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giovedì 2 giugno 2022

Depp vs Heard - Johnny Depp ha vinto la causa per diffamazione

Dopo sei settimane d dichiarazioni scioccanti, momenti assurdi, quasi surreali, e rivelazioni intime imbarazzanti, tutto vissuto in diretta mediatica, si è concluso ieri il processo tra Johnny Depp e Amber Heard, dopo che l'attore aveva citato in giudizio l'ex moglie per diffamazione per un articolo che l'attrice aveva scritto sul Washington Post.

Se in UK la giuria ha deliberato a favore di Heard, negli USA il giudizio è stato totalmente opposto. Dopo 13 ore di confronto, la giuria ha dato ragione a Johnny Depp, stabilendo che è stato effettivamente diffamato. Amber Heard dovrà risarcire il suo ex marito di 15 milioni di dollari, 10 milioni di risarcimento danni e 5 milioni di danni punitivi. Per quanto riguarda la contro querela dell'attrice, che chiedeva 100 milioni, la giuria ha deciso che dovrà ricevere 2 milioni (per quando l'avvocato ha definito le sue accuse un "imbroglio"). Facendo i conti, Amber Heard dovrà restituire più di quanto ha ottenuto con il divorzio. In un primo momento, sembrava che l'attrice non fosse intenzionata a fare ricorso, visto che un nuovo processo potrebbe costarle molto di più, ma stando a quanto dichiarato dal portavoce dell'attrice al New York Times, sembra che invece farà ricorso.

Per Johnny Depp è una bella rivincita dopo anni di accuse, e dopo aver perso sul piano professionale, in particolare aver visto "non concluso" il suo percorso come Jack Sparrow e aver perso il ruolo in Animali Fantastici. L'attore non era presente in aula per "motivi professionali", al momento infatti si trova in Gran Bretagna, ma ha condiviso un messaggio sul proprio profilo Instagram.

"Sei anni fa, la mia vita, la vita dei miei figli, le vite di quelli che mi sono vicini e inoltre le vite delle persone che per molti, molti anni mi hanno sostenuto e mi hanno creduto sono cambiate per sempre.

Tutto in un batter d’occhio.

Accuse false, molto serie e criminali sono state rivolte verso di me attraverso i media, scatenando un fiume di contenuti carichi di odio, sebbene nessuna accusa formale fosse stata intentata contro di me. Aveva già fatto il giro del mondo due volte nell’arco di un nanosecondo, e aveva avuto un impatto sismico sulla mia vita e la mia carriera.

Sei anni dopo, la giuria mi ha ridato indietro la mia vita. Sono veramente onorato.
La mia decisione di perseguire questa causa, sapendo molto bene il peso delle difficoltà legali che avrei dovuto affrontare e l’inevitabile spettacolo globale che sarebbe stato esporre la mia vita in questo modo, è stata presa solo dopo una lunga riflessione.

Sin dall’inizio, l’obiettivo di fare questa causa è stata rivelare la verità, a prescindere dal risultato finale. Dire la verità era un dovere nei confronti dei miei figli e di tutti coloro che mi hanno supportato con convinzione. Ora mi sento in pace sapendo di aver raggiunto quell’obiettivo.
Sono, e sono stato, travolto dall’ondata di amore e dal colossale supporto e dalla gentilezza di tutti quanti in giro per il mondo. Spero che la mia missione sul far emergere la verità aiuti altri, uomini e donne, che si sono trovati nella mia stessa situazione, e non faccia arrendere mai quelli che li sostengono. Spero anche che si torni a parlare di presunzione d’innocenza finché non si dimostra la colpevolezza, sia in tribunale che sui media.

Vorrei riconoscere il nobile lavoro del giudice, dei giurati, dello staff del tribunale e degli sceriffi che hanno sacrificato il loro tempo per arrivare a questo verdetto, e al mio diligente e incrollabile team di avvocati che hanno fatto un lavoro straordinario aiutandomi a condividere la verità.

Il meglio deve ancora arrivare e un nuovo capitolo è finalmente iniziato.

Veritas numquam perit.
La verità non muore mai.

