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sabato 1 gennaio 2022

Don't look up - la recensione

Una dottoranda in astronomia, Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) scopre una cometa delle dimensioni dell'Everest in rotta di collisione con la Terra. Insieme al suo supervisore, il professor Mindy (Leonardo Di Caprio) e al funzionario governativo Teddy Oglethorpe (Rob Morgan) si recano immediatamente alla Casa Bianca per avvertire del pericolo, ma vengono ignorati dalla Presidente (Meryl Streep) più concentrata sull'imminente campagna elettorale. I tre decino, quindi, di rivolgersi direttamente al pubblico attraverso i media, ma la situazione sfugge presto di mano ai tre, che si ritrovano a dover combattere con politici disinteressati, lobby, complottisti, negazionisti, e molte altre categorie di persone che sembrano aver preso la distruzione imminente della vita sulla terra alquanto sottogamba.


Il nuovo film di Adam McKay lascia da parte la sottile ironia che aveva caratterizzato tanto lo splendido La Grande Scommessa che Vice, per virare più direttamente sul demenziale e sulla parodia più spinta. Mckay mette in scena una non troppo velata rappresentazione di come il cambiamento climatico sia stato per decenni annunciato in toni allarmati dagli scienziati ma sostanzialmente ignorato da tutti gli altri, diventando via via quasi oggetto di scherno, di discussioni animate, teorie negazioniste e, soprattutto negli Stati Uniti, di divisione politica. Il quadro rappresentato in questo film però, può essere facilmente traslato anche su altri temi ed è difficile non rivederci quanto accaduto, ed è ancora in corso, con la pandemia di Covid-19. Gli spunti di riflessione sono molteplici: si passa dalla critica ferocissima alle lobby che per interessi economici non si fanno scrupoli a sfruttare anche le peggiori catastrofi, alla politica incapace di una visione a breve e lungo termine, troppo concentrata sul presente elettorale, fino allo sberleffo delle teorie negazioniste e complottiste. Ma, in particolare, la riflessione più interessante che esce dalla pellicola è quella sui media, che sembrano risucchiare gli scienziati interpretati da Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence per usarli, sfruttarli per i propri scopi di spettacolo, senza ascoltare veramente e senza veicolare alcun messaggio, come se anche la scienza fosse uno show di cui esaminare i dati auditel, non dissimile dall'ultima notizia di gossip.


Sicuramente le riflessioni che scaturiscono dalla visione, e le discussioni che se ne possono fare, sono il merito maggiore del film, insieme a un cast stellare che tiene botta per tutta la durata del film in modo egregio. Niente da dire sulla sceneggiatura, con tempi comici ottimi, battute taglienti, dialoghi frizzanti. La regia rispetto al solito sembra rimanere invece più anonima, quasi che Adam McKay avesse voluto farsi da parte e lasciar raccontare agli attori. 

Non stiamo sicuramente parlando di un film che tocca le vette del miglior McKay, ma di una commedia molto divertente e che può far riflettere sulla realtà che stiamo vivendo.

giovedì 15 ottobre 2020

Streep, DiCaprio, Blanchett, Lawrence, un super cast per il film Don't Look Up!

Adam McKay (La Grande Scommessa) è al lavoro sul suo prossimo film e potrà contare su un cast davvero stellare.

Il titolo del film è Don't Look Up e si tratta di una commedia che racconta di due astronomi di basso livello che iniziano un tour per avvertire l'umanità che un grosso asteroide sta per distruggere la Terra. L'arrivo è imminente, sei mesi al massimo, ma nonostante i loro sforzi, nessuno gli crede.

Nelle scorse settimane era stata annunciata Jennifer Lawrence come protagonista, e accanto a lei Cate Blanchett, ma ieri Netflix ha calato l'asso e ha annunciato il cast completo... e che cast!

Jennifer Lawrence, Cate Blanchett, Leonardo DiCaprio, Meryl Streep, Jonah Hill, Timothée Chalamet, Ariana Grande, Himesh Patel, Kid Cudi, Matthew Perry, Rob Morgan e Tomer Sisley.

Le riprese del film sarebbero dovute partire lo scorso aprile ma la pandemia ha fatto slittare tutto, probabilmente partiranno questo novembre. A meno di ulteriori rinvii, il film potrebbe arrivare su Netflix alla fine del prossimo anno.

giovedì 8 ottobre 2020

Meryl Streep, Nicole Kidman e il cast nelle prime immagini del musical The Prom

Cast stellare per il nuovo film di Ryan Murphy, The Prom, adattamento dell'omonimo musical di Broadway in arrivo su Netflix l'11 dicembre.

Protagonista del film l'esordiente Jo Ellen Pellman, accanto a lei un cast di primissimo livello con Meryl Streep, Nicole Kidman, Kerry Washington, James Corden, Andrew Rannells, e Keegan-Michael Key.

Il film racconta la storia della giovane Emma (Jo Ellen Pellman) a cui viene negato di partecipare al ballo della scuola con la sua ragazza (Ariana DeBose). In suo soccorso arriverà una compagnia teatrale in viaggio da New York e reduce da un cocente flop a Broadway.

In attesa del trailer, ecco le prime immagini del film.










domenica 8 marzo 2020

Festa della Donna - cinque film per celebrare le donne

Oggi, 8 marzo, è la Festa della Donna, una giornata che per molto tempo è stata solo mimose e cioccolatini, ma che negli ultimi anni è tornata alle proprie radici diventando una giornata per ricordare la lotta per i diritti delle donne, contro la discriminazione di genere e contro la violenza sulle donne.

Noi di Frame vogliamo celebrare questa giornata con cinque film che raccontano di donne realmente esistite che hanno lasciato un segno nella storia, scienziate, artiste, editrici, attiviste.

1.  IL DIRITTO DI CONTARE (2016)

Ambientato negli anni '60, il film racconta la vera storia della matematica Katherine Johnson, del supervisore (non ufficiale) Dorothy Vaughan, e l'aspirante ingegnere Mary Jackson, tre donne afroamericane che, nel pieno della segregazione razziale negli Stati Uniti, hanno lavorato alla NASA contribuendo ai progetti delle missioni spaziali. In particolare Katherine Johnson ha tracciato le rotte per il Mercury 1 e per il lancio dell'Apollo 11, che ha portato il primo l'uomo sulla Luna.

Ad interpretare le tre donne sono le attrici Taraji P. Henson, Octavia Spencer, e Janelle Monáe. Film candidato a tre Oscar 2017, tra cui miglior film e attrice non protagonista (Spencer).

2. AGORA (2009)

La storia, romanzata, della vita di Ipazia d'Alessandria, matematica, astronoma e filosofa greca vissuta tra il IV e V secolo. Rappresentante della scuola neo-platonica, fu tra le pochissime donne ad insegnare nella scuola di Alessandria, Ipazia predicava la tolleranza ed è stata tra le prime a mettere in dubbio il modello geocentrico di Tolomeo, che vedeva la Terra al centro dell'Universo con il Sole a girare intorno, e a guardare al modello di Aristarco, con il Sole punto fermo e la Terra a girare intorno. Non riuscì mai a portare a termine i suoi studi e i suoi esperimenti, nel marzo del 415, dopo l'ascesa del Cristianesimo, venne uccisa in modo violento da un gruppo di parabolani che la consideravano una strega.

Protagonista del film una bravissima Rachel Weisz.

3. FRIDA (2002)

Il racconto della tormentata vita della pittrice messicana Frida Kahlo, simbolo dell'emancipazione femminile e della forza d'animo di una donna. Quella di Frida è stata una vita segnata dal dolore, fin dall'incidente che le provocò la rottura della colonna vertebrale, del femore, delle costole, e altre contusioni molto gravi che la costrinsero a letto, in casa, per molto tempo. Tornò a camminare dopo 32 operazioni. La sua via di fuga nel periodo di isolamento fu l'arte, la pittura, in cui disegnò soprattutto sé stessa con tutti i suoi difetti. Frida ha vissuto sempre in modo libero, anche in amore, forte la sua relazione con il pittore Diego Rivera ma nella sua vita ha amato anche molte donne.

Protagonista del film Salma Hayek, nella migliore interpretazione della sua carriera. Il film, che è stato anche diretto da una donna Julie Taymor, è stato candidato a sei Oscar 2003, tra cui migliore attrice protagonista. Ne ha vinti due, miglior trucco e colonna sonora.

