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lunedì 21 luglio 2025

Marvel - Kevin Feige parla del futuro dell'MCU: "Cambierà tutto".

In attesa dell'uscita, ormai imminente (23 luglio) de I Fantastici Quattro - Gli Inizi, il produttore e presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha incontrato la stampa per parlare del futuro dell'Universo Cinematografico Marvel, andando a toccare molti argomenti interessanti, ma soprattutto annunciando che siamo all'alba di un grosso cambiamento.

Andiamo per punti.


- I FANTASTICI QUATTRO
Kevin Feige è felice di aver riportato al cinema la "Prima famiglia della Marvel" perché "meritano di essere delle star di serie A. Erano delle star nei fumetti. In ogni film crossover che abbiamo realizzato nella saga di Infinity, i Fantastici Quattro erano personaggi importanti in quei fumetti e ovviamente non potevamo usarli allora. Riavere quei personaggi e gli X-Men è stata una cosa positiva". Il nuovo film dei Fantastici 4 sarà uno snodo cruciale per i prossimi passi nell'MCU: "Dà il via alla Fase 6. Non c'è bisogno di fare i compiti, andate a vedere il film. Non è collegato a nulla di ciò che è stato fatto prima".

- DOTTOR DESTINO E KANG
Per un certo periodo, Kang doveva essere il supervillain, il "nuovo Thanos", poi si è virato su Doctor Doom, che ha portato al ritorno di Robert Downey Jr., ma la colpa non è stata dei guai giudiziari di Jonathan Majors, semplicemente si sono accorti che non stava funzionando: "Anche prima di quello che è successo all'attore, avevamo iniziato a capire che Kang non era Thanos. C'era solo un personaggio che poteva esserlo, perché lo era stato nei fumetti, e finalmente ce l'avevamo, ed è il Dottor Destino. Avevamo già iniziato a parlarne prima di abbandonare Kang. In effetti, avevo iniziato a parlare con Robert di questa idea audace prima di Ant Man 3".

- BLADE
Annunciato con grande enfasi al Comic-Con nel 2019, oggi sembra sparito dai radar. Un progetto che è stato abbandonato da diversi registi e sceneggiatori, ognuno per motivi diversi e con tempistiche discutibili. Che ne sarà di Blade? una cosa è certa, Mahershala Ali resta collegato al film e i ritardi sono dovuti alla voglie di fare le cose per bene.
"Non volevamo solo fargli indossare un costume di pelle e fargli uccidere vampiri. Vogliamo realizzare qualcosa di unico e le sceneggiature iniziali non erano un granché. Si può iniziare con una buona sceneggiatura e renderla un'ottima sceneggiatura durante la produzione, ma non eravamo sicuri di poterlo fare con Blade. Non volevamo fare questo a Mahershala e non volevamo fare questo a noi".

- MENO FILM IN FUTURO
Feige ammette che negli ultimi anni la Marvel ha proposto troppe cose, troppo ravvicinate, tra film e serie tv. "Per la prima volta in assoluto, la quantità ha prevalso sulla qualità", e questo per cercare di soddisfare la richiesta del mercato, "Abbiamo lavorato per 12 anni alla Infinity Saga, dicendoci, 'Non deve succederci mai'. La gente ci chiedeva sempre più personaggi di quanti fossimo in grado di gestire, e non avevamo intenzione di fare un film al mese. Improvvisamente ci viene imposto di farne di più, e noi diciamo, "Beh, ne abbiamo di più. Ma forse è proprio questo che ci ha attirato le critiche". In futuro non sarà più così, anche se Feige continua a considerare (giustamente!) WandaVision e Loki due grandissimi successi, due punti fermi dell'MCU, in futuro ci saranno meno film e meno collegamenti con le serie, perché la fusione tra cinema e Disney+ è risultata "troppo complicata" per il pubblico: "È troppo... Credo che abbia portato la gente a dire: 'Prima era divertente, ma ora devo sapere tutto di tutte queste cose? Sono sicuramente orgoglioso di questa sperimentazione e dell'evoluzione avuta, e di certo non la cambierei. È stato l'incremento sconsiderato di produzioni che sicuramente ha svalutato lo studio e i suoi contenuti. Dopo Endgame, il piano era 'Cosa fare con questo successo?' La maggior parte della nostra narrazione era stata costruita per il finale di Endgame e pensare al futuro era puramente una questione di 'Beh, cosa facciamo ora con questo successo? Facciamo ancora lo stesso? Era un grande sforzo aziendale, e non ci voleva molto per convincerci: ci chiedevano da anni Ms. Marvel? Facciamola! Oscar Isaac vuole essere Moon Knight? Facciamolo! Sono 127 ore, se contiamo anche l'animazione. È stato troppo."

- THUNDERBOLTS* NON HA SFONDATO
La critica lo ha apprezzato ed è piaciuto anche al pubblico, ma Thunderbolts* ha finito per incassare meno di quanto si sarebbero aspettati in casa Marvel e Kevin Feige ha un'idea del perché, la colpa è sempre dei troppi collegamenti tra Cinema e Serie TV: "Mi è sembrato un film molto, molto bello. Ma nessuno aveva idea di cosa volesse dire quel titolo e molti di quei personaggi provenivano da una serie televisiva precedente. Parte del pubblico sentiva ancora gli effetti residui di quella nozione di 'Immagino di dover aver visto questi altri show per capire chi è questo'. Penso che se avessero visto davvero il film, non l'avrebbero pensata così, e noi realizziamo i film in modo che non sia così. Ma credo che dobbiamo comunque assicurarci che il pubblico lo capisca". Feige ha poi fatto l'esempio di The Marvels, che ha avuto lo stesso problema: "La gente ha pensato: 'Ok, una la riconosco da un film che ha fatto un miliardo di dollari. Ma chi sono le altre due? Immagino fossero in qualche serie televisiva. Allora non lo vedrò'".

- MILES MORALES NELL'MCU?
No, non ci sarà. La Sony ha esplicitamente detto alla Marvel di stare lontano da Miles Morales: "Quel progetto non esiste da nessuna parte. Sony ha il suo brillante, geniale, incredibile franchise animato dello Spider-Verse e finché non sarà concluso ci è stato detto di starne alla larga". Perciò niente Spider-Man afroamericano e questo ci porta al prossimo punto...

- LE ACCUSE ALLA MARVEL DI ESSERE È TROPPO WOKE
Una stupidaggine, e Kevin Feige spiega il perché: "Lo dissi già prima che si cominciasse a parlare di woke e di inclusività e, dopo tutto questo tempo, torno a ribadirlo: Marvel è il mondo che vedete fuori dalla finestra. Non è Gotham City o Metropolis, è New York e Los Angeles. Sì, ci sono anche il Wakanda e Asgard, ma sono comunque luoghi popolati da persone che potrebbero far parte anche del nostro mondo". E nel nostro mondo è variopinto e stratificato composto da persone di ogni genere, colore, sesso o sessualità, non è un mondo piatto, perciò l'accusa di essere "troppo woke" è semplicemente una stupidaggine.

