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martedì 1 febbraio 2022

The Tragedy of Macbeth - la recensione

Nuovo adattamento di una delle più celebri tragedie di William Shakespeare diretto da Joel Coen, per la prima volta solo, senza il fratello Ethan.

La storia di Macbeth è nota, il nobile scozzese a cui tre streghe predicono un futuro che lo porterà alla corona del Re. Caricato dall'ambiziosa moglie, la sete di potere di Macbeth crescerà sempre di più, spingendolo in una spirale di violenza e follia.

The Tragedy of Macbeth si può definire un film "estremo", è infatti estremamente teatrale e, allo stesso tempo, estremamente cinematografico. La messa in scena è a dir poco perfetta, tutto è studiato nei minimi dettagli ed è eseguito con una precisione quasi maniacale. Nella regia di Joel Coen sono evidenti i richiami al Cinema Espressionista, a Bergman, rafforzati anche dall'uso di un bianco e nero dai contrasti molto alti, e ai quadri di De Chirico, con le ambientazioni ridotte al minimo essenziale e gli spazi geometrici, spesso vuoti, che creano un effetto surreale e onirico. Una forma perfetta, visivamente eccezionale, racchiusa in un formato atipico, un 4:3 di cui ci si dimentica molto velocemente. Le scenografie, anche queste essenziali, sono ricostruite in studio creando un perfetto mix di Teatro e Cinema. La fotografia è straordinaria, in un mondo giusto, il direttore della fotografia Bruno Delbonnel avrebbe già l'Oscar in mano.

Una forma così perfetta però non serve a niente senza un contenuto all'altezza. Quello di Joel Coen non è affatto un puro esercizio di stile ma il perfetto contenitore per accogliere le eccezionali performance del cast. Denzel Washington è monumentale, non eccede mai, riempie la scena grazie alla sua fisicità, e sembra davvero nato per recitare i dialoghi di Shakespeare. Ad affiancarlo e sostenerlo, una eccezionale Frances McDormand, perfetta per interpretare la discesa nella follia del suo personaggio. L'attrice figura anche come produttrice, da anni infatti chiedeva al marito, Joel Coen, di portare al cinema questa storia. Molto bravo Alex Hassell, perfetto nei panni di questa figura quasi monastica che si muove alle spalle dei personaggi, ma chi davvero spicca è la straordinaria Kathryn Hunter, che molti riconosceranno come la Signora Figg di Harry Potter, in realtà è una veterana del teatro britannico. L'attrice interpreta le tre streghe, più un altro personaggio, e la sua performance è totale, fisica e vocale, porta nel film una sensazione di terrore e inquietudine che lascia decisamente il segno nello spettatore.

Ci sono delle differenze con il testo di Shakespeare, la più evidente è sicuramente la scelta di far interpretare Macbeth e Lady Macbeth a due attori sopra i 60 anni, questo porta alla storia un senso di insoddisfazione diverso nei due personaggi, il peso del tempo che passa, la sensazione di non aver avuto quello che avrebbero voluto, quello che loro pensavano di meritare, che sia gloria, potere, o figli, e quindi la voglia di prenderselo prima che sia troppo tardi, una voglia che si trasforma in ossessione, violenza e follia. Poteva essere un azzardo, si tratta invece di una scelta vincente, anche perché affidata  due mostri della recitazione come Denzel Washington e Frances McDormand.

The Tragedy of Macbeth (in Italia solo Macbeth) forse non è un film adatto a tutti i palati, ma è un grande film, è grande Cinema, diretto e recitato in modo magistrale, una gioia per gli occhi. Peccato solo non averlo visto al cinema.

lunedì 26 aprile 2021

Oscar 2021 - Tutti i vincitori

Si è tenuta la scorsa notte la 93esima edizione degli Academy Awards, serata diversa dalle precedenti che ricorderemo come "l'edizione col Covid", ma verrà ricordata anche come l'anno in cui Frances McDormand ha superato Meryl Streep come numero di statuette vinte come miglior attrice protagonista!


Normadland si porta a casa, oltre al premio come Miglior Attrice, anche Miglior Film e Miglior Regia per Chloe Zhao, mentre come miglior attore trionfa uno strepitoso Anthony Hopkins per The Father.

Delusione invece per noi italiani, che speravamo nella vittoria di Pinocchio nelle categorie di Trucco e acconciature e per i costumi, vinti da Ma Rainey’s Black Bottom, e per Laura Pausini come Miglior Canzone, vinto da “Fight for You” per Judas and the Black Messiah.

Ecco la lista di tutti i vincitori:

Miglior film
The Father
Judas and the Black Messiah
Mank
Minari
Nomadland
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7

Miglior regia
Thomas Vinterberg, Un altro giro
David Fincher, Mank
Lee Isac Chung, Minari
Chloe Zhao, Nomadland
Emerald Fennel, Una donna promettente

Miglior attrice protagonista
Viola Davis, Ma Rainey’s Black Bottom
Andra Day, The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby, Pieces of a Woman
Frances McDormand, Nomadland
Carey Mulligan, Una donna promettente

Miglior attore protagonista
Riz Ahmed, Sound of Metal
Chadwick Boseman, Ma Rainey’s Black Bottom
Anthony Hopkins, The Father
Gary Oldman, Mank
Steven Yeun, Minari

Migliore attrice non protagonista
Maria Bakalova, Borat – Seguito di film cinema
Glenn Close, Elegia americana
Olivia Colman, The Father
Amanda Seyfried, Mank
Yuh-Jung Youn, Minari

Miglior attore non protagonista
Sacha Baron Cohen, Il processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah
Leslie Odom, Jr., Quella notte a Miami…
Paul Raci, Sound of Metal
Lakeith Stanfield, Judas and the Black Messiah

Miglior sceneggiatura originale
Judas and the Black Messiah
Minari
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7

Miglior sceneggiatura non originale
Borat – Seguito di film cinema
The Father
Nomadland
Quella notte a Miami…
La tigre bianca

Miglior fotografia
Judas and the Black Messiah
Mank
Notizie dal mondo
Nomadland
Il processo ai Chicago 7

Miglior film internazionale
Better Days, Hong Kong
Un altro giro, Danimarca
Collective, Romania
The Man Who Sold His Skin, Tunisia
Quo Vadis, Aida?, Bosnia ed Erzegovina

Miglior film di animazione
Onward
Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria
Shaun, vita da pecora: Farmageddon
Soul
Wolfwalkers – Il popolo dei lupi

Miglior documentario
Collective
Crip Camp – Disabilità rivoluzionarie
The Mole Agent
Il mio amico in fondo al mare
Time

Migliori trucco e acconciature
Emma.
Elegia americana
Ma Rainey’s Black Bottom

Mank
Pinocchio

Migliori costumi
Emma.
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Mulan
Pinocchio

