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giovedì 30 aprile 2020

Un ritorno di Iron Man? per i fratelli Russo è possibile, ma solo a una condizione

E' passato ormai un anno da quel "Io sono Iron Man" che ha fatto piangere tutti i fan della saga Marvel.

Iron Man è sicuramente uno dei personaggi più amati dell'MCU, e dopo Avengers: Endgame è diventato il più amato. La morte del personaggio ha chiuso un'era iniziata proprio con il primo film su Iron Man e il cerchio è stato chiuso in modo eroico, ma sono molti i fan che, fin da subito, hanno pregato la Marvel di farlo tornare.

Durante un podcast per Reel Blende, ai fratelli Russo (Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame) è stato chiesto se è effettivamente possibile, se hanno mai pensato, a un ritorno futuro di Iron Man.

Ecco la loro risposta.

"Okay, sicuramente l'abbiamo sempre detto, e crediamo che la posta in gioco debba essere reale, com'è reale l'investimento emotivo del pubblico in quel preciso momento, in quei personaggi. Nel nostro arco narrativo, anche se quei film della Marvel sono stati difficili per la maggior parte della storia, volevamo impegnarci a fondo con questa idea. Quindi, per rispondere alla tua domanda, penso che un suo ritorno sarebbe da giudicare in base al contesto. Dipende da come sarebbe riportato in vita. Tutto dipende dalla narrazione, ma è certamente qualcosa che deve essere guadagnato. Sicuramente dovrebbe essere scioccante e sorprendente per il pubblico, non è che puoi semplicemente riportarlo indietro. Dovrebbe esserci un evento narrativo davvero avvincente che inneschi il suo ritorno, qualcosa di innovativo e di imprevedibile che faccia sì che ne valga la pena".

Quindi la risposta è sì, ma a una specifica condizione: deve valerne la pena, deve avere un senso e deve essere d'impatto. L'uscita di scena di Iron Man è così perfetta, eroica, contro un nemico così potente, che un ritorno dovrebbe avere davvero un ottimo e inattaccabile motivo.

Ovviamente, dopo questa risposta, molti si sono fatti una domanda inevitabile: con ritorno si intende del personaggio o anche di Robert Downey Jr.? Tempo fa qualcuno aveva ipotizzato che l'armatura di Iron Man potesse essere ereditata da qualcun altro, ma al momento non c'è nulla di concreto.

venerdì 27 aprile 2018

Avengers: Infinity War - la recensione

Era il 2008 quando nelle sale usciva Iron Man
Altri tempi, in cui i film sui supereroi avevano oscillato fra capolavori d'autore e risultati a dir poco deludenti. Qualcosa però stava per cambiare e proprio con Iron Man, perché non solo ha segnato la rinascita di un attore, Robert Downey Jr., che è diventato una super star mondiale, ma ha anche dato vita a un genere a sé stante, quello dei Cinecomic, e un universo Marvel incredibilmente coeso e coerente dove, come in una enorme serie tv cinematografica, ogni film era il tassello da aggiungere a un quadro molto più grande.
Ora, dieci anni e diciotto film dopo, con un successo di milioni di dollari, serie tv e quant'altro, l'uscita nelle sale di Infinity War non è solo il compimento della Fase 3 Marvel, ma la somma di dieci anni di lavoro e un evento cinematografico di portata storica.


