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domenica 14 dicembre 2025

Wake Up Dead Man – Knives Out - la recensione

Dopo un (troppo) breve passaggio nei cinema, è approdato su Netflix il terzo capitolo della saga mistery Knives Out, Wake Up Dead Man.

Padre Jud (O'Connor) è un giovane prete che predica e aspira al cristianesimo dell'accoglienza e del perdono, ma ha un carattere incline alla reazione, anche fisica, ricordi di un passato da pugile e di una esperienza dolorosa per cui sta ancora cercando di fare ammenda. Per calmare il suo temperamento, viene spedito nella piccola comunità di Nostra Signora della Fortezza Perpetua, a Chimney Rock, provincia rurale di New York, nella chiesa di Monsignor Wicks (Brolin), un uomo completamente diverso da padre Jud. Wicks è un prete ultraconservatore misogino, ipocrita, manipolatore aggressivo e carismatico che ha radicalizzato i suoi pochi fedelissimi, un gruppo di persone deboli e insoddisfatte, i quali lo considerano quasi un messia. Padre Jud non lo sopporta e quando, durante la messa del Venerdì Santo, Wicks viene ucciso misteriosamente, in una piccola stanza senza uscite, diventa subito il principale sospettato. Ma in suo soccorso arriva Benoit Blanc (Craig), che ha un pessimo rapporto con la Fede ma smania per risolvere un omicidio apparentemente impossibile.

Rian Johnson, autore di una splendida regia, confezione un altro giallo che gira come un orologio, stavolta aggiungendo elementi nuovi rispetto ai precedenti. Se il primo film prendeva di mira l'avidità di una famiglia ricca, il secondo prendeva in giro la personalità vuota di un miliardario dell'high-tec, questa volta il regista diventa più "politico" e decisamente attuale, puntando il dito contro il fanatismo ideologico, contro quei leader spregiudicati che, con invettive aggressive, distorcendo anche la religione, spargono odio e paura per ottenere il controllo ed essere adorati dalle masse. Il riferimento alla attuale situazione politica americana (e non solo...) è più che evidente.

Ma il regista non dimentica il genere, il messaggio politico è perfettamente inserito nella storia, non prende mai il sopravvento su quello che è il centro del film: un omicidio da risolvere. Ancora una volta, Johnson affonda le mani nei classici del giallo, citando esplicitamente una delle sue fonti d'ispirazione per la storia, "Le tre bare" di John Dickson Carr. Il meccanismo funziona, magari stavolta ci vuole un pochino di più per entrare nella storia, ma tutto poi fila liscio, ogni pezzo va al suo posto nel modo e nel momento giusto. Il regista cambia il tono rispetto ai due precedenti, si fa più oscuro, puntando sul giallo gotico, con alcuni momenti che strizzano l'occhio anche al thriller, ma senza dimenticare deliziosi momenti da commedia.
Se c'è un punto dove il film pecca un po', è nei personaggi secondari. Nei precedenti, in particolare in Cena con Delitto, ogni personaggio aveva il suo spazio, una caratterizzazione ben delineata, e soprattutto un movente, stavolta invece Johnson ne lascia molti sullo sfondo, concentrandosi solo su alcuni, in particolare su Padre Jud, tanto da togliere spazio addirittura al protagonista Benoit Blanc, e questo è un vero peccato.

Daniel Craig è semplicemente meraviglioso nel ruolo di Benoit Blanc, è un personaggio che indossa perfettamente e di cui non abbiamo mai abbastanza, e che qui svela qualcosa di più di sé e della sua storia. Molto bravo Josh O'Connor, un'ottima spalla per Craig, dimostra di essere a suo agio anche con toni da commedia. Bene anche Josh Brolin, assolutamente odioso e sgradevole. Se il resto del cast, come detto, viene lasciato un po' troppo sullo sfondo, a spiccare su tutti è senza dubbio Glenn Close. Attrice fenomenale, e non lo scopriamo oggi, ma lei ce lo ricorda con una performance dalle mille sfaccettature, comica già dall'entrata in scena, capace di microespressioni letali, e alla fine protagonista con una scena di grande intensità.

Wake Up Dead Man è un bel film, un ottimo terzo capitolo di una saga che speriamo continui ancora a questo livello. Peccato che sia uscito in sala solo per pochi giorni, un film così avrebbe meritato il grande schermo e le sale piene.

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martedì 23 luglio 2024

Venezia 81 - presentato il programma

È stato presentato questa mattina il programma della 81a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre.

