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domenica 29 maggio 2022

Festival di Cannes 2022 - Vince Triangle of Sadness. Tra i premiati, anche un po' d'Italia.

Si è conclusa ieri il Festival di Cannes 2022, festival che ha festeggiato i suoi 75 anni con un Concorso non proprio esaltante.

A vincere è stato il film Triangle of Sadness di Ruben Östlund, estremamente felice sul palco. Il regista vince così la sua seconda Palma d'Oro a soli quattro anni dalla prima (The Square, 2017). Annunciato il premio, il presidente di giuria Vincent Lindon ha dichiarato: "La Giuria è rimasta completamente scioccata da questo film".

Soddisfazione anche per l'Italia, con l'italo-belga Le Otto Montagne che ha vinto il Premio della giuria ex aequo con l'italo-polacco Eo.

Il premio per la Miglior Interpretazione Femminile è andato a Zara Amir Ebrahimi per Holy Spider, per la Miglior Interpretazione Maschile invece è stato premiato Song Kang Ho per Broker.

Per la conferenza stampa finale, la giuria si è presentata in sala piuttosto tranquilla e sorridente, a partire da Vincent Lindon, che ha dichiarato: "È stato fantasticamente bello.  Abbiamo speso due settimane insieme, nessuno ha alzato la voce, c’era gran rispetto e ammirazione e voglia di ascoltare. Ho imparato a guardare un film in maniera più matura. Ognuno ha usato le proprie energie per parlare dei film che ha amato ed è bello avere persone gentili attorno a te che ci tengono ad esaltare i registi che amano. Non ci sono state lotte, tutto è andato liscio. È molto piacevole e molto raro avere un gruppo come questo, parimenti diviso in uomini e donne, con persone di nazionalità e culture diverse. Poter vivere della nostra passione è un dono ed è bello averlo ricambiato. Abbiamo ricevuto e dato qualcosa. Stasera abbiamo cambiato per sempre la vita di alcune persone. A volte dare è bello quanto ricevere".

Seduta accanto a Lindon, una emozionata Jasmine Trinca: "È stata un’incredibile esperienza di condivisione. È una grande emozione potere condividere la sala insieme agli altri giurati e a tutti gli spettatori. Percepire lo stesso stato d’animo nei confronti di un film. Siamo stati molto seri, abbiamo cercato di vedere i film con il massimo di attenzione, di cura, e avendo il massimo rispetto. Il modo in cui abbiamo guardato questi film è un modo influenzato dalle emozioni, e questo deve essere guardare i film come degli spettatori, non solo come parte di una giuria. Siamo emozionati, in un senso positivo, per vedere i vincitori sul palco. Ma siamo anche tristi perché questo insieme di emozioni per tutti questi giorni non è stata una cosa da poco. Ci salutiamo con il cuore pieno".

Ecco l'elenco dei vincitori.

Palma d'Oro per il miglior film
Triangle of Sadness di Ruben Ostlund 

Gran Premio (ex-aequo)
Close di Lukas Dhont & Stars at Noon di Claire Denis 

Premio per l'Interpretazione Femminile
ZAR AMIR EBRAHIMI in Holy Spider di Ali Abbasi

Premio per l'Interpretazione Maschile
SONG kang-ho per Broker di Kore-Eda Hirokazu

Premio alla Regia
Park Chan-Wook per Decision to Leave

Premio della Giuria (ex-aquo)
Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch &
EO di Jerzy Skolimowski

Premio alla Sceneggiatura
Tarik Saleh per Boy from Heaven

Premio per il 75esimo festival
Tori e Lokita dei fratelli Dardenne

Camera d'Or menzione speciale
PLAN 75 di Hayakawa Chie 

Camera d'Or per la miglior Opera Prima
WAR PONY, di Gina Gammell e Riley Keough

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UN CERTAIN REGARD

Premio Un Certain Regard: LES PIRES de Lise AKOKA & Romane GUERET
Premio della Giuria: JOYLAND de Saim SADIQ
Premio per la regia: Alexandru BELC pour METRONOM
Premio per la migliore interpretazione (ex-aequo): Vicky KRIEPS in CORSAGE e Adam BESSA in HARKA
Premio per la migliore sceneggiatura: MEDITERRANEAN FEVER de Maha HAJ
Coup de cœur du Jury (colpo di fulmine della Giuria): RODÉO de Lola QUIVORON

martedì 5 ottobre 2021

'La Scuola Cattolica' vietato ai minori di 18 anni, ma la motivazione lascia perplessi.

Presentato all'ultimo Festival di Venezia, La Scuola Cattolica racconta uno dei fatti di cronaca nera più crudeli ed efferati della storia italiana, il Massacro del Circeo, e che al festival era stato classificato con un divieto ai minori di 14 anni. Adesso la nuova Commissione per la classificazione ha cambiato idea, alzando il divieto ai minori di 18 anni. La motivazione però è abbastanza incomprensibile.

"Il Film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti.
Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano. Per tutte le ragioni sopra citate la Commissione a maggioranza ritiene che il film non sia adatto ai minori di anni diciotto".

Stando a quanto scritto, sembra che la motivazione sia dovuta alla scelta artistica del film, per il modo di raccontare questa vicenda, ma se così fosse, vorrebbe dire censurare la libertà artistica del regista e degli autori, andando contro lo stesso regolamento (Regolamento di esecuzione della Legge 21/4/62 n. 161 sulla revisione dei film e dei lavori teatrali) che nell'articolo 9 vengono elencati gli elementi scenici e narrativi che possono portare a una censura, e le tematiche di un film non sono incluse.

La decisione ha lasciato molto perplesso il regista, Stefano Mordini, che ha spiegato più volte di aver fatto questo film proprio per raccontare questa storia ai ragazzi. "Non riesco a trovare delle ragioni valide per questa censura e se mi sforzo di trovarle, mi inquietano", ha detto, "Nella motivazione della commissione censura si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, con particolare riferimento a una lezione di un professore di religione, ma questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male. Una delle due vittime, all'epoca, era minorenne e il nostro è un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca. E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali".

Contrari anche i parenti delle due vittime. "I miei assistiti sono, rispettivamente, la sorella di Rosaria Lopez e fratello di Donatella Colasanti, e ne sono anche eredi mortis causa", ha dichiarato il loro avvocato, "Malgrado l'enorme sacrificio, umano ed emotivo, legato alla rievocazione vivida, visiva e sonora, di quanto accaduto alle rispettive sorelle, hanno, tuttavia, apprezzato la volontà di tramandare, anche in chiave di ammonimento per il futuro, la memoria della loro tragedia, soprattutto alle giovani generazioni. Hanno, pertanto, appreso con grande sorpresa della decisione del Ministero della Cultura di vietare la visione del film ai minori degli anni diciotto".

La nuova Commissione della classificazione è stata "inaugurata" lo scorso aprile con un decreto firmato dal ministro Franceschini, che a suo tempo aveva dichiarato: "Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti". Questo divieto a La Scuola Cattolica invece è una censura alla libertà artistica.

Avvenuto nel 1975, il massacro del Circeo sconvolse il paese, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, all'epoca adolescenti, vennero rapite, violentate e picchiate per due giorni da tre ragazzi della "Roma bene", figli di famiglie borghesi. Rosaria Lopez morì per le botte e le violenze subite, Donatella Colasanti si finse morta riuscendo a salvarsi. I tre ragazzi vennero condannati all'ergastolo senza attenuanti, ma il carcere per loro è durato poco, la loro storia è stata un susseguirsi di vergogne giudiziarie, tra fughe all'estero, morti presunte, e assurde scarcerazioni che hanno portato ad altri omicidi.

lunedì 6 luglio 2020

Nastri d'Argento - Favolacce è il miglior film. Ecco tutti i vincitori.

