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giovedì 8 dicembre 2022

Wonder Woman 3 bloccato. Superman in forse. E il sequel di Batman? James Gunn e Peter Safran preparano il nuovo Universo DC

Wonder Woman 3 bloccato, in forse anche un nuovo Superman. E il prossimo Batman con Robert Pattinson? La coppia Gunn - Safran pronta ad azzerare l'universo della DC e cancellare lo SnyderVerse? intanto, il fronte dei fan si spacca.

Al momento si tratta solo di rumor, ma sembra che James Gunn e Peter Safran stiano per provocare un "terremoto" nella DCEU.
Il primo film a farne le spese sembra essere il terzo Wonder Woman, che non sarebbe stato ancora cancellato definitivamente ma pare che la sceneggiatura sia stata bocciata e rimandata indietro perché "non aderisce alla nuova linea della DC". Adesso la palla passa di nuovo nella mani di Patty Jenkins che potrebbe decidere di riscrivere la sceneggiatura o abbandonare. Eppure Gal Gadot, proprio qualche giorno fa, si era mostrata fiduciosa annunciando di essere pronta al nuovo capitolo. Ora è tutto fermo e la stessa attrice potrebbe dover dire addio al ruolo di Wonder Woman.
I motivi dietro questo stop non sono solo artistici ma anche economici, tagliando il terzo film, la Warner risparmierebbe parecchi soldi, la sola Gal Gadot infatti ha preso 20 milioni per i precedenti.

Nel limbo sembra esserci finito anche Henry Cavill, fresco di ritorno nei panni di Superman, un ritorno accolto con gioia dai fan, ma sembra che James Gunn non sia della stessa idea e avrebbe bloccato anche un possibile nuovo film. L'attore ha girato anche il suo cameo per The Flash, altro film che sicuramente arriverà nelle sale ma che potrebbe non avere mai un sequel.
Anche il nuovo Shazam e Aquaman and The Lost Kingdom sono sicuri dell'uscita in sala, già fissata da tempo, ma non è detto che poi continueranno.
Poi c'è il capitolo Dwayne Johnson. L'attore aveva grandi progetti per il suo Balck Adam, e rivendica il fatto che il film non sia stato un flop, ma bisognerà vedere se il duo al comando sarà d'accordo.

Anche il sequel di The Batman, di Matt Reeves, sembra sia oggetto di riflessione, anche se al momento il film non sembra in pericolo. Il problema della saga di Reeves è che si tratta di un filone separato dallo SnyderVerse e da tutti gli altri film della DC, e questo potrebbe non essere in linea con le idee di James Gunn e Peter Safran.

Ma qual è la "nuova linea DC"? Non è stata ancora presentata ufficialmente da Gunn e Safran, ma potrebbe puntare a far ripartire tutto, mettendo al centro personaggi nuovi, anche meno conosciuti, quello che è certo è che sarà un universo esteso e strettamente connesso tra film e serie tv. Il modello potrebbe essere quello di The Suicide Squad, diretto da Gunn, e la serie spin-off Peacemaker. Va detto però che The Suicide Squad è stato un flop, prenderlo a modello potrebbe risultare rischioso. Questo è infatti uno dei punti che preoccupano di fan, l'idea che tutto il nuovo DCEU possa essere simile a quel film... preoccupa molto.
Davanti a questi rumor, il fronte dei fan DC si è spaccato. in tanti sperano che Gal Gadot, Henry Cavill e Jason Momoa non vengano sostituiti perché considerati perfetti per la parte e tra le poche cose buone del DCEU fino ad oggi. Altri fan sono annoiati anche solo all'idea di nuovi reboot. Poi ci sono quelli a favore, ovviamente, che sperano in un nuovo Universo DC proprio in stile Suicide Squad di Gunn.

Vedremo cosa succederà.

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lunedì 17 gennaio 2022

Joss Whedon risponde alle accuse di "cattivo comportamento" sul set di Buffy e Justice League

In una intervista con il New York Times, il regista Joss Whedon ha parlato per la prima volta delle tante accuse che gli sono state rivolte lo scorso anno, da Charisma CarpenterMichelle Trachtenberg, e molti membri del cast e della crew delle serie Buffy, Angel e Firefly, poi Gal Gadot e, il più agguerrito, Ray Fisher del cast di Justice League, nella versione rimaneggiata dal regista.

