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lunedì 7 dicembre 2020

Mank - la recensione

Era uno dei film più attesi della stagione, Mank, nuovo lavoro firmato da David Fincher per Netflix, e quando un film è così atteso, il rischio di deludere è dietro l'angolo. Non è questo il caso, anzi, le attese non sono state solo rispettate ma superate.

"Mank" è Herman J. Mankiewitcz, sceneggiatore di talento caduto in disgrazia, socialista, alcolizzato senza speranza e scommettitore incallito. A seguito di un incidente, Mank è relegato in un letto con una gamba rotta, chiuso in una stanza in un luogo sperduto con due assistenti e un unico compito: scrivere in 60 giorni la sceneggiatura di un film per il giovane, talentuoso e arrogante regista Orson Welles, un film che passerà poi alla storia come uno dei più celebri capolavori della storia del Cinema: Quarto Potere.

La trama riassunta in modo semplice potrebbe far passare il film come un classico biopic sulla Vecchia Hollywood, ma non è così. Mentre assistiamo alla creazione della sceneggiatura, senza mai scendere nello specifico di frasi o scene, il film ci fa fare continuamente dei salti indietro, con dei flashback che raccontano come ha fatto il geniale Mank a cadere in disgrazia, quali persone ha incontrato che hanno definito il suo futuro e quali lo hanno ispirato poi per la creazione della sceneggiatura di Quarto Potere. Volendo fare un gioco di parole, sembra quasi un film dentro a un film che racconta la creazione di un film, e quella stessa sceneggiatura non è semplice lavoro, per Mank alla fine diventa una vendetta, qualcosa su cui mettere il proprio nome per rivendicarne il messaggio, una scelta che lo porterà alla gloria (l'Oscar) e allo stesso tempo alla rovina.

Il film di David Fincher ha al suo interno molti temi diversi: economici (la Grande Depressione); politici (le elezioni "sporcate" da falsità mediatiche); la Vecchia Hollywood pronta a passare dal muto al sonoro, industria scintillante davanti ma tutt'altro che interessata all'arte negli uffici dei piani alti; la superficialità e anche il menefreghismo verso quello che stava succedendo in Europa (l'ascesa di Hitler). Tutti temi che sembrano relegati agli anni '40 ma che possiamo ritrovare tranquillamente nel presente.

E poi c'è Mank
Anche l'autodistruzione del protagonista è uno dei temi del film, Mank è alcolizzato e consapevole, sa che gli fa male ma lo fa ugualmente; è socialista in un ambiente di repubblicani, le sue idee, e la sua incapacità di trattenersi, gli portano solo problemi; ha il vizio di scommettere su tutto e di perdere male, mettendo sempre alla prova la pazienza della moglie; scrive una sceneggiatura geniale, il suo miglior lavoro, sapendo che lo rovinerà per sempre. Mank è un personaggio che sembra distante da noi ma non è così, i suoi errori, la sua "sincerità", la sua ironia, il suo genio incompreso e buttato al vento, lo rendono molto umano e per questo è facile empatizzare con lui, anche grazie allo straordinario lavoro di Gary Oldman. L'attore britannico offre una prova davvero eccezionale, il suo Mank è un personaggio con molti eccessi ma Oldman non va mai sopra le righe, la sua interpretazione è impeccabile, precisa, ironica e profonda. 
Il suo personaggio è il fulcro e il cuore pulsante del film e Gary Oldman è il perfetto interprete.
Intorno al protagonista si muovono molti personaggi, in altre circostanze diremmo "minori" ma è sbagliato, Fincher riesce a dare a ognuno di loro uno spazio e una dimensione essenziale allo svolgimento della storia. Tutti fanno il loro dovere in modo perfetto (è risaputo quanto Fincher sia maniacale con i suoi attori), in particolare da sottolineare la performance di Amanda Seyfried che brilla nel ruolo di Marlon Davies, ex star del muto alla ricerca di una nuova dimensione, la sua immagine è così luminosa, anche visivamente, che ogni volta sembra quasi uscita da un sogno.

Sotto un punto di vista stilistico, regia e fotografia sono eccezionali. David Fincher fa un lavoro grandioso, omaggia palesemente il cinema degli anni '40, quasi lo ricalca usando anche un sonoro "vecchio stile", ma tutto in una versione moderna, più pulita e precisa. Una regia talmente bella che risultano quasi inutili gli omaggi visivi a Quarto Potere. Elegante e affascinante il bianco e nero, non un semplice esercizio di stile ma utile ad immergersi negli anni '40. Da dieci e lode la fotografia e la scenografia. Ottima la sceneggiatura del defunto Jack Fincher, padre del regista, i dialoghi sono spesso brevi botte e risposte, molto brillanti e ironici.

Quello di David Fincher è grande Cinema, sia sotto l'aspetto tecnico che visivo, sceneggiatura e recitazione, il regista inoltre fa un grande passo avanti rispetto ai suoi ultimi film, decisamente freddi, troppo concentrati sullo stile e poco sul "calore", questa volta il regista non si dimentica  il "cuore". Mank è uno dei migliori film dell'anno, uno dei migliori della carriera del regista. 
L'unico vero grande peccato è non averlo visto sul grande schermo.

domenica 6 settembre 2020

Prime immagini per Mank, nuovo film di David Fincher

Uno dei film più attesi della prossima stagione, si tratta di Mank, nuovo lavoro di David Fincher prodotto da Netflix.

Insieme alle immagini è stata divulgata anche un breve sinossi:

"La Hollywood degli anni ’30 viene raccontata attraverso gli occhi del pungente critico sociale e sceneggiatore alcolizzato Herman J. Mankiewicz mentre si affretta per finire la sceneggiatura di “Quarto Potere” per Orson Welles."