In una cerimonia dedicata al grande Maestro Ennio Morricone, scomparso oggi a 91 anni, è Favolacce dei fratelli D'Innocenzo a trionfare ai Nastri d'Argento 2020 vincendo il premio come miglior film.

Il film più premiato però è Pinocchio di Matteo Garrone, con ben sei Nastri d’Argento, tra cui migliore regia e attore non protagonista a Roberto Benigni.

Gli altri attori a vincere il Nastro sono stati Piefrancesco Favino (Hammamet) e Jasmine Trinca (La Dea Fortuna) come protagonisti, e Valeria Golino (5 è il Numero Perfetto e Ritratto della Giovane in Fiamme) come migliore attrice non protagonista.

Eccezionalmente, causa emergenza sanitaria, la cerimonia si svolgerà questa sera al MAXXI di Roma con i soli vincitori presenti. Appuntamento alle 21:10 su Rai Movie.

Ricordiamo che il Nastro dell'Anno è stato assegnato a Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti. Ecco invece i vincitori, già annunciati nel corso della giornata.

MIGLIOR FILM - Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo
MIGLIORE REGIA - Matteo Garrone – Pinocchio
MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE - Marco D’AMORE, L’immortale
MIGLIORE COMMEDIA - Figli di Giuseppe Bonito
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA - Jasmine TRINCA, La Dea Fortuna
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA - Pierfrancesco FAVINO, Hammamet
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA - Roberto BENIGNI, Pinocchio
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA - Valeria GOLINO, 5 È Il Numero Perfetto e Ritratto Della Giovane In Fiamme
MIGLIORE ATTRICE DI COMMEDIA - Paola CORTELLESI, Figli
MIGLIOR ATTORE DI COMMEDIA - Valerio MASTANDREA, Figli
MIGLIOR SCENEGGIATURA - Favolacce
MIGLIOR FOTOGRAFIA - Paolo CARNERA, Favolacce
MIGLIOR SCENOGRAFIA - Dimitri CAPUANI, Pinocchio
MIGLIORI COSTUMI - Massimo CANTINI PARRINI, Pinocchio e Favolacce
MIGLIOR MONTAGGIO - Marco SPOLETINI, Pinocchio e Villetta con Ospiti
MIGLIOR SONORO - Maricetta LOMBARDO, PINOCCHIO
MIGLIOR COLONNA SONORA - Pasquale CATALANO, La dea Fortuna
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE - "Che vita meravigliosa" di Diodato, La Dea Fortuna

sabato 9 maggio 2020

David di Donatello 2020 - Il Traditore miglior film. Ecco tutti i vincitori.

Quella dei David di Donatello 2020 è stata una cerimonia di premiazione decisamente anomala, i candidati collegati in video e il presentatore, ancora una volta Carlo Conti, solo in uno studio vuoto. Niente statuetta, per il momento i vincitori hanno ricevuto solo un premio virtuale, e si sono viste scene insolite, come attrici, attori e registi abbracciati in diretta dai figli.

A trionfare è stato Il Traditore di Marco Bellocchio, che ha ricevuto 6 premi, miglior film, regia, attore protagonista (Pierfrancesco Favino), attore non protagonista (Luigi Lo Cascio), sceneggiatura originale e montatore. Un premio che non stupisce, era il favorito della serata.

I premi alle attrici sono andati a Jasmine Trinca, migliore attrice protagonista per La Dea Fortuna, e a Valeria Golino, migliore attrice non protagonista per 5 è il Numero Perfetto.

Buon risultato anche per Pinocchio di Matteo Garrone, che ha portato a casa diversi premi tecnici. Il David dello Spettatore è andato a Il Primo Natale, di Ficarra e Picone. In una serata in cui è stato ricordato il centenario della nascita di due giganti del Cinema Italiano, Alberto Sordi e Federico Fellini, il David Speciale è stato consegnato a una quasi centenaria (li compirà a luglio), la grande Franca Valeri.

Migliore film straniero Parasite, l'ennesimo premio vinto da Bong Joon-ho.

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
Il Traditore

MIGLIOR REGIA
Marco Bellocchio per Il Traditore

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Phaim Bhuiyan per Bangla

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Il traditore – Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Martin Eden – Maurizio Braucci, Pietro Marcello

MIGLIOR PRODUTTORE
Il Primo Re – GRØENLANDIA, Rai Cinema, Gapbusters, Roman Citizem

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jasmine Trinca per La Dea Fortuna

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino per Il Traditore

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Valeria Golino per 5 è il Numero Perfetto

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Luigi Lo Cascio per Il Traditore

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Il Primo Re – Daniele Ciprì

MIGLIORE MUSICISTA
Il Flauto Magico di Piazza Vittorio – L’Orchestra di Piazza Vittorio

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
La dea fortuna – Che Vita Meravigliosa di Diodato

MIGLIORE COSTUMISTA
Pinocchio – Massimo Cantini Parrini

MIGLIOR TRUCCATORE
Pinocchio – Dalia Colli e Mark Coulier (trucco prostetico)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Pinocchio – Dimitri Capuani

MIGLIOR ACCONCIATORE
Pinocchio – Francesco Pegoretti

MIGLIORE MONTATORE
Il traditore – Francesca Calvelli

MIGLIOR SUONO
Il primo re

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Pinocchio – Theo Demeris, Rodolfo Migliari

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Selfie di Agostino Ferrente

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Inverno di Giulio Mastromauro

MIGLIOR FILM STRANIERO
Parasite

DAVID GIOVANI
Mio fratello insegue i dinosauri di Stefano Cipani

lunedì 27 maggio 2019

Nastro d'Argento 2019 al film Sulla Mia Pelle

E' stato uno dei film più importanti dello scorso anno, non solo a livello cinematografico, e il prossimo 30 maggio il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani consegnerà a Sulla Mia Pelle il Nastro d'Argento 2019.

"Un film necessario, emozionante, coraggioso che, oltre il valore artistico, ha impresso una svolta determinante nel caso anche giudiziario della tragica, sconvolgente vicenda di Stefano Cucchi", questa la motivazione della SNGCI, che ha poi sottolineato il valore di "una ricostruzione oggettiva che, oltre la battaglia per la verità di Ilaria Cucchi, ha messo in scena con toccante semplicità anche il racconto del dramma privato di una famiglia che, nella sua sofferenza, non si è mai arresa".

"La prova eccezionale di Alessandro Borghi e l’interpretazione di Jasmine Trinca, nel coro di un ottimo cast, sono la conferma – con l’impegno dei produttori e dell’intera squadra che ha affiancato il regista – che un altro cinema, in questo Paese, è possibile", ha aggiunto Laura Delli Colli, presidente del sindacato, "Ed è stato certamente importante, in questo caso, oltre la sala, anche il contributo di Netflix che ha diffuso il film sulla sua piattaforma in 190 paesi".

Un premio collettivo che sarà ritirato durante la cerimonia al MAXXI di Roma, dal regista Alessio Cremonini, i protagonisti Alessandro Borghi e Jasmine Trinca, per la produzione Andrea Occhipinti (Lucky Red), Luigi e Olivia Musini (per Cinemaundici), per la sceneggiatura Lisa Nur Sultan (autrice insieme al regista), e al direttore della fotografia Matteo Cocco.

