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lunedì 9 marzo 2020

Emergenza coronavirus - #IoRestoaCasa... con i film e le serie tv. Ecco alcuni suggerimenti.

L'Italia sta vivendo un periodo molto complicato a causa della diffusione del virus Covid-19. Alcune zone del nord sono state dichiarate "zona rossa" e il Governo ha dovuto divulgare delle norme restrittive per cercare di contenere il più possibile il contagio.

Il consiglio principale, che viene non solo dal Governo ma soprattutto da esperti medici e virologi, è quello di stare a casa, di evitare assembramenti, evitare il contatto troppo ravvicinato tra le persone. Purtroppo questo consiglio, di assoluto buonsenso vista la situazione, è stato ignorato da molte persone irresponsabili che hanno continuato ad affollare bar e discoteche fregandosene del pericolo di contagio.
E' partita così la campagna #IoRestoaCasa, appoggiata e ribattuta anche da molti attori, attrici, registi e cantanti, ad esempio Alessandro Gassmann, Paola Cortellesi, Ferzan Ozpetek, Paolo Sorrentino, Anna Foglietta, Valentina Lodovini, Alessandro Borghi, e tanti altri.

Anche noi di Frame vogliamo aderire a questa campagna di sensibilizzazione, perché l'epidemia di coronavirus non è uno scherzo e il primo modo per contrastarla è riducendo i contagi, quindi rimanendo di più a casa.
Ormai nelle case abbiamo mille comodità e le cose da fare non mancano, tra libri, tv, videogiochi, internet e social, abbiamo la fortuna di avere anche Netflix e Amazon Prime Video, servizi streaming che offrono molti titoli per riempire le giornata e le serate casalinghe.

Ecco alcuni titoli, di molti generi diversi, sci-fi, drama, horror, commedia, animazione.

AMAZON PRIME

Film: The Areonauts ; Last Flag Flying ; Suspiria ; Rocketman ; Il Figlio di Saul ; Flight.

Serie: Scrubs ; The Office ; Mozart in the Jungle ; Fleabag ; Good Omes ; Star Trek: Pikard ; Hunters ; Undone.

NETFLIX

Film: tutto il catalogo dello Studio Ghibli ; Marriage Story ; Roma ; Il Mago di Oz ; I Due Papi ; Sotto il Burqua ; The Witch ; Quasi Amici ; Annientamento ; Il Re ; The Irishman ; Jumanji: Benvenuti nella Giungla ; Rango ; Space Jam ; Klaus.

Serie: Sex Education ; The Kingdom ; Bojack Horseman ; Dark ; Skins ; Mindhunter ; The Witcher ; Luther ; Manhunt ; Trollhunters ; 3 in Mezzo a Noi.

Le serie Trollhunters e 3 in Mezzo a Noi sono collegate. Per quanto riguarda le serie Netflix non abbiamo inserito le più note nel catalogo - come ad esempio quelle Marvel, Stranger ThingsBreaking BadFriends - perché non hanno bisogno di essere ricordate.

lo staff di Frame... che resta a casa.


domenica 10 novembre 2019

Il Re (The King) - la recensione

Il regista australiano David Michôd e l'attore, in questo caso anche sceneggiatore, Joel Edgerton portano su Netflix una rivisitazione dell'Enrico V di William Shakespeare.

Inghilterra, inizio XV secolo, il regno di Enrico IV è dilaniato dalle guerre con la Scozia e il Galles, e il malcontento cresce nel popolo. Ormai a un passo dalla morte, il re annuncia che a salire al trono sarà il suo secondogenito, Thomas, e non Hal, principe del Galles, da tempo in rotta con il padre e completamente disinteressato alla vita di corte, abbandonata per passare il suo tempo a sbronzarsi nei quartieri più poveri del regno. Il giovane Thomas però muore in battaglia, e al momento della morte del re, a salire al trono sarà proprio il riluttante Hal, che diventa Enrico V. 
Appena insediato, Enrico V cerca di instaurare un periodo di tregua, di pace, con l'obbiettivo di riunire il regno dopo anni di inutili guerre. Un regalo dal re di Francia (una palla) e l'invio di un presunto assassino, fa vacillare Enrico V che, spinto dai suoi consiglieri e dal vescovo di Canterbury, decide di invadere la Francia per rivendicare il trono. Per questa spedizione, il giovane re coinvolgerà anche il suo amico Falstaff, vecchio guerriero che disprezza la guerra e che per anni è stato compagno di bevute di Hal.