Ad interpretare Herman J. Mankiewicz è il premio Oscar Gary Oldman. Nel cast anche Lily Collins (la segretaria di Mankiewicz, Rita Alenxander), Amanda Seyfried (l'attrice Marion Davies), Tom Burke (Orson Welles), e Charles Dance (il magnate William Randolph Hearst).

Il film arriverà su Netflix in autunno, intanto ecco le prime immagini (che preannunciano l'arrivo di un trailer?).







lunedì 2 settembre 2019

Venezia 76 - Ieri The Laundromat. Oggi The King e Martin Eden

Ieri, in Concorso, è stato il giorno di una coppia più che d'oro, Meryl Streep e Gary Oldman.

S'intitola The Laundromat il nuovo film di Steven Soderbergh in cui il regista racconta il vero scandalo dei Panama Papers, e lo fa a modo suo.

Meryl Streep è Ellen, una signora borghese che, dopo essere rimasta vedova, vorrebbe usare i soldi dell'assicurazione del marito per comprare un appartamento ma scopre che la sua polizza assicurativa è falsa. Ellen deciderà così di iniziare una personale battaglia per smascherare una frode che si allargherà più di quanto lei possa immaginare.
Un personaggio inventato che si va ad intrecciare con il vero scandalo, scoppiato nel 2015, quando un anonimo hacker portò alla luce un giro di evasioni fiscali internazionali che coinvolse anche politici e capi di governo. Nel film però ci sono anche personaggi veri, o meglio delle "versioni immaginarie" come quelli interpretati da Gary Oldman e Antonio Banderas, che nel corso della storia intervengono per spiegare al pubblico i passaggi più tecnici usando delle curiose metafore. Un espediente simile a quello usato nel film La Grande Scommessa (il cameo di Margot Robbie, ad esempio).

Un argomento serio, reale, complesso, che Soderbergh ha deciso di affrontare con più leggerezza, il film infatti è divertente, a volte anche grottesco, una commedia nera. "Ci vuole un film così per avere più chance di rimanere nella mente dello spettatore", ha dichiarato Soderbergh, "Eravamo convinti che, come ha fatto Kubrick con Il dottor Stranamore, per un tema tanto serio fosse necessario lo scherzo, la battuta. Non volevamo che il pubblico si sentisse educato ma intrattenuto".

"Intrattenere il pubblico parlando di qualcosa di così serio, è una cosa che poteva riuscire solo a Soderbergh o a Bertolt Brecht", ha aggiunto la grande Meryl Streep, che con questo ruolo rischia seriamente di prendere l'ennesima nomination agli Oscar, "Noi ne abbiamo fatto una commedia, un film divertente senza dimenticare mai però che c’era dietro un crimine, un crimine non privo di vittime. Di questo scherzo oscuro siamo stati tutti vittime, compresi alcuni vostri colleghi giornalisti. Una giornalista maltese [Daphne Caruana Galizia] è morta indagando sulla verità. E’ un film che diverte e fa ridere ma parla di qualcosa di veramente molto importante".

Gary Oldman invece ha dichiarato di essersi divertito molto sul set: "Ho imparato la sceneggiatura a memoria ma poi sul set abbiamo cambiato in continuazione, e così via fino al montaggio. Di solito sul set si arriva presto e c'è molta attesa, un attore rischia di perdere energia, ma con Soderbergh non succede, ha impostato un ritmo di lavorazione particolare e sono sempre stato occupato, e in ottima compagnia. Poi non si fatica molto quando hai battute su mucche e banane".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre ma prima dovrebbe uscire anche in alcune sale (ancora da definire). In Italia s'intitolerà Panama Papers.
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Oggi è stato presentato in Concorso il secondo film italiano, Martin Eden di Pietro Marcello. Con Luca Marinelli e Jessica Cressy protagonisti.

Il film è un libero adattamento di un romanzo di Jack London, in cui il marinaio innamorato di una giovane borghese all'inizio del '900 diventa un giovane proletario che lotta per trovare il suo posto nel mondo letterario e per conquistare l'amore di Elena, mentre sullo sfondo l'Italia si prepara ad entrare in guerra.

"Martin è un ragazzo che diventa uomo e si riscatta attraverso la cultura, la sua storia è la storia di tanti di noi", ha dichiarato il regista, "E' una trasposizione molto libera, non abbiamo la cultura della marineria anglosassone, così lo abbiamo trasportato a Napoli".
Ma chi è Martin Eden per Luca Marinelli? "Dopo tutto questo tempo ancora oggi non so come descriverlo", ha risposto l'attore, "E' un avventuriero che affronta la vita come Jack London. Lui, e altri scrittori come Robert Louis Stevenson, appartengono a quell’archetipo di artisti che volevano toccare le cose con mano. Martin Eden è un ragazzo che viene colpito dalla fascinazione della cultura e con quella vuole riscattarsi ma ad un certo punto arrampicatosi sulla montagna trova qualcosa che non immaginava e lo delude, fino al perdersi".

Il film sarà nelle sale dal 4 settembre.



Fuori Concorso invece  stato presentato un film molto atteso, prodotto da Netflix e diretto da David Michôd (Animal Kingdom), The King, adattamento molto libero delle opere di William Shakespeare "Enrico IV" e "Enrico V".
Protagonista del film, nel ruolo di Enrico V, è il lanciatissimo Timothée Chalamet. Nel cast anche Joel Edgerton, Lily-Rose Depp, Sean HarrisBen Mendelsohn, e Robert Pattinson.

