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mercoledì 15 gennaio 2025

BAFTA 2025 - le nomination

Annunciate poco fa le nomination ai BAFTA 2025, i premi al cinema britannico e non solo.

Ad ottenere il maggior numero di nomination, ben 12, quest'anno è stato Conclave, tra cui miglior film, regista, attore protagonista per Ralph Fiennes e attrice non protagonista per Isabella Rossellini. A seguire con 11 nomination, Emilia Pérez, comprese quelle per il miglior film, regista, attrice protagonista a Karla Sofia Gascón e doppia per la attrice non protagonista, a Selena Gomez e Zoe Saldaña.

The Brutalist, vincitore del Golden Globes, ottiene nove candidature, mentre sono sette per Anora, Dune: Parte Due e Wicked, quest'ultimo assente nella cinquina del miglior film.

La cerimonia di premiazione, presentata da David Tennant, si terrà il 16 febbraio.

Ecco l'elenco delle nomination.

Miglior film
Anora
The Brutalist
A Complete Unknown
Conclave
Emilia Pérez

Miglior regista
Anora — Sean Baker
The Brutalist — Brady Corbet
Conclave — Edward Berger
Dune: Parte Due — Denis Villeneuve
Emilia Pérez — Jacques Audiard
The Substance — Coralie Fargeat

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Marianne Jean-Baptiste – Hard Truths
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance
Saoirse Ronan – The Outrun

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Hugh Grant – Heretic
Sebastian Stan – The Apprentice – Alle origini di Trump

Miglior attrice non protagonista
Selena Gomez – Emilia Pérez
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Jamie Lee Curtis – The Last Showgirl
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldaña – Emilia Pérez

Miglior attore non protagonista
Yura Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain
Clarence Maclin – Sing Sing
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice – Alle origini di Trump

Miglior sceneggiatura originale
Anora
The Brutalist
Kneecap
A Real Pain
The Substance

Miglior sceneggiatura non originale
A Complete Unknown
Conclave
Emilia Pérez
Nickel Boys
Sing Sing

Miglior film britannico
Bird
Blitz
Conclave
Il gladiator II
Hard Truths
Kneecap
Lee
Love Lies Bleeding
The Outrun
Wallace & Gromit – Le piume della vendetta

Miglior debutto britannico (sceneggiatore, regista o produttore)
Hoard – Luna Carmoon (regista e sceneggiatrice)
Kneecap – Rich Peppiatt (regista e sceneggiatore)
Monkey Man – Dev Patel (regista)
Santosh – Sandhya Suri (regista e sceneggiatrice), James Bowsher (produttore), Balthazar de Ganay (produttore)
Sister Midnight – Karan Kandhari (regista e sceneggiatore)

Miglior film in lingua straniera
Amore a Mumbai
Emilia Pérez
Io sono ancora qui
Kneecap
La leggenda del fico sacro

Miglior documentario
Black Box Diaries
Daughters
No Other Land
Super/Man: The Christopher Reeve Story
Will & Harper

Miglior film d’animazione
Flow
Inside Out 2
Wallace & Gromit – Le piume della vendetta
Il robot selvaggio

Miglior film per bambini e famiglie
Flow
Kensuke’s Kingdom
Wallace & Gromit – Le piume della vendetta
Il robot selvaggio

Miglior casting
Anora
The Apprentice – Alle origini di Trump
A Complete Unknown
Conclave
Kneecap

Miglior fotografia
The Brutalist
Conclave
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Nosferatu

Miglior montaggio
Anora
Conclave
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Kneecap

Migliori costumi
Blitz
A Complete Unknown
Conclave
Nosferatu
Wicked

Miglior make up & hair
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Nosferatu
The Substance
Wicked

Miglior colonna sonora
The Brutalist
Conclave
Emilia Pérez
Nosferatu
Il robot selvaggio

Miglior scenografia
The Brutalist
Conclave
Dune: Parte Due
Nosferatu
Wicked

Miglior sonoro
Blitz
Dune: Parte Due
Il gladiatore II
The Substance
Wicked

Migliori effetti visivi
Better Man
Dune: Parte Due
Il gladiatore II
Il regno del pianeta delle scimmie
Wicked

Miglior corto d’animazione britannico
Adiós
Mog’s Christmas
Wander to Wonder

Miglior corto britannico
The Flowers Stand Silently, Witnessing
Marion
Milk
Rock, Paper, Scissors
Stomach Bug

EE Rising Star Award (votato dal pubblico)
Marisa Abela
Jharrel Jerome
David Jonsson
Mikey Madison
Nabhaan Rizwan

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martedì 16 luglio 2019

Bond 25: ufficiale il ritorno di Christoph Waltz. Lashana Lynch sarà la nuova 007?