- SPIDER-MAN: BRAND NEW DAY
Sarà una storia che riporterà Spider-Man per le strade: "Penso che Spider-Man: No Way Home si concluda con una promessa. Per quanto sia triste che Peter sia stato dimenticato da tutti, lo vediamo per la prima volta nelle storie di Spider-Man di Tom Holland come un vero Spider-Man. Lo troveremo, infatti, solo, dedito a salvare la città e ad affrontare la criminalità di strada, invece che eventi che potrebbero portare alla fine del mondo". Feige conferma la presenza di The Punisher nel film: "Ti chiedi, ok, chi sono gli altri personaggi di strada con cui non lo abbiamo mai visto interagire? Adoro il fatto che The Punisher sia apparso per la prima volta in un fumetto di Spider-Man. Quella copertina fantastica... Non voglio rivelare troppo, ma il regista sta facendo un lavoro straordinario in questo momento. Le riprese inizieranno molto presto."

- GLI X-MEN, REGISTA E NUOVI ATTORI
Confermato, Jake Schreier, regista di Thunderbolts*, dirigerà il film che segnerà il debutto degli X-Men nell'MCU, e anche se nel prossimo Avengers vedremo alcuni dei volti storici degli X-Men originali, si punta ad un cast nuovo e giovane: "Jake Schreier si occuperà degli X-Men per noi. Siamo molto fortunati ad averlo. Tutto inizia ora. La sceneggiatura è in corso. Jake è un ragazzo incredibilmente intelligente ed è un regista di incredibile talento. E ha anche il polso, diciamo, di un pubblico più giovane. Era importante per Thunderbolts, molto più importante per X-Men, perché X-Men, come nei fumetti, sarà un film molto orientato ai giovani, incentrato e con un cast ben definito. Sono stati un modo per raccontare storie di giovani che si sentono diversi, che si sentono soli e che hanno la sensazione di non appartenere a un gruppo. Questa è la storia universale dei mutanti, ed è lì che stiamo andando". Da mesi infatti si rincorrono voci e nomi di attrici e attori per il cast del film.

- IL RECASTING DI ALCUNI RUOLI STORICI?
Sì, potrebbe succedere. Succederà per gli X-Men, potrebbe succedere per Black Panther, ma in futuro anche personaggi molto legati agli attori originali potrebbe subire un recasting, cioè Iron Man e Captain America.

- DEADPOOL
Kevin Feige ha dichiarato di avere continue conversazioni con Ryan Reynolds per un nuovo film di Deadpool, che vedrà il coinvolgimento anche di Hugh Jackman come Wolverine.

- UN REBOOT TOTALE DELL'MCU?
"Reboot è una parola spaventosa, può significare un sacco di cose per le persone. Reset, linea temporale singolare: stiamo pensando in questa direzione", ha detto Feige, "Avengers: Secret Wars è pensato per resettarsi singole linee temporali e resettare l'MCU. [...] Il piano attuale durerà 7 anni. Penso che arriverà al 2032 [...] Stiamo utilizzando Secret Wars non solo per concludere le storie che abbiamo raccontato post-Endgame, ma anche per stabilire il futuro. Gli X-Men ad esempio, sono il futuro. Endgame riguardava, letteralmente, i finali, Secret Wars riguarderà gli inizi".

Un incontro con la stampa davvero pieno di notizie. Kevin Feige ha fatto un quadro molto ampio del futuro, di quello che dovremo aspettarci nei prossimi anni di MCU, e anche una onesta analisi critica di quello che è andato male in questi ultimi anni. Aspettiamo con ansia le prossime mosse della Marvel.

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lunedì 15 gennaio 2024

Critics Choice Awards - Oppenheimer è il miglior film. Barbie migliore commedia.

Consegnati ieri sera i Critics Choice Awards 2024, i premi della Broadcast Film Critics Association, formata da circa 250 critici cinematografici americani tra tv, radio, stampa e online.

Proprio come ai Golden Globes, a trionfare è stato Oppenheimer di Christopher Nolan con otto premi, tra cui miglior film, regia e attore non protagonista e Robert Downey Jr.. Barbie invece ha ottenuto sei premi, compreso quello per la migliore commedia e per la migliore sceneggiatura originale, scelta interessante visto che l'Academy gli ha negato (tra le polemiche) la categoria inserendolo tra le sceneggiature non originali. Barbie, con grande sorpresa di Ryan Gosling, ha anche vinto il premio per la migliore canzone con "I'm Just Ken".

Come migliore attore è stato premiato Paul Giamatti per The Holdovers, battuto Cillian Murphy ma sembra chiaro che la sfida per l'Oscar adesso sia tra loro due. Emma Stone ha vinto il premio come migliore attrice per Povere Creature, e Da’Vine Joy Randolph (The Holdovers) quello come migliore attrice non protagonista.
Premio alla carriera per Harrison Ford.

Nessuna sorpresa sul fronte TV, a farla da padroni sono statu Succession, The Bear e Beef.

Ecco tutti i vincitori.

- CINEMA -

MIGLIOR FILM
Oppenheimer

MIGLIOR ATTORE
Paul Giamatti — The Holdovers

MIGLIOR ATTRICE
Emma Stone — Poor Things

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Robert Downey Jr. — Oppenheimer

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Da’Vine Joy Randolph — The Holdovers

MIGLIOR GIOVANE ATTORE/ATTRICE
Dominic Sessa — The Holdovers

MIGLIOR CAST
Oppenheimer

MIGLIOR REGIA
Christopher Nolan — Oppenheimer

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Barbie — Greta Gerwig, Noah Baumbach

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
American Fiction — Cord Jefferson

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Hoyte van Hoytema – Oppenheimer

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Sarah Greenwood, Katie Spencer – Barbie

MIGLIOR MONTAGGIO
Jennifer Lame – Oppenheimer

MIGLIORI COSTUMI
Jacqueline Durran – Barbie

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
Barbie

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Oppenheimer

MIGLIOR COMMEDIA
Barbie

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Spider-Man: Across the Spider-Verse

MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA
Anatomy of a Fall

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“I’m Just Ken” – Barbie

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludwig Göransson – Oppenheimer
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- TV -

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Succession

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Kieran Culkin – Succession

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sarah Snook – Succession

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Billy Crudup – The Morning Show

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Elizabeth Debicki – The Crown

MIGLIOR SERIE COMMEDIA
The Bear

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMMEDIA
Jeremy Allen White – The Bear

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE COMMEDIA
Ayo Edebiri – The Bear

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMMEDIA
Ebon Moss-Bachrach – The Bear

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMMEDIA
Meryl Streep – Only Murders in the Building

MIGLIOR MINI-SERIE
Beef

MIGLIOR FILM PER LA TELEVISIONE
Quiz Lady

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINI-SERIE O FILM PER LA TELEVISIONE
Steven Yeun – Beef

MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINI-SERIE O FILM PER LA TELEVISIONE
Ali Wong – Beef

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINI-SERIE O FILM PER LA TV
Jonathan Bailey – Fellow Travelers

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINI-SERIE O FILM PER LA TV
Maria Bello – Beef

MIGLIOR SERIE IN LINGUA STRANIERA
Lupin

MIGLIOR SERIE ANIMATA
Scott Pilgrim Takes Off

MIGLIOR TALK SHOW
Last Week Tonight with John Oliver

MIGLIOR COMEDY SPECIAL
John Mulaney: Baby J

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mercoledì 1 novembre 2023

Cosa succede in casa Marvel? Dal problema Kang all'idea del ritorno degli Avengers originali.

