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sabato 13 giugno 2020

Spike Lee si schiera in difesa di Woody Allen... e poi si scusa.

Uno dei più grandi geni della cinematografia è sicuramente Woody Allen, è un fatto innegabile, ma negli ultimi anni il regista sta passando un periodo difficile. Adesso però può contare su un forte alleato: Spike Lee.

Durante un incontro stampa per il suo ultimo film, Da 5 Bloods (disponibile su Netflix), Spike Lee ha voluto spezzare una lancia a favore di Woody Allen.

"Woody è un mio amico, un mio amico e pure fan dei Knick, e so che sta attraversando un momentaccio ora", ha dichiarato il regista premio Oscar, "Vorrei solo dire che Woody Allen è un grande, un grande regista e un mio grande amico, e questa cosa dell'annullamento della cultura, che non ha a che fare solo con Woody, sta andando troppo oltre. Quando ci ripenseremo, capiremo che è sbagliato cercare di cancellare qualcuno come se non fosse mai esistito."

Onestamente, parole condivisibili.

La situazione per Woody Allen è cambiata dopo che il figlio Ronan Farrow, sull'onda del MeToo e dello scandalo Weinstein, ha ritirato fuori le accuse di molestie fatte dalla figlia di Allen, Dylan, sorella di Ronan, una storia su cui si è indagato due volte senza mai trovare riscontri e che si è ridotto alla parola di uno contro quella dell'altro. Questo però ha cominciato a fare terra bruciata intorno al regista, molti attori lo hanno rinnegato pubblicamente, Amazon ha stracciato il contratto che aveva sottoscritto finendo in causa con il regista, e la casa editrice americana che avrebbe dovuto pubblicare il suo libro di memorie ha deciso di fare marcia indietro e ritirarsi (sempre dopo pressione di Ronan Farrow). Tutto questo, e l'arrivo della pandemia, ha demoralizzato Woody Allen, che recentemente ha anche ipotizzato un suo ritiro: "Ho 84 anni, presto morirò. Potrei anche scrivere la miglior sceneggiatura del mondo, ma se nessuno può produrre il film e non c’è un posto dove proiettarlo… non sono molto incoraggiato. Solitamente finivo una sceneggiatura, la toglievo dalla macchina da scrivere, andavo dal mio produttore per preparare il budget, sceglievamo il cast e iniziavamo a girare. Ho fatto questa cosa per anni, sempre allo stesso modo, un processo semplice. Ma ora non funziona più: cosa ci posso fare? Oggi le persone sono contente di stare a casa, pensano che sia bello fare cena e vedersi un film sul proprio megaschermo col dolby surround. Ma io non voglio fare film per la televisione, quindi potrei semplicemente decidere di smettere di fare cinema."

Noi speriamo di no. Intanto il prossimo film di Allen, Rifkin's Festival, girato in Spagna, dovrebbe arrivare in autunno.

AGGIORNAMENTO

Poco ore dopo averlo difeso in tv, Spike Lee fa marcia indietro e, con un tweet, chiede scusa per le sue parole a favore del suo amico Woody Allen.

"Mi scuso profondamente. Le mie parole erano SBAGLIATE. Non tollero e non tollererò mai le molestie sessuali, le aggressioni o la violenza. Questo trattamento causa danni reali che non possono essere minimizzati. Sinceramente, Spike Lee."

Qualcuno avrà fatto notare a Spike Lee che schierarsi a favore di Woody Allen non era una buona pubblicità per il suo nuovo film appena uscito su Netflix? chi può dirlo.

giovedì 26 marzo 2020

Woody Allen su Timothée Chalamet che lo ha rinnegato per arrivare all'Oscar

Il libro di memorie di Woody Allen, "A Proposito di Niente", non è ancora uscito negli USA ma sta già facendo discutere per alcuni pezzi estrapolati e finiti online.

La parte dedicata a Mia Farrow e alle accuse di violenza sessuale sulla figlia Dylan hanno già scatenato la reazione del figlio di Allen, Ronan Farrow, ma a far discutere è anche un aneddoto riguardante Timothée Chalamet.

Il giovane attore ha lavorato con Allen nel film Un Giorno di Pioggia a New York, che è stato al centro di un contenzioso tra il regista e Amazon che ha deciso di ritirarlo proprio a causa delle accuse della famiglia Farrow, riuscite fuori nel periodo dello Scandalo Weinstein. I protagonisti del film (non tutti, ma alcuni) rinnegarono pubblicamente Allen e il film. Tra questi anche Timothée Chalamet, lanciatissimo dopo il successo di Chiamami col Tuo Nome.
Secondo quanto scritto da Woody Allen nel suo libro, l'attore lo avrebbe rinnegato solo per "ripulire" la propria immagine e avere più possibilità per una eventuale vittoria agli Oscar (che poi non ha vinto).

Ecco il pezzo.

"Tutti e tre i protagonisti di 'Un Giorno di Pioggia a New York' sono stati splendidi ed è stato un piacere lavorarci. In seguito Timothée ha affermato pubblicamente che era pentito di aver lavorato con me e che avrebbe devoluto il suo compenso in beneficienza, ma ha giurato a mia sorella che ha dovuto farlo perché era candidato all'Oscar per 'Chiamami col Tuo Nome' e lui e il suo agente pensavano che avrebbe avuto più possibilità se mi avesse denunciato, cosa che poi ha fatto. Comunque, io non rimpiango di aver lavorato con lui."

Per il momento, né l'attore, né il suo staff, hanno risposto a questa dichiarazione, ma non è detto che non lo faranno in futuro, visto che non si tratta di un aneddoto lusinghiero per Timothée Chalamet e la sua immagine non ne esce bene.

Il libro di Woody Allen è disponibile in Italia in versione ebook. Il regista intanto ha finito di girare il suo nuovo film, Rifkin’s Festival, girato in Spagna, con una uscita prevista per la fine dell'anno.

sabato 7 marzo 2020

Woody Allen: l'editore americano cancella la pubblicazione d'autobiografia del regista

Il nome di Woody Allen continua a creare controversie.