Con un tale carico di aspettative (anche econimiche, poichè è costato 300 milioni di dollari e il suo predecessore, Black Panther, ne ha incassati più di 600 solo negli USA) c'era il reale pericolo che si rivelasse la più sonora delusione di sempre.
Ma i fratelli Russo, registi e sceneggiatori, lo sapevano benissimo e non hanno sbagliato praticamente nulla, anzi, questo terzo film degli Avengers è ancora più sorprendente di quanto ci si potesse aspettare.
Non solo i team-up fra i tantissimi personaggi funzionano alla grande (con i Guardiani della Galassia sempre un gradino sopra tutti gli altri), ma soprattutto un cattivo straordinario che rende grande il film.
Uno dei difetti dei film Marvel sono sempre stati i cattivi, ed escludendo Loki (ormai vero e proprio personaggio antieroe) solo ultimamente si era riusciti a creare qualcosa di interessante, soprattutto con Black Panther e, in misura minore, con Spider-Man. Questo, invece, è senza dubbio il film di Thanos, vero protagonista, sfaccettato e profondo, seppur cattivissimo, interpretato magistralmente da Josh Brolin e reso benissimo da un gran lavoro di CGI. Thanos giganteggia (letteralmente) per tutte le quasi due ore e mezza di pellicola, è tormentato, soffre, ha una morale distorta che lui considera sopra ogni altra cosa, si vede super eroe incompreso dell'Universo e lo spettatore ne è catturato quasi in maniera ipnotica. Ma, lo ripetiamo ancora, è cattivissimo, violento e brutale tanto da essere spaventoso.


Nonostante sia probabilmente il personaggio ad avere più screentime di tutti, non toglie affatto scena agli eroi che tutti aspettavano e ognuno di loro (e sono davvero tantissimi) ha il proprio spazio, il proprio stile e le caratteristiche che lo hanno reso ormai familiare allo spettatore dopo dieci anni.
Si ride moltissimo, si piange moltissimo, ci si esalta moltissimo, ci si spaventa anche moltissimo, un film di puro, godurioso intrattenimento, probabilmente il più grande blockbuster di sempre ed è innegabile che esisterà un prima e un dopo Infinity War, non solo nel Marvel Cinematic Universe, come è ovvio (nell'attesa del prossimo Ant-Man, di Capitan Marvel e soprattutto di Avengers 4), ma nell'intera industria cinematografica di intrattenimento.

Non era affatto facile, ma la Marvel non ha deluso e ha fatto il film perfetto, non solo quello che tutti volevano e aspettavano, ma andando oltre. Se ne parlerà per mesi, forse anni, sicuramente all'uscita dalla sala (e mi raccomando, rimanete fino alla fine dei titoli di coda!) ci si pensa e ripensa per ore o addirittura giorni.

giovedì 5 maggio 2016

Capitan America: Civil War - la recensione

Arriva finalmente nelle sale, accompagnato da un hype incredibile ed aspettative altissime, il nuovo capitolo di Capitan America.

Civil War non è semplicemente un film su Steve Rogers, ma si inserisce perfettamente in quell'universo narrativo in perenne espansione che è il Marvel Cinematic Universe, portando al culmine ciò che si era preparato soprattutto nel precedente Avengers Age of Ultron, e approfittandone per introdurre nuovi personaggi come Black Panther e l’attesissimo Spiderman.

Con premesse tanto clamorose e una mole tale di personaggi era facile incappare nell'effetto minestrone, invece i fratelli Russo (già registi del precedente The Winter Soldier) centrano appieno il bersaglio con un film che è spettacolare sia a livello visivo che emotivo.
Le ragioni dello scontro tra Capitan America e Iron Man sono chiare ed è estremamente facile empatizzare con entrambi, in quanto non vi è una distinzione netta tra torto e ragione, ma una divergenza di vedute che culmina in uno scontro non tra due supereroi ma tra due uomini e due amici.
Non solo emozioni però, anche adrenalina, perché le scene d’azione sono veramente epiche e il tanto atteso scontro all'aeroporto è assolutamente spettacolare, da rimanere senza fiato.

Nonostante il focus sia puntato su Steve Rogers e sul suo rapporto con Tony Stark, c’è spazio per tutti e soprattutto per le nuove leve: Black Panther è visivamente splendido ed introdotto in maniera fluida ed ineccepibile, ma a rubare lo schermo è lo Spiderman di Tom Holland, straordinario, probabilmente il miglior Spiderman di sempre, e non vediamo davvero l’ora che esca il film a lui dedicato.

Quasi due ore e mezza che scivolano via tra azione e risate fino a un finale che emoziona sinceramente (senza dimenticare le due, splendide, scene post-credit), questo Captain America: Civil War è uno dei migliori cinecomic Marvel.