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giovedì 8 maggio 2025

David 70 - 'Vermiglio' vince come miglior film

Sono stati consegnati ieri sera i David di Donatello 2025, arrivati all'edizione numero 70. Una serata, trasmessa in diretta su RaiUno, condotta da Elena Sofia Ricci e Mika, che ha mostrato le solite pecche organizzative a cui assistiamo ad ogni edizione, a cui quest'anno si è aggiunto un ritardo incredibile nella diretta, sicuramente per una giusta attesa della fumata del Conclave, ma anche perché si è dovuto aspettare la fine della puntata di Affari Tuoi. Il Cinema Italiano a quanto pare è meno importante di uno show tv. Ma quest'anno c'è stato qualcosa di nuovo, un piccolo risveglio di attivismo politico e sociale, che non dispiace affatto.

A trionfare è stato Vermiglio di Maura Delpero, film che ha portato a casa sette David, tra cui quello per la migliore regia, per la prima volta assegnato ad una donna. E sempre una regista donna, Margherita Vicario per Gloria!, ha vinto il premio per il migliore esordio alla regia.

Tecla Insolia ha vinto il David come migliore attrice protagonista per L’arte della gioia, che in realtà è una miniserie ma è stata ammessa tra i film perché prima della messa in onda è stata proiettata in alcuni cinema. Migliore attore Elio Germano per Berlinguer – La grande ambizione, alla sua sesta statuetta personale. L'attore è stato protagonista di uno di quei momenti di attivismo citati in precedenza: "Voglio dedicare questo premio proprio a tutte le persone che lottano, che lotteranno ancora e che continueranno a lottare per il raggiungimento di quella parità di dignità che c’è scritta nella nostra Costituzione. Parità di dignità vuol dire che tutte le persone devono essere degne allo stesso modo. Una persona povera deve avere la stessa dignità di una persona ricca, deve poter accedere all’istruzione, alla sanità. E una donna deve avere la stessa dignità di un uomo, un nero la stessa dignità di un bianco, un italiano la stessa dignità di uno straniero, e permettetemi di dire: un palestinese la stessa dignità di un israeliano".
In realtà, Germano già in mattinata aveva fatto dichiarazioni che avevano alzato un po' di polvere, criticando in modo molto diretto l'intervento del Ministro della Cultura durante l'incontro con Mattarella: "Il cinema è davvero in crisi [...] Sentirci dire che tutto va bene, e per di più in un modo così bizzarro, è stato per me molto fastidioso. [...] Piuttosto che piazzare i loro uomini, come fanno i clan, nei posti chiave, si preoccupassero davvero di fare il bene della nostra comunità mettendo persone competente nei posti giusti, incontrando i rappresentanti di categoria per risolvere davvero i problemi".

Non solo Elio Germano, una notevole bordata contro il governo è arrivata anche da Pupi Avati, premiato con il David alla Carriera. Il regista, dal palco, ha cercato nelle prime file la sottosegretaria alla Cultura, la leghista Lucia Borgonzoni, seduta accanto a un'altra parlamentare leghista, e l'ha incalzata davanti a tutti.
"Vedere il cinema come è qui oggi, è una cosa meravigliosa", ha detto Avati, "Però, questo lo voglio dire a Lucia, non assomiglia al Cinema Italiano purtroppo. Qui c’è l’opulenza, nel Cinema Italiano ci sono le società, soprattutto le società piccole, indipendenti, che stanno facendo una fatica pazzesca. [...] Cinema Revolution è cosa carina, ma abbiamo bisogno di qualcosina di più". A seguito di queste parole, è partito l'applauso dalla platea, ma non dal viceministro e collega, rimaste immobili come due statue di sale con un sorriso finto in faccia, e Avati le ha incalzate ancora: "Applaudi oh! Devi applaudire, se non applaudi... Perché non applaudi? Non applaudono loro due?". Messe all'angolo da Pupi Avati in diretta su RaiUno.

Nella serata poi c'è stato Timothée Chalamet, a cui è stato consegnato un David Speciale. L'attore, che si è presentato senza traduttore mostrando di capire piuttosto bene l'italiano, ha dichiarato ancora una volta il suo amore per l'Italia, tra Cinema e calcio: "Questo premio è un onore incredibile per me, e conta molto averlo ricevuto in un Paese come l’Italia ricco di storia. I film italiani mi hanno dato molto, ho preso ispirazione da Ladri di biciclette di Vittorio De Sica e da Fellini. Ma devo tutto a Luca Guadagnino, è la persona più importante della mia carriera. Con lui ho girato a Bergamo e Crema Chiamami col tuo nome. Non ho nessuna relazione con l’Italia, ma sento una connessione profonda con questo Paese e sono grato alla comunità cinematografica italiana. Se non avessi continuato il mio sogno attoriale, probabilmente avrei infranto qualsiasi record di Francesco Totti".

La giornalista Francesca Mannocchi ha vinto il premio per il miglior documentario con Lirica Ucraina, e dal palco ha dedicato il premio "ai ventimila bambini della Striscia di Gaza e a tutti quelli che continuano a morire mentre noi siamo qui a festeggiare questo premio".

Anora è stato premiato come miglior film internazionale, premio ritirato proprio dal regista del film, Sean Baker.

Nota stonata, l'assenza di Ornella Muti, che avrebbe dovuto ricevere un David Speciale alla carriera e non c'era, non si sa il motivo della sua assenza.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
Vermiglio

MIGLIOR REGIA
Maura Delpero, Vermiglio

MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Margherita Vicario, Gloria!

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Tecla Insolia, L’arte della gioia

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Elio Germano, Berlinguer – La grande ambizione

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Valeria Bruni Tedeschi, L’arte della gioia

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Francesco Di Leva, Familia

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Vermiglio, Maura Delpero

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
L’arte della gioia, Valeria Golino, Luca Infascelli, Francesca Marciano, Valia Santella e Stefano Sardo

MIGLIOR PRODUTTORE
Vermiglio

MIGLIOR CASTING
Vermiglio

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Vermiglio

MIGLIOR COMPOSITORE
Margherita Vicario e Davide Pavanello, Gloria!

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“Aria!”, Gloria!