Il regista ha scritto un'autobiografia, "Apropos of Nothing", molto attesa dai fan e dai cinefili di tutto il mondo, ma la pubblicazione sta creando non pochi problemi. Dopo aver annunciato l'uscita, la casa editrice statunitense Hachette ha deciso di fare marcia indietro e di non pubblicare il libro.

Impossibile non notare la tempistica. La decisione è arrivata infatti dopo la accesa protesta di Ronan Farrow, che per la stessa casa editrice ha pubblicato il suo libro "Catch and Kill" ("Predatori"), libro inchiesta sul caso Weinstein e sui predatori di Hollywood, in cui il giornalista ha inserito anche Allen. Il giornalista, figlio dell'attore e regista, si era detto scioccato e molto arrabbiato per la decisione di Hachette, ha accusato la casa editrice di non aver fatto fact-checking sul libro del padre, per controllare la veridicità del suo racconto, e minacciato di troncare definitivamente i rapporti di lavoro con loro.
Davanti alla sede di Hachette si è anche radunato un gruppo di manifestanti in sostegno a Ronan Farrow e contro la pubblicazione del libro di Allen.

"La decisione di cancellare il libro del signor Allen è stata difficile", ha dichiarato Hachette, "Prendiamo le nostre relazioni con gli autori molto seriamente, e non cancelliamo libri alla leggera. Abbiamo pubblicato, e continueremo a pubblicare, molti libri provocatori. Come editori, ci accertiamo ogni giorno nel nostro lavoro che voci differenti e punti di vista contrari possano essere ascoltati. [...] Ascoltando i vari pareri siamo giunti alla conclusione che andare avanti con la pubblicazione non sarebbe stato possibile per Hachette Books Group".

La decisione di Hachette riguarda solo gli Stati Uniti, in Italia infatti il libro, intitolato "A Proposito di Niente" uscirà regolarmente il 9 aprile, pubblicato da La nave di Teseo.

A inizio anni '90 Woody Allen è stato accusato da Mia Farrow di violenza sessuale sulla figlia Dylan. Violenza di cui però non si è mai trovata traccia, le indagini svolte non hanno portato a nulla se non a certificare una situazione familiare complicata con due genitori considerati inadatti al ruolo. Allen, che ha sempre rigettato le accuse, è stato totalmente scagionato ma Ronan Farrow, la sorella Dylan, e la madre Mia Farrow continuano a sostenere la loro accusa.

Al momento Woody Allen è al lavoro in Spagna sul set del suo prossimo film, intitolato Rifkin's Festival.

venerdì 6 settembre 2019

Scarlett Johansson difende Woody Allen. E Dylan Farrow la attacca.

Si torna a parlare del "caso Woody Allen", accusato, diversi anni fa, dalla figlia Dylan Farrow di violenza sessuale. Un caso molto complesso e delicato tornato in cronaca con lo sbocciare della protesta del #MeToo. Ed è proprio una delle attrici più attive di questo movimento, una delle co-fondatrici di Time's Up che in passato non ha avuto nessun problema ad attaccare direttamente dei colleghi, a prendere le difese di Woody Allen.

Nei giorni scorsi Scarlett Johansson, durante un intervista a THR, ha dichiarato di credere all'innocenza di Woody Allen, con cui l'attrice ha collaborato in due film.
"Come mi sento a proposito di Woody Allen? Adoro Woody. Gli credo e vorrei lavorare con lui in qualsiasi momento", ha detto l'attrice, "Vedo Woody spesso e ho avuto molte conversazioni al riguardo. Sono stata molto diretta con lui e lui è stato molto diretto con me. Ribadisce la sua innocenza e io gli credo". L'attrice ha poi parlato del particolare periodo storico, in cui l'argomento molestie sessuali è molto caldo. "Si tratta di un periodo in cui le persone sono molto arrabbiate, comprensibilmente", ha dichiarato Scarlett Johansson, "La situazione doveva cambiare quindi c'è molta passione, molti sentimenti forti e giustamente molta agitazione. Il momento è intenso".

Scarlett Johansson ha espresso una sua opinione personale sull'argomento, come hanno fatto altri prima di lei, chi a favore di Allen (come Javier Bardem) e chi contro (Timothée Chalamet, l'ultimo in ordine di tempo).
Parole che non sono piaciute alla famiglia Farrow, e su Twitter, dopo un anno di silenzio, è tornata a farsi sentire proprio Dylan Farrow.
"Perché se abbiamo imparato una cosa in questi ultimi due anni è che sicuramente bisogna dare credito senza farsi domande alle parole dei predatori sessuali maschi che “si dichiarano innocenti”. Scarlett deve fare ancora parecchia strada nel capire una questione di cui si dichiara paladina."

Una risposta comprensibile dal punto di vista della donna, ma è giusto ricordare che ognuno è libero di avere una propria opinione.

Il fatto risale all'inizio degli anni '90, durante il burrascoso divorzio tra Woody Allen e Mia Farrow, quando l'attrice consegnò al pediatra di famiglia una registrazione in cui la figlia dichiarava di essere stata abusata dal padre. Fin da subito il caso si rivelò molto complesso a causa del clima ostile tra le due parti. Le indagini di un team di specialisti si conclusero con una relazione in cui si affermava che Woody Allen non aveva abusato della figlia ma che entrambi i genitori erano da considerare "instabili e incapaci" di avere un rapporto equilibrato con i figli. Anche la polizia indagò sulle accuse, ribadendo quanto dichiarato dal team di specialisti, e aggiungendo che una delle ipotesi possibili per spiegare le parole della piccola Dylan, era che la bambina fosse stata indottrinata da una Mia Farrow furiosa per la relazione di Allen con la figlia adottiva, che poi sarebbe diventata sua moglie, Soon-Yi.
Woody Allen fece anche il test della macchina della verità, risultando innocente, due indagini e un processo lo hanno giudicato innocente. Ma intanto la famiglia si è letteralmente spaccata in due: il figlio Ronan (che ha portato alla luce lo scandalo Weinstein) dalla parte di Dylan contro Allen, mentre l'altro figlio, Moses, dalla parte del padre e contro Mia Farrow.
Quindi, ad oggi è praticamente impossibile sapere cosa sia successo in quella occasione, se è davvero successo qualcosa, e tutto si riduce alle parole di uno contro quelle dell'altro.

