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lunedì 5 marzo 2018

Oscar 2018 - trionfa 'The Shape of Water'. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte i 90esimi Academy Awards. La serata, presentata ancora una volta da Jimmy Kimmel, è stata meno spumeggiante degli altri anni, più sobria e (incredibilmente) anche più rapida grazie all'introduzione di un tempo massimo per i ringraziamenti, su cui Kimmel ha scherzato molto durante la serata promettendo una moto d'acqua in premio al più veloce. Tra le note più positive, sicuramente i mix video che hanno ricordato questi 90 anni di film e interpretazioni, belli ed emozionanti.

Nelle ultime settimane sembrava che le carte si fossero rimescolate e invece, come da pronostico, a vincere è stato The Shape of Water di Guillermo del Toro, che si è portato a casa anche il premio per la migliore regia. In tutto il film ha vinto 4 premi risultando il più premiato della serata.

Pronostici rispettati anche per i quattro attori, sono stati premiati quelli che in questa stagione dei premi hanno vinto praticamente tutto. Finalmente Gary Oldman (L'ora più Buia) ha vinto il suo Oscar come migliore attore, quello per migliore attrice è andato ovviamente Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), protagonista del discorso più trascinante della serata. I migliori attori non protagonisti sono stati Allison Janney (I, Tonya) e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Tutti e quattro sono Oscar più che meritati.

Un po' di gloria anche per l'Italia, con Chiamami col tuo Nome che si è portato a casa l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, andato al veterano James Ivory, da oggi il più anziano mai premiato. Piccola sorpresa, ma non più di tanto, l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale a Get Out.
Non solo del Toro, il Messico è stato grande protagonista della serata anche grazie al miglior film d'animazione, che è andato - manco a dirlo - a Coco della Disney/Pixar, che si è preso anche il premio per la migliore canzone. In sud America anche l'Oscar per il miglior film, andato al cileno Una Donna Fantastica.
Fra i premi tecnici hanno trovato gloria Dunkirk e anche Blade Runner 2049.

La protesta dei movimenti Time's Up e #MeToo c'è stata ma in modo più lieve rispetto ai Golden Globe e i BAFTA. Jimmy Kimmel ne ha parlato apertamente nel monologo d'apertura, molte attrici ne hanno parlato dal palco, ma i momenti più significativi sono stati due: il discorso di ringraziamento di Frances McDormand che ha invitato tutte le donne nominate ad alzarsi in piedi (la prima a rispondere è stata Meryl Streep) per condividere quel momento di gloria insieme a lei, e poi la presenza sul palco di Ashley Judd, Annabella Sciorra e Salma Hayek, tre delle grandi accusatrici di Harvey Weinstein, insieme per dire basta alle molestie e alla disparità di trattamento.
C'è stato anche un momento storico in questa edizione, Daniela Vega, protagonista del premiato Una Donna Fantastica, è stata la prima transgender a presentare un premio sul palco degli Oscar.

Ecco l'elenco dei vincitori della serata.

Miglior Film
La Forma dell’Acqua

Miglior Regia
Guillermo del Toro, La Forma dell’Acqua

Miglior Attore Protagonista
Gary Oldman, L’ora più buia

Miglior Attrice Protagonista
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attore non Protagonista
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attrice non Protagonista
Allison Janney, I, Tonya

Miglior Sceneggiatura Originale
Scappa – Get Out

Miglior Sceneggiatura non Originale
Chiamami col tuo nome

Miglior Film Straniero
Una donna fantastica

Miglior film d’Animazione
Coco

Miglior Fotografia
Blade Runner 2049

Miglior Scenografia
La Forma dell’Acqua

Miglior Montaggio
Dunkirk

Miglior Colonna Sonora
La Forma dell’Acqua

Miglior Canzone
"Remember Me", Coco

Migliori Effetti Visivi
Blade Runner 2049

Miglior Sonoro
Dunkirk

Miglior Montaggio Sonoro
Dunkirk

Migliori Costumi
Il Filo Nascosto

Miglior Trucco e Acconciatura
L’ora più buia

Miglior Documentario
Icarus

Miglior Cortometraggio Documenatrio
Heaven is a Traffic Jam On The 405

Miglior Cortometraggio
The Silent Child

Miglior Cortometraggio Animato
Dear Basketball

venerdì 2 marzo 2018

Il Filo Nascosto - la recensione

Dopo le atmosfere al neon di Vizio di Forma, Paul Thomas Anderson ritorna a un tipo di cinema più compassato e raffinato, e soprattutto ritorna a lavorare con Daniel Day Lewis, dopo i fasti de Il Petroliere, per quella che sembrerebbe essere la performance finale del grande attore inglese.

All'interno di una casa in stile georgiano (protagonista del film quanto e forse più dei personaggi) lo stilista Reynolds Woodcock vive come intrappolato all'interno delle sue manie, della sua ricerca della perfezione a tutti i costi e di un rapporto ambiguo con sua sorella. La conoscenza di Alma (Vicky Krieps), cameriera che ben presto diventa la sua musa, sembra scuoterlo, apparentemente o forse nel profondo, e i due instaurano una relazione morbosa e malsana.


Con una regia simmetrica e raffinata, molto Kubrickiana, Anderson costruisce il ritratto di due personalità, Reynolds e Alma, in un certo senso complementari ma ugualmente disturbate, una storia d'amore che si muove sul filo sottile del ricatto psicologico da entrambe le parti.
Daniel Day Lewis è straordinario, si perde completamente in questo personaggio sgradevole, perfezionista, ma che racchiude una serie di traumi e debolezze infantili che emergono prepotentemente in alcuni momenti del film. E' innegabile che gran parte del fascino de Il Filo Nascosto è racchiuso nel personaggio di Reynolds, proprio grazie all'interpretazione magistrale di un attore che può essere definito senza timore il miglior attore vivente e uno dei più grandi di sempre. Sperare che ci ripensi a proposito del suo ritiro dalle scene dopo averlo visto in questa splendida forma viene naturale.

Sicuramente Il Filo Nascosto non è un film facile, il ritmo è compassato, lento, per alcuni potrebbe risultare noioso e forse solo uno sfoggio di splendidi abiti (i costumi meravigliosi di Mark Bridges), ma in realtà tutto è al servizio dell'introspezione psicologica dei personaggi, soprattutto in vista del finale che è la summa di quanto detto nelle due ore precedenti, e una visione delle figure femminili e dei rapporti che può avere più interpretazioni ma che innegabilmente lascia il segno, tanto che è impossibile non ritornare sul film e in particolare sul finale anche dopo molti giorni.