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

MIGLIORI COSTUMI
Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

MIGLIOR TRUCCO
Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

MIGLIOR ACCONCIATURA
Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

MIGLIOR MONTAGGIO
Vermiglio

MIGLIOR SUONO
Vermiglio

MIGLIORI EFFETTI VISIVI – VFX
Napoli-New York

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Lirica Ucraina

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Anora

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Matteo Tortone, Domenica sera

DAVID GIOVANI
Napoli-New York

DAVID DELLO SPETTATORE
Diamanti

DAVID ALLA CARRIERA
Pupi Avati

DAVID SPECIALE
Ornella Muti
Timothée Chalamet

PREMIO SPECIALE CINECITTÀ
Giuseppe Tornatore

-

mercoledì 12 maggio 2021

David 2021 - Trionfo per Volevo Nascondermi. Sophia Loren migliore attrice.

Sono stati consegnati ieri sera i David di Donatello 2021, il più prestigioso premio cinematografico del nostro paese che arriva dopo un anno molto difficile per il Cinema Italiano. La cerimonia si è svolta in presenza, con i candidati in sala tutti distanziati e con la mascherina.

Nessuna particolare sorpresa nei premi. A trionfare è stato Volevo Nascondermi, vincitore di ben sette David, tra cui miglior film, regia e attore protagonista a Elio Germano.

Il premio come migliore attrice protagonista è andato alla grandissima Sophia Loren per il film La Vita Davanti a Sé, molto commossa nel ricevere la statuetta. L'ultima volta che l'attrice aveva vinto la premio era il 1978, più di 40 anni fa. "È difficile credere che la prima volta che ho ritirato un David sia stato più di 60 anni fa" ha detto l'attrice, "Ma stasera, sembra di nuovo la prima volta. L’emozione e la gioia sono le stesse. Forse sarà il mio ultimo, non lo so. Ma dopo tanti e tanti film, ho voglia di farne uno sempre più bello: senza il cinema non posso vivere". Infine, dopo aver affidato il David al figlio per scendere le scale per tornare al suo posto, Sophia Loren si è concessa una battuta finale: "Non posso prendere il premio in mano adesso, perché altrimenti cado io e il premio".

Premiati come non protagonisti Matilda De Angelis e Fabrizio Bentivoglio, entrambi per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose.

Grande commozione per il premio per la migliore sceneggiatura originale, andato a Mattia Torre, scomparso due anni fa, per il film Figli. A ritirare la statuetta è stata la figlia Emma, una bambina, che ha fatto un discorso molto semplice, commovente e ironico: "Complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c'è più. Dedico il premio al mio fratellino Nico che mi fa ammazzare dalle risate, e a mia mamma che non si arrende mai. Questo film parla di famiglie sole e bambini che nascono, ringrazio le ostetriche e i medici che non fanno volare via le persone. Bravo papà".

A sorpresa invece, il premio per la migliore canzone è andato a Checco Zalone, che ha battuto la vincitrice del Golden Globe e candidata all'Oscar Laura Pausini. Forse l'unico premio che ha fatto storcere un po' il naso facendo nascere qualche polemica online.

Bello l'appello lanciato da Pierfrancesco Favino a favore del Cinema e del Teatro, chiedendo che vengano studiati a scuola, durante le ore scolastiche e non di pomeriggio in modo facoltativo., perché il Cinema e il Teatro sono una parte importante della Cultura Italiana. Appello più che giusto.
Durante la serata sono stati inoltre ricordati due grandissimi personaggi della cultura italiana, del Cinema, della Musica e del Teatro, Ennio Morricone e Gigi Proietti, scomparsi lo scorso anno.

Premi alla carriera per Sandra Milo e Diego Abatantuono. David Speciale per Monica Bellucci.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIOR REGIA
Favolacce  -Fabio e Damiano D’INNOCENZO
Hammamet - Gianni AMELIO
Le sorelle Macaluso - Emma DANTE
Miss Marx - Susanna NICCHIARELLI
Volevo nascondermi - Giorgio DIRITTI

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
I predatori - Pietro CASTELLITTO
Magari - Ginevra ELKANN
Non odiare - Mauro MANCINI
Sul più bello - Alice FILIPPI
Tolo Tolo - Luca MEDICI

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Vittoria PUCCINI - 18 regali
Paola CORTELLESI - Figli
Micaela RAMAZZOTTI - Gli anni più belli
Sophia LOREN - La vita davanti a sé
Alba ROHRWACHER - Lacci

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Kim ROSSI STUART - Cosa sarà
Valerio MASTANDREA - Figli
Pierfrancesco FAVINO - Hammamet
Renato POZZETTO - Lei mi parla ancora
Elio GERMANO - Volevo nascondermi

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Benedetta PORCAROLI - 18 regali
Barbara CHICHIARELLI - Favolacce
Claudia GERINI - Hammamet
Matilda DE ANGELIS - L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Alba ROHRWACHER - Magari

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Gabriel MONTESI - Favolacce
Lino MUSELLA - Favolacce
Giuseppe CEDERNA - Hammamet
Fabrizio BENTIVOGLIO - L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Silvio ORLANDO - Lacci

MIGLIOR PRODUTTORE
Favolacce - prodotto da Agostino SACCÀ e Giuseppe SACCÀ per PEPITO PRODUZIONI con RAI CINEMA, con AMKA FILMS PRODUCTION, con VISION DISTRIBUTION, con QMI
I predatori - Domenico PROCACCI e Laura PAOLUCCI per FANDANGO con RAI CINEMA
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose - Matteo ROVERE
Miss Marx - Marta DONZELLI e Gregorio PAONESSA per VIVO FILM con RAI CINEMA, Joseph ROUSCHOP e Valérie BOURNONVILLE per TARANTULA BELGIQUE
Volevo nascondermi - Carlo DEGLI ESPOSTI, Nicola SERRA, con RAI CINEMA

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Cosa sarà
Favolacce
Figli
I predatori
Volevo nascondermi

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Assandira
Lacci
Lasciami andare
Lei mi parla ancora
Lontano lontano

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Padrenostro
Volevo nascondermi

MIGLIORE COMPOSITORE
Hammamet - Nicola PIOVANI
I predatori - Niccolò CONTESSA
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose - Michele BRAGA
Miss Marx - GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO, DOWNTOWN BOYS
Non odiare - PIVIO & Aldo DE SCALZI
Volevo nascondermi - Marco BISCARINI, Daniele FURLATI

