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lunedì 22 novembre 2021

Ghostbusters: Legacy – la recensione [no spoiler]

È uscito da pochi giorni nelle sale italiane il nuovo capitolo della saga sugli Acchiappafantasmi più conosciuti al mondo, Ghostbusters: Legacy

Il film riprende con cura e devozione l’albero genealogico della famiglia Spengler e ci mostra la vita tutt’altro che priva di difficoltà della figlia di Egon (il compianto Harold Ramis, uno dei "papà" della saga cult originale), Callie, interpretata da Carrie Coon, e dei suoi figli: Trevor (Finn Wolfhard), alle prese con le pulsioni della sua invadente adolescenza, e Phoebe (Mckenna Grace), la più giovane dei due, che tanto somiglia al nonno, sia per la sua mente brillante, che per i suoi occhialoni rotondi e il suo sguardo deciso, ma anche per il suo singolare senso dell’umorismo. Queste tre pedine, estremamente diverse tra loro, si vanno ad inserire su una scacchiera sulla quale si gioca il destino del mondo, tra sciami sismici inspiegabili e trappole per fantasmi nascoste, aggiungendo ai toni brillanti e volutamente poco seri della trama originale, dei toni più cupi e nostalgici che solo la scomparsa di un personaggio tanto amato possono dare. A tutto questo poi si deve aggiungere una colonna sonora coinvolgente e dei personaggi secondari ben definiti, come il buffo compagno di classe, Podcast (Logan Kim), e il professore di scienze più improbabile e sbadato che si possa desiderare, Mr. Grooberson (Paul Rudd). Tutto questo messo insieme è Ghostbusters: Legacy. “Chi chiameranno?

Il film, della durata di 124 minuti, attinge direttamente all'immaginario della saga originale, vanta una trama ben architettata, che porta lo spettatore attraverso un dedalo che piano piano si districa, rendendo evidente ogni singolo collegamento possibile.
La performance corale del cast è senza sbavature, ed è sicuramente un punto di forza del film. Strabiliante, nonostante la sua giovane età, la deliziosa Mckenna Grace, che con semplicità ci presenta una versione in miniatura e tutta riccioli del caro Harold Ramis, e trasmette anche un senso di malinconia nel vederla interagire con Podcast, che ricorda molto un "piccolo Raymond Stantz" (Dan Aykryod nei film originali), quasi a voler sancire un netto passaggio generazionale che apre verso la possibilità di nuove avventure.

Jason Reitman, figlio di Ivan, regista dei primi due episodi, costruisce il ponte perfetto tra passato e presente, con un palpabile rispetto per i film del padre e tanto cuore, tenendo lo spettatore saldamente incollato alla poltrona con un film che stringe con forza la mano ai suoi predecessori, come solo un fan affezionato ed emozionato potrebbe fare.

Francesca Matteucci

martedì 11 febbraio 2020

The French Dispatch: nuove immagini del film di Wes Anderson

Oggi è stato pubblicato il primo poster di The French Dispatch, nuovo attesissimo film diretto da Wes Anderson. Domani arriverà il primo trailer, intanto possiamo gustarci alcune immagini tratte dal film che ci trasportano immediatamente nell'atmosfera "alla Wes Anderson".

Un film ancora avvolto nel mistero, descritto come un "atto d'amore nei confronti del giornalismo". Della storia sappiamo solo che seguirà le vicende di alcuni corrispondenti in Francia di un giornale americano, e sarà un racconto che attraverserà numerosi decenni e avrà parti alcune parti girate in bianco e nero, e altre addirittura in animazione (probabile in stop motion).
Negli USA sarà vietato ai minori di 17 anni, per la presenza di "nudi espliciti e alcuni riferimenti sessuali".

Molto numeroso il cast, con molti attori che hanno già lavorato con il regista in passato: Bill MurrayBenicio Del Toro, Frances McDormand, Jeffrey Wright, Adrien Brody, Timothée Chalamet, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Mathieu Amalric, Lyna Khoudri, Stephen Park, Owen Wilson, Elisabeth Moss, Lois Smith, Willem Dafoe, Bob Balaban, Henry Winkler, Kate Winslet, Jason Schwartzman, Christoph Waltz, Griffin Dunne, Denis Ménochet, Vincent Macaigne, Cécile de France, e Rupert Friend.

La pellicola potrebbe essere presentato al prossimo Festival di Cannes, rumor ipotizzano come film d'apertura. Intanto ecco le immagini dal film.










venerdì 4 ottobre 2019

Festa del Cinema di Roma 2019 - presentato il programma

Questa mattina, nell'Auditorium Parco della Musica, è stato svelato il programma della 14a edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre).

La Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Laura Delli Colli, ha definito questa edizione come: "una festa dalla doppia anima, con il fascino di Greta Garbo che compare nella locandina, ma anche la curiosità di un quattordicenne, che è in effetti la sua età".
Il direttore Antonio Monda invece ha voluto ricordare come alla Festa siano passati film che poi hanno avuto molta fortuna, due su tutti Moonlight e Green Book, che hanno vinto l'Oscar come miglior film: "quindi i film che passano qui sono fortunati. Il pubblico è incrementato del 6% nell'ultimo anno e del 30% se calcoliamo la crescita dalla prima edizione. Chi cerca un festival resterà sempre deluso. E’ una festa aperta al pubblico", ha dichiarato.

Il direttore ha poi illustrato molti dei film che saranno presentati, annunciando anche alcuni ospiti che accompagneranno le pellicole. Diversi i titoli interessanti, due su tutti: la premiere di The Irishman, con la conferma che ci sarà Martin Scorsese insieme a uno dei protagonisti (De Niro, Al Pacino o Joe Pesci), e, un po' a sorpresa è stata annunciata la premiere italiana di Downton Abbey, film tratto dall'omonima pluripremiata serie tv, che sarà accompagnata da alcuni membri del cast.

Saranno inoltre presentati: Judy (ma la presenza di Renée Zellweger è ancora in forse), Hustlers, (Jennifer Lopez però non ci sarà), il documentario Pavarotti di Ron Howard, l'horror Scary Stories to Tell in the DarkThe Aeronauts, con Eddie Redmayne e Felicity Jones protagonisti. Nella selezione ufficiale sono presenti anche tre film italiani: Santa subito di Alessandro Piva, Il ladro di giorni di Guido Lombardi, con Riccardo Scamarcio protagonista, e Tornare di Cristina Comencini, con Giovanna Mezzogiorno protagonista, che sarà anche il film di chiusura della Festa.

Molto interessanti gli Incontri Ravvicinati. Bill Murray, a cui verrà consegnato un premio alla carriera, sarà protagonista di un incontro che vedrà un presentatore d'eccezione, Wes Anderson. Ci sarà Viola Davis, anche l'attrice riceverà il premio alla carriera. E ancora Ethan Coen, che ha programmato un incontro molto particolare che non è stato svelato, poi Fanny Ardant, Olivier AssayasBenicio Del Toro, Ron Howard, John Travolta, e Edward Norton, che aprirà il festival con il suo ultimo film da regista, Motherless Brooklyn.

La Festa inoltre avrà una lunga pre-apertura, grazie anche alla sezione Alice nella Città (il 7 ottobre ci sarà l'anteprima europea di Maleficent: Signora del Male, con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer presenti).

Ecco l'elenco dei film, per tutte le info potete andare sul sito ufficiale della Festa.

PRE-APERTURA
- Jesus Rolls di John Turturro
- Le beatitudini di Sant’Egidio di Jacques Debs
- L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti
- La giostra dei giganti di Jacopo Rondinelli
- Gli anni amari di Andrea Adriatico
- Roam Rome Mein di Tannishtha Chatterjee
- La prima donna di Tony Saccucci

SELEZIONE UFFICIALE
- Pavarotti di Ron Howard
- Judy di Rupert Goold
- Military Wives di Jason Flemyng
- Antigone di Sophie Deraspe
- The Farewell di Lulu Wang
- The Irishman di Martin Scorsese
- Santa subito di Alessandro Piva
- Downton Abbey di Michael Engler
- Tantas Almas di Nicolas Rincòn Gille
- Motherless Brooklyn di Edward Norton (film d'apertura)
- Scary Stories to Tell in the Dark di André Øvredal
- Where’s My Roy Cohn? di Matt Tyrnauer
- The Aeronauts di Tom Harper
- Nomad: In the Footsteps of Bruce Chatwin di Werner Herzog
- Il ladro di giorni di Guido Lombardi
- Honey Boy di Alma Har’el
- Your Mum and Dad di Klaartje Quirijns
- Hustlers di Lorene Scafaria
- Waves di Trey Edward
- Shults Kohtunik di Andres Puustusmaa
- Drowning di Melora Walters
- Western Stars di Thom Zimny
- Trois Jours et Une Vie di Nicolas Boukhrief
- Willow di Milcho Manchevski
- Fête de famille di Cédric Kahn
- Mystify: Michael Hutchence di Richard Lowenstein
- 438 Days di Jesper Ganslandt
- Deux di Filippo Meneghetti
- Le meilleur reste à venir di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte
- 1982 di Oualid Mouaness
- Run With the Hunted di John Swab
- Tornare di Cristina Comencini (film di chiusura)
- On Air di Manno Lanssens
- Rewind di Sasha Joseph Neulinger

sabato 8 giugno 2019

Anche Sigourney Weaver in Ghostbusters 3!

Ci sarà anche Sigourney Weaver nel terzo capitolo di Ghostbusters che sarà diretto da Jason Reitman.

A confermarlo è stata la stessa attrice che, durante un'intervista a Parade, ha dichiarato di essere felice di tornare nei panni di Dana Barrett.
La Weaver ha poi aggiunto una frase che fa sperare i fan della saga: "Sarà pazzesco lavorare di nuovo con i ragazzi!". Questo significa che nel film torneranno tutti i vecchi Acchiappafantasmi?