Con un'eleganza e una raffinatezza fuori dal comune, Paul Thomas Anderson racconta una storia che è allo stesso tempo una storia d'amore e un duello di ossessioni fra due personalità morbose, una storia di rivalsa e affermazione, ma anche una storia di come la ricerca costante di perfezione artistica possa portare a sprofondare sempre di più in se stessi. 
Con un Daniel Day Lewis che, se mai ce ne fosse bisogno, dimostra la sua incontrovertibile grandezza interpretativa.

giovedì 1 marzo 2018

Lady Bird - la recensione

Esordio alla regia per l'attrice Greta Gerwig, che confeziona un piccolo teen movie indipendente al femminile in cui a spiccare sono soprattutto le interpretazioni.

Christine sta per compiere 18 anni, va in una scuola cattolica e si sta preparando per andare al college, possibilmente a New York, lontano dall'odiata Sacramento in cui vive. La sua è una famiglia modesta, padre disoccupato, depresso ma comprensivo, e una madre apparentemente dura che si fa in quattro con doppi turni di lavoro in ospedale per pagare la scuola alla figlia. Christine odia la sua vita, odia la staticità della sua città, e odia anche il suo nome, per questo se ne dà un altro, "Lady Bird", costringendo tutti a chiamarla in questo modo.

Quella di Lady Bird è una storia molto autobiografica, Greta Gerwig ha messo parte della sua adolescenza nel film, dalla città (Sacramento) alla decisione di spostarsi a New York, più esperienze che se non sono state vissute da lei in prima persona hanno riguardato amici d'infanzia, questo aspetto autobiografico è evidente nel modo specifico con cui rappresenta i personaggi secondari - l'amica del cuore, la "bella e ricca" della scuola, il primo amore (che poi si rivela tutt'altro), il ragazzo "bello e dannato" ma vuoto - e nel modo in cui racconta le usanze scolastiche.
Il film non ha una vera e propria trama ma racconta, in modo sincero e mai retorico, quel momento in cui spesso i ragazzi, in questo caso una ragazza, si sentono più confusi, indecisi e soprattutto in conflitto con il mondo intero, in particolare con i propri genitori, cioè il passaggio tra l'adolescenza all'età adulta. Per gli americani questo passaggio è più netto e contrassegnato da momenti specifici: la scelta del college che porterà il ragazzo/a a lasciare casa, e il ballo della scuola. Questi due momenti possono arrivare meno a uno spettatore non americano, al contrario del rapporto con i genitori che invece è universale. Ed è proprio in questo aspetto che Lady Bird convince davvero. Il rapporto tra Christine e la madre è il cuore caldo del film, è reale, diretto, mai edulcorato, romanzato o consolatorio.

A dare una spinta essenziale al film è il cast, in particolare le ottime prove di Saoirse RonanLaurie Metcalf. Chi parla di Saoirse Ronan come di una rivelazione sbaglia di grosso, il suo talento è ben noto sin dai tempi di Espiazione, quello che sorprende oggi è la sua maturità. L'attrice irlandese a 23 anni recita come un'attrice esperta, regge gran parte del film sulle sue spalle e lo fa con una naturalezza incredibile. Riesce a essere intensa, divertente, superficiale e odiosa, e a trasmettere tutta l'indecisione e l'instabilità di una diciottenne. La sua è una interpretazione di grande sensibilità e lo dimostra soprattutto nel finale, quando la sua "Lady Bird" torna ad essere Christine diventando davvero adulta. Allo stesso livello l'interpretazione di Laurie Metcalf, mai sopra le righe, perfetta nei panni di una madre lavoratrice, dura e amorevole.

La regia di Greta Gerwig è pulita, dimostra di avere le idee molto chiare, ma la nomination agli Oscar (per quanto faccia piacere vedere una donna nella cinquina dei registi), appare decisamente esagerata, soprattutto vedendo chi è rimasto fuori. Giuste le altre quattro nomination (film, attrice protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura).

Lady Bird non è un capolavoro, non racconta niente che non abbiamo già visto in altri teen movie, ma è un piccolo e grazioso film che è anche una dichiarazione d'amore verso le proprie radici.

mercoledì 28 febbraio 2018

The Disaster Artist - la recensione

Il tuttofare James Franco torna dietro la macchina da presa e realizza il suo miglior film raccontando la storia dell'uomo che invece ha prodotto quello che è considerato uno dei peggiori film mai girati.

Greg è un aspirante attore che durante un corso di recitazione incontra un personaggio tanto strano quanto misterioso: Tommy Wiseau. Capelli lunghi scuri, look particolare, e un modo di parlare e un accento del tutto originale, Tommy dice di venire da New Orleans ma in realtà nessuno sa da dove venga, dov'è nato, quanti anni abbia o da dove prenda i soldi, a quanto pare inesauribili. I due stringono un patto, giurano di sostenersi l'un l'altro, e partono per Los Angeles in cerca di gloria. Il sogno di fare Cinema però sfuma velocemente e così Tommy decide di fare da solo, di scrivere, dirigere e produrre un proprio film, intitolato "The Room", film che costerà circa 6 milioni di dollari e passerà alla storia come uno dei più brutti film mai prodotti.

Dopo aver affondato le mani nella letteratura statunitense, James Franco cambia totalmente argomento e decide di raccontare il suo mondo, o meglio quello che c'è appena un passo fuori dal vero mondo del Cinema, dove vivono quelli che vorrebbero tanto sfondare ma non hanno le doti per farlo.
The Disaster Artist segue passo passo la lavorazione del film The Room che diventa sempre più assurda man mano che i collaboratori sul set si rendono conto di quanto Tommy sia totalmente incapace. James Franco non ne fa una farsa, né un film comico, non ha nessuna intenzione di prendere in giro Tommy Wiseau, ma con grande intelligenza e delicatezza, come Tim Burton prima di lui nello splendido Ed Wood, racconta la storia di un uomo decisamente bizzarro, senza talento, ma con grande passione, che si improvvisa regista, sceneggiatore e attore nonostante sia negato. Alla fine però le capacità sono quelle che sono, e nonostante Tommy puntasse a un film drammatico ed emotivo, finisce per fare un film involontariamente comico che sarà ricordato per sempre come uno dei più brutti della storia. Film che però oggi, contro ogni logica, viene considerato un "cult".

