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sabato 24 maggio 2025

Cannes 2025 - la Palma d'Oro a 'It Was Just an Accident' di Jafar Panahi

Si è conclusa poco fa la cerimonia di premiazione del Festival di Cannes 2025, che è arrivata alla fine di una giornata abbastanza tesa dopo che la città, e dintorni, è rimasta bloccata a causa di un blackout doloso. Il blocco è durato diverse ore e il Palazzo del Cinema di Cannes si è "mantenuto" solo grazie ai generatori di emergenza.

La cerimonia, preceduta dal consueto red carpet, si è comunque svolta e ha visto il film Yek tasādof-e sāde (It Was Just an Accident) del regista iraniano Jafar Panahi vincere la Palma d'Oro.

Sentimental Value di Joachim Trier, ritenuto da molti il favorito, ha ottenuto il Gran Prix della Giuria, mentre andrà sicuramente a casa soddisfatto Kleber Mendonça Filho, il suo O Agente Secreto ha vinto il premio per la migliore regia e quello per il migliore attore, andato a Wagner Moura.

Ecco tutti i vincitori decisi dalla giuria presieduta da Juliette Binoche.

Palma d’oro
Yek tasādof-e sāde (It Was Just an Accident), dir: Jafar Panahi
 
Grand Prix Speciale della Giuria
Affeksjonsverdi (Sentimental Value), dir: Joachim Trier
 
Prix de la mise en scène (Miglior regia)
Kleber Mendonça Filho, 'O agente secreto'
 
Prix du scénario (Miglior sceneggiatura)
Jean-Pierre and Luc Dardenne, 'Jeunes Mères'

Prix d’interprétation féminine (Miglior interpretazione femminile)
Nadia Melliti, 'La Petite Dernière'
 
Prix d’interprétation masculine (Miglior interpretazione maschile)
Wagner Moura, 'O agente secreto'

Premio della giuria
Sirât, dir: Óliver Laxe 
In die Sonne schauen (Sound of Falling), dir: Mascha Schilinski
 
Prix Spécial (Premio Speciale)
Kuángyě shídài (Resurrection), dir: Bi Gan

Camera d’Or alla miglior opera prima
Mamlakat al-qaṣab (The President’s Cake), dir: Hassan Hadi

Camera d’Or Menzione speciale
My Father’s Shadow, dir: Akinola Davies Jr

Palma d’oro al Miglior cortometraggio
I’m Glad You’re Dead Now, dir: Tawfeek Barhom

Menzione speciale (Cortometraggio)
Ali, dir: Adnan Al Rajeev

Palma d’oro onoraria
Robert De Niro
Denzel Washington

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mercoledì 26 giugno 2024

Here: prime immagini di Tom Hanks e Robin Wright nel nuovo film di Robert Zemeckis... a inquadratura fissa!

Vanity Fair ha pubblicato in esclusiva le prime immagini del film Here, diretto da Robert Zemeckis che vedrà Tom Hanks e Robin Wright protagonisti. Un trio che si riunisce a 30 anni da Forrest Gump.

Ovviamente, essendo un film di Zemeckis, c'è una grande particolarità, il film sarà a inquadratura fissa, un unico punto di vista davanti il quale si muoveranno gli attori e si racconterà la storia di una famiglia nell'arco di 100 anni, tutto racchiuso in circa 104 minuti di film.
Una bella sfida registica, recitativa, e per l'uso degli effetti visivi. Tom Hanks e Robin Wright saranno infatti ringiovaniti digitalmente (ma invecchiati con il trucco) grazie alla collaborazione tra l’azienda di tecnologia AI Metaphysic e l’agenzia hollywoodiana CAA.

Robert Zemeckis ha commentato questa ennesima sfida con gli effetti visivi.

"Per qualche emotivo sono sempre stato etichettato come appassionato di effetti visivi, ma la verità è che li ho sempre usati per sorreggere la storia di un personaggio. Ho sempre fatto numerosissimi tentativi perché credo che il nostro lavoro in quanto registi sia di mostrare agli spettatori cose che non vedono nella vita reale. Il risultato funziona solo perché le interpretazioni sono ottime. Sia Tom che Robin hanno capito subito il compito: “Ok, dobbiamo tornare al passato e mostrare com’eravamo 40-50 anni fa, dobbiamo mostrare l’energia, la postura e alleggerire le nostre voci“."

Here è basato sulla graphic novel di Richard McGuire.

Ecco le immagini.







venerdì 14 luglio 2023

Ufficiale, gli attori sono in sciopero. Hollywood verso il blocco delle produzioni.

Il 12 luglio è scaduto il termine per le trattative e oggi il SAG-AFTRA ha proclamato ufficialmente lo sciopero e continueranno a scioperare fino a che non riusciranno ad ottenere un contratto equo.

Le trattative con il sindacato dei produttori, che comprendono circa 300 tra studios e streamer grandi e piccoli, dalle major alle grandi compagnie streaming, sono fallite in modo netto, le due parti infatti sono molto lontane. Si è creato inoltre un clima di grande tensione, come si evince dal durissimo discorso con cui Fran Drescher, presidente SAG-AFTRA ha proclamato lo sciopero.

"Abbiamo un problema, e lo stiamo sperimentando proprio in questo momento. Questo è un momento molto importante per noi. Sono entrata in questa trattativa con serietà, pensando di poter evitare uno sciopero. La gravità di questa situazione non sfugge a me, al nostro comitato di negoziazione, né ai membri del nostro consiglio. È una cosa molto seria che coinvolge migliaia, se non milioni di persone in tutto il paese e nel mondo, non solo i membri di questo sindacato, ma anche le persone che lavorano in altre industrie.

E quindi è con grande tristezza che siamo arrivati a questo bivio. Ma non avevamo scelta. Siamo le vittime qui. Siamo vittime di un’entità molto avida. Sono scioccata dal modo in cui le persone con cui abbiamo lavorato finora ci stanno trattando. Non posso crederci, onestamente: quanto siamo distanti su così tante cose. Si dichiarano poveri, si lamentano di perdere denaro a destra e sinistra, quando danno centinaia di milioni di dollari ai loro CEO. È disgustoso. Vergogna, vergogna a tutti loro!

Si schierano dalla parte sbagliata della storia, in questo momento. Noi ci schieriamo solidali, in un’unità senza precedenti. Il nostro sindacato, i nostri sindacati fratelli e i sindacati di tutto il mondo stanno dalla nostra parte, così come altri sindacati del lavoro. Perché a un certo punto i giochi sono finiti. Non si può continuare a essere sviliti, marginalizzati, subire mancanze di rispetto e di onore. Il modello di business della nostra industria è stata completamente modificata dallo streaming, dal digitale, dall’intelligenza artificiale.

Questo è un momento storico e un momento di verità. Se non ci alziamo in piedi ora, presto saremo tutti in difficoltà. Tutti saremo in pericolo di essere sostituiti da macchine e da grandi imprese che si preoccupano più di Wall Street che di te e della tua famiglia. La maggior parte degli americani non ha più di 500 dollari da parte in caso di emergenza. Questa è una cosa molto importante e pesa su tutti noi. Ma ad un certo punto bisogna dire: ‘No, non lo accettiamo più. Voi siete pazzi. Cosa state facendo? Perché state facendo tutto questo?’