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
- Gli anni più belli - Titolo: GLI ANNI PIÙ BELLI
Musica, testi e interpretazione di: Claudio BAGLIONI
- La vita davanti a sé - Titolo: IO SÌ (SEEN)
Musica di: Diane WARREN
Testi di: Diane WARREN, Laura PAUSINI, Niccolò AGLIARDI
Interpretata da: Laura PAUSINI
- Non odiare - Titolo: MILES AWAY
Musica di: PIVIO & ALDO DE SCALZI
Testi di: Ginevra NERVI
Interpretata da: GINEVRA
- Tolo Tolo - Titolo: IMMIGRATO
Musica e testi di: Luca MEDICI, Antonio IAMMARINO
Interpretata da: Luca MEDICI
- Volevo nascondermi - Titolo: INVISIBLE
Musica e testi di: Marco BISCARINI
Interpretata da: LA TARMA

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIORI COSTUMI
Hammamet
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose 
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIOR TRUCCO
Hammamet
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIORI ACCONCIATURE
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIORE MONTAGGIO
Favolacce
Figli
Hammamet 
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Volevo nascondermi

MIGLIOR SUONO
Favolacce
Hammamet
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo nascondermi

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Hammamet
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Miss Marx
The Book of Vision
Volevo nascondermi

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Faith di Valentina PEDICINI
Mi chiamo Francesco Totti di Alex INFASCELLI
Notturno di Gianfranco ROSI
Puntasacra di Francesca MAZZOLENI
The Rossellinis di Alessandro ROSSELLINI

MIGLIOR FILM STRANIERO 
1917 di Sam Mendes (01 Distribution)
I miserabili – Les Misérables di Ladj Ly (Lucky Red)
Jojo Rabbit di Taika Waititi (Walt Disney Italia / 20th Century Fox)
Richard Jewell di Clint Eastwood (Warner Bros. Pictures)
Sorry We Missed You di Ken Loach (Lucky Red)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Anne di Domenico CROCE e Stefano MALCHIODI
Gas Station di Olga TORRICO
Il gioco di Alessandro HABER
L’oro di famiglia di Emanuele PISANO
Shero di Claudio CASALE

DAVID GIOVANI
18 regali di Francesco AMATO
Favolacce di Fabio e Damiano D’INNOCENZO
Gli anni più belli di Gabriele MUCCINO
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney SIBILIA
Tolo Tolo di Luca MEDICI

David Speciale
Sandra Milo
Diego Abatantuono
Monica Bellucci

martedì 19 maggio 2020

Nastri d'Argento 2020: Volevo Nascondermi è il film dell'anno.

A fine mese verranno rese note le nomination complete, intanto è stato annunciato che Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti è il film vincitore del Nastro d'Argento 2020 come film dell'anno.

Il premio va a Palomar e Rai Cinema per la produzione, a Giorgio Diritti per la regia, e a Elio Germano per la sua interpretazione del pittore Antonio Ligabue, già premiata a Berlino con l'Orso d'Argento. Riconoscimento speciale anche per la parte tecnica, trucco, hair styling, ma anche alla scrittura.

"Sono molto felice di questo bellissimo riconoscimento", ha dichiarato Diritti, "E' un respiro di felicità in un momento particolare della storia e di preoccupazione per il futuro del cinema italiano e di tutto il mondo artistico. Sono contento che questo premio raccolga tutti coloro che hanno reso possibile e bello il film".

"Mi fa molto piacere questo riconoscimento al film anche a casa nostra, dopo l'apprezzamento internazionale al Festival di Berlino", ha dichiarato Elio Germano, "Mentre si gira un film, ai premi non si pensa mai. Si pensa a fare il migliore lavoro possibile in funzione del pubblico che poi lo incontrerà. Ecco, questo passaggio è quello che più ci manca in questo momento. Speriamo che un altro premio così prestigioso aiuti il film a non disperdersi, e speriamo di rivederlo presto nelle sale".

Volevo Nascondermi si è trovato ad uscire proprio nei giorni in cui è iniziata la quarantena, il suo percorso in sala è stato quindi troncato sul nascere.

E' stato annunciato inoltre che la cerimonia di premiazione dei Nastri d'Argento si farà, live ma rispettando tutte le misure di sicurezza (mascherina, guanti, distanziamento, sanificazione), non si svolgerà a Taormina ma a Roma.

"Si tratta di un premio tradizionalmente assegnato al complesso di un'opera per il suo valore speciale" ha spiegato Laura Delli Colli, "che anticipa un’edizione inevitabilmente romana, quest’anno senza l’appuntamento al Teatro Antico di Taormina. E alla fine di giugno i premi saranno comunque consegnati ai vincitori, pur nella formula consentita dalle normative di sicurezza previste. [...] Un omaggio, mai come quest’anno, all'insegna della solidarietà con tutto il cinema, dalla regia ai protagonisti, ma anche a tutti i lavoratori ‘invisibili’, dietro le quinte. Un mondo di talenti, di tecnici e di grande artigianato al quale, oltre l’incoraggiamento e il riconoscimento dei premi, auguriamo soprattutto di poter tornare al lavoro".

La data della cerimonia non è ancora stata comunicata.

mercoledì 4 marzo 2020

Emergenza coronavirus: i film tornano in sala

L'emergenza legata alla diffusione del covid-19, soprattutto nel nord Italia, non è ancora finita, ma la serrata obbligata di alcuni esercizi commerciali sta creando non pochi problemi in diversi campi, uno di questi è il Cinema.

La chiusura di alcuni cinema e la paura, spesso anche esasperata, della gente verso il contagio, ha provocato un vero e proprio svuotamento delle sale. Negli ultimi due weekend gli incassi sono letteralmente crollati in modo quasi drammatico. Per questo motivo alcune case di distribuzione hanno deciso di fare il primo passo e cercare di invertire la rotta. I primi sono stati 01 Distribution, Palomar e Rai Cinema, che dopo aver rinviato l'uscita originale, hanno annunciato che Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti sarebbe uscito il 4 marzo.

Ecco l'elenco dei film e dei documentari in uscita in questi giorni.

