sabato 25 novembre 2023
venerdì 16 giugno 2023
Questo Mondo Non Mi Renderà Cattivo - la recensione
martedì 29 novembre 2022
Diabolik: Ginko all'attacco! - la recensione
Nonostante il primo Diabolik non sia stato esattamente un successo, con un botteghino povero e una netta divisione fra chi lo ha amato e chi invece lo ha detestato, i Manetti Bros non si sono persi d'animo e sono andati dritti per la loro strada producendo e girando un sequel che non cambia di una virgola il paradigma che i due autori hanno scelto di seguire pedissequamente.
L'unico vero cambiamento per questo secondo capitolo di Diabolik è proprio nel suo protagonista: al posto di Luca Marinelli abbiamo Giacomo Gianniotti che si mette la calzamaglia nera del re del terrore. Un cambiamento che, tutto sommato, passa inosservato nella pellicola in cui il vero protagonista è il Ginko del sempre straordinario Valerio Mastrandrea e dove Diabolik si vede pochissimo e ha pochissime battute.
Il film segue per filo e per segno il numero 16 dei fumetti, Ginko all'attacco!, appunto, in cui il focus è tutto spostato sul nostro ispettore, sulla sua storia d'amore con la bella contessa Altea di Vallemberg (Monica Bellucci) e sul suo piano per mettere finalmente in trappola Diabolik, aiutato, forse, da Eva Kant (Miriam Leone).
In realtà, c'è poco da dire rispetto a questo secondo capitolo della saga, perché escludendo la trama in sé, questo film è praticamente identico al precedente. Anche questa volta i Manetti decidono coscientemente di non fare una trasposizione ma bensì di "animare" il fumetto così com'è, con le atmosfere retrò di Clerville, la musica che sembra quasi fuori dal tempo e i dialoghi estremamente artefatti, così come la recitazione manieristica di tutti gli attori che sembrano proprio delle tavole disegnate che prendono vita. Ed esattamente come è stato per il primo Diabolik, non resta che accettare il patto che i Manetti ci propongono e amare profondamente questo cine-fumetto che non scende a compromessi, oppure decidere che no, non fa per noi, e passare oltre.
Non aspettatevi alcun passo avanti, né tantomeno un passo indietro. Sicuramente, a prescindere da tutto il resto, rimane da ammirare il grande coraggio di due autori come i Manetti Bros che in Italia sono davvero merce rara.
giovedì 23 dicembre 2021
Diabolik - la recensione
Il personaggio di Diabolik ha davvero bisogno di poche presentazioni: genio del crimine, re del terrore, mago dei travestimenti, spietato e cinico nel perseguire i suoi obiettivi, ma passionale e disposto a tutto per Eva, l'amore della sua vita, altrettanto affascinante e diabolica.
Un fumetto noir scritto da due donne, le sorelle Giussani, negli anni '60, un fenomeno entrato ormai nell'immaginario collettivo italiano tanto che anche chi non ha mai letto una pagina del fumetto (ma ne esistono?) sa perfettamente chi sono Diabolik, Eva Kant e l'ispettore Ginko, ma che stranamente era stato portato al cinema unicamente nel 1968 da Mario Bava con uno sfortunato adattamento che lasciò insoddisfatti un po' tutti.
Ci riprovano, più di 50 anni dopo, i fratelli Manetti, autori di nicchia e di culto, che non sono nuovi al genere noir (a suo modo la serie tv L'Ispettore Coliandro è proprio un noir fatto e finito, con tanto di voce fuori campo) e che hanno saputo sempre sperimentare con i generi, dall'horror al musical.
C'erano molte aspettative, in un periodo di cinecomic, per questo adattamento del "comic" italiano per eccellenza, ma ancora una volta i Manetti sorprendono e ribaltano qualsiasi aspettativa, decidendo coraggiosamente di NON fare una trasposizione cinematografica del fumetto, ma semplicemente di prendere il fumetto e animarlo sullo schermo.