Hal (Timothée Chalamet) è lontano dalla vita di corte e dai metodi dispotici di suo padre Enrico IV (Ben Mendelsohn), tanto da vivere in mezzo popolo con il suo grande amico e mentore John Falstaff (Joel Edgerton). Ma la morte del re lo costringerà ad indossare la corona e ad entrare in quella vita che ha sempre rinnegato e ad esercitare a modo suo l'enorme potere del suo ruolo.

A firmare la sceneggiatura insieme al regista è l'attore Joel Edgerton, che sul film ha dichiarato: "Ci interessava esplorare la vera storia di Hal. Sì, ci sono elementi della struttura delle opere di Shakespeare, ma rielaborati a modo nostro, per raccontare qualcosa che avesse un impatto oggi". "E' stato bello lavorare di nuovo con Joel", ha aggiunto subito il regista David Michôd, "Non avrei mai pensato che un giorno avrei girato un film medievale, un cappa e spada, ma quando Joel mi ha proposto l’idea mi sono subito chiesto quale potesse essere la mia versione di quella storia, e siamo partiti da lì".
Molto buona la prova di Timothée Chalamet, che considera questo film un passo importante per la sua carriera. "Mi piaceva molto quella sfida, era un ruolo diverso per me, ed è importante non fare solo quello che ci mette a nostro agio", ha detto l'attore, "Sto ancora imparando, e lavorare con David e Joel è una bella lezione". Chalamet poi si è soffermato su un particolare delle passate rielaborazioni di Shakespeare: "Nelle produzioni shakespeariane dell’ultimo secolo c’è stata una vera avversione nell'usare attori giovani per questi ruoli. Spesso tutti gli attori sono maturi, anche nei ruoli di personaggi più giovani. È un po’ disturbante, per certi versi, vedere un film come questo dove ci sono veri giovani in possesso di così tanto, troppo, potere. Ci sono analogie con il mondo moderno".

Uno dei momenti chiave del film è l'imponente, spettacolare e drammatica battaglia di Agincourt, che ha messo a dura prova cast e crew durante le riprese. "Per la battaglia è stato fondamentale scrivere i punti di vista", ha dichiarato David Michôd, "In tutti i film medievali si vedono confusione, ammucchiate, masse di soldati. Quando si entra dentro il combattimento invece, si vede il punto di vista di Falstaff, poi quello del re, poi lo si perde, e così via. Volevo tenermi su un piano umano, le riprese sono state un'esperienza tremenda, ma in montaggio mi sono ricreduto". "Noi non conosciamo storicamente gli eventi della battaglia reale, ma volevamo sentirla, essere presenti", ha aggiunto Joel Edgerton, "L’abbiamo girata in circa due settimane e mezzo, un enorme sforzo, che da attore mi ha dato la sensazione di affogare davvero nel fango, ho immaginato chi davvero l'avesse fatta con indosso quelle armature e mi sono chiesto cosa possa aver vissuto".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 1 novembre ma prima uscirà in alcune sale selezionate.

lunedì 5 marzo 2018

Oscar 2018 - trionfa 'The Shape of Water'. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte i 90esimi Academy Awards. La serata, presentata ancora una volta da Jimmy Kimmel, è stata meno spumeggiante degli altri anni, più sobria e (incredibilmente) anche più rapida grazie all'introduzione di un tempo massimo per i ringraziamenti, su cui Kimmel ha scherzato molto durante la serata promettendo una moto d'acqua in premio al più veloce. Tra le note più positive, sicuramente i mix video che hanno ricordato questi 90 anni di film e interpretazioni, belli ed emozionanti.

Nelle ultime settimane sembrava che le carte si fossero rimescolate e invece, come da pronostico, a vincere è stato The Shape of Water di Guillermo del Toro, che si è portato a casa anche il premio per la migliore regia. In tutto il film ha vinto 4 premi risultando il più premiato della serata.

Pronostici rispettati anche per i quattro attori, sono stati premiati quelli che in questa stagione dei premi hanno vinto praticamente tutto. Finalmente Gary Oldman (L'ora più Buia) ha vinto il suo Oscar come migliore attore, quello per migliore attrice è andato ovviamente Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), protagonista del discorso più trascinante della serata. I migliori attori non protagonisti sono stati Allison Janney (I, Tonya) e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Tutti e quattro sono Oscar più che meritati.

Un po' di gloria anche per l'Italia, con Chiamami col tuo Nome che si è portato a casa l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, andato al veterano James Ivory, da oggi il più anziano mai premiato. Piccola sorpresa, ma non più di tanto, l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale a Get Out.
Non solo del Toro, il Messico è stato grande protagonista della serata anche grazie al miglior film d'animazione, che è andato - manco a dirlo - a Coco della Disney/Pixar, che si è preso anche il premio per la migliore canzone. In sud America anche l'Oscar per il miglior film, andato al cileno Una Donna Fantastica.
Fra i premi tecnici hanno trovato gloria Dunkirk e anche Blade Runner 2049.

La protesta dei movimenti Time's Up e #MeToo c'è stata ma in modo più lieve rispetto ai Golden Globe e i BAFTA. Jimmy Kimmel ne ha parlato apertamente nel monologo d'apertura, molte attrici ne hanno parlato dal palco, ma i momenti più significativi sono stati due: il discorso di ringraziamento di Frances McDormand che ha invitato tutte le donne nominate ad alzarsi in piedi (la prima a rispondere è stata Meryl Streep) per condividere quel momento di gloria insieme a lei, e poi la presenza sul palco di Ashley Judd, Annabella Sciorra e Salma Hayek, tre delle grandi accusatrici di Harvey Weinstein, insieme per dire basta alle molestie e alla disparità di trattamento.
C'è stato anche un momento storico in questa edizione, Daniela Vega, protagonista del premiato Una Donna Fantastica, è stata la prima transgender a presentare un premio sul palco degli Oscar.

