Visualizzazione post con etichetta Un Certain Regard. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Un Certain Regard. Mostra tutti i post

sabato 25 maggio 2019

Cannes 2019 - Palma d'oro a Parasite di Bong Joon-ho

Si è conclusa poco fa la 72a edizione del Festival di Cannes. La Palma d'Oro 2019 è stata assegnata al film Parasite (Gisaengchung) del regista coreano Bong Joon-ho.

Un vincitore quasi annunciato, il film era da tutti considerato il favorito, ha ricevuto subito delle recensioni entusiastiche, conquistando critica e pubblico.
Altro vincitore annunciato, Antonio Banderas, che ha ricevuto il premio come migliore attore per la sua ottima performance nel film Dolor y Gloria di Almodovar. Migliore attrice la britannica Emily Beecham per il film Little Joe.

Resta a mani vuote Quentin Tarantino con il suo C'era una Volta a Hollywood (che però ha vinto la Palm Dog per il miglior cane in un film, premio ritirato dallo stesso regista). Nessun premio anche per l'unico film italiano in Concorso, Il Traditore di Bellocchio.

Ecco tutti i vincitori, del Concorso e della sezione Un Certain Regard.

Palma d’Oro: “Parasite,” Bong Joon-ho
Grand Prix: “Atlantique,” Mati Diop
Gran Premio della Giuria: “Les Misérables” (Ladj Ly) e “Bacurau” (Kleber Mendonça Filho, Juliano Dornelles)
Migliore attrice: Emily Beecham, “Little Joe”
Miglior attore: Antonio Banderas, “Dolor Y Gloria”
Miglior regista: Jean-Pierre & Luc Dardenne, “Young Ahmed”
Miglior sceneggiatura: “Portrait of a Lady on Fire,” Céline Sciamma
Menzione speciale della giuria: “It Must Be Heaven,” Elia Suleiman
Camera d’Or: “Our Mothers,” César Díaz
Palma d’Oro al cortometraggio: “The Distance Between Us And The Sky,” Vasilis Kekatos
Menzione speciale della giuria: “Monstruo Dios,” Agustina San

Queer Palm (lungometraggio): “Portrait of a Lady on Fire,” Céline Sciamma
Queer Palm (cortometraggio): “The Distance Between Us And The Sky,” Vasilis Kekatos

Un Certain Regard Award: The Invisible Life of Eurídice Gusmão by Karim Aïnouz
Un Certain Regard Jury Prize: Fire Will Come by Oliver Laxe
Un Certain Regard Award for Best Director: Kantemir Balagov for Beanpole
Un Certain Regard Jury Award for Best Performance: Chiara Mastroianni for On a Magical Night
Un Certain Regard Special Jury Prize: Albert Serra for Liberté ; Bruno Dumont for Joan of Arc
Coup de Cœur Award: A Brother’s Love by Monia Chokri ; The Climb by Michael Angelo Covino

giovedì 10 maggio 2018

Cannes 2018 - giorno 2

Fuori dal festival cinque attrici, Jessica Chastain, Marion Cotillard, Penelope Cruz, Lupita Nyong'o e Fan Bingbing, portano un po' di Hollywood e di glamour, presentando il progetto di uno spy movie tutto al femminile intitolato 355.
Nel festival invece, dopo il Concorso, prende il via anche la sezione Un Certain Regard con il film keniano Rafiki.

L'opera prima della regista keniota Wanuri Kahiu è un film che racconta la storia d'amore tra due ragazze a Nairobi, un'attrazione che scoppia all'improvviso e mette in pericolo le due fino quasi a subire un linciaggio.

Un film con una tematica, quella dell'omosessualità, tabù in Kenya e infatti il film è stato censurato e addirittura proibito nel paese. Rafiki però ha avuto la soddisfazione di arrivare fino al Festival di Cannes, occasione di cui la regista si è detta molto felice. "E' un onore immenso essere a Cannes, un’occasione importante per gli interpreti, la troupe e il cinema kenyota", ha dichiarato la Kahiu, che ha poi spiegato l'origine della parola "rafiki": "Rafiki significa "amico" in Swahili. Spesso in Kenya quando le gente dello stesso sesso ha una storia, o vuole presentare un fidanzato, un amante, usa proprio il termine rafiki".