Il ritorno alla ribalta dello scandalo però è costato ad Allen il contratto con Amazon, che si è rifiutato di distribuire negli USA il suo ultimo film Un Giorno di Pioggia a New York. Il film però uscirà in Europa e in Italia sarà distribuito da Lucky Red, con Andrea Occhipinti che si è schierato apertamente dalla parte di Allen, dichiarando che il regista starebbe subendo una vera ingiustizia. In Italia uscirà il 3 ottobre.

martedì 4 ottobre 2016

Café Society - la recensione

 Negli anni '30 era stata definita "Café society" una certa tipologia di persone, star di Hollywood, intellettuali e nuovi ricchi, che frequentavano i locali più in di New York, tra costosi drink e musica jazz, fra vuoto pettegolezzo e fascinazione per i gangster.
Titolo quanto mai azzeccato per la storia di Bobby (Jesse Eisemberg), giovane ebreo del Bronx che si trasferisce a Los Angeles pieno di illusioni. Lavorando per suo zio Phil (Steve Carell), pezzo grosso del mondo degli studios cinematografici, conosce e si innamora di Vonnie (Kristen Stewart), la segretaria, ragazza intraprendente e cinica, ormai disillusa rispetto al luccicante ambiente che li circonda.

Woody Allen delinea con pochissimi ed efficaci tratti una serie di personaggi continuamente al limite fra lo stereotipo, quasi macchiettistico, del cinema di quegli anni (il gangster, il produttore senza cuore, il giovane di belle speranze, la dolce segretaria, ecc.), ribaltandoli, rendendoli straordinariamente veri e profondi, spesso indimenticabili, grazie anche a un cast stellare su cui spicca uno straordinario Steve Carell, il quale dimostra, ancora una volta, che oltre a saper far ridere di gusto, è capace di emozionare con un solo sguardo.

Ciò che più di ogni altra cosa cattura di Café Society è il puro spirito alleniano che ne pervade ogni minuto, dall'inizio alla fine: per quanto ci si affanni non c'è speranza, i sogni non significano nulla, persino l'amore non può salvarci. Il pessimismo tipico del regista newyorkese non è più mitigato dalla speranza che, forse, qualcosa può cambiare, all'età di 80 anni, Allen è ormai disilluso come i suoi personaggi,rassegnati e perduti in una New york lontana da qualsiasi possibilità di redenzione, che trascina con sé in un vortice beffardo in cui la vita non è che una commedia scritta dal più sadico degli sceneggiatori.
Eppure lì, dove cinismo e pessimismo si fanno più forti, l'ironia non manca mai e il film è infarcito di battute squisitamente alleniane e personaggi esilaranti nelle loro tragedie.

Malinconico, irriverente. colorato e tremendamente romantico, Café Society è il meglio che ci si può aspettare da un autore che racconta sì sempre la stessa cosa, ma lo fa splendidamente bene.

mercoledì 11 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 1

E' iniziato oggi il 69/o Festival di Cannes, ad aprire i battenti ci pensa Woody Allen con il suo ultimo film, Cafè Society.

Ambientato negli anni '30, il film è una malinconica commedia romantica che vede al centro della storia Bobby (Eisenberg), giovane ebreo che vola da New York a Los Angeles per andare a trovare lo zio (Carell) famoso agente delle star a Hollywood, che decide di dare una mano al nipote. Bobby viene così "affidato" alla sua segretaria, Veronica detta Vonnie (Stewart). Tra un giro nella città degli angeli e feste di lusso, tra i due nasce qualcosa ma lei è già impegnata con un uomo spesso assente per motivi che verranno svelati dalla storia. Il povero Bobby torna a New York deluso ma ancora innamorato di Vonnie, e proprio nella sua New York farà successo e sposerà un'altra bella Veronica (Lively), anche se non riuscirà a dimenticare il suo primo amore.

Cafè Society è stato accolto piuttosto bene dalla sala stampa, e ha ricevuto buone critiche. Nonostante i risvolti malinconici e il destino infelice dei suoi personaggi, Cafè Society è un film molto romantico.
"Io mi sono sempre visto come un romantico", ha detto Woody Allen durante la conferenza stampa gremita di giornalisti, "Non so però se le donne della mia vita sarebbero d'accordo. Certo forse, chiedendolo a loro, potrebbero dire che si tratta di un romanticismo differente, sicuramente un romanticismo più sobrio... non alla Clark Gable, per intenderci".
Il film è anche un omaggio al cinema degli anni '30, alla vecchia Hollywood, oltre che alla sua New York. "Amo il cinema di quegli anni, è quello che mi ha influenzato", ha detto il regista, che però ha negato che ci sia qualcosa di autobiografico nel personaggio di Jesse Eisenberg, "Questo film non parla di me, il personaggio di Eisenberg non sono io", ha detto Allen, "Forse a voi da fuori può ricordare la mia vita, ma io non vedo nessuna similitudine. È vero se avessi avuto l’età giusta avrei potuto farlo ma sicuramente Jesse lo ha reso meglio di quanto avrei potuto fare io, io sono un attore comico mentre Jesse è un attore completo. Per me ho tenuto la voce del narratore, prima di tutto perché così abbiamo risparmiato, e poi perché vedevo questa storia come un romanzo familiare con tanti personaggi: i genitori, i figli, i fratelli, lo zio e pensavo che per sottolineare questa struttura narrativa fosse necessaria la voce off dell’autore. E visto che l’autore sono io, l’ho fatto".

Tra i protagonisti del film c'è Kristen Stewart, che ha ricevuto grandi elogi da parte di Allen durante la conferenza stampa. "Avevo bisogno di qualcuno che potesse interpretare l'adorabile segretaria del Nebraska", ha dichiarato il regista, "e allo stesso tempo, più avanti nel film, vederla in pelliccia e gioielli, sofisticata ed elegante". "Ho anche fatto un provino", ha aggiunto la Stewart, che si è trovata subito a sui agio nella parte, "era così familiare e immediatamente riconoscibile".

