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giovedì 28 novembre 2013

Hunger Games: La Ragazza di Fuoco - La recensione




Se il primo capitolo della saga di 'Hunger Games' al cinema ci aveva piacevolmente colpito, il secondo è addirittura migliore!

Katniss, la ragazza di fuoco, è tornata. Inizialmente inconsapevole di ciò che ha causato durante gli ultimi Hunger Games, vive nella bolla costruita intorno a lei e Peeta in cui sono costretti a fingere di essere innamorati per seguire la scia del gioco. Una bolla che viene frantumata quando scoprono che i distretti di Panem iniziano a ribellarsi di fronte alla dittatura del Presidente Snow. Katniss e Peeta continuano a fingere sperando di non far scoppiare una guerra e tenere così in salvo tutto il popolo, ma questo non basta a convincere il Presidente che, con l'aiuto del nuovo stratega, decide che per la 75a edizione degli Hunger Games verranno scelti come tributi i vincitori ancora in vita delle precedenti edizioni.

Francis Lawrence ci propone un vero e proprio sequel, senza titoli di testa o 'sigle', costruito a tutti gli effetti come parte centrale di un finale che si prospetta epico. Cambia il tipo di regia, non c'è più la telecamera 'a spalla' del primo film, è tutto molto più statico e impostato. Questa scelta, insieme alla fotografia ancora più fredda del primo film, ci da un senso di inquietudine che aumenta man mano che si va avanti con la storia, aiutato anche da alcuni momenti di violenza in strada e dalle varie ribellioni che sono sempre più frequenti. I personaggi crescono e si evolvono. Chi prima si era arreso dalle circostanze, con Katniss come simbolo, riesce a risollevarsi e avere una speranza per il futuro. Altri invece, ciechi nel loro vivere bene a Capitol City, iniziano ad aprire gli occhi e capire quanto sia sbagliato il mondo in cui vivono.

L'ottimo cast del primo film viene impreziosito da alcune new entry, come Philip Seymour Hoffman e una fantastica Jena Malone, che riesce a tenere il film a livelli alti. Jennifer Lawrence, nonostante sia coperta da troppo fondotinta, riesce a fare la sua parte, anche se in alcuni momenti risulta un po' eccessiva. Sorprende, ma non troppo, Josh Hutcherson che migliora di film in film e dimostra di essere capace di stare al fianco dei premi Oscar.

'La Ragazza di Fuoco' è un ottimo film, capace di intrattenere e colpire il pubblico, con un finale molto aperto che spingerà, per chi non l'ha già fatto, ad andare a leggere i romanzi.

sabato 17 agosto 2013

Kick-Ass 2 - La recensione

Per quanto Kick-Ass 2 sia molto simile al precedente, c'è qualcosa nella prima parte del film che non funziona. Inizia praticamente come il primo, solo che in questo caso a trovarsi in 'difficoltà' con i compagni di scuola è 'Mindy' (Chloe Moretz), Hit Girl. È molto simile e quindi prevedibile, ma nello stesso tempo sembra di vedere un altro film, e non Kick-Ass.
Mancano quelle bellissime transizioni tra una scena e l'altra (presenti invece la didascalie, tutte uguali con scritto 'Intanto, dall'altra parte della città…'), e poi c'è poca, pochissima ironia. Ok che si parla anche della mancanza di 'Big Daddy', ma in certi momenti qualche battuta ogni tanto ci stava più che bene.


Fortunatamente poi si riprende, e alla grande, divertimento e violenza, è per questo che abbiamo pagato il biglietto no?
Bello il personaggio del 'Colonnello Stars' (Jim Carrey), anche se poco approfondito, essendo il leader del gruppo dei supereroi speravo uscisse fuori qualcosa di più su questo personaggio.
Non male anche Hit Girl, personaggio che sembra protagonista nella prima parte, per poi 'sparire' e ritornare per il gran finale!
Il miglior personaggio, secondo me, è 'The Mother Fucker' (Christopher Mintz-Plasse). Già per come nasce, è quello che tiene alta la prima parte del film, e ci fa ben sperare per il seguito. E poi, ha il costume più bello di tutti!
Ex Red Mist, si evolve, cercando Kick-Ass ovunque per vendicare la morte del padre. Chi di loro avrà la meglio sull'altro? Bè, andate a vedere il film e lo saprete!


In generale è un buon film, nonostante non inizi alla grande, si riprende benissimo, diverte e non annoia. Poi ci sono sequenze di 'violenza' (alla pari di quella con Hit Girl alla fine del primo film) che meritano, sopratutto una con protagonista una certa supercattiva...

Lòisa

lunedì 29 luglio 2013

Wolverine l'Immortale - La recensione di Alberto

Dopo un primo episodio prequel alla saga degli X-MEN, lo spin-off dedicato interamente al personaggio di Wolverine prosegue e diventa sequel, ambientandosi successivamente all'ultimo episodio della saga matrice, inseguendo ambizioni qualitativamente maggiori grazie ad una sinossi più intrigante affidata ad un regista dal curriculum più autoriale e totalmente estraneo al mondo Comic.

Senza badare al lato più strettamente commerciale del personaggio, WOLVERINE - L'IMMORTALE vuole focalizzarsi sui lati più sentimentali ed emotivi del mutante dagli artigli d'adamantio, concentrandosi particolarmente sulla sua (caratteristica) immortalità e le sfumature soggettive conseguenti.

Complessivamente si può anche apprezzare la maggiore interiorità insita in questo episodio ma ciò non consente al film di elevarsi maggiormente rispetto a quello che lo ha direttamente preceduto, finendo così con l'assestarsi sullo stesso livello di discreto prodotto cinecomic. Se da un lato ci si attendeva qualcosa di più dal riconosciuto stile registico di James Mangold, dall'altro non ci si può ritenere insoddisfatti dalla prova di Hugh Jackman. Il sex symbol australiano stavolta sorprende e riesce a "fare il film da solo", considerata anche la complessiva povertà di fondo degli altri personaggi.

Potenzialmente c'erano gli ingredienti per raggiungere risultati migliori ma alla fine ci si può comunque ritenere soddisfatti.

Alberto

sabato 29 giugno 2013

Peter Pan torna al cinema!


Continua l'iniziativa "Disney Classici al Cinema", oggi e domani (29 e 30 Giugno) con il 14° classico d'Animazione "Le Avventure di Peter Pan".

Il film del 1953, ispirato al personaggio dello scrittore James Matthew Barrie (nel 1904), verrà proiettato nelle sale italiane completamente restaurato in digitale (in 2D), probabilmente con il ridoppiaggio del 1986, in esclusiva per il grande schermo!

Qui potete trovare l'elenco completo delle 250 sale che trasmetteranno il film.

Ed ora, non ci resta che seguire Peter e Trilli, insieme a Wendy ed i suoi fratelli (Gianni e Michele), oltre la seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino, per iniziare un'avventura emozionante, tra i caotici e rocamboleschi Bimbi Sperduti che duellano ogni giorno contro i prepotenti pirati capeggiati dal temibile Capitan Uncino!



Lòisa

venerdì 14 dicembre 2012

'Le 5 Leggende' - la recensione

Le 5 leggende (Rise of the Guardians) è un film d'animazione del 2012 diretto da Peter Ramsey basato sulle opere dell'autore americano William Joyce e prodotto dalla DreamWorks Animation.

La storia comincia con Jack Frost che si sveglia e si "scopre" come spirito della Neve, così divertito dalla cosa inizia a sperimentare i suoi nuovi poteri, fino a quando si accorge che nessuno al villaggio riesce a vederlo.
La storia si sposta avanti di ben 300 anni, e ci ritroviamo al Polo Nord, dove Babbo Natale, i suoi elfi e degli... Yeti, stanno iniziano a preparare i regali da consegnare a Natale. Ad un certo punto, guardando una ricostruzione della Terra dove è possibile vedere tutti i bambini che credono in lui, una nube nera entra in questo suo "quartier generale", e capisce che c'è un pericolo in agguato.
Infatti, dopo aver convocato da lui le altre Leggende, il coniglio pasquale, la fata dei denti e l'omino del sonno Sandman, la luna (o l'uomo della luna) li avverte che l'Uomo Nero (Pitch) è tornato, e che possono sconfiggerlo solo con un nuovo guardiano, Jack Frost.
Jack non crede di poter essere un Guardiano, perchè preferisce il divertimento al lavoro, ma Babbo Natale gli rivela che è stato scelto, e gli chiede qual'è il suo centro, ossia quello che lo rende speciale agli occhi dell'uomo della luna, ma Jack ancora non lo sa...


In quasi tutti i film d'animazione troviamo la lotta tra il bene e il male, ma è dal tempo dei classici che non si affronta la lotta vera tra le paure ancestrali e il bisogno di credere in qualcosa che possa aiutare a credere in noi stessi, per poi sconfiggere quelle paure.
I personaggi così forti e così deboli allo stesso tempo, non possono vivere senza bambini che credono in loro, e i bambini non possono vivere felici se non credono all'esistenza di questi Guardiani.
Magari un bambino piccolo che guarda questo film non riuscirà a cogliere tutte le metafore e le simbologie, magari come le favole, sono cose che ti entrano dentro, nell'inconscio, e ti rimangono per tutta la vita, sperando che al mondo esistano ancora genitori che credano all'importanza delle favole.

Il livello tecnico è ovviamente alto, negli ultimi anni si sono fatti grandi passi con l'animazione digitale, dove è diventata più importante la qualità che la somiglianza con l'essere umano. In più il Character Design dei personaggi è molto originale, come si fa a non amare un coniglio di pasqua stile Rambo? Oppure un Babbo Natale con tatuati "Naughty" e "Nice" (Cattivo e Buono) sulle braccia?


sabato 18 agosto 2012

'I Mercenari 2' - commento a caldo

Squadra che vince non si cambia, anzi si incrementa.
I Mercenari 2 non e'molto diverso dal primo capitolo: tanta azione, tanti spari, tante scazzottate e tanti muscoli. La storia e' semplice, passano appena due minuti scarsi e subito cominciano a piovere proiettili. Non c'e' profondita', non c'e' un messaggio, non si cercano particolari risvolti psicologici, com'era per il primo, alla fine la storia non e' altro che un pretesto per portare sullo schermo uno squadrone di "miti" dell'action, e alcuni lo sono davvero. E' senza dubbio il limite del film e non sembra che gli interessi piu' di tanto visto che anche il primo era cosi'.
A Stallone (attore e cosceneggiatore ma non regista stavolta) e alla sua squadra supermuscolata si aggiungono altri due nomi pesanti: Van Damme, qui villain, e Chuck Norris, accolto dal pubblico in sala con una vera ovazione. Poi ci sono Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger con dei ruoli un pochino piu'estesi.
I duetti fra gli attori funzionano quasi sempre, la coppia Stallone-Statham rende, D.Lundgren dimostra di avere una buon dose di ironia, ci sono 3 o 4 battute ch meritano (una in particolare e'stata molto apprezzata dalla sala e anche dalla sottoscritta, e in originale rende ancora meglio), poi tante citazioni autoreferenziali che fomenteranno i fan.

Il problema pero'rimane. Se mettessero un po'piu' d'impegno nel costruire una storia che dia una struttura forte al film ne verrebbe fuori una degna pellicola action, invece si accontentano del minimo sindacale ed e' un peccato, perche' cosi' com'è la storia finisce per banalizzare tutto.
A mente fredda, senza quella dose di adrenalina che si sente appena usciti dalla sala -soprattutto dopo un film cosi'- il giudizio e' medio, si poteva fare di piu'. Imperfetto, superficiale, a volte prevedibile, pero' bisogna ammettere che e' divertente! Non ci si annoia, questo e certo.

Voto: 6,5

Frra

domenica 8 luglio 2012

"The Dark Knight Rises" featurette di 13 minuti

Un'eccitante backstage di ben 13 minuti è apparso online questa notte e non fa che aumentare l'attesa nei confronti dell'ultimo capitolo della trilogia nolaniana sull'uomo pipistrello.Inoltre sono apparse online le prime impressioni sul film che questi giorni sta venendo mostrato alla stampa americana in occasione delle conferenze di presentazione che si terranno i prossimi giorni. Inutile dire che il film è stato accolto con una vera e propria standing ovation e le critiche sono entusiastiche.
Noi potremo ammirare The Dark Knight Rises il 29 Agosto 2012.

Mr.Carrey

venerdì 6 luglio 2012

'The Amazing Spider Man' - la recensione


Molti si chiedono se si sentisse veramente il bisogno di un riavvio del franchise dell’Uomo Ragno a soli 5 anni dalla conclusione della trilogia diretta da Sam Raimi. La risposta, per quanto mi riguarda, è no, non se ne sentiva affatto il bisogno. Ma ad Hollywood poco importa tutto ciò; proprio perché i film dell’uomo ragno hanno funzionato così bene 5 anni fa (ovvero incassi sorprendenti) perché non dovrebbero funzionare adesso ? Aspettare ulteriormente significherebbe non sfruttare l’onda. L’effetto dei superhero movie sul pubblico non è destinato a durare per sempre, prima o poi tenderà ad esaurirsi.  Hollywood è un rischio che ovviamente non vuole prendersi. Una formula sinonimo di grandi incassi che funziona così bene da ormai 10 anni fa gola a tutti e non fermerà di certo le case di produzione. Basti pensare che non ha fermato niente e nessuno neppure l’abbandono del regista Sam Raimi con conseguente rifiuto da parte di tutto il cast di proseguire la saga; in pochi mesi infatti è stato trovato un nuovo regista (Mark Webb) e il cast rivoluzionato totalmente.

Ed oggi ecco il nuovo “The Amazing Spiderman” uscire nelle sale pronto a ripartire dalle origini.
Operazione compiuta ? No. Certo il pacchetto è decisamente di ottima fattura, visivamente il film supera i suoi predecessori, vedere il regista di “500 Giorni Insieme” alle prese con un blockbuster e gestire così bene soprattutto le scene d’azione fa strano e stupisce in positivo, poi vedere il nostro eroe volteggiare tra i grattacieli in 3D (la terza dimensione nativa vale il prezzo del biglietto) diciamocelo è una gran figata! Ma se sul profilo tecnico il film soddisfa non funziona nel resto.
Francamente ho trovato molto disturbante il continuo paragonare involontariamente ogni passo del film con il primo Spiderman del 2002, è un'operazione che il tuo cervello fa in automatico ad ogni scena e non puoi evitare la cosa purtroppo. L’errore sta proprio nell’aver deciso di riavviare la saga ad una distanza così breve dal primo film. Quando il film di Sam Raimi rimane ancora ben impresso nelle menti e nei cuori di tutti.
Inoltre non bastano nuovi attori, un processo di svecchiamento, qualche cambiamento qui e là e qualche approfondimento su alcuni aspetti della storia non trattati in precedenza per annullare l’effetto dejàvu che si presenta in molte occasioni.

Non ho trovato nella sceneggiatura quella brillantezza nei dialoghi di cui molti parlavano, quell’atmosfera intima che solo Marc Webb poteva riuscire a creare raccontando la vita di Peter Parker. Anzi credo che nel film manchi proprio un coinvolgimento emotivo con i personaggi, davvero poco sviscerati psicologicamente e incapaci dunque di farsi amare dal pubblico. E’ un film che dà intrattenimento, ma poche emozioni.
Risente anche del trattamento riservato ad alcuni superhero-movie post Batman nolaniano, ovvero calcare la mano sugli aspetti più dark della storia come il tema della morte e farne così un film più cupo. Ma lo stile di Nolan funziona con un supereroe come Batman ma non l’Uomo Ragno. La verità è che l’Uomo Ragno non è un supereroe dark, ed è un grave errore proporlo come tale. Sam Raimi era riuscito a riportare in maniera perfetta l’anima del fumetto con leggerezza, in maniera fresca e divertente e soprattutto mettendoci il cuore riuscendo a valorizzare alla perfezione i sentimenti del personaggio senza intaccare il suo fascino originale.
Probabilmente se ci sarà un sequel con una storia del tutto nuova gran parte dei problemi di questo capitolo non si presenteranno, ma bisogna anche cambiare l’approccio con il personaggio, per il momento le avventure dell’Uomo Ragno, per me, potevano tranquillamente fermarsi cinque anni fa.

Mr.Carrey
Voto: 6

mercoledì 16 maggio 2012

Una preview di 4 minuti del nuovo Spider-man

Trasmessa ieri sera sulla NBC arriva oggi online, pubblicato dalla Sony, l'attesa preview (trailer esteso) di ben 4 minuti del "The Amazing Spider-Man" by Marc Webb ricco di scene inedite ed altamente spettacolare.




The Amazing Spider-Man uscirà il 4 Luglio 2012 in 3D nativo.




Mr.Carrey

lunedì 7 maggio 2012

James Cameron a tutto Avatar!


James Cameron non si ferma più e nel suo futuro cinematografico vede solo 'Avatar' e documentari. Recentemente intervistato dal New York Times, Cameron ha dichiarato di essere al lavoro su Avatar 2 e 3 lasciando più di uno spiraglio per un possibile quarto film.

"Abbiamo passato l'ultimo anno e mezzo unicamente a sviluppare il software e la pipeline di produzione. Il metodo di produzione virtuale era allo stadio di prototipo quando lo abbiamo usato nel primo film. Vogliamo facilitarci la vita, in modo da poter dedicare più energie alla creatività: non abbiamo ancora iniziato la fase di design. Sarà la prossima. 
[...] Negli ultimi 16 anni mi sono diviso tra l'esplorazione dei fondali marini e il cinema. Ho fatto 2 lungometraggi in 16 anni... e otto spedizioni. L'anno scorso sostanzialmente ho smantellato la divisione sviluppo della mia casa di produzione. Non voglio sviluppare nulla di nuovo. Sto lavorando ad Avatar: punto. Questo è quanto. Farò Avatar 2, Avatar 3, magari Avatar 4. Non produrrò film di altre persone. Non intendo leggere altri script. Sembrerò un po' chiuso, ma il punto è che penso che attraverso l'universo di Avatar io possa dire veramente tutto quello che voglio dire e che ritengo sia necessario dire, sia per quanto riguarda lo stato del mondo che quello che dobbiamo fare per salvarlo. E voglio farlo in maniera divertente, in una serie di film di intrattenimento. Quello che non posso dire in questo modo lo dico attraverso documentari, che continuerò a fare. Ne ho diretti 5 in dieci anni, e spero di farne altri. In effetti sto lavorando giusto ora al documentario Deep Sea Challenge. Lo farò quest'anno e uscirà nel primo trimestre del 2013."

Il regista ha inoltre dichiarato che Avatar 2 e 3 avranno un solo script e verranno girati insieme. Non si cercerà di creare una trilogia ma i film seguiranno l'evolversi dei personaggi. In Avatar 2 molto probabilmente si vedranno gli Oceani di Pandora, "Vi mostreremo cose mai viste prima. A partire dagli oceani: un intero ecosistema sul design del quale non vedo l’ora di iniziare a lavorare, perché sarà spettacolare", e che l'unico pianeta presente in tutti i film sarà Pandora.
L'uscita di Avatar 2 è prevista per il 18 dicembre 2014.

Chi lo sa, forse per ricreare l'ambiente degli Oceani prenderà spunto dalla sua straordinaria recente gita sul fondale della Fossa delle Marianne.


Frra

martedì 1 maggio 2012

Tom Cruise a caccia di vampiri


La Universal ha annunciato di aver deciso di rilanciare i franchise di Van Helsing e La Mummia, Per fare questo hanno deciso di affidare l'incarico a Alex Kurtzman e Roberto Orci che hanno firmato un contratto di due anni, i due a quanto pare non dovranno solo rilanciare i personaggi ma ricostruirli da zero dandogli un nuovo stampo, mantenendo la base "storica" ovviamente.

Compito non facile ma a dare una considerevole spinta a uno dei due progetti ci pensa la Universal comunicando in modo ufficiale che il protagonista del nuovo Van Helsing sarà Tom Cruise.

Kurtzman e Orci in questi anni hanno firmato alcuni fra i blockbuster di maggior successo, grazie anche alla collaborazione con J.J.Abrams. Fra i film più recenti ricordiamo Transformers: La Vendetta del Caduto e Star Strek, e attualmente stanno scrivendo il sequel del nuovo Spiderman. Attivi anche in campo televisivo hanno prodotto la serie tv Fringe e co-sceneggiato Alias.

Altri reboot ad Hollywood per cercare di rendere giustizia a due personaggi che non ne hanno avuta molta, soprattutto Van Helsing con il non esaltante film del 2004, mentre La Mummia è praticamente fermo al film del '32 con Boris Karloff.


Frra

domenica 29 aprile 2012

Un futuro alla Bond per Iron Man?


Kevin Feige, produttore di Iron Man e The Avengers, ha rilasciato un'intervista in cui ha parlato della saga dell'uomo corazzato, ipotizzando un futuro alla James Bond. Non si parla di un cambiamento nella storia, ovviamente, ma di come potrebbe essere gestito il personaggio di Iron Man.
Robert Downey Jr. è confermatissimo per il terzo capitolo, che si comincerà a girare a breve, ma in futuro potrebbe decidere di appendere la sua tecnologica armatura al chiodo per dedicarsi ad altro. A quel punto cosa succederebbe al personaggio di Tony Stark? l'idea è quella di andare avanti senza di lui, "bonderizzandolo" appunto.

Ecco le parole di Kevin Feige:
"Penso che Bond sia un esempio appropriato. Mettiamola in questo modo: io spero che Downey possa ancora interpretare molte volte Tony Stark, ma se e quando non lo farà più, e io sarò ancora qui a produrre le pellicole, non trasferiremo il personaggio in Afghanistan per inventarci le sue origini. Ma lo bondizzeremo! Anche perché oggi i prequel e i reboot hanno iniziato a stancare. Penso che sia come se dopo la saga di Star Wars nessuno abbia più voglia di sentir parlare di prequel e reboot, che vengono percepiti come se fossero la stessa cosa. E la risposta del pubblico è: “Oh, hanno finito le idee, che brutto”. Ho visto però The Amazing Spider-Man. È favoloso. È totalmente fresco e unico nel suo genere"

In teoria il ragionamento non è sbagliato, distinguere il personaggio dall'attore è giusto, come anche cercare di dare una svolta quando si comincia a sentire una certa stanchezza. In pratica invece è un po' diverso, il personaggio principale è il fulcro di tutto ma per fare un buon film ci vuole anche altro, una sceneggiatura forte, un villain all'altezza, una buona regia e tanto altro (il Batman di Nolan insegna!).
Ma al momento la domanda sorge spontanea: Tony Stark senza il carisma di Robert Downey Jr. avrebbe lo stesso successo?


Frra

venerdì 27 aprile 2012

Johnny Depp parla del look dell'indiano Tonto




Da quando è stata pubblicata la prima immagine ufficiale del film The Lone Ranger si è subito parlato molto del look di Johnny Depp, uno che di look particolari nei film se ne intende, nei panni dell'indiano Tonto. Alcuni hanno storto il naso vedendo vaghe somiglianze con il celebre Jack Sparrow. Non avevano capito niente. L'ispirazione per il suo look Depp l'ha presa da un famoso dipinto di Kirby Sattler intitolato I am a Crow.
Depp ha raccontato a Entertainment Weekly  del suo colpo di fulmine con il quadro.

"Le strisce lungo il viso e attraverso gli occhi … mi è sembrato che si potessero quasi vedere le singole sezioni separate della vita emozionale dell’individuo, se capite cosa intendo. C’è la parte profondamente saggia, una parte ferita e sofferente, una parte rabbiosa e combattiva, una molto comprensiva ed assolutamente unica. Ho visto tutte queste parti, queste schegge della persona, quasi come se avessi dissezionato un cervello. Questo trucco mi ha ispirato.

Sattler ha dipinto un uccello in volo proprio dietro la testa del guerriero. A me è sembrato che ci si fosse posato. Così ho pensato: Tonto ha un uccello in testa. E’ il suo spirito guida, in un certo senso. Tutti gli altri lo vedono morto, ma non è morto per Tonto. Per lui è più che vivo."

Depp ha inoltre raccontato di aver accettato il ruolo di Tonto anche per rendergli giustizia visto che non ha mai apprezzato il modo in cui era ritratto nella serie tv, un personaggio marginale e sottomesso.

"Voglio stravolgere lo stereotipo di Indiano Americano che è stato troppe volte proposto dalla storia del cinema. Tonto, lo vedrete, sarà sicuramente diverso."

The Lone Ranger, diretto da Gore Verbinski, oltre a Depp vede nel cast anche Armie Hammer come protagonista, William Fitchner, Helena Bonham Carter, Barry Pepper e Tom Wilkinson. Uscita prevista per il 31 maggio 2013.


Frra

mercoledì 25 aprile 2012

I nuovi progetti della Pixar


Al CinemaCon di Las Vegas John Lasseter ha presentato i progetti futuri della Pixar.

- Un film d'animazione basato sulla festa tipica della cultura messicana, Los Dias de los Muertos. L'uscita è prevista per il 2015. Il regista incaricato è Lee Unkrich, già regista di 'Toy Story 3'. Al momento il progetto è ancora senza titolo ma alla fine la Pixar potrebbe decidere di lasciare proprio il nome della festa facendo un piccolo passo verso qualcosa di più dark.

- Il secondo film presentato è invece 'The Good Dinosaur' e l'uscita è prevista per il 30 maggio 2014. "Cosa sarebbe successo se il meteorite che ha cambiato il corso della vita sulla terra avesse mancato il pianeta e i dinosauri non si fossero estinti? Questo il presupposto alla base del prossimo film Pixar, diretto da Bob Peterson (co-regista e scrittore di 'Up' e 'Alla Ricerca di Nemo') e prodotto da John Walker ('Gli Incredibili' e 'Il Gigante di Ferro')."

- Previsto per giugno 2015 invece il progetto, ancora senza titolo, di Pete Docter che si basa su un viaggio nella mente umana. Annunciato così: "La Pixar accompagna lo spettatore in viaggi incredibili e in mondi straordinari: dalle più oscure profondità del mare alla cima delle montagne del sudamerica, dalla metropoli fittizia di Monstropolis al futuro nello spazio più estremo. Dal regista Pete Docter ('Up', 'Monster&Co') e il produttore Jonas Rivera ('Up'), il nuovo film vi porterà in un luogo che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visto: dentro la mente umana."

I film di prossima uscita invece sono 'Brave', primo film Pixar con una protagonista donna, e il sequel di 'Monsters&Co', 'Monsters University'.

Frra

martedì 24 aprile 2012

'The Rum Diary - Cronache di una Passione' - la recensione

Anni '60, Paul Kemp è un giornalista che vorrebbe scrivere romanzi ma è anche un uomo dal bicchiere facile. Trasferitosi a Puerto Rico per lavorare in un giornale sull'orlo del fallimento, questa sua "dipendenza" non può che peggiorare, grazie anche a degli eccezionali compagni di sbronze. Una notte Paul esce in mare con un pedalò e per caso incontra la donna della sua vita, la bellissima Chenault che purtroppo per lui è la fidanzata del miliardario Sanderson, affarista senza rimorsi che vuole sfruttare il territorio per aprire alberghi di lusso. Sanderson chiederà proprio a Kemp di scrivere articoli a favore della sua causa per ingraziarsi gli abitanti del posto.


Tratto da un romanzo di Hunter S. Thompson, il film secondo me soffre indirettamente la presenza ingombrante dell'altro famoso film tratto da un suo libro, Paura e Delirio a Las Vegas. Per quanto siano diversi è quasi impossibile infatti non pensare al film di Gilliam dato che il protagonista di The Rum Diary è proprio Johnny Depp, qui attore e produttore. Il film risulta molto diverso da quello che si poteva pensare, rimane molto sul classico andando solo a sfiorare il delirio che sembrava promettere guardando locandine e trailer. Solo il personaggio di Moburg e qualche scena mantengono le promesse, il resto del film rimane in una terra di nessuno, con la storia che sembra sempre sul punto di decollare ma che alla fine si perde.
Due le note positive che salvano il film, prima di tutto il cast. Stavolta Depp è bravo senza strafare ma altrettanto bravi si dimostrano Michael Rispoli e Giovanni Ribisi (il migliore secondo me). Buona la prova di Amber Heard ma niente di straordinario; Aaron Eckhart e Richard Jenkins sempre utili alla causa. Seconda nota positiva i dialoghi, non sempre ma il più delle volte meritano davvero, acuti ed efficaci, si vede che sono scritti da una mano che con le parole ci sa fare, dopotutto il Bruce Robinson è più sceneggiatore che regista.

The Rum Diary non convince del tutto per un finale che non soddisfa appieno ma alla fine il film riesce a salvarsi in calcio d'angolo. Si sente però la mancanza di una mano folle dietro la macchina da presa, com'era stata quella di Terry Gilliam. Un film da vedere comunque.

Voto: 6,5 

Frra