Affrontare Shakespeare non è mai semplice, la complessità dei personaggi, il contesto storico, i continui ribaltamenti, le trame e le sottotrame, sono tanti gli elementi cardine nelle sue opere e portarli sul grande schermo è sempre una sfida. In The King, David Michôd, affiancato dall'amico Joel Edgerton alla sceneggiatura, decide di focalizzare tutto su due punti: l'amicizia tra Hal e Falstaff; la riluttanza di Hal, ormai Enrico V, verso la corona e la guerra. In teoria una scelta giusta che finisce però con il rendere poco nel film.
Tecnicamente The King è pregevole, molto bella la fotografia, ottimi scenografia e costumi, meno sfarzosi di altre rappresentazioni e molto più reali, "terreni", così come la rappresentazione dei duelli, realistici nel dare la sensazione del peso fisico delle ingombranti armature. L'ottima messa in scena però non si riscatta nella sceneggiatura e nel ritmo. Il film corre un po' troppo all'inizio, poi soffre molto una lentezza esagerata nella fase centrale, dove avrebbe dovuto creare tensione con l'avvicinarsi dello scontro, e un finale ben fatto, con un colpo di scena ben architettato, alla fine non basta. Gli obbiettivi iniziali vengono parzialmente traditi, l'amicizia tra Hal e Falstaff non viene abbastanza approfondita per poter fare da perno e affascinare lo spettatore.

Una delle novità del film è quella di affidare il ruolo dei personaggi giovani ad attori effettivamente giovani. Protagonista assoluto infatti è Timothée Chalamet, che non riesce a reggere il peso del film per tutta la sua durata. La sua espressione perennemente scontenta funziona per un po' ma a lungo andare perde forza, e nei momenti in cui dovrebbe tirare fuori la grinta di un Re, risulta poco credibile. Molto meglio il "cast anziano", bene Joel Edgerton e soprattutto Sean Harris.

The King è un buon prodotto per passare una serata sul divano, ma è il classico film dove nonostante tutto sia fatto molto bene, alla fine non riesce a spiccare per nessun particolare pregio. E' un compito ben svolto ma in cui manca il calore, il pathos e quel tocco di epicità che serve per fare emozionare lo spettatore.


lunedì 2 settembre 2019

Venezia 76 - Ieri The Laundromat. Oggi The King e Martin Eden

Ieri, in Concorso, è stato il giorno di una coppia più che d'oro, Meryl Streep e Gary Oldman.

S'intitola The Laundromat il nuovo film di Steven Soderbergh in cui il regista racconta il vero scandalo dei Panama Papers, e lo fa a modo suo.

Meryl Streep è Ellen, una signora borghese che, dopo essere rimasta vedova, vorrebbe usare i soldi dell'assicurazione del marito per comprare un appartamento ma scopre che la sua polizza assicurativa è falsa. Ellen deciderà così di iniziare una personale battaglia per smascherare una frode che si allargherà più di quanto lei possa immaginare.
Un personaggio inventato che si va ad intrecciare con il vero scandalo, scoppiato nel 2015, quando un anonimo hacker portò alla luce un giro di evasioni fiscali internazionali che coinvolse anche politici e capi di governo. Nel film però ci sono anche personaggi veri, o meglio delle "versioni immaginarie" come quelli interpretati da Gary Oldman e Antonio Banderas, che nel corso della storia intervengono per spiegare al pubblico i passaggi più tecnici usando delle curiose metafore. Un espediente simile a quello usato nel film La Grande Scommessa (il cameo di Margot Robbie, ad esempio).

Un argomento serio, reale, complesso, che Soderbergh ha deciso di affrontare con più leggerezza, il film infatti è divertente, a volte anche grottesco, una commedia nera. "Ci vuole un film così per avere più chance di rimanere nella mente dello spettatore", ha dichiarato Soderbergh, "Eravamo convinti che, come ha fatto Kubrick con Il dottor Stranamore, per un tema tanto serio fosse necessario lo scherzo, la battuta. Non volevamo che il pubblico si sentisse educato ma intrattenuto".

"Intrattenere il pubblico parlando di qualcosa di così serio, è una cosa che poteva riuscire solo a Soderbergh o a Bertolt Brecht", ha aggiunto la grande Meryl Streep, che con questo ruolo rischia seriamente di prendere l'ennesima nomination agli Oscar, "Noi ne abbiamo fatto una commedia, un film divertente senza dimenticare mai però che c’era dietro un crimine, un crimine non privo di vittime. Di questo scherzo oscuro siamo stati tutti vittime, compresi alcuni vostri colleghi giornalisti. Una giornalista maltese [Daphne Caruana Galizia] è morta indagando sulla verità. E’ un film che diverte e fa ridere ma parla di qualcosa di veramente molto importante".

Gary Oldman invece ha dichiarato di essersi divertito molto sul set: "Ho imparato la sceneggiatura a memoria ma poi sul set abbiamo cambiato in continuazione, e così via fino al montaggio. Di solito sul set si arriva presto e c'è molta attesa, un attore rischia di perdere energia, ma con Soderbergh non succede, ha impostato un ritmo di lavorazione particolare e sono sempre stato occupato, e in ottima compagnia. Poi non si fatica molto quando hai battute su mucche e banane".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre ma prima dovrebbe uscire anche in alcune sale (ancora da definire). In Italia s'intitolerà Panama Papers.
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Oggi è stato presentato in Concorso il secondo film italiano, Martin Eden di Pietro Marcello. Con Luca Marinelli e Jessica Cressy protagonisti.