La fotografia del film è stata curata da Vittorio Storaro, che Allen ha definito "un genio, finalmente siamo riusciti a lavorare insieme". Poi un pensiero personale sul Festival, a cui Allen partecipa sempre molto volentieri, e sul Concorso: "Non credo nella competizione in ambito artistico; ha senso nello sport per esempio, ma l’idea che un piccolo gruppo di persone, che costituiscono la giuria, decida quale è il film migliore per me è impensabile. Si può giudicare se Matisse è meglio di Picasso? Un film è una questione di gusti. Io non sarei capace di giudicare in modo obiettivo un film e decretarlo il migliore e per questo non partecipo. Ma sono felice di essere ancora qui a Cannes, in questa atmosfera fantastica".
E infine una battuta sul suo futuro, Allen rassicura tutti, non smetterà di fare film: "I miei genitori sono arrivati tutti e due a cento anni, quindi ho buone chance. Mangio e sano, faccio ginnastica. So che un giorno avrò un colpo apoplettico e resterò sulla sedia a rotelle, e tutti diranno "quello lì era Woody Allen!", ma finché non succede continuerò a fare film".

giovedì 14 aprile 2016

Cannes 69 - presentato il programma

E' stato presentato questa mattina il programma del 69esimo Festival di Cannes.

Soliti nomi? forse, ma il festival del 2016 ha un programma decisamente interessante, che va a toccare tutti i generi, anche l'horror.

Nessun italiano in Concorso, sembrava che Bellocchio fosse certi della partecipazione, e invece non ci sarà. L'unica presenza italiana per il momento è nella sezione Un Certain Regard, con il film di Stefano Mordini, Pericle Il Nero. Aspettiamo la Quinzaine per sapere se ci saranno altri italiani, è possibile la partecipazione di Virzì.

Com'era stato annunciato dai rumor non ci sarà Martin Scorsese con la sua ultima fatica (nel vero senso della parola) Silence, che a quanto pare potrebbe essere presentato al Festival di New York.

Tanti titoli interessanti in Concorso: Sean Penn, Almodovar,  Xavier Dolan, Jarmusch, Ken Loach, i fratelli Dardenne, Park Chan-Wook, Jeff Nichols, Olivier Assayas, e Nicolas Winding Refn con il suo The Neon Demon, presentato come un "cannibal movie".

Grandi titoli anche Fuori Concorso, con Steven Spielberg che porta sulla croisette il suo The BFG (Il Gigante Gentile), poi Money Monster di Jodie Foster, e The Nice Guys, con la coppia Russell Crowe - Ryan Gosling.

Ad aprire la 69esima edizione del Festival di Cannes sarà Woody Allen con Cafè Society. Presidente di giuria George Miller, che al festival dello scorso anno presentò Mad Max: Fury Road, mattatore agli ultimi Oscar.

Il Festival si terrà dall'11 al 22 maggio.

Ecco l'elenco dei film.

CONCORSO
“Toni Erdman,” directed by Maren Ade
“Julieta,” directed by Pedro Almodovar
“Personal Shopper,” directed by Olivier Assayas
“American Honey,” directed by Andrea Arnold
“The Unknown Girl,” directed by Jean-Pierre Dardenne and Luc Dardenne
“It’s Only the End of the World,” directed by Xavier Dolan
“Slack Bay,” directed by Bruno Dumont
“Paterson,” directed by Jim Jarmusch
“Rester Vertical,” directed by Alain Guiraudie
“Aquarius,” directed by Kleber Mendonca Filho
“From the Land of the Moon,” directed by Nicole Garcia
“I, Daniel Blake,” directed by Ken Loach
“Ma’Rosa,” directed by Brillante Mendoza
“Bacalaureat,” directed by Cristian Mungiu
“Loving,” directed by Jeff Nichols
“The Handmaiden,” directed by Park Chan-Wook
“The Last Face,” directed by Sean Penn
“Sieranevada,” directed by Cristi Puiu
“Elle,” directed by Paul Verhoeven
“The Neon Demon,” directed by Nicolas Winding Refn

UN CERTAIN REGARD
“Varoonegi,” directed by Behnam Behzadi
“Apprentice,” directed by Boo Junfeng
“Voir du Pays,” directed by Delphine Coulin and Muriel Coulin
“La Danseuse,” directed by Stephanie di Giusto
“Clash,” directed by Mohamed Diab
“La Tortue Rouge,” directed by Michael Dubok de Wit
“Fuchi Bi Tatsu,” directed by Fukada Koji
“Omar Shakhsiya,” directed by Maha Haj
“Me’Ever Laharim Vehagvaot,” directed by Eran Kolirin
“After The Storm,” directed by Kore-Eda Hirokazu
“Hymyileva Mies,” directed by Juho Kuosmanen
“La Large Noche de Francisco Sanctis,” directed by Francisco Marquez and Andrea Testa
“Caini,” directed by Bogdan Mirica
“Pericle Il Nero,” directed by Stefano Mordini
“Captain Fantastic,” directed by Matt Ross
“The Transfiguration,” directed by Michael O’Shea
“Uchenik,” directed by Kirill Serebrennikov

FUORI CONCORSO
“The BFG,” directed by Steven Spielberg
“Goksung,” directed by Na Hong-Jin
“Money Monster,” directed by Jodie Foster
“The Nice Guys,” directed by Shane Black

PROIEZIONI SPECIALI
‘L’ultima Spiaggia,” directed by Thanos Anastopoulous and Davide del Degan
“A Chad Tragedy,” directed by Mahamat-Saleh Haroun
“The Death of Louis XIV,” directed by Albert Serra
“Le Cancre,” directed by Paul Vecchiali

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
“Gimme Danger,” directed by Jim Jarmusch
“The Train to Busan,” directed by Yeon Sang-Ho

venerdì 15 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - giorno 3

A Cannes è il giorno di due film molto attesi, The Lobster (in Concorso), con un cast di star, e soprattutto Irrational Man, nuovo film di Woody Allen.

Il grande regista newyorkese è arrivato al festival in grande forma e con un film che ha convinto.
Presenti del cast Emma Stone e Parker Posey, assente il protagonista Joaquin Phoenix.

