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mercoledì 6 ottobre 2021

No Time To Die - la recensione

A più di un anno dalla data di uscita originale, finalmente approda in sala il nuovo film sull’agente segreto del controspionaggio più famoso d’Inghilterra e del mondo: 007. Nato nel 1963 dalla penna dello scrittore britannico Ian Fleming, James Bond, con il suo charme e la sua intelligenza continua, da più di 50 anni, a far battere il cuore ed appassionare i suoi fan.

No Time to Die si apre con la suadente voce di Billie Eilish che, come una sirena, ci porta via e ci prepara a bearci di questa nuova avventura. Ritroviamo un James Bond (Daniel Craig) in ritiro, dopo la cattura di Franz Oberhauser (Christoph Waltz), e sembra ormai deciso a godersi una vita serena, fatta di vacanze in location mozzafiato e lusso sfrenato, lontano dai frenetici ritmi londinesi del crimine e dalla minaccia dei nemici, assieme alla sua amata Madeleine (Léa Seydoux). Tutto sembra procedere fin troppo bene, ma presto James dovrà scontrarsi con una minaccia sconosciuta proveniente dal passato della sua dolce metà, il pericoloso criminale Lyutsifer Safin (Rami Malek). Circondato da amici storici che tornano a bussare alla porta, su tutti Felix Leither (Jeffrey Wright), con il quale James aveva lavorato per la CIA, e nuovi agenti, riuscirà il nostro eroe a sventare il malvagio piano di distruzione dell’umanità progettato da Safin?

La tensione è alle stelle in questo avvincente venticinquesimo capitolo, che vanta una colonna sonora, mozzafiato di un ormai sempre più paradisiaco Hans Zimmer, in cui spicca la traccia pazzesca "Cuba Chase", che riporta l'orecchio al main theme classico, ma strizza l'occhio al sound dell'Havana. Il film eccelle anche nel compartimento tecnico, aggressivo ed affamato, che punta allo stupore, basti pensare alla sequenza interminabile, ma super godibile girata a Matera, della quale si ha già un assaggio nel trailer.
Il cast è davvero ben assortito. Daniel Craig, alla sua ultima interpretazione, è intenso e che pare aver finalmente trovato l’abito giusto per il suo Bond, ne coglie la vera essenza, pronto a sferrare l'attacco finale, scontrandosi con un Rami Malek impeccabile, qui in veste di vero “baddie”, che punta tutto sull’inquietudine e sull’angoscia e su una mimica facciale studiata e calibrata nel profondo, sino al più impercettibile dettaglio. 
Ritroviamo Ralph Fiennes, nel ruolo di un sempre impettito M, Rory Kinnear, un tenerissimo Ben Whishaw e la prorompente Naomie Harris, che insieme ci regaleranno alcune deliziose gag, affiancati da una nuova e misteriosa agente, Nomi, interpretata da Lashana Lynch. Nota di merito alla deliziosamente simpatica Paloma, interpretata dalla bellissima Ana De Armas, un po' sprecata in un personaggio che avrebbe meritato più spazio.

Dopo una gestazione non poco travagliata, tra passaggi di sceneggiatura, inizialmente interamente affidata agli storici Purvis e Wade, ma che è, poi, stata revisionata, su richiesta dello stesso Craig, qui in veste anche di produttore, dalla geniale Phoebe Waller-Bridge (seconda in questa impresa solo a Johanna Warhood, co-sceneggiatrice di 007 – Licenza di uccidere e 007 – Dalla Russia con amore), e registi (erano stati fatti nomi del calibro di Nolan, Villeneuve, Boyle...), Cary Fukunaga ci regala una pellicola esplosiva, intrigante, seducente, che si divora come un sacchetto di M&M’s nell’oscurità della sala in quel che sembra poco più di mezz’ora e che lascia una punta di amaro in bocca quando ci si accorge che si sta afferrando l’ultimo.

sabato 31 ottobre 2020

Addio al grande Sean Connery. Aveva 90 anni.

Triste giorno per il Cinema, all'età di 90 anni è morto il leggendario Sean Connery.