Molti titoli erano già stati anticipati, mancava solo la conferma, di altri si vociferava soltanto. Titoli interessanti in Concorso dove, tra i 21 film, troviamo anche The Room Next Door, primo film in lingua inglese di Pedro Almodovar con Tilda Swinton e Julianne MooreQueer di Luca Guadagnino, che promette scene bollenti nelle sue tre ore di durata, con Daniel Craig protagonista, Joker: Folie à Deux di Todd Phillips, e Maria di Pablo Larrain, con Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas nei suoi ultimi giorni di vita.
Cinque gli italiani in Concorso: Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Diva Futura di Giulia Steigerwalt, Campo di battaglia di Gianni Amelio, Vermiglio di Maura Delpero e, appunto, Queer di Luca Guadagnino.

Fuori Concorso, come annunciato giorni fa sarà presentato, come film d'apertura, Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton, e poi Wolfs di Jon Watts, che riunisce George Clooney e Brad Pitt. Sempre Fuori Concorso, nella sezione Serie TV, sarà presentato M, il figlio del secolo (episodi 1-8) di Joe Wright, con Luca Marinelli nel ruolo di Benito Mussolini.

Ecco l'elenco di tutti i titoli in Concorso, Fuori Concorso, e nelle sezioni Orizzonti.

CONCORSO
The Room Next Door di Pedro Almodovar
Campo di battaglia di Gianni Amelio
Leurs Enfants Aprés Eux di Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma
The Brutalist di Brady Corbet
The Quiet Son di Delphine Coulin e Muriel Coulin
Vermiglio di Maura Delpero
Iddu di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia
Queer di Luca Guadagnino
Love di Dag Johan Haugerud
April di Dea Kulumbegashvili
The Order di Justin Kurzel
Maria di Pablo Larrain
Trois Amies di Emmanuel Mouret
Kill the Jokey di Luis Ortega
Joker: Folie à Deux di Todd Phillips
Babygirl di Halina Reijn
I’m Still Here di Walter Salles
Diva Futura di Giulia Louise Steigerwalt
Harvest di Athina Rachel Tsangari
Youth – Homecoming di Wang Bing
Stranger Eyes di Yeo Siew Hua

ORIZZONTI
Nonostante di Valerio Mastandrea (film d’apertura)
Quiet Life di Alexandros Avranas
Mon Inseparable di Ann-Sophie Bailly
Aicha di Mehdi Barsaoui
Happy Holidays di Scandar Copti
Familia di Francesco Costabile
One Of Those Days When Emme Dies di Murat Firatoglu
Familiar Touch di Sarah Friedland
Marco di Jon Garaño e Aitor Arregi
Carissa di Jason Jacobs e Devon Delmar
Wishing on a Star di Peter Kerekes
Mistress Dispeller di Elizabeth Lo
The New Year That Never Came di Bogdan Mureşanu
Pooja, Sir di Deepak Rauniyar
Of Dogs And Men di Dani Rosenberg
Pavements di Alex Ross Perry
Happyend di Neo Sora
L’attachement di Carine Tardieu
Diciannove di Giovanni Tortorici

ORIZZONTI EXTRA
September 5 di Tim Fehlbaum (film d’apertura)
Vittoria di Alessandro Cassigoli e Casey Kaufman
Le Mohican di Frédéric Farrucci
Seeking Heaven for mr. Rambo di Kahled Mansour
La storia del Frank e della Nina di Paola Randi
The Witness di Nader Saeivar
After Party di Vojtěch Strakatý
Edge of Night di Türker Süer
King Ivory di John Swab

PROIEZIONI SPECIALI
Leopardi. Il poeta dell’infinito (parte 1 e 2) di Sergio Rubini
Master And Commander: The Far Side Of The World di Peter Weir
Beauty Is Not A Sin di Nicolas Winding Refn (corto pubblicitario)

FUORI CONCORSO
Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton (film d’apertura)
L’orto americano di Pupi Avati (film di chiusura)
Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini
Phantosmia di Lav Diaz
Maldoror di Fabrice du Welz
Broken Rage di Takeshi Kitano
Baby Invasion di Harmony Korine
Cloud di Kiyoshi Kurosawa
Finalement di Claude Lelouch
Wolfs di Jon Watts
Se posso permettermi capitolo II di Marco Bellocchio (corto)
Allégorie Cittadine di Alice Rohrwacher e JR

FUORI CONCORSO – SERIE
Disclaimer (capitoli 1-7) di Alfonso Cuaron
The New Years (episodi 1-10) di Rodrigo Sorogoyen, Sandra Romero, David Martin de los Santos
Families Like Ours (episodi 1-7) di Thomas Vinterberg
M, il figlio del secolo (episodi 1-8) di Joe Wright