4. THE POST (2017)

La storia dello scandalo dei Panama Papers, documenti top secret sulla Guerra in Vietnam, pubblicati dal Washington Post. All'interno di questa storia, un'altra in cui viene raccontato l'atto di coraggio dei giornalisti che lavorarono sull'inchiesta e di una donna, Katharine Graham, diventata proprietaria del Post dopo la morte del marito, a cui il padre della donna aveva lasciato le redini del giornale. Molti pensavano che, essendo donna, Katharine Graham fosse facile da "manipolare", la donna invece si prese la responsabilità di far pubblicare, contro il parere di tutti, tranne del suo caporedattore Ben Bradlee, i documenti dei Panama Papers, contribuendo a far scoppiare uno scandalo che arriverà fino al Watergate.

Ad interpretare Katharine Graham nel film, diretto da Steven Spielberg, una grande Meryl Streep. Candidato a due Oscar 2018, miglior film e, appunto, migliore attrice.

5. ERIN BROKOVICH - FORTE COME LA VERITA' (2000)

Senza soldi e con tre figli da mantenere da sola e due divorzi alle spalle, Erin trova lavoro come segretaria in uno studio legale, lì viene a conoscenza di una causa edilizia che coinvolge una grossa società. Indagando, Erin scopre che la società ha inquinato per anni le falde acquifere, facendo ammalare in modo grave una cittadina intera. Grazie alle sue indagini, i cittadini fanno causa alla società riuscendo a strappare un risarcimento record, 333 milioni di dollari.

Il film è stato candidato a cinque Oscar 2001, tra cui miglior film, regia, e migliore attrice, premio vinto da una bravissima Julia Roberts. Nel film c'è anche la vera Erin Brokovich, nel ruolo di una cameriera.

lunedì 9 dicembre 2019

Golden Globes 2020 - le nomination di Cinema e Tv

Sono state annunciate poco fa le nomination ai Golden Globes 2020, il premio della Hollywood Foreign Press Association, la stampa estera di Hollywood.

A raccogliere il maggior numero di nomination è stato Marriage Story - Storia di un Matrimonio, con 6 candidature. Cinque per The Irishman di Martin Scorsese. Da notare come entrambi i film siano prodotti da Netflix, vero trionfatore di queste nomination con ne 17 candidature in totale.

Cinque candidature anche per C'era una Volta... a Hollywood. Tre per Parasite, che oltre a quella come miglior film straniero ne ottiene una per la migliore regia e una per la sceneggiatura.
Nella cinquina del miglior film d'animazione ci sono tre film della Disney, Frozen II, Toy Story 4, e Il Re Leone.

Da segnalare l'ennesima nomination ottenuta da Meryl Streep, migliore attrice non protagonista per una miniserie / serie tv per il suo ruolo in Big Little Lies. Per l'attrice si tratta della nomination numero 34. Record assoluto.

La cerimonia si svolgerà il 5 gennaio, a condurla sarà, per la quinta e ultima volta, il cattivissimo Ricky Gervais.

Ecco l'elenco completo delle nomination, di Cinema e Tv.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
1917
The Irishman
Joker
Marriage Story
The Two Popes

MIGLIOR FILM – COMMEDIA O MUSICAL
Dolemite Is My Name
Jojo Rabbit
Knives Out
Once Upon a Time in Hollywood
Rocketman

MIGLIOR REGISTA
Bong Joon Ho, Parasite
Sam Mendes, 1917
Todd Phillips, Joker
Martin Scorsese, The Irishman
Quentin Tarantino, Once Upon a Time in Hollywood

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Cynthia Erivo (Harriet)
Scarlett Johansson (Marriage Story)
Saoirse Ronan (Little Women)
Charlize Theron (Bombshell)
Renee Zellweger (Judy)

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Christian Bale, Ford v Ferrari
Antonio Banderas, Pain and Glory
Adam Driver, Marriage Story
Joaquin Phoenix, Joker
Jonathan Pryce, The Two Popes

MIGLIOR ATTORE IN UN MUSICAL O COMMEDIA
Daniel Craig, Knives Out
Leonardo DiCaprio, Once Upon a Time in Hollywood
Taron Egerton, Rocketman
Roman Griffin Davis, Jojo Rabbit
Eddie Murphy, Dolemite Is My Name

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
Ana de Armas, Knives Out
Cate Blanchett, Where’d You Go Bernadette?
Beanie Feldstein, Booksmart
Emma Thompson, Late Night
Awkwafina, The Farewell

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Tom Hanks, A Beautiful Day in the Neighborhood
Anthony Hopkins, The Two Popes
Al Pacino, The Irishman
Joe Pesci, The Irishman
Brad Pitt, Once Upon a Time in Hollywood

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Kathy Bates, Richard Jewell
Annette Bening, The Report
Laura Dern, Marriage Story
Jennifer Lopez, Hustlers
Margot Robbie, Bombshell

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Noah Baumbach, Marriage Story
Bong Joon Ho & Jin Won Han, Parasite
Anthony McCarten, The Two Popes
Quentin Tarantino, Once Upon a Time in Hollywood
Steven Zaillian, The Irishman

MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA
The Farewell
Les Miserables
Pain and Glory
Parasite
Portrait of a Lady on Fire

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Frozen 2
How to Train Your Dragon: The Hidden World
Missing Link
Toy Story 4
Lion King

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, Little Women
Hildur Guðnadóttir, Joker
Randy Newman, Marriage Story
Thomas Newman, 1917
Daniel Pemberton, Motherless Brooklyn

MIGLIOR CANZONE
“Beautiful Ghosts” (Cats) — Taylor Swift & Andrew Lloyd Webber
“I’m Gonna Love Me Again” (Rocketman) — Elton John & Bernie Taupin
“Into the Unknown” (Frozen 2) — Robert Lopez & Kristen Anderson-Lopez
“Spirit” (The Lion King) — Beyoncé Knowles-Carter, Timothy McKenzie & Ilya Salmanzadeh
“Stand Up” (Harriet) — Joshuah Brian Campbell & Cynthia Erivo




MIGLIOR SERIE DRAMA
Big Little Lies
The Crown
Killing Eve
The Morning Show
Succession

MIGLIOR SERIE COMEDY / MUSICAL
Barry
Fleabag
The Kominsky Method
The Marvelous Mrs. Maisel
The Politician

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE DRAMA
Brian Cox, Succession
Kit Harington, Game of Thrones
Rami Malek, Mr. Robot
Tobias Menzies, The Crown
Billy Porter, Pose

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMA
Jennifer Aniston, The Morning Show
Olivia Colman, The Crown
Jodie Comer, Killing Eve
Nicole Kidman, Big Little Lies
Reese Witherspoon, The Morning Show

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY / MUSICAL
Christina Applegate, Dead to Me
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Kirsten Dunst, On Becoming a God in Central Florida
Natasha Lyonne, Russian Doll
Phoebe Waller-Bridge, Fleabag

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE COMEDY / MUSICAL
Michael Douglass, The Kominsky Method
Bill Hader, Barry
Ben Platt, The Politician
Paul Rudd, Living With Yourself
Ramy Youssef, Ramy

MIGLIOR FILM TV O MINISERIE
Catch-22
Chernobyl
Fosse/Verdon
The Loudest Voice
Unbelievable

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM TV O MINISERIE
Christopher Abbott, Catch-22
Sacha Baron Cohen, The Spy
Jared Harris, Chernobyl
Russell Crowe, The Loudest Voice
Sam Rockwell, Fosse/Verdon

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM TV O MINISERIE
Kaitlyn Dever, Unbelievable
Joey King, The Act
Helen Mirren, Catherine the Grreat
Merritt Wever, Unbelievable
Michelle Williams, Fosse/Verdon

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UN FILM TV O MINISERIE
Alan Arkin, The Kominsky Method
Kieran Culkin, Succession
Andrew Scott, Fleabag
Stellan Skarsgard, Chernobyl
Henry Winkler, Barry

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UN FILM TV O MINISERIE
Patricia Arquette, The Act
Helena Bonham Carter, The Crown
Toni Collette, Unbelievable
Meryl Streep, Big Little Lies
Emily Watson, Chernobyl

lunedì 2 settembre 2019

Venezia 76 - Ieri The Laundromat. Oggi The King e Martin Eden

Ieri, in Concorso, è stato il giorno di una coppia più che d'oro, Meryl Streep e Gary Oldman.