Ecco l'elenco dei vincitori della serata.

Miglior Film
La Forma dell’Acqua

Miglior Regia
Guillermo del Toro, La Forma dell’Acqua

Miglior Attore Protagonista
Gary Oldman, L’ora più buia

Miglior Attrice Protagonista
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attore non Protagonista
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attrice non Protagonista
Allison Janney, I, Tonya

Miglior Sceneggiatura Originale
Scappa – Get Out

Miglior Sceneggiatura non Originale
Chiamami col tuo nome

Miglior Film Straniero
Una donna fantastica

Miglior film d’Animazione
Coco

Miglior Fotografia
Blade Runner 2049

Miglior Scenografia
La Forma dell’Acqua

Miglior Montaggio
Dunkirk

Miglior Colonna Sonora
La Forma dell’Acqua

Miglior Canzone
"Remember Me", Coco

Migliori Effetti Visivi
Blade Runner 2049

Miglior Sonoro
Dunkirk

Miglior Montaggio Sonoro
Dunkirk

Migliori Costumi
Il Filo Nascosto

Miglior Trucco e Acconciatura
L’ora più buia

Miglior Documentario
Icarus

Miglior Cortometraggio Documenatrio
Heaven is a Traffic Jam On The 405

Miglior Cortometraggio
The Silent Child

Miglior Cortometraggio Animato
Dear Basketball

lunedì 19 febbraio 2018

BAFTA 2018 - trionfa Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti ieri sera a Londra i Bafta Awards 2018, gli "Oscar britannici". Come successo ai Golden Globes, anche la serata dei Bafta è stata segnata dalla protesta contro le molestie, con attori e soprattutto attrici vestite di nero.

A dominare la cerimonia è stato Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa ben cinque premi, tra cui miglior film e miglior film in lingua inglese.

Confermato il quartetto di attori che fino ad oggi ha vinto praticamente tutto: Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attrice, Gary Oldman (L'Ora Più Buia) miglior attore, Allison Janney (I, Tonya) migliore attrice non protagonista, e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attore non protagonista.

Guillermo del Toro (The Shape of Water) si è aggiudicato il premio per la regia, mentre James Ivory è stato premiato per Chiamami col Tuo Nome con il Bafta per la migliore sceneggiatura non originale.
Infine, il grande Ridley Scott è stato premiato con il Bafta Fellowship, il premio alla carriera, consegnato dal Principe William.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Miglior Film
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film inglese
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior regista
Guillermo del Toro, The Shape of Water

Migliore attrice protagonista
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore attore protagonista
Gary Oldman, L’Ora più Buia

Migliore attrice non protagonista
Allison Janney, I, Tonya

Migliore attore non protagonista
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore fotografia
Blade Runner 2049

Migliore sceneggiatura originale
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore sceneggiatura adattata
Chiamami col tuo Nome

Miglior film d'animazione
Coco

Miglior suono
Dunkirk

Miglior debutto per uno sceneggiatore/regista/produttore inglese
I am not a Witch, Rungano Nyoni (Writer/Director), Emily Morgan (Producer)

Migliori effetti visivi
Blade Runner 2049

Migliori scenografie
The Shape of Water

Miglior film non in lingua inglese
The Handmaiden, Park Chan-wook, Syd Lim

Miglior corto inglese
Cowboy Dave

Miglior corto animato inglese
Poles Apart

Miglior documentario
I am not Your Negro

Miglior montaggio
Baby Driver

Migliori Costumi
Il Filo Nascosto

Miglior trucco e acconciature
L'ora Più Buia

Miglior Colonna Sonora
The Shape of Water

EE Rising Star Award (Voted for by the public)
Daniel Kaluuya

Contributo inglese al cinema
Jon Wardle, National Film and Television School

Bafta Fellowship
Ridley Scott

lunedì 22 gennaio 2018

SAG Awards: trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, This is Us e Veep

Si è tenuta nella notte la premiazione dei SAG Awards, i premi assegnati dal sindacato degli attori. Una cerimonia all'insegna delle donne, la presentatrice della serata è stata Kristen Bell, e a per premiare i vincitori sono salite sul palco solo attrici.

Poche sorprese tra i premiati. A trionfare come miglior cast d'insieme è stato, come previsto, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa anche i premi per la migliore attrice (Frances McDormand) e migliore attore non protagonista (Sam Rockwell).
Conferme anche per Gary Oldman, premiato come migliore attore per L'Ora Più Buia, e Allison Janney, migliore attrice non protagonista per I, Tonya. Di fatto è stata confermato il quartetto di attori premiati sia ai Golden Globes che ai Critics' Choice Awards.

Il premio per il miglior cast d'insieme equivale a un premio come miglior film, la vittoria di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri attesta il film come uno dei favoriti per gli Oscar. La sfida al momento sembra a due: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri vs The Shape of Water.

Assegnati anche i premi per la tv. A sorpresa This is Us si è aggiudicato il SAG Award per il miglior cast d'insieme drama, battendo The Handmaid's Tale, data per favorita alla vigilia. Pochissime sorprese invece nelle categorie degli attori, dove l'unica vittoria inaspettata è stata la conferma di Claire Foy (The Crown) come migliore attrice in una serie drama al posto della favorita (e fino ad oggi pluripremiata) Elisabeth Moss per The Handmaid's Tale.