A dare la notizia è stata la BBC, che non ha riportato le cause del decesso. L'attore scozzese è morto alle Bahamas, circondato dai suoi familiari.

Sir Thomas Sean Connery non è stato solo un grandissimo attore, era un icona, un uomo che ha affascinato generazioni grazie alla sua eleganza, alla straordinaria presenza scenica e allo straripante carisma. Fiero scozzese, tanto da aver più volte appoggiato l'indipendenza del paese, spesso l'attore partecipava a grandi eventi indossando il kilt, e sul braccio aveva tatuata la scritta "Scotland Forever".

Prima di diventare attore, Sean Connery fece molti mestieri diversi, tra cui il muratore, il bagnino, e il verniciatore di bare. Iniziò a fare teatro negli anni '50, poi piccole parti in alcune serie televisive e in film, ma la grande svolta arrivò nel 1962, quando venne scelto per interpretare il ruolo di James Bond.
Ancora oggi, per molti Sean Connery rimare l'unico, vero 007, sicuramente nell'immaginario comune resta il volto più rappresentativo del personaggio. L'attore ha interpretato il ruolo in sette film, di cui uno fuori serie, e sono tra i titoli più famosi e apprezzati della serie: Agente 007 - Licenza di uccidere (1962), A 007, dalla Russia con amore (1963), Agente 007 - Missione Goldfinger (1964), Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono) (1965), Agente 007 - Si vive solo due volte (1967), Agente 007 - Una cascata di diamanti (1971).

Molto attento a non rimanere "intrappolato" nel personaggio, negli anni '60 Connery lavorò con molti registi importanti e in ruoli molto diversi da quello di 007. Il primo ruolo di un certo livello fu in Marnie (1964) di Alfred Hitchcock, film dalla produzione complessa. Poi l'attore ha avuto una proficua collaborazione con il regista Sidney Lumet, che lo diresse in La collina del disonore (1965), Rapina record a New York (1971), Riflessi di uno Specchio Oscuro (1972), e Assassinio sull'Orient-Express (1974). Nel 1975 è stato protagonista, insieme a Michael Caine, del bellissimo L'Uomo che Volle Farsi Re di John Houston. Nel 1976, Robin e Marian, al fianco di Audrey Hepburn, poi Quell'ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough e 1855 - La prima grande rapina al treno (1979) di Michael Crichton.
Negli anni '80 partecipò al film Highlander - L'Ultimo Immortale (1986), un piccolo ruolo che ha fatto storia, stesso anno de Il Nome della Rosa. Nel 1987 il grandissimo successo de Gli Intoccabili, diretto da Brian De Palma, con cui Sean Connery vinse il premio Oscar e il Golden Globe come migliore attore non protagonista. Nel 1989, un altro ruolo che ha fatto storia, quello del padre di Indiana Jones in Indiana Jones e l'Ultima Crociata, di Steven Spielberg.
Gli anni '90 di Sean Connery si sono aperti con il ruolo del comandante di un sottomarino sovietico nel bel thriller Caccia a Ottobre Rosso (1990), un anno dopo il cammeo in Robin Hood - Principe dei Ladri, ruolo per cui l'attore percepì un cachet di 250 mila dollari per due giorni di lavoro e pochi minuti nel film, soldi finiti poi in beneficenza. Nel 1996, uno dei film d'azione più rappresentativi degli anni '90, The Rock, al fianco di Nicolas Cage.
Negli anni 2000, da ricordare l'interpretazione nel film Scoprendo Forrester di Gus Van Sant, co-prodotto dallo stesso Connery.

Dopo aver rifiutato due ruoli molto importanti, quello di Gandalf ne Il Signore degli Anelli e Silente in Harry Potter, nel 2005 Sean Connery decise di ritirarsi dalle scene. Da sempre molto riservato, l'attore si è fatto vedere molto poco in giro, unica eccezione per le partite di tennis del torneo di Wimbledon.

