nel complicato processo per violenza domestica che l'attore sta affrontando a seguito della denuncia della sua ex moglie, l'attrice Amber Heard. Nei giorni scorsi l'attore ha perso la causa contro il Sun che lo aveva definito "picchiatore di donne" e subito dopo è arrivato il licenziamento da parte della Warner.

L'allontanamento di Johnny Depp dalla saga però non è piaciuto alla stragrande maggioranza dei fan, sia della saga che dell'attore, da sempre molto amato dalla gente, e così hanno deciso di far partire la petizione Warner Bros, Bring Johnny Depp back as Gellert Grindelwald!!!, per chiedere alla Warner di farlo tornare. La petizione ha già superato le 55mila firme e continuano a crescere.

Non è tutto, i fan hanno anche minacciato di boicottare il film quando uscirà. Basta cliccare sotto gli hashtag #boycottFantasticBeasts e #JusticeForJohnnyDepp per leggere i commenti a favore dell'attore. Molti fan (e non solo) sono più che convinti dell'innocenza di Depp, anzi ritengono che sia lui la vera vittima, e puntano il dito contro Amber Heard, anche lei accusata di essere stata violenta contro Depp, e fanno notare come l'attrice non sia stata licenziata da Aquaman. La posizione della Warner in questo momento non è delle più confortevoli.

Intanto c'è anche chi guarda al futuro e al possibile sostituto di Johnny Depp per il ruolo di Grindelwald. Si stanno facendo delle ipotesi, più per divertimento che per altro, Robert Downey Jr., Dan Stevens, Hugh Grant, Adam Driver, James McAvoy, ma l'unico nome realistico fatto dai fan è quello di Colin Farrell, che ha già interpretato il ruolo di Grindelwald, nascosto dietro le fattezze dell'auror Percival Graves. Sarebbe una soluzione interna che potrebbe risolvere i problemi alla Warner ma la verità è che sostituire Johnny Depp, soprattutto dopo il modo in cui è stato allontanato, non sarà per niente facile.