Miglior sonoro
Greyhound – Il nemico invisibile
Mank
Notizie dal mondo
Soul
Sound of Metal

Miglior cortometraggio
Feeling Through
The Letter Room
The Present
Due estranei
White Eye

Miglior cortometraggio animato
Burrow
Genius Loci
Se succede qualcosa, vi voglio bene
Opera

Yes-People

Miglior cortometraggio documentario
A Concerto Is A Conversation
Do Not Split
Hunger Ward
A Love Song for Latasha
Colette

Migliori effetti speciali
Love and Monsters
The Midnight Sky
Mulan
L’unico e insuperabile Ivan
Tenet

Migliore scenografia
The Father
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Notizie dal mondo
Tenet

Miglior montaggio
The Father
Nomadland
Una donna promettente
Sound of Metal

Il processo ai Chicago 7

Migliore colonna sonora
Da 5 Bloods – Come fratelli
Mank
Minari
Notizie dal mondo
Soul

Migliore canzone originale
“Hear My Voice – Il processo ai Chicago 7
“Husavik” – Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga
“Io sì (Seen)” – La vita davanti a sé
“Speak Now” – Quella notte a Miami…
“Fight for You” – Judas and the Black Messiah

lunedì 12 aprile 2021

BAFTA 2021 - trionfo per Nomadland. Tutti i vincitori.

Si sono svolti ieri a Londra i BAFTA 2021, i premi della British Adacemy of Film and Television Arts, volgarmente detti "Oscar britannici".

La serata ha segnato l'ennesimo trionfo di Nomadland, il film di Chloe Zhao, che da mesi ormai sta ricevendo premi su premi, si è portato a casa la statuetta come miglior film, regia, attrice protagonista (Frances McDormand) e fotografia.

Anthony Hopkins ha ricevuto il premio come migliore attore protagonista per The Father. Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah) e Youn Yuh-jung (Minari) sono stati invece premiati come attore e attrice non protagonista.

Miglior film d'animazione, Soul della Pixar. Promising Young Woman è stato premiato come miglior film inglese.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
The Father
The Mauritanian
Nomadland
Promising Young Woman
The Trial of the Chicago 7

MIGLIOR FILM INGLESE
Calm With Horses
The Dig
The Father
His House
Limbo
The Mauritanian
Mogul Mowgli
Promising Young Woman
Rocks
Saint Maud

MIGLIOR REGISTA
Thomas Vinterberg, Another Round
Shannon Murphy, Babyteeth
Lee Isaac Chung, Minari
Chloé Zhao, Nomadland
Jasmila Žbanić, Quo Vadis, Aida?
Sarah Gavron, Rocks

MIGLIORE ATTRICE
Bukky Bakray, Rocks
Radha Blank, The Forty-Year-Old Version
Vanessa Kirby, Pieces of a Woman
Frances McDormand, Nomadland
Wunmi Mosaku, His House
Alfre Woodard, Clemency

MIGLIORE ATTORE
Riz Ahmed, Sound of Metal
Chadwick Boseman, Ma Rainey’s Black Bottom
Adarsh Gourav, The White Tiger
Anthony Hopkins, The Father
Mads Mikkelsen, Another Round
Tahar Rahim, The Mauritanian

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah
Barry Keoghan, Calm With Horses
Alan Kim, Minari
Leslie Odom Jr, One Night in Miami
Clarke Peters, Da 5 Bloods
Paul Raci, Sound of Metal

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Niamh Algar, Calm With Horses
Kosar Ali, Rocks
Maria Bakalova, Borat Subsequent Moviefilm
Dominique Fishback, Judas and the Black Messiah
Ashley Madekwe, County Lines
Youn Yuh-jung, Minari

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Tobias Lindholm, Thomas Vinterberg, Another Round
Jack Fincher, Mank
Emerald Fennell, Promising Young Woman
Theresa Ikoko, Claire Wilson, Rocks
Aaron Sorkin, The Trial of the Chicago 7

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
Moira Buffini, The Dig
Christopher Hampton, Florian Zeller, The Father
Rory Haines, Sohrab Noshirvani, MB Traven, The Mauritanian
Chloé Zhao, Nomadland
Ramin Bahrani, The White Tiger

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Onward
Soul
Wolfwalkers

MIGLIOR FILM STRANIERO
Another Round
Dear Comrades!
Les Misérables
Minari
Quo Vadis, Aida?

MIGLIOR ESORDIO PER UN REGISTA, SCENEGGIATORE O PRODUTTORE INGLESE
His House – Remi Weekes (writer/director)
Limbo – Ben Sharrock (writer/director), Irune Gurtubai (producer) [also produced by Angus Lamont]
Moffie – Jack Sidey (writer/producer) [also written by Oliver Hermanus and produced by Eric Abraham]
Rocks – Theresa Ikoko, Claire Wilson (writers)
Saint Maud – Rose Glass (writer/director), Oliver Kassman (producer) [also produced by Andrea Cornwell]

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Judas and the Black Messiah
Mank
The Mauritanian
News of the World
Nomadland

MIGLIOR MONTAGGIO
The Father
Nomadland
Promising Young Woman
Sound of Metal
The Trial of the Chicago 7

MIGLIORI SCENOGRAFIE
The Dig
The Father
Mank
News of the World
Rebecca

MIGLIORI COSTUMI
Ammonite
The Dig
Emma
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
The Dig
Hillbilly Elegy
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Pinocchio

MIGLIOR SUONO
Greyhound
News of the World
Nomadland
Soul
Sound of Metal

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Greyhound
The Midnight Sky
Mulan
The One and Only Ivan
Tenet

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mank
Minari
News of the World
Promising Young Woman
Soul

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Collective
David Attenborough: A Life on Our Planet
The Dissident
My Octopus Teacher
The Social Dilemma

MIGLIOR CORTO ANIMATO INGLESE
The Fire Next Time
The Owl and the Pussycat
The Song of a Lost Boy

MIGLIOR CORTO LIVE ACTION INGLESE
Eyelash
Lizard
Lucky Break
Miss Curvy
The Present

MIGLIOR CASTING
Calm With Horses
Judas and the Black Messiah
Minari
Promising Young Woman
Rocks

EE RISING STAR AWARD (votato dal pubblico)
Bukky Bakray
Kingsley Ben-Adir
Morfydd Clark
Ṣọpẹ Dìrísù
Conrad Khan

MIGLIOR CONTRIBUTO INGLESE AL CINEMA
Noel Clarke

BAFTA FELLOWSHIP
Ang Lee

martedì 11 febbraio 2020

The French Dispatch: nuove immagini del film di Wes Anderson

Oggi è stato pubblicato il primo poster di The French Dispatch, nuovo attesissimo film diretto da Wes Anderson. Domani arriverà il primo trailer, intanto possiamo gustarci alcune immagini tratte dal film che ci trasportano immediatamente nell'atmosfera "alla Wes Anderson".