FUORI CONCORSO – NON FICTION
Apocalypse in the Tropics di Petra Costa
Bestiari, Erbari, Lapidari di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
Why War di Amos Gitai
2073 di Asif Kapadia
One to One: John & Yoko di Kevin Macdonald e Sam Rice-Edwards
Separated di Errol Morris
Israel Palestine on Swedish Tv 1958-1989 di Göran Hugo Olsson
Russians at War di Anastasia Trofimova
Things We Said Today di Andrei Ujică
Songs of Slow Burning Earth di Olha Zhurba
Riefenstahl di Andres Veiel

VENEZIA CLASSICI DOCUMENTARI SUL CINEMA
Miyazaki, l’esprit de la nature di Leo Favier
I Will revenge This Wolrd With Love S. Paradjanov di Zara Jian
Le cinema de Jean Pierre Leaud di Cyril Leuthy
From Darkness To Light di Michel Laurie, Eric Friedler
Carlo Mazzacurati – Una certa idea di cinema di Enzo Monteleone e Mario Canale
Chain Reactions di Alexander Philippe
Maroun Returns to Beirut di Feirouz Serhal
Volontè – L’uomo dai mille volti di Francesco Zippel
Constelacion Portabella di Claudio Zulian

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venerdì 23 dicembre 2022

Glass Onion - Knives Out - la recensione

Per allietare le festività natalizie, sbarca finalmente su Netflix, dopo un breve passaggio nelle sale, Glass Onion - Knives Out, il secondo murder mistery con protagonista il detective Benoit Blanc, con il suo equilibrato mix di eccentricità alla Poirot e fascino alla Holmes. 

Siamo in piena pandemia quando una scatola in legno contenente una sequela di enigmi viene fatta recapitare dal multimilionario dell'hi-tech Miles Bron (Edward Norton) a cinque eccentrici individui e al celebre e annoiatissimo detective Benoit Blanc (Daniel Craig), col fine di invitare ciascuno di loro, sulla sua isola-resort privata nell'assolata Grecia, per trascorrere uno spensierato e lussuoso weekend all'insegna del crimine e risolvere una complessa, a detta sua, cena con delitto.

Se la tenuta di Harlan Thrombey nel precedente film, costruita in un cupo bosco, lontana dagli occhi anche più indiscreti, celava segreti ed intrighi, la Glass Onion di Bron, fiore (di cristallo) all'occhiello del suo paradiso sul mare, rappresenta l'ostentazione e lo sfarzo di una generazione che deve mostrare ed apparire per essere ritenuta valida.
Della storia non si può svelare molto, ma sin dai primi minuti, la pellicola promette una trama criptica e ricca di colpi di scena, che convinceranno lo spettatore a mantenere gli occhi incollati allo schermo per quasi due ore e mezza. Rian Johnson conferma la sua capacità di sceneggiatore e regista, creando un cocktail di generi godibilissimo, che critica con toni caustici ed irriverenti le ipocrisie ed i pregiudizi della società odierna, popolata di affabulatori che, seppur dotati di ottima parlantina, non sono veri oratori e innovatori.

L'efficacissimo cast del primo capitolo passa uno scottante testimone a questa seconda, frizzante compagnia. I cinque personaggi, a tratti quasi caricaturali ma che non scadono mai nel macchiettistico, che si trovano a fare i conti con le capacità deduttive dello charmant Daniel Craig, rappresentano differenti categorie del tessuto sociale americano (e non solo): una sensualissima ex top model, adesso reinventatasi fashion designer (Kate Hudson) e la fida compagna Peg (Jessica Henwick), un brillante scienziato (Leslie Odom Jr.), un ottuso influencer tutto muscoli e attivista dei diritti maschili (Dave Bautista), accompagnato dalla giovane fidanzata Whiskey (Madelyn Cline), la Governatrice del Connecticut (Kathryn Hahn), e l'ex-partner d'affari dello stesso Bron (Janelle Monae). 
Esilaranti, poi, i cameo della compianta Angela Lansbury, Joseph Gordon Levitt e Ethan Hawke.

La colonna sonora, nuovamente firmata da Nathan Johnson, rimanda molto al film precedente, mentre il montaggio, più frammentario, aggiunge un tocco di quel cinema futuristico che rende il tutto ancora più appetibile. La scenografia, curata dal premio Oscar Rick Heinrichs, è meticolosa, quasi barocca nella sua pienezza di dettagli eccessivi, quasi stratificati proprio come la cipolla del titolo richiede.