FILM
- Volevo Nascondermi, di Giorgio Diritti
- Buñuel - Nel labirinto delle tartarughe, di Salvador Simó
- L'Agnello, di Mario Piredda
- Marie Curie, di Marie Noëlle
- Queen & Slim, di Melina Matsoukas
- Sola al Mio Matrimonio, di Marta Bergman
- The Grudge, di Nicolas Pesce
- L'Apprendistato, di Davide Maldi

DOCUMENTARI
- Show Me The Picture: The Story of Jim Marshall, di Alfred George Bailey
- They Shall Not Grow Old, di Peter Jackson
- Marianne & Leonard - Parole d'Amore, di Nick Broomfield
- A Riveder le Stelle, di Emanuele Caruso
- Picciridda - Coi Piedi nella Sabbia, di Paolo Licata
- Sono Innamorato di Pippa Bacca, di Simone Manetti

Aspettiamo aggiornamenti sulle uscite delle prossime settimane.

lunedì 24 febbraio 2020

Emergenza coronavirus: cinema chiusi e uscite di film rinviate

L'emergenza per il virus Covid19, che sta colpendo in particolare il nord d'Italia, sta avendo ripercussioni anche sul Cinema.

A causa degli effetti dei provvedimenti per cercare di contenere la diffusione del virus sono state chiuse anche le sale cinematografiche. In Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna i cinema saranno chiusi fino al 1 marzo, mentre in Piemonte fino al 29 febbraio. Ovviamente il periodo di chiusura potrebbe esteso per altri giorni con il prolungarsi dell'emergenza.

Le case di distribuzione hanno deciso di rinviare l'uscita di alcuni film, in particolare Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti, e Si Vive una Volta Sola di Carlo Verdone, che sarebbero dovuti uscire questa settimana.

E' stato proprio il protagonista Elio Germano a comunicare il rinvio di Volevo Nascondermi durante la puntata di ieri di Che Tempo che Fa. "Sono qui a dire che il film non uscirà", ha detto l'attore, "in questo momento dove c'è tutto in discussione, anche i film, visto che i cinema chiudono, sono rimandati a data da destinarsi. Mi dispiace essere qui a comunicare questa cosa".
Anche Carlo Verdone, sempre ieri, ha annunciato il rinvio del suo ultimo film durante Domenica In. L'attore - che come tutti sanno è "appassionato" di medicina, studioso della materia nel tempo libero, e che spesso viene anche consultato dai colleghi per dei consigli - ha poi aggiunto: "Siamo nelle mani dei medici, virologi e infettivologi. Comunque dobbiamo essere fiduciosi, sono sicuro che l’emergenza rientrerà".
Entrambi i film sono stati rimandati a data da destinarsi.

Sospeso il red carpet per la premiere del nuovo film Disney / Pixar, Onward, previsto per domani a Roma.
Rinviate anche le uscite dei film:
Arctic – un’avventura glaciale;
-  Lupin III;
-  Non si scherza col fuoco;
- Dopo il matrimonio;
- Cambio Tutto! (l'uscita era prevista per il 5 marzo).
[lista in aggiornamento]

Per il momento, questa settimana, sono state confermate le uscite dei film: Doppio sospetto, The Grudge, La partita, La Gomera.

Aspettiamo aggiornamenti.

sabato 13 giugno 2015

David di Donatello 2015 - i vincitori

Svelati i vincitori della 59esima edizione del David di Donatello.

Anime Nere di Francesco Munzi fa il pieno con ben 9 David, tra cui quello per il miglior film dell'anno e la migliore regia.
Molto felice e un po' incredulo Munzi, soprattutto verso il David per il miglior film, ha poi dichiarato: "Sono contento per il numero di premi perché è stato un vero lavoro collettivo. [...] dopo quello come miglior regista mi ero rilassato, la battaglia era durissima in quella cinquina".

Cinque statuette per il grande favorito della serata, Il Giovane Favoloso di Martone, che comunque si porta a casa il meritatissimo David come migliore attore protagonista, assegnato a Elio Germano, che ha dedicato il premio allo scomparso Nicola Rondolino e al Teatro Valle Occupato.

Notte da ricordare per Margherita Buy, l'attrice infatti ha vinto (meritatamente) il premio come migliore attrice per Mia Madre, il suo settimo David, record assoluto, ad oggi è l'attrice che ne ha vinti di più. E a chi glielo ricorda la Buy risponde con un semplice "Così sembra... ma per me è come fosse il primo. I premi sono sempre una bella iniezione di energia!".
Al film di Moretti anche il premio per la migliore attrice non protagonista, assegnato a una commossa Giulia Lazzarini. Migliore attore non protagonista, Carlo Buccirosso per Io e la Giulia, film di Edoardo Leo premiato anche con il David Giovani.

Una cerimonia come al solito molto piatta - incredibile come non si riesca ad organizzare una serata piacevole in cui si omaggi il Cinema - ma che è stata "scossa" dalla presenza di Quentin Tarantino, presente per ritirare due David vinti in passato, quello per Pulp Fiction (1995) e quello per Django Unchained (2013). Tarantino ha dato la ricetta per un "film tarantiniano", cioè "Una combinazione malsana di violenza terribile e comicità. Ci vuole questo per un film alla Tarantino". Il regista ha mostrato tutta la sua conoscenza del cinema italiano, citando Bava, De Leo, Leone. A premiare Tarantino è stato chiamato il maestro Ennio Morricone, che con assoluta tranquillità ha rivelato che sta per collaborare con il regista per qualcosa di nuovo (potrebbe trattarsi della colonna sonora di The Hateful Eight, non è chiaro).

Ecco l'elenco dei vincitori.