Ottima la prova di James Franco attore. Perfettamente calato nella parte e trasformato fisicamente, Franco offre una delle migliori performance della sua carriera. Obbligatoria la visione in lingua originale, per apprezzare totalmente l'interpretazione di Franco, che non è solo fisica ma anche vocale, con un modo di parlare, una voce, e un accento davvero improbabile. Avrebbe meritato la nomination agli Oscar, sarebbe stata sacrosanta, purtroppo però gli scandali di Hollywood hanno colpito anche lui.
Buona anche l'interpretazione di Dave Franco, la migliore della sua carriera. Nel cast anche il fedele Seth Rogen, poi Alison Brie, Josh Hutcherson, Jacki Weaver e Zac Efron. Il film vede anche la breve partecipazione di Melanie Griffith, Sharon StoneJudd Apatow e Bryan Cranston (nel ruolo di se stesso), mentre nell'introduzione troviamo J. J. Abrams, Lizzy Caplan, Kristen Bell, Adam Scott, e altri, nel ruolo di se stessi.
Il film non finisce al "The End", alla fine Franco ha aggiunto un parallelo tra le vere scene di The Room e quelle girate da lui nel film, praticamente identiche, in cui possiamo apprezzare ancora una volta l'interpretazione di Franco. Ma il film non finisce nemmeno lì, alla fine dei titoli di coda c'è una ulteriore scena in cui è possibile vedere un faccia a faccia tra il Tommy di Franco e il vero Tommy.

Solo James Franco poteva trovare un personaggio assurdo come Tommy Wiseau, e poi addirittura pensare di farci un film. E meno male che l'ha fatto! The Disaster Artist è un ottimo film, divertente e originale.

martedì 13 febbraio 2018

The Shape of Water - La Forma dell'Acqua - la recensione

Se c'è un autore che sa come fondere reale e fantastico, Storia e magia, in modo che appaiano indissolubili e ugualmente reali, quello è Gullielmo del Toro. Da questo punto di vista, La Forma dell'Acqua, vincitore del leone d'oro a Venezia, di due Golden Globe e candidato a ben tredici premi Oscar, può essere considerato un esempio quasi perfetto della poetica del regista e sceneggiatore messicano.

La Storia, quella con la S maiuscola, è l'America della prima guerra fredda, intrappolata in una incessante ricerca dell'apparire e stretta nella morsa della paura e del pregiudizio. La Magia è rappresentata dalla creatura (il solito fantastico Doug Jones), bellissima e misteriosa, mai realmente approfondita, incredibilmente sensibile e intelligente, fortemente erotica, di cui si innamora Elisa (Sally Hawkins), donna delle pulizie muta che ha con l'acqua un rapporto stretto e simbiotico e che ha nella sua collega Zelda (Octavia Spencer) e nel vicino di casa Giles (Richard Jenkins) i suoi unici amici. E come in ogni fiaba, il cattivo è rappresentato dal governo, nella persona del crudele colonnello Strickland (Michael Shannon), un uomo che è talmente marcio dentro da andare, letteralmente, in cancrena.

Con una delicatezza incredibile, Gullielmo del Toro ci racconta una storia d'amore romantica ma anche piena di sottile erotismo, in cui  l'onnipresente acqua assume un valore simbolico di legame con una natura primordiale, ma anche di purezza. Elisa, così come Zelda o Giles, sono diversi, emarginati, ma puri e innocenti, unici ad avere compassione della creatura e a vederla per quel che è, ovvero un essere straordinario dotato di intelligenza e soprattutto di emozioni.
L'incapacità di comunicare con le parole di Eliza, paradossalmente, la rende l'unica in grado di comunicare davvero con la creatura, di stabilire con lui un legame profondissimo: lei lo vede per ciò che è davvero, ma è anche lui a vederla realmente, senza farsi distrarre dal suo mutismo, senza considerarla diversa ma semplicemente per la donna che è nel profondo.
Del Toro è bravissimo nel dare spessore e credibilità a una storia d'amore che è irreale in ogni sua componente: lo fa con una regia sognante, un po' Amelie, un po' Il Labirinto del Fauno, lo fa con una colonna sonora magnifica, con la fotografia bluastra e piccoli dettagli che sembrano presi direttamente da un sogno, come il lungo corridoio alla cui fine vi sono gli appartamenti di Eliza e Giles, o il cinema proprio al piano di sotto, o ancora con l'uso incessante della pioggia come sottofondo a buona parte delle scene. 

Favola romantica a metà fra sogno a tinte gotiche e dramma storico, La Forma dell'Acqua è pura magia visiva ed emotiva. Si ride, si piange, si esce dal cinema felici. Un film che dopo averlo visto si vorrebbe rivedere ancora e ancora e ancora.

sabato 3 febbraio 2018

The Post - la recensione

Steven Spielberg mette insieme due assi come Meryl Streep e Tom Hanks, ed è subito grande Cinema.

E' il 1971, il New York Times pubblica dei documenti segreti trafugati dal Pentagono che dimostrano come il governo americano, attuale e passato, abbia giocato sporco per far durare il più possibile la guerra in Vietnam, ancora in corso, e di come abbia fatto di tutto per nascondere la verità all'opinione pubblica. Il Times viene però bloccato subito da una ingiunzione della Corte Suprema. I documenti finiscono così al Washington Post. A gestirli sarà il giornalista e direttore del giornale Ben Bradlee ma la decisione finale, l'ultima parola, spetta a Katharine Graham, editrice del Post, che ha ereditato il posto dal marito suicida a cui il padre della Graham aveva lasciato la direzione del giornale. La Graham, andando contro tutto e tutti, con il solo Ben Bradlee al suo fianco, rischiando la galera, e mettendo in pericolo l'intera azienda, decide di pubblicare, svelando più di dieci anni di bugie del Governo e facendo la storia.

Ci sono due film dentro a The Post: c'è la storia dei Pentagon Papers, un momento chiave nella storia americana, e poi c'è la storia di Key Graham. Steven Spielberg è un grande regista e anche un fantastico narratore, e con grande maestria riesce a far convivere armoniosamente entrambe le storie.