Probabilmente Sean Connery rimarrà nella memoria dei più soprattutto per il ruolo di James Bond, ma è sbagliato racchiuderlo in un solo personaggio, nella sua carriera l'attore ha dimostrato più volte il suo grande talento, interpretando personaggi molto diversi tra loro, offrendo interpretazioni indimenticabili e lasciando un'impronta indelebile in ogni decennio attraversato.

sabato 24 ottobre 2020

Netflix e Apple premono per avere 'No Time to Die' in streaming. La MGM dice no.

Ormai lo sappiamo, la pandemia ha stravolto i piani del settore cinematografico e i cinema sono sempre più a rischio chiusura. In questo scenario che rischia di trasformare le sale cinematografiche in tristi spazi vuoti e abbandonati, a guadagnarci sono le piattaforme streaming.

Tanti film sono stati rinviati al prossimo anno, e probabilmente tanti ancora verranno rinviati, altri sono stati dirottati online, l'ultimo caso a fare scalpore è Soul della Pixar che uscirà solo su Disney+, ma c'è anche chi prova a resistere, come la MGM, che sta cercando di fare muro contro le offerte dei colossi streaming.

Nei giorni scorsi il reporter Drew McWeeny ha scritto un articolo in cui ha riportato voci, ma sembrano qualcosa di molto più concreto, secondo le quali Netflix e Apple avrebbero fatto delle offerte molto alte alla MGM per convincerli a cedere i diritti del prossimo 007, No Time to Die, per farlo uscire online invece che al cinema il prossimo anno.

"Mi fa sempre più strano vivere in un mondo dove è assai probabile che vedremo il nuovo film di James Bond su Netflix o Apple TV+. Negli ultimi dieci giorni almeno sei persone mi hanno contattato per dirmi che hanno sentito dire che queste due piattaforme stanno discutendo con MGM, EON e suppongo anche Universal per ottenere i diritti del film. Non so se ci sono state altre trattative, ma dubito siano le uniche due realtà interessate.
[...]
La produttrice Barbara Broccoli sostiene che non c’è una cifra abbastanza alta per farle prendere il considerazione la vendita a una piattaforma. Ma penso che il punto non sia la EON Productions, ma il distributore MGM, che sente sempre più pressioni giorno dopo giorno visto che il suo cash flow dipende da ciò che succede con Bond. Se Apple arriva e propone 600 milioni di dollari (una delle cifre che ho sentito, in realtà, è più alta) per una finestra esclusiva di un anno su un film… non puoi non prestare attenzione a quella cifra, non importa quale sia la tua storia e quanto tu tenga all’esperienza cinematografica.
[...]
Quando fai un film di Bond, firmi anche una tonnellata di contratti promozionali: orologi, automobili, superalcolici. Il problema è che quella spinta promozionale era per la primavera del 2020. Non si può cambiare un piano promozionale come quello, perché i soldi della pubblicità sono andati. Hanno già perso tutta la spinta promozionale che avrebbero avuto in primavera, e Bond dipende disperatamente da queste cose. È il colpo più grosso per la MGM. Sono anni che lo studio sta cercando di rimanere a galla. Questo franchise è una delle poche cose che permette loro di sopravvivere, una delle poche cose da incasso sicuro, e alla base di tutto ci sono le partnership pubblicitarie, che questa volta sono saltate.
Non ho idea se l’accordo preveda anche tutta la library di Bond (avrebbe molto senso) durante l’anno oppure solo un film, ma penso che ne stiano discutendo".

Un'immagine davvero triste di quello che potrebbe essere il futuro del Cinema, e cioè la morte delle sale cinematografiche.
Netflix, Apple non hanno voluto commentare la notizia, mentre Amazon ha fatto sapere di non aver avanzato offerte. Come riportato da Bloomberg, al momento la MGM resta ferma sulla sua posizione, cioè di non voler rinunciare alla sala cinematografica.

"L’uscita del film è stata rinviata ad aprile 2021 proprio per preservare l’esperienza cinematografica per gli spettatori".

Vedremo cosa succederà e speriamo che la MGM riesca a resistere alle tentazioni. L'uscita del film in sala è fissata per il 2 aprile 2021.

mercoledì 4 marzo 2020

BREAKING NEWS: rimandata l'uscita del prossimo James Bond!

Brutte notizie per i fan di James Bond.