Premio alla carriera consegnato al grande Morgan Freeman.

Ecco tutti i vincitori.

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture:
The Big Sick
Get Out
Lady Bird
Mudbound
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role:
Judi Dench, Victoria & Abdul
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role:
Timothee Chalamet, Call Me by Your Name
James Franco, The Disaster Artist
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role:
Steve Carell, Battle of the Sexes
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, The Shape of Water
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role:
Mary J. Blige, Mudbound
Hong Chau, Downsizing
Holly Hunter, The Big Sick
Allison Janney, I, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture:
Wonder Woman
Baby Driver
Dunkirk
Logan
War For The Planet Of The Apes
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Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series:
The Crown
Game of Thrones
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This Is Us

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series:
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Claire Foy, The Crown
Laura Linney, Ozark
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Robin Wright, House of Cards

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series:
Jason Bateman, Ozark
Sterling K. Brown, This Is Us
Peter Dinklage, Game of Thrones
David Harbour, Stranger Things
Bob Odenkirk, Better Call Saul

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries:
Laura Dern, Big Little Lies
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud: Bette & Joan
Susan Sarandon, Feud: Bette & Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries:
Benedict Cumberbatch, Sherlock
Jeff Daniels, Godless
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Geoffrey Rush, Genius
Alexander Skarsgard, Big Little Lies

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series:
Black-ish
Curb Your Enthusiasm
GLOW
Orange is the New Black
Veep

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series:
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Alison Brie, GLOW
Jane Fonda, Grace and Frankie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lily Tomlin, Grace and Frankie

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series:
Anthony Anderson,“Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Larry David, Curb Your Enthusiasm
Sean Hayes, Will & Grace
William H. Macy, Shameless
Marc Maron, GLOW

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series:
Game of Thrones
GLOW
Homeland
Stranger Things
The Walking Dead

giovedì 18 gennaio 2018

L'Ora Più Buia - la recensione


Maggio 1940. Appena nominato Primo Ministro, dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, e con l'esercito tedesco che sta sbaragliando ogni difesa nell'europa centrale, Winston Churchill si trova ad affrontare il momento più buio della storia del suo paese. Ha un carattere irascibile e lunatico, ma una volontà ferrea che non ammette resa, anche quando i suoi stessi alleati politici sono contro di lui. Appoggiato dal Parlamento e con un'incredibile partecipazione popolare, ordina di radunare una immensa flotta civile per recuperare più di trecentomila soldati intrappolati sulla spiaggia francese di Dunkerque e pronuncia un discorso diventato inconico: "We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender".

Il regista inglese Joe Wright, dopo il passo falso compiuto con Pan - Viaggio sull'Isola che non c'è, si fa perdonare e torna ai fasti che hanno caratterizzato pellicole come Orgoglio e Pregiudizio e soprattutto Espiazione, dirigendo con maestria un film storico dal sapore fortemente celebrativo, senza mai scadere nel retorico, riuscendo a essere emozionante e teso nonostante gli eventi siano ben noti, e nonostante la connotazione patriottica.
Certo, non si sta parlando di un capolavoro e a volte il film tende a essere un po' troppo carico, ma se ci si lascia prendere dallo spirito del momento, si riesce a passarci sopra facilmente.
E poi, naturalmente, c'è Gary Oldman.
Perché non si può negare che L'Ora più Buia sia, principalmente e sopra ogni cosa, un film costruito su un personaggio e una performance monumentale di un attore straordinario. Un plauso va al trucco, perfetto nel redere le sembianze di Oldman incredibilmente simili a quelle che si possono vedere nelle foto d'epoca, ma, non c'è nulla da fare, il lavoro è tutta farina del sacco dell'attore vincitore del Golden Globe (e a cui, ci sembra quasi scontato dire che andrà quasi sicuramente l'Oscar).
Protagonista assoluto, dalla presenza scenica imponente, è impossibile staccargli gli occhi di dosso in ogni momento, che sia in vestaglia e a piedi nudi, o con l'iconico sigaro mentre pronuncia un discorso appassionato in Parlamento, praticamente è un one man show di cui non si è mai sazi, oscurando tutti gli altri, seppur ottimi, interpreti.

sabato 13 gennaio 2018

Critics' Choice Awards - trionfo per The Shape of Water, Big Little Lies e The Handmaid’s Tale

Si è svolta la 23a edizione dei Critics’ Choice Awards, premi assegnati dalla Broadcast Film Critics Association, la più grande organizzazioni di critici di USA e Canada.

A trionfare è stato Guillermo del Toro con il suo The Shape of Water, che si è portato a casa quattro premi, tra cui miglior film e regia.

Nelle categorie degli attori, confermati i quattro vincitori dei Golden Globe, Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Gary Oldman (L'ora più Buia) migliori attori protagonisti, Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Allison Janney (I, Tonya) migliori attori non protagonisti.
Premiati anche James Franco (The Disaster Artist) e Margot Robbie (I, Tonya) come migliori attori di commedia.
Premio per la migliore sceneggiatura per Chiamami col Tuo Nome.

I Critics' Choice Awards sono moderatamente indicativi in chiave Academy Awards, non sempre chi ha vinto poi si è ripetuto agli Oscar, ma danno un idea dei titoli forti e gli attori che molto probabilmente saranno protagonisti della stagione dei premi.

Per la tv si riconfermano le serie che hanno trionfato ai Golden Globe, The Handmaid's Tale, The Marvelous Mrs. Maisel e, ovviamente, Big Little Lies, che ha davvero dominato nelle categorie delle miniserie.

Ecco tutti i vincitori.