Ripetere il successo di Cena con Delitto non era affatto facile ma Glass Onion riesce a mantenere più o meno lo stesso livello e si potrebbe dire che risulta "diversamente riuscito" rispetto al suo predecessore. È un giallo che funziona e appassiona lo spettatore fino alla fine.

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mercoledì 6 ottobre 2021

No Time To Die - la recensione

A più di un anno dalla data di uscita originale, finalmente approda in sala il nuovo film sull’agente segreto del controspionaggio più famoso d’Inghilterra e del mondo: 007. Nato nel 1963 dalla penna dello scrittore britannico Ian Fleming, James Bond, con il suo charme e la sua intelligenza continua, da più di 50 anni, a far battere il cuore ed appassionare i suoi fan.

No Time to Die si apre con la suadente voce di Billie Eilish che, come una sirena, ci porta via e ci prepara a bearci di questa nuova avventura. Ritroviamo un James Bond (Daniel Craig) in ritiro, dopo la cattura di Franz Oberhauser (Christoph Waltz), e sembra ormai deciso a godersi una vita serena, fatta di vacanze in location mozzafiato e lusso sfrenato, lontano dai frenetici ritmi londinesi del crimine e dalla minaccia dei nemici, assieme alla sua amata Madeleine (Léa Seydoux). Tutto sembra procedere fin troppo bene, ma presto James dovrà scontrarsi con una minaccia sconosciuta proveniente dal passato della sua dolce metà, il pericoloso criminale Lyutsifer Safin (Rami Malek). Circondato da amici storici che tornano a bussare alla porta, su tutti Felix Leither (Jeffrey Wright), con il quale James aveva lavorato per la CIA, e nuovi agenti, riuscirà il nostro eroe a sventare il malvagio piano di distruzione dell’umanità progettato da Safin?

La tensione è alle stelle in questo avvincente venticinquesimo capitolo, che vanta una colonna sonora, mozzafiato di un ormai sempre più paradisiaco Hans Zimmer, in cui spicca la traccia pazzesca "Cuba Chase", che riporta l'orecchio al main theme classico, ma strizza l'occhio al sound dell'Havana. Il film eccelle anche nel compartimento tecnico, aggressivo ed affamato, che punta allo stupore, basti pensare alla sequenza interminabile, ma super godibile girata a Matera, della quale si ha già un assaggio nel trailer.
Il cast è davvero ben assortito. Daniel Craig, alla sua ultima interpretazione, è intenso e che pare aver finalmente trovato l’abito giusto per il suo Bond, ne coglie la vera essenza, pronto a sferrare l'attacco finale, scontrandosi con un Rami Malek impeccabile, qui in veste di vero “baddie”, che punta tutto sull’inquietudine e sull’angoscia e su una mimica facciale studiata e calibrata nel profondo, sino al più impercettibile dettaglio. 
Ritroviamo Ralph Fiennes, nel ruolo di un sempre impettito M, Rory Kinnear, un tenerissimo Ben Whishaw e la prorompente Naomie Harris, che insieme ci regaleranno alcune deliziose gag, affiancati da una nuova e misteriosa agente, Nomi, interpretata da Lashana LynchNota di merito alla deliziosamente simpatica Paloma, interpretata dalla bellissima Ana De Armas, un po' sprecata in un personaggio che avrebbe meritato più spazio.

Dopo una gestazione non poco travagliata, tra passaggi di sceneggiatura, inizialmente interamente affidata agli storici Purvis e Wade, ma che è, poi, stata revisionata, su richiesta dello stesso Craig, qui in veste anche di produttore, dalla geniale Phoebe Waller-Bridge (seconda in questa impresa solo a Johanna Warhood, co-sceneggiatrice di 007 – Licenza di uccidere e 007 – Dalla Russia con amore), e registi (erano stati fatti nomi del calibro di Nolan, Villeneuve, Boyle...), Cary Fukunaga ci regala una pellicola esplosiva, intrigante, seducente, che si divora come un sacchetto di M&M’s nell’oscurità della sala in quel che sembra poco più di mezz’ora e che lascia una punta di amaro in bocca quando ci si accorge che si sta afferrando l’ultimo.

mercoledì 4 marzo 2020

BREAKING NEWS: rimandata l'uscita del prossimo James Bond!

Brutte notizie per i fan di James Bond.

A causa dell'emergenza coronavirus che si sta diffondendo in tutta Europa e nel resto del mondo, la MGM, Universal e gli storici produttori dei film di 007, hanno deciso di posticipare l'uscita di No Time to Die.

Il film sarebbe dovuto uscire i primi il 2 aprile in UK (in Italia il 9) mentre ora è stato spostato al 12 novembre in UK e al 25 novembre negli USA. Aspettiamo di conoscere la data italiana.