Miglior film
Anime Nere

Miglior regista
Francesco Munzi - Anime Nere

Miglior attore protagonista
Elio Germano - Il giovane Favoloso

Migliore attrice protagonista
Margherita Buy - Mia Madre

Miglior attrice non protagonista
Giulia Lazzarini - Mia Madre

Miglior attore non protagonista
Carlo Buccirosso - Noi e la Giulia

Miglior regista esordiente
Edoardo Falcone - Se Dio Vuole

Miglior sceneggiatura
Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello, Maurizio Braucci - Anime Nere

Miglior film dell’Unione Europea
La teoria del Tutto

Miglior film straniero
Birdman

Miglior produttore
Cinemaundici e Babe Films, con Rai Cinema - Anime Nere

Migliore truccatore
Maurizio Silvi - Il giovane Favoloso

Migliore acconciatore
Aldo Signoretti e Alberta Giuliani - Il giovane Favoloso

Migliori effetti digitali
Visualogie - Il ragazzo Invisibile

Miglior fonico di presa diretta
Stefano Campus - Anime Nere

Migliore scenografo
Giancarlo Muselli - Il Giovane Favoloso

Migliore costumista
Ursula Patzak - Il giovane favoloso

Miglior autore della fotografia
Vladan Radovic - Anime Nere

Miglior montaggio
Cristiano Travaglioli - Anime Nere

Miglior musicista
Giuliano Taviani - Anime Nere

Miglior canzone originale
“ANIME NERE” interpretata da M. De Lorenzo, musica e testi di G. Taviani - 'Anime Nere'

Miglior documentario
Belluscone - una storia siciliana di Franco Maresco

Miglior cortometraggio
Thriller di Giuseppe Marco Albano

David Giovani
Noi e la Giulia di Edoardo Leo

martedì 28 ottobre 2014

Il Giovane Favoloso - la recensione

Giacomo Leopardi è stato forse il più grande poeta italiano dopo Dante Alighieri, sicuramente uno dei più amati, che con i suoi versi ha commosso generazioni di studenti e di lettori in generale.
Ma Leopardi non ha avuto quello che si dice una vita piena di avvenimenti e trarre quindi un biopic è di notevole difficoltà.
Ci prova Mario Martone, presentando Il Giovane Favoloso alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia e a dare volto, corpo e voce al grande poeta è Elio Germano, uno dei migliori attori della scena contemporanea italiana.
Se ci aggiungiamo una messa in scena sontuosa, avremmo tutte le carte in regola per un gran film.



E per la prima metà il film è, se non grande, molto buono. La scena si apre con tre bambini, i tre fratelli Leopardi, che gioano spensierati tra le siepi del loro giardino in Recanati, ma subito siamo catapultato al clima di austerità e rigida compostezza che si respirava nella casa e che il Conte Leopardi esigeva dai suoi figli, in particolare da Giacomo, amatissimo primogenito dalle incredibili doti di studioso.
Un padre ossessivo, che tiene prigionieri i suoi figli in nome dell'amore, condannando in particolare Giacomo a un'infelicità profonda, un senso di malinconia insanabile e una depressione strisciante da cui non riesce a fuggire, allo stesso modo in cui non riesce a fuggire dalla casa paterna.
Lo spezzone ambientato a Recanati è il più riuscito, mischia una introspezione notevole a immagini di grande effetto, accompagnate dalla voce calma e sofferente del poeta. Si notano, però, già i difetti di montaggio, con scene bruscamente interrotte, cambi improvvisi e poco coerenti, accompagnati spesso da musiche anacronistiche che sfociano a volte nel fastidioso.
Ma è la scena forse più bella del film, uno sfogo solo immaginato e desiderato di Giacomo nei confronti dell'amato e odiato padre, a rappresentare lo spartiacque tra un buon film con qualche difetto a un quasi completo disastro. Il salto temporale è improvviso e lascia un senso di irrisolto: come ha fatto Giacomo a convincere suo padre a lasciarlo andare a Firenze? Come ha conosciuto Antonio Ranieri? Interrogativi senza risposta, parecchio fastidioso se si considera che l'intera prima ora di film si concentrava sul senso di prigionia vissuto dal giovane poeta e sui suoi tentativi di fuga falliti. Senza contare che si è introdotti a un personaggio come Ranieri, fondamentale nella vita di Leopardi, senza che questo ci venga mai effettivamente presentato. Qui i problemi di montaggio si fanno sempre più importanti, rendendo la visione del film a dir poco schizofrenica, con cambi di scena e stacchi inseriti quasi durante i dialoghi, tanto che si ha l'impressione, affatto piacevole, di venir interrotti dalla pubblicità. Si balza di scena in scena senza che vi sia una linearità o una trama, semplicemente una sequenza di avvenimenti slegati tra loro, con solo la sporadica presenza dei versi immortali del poeta a dare una parvenza di introspezione. Fortunatamente Elio Germano è straordinario, si dona anima e corpo a un ruolo difficilissimo, non solo emotivamente, ma anche fisicamente, dimostrando ancora una volta quale grande attore sia.

Un vero peccato perché questo film aveva le potenzialità per essere grande: un protagonista fenomenale e una buona regia, completamente rovinati da una scelta musicale spesso discutibile e un montaggio completamente sbagliato, anzi, disastroso.

sabato 6 settembre 2014

Venezia 71 - i premi collaterali

Ultimo giorno del Festival di Venezia 2014, al Lido impazza il Toto-Leone, e mentre si aspetta di scoprire il titolo del film che vincerà il Leone d'Oro, sono stati già assegnati alcuni premi collaterali.


Ecco l'elenco:

Premio FIPRESCI 
Miglior film Venezia 71: The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica: Nicije dete - Figlio di nessuno di Vuk Ršumovic

Premio SIGNIS 
Loin des hommes di David Oelhoffen
Menzione speciale: 99 Homes di Ramin Bahrani

Leoncino d'Oro Agiscuola per il Cinema
Leoncino d’Oro Agiscuola per il Cinema: Birdman di Alejándro G. Iñárritu
Segnalazione Cinema for UNICEF: Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Premio Francesco Pasinetti 
Miglior film: Anime nere di Francesco Munzi
Migliori interpretazioni: Elio Germano (Il giovane favoloso di Mario Martone) e Alba Rohrwacher (Hungry Hearts di Saverio Costanzo)

Premi Pasinetti Speciali 
Per la regia di Saverio Costanzo (Hungry Hearts - Venezia 71)
Pierfrancesco Favino, protagonista e produttore (Senza nessuna pietà - Orizzonti)
Per il film di Ivano De Matteo (I nostri ragazzi - Giornate degli Autori)

Premio Brian 
Mita Tova – The Farewell Party di Tal Granit & Sharon Maymon

Premio Queer Lion 
Les Nuits d’été di Mario Fanfani

Premio Arca CinemaGiovani 
Miglior film Venezia 71: Loin Des Hommes di David Oelhoffen
Miglior film italiano a Venezia: Belluscone. Una storia siciliana di Franco Maresco

