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lunedì 6 luglio 2020

Addio al Maestro Ennio Morricone

Una notizia che non avremmo mai voluto sentire. Il Maestro Ennio Morricone è morto questa notte nella clinica in cui era stato ricoverato per una frattura al femore, conseguenza di una caduta di qualche giorno fa. Aveva 91 anni.

"Il maestro ha conservato fino all'ultimo piena lucidità e grande dignità", ha dichiarato l'avvocato e amico di famiglia, "Ha salutato l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stato accanto fino all'estremo respiro. Ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività".

Ennio Morricone era consapevole di essere arrivato alla fine e nei giorni scorsi ha scritto una lettera d'addio, o meglio ha scritto il proprio necrologio, che è stato letto dall'avvocato fuori il Campus Biomedico in cui era stato ricoverato. Una lettera in cui si riconosce il suo carattere e il suo stile.

"Io, Ennio Morricone, sono morto.
Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino ed anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti.
Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita.
C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare.
Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert, per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita.
Voglio ricordare con amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene.
Un saluto pieno, intenso e profondo ai miei figli, Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca.
Spero che comprendano quanto li ho amati.
Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A Lei il più doloroso addio. "

Come ha scritto nella lettera, i funerali si svolgeranno in forma privata. L'avvocato del Maestro ha dichiarato che Morricone era molto credente e nelle sue ultime ore di vita si è immaginato nell'aldilà, chiedendosi se avesse "fatto gruppo" con Beethoven o Mozart, ipotizzando che probabilmente avrebbe scelto Mozart, perché gli piaceva di più.
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Nato a Roma il 10 novembre del 1928, si è diplomato all'Accademia di Santa Cecilia in tromba, composizione (con Goffredo Petrassi), strumentazione, direzione di banda e musica corale. A metà degli anni '50 inizia a collaborare anche con cantanti pop, della musica popolare, firmando musiche e arrangiamenti si alcuni dei pezzi più famosi del tempo, "Guarda come dondolo", "Abbronzatissima", e poi alcune delle canzoni più belle della storia della Musica Italiana, come "Sapore di Sale", "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones", e soprattutto "Se Telefonando", cantata da Mina.
Ovviamente l'Ennio Morricone che tutti noi conosciamo meglio è l'autore di quelle straordinarie ed emozionanti colonne sonore che hanno accompagnato più di 50 anni di Storia del Cinema. Il sodalizio più prolifico è senza dubbio quello con Sergio Leone, con cui Morricone andava a scuola da piccolo. Il Maestro ha firmato la colonna sonora indimenticabile, per cui basta una nota per riconoscere e vivere subito l'atmosfera del western alla Sergio Leone, Per un Pugno di Dollari, Per Qualche Dollaro in Più e Il Buono, il Brutto, il Cattivo, e anche C'era una Volta il West, Giù la Testa, fino all'ultimo film del regista, C'era una Volta in America.

In Italia ha firmato colonne sonore per Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Carlo Verdone, Mauro Bolognini, Umberto Lenzi, Lina Wertmüller, Marco Bellocchio, Carlo Lizzani, Pier Paolo Pasolini, Gillo Pontecorvo, Sergio Corbucci, Sergio Sollima, Mario Bava, Elio Petri, Giuseppe Patroni Griffi, Luigi Comencini, Francesco Rosi, Franco Zeffirelli, Liliana Cavani, Tinto Brass, i fratelli Taviani, e in particolare con Giuseppe Tornatore, ricordiamo ad esempio le colonne sonore di Nuovo Cinema Paradiso, Stanno Tutti Bene, La Leggenda del Pianista sull'Oceano, Maléna, La Sconosciuta, e anche l'ultimo film del regista, La Corrispondenza.
Morricone ha collaborato con tanti registi anche a livello internazionale, come John Carpenter, Roland Joffé, Brian De Palma, John Boorman, Terrence Malick, William Friedkin, Roman Polański, Pedro Almodóvar, Wolfgang Petersen, Mike Nichols, Barry Levinson, Oliver Stone, Warren Beatty e anche Quentin Tarantino, grandissimo ammiratore del Maestro.
Di questi, sicuramente va ricordata in particolare la stupenda colonna sonora di Mission, quella per cui Ennio Morricone avrebbe tanto voluto vincere l'Oscar. Per la sua prima statuetta però dovrà aspettare il 2007, quando gli venne consegnato, dalle mani di Clint Eastwood, l'Oscar onorario, e poi nel 2016, alla sua sesta nomination, vincerà l'Oscar per la migliore colonna sonora per il film di Tarantino The Hateful Eight. Le altre candidature sono state per I giorni del cielo (1979), Mission (1987), Gli Intoccabili (1988), Bugsy (1992), Malèna (2001).
Morricone ha vinto anche: tre Golden Globe; ha vinto ben sei BAFTA su sei nomination; nove David di Donatello, più il David del cinquantenario; e dieci Nastri d'Argento su dieci nomination.

I messaggi di cordoglio stanno arrivando da tutto il mondo, tra i primi Carlo Verdone, che ha collaborato con Ennio Morricone nei suoi due primi film, Bianco, Rosso e Verdone e Un Sacco Bello.

"Oggi Ennio non c’è più.
E tutti noi siamo orfani di un sublime compositore conosciuto in tutto il mondo. La sua grandezza deriva da due elementi: il fatto di aver studiato musica contemporanea con Goffredo Petrassi e la sapienza dell’arrangiamento.
Un arrangiamento solenne, nostalgico, potente e spesso ironico.
Ennio Morricone sarà immortale per il suo talento inarrivabile che lo portava ad esaltare qualsiasi film. Gli vorrò sempre bene, ricordandolo per aver dato grazia e poesia ai miei primi due film".

Il regista Edgar Wright ha postato su Twitter alcune colonne sonore del Maestro: "Riusciva a trasformare un film medio in un film imperdibile, un bel film in arte, un bellissimo film in leggenda. È tutta la vita che lo ascolto. Che opere che ha lasciato in eredità. [...] La cosa incredibile di Il buono, il brutto e il cattivo è che “L’estasi dell’oro” è la penultima traccia. Ennio sgancia uno dei motivi più belli di tutti i tempi e poi crea a ruota un altro classico".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un'impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell'Italia nel mondo".

