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lunedì 17 gennaio 2022

Joss Whedon risponde alle accuse di "cattivo comportamento" sul set di Buffy e Justice League

In una intervista con il New York Times, il regista Joss Whedon ha parlato per la prima volta delle tante accuse che gli sono state rivolte lo scorso anno, da Charisma CarpenterMichelle Trachtenberg, e molti membri del cast e della crew delle serie Buffy, Angel e Firefly, poi Gal Gadot e, il più agguerrito, Ray Fisher del cast di Justice League, nella versione rimaneggiata dal regista.

Accuse di aggressività verbale, insulti gratuiti, minacce di stroncare carriere, pubbliche prese in giro, e anche comportamento inappropriato. Dopo mesi di silenzio, Joss Whedon ha risposto, in una lunga intervista. Il regista ha subito confessato al giornalista di essere "terrorizzato da ogni parola che esce dalla mia bocca", per paura che le sue parole possano essere prese e rigirate nel modo sbagliato.

Capitolo Buffy, Angel e Firefly.

Stando alle accuse, arrivate da più parti, il clima sul set era tossico e il regista si comportava da padrone. Whedon ha dichiarato che a quel tempo, grazie al successo di Buffy, aveva raggiunto un altissimo livello di popolarità e che sul set veniva "venerato" dalla troupe.
"Ero giovane, ho urlato e alle volte ho dovuto farlo", ha dichiarato il regista, "Si trattava di un cast davvero giovane ed era facile per loro trasformare tutto in un cocktail party. Non ho mai umiliato qualcuno, se lo avessi fatto sarebbe stato un problema per me. [...] So che mi arrabbiavo, ma non sono mai stato fisicamente violento con qualcuno".
Riguardo le accuse di Charisma Carpenter: "La maggior parte delle mie esperienze con Charisma sono state deliziose e affascinanti. Alle volte faticava con le sue battute, ma nessuno riusciva a pronunciare una battuta divertente meglio di lei. Non l’ho definita grassa [quando era incinta], ovviamente non l’ho fatto".
In realtà, stando alle dichiarazioni di Rebecca Rand Kirshner, una delle sceneggiatrici di Buffy, chiamare "grassa" una donna incinta era un suo modo di fare, non un abuso, secondo la Kirshner ma "un comportamento da idiota". La sceneggiatrice ha poi ricordato il clima molto teso sul set, con Whedon che si arrabbiava spesso, fino a diventare offensivo e far piangere i presenti.

Poi il passaggio più delicato, le "relazioni" che il regista avrebbe avuto sul set delle serie da lui girate, su cui però pendono nel accuse di comportamento inappropriato, accusa arrivata in particolare da Michelle Trachtenberg, che al tempo era minorenne. Whedon non nega assolutamente di aver avuto delle relazioni, e la sua risposta è alquanto controversa.
Nell'articolo si legge: "Era circondato da giovani donne bellissime, il tipo di donna che lo aveva ignorato quando era giovane, e temeva che se non avesse fatto sesso con loro l’avrebbe “rimpianto per sempre”. Ripensandoci ora prova vergogna e orrore".

Capitolo Justice League.