Presentato al Festival di Venezia 2018, il film ha già ricevuto quattro David di Donatello 2019, al regista esordiente, produttore, attore protagonista (Borghi) e il David Giovani. Il film è disponibile su Netflix.

mercoledì 12 settembre 2018

Sulla mia pelle - la recensione

Gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi, morto mentre era in custodia cautelare in circostanze ancora poco chiare, non è un materiale facile con cui avere a che fare, sia perchè il processo è ancora in corso, sia per la profonda spaccatura che esiste nella visione della vicenda fra forze dell'ordine (e loro sostenitori) e la famiglia dello stesso Cucchi, con la sorella Ilaria in prima fila nel chiedere chiarezza e giustizia.


Naturalmente le polemiche non sono mancate a Venezia, dove il film è stato presentato ufficialmente, e sicuramente continueranno a essere al centro del dibattito nei prossimi giorni, ora che il film è nelle sale e sulla piattaforma Netflix.
La grande impresa, però, che il regista Alessio Cremonini, e della sua co-sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, sono riusciti a compiere al di là di tutto il contorno, è raccontare la storia umana, profondamente umana, di un ragazzo che è morto, da solo e impaurito, lasciando da parte qualsiasi giudizio morale su di lui, sulle sua colpe e su quelle delle stesse forze dell'ordine, concentrandosi unicamente su Stefano e su chi era davvero, sulla sua famiglia, la difficoltà dell'uscire dalla dipendenza dalla droga, la sua fede.
Sulla mia Pelle ripercorre passo dopo passo quei sette giorni di carcere e ospedale, di violenza e crudo abbandono, che diventano sempre più evidenti sul corpo e sul volto di uno straordinario Alessandro Borghi, che riesce a essere Stefano completamente.
Lungi dall'essere un film di accusa o di denuncia, riesce così a divenire una storia intima e cruda di ingiustizia sociale prima ancora che giuridica, di riscatto mancato, di fede ritrovata, di vita che poteva cambiare, forse, ma che non ne ha avuto la possibilità.
Non era sicuramente facile affrontare una vicenda ancora così sentita, nonostante i nove anni passati, e lo era ancora meno farlo senza giudicare e senza retorica, che in circostanze del genere sarebbe apparsa fastidiosa, oltre che fuori luogo.
Sulla mia pelle è un film viscerale, crudo, difficile da digerire, proprio come Stefano Cucchi e la sua storia.

mercoledì 29 agosto 2018

Venezia 75 - giorno 1

Due film molto attesi danno il via alla 75a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

Esattamente come due anni fa, è il premio Oscar Damien Chazelle ad aprire il festival con il suo nuovo attesissimo film First Man, che racconta la storia della missione Apollo 11 che portò i primi uomini sulla Luna.

Protagonista del film è Ryan Gosling, chiamato ad interpretare il primo uomo ad aver messo piede sulla superficie lunare, Neil Armstrong. "Non penso ad Armstrong come a un eroe, lui almeno non pensava di esserlo", ha dichiarato l'attore durante la conferenza stampa, "Era umile, molti astronauti lo sono. Si sentiva l’ingranaggio di una macchina molto più grande. Ho avuto tantissime fonti cui ispirarmi, i suoi figli e la moglie, la NASA, i libri, tutti quelli che lo hanno conosciuto. Ci hanno aiutato a realizzare questo film che racconta due storie: l'uomo che atterra sulla Luna e anche quella di quest'uomo che va sulla Luna per poter atterrare sulla terra. Le due cose insieme sono il potere di questa storia".

Il difficile lavoro dell'astronauta è uno degli aspetti che Chazelle voleva raccontare, come dichiarato da Jason Clarke: "Damien ha creato capsule molto realistiche dove dovevamo infilarci con addosso tute molto pesanti. Abbiamo lavorato in una costante sensazione di claustrofobia". "Abbiamo avuto a disposizione un team straordinario", ha aggiunto Damien Chazelle, "abbiamo usato il vero casco e la vera tuta di Armstrong. Abbiamo creato così i respiri originali, senza dover simulare nulla". Il film racconta in modo molto realistico e mai retorico la preparazione alla missione, che nel 1969 era qualcosa di inimmaginabile. "La mia generazione è cresciuta in un mondo dove lo spazio era già stato esplorato", ha dichiarato ancora il regista, "con immagini così iconiche da farci apparire una missione scontata e invece è stata il frutto di enormi sacrifici". Tra i produttori del film anche Steven Spielberg, una gioia per un fan come Chazelle: "Sono cresciuto con i suoi film. Mi ha dato consigli preziosi".

Ma il film non racconta solo la missione, il principale obbiettivo era raccontare il Neil Armstrong uomo, padre, marito, e poi astronauta. "Per noi era importante onorare il modo in cui i figli vedevano i propri genitori", ha dichiarato Claire Foy, "Per loro non era un astronauta ma il loro papà. Sono stati generosi, ci hanno affidato la loro storia mettendola nelle nostre mani senza alcuna gelosia".

Il film, che sembra sia stato accolto molto bene dalla critica (quest'anno le recensioni potranno essere pubblicate solo dopo la visione del pubblico), uscirà in Italia il 31 ottobre (negli USA il 12).

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Ad aprire la sezione Orizzonti è stato un altro film, completamente diverso ma altrettanto atteso. Si tratta di Sulla Mia Pelle, di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca protagonisti.

Il film che affronta un tema molto spinoso che non mancherà di sollevare polemiche, la storia infatti racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, che nel 2009 venne arrestato per poi morire a causa delle lesioni dovute a un pestaggio subito mentre era in carcere. Fatto gravissimo per cui sono ancora a processo alcuni membri delle forze dell'ordine.

Duro e toccante, nel film non viene mostrato il pestaggio, si vede Stefano Cucchi, interpretato da un intenso Alessandro Borghi, entrare in una stanza con tre carabinieri e uscirne con il volto livido, un'andatura sofferente e l'incapacità di riuscire a parlare bene. Il film però non racconta solo quanto accaduto in quella stanza, ma anche la cieca burocrazia italiana, i diritti negati (l'avvocato difensore mai chiamato, ad esempio), le bugie, e l'omertà di chi - giudici, poliziotti, medici - pur trovandosi davanti un ragazzo in evidente sofferenza fisica, ha fatto finta di non vedere.
"Abbiamo raccontato senza giudicare", ha dichiarato il regista, "ma il film nasce dallo studio accurato di verbali e testimonianze fatto anche con l'ausilio dell'avvocato Fabio Anselmo".

Allo stesso tempo viene raccontata anche la figura di Stefano Cucchi, un ragazzo di borgata, molto diffidente verso le istituzioni. Un comportamento che Alessandro Borghi ha cercato di spiegare durante la conferenza stampa: "Quell'omertà deriva da un'idea tipica della borgata, perché non si fa la spia. Magari Stefano pensava di parlare quando una volta fuori, senza capire che stava male da morire". "Va considerato anche lo shock, la vergogna di essere stato pestato", ha aggiunto il regista, "E poi la paura che le forze dell'ordine l'avrebbero perseguitato". Forze dell'ordine che hanno negato i permessi per girare le scene a Regina Coeli (luogo in cui spesso si gira), a dimostrazione che l'argomento è molto caldo e quell'omertà verso la verità è ancora molto presente.
"Il problema non è la divisa che porti ma l'essere umano che c'è dietro la divisa", ha continuato Borghi parlando non solo di chi ha compiuto il pestaggio ma anche di chi dopo non ha voluto aiutare Stefano Cucchi, "Se sei un drogato non ti aiuto, è una presa di posizione e questo significa che tutto ciò può accadere di nuovo. Nel 2009, ci sono stati 176 decessi in quel carcere. Mi sembra evidente che il nostro sistema carcerario faccia acqua da tutte le parti. Ci sono persone che lavorano in condizioni disastrose".