Nei giorni scorsi il più grande fan-blog dedicato alla saga ha scritto una lunga lettera per chiedere alla produzione lo spostamento dell'uscita del film proprio a causa del diffondersi del Covid-19. "È solo un film. La salute dei fan di tutto il mondo e le loro famiglie sono più importanti", si legge nella lettera, "Abbiamo tutti aspettato 4 anni per questo film. Un altro paio di mesi non danneggerà la qualità del film e non farà che aiutare il successo dell’avventura finale di Daniel Craig. [...] Basta una sola persona, qualcuno che potrebbe anche non mostrare dei sintomi, per infettare il resto del pubblico. Questo non è il tipo di pubblicità che qualcuno vorrebbe."

Non sappiamo se questa lettera ha davvero inciso sulla decisione della produzione, ma è evidente che la paura del contagio è molto forte, in Italia come all'estero.

Qui il tweet con l'annuncio dello spostamento.




venerdì 17 gennaio 2020

James Bond donna? mai. Parola della produttrice.

E' un argomento che ciclicamente ritorna con l'avvicinarsi di un nuovo film della saga di 007. Ci sarà mai un James Bond nero? ci sarà mai un James Bond donna?

La produttrice Barbara Broccoli, della EON Productions che da decenni detiene i diritti sul personaggio di James Bond, ha affrontato di nuovo la questione e stavolta è stata molto chiara.

"Può avere qualunque colore della pelle, ma è e rimane un uomo", ha dichiarato durante l'intervista, "Penso sia nostro dovere creare nuovi personaggi per le donne, personaggi femminili forti. Non m'interessa particolarmente prendere un personaggio maschile e farlo interpretare da una donna. Penso che le donne siano molto più interessanti di così".

Parole molto chiare che dovrebbero chiudere la questione una volta per tutte. La caratterizzazione del personaggio, il suo background, potrà cambiare e adattarsi ai tempi, evolversi, com'è stato fatto con quello interpretato da Daniel Craig, ma James Bond era, è e resterà sempre un uomo.

Il prossimo film di 007, No Time to Die, diretto da Cary Joji Fukunaga, l'ultima volta di Daniel Craig nei panni di James Bond, sarà nei cinema dall'8 aprile.

martedì 5 novembre 2019

007 - Phoebe Waller-Bridge ingaggiata solo perché donna? Daniel Craig contro un giornalista

Non fate arrabbiare James Bond, non solo il personaggio di finzione, ma anche l'uomo che lo interpreta, cioè Daniel Craig.

Durante una recente intervista, l'attore britannico ha ribattuto in modo molto deciso a un reporter convinto che l'attrice e sceneggiatrice Phoebe Waller-Bridge sia stata ingaggiata per collaborare alla sceneggiatura dell'ultimo 007 non per merito ma solo perché è una donna, una mossa della produzione per rendere più "inclusiva" la saga di Bond.
Daniel Craig ha risposto subito in modo fulminante e anche piuttosto infastidito da quella che, giustamente, ritiene una stupidaggine e un pensiero offensivo verso Phoebe Waller-Bridge.

"Se stiamo davvero avendo una discussione riguardo al gender di Phoebe direi che si tratta di una roba fot*utamente ridicola. È una grande scrittrice, quindi perché non avremmo dovuto volerla del progetto? So dove vuoi andare a parare e sappi che non voglio starti a sentire. Ho capito cosa stai cercando di fare ed è sbagliato. Assolutamente sbagliato. È una scrittrice fot*utamente brava. Una delle migliori scrittrici inglesi in circolazione. Io ho chiesto "Possiamo coinvolgerla nel film?". Ecco com'è andata. È brillante, la tengo d’occhio da Fleabag prima e da Killing Eve poi, e considerato quello che aveva fatto in quei lavori, volevo includere la sua voce in Bond. È unica e per noi è un vero privilegio averla nel team."

Insomma, Daniel Craig non ha nessun problema a rispondere e tappare la bocca a chi insinua assurdità.
Ricordiamo che l'attrice e scrittrice Phoebe Waller-Bridge ha recentemente vinto due Emmy Award, miglior attrice protagonista in una serie comedy e miglior sceneggiatura per una serie tv comedy per Fleabag, che ha vinto anche il premio per la migliore serie comedy.

Le riprese del prossimo film di Bond, No Time to Die, sono terminate nei giorni scorsi. L'uscita del film è fissata per l'8 aprile 2020.

martedì 16 luglio 2019

Bond 25: ufficiale il ritorno di Christoph Waltz. Lashana Lynch sarà la nuova 007?

