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lunedì 27 luglio 2026

Odissea - la recensione

Senza dubbio uno dei fenomeni cinematografici dell'anno, per la portata del film, per l'attesa che c'era intorno, per il nome del regista, per il cast stellare, e per le polemiche assurde che l'hanno preceduto, Odissea alla fine è arrivato in sala e Christopher Nolan ci ha ricordato quanto può essere grande il Cinema.

La storia è inutile riassumerla, il travagliato viaggio che compie Ulisse per tornare a casa è materia di studio (almeno in Italia) delle scuole medie. Il poema di Omero è una delle storie più celebri di sempre, un materiale incredibilmente vasto che Nolan ha racchiuso in quasi tre ore di film e per farlo non ha rinunciato al suo stile.
Odissea è una storia complessa, un viaggio lunghissimo, e scegliere di raccontare quel viaggio solo come una grande avventura per tornare a casa, sarebbe stata la scelta più facile. Non è quella che ha fatto Nolan, il regista sceglie di raccontare un viaggio impervio, drammatico, cupo, brutale, doloroso, che altro non è che un viaggio nella coscienza del protagonista.

Non si procede in linea retta, nell'Odissea di Nolan è un continuo avanti e indietro nel racconto ma non come puro esercizio di stile, il regista in questo modo districa una matassa intricata fino ad arrivare al toccante finale, in cui svela il cuore della storia e del personaggio di Ulisse. Un eroe? No. Ulisse è un uomo che porta il peso delle proprie scelte e azioni, delle conseguenze di quelle azioni, e lungo il viaggio - prova dopo prova, tempesta dopo tempesta, ricordo dopo ricordo, morte dopo morte - quella consapevolezza prenderà sempre più corpo fino a materializzarsi nel senso di colpa di un uomo spezzato dalla guerra e dalla disumanità che quella guerra ha generato. Il viaggio di Ulisse diventa così un doloroso viaggio dentro Ulisse.
L'Ulisse di Nolan è un po' il "fratello" del fisico Oppenheimer del precedente pluripremiato film del regista. Entrambi sono uomini che sfidano gli dei per inseguire una propria idea di grandezza, che sia la costruzione di un cavallo o quella di una bomba - entrambi metodi drastici per cui i due personaggi usano tutta la propria intelligenza, quella intelligenza che è sempre stata motivo di vanto per loro - e solo dopo rendersi conto della devastazione che quelle idee hanno portato. In questo modo, Nolan ha allontanato il racconto dal mito e reso l'Odissea di Omero umana e incredibilmente attuale.

Tecnicamente il film è un'opera monumentale, girata in modo estremo, non in una piscina ma davvero in mare aperto, con effetti speciali vecchio stile oltre alla CGI. Nolan mischia generi diversi, fino alle venature horror delle scene di Polifemo e Circe. Le quasi tre ore di film volano dietro a un racconto che non ha momenti di ristagno e ti tiene incollato allo schermo. Le scene in mare aperto sono spettacolari. Girato in IMAX 70mm, e su uno schermo IMAX sicuramente raggiunge vette mozzafiato, ma ha una resa spettacolare anche sullo schermo standard. La visione in sala è davvero un'esperienza totale e immersiva.
Nota di merito alla eccezionale colonna sonora di Ludwig Göransson, in particolare nella scena della guerra di Troia dove la musica genera una crescente tensione che ti entra letteralmente nel petto.

Cast stellare, non una passerella di nomi per portare pubblicità ma volti giusti per i ruoli giusti. Matt Damon è un perfetto Ulisse, l'attore americano è entrato pienamente nell'idea di Nolan di rendere il personaggio non un eroe ma come uomo imperfetto e spezzato. Una grande prova fisica e una delle migliori interpretazioni della sua carriera.
Ottima Anne Hathaway, in una versione diversa della solita Penelope. Non una donna in passiva attesa del marito che passa il tempo a tessere e disfare la tela, qui Penelope è la vera metà di Ulisse, attenta e forte nel suo incrollabile sostegno e nella convinzione di mantenere la forza e la dignità del marito anche in sua vece, e Anne Hathaway incarna tutto questo alla perfezione.

Nel numeroso cast, tutti fanno la loro parte: Robert Pattinson è assolutamente odioso come pretendente al trono di Itaca; John Leguizamo offre una delle migliori interpretazioni della sua carriera; bravi Tom Holland, Charlize Theron, Himesh Patel, Zendaya.

Nota di merito per Samantha Morton nei panni di Circe, che Nolan trasforma rispetto al poema originale, non una bellissima strega ammaliatrice ma una donna che cova un profondo odio verso l'uomo e verso la guerra, perfettamente in linea con il cuore del film. L'attrice ha davvero pochi minuti ma se li prende tutti lasciando il segno.
Poi ci sono i due attori che sono stati al centro di stupide polemiche per mesi: Elliot Page e Lupita Nyong'o. Elliot Page è bravissimo, anche lui ha pochi minuti ma il suo ruolo è molto importante, ed è fisicamente perfetto per la parte. Un personaggio che ha un peso per la storia di Ulisse e nell'affascinante, inquietante scena degli Inferi, l'attore mostra tutta la sua bravura.
Anche Lupita Nyong'o ha poche scene ma fa il suo egregiamente. È sia Elena che Clitemnestra e l'idea di mettere una donna nera ad interpretarle ha perfettamente senso per come Nolan ha costruito il film. Sono l'oggetto del desiderio, sono "l'anomalia" attraverso cui affermare il potere e il prestigio degli uomini al comando, sono merce da esibire, da contendersi, da sottomettere, da possedere e per cui scatenare una guerra, sono il simbolo dell'oppressione dell'uomo sulla donna. Anche in questo caso, Nolan usa la storia di Elena e Clitemnestra e la rende incredibilmente attuale.

Realizzare un film sull'Odissea di Omero era un'impresa difficilissima, un testo complicato, antico, lunghissimo, ma questa non è l'Odissea di Omero, è l'Odissea di Nolan, o meglio "cantata" dal regista, come i cantori raccontavano le gesta di Ulisse. Christopher Nolan è riuscito a prendere un poema di più di tremila anni fa e a farlo suo, riuscendo ad adattare il testo al suo stile dove poteva e ad adattarsi lui al racconto dove era necessario; l'ha resa una storia attuale, ha creato un magnifico spettacolo visivo ed emozionale che ci ricorda la bellezza e la potenza del Cinema.

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lunedì 11 marzo 2024

Oscar 2024: il trionfo di Oppenheimer!

Si è tenuta nella notte la cerimonia dei premi Oscar 2024 che ha sancito il trionfo definitivo di Oppenheimer.

Il film di Christopher Nolan, che ha dominato tutta la stagione dei premi, ha portato a casa sette Oscar, tra cui quello per la regia, attore (Cillian Murphy) e attore non protagonista (Robert Downey Jr.).
Quattro statuette per Povere Creature! che però si porta a casa il premio per la migliore attrice, con Emma Stone che alla fine ha vinto il duello con la collega Lily Gladstone (Killers of the Flower Moon è rimasto a secco).
Nessuna sorpresa per l'Oscar alla migliore attrice non protagonista, confermata Da'Vine Joy Randolph (The Holdovers), davvero molto commossa nel ricevere la statuetta.

Niente da fare per Io Capitano di Matteo Garrone ma non c'erano molte speranze, l'Oscar per il miglior film internazionale è stato vinto meritatamente dal favorito La Zona d'Interesse di Jonathan Glazer, che si è portato a casa anche un sacrosanto Oscar per il sonoro.