The Post è un film pieno di uomini e incredibilmente femminista. All'inizio del film incontriamo Key Graham in una situazione di incertezza, accerchiata e consigliata da gente che la considera totalmente incapace e inadeguata al ruolo che ha ereditato, e a forza di dirglielo lei finisce per crederci (concetto ben espresso da un discorso fatto da Sarah Paulson a Tom Hanks in una scena del film), ma durante il film le cose cambiano, Key Graham diventa sempre più consapevole del suo ruolo, della sua voce, e della sua posizione, fino a prendere in mano di persona le decisioni e mettere in riga chi prima le dava consigli paternalisti. Quella di Key Graham è stata una figura di grande esempio per le donne, e lo è ancora oggi, soprattutto se pensiamo al "risveglio femminista" di questi ultimi mesi.
Una grande donna di ieri per raccontare ed essere da esempio alle donne di oggi, Spielberg infatti riesce perfettamente a collegare passato e presente, anche per quanto riguarda l'aspetto giornalistico della storia. In The Post si parla di una vicenda passata che ha segnato il paese ma è impossibile non notare i riferimenti alla situazione attuale degli Stati Uniti, che è alle prese con un presidente che attacca e denigra la stampa continuamente, per questo il regista si lancia in un vero e proprio elogio del giornalismo, quello vero, quello fatto di ricerche e di rischi, perché "la stampa deve essere al servizio dei governati e non dei governanti", come viene detto nel film. Un messaggio quanto mai attuale nell'epoca delle "fake news", di internet, dove chiunque può scrivere due righe online spacciandole per vere, e di giornali palesemente schierati a favore di correnti politiche.

Tutto questo Steven Spielberg lo racconta in modo egregio, con una regia pulita, precisa, e delle inquadrature che sono solo pura poesia per gli amanti della regia. Ottima la fotografia, la scenografia, la ricostruzione storica. Ottimi i dialoghi. Il film mantiene una bella tensione per tutta la sua durata.

Eccellente il cast. Il film è molto corale, ci sono tanti personaggi e tutti interpretati ottimamente, due su tutti Bob Odenkirk e Tracy Letts. "A capo" del cast c'è la coppia d'assi Streep-Hanks.
La solidità e la presenza scenica di Tom Hanks sono incredibili, non eccede mai ma riesce a trasmettere tutta la sua passione del suo personaggio. Incomprensibile davvero come l'Academy abbia potuto lasciarlo fuori dalla cinquina dei migliori attori, meritava assolutamente la nomination. E poi c'è Meryl Streep... quante volte abbiamo detto che Meryl Streep è un'attrice straordinaria? Tante, ma dobbiamo continuare a ripeterlo perché non saranno mai abbastanza. La sua interpretazione è eccezionale, di grande sensibilità, il suo cambiamento nel corso del film è costante eppure quasi impercettibile, perché è fatto di sguardi, di postura, di tono della voce. La migliore Meryl Streep degli ultimi dieci anni.

Impossibile non fare un confronto tra The Post e Tutti gli Uomini del Presidente, a cui Steven Spielberg guarda con grande rispetto (e alla fine fornisce un evidente assist allo spettatore per andarselo a rivedere) facendo però il suo film, ed è davvero un gran film.

giovedì 25 gennaio 2018

Chiamami col tuo nome - la recensione

In un paesino del Nord Italia, immerso in una estate che sembra fuori dal tempo, il diciassettenne Elio sperimenta il primo, travolgente, amore nei confronti di Oliver, un ragazzo americano più grande di lui, ospite in casa del padre con cui sta lavorando al suo dottorato.

Luca Guadagnino prede il romanzo omonimo di André Aciman e lo traspone cambiandone il setting (da paese di mare del Sud a paese di fiume del Nord) lasciando intatto il fascino etereo fatto di pomeriggi estivi in cui la calura sembra non lasciare scampo, fatto di corpi e pelle e sensazioni tattili.
Nonosante il romanzo sia spesso estremamente spinto, Guadagnino decide di non mostrare mai nulla, lasciando che siano le immagini accennate e gli sguardi dei protagonisti a trasmettere la grande carica erotica di cui la storia è permeata.

Questo è un film dal grandissimo impatto sensoriale, le cui immagini, suoni, odori e sensazioni tattili sono punto cardine della storia, che sia il sapore fresco di una pesca, le ossa sporgenti dell'adolescente Timothéè Chalamet o il corpo, estremamente e simbolicamente virile, di Armie Hammer.
Guadagnino si concentra quindi sui corpi, per raccontare la travolgente passione che solo il primo amore può suscitare,senza riflessioni sull'omosessualità, ambientando la storia in una sorta di bolla fatta di persone di grande cultura (si parla italiano francese e inglese in questo film), in cui non viene mai discussa la natura di questo amore, ma viene semplicemente accompagnato e osservato amorevolmente e infine, in una scena meravigliosa con un grandissimo monologo di Michael Stuhlbarg nel ruolo del padre di Elio, si riflette sulla giovinezza e sull'amore, senza moralismi e senza etichette.
Particolare è anche la fotografia, molto luminosa, contribuisce a quella sensazione di estate sospesa che le parole dei protagonisti proprio all'inizio del film sottolineano, come se l'amore fra Elio e Oliver non potesse esistere al di fuori di questa stagione, l'inverso come simbolo di un ritorno alla realtà in cui la società, gli altri, gli impegni, non lasciano posto a sensazioni e sentimenti tanto intensi.

Si è tentati di parlare di capolavoro, subito dopo la visione del film, ma è una parola enorme che solo il tempo saprà assegnare precisamente a questa come ad altre pellicole, sicuramente Chiamami col tuo nome è un film che avvolge e colpisce come pochi altri sanno fare, toccando la sensibilità non solo di chi è vicino alle tematiche LGBT, ma toccando tutti, perché un film che parla di primi amori e passioni estive non può non essere vicino a ognuno di noi.

martedì 23 gennaio 2018

Oscar 2018 - le nomination!

Sono state appena annunciate le nomination agli Oscar 2018. Una presentazione delle nomination diversa dagli altri anni, con dei video introduttivi che vedevano protagoniste alcune attrici (Gal Gadot, Salma Hayek, Zoe Saldana, Michelle Yeoh, ecc) davvero ben fatti e divertenti.