Le riprese del film sono in pieno svolgimento a Londra, e nelle prossime settimane si sposteranno in Italia, a Matera, intanto arrivano rumor sulla trama e novità sul cast del prossimo film della saga di James Bond.

La notizia più interessante viene dal Daily Mail, di solito ben informato quando si tratta di Bond movie. Il tabloid riporta che l'attrice Lashana Lynch (Captain Marvel) interpreterà... 007!

I fan della saga possono però stare tranquilli, l'attrice non sarà la "nuova James Bond" ma dovrebbe interpretare un personaggio che ha ereditato il nome in codice di 007, prendendo il posto dell'ormai "ex agente" dell' MI6.

Ecco quanto scritto dal Daily Mail: "La storia comincia con Bond ormai ritiratosi in Giamaica. Ma M (Ralph Fiennes) lo richiama in servizio perché ha un disperato bisogno di lui per affrontare una nuova crisi globale.
Un insider del film ci ha detto “C’è una scena cardine all’inizio del film in cui M dice “Vien pure 007″ ed entra in scena Lashana che è una donna nera e bellissima”.
Bond è ovviamente attratto dalla nuova 007, sessualmente, e prova a conquistarla con i suoi trucchetti di seduzione, restando piuttosto perplesso nel vedere come non funzionino su questa brillante, giovane donna nera, che alza gli occhi al cielo e non ha nessun interesse a tuffarsi nel letto con lui. Almeno non all’inizio del film..."

Al momento si tratta solo di un rumor, ma se fosse confermato, Lashana Lynch sarebbe a tutti gli effetti una "Bond Woman", espressione lanciata da Monica Bellucci durante la lavorazione di Spectre e ora, a quanto pare, ufficiale anche nella produzione che avrebbe deciso di mandare definitivamente in pensione la vecchia Bond Girl.

Non è un rumor ma una notizia ufficiale, confermata da testimoni oculari, il ritorno di Christoph Waltz nel ruolo del super villain Blofeld, tra gli antagonisti più iconici della saga di 007, ruolo già ricoperto dall'attore nel precedente Spectre.
Il suo ritorno avrebbe dovuto essere un segreto ma Waltz è stato visto da un visitatore sul set, a cui l'attore avrebbe simpaticamente detto: "Tu non mi hai visto".

Protagonista del film sarà ancora una volta Daniel Craig. Nel cast torneranno Lea Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Rory Kinnear e Ralph Fiennes. New entry Ana De Armas, Billy Magnussen, e il villain Rami Malek.
Ecco la trama ufficiale di Bond 25. "Bond ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace però ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter, della CIA, si presenta con una richiesta d’aiuto. La missione ha come obiettivo quello di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa del previsto: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica."

Diretto da Cary Fukunaga, l'uscita è fissata all'8 aprile 2020.

sabato 7 novembre 2015

SPECTRE - la recensione

Ancora scosso dopo gli eventi di Skyfall, James Bond si lancia a capofitto in un nuovo mistero andando contro gli ordini diretti dello stesso M, mentre una nuova disposizione politica rischia di far chiudere per sempre la sezione 007. Cosa si nasconde dietro alla misteriosa organizzazione chiamata SPECTRE?