Cinema
MIGLIOR FILM
The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE
Gary Oldman, L’Ora più Buia

MIGLIORE ATTRICE
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIORE ATTORE/ATTRICE GIOVANE
Brooklynn Prince, The Florida Project

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Jordan Peele, Get Out

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
James Ivory, Chiamami col tuo nome

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Roger Deakins, Blade Runner 2049

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Paul Denham Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin, The Shape of Water

MIGLIOR MONTAGGIO
Paul Machliss, Jonathan Amos, Baby Driver
Lee Smith, Dunkirk

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges, Il Filo Nascosto

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
L’Ora più Buia

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
The War – Il pianeta delle scimmie

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco

MIGLIOR FILM D’AZIONE
Wonder Woman

MIGLIORE COMMEDIA
The Big Sick

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA
Margot Robbie, I, Tonya

MIGLIOR FILM SCI-FI O HORROR
Get Out

MIGLIOR FILM STRANIERO
In The Fade

MIGLIOR CANZONE
“Remember Me” from Coco

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

Tv
MIGLIOR SERIE COMEDY
The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY
Ted Danson, The Good Place, NBC

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Walton Goggins, Vice Principals, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Mayim Bialik, The Big Bang Theory, CBS

MIGLIOR DRAMA
The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMA
Sterling K. Brown, This Is Us, NBC

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale, HulU

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
David Harbour, Stranger Things, Netflix

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR MINISERIE
Big Little Lies, HBO

MIGLIOR FILM PER LA TV
The Wizard of Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE PER UN FILM TV O MINISERIE
Ewan McGregor, Fargo, FX

MIGLIOR ATTRICE PER UN FILM TV O MINISERIE
Nicole Kidman, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Alexander Skarsgård, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Laura Dern, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR TALK SHOW
Jimmy Kimmel Live!, ABC

MIGLIOR SERIE ANIMATA
Rick and Morty, Adult Swim

lunedì 8 gennaio 2018

Golden Globes 2018 - trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Lady Bird

La 75a edizione dei Golden Globe è stata sicuramente diversa rispetto alle precedenti, prima di tutto è stata teatro di una protesta che ha coinvolto tutti, le attrici, gli attori, registi e produttori presenti, la totalità dei partecipanti si è spesa per la causa Time's Up, contro le violenze e gli abusi e contro la discriminazione di genere. Così il red carpet si è trasformato in un black carpet, un tripudio di vestiti neri, spille e adesivi con scritto Time's Up.

Il tema delle molestie sessuali ha poi coinvolto anche tutti i discorsi di ringraziamento dei vincitori, le presentazioni delle nomination, e anche il discorso di apertura del presentatore Seth Meyers, che non ha risparmiato esplicite frecciatine a Harvey Weinstein, Kevin Spacey e, ovviamente, Trump.
Uno dei momenti clou della serata è stato senza dubbio il bellissimo discorso di Oprah Winfrey, premiata con il Cecil B.DeMille Award, il premio alla carriera.
Quello che si è visto ai Golden Globes ieri è stato un movimento unito, un fronte unico e compatto, sinceramente una bella immagine.
Altro fattore anomalo della serata è stato il tempo. La cerimonia è iniziata all'orario preciso ma stranamente è andata subito in ritardo, e quindi c'è stato pochissimo spazio per chi è salito sul palco, sia per il presentatore, praticamente scomparso dopo l'apertura, che per gli attori che dovevano introdurre le categorie, che per i vincitori, costretti a ritmi molto serrati.

Sorprese, conferme e qualche perplessità dai premi. Nonostante le buone chance della vigilia, ha spiazzato un po' tutti la vittoria del Golden Globe come migliore film drama di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che si è portato a casa anche il premio per la migliore attrice drama (Frances McDormand), migliore attore non protagonista (Sam Rockwell), e migliore sceneggiatura. Exploit anche per Lady Bird, premiato come migliore film comedy/musical e per la migliore attrice comedy/musical (Saoirse Ronan). Grande soddisfazione anche per i premi a Gary Oldman come migliore attore drama per L'Ora Più Buia, Allison Janney per I, Tonya, e James Franco per The Disaster Artist.
Sorpresa anche per la categoria miglior film straniero, tutti si aspettavano la vittoria di The Square, e invece a portarsi a casa il premio è stato In the Fade di Fatih Akin.

Lascia qualche perplessità il premio per la colonna sonora a Alexandre Desplat (The Shape of Water), soprattutto perché è stato preferito a Hans Zimmer che in Dunkirk ha fatto davvero qualcosa di straordinario. Anche il premio per la migliore regia lascia qualche dubbio, non per la bravura del vincitore Guillermo del Toro (The Shape of Water) ma perché nella stessa categoria c'erano Spielberg, Scott, e Nolan.

Non sorprende affatto invece la vittoria di Coco come migliore film d'animazione. Ennesimo premio per la Disney / Pixar.

Una bella sorpresa infine è stato vedere sul palco una vera leggenda di Hollywood, Kirk Douglas, che dal'alto dei suoi 101 anni, insieme alla nuora Catherine Zeta Jones, ha consegnato il premio per la migliore sceneggiatura. Doppia soddisfazione per Martin McDonagh (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), vincere ed essere premiato da un mito.

Per quanto riguarda la tv, trionfo per Big Little Lies, che si è portato a casa 4 premi, per The Handmaid’s Tale (2 premi), e per The Marvelous Mrs. Maisel (2 premi).