Irrational Man, presentato Fuori Concorso, racconta di un professore di filosofia, Abe Lucas (Phoenix), colto, carismatico ma con un mal di vivere interiore che lo ha avvicinato troppo alla bottiglia. Il suoi modi e le sue lezioni sulla strategia etica attirano l'attenzione di una brillante studentessa (Stone) e di una sua collega (Posey). Abe non sa come comportarsi fino a che non ascolta per caso una conversazione fra due estranei che lo convince ad agire in un modo che va contro la morale (un omicidio) ma che secondo lui potrebbe dare un senso alla sua vita, e che lo trasformerà in un "irrational man".

Una conferenza stampa molto divertente quella di Woody Allen, dove a farla da padrona è stato il suo naturale pessimismo tragicomico. "Fare film è una splendida distrazione per non pensare alla morte", ha dichiarato Allen, "non ci sono risposte positive agli accadimenti inevitabili dell’esistenza. Non esiste niente di quello che siamo e creiamo che non finisca prima o poi in una posizione comune a tutti, e molto sgradevole. La vita è davvero senza senso. L’unica è trovare una distrazione, magari il baseball, o appunto un film. Faccio film perché sono una splendida distrazione rispetto al continuo pensare alla morte che altrimenti mi assalirebbe se stessi tutto il tempo sul divano. Penserei di essere vecchio, di quanto mi aspetta in un giorno molto, molto lontano".
Parlando del film, in cui il personaggio di Joaquin Phoenix decide di compiere un omicidio, Allen ha allargato il discorso alle scelte che si fanno nella propria vita. "Il film contiene molti temi: morale e moralità, gli essere umani, le loro debolezze, l'incontro fra un uomo e una donna, quanto sia importante trovare un senso alla propria esistenza", ha continuato il regista, "Si fanno scelte giuste, ma ce ne sono altre molto irrazionali nella vita di tutti noi, non così lontane come potremmo pensare dall'omicidio. Qualche volta quello in cui crediamo è totalmente irrazionale, come nel caso del personaggio di Joaquin Phoenix, ma di sicuro non è più irrazionale di quello che le chiese delle varie religioni sostengono. Non è irrazionale pensare che se vivi bene la tua vita vai in paradiso e tutto sarà meraviglioso? Alla fine hanno fatto molto più danni le religioni che hanno causato la sofferenza di molte persone piuttosto che il personaggio di Joaquin che si è concentrato su uno solo".
Allen ha poi parlato del cast e del suo modo di scegliere gli attori. "Scelgo grandi attori e grandi attrici, che tali sono prima e dopo i miei film. Basta non voler giocare a fare il regista e lasciare che diano il loro contributo di talento. Devi solo cercare di non rovinare tutto". Sulla scelta di Emma Stone e Parker Posey ha poi aggiunto: "Stavo sul tapis roulant quando per distrarmi ho visto un film, ed ecco che è apparsa Emma. Era bella e divertente. L’ho scelta per questo film sapendo che sarebbe stata convincente, ma non pensavo così tanto. È davvero sorprendente. [...] E' da molto tempo che volevo lavorare con lei [Posey]. Ho visto dei film indipendenti in cui è così brava, ma soprattutto adoravo il suo nome. Parker Posey... sentite come suona bene".
Emma Stone, che ha lavorato con il regista anche in Magic in the Moonlight, invece ha raccontato brevemente l'approccio molto semplice di Allen sul set: "Lasciava provare le scene e se non venivano recitate come voleva te lo diceva chiaramente, lasciandosi la possibilità di rigirare, anche in un’altra giornata. Con lui trovi il tono giusto presto, senza pensare troppo".

Infine Woody Allen ha parlato della sua lunga carriera, dell'impegno con Amazon per una serie e di Cannes. Sulla sua carriera: "Impari qualcosa dopo due o tre film. Questioni tecniche, ma il successo o il fallimento dipendono da talento e istinto. Io i miei film li rigirerei tutti, per questo non li rivedo. Se avessi soldi e tempo li vorrei perfezionare uno per uno. Ho sempre voluto diventare un regista serio, di film drammatici, come Bergman. Ma avendo talento per la commedia ho dovuto accettare il fatto che nessuno mi avrebbe dato i soldi per girare altro. Da giovane ero noioso e serissimo. Avrei fatto un mattone dopo l’altro se solo avessi potuto, con solo qualche commedia ogni tanto". Sulla serie di Amazon: "Pensavo che sarebbe stata una cosa facile, se riesco a fare un film di due ore, che sarà fare sei episodi di mezzora? E invece sono in un imbarazzo cosmico, non sono in grado e non so da che parte cominciare. Le serie televisive non le ho mai fatte e non le vedo. Non avrei mai dovuto impegnarmi in una cosa del genere". Sul Festival di Cannes: "Amo stare qui, mi piacciono tutti questi paesini del sul della Francia. Mi piace la gente e amo il festival. So che è soprattutto competizione, ma per me è come una convention di avvocati o medici o qualunque altra professione. Da quando sono qui non faccio che incontrare registi, attori e tutti parlano solo di film… la gente è così emozionata. L’atmosfera è molto eccitante. Un ottimo posto per mostrare il tuo film".

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Presentato in Concorso il film del regista greco Yorgos Lanthimos, The Lobster.

Il film racconta di una società dove è vietato essere single, dove chi rimane solo viene arrestato e portato in una struttura simile a un hotel di lusso dove ha 45 giorni di tempo per trovare un partner, altrimenti verrà trasformato in un animale a sua scelta e abbandonato nel bosco. La maggior parte scelgono il cane, David (Farrell) invece sceglie l'aragosta, perché vive più degli altri e passa la sua vita a riprodursi. David però scappa nel bosco, dove vivono i "solitari" e lì, andando contro le regole, s'innamora.