Proprio come Bond, anche lo spettatore arriva a questo 24° episodio della saga sull'Agente Segreto al servizio di Sua Maestà con le immagini di Skyfall ancora negli occhi, un'eredità pesantissima superare o anche solo eguagliare quello che probabilmente è stato il miglior film della saga. Sam Mendes non è certo un dilettante alla prime armi e inizia subito mettendolo in chiaro: la scena iniziale è, infatti, un lungo piano sequenza in cui, tra le maschere della Festa dei Morti di Città del Messico, si alternano musica dal vero e un inseguimento adrenalinico, ottenendo l'immediata attenzione del pubblico. I titoli di testa sono ancora sullo stile di quelli del film precedente, con Writing's on the wall di Sam Smith al posto di Skyfall di Adele, forse un po' troppo lunghi ma comunque meravigliosi a livello visivo ed evocativo.
Da qui la prima parte del film scivola via con fluidità, tra azione e le bellissime riprese romane e un inseguimento in automobile degno della miglior tradizione. C'è anche Monica Bellucci che, sempre bellissima, non dà prova delle migliori doti recitative, ma fortunatamente è in scena molto poco e la sua performance è presto dimenticata.
Di tutt'altro impatto è Léa Seydoux, vera Bond Girl della pellicola, avvolta da un'aura eterea e di ben altre capacità interpretative, la sua chimica con Daniel Craig è una delle cose migliori del film e anche il personaggio stesso è molto interessante e ben caratterizzato.
Perfetti anche gli altri membri della squadra "dei buoni": Ben Wishaw è un perfetto Q, Naomie Harris è sempre più calata nel ruolo di Moneypenny, e Ralph Fiennes raccoglie egregiamente l'eredità lasciata da Judi Dench ed è un magnifico M.
Una mezza delusione invece i villain: se Andrew Scott riesce a essere viscido quanto necessario, Christoph Waltz finisce per essere intrappolato nel suo solito ruolo di freddo psicopatico. Per quanto il personaggio da lui interpretato sia un cattivo molto classico nei film di Bond (con tanto di discorso sulla conquista del mondo in un bunker segreto) non riesce a convincere appieno e non raggiunge neanche lontanamente la presenza scenica e l'aura di sottile minaccia che Bardem era riuscito a imprimere al suo Silva in Skyfall.
Proprio a causa di questo, la seconda parte del film cala un po' nel ritmo e risulta a volte macchinosa, pur regalando momenti nostalgici e vere chicche per gli appassionati delle autocitazioni.
Pur con qualche difetto e senza riuscire del quasi impossibile compito di eguagliare il suo predecessore, SPECTRE riesce a intrattenere più che degnamente e risulta essere un ottimo film. Se questo dovesse essere l'ultimo film dell'era Craig, come molto probabilmente avverrà, allora si può dire che è stata una degna conclusione di un ciclo che ha riportato 007 agli antichi splendori.

lunedì 25 marzo 2013

'The Monuments Men': G.Clooney, M.Damon e C.Blanchett sul set

Sono iniziate già da qualche giorno a Berlino le riprese del nuovo film di George Clooney, 'The Monuments Men'.

Tratto dal romanzo 'Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History' di Robert M. Edsel, basato su fatti realmente accaduti, la storia racconta degli otto uomini, direttori di musei americani e inglesi, curatori, esperti e storici d'arte, che vennero scelti dal governo degli Stati Uniti per una missione molto speciale durante la Seconda Guerra Mondiale: recuperare tutte le opere d'arte trafugate dai nazisti durante la guerra. Gli otto prescelti hanno rischiato la vita per salvare oltre 1000 anni di storia.

Il film ha un cast ricchissimo, oltre a Clooney, produttore, regista e attore, ci saranno anche Cate Blanchett, Matt Damon, Bill Murray, Daniel Craig, Jean Dujardin, John Goodman, Bob Balaban e Hugh Bonneville. L'uscita del film è fissata per il 18 dicembre.

Ecco le prime foto dal set, in cui vediamo anche un momento di svago con George Clooney e Matt Damon che tirano palle di neve a qualcuno.










(foto da Coming Soon.net e BZ-Berlin)


Frra




giovedì 8 novembre 2012

'Skyfall' - la recensione


Era possibile fare un classico film su Bond pur spingendo molto sulla modernità?
Sam Mendes non è certo il primo nome che viene in mente quando si parla di dirigere uno 007, ma pur con la forte connotazione autoriale che un regista del genere inevitabilmente attribuisce ai suoi film, Skyfall è senza dubbio un grosso giocattolo d’azione, con tutto ciò che chi va al cinema si aspetta di vedere: azione, pallottole, belle donne e Martini shakerato, non mescolato.



Sono una fan del vecchio Bond, lo ammetto, soprattutto di Sean Connery e difficilmente ho apprezzato i film successivi a “Missione Goldfinger” ed ero davvero scettica riguardo a Daniel Craig, ma se pur sull’attore ero dovuta ricredermi, non avevo amato eccessivamente né Casino Royale né Quantum of solace.
Immaginate quindi la mia ansia quando ho saputo che uno dei registi che mi piacciono di più voleva buttarsi su Bond, avendo a disposizione quello che per me è il miglior 007 dopo Connery (e qui, forse, qualcuno avrà da ridire, lo so) ed un cast così istrionico.
Mendes fonde la sua personale visione, fatta di contrasti cromatici, con quello che è un continuo rimando citazionistico al classico, con più di una strizzatina d’occhio ai fan (da applausi la battuta sulla penna esplosiva di Q, un meraviglioso Ben Wishaw). Le scene a Shangai sono un caleidoscopio di colori, forse eccessivo, ma sicuramente di grande effetto, mentre invece Londra è sempre molto cupa, quasi sbiadita ed i primi piani continui su Daniel Craig e Judi Dench accentuano la sensazione crepuscolare e malinconica di un mondo, quello dello spionaggio e del grande mito di 007, magari al declino, ma sempre affascinante.
In tutto questo si inserisce il personaggio di Javier Bardem, psicopatico e malinconico, sempre al limite tra equilibrio ed eccesso. A volte troppo caricaturale, quasi un cattivo da cartone animato, ma anche lui molto “vecchio stile” e la performance straordinaria di Bardem dà vita a uno dei migliori villain di Bond e ci regala un faccia a faccia che sono sicura rimarrà nella storia del cinema.
In ultimo, mi sembra doveroso nominare i meravigliosi titoli di testa: la canzone di Adele è splendida e accompagna un serie di immagini evocative che ricordano quasi un quadro di Warhol.