Una storia che affronta un tema molto delicato nei paesi africani, la regista ha dovuto convincere una delle due attrici ad accettare il ruolo. "So che non è semplice in Kenya recitare una parte del genere, ma Sam [Samantha Mugatsia] non ha rinunciato e ha abbracciato il progetto, contribuendo a costruire Kena e a farla vivere", ha raccontato la regista, "Sheila [Sheila Munyiva] invece è arrivata al provino piena di gioia di vivere. Era affascinante, curiosa, il suo aspetto era perfettamente complementare a quello di Samantha. All'inizio era perplessa per il ruolo, ma alcune persone vicine, sensibili all'argomento, le hanno fatto capire l’importanza della parte, così ha accettato".

-
Presentato invece in Concorso il film Leto (Summer), del regista russo Kirill Serebrennikov, uno dei due registi impossibilitati a presenziare al festival perché in stato di arresto nel proprio paese.

Ambientato a Leningrado negli anni '80, nell'ambiente rock, 'Leto' racconta l'incontro tra un giovane musicista, Viktor Tsoï, e il suo idolo MIke, e anche con sua bellissima moglie. Un incontro che cambierà la vita del ragazzo.

Un film, come dichiarato dal produttore, il regista "ha finito di editare a casa, a febbraio. La presenza a Cannes è dunque cruciale, anche per questa situazione e per la Storia. Sentiamo il supporto del giornalismo, molto, è un forte tema di discussione in questo momento, soprattutto nel nostro Paese. Il film non ha avuto sostegni statali, ma è un film storico che però Kirill riesce a far parlare del presente".

-
Al festival è arrivano anche il regista di Black Panther Ryan Coogler, protagonista di una masterclass con il pubblico. Stasera il film della Marvel sarà proiettato sulla spiaggia di Cannes.

-
Primo film italiano al festival, nella sezione Quinzaine des Réalisateurs è stato presentato La strada dei Samouni, di Stefano Savona. Un docu-fiction realizzato sia in immagini che in animazione, firmata da Simone Massi, che racconta la vita alla periferia di Gaza e il massacro di ventinove civili durante l'operazione Piombo Fuso dell'esercito israeliano nel 2009.

giovedì 12 aprile 2018

Cannes 2018 - due film italiani in Concorso. Ecco il programma.

E' stato presentato al pubblico questa mattina il programma completo del Festival di Cannes 2018.

Poche sorprese, pochi divi, e soprattutto niente Hollywood, scelta rischiosa perché si sa che il festival (tutti i festival) hanno bisogno di nomi, di divi e grandi stelle per avere la giusta pubblicità e attenzione da parte dei media e del pubblico. Ma il festival quest'anno ha deciso di fare a meno dei grandi nomi hollywoodiani e il direttore del festival Thierry Fremaux ha spiegato questa scelta dicendo che in passato il festival è stato accusato di portare sempre gli stessi nomi, così quest'anno si è deciso di cambiare. Hollywood però è molto vasta e piena di registi, attori e attrici che a Cannes non sono mai stati, quindi la spiegazione data da Fremaux è poco credibile e, onestamente, lascia il tempo che trova.

Altra assenza "rumorosa" è quella di Netflix, ma questo è un discorso molto diverso. Nei giorni scorsi Fremaux aveva annunciato che il festival non avrebbe più ospitato in Concorso film non destinati alla sala cinematografica. Ragionamento del tutto legittimo. Fremaux aveva comunque lasciato la porta del "Fuori Concorso" aperta a questi prodotti. Proposta rifiutata seccamente dal CEO di Netflix, secondo il quale in questo modo i loro film rischiano di essere trattati "con poco rispetto". Quella del "Cinema vs Streaming" è una polemica destinata a proseguire.