Il direttore d'orchestra Riccardo Muti: "Un Maestro verso cui nutrivo amicizia e ammirazione [...] musicista straordinario non solo per le musiche da film ma anche per le composizioni classiche. Ci mancherà come uomo e come artista".

Marco Bellocchio: "Lo conoscevo da 50 anni, insieme abbiamo lavorato a I pugni in tasca e a La Cina è vicina. Io poi ho fatto scelte diverse, collaborando con Piovani. Sono state esperienze di cordialità e di fiducia che riponevo in lui e che mi ha sempre restituito con entusiasmo e con un coinvolgimento da artista più che da professionista [...] come per i grandi compositori, la sua musica è immediatamente riconoscibile. Oltre ai miei film e alla mia esperienza diretta non posso non ricordare tutta l'epopea di Sergio Leone. La storia musicale di Morricone è sterminata e nessuno la potrà mai ripetere. È stato qualcuno che ha saputo essere se stesso pur entrando in materie diversissime fra loro. Basta pensare a film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri".

Monica Bellucci, colei che ha incarnato Maléna: "Ci sono persone che  hanno la capacità di rendere il mondo migliore perché sanno creare la Bellezza. Ennio Morricone con la sua Musica ci fa elevare verso qualcosa di alto, di cui abbiamo tanto bisogno  per poter credere ancora nella nobiltà dell'anima".

Vittorio Storaro: "Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale. Ed è importante essere creativi anche sul piano umano. Io non credo che ci sia una divisione fra la personalità e la creatività, vanno di pari passo. Certamente sarà una enorme mancanza, non solo genio musicale, ma anche umano".

Anna Foglietta: "La Musica di Ennio Morricone ha reso il GRANDE CINEMA indimenticabile... bastava una nota ed era subito EMOZIONE. Un dono dato ai grandi. Ed ora? Una perdita epocale".

Il regista messicano JA Bayona: "Quando si parla dell'importanza e del talento di Ennio Morricone, tutte le parole sono troppo piccole. Solo la musica ci riesce".

L'autore di videogiochi Hideo Kojima: "Sono sconvolto nell’apprendere della morte di Ennio Morricone. Comprai la colonna sonora di La leggenda del pianista sull’oceano. Utilizzai la sua canzone “Here’s to You” di Joan Baez per MGS V: Ground Zeroes, la canzone utilizzata nel film Sacco e Vanzetti".

Russell Crowe, con un tweet in italiano: "Ennio, Ennio,Ennio... Ciao. Grazie. Grazie per tutti i grandi viaggi".

E tanti altri ancora, attrici, attori, registi, produttori, musicisti, cantanti, continuano a postare messaggi e ricordi.

lunedì 24 febbraio 2020

Emergenza coronavirus: cinema chiusi e uscite di film rinviate

L'emergenza per il virus Covid19, che sta colpendo in particolare il nord d'Italia, sta avendo ripercussioni anche sul Cinema.

A causa degli effetti dei provvedimenti per cercare di contenere la diffusione del virus sono state chiuse anche le sale cinematografiche. In Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna i cinema saranno chiusi fino al 1 marzo, mentre in Piemonte fino al 29 febbraio. Ovviamente il periodo di chiusura potrebbe esteso per altri giorni con il prolungarsi dell'emergenza.

Le case di distribuzione hanno deciso di rinviare l'uscita di alcuni film, in particolare Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti, e Si Vive una Volta Sola di Carlo Verdone, che sarebbero dovuti uscire questa settimana.

E' stato proprio il protagonista Elio Germano a comunicare il rinvio di Volevo Nascondermi durante la puntata di ieri di Che Tempo che Fa. "Sono qui a dire che il film non uscirà", ha detto l'attore, "in questo momento dove c'è tutto in discussione, anche i film, visto che i cinema chiudono, sono rimandati a data da destinarsi. Mi dispiace essere qui a comunicare questa cosa".
Anche Carlo Verdone, sempre ieri, ha annunciato il rinvio del suo ultimo film durante Domenica In. L'attore - che come tutti sanno è "appassionato" di medicina, studioso della materia nel tempo libero, e che spesso viene anche consultato dai colleghi per dei consigli - ha poi aggiunto: "Siamo nelle mani dei medici, virologi e infettivologi. Comunque dobbiamo essere fiduciosi, sono sicuro che l’emergenza rientrerà".
Entrambi i film sono stati rimandati a data da destinarsi.

Sospeso il red carpet per la premiere del nuovo film Disney / Pixar, Onward, previsto per domani a Roma.
Rinviate anche le uscite dei film:
Arctic – un’avventura glaciale;
-  Lupin III;
-  Non si scherza col fuoco;
- Dopo il matrimonio;
- Cambio Tutto! (l'uscita era prevista per il 5 marzo).
[lista in aggiornamento]

Per il momento, questa settimana, sono state confermate le uscite dei film: Doppio sospetto, The Grudge, La partita, La Gomera.

Aspettiamo aggiornamenti.

domenica 7 settembre 2014

Venezia 71 - i vincitori!

Si è conclusa la 71a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. La giuria presieduta dal compositore Alexandre Desplat ha assegnato il Leone d'Oro a film 'A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence' del regista svedese Roy Andersson.

Molto bene l'Italia. Alba Rohrwacher e l'attore americano Adam Driver, entrambi protagonisti del film di Saverio Costanzo 'Hungry Hearts', hanno vinto la Coppa Volpi per le migliori interpretazioni.