Un film ancora avvolto nel mistero, descritto come un "atto d'amore nei confronti del giornalismo". Della storia sappiamo solo che seguirà le vicende di alcuni corrispondenti in Francia di un giornale americano, e sarà un racconto che attraverserà numerosi decenni e avrà parti alcune parti girate in bianco e nero, e altre addirittura in animazione (probabile in stop motion).
Negli USA sarà vietato ai minori di 17 anni, per la presenza di "nudi espliciti e alcuni riferimenti sessuali".

Molto numeroso il cast, con molti attori che hanno già lavorato con il regista in passato: Bill Murray, Benicio Del Toro, Frances McDormand, Jeffrey Wright, Adrien Brody, Timothée Chalamet, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Mathieu Amalric, Lyna Khoudri, Stephen Park, Owen Wilson, Elisabeth Moss, Lois Smith, Willem Dafoe, Bob Balaban, Henry Winkler, Kate Winslet, Jason Schwartzman, Christoph Waltz, Griffin Dunne, Denis Ménochet, Vincent Macaigne, Cécile de France, e Rupert Friend.

La pellicola potrebbe essere presentato al prossimo Festival di Cannes, rumor ipotizzano come film d'apertura. Intanto ecco le immagini dal film.










lunedì 3 giugno 2019

Good Omens: l'Armageddon è infine giunto - Recensione no spoiler

Nel 1990 usciva in libreria un piccolo romanzo scritto a quattro mani da due scrittori inglesi diventati vere e proprie icone: Neil Gaiman (American Gods, Coraline) e Terry Pratchett (serie del Mondo Disco).
Good Omens, pubblicato in Italia con il titolo di Buona Apocalisse a tutti, era la storia paradossale, ironica e un po' folle, dell'amicizia fra un angelo e un diavolo e del loro tentativo di sventare l'Apocalisse. La particolarità del romanzo è l'incredibile mix tra una storia piena di avvenimenti, a partire dalla nascita dell'Anticristo fino all'arrivo dei Quattro Cavalieri, un umorismo spesso paradossale (tipico di Pratchett e di altri autori britannici come Douglas Adams) e dei personaggi che rimangono scolpiti a fuoco nella mente dei lettori, in particolare il duo protagonista: l'angelo Araphel e il diavolo Crowley, tanto diversi quanto accomunati dalla passione per la Terra e gli esseri umani.


La serie tv

Dopo dei tentativi falliti, nel 2002, di farne una versione cinematografica diretta da Terry Gilliam, è Neil Gaiman stesso a prendersi il progetto sulle spalle di una trasposizione televisiva, nominandosi showrunner "alla inglese", ovvero prendendosi l'onere di scrivere l'intera sceneggiatura, scegliere il cast e in sostanza supervisionare ogni aspetto della serie tv.
Questo è evidente fin da subito a tutti coloro che hanno letto il romanzo.
La fedeltà è quasi assoluta, con intere scene riprese parola per parola dalle pagine scritte e alcune aggiunte, a detta di Gaiman, scritte proprio da Pratchett prima della sua morte, volte ad approfondire alcuni personaggi o aspetti della storia che nel romanzo rimanevano non detti.
Lo stile è, infatti, molto britannico, con degli effetti speciali non proprio hollywoodiani ma che non stonano mai di una virgola, un umorismo graffiante sempre presente, innumerevoli citazioni (molte quelle al Doctor Who, ma anche alle opere di Gaiman, di Pratchett e ingenerale alla cultura pop soprattutto britannica) e una sensazione di divertimento generale da parte di tutti che si trasmette allo spettatore e che rende la serie un'esperienza divertentissima.
Inoltre, dietro all'ironia, si nascondono più di un messaggio che, nonostante i 29 anni passati dall'uscita del romanzo, continuano a essere molto attuali: integrazione, inquinamento, sessismo, e molto altro.






Il cast

La scelta del cast, e in particolare dei due protagonisti Azraphel e Crowley, era probabilmente il punto focale dell'intera trasposizione e non si poteva sbagliare. 
Fortunatamente, ci troviamo di fronte a uno dei casting più azzeccati di sempre!
La lista è davvero stellare: Frances McDormand è la voce di Dio, John Hamm è un viscidissimo Arcangelo Garbiele (personaggio assente nel romanzo ma sviluppato da Pratchett stesso), Benedict Cumberbatch presta la sua voce a Satana stesso, ma ci sono anche Derek Jacobi, Ned Dennehy, Miranda Richardson, Michael McKean e molti altri.
E soprattutto ci sono David Tennant nei panni del demone Crowley e Michael Sheen in quelli dell'angelo Azraphel.
I due sono talmente perfetti nelle sembianze, nel modo di muoversi e parlare, che sembrano usciti direttamente dalla pagina scritta, inoltre la chimica fra loro è innegabile e traspone meravigliosamente quella complicità e simpatia reciproca che ha reso questi due personaggi una delle bromance più famose e apprezzate della letteratura.




Quando si fa una trasposizione (cinema o tv, non importa) di un romanzo cult come Good Omens il rischio è sempre quello di scontentare i fan più accaniti o, al contrario, di accontentare unicamente loro. La nuova serie tv di Amazon, invece, dimostra che è possibile fare l'una e l'altra cosa grazie al perfetto mescolamento di cast, adattamento, fedeltà e atmosfere, sfornando praticamente il sogno di chiunque abbia mai letto il romanzo di Gaiman e Pratchett e spingendo chi invece non lo ha mai letto a entrare nella prima libreria disponibile per accaparrarselo.
Se non siamo di fronte alla trasposizione perfetta, poco ci manca, nel frattempo tenetevi forti e preparatevi all'Armageddon, ci sarà da divertirsi!

lunedì 21 gennaio 2019

Frame Awards 2019 - Tutti i vincitori

Il 2018 è stato un anno pieno di grandi film di diverso genere, dall'emozionante fantasy al black humor, fino ai grandi cinecomic, drammi coinvolgenti, e ottime sorprese horror. La scelta è stata ardua, ma alla fine i Frame Awards 2019 hanno avuto i loro vincitori.

Il film più votato è stato Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, scelto come miglior film dell'anno e "premiato" anche nelle interpretazioni, singole e collettiva. Nelle categorie degli attori, tre su quattro sono gli stessi che hanno vinto l'Oscar 2018, e il quarto potrebbe vincerlo quest'anno.

Nella categoria migliore serie tv vince l'Italia con la trasposizione de L'Amica Geniale. Unico parimerito nella categoria migliore locandina.