Ma chi ci sarà al Festival di Cannes 2018? l'Italia è presente con ben due film in Concorso. Ci sarà Matteo Garrone con il suo Dogman, film ispirato alla vicenda di cronaca del Canaro della Magliana, e ci sarà anche Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher.
In Concorso spiccano anche i nomi di Jean-Luc Godard (87 anni), Spike Lee, e Nadine Labaki. Particolarmente nutrita la rappresentanza del cinema asiatico.

Italia presente anche nella sezione Un Certain Regard, con Valeria Golino e il suo ultimo film da regista, Euphoria.

Il film d'apertura sarà Everybody Knows di Asghar Farhadi (in Concorso), con Penelope Cruz e Javier Bardem protagonisti. Unico vero evento Fuori Concorso è la presenza di Solo: A Star Wars Story, spin off di Star Wars dedicato al personaggio di Han Solo.

Thierry Fremaux ha dichiarato che il programma non è ancora definitivo, non è escluso quindi qualche inserimento dell'ultima ora, tre i titoli caldi in questo senso. Ci sono possibilità per il nuovo film di Paolo Sorrentino, Loro (parte 1 e 2), su cui il direttore del festival ha dichiarato "stiamo cercando di capire come proiettarlo". Possibilità anche per The House that Jack Built, che segnerebbe il ritorno di Lars Von Trier, il quale - ricordiamo - era stato bandito dal festival dopo una battutaccia infelice sul nazismo e l'Olocausto. Terzo titolo possibile è quello di The Man Who Killed Don Quixote, il "film maledetto" di Terry Gilliam.

In attesa di ulteriori notizie, ecco il programma del festival.

Concorso 
TODOS LO SABEN (EVERYBODY KNOWS) di Asghar Farhadi (film d'apertura) 
EN GUERRE (AT WAR) di Stéphane Brizé 
DOGMAN di Matteo Garrone 
LE LIVRE D’IMAGE di Jean-Luc Godard 
NETEMO SAMETEMO (ASAKO I & II) di Ryusuke Hamaguchi 
PLAIRE AIMER ET COURIR VITE (SORRY ANGEL) di Christophe Honoré 
LES FILLES DU SOLEIL (GIRLS OF THE SUN) di Eva Husson 
ASH IS PUREST WHITE di Jia Zhang-Ke 
SHOPLIFTERS di Kore-Eda Hirokazu 
CAPHARNAÜM (CAPERNAUM) di Nadine Labaki 
BUH-NING (BURNING) di Lee Chang-Dong 
BLACKKKLANSMAN di Spike Lee 
UNDER THE SILVER LAKE di David Robert Mitchell 
THREE FACES di Jafar Panahi 
ZIMNA WOJNA (COLD WAR) di Pawel Pawlikowski 
LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher 
YOMEDDINE di A.B Shawky 
LETO (L’ÉTÉ) di Kirill Serebrennikov

Séance de Minuit:
ARCTIC di Joe Penna 
GONGJAK (The Spy Gone North) di Yoon Jong-Bing

Séance Spéciale
10 YEARS IN THAILAND di Aditya Assarat, Wisit Sasanatieng, Chulayarnon Sriphol & Apichatpong Weerasethakul 
THE STATE AGAINST MANDELA AND THE OTHERS di Nicolas Champeaux & Gilles Porte 
O GRANDE CIRCO MÍSTICO (LE GRAND CIRQUE MYSTIQUE) di Carlo Diegues 
LES ÂMES MORTES (DEAD SOULS) di Wang Bing 
À TOUS VENTS (TO THE FOUR WINDS) di Michel Toesca 
LA TRAVERSÉE di Romain Goupil 
LE PAPE FRANÇOIS – UN HOMME DE PAROLE (POPE FRANCIS – A MAN OF HIS WORD) di Wim Wenders