La ricostruzione degli anni '60 è minuziosa, ma fin dal primo fotogramma si intuisce che quelli che stiamo vedendo non sono davvero quegli anni, i personaggi di cui guardiamo le vicende non sono versioni live action della loro controparte cartacea, i loro dialoghi sono in tutto e per tutto le nuvole delle tavole di Diabolik. I due autori si disinteressano delle aspettative del pubblico, delle regole cinematografiche delle trasposizioni fumettistiche, non cercano in alcun modo di fare un film che arrivi a un pubblico più ampio possibile. Quello che ne esce è un film volutamente finto, posticcio, con una recitazione molto impostata e dialoghi usciti direttamente dai "clichè più clichè" a cui le pagine di Diabolik ci ha abituati. I tre attori protagonisti, Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea, si annullano nei loro personaggi, diventano letteralmente Diabolik, Eva Kant e Ginko, facendone un'imitazione talmente perfetta che a volte ci si dimentica di star guardando immagini in movimento sullo schermo e ci si ritrova quasi ad allungare una mano per voltare pagina.
Il Diabolik dei Manetti Bros è un film che inevitabilmente dividerà pubblico e critica, alcuni lo ameranno con tutta la passione che evidentemente i suoi autori provano per il materiale originale, altri lo odieranno intensamente per il suo essere semplicemente un fan film sopra le righe. Non ci sono mezze misure.
Un po' come Diabolik, d'altronde.
mercoledì 3 luglio 2019
Ufficiale: Luca Marinelli sarà Diabolik!
Annunciati anche gli altri nomi per i personaggi principali, anche in questo caso una conferma delle voci dei giorni scorsi, Miriam Leone sarà Eva Kant, mentre Valerio Mastandrea interpreterà l'ispettore Ginko.
"Una scelta di cui andiamo orgogliosi" hanno dichiarato Antonio e Marco Manetti nel comunicato ufficiale della produzione, "Diabolik è un fumetto italiano, un mito dell’immaginario collettivo, e abbiamo fortemente voluto che il cast fosse al cento per cento italiano. Nello scegliere i protagonisti non ci siamo basati sulla sola somiglianza, ma abbiamo cercato e trovato attori bravi, in grado di comunicare le giuste emozioni: Luca Marinelli, uno degli attori più versatili del nostro cinema, capace di portare sul grande schermo il fascino e la freddezza di Diabolik senza fargli perdere umanità; Miriam Leone, un’attrice di carattere, bella e sensuale, la perfetta Eva Kant e Valerio Mastandrea così empatico, in grado di rendere vincitore anche Ginko, l’antagonista da amare".
Scritto da Michelangelo La Neve e Manetti bros., su un soggetto firmato anche da Mario Gomboli, il film porterà sul grande schermo il famosissimo personaggio creato da Angela e Luciana Giussani. Prodotto da Mompracem e Rai Cinema, il film arriverà nelle sale italiane nel 2020 con 01 Distribution.
Non si tratta del primo adattamento, nel 1968 infatti Mario Bava portò al cinema Diabolik in un film che vedeva come protagonista John Phillip Law, e Michel Piccoli nel ruolo dell'ispettore Ginko.
giovedì 16 novembre 2017
The Place - la recensione
martedì 28 marzo 2017
David di Donatello 2017 - trionfa La Pazza Gioia di Virzì!
lunedì 7 settembre 2015
Venezia 72 - giorno 5 e 6
Presentato il secondo film italiano in Concorso, A Bigger Splash di Luca Guadagnino, che vede come protagonisti un quartetto di attori stranieri: Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Johnson e Matthias Schoenaerts.Remake del francese La Piscine, il film è un thriller che racconta la vacanza a Pantelleria di una rock star, Marianne Lane (Swinton), e il suo compagno, Paul (Schoenaerts). La tranquillità del soggiorno sull'isola viene interrotta dall'improvvisa comparsa di Harry (Fiennes), amico e ex-amante di Marianne, accompagnato dalla figlia-lolita Penelope (Johnson). La vacanza si trasformerà in una discesa nella passione, la gelosia e l'erotismo.
"Quando ho avuto l’idea di girare 'A Bigger Splash', volevo affrontare i sentimenti e il desiderio di quattro personaggi molto diversi tra di loro", ha spiegato il regista durante la conferenza stampa, "con prospettive e visioni del mondo differenti. Nel film, volevo farne deflagrare i sentimenti. Avevo bisogno di uno scenario particolare, caratteristico, unico dove far consumare questa esplosione. Una location particolarmente bella e caratteristica". E la scelta è caduta sull'Isola di Pantelleria, anche se il regista ci ha tenuto a precisare di non averla scelta perché siciliano. "Ho solo seguito il mio istinto", ha detto Guadagnino, "quando mi è venuta l’idea di fare un film su questo quartetto abbandonato in un momento dell’estate. Pantelleria con le sue violenze e contrasti era perfetta. In più è una zona di confine che chiede di essere capita da questi personaggi e richiede una domanda etica". Molti giornalisti in sala hanno chiesto al regista perché ha inserito nel film il tema degli "immigrati", parola che ha provocato la reazione dell Swinton: "Possiamo evitare di chiamarli immigrati? Sono rifugiati di guerra". Affermazione con cui l'attrice si è guadagnata gli applausi della sala.