Jasmine Trinca, che nel film interpreta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha definito il film: "un atto dovuto, è una vicenda privata ma paradigmatica, perché rispecchia la storia di mille. Questa è una storia che chiama alla responsabilità proprio per l'irresponsabilità che contiene. Nessuno ha avuto uno sguardo pietoso e umano verso questo ragazzo".
Alla domanda se considera quanto successo un omicidio di Stato ha risposto: "Se lo Stato non prende una posizione, lo è. Certo, non è morto cadendo dalle scale".

Ottima l'interpretazione di Alessandro Borghi, che è dimagrito diversi kg per interpretare Stefano Cucchi e ha fatto un attento lavoro di postura fisica per calarsi nella parte, tanto che Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, vedendo il film gli ha detto: "Non so come hai fatto, ma sei uguale a lui".
Ilaria Cucchi, che da quel giorno si batte costantemente perché la verità venga fuori, ha dedicato il film a quei politici (oggi anche ministri) che continuano a non voler vedere la verità e a negare l'evidenza dei fatti spesso insultando sia Stefano Cucchi che la sorella Ilaria.

Il film sarà disponibile su Netflix dal 12 settembre, ma uscirà anche in alcune sale distribuito da Lucky Red.

lunedì 14 maggio 2018

Cannes 2018 - giorno 6

Mentre il festival va avanti, a Cannes si continua a parlare di diritti delle donne.

Dopo mesi di parole e denunce, un piccolo passo per i fatti. A seguito della marcia sul red carpet, oggi c'è stato un incontro tra i vari movimenti nati in questi ultimi mesi organizzato dal collettivo francese 50/50x2020, #MeToo, l'americano Time's Up, la spagnola Cima, la Greek Women's Wave, e l'italiana Dissenso Comune (rappresentata da una delle sue "fondatrici" Jasmine Trinca e da Ginevra Elkann).
Alla presenza del ministro della Cultura francese Francoise Nyssen, della presidente di giuria Cate Blanchett, e di parte della giuria , Kristen Stewart, Lea Seydoux, Khadja Nin e Ava DuVernay (ma erano presenti anche gli uomini della giuria), è stato firmato un documento per sostenere la parità di genere, il "Programming Pledge for Parity and Inclusion in Cinema Festivals". Con questo documento il delegato generale del festival Thierry Fremaux si è ufficialmente impegnato a combattere il gap tra donne e uomini. "Questa è la fine di un ciclo e l'inizio di una nuova era", ha dichiarato Fremaux, "il mondo è cambiato e deve cambiare ancora, dobbiamo mettere in discussione la nostra storia, i numeri parlano chiaro, con solo 82 registe nella selezione ufficiale in settant'anni".
Il protocollo firmato prevede tre punti chiave: disponibilità di statistiche e dati sulla selezione dei film; garantire trasparenza nei criteri di selezione; parità di genere nel consiglio d'amministrazione e negli organi decisionali.

Nel suo intervento Jasmine Trinca (che insieme a Alba Rohrwacher e Giovanna Mezzogiorno sono state le "menti" che hanno dato il via al movimento italiano) ha raccontato cosa ha portato le attrici ad unirsi e fondare Dissenso Comune: "Ci siamo rese conto che, nonostante la denuncia di Asia Argento e di altre donne, la stampa e l'opinione pubblica italiana non aveva accettato la parola delle donne. Da noi in Italia vige un sistema maschilista, sappiamo bene che senza una rivoluzione culturale non cambieremo mai".
"In Italia viviamo nel paese del bunga bunga, sono considerati comportamenti normali", ha continuato Ginevra Elkann, "Siamo un paese molto cattolico e molto maschilista. Dissenso Comune è partito grazie al coraggio di Asia Argento, che però è stata insultata per le sue denunce. Da noi il gender gap è peggiore che altrove, la disparità dei compensi è enorme. Recentemente, grazie all'impegno di Piera Detassis, questo messaggio è arrivato al presidente della Repubblica Mattarella in occasione dei David di Donatello. Siamo partite in 130, adesso siamo 500".

Attendiamo fiduciosi i prossimi passi.

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Intanto, è stato presentato il primo film italiano in Concorso, Lazzaro Felice, diretto proprio da una donna, Alice Rohrwacher. Nel cast Nicoletta Braschi, Alba Rohrwacher, e il debuttante Adriano Tardiolo.

Il film racconta la storia di Lazzaro, un ragazzo di vent'anni che fa il contadino, un ragazzo felice e buono, di una bontà talmente pura e spontanea da farlo sembrare una persona stupide e troppo ingenua, un ragazzo incapace di pensare male delle persone e per questo facile preda di chi vuole approfittarne.

"Lazzaro rappresenta la possibilità per gli uomini di essere buoni", ha dichiarato Alice Rohrwacher, "Lazzaro rappresenta quelle persone che normalmente non sono mai messe in primo piano, ma sono gli ultimi della fila, pur di non disturbare. Questo film esprime fortemente il bene e il male, è quasi una fiaba, ma i Lazzari in tutto questo intreccio non hanno un giudizio. Verso la storia c’è un giudizio, ma Lazzaro non giudica chi ha davanti, ma ha una fiducia incondizionata nel prossimo".
La regista ha finito il film solo quattro giorni fa, una vera corsa contro il tempo, un film che ha molteplici anime, tra cui anche quella religiosa, ma non in senso comune. "E' anche un film religioso, ma nel senso preistorico del termine", ha spiegato la regista, "la storia di San Francesco, non è palesata espressamente ma c’è. La dimensione spirituale è molto importante nella sua concretezza, materialità. E' un film spirituale ma è anche fatto di corpi, di luoghi, di persone, di odori, di lavori".

Protagonista del film è l'esordiente Adriano Tardiolo, scelto in una scuola durante un casting che non ha voluto fare. "E' la prima volta che faccio un film. Con Alice ci siamo conosciuti per caso, a scuola, dove era stata a fare i provini, a cui non avevo però partecipato", ha raccontato l'attore. "Quando gli abbiamo chiesto se volesse fare il film ha detto gentilmente ‘no, grazie’", ha ricordato Alice Rohrwacher, "Per convincerlo abbiamo iniziato a provare per un mese, alla fine poteva accettare o rifiutare e ha detto sì".
Insolito il ruolo di Nicoletta Braschi, che interpreta una donna odiosa e cattiva. "Ho cercato di passare alla marchesa il disgusto che sentivo e provavo per lei e spero che si senta che lei lo prova un po’ anche per se stessa", ha dichiarato l'attrice, "Sono molto grata ad Alice per avermi chiesto di fare questo ruolo da antagonista. È un personaggio che esiste perché le sue azioni crudeli hanno lasciato traccia in tutti i personaggi. La sua cattiveria ha distrutto la vita di tanti".