Premio CICAE - Cinema d’Arte e d’Essai 
Heaven Knows What di Josh e Ben Safdie

Premio FEDIC 
Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry
Menzione speciale Fedic – Il Giornale del Cibo a Italy in a day di Gabriele Salvatores

Premio Fondazione Mimmo Rotella 
a Luigi Musini per il film Anime nere di Francesco Munzi

Future Film Festival Digital Award 
Birdman di Alejandro González Iñárritu
Menzione speciale: Italy in a day di Gabriele Salvatores

Premio P. Nazareno Taddei 
Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro G. Iñárritu

Premio Lanterna Magica (CGS) 
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte

Premio Open 
alla regista Rä di Martino

Mouse d'Oro 
Mouse d'oro per il migliore film del concorso: The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Mouse d'argento al miglior film delle sezioni collaterali: Olive Kitteridge di Lisa Cholodenko

Premio The Most Innovative Budget 
Italy in a day di Gabriele Salvatores

Premio Gillo Pontecorvo - Arcobaleno Latino 
The show mas go on di Rä di Martino

Premio Interfilm
Loin des hommes di David Oelhoffen

Premio Giovani Giurati del Vittorio Veneto Film Festival 
Miglior Film: 99 Homes di Ramin Bahrani
Menzione speciale all’Opera di Fatih Akin (The Cut)
Migliore interpretazione: Elio Germano nel film Il giovane favoloso di Mario Martone

Premio Cinematografico “Civitas Vitae prossima” 
Ivan Gergolet per Dancing with Maria

Premio Green Drop 
The Postman’s White Nights di Andrej Koncalovskij

Premio Soundtrack Stars 
Premio della Critica a Alexandre Desplat
Premio alla migliore colonna sonora dei film in Selezione Ufficiale: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro G. Iñárritu

Premio Schermi di Qualità - Carlo Mazzacurati 
Anime nere di Francesco Munzi

Premio del pubblico “RaroVideo” – Settimana della Critica 
Nicije dete - Figlio di nessuno di Vuk Ršumovic

Premio Europa Cinemas Label 
Miglior film europeo della sezione Giornate degli Autori: I nostri ragazzi di Ivano de Matteo

Premi Fedeora 
Giornate Degli Autori
Miglior Film: One on One di Kim Ki-duk
Miglior regista esordiente: Aditya Vikram Sengupta per Asha Jaoar Majhe – Labour of Love

Settimana Internazionale della Critica 
Miglior sceneggiatore: Vuk Ršumovic per il film Nicije dete – No One’s Child
Miglior Film: Flapping in the Middle of Nowhere di Hoang Diep Nguyen

Miglior Film Euro-mediterraneo del concorso Venezia 71
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

Premio Human Rights Nights 
Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

Premio Piccioni
alla colonna sonora de Il giovane favoloso di Mario Martone composta da Sascha Ring

Premio AssoMusica “Ho visto una Canzone” 
al brano musicale "Just One Day" contenuto nel film Italy in a day di Gabriele Salvatores.

Premio di critica sociale “Sorriso diverso Venezia 2014” 
Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry

lunedì 1 settembre 2014

Venezia 71 - giorno 6

Il terzo film italiano in Concorso è un film molto atteso, 'Il Giovane Favoloso' di Mario Martone, che racconta la straordinaria figura del poeta Giacomo Leopardi.

Accolta abbastanza bene, il film racconta la vita del poeta di Recanti sostanzialmente in tre fasi importanti: l'infanzia, un bambino che cresce sotto l'attento sguardo del padre in una casa-biblioteca; il giovane ribelle, che a 24 anni Leopardi lascia la sua cittadina per andare a Firenze dove però non si adatta alle regole dell'alta borghesia che prima lo esalta e poi in poco tempo lo emargina fra le critiche; l'arrivo a Napoli, fra vino, taverne e prostitute, fino a che non scoppia il colera e Leopardi, trascinato a Torre Annunziata dall'amico Ranieri, scrive "La Ginestra", con cui si chiude il film. La vita, il pensiero, la complicata esistenza, la malattia di uno dei personaggi più importanti della cultura e della storia italiana.

Protagonista del film, nei panni - difficili - di Giacomo Leopardi, l'attore Elio Germano, che si è preparato a fondo per il ruolo. "Non mi ero mai preparato così a lungo per un personaggio. Quasi mi è dispiaciuto abbandonare la lunga fase di studio matto e disperatissimo per iniziare le riprese", ha raccontato l'attore in conferenza stampa, che sul personaggio ha lavorato molto anche dal punto di vista fisico, con una postura ricurva, ingobbita, elementi essenziali per entrare in totale connessione col personaggio, che lui ormai chiama per nome, "quasi fosse uno di famiglia", ha scherzato Germano. "Sapevo che sarebbe stata un’esperienza violenta, per il pubblico e per me, dare carne, fisicità e voce a un artista tanto affascinante proprio perché indefinito", ha spiegato l'attore, "Ho pensato che l’unico modo possibile per farlo fosse quello di farsi tramite, senza la presunzione di poter esaurire il personaggio, ma provando semplicemente a veicolarlo, così come lui usava la poesia per trasmettere la sua visione e sensazione del mondo. La poesia, a volte, è l’unico modo per dire una cosa". Il pensiero di Leopardi è un pensiero universale e senza tempo per Elio Germano. "Non c’è un periodo storico in cui il pensiero di Leopardi non funzioni", ha detto l'attore, "È chiaro, però, che le stesse parole rilette in epoche diverse ci fanno specchiare in maniera altrettanto diversa. Il neo-scetticismo ragionato è tale per cui l’essere umano per qualsiasi progresso possibile non potrà mai liberarsene. Giacomo ci ha fregato così!".
Il regista Mario Martone ha definito il suo Leopardi come un "Kurt Cobain dell'epoca". "Un ribelle, un uomo nato alla fine del Settecento quasi per caso poiché il suo pensiero era un pensiero mobile, che non apparteneva al suo tempo: ha una natura antica che però sa guardare molto in avanti. Tutto questo a partire dalla spinta che provava nello scrivere sentendo la propria anima", ha raccontato il regista, "Tutto quello che scrive Leopardi è autobiografico. È un poeta che parla a chiunque senta l'urgenza di rompere le gabbie che dall'adolescenza in avanti tutti noi percepiamo intorno: la famiglia, la scuola, la politica, la società, la cultura. Le mediazioni, le ipocrisie con cui siamo costretti a fare i conti lui non le tollerava e finiva per rompere queste gabbie una ad una rendendosi la vita, inevitabilmente molto scomoda. Leopardi parla a chiunque sia giovane, non solo anagraficamente, proprio per la spinta verso la libertà che lo caratterizzava". Solo parole d'elogio infine per Elio Germano: "Elio è un attore magnifico e l'ho voluto per molte ragioni. Era l'attore ideale per incarnare la figura di un ribelle, come io volevo che apparisse Leopardi. E poi quello che ho scoperto lavorando insieme è la sua capacità di studio e approfondimenti in un attore giovane come lui".