Il film è un libero adattamento di un romanzo di Jack London, in cui il marinaio innamorato di una giovane borghese all'inizio del '900 diventa un giovane proletario che lotta per trovare il suo posto nel mondo letterario e per conquistare l'amore di Elena, mentre sullo sfondo l'Italia si prepara ad entrare in guerra.

"Martin è un ragazzo che diventa uomo e si riscatta attraverso la cultura, la sua storia è la storia di tanti di noi", ha dichiarato il regista, "E' una trasposizione molto libera, non abbiamo la cultura della marineria anglosassone, così lo abbiamo trasportato a Napoli".
Ma chi è Martin Eden per Luca Marinelli? "Dopo tutto questo tempo ancora oggi non so come descriverlo", ha risposto l'attore, "E' un avventuriero che affronta la vita come Jack London. Lui, e altri scrittori come Robert Louis Stevenson, appartengono a quell’archetipo di artisti che volevano toccare le cose con mano. Martin Eden è un ragazzo che viene colpito dalla fascinazione della cultura e con quella vuole riscattarsi ma ad un certo punto arrampicatosi sulla montagna trova qualcosa che non immaginava e lo delude, fino al perdersi".

Il film sarà nelle sale dal 4 settembre.



Fuori Concorso invece  stato presentato un film molto atteso, prodotto da Netflix e diretto da David Michôd (Animal Kingdom), The King, adattamento molto libero delle opere di William Shakespeare "Enrico IV" e "Enrico V".
Protagonista del film, nel ruolo di Enrico V, è il lanciatissimo Timothée Chalamet. Nel cast anche Joel Edgerton, Lily-Rose Depp, Sean HarrisBen Mendelsohn, e Robert Pattinson.

Hal (Timothée Chalamet) è lontano dalla vita di corte e dai metodi dispotici di suo padre Enrico IV (Ben Mendelsohn), tanto da vivere in mezzo popolo con il suo grande amico e mentore John Falstaff (Joel Edgerton). Ma la morte del re lo costringerà ad indossare la corona e ad entrare in quella vita che ha sempre rinnegato e ad esercitare a modo suo l'enorme potere del suo ruolo.

A firmare la sceneggiatura insieme al regista è l'attore Joel Edgerton, che sul film ha dichiarato: "Ci interessava esplorare la vera storia di Hal. Sì, ci sono elementi della struttura delle opere di Shakespeare, ma rielaborati a modo nostro, per raccontare qualcosa che avesse un impatto oggi". "E' stato bello lavorare di nuovo con Joel", ha aggiunto subito il regista David Michôd, "Non avrei mai pensato che un giorno avrei girato un film medievale, un cappa e spada, ma quando Joel mi ha proposto l’idea mi sono subito chiesto quale potesse essere la mia versione di quella storia, e siamo partiti da lì".
Molto buona la prova di Timothée Chalamet, che considera questo film un passo importante per la sua carriera. "Mi piaceva molto quella sfida, era un ruolo diverso per me, ed è importante non fare solo quello che ci mette a nostro agio", ha detto l'attore, "Sto ancora imparando, e lavorare con David e Joel è una bella lezione". Chalamet poi si è soffermato su un particolare delle passate rielaborazioni di Shakespeare: "Nelle produzioni shakespeariane dell’ultimo secolo c’è stata una vera avversione nell'usare attori giovani per questi ruoli. Spesso tutti gli attori sono maturi, anche nei ruoli di personaggi più giovani. È un po’ disturbante, per certi versi, vedere un film come questo dove ci sono veri giovani in possesso di così tanto, troppo, potere. Ci sono analogie con il mondo moderno".

Uno dei momenti chiave del film è l'imponente, spettacolare e drammatica battaglia di Agincourt, che ha messo a dura prova cast e crew durante le riprese. "Per la battaglia è stato fondamentale scrivere i punti di vista", ha dichiarato David Michôd, "In tutti i film medievali si vedono confusione, ammucchiate, masse di soldati. Quando si entra dentro il combattimento invece, si vede il punto di vista di Falstaff, poi quello del re, poi lo si perde, e così via. Volevo tenermi su un piano umano, le riprese sono state un'esperienza tremenda, ma in montaggio mi sono ricreduto". "Noi non conosciamo storicamente gli eventi della battaglia reale, ma volevamo sentirla, essere presenti", ha aggiunto Joel Edgerton, "L’abbiamo girata in circa due settimane e mezzo, un enorme sforzo, che da attore mi ha dato la sensazione di affogare davvero nel fango, ho immaginato chi davvero l'avesse fatta con indosso quelle armature e mi sono chiesto cosa possa aver vissuto".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 1 novembre ma prima uscirà in alcune sale selezionate.