Il film è stato accolto molto bene dal pubblico e altrettanto bene dalla critica, tanto che c'è già chi lo mette in una short list di possibili premiati.

giovedì 22 marzo 2018

David di Donatello 2018 - miglio film Ammore e Malavita. Ecco tutti i vincitori.

Con una cerimonia in diretta su Rai Uno, sono stati assegnati ieri sera i David di Donatello 2018, gli "Oscar" del Cinema italiano, che quest'anno ha consegnato anche tre David speciali a dei grandi protagonisti del cinema italiano e internazionale, cioè Stefania Sandrelli, Diane Keaton e il grandissimo Steven Spielberg.

Il film più premiato è stato Ammore e Malavita dei Manetti bros, che ha ottenuto cinque David, tra cui il più importante, quello come miglior film.

Il David per la migliore regia è andato a Jonas Carpignano per A Ciambra. Il premio come migliore regista esordiente, che ha avuto l'onore di essere premiato da Steven Spielberg, è andato a Donato Carrisi per La Ragazza nella Nebbia.

Jasmine Trinca (Fortunata) e un commosso Renato Carpentieri (La Tenerezza) hanno vinto il David come migliore attrice e attore protagonista. I premi come non protagonisti sono andati a Claudia Gerini (Ammore e Malavita) e Giuliano Montaldo (Tutto quello che vuoi).

Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli ha ricevuto 4 David. Due per Napoli Velata di Ferzan Ozpetek e il film d'animazione Gatta Cenerentola.
Nelle sezioni dei film stranieri sono stati premiati The Square e Dunkirk.

La serata si è aperta con un divertente e realistico monologo di Paola Cortellesi, a cui poi si sono unite Jasmine Trinca, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Golino, Claudia Gerini e Isabella Ragonese, che hanno introdotto il tema del manifesto di Dissenso Comune, la lettera firmata da più di 120 attrici e lavoratrici dello spettacolo per dire basta alle molestie e chiedere maggiore uguaglianza nel lavoro.

Ecco tutti i premi.

Miglior film
Ammore e malavita, regia di Manetti Bros.

Miglior regista
Jonas Carpignano - A Ciambra

Miglior regista esordiente
Donato Carrisi - La ragazza nella nebbia

Migliore sceneggiatura originale
Nico, 1988

Migliore sceneggiatura adattata
Sicilian Ghost Story

Miglior produttore
Gatta Cenerentola

Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca - Fortunata

Miglior attore protagonista
Renato Carpentieri - La tenerezza

Migliore attrice non protagonista
Claudia Gerini - Ammore e malavita

Miglior attore non protagonista
Giuliano Montaldo - Tutto quello che vuoi

Migliore fotografia
Napoli velata

Miglior musicista
Ammore e malavita

Migliore canzone originale
Bang bang - Ammore e malavita

Miglior scenografia
Napoli velata

Miglior costumista
Ammore e malavita

Miglior truccatore
Nico, 1988

Miglior acconciatore
Nico, 1988

Miglior montatore
A Ciambra

Miglior suono
Nico, 1988

Migliori effetti digitali
Gatta Cenerentola

Miglior documentario di lungometraggio
La lucida follia di Marco Ferreri

Miglior cortometraggio
Bismillah

Miglior film dell'Unione Europea
The Square, regia di Ruben Östlund

Miglior film straniero
Dunkirk, regia di Christopher Nolan

Premio David giovani
Tutto quello che vuoi, regia di Francesco Bruni

David speciale
Stefania Sandrelli 
Steven Spielberg 
Diane Keaton

sabato 1 luglio 2017

Nastri d'Argento 2017 - vince La Tenerezza di Gianni Amelio!

Rivelati i vincitori dei Nastri d'Argento 2017, a trionfare è La Tenerezza.

Quattro Nastri per il film di Gianni Amelio, miglior film, regia, attore protagonista (Renato Carpentieri) e migliore fotografia. Un film che, grazie anche a un cast notevole (Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi), ha avuto un ottimo successo sia di pubblico che di critica.

Il film più premiato di questa edizione però è stato Indivisibili, di Edoardo de Angelis, che si è portato a casa ben cinque Nastri "tecnici".

Dopo il premio di Cannes, Jasmine Trinca vince anche il Nastro d'Argento come migliore attrice per il film Fortunata. Per lo stesso film è stato premiato anche Alessandro Borghi come migliore attore non protagonista. Sono due invece le vincitrici del Nastro come migliore attrice non protagonista, Sabrina Ferilli (Omicidio all’italiana) e Carla Signoris (Lasciati andare), entrambe premiate per due commedie.

Come già annunciato mesi fa, Monica Bellucci è stata premiata con il Nastro d’argento europeo per On the milky road – Sulla via lattea ,di Emir Kusturica, mentre alla serie The Young Pope di Paolo Sorrentino è stato assegnato il premio Opera dell'anno.

La cerimonia di consegna si svolgerà questa sera nello storico Teatro di Taormina ma sarà mandata in onda su Rai Uno il 14 luglio in seconda serata.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Miglior Film
La tenerezza di Gianni Amelio

Miglior regista
Gianni Amelio per La tenerezza

Miglior regista esordiente
Andrea De Sica per I figli della notte

Miglior commedia
L’ora legale di Ficarra e Picone

Miglior produttore
Attilio De Razza per L’ora legale e Pier Paolo Verga per Indivisibili

Miglior soggetto
Nicola Guaglianone per Indivisibili

Migliore sceneggiatura
Francesco Bruni per Tutto quello che vuoi

Migliore attore protagonista
Renato Carpentieri per La tenerezza

Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca per Fortunata

Migliore attore non protagonista
Alessandro Borghi per Fortunata e Il più grande sogno

Migliore attrice non protagonista
Sabrina Ferilli per Omicidio all’italiana; Carla Signoris per Lasciati andare

Migliore fotografia
Luca Bigazzi per La tenerezza e Tutto quello che vuoi

Migliore scenografia
Marco Dentici per Fai bei sogni e Sicilian Ghost Story

Migliori costumi
Massimo Cantini Parrini per Indivisibili

Migliore montaggio
Francesca Calvelli per Fai bei sogni

Migliore sonoro in presa diretta
Alessandro Rolla per Fortunata

Migliore colonna sonora
Enzo Avitabile per Indivisbili

Migliore canzone originale
Abbi pietà di noi di Enzo Avitabile per Indivisibili

Opera dell’anno
The Young Pope di Paolo Sorrentino

Nastro d’argento alla carriera
Roberto Faenza per La verità sta in cielo

Nastro d’argento europeo
Monica Bellucci per On The Milky Road – Sulla via Lattea

Nastro d’argento Speciale
Giuliano Montaldo per Tutto quello che vuoi

domenica 21 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 5

Domenica interessante al festival, tra Concorso e la sezione Un Certain Regard, che oggi parla italiano.

Presentato in Concorso il secondo film targato Netflix, si tratta di The Meyerowitz Stories, nuovo film di Noah Baumbach con un cast stellare: Dustin Hoffman, Adam Sandler, Ben Stiller e Emma Thompson.

Al centro del film c'è il personaggio di Dustin Hoffman, professore d'arte e scultore in pensione. Intorno a lui si muovo i suoi tre figli - Ben Stiller, Adam Sandler e Elizabeth Marvel - avute con donne diverse, la nipotina che sogna di fare la regista, e l'attuale compagna (Emma Thompson), hippy e dedita all'alcol. Rapporti complicati, gelosie, difficoltà di relazioni, quando il patriarca della famiglia finirà in ospedale, tutti i figli dovranno affrontare una volta per tutte il rapporto con il padre.