"Non so se tutti i giurati abbiano fatto lo stesso", ha dichiarato il presidente di giuria Alexandre Despat, "ma personalmente non mi sono voluto preparare sugli aspetti tecnici dei film, sono voluto arrivare al cinema digiuno per lasciarmi commuovere e colpire". Il compositore ha poi risposto in modo molto diplomatico e "distaccato" ai giornalisti italiani che gli chiedevano delle possibilità avute dai film italiano per il Leone d'Oro. "Non capisco la domanda", ha risposto Desplat, "significa che io che sono francese avrei dovuto spingere un film francese? Abbiamo giudicato con spirito di correttezza ed equità. O pensate forse che due premi su otto non siano sufficienti per l’Italia?". Non ha tutti i torti Deplat.
A parlare in modo più approfondito dei film italiani ci ha pensato il giurato Carlo Verdone: "Tutti i film italiani erano buoni ma si vota a maggioranza e la giuria si è spostata verso quello che aveva più chance di discussione, e che comunque ci aveva colpiti ed emozionati soprattutto attraverso la regia e la performance attoriale, nonostante anche Munzi e Martone abbiano realizzato opere molto importanti. Quello di Costanzo è un film angusto, claustrofobico, con una tensione che sale sempre di più. Soprattutto siamo stati attenti alla qualità". Verdone poi all'Adnkronos ha aggiunto: "Non nego che fosse una giuria intellettuale, ma abbiamo avuto rispetto per tutti i film anche quelli non premiati. Non c'è stata unanimità sempre, ma in molti casi sì".

Il vincitore del Leone d'Oro, Roy Andersson, ringraziando ha voluto omaggiare il cinema italiano che lo ha ispirato "e che ha dato tanti maestri e il più grande è Vittorio De Sica. 'Ladri di biciclette' è il film che più mi ha influenzato. Una scena le vale tutte: il disoccupato che va al monte di pietà a impegnare le lenzuola. Quella scena da sola ti fa capire quanti poveri c’erano a Roma in quegli anni. La stessa empatia l’ho cercata nel mio cinema seguendo l’esempio di De Sica".

"Questo premio è soprattutto al film perché noi lo abbiamo amato e siamo contenti se altri lo ameranno", ha detto Alba Rohrwacher ricevendo il premio, "L'abbiamo fatto in pochi e credendoci molto. Ma non mi aspettavo assolutamente la Coppa Volpi". A chi le ha chiesto della reazione della sorella Alice (che ha vinto un premio a Cannes) ha risposto: "E' felicissima!". Adam Driver non era presente alla cerimonia di chiusura (impegnato al Festival di Toronto), il premio è stato ritirato dal regista Saverio Costanzo ma Alba Rohrwacher ha assicurato che l'attore ha avuto la notizia, "Noi partiamo domattina per raggiungerlo e festeggiare insieme", ha detto l'attrice.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Leone d’Oro per il miglior film
A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson

Leone d’Argento per la migliore regia
The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsky

Gran Premio della Giuria
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

Premio Speciale della Giuria
Sivas di Kaan Müjdeci

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
Adam Driver per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
Alba Rohrwacher per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Romain Paul per Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte

Premio per la migliore sceneggiatura
Tales di Rakhshan Banietemad

Premio Orizzonti per il miglior film
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Orizzonti per la migliore regia
Naji Abu Nowar per Theeb

Premio Speciale della Giuria Orizzonti
Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco

Premio Orizzonti per il migliore cortometraggio
Maryam di Sidi Saleh

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile
Emir Hadzihafizbegovic per These Are The Rules di Ognjen Svilicic 

Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Venezia Classici per il Miglior Film restaurato
Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul cinema
Animata Resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto

mercoledì 27 agosto 2014

Venezia 71 - giorno 1

E' iniziata oggi la 71a edizione del Festival di Venezia, ad aprire le danze il film di Alejandro Gonzalez Inarritu, 'Birdman' (Concorso), che è stato proiettato questa sera dopo la cerimonia d'apertura condotta dalla madrina del festival Luisa Ranieri.

Accolto molto bene dopo la proiezione stampa, il film di Inarritu - una black comedy surreale su un attore in pensione, che in passato ha interpretato un iconico supereroe, alla ricerca di gloria con uno spettacolo a Broadway - ha ricevuto diversi applausi. Affollatissima la conferenza stampa, dove il cast ha risposto alle domande dei tanti giornalisti.
Oltre al regista erano presenti il protagonista Michael Keaton, Emma Stone, Amy Ryan, Edward Norton e Andrea Riseborough.

Il regista, che nel curriculum vanta diversi film molto drammatici mentre 'Birdman' è una commedia, aveva voglia di sfide: "Dopo quattro anni lontano dal grande schermo, mi sono detto: o faccio qualcosa che mi spaventa o sono perso. [...] Dopo tanti film drammatici, che avevano il gusto del chili messicano, volevo sperimentare un nuovo stile narrativo, confrontarmi con la commedia e lavorare con un nuovo team". Alejandro Gonzalez Inarritu ha definito 'Birdman' un film "sperimentale", pensato e girato (quasi) come un unico piano sequenza, un lavoro pianificato nei minimi dettagli che lasciava poco spazio agli errori o all'improvvisazione. "Prima di iniziare ho mandato a tutti gli attori una foto di Philippe Petit [il funambolo camminò fra le due Torri Gemelle], per ricordargli che anche noi saremmo stati in bilico su una corda, con il rischio di cadere", ha raccontato il regista messicano, "Ci siamo salvati grazie a una lunga preparazione. Abbiamo fatto prove meticolose, studiato gli spazi, i tempi, le luci e le posizioni della macchina da presa. Esigevo precisione assoluta dagli attori, perché non avremmo potuto nascondere o correggere gli errori in post-produzione, come si fa in genere". E Edward Norton ha subito colto la palla al balzo per una battuta: "Capite anche voi che dopo 10 ore consecutive di lavoro con questi ritmi e con questo stress, quando riuscivamo a portare a casa la sequenza partiva un momento di festa!".