L'attrice non ha aggiunto altro, quindi al momento non ci sono conferme sulla possibile presenza di Dan AykroydErnie Hudson, e Bill Murray, e nemmeno sull'eventuale partecipazione di Annie Potts o Rick Moranis. Il regista Jason Reitman, figlio di Ivan Reitman, regista dei primi due episodi, ha annunciato che ci saranno novità a breve. Quindi, non ci resta che aspettare.

Nel cast del film ci saranno anche Finn Wolfhard, McKenna Grace, e Carrie Coon. L'uscita è stata fissata per il 10 luglio 2020.

mercoledì 15 maggio 2019

Cannes 2019 - giorno 1

Dopo la conferenza stampa della giuria e il red carpet d'apertura di ieri sera, prende il via la 72a edizione del Festival di Cannes.

Ad aprire sono gli zombie di Jim Jarmusch, che presenta la sua nuova horror-comedy The Dead Don't Die. Oltre al regista, ad accompagnare il film c'era buona parte del ricco cast, con Bill Murray, Adam Driver (assente però alla conferenza), Chloe Sevigny, Selena Gomez e Tilda Swinton. Nel film ci sono anche Steve Buscemi, Danny Glover, Iggy Pop e Tom Waits.
Dopo i vampiri del bel film Solo gli Amanti Sopravvivono, presentato sempre a Cannes nel 2013, Jim Jarmusch ha deciso di raccontare una improvvisa invasione zombie in un paesino della provincia americana, con tre agenti della polizia locale - il capo della polizia (Murray), un agente che sa tutto di zombie (Driver), e un'agente fifona che vorrebbe solo scappare (Sevigny) - a cercare di arginare l'avanzata.

Evidente l'omaggio a un classico come La Notte dei Morti Viventi di Romero, di cui è quasi un remake, ma Jarmusch ci aggiunge la sua particolare ironia e anche temi ambientalisti. Ed è proprio l'abuso delle materie prime della Terra a causare il risveglio dei morti nel film, un tema ecologista fortemente voluto dal regista. "Mi preoccupa di rendere la gente cosciente di cosa serve al pianeta", ha dichiarato Jarmusch, "E come dice un personaggio del film, dobbiamo imparare ad apprezzare i dettagli, soffermarci sul tempo che ci viene dato a disposizione, questo è amore per la vita. Come in Solo gli Amanti Sopravvivono i vampiri erano una metafora per una storia d’amore eterno, anche qui usiamo gli zombi come metafora per questi temi. Volevo evitare di fare un film troppo splatter e per questo ho voluto che al posto del sangue gli zombie gettassero fuori polvere. [...] Amo tutti i generi di film e forse non sono un grande esperto di horror, ma adoro registi horror anche contemporanei come Carpenter e Raimi. E anche Mario Bava e Dario Argento. Romero il genere lo ha rivoluzionato, ponendo una minaccia che non venisse dall’esterno della società, come Dracula o Frankenstein, ma dal suo interno, e ne fosse anche vittima. La cos ache mi terrorizza nella vita è proprio assistere al declino della natura".



Tutt'altra paura invece quella di Bill Murray, che quando parla non si sa mai quanto sia serio. "A me invece terrorizza Cannes", ha dichiarato l'attore, "Quando lavoro a un film sono una persona migliore, ma quando non lavoro divento molto pigro. Anche adesso, vi giuro, ce la sto mettendo tutta per essere qui con voi. A Jim non serve certo il mio aiuto per il senso dell’umorismo, mi ha coinvolto parlando di soldi e facendomi molti regali, quest’uomo è un autentico manipolatore. Fare un film può essere molto impegnativo e pericoloso, dato che si lavora sulla postura, ogni volta penso che potrebbe essere l’ultimo giorno che lavoro".
Chi non è rimasto per niente sorpresa dalla "svolta zombie" di Jarmusch, è Tilda Swinton: "Leggendo la sceneggiatura l’ho trovata sorprendente, anche se è dai tempi di Solo gli amanti Sopravvivono che penso che Jim avesse intenzione di fare un film di zombi, dato che erano presenti anche in quella pellicola. Ma ho avuto modo di vedere il film finito solo ieri sera".

L'accoglienza del pubblico ieri all'anteprima è stata tiepida, applausi e risate ma senza particolare euforia. Sulla stessa linea le recensioni.