In privato, tutti ci dicono che siamo il centro di quest’industria. Tutti gli altri lavorano attorno alla nostra arte, ma le azioni parlano più delle parole, e questo non c’era niente. È stato un insulto per noi. Quindi ci siamo uniti con forza, solidarietà e unità con il più grande voto di autorizzazione allo sciopero nella storia del nostro sindacato. E abbiamo preso la difficile decisione che vi stiamo comunicando oggi. È importante. È una cosa veramente seria che avrà un impatto su ogni singola persona che lavora. Siamo abbastanza fortunati da vivere in un paese che al momento è favorevole al lavoro e al confronto con i sindacati, eppure ci siamo trovati davanti a con un’opposizione così sfavorevole al lavoro, così sorda alle nostre richieste.

Non puoi cambiare il modello di business così, senza aspettarti che il contratto cambi di conseguenza. Non siamo più disposti a fare modifiche incrementali su un contratto che non riconosce quanto sia cambiato il modello di business, un modello di business che ci è stato imposto. Cosa stiamo facendo… ci stiamo spostando in avanti sul Titanic? È folle. Quindi il gioco è finito, AMPTP. Noi stiamo in piedi. Dovete svegliarvi e annusare il caffè. Siamo i lavoratori rimaniamo in piedi, pretendiamo rispetto e onore per il nostro contributo a quest’industria. Condividete la ricchezza, perché non potete esistere senza di noi! Grazie."

Fran Drescher ha anche attaccato il sindacato dei produttori per aver sprecato i 12 giorni in più di trattativa che erano stati accordati, preoccupati solo di promuovere il prima possibile le grandi uscite estive (Oppenheimer e Barbie) invece di occuparsi della trattativa.

Non solo un contratto equo che rifletta i nuovi modelli di business digitali e streaming, retribuzioni medie migliori, e la garanzia di una assistenza sanitaria, uno dei punti di discordia è anche l'uso dell'Intelligenza Artificiale, che per i produttori è qualcosa di rivoluzionario ma per gli attori potrebbe trasformarsi in un incubo. Ecco le parole di Drescher.

"In sostanza, l’AMPTP ha proposto che le comparse, quindi attori che non hanno ruoli centrali, vengano pagati nella giornata di lavoro in cui viene scansionato in digitale il loro corpo. Successivamente quell’immagine potrà essere utilizzata dagli studios per sempre, in eterno, senza chiedere il permesso all’attore e senza pagare un compenso."

Fran Drescher ha comunque dichiarato che loro sono pronti a tornare al tavolo delle trattative ma solo davanti ad offerte serie, intanto lo sciopero andrà avanti, gli attori non si presenteranno sui set ma nemmeno agli eventi promozionali. Questo sciopero, unito a quello degli sceneggiatori che va avanti dal 1 maggio, porterà a conseguenze pesanti per l'industria, lo stop totale di tutti i set, cinematografici e televisivi, ma a farne le spese saranno anche gli eventi per i fan e i festival. Il primo sarà il Comic-con di San Diego, poi potrebbe toccare al TIFF e al Festival di Venezia, che potrebbero svolgersi senza attori, ma anche registi, a presentare i film.

Intanto gli attori incassano il sostegno del Presidente USA Joe Biden.

"Il Presidente crede che tutti i lavoratori, compresi gli attori, meritino un salario e dei benefici equi", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Robyn Patterson, "Il Presidente sostiene il diritto dei lavoratori di scioperare e spera che le parti possano raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso."

Gli attori britannici hanno già dichiarato il loro sostegno ai colleghi americani, anche loro quindi entreranno in sciopero. 

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giovedì 25 maggio 2023

Quentin Tarantino parla del suo nuovo film!

Ospite al Festival di Cannes, Quentin Tarantino ha parlato del suo prossimo film, fino ad oggi intitolato provvisoriamente The Movie Critic e che adesso sarà chiamato (sempre provvisoriamente) The Popstar Pages.

Il film sarà ambientato negli anni '70, nel mondo della critica cinematografica ma non racconterà la storia di Pauline Kael del New Yorker, come qualcuno aveva ipotizzato nei mesi scorsi, ma vedrà al centro della storia un critico cinematografico di una rivista porno.

Un critico che non è mai diventato famoso, ha detto Tarantino, e "scriveva recensioni per una rivista porno". Il regista non ha rivelato il nome del critico, ma ha visto e letto personalmente i suoi articoli quando per lavoro riempiva i distributori di queste riviste. Ecco le sue parole.

"Tutte le altre erano troppo squallide da leggere, ma c’era questa rivista che aveva alcune interessanti pagine sui film. Scriveva a proposito di film mainstream ed era un critico di seconda fascia. Penso fosse veramente bravo. Era estremamente cinico. Le sue recensioni erano un mix tra un giovane Howard Stern e quello che Travis Bickle [De Niro in 'Taxi Driver'] avrebbe potuto essere se fosse stato un critico. Pensate ai diari di Travis. La sezione critica di un magazine porno era molto, molto divertente. Lui era molto rude, imprecava, usava insulti razziali. Ma quelle sue caz*ate erano divertenti. Era dannatamente rude! Scriveva come se avesse avuto 55 anni ma ne aveva solo 30 e qualcosa. È morto prima dei 40 anni. Non è stato chiaro per un po’, ma ora ho fatto qualche ricerca e penso che la sua morte sia stata causata dall’alcolismo."

Il protagonista perciò sarà un attore sui 30-35 anni, come dichiarato proprio da Tarantino: "Sarà qualcuno sui 35 anni, sarà sicuramente un protagonista nuovo per me. Ho qualche idea su chi penso possa essere adatto alla parte". Chi sarà il protagonista del nuovo film di Tarantino? Non ci resta che aspettare per saperlo. La "pre-pre produzione", come l'ha definita il regista, inizierà a giugno.

Per Quentin Tarantino sarà il decimo film e, stando a quanto ha sempre dichiarato, l'ultimo della sua straordinaria carriera.

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giovedì 2 giugno 2022

Depp vs Heard - Johnny Depp ha vinto la causa per diffamazione

Dopo sei settimane d dichiarazioni scioccanti, momenti assurdi, quasi surreali, e rivelazioni intime imbarazzanti, tutto vissuto in diretta mediatica, si è concluso ieri il processo tra Johnny Depp e Amber Heard, dopo che l'attore aveva citato in giudizio l'ex moglie per diffamazione per un articolo che l'attrice aveva scritto sul Washington Post.