Un Certain Regard
GRÄNS (BORDER) di Ali Abbasi 
SOFIA by Meyem Benm’Barek 
LES CHATOUILLES (LITTLE TICKLES) di Andréa Bescond & Eric Métayer 
LONG DAY'S JOURNEY INTO NIGHT di Bi Gan 
MANTO by Nandita Das 
À GENOUX LES GARS (SEXTAPE) di Antoine Desrosières 
GIRL di Lukas Dhont 
GUEULE D’ANGE (ANGEL FACE) di Vanessa Filho 
EUPHORIA di Valeria Golino 
RAFIKI (FRIEND) di Wanuri Kahiu 
MON TISSU PRÉFÉRÉ (MY FAVORITE FABRIC) di Gaya Jiji 
DIE STROPERS (THE HARVESTERS) di Etienne Kallos 
IN MY ROOM di Ulrich Köhler 
EL ANGEL di Luis Ortega 
THE GENTLE INDIFFERENCE OF THE WORLD di Adilkhan Yerzhanov

Fuori Concorso
SOLO: A STAR WARS STORY di Ron Howard 
LE GRAND BAIN di Gilles Lellouche

sabato 20 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 4

In Concorso arriva la satira del regista svedese Ruben Östlund con il suo The Square.

Al centro del film c'è Christian, curatore di un museo d'arte moderna e contemporanea di Stoccolma, ricco e snob, a cui una mattina, mentre si reca a lavoro, rubano il portafoglio e cellulare. Grazie al satellite riesce a rintracciare il cellulare e decide così di recarsi nel quartiere periferico e nel palazzo, un grosso edificio di una quindicina di piani e tanti appartamenti tutti uguali, dove abita il ladro. Per Christian in quel palazzo sono tutti colpevoli e così scrive una lettera a ogni condomine per chiedere indietro le sue cose.

Il titolo, The Square, non si riferisce a una piazza ma a un quadrato, cioè a un opera d'arte quadrata che Christian acquista con i soldi di una donazione. L'opera in realtà è un semplice quadrato a terra in cui c'è una targa con la scritta "Il Quadrato è un santuario di fiducia e altruismo. Al suo interno tutti dividiamo gli stessi diritti e doveri". Un'opera che grida all'uguaglianza e che fa da contrasto al comportamento dello snob Christian verso la gente.

Satirico, umoristico e surreale, il regista Ruben Östlund prende di mira il mondo dell'arte (moderna e contemporanea) e soprattutto quella classe sociale privilegiata e un po' snob che vive distaccata dal mondo "normale", ma il protagonista del film non è un cattivo, bensì una rappresentazione umana in cui lo spettatore può ritrovarsi.

"Nel 2008 in Svezia è nato il primo quartiere a porte chiuse, a cui possono accedere solo i residenti", ha raccontato Östlund, "Si tratta di un esempio estremo che ci mostra come le classi privilegiate si isolino sempre più da ciò che le circonda. E' anche uno dei molti segnali dell'individualismo crescente nelle nostre società, con il crescere del divario tra ricchi e poveri. Anche in Svezia, considerato uno dei paesi più egualitari del mondo, la disoccupazione crescente e la paura di perdere il proprio status portano le persone a diffidare degli altri e a non aiutarsi".

Nel cast figurano anche Elisabeth Moss e Dominic West. Il film ha avuto una buona accoglienza.
-

Presentato nella sezione Un Certain Regard il film Wind River, di Taylor Sheridan, con due "Avengers", Jeremy Renner e Elizabeth Olsen.

Una storia ambientata nella frontiera, con il cacciatore Cory Lambert che scopre il cadavere di una ragazza in una riserva indiana. A indagare sull'accaduto viene mandata l'inesperta agente dell'F.B.I. Jane Banner. I due si inoltreranno in un mondo crudo e violento in cui metteranno a rischio le proprie vite.
-

Presentato anche il cortometraggio Come Swim, debutto alla regia di Kristen Stewart. Corto che, con uno stile particolare, quasi "impressionista", racconta la vita di un uomo.

giovedì 15 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno 1

Si entra nel vivo, comincia il Concorso del 67° Festival di Cannes.

Presentato il nuovo film del regista inglese Mike Leigh, 'Mr. Turner', pellicola dedicata al pittore William Turner.
Proprio come in un quadro del pittore inglese, la regia e la fotografia del film s'ispirano alle opere di Turner giocando con la luce. 'Mr. Turner', accolto molto bene dalla critica alla proiezione stampa, trova un punto di forza nell'interpretazione di un bravo Timothy Spall.