Ecco tutti i vincitori:

Miglior Film
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Regista
Alfonso Cuaron - Roma

Miglior Attore protagonista
Rami Malek - Bohemian Rhapsody

Miglior Attrice protagonista
Frances McDormand - Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attore non protagonista
Sam Rockwell - Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attrice non protagonista
Allison Janney - Tonya

Miglior Cast
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Sceneggiatura
Bryan Woods, Scott Beck, John Krasinski - A Quiet Place

Miglior Sceneggiatura non originale
James Ivory - Chiamami col tuo Nome

Miglior effetti Speciali
Gerardo Aguilera, Russel Earl, Ashraf Ghoniem, ecc - Avengers: Infinity War

Miglior Film d’Animazione
L’Isola dei Cani

Miglior Colonna Sonora
Alexandre Desplat - La Forma dell'Acqua

Miglior Serie
L’Amica Geniale

Miglior Locandina
Bohemian Rhapsody
L’Isola dei Cani

Miglior Trailer
Ready Player one

Lo staff di Frame ringrazia tutti voi che avete votato. 

venerdì 4 maggio 2018

L'Isola dei Cani - la recensione

Che Wes Anderson sia uno dei registi più immediatamente riconoscibili per stile, visione e tematiche, non lo si scopre di certo ora. Che la stop-motion riesca ad esaltare e ampliare questo stile, dando letteralmente vita a mondi di linee verticai e orizzontali dove i personaggi sono tutto fuorché inquadrati, si era già capito con il meraviglioso Fantastic Mr Fox nel 2009.

Quello che Wes Anderson fa nel suo nuovo lavoro è andare oltre, unendo fiaba e distopia con contaminazioni derivanti dal Cinema (e in particolare dall'animazione) giapponese e aggiungere una nuova linea a quelle delineate dalla sua macchina da presa, ovvero una linea linguistica, che estranea lo spettatore portandolo dentro un punto di vista insolito per lui: quello dei cani.

Il futuro distopico, scandito dal ritmo battente dei tamburi, è un Giappone in cui un'influenza canina ha gettato la popolazione in un delirio collettivo e i cani vengono deportati su un'isola piena di spazzatura. La fiaba invece ha la musica dei flauti ed è rappresentata da un bambino che si mette alla ricerca del suo cane Spots e dell'amicizia che instaura con un gruppo di cani sull'Isola.
E poi c'è il magico straneamento del sentire gli umani parlare giapponese, incomprensibile alle orecchie di noi occidentali, mentre i latrati dei cani sono tradotti in inglese (in italiano nel nostro paese). La ricerca del piccolo Atari è animata da puro e sincero affetto, ma ha il sapore della ricerca eroica, poiché spinge a una vera rivoluzione e alla riflessione su cosa vuol dire essere umani o essere animali, su cosa sia l'empatia, su cosa voglia dire provare affetto, sul perché a volte anche noi, così come il cane Chief, mordiamo senza saperne bene il motivo.

Ma al di là di questo, ciò che rende meraviglioso L'Isola dei Cani, è che siamo di fronte a un film non solo genuinamente divertente, dove l'umorismo classico del regista si unisce a rimandi più classici all'animazione Disney, ma anche, e soprattutto, a un film incredibilmente commovente, sull'amicizia quella vera, sui sentimenti e su come questi nascono e si consolidano. E c'è tutta la bellezza del cinema di Anderson, composto ma mai rigido, atipico, delicato, a tinte pastello ma d'impatto nel suo essere rigidamente fuori dagli schemi.



lunedì 5 marzo 2018

Oscar 2018 - trionfa 'The Shape of Water'. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte i 90esimi Academy Awards. La serata, presentata ancora una volta da Jimmy Kimmel, è stata meno spumeggiante degli altri anni, più sobria e (incredibilmente) anche più rapida grazie all'introduzione di un tempo massimo per i ringraziamenti, su cui Kimmel ha scherzato molto durante la serata promettendo una moto d'acqua in premio al più veloce. Tra le note più positive, sicuramente i mix video che hanno ricordato questi 90 anni di film e interpretazioni, belli ed emozionanti.

Nelle ultime settimane sembrava che le carte si fossero rimescolate e invece, come da pronostico, a vincere è stato The Shape of Water di Guillermo del Toro, che si è portato a casa anche il premio per la migliore regia. In tutto il film ha vinto 4 premi risultando il più premiato della serata.

Pronostici rispettati anche per i quattro attori, sono stati premiati quelli che in questa stagione dei premi hanno vinto praticamente tutto. Finalmente Gary Oldman (L'ora più Buia) ha vinto il suo Oscar come migliore attore, quello per migliore attrice è andato ovviamente Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), protagonista del discorso più trascinante della serata. I migliori attori non protagonisti sono stati Allison Janney (I, Tonya) e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Tutti e quattro sono Oscar più che meritati.

Un po' di gloria anche per l'Italia, con Chiamami col tuo Nome che si è portato a casa l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, andato al veterano James Ivory, da oggi il più anziano mai premiato. Piccola sorpresa, ma non più di tanto, l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale a Get Out.
Non solo del Toro, il Messico è stato grande protagonista della serata anche grazie al miglior film d'animazione, che è andato - manco a dirlo - a Coco della Disney/Pixar, che si è preso anche il premio per la migliore canzone. In sud America anche l'Oscar per il miglior film, andato al cileno Una Donna Fantastica.
Fra i premi tecnici hanno trovato gloria Dunkirk e anche Blade Runner 2049.

La protesta dei movimenti Time's Up e #MeToo c'è stata ma in modo più lieve rispetto ai Golden Globe e i BAFTA. Jimmy Kimmel ne ha parlato apertamente nel monologo d'apertura, molte attrici ne hanno parlato dal palco, ma i momenti più significativi sono stati due: il discorso di ringraziamento di Frances McDormand che ha invitato tutte le donne nominate ad alzarsi in piedi (la prima a rispondere è stata Meryl Streep) per condividere quel momento di gloria insieme a lei, e poi la presenza sul palco di Ashley Judd, Annabella Sciorra e Salma Hayek, tre delle grandi accusatrici di Harvey Weinstein, insieme per dire basta alle molestie e alla disparità di trattamento.
C'è stato anche un momento storico in questa edizione, Daniela Vega, protagonista del premiato Una Donna Fantastica, è stata la prima transgender a presentare un premio sul palco degli Oscar.

Ecco l'elenco dei vincitori della serata.