A causa dell'emergenza coronavirus che si sta diffondendo in tutta Europa e nel resto del mondo, la MGM, Universal e gli storici produttori dei film di 007, hanno deciso di posticipare l'uscita di No Time to Die.

Il film sarebbe dovuto uscire i primi il 2 aprile in UK (in Italia il 9) mentre ora è stato spostato al 12 novembre in UK e al 25 novembre negli USA. Aspettiamo di conoscere la data italiana.

Nei giorni scorsi il più grande fan-blog dedicato alla saga ha scritto una lunga lettera per chiedere alla produzione lo spostamento dell'uscita del film proprio a causa del diffondersi del Covid-19. "È solo un film. La salute dei fan di tutto il mondo e le loro famiglie sono più importanti", si legge nella lettera, "Abbiamo tutti aspettato 4 anni per questo film. Un altro paio di mesi non danneggerà la qualità del film e non farà che aiutare il successo dell’avventura finale di Daniel Craig. [...] Basta una sola persona, qualcuno che potrebbe anche non mostrare dei sintomi, per infettare il resto del pubblico. Questo non è il tipo di pubblicità che qualcuno vorrebbe."

Non sappiamo se questa lettera ha davvero inciso sulla decisione della produzione, ma è evidente che la paura del contagio è molto forte, in Italia come all'estero.

Qui il tweet con l'annuncio dello spostamento.




venerdì 17 gennaio 2020

James Bond donna? mai. Parola della produttrice.

E' un argomento che ciclicamente ritorna con l'avvicinarsi di un nuovo film della saga di 007. Ci sarà mai un James Bond nero? ci sarà mai un James Bond donna?

La produttrice Barbara Broccoli, della EON Productions che da decenni detiene i diritti sul personaggio di James Bond, ha affrontato di nuovo la questione e stavolta è stata molto chiara.

"Può avere qualunque colore della pelle, ma è e rimane un uomo", ha dichiarato durante l'intervista, "Penso sia nostro dovere creare nuovi personaggi per le donne, personaggi femminili forti. Non m'interessa particolarmente prendere un personaggio maschile e farlo interpretare da una donna. Penso che le donne siano molto più interessanti di così".

Parole molto chiare che dovrebbero chiudere la questione una volta per tutte. La caratterizzazione del personaggio, il suo background, potrà cambiare e adattarsi ai tempi, evolversi, com'è stato fatto con quello interpretato da Daniel Craig, ma James Bond era, è e resterà sempre un uomo.

Il prossimo film di 007, No Time to Die, diretto da Cary Joji Fukunaga, l'ultima volta di Daniel Craig nei panni di James Bond, sarà nei cinema dall'8 aprile.

martedì 5 novembre 2019

007 - Phoebe Waller-Bridge ingaggiata solo perché donna? Daniel Craig contro un giornalista

Non fate arrabbiare James Bond, non solo il personaggio di finzione, ma anche l'uomo che lo interpreta, cioè Daniel Craig.

Durante una recente intervista, l'attore britannico ha ribattuto in modo molto deciso a un reporter convinto che l'attrice e sceneggiatrice Phoebe Waller-Bridge sia stata ingaggiata per collaborare alla sceneggiatura dell'ultimo 007 non per merito ma solo perché è una donna, una mossa della produzione per rendere più "inclusiva" la saga di Bond.
Daniel Craig ha risposto subito in modo fulminante e anche piuttosto infastidito da quella che, giustamente, ritiene una stupidaggine e un pensiero offensivo verso Phoebe Waller-Bridge.

"Se stiamo davvero avendo una discussione riguardo al gender di Phoebe direi che si tratta di una roba fot*utamente ridicola. È una grande scrittrice, quindi perché non avremmo dovuto volerla del progetto? So dove vuoi andare a parare e sappi che non voglio starti a sentire. Ho capito cosa stai cercando di fare ed è sbagliato. Assolutamente sbagliato. È una scrittrice fot*utamente brava. Una delle migliori scrittrici inglesi in circolazione. Io ho chiesto "Possiamo coinvolgerla nel film?". Ecco com'è andata. È brillante, la tengo d’occhio da Fleabag prima e da Killing Eve poi, e considerato quello che aveva fatto in quei lavori, volevo includere la sua voce in Bond. È unica e per noi è un vero privilegio averla nel team."