Se in UK la giuria ha deliberato a favore di Heard, negli USA il giudizio è stato totalmente opposto. Dopo 13 ore di confronto, la giuria ha dato ragione a Johnny Depp, stabilendo che è stato effettivamente diffamato. Amber Heard dovrà risarcire il suo ex marito di 15 milioni di dollari, 10 milioni di risarcimento danni e 5 milioni di danni punitivi. Per quanto riguarda la contro querela dell'attrice, che chiedeva 100 milioni, la giuria ha deciso che dovrà ricevere 2 milioni (per quando l'avvocato ha definito le sue accuse un "imbroglio"). Facendo i conti, Amber Heard dovrà restituire più di quanto ha ottenuto con il divorzio. In un primo momento, sembrava che l'attrice non fosse intenzionata a fare ricorso, visto che un nuovo processo potrebbe costarle molto di più, ma stando a quanto dichiarato dal portavoce dell'attrice al New York Times, sembra che invece farà ricorso.

Per Johnny Depp è una bella rivincita dopo anni di accuse, e dopo aver perso sul piano professionale, in particolare aver visto "non concluso" il suo percorso come Jack Sparrow e aver perso il ruolo in Animali Fantastici. L'attore non era presente in aula per "motivi professionali", al momento infatti si trova in Gran Bretagna, ma ha condiviso un messaggio sul proprio profilo Instagram.

"Sei anni fa, la mia vita, la vita dei miei figli, le vite di quelli che mi sono vicini e inoltre le vite delle persone che per molti, molti anni mi hanno sostenuto e mi hanno creduto sono cambiate per sempre.

Tutto in un batter d’occhio.

Accuse false, molto serie e criminali sono state rivolte verso di me attraverso i media, scatenando un fiume di contenuti carichi di odio, sebbene nessuna accusa formale fosse stata intentata contro di me. Aveva già fatto il giro del mondo due volte nell’arco di un nanosecondo, e aveva avuto un impatto sismico sulla mia vita e la mia carriera.

Sei anni dopo, la giuria mi ha ridato indietro la mia vita. Sono veramente onorato.
La mia decisione di perseguire questa causa, sapendo molto bene il peso delle difficoltà legali che avrei dovuto affrontare e l’inevitabile spettacolo globale che sarebbe stato esporre la mia vita in questo modo, è stata presa solo dopo una lunga riflessione.

Sin dall’inizio, l’obiettivo di fare questa causa è stata rivelare la verità, a prescindere dal risultato finale. Dire la verità era un dovere nei confronti dei miei figli e di tutti coloro che mi hanno supportato con convinzione. Ora mi sento in pace sapendo di aver raggiunto quell’obiettivo.
Sono, e sono stato, travolto dall’ondata di amore e dal colossale supporto e dalla gentilezza di tutti quanti in giro per il mondo. Spero che la mia missione sul far emergere la verità aiuti altri, uomini e donne, che si sono trovati nella mia stessa situazione, e non faccia arrendere mai quelli che li sostengono. Spero anche che si torni a parlare di presunzione d’innocenza finché non si dimostra la colpevolezza, sia in tribunale che sui media.

Vorrei riconoscere il nobile lavoro del giudice, dei giurati, dello staff del tribunale e degli sceriffi che hanno sacrificato il loro tempo per arrivare a questo verdetto, e al mio diligente e incrollabile team di avvocati che hanno fatto un lavoro straordinario aiutandomi a condividere la verità.

Il meglio deve ancora arrivare e un nuovo capitolo è finalmente iniziato.

Veritas numquam perit.
La verità non muore mai.

Johnny Depp"


Decisamente delusa invece Amber Heard, anche lei ha affidato il suo sfogo ad un post sul proprio profilo. Dalla rapidità con cui il messaggio è apparso online, si direbbe però che l'attrice si aspettava questo verdetto.

"La delusione che provo oggi è oltre ogni parola. Sono addolorata del fatto che la montagna di prove non sia stata comunque abbastanza per reggere al potere sproporzionato e all’influenza del mio ex marito.
Sono ancor più delusa per ciò che significa questo verdetto per altre donne. È un passo indietro. Rimette indietro le lancette dell’orologio a un’epoca in cui una donna che parlava e si faceva sentire poteva essere disonorata pubblicamente e umiliata. È un passo indietro sull’idea che la violenza contro le donne vada presa sul serio.
Credo che gli avvocati di Johnny siano riusciti a convincere la giuria a ignorare il concetto fondamentale della Libertà di Parola e ignorare una prova talmente decisiva che ci ha permesso di vincere nel Regno Unito.
Sono triste di aver perso questa causa. Ma sono ancora più triste di avere l’impressione di aver perso un diritto che pensavo di avere come americana – parlare liberamente e apertamente."



mercoledì 9 febbraio 2022

In arrivo un biopic "autorizzato" su Michael Jackson

Continua la serie di film dedicato ad alcuni dei più grandi artisti e cantanti del '900, prima i Queen, Elton John, David Bowie, l'anno scorso Aretha Franklyn, è già in pre-produzione quello su Madonna, quest'anno arriverà il film su Elvis Presley, ed è stato annunciato ufficialmente ieri un biopic sul "Re del Pop" Michael Jackson.

Un film autorizzato dagli esecutori testamentari del cantante, che collaboreranno con la GKFilms di Graham King, produttore di Bohemian Rhapsody. La Lionsgate invece ha acquisito i diritti di distribuzione del film, che sarà scritto da John Logan, sceneggiatore candidato all'Oscar per Il Gladiatore, The Aviator, e Hugo Cabret.

La storia di Michael Jackson è unica e straordinaria, una carriera stellare iniziata quando era solo un bambino con i Jackson 5, un talento cristallino che l'ha portato ad essere il "Re del Pop", ma allo stesso tempo ha avuto una storia piena di fragilità, la sua trasformazione fisica, il suo essere un "eterno Peter Pan" e i risvolti controversi che questo ha portato, per cui non ci sono mai state condanne definitive ma tanto clamore mediatico che è durato nel tempo. Tutto questo sarà affrontato nel film? non lo sappiamo, ma la Lionsgate ha fatto sapere che non sarà una storia "ripulita" ma "un ritratto approfondito dell'uomo complicato che diventerà il Re del Pop. Il film darà vita alle più iconiche performance di Jackson oltre a fornire un approfondimento informato sulla vita personale e del processo artistico dell'artista".

Sul film si è espressa anche la famiglia Jackson, che ha approvato il progetto. "Fin da quando Michael era piccolo, come membro dei Jackson 5, amava la magia del cinema. La nostra famiglia è onorata di vedere la nostra storia prendere vita sul grande schermo", ha dichiarato Katherine Jackson, madre del cantante.

Chi potrà interpretare un ruolo così iconico e delicato? aspettiamo notizie.

giovedì 23 dicembre 2021

James Franco parla dello scandalo che lo ha travolto e ammette le sue colpe

Era il 2018, nel pieno dell'onda MeToo, James Franco veniva accusato di molestie sessuali da alcune studentesse della sua scuola di recitazione, la Studio 4, che ha poi chiuso i battenti.

Oggi, a quattro anni da quelle accuse, dopo un patteggiamento milionario per calmare le acque, e l'allontanamento volontario dalle scene, James Franco ha deciso di parlare di quanto accaduto ammettendo di aver sbagliato in molte cose
Durante una lunga intervista al programma radiofonico The Jess Cagle Show su SiriusXM, l'attore ha parlato della dipendenza dall'alcol con cui combatte da quando aveva 17 anni e che, con l'arrivo del grande successo, è diventata dipendenza dal sesso.