Un cast di star per un film che si inserisce a metà strada tra la fantascienza e la commedia dell'assurdo: Colin Farrell, Rachel Weisz, John C. Reilly, Lea SeydouxBen Whishaw.
"The Lobster è una storia sull'amore, senza essere una convenzionale storia d'amore. Osserva i modi e le ragioni per cui certe persone finiscono assieme come coppia, mentre altre no, parla dei terrificanti effetti della solitudine, della paura di morire da soli, della paura di vivere da soli e, soprattutto, della paura di vivere con qualcuno", ha spiegato il regista durante la conferenza stampa, "Forzarsi nel farsi piacere qualcuno è un tipo di sofferenza, cercare qualcuno che ci piace davvero è un altro tipo di sofferenza. The Lobster cerca di scovare dei sinonimi dell'amore in parole come paura, norme, scadenze, abbinamento, sincronismo, innocenza, prosperità e bugie [...] Non volevo dare risposte ma casomai porre domande".

giovedì 16 aprile 2015

Cannes 2015 - il programma del festival

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del Festival di Cannes 2015, che si terrà tra il 13 e il 24 maggio.

Ci aspettavamo il tris italiano, e tris sarà. In Concorso al festival ci saranno Nanni Moretti con Mia Madre, Paolo Sorrentino con Youth - La Giovinezza, e Matteo Garrone con Il Racconto dei Racconti.

Degli habitué del Festival di Cannes dove i tre registi hanno già vinto: Sorrentino il premio della Giuria con Il Divo (2008), Garrone il Grand Prix Speciale della Giuria con Gomorra (2008), e Nanni Moretti la Palma d'oro con La Stanza del Figlio (2001).

Sia il film di Sorrentino che quello di Garrone presentano un cast internazionale e sono stati girati in inglese. A tal proposito delegato generale Thierry Frémaux ha dichiarato: "Il fatto che i film di Sorrentino e Garrone siano girati in inglese non mi disturba. Non credo che sia una scelta fatta per compiacere il mercato internazionale. L'inglese è ormai l'esperanto internazionale, la lingua mondiale, inoltre sono film interpretati da attori anglosassoni".

Comunicato congiunto dei tre registi, che hanno anche postato una foto insieme: "Siamo felici e orgogliosi di rappresentare l’Italia in concorso al prossimo Festival di Cannes. Siamo consapevoli che è una grande occasione per noi e per tutto il cinema italiano. I nostri film, ognuno a suo modo, cercano di avere uno sguardo personale sulla realtà e sul cinema; ci auguriamo che la nostra presenza a Cannes possa essere uno stimolo per tanti altri registi italiani che cercano strade meno ovvie e convenzionali".

Un altro film italiano è presente nella sezione Un Certain Regard, che vedrà Isabella Rossellini come presidente di giuria, si tratta di The Other Side di Roberto Minervini.

Il festival sarà aperto da Mad Max: Fury Road, con Tom Hardy e Charlize Theron.

Grande evento con la presentazione del nuovo, attesissimo, film della Disney/Pixar, Inside Out. Saranno presentati anche il nuovo film di Woody Allen, Irrational Man, con Joaquin Phoenix e Emma Stone, e A tale of love and Darkness, esordio alla regia di Natalie Portman.
In Concorso, oltre ai tre italiani, da sottolineare il film di Gus Van Sant, The Sea of Trees, con Matthew McConaughey protagonista, Carol con Cate Blanchett e Rooney Mara, il nuovo film di Denis Villeneuve e il Macbeth con Michael Fassbender e Marion Cotillard.

Come sappiamo da tempo, i presidenti - eccezionalmente due - saranno i fratelli Coen, il che significa che in giuria ci sarà una persona in più.

Curioso appello di Thierry Frémaux "contro" i selfie sul red carpet: "Vedete di non esagerare con i selfie sul red carpet. Non li possiamo proibire ma rallentano incredibilmente la Montée des marches, ed è una cosa veramente stupida. Tanto ci sono i fotografi a scattare foto per voi".

Ecco il programma completo.

FILM D'APERTURA

- MAD MAX : FURY ROAD by George MILLER (Fuori Concorso)

IN CONCORSO

– DHEEPAN (TEMPORARY TITLE) by Jacques AUDIARD
– LA LOI DU MARCHÉ (A SIMPLE MAN) by Stéphane BRIZÉ
– MARGUERITE ET JULIEN (MARGUERITE AND JULIEN) by Valérie DONZELLI
– IL RACCONTO DEI RACOCONTI by MATTEO GARRONE
– CAROL by Todd HAYNES
– NIE YINNIANG (THE ASSASSIN) by HOU Hsiao Hsien
– SHAN HE GU REN (MOUTAINS MAY DEPART) by JIA Zhang-K
– UMIMACHI DIARY (OUR LITTLE SISTER) by Hirokazu KORE-EDA Hirokaz
– MACBETH by Justin KURZEL
– THE LOBSTER by Yorgos LANTHIMOS
– MON ROI by MAÏWENN
– MIA MADRE by Nanni MORETTI
– SAUL FIA (SON OF SAUL) by László NEMES
– YOUTH by Paolo SORRENTINO
– LOUDER THAN BOMBS by Joachim TRIER
– HE SEA OF TREES by Gus VAN SANT
– SICARIO by Denis VILLENEUVE

FUORI CONCORSO

– LA TÊTE HAUTE (STANDING TALL) by Emmanuelle BERCOT
– MARYLAND by Alice WINOCOUR
– IRRATIONAL MAN (UN HOMME IRRATIONNEL) by Woody ALLEN
– INSIDE OUT (VICE-VERSA) by Pete DOCTER & Ronaldo DEL CARMEN
– THE LITTLE PRINCE (LE PETIT PRINCE) by Mark OSBORNE

UN CERTAIN REGARD

– MASAAN (FLY AWAY SOLO) by Neeraj GHAYWAN
– HRÚTAR (RAMS) by Grímur HÁKONARSON
– KISHIBE NO TABI (JOURNEY TO THE SHORE) by KUROSAWA Kiyosh
– JE SUIS UN SOLDAT (I AM A SOLDIER) by Laurent LARIVIÈRE
– ZVIZDAN (THE HIGH SUN) by Dalibor MATANIC
– THE OTHER SIDE by Roberto MINERVINI
– UN ETAJ MAI JOS (ONE FLOOR BELOW) by Radu MUNTEAN
– MU-ROE-HAN (THE SHAMELESS) by OH Seung-Uk
– LAS ELEGIDAS (THE CHOSEN ONES) by David PABLOS
– NAHID by Ida PANAHANDEH
– COMOARA (THE TREASURE) by Corneliu PORUMBOIU
– CHAUTHI KOOT (THE FOURTH DIRECTION) by Gurvinder SINGH
– MADONNA by SHIN Suwo
– MARYLAND by Alice WINOCOUR

venerdì 26 settembre 2014

Magic In The Moonlight - recensione

L'ultima, attesa, fatica di Woody Allen si apre con uno spettacolo di magia, leitmotiv dell'intera vicenda.