Protagonista del film un bravissimo Michael Keaton, che qualcuno già vede favorito per la Coppa Volpi. "Credo che per un attore la cosa più bella sia avere paura. Alejandro ha lanciato a tutti noi una sfida coraggiosa, impegnativa, se vogliamo pazza", ha spiegato l'attore. Della stessa idea Emma Stone: "Ero terrorizzata! non avevo idea di come affrontare le riprese, ma alla fine avrei voluto ricominciare da capo, rifarla subito. Ho imparato più cose girando 'Birdman' di quanto non abbia fatto finora". Per la riuscita del film è stato essenziale il clima e la complicità creatasi fra gli attori e la troupe. "Non solo era fondamentale che ci fosse un certo affiatamento tra noi attori", ha dichiarato Norton, "ma che ci fidassimo anche dei cameramen e di tutti coloro che erano sulla scena con noi".
La scelta di Michael Keaton nel ruolo di un attore con un glorioso passato da supereroe sullo schermo, col senno di poi, sembra quasi ovvia, visto che Keaton è stato un grande Batman al cinema, ma al contrario del suo personaggio nel film, Keaton non si sente ossessionato da quella esperienza. "Non posso dire che Batman sia diventato un’ossessione, che mi stia appollaiato sulle spalle come Birdman fa con Riggan", ha detto l'attore, "ma certo quel ruolo ha avuto un peso fondamentale nella mia carriera. Sono entrato a far parte di un fenomeno internazionale. [...] Tutti noi in fondo abbiamo un Birdman che ci perseguita. Il segreto sta nel saperlo gestire. Sta a noi dover trovare il modo di togliere il volante al nostro ego e riprendere il controllo della nostra vita".

Presentata anche la Giuria del Concorso, presidente Alexandre Desplat, che è arrivato in conferenza preparato, sapendo già che la prima domanda sarebbe stata sul fatto che per la prima volta il presidente di giuria è un compositore e non un attore o un regista. "Mi auguro che la scelta si ripeta in futuro", ha detto Desplat, "del resto Morricone o a Rota, che hanno lavorato per tanti registi importanti, sono artisti di cinema di grande livello. [...] Spero di divertirmi e di scoprire nuovi mondi che ci vengono offerti da punti di vista diversi, potenti e originali. Del resto la ragione d’essere dei festival è quella di scoprire oggetti nuovi".
Presente in giuria anche Carlo Verdone. "Molti mi chiedono se mi batterò fino alla morte per i film italiani. Certo che mi batterò. Ma loro dovranno aiutare me nello stupirmi e nell'emozionarmi", ha dichiarato l'attore e regista italiano a L'Osservatore Romano, "Non è una competizione sportiva e urge molta onestà nel giudizio.  L'importante è premiare il vero talento. Se sarà italiano sarò strafelice. Ma se sarà un altro vuol dire che è quello ad avere più colto nel segno. E ne dobbiamo gioire in ogni caso".

giovedì 24 luglio 2014

Venezia 71 - il programma del festival

Si è tenuta oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Venezia 2014, che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre.

Presidente della giuria del Concorso sarà, come già annunciato, il compositore Alexandre Desplat, gli altri giurati saranno: Carlo Verdone, Tim Roth, Sandy Powell, Joan Chen, Philip Groning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri e Elia Suleiman.

Spazio anche per Alice Rorhwacher, presidente di giuria per l'Opera prima, insieme a Lisandro Alonso, Ron Mann, Vivian Qu e Razvan Radulescu.

La Giuria internazionale della sezione Orizzonti invece sarà composta dal presidente Ann Hui, regista di Hong Kong, poi Moras Atias, Pernilla August, David Chase, Mahamat-Saleh Haroun, Roberto Minervini e Alin Tasciyan.

Tre italiani in Concorso, 'Il Giovane Favoloso' di Mario Martone, con Elio Germano nei panni di Leopardi, 'Anime nere' di Francesco Munzi e 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo. In Concorso anche il 'Pasolini' di Abel Ferrara.
Fuori Concorso da segnalare il film d'animazione della Laika, 'The Boxtrolls', un nuovo lavoro di James Franco e la presenza di 'Nymphomaniac Volume II (Director’s Cut)' di Lars Von Trier.
Il film d'apertura è 'Birdman' di Alejandro Gonzalez Inarritu, con Michael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Andrea Riseborough, Naomi Watts, Zach Galifianakis e Amy Ryan.

Ecco l'elenco dei film in Concorso e Fuori Concorso.

CONCORSO
Tre cuori di Benoit Jacquot
La rancon de la gloire di Xavier Beauvois
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
Loin des hommes di David Oelhoffen
Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu (film d'apertura)
Pasolini di Albel Ferrar
99 Homes di Ramin Bahrani
The Good Kill di Andrew Niccol
Manglehorn di David Gordon Green
Il giovane favoloso di Mario Martone
Anime nere di Francesco Munzi
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
The Cut di Fatih akin
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
Postman’s White Nights di Andrej Koncalovskij
Fires on the Plain di Shinya Tsukamoto
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Red Amnesia di Wang Xiashuai,
Tales di Rakhshan Bani-Etemad
Sivas di Kaan Mujdeci

FUORI CONCORSO
Words with Gods di Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gital, Mira Nair, Warwick, Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Alex De La Iglesia
She’s funny that way di Peter Bogdanovich
Qin’ Al De di Peter Ho-Sun Chan
Lolive Kitteridge di Lisa Cholodenko
Burying the ex di Joe dante
Perez. di Edoardo De Angelis
La Zuppa del Demonio di Davide Ferrario
The Sound and the Fury di James Franco
Tsili di Amos Gitai
The Golden Era di Ann Hui (film di chiusura)
Hwajang di Kwontaek Im
The Humbling di Barry Levinson
The Old Man of Belem di Manoel De Oleira
Italy in a Day di Gabriele Salvatores
Im Keller di Ulrich Seidl
The Boxtrolls di Anthony Stacchi e Annalbe Graham
Nymphomaniac Volume II (Director’s Cut) di Lars Von Trier

Sul sito l'elenco dei film della sezione Orizzonti e Venezia Classici.

lunedì 17 febbraio 2014

Sotto Una Buona Stella - la recensione

A un anno di distanza dal suo ultimo film, torna al cinema Carlo Verdone con la sua nuova commedia, 'Sotto Una Buona Stella', con Paola Cortellesi.