Nel 2017, Zack Snyder ha dovuto abbandonare la post-produzione del suo film dopo una tragedia familiare. Non volendo aspettare il suo ritorno, la Warner decise di chiamare Whedon per sostituirlo e pianificò due mesi di riprese aggiuntive in cui il regista stravolse completamente il film, rigirando circa il 90% delle scene. Il risultato fu un flop clamoroso, stroncato da pubblico, critica e dagli stessi attori che avevano lavorato al film (ultimo Jeremy Irons che l'ha definito "terribile").
Tempo dopo, Ray Fisher, che nel film interpreta Cyborg, un ruolo fortemente ridimensionato da Whedon, ha accusato il regista di aver creato un clima tossico sul set: "Era arrabbiato per le critiche a 'Age of Ultron' [...] era un narcisista egocentrico e tutto doveva ruotare attorno a lui. [...] Aveva un'aria di sfida e strafottenza verso tutto e tutti, prese in giro pesanti dal punto di vista personale e professionale".
Whedon ha risposto dicendo di aver deciso di tagliare Cyborg, perché secondo lui il ruolo non aveva senso, alla gente non piaceva e perché riteneva Ray Fisher un cattivo attore. Sui primi due punti, va detto che Whedon era stato chiamato solo a finire il film e invece ha stravolto totalmente il lavoro di Zack Snyder e la storyline del film, e vedendo la Snyder Cut questo è molto evidente visto che il personaggio di Cyborg è assolutamente centrale nella storia. Per il giudizio su Fisher, è un pensiero personale di Whedon, del tutto legittimo, anche se non sappiamo il modo in cui questo sia stato espresso sul set.
Il passaggio da Snyder a Whedon è stato un errore della Warner, è stato anche un passaggio troppo drastico tra due modi di vedere il cinema diversi e due modi di lavorare molto diversi. Snyder è aperto alle proposte degli attori per costruire il ruolo e le battute dei personaggi, Whedon invece ha dichiarato di volere che gli attori si limitino a recitare le battute come le vuole lui. Da qui lo scontro con Gal Gadot.

Stando ai presenti sul set, e anche a quanto raccontato da Fisher, sul set Whedon chiamava continuamente l'attrice "Natasha", come Natasha Romanoff degli Avengers (la Marvel lo aveva appena scaricato dopo Age of Ultron) e questo ha creato un po' di mugugni. Gal Gadot ha raccontato di un acceso diverbio con il regista dopo che lei si era detta poco convinta di una scena che avrebbero dovuto girare, in quel caso Whedon le avrebbe risposto in modo aggressivo minacciandola di far finire la sua carriera.
Secondo Whedon non è andata così, ha dichiarato che sarebbe stata Gal Gadot a non capire quello che ha detto, sarebbe stato quindi un problema "linguistico": "Chi farebbe una cosa del genere? L’inglese non è la sua prima lingua e io tendo a essere fastidiosamente arzigogolato quando parlo".

Il giornalista ha interpellato Gal Gadot sulla spiegazione di Whedon e l'attrice ha risposto: "Avevo capito perfettamente quello che mi aveva detto".
Sul fatto del "ti stronco la carriera", è intervenuta un'attrice del cast di Angel, dichiarando di aver subito le stesse minacce da parte del regista, che ovviamente ha smentito tutto.

Insomma, la versione di Joss Whedon è completamente opposta a quella di tutti i suoi accusatori.

venerdì 12 febbraio 2021

Le attrici di Buffy sostengono Charisma Carpenter dopo le accuse a Joss Whedon

Joss Whedon è sempre più al centro delle polemiche dopo la lettera scritta da Charisma Carpenter in cui l'attrice, Cordelia in Buffy, ha raccontato il clima di terrore e il comportamento non professionale del regista sul set della celebre e amata serie tv.