Insomma, Daniel Craig non ha nessun problema a rispondere e tappare la bocca a chi insinua assurdità.
Ricordiamo che l'attrice e scrittrice Phoebe Waller-Bridge ha recentemente vinto due Emmy Award, miglior attrice protagonista in una serie comedy e miglior sceneggiatura per una serie tv comedy per Fleabag, che ha vinto anche il premio per la migliore serie comedy.

Le riprese del prossimo film di Bond, No Time to Die, sono terminate nei giorni scorsi. L'uscita del film è fissata per l'8 aprile 2020.

martedì 16 luglio 2019

Bond 25: ufficiale il ritorno di Christoph Waltz. Lashana Lynch sarà la nuova 007?

Le riprese del film sono in pieno svolgimento a Londra, e nelle prossime settimane si sposteranno in Italia, a Matera, intanto arrivano rumor sulla trama e novità sul cast del prossimo film della saga di James Bond.

La notizia più interessante viene dal Daily Mail, di solito ben informato quando si tratta di Bond movie. Il tabloid riporta che l'attrice Lashana Lynch (Captain Marvel) interpreterà... 007!

I fan della saga possono però stare tranquilli, l'attrice non sarà la "nuova James Bond" ma dovrebbe interpretare un personaggio che ha ereditato il nome in codice di 007, prendendo il posto dell'ormai "ex agente" dell' MI6.

Ecco quanto scritto dal Daily Mail: "La storia comincia con Bond ormai ritiratosi in Giamaica. Ma M (Ralph Fiennes) lo richiama in servizio perché ha un disperato bisogno di lui per affrontare una nuova crisi globale.
Un insider del film ci ha detto “C’è una scena cardine all’inizio del film in cui M dice “Vien pure 007″ ed entra in scena Lashana che è una donna nera e bellissima”.
Bond è ovviamente attratto dalla nuova 007, sessualmente, e prova a conquistarla con i suoi trucchetti di seduzione, restando piuttosto perplesso nel vedere come non funzionino su questa brillante, giovane donna nera, che alza gli occhi al cielo e non ha nessun interesse a tuffarsi nel letto con lui. Almeno non all’inizio del film..."

Al momento si tratta solo di un rumor, ma se fosse confermato, Lashana Lynch sarebbe a tutti gli effetti una "Bond Woman", espressione lanciata da Monica Bellucci durante la lavorazione di Spectre e ora, a quanto pare, ufficiale anche nella produzione che avrebbe deciso di mandare definitivamente in pensione la vecchia Bond Girl.

Non è un rumor ma una notizia ufficiale, confermata da testimoni oculari, il ritorno di Christoph Waltz nel ruolo del super villain Blofeld, tra gli antagonisti più iconici della saga di 007, ruolo già ricoperto dall'attore nel precedente Spectre.
Il suo ritorno avrebbe dovuto essere un segreto ma Waltz è stato visto da un visitatore sul set, a cui l'attore avrebbe simpaticamente detto: "Tu non mi hai visto".

Protagonista del film sarà ancora una volta Daniel Craig. Nel cast torneranno Lea Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Rory Kinnear e Ralph Fiennes. New entry Ana De Armas, Billy Magnussen, e il villain Rami Malek.
Ecco la trama ufficiale di Bond 25. "Bond ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace però ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter, della CIA, si presenta con una richiesta d’aiuto. La missione ha come obiettivo quello di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa del previsto: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica."

Diretto da Cary Fukunaga, l'uscita è fissata all'8 aprile 2020.

sabato 6 ottobre 2018

007 - "Non ci sarà mai un James Bond donna", parola della produttrice.

In questi anni si è parlato molto di un possibile cambio di genere del personaggio di James Bond. Sarà possibile in futuro vedere una donna nei panni di 007?