Accuse di aggressività verbale, insulti gratuiti, minacce di stroncare carriere, pubbliche prese in giro, e anche comportamento inappropriato. Dopo mesi di silenzio, Joss Whedon ha risposto, in una lunga intervista. Il regista ha subito confessato al giornalista di essere "terrorizzato da ogni parola che esce dalla mia bocca", per paura che le sue parole possano essere prese e rigirate nel modo sbagliato.

Capitolo Buffy, Angel e Firefly.

Stando alle accuse, arrivate da più parti, il clima sul set era tossico e il regista si comportava da padrone. Whedon ha dichiarato che a quel tempo, grazie al successo di Buffy, aveva raggiunto un altissimo livello di popolarità e che sul set veniva "venerato" dalla troupe.
"Ero giovane, ho urlato e alle volte ho dovuto farlo", ha dichiarato il regista, "Si trattava di un cast davvero giovane ed era facile per loro trasformare tutto in un cocktail party. Non ho mai umiliato qualcuno, se lo avessi fatto sarebbe stato un problema per me. [...] So che mi arrabbiavo, ma non sono mai stato fisicamente violento con qualcuno".
Riguardo le accuse di Charisma Carpenter: "La maggior parte delle mie esperienze con Charisma sono state deliziose e affascinanti. Alle volte faticava con le sue battute, ma nessuno riusciva a pronunciare una battuta divertente meglio di lei. Non l’ho definita grassa [quando era incinta], ovviamente non l’ho fatto".
In realtà, stando alle dichiarazioni di Rebecca Rand Kirshner, una delle sceneggiatrici di Buffy, chiamare "grassa" una donna incinta era un suo modo di fare, non un abuso, secondo la Kirshner ma "un comportamento da idiota". La sceneggiatrice ha poi ricordato il clima molto teso sul set, con Whedon che si arrabbiava spesso, fino a diventare offensivo e far piangere i presenti.

Poi il passaggio più delicato, le "relazioni" che il regista avrebbe avuto sul set delle serie da lui girate, su cui però pendono nel accuse di comportamento inappropriato, accusa arrivata in particolare da Michelle Trachtenberg, che al tempo era minorenne. Whedon non nega assolutamente di aver avuto delle relazioni, e la sua risposta è alquanto controversa.
Nell'articolo si legge: "Era circondato da giovani donne bellissime, il tipo di donna che lo aveva ignorato quando era giovane, e temeva che se non avesse fatto sesso con loro l’avrebbe “rimpianto per sempre”. Ripensandoci ora prova vergogna e orrore".

Capitolo Justice League.

Nel 2017, Zack Snyder ha dovuto abbandonare la post-produzione del suo film dopo una tragedia familiare. Non volendo aspettare il suo ritorno, la Warner decise di chiamare Whedon per sostituirlo e pianificò due mesi di riprese aggiuntive in cui il regista stravolse completamente il film, rigirando circa il 90% delle scene. Il risultato fu un flop clamoroso, stroncato da pubblico, critica e dagli stessi attori che avevano lavorato al film (ultimo Jeremy Irons che l'ha definito "terribile").
Tempo dopo, Ray Fisher, che nel film interpreta Cyborg, un ruolo fortemente ridimensionato da Whedon, ha accusato il regista di aver creato un clima tossico sul set: "Era arrabbiato per le critiche a 'Age of Ultron' [...] era un narcisista egocentrico e tutto doveva ruotare attorno a lui. [...] Aveva un'aria di sfida e strafottenza verso tutto e tutti, prese in giro pesanti dal punto di vista personale e professionale".
Whedon ha risposto dicendo di aver deciso di tagliare Cyborg, perché secondo lui il ruolo non aveva senso, alla gente non piaceva e perché riteneva Ray Fisher un cattivo attore. Sui primi due punti, va detto che Whedon era stato chiamato solo a finire il film e invece ha stravolto totalmente il lavoro di Zack Snyder e la storyline del film, e vedendo la Snyder Cut questo è molto evidente visto che il personaggio di Cyborg è assolutamente centrale nella storia. Per il giudizio su Fisher, è un pensiero personale di Whedon, del tutto legittimo, anche se non sappiamo il modo in cui questo sia stato espresso sul set.
Il passaggio da Snyder a Whedon è stato un errore della Warner, è stato anche un passaggio troppo drastico tra due modi di vedere il cinema diversi e due modi di lavorare molto diversi. Snyder è aperto alle proposte degli attori per costruire il ruolo e le battute dei personaggi, Whedon invece ha dichiarato di volere che gli attori si limitino a recitare le battute come le vuole lui. Da qui lo scontro con Gal Gadot.