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Gary Oldman, Darkest Hour

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL
Lady Bird

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco 

MIGLIOR FILM STRANIERO
In the Fade

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"This is Me", The Greatest Showman (Music by: Benj Pasek, Justin Paul; Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul)

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MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale (Hulu)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sterling K. Brown, This Is Us

MIGLIOR SERIE – COMEDY O MUSICAL
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Aziz Ansari, Master of None

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Big Little Lies (HBO)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Nicole Kidman, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Ewan McGregor, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Alexander Skarsgård, Big Little Lies

mercoledì 13 dicembre 2017

SAG Awards 2018 - le nomination

Annunciate poco fa le nomination agli Screen Actors Guild Awards 2018, premi consegnati dal sindacato degli attori. Premio molto indicativo in chiave Oscar.

Fanno scalpore le assenza di film come The Post e Il Filo Nascosto (cosa che quasi sicuramente non si ripeterà agli Oscar), ma le cinquine dei nominati danno già un'idea dei possibili favoriti per gli Academy Awards.

Senza sua maestà Meryl Streep, nella cinquina delle migliori attrici si va delineando una sfida a due tra Margot Robbie (I, Tonya) e Saoirse Ronan (Lady Bird), che dovranno però stare attente a due grandi attrici come Dame Judi Dench (Victoria & Abdul) e Frances McDormand (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), senza dimenticare l'outsider Sally Hawkins (The Shape of Water).
Per gli uomini, ancora una nomination per il giovane Timothée Chalamet (Chiamami col tuo Nome), che dovrà vedersela con James Franco (The Disaster Artist), Daniel Kaluuya (Get Out), Denzel Washington (Roman J. Israel, Esq.), e con quello che sembra essere il favorito, cioè Gary Oldman (The Darkest Hour).

Per le serie tv, si conferma mattatore Big Little Lies, che vede quasi tutto il suo cast nominato ma, curiosamente, è assente dalla cinquina del miglior cast.
Per il secondo anno consecutivo è nominata come migliore attrice di una serie drama la giovanissima "Eleven" Millie Bobby Brown per Stranger Things, serie che si è presa anche la nomination per il miglior cast insieme a (l'immancabile) Il Trono di Spade, The CrownThe Handmaid's Tale, e This is Us.

La cerimonia si terrà il 21 gennaio. Ecco tutte le nomination.

MIGLIOR CAST
The Big Sick
Get Out
Lady Bird
Mudbound
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE
Judi Dench, Victoria & Abdul
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE
Timothée Chalamet, Call Me by Your Name
James Franco, The Disaster Artist
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Mary J. Blige, Mudbound
Hong Chau, Downsizing
Holly Hunter, The Big Sick
Allison Janney, I, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Steve Carell, Battle of the Sexes
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, The Shape of Water
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

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CAST DRAMA
Il Trono di Spade
Stranger Things
The Crown
The Handmaid's Tale
This Is Us

ATTORE DRAMA
Jason Bateman, Ozark
Sterling K. Brown, This Is Us
Peter Dinklage, Il Trono di Spade
David Harbour, Stranger Things
Bob Odenkirk, Better Call Saul

ATTRICE DRAMA
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Claire Foy, The Crown
Laura Linney, Ozark
Elisabeth Moss, The Handmaid's Tale
Robin Wright, House of Cards

CAST COMEDY
Black-ish
Curb Your Enthusiasm
GLOW
Orange Is the New Black
Veep

ATTORE COMEDY
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Larry David, Curb Your Enthusiasm
Sean Hayes, Will & Grace
William H. Macy, Shameless
Marc Maron, GLOW

ATTRICE COMEDY
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Alison Brie, GLOW
Jane Fonda, Grace and Frankie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lily Tomlin, Grace and Frankie

ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Benedict Cumberbatch, Sherlock
Jeff Daniels, Godless
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Geoffrey Rush, Genius
Alexander Skarsgård, Big Little Lies

ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, FEUD: Bette and Joan
Susan Sarandon, FEUD: Bette and Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

STUNT
GLOW
Homeland
Il Trono di Spade
Stranger Things
The Walking Dead

venerdì 6 ottobre 2017

Come Ti Ammazzo il Bodyguard - la recensione

A Hollywood capita spesso che uno script finito nel dimenticatoio, inserito nella "lista nera delle sceneggiature", venga poi ripescato per essere portato sul grande schermo. E' il caso del film Come Ti Ammazzo il Bodyguard, action comedy diretta da Patrick Hughes (I Mercenari 3).

Michael Bryce (Reynolds) è una guardia del corpo da tripla A, impeccabile e preparatissimo, che vede la propria carriera, e di conseguenza la propria vita, cadere in disgrazia dopo che uno dei suoi clienti viene ucciso sotto i suoi occhi. Darius Kincaid (S.L.Jackson) è un sicario mercenario con più di 200 omicidi sulle spalle, ora rinchiuso in carcere, ma è anche l'unico che può incastrare Vladislav Dukhovich (G.Oldman), ex dittatore bielorusso sotto processo all'AIA per genocidio. Con l'Interpool compromessa, Bryce si ritroverà a dover scortare il suo "vecchio nemico" Kincaid fino ad Amsterdam.

Prima di tutto, prima di guardare il film, prima di giudicarlo, c'è qualcosa di essenziale da fare: cancellare dalla propria mente il titolo italiano. Come Ti Ammazzo il Bodyguard non è solo un brutto titolo, è anche piuttosto stupido e fuorviante rispetto al film. Molto meglio il titolo originale, The Hitman's Bodyguard, "la guardia del corpo del sicario", semplice e molto più aderente al film. Il motivo della scelta italiana è davvero difficile da comprendere, anche se si può immaginare che un titolo così cretino serva ad attirare più gente possibile, il problema è che così si promette un film dai "toni cretini", cosa che alla fine The Hitman's Bodyguard non è.
Sia chiaro, il film di Hughes non è un film d'azione serio, è una action comedy, un po' buddy movie, che si prende poco sul serio e propone una lunga serie di omicidi, sparatorie e sangue, ma all'interno ci sono anche momenti seri e argomenti tutt'altro che "cretini", come il tema dei genocidi.