Felicità dal parte della stampa che finalmente ha assistito a una conferenza molto divertente. Tra battute, ironia e la faccia impassibile di Dustin Hoffman a rendere il tutto ancora più surreale. come quando ha colto in contropiede una giornalista che ha definito il film "interessante", l'attore ha risposto: "Non è la parola giusta. Così si capisce che non le è piaciuto, dica la verità".

Parlando del film, il regista ha analizzato i temi, ricorrenti nelle sue pellicole, e i personaggi di questo film. "La dinamica tra genitori e figli è interessante e molti dei miei film affrontano, il divario tra quello che vorremmo essere e quello che siamo", ha spiegato Baumbach, "Se poi si parla di successo professionale, fama e affermazione artistica c'è parecchio da dire. Il film, attraverso i personaggi, si chiede che cosa significa il successo. Il personaggio di Sandler sente di aver fallito nella vita anche se è un ottimo padre, perché questo tipo di riuscita nella sua famiglia non conta. Quello di Ben Stiller invece, anche se è bravo nel suo lavoro, si sente un fallito perché non è un artista come il padre, che a sua volta però è convinto che la sua arte non ha avuto abbastanza fama. Sono tutte dinamiche familiari che conosco ma certo ci vogliono diciott'anni di analisi per comprenderle!".

Inevitabili gli elogi da parte degli attori verso Dustin Hoffman, in particolare Ben Stiller ha dichiarato: "Non ho mai preso alla leggera essere alla presenza di Dustin sul set. Lui è stato un modello e un’ispirazione, ed è anche una persona divertente e generosa, ma non puoi evitare di sentirti frustrato dal suo curriculum. Quando siamo a cena lui potrebbe tirare fuori in ogni momento aneddoti incredibili! Lavorare con lui è un enorme privilegio, è stato un modello e un riferimento per me fin da quando ero piccolo". Complimenti a cui Hoffman ha risposto in maniera tutt'altro che seria. "Mi sento male ogni volta che qualcuno dice che è cresciuto con i miei film", ha detto l'attore, "vi prego alzi la mano chi è più vecchio di me in questa sala. Io avrei voluto interpretare uno dei due figli, quando ho letto la sceneggiatura mi sono detto: non voglio fare un altro vecchio".

Una sceneggiatura che ha colpito subito gli attori. "La scrittura di Noah è precisa, unica, il suo stile è personale", ha dichiarato Ben Stiller, alla sua quarta collaborazione col regista, "dalle riprese, al montaggio, al risultato finale. E mi sento orgogliosi di far parte di questo lavoro". "Già... tanto che abbiamo lavorato tutti gratis", è intervenuto Dustin Hoffman sempre in modo poco serio, "Noah è molto esperto, dovevamo recitare i suoi dialoghi parola per parola, ci piacesse o meno: era dai tempi de Il Laureato che mi capitava qualcosa del genere, ma è stato giusto, perché c’è una musicalità unica nella sua scrittura. Non so se vorrò ancora lavorare con lui, ma non si può di certo negare suo talento".
Anche Emma Thompson si è trovata molto bene sul set, incuriosita dai colleghi e dal ruolo. "In questo cast siamo tutti anche comici e questo fa la differenza, puoi dire qualcosa di molto serio anche con la commedia", ha detto l'attrice, affascinata dal suo personaggio, "Ha qualcosa di esotico e di affascinante, forse perché sono inglese. Non avevo idea di quel che ne sarebbe venuto fuori. Ho dovuto interpretare un’americana... cosa non facile. E un’alcolizzata, cosa molto più facile! e la cosa mi ha rilassato, perché un’americana alcolizzata sarebbe stata meno impegnativa".

E' stata ovviamente affrontata la polemica Netflix. ad aprire e chiudere velocemente la questione ci ha pensato Dustin Hoffman: "A casa ho una tv con uno schermo molto grande". Battuta a cui il Baumbach ha risposto: "Abbiamo risolto, andiamo tutti a vedere il film nel salotto di Dustin".
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Un Certain Regard nel segno dell'Italia oggi con la presentazione del nuovo film di Sergio Castellitto, Fortunata, con Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi e Edoardo Pesce.

Il film racconta la storia di Fortunata (J.Trinca), una donna dalla vita complicata e indaffarata. Madre di una bambina di otto anni, con un matrimonio fallito sulle spalle, abita a Tor Pignattara e fa la parrucchiera a domicilio in giro per la città, entrando nelle case di famiglie benestanti. Il suo sogno è aprire un negozio tutto suo e sa che per farlo deve lavorare ed essere dura, ferma. Pronta a tutto, Fortunata non aveva messo in conto l'arrivo di un uomo che la vedrà per quello che è.

Annunciando la presenza del film a Cannes, gli organizzatori del festival l'avevano paragonato (con le dovute precauzioni del caso) a Mamma Roma di Pasolini. In comune i due film hanno solamente la provincia romana e una protagonista donna forte e decisa. In generale il film, scritto da Margaret Mazzantini (scrittrice e moglie di Castellitto) è molto lontano dal capolavoro di Pasolini, niente realismo, Castellitto ha messo in piedi un opera colorata, rumorosa, un po' coatta, eccessiva, e anche un po' "pop".

"È un film popolare, così intendevo partorire Fortunata", ha dichiarato il regista, "Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare. Ma è anche il nome di una donna. E soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. La drammaturgia di questa storia è suggerita direttamente dai personaggi. È Fortunata stessa, la sua natura primordiale e sconnessa ad indicare la composizione della storia. I fatti, i colpi di scena, sono frutto naturale e inevitabile del comportamento di lei. Perché la vita materiale di questa donna ne nasconde un’altra, fatta di psiche, sogni rimossi, un disegno misterioso che si comporrà".
Molto brava Jasmine Trinca, con un look molto diverso dal solito. "In Fortunata sono una madre di cui avevo un esempio diretto, anch'io vengo da una quartiere popolare, l’attaccamento alle radici è saldo", ha raccontato l'attrice, "Fortunata è un po' una disgraziata, combatte contro la fatica di vivere. Sergio mi ha lasciato la libertà di cercare Fortunata dentro di me. Un personaggio senza pudori, senza protezioni, consapevole di essere sbagliata, portatrice di una grande sofferenza che magari neanche conosce a fondo. La bellezza è la sua voglia di riscattarsi come donna, al di là della sua ovvia ignoranza".

Il film è uscito nelle sale il 20 maggio.

domenica 14 luglio 2013

Nastri d'Argento 2013 - i vincitori

In realtà la premiazione dei Nastri d'Argento 2013 è stata fatta più di una settimana fa, i vincitori sono ormai già noti, ma la Rai ha mandato in onda la cerimonia solo ieri sera in seconda serata, e dire che era in differita, è dire poco. Incomprensibile il perché, l'utilità di mandare in onda una premiazione con tutto questo ritardo non si capisce, è inutile e non aiuta il cinema italiano che si trova nuovamente sul piede di guerra a causa dei tagli al tax credit.