S'intitola The Laundromat il nuovo film di Steven Soderbergh in cui il regista racconta il vero scandalo dei Panama Papers, e lo fa a modo suo.

Meryl Streep è Ellen, una signora borghese che, dopo essere rimasta vedova, vorrebbe usare i soldi dell'assicurazione del marito per comprare un appartamento ma scopre che la sua polizza assicurativa è falsa. Ellen deciderà così di iniziare una personale battaglia per smascherare una frode che si allargherà più di quanto lei possa immaginare.
Un personaggio inventato che si va ad intrecciare con il vero scandalo, scoppiato nel 2015, quando un anonimo hacker portò alla luce un giro di evasioni fiscali internazionali che coinvolse anche politici e capi di governo. Nel film però ci sono anche personaggi veri, o meglio delle "versioni immaginarie" come quelli interpretati da Gary Oldman e Antonio Banderas, che nel corso della storia intervengono per spiegare al pubblico i passaggi più tecnici usando delle curiose metafore. Un espediente simile a quello usato nel film La Grande Scommessa (il cameo di Margot Robbie, ad esempio).

Un argomento serio, reale, complesso, che Soderbergh ha deciso di affrontare con più leggerezza, il film infatti è divertente, a volte anche grottesco, una commedia nera. "Ci vuole un film così per avere più chance di rimanere nella mente dello spettatore", ha dichiarato Soderbergh, "Eravamo convinti che, come ha fatto Kubrick con Il dottor Stranamore, per un tema tanto serio fosse necessario lo scherzo, la battuta. Non volevamo che il pubblico si sentisse educato ma intrattenuto".

"Intrattenere il pubblico parlando di qualcosa di così serio, è una cosa che poteva riuscire solo a Soderbergh o a Bertolt Brecht", ha aggiunto la grande Meryl Streep, che con questo ruolo rischia seriamente di prendere l'ennesima nomination agli Oscar, "Noi ne abbiamo fatto una commedia, un film divertente senza dimenticare mai però che c’era dietro un crimine, un crimine non privo di vittime. Di questo scherzo oscuro siamo stati tutti vittime, compresi alcuni vostri colleghi giornalisti. Una giornalista maltese [Daphne Caruana Galizia] è morta indagando sulla verità. E’ un film che diverte e fa ridere ma parla di qualcosa di veramente molto importante".

Gary Oldman invece ha dichiarato di essersi divertito molto sul set: "Ho imparato la sceneggiatura a memoria ma poi sul set abbiamo cambiato in continuazione, e così via fino al montaggio. Di solito sul set si arriva presto e c'è molta attesa, un attore rischia di perdere energia, ma con Soderbergh non succede, ha impostato un ritmo di lavorazione particolare e sono sempre stato occupato, e in ottima compagnia. Poi non si fatica molto quando hai battute su mucche e banane".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre ma prima dovrebbe uscire anche in alcune sale (ancora da definire). In Italia s'intitolerà Panama Papers.
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Oggi è stato presentato in Concorso il secondo film italiano, Martin Eden di Pietro Marcello. Con Luca Marinelli e Jessica Cressy protagonisti.

Il film è un libero adattamento di un romanzo di Jack London, in cui il marinaio innamorato di una giovane borghese all'inizio del '900 diventa un giovane proletario che lotta per trovare il suo posto nel mondo letterario e per conquistare l'amore di Elena, mentre sullo sfondo l'Italia si prepara ad entrare in guerra.

"Martin è un ragazzo che diventa uomo e si riscatta attraverso la cultura, la sua storia è la storia di tanti di noi", ha dichiarato il regista, "E' una trasposizione molto libera, non abbiamo la cultura della marineria anglosassone, così lo abbiamo trasportato a Napoli".
Ma chi è Martin Eden per Luca Marinelli? "Dopo tutto questo tempo ancora oggi non so come descriverlo", ha risposto l'attore, "E' un avventuriero che affronta la vita come Jack London. Lui, e altri scrittori come Robert Louis Stevenson, appartengono a quell’archetipo di artisti che volevano toccare le cose con mano. Martin Eden è un ragazzo che viene colpito dalla fascinazione della cultura e con quella vuole riscattarsi ma ad un certo punto arrampicatosi sulla montagna trova qualcosa che non immaginava e lo delude, fino al perdersi".

Il film sarà nelle sale dal 4 settembre.



Fuori Concorso invece  stato presentato un film molto atteso, prodotto da Netflix e diretto da David Michôd (Animal Kingdom), The King, adattamento molto libero delle opere di William Shakespeare "Enrico IV" e "Enrico V".
Protagonista del film, nel ruolo di Enrico V, è il lanciatissimo Timothée Chalamet. Nel cast anche Joel Edgerton, Lily-Rose Depp, Sean Harris, Ben Mendelsohn, e Robert Pattinson.

Hal (Timothée Chalamet) è lontano dalla vita di corte e dai metodi dispotici di suo padre Enrico IV (Ben Mendelsohn), tanto da vivere in mezzo popolo con il suo grande amico e mentore John Falstaff (Joel Edgerton). Ma la morte del re lo costringerà ad indossare la corona e ad entrare in quella vita che ha sempre rinnegato e ad esercitare a modo suo l'enorme potere del suo ruolo.

A firmare la sceneggiatura insieme al regista è l'attore Joel Edgerton, che sul film ha dichiarato: "Ci interessava esplorare la vera storia di Hal. Sì, ci sono elementi della struttura delle opere di Shakespeare, ma rielaborati a modo nostro, per raccontare qualcosa che avesse un impatto oggi". "E' stato bello lavorare di nuovo con Joel", ha aggiunto subito il regista David Michôd, "Non avrei mai pensato che un giorno avrei girato un film medievale, un cappa e spada, ma quando Joel mi ha proposto l’idea mi sono subito chiesto quale potesse essere la mia versione di quella storia, e siamo partiti da lì".
Molto buona la prova di Timothée Chalamet, che considera questo film un passo importante per la sua carriera. "Mi piaceva molto quella sfida, era un ruolo diverso per me, ed è importante non fare solo quello che ci mette a nostro agio", ha detto l'attore, "Sto ancora imparando, e lavorare con David e Joel è una bella lezione". Chalamet poi si è soffermato su un particolare delle passate rielaborazioni di Shakespeare: "Nelle produzioni shakespeariane dell’ultimo secolo c’è stata una vera avversione nell'usare attori giovani per questi ruoli. Spesso tutti gli attori sono maturi, anche nei ruoli di personaggi più giovani. È un po’ disturbante, per certi versi, vedere un film come questo dove ci sono veri giovani in possesso di così tanto, troppo, potere. Ci sono analogie con il mondo moderno".

Uno dei momenti chiave del film è l'imponente, spettacolare e drammatica battaglia di Agincourt, che ha messo a dura prova cast e crew durante le riprese. "Per la battaglia è stato fondamentale scrivere i punti di vista", ha dichiarato David Michôd, "In tutti i film medievali si vedono confusione, ammucchiate, masse di soldati. Quando si entra dentro il combattimento invece, si vede il punto di vista di Falstaff, poi quello del re, poi lo si perde, e così via. Volevo tenermi su un piano umano, le riprese sono state un'esperienza tremenda, ma in montaggio mi sono ricreduto". "Noi non conosciamo storicamente gli eventi della battaglia reale, ma volevamo sentirla, essere presenti", ha aggiunto Joel Edgerton, "L’abbiamo girata in circa due settimane e mezzo, un enorme sforzo, che da attore mi ha dato la sensazione di affogare davvero nel fango, ho immaginato chi davvero l'avesse fatta con indosso quelle armature e mi sono chiesto cosa possa aver vissuto".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 1 novembre ma prima uscirà in alcune sale selezionate.

sabato 3 febbraio 2018

The Post - la recensione

Steven Spielberg mette insieme due assi come Meryl Streep e Tom Hanks, ed è subito grande Cinema.

E' il 1971, il New York Times pubblica dei documenti segreti trafugati dal Pentagono che dimostrano come il governo americano, attuale e passato, abbia giocato sporco per far durare il più possibile la guerra in Vietnam, ancora in corso, e di come abbia fatto di tutto per nascondere la verità all'opinione pubblica. Il Times viene però bloccato subito da una ingiunzione della Corte Suprema. I documenti finiscono così al Washington Post. A gestirli sarà il giornalista e direttore del giornale Ben Bradlee ma la decisione finale, l'ultima parola, spetta a Katharine Graham, editrice del Post, che ha ereditato il posto dal marito suicida a cui il padre della Graham aveva lasciato la direzione del giornale. La Graham, andando contro tutto e tutti, con il solo Ben Bradlee al suo fianco, rischiando la galera, e mettendo in pericolo l'intera azienda, decide di pubblicare, svelando più di dieci anni di bugie del Governo e facendo la storia.