Tida Swinton, che ha già lavorato con Guadagnino, interpreta una rock star che ha appena subito un intervento alla gola e non parla mai per tutto il film, se non in piccoli sussurri ogni tanto. "Quando Luca mi ha proposto di fare il film ero in un periodo della mia vita in cui non volevo fare cinema e in cui non volevo parlare", ha raccontato l'attrice, "Poi ci siamo confrontati, mi ha spiegato il progetto e volevo farlo. Volevo lavorare con lui, con un cast così eccezionale e girare a Pantelleria. Mi chiedevo “Come posso farne parte senza parlare?” Allora ho proposto a Luca che il mio personaggio fosse quasi muto, e lui ha detto sì. Ed era un buon modo per esprimere la difficoltà di comunicare di questo gruppo di personaggi in lotta".
Una delle scene più riuscite e apprezzate del film vede come protagonista Ralph Fiennes impegnato in un balletto. "Nessuno mi aveva mai chiesto di esprimermi ballando", ha detto l'attore divertito, "non ho potuto far altro che dire grazie. Avevamo solo un giorno per girare la scena, ma avevo fatto delle prove da solo, ascoltando a ripetizione la canzone nell’ipod, così l’abbiamo girata in un solo pomeriggio". Balletto che l'attore ha accennato sia in sala che davanti ai fotografi. Ad interpretare la figlia di Fiennes è Dakota Johnson, che si è aggregata al cast a lavorazione quasi conclusa. "Per me è stato molto interessante far parte di questo film. È stata un’esperienza veloce ed esplosiva", ha detto l'attrice, alla sua seconda conferenza stampa a Venezia, "Penelope è una giovane ragazza iper-intelligente che ha questo strano rapporto con la sua sessualità e sta cercando di capire cosa vuol dire avere un corpo sexy e soprattutto come utilizzarlo. Per certi versi fa paura perché utilizza quest'arma per manipolare le emozioni degli altri e trarne piacere". Inevitabili le domande della stampa sulla sua scena di nudo, per cui l'attrice ha dichiarato tranquillamente di non aver provato nessun tipo d'imbarazzo.
Applausi e fischi hanno accompagnato il film di Guadagnino alla fine della proiezione stampa, fischi a cui il regista era preparato e di cui non si preoccupa affatto. "Dobbiamo sempre fare cinema per prenderci dei rischi, per sondare territori insidiosi, altrimenti perché facciamo cinema?", ha dichiarato il regista durante la conferenza, prendendosi applausi ma anche qualche fischio (di nuovo) da una piccola parte di giornalisti.
Il film sarà distribuito dalla Lucky Red e uscirà il 26 novembre.
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E' passato un po' inosservato ieri, ma al Festival è arrivato anche Shia LaBeouf, per presentare il film Man Down, diretto da Dito Montiel.
Il film racconta di un ex-marine (LaBeouf), che insieme ad un amico, si mette alla ricerca della moglie e del figlio in un'America post-apocalittica, ma dovrà fare i conti con gli errori commessi in passato quando era sotto le armi.
Nel cast anche Jai Courtney, Kate Mara e Gary Oldman (assenti al Lido).
"'Man Down' è un piccolo film che finge di essere grande, e che racconta di una famiglia intrappolata nella storia", così ha spiegato il film il regista, mentre LaBeouf ha dichiarato: "Montiel mi ha proposto il ruolo di Gabriel in un periodo in cui ero di pessimo umore, e quindi interpretare un personaggio così vulnerabile è stata una terapia".
Il film è stato presentato Fuori Concorso.
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Un altro film italiano, stavolta Fuori Concorso (anche se molti l'avrebbero voluto in Concorso), è stato presentato oggi. Si tratta di Non Essere Cattivo, ultimo lavoro di Claudio Caligari, scomparso nel maggio scorso proprio alla fine della lavorazione del film.