Federico Picchioni (Verdone), uomo d'affari di successo, si ritrova improvvisamente senza lavoro e a dover ospitare in casa i suoi due figli, ormai più che ventenni, con cui non ha mai avuto un buon rapporto: Niccolò, aspirante musicista, e Lia, madre di una bambina piccola. La complicata convivenza farà scappare la compagna di Federico e metterà a dura prova i suoi nervi. L'arrivo della nuova frizzante vicina (Cortellesi), una "tagliatrice di teste" che si occupa sfoltire le aziende, porterà una ventata d'aria fresca nella vita di Federico.

'Sotto Una Buona Stella' è una commedia, Verdone continua nel suo lodevole intento di raccontare l'Italia di oggi, lo ha sempre fatto, in modi e con risultati diversi e per questo si è sempre distinto. Questo suo ultimo film ha una storia molto semplice, non ci sono particolari colpi di scena, di base è una storia piuttosto prevedibile ma sincera e onesta, altro tratto distintivo dei film di Carlo Verdone. Per quanto già dall'inizio sai più o meno come andrà a finire, il film ti porta dal quell'inizio a quella fine già ipotizzata facendoti ridere, in 'Sotto Una Buona Stella' di ride tanto e si ride bene. Verdone non incolla scenette comiche una dietro l'altra, crea situazioni divertenti dentro la storia, non si ha mai la sensazione che quel momento o quella battuta siano state appiccicate lì solo per strappare una risata al pubblico. E questo è un altro punto a favore di Carlo Verdone.
La nuova coppia Verdone-Cortellesi funziona molto bene. Carlo Verdone ormai sappiamo già quanto sia bravo, ha dei tempi comici, delle espressioni e una mimica unica. Stesso discorso per Paola Cortellesi, brava attrice, capace di essere comica come poche, anche lei con dei tempi perfetti che si vanno ad adattare molto bene con quelli di Verdone. Risultato: una coppia assolutamente equilibrata, i loro duetti sono la cosa migliore del film. Coprotagonisti, nel ruolo dei figli di Verdone, due attori emergenti del panorama italiano: Lorenzo Richelmy, destinato a diventare il "nuovo Scamarcio", e Tea Falco, già vista in 'Io e Te' di Bertolucci. Entrambi fanno la loro parte, senza infamia e senza lode.
Il film ha qualche difetto, è un po' discontinuo, la caratterizzazione dei figli non è particolarmente riuscita, non si prova molta simpatia nei loro confronti nonostante il film punti forte su di loro; il personaggio di Paola Cortellesi viene presentato ma purtroppo non approfondito, ci viene detto qualcosa che poi però ai fini della storia si perde. La decisione di concentrarsi molto sui figli alla fine non paga come avrebbe dovuto, sarebbe stato più interessante dare spazio al personaggio della Cortellesi. La sensazione è che Verdone sia rimasto a metà fra le sue idee e quelle (imposte?) dai produttori. Verdone dovrebbe dare più sfogo alle sue idee senza sottostare a quelle di altri.

I difetti del film sono comunque poca cosa, in un periodo in cui il cinema italiano viene dominato da film comici spacciati per commedie e soprattutto elogiate come se fossero capolavori, ben vengano le commedie vere come 'Sotto Una Buona Stella', sono sane e buone risate.



Ps: il brutto trailer non rende giustizia al film, anzi, gli fa anche una brutta pubblicità.

domenica 14 luglio 2013

Nastri d'Argento 2013 - i vincitori

In realtà la premiazione dei Nastri d'Argento 2013 è stata fatta più di una settimana fa, i vincitori sono ormai già noti, ma la Rai ha mandato in onda la cerimonia solo ieri sera in seconda serata, e dire che era in differita, è dire poco. Incomprensibile il perché, l'utilità di mandare in onda una premiazione con tutto questo ritardo non si capisce, è inutile e non aiuta il cinema italiano che si trova nuovamente sul piede di guerra a causa dei tagli al tax credit.

Comunque, trionfatore della serata è stato Giuseppe Tornatore che con il suo 'La Migliore Offerta' si è portato a casa sei Nastri, uno anche per il grande Ennio Morricone. Quattro i premi per 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino, tra cui migliore attore e attrice non protagonisti, a Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

Ottimo risultato per Valeria Golino che ha vinto come migliore regista esordiente, per 'Miele', e che ha fatto guadagnare un meritato Nastro come migliore attrice a Jasmine Trinca. Migliore attore protagonista, Aniello Arena per 'Reality'. Assegnato a Toni Servillo un Nastro d'Argento "straordinario".

Premi anche per Alessandro Gassman, Maria Sole TognazziGianni Morandi, che ha ritirato anche un vecchio Nastro di Lucio Dalla, Sergio Castellitto e Bernardo Bertolicci, che ha vinto il Nastro dell'anno con 'Io e Te'.

Ecco l'elenco completo dei vincitori.

- Film dell'anno: 'Io e te' di Bernardo Bertolucci

- Regista del Miglior Film: Giuseppe Tornatore, 'La migliore Offerta'

- Regista Esordiente: Valeria Golino, 'Miele'

- Migliore Commedia: 'Viaggio Sola' di Maria Sole Tognazzi

- Attore Protagonista: Aniello Arena, 'Reality'

- Attrice Protagonista: Jasmine Trinca, 'Miele' e 'Un giorno devi andare'

- Attore non Protagonista: Carlo Verdone, 'La grande bellezza'

- Attrice non Protagonista: Sabrina Ferilli, 'La grande bellezza'

- Produttore: Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, 'La migliore Offerta'

- Soggetto: Massimo Gaudioso, Matteo Garrone, 'Reality'

- Sceneggiatura: Roberto Andò e Angelo Pasquini, 'Viva la libertà'

- Fotografia: Luca Bigazzi, 'L’intervallo', 'La grande bellezza' e 'Un giorno speciale'

- Scenografia: Maurizio Sabatini, Raffaella Giovannetti, 'La migliore offerta'

- Costumi: Maurizio Millenotti, 'Reality' e 'La migliore offerta'

- Montaggio: Massimo Quaglia, 'La migliore offerta'

- Sonoro in presa diretta: Emanuele Cecere, 'La grande bellezza' e 'Miele'