Stanley (Colin Firth) è un'illusionista inglese di fama mondiale che viene introdotto da un amico a casa di una facoltosa famiglia della Costa Azzurra, i Baker, col fine di smascherare una giovane e bella sensitiva americana, Sophie (Emma Stone), della quale il figlio Brice (Hamish Linklater) si è invaghito, e che è sospettata di essere mossa da scopi fraudolenti. Stanley, misantropo estremamente razionale, si pone prima con sarcasmo nei confronti della ragazza, prendendosi pubblicamente gioco di lei, poi, a poco a poco, inizia a nutrire curiosità per le sue pratiche e ad interessarsene.

Strani movimenti del destino accompagnano questi personaggi verso l'epilogo della vicenda: amore, magia, inganno e spiritualità si intrecciano in questa pellicola che incanta, ma non stupisce. Woody Allen, ancora una volta dirige un film di discreta qualità, con costumi mozzafiato e paesaggi da sogno, ma noiosamente adagiati su cliché che a lungo andare stancano lo spettatore, nonostante la splendida interpretazione dei suoi attori - del cast fanno parte anche Marcia Gay Harden, Jacki Weaver e Eileen Atkins -, purtroppo confinati in personaggi stereotipati, descrivibili con una manciata di aggettivi.

La trama accattivante risulta scontata dopo la prima mezz'ora, al di là dei dolci momenti di romanticismo che fanno comunque battere il cuore e fantasticare. L'impressione è che Allen non abbia creduto fino in fondo alla storia, che si sia limitato lasciando che il film scivolasse verso risvolti facili invece di impreziosirlo con i colpi di genio a cui ci ha abituato.

Francesca Matteucci

domenica 29 giugno 2014

Magic in the Moonlight - nuove immagini dal film di Woody Allen

Arriverà nelle sale americane il 25 luglio, 'Magic in the Moonlight', nuova commedia scritta e diretta da Woody Allen che vede protagonisti Colin Firth e Emma Stone.

La storia, ambientata in Costa Azzurra, racconta di un gentleman inglese (Firth) incaricato di smascherare una truffa di una presunta sensitiva, una giovane donna (Stone) che, spalleggiata dalla madre, sostiene di poter parlare con gli spiriti. Convinto a rivelare l'inganno, l'uomo, man mano che conosce la donna, comincia a nutrire dei dubbi sul fatto che sia davvero una truffatrice.

Nel cast anche Marcia Gay Harden, Jacki Weaver, Hamish Linklater, Eileen Atkins e Simon McBurne. Ecco sei nuove immagini dal film.







venerdì 7 febbraio 2014

Berlino 2014 - Giorno 1&2



Si è aperto ieri il Festival di Berlino, il meno glamour dei grandi festival, ma che comunque non rinuncia alla sua dose di star hollywoodiane.
Il nuovo film di Wes Anderson, Grand Budapest Hotel, è infatti il primo a sfilare sul red carpet, con Ralph Fiennes, Bill Murray, Tilda Swinton, William Dafoe, Soirse Ronan ed Edward Norton tutti presenti in passerella.
Il film ha riscosso davvero un'ottima accoglienza, ma potevamo aspettarcelo da un regista che raramente sbaglia un colpo.

Oggi è stato invece il turno di Forest Whitaker, protagonista di La voie de l'ennemi, film intenso in cui un uomo, uscito di prigione dopo 18 anni e convertito all'Islam, cerca di ricominciare una nuova vita, ma non riesce a fuggire alle colpe del passato. Buona accoglienza anche per questo film, in cui compare anche il grande Harvey Keithel, nel ruolo del "poliziotto cattivo" che opera al confine con il Messico. Nonostante queste sfumature negative, il regista Rachid Bouchareb ha comunque assicurato che si tratta di un personaggio molto umano: "Ho incontrato diversi sceriffi che mi hanno raccontato le loro opinioni e che sono sensibili al tema dell'immigrazione, ma ho anche verificato la rigidità e la durezza di alcuni di loro nell'applicazione delle leggi... Anche questa è l'America."

Ma non ci sono stati solo sorrisi, alla berlinale. Il recentemente scomparso Philiph Seymour Hoffman, infatti, sarebbe dovuto essere a Berlino (ha preso parte, come comprimario, a due film fuori concorso) e il festival lo ricorderà con una proiezione speciale di Truman Capote, film che gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.
Non sono mancate neanche le polemiche su Woody Allen e le recenti dichiarazioni della figlia adottiva, che accusa il regista newyorchese di abusi. Nonostante Allen abbia risposto definendole vergognose menzogne, c'è già chi mormora della possibilità che questo scandalo abbia compromesso la sua corsa all'Oscar... noi speriamo di no, perchè Cate Blanchett è davvero bravissima!

sabato 7 dicembre 2013

Blue Jasmine - La recensione

La vita dell'altolocata Jeanette Francis (Cate Blanchett), che ha deciso di cambiare il suo nome in Jasmine, è appena stata sconvolta da un disastro finanziario, perciò, dopo la bancarotta, la morte del marito Hal (Alec Baldwin), fedifrago e truffatore professionista e la chiusura del rapporto con il figliastro Danny, sola, alcolizzata e imbottita di psicofarmaci e antidepressivi, è costretta a trasferirsi dalla sorella Ginger a San Francisco.
Tra Vodka Martini, pasticche, emicranie e litigi con l'insopportabile, animalesco fidanzato della sorella, Jasmine cercherà di dividersi tra un lavoro che detesta (sarà segretaria in uno studio dentistico), un corso per imparare ad usare il computer e il desiderio di risollevare la sua vita diventando arredatrice di interni. Potrà l'incontro fortuito con l'apparente uomo perfetto salvarla e cancellare l'oscura impronta del passato?