Ci sono due film dentro a The Post: c'è la storia dei Pentagon Papers, un momento chiave nella storia americana, e poi c'è la storia di Key Graham. Steven Spielberg è un grande regista e anche un fantastico narratore, e con grande maestria riesce a far convivere armoniosamente entrambe le storie.

The Post è un film pieno di uomini e incredibilmente femminista. All'inizio del film incontriamo Key Graham in una situazione di incertezza, accerchiata e consigliata da gente che la considera totalmente incapace e inadeguata al ruolo che ha ereditato, e a forza di dirglielo lei finisce per crederci (concetto ben espresso da un discorso fatto da Sarah Paulson a Tom Hanks in una scena del film), ma durante il film le cose cambiano, Key Graham diventa sempre più consapevole del suo ruolo, della sua voce, e della sua posizione, fino a prendere in mano di persona le decisioni e mettere in riga chi prima le dava consigli paternalisti. Quella di Key Graham è stata una figura di grande esempio per le donne, e lo è ancora oggi, soprattutto se pensiamo al "risveglio femminista" di questi ultimi mesi.
Una grande donna di ieri per raccontare ed essere da esempio alle donne di oggi, Spielberg infatti riesce perfettamente a collegare passato e presente, anche per quanto riguarda l'aspetto giornalistico della storia. In The Post si parla di una vicenda passata che ha segnato il paese ma è impossibile non notare i riferimenti alla situazione attuale degli Stati Uniti, che è alle prese con un presidente che attacca e denigra la stampa continuamente, per questo il regista si lancia in un vero e proprio elogio del giornalismo, quello vero, quello fatto di ricerche e di rischi, perché "la stampa deve essere al servizio dei governati e non dei governanti", come viene detto nel film. Un messaggio quanto mai attuale nell'epoca delle "fake news", di internet, dove chiunque può scrivere due righe online spacciandole per vere, e di giornali palesemente schierati a favore di correnti politiche.

Tutto questo Steven Spielberg lo racconta in modo egregio, con una regia pulita, precisa, e delle inquadrature che sono solo pura poesia per gli amanti della regia. Ottima la fotografia, la scenografia, la ricostruzione storica. Ottimi i dialoghi. Il film mantiene una bella tensione per tutta la sua durata.

Eccellente il cast. Il film è molto corale, ci sono tanti personaggi e tutti interpretati ottimamente, due su tutti Bob Odenkirk e Tracy Letts. "A capo" del cast c'è la coppia d'assi Streep-Hanks.
La solidità e la presenza scenica di Tom Hanks sono incredibili, non eccede mai ma riesce a trasmettere tutta la sua passione del suo personaggio. Incomprensibile davvero come l'Academy abbia potuto lasciarlo fuori dalla cinquina dei migliori attori, meritava assolutamente la nomination. E poi c'è Meryl Streep... quante volte abbiamo detto che Meryl Streep è un'attrice straordinaria? Tante, ma dobbiamo continuare a ripeterlo perché non saranno mai abbastanza. La sua interpretazione è eccezionale, di grande sensibilità, il suo cambiamento nel corso del film è costante eppure quasi impercettibile, perché è fatto di sguardi, di postura, di tono della voce. La migliore Meryl Streep degli ultimi dieci anni.

Impossibile non fare un confronto tra The Post e Tutti gli Uomini del Presidente, a cui Steven Spielberg guarda con grande rispetto (e alla fine fornisce un evidente assist allo spettatore per andarselo a rivedere) facendo però il suo film, ed è davvero un gran film.

martedì 19 dicembre 2017

Scandalo Weinstein: Meryl Streep risponde alle accuse di Rose McGowan

A Hollywood continua il terremoto causato dallo scandalo Weinstein. Molte attrici hanno annunciato che ai prossimi Golden Globes si vestiranno di nero per protestare contro le molestie sessuali, protesta a cui avrebbero aderito anche nomi come Jessica Chastain, Emma Stone, e Meryl Streep.

L'iniziativa però non è piaciuta affatto a Rose McGowan, tra le prime accusatrici di Harvey Weinstein, che ha accusato le attrici di ipocrisia, e se l'è presa soprattutto con Meryl Streep.

"Alle attrici come Meryl Streep che hanno felicemente lavorato con "The Pig Monster": il vostro silenzio è il problema", ha scritto la McGowan su Twitter, "Accetterete un premio falso senza batter ciglio e non ci sarà nessun cambiamento reale. Disprezzo la vostra ipocrisia. Forse dovreste indossare Marchesa". Marchesa il marchio con cui ha collaborato la moglie di Weinstein.

Un'accusa ben precisa a cui Meryl Streep ha voluto rispondere con un lungo comunicato. Eccolo.

"Mi ha addolorata essere attaccata da Rose McGowan, voglio farle sapere che non conoscevo i crimini di Weinstein. Non li conoscevo negli anni novanta quando lui l'ha aggredita, o nei decenni successivi quando ha aggredito altre.
Non ho scelto di stare in silenzio. Non lo sapevo. Non ho approvato tacitamente lo stupro. Non lo sapevo. Non mi piace che le giovani donne vengano molestate. Non ne sapevo nulla.

Non so dove abita Harvey, lui non è mai stato a casa mia e io non mi ha mai invitata in una sua camera d’albergo. Sono stata nel suo ufficio una sola volta, l’ho incontrato per La Musica del Cuore di Wes Craven nel 1998.

HW ha distribuito alcuni miei film fatti da altre persone. HW non era un regista, è stato spesso produttore, distribuiva film fatti da altre persone – alcuni buoni, altri non buoni. Ma non tutti gli attori, le attrici e i registi che hanno fatto film distribuiti da lui sapevano che abusava delle donne, o che aveva stuprato Rose negli anni novanta, oltre ad altre donne prima e dopo, finché non è uscita la notizia. Non sapevamo che HW e i suoi complici compravano il silenzio delle donne.

A HW serviva che noi non sapessimo, perché avere a che fare con noi gli dava credibilità, la possibilità di attirare giovani donne in circostanze nelle quali avrebbe potuto far loro del male.Aveva più bisogno lui di me che io di lui, e per questo fece di tutto perché non scoprissi nulla.
Sembra che abbia ingaggiato anche degli ex agenti del Mossad per impedire che queste informazioni divenissero pubbliche. Rose e tutte le altre vittime di questi uomini potenti, ricchi e senza scrupoli, sono avversari contro i quali vincere, a tutti i costi, è l’unico risultato accettabile. Per questo è stato istituito un fondo per la difesa legale delle vittime, un fondo al quale centinaia di brave persone della nostra industria stanno contribuendo. L’obiettivo è abbattere questi bastardi e aiutare le vittime a combattere questa battaglia.

Rose ha dato per scontata (e ha diffuso in lungo e in largo) una cosa non vera su di me, e volevo che sapesse la verità. Attraverso amici comuni, le ho telefonato non appena ho letto i titoli sui giornali. Ho passato la giornata di ieri e stamattina attaccata al telefono, sperando di esprimerle il mio profondo rispetto nei confronti del coraggio avuto da lei e da altre nell'esporre i mostri che si trovano tra noi, e la mia empatia verso il suo dolore. Nessuno può cancellare ciò che hanno fatto boss come Bill O’Reilly, Roger Ailes e Harvey Weinstein alle donne ,con gli attacchi ai loro corpi e la loro abilità di cavarsela. Speravo mi avrebbe ascoltata, ma non ha risposto al telefono. Spero che legga questo mio comunicato.

Mi dispiace tantissimo che mi veda come avversaria, perché siamo insieme, unite a tutte le donne della nostra industria, e combattiamo lo stesso nemico: uno status quo che vuole a tutti i costi riportarci indietro ai vecchi tempi, quando le donne venivano usate, abusate ed escluse dai livelli più alti dell’industria. È lì che venivano concordati gli insabbiamenti. Quelle stanze vanno disinfettate e integrate, per far sì che qualcosa inizi a cambiare."