L'attrice ha scritto la lettera in sostegno a Ray Fisher, che da mesi accusa Whedon per il suo comportamento sul set dei reshoot di Justice League, accuse che hanno portato all'apertura di un'inchiesta interna alla Warner.
Charisma Carpenter fa qualcosa in più rispetto al collega, entra nei particolari parlando del comportamento del regista nei suoi confronti quando è rimasta incinta.
Ecco alcuni passaggi: "Joss Whedon ha abusato del potere che aveva su di me, mentre lavoravamo insieme sui set di Buffy – L’Ammazzavampiri e Angel. Mentre lui si divertiva nell’esercitare la sua terribile condotta, ha contribuito ad aumentare la mia ansia da prestazione, il mio senso di impotenza, e ad alienarmi dai miei colleghi.
[...] La scorsa estate, quando Ray Fisher ha accusato pubblicamente Whedon di abusi e comportamenti non professionali nei confronti del cast coinvolto nei reshoot sul set di Justice League nel 2017, la notizia mi ha colpita in pieno. Era risaputo che Joss fosse crudele. Ha sempre creato un ambiente tossico e ostile sul luogo di lavoro fin dall’inizio della sua carriera. E lo so perché, ripeto, l’ho sperimentato in prima persona.
[...] Mi chiamava “grassa” di fronte ai miei colleghi quando ero al quarto mese di gravidanza. Era cattivo, violento, era apertamente denigratorio e spesso manifestava le sue preferenze, mettendo le persone in competizione tra di loro in modo che arrivassero ad avere la sua approvazione.
[...] Più di una volta Joss ha ignorato le chiamate dei miei agenti che lo avvisavano del fatto che fossi incinta. Era impossibile comunicare con lui. Poi finalmente, una volta si è degnato di considerarmi e, faccia a faccia, mi ha chiesto se avevo intenzione di tenere il bambino, cercando di manipolarmi.
[...] Al sesto mese di gravidanza mi è stato chiesto di poter girare alle 01:00 di notte, nonostante il mio medico mi avesse raccomandato di lavorare di meno. In seguito, a causa del troppo lavoro, dello stress emotivo e quant’altro, ho iniziato ad avere le contrazioni di Braxton Hicks. A quel punto per me è stato chiaro che le riprese alle 1:00 di notte sono state fatte come rappresaglia nei miei confronti.
Nonostante il fastidio che provavo, una parte di me cercava di giustificarlo. Così mi sono scusata, e ho soffocato il mio dolore. Ho addirittura partecipato alle convention e ho lavorato di nuovo con lui. [...] Anche se è strano, spesso non ci rendiamo conto di essere vittime di abuso, a causa del nostro stato emotivo. [...] Mi ci è voluto del tempo per trovare il coraggio di dire queste cose pubblicamente. Non ho mai dimenticato la gravità di questi fatti".

Qui la lettera completa.

La prima a manifestare il proprio sostegno alla collega è stata Buffy in persona, Sarah Michelle Gellar non è scesa nei particolari ma su Instagram ha scritto: "Mentre sono contenta che il mio nome sia associato a quello di Buffy Summers, non voglio essere associata per sempre con il nome di Joss Whedon. In questo momento sono più concentrata sulla mia famiglia e a sopravvivere a una pandemia, quindi non farò ulteriori dichiarazioni a riguardo ora. Ma sono dalla parte di tutti i sopravvissuti agli abusi e sono orgogliosa di loro per aver parlato".

Anche altre attrici della serie si sono espresse al riguardo, tutte hanno mostrato il loro sostegno alla collega.
Michelle Trachtenberg (Dawn, sorella di Buffy) dopo aver ripostato il commento di Sarah Michelle Gellar, ha scritto: "Ora, che sono una donna di 35 anni sono abbastanza coraggiosa per ripubblicarlo. Perché tutti devono sapere. Era come un adolescente e il suo non era un comportamento appropriato. Ma ora la gente sa cosa ha fatto Joss. Questo sarà l’ultimo commento che farò sulla questione. C’era una regola che diceva: Non ha più il permesso di essere da solo in una stanza con Michelle". L'attrice non ha spiegato i motivi dietro questa regola.

Amber Benson (Tara): "Supporto al 100% Charisma. Sono stati fatti molti danni durante quel periodo e molti di noi stanno ancora elaborando quanto accaduto venti anni dopo".

Anche Clare Kramer (Glory, villain della quinta stagione) e Eliza Dushku (la cacciatrice Faith) hanno espresso il loro sostegno alla collega.

E c'è stato anche il commento di Anthony Head, il signor Giles, mentore di Buffy, che ha dichiarato di sentirsi in colpa per non essersi reso conto della gravità della situazione: "Sono rimasto sveglio quasi tutta la notte pensando 'Cosa non ho notato?'. Non sono una persona che dice 'Non ho visto, quindi non è accaduto'. Sono desolato, lo sono davvero. [...] Sono davvero triste che le persone abbiano affrontato queste esperienze. Ero come una figura paterna. Vorrei che qualcuno fosse venuto a parlarmene. [...] Il post di Charisma parla dello spinoff Angel e io me ne ero andato da tempo, ma ci sono altri post che mi fanno pensare come sia possibile che non mi stessi rendendo conto di quello che stava accadendo".