- Colonna Sonora: Ennio Morricone, 'La migliore offerta'

- Canzone Originale: "Amor mio" di Cesare Cremonini e Gianni Morandi, 'Padroni di casa'

- Nastri Speciali:
a Roberto Herlitzka alla carriera;
a Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini

- Nastro straordinario dell’anno: Toni Servillo

- Premi “Guglielmo Biraghi” 2013:
Rosabell Laurenti Sellers e Filippo Scicchitano.
Menzioni speciali a Jacopo Olmo Antinori e Giulia Valentini

Altri Premi:

- Nastro d’Argento Bulgari: Tea Falco
- Hamilton Behind the camera-Nastri d’Argento opera prima: Alessandro Gassman, 'Razzabastarda'
- Persol, personaggio dell’anno: Maria Sole Tognazzi, 'Viaggio sola'
- Cusumano-Nastri d’Argento per la Commedia: Francesca Neri, 'Una famiglia perfetta'
- Premio speciale per la canzone: Marco Alemanno e Lucio Dalla, 'Pinocchio'


Frra

sabato 15 giugno 2013

David di Donatello 2013 - i vincitori

Si è tenuta questa sera la cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2013.

A sorridere alla fine è stato sicuramente Giuseppe Tornatore che con il suo 'La Migliore Offerta' si porta a casa sei David.

Doppio premio per Valerio Mastandrea, David come migliore attore protagonista e non protagonista. Margherita Buy si porta a casa il suo sesto David in totale. A Maya Sansa il premio come migliore attrice non protagonista. Quattro premi per 'Diaz' di Daniele Vicari e tre per 'Reality' di Matteo Garrone. Zero premi per 'Educazione Siberiana' di Salvatores.

Va detto che la cerimonia purtroppo non è stata molto diversa da quelle degli anni precedenti. Sottotono e deludente sotto tutti i punti di vista, a regnare alla fine non è il Cinema ma la noia, nemmeno Lillo & Greg sono riusciti a dare ritmo ad una cerimonia che sembra mancare soprattutto di organizzazione. Salviamo solo Carlo Verdone e il suo ricordo di Alberto Sordi, Roberto Benigni e il saluto di Giancarlo Giannini a Mariangela Melato. Da segnalare poi come il 'Tg1 30 secondi' abbia rivelato il vincitore della serata prima ancora che venisse annunciato nella cerimonia ufficiale ma in differita. La domanda sorge spontanea: non chiediamo gli Oscar, ma è davvero così difficile organizzare una serata semplice e piacevole? evidentemente sì.

Ecco l'elenco completo dei vincitori:

MIGLIOR FILM
La Migliore Offerta

MIGLIORE REGISTA
Giuseppe Tornatore per 'La Migliore Offerta'

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Leonardo Di Costanzo per “L’intervallo”

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Roberto Andò e Angelo Pasquini per 'Viva la Libertà'

MIGLIORE PRODUTTORE
Domenico Procacci per 'Diaz'

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Margherita Buy per 'Viaggio Sola'

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea per 'Gli Equilibristi'

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Maya Sansa per 'Bella Addormentata'

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea per 'Viva la Libertà'

MIGLIORE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Marco Onorato per 'Reality'

MIGLIORE MUSICISTA
Ennio Morricone per 'La Migliore Offerta'

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“Tutti i Santi GIorni” per il film 'Tutti i Santi Giorni' di Paolo Virzì

MIGLIORE SCENOGRAFO
Maurizio Sabatini e Raffaella Giovannetti per 'La Migliore Offerta'

MIGLIORE COSTUMISTA
Maurizio Millenotti per 'La Migliore Offerta'

MIGLIORE TRUCCATORE
Dalia Colli per 'Reality'

MIGLIORE ACCONCIATORE
Daniela Tartari per 'Reality'

MIGLIORE MONTATORE
Benni Atria per 'Diaz'

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini per 'Diaz'

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
'Storyteller' – Mario Zanot per 'Diaz'

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
'Amour' di Michael Haneke

MIGLIOR FILM STRANIERO
'Django Unchained' di Quentin Tarantino

DAVID GIOVANI
La Migliore Offerta

MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO
'Anija - La Nave” di Roland Sejko

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
'L'Esecuzione' di Enrico Iannaccone

DAVID SPECIALE 2013
Vincenzo Cerami


Frra

mercoledì 22 maggio 2013

La grande Bellezza - La recensione

La grande Bellezza è un film del 2013 di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.


Appena inizia il film ci ritroviamo immersi nella "nuova" dolce vita di Roma, con Jep Gambardella e tutti i suoi "amici" presi dalle feste mondane e da notti passate a chiacchierare per ore del più e del meno, senza in realtà raccontare nulla.

Il film è estremamente snob, ed è così che deve essere. I discorsi borghesi tra i vari personaggi, citando alle volte i grandi autori del passato, sono parole che agli occhi di persone "normali" risultano impersonali e vuote, così come coloro che le pronunciano.

Un bravissimo Toni Servillo, non poteva essere che lui ad interpretare il personaggio di Jep, sempre pronto ad interpretare qualsiasi ruolo gli viene proposto, senza essere mai banale.
Le sue battute ciniche nascondono un velo di tristezza e rimpianto per il passato, il suo primo (e forse unico) amore perduto e il non riuscire più a scrivere, facendo passare i giorni così, tra una festa e l'altra, una donna dopo l'altra.
Quella che mi ha sorpreso di più è Sabrina Ferilli, che fuori dai vari "cinepanettoni" è una bravissima interprete, capace ci catturare l'attenzione dello spettatore in un ruolo che sembra le sia stato cucito addosso, molto spontanea, a tratti intensa e un po' cafona quando serve.
In generale tutto il cast si è comportato bene, Carlo Verdone e Carlo Buccirosso sono ormai una garanzia, brava anche Pamela Villoresi.