Rose McGowan non ha risposto al comunicato di Meryl Streep, almeno non direttamente. L'attrice ha cancellato il tweet in cui accusava le attrici di ipocrisia, ha negato di aver accusato Meryl Streep di aver saputo e taciuto sulle molestie e gli stupri, ma poi ha riso rigirando un tweet che ironizzava sul comunicato della Streep e sul fatto che avesse cercato di contattarla per parlarle. Insomma, non sembra abbia accolto le belle parole di Meryl Streep che invece sembrano davvero serie, sincere e oneste.
Ai fini della causa, attaccare altre donne che si stanno schierando in difesa delle colleghe e contro i molestatori, non sembra una strategia vincente, anzi.

giovedì 30 novembre 2017

National Board of Review: The Post di Steven Spielberg è il miglior film

Il National Board of Review, organizzazione no profit di New York che si occupa di Cinema, ha incoronato il nuovo film di Steven Spielberg, The Post, come il miglior film dell'anno.

Non solo, i protagonisti del film, Tom Hanks e Meryl Streep, hanno vinto i premi come migliore attore e migliore attrice. Il film di Spielberg sarà sicuramente tra i protagonisti della stagione dei premi (Oscar? Golden Globes?).

Il premio per la migliore regia è andato all'attrice Greta Gerwig per il suo apprezzato film d'esordio Lady Bird, pellicola che si è aggiudicata anche il premio per la migliore attrice non protagonista, andato a Laurie Metcalf. Migliore attore non protagonista invece Willem Dafoe per The Florida Project.
Paul Thomas Anderson invece ha ricevuto il riconoscimento per la migliore sceneggiatura del suo nuovo film Il Filo Nascosto (ultimo film di Daniel Day-Lewis). Coco, della Disney/Pixar, è il miglior film d'animazione.

Oltre ai premi, l'NBR ha stilato anche la sua solita classifica dei migliori film dell'anno, in cui spicca Logan.

Ecco tutti i premi.

Miglior film: The Post
Miglior regia: Greta Gerwig, Lady Bird
Miglior attore: Tom Hanks, The Post
Miglior attrice: Meryl Streep, The Post
Miglior attore non protagonista: Willem Dafoe, The Florida Project
Miglior attrice non protagonista: Laurie Metcalf, Lady Bird
Miglior sceneggiatura originale: Paul Thomas Anderson, Phantom Thread
Miglior sceneggiatura non originale:  Scott Neustadter & Michael H. Weber, The Disaster Artist
Miglior film d'animazione: Coco
Scoperta dell'anno: Timothée Chalamet, Call Me by Your Name
Miglior regista esordiente: Jordan Peele, Get Out
Miglior film straniero: Foxtrot
Miglior documentario: Jane
Miglior cast: Get Out
Spotlight Award: Wonder Woman, Patty Jenkins and Gal Gadot
NBR Freedom of Expression Award: First They Killed My Father
NBR Freedom of Expression Award: Let It Fall: Los Angeles 1982-1992

Migliori film
Baby Driver
Chiamami con il tuo nome
The Disaster Artist
Downsizing
Dunkirk
The Florida Project
Get Out
Lady Bird
Logan
Phantom Thread

martedì 10 ottobre 2017

Hollywood contro Harvey Weinstein dopo le accuse di molestie sessuali

Un'ombra cupa aleggia su Hollywood.

La notizia delle decine di denunce per molestie sessuali contro Harvey Weinstein, uno dei produttori cinematografici più importanti e prolifici, hanno scosso violentemente l'opinione pubblica americana, la politica e, ovviamente, il mondo del cinema.
Un quadro davvero sconcertante quello che sta venendo fuori dai racconti e dalle dichiarazioni delle vittime, portate alla luce da un'inchiesta del New York Times. Sconcertante quanto la notizia delle otto donne che sarebbero state pagate per non denunciare, o come l'ammissione di colpa dello stesso Weinstein, che con una lettera si è scusato per il suo comportamento, ammettendo di fatto di aver davvero molestato tutte quelle donne. Una difesa in cui però il produttore ha anche scritto che è cresciuto negli anni '60/'70, "quando tutte le regole di comportamento sul posto di lavoro erano diverse. Quella era la cultura all'epoca". Della serie, quando la toppa è peggiore del buco.

Nelle ultime ore si sono susseguiti commenti e condanne da parte di attori, attrici e registi che hanno lavorato, anche più di una volta, con il produttore.
Tra le dichiarazioni più rilevanti e decise (e retwittate) ci sono quelle di Kate Winslet e Glenn Close [nelle foto]. Molto dura anche Jessica Chastain, tra le più attive online sull'argomento, che ha esortato gli uomini a prendere posizione e poi riguardo Harvey Weinstein ha scritto: "Ero stata avvisata fin dall'inizio. Queste storie giravano da tempo. Negare che sia accaduto significa creare le condizioni affinché accada di nuovo".


Anche George Clooney ha commentato l'accaduto e anche lui ha ammesso che le voci c'erano e da molto tempo: "Avevo sentito delle semplici voci, negli anni 90, su alcune attrici che erano state con Harvey per avere un ruolo. Ma quando apprendiamo che otto donne sono state pagate [per non sporgere denuncia]... in questo caso siamo su un piano del tutto diverso e non c’è alcun modo di venirne fuori bene. Non c’è niente da dire se non che è un comportamento indifendibile".

Commento di Glenn Close
Jennifer Lawrence ha definito "disturbanti" le notizie su Weinstein: "Ho lavorato con Harvey e non ho subito alcuna forma di molestia, né ho mai saputo nulla di queste accuse. Trovo che questo genere di abusi sia del tutto intollerabile. Il mio cuore è con tutte le donne che hanno dovuto subire un comportamento simile. Vorrei ringraziarle di persona per il coraggio che hanno avuto nel parlarne apertamente".
Kevin Smith ha scritto su Twitter di provare vergogna per aver collaborato con Weinstein: "Ha finanziato i primi 14 anni della mia carriera e ora so che, mentre io facevo profitti, c’era chi stava provando una grande sofferenza. Tutto questo mi fa provare una gran vergogna".

Il regista James Gunn, oltre a due durissimi tweet, ha scritto una lunga lettera pubblicata da diversi siti e riviste di cinema. Dame Judi Dench ha dichiarato di essere stata sempre completamente all'oscuro riguardo a questi comportamenti, e ha espresso solidarietà alle vittime. Commenti molto simili anche da parte di Emma Thompson, Seth Rogen, Mark Ruffalo, Jeff Bridges, Julianne Moore, Lena Dunham, e tanti altri.

Tra i commenti più attesi quello di Meryl Streep, che nel 2012 dal palco dei Golden Globe aveva chiamato Weinstein "Dio". L'attrice si è detta disgustata. "Le donne coraggiose che hanno fatto sentire la loro voce per denunciare gli abusi sono eroine", ha scritto la Streep in un comunicato, aggiungendo: "Non tutti sapevano. Io non sapevo degli accordi economici con attrici e colleghe; non sapevo degli incontri in stanze d'albergo, nel bagno o di altri atti inappropriati e coercitivi. Harvey è sempre stato rispettoso con me e con molti altri con cui ha lavorato. Non sapevo di queste azioni, non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il comportamento è imperdonabile".

Commento di Kate Winslet
Tra queste donne coraggiose ci sono le attrici Ashley Judd, che ha raccontato di come il produttore volesse che lei lo guardasse fare la doccia, e Rose McGowan, che su Twitter ha postato una sua foto di qualche anno fa scrivendo "Questa è la ragazza che è stata ferita da un mostro", ma nelle ultime ore si sono aggiunte altre testimonianze, di persone famose e non. Una di queste è Romola Garai. L'attrice britannica ha raccontato di aver incontrato il produttore quando aveva 18 anni, perché anche dopo i provini le attrici dovevano essere "personalmente approvate da lui". L'attrice ha dichiarato di essere stata ricevuta in una stanza d'albergo con Weinstein che gli ha aperto la porta in vestaglia. "Avevo solo 18 anni. Mi sono sentita violata", ha detto l'attrice che ha poi definito quel comportamento come un abuso di potere.
Un'altra testimonianza è arrivata da un'ex cameriera del ristorante del palazzo in cui risiedeva l'ufficio di Weinstein. La donna ha dichiarato che le ragazze, "molto giovani, sempre belle ed eleganti", venivano ricevute in incontri privati che prevedevano anche un tour degli uffici fuori l'orario di lavoro, incontri che duravano anche ore e da cui le ragazze uscivano sempre sconvolte "tanto da riuscire a malapena a finire il bicchiere che aveva iniziato a bere".