Poche sorprese, si confermano i nomi e i titoli che fino ad oggi sono stati protagonisti di questa stagione dei premi.
Sono nove i titoli candidati nella categoria miglior film, con The Shape of Water di Guillermo del Toro che conquista ben 13 nomination, anche se stranamente manca quella nella categoria miglior trucco.

Da sottolineare la 51esima nomination per John Williams, candidato per la colonna sonora di Star Wars: The Last Jedi, e la nomination numero 21 per Meryl Streep, nella cinquina delle migliori attrici protagoniste grazie alla sua performance nel film The Post. Nomination come migliore attore anche per Daniel Day-Lewis, per la sua interpretazione nel film Il Filo Nascosto, ultimo film prima dell'annunciato ritiro.
Prima nomination per Greta Gerwig per la regia di Lady Bird, rientra così nelle pochissime donne (con lei sono cinque in tutto) nominate nella storia nella categoria per la migliore regia. Nella stessa categoria, decisamente spiazzante l'assenza di Martin McDonagh per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri.
Mudbound è il primo film prodotto da Netflix a ricevere delle nomination agli Oscar.

La cerimonia degli Academy Awards, arrivati alla 90esima edizione, si terranno il 4 marzo. Ecco le nomination.

Best Picture:
Call Me by Your Name
Darkest Hour
Dunkirk
Get Out
Lady Bird
Phantom Thread
The Post
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Directing:
Paul Thomas Anderson, Phantom Thread
Guillermo del Toro, The Shape of Water
Greta Gerwig, Lady Bird
Christopher Nolan, Dunkirk
Jordan Peele, Get Out

Actor in a Leading Role:
Timothee Chalamet, Call Me By Your Name
Daniel Day-Lewis, Phantom Thread
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

Actress in a Leading Role:
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird
Meryl Streep, The Post

Actress in a Supporting Role:
Mary J. Blige, Mudbound
Allison Janney, I, Tonya
Lesley Manville, Phantom Thread
Laurie Metcalf, Lady Bird
Octavia Spencer, The Shape of Water

Actor in a Supporting Role:
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, The Shape of Water
Christopher Plummer, All the Money in the World
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Adapted Screenplay:
Call Me by Your Name (James Ivory)
The Disaster Artist (Scott Neustadter & Michael H. Weber)
Logan
Molly's Game (Aaron Sorkin)
Mudbound (Dee Rees & Virgil Williams)

Original Screenplay:
The Big Sick (Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani)
Get Out (Jordan Peele)
Lady Bird (Greta Gerwig)
The Shape of Water (Guillermo del Toro & Vanessa Taylor)
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (Martin McDonagh)

Animated Feature Film:
The Boss Baby
The Breadwinner
Coco
Ferdinand
Loving Vincent

Production Design:
Beauty and the Beast
Blade Runner 2049
Darkest Hour
Dunkirk
The Shape of Water

Cinematography:
Blade Runner 2049 (Roger Deakins)
Darkest Hour (Bruno Delbonnel)
Dunkirk (Hoyte van Hoytema)
Mudbound (Rachel Morrison)
The Shape of Water (Dan Laustsen)

Costume Design:
Beauty and the Beast (Jacqueline Durran)
Darkest Hour (Jacqueline Durran)
Phantom Thread (Mark Bridges)
The Shape of Water (Luis Sequeira)
Victoria & Abdul (Consolata Boyle)

Sound Editing:
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
The Shape of Water
Star Wars: The Last Jedi

Sound Mixing:
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
The Shape of Water
Star Wars: The Last Jedi

Animated Short Film:
Dear Basketball
Garden Party
Lou
Negative Space
Revolting Rhymes

Live Action Short Film:
DeKalb Elementary
The Eleven O’Clock
My Nephew Emmett
The Silent Child
Watu Wote/All of Us

Original Score:
Dunkirk (Hans Zimmer)
Phantom Thread (Jonny Greenwood)
The Shape of Water (Alexandre Desplat)
Star Wars: The Last Jedi (John Williams)
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (Carter Burwell)

Original Song:
"Mighty River" (Mudbound)
"The Mystery of Love" (Call Me by Your Name)
"Remember Me" (Coco)
"Stand Up for Something" (Marshall)
"This Is Me" (The Greatest Showman)

Visual Effects:
Blade Runner 2049
Guardians of the Galaxy Vol. 2
Kong: Skull Island
Star Wars: The Last Jedi
War for the Planet of the Apes

Film Editing:
Baby Driver (Jonathan Amos & Paul Machliss)
Dunkirk (Lee Smith)
I, Tonya (Tatiana S. Riegel)
The Shape of Water (Sidney Wolinsky)
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (Jon Gregory)

Makeup and Hairstyling:
Darkest Hour
Victoria & Abdul
Wonder

Foreign Language Film
A Fantastic Woman
The Insult
Loveless
On Body and Soul
The Square

Documentary Short Subject
Edith+Eddie
Heaven Is a Traffic Jam on the 405
Heroin(e)
Knife Skills
Traffic Stop

Documentary Feature:
Abacus: Small Enough to Jail
Faces Places
Icarus
Last Men in Aleppo
Strong Island

lunedì 22 gennaio 2018

SAG Awards: trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, This is Us e Veep

Si è tenuta nella notte la premiazione dei SAG Awards, i premi assegnati dal sindacato degli attori. Una cerimonia all'insegna delle donne, la presentatrice della serata è stata Kristen Bell, e a per premiare i vincitori sono salite sul palco solo attrici.

Poche sorprese tra i premiati. A trionfare come miglior cast d'insieme è stato, come previsto, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa anche i premi per la migliore attrice (Frances McDormand) e migliore attore non protagonista (Sam Rockwell).
Conferme anche per Gary Oldman, premiato come migliore attore per L'Ora Più Buia, e Allison Janney, migliore attrice non protagonista per I, Tonya. Di fatto è stata confermato il quartetto di attori premiati sia ai Golden Globes che ai Critics' Choice Awards.

Il premio per il miglior cast d'insieme equivale a un premio come miglior film, la vittoria di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri attesta il film come uno dei favoriti per gli Oscar. La sfida al momento sembra a due: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri vs The Shape of Water.