Le riprese del film sono in pieno svolgimento a Londra, e nelle prossime settimane si sposteranno in Italia, a Matera, intanto arrivano rumor sulla trama e novità sul cast del prossimo film della saga di James Bond.

La notizia più interessante viene dal Daily Mail, di solito ben informato quando si tratta di Bond movie. Il tabloid riporta che l'attrice Lashana Lynch (Captain Marvel) interpreterà... 007!

I fan della saga possono però stare tranquilli, l'attrice non sarà la "nuova James Bond" ma dovrebbe interpretare un personaggio che ha ereditato il nome in codice di 007, prendendo il posto dell'ormai "ex agente" dell' MI6.

Ecco quanto scritto dal Daily Mail: "La storia comincia con Bond ormai ritiratosi in Giamaica. Ma M (Ralph Fiennes) lo richiama in servizio perché ha un disperato bisogno di lui per affrontare una nuova crisi globale.
Un insider del film ci ha detto “C’è una scena cardine all’inizio del film in cui M dice “Vien pure 007″ ed entra in scena Lashana che è una donna nera e bellissima”.
Bond è ovviamente attratto dalla nuova 007, sessualmente, e prova a conquistarla con i suoi trucchetti di seduzione, restando piuttosto perplesso nel vedere come non funzionino su questa brillante, giovane donna nera, che alza gli occhi al cielo e non ha nessun interesse a tuffarsi nel letto con lui. Almeno non all’inizio del film..."

Al momento si tratta solo di un rumor, ma se fosse confermato, Lashana Lynch sarebbe a tutti gli effetti una "Bond Woman", espressione lanciata da Monica Bellucci durante la lavorazione di Spectre e ora, a quanto pare, ufficiale anche nella produzione che avrebbe deciso di mandare definitivamente in pensione la vecchia Bond Girl.

Non è un rumor ma una notizia ufficiale, confermata da testimoni oculari, il ritorno di Christoph Waltz nel ruolo del super villain Blofeld, tra gli antagonisti più iconici della saga di 007, ruolo già ricoperto dall'attore nel precedente Spectre.
Il suo ritorno avrebbe dovuto essere un segreto ma Waltz è stato visto da un visitatore sul set, a cui l'attore avrebbe simpaticamente detto: "Tu non mi hai visto".

Protagonista del film sarà ancora una volta Daniel Craig. Nel cast torneranno Lea Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Rory Kinnear e Ralph Fiennes. New entry Ana De Armas, Billy Magnussen, e il villain Rami Malek.
Ecco la trama ufficiale di Bond 25. "Bond ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace però ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter, della CIA, si presenta con una richiesta d’aiuto. La missione ha come obiettivo quello di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa del previsto: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica."

Diretto da Cary Fukunaga, l'uscita è fissata all'8 aprile 2020.

domenica 13 marzo 2016

Ave, Cesare! - la recensione

La giornata di Eddie Mannix non è tra le più rilassanti. Lui è un "fixer", cioè un uomo pagato da una grossa major cinematografica per risolvere tutti quei problemi che le capricciose star di Hollywood creano dentro e fuori dal set. Quando il protagonista del film Ave, Cesare!, colossal a carattere biblico che si sta girando proprio in quei giorni, viene rapito, Eddie dovrà riuscire a barcamenarsi tra attrici troppo libertine, attori dalle inesistenti capacità recitative e giornalisti impiccioni, il tutto tentando in ogni modo di riportare sano e salvo il divo sul set in tempo per le riprese della scena madre.


I fratelli Coen scrivono una commedia, o meglio, una farsa, che mette in ridicolo Hollywood ma che alla fine vuole parlare di altro, in senso più ampio di scelte e di cosa sia giusto fare. Lo fanno mettendo insieme una sceneggiatura brillante e un grandissimo cast, su cui primeggiano un fantastico George Clooney e Josh Brolin, mai così in stato di grazia, ma purtroppo non vanno al segno al cento percento.
Se nella trama principale (il rapimento del personaggio di Clooney da parte dei comunisti e relativa contrattazione per il riscatto) si procede in modo ben strutturato e senza passi falsi, divertendo non poco, e proponendo anche intelligenti spunti di riflessione, il resto è troppo abbozzato, con personaggi che non riescono mai ad avere un vero mordente e una vera caratterizzazione, più comparse dai nomi altisonanti che altro. Un peccato perché alcune di queste storyline avevano delle potenzialità notevoli e risultano anche molto divertenti quando portate avanti, ma a un certo punto sembrano perdersi, come se i Coen se ne fossero dimenticati o abbiano deciso di accantonarle per concentrarsi su altro.
Nulla si può dire invece dell'aspetto più puramente tecnico: regia, fotografia e soprattutto montaggio sono impeccabili e contribuiscono a ricreare l'atmosfera da farsa che caratterizza tutto il film.