La risposta è no, e a dirlo è la produttrice della saga Barbara Broccoli.
Intervistata dal giornale The Guardian, la produttrice è stata piuttosto categorica nella sua risposta. "James Bond è maschio. È un personaggio maschile. E' stato scritto come un maschio e resterà maschio per sempre", ha detto Barbara Broccoli, "E va bene così, non dobbiamo trasformare personaggi maschili in femminili, dobbiamo solo creare più personaggi femminili, con delle storie adatte a quei personaggi femminili". Un ragionamento assolutamente condivisibile.

La produttrice ha comunque sottolineato i cambiamenti il personaggio hanno avuto nel tempo, rimanendo fedele a se stesso ma evolvendosi e adattandosi ai tempi.
"Bond non può essere considerato un franchise femminista, soprattutto perché le persone tendono a fare riferimento ai primi film. È stato scritto negli anni '50, quindi ci sono alcune cose nel DNA di Bond che probabilmente non cambieranno mai", ha spiegato Barbara Broccoli, "Ma in compenso è cambiato il mondo, e credo che Bond si sia evoluto e trasformato negli anni. Ho cercato di fare la mia parte, soprattutto con i film di Daniel Craig, e credo che la saga sia diventata molto più attuale per come descrive le donne".
Anche in questo caso non si può che dar ragione alla produttrice, negli ultimi capitoli della saga non abbiamo più visto le classiche Bond girl, ma personaggi femminili molto più sfaccettati e attivi sulla scena.


Infine la Broccoli si è detta assolutamente favorevole a una regista donna alla guida di un film della saga. Intanto però il prossimo capitolo, il cui titolo provvisorio è Bond 25, sarà diretto da Cary Fukunaga (True Detective, Beasts of No Nation), chiamato a sostituire Danny Boyle che ha lasciato la regia a causa di "divergenze creative" con la produzione e con il protagonista Daniel Craig.

Il prossimo 007 arriverà nei cinema nel 2020.

sabato 7 novembre 2015

SPECTRE - la recensione

Ancora scosso dopo gli eventi di Skyfall, James Bond si lancia a capofitto in un nuovo mistero andando contro gli ordini diretti dello stesso M, mentre una nuova disposizione politica rischia di far chiudere per sempre la sezione 007. Cosa si nasconde dietro alla misteriosa organizzazione chiamata SPECTRE?


Proprio come Bond, anche lo spettatore arriva a questo 24° episodio della saga sull'Agente Segreto al servizio di Sua Maestà con le immagini di Skyfall ancora negli occhi, un'eredità pesantissima superare o anche solo eguagliare quello che probabilmente è stato il miglior film della saga. Sam Mendes non è certo un dilettante alla prime armi e inizia subito mettendolo in chiaro: la scena iniziale è, infatti, un lungo piano sequenza in cui, tra le maschere della Festa dei Morti di Città del Messico, si alternano musica dal vero e un inseguimento adrenalinico, ottenendo l'immediata attenzione del pubblico. I titoli di testa sono ancora sullo stile di quelli del film precedente, con Writing's on the wall di Sam Smith al posto di Skyfall di Adele, forse un po' troppo lunghi ma comunque meravigliosi a livello visivo ed evocativo.
Da qui la prima parte del film scivola via con fluidità, tra azione e le bellissime riprese romane e un inseguimento in automobile degno della miglior tradizione. C'è anche Monica Bellucci che, sempre bellissima, non dà prova delle migliori doti recitative, ma fortunatamente è in scena molto poco e la sua performance è presto dimenticata.
Di tutt'altro impatto è Léa Seydoux, vera Bond Girl della pellicola, avvolta da un'aura eterea e di ben altre capacità interpretative, la sua chimica con Daniel Craig è una delle cose migliori del film e anche il personaggio stesso è molto interessante e ben caratterizzato.
Perfetti anche gli altri membri della squadra "dei buoni": Ben Wishaw è un perfetto Q, Naomie Harris è sempre più calata nel ruolo di Moneypenny, e Ralph Fiennes raccoglie egregiamente l'eredità lasciata da Judi Dench ed è un magnifico M.
Una mezza delusione invece i villain: se Andrew Scott riesce a essere viscido quanto necessario, Christoph Waltz finisce per essere intrappolato nel suo solito ruolo di freddo psicopatico. Per quanto il personaggio da lui interpretato sia un cattivo molto classico nei film di Bond (con tanto di discorso sulla conquista del mondo in un bunker segreto) non riesce a convincere appieno e non raggiunge neanche lontanamente la presenza scenica e l'aura di sottile minaccia che Bardem era riuscito a imprimere al suo Silva in Skyfall.
Proprio a causa di questo, la seconda parte del film cala un po' nel ritmo e risulta a volte macchinosa, pur regalando momenti nostalgici e vere chicche per gli appassionati delle autocitazioni.
Pur con qualche difetto e senza riuscire del quasi impossibile compito di eguagliare il suo predecessore, SPECTRE riesce a intrattenere più che degnamente e risulta essere un ottimo film. Se questo dovesse essere l'ultimo film dell'era Craig, come molto probabilmente avverrà, allora si può dire che è stata una degna conclusione di un ciclo che ha riportato 007 agli antichi splendori.