Assegnati anche i premi per la tv. A sorpresa This is Us si è aggiudicato il SAG Award per il miglior cast d'insieme drama, battendo The Handmaid's Tale, data per favorita alla vigilia. Pochissime sorprese invece nelle categorie degli attori, dove l'unica vittoria inaspettata è stata la conferma di Claire Foy (The Crown) come migliore attrice in una serie drama al posto della favorita (e fino ad oggi pluripremiata) Elisabeth Moss per The Handmaid's Tale.

Premio alla carriera consegnato al grande Morgan Freeman.

Ecco tutti i vincitori.

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture:
The Big Sick
Get Out
Lady Bird
Mudbound
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role:
Judi Dench, Victoria & Abdul
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role:
Timothee Chalamet, Call Me by Your Name
James Franco, The Disaster Artist
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role:
Steve Carell, Battle of the Sexes
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, The Shape of Water
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role:
Mary J. Blige, Mudbound
Hong Chau, Downsizing
Holly Hunter, The Big Sick
Allison Janney, I, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture:
Wonder Woman
Baby Driver
Dunkirk
Logan
War For The Planet Of The Apes
-
Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series:
The Crown
Game of Thrones
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This Is Us

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series:
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Claire Foy, The Crown
Laura Linney, Ozark
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Robin Wright, House of Cards

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series:
Jason Bateman, Ozark
Sterling K. Brown, This Is Us
Peter Dinklage, Game of Thrones
David Harbour, Stranger Things
Bob Odenkirk, Better Call Saul

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries:
Laura Dern, Big Little Lies
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud: Bette & Joan
Susan Sarandon, Feud: Bette & Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries:
Benedict Cumberbatch, Sherlock
Jeff Daniels, Godless
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Geoffrey Rush, Genius
Alexander Skarsgard, Big Little Lies

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series:
Black-ish
Curb Your Enthusiasm
GLOW
Orange is the New Black
Veep

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series:
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Alison Brie, GLOW
Jane Fonda, Grace and Frankie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lily Tomlin, Grace and Frankie

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series:
Anthony Anderson,“Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Larry David, Curb Your Enthusiasm
Sean Hayes, Will & Grace
William H. Macy, Shameless
Marc Maron, GLOW

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series:
Game of Thrones
GLOW
Homeland
Stranger Things
The Walking Dead

domenica 21 gennaio 2018

The Shape of Water è il miglior film ai PGA Awards

Sono stati consegnati ieri i Producers Guild of America Awards, i premi assegnati dall'associazione dei produttori.

A vincere è stato La Forma dell'Acqua (The Shape of Water) di Guillermo del Toro. Un riconoscimento molto importante grazie al quale il regista messicano mette (ipoteticamente) una mano sull'Oscar 2018 come miglior film.

Attenzione però, i PGA sono molto importanti in vista degli Academy Awards ma negli ultimi due anni i film che hanno vinto questo premio, La Grande Scommessa e La La Land, non si sono poi ripetuti agli Oscar.
Al momento comunque, grazie a questo premio e al Critics' Choice Awards ricevuto qualche giorno fa, il film di Del Toro si attesta come favorito per la notte degli Oscar.

Consegnati anche i premi per la tv con The Handmaid’s Tale che ha battuto Big Little Lies come serie dell'anno.

Ecco i vincitori.

- Premio Darryl F. Zanuck Award per il miglior produttore di un lungometraggio: The Shape of Water

- Premio per il miglior produttore di un film d’animazione: Coco

- Premio per il miglior produttore di un documentario: Jane


Per la tv.

- The Norman Felton Award for Outstanding Producer of Episodic Television, Drama: The Handmaid's Tale

- The Danny Thomas Award for Outstanding Producer of Episodic Television, Comedy: The Marvelous Mrs. Maisel

- The David L. Wolper Award for Outstanding Producer of Long-Form Television: Black Mirror

QUI tutti i vincitori.

giovedì 18 gennaio 2018

L'Ora Più Buia - la recensione


Maggio 1940. Appena nominato Primo Ministro, dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, e con l'esercito tedesco che sta sbaragliando ogni difesa nell'europa centrale, Winston Churchill si trova ad affrontare il momento più buio della storia del suo paese. Ha un carattere irascibile e lunatico, ma una volontà ferrea che non ammette resa, anche quando i suoi stessi alleati politici sono contro di lui. Appoggiato dal Parlamento e con un'incredibile partecipazione popolare, ordina di radunare una immensa flotta civile per recuperare più di trecentomila soldati intrappolati sulla spiaggia francese di Dunkerque e pronuncia un discorso diventato inconico: "We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender".

Il regista inglese Joe Wright, dopo il passo falso compiuto con Pan - Viaggio sull'Isola che non c'è, si fa perdonare e torna ai fasti che hanno caratterizzato pellicole come Orgoglio e Pregiudizio e soprattutto Espiazione, dirigendo con maestria un film storico dal sapore fortemente celebrativo, senza mai scadere nel retorico, riuscendo a essere emozionante e teso nonostante gli eventi siano ben noti, e nonostante la connotazione patriottica.
Certo, non si sta parlando di un capolavoro e a volte il film tende a essere un po' troppo carico, ma se ci si lascia prendere dallo spirito del momento, si riesce a passarci sopra facilmente.
E poi, naturalmente, c'è Gary Oldman.
Perché non si può negare che L'Ora più Buia sia, principalmente e sopra ogni cosa, un film costruito su un personaggio e una performance monumentale di un attore straordinario. Un plauso va al trucco, perfetto nel redere le sembianze di Oldman incredibilmente simili a quelle che si possono vedere nelle foto d'epoca, ma, non c'è nulla da fare, il lavoro è tutta farina del sacco dell'attore vincitore del Golden Globe (e a cui, ci sembra quasi scontato dire che andrà quasi sicuramente l'Oscar).
Protagonista assoluto, dalla presenza scenica imponente, è impossibile staccargli gli occhi di dosso in ogni momento, che sia in vestaglia e a piedi nudi, o con l'iconico sigaro mentre pronuncia un discorso appassionato in Parlamento, praticamente è un one man show di cui non si è mai sazi, oscurando tutti gli altri, seppur ottimi, interpreti.

sabato 13 gennaio 2018

Critics' Choice Awards - trionfo per The Shape of Water, Big Little Lies e The Handmaid’s Tale

Si è svolta la 23a edizione dei Critics’ Choice Awards, premi assegnati dalla Broadcast Film Critics Association, la più grande organizzazioni di critici di USA e Canada.