Intanto, nemmeno un giorno di festival e già è scoppiata una piccola polemica. The Dead Don't Die ha aperto ufficialmente il festival ieri sera ma la conferenza stampa si è tenuta questa mattina, dall'anno scorso infatti i due appuntamenti sono stati invertiti, per evitare spoiler o recensioni negative prima della proiezione pubblica. Questa decisione aveva creato polemiche lo scorso anno, quest'anno invece le polemiche riguardano delle misteriose "proiezioni clandestine".
Sembra infatti che, nonostante il divieto di proiezione per la stampa e l'embargo per le recensioni, circa 300 giornalisti abbiano visto il film in un'anteprima non autorizzata nella mattinata di ieri (la prima era fissata alle 19:30). Alcuni giornali, come Le Monde, hanno infatti pubblicato delle recensioni a orari insoliti, segno che avevano già visto il film. Questo ha creato un certo malumore tra i giornalisti e i critici esclusi da queste proiezioni segrete.

venerdì 4 maggio 2018

L'Isola dei Cani - la recensione

Che Wes Anderson sia uno dei registi più immediatamente riconoscibili per stile, visione e tematiche, non lo si scopre di certo ora. Che la stop-motion riesca ad esaltare e ampliare questo stile, dando letteralmente vita a mondi di linee verticai e orizzontali dove i personaggi sono tutto fuorché inquadrati, si era già capito con il meraviglioso Fantastic Mr Fox nel 2009.

Quello che Wes Anderson fa nel suo nuovo lavoro è andare oltre, unendo fiaba e distopia con contaminazioni derivanti dal Cinema (e in particolare dall'animazione) giapponese e aggiungere una nuova linea a quelle delineate dalla sua macchina da presa, ovvero una linea linguistica, che estranea lo spettatore portandolo dentro un punto di vista insolito per lui: quello dei cani.

Il futuro distopico, scandito dal ritmo battente dei tamburi, è un Giappone in cui un'influenza canina ha gettato la popolazione in un delirio collettivo e i cani vengono deportati su un'isola piena di spazzatura. La fiaba invece ha la musica dei flauti ed è rappresentata da un bambino che si mette alla ricerca del suo cane Spots e dell'amicizia che instaura con un gruppo di cani sull'Isola.
E poi c'è il magico straneamento del sentire gli umani parlare giapponese, incomprensibile alle orecchie di noi occidentali, mentre i latrati dei cani sono tradotti in inglese (in italiano nel nostro paese). La ricerca del piccolo Atari è animata da puro e sincero affetto, ma ha il sapore della ricerca eroica, poiché spinge a una vera rivoluzione e alla riflessione su cosa vuol dire essere umani o essere animali, su cosa sia l'empatia, su cosa voglia dire provare affetto, sul perché a volte anche noi, così come il cane Chief, mordiamo senza saperne bene il motivo.

Ma al di là di questo, ciò che rende meraviglioso L'Isola dei Cani, è che siamo di fronte a un film non solo genuinamente divertente, dove l'umorismo classico del regista si unisce a rimandi più classici all'animazione Disney, ma anche, e soprattutto, a un film incredibilmente commovente, sull'amicizia quella vera, sui sentimenti e su come questi nascono e si consolidano. E c'è tutta la bellezza del cinema di Anderson, composto ma mai rigido, atipico, delicato, a tinte pastello ma d'impatto nel suo essere rigidamente fuori dagli schemi.



sabato 16 aprile 2016

Il Libro della Giungla - la recensione

Dopo Cenerentola, di Kenneth Branagh, la Disney ripropone in live action un altro dei suoi classici di successo, scegliendo di affidarsi a un regista molto meno autoriale di Branagh, come Jon Favreau (che aveva però dato inizio al grande progetto del Marvel Cinematic Universe con il suo Iron Man) e a un cast vocale a dir poco stellare (Idris Elba, Scarlett Johansson, Bill Murray, solo per citarne alcuni).

La scelta di Favreau e dello sceneggiatore è quella di riproporre con quasi totale fedeltà il film originale, trasportando alcune scene totalmente invariate, ma allo stesso tempo prendere ciò che rimaneva nel sottofondo ed estrapolarlo per farne pilastro portante della storia: la consapevolezza di sé, l'appartenenza a un gruppo (a un branco, in questo caso), il concetto di famiglia.
Come in un vero e proprio romanzo di formazione, Mowgli attraversa le varia fasi della scoperta di se stessi fino alla fine, fino a capire per la prima volta chi e cosa realmente rappresenta il suo Io più profondo.
Questo si risolve in una cornice certamente più adulta, più cupa, rispetto al film di animazione, e anche le varie figure paterne, da Akhela a Bagheera fino all'orso Baloo, sono facce di una stessa medaglia e tutte fondamentali per la crescita di Mowgli. In questo quadro si inserisce Shere Khan, villain spaventoso non tanto per la possanza della sua presenza scenica, ma in quanto incarna gli aspetti più oscuri del potere e della vendetta.

A livello visivo il film è davvero straordinario: la giungla è stata ricreata in computer grafica, e più che realistica è quasi magica, un luogo da fiaba prima che reale, mentre gli animali risultano incredibilmente realistici, grazie alla commistione tra CGI, rendering fotorealistico (tecnica già ammirata in Vita di Pi) e Motion Capture per il labiale, si integrano perfettamente sia con il fondale che alle interazioni con l'attore in carne e ossa, il bravissimo esordiente Neel Sethi.