"Mentre cercavo di avere successo, l’attenzione da parte delle donne e il successo con loro sono diventati una enorme fonte di conferma per me. […] Il problema è che non era mai abbastanza, come qualsiasi droga. Diventava un loop infinito. Nel frattempo, continuavo ad andare agli incontri per alcolisti, rimanendo sobrio. Quindi nella mia testa dicevo: “Beh, sono sobrio. Vivo una vita spirituale”. Ma in realtà mi comportavo in maniera decisamente diversa, e non me ne rendevo conto. […] È una droga potentissima, sono rimasto dipendente per oltre vent’anni. La cosa insidiosa è che nel frattempo continuavo a essere sobrio dall’alcol".

Parlando poi delle studentesse con cui "ha dormito", James Franco ha negato la presenza di un sistema nella scuola per trovare ragazze da sfruttare, ma ha ammesso di essere stato "completamente cieco nei confronti delle dinamiche del potere", che non è corretto difendersi dicendo che quei rapporti sono stati consensuali, e che il corso "scene di sesso" presente nel programma della scuola è stata una delle cose più stupide che ha fatto, doveva essere solo una provocazione e non una vera lezione su come fare scene di sesso.

Ma perché parlare oggi? "Ci sono state delle situazioni nelle quali ho fatto delle cose consensuali con una studentessa e non avrei dovuto. […] Nel 2018 sono state espresse delle lamentele su di me, è stato scritto un articolo e mi sono detto: “Starò buono. Mi prenderò una pausa”. Non mi sembrava il momento giusto per dire qualcosa. C'erano persone molto arrabbiate con me, e dovevo ascoltarle. […] L’istinto naturale dell’uomo, in queste situazioni, è fermare tutto, chiedere scusa e andare avanti. Ma quel comportamento non ti permette di lavorare e guardare cosa c’è sotto. Qualsiasi cosa tu abbia fatto, probabilmente quel comportamento o quel pattern nasconde un iceberg. Tu sei cieco e non basta chiedere scusa per risolvere la cosa. […] Ho dovuto lavorare molto su me stesso e ora sono abbastanza sicuro di me per dire: sono passati quattro anni. Ho già avuto dei problemi con abusi di sostanze in passato. Dovevo affrontare ancora delle cose legate alla dipendenza. Ho utilizzato questo tempo per analizzare cosa è successo e cambiare chi ero. [...] Se c’è qualcosa di positivo è il fatto che sono cambiato. Mi ha dato l’opportunità e l’incentivo a lavorare su me stesso e cambiare. Continuerò a lavorare su me stesso per il resto della mia vita, ma per lo meno questa cosa mi ha fatto lasciare quel percorso che non avrei mai lasciato e che probabilmente mi avrebbe ucciso".

Franco poi ha assolto l'amico Seth Rogen, che dopo lo scandalo aveva dichiarato di non voler più lavorare con lui perché quello che aveva fatto era imperdonabile, commenti dolorosi da sentire ma comprensibili: "Vorrei solo dire: amo totalmente Seth Rogen. È stato il collaboratore e amico più stretto che abbia avuto, e quello che ha detto è vero. Non stiamo lavorando insieme adesso, e non abbiamo piani per lavorare insieme in futuro. Siccome sono stato in silenzio, lui è stato costretto a rispondere per me, e non è ciò che voglio. È una delle principali ragioni per cui ho deciso di parlare: non voglio più che sia Seth o mio fratello o chiunque altro a rispondere per me".

Trovate tutti i video con l'intervista a QUESTO LINK.

sabato 4 dicembre 2021

New York Film Critics Circle - Drive My Car miglior film

Assegnati ieri i premi del New York Film Critics Circle, associazione che vede tra i membri una trentina di critici di quotidiani, settimanali, riviste, anche online, con sede a New York. Un premio poco indicativo in chiave Oscar.

A vincere come miglior film è stato Drive My Car, film giapponese di tre ore diretto da Ryūsuke Hamaguchi.

Tre premi per Il Potere del Cane di Jane Campion, migliore regia, attore protagonista e Benedict Cumbarbatch, e attore non protagonista a Kodi Smit-McPhee.

Decisamente a sorpresa il premio per la migliore attrice, andato a Lady Gaga per House of Gucci, film stroncato dalla critica. Come migliore attrice non protagonista, premiata Kathryn Hunter per The Tragedy of Macbeth, in cui interpreta le tre streghe.

Ecco tutti i vincitori.

Best Film – Drive My Car
Best Director – Jane Campion, The Power of the Dog
Best Actor – Benedict Cumberbatch, The Power of the Dog
Best Actress – Lady Gaga, House of Gucci
Best Supporting Actress – Kathryn Hunter, The Tragedy of Macbeth
Best Supporting Actor – Kodi Smit-McPhee, The Power of the Dog
Best Screenplay – Licorice Pizza
Best First Film – The Lost Daughter
Best Cinematography – West Side Story
Best Foreign Language Film – The Worst Person in the World
Best Non-Fiction Film – Flee
Best Animated Film – The Mitchells vs. the Machines

venerdì 16 aprile 2021

Cinema e Teatro: le linee guida per la riapertura. Si parte dal 26 aprile?

Il prossimo 26 aprile alcune regioni italiane dovrebbero tornare in zona gialla, il che significa la ripresa di alcune attività, tra questi anche cinema e teatri. L'annuncio è stato dato poco fa dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Questa decisione arriva qualche giorno dopo l'approvazione da parte della conferenza delle Regioni di un documento da proporre al Governo e al Comitato Tecnico Scientifico con le linee guida per una riapertura in sicurezza e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari per la prevenzione del virus Covid-19. Per i cinema e i teatri, ci sarà sempre l'obbligo della mascherina, in ogni momento, dall'ingresso, alla sala, all'uscita, e va garantita una distanza minima (in tutte le direzioni) di almeno un metro tra persone o nuclei familiari. Diverso il discorso per i cinema/teatri all'aperto, dove eventualmente si potrà non indossare la mascherina ma solo garantendo una distanza minima di due metri tra le persone.
Al momento, come dichiarato poco fa dal Ministro della Salute Speranza, verranno privilegiate le attività all'aperto, non solo per la ristorazione ma anche per lo spettacolo.

Ecco le regole per cinema e teatri.

"Le presenti indicazioni si applicano a sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli in genere, anche viaggianti. Le misure di seguito riportate, se rispettate, possono consentire il mantenimento dell’attività anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening/testing.

• Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica e/o sistemi audio-video, sia ricorrendo a eventuale personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione facendo anche riferimento al senso di responsabilità del visitatore stesso.
• Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale). Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.
• Privilegiare, se possibile, l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
• Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
• La postazione dedicata alla reception e alla cassa deve essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche.
• Rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.
• Non è consentito assistere in piedi allo spettacolo.
• Ottimizzare l’assegnazione dei posti distribuendo gli spettatori in maniera omogenea negli spazi consentiti al fine di garantire il massimo distanziamento possibile tra le persone.
• I posti a sedere (comprese, se consentite, postazioni prive di una seduta fisica vera e propria) dovranno prevedere un distanziamento minimo, tra uno spettatore e l’altro, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro (con l’obbligo di utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie) o, in alternativa, di almeno 2 metri (con la facoltà di non indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie finchè si rimane seduti al proprio posto).
• Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso. La mascherina va indossata anche al posto a meno che non sia garantita la distanza di almeno 2 metri (vedi punto precedente).
• L’eventuale interazione tra artisti e pubblico deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento tra artisti e pubblico di almeno 2 metri.▪Per il personale devono essere utilizzati idonei dispositivi di protezione delle vie aeree negli spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
• Garantire la frequente pulizia e disinfezione, almeno al termine di ogni giornata, di tutti gli ambienti, locali e attrazioni, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza (corrimano, interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre, ecc.).
• Mantenere aperte, il più possibile, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.
• Nei guardaroba, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.
• Per eventuale servizio di ristorazione, attenersi alla specifica scheda tematica."

mercoledì 17 febbraio 2021

Martin Scorsese si scaglia contro l'industria dello streaming

Il grande Martin Scorsese non è contento della "piega" che sta prendendo il Cinema in questi ultimi anni e non ha nessun problema a dirlo.

Nonostante abbia realizzato il suo ultimo film, The Irishman, con Netflix e per il prossimo, Killers of the Flower Moon, collaborerà con Apple, Scorsese non vede di buon occhio le piattaforme streaming che, secondo lui, starebbero "svalutando il Cinema" trasformandolo in semplice "contenuto".

In un articolo scritto per Harper's Magazine, in cui l'argomento principale era Federico Fellini e il suo Cinema, il regista si è lanciato in una vera e propria difesa da cinefilo.

"Non più di 15 anni fa, il termine "contenuto" veniva usato in discussioni di Cinema a un livello "serio" e veniva messo a confronto, e misurato, con il concetto di "forma"", ha scritto Scorsese, "Poi, in maniera graduale, è un termine diventato proprietà delle persone che hanno rilevato le media company, la maggior parte delle quali non sapeva nulla della storia della forma d’arte, né si preoccupava che avrebbe dovuto saperlo. "Contenuto" è diventato un termine commerciale per tutte le immagini in movimento: un film di David Lean, un video di gatti, uno spot del Super Bowl, un sequel di supereroi, un episodio di una serie. Questo è legato, ovviamente, non all’esperienza della sala cinematografica ma alla visione da casa, sulle piattaforme di streaming che sono arrivate a superare l’esperienza cinematografica, proprio come Amazon ha superato i negozi fisici".

Scorsese non nega che anche lui abbia beneficiato di questa nuova "potenza" che gli ha permesso di fare un film come The Irishman, ma il regista vede due lati della medaglia: "Da un certo punto di vista, è stato positivo per i registi, incluso il sottoscritto. D’altra parte però, hanno anche creato il presupposto di una situazione in cui tutto è vissuto al pari di un campo da gioco, una cosa che sembra democratica ma non lo è. Se le visioni sono consigliate sulla base di un algoritmo che ragiona su quello che hai già visto e si basano solo su analogie di soggetto o genere, cosa fa tutto questo all’Arte del Cinema? [...] Gli algoritmi, per definizione, si basano su calcoli che trattano lo spettatore come un consumatore e niente altro".

Poi conclude in modo amaro: "Il cinema è cambiato, e così l’importanza che riveste nella nostra cultura. Per prenderci cura del cinema, non possiamo dipendere dall’industria così com'è. Nel settore del cinema, che è il business dell’intrattenimento visivo di massa, l’enfasi è sempre sulla parola "business" e il valore è sempre determinato dalla quantità di denaro da ricavare da una determinata proprietà. In questo senso tutto, da 'Aurora' a 'La Strada' a '2001: Odissea nello Spazio' è ora sfruttato al massimo e pronto per la categoria "Film d'Arte" su una piattaforma di streaming. Chi di noi conosce il Cinema e la sua storia deve condividere il proprio amore e le proprie conoscenze con quante più persone possibile. E dobbiamo chiarire agli attuali proprietari di questi film che si tratta di molto, molto di più che semplici proprietà da sfruttare e poi mettere sotto chiave, sono tra i più grandi tesori della nostra cultura e devono essere trattati di conseguenza".

Quelle di Martin Scorsese sono parole di un grande amante del Cinema, uno che vive e ha vissuto davvero per la Settima Arte, e ora è molto preoccupato dalla situazione attuale.

sabato 12 dicembre 2020

Christopher Nolan attacca di nuovo la Warner. Dure critiche anche da Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Non si placano le polemiche sulla Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 nei cinema e in contemporanea anche in streaming su HBOMax.

Ieri il durissimo attacco di Denis Villeneuve, regista di Dune, uno dei 17 film per cui la Warner ha deciso la "doppia uscita", oggi è di nuovo il turno di Christopher Nolan, che torna ad attaccare la major dopo l'intervista di qualche giorno fa.
Intervistato da Variety, il regista si schiera dalla parte delle maestranze, quelle persone normali, lavoratori, a volte occasionali, che verranno danneggiate dalla decisione della Warner.

"Le scelte economiche non sono adeguate a meno che non si scelga di guardare solo ed esclusivamente ai movimenti nelle quotazioni azionarie o al numero di occhi che si piazzano davanti a un nuovo servizio di streaming", ha dichiarato Nolan, "La distribuzione cinematografica è solo uno degli aspetti interessati dalla vicenda, si parla anche di finestra home video, di finestre secondarie e terziarie. Aspetti di vitale importanza nell’economia alla base di questo business e per la gente che ci lavora. E non parlo di me. Non parlo di Ben Affleck. Sto parlando degli attrezzisti, degli elettricisti che fanno affidamento sugli incassi residuali per l’integrazione pensionistica o dell’assicurazione sanitaria. Parlo della SAG e degli attori, di persone che, quando arrivo sul set e devo girare una scena con un cameriere e un avvocato, hanno due o tre battute. Devono guadagnare per vivere di questa professione specie se lavorano solo una manciata di giorni all’anno. Ed è proprio per questo che le unioni si sono assicurate delle partecipazioni per queste persone.
Bisogna parlare del danno che viene fatto saltando le negoziazioni con le unioni, con i talent e tutto il resto. Si sollevano un sacco di domande su come si andranno a mantenere, garantiscono il lavoro di un sacco di gente a Hollywood, persone che hanno una vita e una famiglia, che necessitano di assistenza sanitaria e tutto il resto. È questa la questione che ancora non è stata affrontata e di cui invece bisogna discutere. Bisogna ricordare che il modello della distribuzione cinematografica provvede al sostentamento di centinaia di migliaia di persone normali. Quelle stesse persone che riescono ad assicurare anche a me la possibilità di girare i miei film e farli vedere al pubblico."

Intanto, insieme alla DGA, si muove anche CAA, l'agenzia di talent più famosa al mondo, che ha scritto una lettera dai toni davvero agguerriti alla Warner, riportata poi da Deadline.