Variety dedica un lungo articolo alla Marvel e a quello che starebbe succedendo dietro le quinte.

A settembre, i creativi della Marvel e il capo dello studio Kevin Feige si sono riuniti per il ritiro annuale dello studio. L'atmosfera viene descritta come fiduciosa e positiva ma impossibile negare che ci sono diversi problemi che affliggono Kevin Feige e la Marvel. Negli ultimi tre anni infatti l'"Impero" ha traballato fino a trovarsi al punto in cui è oggi, con un presente un po' troppo confuso e un futuro da pianificare molto meglio.

Andiamo per punti.

- Il problema di Kang il Conquistatore
Con l'uscita di scena di Thanos, nell'MCU c'era bisogno di un nuovo supervillain, la scelta era caduta su Kang il Conquistatore con un attore in ascesa come Jonathan Majors ad interpretarlo, e il personaggio sarebbe dovuto essere la minaccia ad unire tutti i film della Marvel fino a Avengers: The Kang Dynasty.  Il debutto in Loki era stato più che positivo, poi però il personaggio è riapparso solo in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, che ha incassato meno di 500 milioni di dollari (tanti per chiunque, non per la Marvel) e nella seconda stagione di Loki. Per quale motivo? Jonathan Majors è stato arrestato per aggressione e percosse alla compagna e a novembre andrà a processo per violenza domestica. Quando Majors è stato arrestato, la Marvel ha deciso di aspettare, di non utilizzare il personaggio, ma questo lo ha depotenziato. Ora Feige si trova con un dilemma importante: continuare con Majors/Kang o fare un recasting dell'attore, lo hanno già fatto in passato con il Colonnello Rhodes, da Terrence Howard a Don Cheadle, ma non si trattava del supervillain principale della storia; oppure cambiare subito rotta, magari con un altro villain, come Doctor Doom? La scelta non è stata ancora fatta e la Marvel ha puntato davvero tanto su Kang che cambiare rotta ora sarebbe davvero complicato e comporterebbe la riscrittura della trama di fondo di tutti i prossimi film.

- Troppe serie, poca attenzione per la qualità
La lamentela viene dall'alto, il CEO della Disney Bob Iger si è lamentato pubblicamente della strategia che ha puntare troppo sullo streaming (a causa della pandemia, ma poi si è continuato) e delle troppe serie che avrebbero fatto perdere fluidità alla narrazione dell'MCU, facendo anche perdere l'interesse nel pubblico. In sintesi: troppe serie, troppe trame, storia troppo diluita e dispersiva. A questo si aggiungono le lamentele del reparto degli effetti speciali, costretto a orari di lavoro insostenibili su troppi progetti, con il risultato di veder calare la qualità. Clamoroso è stato il caso di Ant-Man and the Wasp: Quantumania, che ha debuttato con effetti visivi non completati perché gran parte del reparto VFX è stato spostato, a lavori in corso, su Black Panther: Wakanda Forever. Di fatto, Ant-Man è stato trattato da film minore rispetto a Black Panther. Poi ci sono state le critiche negative agli effetti visivi di She-Hulk, che addirittura non erano pronti al debutto della serie, tanto che la trasformazione che doveva essere presente nel primo episodio è stata spostata più avanti. 
L'8 novembre intanto arriverà in sala The Marvels e si teme che possa incassare meno del previsto, non solo a causa dello sciopero degli attori che non permette al cast di promuovere il film, ma anche per come è stato deciso di impostare la storia. Non sarà il sequel diretto di Captain Marvel ma un film che si collegherà direttamente a due serie, visto che include i personaggi di Monica Rambeau, introdotta nella serie WandaVision, e Kamala Khan dalla serie Ms. Marvel, e chi non ha visto le serie? questo preoccupa molto, perché chi non ha seguito le due serie e non conosce gli eventi che poi saranno proposti nel film, potrebbe non avere interesse a vederlo.
Bob Iger vuole snellire, potare qualche ramo delle serie tv, e Kevin Feige deve trovare il modo di riportare coesione e linearità nell'MCU, e il primo cambiamento l'ha subito il progetto Armor Wars, presentato come una miniserie, ora si sta lavorando per farne un film, ma non si sa ancora se alla fine sarà confermato.

- Il problema delle riscrittura e dei registi "anarchici"
La linearità delle trame viene da sceneggiature solide, e negli ultimi anni sembra che questo si sia un po' perso in casa Marvel, e il comportamento di certi registi non aiutano. Lo dimostra anche il caos intorno a Blade, film molto atteso per cui è stato ingaggiato il due volte premio Oscar Mahershala Ali. Il film però sta avendo molti problemi di produzione. Il primo regista scelto ha abbandonato il progetto a una settimana dall'inizio delle riprese, la sceneggiatura ha subito quattro riscritture e sembra che lo script fosse pieno di "scelte di vita" e poca azione, e che la voglia di essere a tutti i costi politically correct e inclusivi abbia prodotto qualcosa di talmente insoddisfacente che Ali avrebbee minacciato di abbandonare il progetto. A questo punto sembra che Feige abbia preso in mano la situazione azzerando tutto e affidando il progetto a Michael Green, candidato all'Oscar per Logan.
Anche The Marvels ha dato qualche grattacapo a Kevin Feige, con la regista Nia DaCosta che avrebbe abbandonato il film nel bel mezzo della postproduzione per andare a girare un altro film a Londra. "Se stai dirigendo un film da 250 milioni di dollari, è un po' strano che il regista se ne vada con qualche mese di anticipo", ha dichiarato una fonte. La regista non ha voluto commentare anche se si è detta pronta a tornare per un eventuale sequel

- La svolta con gli X-Men e i Fantastici 4? e l'idea di riportare gli Avengers originali
Ma Kevin Feige è convinto però che l'MCU ritroverà grande spinta grazie all'arrivo dei Fantastici 4 (la produzione dovrebbe iniziare il prossimo anno) e degli X-Men. Sono due filoni molto attesi, e poi c'è Deadpool 3, in cui rivedremo Hugh Jackman nei panni di Wolverine e sarà la sua prima volta nell'MCU. Chissà che non ci resti a lungo.
E poi c'è una folle idea di cui sembra si parli spesso nelle stanze di casa Marvel, il ritorno degli Avengers originali, compresi Iron Man e Vedova Nera, che come sappiamo sono morti eroicamente in Endgame, ma nei fumetti, con i vari multiversi, tutto è possibile. Quello che sembra impossibile sono gli stipendi degli attori, ed è questo che al momento impedisce di trasportare la folle idea su carta. Riportarli indietro non sarebbe affatto economico, soprattutto se Robert Downey Jr. dovesse vincere l'Oscar il prossimo anno, e poi c'è Scarlett Johansson che ha recuperato il rapporto con la Disney e i Marvel Studios dopo i problemi con Black Widow, ma sicuro non sarebbe un ritorno economico.