Ad accompagnare il film era presente il cast e Valerio Mastandrea, produttore della pellicola ma prima di tutto amico di Caligari, con cui l'attore romano ha girato il film L'Odore della Notte (1998). "Peccato non farlo giudicare a una giuria internazionale, peccato anche per gli attori", ha detto Mastandrea, "Sono amareggiato da questa decisione perché so quello che ci ha messo dentro Claudio, che veniva sul set anche se gli restavano pochi giorni di vita. Ma Claudio c'è. Siamo tutti emozionati, stasera ci si romperanno le acque".
Caligari in trent'anni di carriera ha girato solo tre film, Amore Tossico (1983), L'Odore della Notte, e Non Essere Cattivo, film chiusura di una ideale trilogia del regista. Ambientato a Ostia, il film racconta l'amicizia di due ragazzi, Vittorio e Cesare, che trascorrono le loro giornate tra sballo, corse in macchina, spaccio e piccola malavita.
"È vero, 'Non Essere Cattivo' è un film sull'amicizia di due uomini realizzato grazie all'amicizia tra due uomini ma è anche molto di più", ha continuato un emozionato Valerio Mastandrea, "Intanto perché non è solo grazie a me e a Claudio che si è realizzato questo film, ma grazie anche a tantissimi altri amici comuni, molti dei quali saranno qui stasera per festeggiare: maestranze, lavoratori della postproduzione, persone che normalmente non vengono ai festival ma che invece sono state fondamentali per portare a termine il film". Una pellicola per cui Caligari e Mastandrea hanno lottato, l'attore è arrivato addirittura a scrivere una lettere appello a Martin Scorsese, per chiedere aiuto. "Claudio voleva rappresentare una storia piccola di amicizia, un'amicizia immensa in un contesto sociale che lentamente ti stritola", ha raccontato ancora Mastandrea, "Le latitudini che Claudio esplorava erano sempre le stesse e qui mostra come si può corrompere questo mondo borgataro, attraverso nuove droghe accessibili a tutti e l'illusione che il lavoro sia il fondamento della società. [...] Mi mancherà molto il cinema di Claudio Caligari, quelle tematiche che sono le stesse di Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola - dice Mastandrea - Una volta, stavamo all'Idroscalo di Fiumicino, Claudio si avvicina al monitor e mi dice 'la vedi questa inquadratura? È da Giungla d'asfalto, lo conosci?... No, non l'hai visto'. Facendomi sentire un completo ignorante. Era un continuo fare, parlare, pensare e muoversi fatto di cinema e basta. E questo è quello che mi mancherà di più di Claudio, non il fatto di non poter più recitare nei suoi film, ma non poter parlare di cinema e fare cinema con lui".
Il film, che vede come protagonisti Luca Marinelli e Alessandro Borghi. sarà nelle sale dall'8 settembre.
sabato 15 giugno 2013
David di Donatello 2013 - i vincitori
A sorridere alla fine è stato sicuramente Giuseppe Tornatore che con il suo 'La Migliore Offerta' si porta a casa sei David.Doppio premio per Valerio Mastandrea, David come migliore attore protagonista e non protagonista. Margherita Buy si porta a casa il suo sesto David in totale. A Maya Sansa il premio come migliore attrice non protagonista. Quattro premi per 'Diaz' di Daniele Vicari e tre per 'Reality' di Matteo Garrone. Zero premi per 'Educazione Siberiana' di Salvatores.
Va detto che la cerimonia purtroppo non è stata molto diversa da quelle degli anni precedenti. Sottotono e deludente sotto tutti i punti di vista, a regnare alla fine non è il Cinema ma la noia, nemmeno Lillo & Greg sono riusciti a dare ritmo ad una cerimonia che sembra mancare soprattutto di organizzazione. Salviamo solo Carlo Verdone e il suo ricordo di Alberto Sordi, Roberto Benigni e il saluto di Giancarlo Giannini a Mariangela Melato. Da segnalare poi come il 'Tg1 30 secondi' abbia rivelato il vincitore della serata prima ancora che venisse annunciato nella cerimonia ufficiale ma in differita. La domanda sorge spontanea: non chiediamo gli Oscar, ma è davvero così difficile organizzare una serata semplice e piacevole? evidentemente sì.