Stando ai presenti sul set, e anche a quanto raccontato da Fisher, sul set Whedon chiamava continuamente l'attrice "Natasha", come Natasha Romanoff degli Avengers (la Marvel lo aveva appena scaricato dopo Age of Ultron) e questo ha creato un po' di mugugni. Gal Gadot ha raccontato di un acceso diverbio con il regista dopo che lei si era detta poco convinta di una scena che avrebbero dovuto girare, in quel caso Whedon le avrebbe risposto in modo aggressivo minacciandola di far finire la sua carriera.
Secondo Whedon non è andata così, ha dichiarato che sarebbe stata Gal Gadot a non capire quello che ha detto, sarebbe stato quindi un problema "linguistico": "Chi farebbe una cosa del genere? L’inglese non è la sua prima lingua e io tendo a essere fastidiosamente arzigogolato quando parlo".

Il giornalista ha interpellato Gal Gadot sulla spiegazione di Whedon e l'attrice ha risposto: "Avevo capito perfettamente quello che mi aveva detto".
Sul fatto del "ti stronco la carriera", è intervenuta un'attrice del cast di Angel, dichiarando di aver subito le stesse minacce da parte del regista, che ovviamente ha smentito tutto.

Insomma, la versione di Joss Whedon è completamente opposta a quella di tutti i suoi accusatori.

lunedì 15 novembre 2021

Red Notice - la recensione

Costato la mostruosa cifra di 200 milioni di dollari, arriva su Netflix l'action comedy Red Notice, il film più costoso mai prodotto dalla compagnia streaming.

Il profiler dell'FBI John Hartley (Johnson) è sulle tracce di uno dei più famosi ladri d'arte del mondo, Nolan Booth (Reynolds), che si trova a Roma per rubare una delle tre Uova di Cleopatra, pezzi d'arte rari, unici, e pregiatissimi. Sulle tracce delle Uova però c'è anche un altro ladro, il più bravo di tutti, il misterioso Alfiere (Gal Gadot). Hartley si ritroverà incastrato per furto, con il proprio nome rovinato, e finirà in carcere proprio nella cella di Booth. Tra i due nascerà una strana e traballante alleanza, alla ricerca del terzo Uovo, di cui nessuno conosce la posizione, per cercare di battere l'Alfiere.

Commedia d'azione itinerante, che a causa del Covid non ha potuto girare fisicamente in tutte le città che visita (in particolare a Roma, Castel Sant'Angelo è stato ricostruito in studio, tra scenografie vere e CGI), che punta tutto sul suo trio di protagonisti, Dwayne Johnson, Ryan Reynolds e Gal Gadot. Il regista Rawson Marshall Thurber, anche sceneggiatore, gli costruisce intorno una storia divertente, con molta azione, ottimi effetti speciali, con qualche buon colpo di scena, e una marea di citazioni, che non sono nascoste ma spesso proprio dichiarate, soprattutto dal personaggio di Reynolds. Il riferimento più immediato ed evidente è senza alcun dubbio il capolavoro di James Cameron True Lies, per lo stile, i toni e la scena di tango, c'è tanto Indiana Jones (il bunker dei nazisti, il numero su una delle scatole, la musichetta fischiettata, il ponte di legno che crolla), un po' di James Bond e Mission: Impossible, una dose di Lupin e del videogioco Uncharted. Il regista mette insieme un cocktail che, nonostante non offra niente di nuovo, funziona senza grossi problemi restando sempre su un sentiero sicuro, senza mai provare a fare qualcosa per stupire più di tanto.

Dwayne Johnson fa il Dwayne Johnson, con tanto di spot alla sua tequila, Ryan Reynolds fa il Ryan Reynolds, che invece fa pubblicità al suo gin, i due attori insieme formano una coppia "buddy", e Gal Gadot porta equilibrio tra i due. I tre attori divertono perché si capisce che si sono divertiti a girare il film insieme, e questo fa funzionare bene il trio.