Al momento Joss Whedon non ha rilasciato nessuna dichiarazione. Le voci sul suo comportamento non sono nuove, già in passato alcuni attori e controfigure che avevano lavorato alla serie di Buffy avevano raccontato dei suoi atteggiamenti inappropriati e non professionali.

sabato 31 ottobre 2020

Halloween in streaming: 5 film per la notte delle streghe


Oggi è il 31 Ottobre, la notte di Halloween, un Halloween molto particolare, in piena pandemia e con le sale cinematografiche chiuse. Se siamo costretti a rimanere in casa, però, non dobbiamo per forza rinunciare a un bel film horror da guardare nella serata più spaventosa dell'anno. Ci vengono in aiuto le piattaforme streaming!

Noi di Frame abbiamo scelto per voi 5 film horror dalle maggiori piattaforme che ci sembrano perfetti da recuperare.



Halloween 2018 (Amazon)


Torna Jamie Lee Curtis nei panni di Laurie Strode e Nick Castle in quelli dell'assassino Michael Myers , quarant'anni dopo l'iconico Halloween di John Carpenter.
Ignorando tutti  i vari sequel e reboot successivi, vede il ritorno anche dello stesso Carpenter in veste di produttore.
Dopo essere riuscito a fuggire durante un trasferimento da un carcere a un altro, Myers tornerà a perseguitare i sopravvissuti dei suoi omicidi, senza perdere affatto di tensione e coerenza rispetto all'originale e ampliandone il messaggio femminista

Quella casa nel bosco (Amazon - Netflix)


Un gruppo di ragazzi organizzano un fine settimana in una casa isolata in un bosco. Ben presto strani avvenimenti iniziano ad accadere e una strana presenza comincia a ucciderli uno per uno, brutalmente.
Il più classico degli slasher movie nelle mani di due sceneggiatori geniali come Joss Whedon e Drew Goddard (anche alla regia) diventa un esperimento metacinematografico sorprendente e uno dei migliori horror degli ultimi anni.

The Ring (Netflix)


Remake dell'omonimo horror giapponese, con Naomi Watts protagonista e Gore Verbinski, è ormai uno dei cult del genere: Samara, la ragazzina dai capelli neri che esce strisciando dalla tv è una scena che è rimasta scolpita nell'immaginario collettivo e non manca mai di suscitare terrore.
Le musiche sono di Hans Zimmer e sono diventate anch'esse iconiche.
Una curiosità: la campagna marketing del film fu estremamente efficace, comprendendo molti siti web e il video completo della videocassetta maledetta riprodotto sulle tv a tarda notte, senza riferimenti al film.

L'esorcista (Netflix)



Il film del 1973 di William Friedkin è probabilmente il più famoso horro di tutti i tempi e un cult intramontabile ancora dopo più di quarant'anni.
La produzione del film è tutt'oggi molto chiacchierata: si racconta che il set fosse stregato e che accadessero molte cose strane e inspiegabili; Fredkin era famoso per i suoi metodi poco ortodossi con cui trattava gli attori,  Linda Blair e Ellen Burstyn venivano spesso legate e strattonate violentemente, tanto che entrambe accusarono problemi alla schiena, inoltre Friedkin e William Blatty (scrittore dell'omonimo romanzo, sceneggiatore e produttore del film) erano in disaccordo sul finale, tanto che ne esistono due versioni, una più cupa e pessimistica andata in sala, e un'altra più ottimistica presente nelle edizioni home video.
Anche la distribuzione fu senza precedenti: vennero riportati casi di svenimenti, convulsioni e vomito fra gli spettatori in sala, registrando però un incasso enorme per un film con tante restrizioni di pubblico.

Frankenweenie - (Disney +)


Un omaggio all'horror classico di serie b, quello dei mostri della Universal e di Ed Wood, da parte di Tim Burton, un regista che di quell'immaginario ha fatto quasi un marchio di fabbrica.
Ispirato da un corto live action dello stesso Burton, è la storia, chiaramente ispirata al Frankenstein di Mary Shelley, del giovane Victor, disposto a tutto pur di riportare in vita il suo cane.
Un po' horror, un po' racconto di formazione, una favola molto burtoniana.

mercoledì 20 maggio 2020

Justice League: ufficiale, arriverà la "Snyder Cut"!