Ave, Cesare! è un film tecnicamente bellissimo e molto divertente, ma che non riesce mai ad andare del tutto a segno, per colpa soprattutto di alcuni difetti nella sceneggiatura e nell'impostazione complessiva. Peccato, perché avrebbe potuto fare molto di più con un cast di questo livello

sabato 7 novembre 2015

SPECTRE - la recensione

Ancora scosso dopo gli eventi di Skyfall, James Bond si lancia a capofitto in un nuovo mistero andando contro gli ordini diretti dello stesso M, mentre una nuova disposizione politica rischia di far chiudere per sempre la sezione 007. Cosa si nasconde dietro alla misteriosa organizzazione chiamata SPECTRE?


Proprio come Bond, anche lo spettatore arriva a questo 24° episodio della saga sull'Agente Segreto al servizio di Sua Maestà con le immagini di Skyfall ancora negli occhi, un'eredità pesantissima superare o anche solo eguagliare quello che probabilmente è stato il miglior film della saga. Sam Mendes non è certo un dilettante alla prime armi e inizia subito mettendolo in chiaro: la scena iniziale è, infatti, un lungo piano sequenza in cui, tra le maschere della Festa dei Morti di Città del Messico, si alternano musica dal vero e un inseguimento adrenalinico, ottenendo l'immediata attenzione del pubblico. I titoli di testa sono ancora sullo stile di quelli del film precedente, con Writing's on the wall di Sam Smith al posto di Skyfall di Adele, forse un po' troppo lunghi ma comunque meravigliosi a livello visivo ed evocativo.
Da qui la prima parte del film scivola via con fluidità, tra azione e le bellissime riprese romane e un inseguimento in automobile degno della miglior tradizione. C'è anche Monica Bellucci che, sempre bellissima, non dà prova delle migliori doti recitative, ma fortunatamente è in scena molto poco e la sua performance è presto dimenticata.
Di tutt'altro impatto è Léa Seydoux, vera Bond Girl della pellicola, avvolta da un'aura eterea e di ben altre capacità interpretative, la sua chimica con Daniel Craig è una delle cose migliori del film e anche il personaggio stesso è molto interessante e ben caratterizzato.
Perfetti anche gli altri membri della squadra "dei buoni": Ben Wishaw è un perfetto Q, Naomie Harris è sempre più calata nel ruolo di Moneypenny, e Ralph Fiennes raccoglie egregiamente l'eredità lasciata da Judi Dench ed è un magnifico M.
Una mezza delusione invece i villain: se Andrew Scott riesce a essere viscido quanto necessario, Christoph Waltz finisce per essere intrappolato nel suo solito ruolo di freddo psicopatico. Per quanto il personaggio da lui interpretato sia un cattivo molto classico nei film di Bond (con tanto di discorso sulla conquista del mondo in un bunker segreto) non riesce a convincere appieno e non raggiunge neanche lontanamente la presenza scenica e l'aura di sottile minaccia che Bardem era riuscito a imprimere al suo Silva in Skyfall.
Proprio a causa di questo, la seconda parte del film cala un po' nel ritmo e risulta a volte macchinosa, pur regalando momenti nostalgici e vere chicche per gli appassionati delle autocitazioni.
Pur con qualche difetto e senza riuscire del quasi impossibile compito di eguagliare il suo predecessore, SPECTRE riesce a intrattenere più che degnamente e risulta essere un ottimo film. Se questo dovesse essere l'ultimo film dell'era Craig, come molto probabilmente avverrà, allora si può dire che è stata una degna conclusione di un ciclo che ha riportato 007 agli antichi splendori.

lunedì 7 settembre 2015

Venezia 72 - giorno 5 e 6

Una domenica e un lunedì segnato soprattutto dal cinema italiano al Festival di Venezia, ieri Luca Guadagnino con il suo A Bigger Splash, e oggi l'ultimo film di Claudio Caligari, Non Essere Cattivo.

Presentato il secondo film italiano in Concorso, A Bigger Splash di Luca Guadagnino, che vede come protagonisti un quartetto di attori stranieri: Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Johnson e Matthias Schoenaerts.

Remake del francese La Piscine, il film è un thriller che racconta la vacanza a Pantelleria di una rock star, Marianne Lane (Swinton), e il suo compagno, Paul (Schoenaerts). La tranquillità del soggiorno sull'isola viene interrotta dall'improvvisa comparsa di Harry (Fiennes), amico e ex-amante di Marianne, accompagnato dalla figlia-lolita Penelope (Johnson). La vacanza si trasformerà in una discesa nella passione, la gelosia e l'erotismo.