Miglior Film
La Forma dell’Acqua

Miglior Regia
Guillermo del Toro, La Forma dell’Acqua

Miglior Attore Protagonista
Gary Oldman, L’ora più buia

Miglior Attrice Protagonista
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attore non Protagonista
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attrice non Protagonista
Allison Janney, I, Tonya

Miglior Sceneggiatura Originale
Scappa – Get Out

Miglior Sceneggiatura non Originale
Chiamami col tuo nome

Miglior Film Straniero
Una donna fantastica

Miglior film d’Animazione
Coco

Miglior Fotografia
Blade Runner 2049

Miglior Scenografia
La Forma dell’Acqua

Miglior Montaggio
Dunkirk

Miglior Colonna Sonora
La Forma dell’Acqua

Miglior Canzone
"Remember Me", Coco

Migliori Effetti Visivi
Blade Runner 2049

Miglior Sonoro
Dunkirk

Miglior Montaggio Sonoro
Dunkirk

Migliori Costumi
Il Filo Nascosto

Miglior Trucco e Acconciatura
L’ora più buia

Miglior Documentario
Icarus

Miglior Cortometraggio Documenatrio
Heaven is a Traffic Jam On The 405

Miglior Cortometraggio
The Silent Child

Miglior Cortometraggio Animato
Dear Basketball

lunedì 19 febbraio 2018

BAFTA 2018 - trionfa Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti ieri sera a Londra i Bafta Awards 2018, gli "Oscar britannici". Come successo ai Golden Globes, anche la serata dei Bafta è stata segnata dalla protesta contro le molestie, con attori e soprattutto attrici vestite di nero.

A dominare la cerimonia è stato Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa ben cinque premi, tra cui miglior film e miglior film in lingua inglese.

Confermato il quartetto di attori che fino ad oggi ha vinto praticamente tutto: Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attrice, Gary Oldman (L'Ora Più Buia) miglior attore, Allison Janney (I, Tonya) migliore attrice non protagonista, e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attore non protagonista.

Guillermo del Toro (The Shape of Water) si è aggiudicato il premio per la regia, mentre James Ivory è stato premiato per Chiamami col Tuo Nome con il Bafta per la migliore sceneggiatura non originale.
Infine, il grande Ridley Scott è stato premiato con il Bafta Fellowship, il premio alla carriera, consegnato dal Principe William.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Miglior Film
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film inglese
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior regista
Guillermo del Toro, The Shape of Water

Migliore attrice protagonista
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore attore protagonista
Gary Oldman, L’Ora più Buia

Migliore attrice non protagonista
Allison Janney, I, Tonya

Migliore attore non protagonista
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore fotografia
Blade Runner 2049

Migliore sceneggiatura originale
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore sceneggiatura adattata
Chiamami col tuo Nome

Miglior film d'animazione
Coco

Miglior suono
Dunkirk

Miglior debutto per uno sceneggiatore/regista/produttore inglese
I am not a Witch, Rungano Nyoni (Writer/Director), Emily Morgan (Producer)

Migliori effetti visivi
Blade Runner 2049

Migliori scenografie
The Shape of Water

Miglior film non in lingua inglese
The Handmaiden, Park Chan-wook, Syd Lim

Miglior corto inglese
Cowboy Dave

Miglior corto animato inglese
Poles Apart

Miglior documentario
I am not Your Negro

Miglior montaggio
Baby Driver

Migliori Costumi
Il Filo Nascosto

Miglior trucco e acconciature
L'ora Più Buia

Miglior Colonna Sonora
The Shape of Water

EE Rising Star Award (Voted for by the public)
Daniel Kaluuya

Contributo inglese al cinema
Jon Wardle, National Film and Television School

Bafta Fellowship
Ridley Scott

lunedì 22 gennaio 2018

SAG Awards: trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, This is Us e Veep

Si è tenuta nella notte la premiazione dei SAG Awards, i premi assegnati dal sindacato degli attori. Una cerimonia all'insegna delle donne, la presentatrice della serata è stata Kristen Bell, e a per premiare i vincitori sono salite sul palco solo attrici.

Poche sorprese tra i premiati. A trionfare come miglior cast d'insieme è stato, come previsto, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa anche i premi per la migliore attrice (Frances McDormand) e migliore attore non protagonista (Sam Rockwell).
Conferme anche per Gary Oldman, premiato come migliore attore per L'Ora Più Buia, e Allison Janney, migliore attrice non protagonista per I, Tonya. Di fatto è stata confermato il quartetto di attori premiati sia ai Golden Globes che ai Critics' Choice Awards.

Il premio per il miglior cast d'insieme equivale a un premio come miglior film, la vittoria di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri attesta il film come uno dei favoriti per gli Oscar. La sfida al momento sembra a due: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri vs The Shape of Water.

Assegnati anche i premi per la tv. A sorpresa This is Us si è aggiudicato il SAG Award per il miglior cast d'insieme drama, battendo The Handmaid's Tale, data per favorita alla vigilia. Pochissime sorprese invece nelle categorie degli attori, dove l'unica vittoria inaspettata è stata la conferma di Claire Foy (The Crown) come migliore attrice in una serie drama al posto della favorita (e fino ad oggi pluripremiata) Elisabeth Moss per The Handmaid's Tale.

Premio alla carriera consegnato al grande Morgan Freeman.

Ecco tutti i vincitori.

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture:
The Big Sick
Get Out
Lady Bird
Mudbound
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role:
Judi Dench, Victoria & Abdul
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role:
Timothee Chalamet, Call Me by Your Name
James Franco, The Disaster Artist
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role:
Steve Carell, Battle of the Sexes
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, The Shape of Water
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role:
Mary J. Blige, Mudbound
Hong Chau, Downsizing
Holly Hunter, The Big Sick
Allison Janney, I, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture:
Wonder Woman
Baby Driver
Dunkirk
Logan
War For The Planet Of The Apes
-
Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series:
The Crown
Game of Thrones
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This Is Us

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series:
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Claire Foy, The Crown
Laura Linney, Ozark
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Robin Wright, House of Cards

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series:
Jason Bateman, Ozark
Sterling K. Brown, This Is Us
Peter Dinklage, Game of Thrones
David Harbour, Stranger Things
Bob Odenkirk, Better Call Saul

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries:
Laura Dern, Big Little Lies
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud: Bette & Joan
Susan Sarandon, Feud: Bette & Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries:
Benedict Cumberbatch, Sherlock
Jeff Daniels, Godless
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Geoffrey Rush, Genius
Alexander Skarsgard, Big Little Lies

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series:
Black-ish
Curb Your Enthusiasm
GLOW
Orange is the New Black
Veep

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series:
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Alison Brie, GLOW
Jane Fonda, Grace and Frankie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lily Tomlin, Grace and Frankie

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series:
Anthony Anderson,“Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Larry David, Curb Your Enthusiasm
Sean Hayes, Will & Grace
William H. Macy, Shameless
Marc Maron, GLOW

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series:
Game of Thrones
GLOW
Homeland
Stranger Things
The Walking Dead

sabato 13 gennaio 2018

Critics' Choice Awards - trionfo per The Shape of Water, Big Little Lies e The Handmaid’s Tale

Si è svolta la 23a edizione dei Critics’ Choice Awards, premi assegnati dalla Broadcast Film Critics Association, la più grande organizzazioni di critici di USA e Canada.

A trionfare è stato Guillermo del Toro con il suo The Shape of Water, che si è portato a casa quattro premi, tra cui miglior film e regia.