Una cerimonia più breve del solito, preceduta da un velocissimo red carpet, solo tre ore e mezza di diretta, tutto molto rapido, in alcuni casi forse anche troppo, sarebbe bastata una mezz'oretta in più per godere meglio di alcuni momenti. Jimmy Kimmel ha tenuto bene le redini come suo solito, da ricordare sicuramente un John Cena nudo sul palco, i siparietti di Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito con Michael Keaton e quello di Kate McKinnon e America Ferrera con la partecipazione di Steven Spielberg, e poi il momento che tutti aspettavamo e non ha assolutamente deluso, la performance di Ryan Gosling con "I'm Just Ken" dal film Barbie, che ha vinto un solo Oscar, proprio per la canzone ma con quella molto bella di Billie Eilish, al suo secondo Oscar in carriera.
Qualche momento politico e di attualità durante la cerimonia, il discorso di Jonathan Glazer in cui ha parlato della disumanità, citando l'orribile attacco a Israele dello scorso 7 ottobre ma anche la guerra in Palestina di questi giorni; le parole del regista del durissimo documentario 20 Days in Mariupol, che ha ricordato l'orrore della guerra in Ucraina e dell'invasione russa ancora in corso; e poi una presa di posizione dell'Academy che ha aperto il momento In Memoriam con Alexei Navalny a tutto schermo, proprio l'anno scorso il dissidente russo, ucciso in un carcere in Siberia qualche settimana fa, aveva vinto l'Oscar con il documentario Navalny

Per quanto riguarda la diretta italiana, per la prima volta era su Rai1, molto deludente, ci si aspettava qualcosa di meglio, più competenza, dai commenti in studio.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film
Oppenheimer

Miglior regista
Christopher Nolan - Oppenheimer

Miglior attore
Cillian Murphy - Oppenheimer

Miglior attrice
Emma Stone - Povere creature!

Miglior attrice non protagonista
Da'Vine Joy Randolph - The Holdovers - Lezioni di vita

Miglior attore non protagonista
Robert Downey Jr. - Oppenheimer

Miglior sceneggiatura non originale
Cord Jefferson - American Fiction

Miglior sceneggiatura originale
Justine Triet e Arthur Harari - Anatomia di una caduta

Miglior film internazionale
La zona d'interesse, di Jonathan Glazer (Regno Unito, Polonia)

Miglior film d'animazione
Il ragazzo e l'airone, di Hayao Miyazaki

Miglior fotografia
Hoyte van Hoytema - Oppenheimer

Miglior scenografia
James Price, Shona Heath e Zsuzsa Mihalek - Povere creature!

Migliori costumi
Holly Waddington - Povere creature!

Migliori trucco e acconciatura
Nadia Stacey, Mark Coulier e Josh Weston - Povere creature! 

Migliori effetti visivi
Takashi Yamazaki, Kiyoko Shibuya, Masaki Takahashi e Tatsuji Nojima - Godzilla Minus One

Miglior montaggio
Jennifer Lame - Oppenheimer

Miglior sonoro
Tarn Willers e Johnnie Burn - La zona d'interesse

Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson - Oppenheimer

Miglior canzone originale
What Was I Made For? (musiche e testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - Barbie

Miglior documentario
20 Days in Mariupol, regia di Mstyslav Černov

Miglior cortometraggio documentario
The Last Repair Shop, regia di Kris Bowers e Ben Proudfoot

Miglior cortometraggio
La meravigliosa storia di Henry Sugar, regia di Wes Anderson

Miglior cortometraggio d'animazione
War Is Over! Inspired by the Music of John & Yoko, regia di Dave Mullins

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lunedì 19 febbraio 2024

BAFTA 2024 - il trionfo di Oppenheimer

Si sono tenuti ieri i BAFTA 2024, i premi della British Adacemy of Film and Television Arts, che vanno a celebrare film britannici e internazionali.

Cambia il paese ma non i premiati, Oppenheimer di Christopher Nolan continua a raccogliere premi su premi. Ai BAFTA il film di Nolan ha ricevuto sette premi, tra cui miglior film, regista, attore e attore non protagonista.
Gloria anche per Povere Creature!, con l'ennesimo premio per Emma Stone. Per le categorie degli interpreti, oltre a Emma Stone e Cillian Murphy (Oppenheimer), premiati anche Robert Downey Jr. (Oppenheimer) e Da'Vine Joy Randolph (The Holdovers). Un quartetto di nomi che sembra ormai consolidato, saranno gli stessi anche agli Oscar?

Molto bene anche La Zona d'Interesse di Jonathan Glazer, premiato come migliore film britannico e migliore film non in lingua inglese, può sembrare un controsenso ma il film è di produzione britannica ma girato in tedesco.
A presentare la serata è stato David Tennant, mentre è stato Michael J.Fox a consegnare il premio finale per il miglior film. Una calorosa e commossa standing ovation ha accolto l'attore, salito sul palco in sedia a rotelle, prima di alzarsi per presentare il premio.

Nessun premio per Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, ma ricordiamo che, per quanto negli ultimi anni si siano "avvicinati" molto, i BAFTA non sono gli Oscar. Lo scorso anno a trionfare fu Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale, con sette premi, mentre il vincitore dell'Oscar Everything Everywhere All At Once ne vinse solo uno per il montaggio.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior Film
Anatomia di una caduta
The Holdovers – Lezioni di vita
Killers of the Flower Moon
Oppenheimer
Povere creature!

Miglior film Britannico
Estranei – All of us strangers
How to have sex
Napoleon
The Old Oak
Povere creature!
Rye Lane
Saltburn
Scrapper
Wonka
La zona d’interesse

Miglior debutto di uno sceneggiatore, regista o produttore britannico
BLUE BAG LIFE – Lisa Selby (Regista), Rebecca Lloyd-Evans (Regista, produttrice), Alex Fry (produttore)
BOBI WINE: THE PEOPLE’S PRESIDENT Christopher Sharp (Regista) [diretto inoltre da Moses Bwayo]
EARTH MAMA Savanah Leaf (Sceneggiatrice, produttrice, regista), Shirley O’Connor (Produttrice), Medb Riordan (Produttrice)
HOW TO HAVE SEX Molly Manning Walker (Sceneggiatrice, regista)
IS THERE ANYBODY OUT THERE? Ella Glendining (Regista)

Miglior film non in lingua inglese
20 DAYS IN MARIUPOL Mstyslav Chernov, Raney Aronson Rath
ANATOMIA DI UNA CADUTA Justine Triet, Marie-Ange Luciani, David Thion
PAST LIVES Celine Song, David Hinojosa, Pamela Koffler, Christine Vachon
SOCIETY OF THE SNOW J.A. Bayona, Belen Atienza
LA ZONA D’INTERESSE Jonathan Glazer

Miglior Documentario
20 DAYS IN MARIUPOL Mstyslav Chernov, Raney Aronson Rath
AMERICAN SYMPHONY Matthew Heineman, Lauren Domino, Joedan Okun
BEYOND UTOPIA Madeleine Gavin, Rachel Cohen, Jana Edelbaum
STILL: A MICHAEL J. FOX MOVIE Davis Guggenheim, Jonathan King, Annetta Marion
WHAM! Chris Smith

Miglior Film Animato
THE BOY AND THE HERON Hayao Miyazaki, Toshio Suzuki
CHICKEN RUN: DAWN OF THE NUGGET Sam Fell, Leyla Hobart, Steve Pegram
ELEMENTAL Peter Sohn, Denise Ream
SPIDER-MAN: ACROSS THE SPIDER-VERSE Joaquim Dos Santos, Kemp Powers, Justin K. Thompson, Avi Arad, Phil Lord, Christopher Miller, Amy Pascal, Christina Steinberg

Miglior Regista
ESTRANEI – ALL OF US STRANGERS Andrew Haigh
ANATOMIA DI UNA CADUTA Justine Triet
THE HOLDOVERS Alexander Payne
MAESTRO Bradley Cooper
OPPENHEIMER Christopher Nolan
LA ZONA D’INTERESSE Jonathan Glazer

Miglior Sceneggiatura originale
ANATOMIA DI UNA CADUTA Justine Triet, Arthur Harari
BARBIE Greta Gerwig, Noah Baumbach
THE HOLDOVERS David Hemingson
MAESTRO Bradley Cooper, Josh Singer
PAST LIVES Celine Song

Miglior Sceneggiatura non originale
ESTRANEI – ALL OF US STRANGERS Andrew Haigh
AMERICAN FICTION Cord Jefferson
OPPENHEIMER Christopher Nolan
POVERE CREATURE! Tony McNamara
LA ZONA D’INTERESSE Jonathan Glazer

Migliore Attrice Protagonista
FANTASIA BARRINO Il colore viola
SANDRA HÜLLER Anatomia di una caduta
CAREY MULLIGAN Maestro
VIVIAN OPARAH Rye Lane
MARGOT ROBBIE Barbie
EMMA STONE Povere creature!