A trionfare è stato Guillermo del Toro con il suo The Shape of Water, che si è portato a casa quattro premi, tra cui miglior film e regia.

Nelle categorie degli attori, confermati i quattro vincitori dei Golden Globe, Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Gary Oldman (L'ora più Buia) migliori attori protagonisti, Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Allison Janney (I, Tonya) migliori attori non protagonisti.
Premiati anche James Franco (The Disaster Artist) e Margot Robbie (I, Tonya) come migliori attori di commedia.
Premio per la migliore sceneggiatura per Chiamami col Tuo Nome.

I Critics' Choice Awards sono moderatamente indicativi in chiave Academy Awards, non sempre chi ha vinto poi si è ripetuto agli Oscar, ma danno un idea dei titoli forti e gli attori che molto probabilmente saranno protagonisti della stagione dei premi.

Per la tv si riconfermano le serie che hanno trionfato ai Golden Globe, The Handmaid's Tale, The Marvelous Mrs. Maisel e, ovviamente, Big Little Lies, che ha davvero dominato nelle categorie delle miniserie.

Ecco tutti i vincitori.

Cinema
MIGLIOR FILM
The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE
Gary Oldman, L’Ora più Buia

MIGLIORE ATTRICE
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIORE ATTORE/ATTRICE GIOVANE
Brooklynn Prince, The Florida Project

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Jordan Peele, Get Out

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
James Ivory, Chiamami col tuo nome

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Roger Deakins, Blade Runner 2049

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Paul Denham Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin, The Shape of Water

MIGLIOR MONTAGGIO
Paul Machliss, Jonathan Amos, Baby Driver
Lee Smith, Dunkirk

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges, Il Filo Nascosto

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
L’Ora più Buia

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
The War – Il pianeta delle scimmie

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco

MIGLIOR FILM D’AZIONE
Wonder Woman

MIGLIORE COMMEDIA
The Big Sick

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA
Margot Robbie, I, Tonya

MIGLIOR FILM SCI-FI O HORROR
Get Out

MIGLIOR FILM STRANIERO
In The Fade

MIGLIOR CANZONE
“Remember Me” from Coco

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

Tv
MIGLIOR SERIE COMEDY
The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY
Ted Danson, The Good Place, NBC

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Walton Goggins, Vice Principals, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Mayim Bialik, The Big Bang Theory, CBS

MIGLIOR DRAMA
The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMA
Sterling K. Brown, This Is Us, NBC

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale, HulU

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
David Harbour, Stranger Things, Netflix

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR MINISERIE
Big Little Lies, HBO

MIGLIOR FILM PER LA TV
The Wizard of Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE PER UN FILM TV O MINISERIE
Ewan McGregor, Fargo, FX

MIGLIOR ATTRICE PER UN FILM TV O MINISERIE
Nicole Kidman, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Alexander Skarsgård, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Laura Dern, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR TALK SHOW
Jimmy Kimmel Live!, ABC

MIGLIOR SERIE ANIMATA
Rick and Morty, Adult Swim

giovedì 11 gennaio 2018

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri - la recensione

Missouri, nel cuore degli Stati Uniti, viene commesso un brutale omicidio, una giovane ragazza violentata, uccisa e poi data alle fiamme. Dopo dieci mesi la polizia non ha arrestato nessuno, le indagini sono ferme, ma il dolore di Mildred Hayes (F.McDormand) persiste insieme alla sua rabbia. E' così che la donna affitta tre cartelloni pubblicitari per scrivere un messaggio contro la polizia. Un messaggio indirizzato in particolare allo sceriffo di Ebbing, Bill Willoughby (W.Harrelson), malato di cancro. Un gesto estremo che scuoterà una comunità abbandonata all'indifferenza e alla pigrizia.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è una dark comedy con una storia tragica impregnata di odio e dolore. Rispetto ai suoi precedenti lavori, il regista Martin McDonagh in questo film fa un passo in avanti inserendo, in modo perfetto, intelligente e senza mai perdercisi dentro, tematiche e riflessioni molto profonde.
Al centro della storia ci sono tre personaggi, una madre in cerca di giustizia (o vendetta), uno sceriffo che deve fare i conti con la propria sofferenza, e un poliziotto "bifolco" razzista e violento, nello scenario della profonda provincia americana, dove una ragazza può essere brutalmente assassinata senza suscitare particolare orrore se non nel cuore di sua madre, che invece viene osteggiata per un messaggio polemico su tre cartelloni pubblicitari. In questo contesto aspro e arrabbiato c'è però spazio per uno spiraglio positivo, portato da tre commoventi lettere piene di compassione e amore, un gesto delicato che riesce a istillare un po' di calma nella rabbia. Tutto questo McDonagh lo racconta senza mai cadere nel patetico o nel buonismo, grazie a una sceneggiatura fatta di battute taglienti e dialoghi ruvidi e sarcastici, con dei toni che si collocano tra i fratelli Coen e Tarantino.

Se il lavoro di McDonagh alla regia e alla sceneggiatura è davvero ottimo, eccezionale è l'apporto del cast, su tutti il trio protagonista, Frances McDormand, Woody Harrelson, e Sam Rockwell, tutti e tre perfetti. Woody Harrelson e Sam Rockwell sono uno l'opposto dell'altro, calmo e riflessivo il primo, impulsivo e violento il secondo, entrambi offrono una prova solida e complementare l'uno verso l'altro. Straordinaria Frances McDormand, la sua Mildred è arrabbiata, dura, irremovibile, passa sopra tutto e tutti, apparentemente senza curarsi di come le sue azioni e le sue parole possano ferire chi le sta intorno. Ma sotto quella rabbia c'è un incredibile dolore, una donna segnata dalla disperazione e dai sensi di colpa, e per esprimere tutto questo Frances McDormand non ha bisogno di parole, è tutto nei suoi primi piani, nelle sue espressioni controllate ma incredibilmente intense. Una prova eccezionale di una grandissima attrice.
Ottimo anche tutto il cast di supporto, John Hawkes, Peter Dinklage, Abbie Cornish, Caleb Landry Jones, Lucas Hedges, e Clarke Peters.