Da lodare anche le musiche, un mix riuscitissimo tra la colonna sonora del classico e musica originale.

Capitolo a parte lo merita il doppiaggio: nella versione originale il cast di altissimo livello non si era limitato solo a doppiare, ma aveva partecipato alle riprese, interagendo con il giovane Sethi sul set e dando vita ai movimenti labiali dei propri personaggi con il motion capture. Ovviamente tutto ciò va perso nella versione italiana, ma bisogna fare un applauso all'adattamento e soprattutto alla scelta delle voci, in particolare colpiscono Toni Servillo come Bagheera, che riesce a dare il giusto tono pacato e solenne al personaggio, e Alessandro Rossi, perfetto per restituire la voce profonda della tigre Shere Khan.

Estremamente fedele e allo stesso tempo profondamente diverso dal classico di animazione, questa nuova versione de Il Libro della Giungla è un vero spettacolo per gli occhi e un piacere per il cuore.

venerdì 7 febbraio 2014

Berlino 2014 - Giorno 1&2



Si è aperto ieri il Festival di Berlino, il meno glamour dei grandi festival, ma che comunque non rinuncia alla sua dose di star hollywoodiane.
Il nuovo film di Wes Anderson, Grand Budapest Hotel, è infatti il primo a sfilare sul red carpet, con Ralph Fiennes, Bill Murray, Tilda Swinton, William Dafoe, Soirse Ronan ed Edward Norton tutti presenti in passerella.
Il film ha riscosso davvero un'ottima accoglienza, ma potevamo aspettarcelo da un regista che raramente sbaglia un colpo.

Oggi è stato invece il turno di Forest Whitaker, protagonista di La voie de l'ennemi, film intenso in cui un uomo, uscito di prigione dopo 18 anni e convertito all'Islam, cerca di ricominciare una nuova vita, ma non riesce a fuggire alle colpe del passato. Buona accoglienza anche per questo film, in cui compare anche il grande Harvey Keithel, nel ruolo del "poliziotto cattivo" che opera al confine con il Messico. Nonostante queste sfumature negative, il regista Rachid Bouchareb ha comunque assicurato che si tratta di un personaggio molto umano: "Ho incontrato diversi sceriffi che mi hanno raccontato le loro opinioni e che sono sensibili al tema dell'immigrazione, ma ho anche verificato la rigidità e la durezza di alcuni di loro nell'applicazione delle leggi... Anche questa è l'America."

Ma non ci sono stati solo sorrisi, alla berlinale. Il recentemente scomparso Philiph Seymour Hoffman, infatti, sarebbe dovuto essere a Berlino (ha preso parte, come comprimario, a due film fuori concorso) e il festival lo ricorderà con una proiezione speciale di Truman Capote, film che gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.
Non sono mancate neanche le polemiche su Woody Allen e le recenti dichiarazioni della figlia adottiva, che accusa il regista newyorchese di abusi. Nonostante Allen abbia risposto definendole vergognose menzogne, c'è già chi mormora della possibilità che questo scandalo abbia compromesso la sua corsa all'Oscar... noi speriamo di no, perchè Cate Blanchett è davvero bravissima!

lunedì 25 marzo 2013

'The Monuments Men': G.Clooney, M.Damon e C.Blanchett sul set

Sono iniziate già da qualche giorno a Berlino le riprese del nuovo film di George Clooney, 'The Monuments Men'.

Tratto dal romanzo 'Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History' di Robert M. Edsel, basato su fatti realmente accaduti, la storia racconta degli otto uomini, direttori di musei americani e inglesi, curatori, esperti e storici d'arte, che vennero scelti dal governo degli Stati Uniti per una missione molto speciale durante la Seconda Guerra Mondiale: recuperare tutte le opere d'arte trafugate dai nazisti durante la guerra. Gli otto prescelti hanno rischiato la vita per salvare oltre 1000 anni di storia.

Il film ha un cast ricchissimo, oltre a Clooney, produttore, regista e attore, ci saranno anche Cate Blanchett, Matt Damon, Bill Murray, Daniel Craig, Jean Dujardin, John Goodman, Bob Balaban e Hugh Bonneville. L'uscita del film è fissata per il 18 dicembre.

Ecco le prime foto dal set, in cui vediamo anche un momento di svago con George Clooney e Matt Damon che tirano palle di neve a qualcuno.










(foto da Coming Soon.net e BZ-Berlin)


Frra




giovedì 6 dicembre 2012

'Ghostbuster 3' è ancora fermo.

Continua l'infinito tira e molla su film 'Ghostbuster 3'.

Appena due giorni era circolata una notizia che aveva fatto ben sperare i fan degli Acchiappafantasmi: Bill Murray rientrato nel progetto del terzo capitolo di 'Ghostbuster 3'.
A 48 ore di distanza circa è arrivata la smentita direttamente da Dan Aykroyd. Murray al momento è ancora fuori dal progetto e sembra anche lontano visto che ha rinunciato ai suoi diritti sulla serie. "Certo", ha detto Aykroyd, "mi piacerebbe se Billy mi chiamasse domani per dirmi: 'Andiamo a lavorare e iniziare a scrivere'". Cosa che sembra piuttosto remota al momento.