"Quando ho avuto l’idea di girare 'A Bigger Splash', volevo affrontare i sentimenti e il desiderio di quattro personaggi molto diversi tra di loro", ha spiegato il regista durante la conferenza stampa, "con prospettive e visioni del mondo differenti. Nel film, volevo farne deflagrare i sentimenti. Avevo bisogno di uno scenario particolare, caratteristico, unico dove far consumare questa esplosione. Una location particolarmente bella e caratteristica". E la scelta è caduta sull'Isola di Pantelleria, anche se il regista ci ha tenuto a precisare di non averla scelta perché siciliano. "Ho solo seguito il mio istinto", ha detto Guadagnino, "quando mi è venuta l’idea di fare un film su questo quartetto abbandonato in un momento dell’estate. Pantelleria con le sue violenze e contrasti era perfetta. In più è una zona di confine che chiede di essere capita da questi personaggi e richiede una domanda etica". Molti giornalisti in sala hanno chiesto al regista perché ha inserito nel film il tema degli "immigrati", parola che ha provocato la reazione dell Swinton: "Possiamo evitare di chiamarli immigrati? Sono rifugiati di guerra". Affermazione con cui l'attrice si è guadagnata gli applausi della sala.

Tida Swinton, che ha già lavorato con Guadagnino, interpreta una rock star che ha appena subito un intervento alla gola e non parla mai per tutto il film, se non in piccoli sussurri ogni tanto. "Quando Luca mi ha proposto di fare il film ero in un periodo della mia vita in cui non volevo fare cinema e in cui non volevo parlare", ha raccontato l'attrice, "Poi ci siamo confrontati, mi ha spiegato il progetto e volevo farlo. Volevo lavorare con lui, con un cast così eccezionale e girare a Pantelleria. Mi chiedevo “Come posso farne parte senza parlare?” Allora ho proposto a Luca che il mio personaggio fosse quasi muto, e lui ha detto sì. Ed era un buon modo per esprimere la difficoltà di comunicare di questo gruppo di personaggi in lotta".
Una delle scene più riuscite e apprezzate del film vede come protagonista Ralph Fiennes impegnato in un balletto. "Nessuno mi aveva mai chiesto di esprimermi ballando", ha detto l'attore divertito, "non ho potuto far altro che dire grazie. Avevamo solo un giorno per girare la scena, ma avevo fatto delle prove da solo, ascoltando a ripetizione la canzone nell’ipod, così l’abbiamo girata in un solo pomeriggio". Balletto che l'attore ha accennato sia in sala che davanti ai fotografi. Ad interpretare la figlia di Fiennes è Dakota Johnson, che si è aggregata al cast a lavorazione quasi conclusa. "Per me è stato molto interessante far parte di questo film. È stata un’esperienza veloce ed esplosiva", ha detto l'attrice, alla sua seconda conferenza stampa a Venezia, "Penelope è una giovane ragazza iper-intelligente che ha questo strano rapporto con la sua sessualità e sta cercando di capire cosa vuol dire avere un corpo sexy e soprattutto come utilizzarlo. Per certi versi fa paura perché utilizza quest'arma per manipolare le emozioni degli altri e trarne piacere". Inevitabili le domande della stampa sulla sua scena di nudo, per cui l'attrice ha dichiarato tranquillamente di non aver provato nessun tipo d'imbarazzo.

Applausi e fischi hanno accompagnato il film di Guadagnino alla fine della proiezione stampa, fischi a cui il regista era preparato e di cui non si preoccupa affatto. "Dobbiamo sempre fare cinema per prenderci dei rischi, per sondare territori insidiosi, altrimenti perché facciamo cinema?", ha dichiarato il regista durante la conferenza, prendendosi applausi ma anche qualche fischio (di nuovo) da una piccola parte di giornalisti.

Il film sarà distribuito dalla Lucky Red e uscirà il 26 novembre.

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E' passato un po' inosservato ieri, ma al Festival è arrivato anche Shia LaBeouf, per presentare il film Man Down, diretto da Dito Montiel.

Il film racconta di un ex-marine (LaBeouf), che insieme ad un amico, si mette alla ricerca della moglie e del figlio in un'America post-apocalittica, ma dovrà fare i conti con gli errori commessi in passato quando era sotto le armi.

Nel cast anche Jai Courtney, Kate Mara e Gary Oldman (assenti al Lido).

"'Man Down' è un piccolo film che finge di essere grande, e che racconta di una famiglia intrappolata nella storia", così ha spiegato il film il regista, mentre LaBeouf ha dichiarato: "Montiel mi ha proposto il ruolo di Gabriel in un periodo in cui ero di pessimo umore, e quindi interpretare un personaggio così vulnerabile è stata una terapia".

Il film è stato presentato Fuori Concorso.

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Un altro film italiano, stavolta Fuori Concorso (anche se molti l'avrebbero voluto in Concorso), è stato presentato oggi. Si tratta di Non Essere Cattivo, ultimo lavoro di Claudio Caligari, scomparso nel maggio scorso proprio alla fine della lavorazione del film.