Altra grande protagonista del film è Roma, città che a detta dei personaggi è perfida, ti mastica e ti consuma velocemente, per poi sputarti via con altrettanta velocità se non riesci a dire o fare tutto al momento giusto. Eppure, nelle immagini che ci propone il regista, Roma ci appare bellissima e silenziosa, nonostante il frastuono delle feste, i palazzi, le strade e i monumenti storici, sono al di fuori di tutto quello che succede. Il tutto legato da una bellissima colonna sonora, che si alterna tra musica "coatta" delle feste, e dolci sinfonie che accompagnano Jep in solitudine per le strade.


Lòisa

martedì 21 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 7

Giro di boa per il Festival, sono già dieci i film presentati in Concorso e oggi è soprattutto il giorno di Paolo Sorrentino.

Presentato già ieri sera alla stampa, 'La Grande Bellezza', unico film italiano in Concorso. C'era grande attesa intorno a questo film che a fine proiezione ha raccolto diversi applausi, è stato apprezzato dalla stampa estera ma che è destinato a far discutere quella italiana.

La storia racconta di Jep Gambardella (uno straordinario Toni Servillo), un giornalista che vive a Roma da 26 anni, una volta era uno scrittore e il suo libro 'L'apparato Umano' vinse anche il "premio bancarella". Da quel giorno ha il blocco dello scrittore. Jep va a dormire quando gli altri si svegliano, vive le feste trash e mondane organizzate dai "nuovi mostri", vuoti e cafoni, che vivono una città, Roma, tanto bella da far "morire i turisti". Jep è il re delle feste, conosce tutti, ma è anche un uomo cinico e disilluso, e arrivato a 65 anni si interroga sul suo passato, ricorda, si rende conto che non vuole perdere tempo con le cose che non gli vanno, e si chiede come hanno fatto tutti a perdere il senso della "grande bellezza".

Sorrentino "fellineggia" un po', guardando a 'Roma' e a 'La Dolce Vita', ma racconta un'Italia ben diversa da quella degli anni '60, l'Italia di oggi. "Da napoletano sono andato a Roma da ragazzo e più tardi mi sono trasferito a viverci", racconta Paolo Sorrentino, "Così in tanti anni ho raccolto suggestioni e aneddoti. Ma è stata l'idea del personaggio di Jep a far sì che quegli appunti potessero diventare film, perché ci voleva un testimone che attraversasse quel mondo. [Il film] si interroga su sentimenti che non appartengono a un tempo preciso. La grande bellezza è la metafora di un paese che perde continuamente opportunità, mentre Roma, con la sua bellezza, testimonia che un tempo quelle opportunità sono state colte da qualcuno. Il film non mostra una povertà materiale, ma quella dell'anima e del vuoto. Ho voluto guardare a ciò che sta dietro l'apparenza del degrado del nostro paese. Questo film parla della bellezza della vita". E sui suoi personaggi, a volte grotteschi, Sorrentino dice: "Ho un occhio benevolo per la bellezza della città e verso le persone, anche se possono sembrare un po' insulse o non frequentabili. Dietro ognuno di loro ci sono malinconie, sofferenze, storie personali. Anche in situazioni squallide, persino patetiche, si cela una forma di bellezza". Sul paragone con Fellini: "Ho interiorizzato la lezione di Fellini, come tutti i giovani registi italiani. Ma eviterei i paragoni: 'La dolce vita' era un capolavoro, il nostro è solo un film". Prolifica la collaborazione fra Toni Servillo e il regista. L'attore al riguardo ha detto "E' l'ironia che unisce me e Paolo", e Sorrentino gli risponde dicendo che "è il mio miglior critico anzi forse l'unico critico di riferimento". Servillo ha poi parlato del suo Jep e lo descrive come un uomo indifferente a tutto ciò che ha intorno, "non è più un creativo, ma continua  a vivere sul suo passato".

Nel cast anche Carlo Verdone che ha parlato dell'esperienza di stare sul set con Sorrentino: "Sorrentino è talmente severo che quando abbiamo girato la scena del monologo del mio personaggio mi ha rimproverato dicendomi: 'Io non l’avevo scritto così questo monologo, doveva essere più ironico' e io lì ho avuto il primo attacco di panico in scena della mia vita. Abbiamo dovuto farla tantissime volte prima di arrivare al tono giusto. Io sui miei set sono abituato a scherzare tantissimo, altrimenti proprio non riesco a sciogliermi, invece Paolo è proprio uno da vecchia scuola, rigorosissimo e disciplinato. Io durante le riprese facevo magari le mie voci e facevo ridere qualcuno, allora lui si voltava col sigaro in bocca, con quella faccia come a dire: 'Chi osa ridere sul set?'". Ma Verdone racconta di essere riuscito a strappare una risata al regista: "stavo recitando con Toni una scena e ho cominciato a fare una delle mie voci, e Toni è scoppiato a ridere, così anche Paolo per una volta si è lasciato andare, però che fatica! Comunque c’è da dire che film come i suoi richiedono un controllo totale. In questo aveva addirittura quattro macchine da presa da gestire. Detto ciò, tornerei a lavorarci oggi stesso".

Il film esce domani nelle sale.

Presentato in Concorso anche il film di Steven Soderbergh 'Behind The Candelabra', con Michael Douglas e Matt Damon. Il film sull'artista Liberace che molti non volevano produrre perché considerato "troppo gay" e che poi ha trovato i fondi grazie alla HBO.