Ecco l'elenco completo dei vincitori:
MIGLIOR FILM
La Migliore Offerta
MIGLIORE REGISTA
Giuseppe Tornatore per 'La Migliore Offerta'

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Leonardo Di Costanzo per “L’intervallo”
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Roberto Andò e Angelo Pasquini per 'Viva la Libertà'
MIGLIORE PRODUTTORE
Domenico Procacci per 'Diaz'
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Margherita Buy per 'Viaggio Sola'
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea per 'Gli Equilibristi'
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Maya Sansa per 'Bella Addormentata'
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea per 'Viva la Libertà'
MIGLIORE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Marco Onorato per 'Reality'
MIGLIORE MUSICISTA
Ennio Morricone per 'La Migliore Offerta'
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“Tutti i Santi GIorni” per il film 'Tutti i Santi Giorni' di Paolo Virzì
MIGLIORE SCENOGRAFO
Maurizio Sabatini e Raffaella Giovannetti per 'La Migliore Offerta'
MIGLIORE COSTUMISTA
Maurizio Millenotti per 'La Migliore Offerta'
MIGLIORE TRUCCATORE
Dalia Colli per 'Reality'
MIGLIORE ACCONCIATORE
Daniela Tartari per 'Reality'
MIGLIORE MONTATORE
Benni Atria per 'Diaz'
MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini per 'Diaz'
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
'Storyteller' – Mario Zanot per 'Diaz'
MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
'Amour' di Michael Haneke
MIGLIOR FILM STRANIERO
'Django Unchained' di Quentin Tarantino
DAVID GIOVANI
La Migliore Offerta
MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO
'Anija - La Nave” di Roland Sejko
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
'L'Esecuzione' di Enrico Iannaccone
DAVID SPECIALE 2013
Vincenzo Cerami
Frra
giovedì 30 agosto 2012
Festival di Venezia - Giorno 2
Ad aprire il concorso ci ha pensato un film russo, 'Betrayal', del regista Kirill Sebrennikov. Un film che non ha un genere preciso, passa dal melò al thriller, al tragico, fino grottesco. Un "classico film dal Festival".
Presentato fuori concorso il film di Ariel Vromen, 'The Iceman'. La pellicola racconta la vera storia di Richard Kuklinski, un uomo comune, padre e marito affettuoso e allo stesso tempo spietato serial killer, si ipotizza che abbia ucciso più 250 persone fra gli anni '50 e gli anni '80.Protagonista del film è Michael Shannon, che si sta specializzando in personaggi dalla mente borderline, e che, a quanto pare, anche in questo film dimostra di essere un ottimo attore. Di lui il regista ha detto: "è uno che se lo scegli lo sai: è un ragazzo allegro e spiritoso, ma quando arriva sul set ci porta l’oscurità. [...] è uno da due ciak al massimo". Nel cast anche Winona Ryder, Ray Liotta e James Franco (assente a Venezia). Il cast e il regista sono stati accolti da applausi in conferenza stampa.
Nella sezione Orizzonti invece, è stato presentato il primo film italiano, 'Gli Equilibristi', di Ivano Di Matteo, con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova protagonisti. Film drammatico ma ironico sulla difficile situazione economica e sociale in cui vivono le famiglie italiane medie oggi.
Mastandrea è Giulio, l'equilibrista del titolo, una persona dalla vita regolare, fatta di routine familiare: moglie e due figli, un lavoro semplice al Comune di Roma. Poi un piccolo tradimento sul posto di lavoro mette tutto in crisi. Giulio è costretto a lasciare casa e famiglia e si ritrova nella difficile condizione di uomo separato, con la condanna dell''incertezza economica che lo porta fino alla povertà e ad eclissarsi dalla famiglia per non essere un peso.
"Oltre che un film sui nuovi poveri è anche sulla dignità di persone che nascondono ai loro familiari la loro precaria condizione, convinti di potercela fare comunque", ha detto il regista, che poi ha spiegato perché ha scelto Valerio Mastandrea come protagonista: "con quella sua faccia un po' da clown, capace di sorridere nel dramma, perché dietro i suoi modi spesso brillanti c'è una parte di sé drammatica". E Mastandrea offre un'ottima prova, confermandosi uno dei migliori attori italiani in circolazione.
Infine, alle Giornate degli Autori è stato presentato il 'Pinocchio' di Enzo D’Alò (La Gabbianella e il Gatto), film d'animazione musicato da Lucio Dalla.
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