"L’annuncio fatto a sorpresa dalla Warner Bros giovedì è completamente inaccettabile per la CAA e i clienti che rappresenta.
Avete deciso di far uscire i film dei nostri clienti in una modalità che non ha precedenti – contemporaneamente nei cinema e sul vostro servizio streaming HBO Max – senza prendere in considerazione i desideri dei nostri clienti o i loro diritti contrattuali. Questo viola palesemente i diritti di alcuni nostri clienti, che hanno diritto decisionale sui piani di distribuzione e di streaming. Questa decisione inoltre è un sabotaggio delle uscite cinematografiche, e danneggia drammaticamente l’abilità dei nostri clienti di guadagnare percentuali sugli incassi, sulle quali si basavano le loro trattative, e che loro si aspettavano di ricevere avendone tutto il diritto.
Questo approccio è l’epitome di una manovra volta unicamente a beneficiare la vostra compagnia creando il caos nell’industria e ignorando e danneggiando gli interessi creativi e finanziari dei nostri clienti. Peraltro avete negoziato con HBO Max una licenza, ancora poco chiara, che rifiutiamo completamente essendo stata decisa in autonomia e in molti casi in violazione dei diritti di approvazione dei nostri clienti.
In sostanza, state cercando di approfittare dei nostri clienti per trarre benefici per la vostra compagnia. Non accetteremo questa cosa. In un'industria basata sulle relazioni, avete violato patti e fiducia. Così facendo, la Warner Bros ha affermato che il rapporto con gli artisti e chi li rappresenta non è fondamentale per lo studio. Abbiamo lavorato con la Warner per quasi quarant’anni. A un certo punto, la Warner si vantava dei rapporti dei suoi dirigenti con gli artisti. Oggi i talent sono tra le risorse più importanti di quest’industria. Insultarli significa ridefinire la vostra compagnia in maniera molto deludente."

Sulla stessa linea la lettera scritta da DGA, che conclude dicendo: "Intendiamo prendere provvedimenti immediati per proteggere i nostri iscritti e chiediamo un incontro immediato per discutere la questione".
E sembra che sia CAA che la DGA si stiano davvero muovendo per prendere provvedimenti. L'agenzia CAA, che rappresenta moltissimi registi e attori che hanno lavorato in quei 17 film della Warner, ha dichiarato che è pronta a procedere per vie legali e a boicottare le campagne di promozionali.

Le polemiche intorno alla Warner vengono commentate anche da chi è "fuori", come i registi Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Judd Apatow ha dichiarato a Variety: "La decisione della Warner Bros. mi ha fatto apprezzare il fatto che lavoro per la Universal. È sconvolgente che una major abbia preso una simile decisione sul proprio listino senza parlarne con nessuno. È il tipo di mancanza di rispetto di cui si sente parlare ogni tanto quando si legge la storia dello show business. Ma farlo letteralmente con ogni singola persona con cui lavori è sconvolgente. [...] Questo approccio crea un incubo finanziario, la maggior parte delle persone riceve delle partecipazioni sugli incassi. Ciò che ottengono dopo anni di lavoro è basato sul successo dei propri film. Che succede se i film escono direttamente in streaming? Come calcoleranno quanti soldi pagare ai talent? Non è nemmeno chiaro se queste cose siano regolate dai contratti siglati, oppure se loro possono davvero fare quello che vogliono."

Sempre tramite Variety, le parole di Aaron Sorkin, convinto che comunque vada l'esperienza cinematografica sia il futuro: "Abbiamo tutti paura che questo possa cambiare tutto, che i cinema stiano ufficialmente per diventare arthouse, che i film che facciamo noi verranno visti solo sulle piattaforme streaming. Ma non penso che accadrà davvero. Penso che in quattromila anni niente ha realmente rimpiazzato l’esperienza di far parte di un pubblico. L’esperienza condivisa, lo stare in un cinema quando le luci si abbassano, tutti che ridono insieme, si spaventano insieme, rimangono ammutoliti insieme, e assistere ai momenti finali del film insieme, nello stesso momento."

Al momento la Warner, ma neanche WarnerMedia e AT&T, hanno replicato a questi attacchi. Sicuramente la situazione per la Warner comincia a farsi pesante, e tutte queste polemiche non sono una bella pubblicità per HBOMax.

venerdì 11 dicembre 2020

Il duro attacco di Denis Villeneuve alla Warner e AT&T: "Non c’è amore per il cinema né per il pubblico."

Un'altra voce illustre si scaglia contro la Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 sia al cinema che in streaming su HBOMax.

In questi giorni abbiamo riportato le critiche degli esercenti americani, di Christopher Nolan e la Legendary, il disappunto della DGA, di attori, attrici e registi che hanno lavorato con la Warner, adesso è il turno di Denis Villeneuve.

Il regista ha girato uno dei film più importanti e attesi del listino 2021 della Warner, si tratta di Dune, nuovo adattamento dell'omonimo romanzo con Timothée Chalamet protagonista e un cast stellare. Attraverso il sito di Variety, il regista canadese ha attaccato molto duramente la Warner e soprattutto AT&T, cioè la mente dietro la decisione di spostare tutto il listino in streaming andando a penalizzare i film e i cinema. Ecco le sue parole:

"Ho appreso dai notiziari che la Warner Bros. aveva deciso di distribuire Dune su HBO Max in contemporanea con l’uscita cinematografica, utilizzando molte immagini del nostro film per promuovere la loro piattaforma streaming. Con questa decisione AT&T ha sabotato uno dei più importanti e rispettabili studi cinematografici della storia del Cinema. Non c’è assolutamente amore per il cinema né per il pubblico in questa decisione. È semplicemente l’istinto di sopravvivenza di un mammut delle telecomunicazioni, che al momento porta sulle spalle un debito astronomico di 150 miliardi di dollari. Quindi, sebbene Dune sia fatto per il cinema e per il pubblico, AT&T pensa alla propria sopravvivenza a Wall Street. Con il lancio fallimentare di HBO Max, AT&T ha deciso di sacrificare l’intero listino della Warner Bros. nel disperato tentativo di attirare l’attenzione del pubblico.
L’improvvisa marcia indietro della Warner da storica casa per i cineasti a questa nuova era di completo disprezzo segna una linea chiara, a mio avviso: realizzare un film significa collaborare, fidarsi della fiducia reciproca in un team, e la Warner Bros ha dichiarato di non far parte più dello stesso team.

Le piattaforme streaming sono un’aggiunta positiva e potente all’ecosistema televisivo e cinematografico. Ma voglio che il pubblico capisca che da solo, lo streaming non può sostenere l’industria cinematografica come la conoscevamo prima del COVID. Lo streaming può produrre grandi contenuti, ma non film ambiziosi e colossali come Dune. La decisione della Warner implica che Dune non potrà mai dare risultati economici soddisfacenti, e la pirateria alla fine trionferà. La Warner Bros, con questa mossa, potrebbe aver ucciso il franchise di Dune. “Questo è per i fan”. John Stankey della AT&T ha detto che il cavallo dello streaming è fuggito dal fienile. In realtà, il cavallo ha lasciato il fienile per finire nel mattatoio.
Nessuno mette in dubbio che la sicurezza del pubblico venga prima di tutto, per questo, quando è diventato evidente che l’inverno avrebbe portato una seconda ondata, ho capito e supportato la decisione di rinviare di quasi un anno l’uscita del film. Il piano era che Dune uscisse al cinema a ottobre 2021, quando le vaccinazioni sarebbero state in fase avanzata e, si spera, il virus alle spalle. La scienza afferma che il prossimo autunno dovremmo essere tornati alla normalità.