giovedì 8 novembre 2012

'Skyfall' - la recensione


Era possibile fare un classico film su Bond pur spingendo molto sulla modernità?
Sam Mendes non è certo il primo nome che viene in mente quando si parla di dirigere uno 007, ma pur con la forte connotazione autoriale che un regista del genere inevitabilmente attribuisce ai suoi film, Skyfall è senza dubbio un grosso giocattolo d’azione, con tutto ciò che chi va al cinema si aspetta di vedere: azione, pallottole, belle donne e Martini shakerato, non mescolato.



Sono una fan del vecchio Bond, lo ammetto, soprattutto di Sean Connery e difficilmente ho apprezzato i film successivi a “Missione Goldfinger” ed ero davvero scettica riguardo a Daniel Craig, ma se pur sull’attore ero dovuta ricredermi, non avevo amato eccessivamente né Casino Royale né Quantum of solace.
Immaginate quindi la mia ansia quando ho saputo che uno dei registi che mi piacciono di più voleva buttarsi su Bond, avendo a disposizione quello che per me è il miglior 007 dopo Connery (e qui, forse, qualcuno avrà da ridire, lo so) ed un cast così istrionico.
Mendes fonde la sua personale visione, fatta di contrasti cromatici, con quello che è un continuo rimando citazionistico al classico, con più di una strizzatina d’occhio ai fan (da applausi la battuta sulla penna esplosiva di Q, un meraviglioso Ben Wishaw). Le scene a Shangai sono un caleidoscopio di colori, forse eccessivo, ma sicuramente di grande effetto, mentre invece Londra è sempre molto cupa, quasi sbiadita ed i primi piani continui su Daniel Craig e Judi Dench accentuano la sensazione crepuscolare e malinconica di un mondo, quello dello spionaggio e del grande mito di 007, magari al declino, ma sempre affascinante.
In tutto questo si inserisce il personaggio di Javier Bardem, psicopatico e malinconico, sempre al limite tra equilibrio ed eccesso. A volte troppo caricaturale, quasi un cattivo da cartone animato, ma anche lui molto “vecchio stile” e la performance straordinaria di Bardem dà vita a uno dei migliori villain di Bond e ci regala un faccia a faccia che sono sicura rimarrà nella storia del cinema.
In ultimo, mi sembra doveroso nominare i meravigliosi titoli di testa: la canzone di Adele è splendida e accompagna un serie di immagini evocative che ricordano quasi un quadro di Warhol.

In sostanza, si può dire che Skyfall sia il più classico dei Bond moderni, non è un capolavoro, questo no, ma è davvero un gran film che si apprezza anche di più a una seconda visione