Miglior Attore Protagonista
BRADLEY COOPER Maestro
COLMAN DOMINGO Rustin
PAUL GIAMATTI The Holdovers
BARRY KEOGHAN Saltburn
CILLIAN MURPHY Oppenheimer
TEO YOO Past Lives

Migliore Attrice Non Protagonista
EMILY BLUNT Oppenheimer
DANIELLE BROOKS Il colore viola
CLAIRE FOY Estranei – All of Us Strangers
SANDRA HÜLLER La zona d’interesse
ROSAMUND PIKE Saltburn
DA’VINE JOY RANDOLPH The Holdovers

Miglior Attore Non Protagonista
ROBERT DE NIRO Killers of The Flower Moon
ROBERT DOWNEY JR. Oppenheimer
JACOB ELORDI Saltburn
RYAN GOSLING Barbie
PAUL MESCAL Estranei – All of Us Strangers
DOMINIC SESSA The Holdovers

Miglior Casting
ESTRANEI – ALL OF US STRANGERS Kahleen Crawford
ANATOMIA DI UNA CADUTA Cynthia Arra
THE HOLDOVERS Susan Shopmaker
HOW TO HAVE SEX Isabella Odoffin
KILLERS OF THE FLOWER MOON Ellen Lewis, Rene Haynes

Miglior Fotografia
KILLERS OF THE FLOWER MOON Rodrigo Prieto
MAESTRO Matthew Libatique
OPPENHEIMER Hoyte van Hoytema
POVERE CREATURE! Robbie Ryan
LA ZONA D’INTERESSE Łukasz Żal

Miglior Montaggio
ANATOMIA DI UNA CADUTA Laurent Sénéchal
KILLERS OF THE FLOWER MOON Thelma Schoonmaker
OPPENHEIMER Jennifer Lame
POVERE CREATURE! Yorgos Mavropsaridis
LA ZONA D’INTERESSE Paul Watts

Migliori Costumi
BARBIE Jacqueline Durran
KILLERS OF THE FLOWER MOON Jacqueline West
NAPOLEON Dave Crossman, Janty Yates
OPPENHEIMER Ellen Mirojnick
POVERE CREATURE! Holly Waddington

Miglior Trucco e Acconciature
KILLERS OF THE FLOWER MOON Kay Georgiou, Thomas Nellen
MAESTRO Sian Grigg, Kay Georgiou, Kazu Hiro, Lori McCoy-Bell
NAPOLEON Jana Carboni, Francesco Pegoretti, Satinder Chumber, Julia Vernon
OPPENHEIMER Luisa Abel, Jaime Leigh McIntosh, Jason Hamer, Ahou Mofid
POVERE CREATURE! Nadia Stacey, Mark Coulier, Josh Weston

Miglior Colonna Sonora Originale
KILLERS OF THE FLOWER MOON Robbie Robertson
OPPENHEIMER Ludwig Göransson
POVERE CREATURE! Jerskin Fendrix
SALTBURN Anthony Willis
SPIDER-MAN: ACROSS THE SPIDER-VERSE Daniel Pemberton

Migliori scenografie
BARBIE Sarah Greenwood, Katie Spencer
KILLERS OF THE FLOWER MOON Jack Fisk, Adam Willis
OPPENHEIMER Ruth De Jong, Claire Kaufman
POVERE CREATURE! Shona Heath, James Price, Zsuzsa Mihalek
LA ZONA D’INTERESSE Chris Oddy, Joanna Maria Kuś, Katarzyna Sikora

Miglior sonoro
FERRARI Angelo Bonanni, Tony Lamberti, Andy Nelson, Lee Orloff, Bernard Weiser
MAESTRO Richard King, Steve Morrow, Tom Ozanich, Jason Ruder, Dean Zupancic
MISSION: IMPOSSIBLE – DEAD RECKONING PART ONE Chris Burdon, James H. Mather, Chris Munro, Mark Taylor
OPPENHEIMER Willie Burton, Richard King, Kevin O’Connell, Gary A. Rizzo
LA ZONA D’INTERESSE Johnnie Burn, Tarn Willers

Migliori effetti speciali
THE CREATOR Jonathan Bullock, Charmaine Chan, Ian Comley, Jay Cooper
GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3 Theo Bialek, Stephane Ceretti, Alexis Wajsbrot, Guy Williams
MISSION: IMPOSSIBLE – DEAD RECKONING PART ONE Neil Corbould, Simone Coco, Jeff Sutherland, Alex Wuttke
NAPOLEON Henry Badgett, Neil Corbould, Charley Henley, Luc-Ewen Martin-Fenouillet
POVERE CREATURE! Simon Hughes

Miglior cortometraggio britannico animato
CRAB DAY Ross Stringer, Bartosz Stanislawek, Aleksandra Sykulak
VISIBLE MENDING Samantha Moore, Tilley Bancroft
WILD SUMMON Karni Arieli, Saul Freed, Jay Woolley

Miglior cortometraggio britannico
FESTIVAL OF SLAPS Abdou Cissé, Cheri Darbon, George Telfer
GORKA Joe Weiland, Alex Jefferson
JELLYFISH AND LOBSTER Yasmin Afifi, Elizabeth Rufai
SUCH A LOVELY DAY Simon Woods, Polly Stokes, Emma Norton, Kate Phibbs
YELLOW Elham Ehsas, Dina Mousawi, Azeem Bhati, Yiannis Manolopoulos

EE RISING STAR AWARD (votato dal pubblico)
PHOEBE DYNEVOR
AYO EDEBIRI
JACOB ELORDI
MIA MCKENNA-BRUCE
SOPHIE WILDE 

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lunedì 8 gennaio 2024

Golden Globe 2024 - trionfo per 'Oppenheimer' e 'Povere Creature"

Si sono tenuti nella notte i Golden Globe 2024, i premi della stampa estera negli USA, che quest'anno hanno "rialzato" la testa dopo un paio di anni difficili, tra contestazioni e boicottaggi, e hanno visto il ritorno alla partecipazione da parte di attrici e attori.
Una serata in cui non è filato tutto liscio, l'organizzazione della serata è stata un mezzo disastro, sottolineato anche dal presentatore Jo Koy durante il monologo inziale: "Mi hanno dato questo lavoro dieci giorni fa, le battute che vi stanno facendo ridere sono quelle che ho scritto io".

Per quanto riguarda i premi, ricordiamo che in ottica Oscar, i Golden Globe non sono più molto indicativi come qualche anno fa, il trionfatore della serata è stato Oppenheimer di Christopher Nolan, che si è portato a casa cinque globi d'oro (film drama, regia, attore protagonista drama, attore non protagonista, colonna sonora). Bene anche Povere Creature! di Yorgos Lanthimos, con due premi pesanti come migliore film commedia/musical e attrice protagonista (Emma Stone).
Barbie è tornato a casa con il premio per la migliore canzone e quello come migliore "incasso al box office", una delle nuove categorie di quest'anno. Un solo premio per Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, ma un premio pesante, quello come migliore attrice protagonista drama a Lily Gladstone.
Niente da fare per Io Capitano di Matteo Garrone ma la cinquina per il miglior film straniero era davvero di altissimo livello e a trionfare è stato il favorito Anatomia di una caduta, che ha vinto anche come migliore sceneggiatura.

Per la TV, nessuna sorpresa, Succession è stata premiata come migliore serie drama, mentre The Bear come migliore serie comedy/musical

Ecco tutti i vincitori.