Dune è finora il miglior film che abbia fatto. Io e il mio team abbiamo dedicato tre anni della nostra vita a realizzare quest’esperienza cinematografica unica. L’immagine e il suono del nostro film sono stati progettati per il cinema.

Parlo a titolo personale, sebbene sia solidale con gli altri 16 registi che devono affrontare il mio stesso destino. Sappiate che sono con voi e che insieme siamo più forti. Gli artisti sono coloro i quali creano i film e le serie.
Credo fermamente che il futuro del cinema sia sul grande schermo, non importa cosa pensa un dilettante qualsiasi di Wall Street. Sin dall’alba dei tempi, gli umani hanno sempre avuto bisogno di esperienze narrative comuni. Il cinema sul grande schermo è più di un mero business, è una forma d’arte che riunisce le persone, celebrando l’umanità e aumentando l’empatia che abbiamo l’uno per l’altro. È una delle ultime esperienze artistiche collettive e fisiche che possiamo sperimentare come umani.
Una volta che la pandemia sarà finita, i cinema torneranno a riempirsi. Io credo questo. Non perché l’industria cinematografica ne ha bisogno, ma perché noi esseri umani abbiamo bisogno del cinema come esperienza collettiva.

Quindi, visto che per primo ho la responsabilità creativa e fiduciaria di adempiere ai miei doveri come regista, chiedo ad AT&T di agire con la stessa responsabilità, rispetto e riguardo e proteggere questo medium culturale vitale. L’impatto economico sugli azionisti è solo un aspetto della responsabilità sociale delle aziende. Trovare modi per arricchire la cultura è un altro. L’esperienza cinematografica non ha eguali. In quei cinema bui i film catturano la nostra storia, ci educano, alimentano la nostra immaginazione e ci innalzano ispirando il nostro spirito collettivo. È la nostra eredità."

Parole assolutamente condivisibili, non c'è bisogno di aggiungere altro.

La AT&T aveva risposto alle dure critiche di Christopher Nolan ribadendo la loro posizione e l'intenzione di andare avanti per la loro strada, cioè lo streaming, vedremo se questa nuova presa di posizione da parte di un altro regista importante come Denis Villeneuve avrà delle conseguenze.

giovedì 10 dicembre 2020

Tutti contro la Warner e HBO Max. Attori e registi sul piede di guerra.

La Warner Bros è sempre più al centro di un vero e proprio ciclone. Da quando la major ha annunciato che tutti i film del 2021 usciranno sia al cinema che in contemporanea in streaming su HBO Max, sono cominciate a piovere polemiche che stanno diventando sempre più aspre.

Prima sono stati gli esercenti, poi è stato il turno del duro attacco di Christopher Nolan e della Legendary, adesso sembra che tutta Hollywood sia decisa a dare battaglia alla Warner.

Diciamo subito che il problema non è solo artistico, come dichiarato da Nolan ("Alcuni dei più grandi registi ed attori dell’industria sono andati a dormire pensando che stavano lavorando con il più grande studio al mondo e si sono svegliati scoprendo che invece stavano lavorando per il peggior servizio streaming"), ma soprattutto economico, e questo potrebbe creare molti più problemi.

Tutto è iniziato con l'annuncio che Wonder Woman 1984, rinviato più volte a causa della pandemia, sarebbe uscito il 25 dicembre sia nel cinema aperti che su HBO Max. Dopo poche settimane, la Warner ha deciso di applicare questa doppia uscita a tutti i film del 2021, per un mese disponibili gratis agli abbonati alla piattaforma e poi trasformarli in VOD. La scelta ha lasciato di stucco tutti i registi e gli attori che hanno lavorato a quei film perché (cosa anticipata da Nolan nelle sue dichiarazioni) nessuno di loro era stato avvertito della decisione e hanno saputo tutto solo due ore prima dell'annuncio.
A rendere la situazione ancora più complicata è stata la rivelazione del New York Times, che ha raccontato come la Warner avrebbe pagato 10 milioni di dollari Gal Gadot, Patty Jenkins e il produttore Charles Roven, riconoscendogli la percentuale accordata nel caso il film avesse superato il miliardo di dollari al botteghino. Una mossa per "tenersi buoni" la regista e la protagonista del film e fare in modo che supportassero la campagna promozionale in vista dell'uscita (anche se sia Gal Gadot che Patty Jenkins non sono in linea con il pensiero della major e continuano ad invitare i fan ad andare al cinema e non a vedere il film in streaming). Insomma, alla Warner serviva il loro aiuto e ha voluto fare un'eccezione riconoscendogli quello che gli spettava, ma la major non sembra avere l'intenzione di fare lo stesso con tutti gli altri, anche perché gli verrebbe a costare tantissimo. Questa disparità di trattamento ha fatto arrabbiare molto la DGA (Directors Guild of America) e le varie agenzie che rappresentano attrici, attori e registi.

La situazione economica è piuttosto contorta ma dal punto di vista della Warner si tratta di un vero affare, molto furbo. A tutti i registi e ad alcuni attori, spetterebbe una percentuale sugli incassi al box office, dove ci sono delle regole e delle cifre stabilite, ma per quanto riguarda lo streaming e le visualizzazioni di un prodotto su una piattaforma, non ci sono regole. Inoltre, una uscita in streaming va a penalizzare moltissimo gli incassi dei cinema (già dimezzati per la pandemia) e, di conseguenza, la percentuale per i registi e il cast si abbassa notevolmente.
Per questo motivo, sembra che la DGA abbia scritto una lettera piuttosto dura alla Warner per manifestare tutti il proprio disappunto per una mossa che reputano molto scorretta, tanto da minacciare un boicottaggio.

"Non è chiaro se la Warner sia tenuta legalmente a rinegoziare gli accordi sui compensi back-end (e cioè quelli legati agli incassi) per tutti e 17 i film in uscita nel 2021, come già fatto con Wonder Woman 1984", scrive il NYT, sicuramente la Warner non vuole perdere di colpo tutto l'appoggio dei vari registi e talent con cui ha collaborato, quindi dovrà trovare una mediazione. Il NYT scrive: "Il piano ideato da WarnerMedia prevede che HBO Max paghi una licenza alla Warner Bros per lo sfruttamento dei film nei 31 giorni che passeranno sulla piattaforma streaming in contemporanea all’uscita in sala. La licenza sarà equivalente alla porzione di ricavi che lo studio otterrà dalla vendita dei biglietti cinematografici del film negli Stati Uniti in quel periodo (solitamente si parla del 50% degli incassi)". Quindi, se un film incassa 50 milioni, la Warner riceverebbe altri 25 mln da HBO Max. Anche qui, però, c'è un problema che fa storcere il naso: la Warner deve trattare con WarnerMedia per la percentuale da versare da parte di HBOMax, praticamente significa che la Warner tratta con sé stessa visto che WarnerMedia controlla la Warner. Per quanto uno si possa fidare, è un po' strano e difficile pensare che tra le due parti (che poi è una) non ci sia un occhio di riguardo verso gli azionisti più che verso i registi e i talent.