Lo scandalo intanto si allarga e rischia di coinvolgere altre celebrità. Nelle ultime ore una giornalista ha dichiarato che Matt Damon e Russell Crowe fecero pressioni sul giornale per cui lavorava per non far uscire un'inchiesta in cui si parlava di una donna che era stata pagata per tenere la bocca chiusa dopo un incontro sessuale "non voluto" con Weinstein. Il giornale però ha smentito le pressioni. I due attori non hanno ancora commentato.

Sicuramente nelle prossime settimane ci saranno altre rivelazioni e altre testimonianze. Intanto la Weinstein Company, che teme grosse ripercussioni sul piano lavorativo, ha licenziato Harvey Weinstein e poi si è chiusa nel silenzio.

AGGIORNAMENTO

Tra le donne molestate da Harvey Weinstein anche Asia Argento. L'attrice romana ha rilasciato un'intervista al New Yorker in cui ha raccontato la serata da incubo vissuta con il produttore.
Il brutto fatto è avvenuto nel 1999, quando l'attrice aveva 21 anni. Asia Argento ha dichiarato di essere stata invitata a un party della Miramax, ma una volta arrivata in albergo il party non c'era. Lì ha trovato solo Harvey Weinstein, che si è presentato in vestaglia e con una lozione per massaggi. L'attrice racconta di essersi rifiutata di fare un massaggio e che a quel punto Weinstein ha abusato di lei. "Gli ho detto di fermarsi ma mi ha spaventato", ha raccontato l'attrice, "Un uomo grande, grosso e grasso che ti costringe a fare cose che non vuoi. E' stato come un mostro di una brutta favola. Dopo quel giorno, quando lo guardavo negli occhi mi sentivo debole. Dopo la violenza, lui aveva vinto".

L'attrice ha raccontato anche di come mesi dopo Weinstein abbia continuato a chiamarla per offrirle regali costosi. Asia Argento ha riproposto questa stessa scena nel suo film Scarlet Diva, e ha raccontato che una donna, dopo aver visto il film, le ha chiesto se quell'uomo nel film rappresentasse proprio Harvey Weinstein. Lo stesso produttore, vendendo la scena, si è riconosciuto, e ha mandato un messaggio all'attrice in cui diceva "Ah ah ah, molto divertente!" e poi si è scusato per quanto accaduto.

Asia Argento ha dichiarato che ancora oggi si sente male a raccontare quanto accaduto quel giorno, e di avere un grosso rimpianto. "Il brutto di esserne stata vittima è che mi sento responsabile, perché se fossi stata una donna forte, gli avrei tirato un calcio nelle palle e sarei scappata", ha detto l'attrice al New Yorker, "Ma non l'ho fatto. Sono passati 20 anni da quella storia e se non l'ho fatta uscire prima è perché avevo paura. Lui ha fatto male a tante persone in passato".

Una storia davvero orribile.

lunedì 9 gennaio 2017

Golden Globes 2017 - La La Land trionfa! Ecco tutti i vincitori.

Assegnati nella notte i Golden Globes 2017, i premi della Hollywood Foreign Press (stampa straniera a Hollywood). Una serata all'insegna del musical fin dall'apertura, molto bella, con il presentatore Jimmy Fallon che ha duettato con diversi attori e attrici ripercorrendo un anno di film e serie tv, e si è conclusa con il trionfo di La La Land.

Il musical di Damien Chazelle ha stabilito un record, sette premi in una sola serata, praticamente ha vinto in ogni categoria in cui era stato nominato: film commedia/musical, regia, attore e attrice protagonista commedia/musical (Ryan Gosling e Emma Stone), sceneggiatura, canzone originale e colonna sonora.

Miglior film drammatico è andato a Moonlight, unico premio su sei nomination. Non sorprendono più di tanto i premi come migliore attore drama (Casey Affleck per Machester by the Sea), e migliore attrice non protagonista (Viola Davis per Fences), le sorprese sono arrivate dal migliore attore non protagonista, che è andato a Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni, e nella categoria migliore attrice drama, dove a trionfare è stata Isabelle Huppert per Elle, che ha vinto anche come miglior film straniero (film escluso dalla corsa agli Oscar).

Per la tv, a tornare a casa con più premi è stato The Night Manager (migliore attore, attrice, attore non protagonista). The Crown è stato premiato come migliore serie drama, mentre Atlanta come migliore serie comedy. Miglior miniserie The People v. O.J. Simpson: American Crime Story.

Due i momenti salienti della serata, il ricordo commosso di Carrie Fisher e Debbie Reynolds, e il premio alla carriera Cecil B. DeMille a Meryl Streep. Dopo una splendida introduzione fatta da Viola Davis, la grande Meryl è salita sul palco per fare il suo discorso di ringraziamento, un discorso sentito, profondo e commovente, in cui la Streep si è scagliata direttamente contro il presidente neo-eletto Trump (che ha anche risposto, in modo altrettanto diretto, via stampa). "Se a Hollywood mandassimo via tutti quelli che non sono nati qui non ci resterebbe nulla da guardare, se non il football e le arti marziali, che non sono propriamente arte", ha dichiarato l'attrice, che poi ha criticato Trump per aver preso in giro una giornalista disabile e per la sua mancanza di rispetto che ha definito come un "atto di violenza". Applausi per la Streep che poi ha concluso commuovendosi ricordando l'amica Carrie Fisher e il consiglio che una volta le diede: "Prendi il tuo cuore spezzato e trasformalo in arte".

Ecco tutti i vincitori della serata.

Cinema

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Moonlight

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMA
Isabelle Huppert, Elle

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMA
Casey Affleck, Manchester by the Sea

MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL
La La Land

MIGLIORE ATTRICE COMMEDIA/MUSICAL
Emma Stone, La La Land

MIGLIOR ATTORE  COMMEDIA/MUSICAL
Ryan Gosling, La La Land

MIGLIOR FILM ANIMATO
Zootopia

MIGLIOR FILM STRANIERO
Elle

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis, Fences

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Aaron Taylor-Johnson, Nocturnal Animals

MIGLIOR REGISTA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR COLONNA SONORA
Justin Hurwitz, La La Land

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“City of Stars,” La La Land

PREMIO ALLA CARRIERA
Meryl Streep.

Tv

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Crown

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Claire Foy, The Crown

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Billy Bob Thornton, Goliath

MIGLIOR SERIE MUSICAL/COMEDY
Atlanta

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE MUSICAL/COMEDY
Tracee Ellis Ross, Blackish

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE MUSICAL(COMEDY
Donald Glover, Atlanta

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Sarah Paulson, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Tom Hiddleston, The Night Manager

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Olivia Coleman, The Night Manager

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Hugh Laurie, The Night Manager

lunedì 12 dicembre 2016

Golden Globes 2017: le nominations



Annunciate proprio pochi minuti fà le nominations ai 74esimi Golden Globes hanno riservato più di una sorpresa: fuori dalla lista dei migliori registi Martin Scorsese, mentre dentro Mel Gibson, scelta che sicuramente farà discutere; inaspettata (ma ci fa piacere) la candidatura di Deadpool e del suo interprete Ryan Reynolds nei best comedy. Viggo Mortensen riesce a strappare una meritata nomination per la sua interpretazione nel bellissimo Captain Fantastic, mentre invece pioggia di nominations per La La Land (7), Moonlight (6) e Manchester By The Sea (5). Fa piacere anche vedere Tom Ford e il suo Animali Notturni .
Per quanto riguarda la tv invece poche sorprese, con Game of Thrones indiscusso dominatore e le nuove sorprese come Westworld, This Is Us e Stranger Things nominate con i loro interpreti.