Secondo gli esperti del settore comunque, la Marvel non è moribonda, come dichiarato da Jason Squire, professore emerito alla USC School of Cinematic Arts e conduttore di "The Movie Business Podcast": "Scrivere il necrologio Marvel oggi sarebbe davvero sconsiderato".

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domenica 27 agosto 2023

Oppenheimer - la recensione

Con un mese di ritardo finalmente è arrivato anche in Italia Oppenheimer, l'ultimo acclamatissimo film di Christopher Nolan, che arriva dopo il complicato Tenet, che aveva deluso un po' tutti, e Dunkirk che aveva diviso molto, fra chi lo aveva fortemente apprezzato e chi invece lo considera sottotono.

Con Oppenheimer Nolan sembra mettere da parte ogni esagerazione, i ghirigori fantascientifici e le complicazioni di trama per puntare invece dritto al sodo e fare un ritratta scarno, asciutto, ma allo stesso tempo complesso e intenso si J. Robert Oppenheimer (Cillian Murphy), il fisico americano che ha guidato il "Progetto Manhattan" e che è a tutti gli effetti il padre della bomba atomica. Ne risulta un personaggio stratificato, contraddittorio e complesso nelle sue molteplici sfaccettature, allo stesso tempo fragile e pieno di sé, estremamente chiuso ma dai modi spesso pomposi e autoritari, una personalità istrionica e tormentata che Nolan prende come archetipo dell'uomo e lo fa diventare, quasi letteralmente, il Prometeo della mitologia, che dopo aver consegnato il fuoco agli uomini viene severamente punito dagli dei. Anche Oppenheimer, quindi, si ritrova nella posizione per cui la sua scienza, quella meccanica quantistica che aveva rivoluzionato il mondo della fisica del primo ventennio del Novecento, gli serve a costruire un'arma spaventosa che ben presto sfugge a ogni tentativo di controllo, e con cui lo scienziato si troverà a dover fare i conti, politicamente e soprattutto moralmente, per il resto della sua vita.

Nel film si ritrovano alcuni stilemi tipici del cinema nolaniano, dalla non linearità del racconto alla destrutturazione del tempo e soprattutto il dualismo fra scienza ed etica, fra ragione e sentimento, fra teoria e pratica. Questo fa sì che pur essendo un film chiaramente incentrato, a partire dal titolo, sul suo protagonista, Oppenheimer è anche un film corale, dove moltissimi personaggi ruotano intorno alla figura principale e nessuno, anche quelli che compaiono in una sola scena, mancano di lasciare il segno. Accanto a un Cillian Murphy magnetico, c'è anche, vero contraltare del film e lo capiamo subito dall'uso intelligente del bianco e nero, uno straordinario Robert Downey Jr, che ci ricorda in modo chiaro che lui è molto più del Tony Stark made in Marvel. 

Ma il cast è davvero tutto di altissimo livello, Emily Blunt e Florence Pugh, che pur in poche scene riescono a dare grande potenza ai loro personaggi, e molti altri, tra cui Matt Damon.

Come accade spesso nel suo cinema, Nolan utilizza non solo montaggio e fotografia con fini narrativi, ma anche il suono, a partire dalla colonna sonora splendida di Ludwig Göransson (che non fa rimpiangere il grande Hans Zimmer) fino all'uso magistrale del sonoro, e in particolare dell'assenza di suoni, che spesso diventa importante tanto quanto, se non di più, dei dialoghi.

Con tre ore di durata che non si sentono affatto grazie a un ritmo serrato, dialoghi perfetti e l'uso sapiente del montaggio, Oppenheimer è forse il film più maturo, complesso e tecnicamente perfetto di Christopher Nolan. Se sarà anche il suo migliore, lo deciderà il tempo.

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lunedì 12 dicembre 2022

Prime immagini ufficiali Oppenheimer di Christopher Nolan

È uno dei titoli più attesi del 2023, Oppenheimer di Christopher Nolan arriverà nelle sale italiane il prossimo 20 luglio

Il film racconterà la storia del "padre della bomba atomica", il fisico Robert Oppenheimer, coprirà un arco di di 45 anni concentrandosi in particolare sul "progetto Manhattan", che ha portato alla creazione della bomba. Fino ad ora non abbiamo visto praticamente nulla, oggi, grazie a Total Film, possiamo vedere le prime immagini ufficiali del film.

Nelle foto vediamo il protagonista, Cillian Murphy, Robert Downey Jr. e Emily Blunt.








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sabato 2 maggio 2020

Chris Evans sbarca su Instagram e lancia un concorso per un Q&A privato con gli Avengers!

Poche ore fa "Captain America" Chris Evans è sbarcato su Instagram dopo l'invito di "Star Lord" Chris Pratt alla #ALLINCHALLENGE.

Chris Evans non ha solo accolto la richiesta ma ha rilanciato con una iniziativa benefica che farà molto felici i fan della saga Marvel. L'attore infatti ha lanciato una vera e propria challenge per raccogliere fondi che ha come premio finale 40 minuti di hangout provato con gli Avengers!

Ecco la descrizione dell'evento.

"Chris Evans ha deciso di prendersi una pausa dalla difesa del pianeta per passare del tempo con TE. Sì – hai letto bene. Insieme a due tuoi amici potrete partecipare a una serata virtuale di giochi con Chris Evans. Altri partecipanti alla serata saranno Robert Downey Jr, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo e Jeremy Renner. Sì – ancora, hai letto bene. Potrai passare del tempo con queste “super” star per un’indimenticabile battaglia a suon di giochi da tavolo e concludere la telefonata con una sessione di Q&A con loro. Hai la possibilità di fare le tue domande più profonde sulla vita, il successo, la loro carriera come attori e altri temi oltre l’universo! Chris Evans ha scelto cinque dei suoi amici più cari per quest’esperienza. *Non saranno permessi superpoteri durante il gioco* Il 100% dei soldi raccolti andranno a Feeding America, Meals On Wheels, World Central Kitchen e No Kid Hungry."

Ci sarà tutta la squadra degli Avengers originali, i 40 minuti saranno suddiviso in 20 di gioco con gli attori e altri 20 per delle domande.

Qui il link per il sito della raccolta fondi.

Ecco il primo video di Chris Evans su Instagram.
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giovedì 30 aprile 2020

Un ritorno di Iron Man? per i fratelli Russo è possibile, ma solo a una condizione

E' passato ormai un anno da quel "Io sono Iron Man" che ha fatto piangere tutti i fan della saga Marvel.

Iron Man è sicuramente uno dei personaggi più amati dell'MCU, e dopo Avengers: Endgame è diventato il più amato. La morte del personaggio ha chiuso un'era iniziata proprio con il primo film su Iron Man e il cerchio è stato chiuso in modo eroico, ma sono molti i fan che, fin da subito, hanno pregato la Marvel di farlo tornare.

Durante un podcast per Reel Blende, ai fratelli Russo (Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame) è stato chiesto se è effettivamente possibile, se hanno mai pensato, a un ritorno futuro di Iron Man.

Ecco la loro risposta.