"Ho cercato di rendere omaggio alla tensione tra il Turner mortale e il suo lavoro epico e spirituale, aveva una maniera unica di catturare il momento e sapeva trarre ispirazione da ciò che lo circondava", ha detto Mike Leigh parlando del pittore durante la conferenza, "Non si limitava a riprodurre il cielo e il mare ma era in grado di vedere al di là". E sul film: "Mi hanno chiesto se questo sia un film autobiografico, non lo è, anche se alcuni elementi sono innegabilmente influenzati dalla mia esperienza. Chiunque faccia un film ispirato a qualcuno deve necessariamente sentirlo vicino, capirlo e comprenderlo. E poi dato che anch'io sono un artista, naturalmente comprendo il territorio su cui lavoro. Man mano che inizi a fare ricerche su un soggetto, che tu lo faccia a livello superficiale o più approfondito, questo impregna la tua psiche".
Il direttore della fotografia Dick Pope ha poi parlato del lavoro specifico fatto sulla fotografia del film: "La parte del lavoro rigorosa è stata una ricerca sulla palette di colori utilizzata dal pittore. E’ un argomento e oggetto di grande documentazione. Dopodiché ho seguito l’istinto".
Molti consensi ha ricevuto l'interpretazione di Timothy Spall, attore spesso visto in ruoli da non protagonista. "Sapevo che per completare il film ci sarebbero voluti due anni e mezzo, per cui mi sono messo a prendere lezioni di disegno e ho imparato a dipingere, con un maestro vicino a casa mia", ha detto l'attore riguardo la preparazione del personaggio, "Ho anche letto tanto, sapevo che Turner era un uomo di stile e con una sensibilità spiccata, insomma, un po’ come me. Ho focalizzato sul suo lavoro. Era anche un tipo piuttosto misterioso, non ci sono tantissimi cenni biografici su di lui. I geni non sempre sono romantici. Anzi, spesso sono persone bizzarre che vivono di conflitti e hanno difficoltà a vivere in società. Turner aveva il genio dentro di sé, ma aveva l’aria di un proletario qualsiasi. Mi è venuto naturale interpretarlo con l’emissione di tanti rumori e grugniti. Rappresentano il male di vivere che si porta dentro e che esplode nel tentativo di comunicare. Però era in grado di rappresentare alla perfezione il sentimento del sublime, quella linea sottile tra l’orrore e la bellezza della natura, e di mettere in risalto l’umiltà dell’uomo".

Presentato in Concorso (in realtà ieri) anche 'Timbuktu' di Abderrahmane Sissako. Unico film africano in concorso, il film è ispirato a una storia vera avvenuta nel nord del Mali, una una giovane coppia lapidata per mano di alcuni fondamentalisti islamici perché colpevole di non essere sposata.


Oggi è stata inaugurata anche la sezione Un Certain Regard, ad aprirla il film 'Party Girl', diretto da tre registi: Marie Amachoukeli-Barsacq, Claire Burger e Samuel Theis. La storia di una matura entraineuse che arrivata a 60 anni accetta la proposta di matrimonio del proprietario di un nightclub in cui lavora ma senza rinunciare alla sua libertà.

sabato 18 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 3 e 4

Festival col brivido ieri a Cannes. Nella notte rapina alla gioielleria Chopard con la cassaforte strappata dal muro e portata via intero con tutti i gioielli dentro, e durante la giornata un folle ha sparato in aria, per fortuna a salve, momenti vissuti in diretta durante una trasmissione di Canal+ in cui erano ospiti anche i giurati Daniel Auteil e Christoph Walz.

Ma ieri è stato soprattutto, ed è un piacere dirlo, il giorno di Valeria Golino nella sezione Un Certain Regard con il suo film 'Miele', debutto alla regia per l'attrice. Film con un tema molto delicato come il suicidio assistito che ha convinto la critica, soprattutto quella estera, e ha  poi raccolto grandi applausi la sera alla proiezione per il pubblico. 