Nelle categorie degli attori, confermati i quattro vincitori dei Golden Globe, Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Gary Oldman (L'ora più Buia) migliori attori protagonisti, Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Allison Janney (I, Tonya) migliori attori non protagonisti.
Premiati anche James Franco (The Disaster Artist) e Margot Robbie (I, Tonya) come migliori attori di commedia.
Premio per la migliore sceneggiatura per Chiamami col Tuo Nome.

I Critics' Choice Awards sono moderatamente indicativi in chiave Academy Awards, non sempre chi ha vinto poi si è ripetuto agli Oscar, ma danno un idea dei titoli forti e gli attori che molto probabilmente saranno protagonisti della stagione dei premi.

Per la tv si riconfermano le serie che hanno trionfato ai Golden Globe, The Handmaid's Tale, The Marvelous Mrs. Maisel e, ovviamente, Big Little Lies, che ha davvero dominato nelle categorie delle miniserie.

Ecco tutti i vincitori.

Cinema
MIGLIOR FILM
The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE
Gary Oldman, L’Ora più Buia

MIGLIORE ATTRICE
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIORE ATTORE/ATTRICE GIOVANE
Brooklynn Prince, The Florida Project

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Jordan Peele, Get Out

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
James Ivory, Chiamami col tuo nome

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Roger Deakins, Blade Runner 2049

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Paul Denham Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin, The Shape of Water

MIGLIOR MONTAGGIO
Paul Machliss, Jonathan Amos, Baby Driver
Lee Smith, Dunkirk

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges, Il Filo Nascosto

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
L’Ora più Buia

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
The War – Il pianeta delle scimmie

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco

MIGLIOR FILM D’AZIONE
Wonder Woman

MIGLIORE COMMEDIA
The Big Sick

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA
Margot Robbie, I, Tonya

MIGLIOR FILM SCI-FI O HORROR
Get Out

MIGLIOR FILM STRANIERO
In The Fade

MIGLIOR CANZONE
“Remember Me” from Coco

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

Tv
MIGLIOR SERIE COMEDY
The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY
Ted Danson, The Good Place, NBC

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Walton Goggins, Vice Principals, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Mayim Bialik, The Big Bang Theory, CBS

MIGLIOR DRAMA
The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMA
Sterling K. Brown, This Is Us, NBC

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale, HulU

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
David Harbour, Stranger Things, Netflix

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR MINISERIE
Big Little Lies, HBO

MIGLIOR FILM PER LA TV
The Wizard of Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE PER UN FILM TV O MINISERIE
Ewan McGregor, Fargo, FX

MIGLIOR ATTRICE PER UN FILM TV O MINISERIE
Nicole Kidman, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Alexander Skarsgård, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Laura Dern, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR TALK SHOW
Jimmy Kimmel Live!, ABC

MIGLIOR SERIE ANIMATA
Rick and Morty, Adult Swim

giovedì 11 gennaio 2018

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri - la recensione

Missouri, nel cuore degli Stati Uniti, viene commesso un brutale omicidio, una giovane ragazza violentata, uccisa e poi data alle fiamme. Dopo dieci mesi la polizia non ha arrestato nessuno, le indagini sono ferme, ma il dolore di Mildred Hayes (F.McDormand) persiste insieme alla sua rabbia. E' così che la donna affitta tre cartelloni pubblicitari per scrivere un messaggio contro la polizia. Un messaggio indirizzato in particolare allo sceriffo di Ebbing, Bill Willoughby (W.Harrelson), malato di cancro. Un gesto estremo che scuoterà una comunità abbandonata all'indifferenza e alla pigrizia.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è una dark comedy con una storia tragica impregnata di odio e dolore. Rispetto ai suoi precedenti lavori, il regista Martin McDonagh in questo film fa un passo in avanti inserendo, in modo perfetto, intelligente e senza mai perdercisi dentro, tematiche e riflessioni molto profonde.
Al centro della storia ci sono tre personaggi, una madre in cerca di giustizia (o vendetta), uno sceriffo che deve fare i conti con la propria sofferenza, e un poliziotto "bifolco" razzista e violento, nello scenario della profonda provincia americana, dove una ragazza può essere brutalmente assassinata senza suscitare particolare orrore se non nel cuore di sua madre, che invece viene osteggiata per un messaggio polemico su tre cartelloni pubblicitari. In questo contesto aspro e arrabbiato c'è però spazio per uno spiraglio positivo, portato da tre commoventi lettere piene di compassione e amore, un gesto delicato che riesce a istillare un po' di calma nella rabbia. Tutto questo McDonagh lo racconta senza mai cadere nel patetico o nel buonismo, grazie a una sceneggiatura fatta di battute taglienti e dialoghi ruvidi e sarcastici, con dei toni che si collocano tra i fratelli Coen e Tarantino.

Se il lavoro di McDonagh alla regia e alla sceneggiatura è davvero ottimo, eccezionale è l'apporto del cast, su tutti il trio protagonista, Frances McDormand, Woody Harrelson, e Sam Rockwell, tutti e tre perfetti. Woody Harrelson e Sam Rockwell sono uno l'opposto dell'altro, calmo e riflessivo il primo, impulsivo e violento il secondo, entrambi offrono una prova solida e complementare l'uno verso l'altro. Straordinaria Frances McDormand, la sua Mildred è arrabbiata, dura, irremovibile, passa sopra tutto e tutti, apparentemente senza curarsi di come le sue azioni e le sue parole possano ferire chi le sta intorno. Ma sotto quella rabbia c'è un incredibile dolore, una donna segnata dalla disperazione e dai sensi di colpa, e per esprimere tutto questo Frances McDormand non ha bisogno di parole, è tutto nei suoi primi piani, nelle sue espressioni controllate ma incredibilmente intense. Una prova eccezionale di una grandissima attrice.
Ottimo anche tutto il cast di supporto, John Hawkes, Peter Dinklage, Abbie Cornish, Caleb Landry Jones, Lucas Hedges, e Clarke Peters.

Siamo solo a gennaio ma si può tranquillamente dire che Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è uno dei migliori film dell'anno. Una bella storia, raccontata bene, girata bene, recitata splendidamente, che rimane ruvida e cinica fino alla fine, lasciando però un finale aperto alla speranza che, nonostante tutto, nonostante la rabbia e il dolore, ci può essere spazio per un cambiamento verso il bene.

lunedì 8 gennaio 2018

Golden Globes 2018 - trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Lady Bird

La 75a edizione dei Golden Globe è stata sicuramente diversa rispetto alle precedenti, prima di tutto è stata teatro di una protesta che ha coinvolto tutti, le attrici, gli attori, registi e produttori presenti, la totalità dei partecipanti si è spesa per la causa Time's Up, contro le violenze e gli abusi e contro la discriminazione di genere. Così il red carpet si è trasformato in un black carpet, un tripudio di vestiti neri, spille e adesivi con scritto Time's Up.