Il film perciò è ancora fermo ma i progetti sul franchise continuano. 'Ghostbuster 3', se mai si farà, potrebbe essere il primo capitolo di una nuova trilogia sugli Acchiappafantasmi. "Dovrà essere divertente, o non varrà la pena farlo. Potrà essere spaventoso, potrà essere Ghostbusters, potrà essere la nuova saga, ma se non è divertente...", parola di Dan Aykroyd.

Intanto però il terzo capitolo è ancora in alto mare e visti gli ultimi sviluppi sembra difficile che possa entrare in produzione nel 2013.



Frra

mercoledì 5 dicembre 2012

'Moonrise Kingdom' - la recensione

L'amore secondo Wes Anderson.

1965. Dal campo scout su un'isoletta scompare Sam, un ragazzino intelligente ma isolato dal resto dai compagni. Subito si mettono tutti in moto per cercarlo. Da una casa dell'isola scompare anche la figlia dei Bishop, Suzy. Si scopre così che i due ragazzini hanno messo in pratica un piano premeditato: una vera e propria fuga d'amore.
Tutti si mobilitano per le ricerche, il capo scout e tutti i ragazzini, il malinconico poliziotto dell'isola e la distratta famiglia di Suzy. I due giovani innamorati però non hanno nessuna intenzione di farsi trovare. Intanto si avvicina una tempesta spaventosa.

La frase "quel regista ha uno stile tutto suo" è stata detta tante volte per tanti registi ma per nessuno è così adatta come per Wes Anderson.
Lo stile Anderson è assolutamente unico e riconoscibile, i colori, i particolari, i costumi, la composizione delle scene, la recitazione, l'umorismo, i tempi, nei film di Anderson tutti questi elementi sono ben definiti e danno alle sue storie un'atmosfera poetica e a volte fumettistica.

'Moonrise Kingdom' è l'ennesima ottima pellicola della sua filmografia. Due ragazzini incompresi che si trovano e fuggono per amore ha quasi il sapore di un dramma romantico, un romanticismo tenero, candido, un po' surreale ma maledettamente serio per i due protagonisti. La loro assoluta convinzione nel voler fuggire per un sogno d'amore si contrappone alla triste condizione degli adulti, un capo scout deciso a seguire le regole alla lettera, un poliziotto malinconico, una coppia indifferente a tutto, tutti personaggi insoddisfatti. I ragazzini protagonisti non sono "super-bambini", sono candidi, un po' impacciati e genuini. A tutto questo va aggiunto il tocco Anderson che dà al film quasi il tono di favola surreale.

Ottimo il cast a partire dai due giovani protagonisti, Kara Hayward e Jared Gilman. Intorno a loro Bruce Willis, Bill Murray, Edward Norton, Frances McDormand, Tilda Swinton, Bob Balaban e Harvey Keitel, tutti perfettamente a loro agio. Nota di merito per Bruce Willis, Bill Murray ed Edward Norton. Davvero splendide le musiche di Alexandre Desplat.

Chi non ama il cinema di Wes Anderson forse non riuscirà a trovare subito una connessione emotiva con il film, soprattutto a causa di un inizio molto particolare, ma in questi casi bisogna solo guardare e lasciarsi conquistare.
'Moonrise Kingdom' magari non ha l'impatto di 'Fantastic Mr.Fox' (vero gioiello!) ma un'atmosfera così originale, poetica e assurda che sotto certi aspetti lo rende irresistibile. Lunga vita a Wes Anderson!



Frra

'Moonrise Kingdom' - commento a caldo

Moonrise Kingdom è una favola semi-amara semi-ironica ma totalmente Anderson!
Wes Anderson, stile inconfondibile. Sicuramente chi lo ama non rimarrà deluso, gli altri invece non lo so, potrebbero rimanere affascinati dal progetto e dal particolare stile del regista ma forse fossi in loro inizierei da qualche chicca passata!

Mat

lunedì 29 ottobre 2012

Cresce il cast di 'Monuments Men' di George Clooney

Si allarga il cast del prossimo film da regista di George Clooney, 'Monuments Men', basato sul romanzo di Robert M. Edsel "The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History".

Daniel Craig e John Goodman sono in trattative per una parte nel film di Clooney e sembra che l'accordo si farà. I due attori andranno così ad aggiungersi ad un già nutrito cast che vede confermati Cate Blanchett, Bill Murray, Bob Balaban, Hugh Bonneville, Jean Dujardin e lo stesso Clooney.

La storia, basata su fatti realmente accaduti, racconterà del piccolo gruppo di esperti d'arte, capitanati dall'ufficiale dell'esercito americano e collezionista d'arte George Stout, che sarà interpretato da G.Clooney, scelti dal Governo americano per recuperare le tante opere d'arte rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il film verrà prodotto, diretto e interpretato da George Clooney che firmerà anche la sceneggiatura insieme al suo fedele collaboratore Grant Heslov. Il budget si aggirerà intorno ai 50 milioni di dollari e la produzione sarà condivisa da Sony e Fox.