Ad accompagnare il film era presente il cast e Valerio Mastandrea, produttore della pellicola ma prima di tutto amico di Caligari, con cui l'attore romano ha girato il film L'Odore della Notte (1998). "Peccato non farlo giudicare a una giuria internazionale, peccato anche per gli attori", ha detto Mastandrea, "Sono amareggiato da questa decisione perché so quello che ci ha messo dentro Claudio, che veniva sul set anche se gli restavano pochi giorni di vita. Ma Claudio c'è. Siamo tutti emozionati, stasera ci si romperanno le acque".

Caligari in trent'anni di carriera ha girato solo tre film, Amore Tossico (1983), L'Odore della Notte, e Non Essere Cattivo, film chiusura di una ideale trilogia del regista. Ambientato a Ostia, il film racconta l'amicizia di due ragazzi, Vittorio e Cesare, che trascorrono le loro giornate tra sballo, corse in macchina, spaccio e piccola malavita.

"È vero, 'Non Essere Cattivo' è un film sull'amicizia di due uomini realizzato grazie all'amicizia tra due uomini ma è anche molto di più", ha continuato un emozionato Valerio Mastandrea, "Intanto perché non è solo grazie a me e a Claudio che si è realizzato questo film, ma grazie anche a tantissimi altri amici comuni, molti dei quali saranno qui stasera per festeggiare: maestranze, lavoratori della postproduzione, persone che normalmente non vengono ai festival ma che invece sono state fondamentali per portare a termine il film". Una pellicola per cui Caligari e Mastandrea hanno lottato, l'attore è arrivato addirittura a scrivere una lettere appello a Martin Scorsese, per chiedere aiuto. "Claudio voleva rappresentare una storia piccola di amicizia, un'amicizia immensa in un contesto sociale che lentamente ti stritola", ha raccontato ancora Mastandrea, "Le latitudini che Claudio esplorava erano sempre le stesse e qui mostra come si può corrompere questo mondo borgataro, attraverso nuove droghe accessibili a tutti e l'illusione che il lavoro sia il fondamento della società. [...] Mi mancherà molto il cinema di Claudio Caligari, quelle tematiche che sono le stesse di Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola - dice Mastandrea - Una volta, stavamo all'Idroscalo di Fiumicino, Claudio si avvicina al monitor e mi dice 'la vedi questa inquadratura? È da Giungla d'asfalto, lo conosci?... No, non l'hai visto'. Facendomi sentire un completo ignorante. Era un continuo fare, parlare, pensare e muoversi fatto di cinema e basta. E questo è quello che mi mancherà di più di Claudio, non il fatto di non poter più recitare nei suoi film, ma non poter parlare di cinema e fare cinema con lui".

Il film, che vede come protagonisti Luca Marinelli e Alessandro Borghi. sarà nelle sale dall'8 settembre.

mercoledì 29 luglio 2015

Venezia 72: il programma completo

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival del Cinema di Venezia.
Ben 4 i film italiani in concorso: Marco Bellocchio con Sangue del mio Sangue, Luca Guadagnino con A Bigger Splash (nel cui cast spiccano Tilda Swinton e Ralph Fiennes, Giuseppe Gaudino con Per Amor Vostro e l'esordiente Piero Messina con L’Attesa.
Spicca anche il nuovo film di Tom Hooper The Danish Girl, con il premio oscar Eddie Redmayne, film che fa già parlare di sè per il tema trattato (Redmayne interpreterà infatti una delle prime persone a cambiare sesso), e Beasts of No Nation di Cary Fukunaga, film d'animazione con Idris Elba.
Molto interessante anche i fuori concorso, con l'anteprima mondiale di Everest, film d'apertura dal cast importante (Jake Gyllenhaal, Keira Knightley e Robin Whright su tutti), Spotlight con Mark Ruffalo, Black Mass di Scott Cooper con le star Johnny Depp e Benedict Cumberbatch e il corto di Martin Scorsese The Audition, con Leonardo di Caprio e Brad Pitt.

Ecco il programma completo della rassegna giunta alla sua 72esima edizione che, ricordiamo, si terrà dal 2 al 12 Settembre.