*Chiara*

martedì 30 ottobre 2012

'007 - Licenza d'Uccidere' - la recensione


Inglese, alto un metro e ottantatré, settantasei chili di peso James Bond è un agente dei servizi segreti britannici inventato dalla geniale macchina da scrivere di Ian Fleming e arrivato in libreria per la prima volta nel 1953 con il romanzo “Casino Royale”. La sua sigla di battaglia è 007, cioè, come indicano i due zeri iniziali, è un agente con licenza d’uccidere, un letale killer se le circostanze lo richiedono. Intelligente e colto pratica le arti marziali e se la cava bene con quasi tutti i generi di arma anche se preferisce quelle leggere. Non ama molto gli alleati statunitensi che guarda con sufficienza e verso i quali ha un complesso di superiorità tipico dei britannici legati alla tradizione come Fleming, mentre tratta i nemici sovietici più con cinismo che con odio. Buongustaio, coltiva piccole manie divenute leggendarie: le uova sode della prima colazione devono bollire per tre minuti e quarantacinque secondi, non uno di più né uno di meno, l’unico vino che accetta di bere è lo champagne Dom Perignon d’annata mentre sa riconoscere anche solo dal profumo la collina d’origine del suo bourbon preferito, l’Old Grandbad. Parla una serie infinita di lingue e possiede un fascino irresistibile che esercita largamente nei confronti dei personaggi femminili dei romanzi, indipendentemente dal loro schieramento nella storia. Il personaggio di James Bond cattura l’interesse degli appassionati di letteratura gialla e contribuisce non poco a stabilire i codici dei romanzi di spionaggio. Fin dal suo apparire sembra destinato a finire immortalato sullo schermo cinematografico ma l’operazione risulta più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio. I primi tentativi risalgono alla metà degli anni Cinquanta quando vari registi britannici, tra i quali Alexander Korda e Gregory Ratoff, si cimentano nell’impresa. Il freddo cinismo del personaggio, la sua spregiudicatezza sessuale e la violenza delle storie finiscono però per spaventare i produttori e la trasposizione cinematografica delle avventura di James Bond viene più volte accantonata. A complicare ancora il destino dell’agente 007 c’è anche l’insuccesso della trasposizione televisiva fatta dalla CBS alla fine degli anni Cinquanta con Barry Nelson nei panni di James Bond. L’idea viene accantonata e non se ne sente più parlare fino a quando i produttori Albert Broccoli e Harry Salzman che, nel frattempo, hanno comprato i diritti cinematografici di tutti i romanzi di Fleming,  convincono la United Artists a scucire i 900.000 dollari necessari alla produzione di “Agente 007, licenza di uccidere”, il primo di una lunga e fortunata serie di film popolarissimi.
Era la storia che meglio si prestava all'esordio perchè aveva tutti gli elementi per definire il personaggio e il mondo di Bond, che sarebbero stati poi sviluppati nel corso della serie. Buona parte della qualità del film è dovuta all'immenso talento di Ken Adam (le cui scenografie stilizzate, realizzate col genio aguzzato dai pochi soldi a disposizione che aveva attirarono l'attenzione di Kubrick che lo chiamò per "Il dottor Stranamore"), ma anche da Peter Hunt, che rinnovò il montaggio inventando con questo film uno stile moderno e veloce poi ripreso da tutti, dalla musica (tema originale di Monty Norman e con gli arrangiamenti straordinari di John Barry) e naturalmente dalla scelta dell'interprete, il leggendario Sean Connery, indovinato perchè permetteva l'accattivante connubio di una recitazione energica coi modi raffinati da gentleman indotti dalla regia sofisticata ed elegante di Terence Young, particolare valorizzatore fra l'altro della bellezza femminile, il cui omaggio debutta in questo film con la celebre scena della cacciatrice di conchiglie Ursula Andress che esce dal mare, stupefacente ancora oggi per semplicità e insieme magnificenza figurativa, in un meraviglioso scenario naturale, uno dei tanti paradisi terrestri che costituiscono uno dei segreti del successo della serie. Sono d'accordo con chi lo considera, insieme al perfino superiore "Dalla Russia con Amore", lo 007 migliore, con il soave minimalismo proprio dei libri di Fleming che sarà poi soppiantato dalle (magnifiche) macchine di spettacolo -e di quattrini- seguenti. Girato in condizioni non facili, è riuscito a trovare un equilibrio eccezionale tra la parte tecnologica e futuristica e quella tradizionale e avventurosa che raramente sarà raggiunto dai più ricchi (di soldi, non necessariamente di talento) film che seguirono. 

Mr.Carrey