- FILM -

Miglior film drammatico
Anatomia di una caduta
Killers of the Flower Moon
Maestro
Oppenheimer
Past Lives
La zona d'interesse

Miglior film comico o musical
Air
American Fiction
Barbie
The Holdovers
May December
Povere creature

Miglior regia di film
Bradley Cooper, Maestro
Greta Gerwig, Barbie
Yorgos Lanthimos, Povere creature
Christopher Nolan, Oppenheimer
Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon
Celine Song, Past Lives

Miglior sceneggiatura di film
Barbie
Povere creature
Oppenheimer
Killers of the Flower Moon
Past Lives
Anatomia di una caduta

Miglior risultato al botteghino
Barbie
Guardians of the Galaxy: Vol. 3
John Wick: Chapter 4
Mission: Impossible — Dead Reckoning
Oppenheimer
Spider-Man: Across the Spider-Verse
The Super Mario Bros. Movie
Taylor Swift: The Eras Tour

Miglior attore in un film drammatico
Bradley Cooper, Maestro
Leonardo DiCaprio, Killers of the Flower Moon
Colman Domingo, Rustin
Barry Keoghan, Saltburn
Cillian Murphy, Oppenheimer
Andrew Scott, All of Us Strangers

Miglior attrice in un film drammatico
Annette Bening, Nyad
Lily Gladstone, Killers of the Flower Moon
Sandra Hüller, Anatomia di una caduta
Greta Lee, Past Lives
Carey Mulligan, Maestro
Cailee Spaeny, Priscilla

Miglior attore in un film comico o musical
Nicolas Cage, Dream Scenario
Timothée Chalamet, Wonka
Matt Damon, Air
Paul Giamatti, The Holdovers
Joaquin Phoenix, Beau Is Afraid
Jeffrey Wright, American Fiction

Miglior attrice in un film comico o musical
Fantasia Barrino, The Color Purple
Jennifer Lawrence, No Hard Feelings
Natalie Portman, May December
Alma Pöysti, Foglie al vento
Margot Robbie, Barbie
Emma Stone, Povere creature

Miglior attrice non protagonista in un film
Emily Blunt, Oppenheimer
Danielle Brooks, The Color Purple
Jodie Foster, Nyad
Julianne Moore, May December
Rosamund Pike, Saltburn
Da'Vine Joy Randolph, The Holdovers

Miglior attore non protagonista in un film
Willem Dafoe, Povere creature
Robert De Niro, Killers of the Flower Moon
Robert Downey, Jr., Oppenheimer
Ryan Gosling, Barbie
Charles Melton, May December
Mark Ruffalo, Povere creature

Miglior film d'animazione
Il ragazzo e l'airone
Elemental
Spider-Man: Across the Spider-Verse
The Super Mario Bros. Movie
Suzume
Wish

Miglior film straniero
Anatomia di una caduta
Foglie al vento
Io Capitano
Past Lives
La società della neve
La zona d'interesse

Miglior colonna sonora originale di un film
Povere creature
Oppenheimer
Il ragazzo e l'airone
La zona d'interesse
Spider-Man: Across the Spider-Verse
Killers of the Flower Moon

Migliore canzone di un film
“Addicted to Romance,” She Came to Me
“Dance the Night,” Barbie
“I’m Just Ken,” Barbie
“Peaches,” The Super Mario Bros. Movie
“Road to Freedom,” Rustin
“What Was I Made For?”, Barbie

- TELEVISIONE -

Miglior serie comica
Abbott Elementary
Barry
The Bear
Jury Duty
Only Murders in the Building
Ted Lasso

Miglior serie drammatica
1923
The Crown
The Diplomat
The Morning Show
Succession

Miglior attrice in una serie drammatica
Helen Mirren, 1923
Bella Ramsey, The Last of Us
Keri Russell, The Diplomat
Sarah Snook, Succession
Imelda Staunton, The Crown
Emma Stone, The Curse

Miglior attore in una serie drammatica
Brian Cox, Succession
Kieran Culkin, Succession
Gary Oldman, Slow Horses
Pedro Pascal, The Last of Us
Jeremy Strong, Succession
Dominic West, The Crown

Miglior attore in una serie comica
Bill Hader, Barry
Steve Martin, Only Murders in the Building
Jason Segel, Shrinking
Martin Short, Only Murders in the Building
Jason Sudeikis, Ted Lasso
Jeremy Allen White, The Bear

Migliore attrice in una serie comica
Ayo Edebiri, The Bear
Natasha Lyonne, Poker Face
Quinta Brunson, Abbott Elementary
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Selena Gomez, Only Murders in the Building
Elle Fanning, The Great

Miglior miniserie o film tv
Tutta la luce che non vediamo
Beef
Daisy Jones and the Six
Fargo
Fellow Travelers - Compagni di viaggio
Lezioni di Chimica

Miglior attore in una miniserie o film tv
Matt Bomer, Fellow Travelers - Compagni di viaggio
Sam Claflin, Daisy Jones and the Six
Jon Hamm, Fargo
Woody Harrelson, White House Plumbers
David Oyelowo, Lawmen: Bass Reeves
Steven Yeun, Beef

Miglior attrice in una miniserie o film tv
Riley Keough, Daisy Jones and the Six
Brie Larson, Lezioni di chimica
Elizabeth Olsen, Love and Death
Juno Temple, Fargo
Rachel Weisz, Dead Ringers
Ali Wong, Beef

Miglior attrice non protagonista in una serie tv
Elizabeth Debicki, The Crown
Abby Elliott, The Bear
Christina Ricci, Wednesday
J. Smith Cameron, Succession
Meryl Streep, Only Murder in the Building
Hannah Waddingham, Ted Lasso

Miglior attore non protagonista in una serie tv
Billy Crudup, The Morning Show
Matthew MacFadyen, Succession
James Marsden, Jury Duty
Ebon Moss Bachrach, The Bear
Alan Ruck, Succession
Alexander Skarsgaard, Succession

Miglior stand-up comedy
Ricky Gervais
Trevor Noah
Chris Rock
Amy Schumer
Sarah Silverman
Wanda Sykes

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venerdì 1 dicembre 2023

New York Film Critics Circle - il miglior film dell'anno è Killers of the Flower Moon

Si è aperta la stagione dei premi, una lunga maratona che si chiuderà con i premi Oscar il prossimo marzo. Dopo i Gotham Awards che hanno visto trionfare Past Lives, è la volta del New York Film Critic Circle, l'associazione di critici fondata nel 1935, quindi la più antica degli USA, composta da 37 critici di New York. Premio non particolarmente indicativo in chiave Oscar.

A trionfare è stato Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, votato come miglior film dell'anno, con Lily Gladstone che è stata premiata come migliore attrice protagonista.

Il premio come migliore attore protagonista è andato invece a Franz Rogowski (Passeges), mentre Da’Vine Joy Randolph (The Holdovers) e Charles Melton (May December) sono stati premiati nelle categorie dei non protagonisti. Miglior regista Christopher Nolan per Oppenheimer, con il film che ha vinto anche per la migliore fotografia.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
Killers of the Flower Moon

MIGLIOR REGISTA
Christopher Nolan, Oppenheimer

MIGLIORE ATTRICE
Lily Gladstone, Killers of the Flower Moon

MIGLIOR ATTORE
Franz Rogowski, Ira Sachs’ Passages

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Da’Vine Joy Randolph, The Holdovers

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Charles Melton, May December

MIGLIOR SCENEGGIATURA
May December by Samy Burch and Alex Mechanik

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Menus-Plaisirs — Les Troisgros (dir. Frederick Wiseman)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
The Boy and the Heron

MIGLIOR PRIMO FILM
Past Lives

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Anatomy of a Fall

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Hoyte Van Hoytema, Oppenheimer

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domenica 27 agosto 2023

Oppenheimer - la recensione

Con un mese di ritardo finalmente è arrivato anche in Italia Oppenheimer, l'ultimo acclamatissimo film di Christopher Nolan, che arriva dopo il complicato Tenet, che aveva deluso un po' tutti, e Dunkirk che aveva diviso molto, fra chi lo aveva fortemente apprezzato e chi invece lo considera sottotono.

Con Oppenheimer Nolan sembra mettere da parte ogni esagerazione, i ghirigori fantascientifici e le complicazioni di trama per puntare invece dritto al sodo e fare un ritratta scarno, asciutto, ma allo stesso tempo complesso e intenso si J. Robert Oppenheimer (Cillian Murphy), il fisico americano che ha guidato il "Progetto Manhattan" e che è a tutti gli effetti il padre della bomba atomica. Ne risulta un personaggio stratificato, contraddittorio e complesso nelle sue molteplici sfaccettature, allo stesso tempo fragile e pieno di sé, estremamente chiuso ma dai modi spesso pomposi e autoritari, una personalità istrionica e tormentata che Nolan prende come archetipo dell'uomo e lo fa diventare, quasi letteralmente, il Prometeo della mitologia, che dopo aver consegnato il fuoco agli uomini viene severamente punito dagli dei. Anche Oppenheimer, quindi, si ritrova nella posizione per cui la sua scienza, quella meccanica quantistica che aveva rivoluzionato il mondo della fisica del primo ventennio del Novecento, gli serve a costruire un'arma spaventosa che ben presto sfugge a ogni tentativo di controllo, e con cui lo scienziato si troverà a dover fare i conti, politicamente e soprattutto moralmente, per il resto della sua vita.