Siamo solo a gennaio ma si può tranquillamente dire che Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è uno dei migliori film dell'anno. Una bella storia, raccontata bene, girata bene, recitata splendidamente, che rimane ruvida e cinica fino alla fine, lasciando però un finale aperto alla speranza che, nonostante tutto, nonostante la rabbia e il dolore, ci può essere spazio per un cambiamento verso il bene.

martedì 9 gennaio 2018

BAFTA 2018 - le nomination

Annunciate poco fa le nomination ai BAFTA 2018, assegnati dalla British Adacemy of Film and Television Arts, comunemente denominati gli "Oscar inglesi".

Presenti tutti i titoli "caldi" della stagione più qualche novità, come le candidature per Annette Bening e Jamie Bell per il film Film Stars Don’t Die in Liverpool.
Spiccano le 12 nomination di The Shape of Water, il più nominato di questa edizione, a seguire Tre Manifesti a Ebbing, Missouri con nove nomination, e otto per Dunkirk.

Quattro nomination anche per Chiamami col Tuo Nome di Luca Guadagnino, che si è preso anche una candidatura per la migliore regia.

I premi saranno consegnati il 18 febbraio. Ecco le nomination più importanti, potete vederle tutte a questo link.

Best film
Call Me by Your Name
Darkest Hour
Dunkirk
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding British film
Darkest Hour
The Death of Stalin
God’s Own Country
Lady Macbeth
Paddington 2
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best director
Denis Villeneuve, Blade Runner 2049
Luca Guadagnino, Call Me by Your Name
Christopher Nolan, Dunkirk
Guillermo Del Toro, The Shape of Water
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best actress
Annette Bening, Film Stars Don’t Die in Liverpool
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Sally Hawkins, The Shape of Water
Saoirse Ronan, Lady Bird

Best actor
Daniel Day-Lewis, Phantom Thread
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Jamie Bell, Film Stars Don’t Die in Liverpool
Timothée Chalamet, Call Me by Your Name

Best supporting actress
Allison Janney, I, Tonya
Kristin Scott Thomas, Darkest Hour
Laurie Metcalf, Lady Bird
Lesley Manville, Phantom Thread
Octavia Spencer, The Shape of Water

Best supporting actor
Christopher Plummer, All the Money in the World
Hugh Grant, Paddington 2
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best original screenplay
Get Out
I, Tonya
Lady Bird
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best adapted screenplay
Call Me by Your Name
The Death of Stalin
Film Stars Don’t Die in Liverpool
Molly’s Game
Paddington 2

Best animated film
Coco
Loving Vincent
My Life as a Courgette

Best film not in the English language
Elle
First They Killed My Father
The Handmaiden
Loveless
The Salesman

EE Rising Star award (voted for by the public)
Daniel Kaluuya
Florence Pugh
Josh O’Connor
Tessa Thompson
Timothée Chalamet

domenica 7 gennaio 2018

'Lady Bird' è il miglior film per la National Society of Film Critics

A poche ore dai Golden Globes, sono stati annunciati i vincitori dei NSFC Awards, i premi della National Society of film Critics, importante associazione di critici statunitensi.


A portarsi a casa il maggior numero di premi è stato Lady Bird, debutto alla regia dall'attrice Greta Gerwig. Il premio non è particolarmente indicativo in chiave Oscar ma è sicuramente un ottimo risultato e un'ottima pubblicità per il film in previsione della "parte calda" della stagione dei premi, e con le nomination per gli Oscar in arrivo a fine mese.

Ecco la lista dei vincitori.

Best Film: “Lady Bird”
(Runners-up: “Get Out”; “Phantom Thread”)

Best Director: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”; Jordan Peele, “Get Out”)

Best Actor: Daniel Kaluuya, “Get Out”
(Runners-up: Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”; Timothée Chalamet, “Call Me by Your Name”)

Best Actress: Sally Hawkins, “The Shape of Water” and “Maudie”
(Runners-up: Saoirse Ronan, “Lady Bird”; Cynthia Nixon, “A Quiet Passion”; Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actor: Willem Dafoe, “The Florida Project”
(Runners-up: Michael Stuhlbarg, “Call Me by Your Name,” “The Shape of Water” and “The Post”; Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actress: Laurie Metcalf, “Lady Bird”
(Runners-up: Lesley Manville, “Phantom Thread”; Allison Janney, “I, Tonya”)

Best Screenplay: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Jordan Peele, “Get Out”; Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”)

Best Foreign Language Film: “Graduation”
(Runners-up: “Faces Places”; “BPM (Beats Per Minute)”)

Best Documentary: “Faces Places”
(Runners-up: “Ex Libris – The New York Public Library”; “Dawson City: Frozen Time”)

Best Cinematography: Roger Deakins, “Blade Runner 2049”
(Runners-up: Hoyta van Hoytema, “Dunkirk”; Alexis Zabe, “The Florida Project”)

Film Heritage Award: Dan Talbot, for his pioneering work as an exhibitor and distributor in bringing worldwide cinema to the United States.

venerdì 5 gennaio 2018

PGA Awards 2018 - le nomination

Annunciate le nomination per i Producers Guild of America Awards, premi assegnati dal sindacato dei produttori e decisamente indicativi in chiave Oscar.


Di solito il vincitore dei PGA ha poi vinto l'Oscar come miglior film, anche se negli ultimi due anni questo non è successo. Sicuramente i film nominati ai Producers Guild Awards hanno buone probabilità di finire tra i dieci (circa) nominati per l'Oscar come miglior film.
Proprio per questo motivo spicca la presenza di Wonder Woman, un cinecomic, mentre per la prima volta tra i nominati rientra Molly's Game, debutto alla regia di Aaron Sorkin.

Non è una novità ma fa comunque piacere vedere Call Me By Your Name tra i nominati, il film di Luca Guadagnino al momento è sicuramente uno dei favoriti, anche per gli Oscar.

Ecco la lista dei candidati, film e film d'animazione.

Best Theatrical Motion Picture
The Big Sick
Call Me By Your Name
Dunkirk
Get Out
I, Tonya
Lady Bird
Molly's Game
The Post
The Shape Of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Wonder Woman

Best Animated Motion Picture
The Boss Baby
Coco
Despicable Me 3
Ferdinand
The Lego Batman Movie