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lunedì 14 novembre 2022

Enola Holmes 2 - la recensione

Dopo il grande successo del primo film del 2020, torna Enola Holmes, sorella minore di Sherlock, alle prese con una nuova misteriosa avventura.

Dopo aver risolto con successo il suo primo caso, Enola è pronta ad intraprendere una carriera da investigatrice, proprio come il suo famoso fratello. L'inizio non è semplice, la gente non si fida della sua giovane età, e quando ormai è in procinto di chiudere bottega, ecco entrare nel suo ufficio una ragazzina che le chiede di ritrovare la "sorella" scomparsa. Enola accetta l'incarico che la porterà ad infiltrarsi in una fabbrica di fiammiferi, infestata da quella che sembra una epidemia di tifo. Lì è stata vista per l'ultima volta la ragazza scomparsa che in realtà, come Enola scoprirà, stava a sua volta indagando su qualcosa, un mistero che coinvolge nomi molto importanti, politici, polizia e un misterioso personaggio che collega il caso di Enola e quello di Sherlock.

Stessa formula del primo ma con qualcosa in più, Enola Holmes 2 ha prima di tutto il pregio di non essere solo una copia del suo predecessore. In questo sequel, la Storia si intreccia con le vicende del film, come viene spiegato alla fine, la protesta delle donne nella fabbrica di fiammiferi nel 1888 è stato un momento determinante nella lotta per i diritti delle donne e dei lavoratori, e questo fatto reale fa da sfondo al mistero che Enola deve affrontare. Il mistero, questo è l'elemento che il sequel ha in più rispetto al primo. Enola Holmes 2 è molto più "Holmes", ci sono più indagini, più indovinelli, indizi da seguire, interpretare e districare, e c'è l'intreccio con Sherlock, che apre la porta a un personaggio essenziale e immancabile quando si parla di Sherlock Holmes, spianando anche la strada a un possibile (praticamente certo) terzo capitolo.
Enola Holmes 2 è un film con una forte impronta femminile, è pervaso dal "girl power", ma lo fa senza mai risultare stucchevole o forzato, e per questo un applauso lo merita lo sceneggiatore Jack Thorne.

Come il primo, il film si appoggia sulle giovani spalle di Millie Bobby Brown, presente in quasi tutte le inquadrature e, forse non dovrebbe, eppure ancora una volta sorprende la sua capacità di reggere tutta la storia (quasi) da sola. L'attrice sa essere leggera e spiritosa, e sa anche come calibrare i momenti più seri, conferma di avere una grande padronanza della scena, anche quando deve rompere la quarta parete, caratteristica presente anche nel capitolo precedente. Perfetta l'intesa con Henry Cavill, nuovamente nei panni di Sherlock, i due dialogano in modo estremamente naturale. Sempre perfetta Helena Bonham Carter, il suo spazio è minore rispetto al primo film ma si fa sentire (e adorare) in ogni secondo in cui è presente sullo schermo.

Non sempre un sequel riesce a superare il primo capitolo, in questo caso sì. Enola Holmes 2 è un film che diverte e intrattiene con leggerezza e una buona dose di mistery in stile "Sherlock Holmes".

Il film è già disponibile su Netflix.

venerdì 28 giugno 2019

Enola Holmes: Henry Cavill sarà Sherlock. Nel cast anche Helena Bonham Carter

Si va formando il cast del film Enola Holmes, adattamento della serie di libri "Enola Holmes Mysteries", della scrittrice Nancy Springer.

La protagonista, già annunciata, sarà Millie Bobby Brown. L'attrice interpreterà Enola Holmes, sorella di Sherlock. E chi interpreterà il celebre investigatore? la scelta della produzione è caduta su Henry Cavill.
L'attore non è l'unica new entry, al cast si è aggiunta anche Helena Bonham Carter, nel ruolo della madre dei fratelli Holmes. A questo punto spettiamo di conoscere il nome dell'attore che interpreterà il fratello maggiore, Mycroft.

La storia vedrà al centro proprio la più piccola della famiglia Holmes, alle prese con la scomparsa di un ragazzino dopo l'omicidio di suo padre. A dirigere il film sarà Harry Bradbeer.

Millie Bobby Brown non sarà solo protagonista ma anche produttrice, con la sua PCMA Productions, che ha stretto una collaborazione con la Legendary durante la lavorazione di Godzilla: King of the Monsters, film che ha segnato il debutto della giovane attrice al cinema.

Le riprese di Enola Holmes dovrebbero partire questa estate.

venerdì 3 agosto 2018

Ocean's Eight - la recensione

Nel 2001, per la regia di Steven Soderberg, usciva nella sale Oceans Evelen, remake del film Colpo Grosso, con un cast stellare (George Clooney, Brad Pitt e Matt Damon solo per citarne qualcuno). Il film era divertente e glamour e fu un successo al botteghino tale da offuscare il suo predecessore.
Dopo due sequel abbastanza fallimentari, sull'onda della febbre da revival degli ultimi tempi, si è deciso di riprendere quella formula vincente e declinarla al femminile, con un cast altrettanto stellare, sperando di replicarne anche il successo.

Diciamolo, c'era una certa apprensione attorno a questo film, un po' perché il primo è diventato con gli anni un cult dell'heist movie, ma soprattutto perché ci si lamenta di mancanza di originalità nel riproporre qualcosa di già visto, magari condendolo con un bel gender swap che va tanto di moda, ma allo stesso tempo il cast coinvolto era tale da generare anche curiosità e qualche trepidazione.
Sicuramente se si cerca dell'originalità non è questo il film adatto (c'è anche da dire che nemmeno Ocean's Eleven era originale), infatti la formula è praticamente identica: Debbie Ocean (sorella di Danny, il personaggio di Clooney) esce di prigione dopo cinque anni e subito propone alla sua amica Lou un colpo milionario, per il quale è necessario mettere su una squadra di specialiste del furto (ma no solo). La prima parte è concentrata proprio sulla presentazione dei personaggi e l'organizzazione del colpo, mentre la seconda metà prende il largo con un ritmo serrato e un montaggio veloce. 



Insomma nulla di nuovo, plot e impostazione sono una fotocopia quasi fedele del film del 2001, ma c'è da dire che questa riproposizione è anche il principale pregio di questo Ocean's Eight: esattamente come Clooney e compagi, anche la squadra capitanata da Sandra Bullock e Cate Blachett sembra divertirsi un mondo, divertendo anche lo spettatore con battute brillanti e personaggi che sembrano disegnati sulle personalità delle attrici stesse (e allora abbiamo una Helena Bonham Carter esagerata ed eccentrica o una Anne Hathaway forse un po' svampita ma forse anche no).

Il tocco in più è un sincero e rinvigorente girl power, mai troppo didascalico, mai troppo fuori luogo, che abbatte gli stereotipi della femminilità (soprattutto per quanto riguarda le donne nei film d'azione), e che sicuramente sarà molto gradito dal pubblico femminile, in quanto è davvero facile rispecchiarsi con le protagoniste.

Non realizzato per essere il film che rivoluzionerà il cinema, né per vantare chissà quale originalità, proprio come fu per Ocean's Eleven, anche Ocean's Eight funziona perché si diverte e fa divertire grazie a un ritmo serrato, atmosfere scanzonate e un cast affiatatissimo. 

martedì 31 maggio 2016

Alice Attraverso lo Specchio - la recensione

La storia ci ha insegnato che di fronte a progetti come Alice in Wonderland o Alice Attraverso lo Specchio (e molti altri) l'approccio giusto da usare è quello del non aspettarsi - e non pretendere - un prodotto più o meno fedele all'opera da cui è tratto. È stato così con il primo capitolo diretto da Tim Burton e lo stesso vale anche per il sequel appena uscito nelle sale diretto da James Bobin (I Muppet).

Alice Attraverso lo Specchio è un prodotto interamente originale basato su personaggi provenienti da due celebri opere letterarie. Fatto che uno spettatore informato dovrebbe sapere. Detto questo, passiamo ad esaminare il film con la premessa appena fatta.

Alice Kingsleigh, dopo aver intrapreso un viaggio ai confini del mondo, come visto alla fine del primo film, torna in patria sicura di sé e con un bagaglio culturale più ampio. Il suo ritorno, tuttavia, implicherà dei cambiamenti, imposizioni a cui la giovane non è disposta a piegarsi. Nello stesso momento una via "attraverso lo specchio" la riporterà nel suo amato Sottomondo per compiere una missione ben precisa: salvare il Cappellaio. Un'inevitabile corsa contro il Tempo farà da cornice ad una nuova evoluzione della giovane eroina impavida e spericolata.

Non brilla Alice Attraverso lo Specchio, come non brillava (non in senso stretto) Alice in Wonderland. Se nel primo capitolo si riuscivano però ad apprezzare alcune “licenze creative e poetiche” originali, e di base intriganti, in questo (forzatissimo) sequel si assiste alla distruzione di un mondo cinematografico già azzoppato in partenza. Il colpo di grazia, per così dire. La storia risulta poco interessante e sviluppata in maniera sbrigativa (per non dire infantile), e man mano che va avanti nulla riesce a toglierci dalla mente una cosa: È tutta una perdita di Tempo. Bizzarro perché il perno del lungometraggio è proprio il Tempo, un personaggio in carne ed “ingranaggi” con le fattezze di un Sacha Baron Cohen baffuto e vagamente intrigante, almeno nella prima parte, ma che inevitabilmente dispensa frasi fatte e dialoghi prevedibili. Prevedibili come le sorti dell'intera storia, animata da viaggi nel tempo e scenari passati che coinvolgono tutti i personaggi del film e che dovrebbero chiarire (?) la mitologia di Sottomondo e svelare retroscena più o meno rilevanti, o almeno è quello che dovrebbero fare.

Qualcosa non funziona. Il target di riferimento non è certo l'uomo adulto. Un bambino potrebbe apprezzare la semplicità della situazione (nei limiti), ma cosa rimarrebbe nella sua mente? Probabilmente un'accozzaglia di personaggi in CGI tanto irreali quanto piatti (nel primo film parevano almeno avere una coerenza interna vagamente accettabile) che potrebbero rispondere ai nomi di Pincopanco, Pancopinco, la Lepre Marzolina, il Ghiro, Lo Stregatto, il cane Bayard e tutti gli altri. Quelli in carne ed ossa, come il Cappellaio Matto, la Regina Rossa e la Regina Bianca (visibilmente invecchiati anche sotto 5 mm di cerone), spezzano ogni illusione già precaria e instabile con una caratterizzazione regredita rispetto al passato. Come già ribadito, qualcosa non funziona.

È colpa della sceneggiatura? degli effetti? del reparto tecnico? della regia? Probabilmente, come spesso accade, la colpa è dell'industria cinematografica, la quale non prova pietà di fronte all'occasione di guadagno facile. Non è una critica, assolutamente. L'industria cinematografica vive anche di questo, ma tra un mucchio di banconote e l'altro, un po' di cuore, anche solo un pizzico, non farebbe male.

mercoledì 2 marzo 2016

Suffragette - la recensione

Londra, 1912. In un'Inghilterra ancora di stampo vittoriano le donne cercano visibilità, diritti e dignità in un mondo fatto da uomini e per gli uomini, battendosi per il suffragio universale, superando anche i limiti della legalità, tra attentati, bombe, estenuanti scioperi della fame e dolorose rinunce.

Suffragette è un film di stampo molto classico, estremamente britannico nella sua messa in scena curata e lineare, un vero e proprio affresco storico di una società fortemente maschilista, in cui una donna che esprimeva liberamente le proprie opinioni era considerata pazza, se non direttamente pericolosa. Abi Morgan (sceneggiatrice già di The Iron Lady, Shame e della splendida miniserie BBC The Hour) descrive le sue protagoniste con spiccato tocco femminile e dipinge un mondo di donne che si sostengono a vicenda, si aiutano, sono mogli e madri, ma allo stesso tempo attiviste politiche, in cui la loro forza non prescinde mai da una profonda femminilità. Per contrasto gli uomini del film sono abietti, deboli, si nascondono dietro il potere per poter esercitare un controllo che però non riescono mai davvero a portare a termine. I pochi esempi di figure maschili positive non riescono comunque mai a emergere davvero, rimanendo nell'ombra delle protagoniste.