La voce circolava negli ultimi giorni, si era parlato di incontri, riflessioni, riunioni, alla fine la conferma, la versione "Snyder Cut" di Justice League arriverà su HBO Max!

Una lavorazione molto travagliata quella del film che vedeva finalmente riuniti tutti i supereroi della DC Comics, Zack Snyder l'aveva concepito come diviso in due e con dei torni molto dark, cosa aveva fatto storcere un po' il naso alla Warner, poi la tragedia familiare che ha costretto il regista ad abbandonare la post-produzione film, e il progetto che finisce nelle mani di Joss Whedon che modificato totalmente la versione di Snyder inserendo humor e girando molte scene aggiuntive (comprese le "maledette" scene con i baffi di Henry Cavill rimossi male in digitale).
Il risultato finale ha scontentato un po' tutti, sia i fan che gli stessi attori, e alla fine anche la Warner, con gli incassi sono stati molto inferiori alle aspettative.

Nei mesi successivi al mezzo flop del film, è iniziata a circolare la voce di una presunta "Snyder Cut", cioè la versione così come sarebbe dovuta arrivare nei cinema. La Warner ha smentito per mesi, Zack Snyder rimasto stato in silenzio per molto tempo, la "Snyder Cut" è diventata quasi una leggenda, molti critici non credevano realmente alla sua esistenza. Poi Zack Snyder ha iniziato ha pubblicare foto tratte dalla sua versione e questo è bastato ai fan per far partire una petizione per mostrare al pubblico quella che viene considerata la vera versione del film Justice League.
Alla petizione si sono uniti anche i protagonisti del film, in particolare "Aquaman" Jason Momoa, che ha visto il film e anche qualche giorno fa ha ribadito il suo appello: "Fate uscire la Snyder Cut!".

Oggi, durante un watch party dedicato a L'Uomo d'Acciaio, Zack Snyder ha annunciato che la Warner e HBO hanno raggiunto un accordo per mostrare il film sulla piattaforma streaming on demand HBO Max. Il film dovrebbe arrivare nel 2021, non si sa ancora come film di 4 ore o rimontato come miniserie.

Aspettiamo aggiornamenti.

martedì 21 novembre 2017

Justice League - la recensione

Il DC Extended Universe non è un universo cinematografico particolarmente fortunato, fatto che abbiamo potuto notare con i cinecomic usciti fino ad ora. Justice League sarà riuscito a risollevare un po' le sorti del tutto? Probabilmente no.

Una produzione particolarmente travagliata ha accompagnato la lavorazione del lungometraggio, passato dalle mani di Zack Snyder, che ha abbandonato la regia a causa di una tragedia famigliare, a quelle di Joss Whedon, conosciuto non solo per i suoi lavori televisivi ma anche per i due capitoli cinematografici dedicati ai Vendicatori Marvel. Purtroppo (e in alcuni frammenti per fortuna) la mano di Whedon si sente, anche se tuttavia non giova all'economia del lungometraggio che risulta in fin dei conti un pasticciatissimo cinecomic senza una propria identità. Senza anima, se vogliamo metterla in termini più drammatici.

A differenza della controparte Marvel, il DCEU non ha avuto modo di presentare al meglio i propri supereroi e questo si sente, si sente terribilmente, nonostante si cerchi in qualche modo di presentare un background di personaggi solo accennati fino a Batman v Superman: Dawn of Justice, come Aquaman (Jason Momoa), Flash (Ezra Miller) e Cyborg (Ray Fisher). Gli unici che godono di questa fortuna sono Superman (Henry Cavill), Wonder Woman (Gal Gadot) e in parte Batman (Ben Affleck), come ben sappiamo. È difficile quindi parlare di un film riuscito quando i presupposti sono questi.