Nel film si ritrovano alcuni stilemi tipici del cinema nolaniano, dalla non linearità del racconto alla destrutturazione del tempo e soprattutto il dualismo fra scienza ed etica, fra ragione e sentimento, fra teoria e pratica. Questo fa sì che pur essendo un film chiaramente incentrato, a partire dal titolo, sul suo protagonista, Oppenheimer è anche un film corale, dove moltissimi personaggi ruotano intorno alla figura principale e nessuno, anche quelli che compaiono in una sola scena, mancano di lasciare il segno. Accanto a un Cillian Murphy magnetico, c'è anche, vero contraltare del film e lo capiamo subito dall'uso intelligente del bianco e nero, uno straordinario Robert Downey Jr, che ci ricorda in modo chiaro che lui è molto più del Tony Stark made in Marvel. 

Ma il cast è davvero tutto di altissimo livello, Emily Blunt e Florence Pugh, che pur in poche scene riescono a dare grande potenza ai loro personaggi, e molti altri, tra cui Matt Damon.

Come accade spesso nel suo cinema, Nolan utilizza non solo montaggio e fotografia con fini narrativi, ma anche il suono, a partire dalla colonna sonora splendida di Ludwig Göransson (che non fa rimpiangere il grande Hans Zimmer) fino all'uso magistrale del sonoro, e in particolare dell'assenza di suoni, che spesso diventa importante tanto quanto, se non di più, dei dialoghi.

Con tre ore di durata che non si sentono affatto grazie a un ritmo serrato, dialoghi perfetti e l'uso sapiente del montaggio, Oppenheimer è forse il film più maturo, complesso e tecnicamente perfetto di Christopher Nolan. Se sarà anche il suo migliore, lo deciderà il tempo.

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lunedì 12 dicembre 2022

Prime immagini ufficiali Oppenheimer di Christopher Nolan

È uno dei titoli più attesi del 2023, Oppenheimer di Christopher Nolan arriverà nelle sale italiane il prossimo 20 luglio

Il film racconterà la storia del "padre della bomba atomica", il fisico Robert Oppenheimer, coprirà un arco di di 45 anni concentrandosi in particolare sul "progetto Manhattan", che ha portato alla creazione della bomba. Fino ad ora non abbiamo visto praticamente nulla, oggi, grazie a Total Film, possiamo vedere le prime immagini ufficiali del film.

Nelle foto vediamo il protagonista, Cillian Murphy, Robert Downey Jr. e Emily Blunt.








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sabato 12 dicembre 2020

Christopher Nolan attacca di nuovo la Warner. Dure critiche anche da Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Non si placano le polemiche sulla Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 nei cinema e in contemporanea anche in streaming su HBOMax.

Ieri il durissimo attacco di Denis Villeneuve, regista di Dune, uno dei 17 film per cui la Warner ha deciso la "doppia uscita", oggi è di nuovo il turno di Christopher Nolan, che torna ad attaccare la major dopo l'intervista di qualche giorno fa.
Intervistato da Variety, il regista si schiera dalla parte delle maestranze, quelle persone normali, lavoratori, a volte occasionali, che verranno danneggiate dalla decisione della Warner.

"Le scelte economiche non sono adeguate a meno che non si scelga di guardare solo ed esclusivamente ai movimenti nelle quotazioni azionarie o al numero di occhi che si piazzano davanti a un nuovo servizio di streaming", ha dichiarato Nolan, "La distribuzione cinematografica è solo uno degli aspetti interessati dalla vicenda, si parla anche di finestra home video, di finestre secondarie e terziarie. Aspetti di vitale importanza nell’economia alla base di questo business e per la gente che ci lavora. E non parlo di me. Non parlo di Ben Affleck. Sto parlando degli attrezzisti, degli elettricisti che fanno affidamento sugli incassi residuali per l’integrazione pensionistica o dell’assicurazione sanitaria. Parlo della SAG e degli attori, di persone che, quando arrivo sul set e devo girare una scena con un cameriere e un avvocato, hanno due o tre battute. Devono guadagnare per vivere di questa professione specie se lavorano solo una manciata di giorni all’anno. Ed è proprio per questo che le unioni si sono assicurate delle partecipazioni per queste persone.
Bisogna parlare del danno che viene fatto saltando le negoziazioni con le unioni, con i talent e tutto il resto. Si sollevano un sacco di domande su come si andranno a mantenere, garantiscono il lavoro di un sacco di gente a Hollywood, persone che hanno una vita e una famiglia, che necessitano di assistenza sanitaria e tutto il resto. È questa la questione che ancora non è stata affrontata e di cui invece bisogna discutere. Bisogna ricordare che il modello della distribuzione cinematografica provvede al sostentamento di centinaia di migliaia di persone normali. Quelle stesse persone che riescono ad assicurare anche a me la possibilità di girare i miei film e farli vedere al pubblico."

Intanto, insieme alla DGA, si muove anche CAA, l'agenzia di talent più famosa al mondo, che ha scritto una lettera dai toni davvero agguerriti alla Warner, riportata poi da Deadline.

"L’annuncio fatto a sorpresa dalla Warner Bros giovedì è completamente inaccettabile per la CAA e i clienti che rappresenta.
Avete deciso di far uscire i film dei nostri clienti in una modalità che non ha precedenti – contemporaneamente nei cinema e sul vostro servizio streaming HBO Max – senza prendere in considerazione i desideri dei nostri clienti o i loro diritti contrattuali. Questo viola palesemente i diritti di alcuni nostri clienti, che hanno diritto decisionale sui piani di distribuzione e di streaming. Questa decisione inoltre è un sabotaggio delle uscite cinematografiche, e danneggia drammaticamente l’abilità dei nostri clienti di guadagnare percentuali sugli incassi, sulle quali si basavano le loro trattative, e che loro si aspettavano di ricevere avendone tutto il diritto.
Questo approccio è l’epitome di una manovra volta unicamente a beneficiare la vostra compagnia creando il caos nell’industria e ignorando e danneggiando gli interessi creativi e finanziari dei nostri clienti. Peraltro avete negoziato con HBO Max una licenza, ancora poco chiara, che rifiutiamo completamente essendo stata decisa in autonomia e in molti casi in violazione dei diritti di approvazione dei nostri clienti.
In sostanza, state cercando di approfittare dei nostri clienti per trarre benefici per la vostra compagnia. Non accetteremo questa cosa. In un'industria basata sulle relazioni, avete violato patti e fiducia. Così facendo, la Warner Bros ha affermato che il rapporto con gli artisti e chi li rappresenta non è fondamentale per lo studio. Abbiamo lavorato con la Warner per quasi quarant’anni. A un certo punto, la Warner si vantava dei rapporti dei suoi dirigenti con gli artisti. Oggi i talent sono tra le risorse più importanti di quest’industria. Insultarli significa ridefinire la vostra compagnia in maniera molto deludente."

Sulla stessa linea la lettera scritta da DGA, che conclude dicendo: "Intendiamo prendere provvedimenti immediati per proteggere i nostri iscritti e chiediamo un incontro immediato per discutere la questione".
E sembra che sia CAA che la DGA si stiano davvero muovendo per prendere provvedimenti. L'agenzia CAA, che rappresenta moltissimi registi e attori che hanno lavorato in quei 17 film della Warner, ha dichiarato che è pronta a procedere per vie legali e a boicottare le campagne di promozionali.

Le polemiche intorno alla Warner vengono commentate anche da chi è "fuori", come i registi Judd Apatow e Aaron Sorkin.

Judd Apatow ha dichiarato a Variety: "La decisione della Warner Bros. mi ha fatto apprezzare il fatto che lavoro per la Universal. È sconvolgente che una major abbia preso una simile decisione sul proprio listino senza parlarne con nessuno. È il tipo di mancanza di rispetto di cui si sente parlare ogni tanto quando si legge la storia dello show business. Ma farlo letteralmente con ogni singola persona con cui lavori è sconvolgente. [...] Questo approccio crea un incubo finanziario, la maggior parte delle persone riceve delle partecipazioni sugli incassi. Ciò che ottengono dopo anni di lavoro è basato sul successo dei propri film. Che succede se i film escono direttamente in streaming? Come calcoleranno quanti soldi pagare ai talent? Non è nemmeno chiaro se queste cose siano regolate dai contratti siglati, oppure se loro possono davvero fare quello che vogliono."