Red Notice non inventa niente di nuovo, è tutto già visto, ma è mescolato nel modo giusto e alla fine offre un buon intrattenimento.

giovedì 19 novembre 2020

Negli USA 'Wonder Woman 1984' uscirà sia al cinema che su HBOMax

Alla fine, anche Wonder Woman ha dovuto cedere alla distribuzione in streaming... o almeno in parte.

Questa notte è stato annunciato che Wonder Woman 1984 uscirà il 25 dicembre in tutti i cinema USA che saranno aperti e, in contemporanea, anche su HBOMax.

La decisione è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra la AT&T, che ha spinto fortemente per la sola distribuzione streaming per incrementare gli utenti della piattaforma, e la Warner, con la regista Patty Jenkins decisa a far uscire il film nei cinema. Alla fine è stato trovato un accordo che è un po' una via di mezzo, il film uscirà sia nei cinema che in streaming ma online sarà disponibile solo per un mese, poi tornerà ad essere una esclusiva per le sale cinematografiche.

Sia Patty Jenkins che Gal Gadot hanno commentato la notizia sui propri profili social, e leggendo si capisce chiaramente il loro pensiero, entrambe infatti invitano i fan ad andare a vederlo in sala, sottolineando come i cinema abbiano fatto il possibile per rendere l'ambiente sicuro.

Il post di Patty Jenkins: "È giunto il momento. Ad un certo punto devi scegliere di condividere l’amore e la gioia che hai da offrire, al di sopra di ogni altra cosa. Amiamo il nostro film come amiamo i nostri fan, quindi speriamo davvero che il nostro film porti un po’ di gioia e di sollievo a tutti voi durante le festività natalizie. Guardatelo NEI CINEMA, dove è sicuro farlo (controllate il grande lavoro che le sale hanno fatto per renderlo sicuro!) ed è disponibile nella sicurezza della vostra casa su HBO MAX. Buone vacanze a tutti voi. Ci auguriamo che il nostro film vi piaccia tanto quanto ci siamo divertiti a girarlo".

Il post di "Wonder Woman" Gal Gadot: "È ora. Abbiamo tutti aspettato molto tempo prima che arrivasse questa notizia. Non posso dirvi quanto sono entusiasta che voi possiate vedere questo film. Non è stata una decisione facile e non abbiamo mai pensato che avremmo dovuto trattenere l’uscita per così tanto tempo, ma il Covid ha stravolto tutto. Riteniamo che il film non sia mai stato così rilevante come adesso e speriamo che porti un po' di gioia, speranza e amore nei vostri cuori. 'Wonder Woman 1984' è speciale per me e posso solo sperare che sia altrettanto speciale per voi. Ci abbiamo messo i nostri cuori e le nostre anime. Potete guardarlo NEI CINEMA (stanno facendo un ottimo lavoro per tenerli al sicuro) e potete guardarlo su HBOMax. Restate al sicuro e indossate la mascherina. Buone vacanze a tutti voi!"

Gli esercenti americani non sono rimasti scontenti da questa doppia uscita, "circostanze atipiche richiedono rapporti economici atipici tra compagnie e cinema" ha commentato un portavoce di Cinemark. Inoltre la Warner ha deciso di cambiare gli accordi con i cinema, la major infatti tratterrà tra il 40-45% dell’incasso dei biglietti e non il 60% come per il primo film.

La doppia uscita riguarderà solo gli USA, per il resto del mondo l'uscita del film (il 16 dicembre) è prevista esclusivamente nei cinema. L'uscita italiana invece è fissata per il 14 gennaio... speriamo che per quel giorno i cinema saranno di nuovo aperti.

lunedì 12 ottobre 2020

Gal Gadot sarà la regina egizia Cleopatra!

Da Wonder Woman a una delle figure femminili più importanti della Storia, Gal Gadot sarà Cleopatra in un film diretto da Patty Jenkins.

Sono anni che Hollywood prova a riportare al cinema la mitica regina egizia, già interpretata da Elizabeth Taylor nel pluripremiato kolossal del 1963. Diverse case di produzione hanno cercato di portare avanti il progetto (Universal, Warner, Netflix) e molti sono stati i registi contattati, da Ang Lee a David Fincher, addirittura James Cameron e Denis Villeneuve si erano detti interessati, ma alla fine non se n'è mai fatto nulla. Come protagonista, il nome più ricercato era quello di Angelina Jolie, rimasta attaccata al progetto per mesi ma, anche in questo caso, non se n'è fatto più nulla.
Alla fine, a spuntarla è stata la Paramount della nuova presidente Emma Watts, con Gal Gadot che si è detta subito interessata al ruolo, tanto da coinvolgere personalmente Patty Jenkins, con cui ha lavorato nei due film di Wonder Woman, e la sceneggiatrice Laeta Kalogridis.

Secondo quanto riportato da Deadline, la Paramount si è aggiudicata i diritti del film assicurando un budget da blockbuster e la certezza di un inizio delle riprese il più rapido possibile. Laeta Kalogridis (Shutter Island) è già al lavoro sulla sceneggiatura.

"Come avete sentito insieme a Patty Jenkins e Laeta Kalogridris porteremo sul grande schermo la storia di Cleopatra, regina d'Egitto, in un modo che non si è mai visto prima. Per raccontare per la prima volta la sua storia attraverso lo sguardo femminile, sia davanti che dietro la macchina da presa", così ha commentato Gal Gadot su Twitter.

Fisicamente adatta al ruolo, anche come provenienza territoriale, Gal Gadot sembra essere il profilo perfetto per la parte di Cleopatra, e con Wonder Woman ha dimostrato di saper sostenere un film sulle sue spalle, ma di questi tempi non va mai bene niente a nessuno e infatti qualcuno ha sollevato le solite polemiche, chi per il colore della pelle, chi per la nazionalità dell'attrice.
Qualcuno online ha urlato al "white washing" sostenendo che avrebbero dovuto scegliere un'attrice nera, o comunque con la pelle più scura, altri invece non riescono ad accettare il fatto che un'attrice israeliana interpreti la Regina d'Egitto, invece che un'attrice araba.
Polemiche più che ridicole che sembrano ignorare totalmente il fatto che Cleopatra era greca macedone discendente della dinastia dei Tolomei, quindi non era araba e nemmeno di nera. Forse, prima di sollevare polemiche, bisognerebbe fare un veloce ripasso di Storia antica.

lunedì 18 novembre 2019

Justice League: cresce il fronte a favore della "Snyder Cut"

Sono passati due anni dall'uscita dal film Justice League e da quel giorno non si fa che parlare della cosiddetta "Snyder Cut".

Facciamo un attimo un passo indietro. Durante la fase finale della post produzione, il regista Zack Snyder ha dovuto abbandonare il lavoro a causa di una grave tragedia familiare, per non rimandare l'uscita, la Warner decise di affidare il film a Joss Whedon. Il regista di The Avengers, appena uscito da casa Marvel, decise però di rigirare molte scene, prendendo decisioni drastiche (tra cui quella dei famosi baffi rimossi digitalmente dal volto di Henry Cavill), stravolgendo la versione originale di Zack Snyder. Il film è andato piuttosto male al botteghino, riuscendo (quasi) ad uccidere l'Universo DC. Nei mesi successivi, i fan hanno iniziato a chiedersi se quella fosse effettivamente la visione originale di Snyder, la risposta è arrivata dallo stesso regista: no, il suo film non doveva essere così. E così è nato il "tormentone della Snyder Cut", la cui esistenza è stata confermata dallo stesso regista e anche da Aquaman in persona, cioè Jason Momoa, che tempo fa ha dichiarato (e confermato su Instagram) di averla vista.

Nelle ultime settimane il fronte a favore della release della Snyder Cut si è fatto molto più insistente. Zack Snyder ha pubblicato delle foto inedite di scene eliminate dalla versione corretta da Whedon, anche Jason Momoa ha postato un'immagine inedita, e più recentemente, intervistato da MTV, ha dichiarato: "L’ho vista, ho visto la Snyder Cut. [...] Credo che il pubblico debba vederlo. Sono ovviamente debitore nei confronti della Warner e della DC e non so cosa ne pensino, ma da fan ti dico che sono felicissimo di aver avuto la possibilità di vederlo". L'attore ha poi confermato che la versione originale è completamente diversa da quella uscita al cinema.

Col passare dei giorni, molte voci si sono unite al coro del #ReleasetheSnyderCut: Kevin Smith, Robert Kirkman (creatore della serie a fumetti The Walking Dead), Simu Liu (prossimo protagonista di Shang-Chi della Marvel), Yahya Abdul-Mateen II (visto in Aquaman), Dave Bautista, Ray Fisher (Cyborg in Justice League), oltre a tanti fan. La ciliegina sulla torta arriva poi da Bosslogic, che ha creato un poster proprio per la Snyder Cut (foto a destra).

Gli ultimi in ordine di tempo ad unirsi alla campagna sono stati l'ormai ex Batman, Ben Affleck, e Wonder Woman, cioè Gal Gadot. I due tweet sono stati pubblicati a distanza ravvicinata, il che lascia intendere che si tratta di una vera e propria mossa concordata per cercare di convincere la Warner a rilasciare quella che ormai è la versione originale di Justice League.
Zack Snyder ha retwittato il post di Gal Gadot scrivendo: "Questa antica amazzone non può avere torto". E poi quello di Ben Affleck: "E nemmeno Batman".


Dalla Warner tutto tace ma, secondo alcuni rumor, la major non avrebbe in programma di far uscire la Snyder Cut ... anche perché sarebbe un po' come ammettere di aver sbagliato con il film del 2017. vedremo però se questa insistente campagna a favore della versione di Snyder riuscirà a far cambiare idea alla Warner.

Aspettiamo aggiornamenti, intanto la campagna #ReleasetheSnyderCut continua. Ecco qualche post.




martedì 21 novembre 2017

Justice League - la recensione

Il DC Extended Universe non è un universo cinematografico particolarmente fortunato, fatto che abbiamo potuto notare con i cinecomic usciti fino ad ora. Justice League sarà riuscito a risollevare un po' le sorti del tutto? Probabilmente no.

Una produzione particolarmente travagliata ha accompagnato la lavorazione del lungometraggio, passato dalle mani di Zack Snyder, che ha abbandonato la regia a causa di una tragedia famigliare, a quelle di Joss Whedon, conosciuto non solo per i suoi lavori televisivi ma anche per i due capitoli cinematografici dedicati ai Vendicatori Marvel. Purtroppo (e in alcuni frammenti per fortuna) la mano di Whedon si sente, anche se tuttavia non giova all'economia del lungometraggio che risulta in fin dei conti un pasticciatissimo cinecomic senza una propria identità. Senza anima, se vogliamo metterla in termini più drammatici.

A differenza della controparte Marvel, il DCEU non ha avuto modo di presentare al meglio i propri supereroi e questo si sente, si sente terribilmente, nonostante si cerchi in qualche modo di presentare un background di personaggi solo accennati fino a Batman v Superman: Dawn of Justice, come Aquaman (Jason Momoa), Flash (Ezra Miller) e Cyborg (Ray Fisher). Gli unici che godono di questa fortuna sono Superman (Henry Cavill), Wonder Woman (Gal Gadot) e in parte Batman (Ben Affleck), come ben sappiamo. È difficile quindi parlare di un film riuscito quando i presupposti sono questi.

Il team funziona a tratti e le riprese aggiuntive sono platealmente palesi durante la visione. Non c'è omogeneità nemmeno sul piano tecnico, a partire da effetti speciali invadenti e a tratti imbarazzanti fino ad arrivare ad una colonna sonora curata da Danny Elfman che funziona solo quando vengono ripresi temi musicali cari ai fan di Batman e Wonder Woman. Un villain sbucato quasi dal nulla (si accennava a lui solo in una scena di Batman v Superman) che risulta quasi comico per come ci viene mostrato, condisce in maniera terribilmente tratteggiata e superficiale una storia vuota e troppo frettolosa.

A differenza degli altri progetti però Justice League gode (e forse anche troppo) di un atmosfera decisamente goliardica in certe sequenze, che, anche se in maniera del tutto gratuita e quasi mai efficace, riesce a strappare un piccolo sorriso allo spettatore medio.

Quale futuro per l'Universo DC? Sono in arrivo (salvo cambi di programma) film standalone su Flash (Flashpoint), Aquaman, Batman (?), senza contare i sequel di Wonder Woman e L'Uomo d'Acciaio. Qualche sentore di cambiamento positivo si avverte in Justice League. Speriamo basti per risollevare le sorti di un Universo fastidiosamente confusionario.

domenica 4 giugno 2017

Wonder Woman - La Recensione






Il Dc Cinematic Universe sta muovendo i suoi primi passi vero una sua omogeneità, e questo va riconosciuto, con il primo film non incentrato sui due eroi più iconici ed importanti della casa editoriale, Wonder Woman si configura anche come un esperimento, visto che il futuro passa anche per Flash, Cyborg e Aquaman. L'esperimento è riuscito? Parzialmente.

Nata su un'isola di sole donne nascosta al genere umano, cresciuta come una guerriera sotto gli insegnamenti ed i colpi della zia, giunta alla maturità ed ancora in fase di scoperta del suo vero potenziale, Diana, un'amazzone da sempre ribelle, decide di abbandonare casa quando se ne presenta l'occasione, spinta da un senso del dovere, dalla grande curiosità e dal destino. Qui viene il bello, catapultata nella Grande Guerra, sarà una risorsa importantissima per cercare di porre fine al conflitto.

Dopo questa breve pausa per contestualizzare il film, è il momento di arrivare "al succo".
Sono giorni che si rincorrono pareri discordanti, che oscillano tra "boiata" e "miglior film DC", fino al capolavoro, probabilmente la verità come sempre, sta nel mezzo.

Per il ruolo di Diana è stata scelta la bellissima Gal Gadot che ha il pregio di riuscire a guidarci, per tutto il film senza picchi, aiutata anche da Patty Jenkins che si limita al compitino.
La parte tecnica arriva alla sufficienza senza difficoltà e, probabilmente, la cosa più "interessante" è la schitarrata come tema musicale, che svetta sul piattume generale.

E' un film che per tutta la sua durata sa un po' di occasione sprecata, commettendo gli stessi errori di un suo "predecessore", Captain America: Il Primo Vendicatore, cioè un altro origin movie war-based, finendo inevitabilmente per essere giudicato anche per la sua coerenza nell'essere un film di guerra. Nello specifico Wonder Woman non riesce a trovare una sua identità, risultando "pupazzosa" nelle scene di guerra, con brutti fondali, visibilmente artificiali e scene non propriamente credibili, anche al netto della sospensione dell'incredulità che viene posta in azione dallo spettatore.

Gli errori sono più che altro degli scivoloni, come il fronte inespugnabile per un anno intero, composto da una manciata di soldati ed una mitragliatrice, oppure i ruoli assegnati ai personaggi secondari, per comporre quello che nelle intenzioni è un bel team poliedrico e multifunzionale, con un cecchino britannico, un truffatore nordafricano ed un contrabbandiere nativo americano. Il primo non spara, il secondo non truffa ed il terzo non contrabbanda.
Nota positiva è il capitano Steve Trevor, interpretato da Chris Pine, che ha una sua coerenza per tutta a durata del film

Per quanto il film non sia sgradevole, lo si vive sempre con la consapevolezza che, con qualche sforzo in più, il risultato poteva essere indubbiamente migliore. Il cammino del DC Universe, per adesso, continua a riscontrare grandi problemi di identità, con l'ombra ingombrante del Marvel Cinematica Universe, che crea problemi non indifferenti nelle tempistiche. Questa fretta di voler raggiungere i rivali, con l'arrivo della Justice League dopo aver realmente introdotto appena tre degli eroi che la compongono, si sta traducendo in risultati quasi sciatti, visto l'alto potenziale del materiale a disposizione.

Tutto sommato Wonder Woman non è un brutto film, è il migliore tra quelli finora proposti dalla DC, ma la strada verso il successo è ancora lunga.

martedì 29 marzo 2016

Batman v Superman: Dawn of Justice - la recensione

E' finalmente uscito nelle sale di tutto il mondo l'attesissimo Batman V Superman: Dawn of Justice, diretto da Zack Snyder.

La storia inizia dove era finito L'Uomo d'Acciaio ma da un diverso punto di vista, quello di Bruce Wayne tra le macerie di Metropolis durante il distruttivo scontro tra Superman e Zod. Dopo quel fatto Superman per molti è diventato un dio, per altri invece è una possibile minaccia, e tra questi c'è anche Bruce Wayne, che si mette alla ricerca di un modo per fermarlo. Allo stesso tempo Batman tiene sotto controllo una organizzazione criminale, e i suoi modi violenti attirano l'attenzione di Clark Kent/Superman, che non approva. Nel mezzo s'inserisce Lex Luthor, instabile e con manie di onnipotenza, deciso ad approfittare dell'attrito tra i due per eliminarli.

C'è talmente tanta roba in Batman v Superman - tanti personaggi, due storie principali, molte sottotrame - che sarebbe stato possibile riempire tre film. Tanti pro e contro, e infatti il film ha diviso: chi l'ha amato e chi l'ha detestato. Se ci si siede sulla poltrona sperando di ritrovare i toni Marvel e le battute ironiche alla Tony Stark, si rimane molto delusi. Se si va a vedere il film sperando di trovare il "realismo" della trilogia di Nolan, si finisce per rimanere molto insoddisfatti. E' un film di Zack Snyder, e non è nemmeno lo Snyder di Man of Steel ma quello esagerato di Watchmen e Sucker Punch. Anche il nuovo Batman è diverso, molto più cupo e violento, è quello immaginato da Frank Miller nei suoi fumetti, non quello che di Nolan (che comunque qui è co-produttore).

Batman v Superman è un film pieno di difetti e scelte discutibili, soprattutto nel montaggio che nella primissima parte taglia scene in modo quasi barbaro. Ci sono buchi, dovuti all'abbondanza, a volte si passa da una scena all'altra in modo brusco, lo scontro Batman-Superman viene caricato bene ma risolto troppo in fretta, questi però potrebbero essere una conseguenza dei tagli fatti al film e potrebbero risolversi con la versione estesa. Avrebbero potuto benissimo dividerlo in due, fare un film solo sullo scontro Batman-Superman e sull'ambiguità del personaggio di Superman per il mondo, e poi uno sulla presentazione della Justice League, Snyder (o la Warner, chi lo sa) ha deciso per un solo film, finendo per lasciare cose in sospeso, comprese sottotrame che sarebbero state molto interessanti da approfondire. Questa sovrabbondanza si riflette anche sul tono del film che sembra spaccato in due, una prima parte più lenta e riflessiva, e la seconda tutta botte ed esplosioni.

Ma il film non ha solo difetti. Batman v Superman visivamente è potente, ha uno stile molto cupo che si distacca da quello visto fino ad oggi nei cinecomic. Dura tanto ma non annoia. Ottimi gli effetti speciali. La colonna sonora è travolgente. L'introduzione dei nuovi (e futuri) personaggi - Flash, Aquaman, Cyborg - è stata fatta bene, è stata immessa nella storia senza creare strappi. Il film ha poco equilibrio, nei primi minuti soffre del continuo cambio di prospettiva tra i personaggi (il montaggio a caso, appunto) ma quando il film si assesta sul punto di vista di Bruce Wayne, tanto che il film sembra più un nuovo Batman che il sequel de L'Uomo d'Acciaio, la storia diventa più solida.
Il film inoltre è ben sorretto dal cast di contorno: Amy Adams è sempre brava e credibile, anche quando si ritrova in scene in cui non ci dovrebbe essere; Jeremy Irons è un ottimo Alfred; poi Holly Hunter, Scoot McNairy, Laurence Fishburne, Diane Lane, tutti danno il loro piccolo contributo positivo. E poi ci sono i protagonisti. Henry Cavill si mantiene sui livelli de L'Uomo d'Acciaio, ma gli osservati speciali erano gli altri tre. Il temuto Ben Affleck è un convincente Bruce Wayne, magari non è particolarmente espressivo ma dà la giusta fisicità a questo nuovo Batman. Bravo Jesse Eisenberg, anche se il suo Lex Luthor, una versione giovane e psicopatica molto diversa da quella che abbiamo visto in passato, ha diviso il pubblico. Bene Gal Gadot, sulle sue spalle gravava il peso di portare al cinema una vera icona, e l'attrice supera la prova, bene sia nei panni di Wonder Woman che in quelli di Diana Prince.

Per apprezzare (o meglio accettare) Batman v Superman: Dawn of Justice bisogna essere preparati ad accogliere un nuovo tipo di cinecomic, bisogna entrare in sala con la mente libera da immagini passate di altri film, e bisogna essere consapevoli che Zack Snyder non è un regista dal tocco delicato. E' un film imperfetto che non nasconde le sue imperfezioni, ha dei momenti che lasciano contrariati e altri in cui ha delle intuizioni geniali, momenti di lentezza e altri di fomento. E' un film di passaggio, che prepara il campo al futuro, e che aspettiamo di vedere nella sua versione estesa. Quindi, è un brutto film? No, è un po' un casino, ma non è un brutto film.