Comunque, trionfatore della serata è stato Giuseppe Tornatore che con il suo 'La Migliore Offerta' si è portato a casa sei Nastri, uno anche per il grande Ennio Morricone. Quattro i premi per 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino, tra cui migliore attore e attrice non protagonisti, a Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

Ottimo risultato per Valeria Golino che ha vinto come migliore regista esordiente, per 'Miele', e che ha fatto guadagnare un meritato Nastro come migliore attrice a Jasmine Trinca. Migliore attore protagonista, Aniello Arena per 'Reality'. Assegnato a Toni Servillo un Nastro d'Argento "straordinario".

Premi anche per Alessandro Gassman, Maria Sole Tognazzi, Gianni Morandi, che ha ritirato anche un vecchio Nastro di Lucio Dalla, Sergio Castellitto e Bernardo Bertolicci, che ha vinto il Nastro dell'anno con 'Io e Te'.

Ecco l'elenco completo dei vincitori.

- Film dell'anno: 'Io e te' di Bernardo Bertolucci

- Regista del Miglior Film: Giuseppe Tornatore, 'La migliore Offerta'

- Regista Esordiente: Valeria Golino, 'Miele'

- Migliore Commedia: 'Viaggio Sola' di Maria Sole Tognazzi

- Attore Protagonista: Aniello Arena, 'Reality'

- Attrice Protagonista: Jasmine Trinca, 'Miele' e 'Un giorno devi andare'

- Attore non Protagonista: Carlo Verdone, 'La grande bellezza'

- Attrice non Protagonista: Sabrina Ferilli, 'La grande bellezza'

- Produttore: Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, 'La migliore Offerta'

- Soggetto: Massimo Gaudioso, Matteo Garrone, 'Reality'

- Sceneggiatura: Roberto Andò e Angelo Pasquini, 'Viva la libertà'

- Fotografia: Luca Bigazzi, 'L’intervallo', 'La grande bellezza' e 'Un giorno speciale'

- Scenografia: Maurizio Sabatini, Raffaella Giovannetti, 'La migliore offerta'

- Costumi: Maurizio Millenotti, 'Reality' e 'La migliore offerta'

- Montaggio: Massimo Quaglia, 'La migliore offerta'

- Sonoro in presa diretta: Emanuele Cecere, 'La grande bellezza' e 'Miele'

- Colonna Sonora: Ennio Morricone, 'La migliore offerta'

- Canzone Originale: "Amor mio" di Cesare Cremonini e Gianni Morandi, 'Padroni di casa'

- Nastri Speciali:
a Roberto Herlitzka alla carriera;
a Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini

- Nastro straordinario dell’anno: Toni Servillo

- Premi “Guglielmo Biraghi” 2013:
Rosabell Laurenti Sellers e Filippo Scicchitano.
Menzioni speciali a Jacopo Olmo Antinori e Giulia Valentini

Altri Premi:

- Nastro d’Argento Bulgari: Tea Falco
- Hamilton Behind the camera-Nastri d’Argento opera prima: Alessandro Gassman, 'Razzabastarda'
- Persol, personaggio dell’anno: Maria Sole Tognazzi, 'Viaggio sola'
- Cusumano-Nastri d’Argento per la Commedia: Francesca Neri, 'Una famiglia perfetta'
- Premio speciale per la canzone: Marco Alemanno e Lucio Dalla, 'Pinocchio'


Frra

giovedì 30 maggio 2013

Nastri d'Argento 2013, le candidature - In testa Sorrentino e Tornatore

Sono state annunciate oggi al museo MAXXI di Roma le candidature ai Nastri d'Argento 2013.

Testa a testa fra 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino e 'La Migliore Offerta' di Giuseppe Tornatore, con nove nomination ciascuno.

Fra i registi nominati da sottolineare la presenza del giovane Claudio Giovannesi per il suo 'Alì ha gli Occhi Azzurri', che affianca grossi nomi come Bellocchio, Sorrentino, Tornatore e Andò. Tre attori nominati fra i nominato come migliori registi esordienti, Valeria Golino, Alessandro Gassmann e Luigi Lo Cascio.

Sei gli attori nominati nella categoria miglior attore, due, Raoul Bova e Marco Giallini, per lo stesso film, poi Valerio Mastandrea, Aniello Arena, Luca Marinelli e Francesco Scianna. Fra le attrici, oltre alle habitué Margherita Buy (sei Nastri vinti su undici nomination in carriera), troviamo Jasmine Trinca, Laura Morante, Kasia Smutniak e, un po' a sorpresa, Laura Chiatti. Particolarità: molti degli attori nominati, sia fra i protagonisti che fra i non protagonisti, e anche alcuni nelle nomination tecniche, hanno ricevuto la candidatura per due o più film.

Categoria a parte per le commedie, nominati 'Benvenuto Presidente', 'Buongiorno Papà', 'Tutti Contro Tutti', 'Una Famiglia Perfetta' e 'Viaggio Sola'.

La cerimonia sarà il 6 luglio al Teatro Antico di Taormina, come sempre, e sarà trasmessa da Rai Uno. Ecco tutte le candidature:

REGISTA DEL MIGLIOR FILM
Roberto Andò - Viva la libertà
Marco Bellocchio - Bella addormentata
Claudio Giovannesi - Alì ha gli occhi azzurri
Paolo Sorrentino - La grande bellezza
Giuseppe Tornatore - La migliore offerta

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Giuseppe Bonito - Pulce non c'è
Leonardo Di Costanzo - L'intervallo
Alessandro Gassmann - Razzabastarda
Valeria Golino - Miele
Luigi Lo Cascio - La città ideale

COMMEDIA
Benvenuto Presidente - di Riccardo Milani
Buongiorno papà - di Edoardo Leo
Tutti contro tutti - di Rolando Ravello
Una famiglia perfetta - di Paolo Genovese
Viaggio sola - di Maria Sole Tognazzi

ATTORE PROTAGONISTA
Aniello Arena - Reality
Raoul Bova - Marco Giallini - Buongiorno papà
Luca Marinelli - Tutti i santi giorni
Valerio Mastandrea - Gli equilibristi, Viva la libertà
Francesco Scianna - Itaker

ATTRICE PROTAGONISTA
Margherita Buy - Viaggio sola
Laura Chiatti - Il volto di un'altra
Laura Morante - Appartamento ad Atene
Kasia Smutniak - Benvenuto Presidente, Tutti contro tutti
Jasmine Trinca - Miele, Un giorno devi andare

ATTORE NON PROTAGONISTA
Stefano Altieri - Tutti contro tutti
Carlo Cecchi - Miele
Fabrizio Falco - E' stato il figlio, Bella addormentata
Michele Riondino - Acciaio, Bella addormentata
Carlo Verdone - La grande bellezza

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Claudia Gerini - Il comandante e la cicogna, Una famiglia perfetta
Sabrina Ferilli - La grande bellezza
Anna Foglietta - Colpi di fulmine
Eva Riccobono - Passione sinistra
Fabrizia Sacchi - Viaggio sola

PRODUTTORE
S.Bachini, G.Diritti, L.Cerri in collaborazione con V.De Paolis - Un giorno devi andare
Angelo Barbagallo - Viva la libertà
Donatella Botti - Il rosso e il blu, Viaggio sola
Isabella Cocuzza, Arturo Paglia - La migliore offerta
Nicola Giuliano, Francesca Cima - La grande bellezza
Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri - Miele

SOGGETTO
Fabio Bonifacci - Benvenuto Presidente
Massimo Gaudioso, Matteo Garrone - Reality
Pappi Corsicato, Monica Rametta - Il volto di un'altra
Maurizio Braucci, Leonardo Di Costanzo - L'intervallo
Ivan Cotroneo, Francesca Marciano, Maria Sole Tognazzi - Viaggio sola