Storia interessante, un bravo regista e un grande cast, sembra esserci tutto per un ottimo film.


Frra

mercoledì 10 ottobre 2012

Festival di Roma 2012: il programma

Presentato oggi il programma ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma 2012, il primo firmato da Marco Muller.

Le premiere mondiali sono ben 59 con due film ancora "segreti". Non ci sarà Tarantino anche se durante la conferenza stampa Muller ha dichiarato: "Tarantino ci fara’ una sorpresa. Django calchera’ le asse dei palcoscenici dell’Auditorium. Tra una settimana saprete i particolari". Il film 'Django Unchained' non verrà presentato durante il festival ma potrebbe esserci una preview.

Considerando tutte le polemiche e le incertezze che si sono susseguite per mesi intorno a questa edizione del Festival di Roma, Muller è riuscito a stupire mettendo su un programma equilibrato fra film d'autore e pellicole più commerciali, e magari si è preso anche una piccola rivincita contro chi pensava non sarebbe stato in grado di portare titoli interessanti, come il film di Roman Coppola con Bill Murray o quello di Takashi Miike. Tre titoli italiani nel Concorso, Claudio Giovannesi, Pappi Corsicato e Paolo Franchi. Fuori Concorso da segnalare 'Bullet to the Head' di Walter Hill, già confermata la presenza di S.Stallone, il film di Marjane Satrapi, il film francese di Michele Placido, il film d'animazione 'Le 5 Leggende' e l'evento Twilight, a cui però non parteciperanno gli attori impegnati nel red carper di Los Angeles.
Presidente di Giuria per il concorso è Jeff Nichols ('Take Shelter'), tra i giurati anche Valentina Cervi.

Ecco il programma:

CONCORSO

A GLIMPSE INSIDE THE MIND OF CHARLES SWAN III di Roman Coppola (Stati Uniti)
AKU NO KYÔTEN / LESSON OF EVIL di Takashi Miike (Giappone)
ALÌ HA GLI OCCHI AZZURRI di Claudio Giovannesi (Italia)
E LA CHIAMANO ESTATE di Paolo Franchi (Italia)
IXJANA di Józef Skolimowski, Michał Skolimowski (Polonia)
MAI MORIRE di Enrique Rivero (Messico)
MAIN DANS LA MAIN / HAND IN HAND di Valérie Donzelli (Francia)
MARFA GIRL di Larry Clark (Stati Uniti)
THE MOTEL LIFE di Gabriel Polsky, Alan Polsky (Stati Uniti)
NEBESNYE ŽENY LUGOVYKH MARI / SPOSE CELESTIALI DEI MARI DI PIANURA di Alexey Fedorchenko (Russia)
UN ENFANT DE TOI / YOU, ME AND US di Jacques Doillon (Francia)
VECNOE VOZVRAŠCENIE / ETERNO RITORNO di Kira Muratova (Ucraina)
IL VOLTO DI UN'ALTRA di Pappi Corsicato (Italia)

Più due film-sorpresa.

FUORI CONCORSO

LA BANDE DE JOTAS / THE GANG OF THE JOTAS di Marjane Satrapi (Francia)
BULLET TO THE HEAD di Walter Hill (Stati Uniti)
LE GUETTEUR / THE LOOKOUT di Michele Placido (Francia)
MENTAL di P. J. Hogan (Australia)
POPULAIRE di Regis Roinsard (Francia)
RISE OF THE GUARDIANS / LE 5 LEGGENDE di Peter Ramsey (Stati Uniti)
THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN PART 2 di Bill Condon (Stati Uniti)
UNA PISTOLA EN CADA MANO / A GUN IN EACH HAND di Cesc Gay (Spagna)
V OŽIDANII MORJA / ASPETTANDO IL MARE di Bakhtiar Khudojnazarov (Russia)


PROSPETTIVE ITALIA

- Film IN CONCORSO -

ACQUA FUORI DAL RING di Joel Stangle (Italia)
COSIMO E NICOLE di Francesco Amato (Italia)
L’ISOLA DELL’ANGELO CADUTO di Carlo Lucarelli (Italia)
ITALIAN MOVIES di Matteo Pellegrini (Italia)
LA SCOPERTA DELL’ALBA di Susanna Nicchiarelli (Italia)
RAZZA BASTARDA di Alessandro Gassman (Italia)
WAVES di Corrado Sassi (Italia)