Il tema delle molestie sessuali ha poi coinvolto anche tutti i discorsi di ringraziamento dei vincitori, le presentazioni delle nomination, e anche il discorso di apertura del presentatore Seth Meyers, che non ha risparmiato esplicite frecciatine a Harvey Weinstein, Kevin Spacey e, ovviamente, Trump.
Uno dei momenti clou della serata è stato senza dubbio il bellissimo discorso di Oprah Winfrey, premiata con il Cecil B.DeMille Award, il premio alla carriera.
Quello che si è visto ai Golden Globes ieri è stato un movimento unito, un fronte unico e compatto, sinceramente una bella immagine.
Altro fattore anomalo della serata è stato il tempo. La cerimonia è iniziata all'orario preciso ma stranamente è andata subito in ritardo, e quindi c'è stato pochissimo spazio per chi è salito sul palco, sia per il presentatore, praticamente scomparso dopo l'apertura, che per gli attori che dovevano introdurre le categorie, che per i vincitori, costretti a ritmi molto serrati.

Sorprese, conferme e qualche perplessità dai premi. Nonostante le buone chance della vigilia, ha spiazzato un po' tutti la vittoria del Golden Globe come migliore film drama di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che si è portato a casa anche il premio per la migliore attrice drama (Frances McDormand), migliore attore non protagonista (Sam Rockwell), e migliore sceneggiatura. Exploit anche per Lady Bird, premiato come migliore film comedy/musical e per la migliore attrice comedy/musical (Saoirse Ronan). Grande soddisfazione anche per i premi a Gary Oldman come migliore attore drama per L'Ora Più Buia, Allison Janney per I, Tonya, e James Franco per The Disaster Artist.
Sorpresa anche per la categoria miglior film straniero, tutti si aspettavano la vittoria di The Square, e invece a portarsi a casa il premio è stato In the Fade di Fatih Akin.

Lascia qualche perplessità il premio per la colonna sonora a Alexandre Desplat (The Shape of Water), soprattutto perché è stato preferito a Hans Zimmer che in Dunkirk ha fatto davvero qualcosa di straordinario. Anche il premio per la migliore regia lascia qualche dubbio, non per la bravura del vincitore Guillermo del Toro (The Shape of Water) ma perché nella stessa categoria c'erano Spielberg, Scott, e Nolan.

Non sorprende affatto invece la vittoria di Coco come migliore film d'animazione. Ennesimo premio per la Disney / Pixar.

Una bella sorpresa infine è stato vedere sul palco una vera leggenda di Hollywood, Kirk Douglas, che dal'alto dei suoi 101 anni, insieme alla nuora Catherine Zeta Jones, ha consegnato il premio per la migliore sceneggiatura. Doppia soddisfazione per Martin McDonagh (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), vincere ed essere premiato da un mito.

Per quanto riguarda la tv, trionfo per Big Little Lies, che si è portato a casa 4 premi, per The Handmaid’s Tale (2 premi), e per The Marvelous Mrs. Maisel (2 premi).

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Gary Oldman, Darkest Hour

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL
Lady Bird

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco 

MIGLIOR FILM STRANIERO
In the Fade

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"This is Me", The Greatest Showman (Music by: Benj Pasek, Justin Paul; Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul)

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MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale (Hulu)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sterling K. Brown, This Is Us

MIGLIOR SERIE – COMEDY O MUSICAL
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Aziz Ansari, Master of None

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Big Little Lies (HBO)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Nicole Kidman, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Ewan McGregor, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Alexander Skarsgård, Big Little Lies

lunedì 4 settembre 2017

Venezia 74 - giorno 6

Nel sesto giorno di festival arriva un film che mette d'accordo tutti. Presentato in Concorso Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh, con una straordinaria Frances McDormand protagonista.

Il film di McDonagh è una dark comedy che racconta le vicende di una madre molto determinata a cercare giustizia per l'omicidio della figlia. Dopo mesi dal tragico fatto, la polizia è ferma nelle indagini, così Mildred Hayes (F. McDormand) decide di agire e di scagliarsi contro la polizia. Così la donna noleggia tre grandi cartelloni pubblicitari sulla strada per entrare in città sui quali scrive messaggi polemici ed espliciti contro le forze dell'ordine, in particolare contro il capo della polizia William Willoughby (W.Harrelson). Willoughby non se la prende e prova a dialogare con la donna, ma quando i cartelli cominciano a prendere di mira il violento e immaturo vice capo Dixon (S.Rockwell), la situazione inizia a precipitare, tra aggressioni, schiaffi, calci e insulti molto coloriti.

Un vero colpo di fulmine quello tra la stampa e il film, al termine della proiezione si è levato l'applauso più lungo e sentito di tutto il festival. Serio, tosto, amaro e divertente, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri ha convinto e conquistato. Un'ovazione ha accolto regista e cast all'ingresso della sala stampa, tanti applausi soprattutto per Frances McDormand, che ora tutti sperano di vedere con la Coppa Volpi tra le mani.

"Per questo personaggio mi sono ispirata a John Wayne", ha spiegato l'attrice, particolarmente euforica durante la conferenza stampa, "Come figura iconica resiste alla prova del tempo. Io adoro John Wayne, ho preso tanto da lui per costruire Mildred, il suo sguardo, come si muove, soprattutto dal personaggio di Ethan Edwards di 'Sentieri Selvaggi'. Lui era un uomo antipatico, razzista, violento, ma alla fine riuscivi a empatizzare con lui e pure a volergli bene". Frances McDormand ha poi elogiato il regista. "Martin è molto bravo a fare cinema malinconico e divertente, che fa piangere e ridere allo stesso tempo, quindi è un piacere lavorare con lui. Poi, la sceneggiatura è fantastica", ha detto l'attrice che però all'inizio ha avuto qualche dubbio sul film. "Ho ricevuto questo script a 58 anni", ha raccontato Frances McDormand, "e non credevo che una donna avrebbe avuto dei figli così tardi. Ho chiesto di trasformarla in una nonna, ma il regista non voleva perché era convinto che una nonna non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Poi mio marito mi ha detto di smetterla di discutere con Martin e accettare la parte". Ringraziamo Joel Coen per averla convinta.
Complimenti all'attrice anche da parte di Woody Harrelson. "È bellissimo lavorare con Frances, è come tirare boxe con uno veramente bravo. Ci siamo tanto divertiti. Il copione era eccellente, tutto era già ricco e definito in sceneggiatura", ha detto l'attore

Il film mostra un'America arrabbiata, chiusa, razzista e xenofoba (anche se stavolta il nome del presidente USA non è venuto fuori). "Questo non è un film sul razzismo e la violenza in una cittadina in America", ha spiegato Martin McDonagh, "quello che mi interessa  raccontare è una storia, non il luogo. Razzismo e xenofobia capitano in tutto il mondo, non soltanto negli Stati Uniti. [...] Nel film non ci sono personaggi cattivi, buoni, ognuno alla sua storia, un percorso. Per esempio, tra Willoughby e Mildred c’è un rapporto molto particolare, sono arrabbiati e si confrontano, tutti i due hanno ragione, eppure si vede che si rispettano e si vogliono bene. Mi piace questo tipo di rapporto". La storia del film è ispirata a un fatto realmente accaduto, come ha spiegato il regista: "Mentre ero su un bus in viaggio per l’America ho visto dei cartelloni simili, era qualcosa di doloroso e tragico, e mi sono chiesto chi avrebbe potuto mettere dei cartelli così dolorosi e in cui era evidente tutta la rabbia".
Nel ruolo dell'immaturo e aggressivo vice capo c'è l'attore Sam Rockwell, che sul suo personaggio ha dichiarato: "per costruire il mio personaggio ho visto tanti episodi di Cops. E' un bellissimo show! Poi, mi sono reso conto che i poliziotti non sono uno stereotipo, non si può generalizzare, così ho cercato di catturare tutte le sfumature".

