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giovedì 26 marzo 2020

Woody Allen su Timothée Chalamet che lo ha rinnegato per arrivare all'Oscar

Il libro di memorie di Woody Allen, "A Proposito di Niente", non è ancora uscito negli USA ma sta già facendo discutere per alcuni pezzi estrapolati e finiti online.

La parte dedicata a Mia Farrow e alle accuse di violenza sessuale sulla figlia Dylan hanno già scatenato la reazione del figlio di Allen, Ronan Farrow, ma a far discutere è anche un aneddoto riguardante Timothée Chalamet.

Il giovane attore ha lavorato con Allen nel film Un Giorno di Pioggia a New York, che è stato al centro di un contenzioso tra il regista e Amazon che ha deciso di ritirarlo proprio a causa delle accuse della famiglia Farrow, riuscite fuori nel periodo dello Scandalo Weinstein. I protagonisti del film (non tutti, ma alcuni) rinnegarono pubblicamente Allen e il film. Tra questi anche Timothée Chalamet, lanciatissimo dopo il successo di Chiamami col Tuo Nome.
Secondo quanto scritto da Woody Allen nel suo libro, l'attore lo avrebbe rinnegato solo per "ripulire" la propria immagine e avere più possibilità per una eventuale vittoria agli Oscar (che poi non ha vinto).

Ecco il pezzo.

"Tutti e tre i protagonisti di 'Un Giorno di Pioggia a New York' sono stati splendidi ed è stato un piacere lavorarci. In seguito Timothée ha affermato pubblicamente che era pentito di aver lavorato con me e che avrebbe devoluto il suo compenso in beneficienza, ma ha giurato a mia sorella che ha dovuto farlo perché era candidato all'Oscar per 'Chiamami col Tuo Nome' e lui e il suo agente pensavano che avrebbe avuto più possibilità se mi avesse denunciato, cosa che poi ha fatto. Comunque, io non rimpiango di aver lavorato con lui."

Per il momento, né l'attore, né il suo staff, hanno risposto a questa dichiarazione, ma non è detto che non lo faranno in futuro, visto che non si tratta di un aneddoto lusinghiero per Timothée Chalamet e la sua immagine non ne esce bene.

Il libro di Woody Allen è disponibile in Italia in versione ebook. Il regista intanto ha finito di girare il suo nuovo film, Rifkin’s Festival, girato in Spagna, con una uscita prevista per la fine dell'anno.

lunedì 16 dicembre 2019

Box-office Italia: debutto in testa per Il Primo Natale

In attesa di Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, il nuovo film di Ficarra e Picone si piazza al primo posto della classifica box office italiana.

Il Primo Natale vince il weekend, debutta in testa incassando 3.1 milioni di euro, leggermente sotto il precedente film del duo comico ma, visto il periodo e la tematica molto natalizia, il film dovrebbe avere una buona tenuta nonostante le tante nuove uscite in arrivo.

Scende al secondo posto Frozen 2: Il Segreto di Arendelle, che incassa altri 1.6 milioni di euro e sale a un totale di 14.9 milioni (oggi supererà i 15 milioni). Vedremo se durante le vacanze di Natale riuscirà ad avvicinarsi all'incasso totale del primo film (19.4 milioni).
Al terzo posto lo spin-off di Gomorra, L’Immortale, che raccoglie altri 1.1 milioni di euro e sale a 4.9 milioni totali.

Buona la tenuta di Cena con Delitto - Knives Out, al quarto posto, incassa un altro milioni e sale a 2.5 milioni di euro totali. Chiude la top-five l'ultimo film di Woody Allen, Un Giorno di Pioggia a New York, che sale a 2.9 milioni di euro totali.

lunedì 9 dicembre 2019

Box-office Italia: 'Frozen II' stabile al primo posto

Nonostante le new entry, Frozen II - Il Segreto di Arendelle mantiene saldamente la testa del box office italiano.

Il nuovo film d'animazione della Disney resta per la seconda settimana al primo posto incassando altri 3.5 milioni di euro, e salendo a un totale di 12.6 milioni. Vedremo se durante le vacanze natalizie riuscirà ad avvicinarsi, o a superare, l'incasso totale del primo film (19.4 milioni).

Molto bene il film L'immortale, spin-off della serie Gomorra, che debutta con 2.8 milioni di euro e la migliore media per sala. Esordio al terzo posto per Cena con Delitto - Knives Out, con un incasso di 1.2 milioni di euro.