ANTICIPAZIONE SELEZIONE CINEMAXXI

BLOODY DAUGHTER di Stéphanie Argerich (Francia)
CENTRO HISTÓRICO / HISTORIC CENTRE di Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel de Oliveira (Portogallo)
NICHNASTI PA’AM LAGAN / DANS UN JARDIN JE SUIS ENTRE / ONCE I ENTERED A GARDEN di Avi Mograbi (Israele)
GOLTZIUS AND THE PELICAN COMPANY di Peter Greenaway (Paesi Bassi)
JIANSHI LIU BAIYUAN / JUDGE ARCHER di Xu Haofeng (Cina)
MUNDO INVISÍVEL / INVISIBLE WORLD di Wim Wenders, Theo Angelopoulos, Atom Egoyan, Manoel De Oliveira, Guy Maddin, Marco Bechis, Laís Bodanzky, Maria de Medeiros, Jerzy Stuhr, Gian Vittorio Baldi (Brasile)
THE OGRE’S FEATHERS di Michael Almereyda (Stati Uniti)
RANDOM ACTS di Marina Abramovic, Apichatpong Weerasethakul, Zineb Sedira, Johan Grimonprez, Shahryar Nashat, Lucy Harvey, Rachel Mayeri, Lewis Klahr, Mark Leckey, Semiconductor, Sarah Wood, Young-Hae Chang, Richard Billingham e altri (UK)
Collezione di cortometraggi d’artista prodotti da Jacqui Davies per Channel 4.
STEEKSPEL / TRICKED di Paul Verhoeven (Paesi Bassi)
SUSPENSION OF DISBELIEF di Mike Figgis (Gran Bretagna)
TAR di Edna Biesold, Sarah-Violet Bliss, Bruce Thierry Cheung, Gabrielle Demeestere, Alexis Gamb; supervisione di James Franco (Stati Uniti)
I TOPI LASCIANO LA NAVE di Zapruder (Italia)
TUTTO PARLA DI TE di Alina Marazzi (Italia)
L’ASSOLUTEZZA DEL CERCHIO – Il G.R.A. DI RENATO NICOLINI di Gianfranco Rosi (Italia)
IL VIAGGIO DELLA SIGNORINA VILA di Elisabetta Sgarbi (Italia)


ALICE NELLA CITTA' - sezione parallela

Film in Concorso
- Pulce non c’è di Giuseppe Bonito
- Kid di Fien Troch
- Baby girl di Macdara Vallely
- Even if it rains di Fernando A. Gatti
- Strings di Rob Savage
- You and me forever di Kaspar Munk
- Innocents di Chen-hsi Wong
- My sweet orange tree di Marcos Bernstein
- Youth di Justine Malle
- Animals di Marçal Forés
- Little lion di Samuel Collardey

FUORI Concorso:
- The Twilight Saga-Breaking Dawn parte 2
- Beautiful Creatures (La sedicesima luna)
- Ralph Spaccatutto di Rich Moore
- The dandelions di Carine Tardieu.
- Il piccolo Principe – Il pianeta del serpente di Pierre-Alain Chartier,
- Kirikou et les hommes et les femmes di Michel Ocelot
- Far out isn’t far enough: the Tomi Ungerer story di Brad Bernstein
- Moon Man di Stephan Schesch.

Il Festival si svolgerà all'Auditorium Parco della Musica dal 9 al 17 novembre.



Frra




mercoledì 16 maggio 2012

Festival di Cannes - Giorno 1

Inizia oggi la 65a edizione del Festival di Cannes.
Film d'apertura 'Moonrise Kingdom' di Wes Anderson, arrivato sulla croisette con il suo nutrito cast: Bruce Willis, Bill Murray, Tilda Swinton, Edward Norton, Jason Schwartzman e i giovani protagonisti Kara Hayward e Jared Gilman.
Il film, caratterizzato dallo stile inconfondibile di Wes Anderson, è ambientato negli anni '60 e racconta della fuga d'amore di due ragazzini che sconvolge la vita tranquilla ed equilibrata di una isoletta nel New England.
Buona l'accoglienza della sala stampa, applaudito ma senza ovazioni. Arriverà in Italia distribuito dalla Lucky Red in autunno.
Photocall e conferenza stampa anche per la giuria del concorso; presidente il regista italiano Nanni Moretti, insieme a lui Alexander Payne, Ewan McGregor, lo stilista Jean Paul Gaultier, Diane Kruger, Andrea Arnold, Emmanuelle Devos, Raoul Peck, Hiam Abbass.
Moretti ha dichiarato che si comporterà come un "capoclasse", che sarà "uno dei nove e molto democratico". Ha inoltre elencato le sue regole da presidente: "vederci spesso, e' importante dedicare a tutti i film la stessa attenzione e lo stesso rispetto quindi faremo riunioni non una volta l'anno ma spesso, ogni due giorni, parlando dei quattro film appena visti". Ha anche aggiunto che non vieterà di partecipare alle feste (credo sia impossibile evitarle a Cannes).

Infine, sulla croissette è apparso Sacha Baron Cohen che per promuovere il suo ultimo film 'Il Dittatore' si è presentato davanti all'hotel Carlton in sella ad un dromedario, provocando qualche disagio compreso un bell'ingorgo.

Tutte le foto sulla pagina Facebook di Frame.


Frra