Infine, qualcuno ha azzardato un parallelo tra la Mildred di Three Billboards Outside Ebbing, Missouri e la Margo di Fargo, ruolo con cui Frances McDormand ha vinto l'Oscar nel 1997. E la risposta dell'attrice è stata: "Penso che mi porterò Margo addosso fino alla tomba. Lei mi seguirà per tutta la vita, sarà pure nel mio epitaffio!".

Il film sarà nelle sale USA a ottobre, in Italia arriverà a gennaio.
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Presentato in Concorso il secondo film italiano. Si tratta di Una Famiglia, di Sebastiano Riso, con Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel.

Una storia difficile che racconta di una coppia coinvolta nel traffico di neonati. Lei, Maria (M.Ramazzotti), è una donna plagiata dal marito, Vincenzo, più grande di lei e completamente dominante nei suoi confronti. Lei concepisce e fa nascere bambini che poi verranno venduti a coppie sterili (o in un caso specifico a una coppia di omosessuali) per cinquantamila euro. Maria fin da subito è contraria a questo traffico ma per amore verso il marito lo asseconda e ne diventa complice, fino al momento in cui decide di voler smettere.

Il film è stato accolto in modo molto freddo dalla stampa, pochi applausi, qualche buu, ma il regista se lo aspettava, vista il tema delicato."Ogni film cambia a seconda di chi lo guarda", ha dichiarato Sebastiano Riso, "Una Famiglia non vuole essere rassicurante, e non è un film sull'utero in affitto, parla del rapporto di coppia tra un uomo e una donna, che vacilla quando viene a mancare la fiducia tra loro e quando Maria comincia a disobbedire. E' una storia che si interroga sul concetto di famiglia oggi nel nostro Paese, e quanto sia difficile adottare un bambino in Italia, sia che tu sia single, omosessuale o semplicemente un marito e una moglie che non hanno ottenuto i requisiti".

Protagonista del film una brava Micaela Ramazzotti che descrive così il suo personaggio: "Maria non ha nessuno al mondo oltre a quell'uomo, che per lei è un marito, un fratello, un amico, un amante, un padrone, un carceriere. È schiava di un progetto che non ha deciso ma ha accettato. È talmente innocente, buona e succube da diventare complice di un criminale. Quando manderà all'aria questo susseguirsi di sesso, gravidanze, espulsione del bambino, vendita, solo allora sarà libera". Tra l'attrice e il regista c'è da tempo un rapporto di grande stima. "Sebastiano ha un entusiasmo verso di me che mi commuove", ha raccontato l'attrice, "Gli attori hanno sempre un'autostima molto bassa e invece alla fine della giornata di riprese io ero alle stelle per come mi faceva sentire: bella e bravissima. Arrivavo a casa la sera e pensavo di essere 'come Meryl Streep', poi mi davo dell'idiota da sola".

Il film sarà nelle sale dal 28 settembre.

lunedì 26 gennaio 2015

SAG Awards 2015: i vincitori per cinema e tv

Si sono tenuti nella notte i SAG Awards 2015, il premio del sindacato degli attori. Premio molto influente nella corsa agli Oscar.

A vincere come miglior cast è stato Birdman, che si conferma come frontrunner per gli Oscar 2015.

Altre conferme nelle categorie degli attori. Come migliore attore è stato premiato Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto), e a questo punto sarà "sfida a due" con Michael Keaton per l'Oscar.
Ancora premi per Julianne Moore (Still Alice) migliore attrice protagonista; migliore attore non protagonista J.K. Simmons per Whiplash; migliore attrice non protagonista Patricia Arquette per Boyhood.
Premio alla carriere per Debbie Reynolds, presentata dalla figlia, Carrie Fisher.

Premi anche per le serie tv. A vincere il SAG per il miglior cast di una serie drama è stato Downton Abbey, migliore serie comedy invece è andato al cast di Orange is the New Black. Premi poi per Kevin Spacey, Viola Davis, Frances McDormand, Mark Ruffalo.

Ecco l'elenco dei vincitori.

- Cinema -

Migliore interpretazione di un attore protagonista
EDDIE REDMAYNE / Stephen Hawking – “THE THEORY OF EVERYTHING”

Migliore interpretazione di un'attrice protagonista
JULIANNE MOORE / Alice Howland – “STILL ALICE”

Migliore interpretazione di un attore non protagonista
J.K. SIMMONS / Fletcher – “WHIPLASH” (Sony Pictures Classics)

Migliore interpretazione di un'attrice non protagonista
PATRICIA ARQUETTE / Olivia – “BOYHOOD” (IFC Films)

Migliore interpretazione di un cast
BIRDMAN

ZACH GALIFIANAKIS / Jake
MICHAEL KEATON / Riggan
EDWARD NORTON / Mike
ANDREA RISEBOROUGH / Laura
AMY RYAN / Sylvia
EMMA STONE / Sam
NAOMI WATTS / Lesley

Migliore interpretazione di un cast di stunt
“UNBROKEN” (Universal Pictures)

Screen Actors Guild 51st Annual Life Achievement Award
DEBBIE REYNOLDS
-

- Serie TV-

Miglior cast in un drama televisivo
“Downton Abbey“

Miglior attore televisivo in una serie drama
Kevin Spacey, “House of Cards“

Miglior attrice televisiva in una serie drama
Viola Davis, “How to Get Away with Murder“

Miglior cast in una comedy televisiva
“Orange Is the New Black“

Miglior attore televisivo in una serie comedy
William H. Macy, “Shameless“

Miglior attrice comedy in una serie comedy
Uzo Aduba, “Orange Is the New Black“

Miglior attore in un film o una miniserie TV
Mark Ruffalo, “The Normal Heart“

Miglior attrice in un film o una miniserie TV
Frances McDormand, “Olive Kittredge“

Miglior cast di stunt in una serie TV
“Game of Thrones“