Ecco la lista completa delle nominations:



Miglior serie TV drammatica
The Crown
Game of Thrones
Stranger Things
This Is Us
Westworld

Miglior attrice in una serie TV drammatica
Caitriona Balfe, Outlander
Claire Foy, The Crown
Keri Russell, The Americans
Wynona Ryder, Stranger Things
Evan Rachel Wood, Westworld

Miglior attore in una serie TV drammatica
Rami Malek, Mr. Robot
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Billy Bob Thornton, Goliath

Miglior attore in una miniserie
Riz Ahmed
Bryan Cranston
Tom Hiddleston
Courtney B. Vance
John Turturro

Miglior attrice in un film tv o miniserie
Felicity Huffman, American Crime
Riley Keough, The Girlfriend Experience
Sarah Paulson, People v. O.J. Simpson
Charlotte Rampling, London Spy
Kerry Washington, Confirmation

Miglior attore non protagonista in una serie, film TV o miniserie
Sterling K. Brown, People v O.J. Simpson
Hugh Laurie, The Night Manager
John Lithgow, The Crown
Christian Slater, Mr. Robot
John Travolta, People v. O.J. Simpson

Miglior attrice non protagonista in una serie, film TV o miniserie
Olivia Coleman, The Night Manager
Lena Headey, Game of Thrones
Chrissy Metz, This Is Us
Mandy Moore, This Is Us
Thandie Newton, Westworld

Miglior attrice in una commedia o serie musicale
Rachel Bloom, Crazy Ex-Girlfriend
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Sarah Jessica Parker, Divorce
Issa Ree, Insecure
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Tracee Ellis Ross, black-ish

Miglior commedia o serie musicale
Atlanta
Black-ish
Mozart in the Jungle
Transparent
Veep

Miglior film TV o miniserie
American Crime
The Dresser
The Night Manager
The Night Of
People v. O.J. Simpson

Miglior colonna sonora
Moonlight
La La Land
Arrival
Lion
Hidden Figures

Miglior attore non protagonista
Mahershal Ali
Jeff Bridges
Dev Patel
Simon Helberg
Aaron Taylor Johnson

Miglior sceneggiatura
La La Land
Nocturnal Animals
Moonlight
Manchester by the Sea
Hell or High Water

Miglior film - drama
Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Lion
Manchester By the Sea
Moonlight

Miglior film - commedia
20th Century Women
Deadpool
Florence Foster Jenkins
Sing Street
La La Land

Miglior regista
Damien Chazelle, La La Land
Mel Gibson, Hacksaw Ridge
Tom Ford, Nocturnal Animals
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester By The Sea

Miglior attore in un film drammatico
Casey Affleck, Manchester By The Sea
Joel Edgerton, Loving
Andrew Garfield, Hacksaw Ridge
Viggo Moretensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Fences

Miglior attore in un film commedia-musicale
Colin Farrell, The Lobster
Ryan Gosling, La La Land
Hugh Grant, Florence Foster Jenkins
Jonah Hill, War Dogs
Ryan Reynolds, Deadpool

Miglior attrice in un film commedia-musicale
Annette Bening, 20th Century Women
Lily Collins, Rules Don't Apply
Haley Steinfeld, Edge of Seventeen
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence Foster Jenkins

Miglior attrice in un film drammatico
Amy Adams, Arrival
Jessica Chastain, Miss Slone
Isabelle Huppert, Elle
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie

Miglior film straniero
Elle
Neruda
The Salesman
Tony Erdmann
Divines

giovedì 20 ottobre 2016

[Roma FF11] Florence Foster Jenkins - la recensione

Nuovo film dell'acclamato regista britannico Stephen Frears, che ci racconta l'assurda storia vera dell'ereditiera newyorkese Florence Foster Jenkins, vissuta nella prima metà del '900.

Eccentrica e con una passione immensa per la musica, Florence Foster Jenkins (Streep) aveva il sogno di diventare cantante lirica. Convinta di avere una voce celestiale, in realtà la donna era davvero una pessima cantante, con una intonazione a tratti tremenda. Nonostante questo, Florence si divertiva ad esibirsi, di solito per un gruppo ristretto di persone fidate. A sostenere il suo sogno, il marito e manager, l'ex attore St. Clair Bayfield (Grant), a cui poi si unì il giovane pianista Cosmé McMoon (Helberg). Bayfield, completamente devoto alla moglie, fece di tutto per proteggerla dalla realtà, dalle pessime recensioni e dai commenti maligni della gente che vedeva in Florence un'attrazione comica, ma le cose si fecero più complicate quando la donna decise di esibirsi alla prestigiosa Carnegie Hall, davanti a tremila persone. La sfida più grande mai affrontata, sia da Florence che da Bayfield.

Il film di Stephen Frears è una commedia, con dei momenti decisamente divertenti, ma al suo interno nasconde anche romanticismo e, in un certo senso, tragedia. Con grande maestria, Frears riesce sempre a mantenere un tono leggero, facendo affiorare in modo molto delicato i diversi aspetti della storia, e mettendo al centro non i fatti e le azioni ma i personaggi e le loro passioni. E' così che conosciamo il coraggio di una donna fragile che, non senza ingenuità, prova ad andare oltre i propri mezzi, le proprie capacità e i propri evidenti limiti, non per egoismo o superbia ma per divertimento e per passione; al suo fianco invece un uomo dedito alla propria compagna, perennemente preoccupato di difenderla dalle cattiverie della gente, spinto da un amore puro e profondo che va al di là del normale rapporto tra marito e moglie in un matrimonio, che, di fatto, non è mai stato consumato (a causa di uno dei quei risvolti tragici della storia che non riveleremo).

Protagonista del film una straordinaria Meryl Streep, divertente, emozionante, vocalmente perfetta anche nelle stonature, nel suo sguardo si riesce a vedere il tragico e il comico, ti fa davvero amare il personaggio di Florence, tanto da portarti a soffrire e tifare per lei. Se arrivasse la ventesima (!!!) nomination all'Oscar sarebbe assolutamente meritata. Davvero ottimo Hugh Grant, in quella che probabilmente è una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Molto bravo e divertente Simon Helberg, che interpreta il pianista McMoon.
Bella la fotografia e la ricostruzione degli ambienti. Il film meriterebbe di essere visto in lingua originale, per poter apprezzare i termini legati alla musica e alla lirica, spesso in italiano, Meryl Streep dice anche qualche parola nella nostra lingua durante l'incontro del suo personaggio con Toscanini, tutti particolari che purtroppo col doppiaggio andranno persi.

Emozionante, divertente e commovente, a trovargli un difetto potremmo dire che il film non scava in profondità e prende spudoratamente le parti della protagonista senza mai metterla in discussione, ma questo, più che un difetto, è una scelta precisa di Stephen Frears che ha puntato su una sana leggerezza. Florence Foster Jenkins è davvero un ottimo film.

venerdì 30 settembre 2016

Festa del Cinema di Roma 2016 - il programma

E' stato presentato oggi il programma dell'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si terrà dal 13 al 23 ottobre con la direzione artistica di Antonio Monda.

Una Festa del cinema che cambia (ancora) e si allarga, non solo cinema ma anche musica, teatro, e architettura. Non ci sarà più la cerimonia d'apertura e di chiusura, niente madrina, niente premi, se non quello del pubblico.
Ad aprire il festival sarà il film Moonlight di Barry Jenkins, tanti gli incontri col pubblico, che vedranno protagonisti anche Tom Hanks, Meryl Streep, Oliver Stone, Bernardo Bertolucci e Viggo Mortensen.

Tra i film che saranno presentati, oltre a 4 titoli italiani, tra cui il nuovo film di Michele Placido, 7 minuti, anche Florence Foster Jenkins di Stephen Frears con Meryl Streep, The Bith Of a Nation di Nate Parker, Snowden di Oliver Stone, The Accountant con Ben Affleck, Genius con Colin Firth, Jude Law e Nicole Kidman protagonisti, Manchester by the Sea con Casey Affleck e Michelle Williams, Lion con Dev Patel, Rooney Mara e Nicole Kidman, e nella sezione parallela Alice nella Città il film Captain Fantastic con Viggo Mortensen, e i film d'animazione Cicogne in Missione e Kubo e la Spada Magica.

Da ricordare anche "l'antipasto" della Festa, il 3 ottobre, con Ewan McGregor e Jennifer Connelly che presenteranno a Roma il film American Pastoral, debutto alla regia di McGregor.

Ecco il programma ufficiale.