Scala al quarto posto l'ultimo film di Woody Allen, Un Giorno di Pioggia a New York, il cui incasso sale a un totale di 2.3 milioni di euro. Chiude al quinto posto Cetto c'è, Senzadubbiamente, che sale a 4.7 milioni di euro totali.

venerdì 6 settembre 2019

Scarlett Johansson difende Woody Allen. E Dylan Farrow la attacca.

Si torna a parlare del "caso Woody Allen", accusato, diversi anni fa, dalla figlia Dylan Farrow di violenza sessuale. Un caso molto complesso e delicato tornato in cronaca con lo sbocciare della protesta del #MeToo. Ed è proprio una delle attrici più attive di questo movimento, una delle co-fondatrici di Time's Up che in passato non ha avuto nessun problema ad attaccare direttamente dei colleghi, a prendere le difese di Woody Allen.

Nei giorni scorsi Scarlett Johansson, durante un intervista a THR, ha dichiarato di credere all'innocenza di Woody Allen, con cui l'attrice ha collaborato in due film.
"Come mi sento a proposito di Woody Allen? Adoro Woody. Gli credo e vorrei lavorare con lui in qualsiasi momento", ha detto l'attrice, "Vedo Woody spesso e ho avuto molte conversazioni al riguardo. Sono stata molto diretta con lui e lui è stato molto diretto con me. Ribadisce la sua innocenza e io gli credo". L'attrice ha poi parlato del particolare periodo storico, in cui l'argomento molestie sessuali è molto caldo. "Si tratta di un periodo in cui le persone sono molto arrabbiate, comprensibilmente", ha dichiarato Scarlett Johansson, "La situazione doveva cambiare quindi c'è molta passione, molti sentimenti forti e giustamente molta agitazione. Il momento è intenso".

Scarlett Johansson ha espresso una sua opinione personale sull'argomento, come hanno fatto altri prima di lei, chi a favore di Allen (come Javier Bardem) e chi contro (Timothée Chalamet, l'ultimo in ordine di tempo).
Parole che non sono piaciute alla famiglia Farrow, e su Twitter, dopo un anno di silenzio, è tornata a farsi sentire proprio Dylan Farrow.
"Perché se abbiamo imparato una cosa in questi ultimi due anni è che sicuramente bisogna dare credito senza farsi domande alle parole dei predatori sessuali maschi che “si dichiarano innocenti”. Scarlett deve fare ancora parecchia strada nel capire una questione di cui si dichiara paladina."

Una risposta comprensibile dal punto di vista della donna, ma è giusto ricordare che ognuno è libero di avere una propria opinione.

Il fatto risale all'inizio degli anni '90, durante il burrascoso divorzio tra Woody Allen e Mia Farrow, quando l'attrice consegnò al pediatra di famiglia una registrazione in cui la figlia dichiarava di essere stata abusata dal padre. Fin da subito il caso si rivelò molto complesso a causa del clima ostile tra le due parti. Le indagini di un team di specialisti si conclusero con una relazione in cui si affermava che Woody Allen non aveva abusato della figlia ma che entrambi i genitori erano da considerare "instabili e incapaci" di avere un rapporto equilibrato con i figli. Anche la polizia indagò sulle accuse, ribadendo quanto dichiarato dal team di specialisti, e aggiungendo che una delle ipotesi possibili per spiegare le parole della piccola Dylan, era che la bambina fosse stata indottrinata da una Mia Farrow furiosa per la relazione di Allen con la figlia adottiva, che poi sarebbe diventata sua moglie, Soon-Yi.
Woody Allen fece anche il test della macchina della verità, risultando innocente, due indagini e un processo lo hanno giudicato innocente. Ma intanto la famiglia si è letteralmente spaccata in due: il figlio Ronan (che ha portato alla luce lo scandalo Weinstein) dalla parte di Dylan contro Allen, mentre l'altro figlio, Moses, dalla parte del padre e contro Mia Farrow.
Quindi, ad oggi è praticamente impossibile sapere cosa sia successo in quella occasione, se è davvero successo qualcosa, e tutto si riduce alle parole di uno contro quelle dell'altro.

Il ritorno alla ribalta dello scandalo però è costato ad Allen il contratto con Amazon, che si è rifiutato di distribuire negli USA il suo ultimo film Un Giorno di Pioggia a New York. Il film però uscirà in Europa e in Italia sarà distribuito da Lucky Red, con Andrea Occhipinti che si è schierato apertamente dalla parte di Allen, dichiarando che il regista starebbe subendo una vera ingiustizia. In Italia uscirà il 3 ottobre.