"Okay, sicuramente l'abbiamo sempre detto, e crediamo che la posta in gioco debba essere reale, com'è reale l'investimento emotivo del pubblico in quel preciso momento, in quei personaggi. Nel nostro arco narrativo, anche se quei film della Marvel sono stati difficili per la maggior parte della storia, volevamo impegnarci a fondo con questa idea. Quindi, per rispondere alla tua domanda, penso che un suo ritorno sarebbe da giudicare in base al contesto. Dipende da come sarebbe riportato in vita. Tutto dipende dalla narrazione, ma è certamente qualcosa che deve essere guadagnato. Sicuramente dovrebbe essere scioccante e sorprendente per il pubblico, non è che puoi semplicemente riportarlo indietro. Dovrebbe esserci un evento narrativo davvero avvincente che inneschi il suo ritorno, qualcosa di innovativo e di imprevedibile che faccia sì che ne valga la pena".

Quindi la risposta è sì, ma a una specifica condizione: deve valerne la pena, deve avere un senso e deve essere d'impatto. L'uscita di scena di Iron Man è così perfetta, eroica, contro un nemico così potente, che un ritorno dovrebbe avere davvero un ottimo e inattaccabile motivo.

Ovviamente, dopo questa risposta, molti si sono fatti una domanda inevitabile: con ritorno si intende del personaggio o anche di Robert Downey Jr.? Tempo fa qualcuno aveva ipotizzato che l'armatura di Iron Man potesse essere ereditata da qualcun altro, ma al momento non c'è nulla di concreto.

venerdì 26 aprile 2019

Avengers: Endgame - la recensione

Thanos ha vinto. Il Titano Pazzo è riuscito a schioccare le dita nelle battute finali di Avengers: Infinity War, portando così a compimento il suo piano.
Gli eroi più forti della Terra (e della Galassia), quelli sopravvissuti alla decimazione, sono divisi e ormai senza speranza. La situazione è critica, ma i Marvel Studios hanno tenuto in serbo altre carte da giocare, con un piano ben scritto in oltre 10 anni di attività, che ha dato vita a 22 pellicole, più o meno riuscite.

Il cerchio si chiude e la resa dei conti definitiva prende vita in quasi 3 ore di orgasmo visivo. Differenziandosi molto dal suo predecessore (Infinity War), Avengers: Endgame si prende i suoi tempi, ampliando la riflessione sui fatti accaduti e i momenti di introspezione dei personaggi, supereroi e supereroine, che abbiamo imparato ad amare nel corso di tutti questi anni, e che riserveranno non poche sorprese.

Il tempo è un elemento fondamentale all'interno di Avengers: Endgame. C'è il tempo per riflettere, il tempo di metabolizzare e quello di agire. Tre atti che possiamo definire più o meno bilanciati e che chiudono una lunga parentesi cinematografica, legata a un mondo moderno dei cinecomic plasmato e nato, proprio 11 anni fa, con Iron Man (2008).


Ciò che un fan di questi prodotti deve aspettarsi da Endgame, nonostante alcune sbavature legate ad alcuni personaggi, è un profondo rispetto dell'arte fumettistica e cinematografica. Un rispetto colmo di affetto verso lo spettatore, che stupirà (forse) anche i più disinteressati alla serialità di tali opere.


venerdì 27 aprile 2018

Avengers: Infinity War - la recensione

Era il 2008 quando nelle sale usciva Iron Man
Altri tempi, in cui i film sui supereroi avevano oscillato fra capolavori d'autore e risultati a dir poco deludenti. Qualcosa però stava per cambiare e proprio con Iron Man, perché non solo ha segnato la rinascita di un attore, Robert Downey Jr., che è diventato una super star mondiale, ma ha anche dato vita a un genere a sé stante, quello dei Cinecomic, e un universo Marvel incredibilmente coeso e coerente dove, come in una enorme serie tv cinematografica, ogni film era il tassello da aggiungere a un quadro molto più grande.
Ora, dieci anni e diciotto film dopo, con un successo di milioni di dollari, serie tv e quant'altro, l'uscita nelle sale di Infinity War non è solo il compimento della Fase 3 Marvel, ma la somma di dieci anni di lavoro e un evento cinematografico di portata storica.


Con un tale carico di aspettative (anche econimiche, poichè è costato 300 milioni di dollari e il suo predecessore, Black Panther, ne ha incassati più di 600 solo negli USA) c'era il reale pericolo che si rivelasse la più sonora delusione di sempre.
Ma i fratelli Russo, registi e sceneggiatori, lo sapevano benissimo e non hanno sbagliato praticamente nulla, anzi, questo terzo film degli Avengers è ancora più sorprendente di quanto ci si potesse aspettare.
Non solo i team-up fra i tantissimi personaggi funzionano alla grande (con i Guardiani della Galassia sempre un gradino sopra tutti gli altri), ma soprattutto un cattivo straordinario che rende grande il film.
Uno dei difetti dei film Marvel sono sempre stati i cattivi, ed escludendo Loki (ormai vero e proprio personaggio antieroe) solo ultimamente si era riusciti a creare qualcosa di interessante, soprattutto con Black Panther e, in misura minore, con Spider-Man. Questo, invece, è senza dubbio il film di Thanos, vero protagonista, sfaccettato e profondo, seppur cattivissimo, interpretato magistralmente da Josh Brolin e reso benissimo da un gran lavoro di CGI. Thanos giganteggia (letteralmente) per tutte le quasi due ore e mezza di pellicola, è tormentato, soffre, ha una morale distorta che lui considera sopra ogni altra cosa, si vede super eroe incompreso dell'Universo e lo spettatore ne è catturato quasi in maniera ipnotica. Ma, lo ripetiamo ancora, è cattivissimo, violento e brutale tanto da essere spaventoso.


Nonostante sia probabilmente il personaggio ad avere più screentime di tutti, non toglie affatto scena agli eroi che tutti aspettavano e ognuno di loro (e sono davvero tantissimi) ha il proprio spazio, il proprio stile e le caratteristiche che lo hanno reso ormai familiare allo spettatore dopo dieci anni.
Si ride moltissimo, si piange moltissimo, ci si esalta moltissimo, ci si spaventa anche moltissimo, un film di puro, godurioso intrattenimento, probabilmente il più grande blockbuster di sempre ed è innegabile che esisterà un prima e un dopo Infinity War, non solo nel Marvel Cinematic Universe, come è ovvio (nell'attesa del prossimo Ant-Man, di Capitan Marvel e soprattutto di Avengers 4), ma nell'intera industria cinematografica di intrattenimento.

Non era affatto facile, ma la Marvel non ha deluso e ha fatto il film perfetto, non solo quello che tutti volevano e aspettavano, ma andando oltre. Se ne parlerà per mesi, forse anni, sicuramente all'uscita dalla sala (e mi raccomando, rimanete fino alla fine dei titoli di coda!) ci si pensa e ripensa per ore o addirittura giorni.

venerdì 7 luglio 2017

Spider-Man: Homecoming - la recensione

Era il 2002 quando Sam Raimi uscì in sala con il primo Spiderman e il 2004 quando con Spiderman 2 stupiva con uno dei migliori cinecomic di sempre.
Oggi, nel 2017, l'arrampicamuri torna a casa, alla Marvel, di cui è sempre stato simbolo, e agli Avengers di cui è, nei fumetti, uno dei più importanti e amati componenti.
Avevamo già potuto avere una preview in Civil War, ma è innegabile che il vero banco di prova per Tom Holland sarebbe stato lo stand alone dedicato a Peter Parker. Quindi, prova superata?