Johnny Depp"


Decisamente delusa invece Amber Heard, anche lei ha affidato il suo sfogo ad un post sul proprio profilo. Dalla rapidità con cui il messaggio è apparso online, si direbbe però che l'attrice si aspettava questo verdetto.

"La delusione che provo oggi è oltre ogni parola. Sono addolorata del fatto che la montagna di prove non sia stata comunque abbastanza per reggere al potere sproporzionato e all’influenza del mio ex marito.
Sono ancor più delusa per ciò che significa questo verdetto per altre donne. È un passo indietro. Rimette indietro le lancette dell’orologio a un’epoca in cui una donna che parlava e si faceva sentire poteva essere disonorata pubblicamente e umiliata. È un passo indietro sull’idea che la violenza contro le donne vada presa sul serio.
Credo che gli avvocati di Johnny siano riusciti a convincere la giuria a ignorare il concetto fondamentale della Libertà di Parola e ignorare una prova talmente decisiva che ci ha permesso di vincere nel Regno Unito.
Sono triste di aver perso questa causa. Ma sono ancora più triste di avere l’impressione di aver perso un diritto che pensavo di avere come americana – parlare liberamente e apertamente."



sabato 7 novembre 2020

Animali Fantastici: una petizione a favore di Johnny Depp e la minaccia di boicottare il film

Il licenziamento di Johnny Depp dalla saga di Animali Fantastici deciso dalla Warner sta facendo molto discutere.

L'attore è stato costretto a rinunciare al ruolo di Grindelwald, villain principale e personaggio centrale della saga, su diretta richiesta della Warner, il motivo è da ricercare nel complicato processo per violenza domestica che l'attore sta affrontando a seguito della denuncia della sua ex moglie, l'attrice Amber Heard. Nei giorni scorsi l'attore ha perso la causa contro il Sun che lo aveva definito "picchiatore di donne" e subito dopo è arrivato il licenziamento da parte della Warner.

L'allontanamento di Johnny Depp dalla saga però non è piaciuto alla stragrande maggioranza dei fan, sia della saga che dell'attore, da sempre molto amato dalla gente, e così hanno deciso di far partire la petizione Warner Bros, Bring Johnny Depp back as Gellert Grindelwald!!!, per chiedere alla Warner di farlo tornare. La petizione ha già superato le 55mila firme e continuano a crescere.

Non è tutto, i fan hanno anche minacciato di boicottare il film quando uscirà. Basta cliccare sotto gli hashtag #boycottFantasticBeasts e #JusticeForJohnnyDepp per leggere i commenti a favore dell'attore. Molti fan (e non solo) sono più che convinti dell'innocenza di Depp, anzi ritengono che sia lui la vera vittima, e puntano il dito contro Amber Heard, anche lei accusata di essere stata violenta contro Depp, e fanno notare come l'attrice non sia stata licenziata da Aquaman. La posizione della Warner in questo momento non è delle più confortevoli.

Intanto c'è anche chi guarda al futuro e al possibile sostituto di Johnny Depp per il ruolo di Grindelwald. Si stanno facendo delle ipotesi, più per divertimento che per altro, Robert Downey Jr., Dan Stevens, Hugh Grant, Adam Driver, James McAvoy, ma l'unico nome realistico fatto dai fan è quello di Colin Farrell, che ha già interpretato il ruolo di Grindelwald, nascosto dietro le fattezze dell'auror Percival Graves. Sarebbe una soluzione interna che potrebbe risolvere i problemi alla Warner ma la verità è che sostituire Johnny Depp, soprattutto dopo il modo in cui è stato allontanato, non sarà per niente facile.

mercoledì 2 gennaio 2019

Aquaman - la recensione

Il legittimo Re di Atlantide arriva al cinema! Il suo volto? Quello di Jason Momoa.

Dopo la sua apparizione nel disastroso Justice League, Arthur Curry (AKA Aquaman) arriva sul grande schermo con un film tutto suo, senza inutili collegamenti agli altri film dell'universo DC (ora Worlds of DC).

Una struttura semplice e un'onestà intrinseca fanno di Aquaman il film per ora più riuscito del franchise DC al cinema. Non che ci volesse molto, alcuni potrebbero aggiungere, ma il disastro poteva essere facilmente dietro l'angolo. Eppure Aquaman, probabilmente grazie ad una mano vivace come quella di James Wan, riesce ad appassionare e a regalare dei momenti visivi di puro spettacolo, pur mantenendo un'anima piuttosto trash (in moltissimi punti) ma consapevole.

Non si parla molto in Aquaman, e quando ciò accade veniamo quasi sempre interrotti da esplosioni o "inaspettati" combattimenti sbucati dal nulla. Eppure nonostante questo la storia regge per la maggior parte della durata, regalando, come già detto, situazioni visive davvero spettacolari. Alcuni momenti barcollano inevitabilmente, soprattutto a causa di una sceneggiatura spesso infantile e farcita di battute a volte discutibili, ma che nel bene e nel male strappano più di una risata (e non troppo forzata).

Se lo si guarda senza nessuna pretesa, il progetto risulta riuscito. Probabilmente la strada scelta da James Wan era l'unica percorribile.

sabato 5 settembre 2015

Venezia 72 - giorno 4

Sabato molto pieno al Festival di Venezia, presentati in Concorso tre titoli importanti: The Danish Girl, L'Attesa (primo film italiano), e Equals.

Accolto da grandi applausi e buone critiche (e anche qualche lacrima), The Danish Girl, di Tom Hooper, conquista il festival.

Il film racconta la storia dell'artista austriaco Einar Wegener, alias Lili Elbe, la prima persona ad aver subito l'intervento chirurgico - del tutto sperimentale e molto pericoloso negli anni '30 - per la "riassegnazione sessuale".

Protagonista del film uno straordinario Eddie Redmayne, vincitore del premio Oscar 2015 per La Teoria del Tutto e che con questo film probabilmente si guadagnerà un'altra nomination. Nel cast anche una bravissima Alicia Vikander (anche lei in odore di nomination all'Oscar), Amber HeardMatthias Schoenaerts.

"Questo film parla dell'accettazione resa possibile dall'amore", ha spiegato il regista Tom Hooper, "viviamo in un mondo diviso. Il film è un appello a prendere in considerazione uomini e donne trans che soffrono. L'insegnamento straordinario che ci viene da Gerda è la condivisione, il loro è un amore sincero che parte dall'accettazione dell'altro. [...] Fin dall'inizio, dalle prime conversazioni abbiamo parlato di una donna che si rivelava, come scoprire questa femminilità latente ci ha guidato attraverso questo percorso profondo, non identificarsi con il genere con cui si appartiene. Non ci sono vie per la libertà, Lili ha combattuto". Nei mesi scorsi è stata fatta qualche polemica sulla mancata scelta di una vera trans per il ruolo. "L'accesso agli attori transgender a ruoli importanti è troppo limitato, e io sono il primo a volere che tutto questo cambi", ha spiegato il regista, "Con questo film abbiamo coinvolto le comunità trans di Copenhagen, Bruxelles, Londra e ci sono diverse partecipazioni come, ad esempio quella dell'attrice trans Rebecca Hoot". La Hoot nel film interpreta il piccolo piccolo ma significativo ruolo dell'infermiera che accompagna Lili durante la sua "trasformazione".

Eddie Redmayne non ci ha pensato due volte prima di accettare il ruolo. "Forse la migliore sceneggiatura che io abbia mai letto", ha detto l'attore, "sono rimasto colpito da questa storia d'amore appassionata e coraggiosa, con Tom abbiamo parlato per anni del progetto, l'idea del trasformarsi non è molto semplice da mettere in pratica. Poter recitare la parte di Lili è stato un sogno che si è realizzato". L'attore ha poi raccontato di essersi documentato molto per prepararsi al personaggio: "Ho incontrato tante persone nella comunità transgender, la loro gentilezza, il loro sostegno, la loro disponibilità ad aiutarmi nell'affrontare questo percorso è stata straordinaria. In quel momento storico non esistevano esperienze precedenti ed è importante capire come il loro percorso si sia evoluto". Essenziale nella vita di Lili è stato l'appoggio della moglie Gerda, interpretata dall'attrice svedese Alicia Vikander. "Sono stata attratta da questa storia d’amore, è una storia unica, come amare e amare se stessi", ha detto l'attrice durante la conferenza stampa, "per l’epoca Gerda era una donna all'avanguardia, un’artista, vedeva e prevedeva e io stessa sono rimasta colpita da questi due ruoli del film. In Gerda ho trovato una donna che è in grado di amare qualcun’altra più di se stessa. Anche io lo vorrei".