In sostanza, si può dire che Skyfall sia il più classico dei Bond moderni, non è un capolavoro, questo no, ma è davvero un gran film che si apprezza anche di più a una seconda visione


*Chiara*

domenica 4 novembre 2012

'Skyfall' - commento a caldo

Bond è tornato, più forte e "Goku" di prima! E' si perché oltre a correre come un pazzo stavolta ha anche l'hobby di resuscitare! E non dimentichiamoci le parti nude e testosteroniche di Daniel Craig più presenti del solito!



Bene, il film è molto discreto, elegante e molto interessate, una prima parte fantastica, la seconda cala un po a parer mio, un po troppo ridondante e citazionista di se stessa (tante tante forse troppe citazioni dei vecchi 007 passati) e tutto dannatamente scontato, questo un po mi ha fatto storcere la bocca alla Miranda Priestly de Il Diavolo veste Prada, comunque nel complesso è grande James Bond con un Javier Bardem fantastico e un cast meraviglioso, da Judi Dench a Ralph Finnes passando da un giovane Ben Whishaw (Q) decisamente adatto alla parte!


Il cambio di regia si nota, molto bene, Sam Mendes regala sequenze spettacolari e vedute aeree meravigliose che provano il fatto che non solo Nolan può fare certe cose! 
Anche se non mancano, a parer mio, scene un po troppo dispersive e inutilmente dilungate.

Daniel Craig continua a confermarsi un bond adrenalinico fuori dagli standard dei suoi predecessori (per fortuna) speriamo possa continuare a regalarci il suo elegante e cazzuto James Bond ancora per un po!

P.S. Una nota su gli immancabili titoli di testa tipici di 007, belli bellissimi, Skyfall di Adele, per quanto ci abbiano tritato i coconas alla radio passandola 20 volte al giorno, rimane comunque un grande brano di un grande Bond! (quando ho tempo mi ripeto spesso)


Mat

lunedì 29 ottobre 2012

Cresce il cast di 'Monuments Men' di George Clooney

Si allarga il cast del prossimo film da regista di George Clooney, 'Monuments Men', basato sul romanzo di Robert M. Edsel "The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History".

Daniel Craig e John Goodman sono in trattative per una parte nel film di Clooney e sembra che l'accordo si farà. I due attori andranno così ad aggiungersi ad un già nutrito cast che vede confermati Cate Blanchett, Bill Murray, Bob Balaban, Hugh Bonneville, Jean Dujardin e lo stesso Clooney.

La storia, basata su fatti realmente accaduti, racconterà del piccolo gruppo di esperti d'arte, capitanati dall'ufficiale dell'esercito americano e collezionista d'arte George Stout, che sarà interpretato da G.Clooney, scelti dal Governo americano per recuperare le tante opere d'arte rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il film verrà prodotto, diretto e interpretato da George Clooney che firmerà anche la sceneggiatura insieme al suo fedele collaboratore Grant Heslov. Il budget si aggirerà intorno ai 50 milioni di dollari e la produzione sarà condivisa da Sony e Fox.

Storia interessante, un bravo regista e un grande cast, sembra esserci tutto per un ottimo film.


Frra

domenica 23 settembre 2012

Frame by frame: Skyfall 007


Terzo capitolo della "nuova versione" dell'agente segreto più famoso del mondo, James Bond ovvero 007, ancora interpretato da Daniel Craig e stavolta diretto da un signore regista, Sam Mendes ( American Life, Revolutionary Road, American Beauty, Jarhead..).

Da i trailer usciti sembra essere un gran film di azione come non se ne vedevano da tempo!

Tra l'altro per la colonna sonora è stata scelta una cantante inglese DOC, ovviamente sto parlando di Adele, e allora non resta che aspettare il 31 Ottobre per vedere e sentire, SKYFALL, ventitreesimo capitolo delle avventure di 007!




FRAME BY FRAME



















































































































Mat