Che si assisterà a un film divertente e soddisfacente per quanto riguarda la trasposizione del personaggio, lo si capisce praticamente subito, con l'apertura dedicata al videoblog girato da Peter nel suo viaggio con i "grandi" a Berlino, in un simpaticissimo dietro le quinte di quanto visto in Civil War
La storia inizia immediatamente dopo quegli avvenimenti e veniamo subito catapultati nella doppia vita di Peter Parker, adolescente un po' sfigato, con un migliore amico nerd, un bulletto che lo tormenta e la bella ragazza di cui è innamorato, ma allo stesso tempo in quella di Spiderman, supereroe ancora inesperto e acerbo, che vorrebbe disperatamente essere un membro degli Avengers ma che viene totalmente ignorato da Tony Stark, che gli assegna un "babysitter" (simpaticissime a questo proposito le gag riferite alla giovane età di Peter, su cui spicca il "protocollo triciclo").

Tom Holland è bravissimo e a suo agio nel personaggio, nonostante abbia 20 anni è credibilissimo come quindicenne e in generale tutti i comprimari sono azzeccati. Ciò che più colpisce, e che sicuramente farà contenti i fan duri e puri del fumetto, è come questa nuova versione cinematografica sia finalmente fedele al Peter Parker cartaceo. Saltando l'ennesima riproposizione delle origini, con tanto di ragno radioattivo e di morte dello zio Ben, si punta tutto sulla dicotomia Peter/Spiderman, vero punto fermo del personaggio fumettistico: un supereroe con super problemi, perché non c'è differenza fra Peter e Spiderman, e questo è rappresentato perfettamente, rendendo senza dubbio Tom Holland il miglior Spiderman di sempre.

Certo, i film di Raimi avevano sicuramente una regia superiore, qui dove Jon Watts svolge un buon lavoro senza particolari picchi artistici, come comunque spesso accade all'interno del MCU (con eccezioni illustri per quanto riguarda i Guardiani di James Gunn o gli Avengers di Whedon, ma anche il primo Thor di Branagh).
Il film però è scritto molto bene e dimostra che le fondamenta sono solidissime, piazzando anche una serie di colpi di scena niente male e mescolando sapientemente le citazioni sia dai precedenti film che dalle varie versioni fumettistiche (in particolare il migliore amico di Peter che ricorda da molto vicino l'amico di Miles Morales, lo Spiderman alternativo, o il bullo rappresentato come nell'universo Ultimate), permettendosi anche di svecchiare il personaggio di zia May (Marisa Tomei, bellissima) senza che la caratterizzazione ne risenta minimamente.
Punto in più per quanto riguarda il villain, l'Avvoltoio, interpretato da un grandissimo Michael Keaton: non solo è apprezzabile (e anche divertente) la strizzata d'occhio al ruolo interpretato da Keaton in Birdman, ma è evidente che si è andati oltre al solito piatto villain che si vede nei film del MCU. Keaton ha una grandissima presenza scenica e ogni volta che è sullo schermo un brivido attraversa lo spettatore, ma anche la sua scrittura è molto curata, con un piano chiaro e sensato e una psicologia curata.

Non siamo di fronte a un capolavoro, sia chiaro, è uno dei migliori film Marvel (ma ormai bisogna dire che Kevin Faige e soci difficilmente sbagliano un colpo) e sicuramente è lo Spiderman che tutti aspettavano.

E, a proposito di attese, non dimenticate di rimanere fino alla fine dei titoli di coda, per una delle migliori scene post credit di sempre!

giovedì 5 maggio 2016

Capitan America: Civil War - la recensione

Arriva finalmente nelle sale, accompagnato da un hype incredibile ed aspettative altissime, il nuovo capitolo di Capitan America.

Civil War non è semplicemente un film su Steve Rogers, ma si inserisce perfettamente in quell'universo narrativo in perenne espansione che è il Marvel Cinematic Universe, portando al culmine ciò che si era preparato soprattutto nel precedente Avengers Age of Ultron, e approfittandone per introdurre nuovi personaggi come Black Panther e l’attesissimo Spiderman.

Con premesse tanto clamorose e una mole tale di personaggi era facile incappare nell'effetto minestrone, invece i fratelli Russo (già registi del precedente The Winter Soldier) centrano appieno il bersaglio con un film che è spettacolare sia a livello visivo che emotivo.
Le ragioni dello scontro tra Capitan America e Iron Man sono chiare ed è estremamente facile empatizzare con entrambi, in quanto non vi è una distinzione netta tra torto e ragione, ma una divergenza di vedute che culmina in uno scontro non tra due supereroi ma tra due uomini e due amici.
Non solo emozioni però, anche adrenalina, perché le scene d’azione sono veramente epiche e il tanto atteso scontro all'aeroporto è assolutamente spettacolare, da rimanere senza fiato.

Nonostante il focus sia puntato su Steve Rogers e sul suo rapporto con Tony Stark, c’è spazio per tutti e soprattutto per le nuove leve: Black Panther è visivamente splendido ed introdotto in maniera fluida ed ineccepibile, ma a rubare lo schermo è lo Spiderman di Tom Holland, straordinario, probabilmente il miglior Spiderman di sempre, e non vediamo davvero l’ora che esca il film a lui dedicato.

Quasi due ore e mezza che scivolano via tra azione e risate fino a un finale che emoziona sinceramente (senza dimenticare le due, splendide, scene post-credit), questo Captain America: Civil War è uno dei migliori cinecomic Marvel.

venerdì 8 maggio 2015

Avengers: Age of Ultron - la recensione

Dopo il successo di critica e pubblico del primo film degli Avengers, Joss Whedon era chiamato a ripetersi con un carico di aspettative davvero enorme.

Non era facile, prima di tutto perché trovare un difetto in quel film è davvero difficile, ma anche perché Whedon è un autore che spesso e volentieri risente del fiato sul collo che le grosse major riversano su progetti di questo tipo. Questo aspetto è particolarmente evidente in Age of Ultron, manca infatti la componente più spiccatamente “autoriale” presente nel primo film, mancano i lunghi dialoghi brillanti e infarciti di citazioni pop e il concetto di famiglia allargata, temi insomma smaccatamente whedoniani (e non a caso la scena migliore del film è proprio quel momento in cui i nostri eroi si rilassano giocando tra loro).

Whedon aveva anche il difficile compito di introdurre due nuovi personaggi, Quicksilver e Scarlet Witch, senza poter usufruire del background fumettistico derivante dalla loro parentela con Magneto degli X-Men, e senza avere il tempo necessario per poterli approfondire come avrebbero meritato. Il lavoro svolto è sufficiente, ma lascia un po' l'amaro in bocca e una sensazione di incompiutezza. Dove invece l'obiettivo è centrato in pieno è nella dicotomia tra Ultron, villain carismatico e scritto davvero in modo brillante, e Visione, personaggio carico di fascino e carisma, aiutato dalla fantastica performance di Paul Bettany. Interessante anche il lavoro di approfondimento sul personaggio di Occhio di Falco, e come al solito la scrittura riservata al Bruce Banner di Mark Ruffalo.