Sempre tramite Variety, le parole di Aaron Sorkin, convinto che comunque vada l'esperienza cinematografica sia il futuro: "Abbiamo tutti paura che questo possa cambiare tutto, che i cinema stiano ufficialmente per diventare arthouse, che i film che facciamo noi verranno visti solo sulle piattaforme streaming. Ma non penso che accadrà davvero. Penso che in quattromila anni niente ha realmente rimpiazzato l’esperienza di far parte di un pubblico. L’esperienza condivisa, lo stare in un cinema quando le luci si abbassano, tutti che ridono insieme, si spaventano insieme, rimangono ammutoliti insieme, e assistere ai momenti finali del film insieme, nello stesso momento."

Al momento la Warner, ma neanche WarnerMedia e AT&T, hanno replicato a questi attacchi. Sicuramente la situazione per la Warner comincia a farsi pesante, e tutte queste polemiche non sono una bella pubblicità per HBOMax.

venerdì 11 dicembre 2020

Il duro attacco di Denis Villeneuve alla Warner e AT&T: "Non c’è amore per il cinema né per il pubblico."

Un'altra voce illustre si scaglia contro la Warner dopo la decisione della major di far uscire tutti i film del 2021 sia al cinema che in streaming su HBOMax.

In questi giorni abbiamo riportato le critiche degli esercenti americani, di Christopher Nolan e la Legendary, il disappunto della DGA, di attori, attrici e registi che hanno lavorato con la Warner, adesso è il turno di Denis Villeneuve.

Il regista ha girato uno dei film più importanti e attesi del listino 2021 della Warner, si tratta di Dune, nuovo adattamento dell'omonimo romanzo con Timothée Chalamet protagonista e un cast stellare. Attraverso il sito di Variety, il regista canadese ha attaccato molto duramente la Warner e soprattutto AT&T, cioè la mente dietro la decisione di spostare tutto il listino in streaming andando a penalizzare i film e i cinema. Ecco le sue parole:

"Ho appreso dai notiziari che la Warner Bros. aveva deciso di distribuire Dune su HBO Max in contemporanea con l’uscita cinematografica, utilizzando molte immagini del nostro film per promuovere la loro piattaforma streaming. Con questa decisione AT&T ha sabotato uno dei più importanti e rispettabili studi cinematografici della storia del Cinema. Non c’è assolutamente amore per il cinema né per il pubblico in questa decisione. È semplicemente l’istinto di sopravvivenza di un mammut delle telecomunicazioni, che al momento porta sulle spalle un debito astronomico di 150 miliardi di dollari. Quindi, sebbene Dune sia fatto per il cinema e per il pubblico, AT&T pensa alla propria sopravvivenza a Wall Street. Con il lancio fallimentare di HBO Max, AT&T ha deciso di sacrificare l’intero listino della Warner Bros. nel disperato tentativo di attirare l’attenzione del pubblico.
L’improvvisa marcia indietro della Warner da storica casa per i cineasti a questa nuova era di completo disprezzo segna una linea chiara, a mio avviso: realizzare un film significa collaborare, fidarsi della fiducia reciproca in un team, e la Warner Bros ha dichiarato di non far parte più dello stesso team.

Le piattaforme streaming sono un’aggiunta positiva e potente all’ecosistema televisivo e cinematografico. Ma voglio che il pubblico capisca che da solo, lo streaming non può sostenere l’industria cinematografica come la conoscevamo prima del COVID. Lo streaming può produrre grandi contenuti, ma non film ambiziosi e colossali come Dune. La decisione della Warner implica che Dune non potrà mai dare risultati economici soddisfacenti, e la pirateria alla fine trionferà. La Warner Bros, con questa mossa, potrebbe aver ucciso il franchise di Dune. “Questo è per i fan”. John Stankey della AT&T ha detto che il cavallo dello streaming è fuggito dal fienile. In realtà, il cavallo ha lasciato il fienile per finire nel mattatoio.
Nessuno mette in dubbio che la sicurezza del pubblico venga prima di tutto, per questo, quando è diventato evidente che l’inverno avrebbe portato una seconda ondata, ho capito e supportato la decisione di rinviare di quasi un anno l’uscita del film. Il piano era che Dune uscisse al cinema a ottobre 2021, quando le vaccinazioni sarebbero state in fase avanzata e, si spera, il virus alle spalle. La scienza afferma che il prossimo autunno dovremmo essere tornati alla normalità.

Dune è finora il miglior film che abbia fatto. Io e il mio team abbiamo dedicato tre anni della nostra vita a realizzare quest’esperienza cinematografica unica. L’immagine e il suono del nostro film sono stati progettati per il cinema.

Parlo a titolo personale, sebbene sia solidale con gli altri 16 registi che devono affrontare il mio stesso destino. Sappiate che sono con voi e che insieme siamo più forti. Gli artisti sono coloro i quali creano i film e le serie.
Credo fermamente che il futuro del cinema sia sul grande schermo, non importa cosa pensa un dilettante qualsiasi di Wall Street. Sin dall’alba dei tempi, gli umani hanno sempre avuto bisogno di esperienze narrative comuni. Il cinema sul grande schermo è più di un mero business, è una forma d’arte che riunisce le persone, celebrando l’umanità e aumentando l’empatia che abbiamo l’uno per l’altro. È una delle ultime esperienze artistiche collettive e fisiche che possiamo sperimentare come umani.
Una volta che la pandemia sarà finita, i cinema torneranno a riempirsi. Io credo questo. Non perché l’industria cinematografica ne ha bisogno, ma perché noi esseri umani abbiamo bisogno del cinema come esperienza collettiva.

Quindi, visto che per primo ho la responsabilità creativa e fiduciaria di adempiere ai miei doveri come regista, chiedo ad AT&T di agire con la stessa responsabilità, rispetto e riguardo e proteggere questo medium culturale vitale. L’impatto economico sugli azionisti è solo un aspetto della responsabilità sociale delle aziende. Trovare modi per arricchire la cultura è un altro. L’esperienza cinematografica non ha eguali. In quei cinema bui i film catturano la nostra storia, ci educano, alimentano la nostra immaginazione e ci innalzano ispirando il nostro spirito collettivo. È la nostra eredità."

Parole assolutamente condivisibili, non c'è bisogno di aggiungere altro.

La AT&T aveva risposto alle dure critiche di Christopher Nolan ribadendo la loro posizione e l'intenzione di andare avanti per la loro strada, cioè lo streaming, vedremo se questa nuova presa di posizione da parte di un altro regista importante come Denis Villeneuve avrà delle conseguenze.

giovedì 10 dicembre 2020

Tutti contro la Warner e HBO Max. Attori e registi sul piede di guerra.

La Warner Bros è sempre più al centro di un vero e proprio ciclone. Da quando la major ha annunciato che tutti i film del 2021 usciranno sia al cinema che in contemporanea in streaming su HBO Max, sono cominciate a piovere polemiche che stanno diventando sempre più aspre.

Prima sono stati gli esercenti, poi è stato il turno del duro attacco di Christopher Nolan e della Legendary, adesso sembra che tutta Hollywood sia decisa a dare battaglia alla Warner.

Diciamo subito che il problema non è solo artistico, come dichiarato da Nolan ("Alcuni dei più grandi registi ed attori dell’industria sono andati a dormire pensando che stavano lavorando con il più grande studio al mondo e si sono svegliati scoprendo che invece stavano lavorando per il peggior servizio streaming"), ma soprattutto economico, e questo potrebbe creare molti più problemi.

Tutto è iniziato con l'annuncio che Wonder Woman 1984, rinviato più volte a causa della pandemia, sarebbe uscito il 25 dicembre sia nel cinema aperti che su HBO Max. Dopo poche settimane, la Warner ha deciso di applicare questa doppia uscita a tutti i film del 2021, per un mese disponibili gratis agli abbonati alla piattaforma e poi trasformarli in VOD. La scelta ha lasciato di stucco tutti i registi e gli attori che hanno lavorato a quei film perché (cosa anticipata da Nolan nelle sue dichiarazioni) nessuno di loro era stato avvertito della decisione e hanno saputo tutto solo due ore prima dell'annuncio.
A rendere la situazione ancora più complicata è stata la rivelazione del New York Times, che ha raccontato come la Warner avrebbe pagato 10 milioni di dollari Gal Gadot, Patty Jenkins e il produttore Charles Roven, riconoscendogli la percentuale accordata nel caso il film avesse superato il miliardo di dollari al botteghino. Una mossa per "tenersi buoni" la regista e la protagonista del film e fare in modo che supportassero la campagna promozionale in vista dell'uscita (anche se sia Gal Gadot che Patty Jenkins non sono in linea con il pensiero della major e continuano ad invitare i fan ad andare al cinema e non a vedere il film in streaming). Insomma, alla Warner serviva il loro aiuto e ha voluto fare un'eccezione riconoscendogli quello che gli spettava, ma la major non sembra avere l'intenzione di fare lo stesso con tutti gli altri, anche perché gli verrebbe a costare tantissimo. Questa disparità di trattamento ha fatto arrabbiare molto la DGA (Directors Guild of America) e le varie agenzie che rappresentano attrici, attori e registi.