La crisi contemporanea morale ed economica è messa in scena con somma maestria e Woody Allen, come un burattinaio senza scrupoli, muove le fila di personaggi complessi e complessati, nevrotici, umani al punto da apparire reali. Crudele e sadico ci mostra un panorama disastrato e tragicomico della vita, con un finale che non sa, forse, dove poter andare, perso, come la nostra protagonista, ma che fa da cesura ad una narrazione precisa ed elegante, ma non abbastanza ammorbante e coinvolgente. Di tanto in tanto la trama inciampa su qualche traccia di inverosimilità che sembra voler rendere la vita troppo facile a quei pupazzi che tanto repentinamente il regista guida e che ci riporta con il sedere incollato alla poltroncina in sala.
Scaltra la creazione di una tale corposità antieroica di Jasmine che accoglie tra le braccia un pubblico simpatizzante che si può con facilità immedesimare. Divina l'interpretazione di Cate Blanchett, alle prese con un personaggio particolare, eppure quasi comune, labile il confine tra lo scontato e il macchiettistico, lei riesce con coraggio e forza a camminare in bilico tra i due, rendendo questa donna matura intensa e unica. Intorno a lei si muovono tanti piccoli satelliti interessanti, a tratti stereotipati, che non si scoprono fino in fondo e che non brillano di luce propria.

Francesca Matteucci

giovedì 7 novembre 2013

3 nuovi spot in Italiano per Blue Jasmine.

Arriverà in Italia il 5 dicembre l'atteso nuovo film di Woody Allen, 'Blue Jasmine', con Cate Blanchett, Alec Baldwin, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Sally Hawkins, Peter Scarsgaard e Michael Stuhlbarg.

Ecco (finalmente) tre nuovi spot!







mercoledì 16 ottobre 2013

Prime immagini di 'Magic in the Moonlight', nuovo film di Woody Allen

Woody Allen è instancabile. Mentre 'Blue Jasmine' prende applausi in giro per il mondo (in Italia arriverà il 5 dicembre), il regista è sul set nel sud della Francia a girare il suo nuovo film. Svelato il titolo, 'Magic in the Moonlight', e sono state pubblicate le prime immagini ufficiali in cui vediamo Colin Firth, Emma Stone e Marcia Gay Harden.

Praticamente nessun indizio sulla trama, nel cast anche Eileen Atkins, Jacki Weaver, Catherine McCormack e Paul Ritter. Uscirà il 26 luglio 2014.





martedì 19 giugno 2012

Amore e Guerra - Club del Film

Questa settimana il Club del Film ci propone Amore e Guerra, film del 1975 scritto, diretto e interpretato da Woody Allen, e con Diane Keaton.


Trama:

Russia, inizio del XIX secolo. Boris Grushenko è un giovane un po' particolare; i suoi due fratelli, Ivan e Mikhail, sono forti e spavaldi, mentre lui è goffo, codardo, intellettuale, e vorrebbe scrivere poesie. Boris è innamorato di sua cugina Sonja, bellissima e intelligente, con la quale ha complesse discussioni filosofiche. Sonja confida a Boris di essere innamorata di suo fratello Ivan, ma quest'ultimo decide di sposarsi con un'altra donna. Sonja allora, per ripicca, concede la sua mano a uno squallido e noioso commerciante d'aringhe.
Un giorno giunge la notizia dell'invasione dell'Austria da parte di Napoleone e Boris, riluttante al combattimento, viene forzato ad arruolarsi nell'esercito dello Zar. Finito l'addestramento, appena prima di partire per il fronte, Boris reincontra Sonja, la quale gli racconta che il suo matrimonio è infelice e che ha innumerevoli amanti. Boris va in battaglia e per puro caso diventa un eroe di guerra. Poi ha una relazione con la bellissima contessa Aleksandrovna, e per questo viene sfidato in duello dall'amante di lei, un abilissimo tiratore. Boris allora confessa il suo amore a Sonja, il cui marito nel frattempo è morto, e le chiede di sposarlo se sopravviverà al duello. Sonja accetta, sapendo che probabilmente egli verrà ucciso. (da Wikipedia)

Potete commentare con noi il film quì, oppure direttamente sul Forum.

Lòisa

giovedì 26 aprile 2012

'To Rome with Love' - la recensione


Molto soddisfatto. Per questo To Rome With Love mi aspettavo un Woody Allen in versione “turistica” alla Vicky, Cristina, Barcelona tanto per intenderci. E invece Woody è riuscito a stupirci una volta di più. Certo l’aspetto di omaggio quasi forzato alla città e all’italianità c’è, con anche qualche attore “imbucato” forse di troppo, ma il film tuttavia non è per niente superficiale.

La pellicola si dirama in diverse storie, ognuna portatrice delle tematiche care al regista. Abbiamo un Woody Allen alle prese con un tema che ormai assilla la sua età avanzata: la morte, la paura di non aver lasciato una traccia di se per non “morire artisticamente”, la critica alla psicanalisi, e via dicendo. Poi c’è il filone dell’amore e dei tradimenti con un richiamo molto in stile Provaci ancora, Sam con Alec Baldwin nei panni del Bogart di turno. Infine c’è il filone dove Allen ha trovato qualcosa di nuovo, una critica alla modernità ma in una chiave satirica che si distacca un po’ dai canoni dei suoi soliti film.

Nella vicenda impersonata da Benigni, Allen ci mostra il lato forse più “malato” che il cambiamento del modo di socializzare del mondo moderno ha portato. Una critica forse velata ai social network dove ormai è possibile sapere tutto di tutti, se uno indossa slip o boxer, cosa si è mangiato a colazione, con che mano ci si gratta la testa (tanto per citare Benigni).

Tutto questo condito poi dall’umorismo “intellettualoide” che ha reso Woody Allen WOODY ALLEN. Bene anche gli attori italiani, che così a stretto contatto con attori del calibro di Alec Baldwin, Penelope Cruz, Ellen Page, Jesse Eisenberg, sono riusciti a tenere più che discretamente la scena.

Gli ingredienti per un buon film alla Woody Allen ci sono tutti, dell’Allen in versione europea, tra Londra, Barcellona e Parigi, Roma si piazza seconda solo a Parigi (per lo splendido Midnight in Paris).


Ste