Film dalle molte imperfezioni, ma durante la visione ci si diverte talmente tanto che queste
rimangono invisibili fino a una riflessione più attenta a mente fredda, mentre a caldo si ha la voglia di riguardare tutto da capo.

lunedì 28 luglio 2014

Comic-con 2014- Day 3: [SPECIALE] Marvel Studios

Dopo le novità Agent Carter e il ritorno di The Agents of S.H.I.E.L.D. (ne avevamo parlato ieri nel resoconto dei panel televisivi) il panel dei Marvel Studios era probabilmente il più atteso di questa edizione del Comic-Con



Si è iniziato con l'imminente Guardians of the Galaxy, presenti in sala H Peyton Reed, Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lill e, Carey Stoll. Dopo un video recap Kevin Feige ha parlato un po' del film, senza comunque rivelare niente di nuovo, non troppo inaspettato nemmeno l'annuncio di un sequel, in uscita il 28 Luglio 2017, annunciato in un divertente video in cui James Gunn e Chris Pratt discutono sul fare o meno l'annuncio al comic con, molto meta e molto carino.

Un po' più consistente è stato il momento dedicato allo sfortunato Ant-man, fresco dell'abbandono del regista e ancora in preda a venti non proprio favorevoli.
Michael Douglas ha parlato del personaggio Hank Pum: "Sono sempre stato curioso di lavorare in un film dei marvel studios, a prescindere dagli effetti visivi sono uno studio che è felice di fare i suoi film. La storia di Ant-Man è bellissima, e lavorare con Peyton, gli attori.. è bellissimo. Il mio personaggio arriva dal fumetto degli anni sessanta di Stan Lee, Pym inventa un siero che rimpicciolisce le persone e le fa comunicare con le formiche.. in pratica è la storia del ladrocinio del suo socio che decide di fare andare la loro società in un'altra direzione e io decido di insegnare a Paul Rudd come diventare AntMan e prendere il mio posto..."
Evangeline Lilly ha confermato che interpreterà la figlia di Hank Pym, ma ha aggiunto di non aver ancora letto lo script e di non poter perciò aggiungere altro.
Carey Stoll sarà invece Yellow Jacket.
Le riprese inizieranno il 18 Agosto ad Atlanta, intanto è stata mostrata una scena (grata probabilmente in fretta e furia dal nuovo regista nelle ultime due settimane): si tratta di una sequenza di laboratorio in cui Douglas da' istruzione ad Ant-man su come utilizzare la sua tuta, successivamente questo scappa via in versione micro e cerca di comunicare con una formica volante.

Il momento più atteso era senza dubbio quello dedicato a The Avengers - Age of Ultron, che si apre, nel delirio generale, con l'arrivo di Robert Downey Junior sulle note di una canzone di Michael Jackson, seguito da Jeremy Renner, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Chris Evans, Aaron Taylor, Paul Bettany, James Spader, Elizabeth Olsen, Cobie Smulders e Samuel L. Jackson, tutti molto allegri e divertiti, coinvolti nel balletto.
Joss Whedon purtroppo non poteva essere lì perchè era appena stato operato a Londra, e Scarlett Johanson nemmeno, ma ha inviato comunque un video messaggio per i fan dal set in cui si riesce anche a vedere Andy Serkis in un ruolo in carne e ossa.
I tempi strettissimi non hanno permesso il solito Q&A ed è un vero peccato, gli attori hanno scherzato molto tra loro.
A Evans è stato chiesto come si senta Capitan America, se si è ormai abituato o se si senta ancora ancorato al passato:  "non penso si sia ancora abituato," ha risposto "ma ora sta cercando un posto al quale appartenere, lo abbiamo visto in Cap 2: un gruppo di persone che dipendono l'una dall'altra"
La dinamica dei personaggi è, secondo il cast, il punto forte del film: "È come se la missione fosse fare un gruppo, ma ogni personaggio ha un suo momento. È il merito di Joss, che riesce a far compiere un viaggio a tutti, ma anche a mettere umorismo e tanta azione."
Paul Bettany parla di Visione: "Una volta rubavo soldi.. ora invece lavoro! È stata una esperienza eccitante, e vi garantisco che è la cosa più eccitante del mondo per i miei figli. Nessuno di loro aveva interesse nei miei film. Ho passato 1 anno e mezzo a tenere il segreto, è stata dura!"
Sul villain del film, Ultron, James Spader ha scherzato: "Interpreto un robot alto due metri e mezzo. Ho sempre interpretato umani... Girare questo film è stato qualcosa di veramente sorprendente, Fare questo film è stato qualcosa di inedito, sia farlo che interpretare il personaggio, che incontrare tutte le persone che ho conosciuto.. ma anche il mondo di questo fiolm, lì'universo cinematografico Marvel."
E' stato poi mostrato l'attesissimo trailer, che verrà presto rilasciato anche on line, molto divertente e molto spettacolare.
A sorpresa, infine, è salito sul palco Josh Brolin, annunciando che sarà lui a interpretare Thanos: il momento è stato molto divertente, con Brolin che chiede a Robert Downey Junior dov'è la sua rosa (era infatti stata distribuita dall'attore una rosa a tutti i suoi compagni di palco) e dopo averla presa l'ha mangiata.

Panel molto divertente, come era prevedibile, ma per certi aspetti un po' deludente con pochi annunci importanti e un solo trailer mostrato.

mercoledì 12 marzo 2014

The Avengers: Age of Ultron - qualche dettaglio sulle riprese in Valle d'Aosta

Arriverà in Italia a fine mese la mega produzione di 'The Avengers: Age of Ultron', secondo capitolo della saga sui Vendicatori.

Le riprese del film si svolgeranno in Valle d'Aosta e precisamente inizieranno il 21 marzo, non solo nella città di Aosta, alcune scene verranno girate al Forte di Bard e in altre zone della regione. Il giornale Aostasera ha pubblicato una serie di dettagli e informazioni utili.

- La troupe arriverà ad Aosta venerdì 21 marzo e rimarrà fino a martedì 25 marzo. Le riprese si svolgeranno in via Mazzini, via Lucat, piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, via Vevey, via Cerlogne, piazza Plouves, via Torino, via Festaz e nella zona del Teatro Romano. Il divieto di transito veicolare dovrebbe essere limitato a lunedì 24 marzo, mentre il transito pedonale verrà gestito dal servizio di sicurezza. Il mercato coperto rimarrà chiuso per tutto il 24 marzo.

- Dal 26 al 28 marzo le riprese si sposteranno a Verrès.

- Il forte verrà chiuso al pubblico per tutta la giornata di sabato 22 marzo, e riaprirà regolarmente domenica 23 marzo.