CONCORSO

EMIN ALPER – ABLUKA (FRENZY)
Turchia, Francia, Qatar, 114′
Mehmet Özgür, Berkay Ates

LAURIE ANDERSON – HEART OF A DOG
Usa, 75′
Laurie Anderson

MARCO BELLOCCHIO – SANGUE DEL MIO SANGUE
Italia, Francia, Svizzera, 106′
Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Lydiya Liberman, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher, Federica Fracassi, Filippo Timi

SUE BROOKS – LOOKING FOR GRACE
Australia, 97′
Richard Roxburgh, Radha Mitchell, Odessa Young, Terry Norris, Harry Richardson

DRAKE DOREMUS – EQUALS
Usa, 101′
Kristen Stewart, Nicholas Hoult, Guy Pearce, Jacki Weaver

ATOM EGOYAN – REMEMBER
Canada, Germania, 95′
Christopher Plummer, Martin Landau, Dean Norris, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven

CARY FUKUNAGA – BEASTS OF NO NATION
Usa, 133′
Idris Elba

GIUSEPPE M. GAUDINO – PER AMOR VOSTRO
Italia, Francia, 110′
Valeria Golino, Massimiliano Gallo, Adriano Giannini

XAVIER GIANNOLI – MARGUERITE
Francia, Repubblica Ceca, Belgio, 127′
Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide

AMOS GITAI – RABIN, THE LAST DAY
Israele, Francia, 153′
Ischac Hiskiya, Pini Mitelman, Michael Warshaviak, Einat Weizman, Rotem Keinan, Yogev Yefet, Yael Abecassis

LUCA GUADAGNINO – A BIGGER SPLASH
Italia, Francia, 120′
Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti

OLIVER HERMANUS – THE ENDLESS RIVER
Sud Africa, Francia, 108′
Nicolas Duvauchelle, Crystal-Donna Roberts, Clayton Evertson, Darren Kelfkens, Denise Newman

TOM HOOPER – THE DANISH GIRL
Regno Unito, Usa, 120′
Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Amber Heard, Sebastian Koch, Ben Whishaw, Matthias Schoenaerts

CHARLIE KAUFMAN, DUKE JOHNSON – ANOMALISA
Usa, 90′
(animazione)
Jennifer Jason Leigh, David Thewlis, Tom Noonan

ZHAO LIANG – BEHEMOTH
Cina, Francia, 95′
(documentario)

PIERO MESSINA – L’ATTESA
Italia, Francia, 100′
Juliette Binoche, Lou de Laâge, Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Antonio Folletto, Giovanni Anzaldo

JERZY SKOLIMOWSKI – 11 MINUT (11 MINUTES)
Polonia, Irlanda, 81′
Richard Dormer, Paulina Chapko, Wojciech Mecwaldowski, Dawid Ogrodnik, Andrzej Chyra

ALEKSANDR SOKUROV – FRANCOFONIA
Francia, Germania, Paesi Bassi, 87′
Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath

PABLO TRAPERO – EL CLAN
Argentina, Spagna, 108′
Guillermo Francella, Peter Lanzani

LORENZO VIGAS – DESDE ALLÁ
Venezuela, Messico, 93′
Alfredo Castro, Luis Silva

CHRISTIAN VINCENT – L’HERMINE
Francia, 98′
Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen

FUORI CONCORSO

EVGENY AFINEEVSKY – WINTER ON FIRE
Ucraina, 85′
(documentario)

DANIEL ALFREDSON – GO WITH ME
Usa, Canada, Svezia, 90′
Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Alexander Ludwig, Hal Holbrook, Steve Bacic, Lochlyn Munro

YANN ARTHUS-BERTRAND – HUMAN
Francia, 188′
(documentario)

NOAH BAUMBACH, JAKE PALTROW – DE PALMA
Usa, 109′
(documentario)

AMY BERG – JANIS
Usa, 115′
(documentario)

CLAUDIO CALIGARI – NON ESSERE CATTIVO
Italia, 100′
Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei

SCOTT COOPER – BLACK MASS
Usa, 122′
Johnny Depp, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Kevin Bacon

HU GUAN – LAO PAO ER (MR SIX)
Cina, 135′
Feng Xiaogang

BALTASAR KORMÁKUR – EVEREST [FILM D’APERTURA]
Regno Unito, USA, 122′
Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright,  Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson, Jake Gyllenhaal

SERGEI LOZNITSA – SOBYTIE (THE EVENT)
Paesi Bassi, Belgio, 74′
(documentario)

ORIZZONTI

HIWOT ADMASU GETANEH – NEW EYES [CORTOMETRAGGI]
Francia, Germania, 11′
Selam Fikadu, Berite Eshetu, Surafel Tsegaye, Feven Teshome

MERZAK ALLOUACHE – MADAME COURAGE
Algeria, Francia, Emirati Arabi Uniti, 90′
Adlane Djemil, Lamia Bezouaoui, Leïla Tilmatine, Abdellatif Benahmed, Mohamed Takerret

GIOVANNI ALOI – E.T.E.R.N.I.T. [CORTOMETRAGGI]
Francia, 14′
Ali Salhi, Serena Grandi

JOKO ANWAR – A COPY OF MY MIND
Indonesia, Corea del Sud, 116′
Tara Basro, Chicco Jerikho

MARIANA ARRIAGA – EN DEFENSA PROPIA [CORTOMETRAGGI]
Messico, 14′
Mauricio Isaac, Emilio Echevarría