SCENEGGIATURA
Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli - Bella addormentata
Giuseppe Piccioni,Francesca Manieri - Il rosso e i blu
Paolo Sorrentino, Umberto Contarello - La grande bellezza
Giuseppe Tornatore - La migliore offerta
Roberto Andò, Angelo Pasquini - Viva la libertà

FOTOGRAFIA
Luca Bigazzi - L'intervallo, La grande bellezza, Un giorno speciale
Roberto Cimatti - Un giorno devi andare
Italo Petriccione - Educazione siberiana
Federico Schlatter - Razzabastarda
Fabio Zamarion - La migliore offerta

SCENOGRAFIA
Marco Dentici - Bella addormentata, E' stato il figlio
Francesco Frigeri - Venuto al mondo
Rita Rabassini - Educazione siberiana
Paolo Bonfini - Reality
Maurizio Sabatini, Raffaella Giovannetti - La migliore offerta

COSTUMI
Patrizia Chericoni - Educazione siberiana
Roberto Chiocchi - Il volto di un'altra
Daniela Ciancio - La grande bellezza
Grazia Colombini - E' stato il figlio
Maurizio Millenotti - Reality, La migliore offerta

MONTAGGIO
Clelio Benevento - Viva la libertà
Walter Fasano - Viaggio sola
Giogio' Franchini - Miele
Massimo Quaglia - La migliore offerta
Giuseppe Trepiccione - Alì ha gli occhi azzurri

SONORO IN PRESA DIRETTA
Maurizio Argentieri - Venuto al mondo
Gaetano Carito e Pierpaolo Merafino - Bella addormentata
Emanuele Cecere - La grande bellezza, Miele
Gilberto Martinelli  - La migliore offerta
Carlo Missidenti - Un giorno devi andare

COLONNA SONORA
Thony - Tutti i santi giorni
Marco Betta  -Viva la libertà
Pivio e Aldo De Scalzi - Razzabastarda
Lele Marchitelli - La grande bellezza
Ennio Morricone - La migliore offerta

CANZONE ORIGINALE
"Il silenzio" di Niccolò Fabi - Pulce non c'è
"Hey Sister" di Violante Placido - Cose cattive
"La Cicogna" di Vinicio Capossela - Il comandante e la cicogna
"Grovigli" di Malika Ayane - Tutti i rumori del mare
"Amor mio" di Gianni Morandi - Padroni di casa
"Se si potesse non morire" dei Modà - Bianca come il latte, rossa come il sangue


Frra

sabato 18 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 3 e 4

Festival col brivido ieri a Cannes. Nella notte rapina alla gioielleria Chopard con la cassaforte strappata dal muro e portata via intero con tutti i gioielli dentro, e durante la giornata un folle ha sparato in aria, per fortuna a salve, momenti vissuti in diretta durante una trasmissione di Canal+ in cui erano ospiti anche i giurati Daniel Auteil e Christoph Walz.

Ma ieri è stato soprattutto, ed è un piacere dirlo, il giorno di Valeria Golino nella sezione Un Certain Regard con il suo film 'Miele', debutto alla regia per l'attrice. Film con un tema molto delicato come il suicidio assistito che ha convinto la critica, soprattutto quella estera, e ha  poi raccolto grandi applausi la sera alla proiezione per il pubblico. 

"Voglio bene a questo piccolo film che mi ha portato fin qui. Sono felice, ma non riesco a godere di questo momento", ha detto Valeria Golino in conferenza, "Provo tensione, qualcosa a cui non riesco a dare un nome, vorrei essere più contenta e serena, forse fra un mese lo sarò". Un film per cui la Golino ha lottato e non nasconde che i no sono stati tanti: "A dirmi di no sono stati anche molti amici. E devo ammettere di esserci rimasta molto male. La soddisfazione più grande è stato vederli ricredersi e venirmi a chiedere scusa". Alla domanda su quali fossero state le scene più difficili da girare, la Golino non ha dubbi, le scene dei suicidi assistiti. "Avevo molta apprensione, perché non volevo spettacolarizzare il dolore e neppure nasconderlo", ha detto la regista/attrice, "Tutta la troupe mi è stata vicina perché quelle scene non diventassero sentimentali e avessero una certa sacralità".
Ad accompagnarla il cast compresa la protagonista Jasmine Trica, quasi una veterana del festival visto che in passato ha partecipato con 4 film ed è stata anche giurata in Un Certain Regard nel 2007. Molto apprezzata la sua prova, in conferenza la Trinca ha detto che nonostante il grande stress emotivo si sentita molto a suo agio durante le riprese e il merito è stato soprattutto dell'alchimia con Valeria Golino. E sul film "'Miele' è un film non solo italiano perché entra in empatia con altre storie del mondo". La Golino ha spiegato la scelta di Jasmine Trinca come protagonista, ammettendo che comunque se avesse potuto lo avrebbe fatto lei: "Era un ruolo disegnato su una donna giovane e io trovo che Jasmine sia perfetta per incarnare un tipo di donna come questa. Ma se fossi stata più giovane non avrei esitato a litigarmi con lei il ruolo della protagonista. E poi devo ammettere che mi basta fare un lavoro alla volta: dirigere un film per la prima volta è stato già abbastanza faticoso".

Il film è già in sala in Italia. Va sottolineato come il film abbia convinto soprattutto la critica e il pubblico estero, a dimostrazione di come il cinema italiano venga spesso apprezzato più fuori dall'Italia che a casa nostra.

Film interessanti anche dal Concorso, con 'The Past' del regista iraniano Asghar Farhadi, con un ottimo cast, nel quale troviamo anche Bénérice Bejo che, a quanto pare, offre una bella prova. Un dramma familiare che ha strappato applausi da pubblico e critica e che si candida seriamente per un premio nella serata finale.

Altro film ad aver ricevuto ottime critiche e applausi è stato 'Like Father, Like Son' del regista Hirokazu Kore-eda. Anche questa pellicola potrebbe dire la sua alla fine del Festival.

Entrambi i film erano fra quelli favoriti o comunque fra i più attesi dalla critica, insomma le reazioni positive non sono poi una sorpresa.

Destinato a fare scandalo invece il film 'L'inconnu du Lac' di Alain Guiraudie. Un film a tematica omosessuale con scene di sesso esplicite mostrare in primo piano o messe ben in evidenza e per i protagonisti che passano gran parte del film (quasi tutto praticamente) nudi. 
Il film racconta di "cruising" e di Franck, Michel e Henri, tre uomini che si incontrano e si conoscono in riva ad un lago. Al di là degli scandali e delle chiacchiere, il film ha detta di molti è ben girato, molto ironico ma con un peso specifico importante. 
Un film che potrebbe rivelarsi un outsider nella sezione Un Certain Regard e che potrebbe dire la sua per la Queer Palm.


Oggi invece è arrivato a Cannes Benicio Del Toro per presentare il film 'Jimmy P.' di Arnaud Desplechin, nel cast anche Mathieu Amalric. Del Toro interpreta un nativo americano reduce dalla Seconda Guerra Mondiale che viene ricoverato in una clinica psichiatrica a causa di alcuni problemi riconosciuti come mentali e non fisici. In ospedale subentra la diffidenza verso il suo essere nativo americano, così viene chiamato un antropologo europeo specializzato in certi casi. Il film è stato presentato in Concorso.


Frra