Sempre Aostasera tempo fa aveva riportato ulteriori dettagli riguardo le scene che si svolgeranno al Mercato Coperto di Aosta:

- I ciak nel capoluogo valdostano sono in programma da sabato 22 a martedì 25 marzo. La produzione nei giorni scorsi ha effettuato alcuni sopralluoghi e ha chiesto quindi all’amministrazione comunale di poter utilizzare anche il piano superiore del Mercato Coperto che sarà off limits per l’intera giornata di lunedì 24 marzo. [...] Il giorno prima, il martedì, le attività presenti all’interno della struttura coperta potranno rimanere aperte ma saranno accessibili solo dagli ingressi laterali mentre la porta principale rimarrà chiusa per agevolare l’attività della società di produzione cinematografica.
Le vetrate del mercato coperto verranno oscurate da parte della produzione già nella giornata di sabato 22 marzo. Dalle 14 della stessa giornata e fino alle 24 di martedì 25 marzo inoltre sarà previsto il divieto di transito e sosta con rimozione forzata in via Vevey (tratto compreso tra piazza Cavalieri e via Torino), via Lucat (tratto compreso tra piazza Mazzini e via Torino), piazza Cavalieri di Vittorio."

Un evento imperdibile per gli appassionati di cinema che vorranno andare a curiosare nei dintorni del set. C'è bisogno di ricordare il cast? nel film torneranno Robert Downey, Jr., Chris Evans, Scarlett Johansson Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Jeremy Renner, Cobie Smulders, Samuel L. Jackson, a cui si sono aggiunti James Spader, Aaron Johnson, Elizabeth Olsen e Thomas Kretschmann. Dirige Joss Whedon.

venerdì 26 aprile 2013

'Iron Man 3' - la recensione

Terzo capitolo della saga di 'Iron Man', e con il cambio in cabina di regia cambiano anche i toni del film.

Inizia tutto con la voce di Tony Stark che racconta un fatto accaduto più di dieci anni prima in Svizzera, Stark che s'intrattiene con una bella botanica e ignora totalmente uno scienziato per lui insignificante. Poi si torna all'oggi, cioè al Tony Stark dopo la battaglia di New York di 'The Avengers'. Un Tony che non riesce più a dormire, che appena sente "New York" ha attacchi di panico, che viene assillato da domande sugli alieni con cui ha combattuto, e che si sente al sicuro solo con la sua armatura. Il "playboy, filantropo, genio, miliardario" scopre le sue debolezze. Questo coincide con la comparsa di un pericoloso terrorista, il Mandarino, che con misteriosi attacchi mirati e messaggi intimidatori alla tv, sta seminando il panico negli Stati Uniti e ha come obbiettivo finale il presidente. Stark lo sfida e di conseguenza la sua villa di Malibu viene rasa al suolo, nessuno sa dov'è il Mandarino, nessuno riesce a trovarlo, e Tony Stark dovrà affrontare tutto questo nel suo momento più difficile.

Cambio alla regia, via Jon Favreau (solo attore qui), arriva Shane Black ('Kiss Kiss, Bang Bang' sempre con Downey Jr.), il film cambia tono, si fa più serio, leggermente più cupo e anche un pochino più violento, ma senza esagerare troppo e senza dimenticare mai l'umorismo, nel film infatti si ride spesso. Il tono cambia perché è il personaggio principale ad essere diverso. Tony Stark in questo terzo capitolo viene presentato sotto una luce totalmente differente rispetto ai due (tre, contando anche 'The Avengers' con cui è strettamente collegato) precedenti. Debolezze, paure, panico, l'eroe che si mostra meno forte del previsto è una costante nei film di supereroi, e quando l'eroe in questione ha il carattere di Tony Stark l'effetto è molto evidente. L'armatura diventa una metafora del momento difficile di Stark, e diventa anche un vero e proprio strumento nelle sue mani, si rompe, si fa a pezzi, si smonta, si aggiusta, si muove da sola, combatte al fianco di Tony Stark che in questo film affronta i nemici più come se stesso che come Iron Man.
Robert Downey Jr. ormai sa perfettamente come muoversi all'interno del personaggio, riesce a rendere bene il cambiamento interiore di Tony Stark e la sua nuova vulnerabilità. A questo va aggiunta l'innata ironia dell'attore e la sua spettacolare tempistica nelle battute.

Regista, sceneggiatori e produttori dimostrano di aver fatto tesoro degli errori commessi con il secondo capitolo, anche qui c'è molta carne al fuoco, ma a differenza del precedente c'è un villain ed è un villain minaccioso, convincente e "imprevedibile", pieno di sorprese. Il Mandarino è un villain decisamente riuscito. Non è difficile trovare similitudini con Bin Laden nel suo modo di presentarsi e il film non lo nasconde, lo cita insieme a Gheddafi, ricollegandosi così alla realtà.

Grande merito va dato al resto del cast. Ben Kingsley è uno straordinario Mandarino, in un certo senso quasi sorprendente. Ottimo Guy Pearce, il suo contributo al film è il più notevole. Più spazio per Gwyneth Paltrow, anche se meno di quanto si potesse immaginare, e lei lo affronta alla grande. Molto brava anche Rebecca Hall che riesce a rendere al massimo in poco spazio visto che il suo personaggio alla fine viene un po' "sacrificato" e messo da parte in fretta.

Il film non è perfetto, è denso, tanti gli argomenti e gli eventi che affronta, è diviso bene nelle varie fasi, anche se qualche buchetto lo lascia qui è là e ogni tanto si appoggia su espedienti forse un po' prevedibili, e quando tutti i nodi arrivano alla fine qualcuno viene sciolto un po' troppo in fretta e senza spiegazioni adeguate. Probabilmente c'è meno azione rispetto ai precedenti (cosa che potrebbe infastidire chi vuole soprattutto botte ed esplosioni) e alla fine invece di perdere tempo in chiacchiere hanno deciso di risolvere tutto con una grande scena di combattimento che coinvolge, come sappiamo, tante armature di Iron Man insieme.

'Iron Man 3' comunque si conferma grande intrattenimento, un blockbuster vero, con grandi effetti speciali, scene spettacolari e grandi personaggi. Un film che soddisfa, diverte e appassiona lo spettatore fino all'ultimo e per tutta la durata della pellicola. 'Iron Man 3' è probabilmente il migliore della saga (sarà anche l'ultimo?).


Frra


Ps: da vedere fino a dopo i titoli di coda per la solita scena aggiuntiva di tutti i film Marvel, divertente e strettamente collegata al film.





martedì 23 ottobre 2012

Frame by frame: IRON MAN 3

Ancora 7 mesi mancano all'uscita del terzo capitolo dedicato a IRON MAN,  e il trailer appena uscito fa salire sempre di più la voglia di vedere cosa si saranno inventati i marvel studios!



E finalmente è uscita anche la sinossi ufficiale del film, tradotta da Bad Taste:

"Iron Man 3 dei Marvel Studios getterà l'industriale sfacciato-ma-brillante Tony Stark contro un nemico la cui portata non conosce limiti. Quando il mondo di Tony Stark viene distrutto per mano di questa terribile nemesi, questi s'imbarca in una durissima missione per rintracciare i responsabili. Il viaggio metterà alla prova il suo coraggio a ogni svolta. Messo con la schiena al muro, Stark sopravvive grazie ai suoi dispositivi, e può fare affidamento sul suo istinto e il suo ingegno per proteggere le persone a lui più vicine. Combattendo sulla via del ritorno, Stark scoprirà la risposta alla domanda che da sempre lo attanaglia segretamente: è l'uomo che fa l'armatura o è l'armatura che fa l'uomo?"

Ecco il nostro Frame by Frame del trailer!



































































































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