KARIM BOUKERCHA – VIOLENCE EN RÉUNION [CORTOMETRAGGI]
Francia, 15′
Vincent Cassel

ALBERTO CAVIGLIA – PECORE IN ERBA
Italia, 85′
Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Bianca Nappi, Mimosa Campironi, Lorenza Indovina, Omero Antonutti

SAMUEL COLLARDEY – TEMPÊTE
Francia, 89′
Dominique Leborne, Mailys Leborne, Mattéo Leborne

BRADY CORBET – THE CHILDHOOD OF A LEADER
Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia, 113′
Liam Cunningham, Bérénice Bejo, Stacy Martin, Yolande Moreau, Tom Sweet, Robert Pattinson

RENATO DE MARIA – ITALIAN GANGSTER
Italia, 87′
Andrea Di Casa, Paolo Mazzatelli, Luca Micheletti, Aldo Ottobrino, Sergio Romano, Francesco Sferrazza Papa

KEVIN JEROME EVERSON – IT SEEMS TO HANG ON [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
Lynnette Freeman, Ricky Goldman

VAHID JALILVAND – CHAHARSHANBEH, 19 ORDIBEHESHT (WEDNESDAY, MAY 9)
Iran, 102′
Niki Karimi, Amir Aghaee, Shahrokh Forootanian, Vahid Jalilvand

SHEN JIE – HOU (MONKEY) [CORTOMETRAGGI]
Cina, 5′
(animazione)

YAELLE KAYAM – MOUNTAIN
Israele, 83′
Shani Klein, Avshalom Pollak, Haitham Ibrahem Omar

TOBIAS LINDHOLM – KRIGEN (A WAR)
Danimarca, 115′
Pilou Asbæk, Tuva Novotny

VETRI MAARAN – VISAARANAI (INTERROGATION)
India, 106′
Dinesh Ravi, Samuthira Kani, Murugadas Periyasamy

JAKE MAHAFFY – FREE IN DEED
Usa, Nuova Zelanda, 98′
David Harewood, Edwina Findley

GABRIEL MASCARO – BOI NEON
Brasile, Uruguay, Paesi Bassi, 101′
Juliano Cazarré, Maeve Jinkings, Aline Santana, Carlos Pessoa, Vinicíus de Oliveira

DITO MONTIEL – MAN DOWN
Usa, 92′
Shia LaBeouf, Kate Mara, Jai Courtney, Gary Oldman

HADAR MORAG – LAMA AZAVTANI (WHY HAST THOU FORSAKEN ME?)
Israele, Francia, 94′
Muhammad Daas, Yuval Gurevich

ALY MURITIBA, MARJA CALAFANGE – TARÂNTULA [CORTOMETRAGGI]
Brasile, 20′
Malu Zanetti Domingues, Luma Domingues Zanetti, Giuly Biancato, Ana Clara Fischer

SEBASTIÁN MURO – 55 PASTILLAS [CORTOMETRAGGI]
Argentina, 13′
Fidel Cuello Vitale Valentina Britos Camilo Cuello Vitale Guillermo Tkach

ELNURA OSMONALIEVA – SEIDE [CORTOMETRAGGI]
Kirghizistan, 15′
Kaliman Kalybek Kyzy, Kanat Abdrakhmanov, Razha Alieva

CRISTINA PICCHI – CHAMP DES POSSIBLES [CORTOMETRAGGI]
Canada, 13′
(documentario)

RODRIGO PLÁ – UN MONSTRUO DE MIL CABEZAS
Messico, 75′
Jana Raluy, Emilio Echevarría, Sebastián Aguirre, Hugo Albores

ANITA ROCHA DA SILVEIRA – MATE-ME POR FAVOR
Brasile, Argentina, 101′
Valentina Herszage, Mari Oliveira, Júlia Roliz, Dora Freind, Bernardo Marinho, Vitor Mayer

NICOLAS SAADA – TAJ MAHAL
Francia, Belgio, 89′
Stacy Martin, Louis-Do de Lencquesaing, Gina McKee, Alba Rohrwacher

IVAN SALATIC – DVORIŠTA (BACKYARDS) [CORTOMETRAGGI]
Montenegro, 20′
Marko Stibohar, Luka Petrone, Sara Kosovac

WICHANON SOMUMJARN – JER GUN MUER RAO JER GUN (THE YOUNG MAN WHO CAME FROM THE CHEE RIVER) [CORTOMETRAGGI]
Thailandia, 16′
Yingyong Wongtakee, Teerana Khareram

DUBRAVKA TURIC – BELLADONNA [CORTOMETRAGGI]
Croazia, 18′
Aleksandra Naumov, Nada Ðurevska, Lana Baric, Anita Matkovic

DAVID VICTORI – ZERO [CORTOMETRAGGI – FUORI CONCORSO]
Usa, Regno Unito, Spagna, Messico, 28′
Joe Eggold, Felix Avitia, David Atkinson

JULIAN WAYSER – OH GALLOW LAY [CORTOMETRAGGI]
Usa, 20′
John Robinson, Jason Ritter, Kelsey Sanders, Andoni Anastasse

YORGOS ZOIS – INTERRUPTION
Grecia, Francia, Croazia, 109′
Alexandros Vardaxoglou, Maria Kallimani, Alexia Kaltsiki, Christos Stergioglou, Maria Filini

martedì 6 maggio 2014

[Oscar 2015] Grand Budapest Hotel - la recensione

Benvenuti al Grand Budapest Hotel.