Aspettando gli Oscar, chissà se il film verrà preso in considerazione per qualche premio al Festival. The Danish Girl sarà nelle sale italiane a febbraio 2016.

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Presentato, sempre in Concorso, il film Equals di Drake Doremus, che vede come protagonisti Nicholas Hoult e l'attesissima Kristen Stewart, arrivata al Lido per la gioia dei fan.

Storia d'amore fantascientifica, il film è ambientato in un futuro distopico, in una società chiamata "Collective" dove vivono gli "Equals", esseri umani incapaci di provare sentimenti a causa di un esperimento genetico che ha trattato le emozioni come una malattia al fine di creare una società stabile e non violenta. L'equilibrio si rompe quando Mia e Siles s'incontrano.
Il film è liberamente ispirato alla pellicola '1984', basato a sua volta sul celebre romanzo di George Orwell, e vede nel cast anche Guy Pearce e Jackie Weaver.

"Con questa storia volevo mostrare come si vivrebbe nel quotidiano in una società che ha bandito tutti i sentimenti", ha spiegato il regista Drake Doremus, "Il futuro in questo film non è un mondo iper-tecnologico ma una società post-futuristica. In questa utopica realtà, i sentimenti sono banditi. I due protagonisti contravvengono alle regole imposte e vivono una storia d’amore. Questa è l’idea di base, non è una distopia ma una utopia, una società che assicura l’ordine e la pace privando i propri cittadini delle emozioni e dei sentimenti". "Ci sono varie progressioni", ha detto il regista parlando dello stile usato nel film, "è molto istintivo ed anche voyeristico, e l’attore pian piano comincia ad accendersi. Il mondo vive e si accende con nuovi colori che prima non venivano mostrati, via via che i protagonisti scoprono di amarsi ed anche il pubblico pian piano deve accendere il cuore. Girare in Giappone dove regna un grande ordine ed una grande armonia ci ha sicuramente aiutato a realizzare il film".

Un progetto molto stimolante per Kristen Stewart, che ha dichiarato di essersi buttata anima e corpo nel personaggio. "E’ stato difficile recitare come se stessi morendo, senza emozioni da far trasparire, esprimere il nulla, questa era la difficoltà", ha spiegato l'attrice, "era un processo molto difficile, non si deve pensare ma si deve recitare. [...] In 'Equals' parlo sempre come parte del collettivo, non ci sono dubbi, solo certezze. Tutti i cittadini sono esattamente uguali nel vestire, nei pensieri e nei comportamenti". "La domanda che ci poniamo in questo film è: possiamo esistere senza passione, l’umanità può sopravvivere senza amore?", ha continuato l'attrice, "Senza le nostre passioni ed i nostri sentimenti diventiamo come grigi fantasmi che vagano svuotati di ogni senso. Le passioni fanno girare il mondo. Senza esisterebbe ancora il mondo come lo conosciamo?". "I personaggi agiscono contro tutte le regole della società al solo scopo di portare avanti il loro amore e scoprire i loro sentimenti, farli vivere", ha detto poi Nicholas Hoult continuando il pensiero della sua partner nel film, "La fantascienza, secondo me, non è la parte prevalente della storia raccontata in questo film, sono i sentimenti l’aspetto principale".

Il film non ha ricevuto critiche particolarmente esaltanti, ma i commenti hanno sottolineato la continua crescita di Kristen Stewart come attrice. I tempi "piatti" di Twilight sembrano ormai lontani.

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Il cinema italiano fa il suo debutto nel Concorso con il film L'Attesa di Piero Messina, con l'attrice francese Juliette Binoche protagonista.