SELEZIONE UFFICIALE
7 minuti di Michele Placido
7.19AM di Jorge Michael Grau
The Accountant di Gavin O’Connor
The Bith Of a Nation di Nate Parker
La caja vacía/The empty box di Claudia Sainte-Luce
Denial di Mick Jackson
The eagle huntress di Otto Bell
La fille de brest/ 150 Milligrams di Emmanuelle Bercot
Al final del tunel/ At The end Of The tunnel di Rodrigo Grande
Florence Foster Jenkins di Stephen Frears
Fritz Lang di Gordian Maugg
Goldstone di Ivan Sen
The hollars di John Krasinski
Into The Inferno di Werner Herzog
Irréprochable/ Faultless di Sébastien Marnier
Javdanegi/ Immortality di Mehdi Fard Ghaderi
The last laugh di Ferne Pearlstein
Lion di Garth David
Manchester by The sea di Kenneth Lonergan
Maria per Roma di Karen Di Porto
Medinat Hagamadim/Land Of The little people di Yaniv Bergman
Moonlight di Barry Jenkins
La mujer del Animal/ The animal’s wife di Victor Gaviria
Nagai Iiwake/ The long Excuse di Miwa Nishikawa
Naples ‘44/ Napoli ’44 di Francesco Patierno
Noces/The Wedding di Stephan Streker
Powidoki / Afterimage di Andrzej Wajda
Richard Linklater: Dream si destiny di Louis Black
The Rolling Stone Ole Ole Ole!: a trip accross Latin America di Paul Dugdale
San Shao Ye De Jian / Sword Master 3D di Tung-Shing ‘Derek’ Yee
The Secret Scripture di Jim Sheridan
Snowden di Oliver Stone
Sole Cuore Amore di Daniele Vicari
Todo lo Demas/Everything Else di Natalia Almada
Tramps di Adam Leon
True Crimes di Alexandros Avranas
La Ultima Tarde di Joel Calero
Una di Benedict Andrews

TUTTI NE PARLANO
Busanhaeng di Yeon Sang-ho
Genius di Michael Grandage
Hell or High Water di David MacKenzie
La Tortue Rogue di Michael Dudok de Wit

EVENTI SPECIALI
Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott-Thomas presentano Il Paziente Inglese
Michael Bublé presenta Michael Bublé – Tour Stop 148
Elio e le Storie Tese presentano Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese
Gilbert & George presentano The World Of Gilbert & George, Hong Quan Yu Yong Chun

INCONTRI RAVVICINATI
Tom Hanks
Renzo Arbore
Bernardo Bertolucci
Lorenzo Jovanotti Cherubini
Paolo Conte
Don De Lillo
Gilbert & George
Daniel Libeskind
David Mamet
Vigo Mortensen
Oliver Stone
Maryl Streep
Andrzej Wajda

RETROSPETTIVE
Politica americana
Tom Hanks
Valerio Zurlini

OMAGGI
Michael Cimino
Luigi Comencini
Gregory Peck
L’armata brancaleone
Gillo Pontecorvo
Alberto Sordi
Gian Luigi Rondi
Fritz Lang
Citto Maselli
Dino Risi

Qui il programma di Alice nella Città. Per maggiori info, potete andare sul sito della Festa del Cinema di Roma.

mercoledì 2 marzo 2016

Suffragette - la recensione

Londra, 1912. In un'Inghilterra ancora di stampo vittoriano le donne cercano visibilità, diritti e dignità in un mondo fatto da uomini e per gli uomini, battendosi per il suffragio universale, superando anche i limiti della legalità, tra attentati, bombe, estenuanti scioperi della fame e dolorose rinunce.

Suffragette è un film di stampo molto classico, estremamente britannico nella sua messa in scena curata e lineare, un vero e proprio affresco storico di una società fortemente maschilista, in cui una donna che esprimeva liberamente le proprie opinioni era considerata pazza, se non direttamente pericolosa. Abi Morgan (sceneggiatrice già di The Iron Lady, Shame e della splendida miniserie BBC The Hour) descrive le sue protagoniste con spiccato tocco femminile e dipinge un mondo di donne che si sostengono a vicenda, si aiutano, sono mogli e madri, ma allo stesso tempo attiviste politiche, in cui la loro forza non prescinde mai da una profonda femminilità. Per contrasto gli uomini del film sono abietti, deboli, si nascondono dietro il potere per poter esercitare un controllo che però non riescono mai davvero a portare a termine. I pochi esempi di figure maschili positive non riescono comunque mai a emergere davvero, rimanendo nell'ombra delle protagoniste.

Importantissima era perciò la scelta del cast. Carey Mulligan, protagonista principale della pellicola, è sempre delicata nella sua recitazione, incarna perfettamente l'apparente fragilità e la paura del suo personaggio e la trasformazione che avviene in lei, in particolare le scene che condivide con Ben Whishaw, suo marito nel film, sono recitate straordinariamente. Perfetta Helena Bonham Carter, anche perché il suo personaggio è probabilmente il più affascinante, un vero e proprio soldato che addestra e protegge le sue truppe, pronto a sferrare il prossimo attacco con una determinazione quasi sacra. Si vede poco ma lascia il segno nelle scene in cui compare, Maryl Streep, nel ruolo della portavoce e capo del movimento delle Suffragette, Emmeline Pankhurst.
Dove il film pecca purtroppo è la regia. Sarah Gavron non riesce a imprimere la sua firma, limitandosi a riprendere le scene in modo abbastanza statico, lasciando unicamente alla scrittura e alle sue interpreti il compito di raccontare la storia, un vero peccato perché si sarebbe potuto fare molto di più e il film lo avrebbe meritato.

Passato immeritatamente inosservato in questa stagione di premi, Suffragette è un film che fa della sceneggiatura, esaltata da un cast in stato di grazia, il suo punto di forza, raccontando con un punto di vista chiaro e forte una delle più importanti lotte per i diritti umani della Storia.

mercoledì 1 aprile 2015

Into the Woods - La recensione

Una giovane coppia vorrebbe avere un figlio, ma scopre di essere vittima di una maledizione lanciata da una lunatica strega che li informa di poter spezzare l'incantesimo solo se le porteranno quattro oggetti magici: una vacca bianca come il latte, una ciocca di capelli color del grano, una mantella rosso sangue e una scarpetta pura come l'oro.
Una ragazzina impertinente viene mandata da sua madre a trovare la nonna che vive nel bosco, con la raccomandazione di non fermarsi a parlare con gli sconosciuti.
Una fanciulla vorrebbe andare alla festa organizzata dal Principe per trovarsi una moglie, ma la sua matrigna e le sorellastre glie lo impediscono, così a lei non rimane che esprimere un desiderio sulla tomba di sua madre, all'ombra di un grande albero.
Il giovane Jack è mandato dalla madre al villaggio vicino per vendere la loro vecchia mucca e fare qualche soldo, ma Jack non vorrebbe dire addio alla sua unica amica.

Cenerentola, Jack e il fagiolo magico, Rapunzel, Cappuccetto Rosso e molte altre fiabe si incontrano e
scontrano nella magica atmosfera di un unico Bosco, formando una storia che mantiene una sua coerenza fluida, nonostante le diverse cornici sempre ben delineate.
La musica avvolge e coinvolge fin dal primo minuto, molto favolistica, sì, ma anche estremamente ironica, un po' come l'intera pellicola che ha nel suo non prendersi mai sul serio il maggiore e principale dei suoi punti di forza, supportata da un cast ampio e perfettamente calato nella parte, su tutti una meravigliosa Meryl Streep nei panni della Strega.
La fotografia è cupa e rimanda più ai fratelli Grimm che alle corrispondenti versioni disney, stessa cosa per i costumi, e ciò non può che essere un ulteriore pregio per una pellicola che si distingue dal resto dei film del filone "favolistico".

Estremamente divertente, Into the Woods farà felici gli amanti dei musical e delle fiabe, ma anche chi preferisce un approccio più dark e ironico alla fantasia.

giovedì 6 novembre 2014

Frame by Frame: Into The Woods [FULL TRAILER]

Nelle sale americane uscirà il giorno di Natale, mentre la release in quelle italiane è prevista ad aprile. Stiamo parlando di Into the Woods, musical fantasy diretto da Rob Marshall tratto dall'omonima opera teatrale firmata da nientemeno che Stephen Sondheim, anche creatore di Sweeney Todd.

Ambientato in una foresta (ovviamente) il film intreccerà le storie di alcuni dei più iconici personaggi della favole come Cenerentola, Cappuccetto Rosso e il Lupo,  Raperonzolo, streghe e principi. Ad interpretare questi personaggi c'è ovviamente un cast degno di nota composto da Anna Kendrick, Meryl Streep, Chris Pine, Emily Blunt, James Corden e Johnny Depp.

Accompagnato da uno splendido tappeto musicale ecco il nuovo full trailer del film pregno di nuove, bellissimi immagini. Ovviamente non potevamo farci sfuggire l'occasione di fare un nostro personale Frame by Frame dello splendido trailer. Buona visione!