La situazione economica è piuttosto contorta ma dal punto di vista della Warner si tratta di un vero affare, molto furbo. A tutti i registi e ad alcuni attori, spetterebbe una percentuale sugli incassi al box office, dove ci sono delle regole e delle cifre stabilite, ma per quanto riguarda lo streaming e le visualizzazioni di un prodotto su una piattaforma, non ci sono regole. Inoltre, una uscita in streaming va a penalizzare moltissimo gli incassi dei cinema (già dimezzati per la pandemia) e, di conseguenza, la percentuale per i registi e il cast si abbassa notevolmente.
Per questo motivo, sembra che la DGA abbia scritto una lettera piuttosto dura alla Warner per manifestare tutti il proprio disappunto per una mossa che reputano molto scorretta, tanto da minacciare un boicottaggio.

"Non è chiaro se la Warner sia tenuta legalmente a rinegoziare gli accordi sui compensi back-end (e cioè quelli legati agli incassi) per tutti e 17 i film in uscita nel 2021, come già fatto con Wonder Woman 1984", scrive il NYT, sicuramente la Warner non vuole perdere di colpo tutto l'appoggio dei vari registi e talent con cui ha collaborato, quindi dovrà trovare una mediazione. Il NYT scrive: "Il piano ideato da WarnerMedia prevede che HBO Max paghi una licenza alla Warner Bros per lo sfruttamento dei film nei 31 giorni che passeranno sulla piattaforma streaming in contemporanea all’uscita in sala. La licenza sarà equivalente alla porzione di ricavi che lo studio otterrà dalla vendita dei biglietti cinematografici del film negli Stati Uniti in quel periodo (solitamente si parla del 50% degli incassi)". Quindi, se un film incassa 50 milioni, la Warner riceverebbe altri 25 mln da HBO Max. Anche qui, però, c'è un problema che fa storcere il naso: la Warner deve trattare con WarnerMedia per la percentuale da versare da parte di HBOMax, praticamente significa che la Warner tratta con sé stessa visto che WarnerMedia controlla la Warner. Per quanto uno si possa fidare, è un po' strano e difficile pensare che tra le due parti (che poi è una) non ci sia un occhio di riguardo verso gli azionisti più che verso i registi e i talent.

Vedremo cosa succederà ma difficile che la Warner possa tornare indietro sulle proprie decisioni, o meglio, sulle decisioni di WarnerMedia, quest'ultimo infatti ha voluto rispondere all'attacco di Christopher Nolan rivendicando la scelta della doppia uscita e usando proprio gli incassi di Tenet come esempio che li ha convinti ad agire così. Secondo il CEO di WarnerMedia infatti, gli incassi bassi ottenuti negli USA dell'ultimo film di Nolan, sono la dimostrazione che il pubblico americano non è ancora pronto a tornare in sala, e quindi hanno dovuto trovare un metodo alternativo: "Siamo grandi sostenitori della distribuzione cinematografica [...] Ma resta da vedere quante persone vorranno andare al cinema a prescindere dal fatto che siano riaperti o meno, cosa che noi sappiamo bene visto che siamo stati l’unico studio a lanciare un film davvero grande durante la pandemia. Abbiamo distribuito Tenet questa estate. Siamo felici dell’esperienza, ma abbiamo anche imparato molto circa l’inclinazione della gente ad andare al cinema lì dove sono aperti. Sottolineo come gli esercenti abbiano fatto un lavoro straordinario con le misure di sicurezza nelle strutture e ci sarebbe piaciuto davvero tanto constatare un maggior afflusso negli USA. Nel mercato internazionale, la storia è stata differente. C’erano più cinema aperti e c’è stato più pubblico. È stata quasi un’esperienza normale, ma per quanto concerne gli Stati Uniti abbiamo capito che le persone non sono ancora pronte a riallacciare i rapporti con il cinema, da cui la nascita di questa nuova strategia. Per questo, osserveremo l'andamento dei nuovi film sia sul fronte del box office che dei numeri che registreranno su HBO Max".

Insomma, la Warner va avanti per la sua strada, anzi è pronta a lanciare HBOMax anche fuori dagli USA e, nel frattempo, a stringere accordi con Sky per avere una doppia distribuzione anche in Europa, ma le polemiche sono destinate a continuare.

martedì 8 dicembre 2020

Christopher Nolan si scaglia contro la Warner e HBO Max

Nei giorni scorsi la Warner ha annunciato che tutti i film nel listino del 2021 usciranno nei cinema e contemporaneamente sulla piattaforma HBO Max, una decisione che ha scatenato le ire delle catene di distribuzione USA e ha fatto storcere il naso a molti registi che hanno lavorato per la major.

Tra questi c'è Christopher Nolan, uno dei "registi di punta" della Warner, con cui collabora da 18 anni e a cui ha regalato film di grande successo. Il regista di Interstellar e Il Cavaliere Oscuro, ha deciso di non rimanere in silenzio e, intervistato da THR e ET, ha attaccato pubblicamente la major e la piattaforma HBO Max.

"Alcuni dei più grandi registi del nostro settore e delle più importanti star del Cinema sono andati a letto la sera prima pensando di lavorare per il più grande studio cinematografico e si sono svegliati scoprendo che stavano lavorando per il peggior servizio di streaming", ha dichiarato Nolan a THR, "La Warner Bros. aveva una macchina incredibile per fare uscire il lavoro di un regista in tutto il mondo, sia al cinema che a casa, che stanno smantellando in questo stesso momento. Non capiscono neanche cosa stanno perdendo. La loro decisione non ha alcun senso economico e anche l'investitore di Wall Street più casuale saprebbe vedere la differenza tra guasto e malfunzionamento".

Nell'altra intervista a ET, Nolan ha rincarato la dose e sottolineando di nuovo come questa sia stata una decisione presa senza informare i registi.

"Sono incredulo, soprattutto per le modalità. C’è molta controversia a riguardo, perché non lo hanno detto a nessuno", ha dichiarato il regista, "Per il 2021 hanno alcuni dei migliori registi e alcune delle più grandi star al mondo che in alcuni casi hanno lavorato per anni a progetti a cui tengono tanto e che sono destinati all’esperienza sul grande schermo, sono destinati ad arrivare al pubblico più vasto possibile. E adesso li stanno usando come articoli a prezzi scontati per il servizio streaming, anzi un servizio streaming alle prime armi, senza alcuna consultazione. È una situazione davvero caotica. Un vero specchietto per le allodole. Non è così che tratti registi, attori e persone che hanno investito tanto in questi progetti. Meritavano di essere consultati e di essere informati su cosa stesse succedendo alle loro opere. [...] Penso che tutti gli studi sappiano che l’esperienza del cinema riprenderà e sarà una parte molto importante dell’ecosistema a lungo termine. Invece la pandemia viene usata come scusa per una sorta di lotta per un vantaggio a breve termine. Ed è davvero un peccato. Non è il modo di fare affari e non è la cosa migliore per la salute del nostro settore. Ma quando le sale cinematografiche riapriranno e la gente tornerà al cinema, quando il vaccino sarà stato lanciato e ci sarà una risposta sanitaria adeguata da parte del governo federale, sono molto ottimista sulle prospettive a lungo termine dell’industria. Le persone adorano andare al cinema e ci torneranno".

Parole dure e molto chiare quelle di Nolan e assolutamente condivisibili.

Va detto che la decisione della Warner non è piaciuta praticamente a nessuno, il sospetto (ma sembra essere piuttosto fondato come sospetto) è che la major abbia deciso di fare questo passo solo per accontentare la AT&T, la casa madre della WarnerMedia, decisa a puntare tutto il futuro su HBO Max, per aumentare gli abbonamenti e concorrere con Netflix e Disney+, tutto questo a discapito dei cinema e del Cinema nella sua forma originale.