"Voglio bene a questo piccolo film che mi ha portato fin qui. Sono felice, ma non riesco a godere di questo momento", ha detto Valeria Golino in conferenza, "Provo tensione, qualcosa a cui non riesco a dare un nome, vorrei essere più contenta e serena, forse fra un mese lo sarò". Un film per cui la Golino ha lottato e non nasconde che i no sono stati tanti: "A dirmi di no sono stati anche molti amici. E devo ammettere di esserci rimasta molto male. La soddisfazione più grande è stato vederli ricredersi e venirmi a chiedere scusa". Alla domanda su quali fossero state le scene più difficili da girare, la Golino non ha dubbi, le scene dei suicidi assistiti. "Avevo molta apprensione, perché non volevo spettacolarizzare il dolore e neppure nasconderlo", ha detto la regista/attrice, "Tutta la troupe mi è stata vicina perché quelle scene non diventassero sentimentali e avessero una certa sacralità".
Ad accompagnarla il cast compresa la protagonista Jasmine Trica, quasi una veterana del festival visto che in passato ha partecipato con 4 film ed è stata anche giurata in Un Certain Regard nel 2007. Molto apprezzata la sua prova, in conferenza la Trinca ha detto che nonostante il grande stress emotivo si sentita molto a suo agio durante le riprese e il merito è stato soprattutto dell'alchimia con Valeria Golino. E sul film "'Miele' è un film non solo italiano perché entra in empatia con altre storie del mondo". La Golino ha spiegato la scelta di Jasmine Trinca come protagonista, ammettendo che comunque se avesse potuto lo avrebbe fatto lei: "Era un ruolo disegnato su una donna giovane e io trovo che Jasmine sia perfetta per incarnare un tipo di donna come questa. Ma se fossi stata più giovane non avrei esitato a litigarmi con lei il ruolo della protagonista. E poi devo ammettere che mi basta fare un lavoro alla volta: dirigere un film per la prima volta è stato già abbastanza faticoso".

Il film è già in sala in Italia. Va sottolineato come il film abbia convinto soprattutto la critica e il pubblico estero, a dimostrazione di come il cinema italiano venga spesso apprezzato più fuori dall'Italia che a casa nostra.

Film interessanti anche dal Concorso, con 'The Past' del regista iraniano Asghar Farhadi, con un ottimo cast, nel quale troviamo anche Bénérice Bejo che, a quanto pare, offre una bella prova. Un dramma familiare che ha strappato applausi da pubblico e critica e che si candida seriamente per un premio nella serata finale.

Altro film ad aver ricevuto ottime critiche e applausi è stato 'Like Father, Like Son' del regista Hirokazu Kore-eda. Anche questa pellicola potrebbe dire la sua alla fine del Festival.

Entrambi i film erano fra quelli favoriti o comunque fra i più attesi dalla critica, insomma le reazioni positive non sono poi una sorpresa.

Destinato a fare scandalo invece il film 'L'inconnu du Lac' di Alain Guiraudie. Un film a tematica omosessuale con scene di sesso esplicite mostrare in primo piano o messe ben in evidenza e per i protagonisti che passano gran parte del film (quasi tutto praticamente) nudi. 
Il film racconta di "cruising" e di Franck, Michel e Henri, tre uomini che si incontrano e si conoscono in riva ad un lago. Al di là degli scandali e delle chiacchiere, il film ha detta di molti è ben girato, molto ironico ma con un peso specifico importante. 
Un film che potrebbe rivelarsi un outsider nella sezione Un Certain Regard e che potrebbe dire la sua per la Queer Palm.


Oggi invece è arrivato a Cannes Benicio Del Toro per presentare il film 'Jimmy P.' di Arnaud Desplechin, nel cast anche Mathieu Amalric. Del Toro interpreta un nativo americano reduce dalla Seconda Guerra Mondiale che viene ricoverato in una clinica psichiatrica a causa di alcuni problemi riconosciuti come mentali e non fisici. In ospedale subentra la diffidenza verso il suo essere nativo americano, così viene chiamato un antropologo europeo specializzato in certi casi. Il film è stato presentato in Concorso.


Frra