Il team funziona a tratti e le riprese aggiuntive sono platealmente palesi durante la visione. Non c'è omogeneità nemmeno sul piano tecnico, a partire da effetti speciali invadenti e a tratti imbarazzanti fino ad arrivare ad una colonna sonora curata da Danny Elfman che funziona solo quando vengono ripresi temi musicali cari ai fan di Batman e Wonder Woman. Un villain sbucato quasi dal nulla (si accennava a lui solo in una scena di Batman v Superman) che risulta quasi comico per come ci viene mostrato, condisce in maniera terribilmente tratteggiata e superficiale una storia vuota e troppo frettolosa.

A differenza degli altri progetti però Justice League gode (e forse anche troppo) di un atmosfera decisamente goliardica in certe sequenze, che, anche se in maniera del tutto gratuita e quasi mai efficace, riesce a strappare un piccolo sorriso allo spettatore medio.

Quale futuro per l'Universo DC? Sono in arrivo (salvo cambi di programma) film standalone su Flash (Flashpoint), Aquaman, Batman (?), senza contare i sequel di Wonder Woman e L'Uomo d'Acciaio. Qualche sentore di cambiamento positivo si avverte in Justice League. Speriamo basti per risollevare le sorti di un Universo fastidiosamente confusionario.

venerdì 8 maggio 2015

Avengers: Age of Ultron - la recensione

Dopo il successo di critica e pubblico del primo film degli Avengers, Joss Whedon era chiamato a ripetersi con un carico di aspettative davvero enorme.

Non era facile, prima di tutto perché trovare un difetto in quel film è davvero difficile, ma anche perché Whedon è un autore che spesso e volentieri risente del fiato sul collo che le grosse major riversano su progetti di questo tipo. Questo aspetto è particolarmente evidente in Age of Ultron, manca infatti la componente più spiccatamente “autoriale” presente nel primo film, mancano i lunghi dialoghi brillanti e infarciti di citazioni pop e il concetto di famiglia allargata, temi insomma smaccatamente whedoniani (e non a caso la scena migliore del film è proprio quel momento in cui i nostri eroi si rilassano giocando tra loro).

Whedon aveva anche il difficile compito di introdurre due nuovi personaggi, Quicksilver e Scarlet Witch, senza poter usufruire del background fumettistico derivante dalla loro parentela con Magneto degli X-Men, e senza avere il tempo necessario per poterli approfondire come avrebbero meritato. Il lavoro svolto è sufficiente, ma lascia un po' l'amaro in bocca e una sensazione di incompiutezza. Dove invece l'obiettivo è centrato in pieno è nella dicotomia tra Ultron, villain carismatico e scritto davvero in modo brillante, e Visione, personaggio carico di fascino e carisma, aiutato dalla fantastica performance di Paul Bettany. Interessante anche il lavoro di approfondimento sul personaggio di Occhio di Falco, e come al solito la scrittura riservata al Bruce Banner di Mark Ruffalo.

Film dalle molte imperfezioni, ma durante la visione ci si diverte talmente tanto che queste
rimangono invisibili fino a una riflessione più attenta a mente fredda, mentre a caldo si ha la voglia di riguardare tutto da capo.

giovedì 23 ottobre 2014

Frame by Frame: Avengers: Age of Ultron [TEASER TRAILER]

Con una settimana di anticipo (e molta sorpresa) il teaser trailer di Avengers: Age of Ultron è arrivato online.
Il medesimo video del cinecomic Marvel diretto da Joss Whedon era stato mostrato allo scorso Comic-Con di San Diego con grande stupore di tutti i presenti. Sì perché il tono del filmato è completamente differente dal primo film dei Vendicatori visto due anni fa. Tutto è intriso di un aria molto più dark e inquietante, più di qualsiasi altro cinecomic Marvel visto fino ad ora.
Ultron, intelligenza artificiale sta per sorgere. Ce la faranno i nostri eroi a fronteggiare questo enorme male?
Il trailer non fa ben sperare, ma ecco il nostro Frame by Frame con le immagini più interessanti! Buona visione!