Protagonista del film Michael Douglas che in conferenza stampa ha raccontato di aver incontrato Liberace: "Ho incontrato Liberace una volta, avevo 12 anni, mio padre aveva una casa a Palm Springs e lui viveva non lontano da lì. Lo vidi uscire una volta dalla sua Rolls Roys, pieno d'oro e anelli, era una bella giornata e lui splendeva letteralmente al sole. Era un personaggio davvero charmant adorava le belle cose, era molto generoso, tutto intorno a lui luccicava". Matt Damon invece non l'ha mai incontrato essendo troppo giovane ma l'ha conosciuto grazie a sua madre: "Per mia madre era un idolo. Lei stessa era una pianista e adorava vederlo suonare". Steven Soderbergh ha invece raccontato le difficoltà nel trovare produttori. "Nessuno a Hollywood voleva farlo per via delle tematiche gay", ha detto il regista, "Dicevano che il film non avrebbe attirato il pubblico etero. E questo, dopo 'Brokeback Mountain'. Incomprensibile! Per di più il mio film è anche divertente, continuano a sorprendermi con le loro dinamiche assurde". "Non penso che il problema fossero le tematiche gay", ha ribattuto Douglas, "quanto il fatto che ormai a Hollywood non si interessano minimamente di film a basso budget. Per fortuna che c'è la tv. Il paradosso è che proprio il mio nome potrebbe essere stato controproducente. Nemmeno i piccoli distributori hanno avuto il coraggio di tirar fuori un Michael Douglas gay!". Inevitabile parlare dell'oggi, delle leggi sui diritti degli omosessuali. "Non so se tra 50 anni avremo finalmente una legge", ha detto Soderbergh, "magari ci chiederemo perché ci sia voluto così tanto tempo. Ma devo essere onesto: non pensavo a questo, preparando il film, quel che mi interessava era il rapporto tra i due personaggi. Un coreografo di Liberace mi ha raccontato che quando venne fuori la sua omosessualità era terrorizzato dall'idea che il pubblico lo avrebbe fischiato. Lo applaudirono più di prima. La vita privata degli artisti al pubblico non interessa. Conta ciò che sono in grado di dare. Magari un giorno arriveremo al punto in cui non si parlerà nemmeno più di queste cose".

Piccolo momento di commozione per Michael Douglas durante la conferenza stampa. "Dopo il cancro, questo film è un regalo", ha detto l'attore commosso. A sdrammatizzare ci ha pensato poi Matt Damon, che nel film interpreta il giovane compagno del protagonista, "posso vantarmi di aver condiviso con Michael Douglas momenti particolarmente intimi, come Sharon Stone o Demi Moore!".

Accolto abbastanza bene dalla critica che ha sottolineato la prova convincente di Michael Douglas e come il vero Liberace avrebbe apprezzato questo film.



Frra





sabato 10 novembre 2012

Festival di Roma - giorno 2

Rotto il ghiaccio, oggi è il giorno del primo film italiano in concorso e soprattutto è il giorno di Carlo Verdone.

Presentato oggi nella sezione Prospettive Italia il documentario 'Carlo!' di Fabio Ferzetti e Gianfranco Giagni, dedicato all'attore e regista romano Carlo Verdone.

Filmati inediti, privati, di backstage, di repertorio e tante testimonianza, da Margherita Buy a Marco Giallini, da Claudia Gerini a Eleonora Giorni e Toni Servillo, per raccontare Carlo Verdone e celebrare il suo talento e la sua bravura.
Nessuno meglio di Verdone negli ultimi 30 anni ha saputo raccontare l'Italia e gli italiani, i tic, i modi di fare, le manie, ritratti di gente reale che si può benissimo incontrare per strada. "Mi piace andare alla ricerca dei dettagli", dice Verdone, "dalla voce alle piccole cose presenti anche nell'uomo più grigio e banale. Dettagli da esaltare. E questo per risalire alla tipologia, all'anima del personaggio. Il dettaglio è fondamentale".
Un documentario pieno di aneddoti imperdibili: "Quando abitavo in Via del Pellegrino, una zona anche mal frequentata, spesso mi chiamava un negoziante amico perché al suo negozio gli chiedevano se potevano avere un mio autografo. Un giorno scendo giù per una richiesta simile e trovo un signore distinto che mi chiede più di un autografo da dedicare a personaggi strani come il 'ramarro' o il 'saraga'. Solo molto dopo ho scoperto che quel signore elegante era Enrico de Pedis, il capo della banda delle Magliana".
Una celebrazione più che meritata per un attore e regista che è una colonna portante della commedia italiana.

Oggi è il giorno del primo film italiano in concorso, 'Alì Ha gli Occhi Azzurri' di Claudio Giovannesi. Il titolo è tratto da alcuni versi di Pier Paolo Pasolini e il film in qualche modo lo omaggia nei temi e nei modi.

Ambientato ad Ostia, il film presenta un'Italia multiculturale e multirazziale e racconta sette giorni difficili e movimentati di Nader, ragazzo nato in Italia da genitori egiziani emigrati, fra amore, problemi familiari, ribellione anche religiosa e l'avvicinarsi dell'età adulta. Gli occhi azzurri del titolo si riferiscono alle lenti a contatto che Nader usa per sembrare come gli altri.
Il film si potrebbe definire uno spin off del documentario precedente di Claudio Giovannesi, 'Fratelli d'Italia', presentato sempre a Roma tre anni fa. E Il film ha convinto.

"Dopo 'Fratelli d'Italia' volevo continuare a occuparmi di adolescenza e di società multietnica in quel territorio", ha detto Giovannesi, "Ho scelto di concentrarmi su Nader perché mi era sembrato quello più in grado di rimanere spontaneo di fronte alla macchina da presa, e anche perché è quello che si sente più italiano. Nader vive un conflitto tra la sua cultura d'origine [...] Non c'è soluzione al conflitto che si porta dentro tra amore e proibizione, tra le due culture, ma la la presa di coscienza è un punto di partenza importante, la sua situazione è conflittuale ma anche ricca". E sul paragone con Pasolini: "Con Pasolini condivido l'estetica di film come 'Mamma Roma' e 'Accattone', il mondo marginale raccontato in modo così puro e innocente".
Il film uscirà il 15 novembre.

Ha convinto pubblico e critica anche il film di Valérie Donzelli, 'Main Dans la Main', commedia romantica che parla della storia d’amore tra un giovane vetraio e una rigida e solitaria insegnante di ballo dell’Opera di Parigi. Il film ha raccolto tanti applausi.


Sono stati presentati oggi anche: il film di P.J.Hogan, 'Mental', un film folle sulla follia con una brava Toni Collette e Liev Schreiber; e il film di Susanna Nicchiarelli, tratto da un libro di W.Veltroni, 'La Scoperta dell'Alba', con una sempre brava Margherita Buy e Sergio Rubini, anche se il film ha non ha convinto del tutto.


Frra