Sono sbarcati oggi al festival anche l'attrice premio Oscar Frances McDormandRichard Jenkins, protagonisti della mini serie di 4 puntate per la HBO, 'Olive Kitteridge', che in Italia verrà mandata da Sky Cinema nel 2015.

La serie, diretta dalla regista Lisa Cholodenko, è tratta dal'omonimo romanzo di Elizabeth Strout (premio Pulitzer 2009). Frances McDormand è anche produttrice del progetto, e a chi le ha chiesto se avesse voglia di passare dietro la macchina da presa ha risposto serafica: "No, ne basta uno in famiglia di regista [l'attrice è sposata con Joel Coen] Oltretutto bravissimo e marito eccellente. Io non sono brava a dirigere, l’ho capito osservando i registi, quelli in gamba. Non sarò una cineasta, ma sono un’ottima produttrice. Poi, ho trovato le scuole migliori in giro per il mondo a cui iscrivere i miei figli e, sì, mi piace stirare. Montagne di vestiti". L'attrice è stata premiata con il premio Persol 2014, ‘Tribute to visionary talent’, per “l’originalità e la grandezza del talento". Un giusto omaggio a un'attrice incredibile.

Fuori Concorso invece, proiezione speciale per il film scandalo di Lars Von Trier, 'Nymphomaniac', proiettata la prima parte in versione "Director's Cut" e la seconda parte in "Long Version". Ad accompagnare il film c'erano Charlotte Gainbourg (che però non ha partecipato alla conferenza stampa) e Stellan Skarsgard. Assente fisicamente, il regista si è comunque "manifestato" in conferenza stampa attraverso tre brevi telefonate sul telefono di Skargard.

"E' vero, quando c'è masochismo ci sono io", ha esordito Von Trier alla prima telefonata, poi altre due brevissime risposte. Alla domanda se, grazie al suo film, avesse imparato qualcosa in più sulla sessualità delle donne, il regista ha risposto: "So già tutto sulle donne. Non ho imparato niente sulla loro sessualità". Sul suo rapporto con Stellan Skarsgard: "Ho sempre tentato, in tutti i ruoli che ha interpretato per me, di farlo a pezzi". Affermazione confermata dall'attore che ha raccontato la telefonata del regista per proporgli il ruolo in 'Nymphomaniac'. "Faccio un film erotico, ma non potrai scopare mai. Farò vedere il tuo sesso, ma sarà moscio. Chi può resistere a questo tipo di invito?" ha detto Skarsgard, "Faccio qualsiasi cosa mi chieda Lars, il fatto è che mi diverto a lavorare con lui". L'attore ha poi difeso il film e l'amico Von Trier: "Non siamo rimasti sorpresi di quello che è successo al film. Quello che invece mi rattrista è che si dica che Von Trier è un misogino, uno che non ama le donne, cosa non vera. Si dice che sia un regista difficile, ma non è vero. Sul set chiunque può dire la sua opinione su una scena, lui sta a sentire tutti. Sul set ci si sente amici".
Alla fine della conferenza la produttrice del film ha rivelato il prossimo progetto di Lars Von Trier: una serie tv inglese. Nessun altro dettaglio, "Sarà qualcosa di incredibile", ha detto la produttrice, "qualcosa che non avete mai visto prima in televisione". Vedremo cosa s'inventerà stavolta il regista.

giovedì 24 luglio 2014

Venezia 71 - il programma del festival

Si è tenuta oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Venezia 2014, che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre.

Presidente della giuria del Concorso sarà, come già annunciato, il compositore Alexandre Desplat, gli altri giurati saranno: Carlo Verdone, Tim Roth, Sandy Powell, Joan Chen, Philip Groning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri e Elia Suleiman.

Spazio anche per Alice Rorhwacher, presidente di giuria per l'Opera prima, insieme a Lisandro Alonso, Ron Mann, Vivian Qu e Razvan Radulescu.

La Giuria internazionale della sezione Orizzonti invece sarà composta dal presidente Ann Hui, regista di Hong Kong, poi Moras Atias, Pernilla August, David Chase, Mahamat-Saleh Haroun, Roberto Minervini e Alin Tasciyan.

Tre italiani in Concorso, 'Il Giovane Favoloso' di Mario Martone, con Elio Germano nei panni di Leopardi, 'Anime nere' di Francesco Munzi e 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo. In Concorso anche il 'Pasolini' di Abel Ferrara.
Fuori Concorso da segnalare il film d'animazione della Laika, 'The Boxtrolls', un nuovo lavoro di James Franco e la presenza di 'Nymphomaniac Volume II (Director’s Cut)' di Lars Von Trier.
Il film d'apertura è 'Birdman' di Alejandro Gonzalez Inarritu, con Michael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Andrea Riseborough, Naomi Watts, Zach Galifianakis e Amy Ryan.

Ecco l'elenco dei film in Concorso e Fuori Concorso.