Importantissima era perciò la scelta del cast. Carey Mulligan, protagonista principale della pellicola, è sempre delicata nella sua recitazione, incarna perfettamente l'apparente fragilità e la paura del suo personaggio e la trasformazione che avviene in lei, in particolare le scene che condivide con Ben Whishaw, suo marito nel film, sono recitate straordinariamente. Perfetta Helena Bonham Carter, anche perché il suo personaggio è probabilmente il più affascinante, un vero e proprio soldato che addestra e protegge le sue truppe, pronto a sferrare il prossimo attacco con una determinazione quasi sacra. Si vede poco ma lascia il segno nelle scene in cui compare, Maryl Streep, nel ruolo della portavoce e capo del movimento delle Suffragette, Emmeline Pankhurst.
Dove il film pecca purtroppo è la regia. Sarah Gavron non riesce a imprimere la sua firma, limitandosi a riprendere le scene in modo abbastanza statico, lasciando unicamente alla scrittura e alle sue interpreti il compito di raccontare la storia, un vero peccato perché si sarebbe potuto fare molto di più e il film lo avrebbe meritato.

Passato immeritatamente inosservato in questa stagione di premi, Suffragette è un film che fa della sceneggiatura, esaltata da un cast in stato di grazia, il suo punto di forza, raccontando con un punto di vista chiaro e forte una delle più importanti lotte per i diritti umani della Storia.

giovedì 12 marzo 2015

Cenerentola - la recensione

Ella è una bambina felice, ha una madre e un padre amorevoli, una splendida casa al margine del bosco, simpatici animaletti per amici. Ma la sua vita cambia drasticamente in seguito all'improvvisa morte di sua madre e alle nuove nozze di suo padre con la bellissima ma totalmente priva di cuore Lady Tremaine e infine precipita definitivamente quando anche il padre viene a mancare, lasciandola nelle grinfie della crudele matrigna e delle di lei figlie, tanto vanesie quanto stupide.
E del loro malefico gatto, ovviamente.

La storia di Cenerentola la conoscono tutti, è uno dei classici Disney più amati, è entrato nell'immaginario comune e ci ha regalato personaggi indimenticabili e canzoni che hanno fatto sognare generazioni di grandi e piccini. Allora la domanda sorge spontanea: c'era bisogno di questo adattamento in live action?
La risposta è probabilmente no, affatto, soprattutto perché è fedelissimo al film originale sia nelle ambientazioni, che nei costumi, persino in svariati rimandi di sceneggiatura e musiche. ma in fin dei conti non si può assolutamente rimanere delusi da come riesce a prendere un qualcosa che si conosce a menadito e rivestirlo di nuova magia.
Kenneth Branagh ha un tocco inconfondibile, molto teatrale, e questo aiuta a rendere il tutto allo stesso tempo estremamente favolistico ed estremamente reale, anche perché gli effetti speciali sono realizzati divinamente e non è per nulla facile quando si hanno topi che diventano cavalli, zucche che diventano carrozze e oche che diventano cocchieri, inoltre le scenografie di Dante Ferretti e i costumi di  Sandy Powell sono magnifici e danno a tutto un tocco magico e disneyano.
Il cast è tutto perfetto: Cate Blanchette è meravigliosamente 'stronza' nei panni della matrigna (ed è veramente, veramente bellissima), Helena Bonham Carter è una Fata Smemorina travolgente, Richard Madden un principe davvero azzeccato e Lily James è perfetta nel ruolo della dolce e gentile Cenerentola. Completano la lunga lista di stelle Derek Jacobi nei panni del Re, Stellan Skarsgard in quelli del Gran Duca e altre innumerevoli facce note di cinema e televisione british.
Si sa come va a finire e il "vissero per sempre felici e contenti" dona una immensa soddisfazione, soprattutto perché arriva dopo quasi due ore di un film veramente splendido.



Un ultima parola voglio spenderla per Frozen: Fever, corto che precede il film. Molto carino e divertente, fa piacere rivedere i personaggi di Frozen e soprattutto ci permette di apprezzare un nuovo outfit per Elsa che è, se possibile, ancora più bello e sensuale del precedente.
Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino...

mercoledì 19 novembre 2014

Frame by Frame: Cenerentola [FULL TRAILER]

Dopo il breve teaser trailer  che mostrava solo l'iconica scarpetta di cristallo, la Disney ha diffuso online anche il full trailer di Cenerentola, nuovo adattamento cinematografico della celebre favola questa volta diretto da Kenneth Branagh (Thor) con protagonisti Lily James nei panni della protagonista, Richard Madden il principe, Helena Bonham Carter nelle fastose vesti della Fata Madrina e Cate Blanchett in quelli della terribile matrigna.

La pellicola uscirà nei cinema di tutto il mondo a marzo 2015.
Ecco il nostro Frame by Frame con tutte le immagini del trailer. Buona visione!