Ambientato in Sicilia durante il periodo pasquale, il film racconta l'attesa di una ragazza (Lou de Laage) che aspetta il ritorno del fidanzato insieme alla madre di lui (Binoche). Una madre che non ha il coraggio di dire alla ragazza che il suo fidanzato, suo figlio, non tornerà più.

"Con questo film ho scoperto la Sicilia", ha dichiarato Juliette Binoche, che in Italia ha già girato qualche film, "Quella che vedrete nel film è la stessa che ho vissuto io, anche se non potrete vedere il caldo che ho patito! Amo la vostra lingua, il calore delle persone, delle stagioni, del cibo, dei prodotti della terra".
Il suo personaggio nel film, una madre che ha perso un figlio, ha dei punti in comune con uno dei suoi ruoli più famosi, quello in Film Blu di Kieslowski, con cui l'attrice ha vinto la Coppa Volpi, motivo per cui aveva quasi rifiutato la parte. "All’inizio non ero sicura, non volevo fare un film sullo stesso tema, che magari sarebbe risultato meno riuscito", ha detto la Binoche durante la conferenza stampa, "Ma è stata la sceneggiatura a convincermi. In effetti, qui il tema è quello di una persona che ricrea un mondo per poter pronunciare l’impronunciabile. Inizialmente mi ero preparata con un coach, ma non ero soddisfatta. Ho lasciato perdere, ho preferito affidarmi all’immaginazione più che alla memoria, il cosiddetto ‘magical thinking’. L’attore parte sempre da una sensazione corporea, su quella costruisce il pensiero".

Accoglienza "morbida" per il film ha diviso la critica, soprattutto quella italiana.

martedì 24 aprile 2012

'The Rum Diary - Cronache di una Passione' - la recensione

Anni '60, Paul Kemp è un giornalista che vorrebbe scrivere romanzi ma è anche un uomo dal bicchiere facile. Trasferitosi a Puerto Rico per lavorare in un giornale sull'orlo del fallimento, questa sua "dipendenza" non può che peggiorare, grazie anche a degli eccezionali compagni di sbronze. Una notte Paul esce in mare con un pedalò e per caso incontra la donna della sua vita, la bellissima Chenault che purtroppo per lui è la fidanzata del miliardario Sanderson, affarista senza rimorsi che vuole sfruttare il territorio per aprire alberghi di lusso. Sanderson chiederà proprio a Kemp di scrivere articoli a favore della sua causa per ingraziarsi gli abitanti del posto.


Tratto da un romanzo di Hunter S. Thompson, il film secondo me soffre indirettamente la presenza ingombrante dell'altro famoso film tratto da un suo libro, Paura e Delirio a Las Vegas. Per quanto siano diversi è quasi impossibile infatti non pensare al film di Gilliam dato che il protagonista di The Rum Diary è proprio Johnny Depp, qui attore e produttore. Il film risulta molto diverso da quello che si poteva pensare, rimane molto sul classico andando solo a sfiorare il delirio che sembrava promettere guardando locandine e trailer. Solo il personaggio di Moburg e qualche scena mantengono le promesse, il resto del film rimane in una terra di nessuno, con la storia che sembra sempre sul punto di decollare ma che alla fine si perde.
Due le note positive che salvano il film, prima di tutto il cast. Stavolta Depp è bravo senza strafare ma altrettanto bravi si dimostrano Michael Rispoli e Giovanni Ribisi (il migliore secondo me). Buona la prova di Amber Heard ma niente di straordinario; Aaron Eckhart e Richard Jenkins sempre utili alla causa. Seconda nota positiva i dialoghi, non sempre ma il più delle volte meritano davvero, acuti ed efficaci, si vede che sono scritti da una mano che con le parole ci sa fare, dopotutto il Bruce Robinson è più sceneggiatore che regista.

The Rum Diary non convince del tutto per un finale che non soddisfa appieno ma alla fine il film riesce a salvarsi in calcio d'angolo. Si sente però la mancanza di una mano folle dietro la macchina da presa, com'era stata quella di Terry Gilliam. Un film da vedere comunque.

Voto: 6,5 

Frra