Vedremo cosa succederà ma difficile che la Warner possa tornare indietro sulle proprie decisioni, o meglio, sulle decisioni di WarnerMedia, quest'ultimo infatti ha voluto rispondere all'attacco di Christopher Nolan rivendicando la scelta della doppia uscita e usando proprio gli incassi di Tenet come esempio che li ha convinti ad agire così. Secondo il CEO di WarnerMedia infatti, gli incassi bassi ottenuti negli USA dell'ultimo film di Nolan, sono la dimostrazione che il pubblico americano non è ancora pronto a tornare in sala, e quindi hanno dovuto trovare un metodo alternativo: "Siamo grandi sostenitori della distribuzione cinematografica [...] Ma resta da vedere quante persone vorranno andare al cinema a prescindere dal fatto che siano riaperti o meno, cosa che noi sappiamo bene visto che siamo stati l’unico studio a lanciare un film davvero grande durante la pandemia. Abbiamo distribuito Tenet questa estate. Siamo felici dell’esperienza, ma abbiamo anche imparato molto circa l’inclinazione della gente ad andare al cinema lì dove sono aperti. Sottolineo come gli esercenti abbiano fatto un lavoro straordinario con le misure di sicurezza nelle strutture e ci sarebbe piaciuto davvero tanto constatare un maggior afflusso negli USA. Nel mercato internazionale, la storia è stata differente. C’erano più cinema aperti e c’è stato più pubblico. È stata quasi un’esperienza normale, ma per quanto concerne gli Stati Uniti abbiamo capito che le persone non sono ancora pronte a riallacciare i rapporti con il cinema, da cui la nascita di questa nuova strategia. Per questo, osserveremo l'andamento dei nuovi film sia sul fronte del box office che dei numeri che registreranno su HBO Max".

Insomma, la Warner va avanti per la sua strada, anzi è pronta a lanciare HBOMax anche fuori dagli USA e, nel frattempo, a stringere accordi con Sky per avere una doppia distribuzione anche in Europa, ma le polemiche sono destinate a continuare.

martedì 8 dicembre 2020

Christopher Nolan si scaglia contro la Warner e HBO Max

Nei giorni scorsi la Warner ha annunciato che tutti i film nel listino del 2021 usciranno nei cinema e contemporaneamente sulla piattaforma HBO Max, una decisione che ha scatenato le ire delle catene di distribuzione USA e ha fatto storcere il naso a molti registi che hanno lavorato per la major.

Tra questi c'è Christopher Nolan, uno dei "registi di punta" della Warner, con cui collabora da 18 anni e a cui ha regalato film di grande successo. Il regista di Interstellar e Il Cavaliere Oscuro, ha deciso di non rimanere in silenzio e, intervistato da THR e ET, ha attaccato pubblicamente la major e la piattaforma HBO Max.

"Alcuni dei più grandi registi del nostro settore e delle più importanti star del Cinema sono andati a letto la sera prima pensando di lavorare per il più grande studio cinematografico e si sono svegliati scoprendo che stavano lavorando per il peggior servizio di streaming", ha dichiarato Nolan a THR, "La Warner Bros. aveva una macchina incredibile per fare uscire il lavoro di un regista in tutto il mondo, sia al cinema che a casa, che stanno smantellando in questo stesso momento. Non capiscono neanche cosa stanno perdendo. La loro decisione non ha alcun senso economico e anche l'investitore di Wall Street più casuale saprebbe vedere la differenza tra guasto e malfunzionamento".

Nell'altra intervista a ET, Nolan ha rincarato la dose e sottolineando di nuovo come questa sia stata una decisione presa senza informare i registi.

"Sono incredulo, soprattutto per le modalità. C’è molta controversia a riguardo, perché non lo hanno detto a nessuno", ha dichiarato il regista, "Per il 2021 hanno alcuni dei migliori registi e alcune delle più grandi star al mondo che in alcuni casi hanno lavorato per anni a progetti a cui tengono tanto e che sono destinati all’esperienza sul grande schermo, sono destinati ad arrivare al pubblico più vasto possibile. E adesso li stanno usando come articoli a prezzi scontati per il servizio streaming, anzi un servizio streaming alle prime armi, senza alcuna consultazione. È una situazione davvero caotica. Un vero specchietto per le allodole. Non è così che tratti registi, attori e persone che hanno investito tanto in questi progetti. Meritavano di essere consultati e di essere informati su cosa stesse succedendo alle loro opere. [...] Penso che tutti gli studi sappiano che l’esperienza del cinema riprenderà e sarà una parte molto importante dell’ecosistema a lungo termine. Invece la pandemia viene usata come scusa per una sorta di lotta per un vantaggio a breve termine. Ed è davvero un peccato. Non è il modo di fare affari e non è la cosa migliore per la salute del nostro settore. Ma quando le sale cinematografiche riapriranno e la gente tornerà al cinema, quando il vaccino sarà stato lanciato e ci sarà una risposta sanitaria adeguata da parte del governo federale, sono molto ottimista sulle prospettive a lungo termine dell’industria. Le persone adorano andare al cinema e ci torneranno".

Parole dure e molto chiare quelle di Nolan e assolutamente condivisibili.

Va detto che la decisione della Warner non è piaciuta praticamente a nessuno, il sospetto (ma sembra essere piuttosto fondato come sospetto) è che la major abbia deciso di fare questo passo solo per accontentare la AT&T, la casa madre della WarnerMedia, decisa a puntare tutto il futuro su HBO Max, per aumentare gli abbonamenti e concorrere con Netflix e Disney+, tutto questo a discapito dei cinema e del Cinema nella sua forma originale.

Il primo film ad uscire in questa doppia modalità sarà Wonder Woman 1984, distribuito sia nelle sale che su HBO Max a Natale, in questo caso si tratta di una scelta che potrebbe anche essere giustificata, visto che siamo ancora in piena pandemia, ma i continui appelli di Patty Jenkins e Gal Gadot ai fan di andare a vedere il film in sala, nei cinema, piuttosto che accontentarsi di vederlo in streaming a casa, danno ragione a quanto detto da Nolan, i registi non sono d'accordo con la Warner sulla doppia distribuzione. Sembra che anche James Gunn (The Suicide Squad) e Denis Villeneuve (Dune) abbiano comunicato il loro disappunto alla major.

Vedremo cosa succederà, se la Warner andrà avanti a testa bassa o se modificherà la propria decisione, difficile la seconda opzione visto che la major ha annunciato l'intenzione di lanciare HBO Max anche in Europa il prossimo anno.