CONCORSO
Tre cuori di Benoit Jacquot
La rancon de la gloire di Xavier Beauvois
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
Loin des hommes di David Oelhoffen
Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu (film d'apertura)
Pasolini di Albel Ferrar
99 Homes di Ramin Bahrani
The Good Kill di Andrew Niccol
Manglehorn di David Gordon Green
Il giovane favoloso di Mario Martone
Anime nere di Francesco Munzi
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
The Cut di Fatih akin
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
Postman’s White Nights di Andrej Koncalovskij
Fires on the Plain di Shinya Tsukamoto
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Red Amnesia di Wang Xiashuai,
Tales di Rakhshan Bani-Etemad
Sivas di Kaan Mujdeci

FUORI CONCORSO
Words with Gods di Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gital, Mira Nair, Warwick, Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Alex De La Iglesia
She’s funny that way di Peter Bogdanovich
Qin’ Al De di Peter Ho-Sun Chan
Lolive Kitteridge di Lisa Cholodenko
Burying the ex di Joe dante
Perez. di Edoardo De Angelis
La Zuppa del Demonio di Davide Ferrario
The Sound and the Fury di James Franco
Tsili di Amos Gitai
The Golden Era di Ann Hui (film di chiusura)
Hwajang di Kwontaek Im
The Humbling di Barry Levinson
The Old Man of Belem di Manoel De Oleira
Italy in a Day di Gabriele Salvatores
Im Keller di Ulrich Seidl
The Boxtrolls di Anthony Stacchi e Annalbe Graham
Nymphomaniac Volume II (Director’s Cut) di Lars Von Trier

Sul sito l'elenco dei film della sezione Orizzonti e Venezia Classici.

sabato 9 novembre 2013

Festival di Roma 2013 - giorno 1

Si è aperta ieri l'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il secondo diretto da Marco Muller. Madrina della serata l'attrice Sabrina Ferilli.

Ad aprire la serata inaugurale l'anteprima del nuovo film di Giovanni Veronesi, 'L'Ultima Ruota del Carro', con Elio Germano, Alessandra Mastronardi e Ricky Memphis.

Ispirato da una storia vera, il film ripercorre quasi cinquantanni di Italia, dalla fine degli anni '60 a oggi, attraverso la vita di Ernesto, un uomo semplice che ha sempre cercato di seguire le sue ambizioni senza mai perdere di vista la realtà e i veri valori.

"Ho sempre amato moltissimo le commedia all’italiana di Monicelli e Risi e i grandi film con Alberto Sordi e, anche se in molti dichiarano superati quei film, io sono ancora ancorato a quel modo di raccontare l’Italia", ha dichiarato il regista Giovanni Veronesi in conferenza stampa, "Questa volta ho avuto la fortuna di non dover inventare niente, ho fatto solo il sarto, ho ricucito gli eventi della vita di Ernesto. E’ stato forse il film in cui ho inventato di meno. Se io ho un’ambizione è quella di fare questo tipo di commedia che non è un film comico ma che ha lati grotteschi e drammatici come d’altronde la vita". Molto simile il pensiero di Elio Germano, protagonista del film: "Mi piaceva l’idea di riscoprire la commedia all’italiana, una commedia del popolo in cui tutti potessero riconoscersi e identificarsi, una persona del popolo, un “soldato semplice”. La prima cosa che Giovanni mi ha fatto è il racconto di queste vicende. Ho pensato, chissà quanti altri hanno vissuto queste cose".

La colonna sonora del film è interamente firmata da Elisa. Il film uscirà in sala il 14 novembre.
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Un altro film italiano è stato presentato nella prima giornata del Festival, fuori concorso nella sezione Alice nella Città, si tratta di 'Il Mondo Fino in Fondo' di Alessandro Lunardelli, con Filippo Scicchitano e Luca Marinelli. Due fratelli in fuga, il più giovane, omosessuale impaurito e spaesato, il maggiore, sfegatato tifoso dell'Inter, incapace di capire la bellezza dell'essere diventato padre. Partono per Barcellona per vedere la finale di Champions ma il più giovane scappa in Patagonia insieme ad un ecologista cileno scoprendo un nuovo mondo. Il fratello maggiore lo andrà poi a cercare per riportarlo a casa.
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Presentato anche l'atteso film di Bong Joon-ho, 'Snowpiercer'. Cast molto numeroso, da Chris Evans a Tilda Swinton e Jamie Bell, a Roma per accompagnarlo è arrivato solo il grande John Hurt, che avrà anche un incontro con il pubblico oggi.

Ambientato nel 2031, in un mondo devastato da una nuova era glaciale, un gruppo di sopravvissuti vive all'interno di uno speciale treno, lo Snowpiercer, che si sposta di continuo e che è ormai un vero e proprio microcosmo con tanto di divisioni sociali: nelle carrozze in fondo ci sono i più poveri e in quelle davanti i ricchi. Un piccolo mondo che non è immune da rivolte e tentativi di rivoluzione.

Il film è stato accolto da calorosi applausi e da ottimi commenti, stessa reazione avuta in altri parti del mondo dopo la presentazione.

Durante l'incontro con la stampa l'attore britannico ha lodato il regista coreano: "Lavorare con lui è stato fantastico. E' stata un'esperienza diversa da tutte quelle che ho avuto. Ha ben in mente quello che vuole fare, non è il tipo di regista che ha bisogno di girare scene su scene. Gira e poi ti ferma nel bel mezzo della scena perché ha visto quello che gli interessa".
Poi l'attore ha parlato del suo ambiguo personaggio: "E' il traditore, ma è anche stato un grande rivoluzionario un tempo. Ad un certo punto della sua vita ha deciso assieme a Wilford di creare questo treno, ma nessuno gli ha mai dato l'etichetta di buono o cattivo. Sono stato io a decidere che strada dovesse percorrere e l' ho messo in una specifica posizione all'interno della mia testa. Non è il regista, il fautore della rivoluzione, è essenzialmente una spia che cerca di essere molto protettiva verso il personaggio di Chris Evans. Probabilmente si trova dietro la sedia del regista".

John Hurt infine ha detto la sua sui film tratti da fumetti e graphic novel, sempre più frequenti, e sulla mania dilagante di fare remake su remake. "Nel cinema, ora come ora, sono rari gli sceneggiatori con storie originali da raccontare. L'industria cinematografica è ora presa da storie tratta da fumetti, romanzi, libri, insomma è cambiato da una volta. Quello che è certo è che c'è un grande bisogno di storie originali", ha detto l'attore, e poi: "Credo che il fondo lo si sia toccato quando Gus Van Sant ha voluto fare un remake di 'Psycho' esattamente come lo aveva fatto Hitchcock, solo cambiando attori. Questa è una follia! Forse l'idea che c'è è che se hai fatto successo con una formula, copiandola lo farai di nuova. E' un'idea ingenua".