Ispirato alle opere dello scrittore, drammaturgo e giornalista austriaco Stefan Zweig, Grand Budapest Hotel è un pregevole pasticcino della cinematografia creato con una vasta varietà di ingredienti e con grande maestria. Un pasticcino che soddisferà ogni palato.

Sembrerà banale paragonare questo film ad un'opera dolciaria (e probabilmente lo è), ma oltre ad averne l'aspetto, Grand Budapest Hotel racconta una storia un po' come spesso fa il cibo, e come sappiamo Wes Anderson è un maestro pasticcere quando si tratta di raccontare bene delle storie ed ancora più abile quando le storie sono più di una e intrecciate tra loro. Le vicende narrate sul Grand Budapest e i suoi soggiornanti sono molte e a modo loro tutte affascinanti. Non c'è un punto forte del film che sovrasta gli altri perché Anderson è riuscito (come sempre) ad esaltare tutto, dalle scenografie alle interpretazioni. Quando c'è una buona sceneggiatura ovviamente il resto si incastra perfettamente come un puzzle, e il tipo di narrazione a cui Anderson si è ispirato combacia perfettamente con il suo stile inconfondibile, come se il suo avvicinamento alle opere di Zweig fosse un passo naturale della sua carriera.

Anderson è uno dei pochi registi del vasto panorama cinematografico che riesce sempre ad essere coerente con se stesso. Questo non significa che i suoi film siano tutti uguali, bensì che riesce sempre ad arricchire il suo stile con molta facilità.

Rimaniamo sempre affascinati dalle visioni del regista statunitense e Grand Budapest Hotel riesce ad essere una vera e propria calamita per gli occhi. Ironia, dramma, linguaggio visivo sopraffino, interpretazioni, colonna sonora, fotografia, scenografia, tutto perfetto e studiato con grande intelligenza. Si entra in sala con il sorriso e se ne esce con un sorriso ancora più marcato.

Questa favola europea rimarrà sicuramente un fiore all'occhiello della filmografia di Wes Anderson.

venerdì 7 febbraio 2014

Berlino 2014 - Giorno 1&2



Si è aperto ieri il Festival di Berlino, il meno glamour dei grandi festival, ma che comunque non rinuncia alla sua dose di star hollywoodiane.
Il nuovo film di Wes Anderson, Grand Budapest Hotel, è infatti il primo a sfilare sul red carpet, con Ralph Fiennes, Bill Murray, Tilda Swinton, William Dafoe, Soirse Ronan ed Edward Norton tutti presenti in passerella.
Il film ha riscosso davvero un'ottima accoglienza, ma potevamo aspettarcelo da un regista che raramente sbaglia un colpo.

Oggi è stato invece il turno di Forest Whitaker, protagonista di La voie de l'ennemi, film intenso in cui un uomo, uscito di prigione dopo 18 anni e convertito all'Islam, cerca di ricominciare una nuova vita, ma non riesce a fuggire alle colpe del passato. Buona accoglienza anche per questo film, in cui compare anche il grande Harvey Keithel, nel ruolo del "poliziotto cattivo" che opera al confine con il Messico. Nonostante queste sfumature negative, il regista Rachid Bouchareb ha comunque assicurato che si tratta di un personaggio molto umano: "Ho incontrato diversi sceriffi che mi hanno raccontato le loro opinioni e che sono sensibili al tema dell'immigrazione, ma ho anche verificato la rigidità e la durezza di alcuni di loro nell'applicazione delle leggi... Anche questa è l'America."

Ma non ci sono stati solo sorrisi, alla berlinale. Il recentemente scomparso Philiph Seymour Hoffman, infatti, sarebbe dovuto essere a Berlino (ha preso parte, come comprimario, a due film fuori concorso) e il festival lo ricorderà con una proiezione speciale di Truman Capote, film che gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.
Non sono mancate neanche le polemiche su Woody Allen e le recenti dichiarazioni della figlia adottiva, che accusa il regista newyorchese di abusi. Nonostante Allen abbia risposto definendole vergognose menzogne, c'è già chi mormora della possibilità che questo scandalo abbia compromesso la sua corsa all'Oscar... noi speriamo di no, perchè Cate Blanchett è davvero bravissima!