Il primo film ad uscire in questa doppia modalità sarà Wonder Woman 1984, distribuito sia nelle sale che su HBO Max a Natale, in questo caso si tratta di una scelta che potrebbe anche essere giustificata, visto che siamo ancora in piena pandemia, ma i continui appelli di Patty Jenkins e Gal Gadot ai fan di andare a vedere il film in sala, nei cinema, piuttosto che accontentarsi di vederlo in streaming a casa, danno ragione a quanto detto da Nolan, i registi non sono d'accordo con la Warner sulla doppia distribuzione. Sembra che anche James Gunn (The Suicide Squad) e Denis Villeneuve (Dune) abbiano comunicato il loro disappunto alla major.

Vedremo cosa succederà, se la Warner andrà avanti a testa bassa o se modificherà la propria decisione, difficile la seconda opzione visto che la major ha annunciato l'intenzione di lanciare HBO Max anche in Europa il prossimo anno.

sabato 12 settembre 2020

Tenet - La Recensione

Dopo essere stato rimandato più volte, alla fine arriva a fare da apripista per il rientro in sala post pandemia.
Sembra un po’ il destino, quello che vuole che sia proprio l’ultimo attesissimo film del regista Christopher Nolan a segnare il ritorno del cinema, anche se non proprio ovunque. Un film non solo tanto atteso, ma di cui si è sentito parlare come di una specie di concentrato all’ennesima potenza di tutti i pregi e i difetti di un autore che, nel bene o nel male, ha un’impronta fortissima e che è diventato di culto.
Ma quindi, questo Tenet, è davvero così incomprensibile? E’ il capolavoro di cui tutti parlano? E’ una schifezza?



Non è facile rispondere a nessuna di queste domande.
Siamo sicuramente di fronte a un film molto complesso, prima di tutto a livello di trama: un uomo, probabilmente un agente della CIA, viene contattato da una non ben specificata organizzazione per combattere all’interno di una guerra di cui il mondo non è a conoscenza, ma una guerra talmente letale e distruttiva che l’esistenza stessa e il tempo sono messi a repentaglio. 
E l’unico indizio è una sola parola: Tenet.

Alla fine, se si va alla radice delle cose, il film non è altro che uno spy movie vecchio stampo, di quelli in cui un gruppo di buoni deve salvare il mondo da un gruppo di cattivi della fazione opposta.
Ma è Christopher Nolan e quindi non si può prescindere dall’aspetto più interessante, geniale, mindblowing di tutta la faccenda: il tempo non è lineare, forse è circolare, forse è addirittura palindromo, non può essere cambiato ma in realtà solo cambiandolo si può salvare il mondo. 
La parte migliore del film è sicuramente questa immersione incredibile e a volte confusa in una sceneggiatura dalla struttura insolita, che potrebbe risultare forse familiare ai fan della serie inglese Doctor Who ma che mette a dura prova tutti gli altri. Ci si può discutere per giorni, addirittura per mesi, servono sicuramente più visioni per comprendere tutto pienamente, ma è innegabile che l’intera operazione abbia in sé un magnetismo quasi magico da cui è difficile staccarsi. 
In questo è il film più nolaniano della filmografia di Nolan.
Eppure siamo molto lontani dalla perfezione e non si può certo definire Tenet il miglior film del regista. Da un punto di vista puramente tecnico siamo di fronte all’apoteosi del mezzo cinematografico e la storia è una droga che ci spinge a volerne sempre di più: se da un lato si sfidano le leggi della Fisica, dall'altro lo spettatore ignaro attende, in punta di poltroncina, e si fa travolgere da una colonna sonora (stavolta non affidata allo storico collaboratore Hans Zimmer, impegnato nella composizione del Dune di Villeneuve, ma bensì Ludwig Göransson, che ne segue magnificamente le orme, ma non stupisce, perché a tratti ne ricalca totalmente lo stile) incalzante e ben studiata e a delle sequenze al cardiopalma. Dispiace che al centro di questo meccanismo ben oleato, non venga conservato un pochino di spazio per una tridimensionalità dei personaggi "alla Inception", con un cuore, un vissuto ed un'umanità che il Protagonista ( John David Washington, figlio di Denzel) ed i suoi collaboratori non svelano. Questo è un peccato, perché ad esempio il personaggio interpretato dal sempre ottimo Robert Pattinson lascia intuire un potenziale enorme; il risultato è un coinvolgimento sempre e solo cerebrale dello spettatore.
In questo film mancano il cuore, l'anima.

Probabilmente non era nelle intenzioni di Nolan, perciò forse va anche bene così, tutto dipende da cosa si cerca dall’esperienza cinematografica.



Chiara&Francesca

venerdì 26 giugno 2020

Slitta ancora l'uscita USA di Tenet. E in Italia? [AGGIORNAMENTO]

La nuova importante impennata di contagi da Covid-19 negli Stati Uniti sta mettendo a rischio le riaperture, molte catene di cinema infatti hanno deciso di aspettare e rimandare l'apertura delle sale.

Per questo motivo la Warner ha deciso di spostare ancora l'uscita di Tenet, nuovo attesissimo film di Christopher Nolan, che dal 3 agosto slitta al 12 agosto.

In numeri in crescita del contagio negli USA hanno costretto la Warner a una certa flessibilità nella strategia, come dichiarato da un portavoce della major.

"La Warner Bros. si impegna a portare Tenet agli spettatori al cinema, sul grande schermo, quando gli esercenti saranno pronti e i responsabili della salute pubblica daranno il via libera. In questo momento quello di cui c’è bisogno è flessibilità, perciò non stiamo trattando questo film come una tipica uscita cinematografica. Abbiamo scelto di far uscire il film a metà settimana per permettere al pubblico di scoprirlo con calma, intendiamo restare al cinema più a lungo, molto più della norma, sviluppando così una strategia di uscita molto diversa eppure di successo".

Slitta anche il ritorno in sala di Inception, che quest'anno festeggia il suo decennale e che uscirà con un'anteprima di Tenet, il film con Leonardo DiCaprio infatti non uscirà più il 17 luglio ma il 31 luglio.
Il film di Nolan potrebbe non essere l'unico a spostarsi, secondo alcuni rumor, anche Il giorno sbagliato (Unhinged), con Russell Crowe, sarà costretto a uno slittamento, e sembra che anche la Disney stia programmando lo spostamento di Mulan.

Per quanto riguarda l'Italia, al momento la divisione italiana della Warner non ha comunicato spostamenti della data d'uscita di Tenet nel nostro paese, che resta fissata per il 3 agosto.

Aspettiamo aggiornamenti.

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Come era ipotizzabile, dopo lo slittamento dell'uscita americana di Tenet, anche quella italiana si sposta di qualche giorno.
La divisione italiana della Warner ha comunicato che il film non uscirà più il 3 agosto ma il 26 AGOSTO.

Una decisione che non sorprende.

giovedì 18 giugno 2020

Tenet arriverà in Italia il 3 agosto!

Dopo qualche giorno di incertezza, è stata fissata la data d'uscita italiana di Tenet, nuovo attesissimo film di Christopher Nolan.

La divisione italiana della Warner Bros ha comunicato che il film uscirà nelle sale del nostro paese il 3 AGOSTO. Un'uscita sarà quasi in contemporanea con gli USA, dove arriverà il 31 luglio.

Nella scelta della data, grande peso ha avuto la parola di Christopher Nolan, che ha voluto confermare il suo film nel periodo estivo per cercare di risollevare le sale cinematografiche di tutto il mondo dopo il lungo lockdown che le ha tenute chiuse. Nolan ha inoltre specificato l'importanza di vedere questo film sul grande schermo e nel buio della sala, per far immergere totalmente lo spettatore nella storia.

"Penso che, di tutti i film che ho concepito, questo sia quello più espressamente strutturato per l’esperienza cinematografica, quella fruita attraverso il grande schermo. È un lungometraggio con un’immagine e un suono che necessitano di essere esperite al cinema, sul grande schermo, e non stiamo nella pelle all'idea di farvi finalmente vedere cosa abbiamo fatto", ha dichiarato Nolan.

Altra novità, per festeggiare i 10 anni dall'uscita, anche in Italia verrà riproposto in sala Inception, che sarà preceduto da una anteprima di Tenet.

Definito un "parente stretto di Inception", Tenet vede come protagonista John David Washington (BlacKkKlansman), con lui nel cast Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Kenneth Branagh, e Michael Caine.