The Hitman's Bodyguard non propone niente di nuovo, non è particolarmente originale nella storia ma può contare su un cast perfetto che riesce a tenere alti i toni per tutta la sua durata. La coppia Samuel L. Jackson - Ryan Reynolds funziona alla grande, con il primo che qui interpreta una specie di "best of" dei suoi personaggi passati, e Reynolds perfetto nel ruolo dell'agente perfettino (sembra quasi la parodia del suo ruolo in Safe House) che incassa i colpi del suo collega e rilancia. L'alchimia tra i due attori è il motore del film e probabilmente regista e sceneggiatori avrebbero dovuto sfruttarli più di quanto abbiano fatto. Gary Oldman è sempre un perfetto cattivo, riesce ad essere inquietante anche in un film dai toni più scanzonati. E poi c'è Salma Hayek, che ha poco spazio ma se lo prende tutto.

The Hitman's Bodyguard non è certo un film che lascerà un segno indelebile nella storia del cinema, e nemmeno nella mente dello spettatore, è altalenante e a volte troppo indeciso nei toni che vuole assumere ma è divertente, due ore di puro intrattenimento.

venerdì 1 agosto 2014

Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie: la recensione

La storia inizia dieci anni dopo il balzo evolutivo improvviso delle scimmie provocato dal virus creato in laboratorio, dieci anni dalla battaglia sul ponte di San Francisco. In questi anni le scimmie, sempre guidate dallo scimpanzè Cesare, si sono ritirate nella foresta, hanno costruito una città, vivono e cacciano; gli umani invece, sempre a causa del "virus delle scimmie", si sono decimati, quasi estinti, a San Francisco però resiste una piccola colonia, sopravvissuta perchè immune agli effetti del virus. Le scimmie sono ignare della presenza degli umani, convinte ormai che siano del tutto estinti, fino al giorno dell'incontro con piccolo gruppo di umani in viaggio verso la diga per ridare elettricità alla colonia. Subito i due schieramenti si dividono in fazioni chiare: chi crede e spera in una pacifica convivenza, e chi vuole la guerra per risolvere qualsiasi problema. Due fazioni contrapposte, sia tra gli umani che tra le scimmie.

'Dawn of the Planet of the Apes' (in Italia 'Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie', un cambio di titolo provocato dall' "errata" traduzione del precedente) è un blockbuster sorprendente e intelligente, perfettamente dosato nei suoi ingredienti, che riesce ad abbracciare diversi generi: film apocalittico, classico blockbuster, film di guerra. Fin da subito viene messo in chiaro che non sarà un film con attori protagonisti e delle scimmie digitali, attori e scimmie sono esattamente allo stesso livello. L'inizio infatti è interamente dedicato alle scimmie, alla loro vita, alla caccia, la loro casa, il loro mondo, in cui un giorno si "inseriscono" degli umani. Il film si apre e si chiude, in modo molto suggestivo, sugli occhi di Cesare. Davvero impressionante il lavoro digitale, di umano le scimmie hanno i movimenti fisici e le espressioni del viso, sono del tutto "finte" ma incredibilmente reali, non solo grazie al bravissimo Andy Serkis (Cesare) e i suoi colleghi, ma anche al lavoro minuzioso e preciso fatto da chi le ha disegnate digitalmente. Perfette, espressive, reali, tanto da dover per forza essere considerate allo stesso livello degli attori in carne e ossa. Perfette e suggestive anche le scenografie e la ricostruzione di una San Francisco distrutta e selvaggia.
Intelligente anche la scelta del cast, nessuna grande star di richiamo ma ottimi attori, tra cui un solido Jason Clarke e la classe infinita di Gary Oldman. I loro due personaggi rappresentano la voglia di una pacifica convivenza (Clarke) e l'istinto guerrafondaio (Oldman), due aspetti presenti anche fra le scimmie, con la contrapposizione tra il saggio Cesare e il bellicoso Koba,  dimostrazione che in fondo le due specie non sono affatto diverse.

'Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie', è un ottimo film, sicuramente superiore al precedente, con un'ottima regia e una storia lineare e appassionante. Un film che merita di essere visto sul grande schermo, per apprezzare sia il panorama e l'ambientazione, che i primissimi piani.

giovedì 8 maggio 2014

Frame by Frame: Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie [FULL TRAILER 1]

La 20th Century Fox ha rilasciato online il nuovo spettacolare full trailer di Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie, sequel di L'Alba del Pianeta delle Scimmie del 2012.

La storia di questo sequel (diretto da Matt Reeves) è ambientata dieci anni dopo gli eventi del primo film. Dopo il terribile virus che ha contaminato la terra, la scimmia Caesar e il suo gruppo di scimmie intelligenti metterà a repentaglio la fragile pace che era nata con la razza umana. Inizierà quindi una battaglia per determinare la razza dominante sul pianeta.

Nel cast si saranno, Andy Serkis (Caesar), Jason Clarke, Gary Oldman, Keri Russell, Toby Kebbell e Keir O'Donnell. Il film uscirà nelle sale italiane il 26 giugno in 2D e in real 3D.

A giudicare dal trailer la CGI (rispetto al film precedente) ha fatto passi da gigante. Ecco il nostro Frame by Frame di questo nuovo ed emozionante trailer: